Cipolla e Scalogno, il gusto inconfondibile in fiera

Cipolla di Medicina

A cavallo fra Emilia e Romagna, nell’area compresa fra i comprensori di Imola (BO) e quello di Faenza (RA), c’è un territorio ricco di eccellenze gastronomiche. Nel mese di luglio ne verranno celebrate due, nel corso di altrettanti eventi gustosi: dal 12 al 14 luglio a Medicina (BO) prenderà vita “Medicipolla”, mentre nei giorni a seguire, dal 25 al 28 luglio a Riolo Terme (RA) si celebrerà la “Fiera dello Scalogno IGP di Romagna”.

Dal 12 al 14 luglio a Medicina si celebrerà l’“Antica Fiera di luglio” e la XVIII edizione di “Medicipolla”, un omaggio gustoso a sua Maestà la Cipolla di Medicina, che per l’occasione sarà proposta in tutte le sue varianti e in numerosi menù a tema dove si potrà assaggiare pietanze come le cipolle ripiene al forno o caramellate, il fegato e il friggione alla medicinese. Nel corso dell’evento, inoltre, ci saranno l’esposizioni di macchine agricole d’epoca e moderne, spettacoli d’intrattenimento, mercatini e specialità gastronomiche da degustare.

Fra i tanti appuntamenti, quelli di maggior interesse sono: “Cipolla d’autore”, la cena a tema a cura dello chef Riccardo Facchini e il 16° Simposio della Confraternita della Magnifica Cipolla di Medicina.

Nella zona tipica della Cipolla di Medicina sono coltivate diverse varietà tutte riconducibili a tre grandi gruppi: Cipolla Dorata (ottima per risotti, soffritti, sughi, zuppe e da cuocere al forno), Cipolla Bianca (ottima per lessature, minestroni, frittate, salse e soffritti delicati), Cipolla Rossa (ottima cruda, da sola o in insalate, condimenti, contorni, brasati e spezzatini).

Arrosto di Mora romagnola con scalogno

Lo Scalogno IGP di Romagna, che non è un aglio né una cipolla, è un piccolo bulbo che appartiene sempre della famiglia delle Liliacee. Una prelibatezza enogastronomica tutta locale e assolutamente unica nel panorama nazionale. A Riolo Terme, cuore produttivo di questa meraviglia per il palato, dal 25 al 28 luglio si svolgerà la Fiera dello Scalogno IGP di Romagna. Nelle vie centrali del paese ci sarà la mostra mercato dello Scalogno di Romagna dove, per tutte e quattro le giornate, saranno presenti i produttori di questa prelibatezza. I ristoratori del paese non mancheranno di proporre pietanze a base di Scalogno mentre al Parco Pertini ci sarà lo stand gastronomico della Pro Loco tutto dedicato al piccolo bulbo, con ricchi menù a tema. Si potranno assaggiare, tra le varie pietanze: riso allo Scalogno, tagliolini allo Scalogno, frittata allo Scalogno, arrosto aromatizzato allo Scalogno. E poi tutte le sere: musica, spettacoli e intrattenimento.

Da sempre coltivato in Romagna, la Pro Loco di Riolo Terme nel 1992 decise di organizzare una festa ad hoc per promuovere questo prodotto tipico della tradizione locale, che nel 1997 ha anche ottenuto il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta).

 

Pierluigi Papi (anche per le fotografie)

“Rosso digitale” di Vincenzo Vita

Dall’invasione degli spot alla dittatura degli algoritmi, un’analisi dettagliata sul rapporto politica e comunicazione dalla televisione sul modello Berlusconi ai social media delle campagne politiche e delle fake news attuali: questi i temi esplorati nel nuovo saggio scritto da Vincenzo Vita, Rosso digitale, che verrà presentato in anteprima alla Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma, mercoledì 19 giugno alle ore 18.

Il berlusconismo, da non intendere come semplice descrizione delle alterne fortune del Cavaliere di Arcore, bensì come sintomo clamoroso del mutato rapporto tra rappresentanza e rappresentazione, è alla base di una ricerca che analizza il processo di globalizzazione mediatica come uno strumento non risolutivo nello sviluppo dei media. Nel saggio viene anche messa a fuoco la figura di un Politico in crisi, in quanto frutto della parabola discendente dei grandi partiti di massa, che si manifesta in modo esplicito con l’epifania della società dell’informazione.

