Il menù invernale nei ristoranti tipici di Verona

La verza moretta di Veronella, il radicchio rosso e il broccoletto di Custoza. Queste le tre eccellenze alimentari veronesi protagoniste dell’appuntamento invernale de “Il Ristorante tipico”. Dal 26 gennaio al 10 febbraio, infatti, 18 ristoratori veronesi si impegnano a proporre ai loro clienti questi prodotti stagionali come filo conduttore del menù.

Si potranno quindi degustare gli involtini di verza moretta con ripieno di riso e carne di maiale; il salmerino con broccoletto di Custoza; gli gnocchi con radicchio rosso e mascarpone; i tortelloni al radicchio e monte veronese; le fettuccine fatte in casa con pesto di verza, lenticchie e cotechino; lo “Sbroeton de Verza”, una vecchia ricetta della bassa veronese con verza e patate, e tanto altro.

L’iniziativa conclude la serie di eventi culinari che abbina un piatto tipico o per ogni stagione. Se l’edizione primaverile aveva portato in tavola l’asparago veronese, quella estiva è stata caratterizzata dal pesce di lago. Zucca e castagne invece le protagoniste dell’autunno.

L’appuntamento è stato presentato dall’assessore alle Attività economiche e produttive Francesca Toffali. Presenti per Coldiretti Rosalina Vertuani, il referente per i ristoratori di Confcommercio Leopoldo Ramponi, il responsabile servizi dell’Associazione Italiana Sommelier di Verona Giuseppe Melis e i rappresentanti dei ristoratori e produttori veronesi coinvolti.

“Un’iniziativa che cresce sia nel numero di ristoranti tipici coinvolti che in termini di apprezzamento di pubblico – ha dichiarato l’assessore Toffali -. Il rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra le attività del nostro territorio ha dato vita a quattro appuntamenti, uno per ogni stagione, che ha consentito a molti veronesi e turisti di assaggiare prodotti locali ed imparare ad acquistarli nelle aziende nostrane per poi utilizzarli quotidianamente in cucina.”

Tra gli elementi che caratterizzano un ristorante tipico veronese: la presenza nel menù di piatti tradizionali, che devono rappresentare il 50% dell’offerta; l’utilizzo, nella preparazione dei piatti, del 50% di prodotti provenienti dalla provincia di Verona o dalla Regione del Veneto; la presenza di persone professionale e qualificato, in grado di illustrare la tipicità del menù e la storia della tradizione culinaria veronese.

L’elenco dei ristoranti tipici e le informazioni relative all’evento sono disponibili sul sito http://www.ristorantetipicoverona.com.

 

Roberto Bolis

“Esplorando Mozart” alla Sapienza

Quartetto di Cremona©Nikolaj Lund

Sabato 26 gennaio 2019 alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5) prosegue il ciclo di concerti della IUC intitolato “Esplorando Mozart” e affidato al Quartetto di Cremona, erede spirituale del mitico Quartetto Italiano ed orgoglio della musica italiana nel mondo.

Il Quartetto di Cremona prende il nome dalla città dei più grandi liutai di ogni tempo, perché In questi quattro musicisti suonano alcuni strumenti fabbricati secoli fa proprio a Cremona. I violinisti Cristiano Gualco e Paolo Andreoli suonano rispettivamente un Guadagnini del 1776 e un Testore del 1750 circa, il violista Simone Gramaglia un Torazzi del 1680 circa e il violoncellista Giovanni Scaglione un Amati del 1712: questi preziosi strumenti nati a Cremona (tranne il violino Testore) sono stati messi a disposizione del Quartetto di Cremona dal Peter Eckes Kulturfond, in considerazione del valore di questo gruppo.

Il secondo concerto del ciclo “Esplorando Mozart” è dedicato agli ultimi Quartetti del musicista salisburghese. Dopo i precedenti sei Quartetti dedicati a Haydn, scritti con una “lunga e laboriosa fatica” per impossessarsi dello stile del più anziano maestro, Mozart tornò in questi Quartetti a quella sua perfezione raggiunta con assurda facilità, che sembrerebbe prerogativa di una divinità più che di un essere umano. Tutto scorre miracolosamente privo di peso e straordinariamente luminoso. Secondo Bernhard Paumgartner, “l’approfondimento passionale e soggettivo cede qui alla folgorante chiarezza, all’estrema eleganza del porgere, alla sublime raffinatezza espressiva del canto e dell’armonizzazione”. Si ascolteranno tre di quei quattro ultimi Quartetti: Il Quartetto n. 20 in re maggiore K 499, il Quartetto n. 22 in si bemolle maggiore K 589 e il Quartetto n. 23 in fa maggiore K 590, l’ultimo in assoluto di Mozart, composto nel 1790, un anno prima della sua precocissima morte.

Fin dalla propria fondazione, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti ed Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. Tra i suoi più recenti debutti internazionali sono da ricordare Amburgo, Vancouver, Zurigo, Stoccolma, Ginevra, Madrid, Washington, Valencia e Cartagena.

Il Quartetto di Cremona è titolare della cattedra del “Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi” presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, ed è regolarmente invitato a tenere masterclass in Europa, USA e Sud America. È testimonial del progetto internazionale “Friends of Stradivari”. Nel novembre 2015 è stato insignito della cittadinanza onoraria della Città di Cremona.

In campo discografico ha inciso l’integrale dei Quartetti di Beethoven (eseguiti anche in una lunga tournée internazionale, che ha incluso la IUC) cui sono stati assegnati importanti riconoscimenti, come il Supersonic Award, l’Echo Klassik e il premio ICMA. Nello scorso settembre ha inciso un nuovo cd dedicato a Schubert.

