Sabato 8 ottobre Giornata della Dislessia e domenica 9 ottobre 2022 Giornata per la Sindrome rara Pans Pandas Bge

Nel prossimo fine settimana la fontana di piazza della Repubblica sarà illuminata con tonalità azzurro turchese. È così infatti che il Comune di Ferrara vuole testimoniare la propria adesione alle iniziative organizzate dalle locali associazioni di volontariato sociale: la campagna internazionale “Uniti per la Dislessia” di sabato 8 ottobre 2022 coordinata da OIDEAe Disfam che sarà celebrata con un evento alla sede delle Nazioni Unite a New York e la Giornata per la Sindrome rara Pans Pandas Bge di domenica 9 ottobre promossa dall’Associazione Genitori Pans Pandas Bge

Se la dislessia è un disturbo dell’apprendimento ormai riconosciuto  a livello mondiale che colpisce almeno il 10% della popolazione mondiale, diversa è la situazione di chi è colpito dalla sindrome Pans Pandas Bge  e delle tante famiglie italiane, che, ogni anno, il 9 di ottobre vogliono far conoscere e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa malattia rara e non ancora riconosciuta, dai risvolti drammatici per i bambini e le famiglie stesse.

La colorazione azzurra delle luci della fontana di piazza Repubblica, a lato del Castello Estense, sarà presente già dal tardo pomeriggio di sabato 8 e domenica 9 ottobre 2022.

Lunedì 10 ottobre la fontana alle prime luci dell’alba tornerà alla normale illuminazione.

Alessandro Zangara

San Bartolomeo, intitolazione del parco pubblico al fondatore del Maf Guido Scaramagli

Domenica 9 ottobre 2022, ripartono dopo la pausa estiva gli incontri culturali al MAF di San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) con due cerimonie di rilevante impatto culturale legate alla memoria di Guido Scaramagli, e a un omaggio a Otello Ceccato. Gli incontri si svolgeranno in due sedi.

Alle 14.30, in via Cervella, a San Bartolomeo in Bosco, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri procederà all’intitolazione del parco pubblico a Guido Scaramagli, fondatore del MAF e studioso del mondo rurale. A suo tempo rinviata a causa dei problemi pandemici, la cerimonia pubblica (che si avvale del patrocinio del Comune di Ferrara) rende omaggio alla figura di questo apprezzato imprenditore agricolo, che ha consentito di mettere a disposizione un rilevante patrimonio museale della ruralità. Si tratta dela raccolta più importante in territorio ferrarese e tra le più importanti in assoluto della regione. La presenza del Sindaco della Città di Ferrara sta a testimoniare la gratitudine delle massime istituzioni locali per la sua fondamentale opera di raccolta e di divulgazione a favore soprattutto delle nuove generazioni e del mondo della scuola.

Le cerimonie proseguiranno, alle 15.30, presso la sala incontri del MAF, che verrà anch’essa dedicata alla memoria del suo fondatore. Un intervento-ricordo del prof. Gualtiero Baraldi (Accademia Nazionale di Agricoltura) suggellerà questa giornata di doveroso omaggio a Guido Scaramagli.

Si procederà, quindi, all’inaugurazione della mostra “Otello Ceccato, la donazione della figlia Eleonora al MAF”, a cura di Corrado Pocaterra. Veneto di origine e ferrarese d’adozione, l’artista (amico di Guido Scaramagli) realizzò varie opere ispirate al mondo delle campagne, alcune delle quali donate dalla figlia Eleonora (che interverrà on line) al MAF. Sarà pure l’occasione per presentare un primo “Quaderno” di queste sue opere, a cura di Corrado Pocaterra e di Gian Paolo Borghi.

L’ormai tradizionale buffet con i prodotti ferraresi concluderà la giornata, promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’associazione omonima. L’ingresso è come sempre libero e gratuito.

Il MAF, infine, interverrà nella mattinata di domenica 9 ottobre 2022 all’inaugurazione della mostra “Dagli ‘Otto bifolchi e quattro braccianti’ a San Bartolomeo in Bosco. Documenti e immagini”, allestita presso l’Archivio di Stato di Ferrara (corso della Giovecca, 146) e ospitante alcune immagini tratte dal suo archivio fotografico.