“Nell’Italia degli irrisolti conflitti di interesse – afferma Vita – vero riferimento della e nella sfera pubblica è la televisione generalista commerciale, in termini di frequenze, risorse economiche e costruzione del clima di opinione. Ma quali scenari si aprono per il futuro?” A questa domanda, seguendo l’iter del saggio pubblicato dal “manifestolibri”, tenteranno di rispondere insieme all’autore, in una conversazione aperta al pubblico, lo scrittore Gianrico Carofiglio, il giurista Nicola D’Angelo, il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana Giuseppe Giulietti e la direttrice de “Il Manifesto” Norma Rangeri. Ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione consigliata alla mail eventi@aamod.it

Vincenzo Vita (1952) è Presidente dall’aprile 2015 dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nonché dal 2017 dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra. Deputato con l’Ulivo nel 1996, è stato Sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni fino al 2001. Dal 2003 al 2008 Assessore alla cultura della Provincia di Roma. Dal 2008 al 2013 Senatore del Pd.

Ha insegnato come docente a contratto Teorie dei media nell’Università di Sassari; ha pubblicato, tra l’altro: “Dopo i mass media” (1993) e “L’inganno multimediale” (1998).

Collabora con “il manifesto”.

 

Elisabetta Castiglioni

I colori di Martino Zanetti in esposizione alla Gran Guardia di Verona

È il colore il principale protagonista della creatività pittorica di Martino Zanetti. Infiniti intrecci di blu, arancione, verde e, ancora, di linee di azzurro acceso su fondali di rosso vivo che, dal prossimo 29 giugno, sarà possibile ammirare negli allestimenti realizzati alla Gran Guardia in occasione della mostra ‘Midsummer Night Colours’.

In esposizione una creatività artistica che raccoglie, su grandi tele dal forte impatto emotivo, le infinite cromie della natura, ripercorrendo e reinterpretando, senza imitarli, tutti i vasti repertori del linguaggio pittorico dell’astrattismo contemporaneo, tracciando una linea che unisce idealmente Henri Matisse a Sam Francis.

Alla base del lavoro di Zanetti, la pittura veneta, terra nella quale è nato e dalla quale ha ricavato tutti i tratti distintivi del suo linguaggio artistico.

L’artista, oltre ai grandi maestri del passato, affonda le proprie radici creative nella sua storia personale di imprenditore di successo, reinterpretata sulla tela con creazioni dalla forte vitalità e realismo. Così, i colori diventano sensazioni ed emozioni cromatiche sgargianti che sprigionano energia e felicità per la vita. La pittura di Zanetti porta la mente a viaggiare con leggerezza e, al tempo stesso, riempie lo sguardo di luce.

L’esposizione, in programma fino al prossimo 1° settembre, è accessibile al pubblico con ingresso gratuito.

La mostra, il cui titolo è un richiamo alla commedia shakespeariana ‘A Midsummer Night’s Dream’, è stata presentata a palazzo Barbieri dall’assessore alla Cultura Francesca Briani insieme all’artista. Presenti, Donatella Bertelli curatrice della mostra e vice presidente della Comunità del Garda.

“Una splendida occasione per conoscere ed ammirare le realizzazioni artistiche di un pittore veneto dal forte temperamento espressivo – dichiara Briani – che, partendo dal mondo dell’imprenditoria, con la sua azienda di caffè prima in Italia, è approdato al mondo dell’arte attraverso lo studio dei classici, successivamente reinterpretati con un personale linguaggio pittorico ricco di colore e luce. Un particolare ringraziamento, quindi, agli artefici dell’evento, cui la città dà il benvenuto in uno dei suoi contesti architettonici più belli ed importanti”.

“I colori sono per me – spiega Zanetti – il regno dei sogni e della memoria. La bellezza di Verona, città tra le più affascinanti, mi evoca tonalità meravigliose soprattutto notturne, nelle infinite gradazioni di viola e degli ori delle stelle. Pur nella mia assoluta certezza dell’identità degli autori delle commedie shakespeariane, ho voluto essere evocativo di un sentimento. Questo titolo mi fa volare”.

La mostra, che sarà inaugurata venerdì 28 giugno ore 18, sarà accessibile al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 19.

Martino Zanetti nasce il 4 febbraio 1944 a Treviso e la sua passione per la pittura inizia già negli Anni ’50 a Burano, all’Associazione Tempore. Successivamente, studiando i classici e riproducendoli, matura una propria fisionomia pittorica che, dal 1976, lo porta alla realizzazione delle sue esporre.