Sabato 26 gennaio 2019 . ore 17.30

Esplorando Mozart (II)

Quartetto di Cremona

Mozart

Quartetto n. 23 in fa maggiore K 590

Quartetto n. 22 in si bemolle maggiore K 589

Quartetto n. 20 in re maggiore K 499

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia di Nikolaj Lund)

 

 

“Sturmtruppen. 50 anni” a Bologna

Bonvi in studio

La mostra Sturmtruppen. 50 anni, organizzata da Fondazione Carisbo e Genius Bononiae-Musei nella città in collaborazione con Eredi Bonvicini, è un omaggio all’esercito di fumetti più famoso al mondo, le Sturmtruppen che compiono appunto 50 anni di vita. Era il 1968 quando Bonvi, al secolo Franco Bonvicini, presentò la prima striscia delle sue Sturmtruppen a Lucca vincendo il premio di Paese Sera come miglior esordiente. Il materiale esposto a Palazzo Fava, circa 200 opere originali, tutte messe a disposizione dall’ Archivio Bonvicini e in gran parte inedite, illustra i meccanismi creativi della striscia italiana più famosa al mondo, mostrandone lo spirito caustico sempre attuale. Se il cuore della mostra è dedicato alle Sturmtruppen, non mancano gli excursus nella vastissima produzione artistica dell’autore, da quella seriale, con Cattivik e Nick Carter, a quella autoriale, per arrivare ad alcune opere pittoriche mai esposte e a quelle VM18 con Play Gulp, parodia erotica di tutto il mondo del fumetto. Dalla ricostruzione dello studio, con materiali e strumenti che mostrano il processo creativo, un percorso non cronologico che evidenzia quanto ancora sia attuale il pensiero di un artista che ha profondamente influenzato la cultura pop italiana novecentesca: non solo un cartoonist, ma un artista completo, capace di suscitare l’entusiasmo del grande pubblico così come degli intellettuali, da Umberto Eco a Oreste del Buono.

Fumetto corale abitato da una ridda di personaggi, i militari delle Sturmtruppen di Bonvi, dal soldaten semplice ai vari Sergenten, Capitanen, Generalen e Cuoken, fino al fiero alleaten Galeazzo Musolesi, unico personaggio dotato di identità, le Sturmtruppen diventano presto il fumetto antimilitarista per antonomasia, denunciando la stupida bestialità della guerra. Ma nonostante l’ambientazione circoscritta nel tempo – la Seconda Guerra Mondiale – e nello spazio – le trincee germaniche in cui tutti si esprimono in un inconfondibile slang “tedeschese”, le Sturmtruppen diventano un affresco di umanità di ogni tempo, trasformandosi in archetipi nelle loro manie e solitudini, nelle loro paure e vizi. Chiusi in un universo claustrofobico, i personaggi di Bonvi si muovono sul confine delle macerie e della morte, con un nemico invisibile agli occhi ma echeggiante di fragorosi spari e cannonate, non perdendo mai l’occasione per ridicolizzare la meschinità del potere e per prendersi gioco, ora con un tono pungente, ora con tenerezza, delle debolezze umane.

Palazzo Fava, via Manzoni 2, Bologna, fino al 7 aprile 2019

Orari: da martedì a domenica 10-20

Biglietto Open € 14, Intero € 12, Ridotto € 10 e altre riduzioni o omaggi previsti.

G.B.

Antiqua 2019 al porto antico di Genova

È nel cuore della città che si terrà la ventinovesima edizione di Antiqua, la mostra mercato di arte antica organizzata dalla Fiera di Genova. I Magazzini del Cotone al Porto Antico di Genova, l’area riqualificata da Renzo Piano in occasione dell’Expò del 1992, saranno il nuovo palcoscenico sul mare per gli antiquari italiani più prestigiosi ed esigenti. Il pubblico potrà apprezzare l’esposizione in tutta la sua interezza grazie a un percorso obbligato che lo guiderà dal grande foyer del piano terreno al piano superiore, con un elegante allestimento in grado di valorizzarne l’alta qualità.

Ad Antiqua sono esposti arredi di alta epoca, sculture, tappeti pregiati, dipinti a partire dal Seicento fino al Novecento, argenti e gioielli, sculture in marmo e lignee, ceramiche, vetri artistici. Quarantasette gli espositori presenti, a oggi; il 55% proviene da dieci regioni fuori Liguria, la Lombardia detiene il primato con circa il 20% regione, seguita dal Piemonte.Un incremento rispetto al 2018 a conferma del buon lavoro di rilancio avviato lo scorso anno quando Fiera di Genova ha assunto la gestione diretta della manifestazione puntando su un’attenta selezione degli espositori nel segno della qualità. Due le mostre collaterali realizzate all’interno della manifestazione, un “cannocchiale” su due grandi eccellenze di Genova: i Musei Civici e il Teatro Carlo Felice, simboli di una rassegna che ha l’obiettivo di creare un punto di raccordo fra il mercato dell’antiquariato e le istituzioni culturali del territorio.

Antiqua dunque apre sempre più alla città grazie al forte impegno delle istituzioni per una ricaduta sul tessuto economico e culturale. Un modo per incentivare maggiormente i visitatori e i turisti presenti a Genova ai quali si offrono maggiori opportunità per apprezzare le bellezze della città. Nei giorni di maggior afflusso il Comune sarà presente con servizi turistici aggiuntivi al fine di garantire un supporto informativo-turistico al pubblico della rassegna.

Visitando Antiqua

I dipinti sono uno dei punti di forza di Antiqua, grazie alla presenza di alcuni tra i migliori antiquari specializzati nel settore. L’offerta più ampia riguarda i pittori della tradizione ligure tra Otto e Novecento come Rambaldi, Lotti, Saccorotti, Zonaro, Fossati, Craffonara, divisionisti come Alberto Helios Gagliardo, un ottimo veneziano come Luigi Morgantin, e, risalendo nel tempo, comprende Bernardo Castello con “Allegoria dell’abbondanza”, fiamminghi come Cornelius de Wael con “Le sette opere di misericordia” e “Battaglia navale”, lo spagnolo Pedro Fernandez da Murcia detto lo “Pseudo Bramantino” con “Cristo Morto”. Rilevante, anche tra gli arredi, la tradizione genovese con un importante scrittoio “diplomatica” Luigi XV a tre cassetti, un tavolino da lavoro Luigi XVI con motivo di ghirlande e quadretto di paesaggio, un comodino Luigi XV con il caratteristico motivo del “Cuore”, una ribalta Luigi XVI con piedi a obelisco capovolto e ungueridon con teste di delfino. Di manifattura piemontese il comò a demilune della fine del Settecento, opera di Giuseppe Antonio Viglione, e la specchiera neoclassica con cornice in legno intagliato e dorato a mecca. Della stessa epoca, ma usciti dalle mani di sapienti artigiani lombardi, la coppia di comodini Luigi XVI finemente intarsiati. Tra le chicche da segnalare agli appassionati, la coppia di angeli in legno scolpito e dipinto, opera di Agostino Storace, datati 1750 circa, il “Trittico di delfini” della fine del XVII secolo in legno intagliato e dorato, proveniente dalla bottega di Filippo Parodi.