Alessandro Zangara

Brado: il nuovo film di Kim Rossi Stuart in anteprima a KUM! Festival

Evento d’eccezione in programma a KUM! Festival (Ancona, 14-16 ottobre), la manifestazione diretta da Massimo Recalcati e dedicata alla cura e alle sue diverse pratiche, che sabato 15 ottobre alle ore 21.30 ospiterà l’anteprima di Brado, il nuovo film scritto e diretto da Kim Rossi Stuart, in uscita nelle sale dal 20 ottobre. Anche il cinema diventa occasione per riflettere e interrogarsi sul tema dell’edizione 2022: il fine vita.

Kim Rossi Stuart presenta un film la cui storia non cessa di muoversi tra le due coordinate della paternità celeste e della paternità terrena. Come il Dio biblico ci mette di fronte alle gioie e alle asprezze della vita, così un padre deve necessariamente preparare il figlio ad affrontare la vita e la morte, la forza e la debolezza. Dopo la proiezione, in un dialogo stimolante con il direttore Massimo Recalcati, l’artista approfondirà i temi della pellicola e risponderà a una domanda: bisogna domare la vita o lasciarsi domare?

Sinossi: un figlio che non voleva più avere niente a che fare con suo padre è costretto ad aiutarlo a mandare avanti il ranch di famiglia dopo che questi si è fratturato alcune ossa. I due si ritrovano per addestrare un cavallo recalcitrante e portarlo a vincere una competizione di cross-country, ma allo stesso tempo provano a sciogliere quel grumo di rabbia, ostilità, rancore, che ha impedito loro per tanto tempo di essere vicini. È un difficile percorso a ostacoli quello che deve compiere il cavallo, ma anche quello che devono affrontare i due per ricostruire l’amore e la vicinanza che avevano perduto.

Kim Rossi Stuart comincia giovanissimo come attore ed è diretto da grandi registi sia al cinema che in tv. È impegnato anche a teatro. Nel 2005 esordisce alla regia con il film Anche libero va bene, di cui è anche sceneggiatore e interprete. Il film, presentato al Festival di Cannes, ottiene ottimi riscontri di critica e pubblico e numerosi premi tra cui il David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 2016 esce Tommaso, suo secondo film. Nel 2019 esordisce anche nel mondo letterario con Le guarigioni. Il libro è una raccolta di racconti, il primo dei quali ha ispirato Brado, sua terza opera da regista e sceneggiatore dove interpreta il ruolo di Renato.

In calendario nelle tre giornate di festival, 42 incontri che coinvolgono 57 relatori, specialisti della clinica, psicoanalisti e medici, ma anche filosofi, storici, scrittori e artisti in un dialogo costruttivo e polifonico sulla cura di sé, dell’altro e del mondo fragile e ferito che abitiamo.

KUM! è organizzato dal Comune di Ancona e dal Fondo Mole Vanvitelliana, e la cura di Jonas Ancona per le attività sul territorio.

Informazioni e programma: www.kumfestival.it

Delos

Giornata del Contemporaneo: l’opera dell’artista Calò a Palazzo Forti

Arte, scienza, natura ed emergenza dell’ecosistema. In occasione della Giornata del Contemporaneo, il cambiamento climatico prende forma attraverso le visionarie creazioni di denuncia degli artisti impegnati a costruire una nuova consapevolezza umana.

Alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, protagonista sarà l’artista Giorgio Andreotta Calò, autore dell’immagine guida della grande manifestazione nazionale promossa da AMACI (associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), nonché del progetto Remoto, ideato per i Musei civici veronesi e vincitore di PAC2020 – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’appuntamento è per sabato 8 ottobre, con la presentazione al pubblico della prima parte del progetto realizzato in esclusiva per i Musei Civici di Verona dall’artista.

Programma Giornata del Contemporaneo. Solo per sabato 8 ottobre il lavoro di Calò realizzato per la GAM sarà visibile a Palazzo Forti, con ingresso gratuito dalle ore 12 alle 18.30, sotto il portico del Famedio, in stretto dialogo con la verticalità dell’opera di Sol LeWitt, in ragione di un’affinità concettuale che accomuna entrambi gli artisti.