 

Roberto Bolis

‘Chiaroscuro’: in un volume le opere di Grazia Deledda in ‘esalettura’

Propone le novelle di Grazia Deledda in sei diversi formati, per tutti i tipi di lettori, il volume ‘Chiaroscuro’ che sarà presentato martedì 18 giugno 2019 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Nel corso dell’incontro, le letture, tratte dal libro, saranno curate da Arianna Chendi (lettura in nero), Alessandra Mambelli (lettura in Braille) e Serena Longo (lettura in LIS). L’iniziativa è a cura dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

Il progetto nasce nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dal conferimento del Premio Nobel e gli 80 anni dalla morte di Grazia Deledda, e intende rendere disponibile in un sistema di esalettura l’Opera della scrittrice premio Nobel. L’esalettura significa che le novelle saranno disponibili nelle seguenti estensioni: libro, ebook, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, audiolibro, libro in braille e videolibro tutti fruibili sulla app o scaricabili gratuitamente sul sito internet dell’iniziativa http://www.esalettura.com. Durante l’evento sarà letta una novella da un libro scritto in nero, cioè nei comuni caratteri di stampa, e una lettura eseguita da un lettore cieco che leggerà dal Braille. Questa sequenza dimostrerà che non esiste nessuna differenza nella resa della lettura fra un individuo vedente ed uno cieco quando entrambi padroneggiano il loro strumento di accesso alla cultura. Nel corso dell’incontro ai lettori sarà affiancato un interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana) che renderà godibile l’evento anche ai cittadini sordi, per testimoniare che il progetto “Grazia Deledda in esalettura” intende essere un veicolo di diffusione culturale aperto a tutti indifferentemente.

 

Alessandro Zangara

Festival blues in memoria di Rudy Rotta a Verona

Il blues di Rudy Rotta, a favore delle persone malate. Sono la musica e la beneficienza le protagoniste del primo festival in memoria del famoso  bluesman veronese, scomparso il 3 luglio di due anni fa.

Una serata unica, che verrà ospitata al Teatro Romano di Verona stasera, sabato 13 luglio, alle 21. Ospite d’eccezione sarà l’artista internazionale Keb’ Mo’, vincitore di 4 Grammy Awards, in Italia per un tour che lo sta portando nei più prestigiosi teatri europei.

Sul palco saliranno anche musicisti e cantanti amici di Rudy, per far rivivere la sua musica in un’occasione di festa e solidarietà: Sonohra Project Trio, Mike Sponza, Gennaro Porcelli, Superdownhome, Matteo Sansonetto e la band di Rudy con Pippo Guarnera dell’Hammond.

L’intero ricavato dello spettacolo sarà devoluto alle associazioni Airc e Uild, rispettivamente a sostegno dei malati di tumore e di leucemia, con cui Rotta collaborava da anni.

Il festival, organizzato dall’associazione culturale no-profit Rudy Rotta ETS, è stato presentato in municipio dall’assessore alla Cultura Francesca Briani.

Presenti la figlia di Rudy Rotta e presidente dell’associazione, Giulia, la presentatrice della serata Mariangela Bonfanti, anche lei socia dell’associazione, come Cristina Coltri, ex manager di Rudy, il presidente Uildm Verona Davide Tamellini e i rappresentanti degli sponsor che contribuiscono alla realizzazione dell’evento.

“Un uomo che ha lasciato il segno, nella musica ma anche nella vita delle persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo – ha detto l’assessore Briani -. Il festival vuole essere un’occasione per riunire tutti gli amici che gli hanno voluto bene, gli appassionati della musica blues e quanti vogliono contribuire a fare del bene sostenendo l’iniziativa benefica”.

 

Roberto Bolis

 

Estate Teatrale Veronese

La 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede, dal 15 giugno al 28 settembre, cinquantasei serate, trentasette al Teatro Romano e diciannove, nel mese di settembre, nello spazio alternativo del Teatro Camploy. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm.

TEATRO ROMANO – Le sezioni in cui si articola l’edizione 2019 sono come di consueto tre: prosa, danza e musica. Per la prosa (pietra angolare della manifestazione fin dalla sua nascita nel 1948) gli spettacoli in cartellone sono cinque, tre dei quali inseriti nel 71° Festival Shakespeariano: La Tempesta, con adattamento e regia di Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea, Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella con drammaturgia e regia a firma di Leo Muscato e sul palco Ale e Franz, Eugenio Allegri, Marco Zannoni e Teodosio Barresi, ed Il mercante di Venezia con adattamento e regia di Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor e Francesco Maccarinelli. Gli altri due spettacoli sono l’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con lo stesso Branciaroli protagonista assieme a Luca Lazzareschi (anche regista dell’opera) e Gianluca Gobbi, oltre a Elena di Euripide, con Laura Marinoni diretta da Davide Livermore, il regista che ha inaugurato la stagione operistica del teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi.

L’atteso cartellone della danza porterà al Teatro Romano i Momix con ‘Alice’, nuovo lavoro del direttore artistico Moses Pendleton ispirato all’universo fantastico che Lewis Carrol ha racchiuso in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la prestigiosa compagnia di modern dance internazionale Nederlands Dans Theater 2, al suo ritorno al Romano dopo quattordici anni.

