Verona il primo comune d’Italia per investimenti nel sociale

È Verona il Comune d’Italia più virtuoso per quanto riguarda l’erogazione dei servizi in favore del sociale, la velocità di pagamento dei fornitori e i minori costi nella gestione del personale.

A confermarlo i numeri rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in una classifica sui bilanci 2018 delle 32 città più importanti d’Italia, posizionano il capoluogo scaligero al quarto posto delle prime dieci meglio amministrate. A precederlo solo le emiliane Ravenna, Parma e Modena.

Se si parla però di sociale, pagamenti fornitori e costi del personale, la gestione del Comune di Verona, con numeri che si distaccano ampiamente dagli altri, risulta la prima d’Italia.

Basti pensare che, sul fronte dei contributi comunali erogati in favore di cittadini in difficoltà, con una media nazionale di copertura che si assesta sul 69%, l’Ente scaligero riesce a corrispondere annualmente fondi per il pagamento dell’87% dei servizi realizzati. Percentuali d’investimento importanti che, paragonati al 28% erogato da Napoli, ultima in classifica, al 30% di Foggia, al 40% di Palermo o al 65% di Torino, rilevano l’impegno dell’Amministrazione scaligera nel supporto e aiuto di tutti i cittadini in stato di bisogno. Nell’ambito delle tempistiche di pagamento ai fornitori, che per legge è imposto a 30 giorni dall’emissione della fattura, Verona risulta ancora al primo posto, con un saldo effettuato nei 25 giorni prima dalla scadenza. Da considerare che a Napoli i fornitori attendono 321 giorni per essere pagati, a Salerno 260 e a Reggio Calabria 214. Inoltre, delle 32 città prese in esame, 17 pagano oltre i limiti, con un ritardo medio di 37 giorni dopo la scadenza.

In corrispondenza di una gestione positiva delle proprie attività, il Comune di Verona mantiene costi del personale fra i più bassi in Italia, con una spesa annuale in rapporto ai residenti pari a 327 euro per ogni veronese.

Verona primeggia anche nella comparazione delle tariffe dei plateatici con altre città. In riferimento alla zona 1, corrispondente nella città scaligera a piazza Bra, piazza Erbe e limitrofi, il costo a Verona è di 141 euro al mq all’anno, mentre a Padova è di 161, Venezia 436, Treviso 153, Milano 750, Firenze 403, Torino 206 euro e Roma 191.

“La macchina comunale – ha sottolineato il sindaco – è una grande azienda, per numero di dipendenti e dati di bilancio, che dimostra una grande efficienza. Come confermano i dati del Ministero, a fronte di ottimi risultati in favore di sociale, costi dei servizi e tempistiche nei pagamenti, riesce anche a mantenere una spesa del proprio personale fra le più basse d’Italia. Numeri che evidenziano la positiva gestione dell’Amministrazione e l’impegno in favore della città e dei cittadini più in difficoltà. Se da un lato, infatti, riusciamo a garantire l’effettiva copertura dell’87% delle spese per il sociale, dall’altro, il Comune di Verona paga tutti i suoi fornitori nei primi 25 giorni dall’emissione della fattura. Tempistiche d’eccellenza, che si distanziano notevolmente dai numeri di città come Napoli, in cui, dall’emissione della fattura, per essere pagati bisogna attendere 321 giorni. Pagamenti celeri rappresentano il primo punto di partenza per sostenere l’economia e l’attività di tante imprese che sono fornitori del Comune. Un valore per noi fondamentale, che garantiamo con la massima efficienza possibile, mantenendo costi di gestione del personale fra i più bassi di Italia. Spesso gli enti pubblici sono cattivi pagatori per i tempi troppo lunghi che creano difficoltà alle imprese e per i costi elevati della macchina, da noi non è così. L’efficienza che caratterizza il settore privati, a Verona è anche in Comune. Senza contare che il nostro contributo all’economia va anche al Terziario, mantenendo il costo dei plateatici fra i più competitivi. Amministrare bene non significa accrescere i costi a carico dei cittadini, ma realizzare i migliori risultati possibili con una oculata gestione delle risorse disponibili”.

 

 

Roberto Bolis

Annullamento spettacoli Teatro Carlo Felice di Genova

In ottemperanza al DPCM del 24 ottobre 2020, art. 1, comma 9, lettera m (“sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”), il Teatro Carlo Felice di Genova annulla tutte le manifestazioni previste nel periodo di validità del suddetto decreto, ovvero dal 26 ottobre al 24 novembre 2020.

Tutti gli spettatori in possesso di biglietto o abbonamento per gli spettacoli programmati nel periodo in oggetto verranno rimborsati secondo procedure che saranno comunicate via e-mail e pubblicate sul sito e sulla pagina Facebook del Teatro.

Per qualunque informazione, si invita il gentile pubblico a chiamare i numeri: +39 010-5381.224/226; oppure a scrivere a: voucher.biglietteria@carlofelice.it

Massimo Pastorelli

Annullamento delle attività teatrali del CTB

A seguito del DPCM di sabato 24 ottobre 2020 che stabilisce la chiusura al pubblico dei luoghi di spettacolo, il Centro Teatrale Bresciano rende nota la cancellazione di tutte le attività organizzate dal CTB presso il Teatro Sociale e i Teatri del Circuito Teatrale Lombardo in programma fino a martedì 24 novembre 2020.