“I tesori nascosti dei Musei di Genova” è una selezione di sette pezzi di elevatissimo livello qualitativo, poco conosciuti dal grande pubblico, provenienti dalle collezioni dei Musei civici. Dalla tela di Valerio Castello, esponente di spicco del barocco genovese, “Madonna col bambino fra i santi Giovanni Battista e Giorgio” a due opere degli anni ’40 di Giovanni Governato, “Autoritratto” e “Danza Tragica”, dalla Carta del 1625, incisa su seta, della Riviera di Genova, firmata da Josè Chafrion, al bozzetto in bronzo di Giulio Monteverde della statua di Giuseppe Mazzini alla “Veilleuse delle civette”, una maiolica di Duilio Cambellotti, una delle figure più significative all’interno del panorama delle arti decorative italiane della prima metà del Novecento. I visitatori di Antiqua “assaggeranno” così il patrimonio di altissimo valore artistico, archeologico e storico custodito nel grande polo museale della città.

“Il Teatro viaggia nel tempo” ripercorre, attraverso una selezione di preziosi costumi e locandine d’epoca, la storia del Carlo Felice, uno dei principali teatri d’opera italiani, inaugurato per la prima volta nel 1828 e rinato nel 1991 con un progetto di Aldo Rossi dalle soluzioni architettoniche e tecnologiche all’avanguardia e con la conservazione del pronao e del portico, elementi del progetto originario di Carlo Barabino. Nel foyer d’ingresso della mostra saranno in esposizione sei preziosi costumi di scena, dalle nozze di Figaro alla Tosca, da Così fan tutte al kimono della Madama Butterfly, alla tunica del Gianni Schicchi e a due abiti di foggia settecentesca.

Sempre grazie alla collaborazione con il Teatro Carlo Felice, in occasione del vernissage a inviti di venerdì 25, il quartetto Paganini Sivori – formato da Eliano Calamaro, violino, Debora Tedeschi, viola e violino, Alberto Pisani, violoncello e Silvia Groppo alla chitarra – suonerà alcuni brani di Niccolò Paganini e Camillo Sivori.

Antiqua è anche l’occasione per alcune riflessioni sul mecenatismo. Ad “Aiuta l’arte e non metterla da parte”, sabato 26 gennaio alle 17.30, ne parleranno il direttore di Palazzo Ducale Serena Bertolucci, già direttore di Palazzo Reale, l’imprenditore e mecenate Alessandro Giglio, la storica dell’arte Anna Orlando e il presidente di Porto Antico di Genova Spa Giorgio Mosci, a moderare la giornalista Bettina Bush. Le possibilità introdotte dall’art bonus per le aziende e per i soggetti privati, lo spirito civico e l’amore per l’arte che hanno fino a oggi prodotto risultati insperati, saranno il punto di partenza di questo incontro, il cui obiettivo è contribuire alla diffusione di un “mecenatismo diffuso” che aiuti a preservare i capolavori del nostro Paese.

“Arte è donna?”, la domanda è il fulcro dell’incontro organizzato dai Lions Ge Sant’Agata A.V.B e GENOVA Alta Le Caravelleper martedì 29 gennaio alle ore 18. A parlarne sarà Anselmo Villata, esperto d’arte, manager culturale, critico, curatore, docente e giornalista autore di saggi sulla storia, la sociologia e l’analisi dell’arte.

Antiqua è aperta tutti i giorni da sabato 26 gennaio a domenica 3 febbraio, da lunedì a venerdì dalle 14 alle 20, nel fine settimana dalle 10 alle 20. Il biglietto d’ingresso costa 12 Euro, ridotto 8 Euro. Il CIV Porto Antico Village propone pacchetti aperitivo/pranzo o cena e visita della mostra.

Marina Chiappa

Evviva i diritti!

Una storia per raccontare ai bambini come sono nati, cosa sono e a cosa servono i Diritti Umani, cioè ciò che contraddistingue ognuno di noi, di cui siamo depositari e che ognuno è chiamato non solo a conoscere, ma anche a difendere. Ecco allora che una maestra decide di parlarne e si materializzano i motivi per cui un bambino è diverso, ha il diritto di esserlo e come si deve fare per rispettarlo. Infatti, rispetto a queste tematiche, si è sempre pronti a identificare come diverso, bisognoso di aiuto e di comprensione, della solidarietà di ciascuno, colui o colei che arriva da un altro Paese, che ha caratteristiche differenti, come il colore della pelle, un diverso modo di vestire, eccetera. Più complicato è accettare, invece, che il diverso sia esattamente come noi, bianco, cattolico, con lo stesso colore di capelli, ma con un modo di fare, di pensare, di vivere diverso. Forse soltanto perché più estroverso o più introverso, perché dotato per lo studio o perché dotato per la lettura, il disegno, lo sport, la musica. La persona identificata come uguale, non depositaria di necessità di bontà e umanità, per la società deve essere uguale alla massa, avere lo stesso WhatsApp, il telefonino, non eccellere, non diventare capace di fare sentire massa la massa. Altrimenti diventa oggetto di bullizzazione anche da parte di coloro che meno sembrerebbero atti ad essere o diventare bulli. È sottile la linea scolastica, in un mondo scuola in cui l’insegnante è sovraccaricato di doveri, ma non ha poteri. Deve controllare che non si utilizzi il telefono cellulare in classe, ma non può nemmeno toccarlo se lo vede in mano ad un discente. E così via. La società odierna non fa altro che spostare l’attenzione all’altro: gli altri devono fare, gli altri devono essere responsabili, gli altri se ne devono occupare e fare carico. Quindi ben venga l’idea, con un agile libro facilmente leggibile sia a casa che in classe, sia da soli che letto da nonni e genitori ad alta voce (magari fosse vero!) di sottolineare come si è arrivati a tanto diritto, ma come siano troppe le persone che pensano al diritto come a tutt’altro rispetto a quello che è. Alessandra Sala inventa allora una trama particolarmente adatta ai bambini e consiglio di leggerla, soprattutto come sussidio didattico. Ben congegnata, la storia conduce i bambini nel loro mondo fatto di immagini, dove non manca un tocco di fiabesco e dove la fantasia non è preconfezionata, come purtroppo sono abituati adesso.