Per la musica sono cinque le serate di Rumors, festival nato nel 2013 che prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Quattro le serate per Verona Jazz, manifestazione che da sempre unisce sonorità ricercate e “mostri sacri” del jazz.

TEATRO CAMPLOY – Completano il cartellone gli undici spettacoli (sei di prosa e cinque di danza) in programma al Teatro Camploy dal 2 al 28 settembre.

Quattro gli sponsor: quattro realtà da sempre radicate nel territorio e attente al patrimonio culturale che lo contraddistingue. BANCO BPM, che per il dodicesimo anno consecutivo sostiene l’Estate Teatrale Veronese come sponsor. BANCO BPM nasce il 1° gennaio 2017 dalla fusione di due grandi banche popolari, Banco Popolare e Banca Popolare di Milano ed è il terzo gruppo bancario in Italia. La radicata tradizione di banche popolari ispira la nuova realtà bancaria nella mission orientata alla creazione di valore stabile nel tempo per i suoi azionisti ed i suoi territori di riferimento. Un’altra conferma è Cattolica Assicurazioni, nata a Verona nel 1896 come società cooperativa per la tutela dei piccoli proprietari terrieri da grandine e incendi, una realtà che ha accompagnato il percorso di sviluppo economico, sociale e solidale del territorio, fino a diventare uno dei gruppi leader a livello nazionale. Conferma il suo sostegno anche l’azienda vinicola Santi, fondata nel 1843 ad Illasi, da sempre profondamente legata alla tradizione viticola della Valpolicella e promotrice per questo delle eccellenze del territorio veronese, tra cui le iniziative culturali di spicco come l’Estate Teatrale Veronese. E per l’undicesimo anno consecutivo è presente tra gli sponsor anche Agsm, che nasce nel 1898 come azienda elettrica comunale per l’illuminazione pubblica della città e per dare elettricità alle nascenti industrie veronesi, e che oggi è il Gruppo multiservizi energetici e ambientali di riferimento per il territorio.

 

Silvia Vantini, Giulia Calligaro

 

David Lachapelle: Atti Divini

Arriva alla Reggia di Venaria, presso la Citroniera delle Scuderie Juvarriane, la grande mostra di David LaChapelle Atti Divini che invita i visitatori ad immergersi in una coinvolgente visione dei lavori del famoso fotografo americano.

Questa nuova rassegna propone 70 opere di grandi e grandissimi formati, le più significative dei vari periodi della carriera dell’artista. Un percorso visivo rivoluzionario, testimone della profonda rappresentazione dell’umanità che LaChapelle conduce all’interno e contro la natura, fino a far emergere una nuova espressioneartistica ambientata in un paradiso colorato.

La mostra presenta i lavori più iconici che hanno contribuito a farlo diventare uno degli artisti più influenti al mondo. Nella piena consapevolezza dell’artificio creativo, LaChapelle si distingue per la capacità di narrarsi eraccontarsi attraverso la fotografia e in relazione con le manifestazioni più significative della civiltà occidentale, dal Rinascimento al contemporaneo ed oltre.

Tra le opere più si segnalano Rape of Africa (2009) che ritrova Naomi Campbell come una Venere di Botticelli ambientata nelle miniere d’oro dell’Africa e Showtimeat the Apocalypse (2013), un ritratto della famiglia Kardashian che rappresenta non solo la famiglia stessa, ma le nostre paure, le ossessioni e i desideri che vi si riflettono.

Sono in mostra anche le vivaci ed elettrizzanti serie Land SCAPE (2013) e Gas(2013), progetti di nature morte in cui LaChapelle riunisce oggetti trovati per creare raffinerie di petrolio e le loro stazioni di servizio interconnessee poi presentarle come reliquie in una terra bonificata dalla natura.

Al centro del percorso espositivo troviamo Deluge (2007) in cui LaChapelle rende contemporaneo l’affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina. A seguire lavori come Awakened (2007) e Seismic Shift (2012) rivelano scene legate alla divinità nel mondo moderno.

Questa mostra, Atti Divini presenta per la prima volta alcune opere inedite della nuova serie di LaChapelle NewWorld (2017-2019) che rappresenta lo stupore dell’artista per il sublime e la ricerca della spiritualità in scene di utopia tropicale.

Curata da Denis Curti e Reiner Opoku, con il progetto allestitivo di Giovanni Tironi, la mostra è organizzata da Civita Mostre e Musei con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con Lavazza.

Reggia di Venaria, Citroniera delle Scuderie Juvarriane, Piazza della Repubblica, 4-Venaria Reale (TO)

Fino al 6 Gennaio 2020, da martedì a venerdì 10 – 18.00; Sabato, domenica e festivi 10 – 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima. Lunedì chiuso (gli orari potranno subire variazioni).

 

Ombretta Roverselli