Risultano annullate le recite de:

La vedova Socrate, in scena al Teatro Sociale dal 27 ottobre all’8 novembre 2020;

La barbona e il pappagallo, in scena al Teatro Sociale il 7 novembre 2020;

Magnificat, in scena al Teatro Zanardelli di Gottolengo il 30 ottobre 2020, al Teatro Le Muse di Flero il 6 novembre e al Teatro Italia di Lonato il 7 novembre;

La scimmia, in scena al Teatro Le Muse di Flero, il 31 ottobre2020;

La signora Acqua, in scena alla Biblioteca Comunale di Lonato il 8 novembre 2020;

Gioàn Brera, in scena al Centro Culturale S. Giorgio di Dello il 13 novembre 2020 e all’Auditorium San Salvatore di Rodengo Saiano il 14 novembre 2020;

Bella scoperta, in scena al Teatro Comunale di Cellatica il 20 novembre 2020;

Diabou N’Dao, in scena all’ Auditorium G. Gaber di Castel Mella il 22 novembre 2020.

Risultano altresì sospese le recite di tournée degli spettacoli di produzione CTB programmate fino al 24 novembre compreso.

 

Amerai

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – MATTEO 22,34-40

  1. In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme

La liturgia ci propone un brano del Vangelo che riferisce il tentativo dei farisei di trarre in inganno Gesù. L’episodio è successivo a quello in cui Gesù era risultato vittorioso sui sadducei. I farisei “si riuniscono insieme” non per pregare, ma per escogitare il sistema di condannare Gesù. Matteo si rivolge alla sua comunità che attraversa un momento di fatica: dopo la distruzione del Tempio, si scatena la polemica tra i cristiani provenienti dal giudaismo e i giudei stessi. In questa situazione di sofferenza e di opposizione, Matteo scrive ricordando le basi dell’insegnamento di Gesù: è autentico amore solo quello a trecentosessanta gradi, che abbraccia la dimensione verticale e quella orizzontale della vita.

  1. e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:

I farisei non attaccano direttamente Gesù, ma delegano un dottore della Legge per interrogarlo. Le sue intenzioni non sono animate dal desiderio di conoscere di più la Parola, ma solo dalla volontà perversa di cogliere in fallo Gesù. Il rifiuto diventa complotto per commettere un omicidio. Tutto il contrario di quello che dice la Legge.

  1. «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». In Israele c’erano varie scuole di pensiero riguardo alla Legge. Una corrente (quella che aveva come riferimento il maestro Hillel) affermava che si sarebbe potuto riassumere in un solo grande precetto tutte le norme della Torà. Gesù sovverte la minuziosa casistica di comportamento che avrebbe consentito di essere “in regola” e sentirsi “a posto”. Sostituisce le norme sottili, impossibili da praticare, con un unico comandamento: l’Amore!
  2. Gli rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”.
  3. Questo è il grande e primo comandamento. La risposta di Gesù è frutto dell’assimilazione della Parola di Dio. Il comandamento dell’amore verso Dio era presente già nello “Shemà Israel”, la preghiera quotidiana del pio israelita.

Matteo sostituisce con l’espressione “con tutte le tue forze” l’espressione “con tutta la tua mente” che si trova nella versione della Bibbia greca dei Settanta.

La risposta di Gesù, nella sua prima parte, era sicuramente condivisa anche dai farisei, perché anch’essi credevano che l’amore di Dio deve essere al di sopra di tutti gli impegni e gli interessi di un buon ebreo. La polemica si scatena successivamente: Gesù accosta l’amore di Dio all’amore del prossimo. Gli stessi farisei stavano tramando di eliminare Gesù: non potevano certo dirsi osservanti del comandamento dell’amore verso il prossimo! Per questo la loro opposizione diventa sempre più forte.

Notiamo il verbo “AMERAI”: è un verbo al tempo futuro. Intenzionalmente viene usato AMERAI e non AMA. Amerai significa fare dell’amore un programma continuo di vita per sempre, fino all’ultimo respiro. L’oggetto del nostro amore deve essere innanzitutto Dio, con tutte le componenti del nostro essere: “con tutto il cuore” (se amo Dio il mio desiderio di Lui mi accompagna ogni istante), “con tutta l’anima” (se amo Dio il più profondo di me anela a Lui come Unico e Sommo Bene), con tutta la mente (se amo Dio voglio conoscerlo sempre di più anche con l’intelligenza).

  1. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il prossimo come te stesso”. Già nella Torà vige il comandamento dell’amore verso il prossimo, prossimo inteso come “le persone del proprio clan” o del proprio popolo. Era ancora una visione ristretta. Gesù accosta i due aspetti dell’unico comandamento e, mettendoli in relazione, afferma che sono “simili”, in quanto c’è vero amore di Dio solo se c’è vero amore per il prossimo. La nostra chiamata all’amore è apertura a tutti e sempre, è universale e libera da qualsiasi discriminazione.

Siamo chiamati ad amare ventiquattro ore su ventiquattro e amare tutti, riconoscendo in ognuno la presenza di Dio. Gesù non ci dà un comando (“Devi amare!”), ma ci dice che tutta la nostra vita deve essere un progredire nell’amore, un ripetere ogni giorno la scelta di “farci dono” per l’altro, un realizzare la nostra vita momento per momento, amando.

Amare è una necessità, un bisogno della persona che si completa attraverso la comunicazione dell’amore che riceve da Dio. L’amore supera il dovere, varca i confini, sormonta i limiti, spalanca il cuore all’accoglienza, al sacrificio in favore dell’altro. Chi ama cresce nella pazienza di accettare l’altro com’è; chi ama sconfigge il proprio egoismo e diventa accogliente, libero, aperto; chi ama diventa una persona ricca in umanità, creatività, comprensione, umiltà.

L’amore non è una ripetizione monotona di atti, comportamenti o atteggiamenti. L’amore è un creativo crescere nel dono.