Il testo è impreziosito da illustrazioni a fumetti di Laura Penone.

Alessandra Sala: “Evvai coi Diritti!”, Paoline, Milano, 2018, pagg. 160; euro 13.00

 

Alessia Biasiolo

 

OnStage!festival. L’America è di scena

A partire dall’esperienza maturata nei cinque anni di In Scena!, festival di teatro italiano a New York, approda in Italia, in esclusiva per la Città di Roma,  OnStage!festival, rassegna in lingua originale nata con lo scopo di veicolare la cultura americana attraverso l’incontro “personale” ed efficace con il teatro, e di costruire un dialogo permanente fra i due paesi, attraverso un network professionale dedicato.

Il festival, in programma per un’intera settimana, dal 21 al 27 gennaio 2019, prevede 6 performance in arrivo direttamente dagli Stati Uniti, fra cui lo spettacolo di Stephan Wolfert CRY HAVOC che, incentrato sulla vita di un veterano, è approdato alla scena Off Broadway: Wolfert terrà anche una masterclass per professionisti. Gli altri quattro spettacoli, appartenenti a compagnie Off Off selezionate tramite bando in America, trattano di argomenti profondamente attuali tra la diffusione incontrollata delle armi (SHOOTER di Sam Graber), l’integrazione culturale nelle relazioni tra sesso, religione e politica (DIRTY PAKI LINGERIE di Aizzah Fatima), la discriminazione di genere (HEDY! The Life & Inventions of Hedy Lamarr di Heather Massie) e il bullismo (LURED di Frank J. Avella).

Gli spettacoli, in scena all’Off Off Theatre in lingua originale con sopratitoli in italiano (traduzioni realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Roma Tre nell’ambito del progetto per la didattica innovativa “La traduzione per il teatro” a cura di Sabrina Vellucci con la partecipazione di Barbara Antonucci, Maria Paola Guarducci, Maddalena Pennacchia e gli studenti del corso Magistrale in Letterature e Traduzione Interculturale e del Dottorato in Lingue Letterature e Culture Straniere), saranno preceduti da incontri di approfondimento con giornalisti ed esperti del settore e seguiti da una Q&A con le compagnie, per dar modo al pubblico di confrontarsi direttamente con i temi e gli artisti stranieri eccezionalmente presentati in Italia.

Oltre agli spettacoli, sono in cartellone alcune letture mirate a far conoscere due diversi progetti di sviluppo della drammaturgia, attraverso testi che grazie ad essi si stanno diffondendo. Si tratta di Cherry Lane Mentor Project, progetto di sostegno alla nuova drammaturgia statunitense, con oltre 20 anni di vita e vincitore di un Obie Award e di American Playwrights Project, progetto per la diffusione della drammaturgia contemporanea statunitense di Valeria Orani, prodotto da 369gradi in collaborazione con American University of Rome e curato da Umanism NY e Martin E. Seagal Theatre Center – Graduate Center CUNY. I due testi del Cherry Lane Mentor Project, dal titolo Il mecenate (A Patron of the Arts) e Fratelli (The Siblings Play) saranno messi successivamente in scena al Teatro Palladium il 24 e 25 maggio p.v., interpretati rispettivamente dagli allievi della scuola Teatro Azione di Roma e da una compagnia di studenti del Dams diretti da Tomaso Thellung.

La danza sarà presente con EPT – A Collection of Works, firmato da Emotions Physical Theatre Company su coreografie di Shawn Rawls, opera che raccoglie la sintesi di tre lavori di una compagnia di danza emergente ma già premiata. Anche la musica, ad integrazione della rassegna, sarà presente con due concerti improntati ad un repertorio USA reinterpretato da artisti italiani: quelli di Sara Berni Blues Band e Piji ElectroSwing Project.
Infine, presso il Teatro Torlonia, si terrà la premiazione dell’OnStage Drama Award, il riconoscimento attribuito ad un drammaturgo professionista statunitense a cui viene offerta l’opportunità di essere introdotto in Italia con la prima mondiale di una sua opera inedita. Il prescelto, per questa prima edizione, è un giovanissimo autore californiano, Leland Frankel, per The Girlfriend. A selezionarlo una giuria composta da: Pietro Bontempo (regista, attore, traduttore), Valentina De Simone (giornalista, critico teatrale, traduttore), Massimiliano Farau (regista), Alessia Giangiuliani (attrice), Michele Panella (Regista, traduttore e direttore artistico festival Tramedautore) e Laura Tesman (regista). Il riconoscimento all’autore è una targa in bronzo appositamente realizzata dall’artista Marco Manzo.

OnStage!festival è un’iniziativa promossa da KIT Italia (Roma), The International Theatre (Roma) e Kairos Italy Theater (New York), in collaborazione con MTHI.

La rassegna è realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e del Comune di Roma ed in partnership con: Università degli Studi Roma 3 (Dipartimento Lingue Letterature e Dipartimento Filosofia Comunicazione Spettacolo), Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, Teatro di Roma, DAMS – Discipline Arti Musica e Spettacolo, Teatro Azione, Cherry Lane Thatre Mentor Project, American Playwrights Project, Off Off theatre.

Partner tecnici: Camera42, CS Graphic Design, We The Italians
Il festival è gemellato con INSCENA! Italian Theatre Festival New York.