Dalle ore 11 alle 19 ingresso gratuito anche alla Galleria d’Arte Moderna, dove sarà visibile il video informativo dell’opera Remoto e dalle ore 16 alle 17 un’operatrice didattica sarà a disposizione per accogliere i visitatori e presentare la Galleria e la collezione.

Sempre alla GAM, alle ore 11.30, presentazione alla stampa della Giornata del Contemporaneo e del progetto Remoto, a cui seguirà la visita a Palazzo Forti per la visione dell’opera .

Progetto Remoto. Strutturato per la GAM, per il giardino scarpiano del Museo di Castelvecchio e per il Museo di Storia Naturale, il progetto di Calò è concepito in stretta relazione con il contesto culturale e naturale del territorio.

Remoto si origina infatti da una campagna geognostica volta a rintracciare tramite carotaggio – operazione di estrazione di campioni di sottosuolo, dette carote – una sequenza di strati rocciosi e, da questi, i cambiamenti registrati nel tempo dall’area di prelievo.

I materiali raccolti divengono così la spina dorsale di un’operazione destinata a dare testimonianza del processo evolutivo del territorio, di cui ogni istituzione museale civica può, in un programma a lungo termine, darne una sfumatura specifica legata alla propria identità culturale.

Esposizione alla GAM. Il carotaggio, una sequenza lineare di 6 metri, è mostrato nella sua integrità di manufatto originale, come linea di pietra che registra una porzione di tempo e come esempio di linguaggio plastico. Per la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, infatti, l’artista ha declinato il progetto nella forma di un intervento lineare da collocare a pavimento.

Il progetto è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Elena Forin e prodotto da Studio Giorgio Andreotta Calò, con la collaborazione dei Musei Civici.

GIORGIO ANDREOTTA CALÒ

Nato a Venezia nel 1979, vive e lavora tra l’Italia e l’Olanda.

Ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino, diplomandosi nel 2005 con una tesi su Gordon Matta-Clark. Tra il 2001 e il 2007 è stato assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 si è trasferito in Olanda dove è stato artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il lavoro di Calò è stato presentato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia diretta da Bice Curiger. Nel 2012 ha vinto il Premio Italia per l’arte contemporanea promosso dal Museo MAXXI di Roma con l’opera Prima che sia notte. Tra il 2012 e il 2013 è stato artista in residenza presso il Centre National d’Art Contemporain di Villa Arson (Nizza, Francia). Nel 2014 vince il Premio New York, promosso dal Ministero per gli Affari Esteri Italiano. Nel 2017 Calò è uno dei tre artisti invitati a rappresentare l’Italia nel Padiglione curato da Cecilia Alemani nell’ambito della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Nel 2017, con il progetto Anastasis, vince la seconda edizione del bando Italian Council promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, per la realizzazione di un’installazione monumentale presentata nel 2018 presso l’Oude Kerk di Amsterdam. Nel 2019 gli viene dedicata una mostra personale presso Pirelli HangarBicocca a cura di Roberta Tenconi.

Roberto Bolis

Venti concerti della stagione 2022/2023 dell’Università di Roma “Tor Vergata”

La stagione concertistica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” realizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta è una delle più importanti della capitale per numero e qualità degli eventi. Si svolgerà dal 12 ottobre 2022 al 24 maggio 2023 con ben venti concerti e sarà particolarmente ricca di proposte interessanti ed aperta ad una grande varietà di generi musicali, spaziando dal ricchissimo mondo della classica – che resta il pilastro della stagione – al teatro musicale contemporaneo, al jazz, alla musica per il cinema e alla musica popolare: questo ampio ventaglio di proposte è una sua caratteristica, che la differenzia nettamente dalle altre stagioni romane di musica da camera. D’altronde questi concerti si svolgono all’interno di una grande università e quindi si rivolgono ad un pubblico aperto a nuove esperienze ed avido di conoscenza. Oltre agli studenti, ai professori e agli altri dipendenti dell’Università (che hanno condizioni di particolare favore per l’acquisto degli abbonamenti), è ampia anche la partecipazione dei “normali” appassionati di musica.