Dovremmo scrivere nell’agenda ad ogni pagina del giorno dell’anno e di ogni anno l’impegno: “amare”. L’amore comprende tutti i programmi, sostanzia tutti i modi di esplicare i nostri impegni, anima il compimento di ogni azione, la più nascosta come la più appariscente. Se siamo animati dall’amore, faremo germogliare lode e riconoscenza a D io ad ogni respiro, ad ogni battito del cuore, ad ogni passo che compiamo.

  1. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti.

Il comandamento dell’amore, suddiviso nella dimensione orizzontale e in quella verticale, può essere paragonato ai due cardini sui quali si regge e ruota una porta. Essa non può compiere la sua funzione se manca uno dei due supporti. Amare senza misura, donare senza calcolo, riversare sugli altri l’amore che riceviamo da Dio: ecco la Legge di Gesù.

Gesù ci invita all’essenziale: potremmo studiare tutti i libri di tutte le biblioteche, navigare in internet a cercare tutte le risposte, solcare gli oceani per conoscere tutti i segreti del mondo, ma alla fine scopriremmo che solo l’amore, inteso come dono di noi stessi, è la sorgente da cui nasciamo, è

la meta a cui tendiamo, è la forza che ci spinge verso Dio e verso l’altro.

Nella sua disarmante semplicità, Gesù ci insegna il segreto dell’esistenza: amare. Nati dall’Amore non possiamo che vivere per l’Amore. Dio, Creatore, è Amore ed ha inscritto in ogni particella della nostra persona l’anelito all’Amore, a Lui. Esprimiamolo nei fatti.

 

Suor Emanuela Biasiolo

Ristoranti tipici. Vino Bardolino e campagna social le novità dell’edizione autunnale

 

Il prodotto stagionale quest’anno viene servito con un bicchiere di Bardolino e Chiaretto. È questa la novità dell’edizione autunnale del ‘Ristornate tipico’, promossa dal Comune di Verona per valorizzare le eccellenze del territorio e che coinvolge i ventuno ristoranti tipici di Verona. Altro punto di forza del progetto, è la massiccia campagna social avviata per informare i cittadini, oltre ad un buono sconto pensato ad hoc.

Anche a fronte della delicata situazione legata al Covid, i ristoranti tipici hanno infatti stretto una collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Bardolino e del Chiaretto, con l’obiettivo di arricchire l’iniziativa e migliorare l’offerta a cittadini e turisti. Confermato il sodalizio con Coldiretti Verona che fornisce i prodotti stagionali direttamente dai produttori della zona.

Da oggi, 24 ottobre, all’8 novembre, saranno quindi la zucca, le castagne e il radicchio rosso i protagonisti dei menù preparati nelle cucine dei ristoranti tipici. Prelibatezze locali al cento per cento che verranno proposti in diverse varianti, negli antipasti come nei primi piatti, nei secondi ma anche nei dolci.

L’abbinamento con un bicchiere di vino Bardolino e Chiaretto completerà il menù. Sul sito del Consorzio del Bardolino è possibile scaricare un coupon per usufruire di uno sconto sulla cena in uno dei ristoranti tipici.

Nonostante il periodo non sia dei più semplici, i ristoratori veronesi guardano avanti e lavorano già a nuovi progetti, uno tra tutti quello che per introdurre il pandoro come piatto tipico durante tutto l’anno, estate compresa.

“La collaborazione tra ristoranti tipici e il Consorzio Bardolino e Chiaretto è un valore aggiunto per l’iniziativa – ha detto Zavarise, assessore alle Attività produttive-. Oggi più che mai è fondamentale fare squadra. La situazione è difficile, sia per gli esercenti e ristoratori che per tutta la comunità, fare sinergia è l’unico modo per affrontarla e cercare di superarla. La voglia di fare non manca, tant’è che stiamo già pensando alle iniziative per l’estate e per valorizzare alcuni prodotti di vera eccellenza tutto il tempo dell’anno”.

Nel sito dedicato “ristorantetipicoverona.com” si possono trovare tutte le informazioni necessarie e l’elenco completo dei 21 ristoranti tipici veronesi.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

 

Misero Blu

 

Maja Arte Contemporanea ha inaugurato la stagione espositiva con la prima personale della giovane artista molisana Anna Di Paola, che debutta in galleria con un ensemble di ritratti dal titolo “Misero Blu”.

Attraverso l’utilizzo della cianografia, Di Paola fa affiorare nel blu prussiano quindici immagini che rievocano altrettante opere del Periodo Blu di Picasso.
“Per una giovane artista dialogare in modo esplicito con Pablo Picasso richiede un atto di coraggio e una dose di spregiudicatezza: il rischio è di essere travolta dal peso dell’artista più famoso del Novecento o di dare vita a opere che non escono dai limiti di quella convenzionalità che gran parte del ‘picassismo’ internazionale aveva già mostrato già negli anni Cinquanta del secolo passato. Eppure Anna Di Paola ha avuto questo coraggio e sembra aver decisamente vinto la sua sfida personale”, osserva Lorenzo Canova nel testo critico in catalogo.

Orietta, Agostino, Paolo, Chiara, Gianmario, Emanuela, … Anna, sono i protagonisti senza tempo di questi enigmatici “ritratti molisani”.