ROMA
OFF OFF THEATRE
Via Giulia, 20, 00186 Roma RM
Teatro di Villa Torlonia
Via Lazzaro Spallanzani, 1A, 00161 Roma RM
Teatro Argentina – Sala Squarzina
Largo di Torre Argentina, 52, 00186 Roma RM
Ingresso agli spettacoli: € 15 intero, € 12 ridotto, € 10 convenzioni
Abbonamento libero a 6 ingressi a 80 Euro
Ingresso libero a letture e incontri
Spettacoli in lingua originale con sopratitoli
Letture e incontri in Italiano

IL PROGRAMMA COMPLETO
Lunedì 21 gennaio 
Ore 20:30
OFF OFF THEATRE
TEATRO 
CRY HAVOC
Scritto e interpretato da Stephan Wolfert
Regia Eric Tucker, con materiali di William Shakespeare
Traduzione Donatella Codonesu
Il folgorante incontro fra teatro e vita di un veterano di guerra

Martedì 22 gennaio 2019
Ore 18:45
INCONTRO
ARMI: PERCHE’, PER CHI
Moderatore Valentina Santarpia, giornalista
Interventi:
Simone Tramonte, fotografo
Federica Mazzeo, psicologa psicoterapeuta
Katrin Hilbe, regista e produttrice
Eccezionalmente in proiezione il reportage fotografico “Brothers in Arms” realizzato da Simone Tramonte nel 2018
Ore 20:15**
Aperitivo
Ore 21:00
SPETTACOLO
SHOOTER 
di Sam Graber
Regia di Katrin Hilbe
Con Ean Sheehy, Ian Gould, David Perez-Ribada, Michael Gnat, Nicholas-Tyler Corbin
Prodotto da ManyTracks Inc
Traduzione Valerio Soldà
Sono le armi il pericolo o gli uomini che le impugnano?

Mercoledì 23 gennaio
Ore 17:00
OFF OFF THEATRE
TEATRO
CRY HAVOC
Scritto e interpretato da Stephan Wolfert
Diretto da Eric Tucker, con materiali di William Shakespeare
Traduzione Donatella Codonesu
Il folgorante incontro fra teatro e vita di un veterano di guerra
Ore 18:45
OFF OFF THEATRE
INCONTRO 
INTEGRAZIONE, UN PERCORSO INFINITO
In collaborazione con Associazione Nuove Diversità
Moderatore Rajae Bezzaz, inviata di “Striscia la notizia”
Interventi:
Ejaz Ahmad, mediatore culturale
Parisa Nazari, promotrice interculturale
Sabika Shah Povia, giornalista
Aizzah Fatima, autrice e attrice
Ore 20:15**
Aperitivo
Ore 21:00
OFF OFF THEATRE
TEATRO 
DIRTY PAKI LINGERIE
Scritto e interpretato da Aizzah Fatima
Drammaturgia Cobina Gillitt
Directed by Erica Gould
Traduzione Alessandra Porcù*
Sesso, religione e politica in collisione: sei musulmane mettono a nudo la propria identità

Giovedì 24 gennaio
Ore 17:00
OFF OFF THEATRE
LETTURA
ingresso libero fino ad esaurimento posti
APP – American Playwrights Project
When January Feels Like Summer (L’estate a gennaio)
Di Cori Thomas
Regia Marco Cavalcoli, con Silvio Impegnoso, Fortunato Leccese, Antonio Muro, Alice Palazzi, Michael Schermi
Traduzione Valentina Rapetti
Progetto nato da un’idea di Valeria Orani e Frank Hentschker, prodotto da 369gradi in collaborazione con Umanism NYC, Martin E. Segal Theatre Center – Graduate Center CUNY e The American University of Rome.
Ore 18:45
OFF OFF THEATRE
INCONTRO 
DONNE, SCIENZA E PARITA’
In collaborazione con Associazione DonneScienza
Moderatore Isabella Mezza, giornalista
Interventi:
Sveva Avveduto, ricercatrice
Ilaria Capua, virologa
Heather Massie, autrice e attrice
Ore 20:15**
Aperitivo
Ore 21:00
OFF OFF THEATRE
TEATRO
HEDY! The Life & Inventions of Hedy Lamarr
Scritto e interpretato da Heather Massie
Regia Blake Walton
Traduzione Mariangela Paone*
La vera storia di un’icona glamour di Hollywood genio della scienza

Venerdì 25 gennaio
Ore 17:00
TEATRO VILLA TORLONIA
LETTURA IN ITALIANO
ONSTAGE AWARD
ingresso libero fino ad esaurimento posti
THE GIRLFRIEND (La ragazza)
Di Leland Frankel
Traduzione Daph Mereu
A cura di Pietro Bontempo, con Mily Cultrera, Cristina Del Grosso, Amedeo Bianchimano
1° edizione del premio ad un testo inedito americano
Ore 19:00
OFF OFF THEATRE
TEATRO
LURED
Di Frank J. Avella
Regia di Frank J. Avella e Carlotta Brentan
Con Brendan Daugherty, John DiMino, Cali Gilman, Kalen J. Hall, Marc Lombardo, David Joseph Volino e Carlotta Brentan
Traduzione Michela Compagnoni*
Violenza virale: bullismo e discriminazione dalle cronache ai social
Ore 22:00
OFF OFF THEATRE
MUSICA
SARA BERNI BLUES BAND
Sara Berni (voce)
Egidio Marchitelli (chitarre)
Muzio Marcellini (tastiere)
Mimmo Catanzariti (basso)
Gianni Polimeni (batteria)

Sabato 26 gennaio
Ore 17:00
TEATRO ARGENTINA – SALA SQUARZINA
LETTURA
ingresso libero fino ad esaurimento posti
Cherry Lane Mentor Project
The Siblings Play
Di Ren Dara Santiago, traduzione Michela Compagnoni *
A Patron Of The Arts
Con Mauro Tiberi, Jacopo Carta, Luca Scognamiglio
A cura di Scuola di Recitazione Teatro Azione
Evento realizzato in collaborazione con The Cherry Lane Theatre di New York e Teatro di Roma
Ore 18:45
OFF OFF THEATRE
INCONTRO
ODIO ANTI-LGTBI
In collaborazione con Associazione Certi Diritti, Circolo Mario Mieli
Moderatore Simone Alliva, giornalista
Interventi:
Yuri Guaiana, attivista
Antonio Stango, politologo
Frank J. Avella, autore e regista
Ore 20:15**
Aperitivo
Ore 21:00
OFF OFF THEATRE
TEATRO
LURED
Di Frank J. Avella
Regia di Frank J. Avella e Carlotta Brentan
Con Brendan Daugherty, John DiMino, Cali Gilman, Kalen J. Hall, Marc Lombardo, David Joseph Volino e Carlotta Brentan
Traduzione Michela Compagnoni*
Violenza virale: bullismo e discriminazione dalle cronache ai social