Inaugurazione in grande stile mercoledì 12 ottobre (tutti i concerti si svolgono il mercoledì alle ore 18.00 nell’Auditorium E. Morricone della Macroarea di Lettere e Filosofia, in via Columbia 1) con l’Orchestra Roma Sinfonietta, nota in tutto il mondo per le sue numerosissime tournée internazionali, spesso con Ennio Morricone come direttore. Il primo brano in programma è il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra di Beethoven, un capolavoro assoluto della musica per pianoforte: il solista è Giuseppe Albanese, che è tra i più richiesti pianisti della sua generazione, è regolarmente presente con recital e concerti nelle più prestigiose sale internazionali e incide per Deutsche Grammophon, la più autorevole casa discografica nel campo della musica classica. Conclude il concerto la Sinfonia da camera op. 110A di Šhostakovič (una trascrizione di Rudolf Barshai del Quartetto n. 8 del compositore russo). Dirige Gabriele Bonolis.

Giuseppe Albanese (foto di Francesco Bondi)

La settimana dopo si ha subito una dimostrazione della varietà di questi concerti, mai banali e scontati: il Luca Velotti Trio presenterà con il titolo “Woody Allen Movie Music” alcune delle musiche che Allen – grande appassionato di jazz e buon clarinettista – ha scelto come colonne sonore dei propri film. Il 9 novembre terzo concerto e terza proposta originale e stimolante: sotto il titolo “Morricone sconosciuto e i suoi contemporanei” sono riunite musiche dello stesso Morricone, del suo maestro Goffredo Petrassi, del suo coetaneo Francesco Pennisi, del suo giovane ammiratore Marco Sinopoli (che a Morricone si è ispirato per le sue Variazioni su La leggenda del pianista sull’oceano) e di suo figlio Andrea Morricone, che sarà anche il direttore di questo concerto. Suona Roma Sinfonietta, che non è solo l’orchestra “di casa” ma anche l’orchestra prediletta da Ennio Morricone. Anche il successivo concerto (16 novembre) è dedicato ad un grande artista italiano, Pier Paolo Pasolini: si ascolteranno le prime esecuzioni assolute di musiche scritte da quattro compositori italiani contemporanei, Giovanni Costantini, Maurizio Gabrieli, Giorgio Nottoli e Riccardo Santoboni, che si sono ispirati ai testi del poeta, scrittore e regista friulano.

Dopo questi omaggi a grandi artisti del recente passato, la stagione presenterà un musicista giovanissimo, aprendo così una finestra sul prossimo futuro. È il diciannovenne violoncellista romano Ettore Pagano, che sta facendo incetta di premi in importanti concorsi internazionali: recentissima la sua trionfale affermazione al concorso intitolato al grande compositore russo-armeno Aram Khachaturian. Davanti al pubblico della sua città eseguirà musiche per violoncello solo di Bach, Hindemith e Kodaly, un programma che metterà alla prova non solo il suo virtuosismo ma anche la sua maturità d’interprete (30 novembre). Il 7 dicembre l’Ensemble Roma Sinfonietta eseguirà musiche di Casella, Carpi e Ravel, ingiustamente trascurate per il solo motivo che richiedono gruppi strumentali rari e inusuali. Il 2022 si chiude festosamente il 14 dicembre, quando Fabio Maestri dirigerà l’Orchestra Roma Sinfonietta nelle travolgenti e irresistibili Danze Ungheresi di Brahms e in alcuni intramontabili valzer di Strauss (Rose del sud, Vino, donne e canto, Valzer dell’Imperatore e altri), che con i loro colori accesi e seducenti e le loro melodie sentimentali alternano la gioia di vivere alla dolce malinconia.