“Riemerse dall’oblio e dalla dimenticanza, quelle figure sono ancora fissate nella posa che Picasso aveva scelto per loro, ma una vibrazione inafferrabile sembra attraversare la materia rugosa di questi fogli miseri e poetici. Quelle persone si proteggono ancora dal freddo, stirano, si rinchiudono nella prigione nera della propria malinconia, abbracciano i propri bambini, stringono a sé e carezzano colombe e cagnolini: e tutto questo sembra accadere nella nota vespertina di una sera senza notte, in una luce che non diventerà mai quella splendida del giorno senza però trascolorare nel nero delle tenebre. Così, in questo perenne crepuscolo fatto di una sostanza immateriale, misera e meravigliosa, gli scatti di Anna Di Paola riescono a trovare un dialogo ermetico con la grande pittura del maestro, un’affinità di immagini e sentimenti, fino a scoprire nei suoi stessi occhi il riflesso segreto che anima il sofferto e solenne autoritratto di Picasso e che ci accompagna nei percorsi leggeri e melanconici di una fotografia che si ravviva nella sua misteriosa essenza pittorica.”

ANNA DI PAOLA nasce a Campobasso nel 1996. Dopo aver conseguito la maturità classica si stabilisce a Roma per intraprendere il corso di Laurea di primo livello in Fotografia presso RUFA Rome University of Fine Arts.
È tra i 25 finalisti del Rufa Contest, nel 2016 con il cortometraggio “Un caffè in convento” e nel 2017 con “Cosa vuoi fare da grande?”. Nel 2017 partecipa come assistente alla fotografia e alla regia alla realizzazione dei cortometraggi “Mirror” e “Il soldatino” di Alfonso Bergamo e pubblica il documentario “Teco Vorrei – Il Venerdì Santo a Campobasso”.

Fino al 14 novembre 2020, martedì-venerdì ore 15,30-19,30; sabato ore 11-13 e 15-19. Altri orari su appuntamento

MAC Maja Arte Contemporanea, via di Monserrato 30 – 00186 Roma

(anche per l’immagine)

 

Prende il via il ciclo di otto seminari “Clima, Economia circolare, Città ecosostenibili”

Nell’ambito del progetto “Università del Volontariato di Ferrara e di Modena”, prende avvio il percorso di formazione “Clima, Economia circolare, Città ecosostenibili”, un ciclo di otto seminari in programma a Ferrara nelle giornate 27 ottobre, 10 e 24 novembre 2020, 2, 16 e 30 marzo, 20 aprile, 4 maggio 2021 in video conferenza sulla rete internet (erano originariamente previsti anche in presenza nella sala del Consiglio Comunale di Ferrara).

La formazione, specificamente rivolta a giovani e studenti iscritti a UniFe (in fase di verifica la possibilità di ottenere crediti formativi), volontari di enti di terzo settore e di gruppi impegnati nella tutela dell’ambiente e nel contrasto alla crisi climatica delle province di Ferrara e Modena, amministratori locali e cittadini, è aperta a tutti/e coloro interessati/e ad approfondire le tematiche dell’emergenza climatica, dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile.

Per partecipare è necessario iscriversi on line: https://www.univol.it/corsi/clima-economia-circolare-citta-ecosostenibili/

È preferibile iscriversi all’intero percorso, tuttavia è consentita l’iscrizione anche a singoli seminari. I seminari si svolgeranno in modalità video conferenza streaming (verranno fornite istruzioni dettagliate per la partecipazione).

Questa iniziativa nasce da un’esigenza formativa promossa da CSV Terre Estensi di Ferrara e di Modena, Università degli Studi di Ferrara, Rete Giustizia Climatica e Comune di Ferrara, per fornire gli strumenti necessari per operare nelle nostre realtà cittadine coerenti con un nuovo modello di sviluppo all’insegna della sostenibilità, dove l’economia circolare, la mobilità urbana, la forestazione possono essere alcune concrete strade da intraprendere.

L’intento è favorire la consapevolezza della necessità di prassi quotidiane e di progetti innovativi tra la rete delle istituzioni e del privato sociale, in un momento in cui l’emergenza climatica ed ambientale sono realtà già in atto che stanno provocando impatti e fenomeni di frequenza ed intensità sempre più importanti sul nostro pianeta e, con essi, lo sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita, con conseguenze anche sulla salute e il futuro di ognuno di noi.

Il ciclo di seminari affronta gli scenari e le prospettive dei cambiamenti climatici alla luce di modelli di sviluppo basati su economia circolare e sostenibilità; le sfide e le problematiche legate alle fonti di energia rinnovabili, all’urbanizzazione, alla mobilità urbana; le buone prassi e i progetti resilienti in termini di habitat urbani, di forestazione urbana, fitodepurazione delle acque urbane, di prevenzione del rischio costiero per il litorale del Delta del Po ferrarese.

In occasione della tavola rotonda finale su emergenza climatica, partecipazione attiva e scelte di governo, porterà i saluti Alberto Caldana, Presidente CSV Terre Estensi Odv, con Romeo Farinella Direttore Centro di Ateneo per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale dell’Università di Ferrara, interventi di Elly Schlein Vicepresidente Regione Emilia-Romagna e Assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica, Alessandro Balboni Assessore Comune di Ferrara a Rapporti UniFE, Ambiente, Tutela degli animali, Progetti europei, Cristiano Bottone Presidente di Transition Italia, opera dal 2008 nel contesto internazionale del Movimento di Transizione, Dario Nardi, Rete giustizia climatica Ferrara.

L’Università del Volontariato di Ferrara e di Modena è una proposta formativa coordinata e supportata dal Centro Servizi per il Volontariato e co-progettata insieme ad Enti del Terzo Settore, Istituzioni, Imprese, Università: soggetti della nostra comunità, inserita all’interno di un sistema in rete con le altre Università del Volontariato d’Italia: Milano, Bologna, Treviso, Cosenza, Salerno. Da tre anni attiva sul territorio ferrarese, con il presente anno accademico 2020/2021 si Avvia l’esperienza anche su quello modenese.