Domenica 27 gennaio
Ore 17:00
OFF OFF THEATRE
DANZA
EPT – A Collection of Works
Emotions Physical Theatre Company
Coreografo Shawn Rawls
Con Shawn Rawls (voce) e i danzatori Leigh Schanfein, Nikki Ervice, Harwin Vasquez e DeAndre Cousley
Danzando in cerca della felicità
Ore 20:30
OFF OFF THEATRE
MUSICA
PIJI ELECTROSWING PROJECT
Piji (voce, chitarra manouche)
Gian Piero Lo Piccolo (clarinetto)
Egidio Marchitelli (live electronics & chitarra elettrica)
Francesco Saverio Capo (basso)
Andy Bartolucci (batteria)

*Traduzioni realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere dell’Università di Roma Tre nell’ambito del progetto per la didattica innovativa “La traduzione per il teatro” a cura di Sabrina Vellucci con la partecipazione di Barbara Antonucci, Maria Paola Guarducci, Maddalena Pennacchia e gli studenti del corso Magistrale in Letterature e Traduzione Interculturale e del Dottorato in Lingue Letterature e Culture Straniere. Sopratitoli a cura di Giulia Casati.
** Aperitivo riservato a chi assiste all’incontro, per usufruirne si deve accedere all’incontro non più tardi delle 19

Elisabetta Castiglioni

 

Angelo Morbelli. Luce e colore a Milano

In occasione del centenario dalla morte dell’artista, Galleria Bottegantica di Milano propone, dal 25 gennaio al 16 marzo 2019, una attenta monografica di Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919), protagonista della pittura italiana del secondo Ottocento e del Divisionismo, in modo peculiare.

L’esposizione, curata da Stefano Bosi e Enzo Savoia, presenta una selezione di opere fondamentali, alcune mai prima esposte, atte a documentare l’evoluzione del percorso artistico di Morbelli e le sue tematiche di elezione.

“Nell’opera di Morbelli – affermano i Curatori – dimensione realistica e dimensione simbolica parallelamente coesistono. La minuziosa insistenza realistica, mentre ci immerge in una precisa realtà, la esaspera, fa sì che ci appaia in una diversa luce, che le toglie credibilità nella dimensione del reale, la immobilizza, la fissa in emblema”.

Il realismo sociale, che egli interpreta con profonda sensibilità e capacità di analisi, si trasmuta in positività le volte in cui egli si approccia al variegato tema del paesaggio. I suoi paesaggi dominati dall’assenza di figure e di azione, dove l’emozione del pittore trova pieno appagamento nell’aprirsi, in religioso silenzio, alla natura, che è il regno delle cose che si rinnovano da sole, l’ente che possiede e dona la vita.

Ne sono un esempio gli ariosi paesaggi dei ghiacciai valtellinesi o delle montagne piemontesi, le ampie vedute della marina ligure, gli scorci della laguna veneta, colti perlopiù al tramonto, e quelli assolati dell’amato giardino della residenza campestre a La Colma, presso Rosignano, sulle colline del Monferrato. Monti, mare, boschi sono cantati come lezione di vita vera e autentica, nei quali l’animo dell’artista sembra quietarsi.

In Morbelli, la ricerca del Vero e quella del Bello e di immagini idonee a esprimerlo, vanno di pari passo. Come risulta evidente nei dipinti dedicati al lavoro delle mondine, al nudo femminile e all’universo adolescenziale delle ballerine. Quest’ultima produzione, in particolare, è caratterizzata da una raffinatezza formale tale da distinguersi come uno dei momenti più alti raggiunti in pittura dall’artista, dove la visione si piega al sentimento, grazie anche a un uso sapiente e controllato dell’illuminazione e all’elegante messa in posa delle giovani creature, colte nella fugacità di un attimo. La bellezza e la perfezione delle loro forme fuggono dagli eccessi di un realismo troppo esibito. Più che a una rappresentazione realistica ci troviamo di fronte all’esaltazione di una nuova intensità espressiva, occasionata dall’aver conferito alla figura il potere di espansione della propria luminosità interna, in stretta relazione con la qualità della luce-ambiente, in cui essa è calata.

Angelo Morbelli: Luce e colore approfondisce anche, con il contributo di esperti nel settore, il tema della tecnica, specie quella divisionista, che lui ritiene essere la pittura del futuro: “L’affare dei puntini è per me” – scrisse in una lettera del 1895 all’amico Virgilio Colombo “un esercizio pratico, come le scale del pianoforte. Il ridicolo cui i colleghi affettano schiacciare i puntini, mi assomiglia un po’ quello dei padroni dei velieri contro i primi tentativi delle barche a vapore, parendo loro impossibile che un tubo potesse far tanto! La cosa è da noi prevista; ma non farà deviare un ette dal cammino prescelto chi ha la schiena forte! Intanto si vengono ad avere dei risultati maggiori: aria, luce, illusione dei piani e dei toni!”.

ANGELO MORBELLI. Luci e colori.

Milano, Galleria Bottegantica, via Manzoni 45

dal 25 gennaio al 16 marzo 2019, dal martedì al sabato 10-13; 15-19. Ingresso libero.

S. E.

Simon Boccanegra al Teatro Carlo Felice di Genova

foto di scena di Marcello Orselli

Venerdì 15 febbraio 2019, alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice va in scena il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (libretto di Francesco Maria Piave, con aggiunte e modifiche di Arrigo Boito, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez). L’opera, andata in scena nel 2015 in occasione   dell’ inaugurazione della stagione quale omaggio al capoluogo ligure e alla sua storia, è ambientata, come è noto, nell’epoca in cui nel ‘300 Genova era Repubblica Marinara, tra lotte per il potere, amori contrastati e conflitti tra etica e politica. La versione è quella definitiva in un Prologo e tre Atti approntata da Verdi ventiquattro anni dopo l’originaria versione veneziana e andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 24 marzo 1881.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Andriy Yurkevich, ucraino, Direttore musicale del Teatro Nazionale di Chisinau (Moldavia), musicista che vanta un repertorio che spazia da Mozart ai capolavori del belcanto e verdiani, con una naturale predisposizione verso i maggiori compositori russi, recentemente applaudito a Genova il 18 gennaio in occasione del Gala Jessica Pratt-Michael Spyres.