Si riprende il 15 febbraio 2023 con un concerto per il ventesimo anniversario della Facoltà di Lettere e Filosofia, che non poteva aver miglior protagonista del Coro dell’Università stessa – intitolato a Claudio Casini, già docente di storia della musica presso l’Università “Tor Vergata” – e che sarà diretto da Stefano Cucci: il programma è una sintesi di storia della musica, iniziando dal Cinquecento di Orlando di Lasso, passando per il romanticismo di Schubert e i cori patriottici di Verdi e concludendosi con Morricone, a cui l’auditorium è intitolato. Il concerto seguente è interamente dedicato a Mozart, di cui il violinista Marco Fiorentini darà insieme all’Orchestra Roma Sinfonietta un appetitoso assaggio dell’integrale per violino e orchestra. L’1 marzo si ritorna a spaziare attraverso i secoli col pianista Scipione Sangiovanni, che parte dal barocco di Frescobaldi, Bach e D. Scarlatti e arriva al nuevo tango di Piazzolla ed al jazz di Ellington. Anche I solisti Aquilani, storico complesso noto in tutto il mondo e specializzato nella musica del periodo barocco, questa volta si divertono a spaziare dal Settecento di Mozart all’Ottocento di Grieg e al primo Novecento di Holst (15 marzo).

Una data da segnarsi è il 22 marzo, perché si avrà un imperdibile appuntamento con un’opera contemporanea e precisamente con Sogno (ma forse no), scritta da Matteo D’Amico, uno dei più interessanti e stimati compositori italiani di oggi, che insieme al librettista Sandro Cappelletto ha ricavato il soggetto di questo suo atto unico dall’omonima commedia di Luigi Pirandello. Sul podio Fabio Maestri, un direttore che si è conquistato una solida reputazione nel campo della musica contemporanea, e non solo.

La primavera riserva anche due imperdibili incontri con la musica del Settecento, eseguita da alcuni dei migliori interpreti della musica barocca in campo internazionale: il 29 marzo Bach e Vivaldi saranno eseguiti dal soprano Lucia Napoli e dal violinista Marco Serino, affiancati dall’Ensemble Roma Sinfonietta, mentre il 26 aprile Francesco Cera, clavicembalista di solida fama internazionale, suonerà autori tedeschi (Bach e Haendel), francesi (Couperin) e Italiani (Frescobaldi e D. Scarlatti). Tra questi due appuntamenti col barocco, il pianista Davide Cabassi, regolarmente ospite delle maggiori orchestre e società di concerto europee ed americane,  esegue il 5 aprile alcuni capisaldi del pianismo ottocentesco (Schumann e Musorgsky) ma fa anche un’escursione nella contemporaneità, qui rappresentata da  Mauro Montalbetti, uno dei più interessanti compositori italiani di oggi, che collabora con la compagnia di danza berlinese Sasha Waltz e ha scritto per Teatro alla Scala, Teatro la Fenice, RAI Nuova Musica, Biennale Musica di Venezia, North/South Consonance di New York… e qui ci fermiamo.

La primavera sarà anche la stagione di alcuni concerti “stravaganti”. Il 19 aprile quattro eccellenti contrabbassisti, che si sono dati il nome scherzoso di “The Bass Bang”, intitolano il loro concerto “Le basse stagioni”, ovvero “libera confusione musicale su temi… moderatamente scottanti e non”: da ascoltare, anche per scoprire cosa si nasconde dietro questo titolo.

Seguono due incontri con la musica tradizionale italiana. Il 3 maggio Ambrogio Sparagna con la sua Orchestra Popolare Italiana ci rivolge un inequivocabile invito: “E ora al ballo”. Sette giorni dopo, per la serie “Musiche dalle Regioni d’Italia” è di scena il Molise, con i riti del Maggio, le zampogne e la carregna per San’Antonio, a cura di Giorgio Adamo, Giuseppe Giordano e Vincenzo Lombardi, etnomusicologi dell’Università romana.