(Da Cronacacomune del 5 ottobre 2020) 

PROGRAMMA
LECTIO MAGISTRALIS
martedì 27 ottobre 2020, dalle 17:00 alle 19:00
CLIMA, ECONOMIA CIRCOLARE E SVILUPPO SOSTENIBILE: SCENARI E PROSPETTIVE
Leonardo Becchetti Economista, Facoltà di Economia, Università degli studi di
Roma “Tor Vergata”.

I MODULO: FOCUS ECONOMIA CIRCOLARE
I Seminario
martedì 10 novembre 2020, dalle 17:00 alle 19:00
ECONOMIA CIRCOLARE E INNOVAZIONE VERSO LO SVILUPPO SOSTENIBILE SCENARI EUROPEI E GLOBALI
Massimiliano Mazzanti Economista, Dipartimento di Economia e Management, Università di Ferrara
SOSTENIBILITA’ ED ENTI LOCALI
Alessandro Rossi Coordinatore Area Energia, Ambiente, Sostenibilità ANCI Emilia Romagna.

II Seminario
martedì 24 novembre 2020, dalle 17:00 alle 19:00
ECONOMIA CIRCOLARE E FONTI DI ENERGIE RINNOVABILI: SFIDE E PROBLEMATICITÀ
Mauro Venturini Ingegnere, Dipartimento di Ingegneria, Università di Ferrara.
LA SFIDA DELLE MATERIE PRIME CRITICHE
Eleonora Polo Chimica, CNR-ISOF, Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Università di Ferrara.

II MODULO: FOCUS URBANIZZAZIONE, CITTA’ ECO SOSTENIBILI E CAMBIAMENTI CLIMATICI
I Seminario
Martedì 2 marzo 2021, dalle 17:00 alle 19:00
URBANIZZAZIONE E CAMBIAMENTI CLIMATICI. SCENARI E RETORICHE
Romeo Farinella Architetto urbanista, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara.
CITTA’, CAMBIAMENTI CLIMATICI, PRATICHE SOCIALI
Alfredo Alietti Sociologo urbano, Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Ferrara.

II Seminario
Martedì 16 marzo 2021, dalle 17:00 alle 19:00
CITTÀ ECO SOSTENIBILI E SANE: RIFLESSIONI SULLA MOBILITÀ URBANA, MOBILITÀ DOLCE E CITTÀ ATTIVA
Elena Dorato Architetto, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara.
DIAMO STRADA ALLE PERSONE
Matteo Dondé Architetto urbanista, esperto di mobilità ciclistica, moderazione del traffico e
riqualificazione degli spazi pubblici

III Seminario
Martedì 30 marzo 2021, dalle 17:00 alle 19:00

CITTÀ ECOSOSTENIBILI E NATURA RISORSE NATURALI, SPAZI APERTI E PROGETTO DI HABITAT RIPENSARE I PAESAGGI URBANI
Anna Lambertini Architetto del paesaggio, Dipartimento di Architettura, Università di Firenze.
BUONE PRASSI IN TERMINI DI FORESTAZIONE URBANA E FITODEPURAZIONE DELLE ACQUE URBANE
Anna Fano Ecologo, Dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie, Università di Ferrara

IV Seminario
martedì 20 aprile 2021, dalle 17:00 alle 19:00
URBANIZZAZIONE, LITORALI E RISCHIO IDRAULICO

PROBLEMATICHE DEL RISCHIO COSTIERO NEI LITORALI DELTIZI
Paolo Ciavola Geomorfologo, Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, Università di Ferrara.
PROGETTI RESILIENTI PER IL LITORALE DEL DELTA DEL PO FERRARESE
Edoardo Seconi e Ilaria Biondi Architetti, partecipanti alla Delta International Summer School, UNIFE

TAVOLA ROTONDA FINALE
Martedì 4 maggio 2021, dalle 17:00 alle 19:00
EMERGENZA CLIMATICA, PARTECIPAZIONE ATTIVA E SCELTE DI GOVERNO
Alberto Caldana Presidente CSV Terre Estensi Odv
Saluto ed introduzione
Romeo Farinella Direttore Centro di Ateneo per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale
dell’Università di Ferrara.
Elly Schlein Vicepresidente Regione Emilia-Romagna e Assessore al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica: Patto per il clima, welfare, politiche abitative, politiche giovanili, cooperazione internazionale allo sviluppo, relazioni internazionali, rapporti con l’UE. Alessandro Balboni Assessore Comune di Ferrara a Rapporti UniFE, Ambiente, Tutela degli animali,
Progetti europei Cristiano Bottone Presidente di Transition Italia, opera dal 2008 nel contesto internazionale del Movimento di Transizione.
Dario Nardi Rete Giustizia Climatica Ferrara

 

Alessandro Zangara

“I peccati” del fiammingo Creten a Roma

Villa Medici, Roma

Fino al 31 gennaio 2021 sarà in mostra all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici  “I PECCATI” di Johan Creten, un’esposizione che raccoglie per la prima volta in Italia un insieme di 55 opere in bronzo, ceramica e resina dell’artista belga considerato tra i più originali innovatori della ceramica contemporanea, oltreché virtuoso del bronzo e artefice di sculture monumentali, di cui un importante esempio, “De Vleermuis – Il Pipistrello”, sarà presentato nei giardini di Villa Medici.