L’opera andrà in scena nell’allestimento del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo (prodotto nel 2016 dal Teatro Carlo Felice e dal Teatro La Fenice di Venezia) mentre la regia e le scene di Andrea De Rosa sono riprese da Luca Baracchini. “Sono rimasto fedele al testo – scrive De Rosa – cercando di esaltare quello che secondo me può esserne considerato l’elemento chiave: il mare. Per un uomo di mare come Simone è importante avere sempre un orizzonte visibile, ma il dolore e i palazzi del potere gli precludono la vista di questo orizzonte. Al mare ho attribuito un’importanza primaria rendendolo presente, in forme sempre diverse, per tutta la durata dello spettacolo.“

La messa in scena si avvale delle preziose collaborazioni di Alessandro Lai (Costumi) e di Pasquale Mari (Luci e Video Designer), che, per le sue proiezioni, ha utilizzato riprese di scorci realizzate in Liguria.

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: il baritono Ludovic Tézier e Alberto Gazale nel ruolo di Simone, il soprano Vittoria Yeo e Angela Nisi (Amelia), il genovese Francesco Meli, Matteo Desole (Gabriele Adorno), Giorgio Giuseppini, Roman Lyulkin (Fiesco), Leon Kim (Paolo Albiati), Luciano Leoni (Pietro); Simona Marcello e Alla Gorobchenko (l’Ancella di Amelia) mentre Luisa Baldinetti mimerà il personaggio del fantasma di Maria.

foto di scena di Marcello Orselli

Numerosi gli incontri collaterali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato intorno a Simon Boccanegra prima del debutto:

Sabato 9 febbraio – ore 16.00 – Auditorium Eugenio Montale

Conferenza illustrativa “Un affresco morale” a cura di Lorenzo Costa in collaborazione con Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini

Domenica 10 febbraio – ore 11.00 – Teatro Carlo Felice

Open Day – Prova d’assieme di Simon Boccanegra aperta al pubblico (dalle ore 11 alle ore 12) – Ingresso a pagamento (8 euro intero e 6 euro under 26)

Ore 14.00: Tour guidato “Simon Boccanegra, i suoi luoghi storici e la sua energia”. Si tratta di un percorso guidato, realizzato in collaborazione con il gruppo “Hunter Oversoul team”, alla scoperta dei luoghi storici di Genova legati alla figura del Doge dove ancora oggi si rileva la sua energia e la sua presenza. Partendo dal Carlo Felice, passando dal Museo di San’Agostino sino ad arrivare a Palazzo San Giorgio. Il walking tour sarà offerto dal Teatro Carlo sino ad esaurimento dei posti disponibili, su prenotazione obbligatoria.

Lunedì 11 febbraio – ore 9 -10 e 11 – Teatro Carlo Felice

Visite guidate agli allestimenti dell’opera – riservate a gruppi di studenti organizzati in sede scolastica

Lunedì 11 febbraio – ore 17.30Libreria Feltrinelli

UN POMERIGGIO ALL’OPERA

Incontro con il Cast

A cura di Massimo Pastorelli

Ingresso libero

In collaborazione con l’ Associazione Culturale A Cumpagna è stata attivata un’attività promozionale per la divulgazione storica dell’opera finalizzata alla visione della produzione che andrà in scena.

Sinergia con Palazzo Ducale:

A partire dal 12 febbraio:Apertura straordinaria della Torre Grimaldina per visite guidate esclusive e riservate al pubblico dell’opera (sarà necessario esibire il titolo di accesso all’opera).

Intervento musicale con cantanti solisti del Teatro Carlo Felice su arie celebri dell’opera, data e sede da definire

Reciprocità per biglietti ridotti alle mostre “Paganini Rockstar” e Monet e viceversa Simon Boccanegra

Esposizione di un costume di scena nello scalone di Palazzo Ducale

Proiezione su maxi schermo nell’atrio di Palazzo Ducale del manifesto monografico

Per maggiori informazioni consultare il sito http://www.carlofelice.it

Sinergia con Museo di Sant’Agostino:

possibilità reciproca di visitare il Museo per gli spettatori dell’opera e assistere alle recite dell’opera per i visitatori del Museo a prezzo ridotto e promozionale.

SIMON BOCCANEGRA

Melodramma in un prologo e tre atti di Francesco Maria Piave

con aggiunte e modifiche di Arrigo Boito

dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez

Musica di Giuseppe Verdi

Direttore
Andriy Yurkevich

Regia e scene
Andrea De Rosa
ripresa da Luca Baracchini

Costumi
Alessandro Lai

Light e video designer

Pasquale Mari

Personaggi e interpreti principali:

Simon Boccanegra

Ludovic Tézier (15-17)

Alberto Gazale

Amelia

Vittoria Yeo (15-17)

Angela Nisi

Gabriele Adorno

Francesco Meli (15-17)

Matteo Desole

Fiesco

Giorgio Giuseppini(15-17-19)

Roman Lyulkin

Paolo Albiati

Leon Kim

Pietro

Luciano Leoni

Un’ancella di Amelia

Simona Marcello (15-16)

Alla Gorobchenko

Fantasma di Maria

Luisa Baldinetti

Allestimento

Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Francesco Aliberti

Repliche

Sabato 16 febbraio – (F) 15.30

Domenica 17 febbraio – (C) 15.30

Martedì 19 febbraio – (B) 20.00

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Il Tempio di San Cristoforo alla Certosa con la guida

 

Giovanni Masi (Ferrara, 1761 . 1826)
“Beata Vergine del Rosario con i Santi Giorgio, Maurelio e fanciullo che offre la pianta della Fortezza”

(tela cm. 425×285 visibile all’interno del laboratorio di restauro)

L’affluenza alla prima visita guidata all’interno del Tempio certosino, ha confermato ancora una volta l’interesse e l’affezione del pubblico per San Cristoforo alla Certosa. Per mantenere questo legame con uno dei monumenti più importanti della città, i Musei di Arte Antica del Comune di Ferrara rinnovano l’invito agli appassionati a partecipare alle prossime visite guidate.