Precursore, inclassificabile e controcorrente, Johan Creten (nato nel 1963) è un artista che si è distinto nel panorama artistico internazionale degli ultimi anni in quanto figura forte, enigmatica e intrigante. Dotato di una visione estremamente attuale della nostra società, egli ha saputo ritagliarsi uno spazio specifico all’interno della scena internazionale della creazione contemporanea.

Johan Creten

studi nelle Accademie di Belle Arti di Gand e Parigi. Durante il soggiorno nella capitale francese, dove studia come pittore, scopre la ceramica e ne fa il proprio mezzo primario. I suoi continui spostamenti, dall’Aja a New York, da Roma – dove è stato borsista all’Accademia di Francia  nel 1996 –  sino al Messico e alla Florida gli sono valsi la definizione da parte della critica di The Cley Gypsy ovvero lo “Zingaro della Ceramica” accreditandolo per l’uso innovativo della materia.

Johan Creten si è distinto fin dagli anni Ottanta per l’uso innovativo della ceramica. Oggi è considerato una figura di spicco del suo rilancio nel campo dell’arte contemporanea.

La mostra, curata da Noëlle Tissier,  è organizzata dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici con il sostegno delle gallerie Perrotin e Almine Rech. Il relativo catalogo, con testi di Colin Lemoine e Nicolas Bourriaud, un’introduzione di Noëlle Tissier e fotografie di Gerrit Schreurs, sarà disponibile a dicembre.

In merito alle disposizioni normative antiCovid vi informo anche sulle procedure per l’ingresso alla mostra che potete trovare anche sul sito ufficiale.

ORARI DI VISITA. Dal lunedì alla domenica, chiuso il martedì:
10:00: visita guidata in francese
14:00: visita guidata in italiano
15:00: visita guidata in inglese
16:00: visita guidata in italiano
Solo la domenica alle 10.00: visita in italiano

Durata della visita: 1.30 ora

Ingresso (intero) visita guidata alla mostra e ai giardini di Villa Medici: 12€
Il percorso prevede la visita alla mostra e a seguire ai giardini (per la sola visita guidata delle ore 16.00 è previsto il percorso inverso).

Presentazione obbligatoria di un documento in corso di validità.
I biglietti si possono acquistare sul posto qualche minuto prima di ogni visita, oppure online (a parte i biglietti gratuiti che non possono essere prenotati online). La prenotazione anticipata sulla biglietteria online non è obbligatoria ma è fortemente consigliata, e il ritiro dei biglietti viene effettuato esclusivamente al desk di Villa Medici subito prima dell’orario di visita.

Al fine di garantire la sicurezza di tutti nell’attuale contesto sanitario, l’accesso a Villa Medici per le persone esterne è limitato ai soli visitatori muniti di biglietto (prenotato online o acquistato sul posto).

Si ricorda che è obbligatorio compilare l’autodichiarazione in materia di Covid-19. Il visitatore può consegnarla compilata in formato cartaceo all’arrivo a Villa Medici, oppure compilarla sul posto.

Al fine di garantire un ambiente sicuro per tutti, chiediamo ai gentili visitatori di munirsi obbligatoriamente della propria mascherina prima di accedere a Villa Medici e di indossarla per tutta la durata della visita.

Negli spazi espositivi sarà ammesso un numero massimo di 15 persone per ogni visita.

Sarà disponibile un gel igienizzante per le mani all’ingresso del sito e verrà effettuato una rilevazione della temperatura corporea con termoscanner a tutti i visitatori all’ingresso di Villa Medici (l’accesso non può essere consentito per una temperatura superiore a 37.5°).

Per motivi di sicurezza l’Accademia di Francia a Roma ha attivato un sistema di controllo rinforzato all’ingresso (metal detector).

I caschi di qualsiasi tipo, gli zaini ingombranti e le valigie sono vietati all’interno di Villa Medici. Non è previsto servizio di guardaroba.

 

Académie de France à Rome — Villa Médicis

Viale Trinità dei Monti, 1 – Roma

Infoline: +39 06 67611

 

Elisabetta Castiglioni (anche per le fotografie)

Polimodularità Fluorescenti. Mostra personale di Dario Zaffaroni

Showcases Gallery, è lieta di presentare nella mostra “Polimodularità Fluorescenti” alcune opere realizzate da Dario Zaffaroni, artista importante del panorama contemporaneo, che lavora nella prima parte della sua lunga carriera con Dadamaino e frequenta altri artisti dell’avanguardia milanese quali: Colombo, Calderara, Scaccabarozzi, Tornquist, Varisco.

Zaffaroni è un’artista raffinato, che ha scelto negli anni, un campo preciso di intervento: la percezione visiva dell’interazione cromatica, attraverso l’accostamento e l’intersecazione di nastri cromatici a gradiente fluorescente che danno come risultato fenomeni percettivi e cinetici sempre differenti.

Le sue “polimodularità cromatiche”, rigorose, geometriche, affiorano da fondi monocromi, prevalentemente neri o bianchi, e coinvolgendo lo spazio, fanno del colore un “incipit”, apporto e supporto, di luce e movimento, il fondo della sua ricerca, dove l’intervento plastico si fonda sulle valenze cromatiche, creando una raffinata tessitura tra colore e forma.

I quadri-scultura di Zaffaroni, che emozionano ad ogni sguardo, che vibrano ad ogni variazione di luce, si collocano in ambito astratto geometrico, rappresentando forme in movimento in un unitario rapporto spazio – temporale.

I suoi esperimenti cinetici, stimolano lo spettatore a muoversi intorno all’opera, al fine di godere della modalità della visione più completa, e a riflettere sulla situazione percettiva proposta, sempre diversa, ma sempre emotiva.

Nelle opere di Zaffaroni non ci sono rapporti di forza, ma metriche e dinamiche proporzionali, situazioni percettive uniche e sensazioni visive che si trasformano in pensiero.

I suoi quadri non sono da intendersi “conclusi”, ma sono uno stimolo per lo spettatore, un programma.

Le sue opere sono da ammirare e contemplare e sono un aiuto a conseguire un grado superiore di chiarezza nella percezione, e nella loro fluidità e leggerezza sono apportatrici di  un ordine armonico.

Dario Zaffaroni, nato nel 1943 a San Vittore Olona (Milano). Lavora a Legnano (Milano). Diplomato in Industrial Design, si avvicina alla pittura con lavori di impronta figurativo/chiarista tenendo la prima personale nel 1964 al Club “Le Muse a Legnano. Seguiranno altre mostre, con tecniche evolutive, in diverse località fino al 1968, anno in cui conosce Dadamaino e il suo operare artistico registra una svolta radicale. Con Dadamaino inizia un sodalizio sia umano che artistico sfociato, a volte come suo assistente poi come firmatari di alcuni importanti progetti. Questo, gli permise di conoscere altri artisti dell’avanguardia milanese quali Calderara, Colombo, Spagnulo, Tornquist, Varisco… il contatto e la visione dei loro lavori spinge Zaffaroni alla ricerca di nuovi modi e mezzi espressivi in un susseguirsi di stagioni creative indirizzate verso la percezione visiva.

Dal 1969, attratto dai colori fluorescenti, basa i suoi futuri lavori sul loro utilizzo. Queste prime opere definite “Cromodinamiche fluorescenti”, eseguite esclusivamente con carte fluorescenti precolorate di 10 tonalità. La tendenza Optical di quegli anni è alla base della progettualità di questi lavori, dove la peculiare composizione cromoplastica delle carte, abbinata al cromatismo esaltante del fluorescente, determinano con il muoversi dell’osservatore una visione optical/cinetica delle opere. In parallelo l’artista sviluppa il ciclo dei “Rulli”, ovvero una serie di lavori realizzati con rulli di cartone rivestiti in più parti con carte fluorescenti disposti secondo una programmata sequenzialità cromatica che permette al fruitore di trasformarsi in protagonista: manualmente scopre le combinazioni che il rullare tattilo-cinetico ha in serbo.

Memore degli studi professionali, nel 1969/70, partecipa con altri colleghi ad interventi esterni ed all’ideazione di ambienti programmati (Environment). In questo ambito Dadamaino lo vuole come assistente alla manifestazione “Campo Urbano” a Como” ove, di sera, depositano sulle acque del molo un migliaio di piastrelle di polistirolo con grafismi fosforescenti generando così una visione di “automotorie” riflessioni luminose. In seguito Dadamaino invitata dal C.N.A.C. Centre National d’Art Contemporain alla manifestazione ”Environnement lumino-cinétique” da realizzarsi sur la Place du Châtelet a Parigi, coinvolge Zaffaroni e presentano un’idea-progetto di 20 “environnement” di contenuto socio, emotivo, percettivo. Segnalatosi secondo miglior progetto, dopo quello di Christo, su 110 proposti.

Nel 1971, Zaffaroni, Dadamaino, e M. Mondani, su invito del Central Artistic Environment del “Catchword Potash Mine” di Bad-Salzdetfurth, città mineraria della Germania, propongono una serie di idea-progetto volti alla difesa dell’ecologia locale.

Nel 1972, Zaffaroni, Dadamaino, M. Mondani e G. Cajelli costituiscono il “Collettivo di Controinformazione Milano”, partecipando a diverse manifestazioni artistiche con lavori critici e opinabili dei messaggi pubblicitari atti a vanificarne l’impatto consumistico.

Nel 1973, con il collettivo “Artisti del Borgo” di Legnano e il coinvolgimento dei residenti del quartiere Nuova Torretta di Sesto San Giovanni realizzano, al “13° Piazzetta Artisti nel quartiere”, un corridoio/labirinto al cui interno il visitatore co-creatore poteva contrapporre all’iconografia artistica proposta quella della sua realtà quotidiana. Questo intervento, foto/documentato, viene ripresentato da E. Crispolti nel 1976 alla Biennale di Venezia / Ambiente come Sociale e nel 2011 al Museo del ‘900 a Milano. Nel 1975, Zaffaroni è presente con 3 opere alla “X Quadriennale Nazionale di Roma “La Nuova Generazione”, contemporaneamente con E. Tadini e C. D’angelo, è tra gli artisti italiani invitati alla “X Internazionale Malerwochen” a Graz, Austria. Ospitato all’Università Agraria di Gleisdorf realizza 5 opere acquisite ed esposte alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz, Austria. Esporrà nuovamente alla Neue Galerie nel 1985 a verifica dell’evoluzione creativa avvenuta nel decennio e nel 2008/9 alla grande rassegna “Viaggio in Italia-Italienische Kunst 1960-1990”. Seguiranno mostre e partecipazioni in varie città nazionali ed estere.

Negli anni ‘80, il prosieguo delle ricerche Cromodinamiche gli consente di raggiungere significativi esiti sia artistici che analitici sull’impiego dei colori fluorescenti. Parallelamente e sentita l’esigenza di spostare la creatività anche verso espressioni più incontrollate e accidentali, elabora un nuovo ciclo di lavori cromo-visivi basato sull’iterazione del segno “X” casualmente colorato su un’area prestabilita fino a ricreare una campitura definita “Superficie cromatica indeterminata”.