Un nuovo appuntamento sarà in programma nel pomeriggio di sabato 19 gennaio 2019 (la prima visita si terrà dalle 14 alle 15 e la seconda dalle 15 alle 16).

Nell’occasione Elisabetta Lopresti, attraverso una puntuale descrizione del patrimonio esposto all’interno del Tempio, farà conoscere ai visitatori le peculiarità di San Cristoforo quale testimone degli aspetti artistici ed architettonici cartusiani, in relazione alla vicenda estense e alla storia della città, dalla devoluzione alle soppressioni napoleoniche a seguito delle quali il complesso certosino viene trasformato in cimitero pubblico.

Nel laboratorio di restauro, attivo all’interno della Chiesa, per l’occasione saranno visibili monumentali tele che rappresentano due importanti momenti della cultura figurativa ferrarese, inquadrabili nell’ambito pre-devoluzione e nel successivo periodo napoleonico.

Giovanni Giannelli collaboratore del Laboratorio di Restauro “Ottorino Nonfarmale”, traccerà tecnicamente l’intervento di restauro manutentivo, illustrando nel contempo le complesse operazioni di ricollocazione delle opere.
Come consuetudine per la partecipazione alla visita è necessario prenotare al 0532.232924, nei giorni di lunedì 14, mercoledì 16 e venerdì 18 gennaio 201 dalle ore 9 alle 11.

Il terzo appuntamento con visita guidata gratuita, previa prenotazione, si terrà nel pomeriggio di sabato 2 febbraio 2019. La prima visita si terrà dalle 14 alle 15 e la seconda dalle 15 alle 16.

In questa occasione l’architetto Giuliana Marcolini, che da anni collabora con i Musei di Arte Antica, condurrà la prima parte del percorso di visita spiegando l’assetto di San Cristoforo in base ai dettami della regola certosina che, fin dal sorgere dei primi monasteri, hanno determinato le forme architettoniche degli spazi di vita e di preghiera.

Le prenotazioni saranno possibili telefonando al 0532.232924, nei giorni di lunedì 28, mercoledì 30 gennaio e venerdì 1 febbraio 2019 dalle ore 9 alle 11.

Si ricorda che l’ingresso libero e gratuito al Tempio sarà comunque possibile nelle mattinate di sabato 19 gennaio e del 2 febbraio (dalle 10 alle 13), mentre i pomeriggi saranno riservati alle visite guidate.
Nelle domeniche 20 gennaio e 3 febbraio 2019 il Tempio sarà visitabile con ingresso libero e gratuito dalle 10 alle 16.

 

Alessandro Zangara (anche per la foto)

 

 

 

“Another Earth” di Bruna Rotunno

 

Red Lab Gallery/Miele presenta la mostra di Bruna Rotunno, Another Earth, a cura di Gigliola Foschi. L’esposizione è la prima di un ciclo di 4 mostre personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”.

Another Earth è una nuova ricerca, creata da Bruna Rotunno durante numerosi viaggi in molti luoghi del nostro pianeta. Ciò che emerge da queste immagini non è però una documentazione geografica o paesaggistica: l’autrice anzi nega qualsiasi visione d’insieme.

Lo sguardo corre vicino alle rocce o sulla superficie scintillante e cangiante del mare, poi entra nel tronco vuoto di un ulivo contorto, quasi volesse immedesimarsi con la sua sofferenza e il suo slancio verso il cielo. Quella di Bruna Rotunno è una fotografia essenziale e vibrante, che si lascia assorbire dalla natura e che, proprio per questo, non la descrive. È una fotografia nata da un incontro intimo e appassionato con la Madre Terra, con la sua energia primigenia, i suoi colori che si accendono di una cromia magica. Queste immagini, pervase da un senso di ineffabile mistero, sono la risposta al richiamo di una natura vista e sentita come un mondo potente, ancora capace di stupire e di offrire esperienze profonde, nelle quali immergersi e rigenerarsi. L’approccio visivo di Bruna Rotunno è infatti magico-rivelatorio, proteso a evocare l’intensità di un legame emozionale e quasi corporeo, tanto da far emergere la forza potente di un universo naturale non piegato ai voleri dell’uomo.

Lo spazio avvolgente e innovativo della Red Lab Gallery / Miele (che presenta il sistema photoShoWall, composto da moduli-cornice che possono ospitare immagini intere o scomposizioni inedite) ha offerto inoltre all’autrice l’opportunità di progettare uno spazio immersivo, dove i visitatori possano entrare nella sua opera e “sentire” l’energia della natura: quella potenza oltreumana – a volte incantata, a volte addirittura “stregata” – che le sue fotografie riescono a comunicare. Non più appese ai muri, come avviene nelle gallerie tradizionali, le sue opere (fotografie e video) divengono spazio ed esperienza.

Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo la mostra di Bruna Rotunno, vedrà esporre: Ulderico Tramacere con Nylon (7 marzo – 1 aprile 2019), Erminio Annunzi con Nel buio si cela la luce (aprile/maggio 2019), Alessandra Baldoni con Atlas (giugno/luglio 2019).

Bruna Rotunno, nata a Matera, vive e lavora tra Milano e Parigi. Ha collaborato per anni con la Condè Nast e con le maggiori agenzie di advertising firmando campagne per clienti come Bmw, Alitalia, American Express, Audi, Loro Piana, Zegna, etc. Autrice che lavora con fotografie e video ha esposto in numerose gallerie sia in Italia che all’estero. Ha avuto una personale alla Triennale di Milano (Shangai 24h, 2010) e ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2005 con il cortometraggio Sultans Dream. Il suo lavoro Women in Bali è stato esposto presso la Visual Arts di New Delhi, il Museo d’Arte Orientale di Torino (MAO) e la Sacred Gallery di Hong Kong. In Francia è rappresentata dalla galleria Molin Corvo di Parigi. Ha pubblicato sei libri e vinto due volte il Prix de la Photographie Paris.

Mostra a cura di Gigliola Foschi

Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 4, Milano

25 gennaio – 27 febbraio 2019

Orari di apertura

Da lunedì a venerdì 15.00-19.00

Sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

De Angelis (anche per la fotografia)