Gli anni ‘90, l’attività artistica di Dario Zaffaroni si integra con quella di Art Director nel campo del design, grafica, advertising e fotografia impegnandolo saltuariamente anche all’estero. Su committenza del GMR group, coordina: in Sud Africa, le riprese del video “I Lucchesi nel Mondo”, alle Seychelles, cura il packaging della Tea Company, le Images Corporate di Finanziarie, e Resort locali, realizza il libro fotografico “Seychelles Images”, e in Svizzera, fotografa l’esibizione della band Seychellese al Festival di Montreaux. Negli anni a venire Zaffaroni, lavora principalmente in Italia. Rimasto attratto dalle geometrie coloristiche etniche dei Ndebele viste in Sud Africa, sviluppa con nuovi criteri i lavori delle Superfici Cromatiche Indeterminate realizzandoli esclusivamente attraverso l’utilizzo del computer. Questa ricerca si evolve nei primi anni 2000 nel ciclo definito “Codice Cromatico Indeterminato” ove una sovrapposizione di elementi cromo-grafici, su campiture cromatiche, evidenziano un’immaginaria mappa codice-cromo-genetico.

Collateralmente alle nuove ricerche espressive sviluppate negli anni, Zaffaroni ha sempre intensificato la creazione delle sue originali opere con carte fluorescenti, evolvendole con nuovi intenti progettuali visibili negli ultimi lavori in cui la riduzione dell’utilizzo delle carte a toni fluorescenti con delle carte diversificate e appositamente stampate in Bianco o Nero al fine di spostare l’impatto visivo più sulla geometria cromo-dinamica composta anziché sulla prevalenza della cromia fluorescente.

In questi ultimi anni l’attività di Zaffaroni è proseguita intensamente con mostre personali, collettive, Aste d’Arte e Fiere d’Arte. Nel 2010 una sua opera entra nelle acquisizioni del Museo Parisi-Valle di Maccagno. Nel 2011, con un gruppo di giovani artisti aprono a New York nella 5th Avenue la galleria autogestita MiticArt Gallery presentandola anche con uno stand all’INTERNATIONAL ARTEXPO. Invitato da Tiziana Manca ad Arte Accessibile Milano è presente con una personale. Nel 2013, la Concept4d di A. Ferrari lo presenta con una personale al LINK ART FAIR a Hong Kong ed alla galleria BIM di Lugano, Svizzera. Nel 2015 la Frankfurter Westend Galerie di Francoforte, Germania, lo presenta con una personale, esporrà nuovamente nelle collettive del 2016 e 2019

SHOWCASES GALLERY, Via San Martino della Battaglia, 11 – 21100 Varese, dal 24 ottobre al 31 dicembre 2020, dal lunedì al venerdì 9.00-12.30 e 15.00-18.00. L’artista sarà presente in galleria sabato 24 ottobre, giornata di apertura, dalle ore 17.00.

 

S.G. (anche per la fotografia)

“Air Break”: azioni strategiche per la qualità dell’aria

Un incontro di condivisione, confronto e presentazione delle prime azioni strategiche messe a punto per migliorare la qualità dell’aria a Ferrara nell’ambito del Progetto “Air Break” è in programma per la giornata giovedì 22 ottobre 2020 dalle 10.30 con presentazione fino alle 13 e sessione formativa dalle 14.30 alle 17.30 negli spazi del Laboratorio Aperto all’ex Teatro Verdi (via Castelnuovo 10, Ferrara). La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Ferrara.

L’appuntamento – spiega l’assessore comunale ad Ambiente e Progetti Europei Alessandro Balboni – segnerà la data di avvio concreto dell’iniziativa mirata a coinvolgere associazioni, enti e cittadini per condividere le iniziative che sono state pensate per realizzare il percorso del progetto europeo ‘Air Break’ con cui Ferrara si è aggiudicata i 5 milioni di euro messi a disposizione con un bando dal programma europeo delle Urban Innovative Actions (Uia ). Il finanziamento consentirà di mettere in pratica diverse soluzioni, finalizzate a ridurre l’inquinamento atmosferico del 25% nella città di Ferrara nell’arco dei prossimi tre anni.

Dopo l’aggiudicazione del finanziamento, avvenuta a luglio 2020, il partenariato, guidato dal Comune di Ferrara in qualità di capofila, si è messo all’opera. L’Amministrazione comunale di Ferrara ha lavorato alle prime azioni strategiche per raggiungere gli ambiziosi risultati del progetto insieme con l’Università di Ferrara, Hera, Politecnico di Milano, Fondazione Bruno Kessler, Sipro Ferrara, Dedagroup Services, LabService Analytica. Ora l’assessorato all’Ambiente comunale propone un’intera giornata con le associazioni, i cittadini e gli enti che potranno essere coinvolti a vario titolo nelle azioni di progetto.

“Pensiamo a un’alleanza vasta – sottolinea l’ass. Balboni – che mobiliti la capacità di collaborazione e di azione di tutti. Servono conoscenze, idee nuove, voglia di fare, capacità di prendersi cura del territorio, competenze e investimenti con il fine di testare soluzioni diversificate che permettano di moltiplicare gli effetti sulla qualità dell’aria e rendere la città più sostenibile e attraente”.

“Questo incontro – conclude l’assessore comunale – si pone anche come occasione per costruire un’alleanza per il clima con associazioni, organizzazioni e movimenti che attivamente si occupano di ambiente e sostenibilità, per raggiungere collettivamente gli ambiziosi obiettivi previsti dal progetto, dalla partecipazione ai monitoraggi sulla qualità dell’aria e alla progettazione di nuove infrastrutture smart per la città”.

 

Alessandro Zangara