Il 17 maggio l’Ensemble Roma Sinfonietta suonerà L’Histoire du soldat di Stravinskij, fantastico e irresistibile capolavoro del Novecento, più un Duo e un Trio di Raffaele Bellafronte: un’occasione per conoscere meglio questo compositore contemporaneo italiano, che è più facile ascoltare a Vienna, Mosca, New York e Tokyo che non a Roma. Gran finale il 24 maggio con un concerto dal titolo letteralmente stuzzicante: “Note di gusto: musimenù all’Italiana”. È un vero e proprio ricettario regionale, che mette in luce le diverse tradizioni culinarie territoriali, andando con la musica e il canto alla scoperta dell’immensa ricchezza della cucina italiana. La soprano e performer Laura Catrani intonerà 20 ricette messe in musica dalla compositrice Roberta Vacca. Per fare qualche esempio: Piemonte – Bagna càuda, Lazio – la Grattachècca de la sora Maria, Campania – na’ Tazzulell’e’ Cafè, Sicilia – Cannòla ca ricòtta… un menù ricco, vario e appetibilissimo, esattamente come l’intera stagione concertistica dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Italia campione di deltaplano

Undicesimo titolo tricolore di volo libero in deltaplano per il trentino trapiantato nel varesotto Christian Ciech, già più volte campione del mondo. Lo ha conquistato nei cieli della Valcomino in provincia di Frosinone, situata a ridosso dell’Appennino abruzzese e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il pluridecorato pilota ha vinto la prima task volata lungo un percorso di 93 km e si è classificato secondo nella successiva di 70, vinta dal ciociaro Marco Laurenzi che nella valle è di casa. Nella classifica finale per deltaplani classe 1, decisamente i più diffusi, alle spalle di Ciech, Manuel Revelli di Cuneo e l’alto atesino Anton Moroder.

Decollo dalla pedana in Valcomino, 2022

Questo Campionato Italiano 2022 è stato agganciato alla prima edizione del Trofeo Valcomino, gara aperta anche ai piloti stranieri. Tra costoro l’austriaco Anton Raumauf si è aggiudicato la competizione seguito dal tedesco Diek Ripkens e da Konrad Baumgartner, pilota sud tirolese residente a Milano che è il nuovo campione italiano per deltaplani classe 5, detti anche ad ala rigida per la conformazione della loro struttura. Vice campione d’Italia il trentino Claudio Deflorian davanti a Marzio Digiusto di San Vito al Torre (Udine).

L’evento, inserito nel calendario della Federazione Aeronautica Internazionale, è stato organizzato dall’Aero Club Lega Piloti e dal Volo Libero Valcomino. I decolli sono avvenuti da una pedana sospesa in modo spettacolare sulla valle a Forca D’Acero e gli atterraggi a Campo Guerrano, due località del comune di San Donato Val di Comino (Frosinone) dove era posto anche il centro operativo.

Gustavo Vitali (anche per la fotografia)

L’Arena di Verona si accende di rosa

L’Arena torna ad accendersi di rosa per la prevenzione del tumore al seno. L’appuntamento è per sabato 1^ ottobre in piazza con la manifestazione che vede per la prima volta insieme, sotto l’egida dell’Amministrazione, le quattro associazioni provinciali impegnate nella lotta contro il cancro al seno, Airc, Andos, Lilt e La Cura sono Io. Quattro eccellenze che, ciascuna con le proprie caratteristiche, offrono un contributo prezioso a livello locale alla cittadinanza.

La parola d’ordine è prevenire. I dati scientifici raccontano di come lo screening precoce possa salvare la vita e intervenire in tempo per la guarigione. Da qui l’importanza di informare e sensibilizzare il pubblico femminile sulla prevenzione, una ‘mission’ che accomuna tutte e quattro le associazioni.

“E’ un vero piacere affiancare le quattro organizzazioni che, ciascuna con le proprie specificità, sono impegnate sul territorio provinciale per sconfiggere il tumore al seno- ha detto la vicesindaca Bissoli-. Il fatto che condividano esperienze, competenze e testimonianze è senz’altro un valore aggiunto a vantaggio della comunità. L’impegno del Comune proseguirà ben oltre il mese di ottobre, con un metodo, quello della condivisione, su cui si basa anche il lavoro dell’amministrazione. In questi anni sono stati fatti passi da giganti, grazie anche alla passione e alla dedizione delle associazioni e dei loro volontari”.

“L’attività delle associazioni è fondamentale perché offrono importanti servizi complementari a quelli del servizio pubblico sanitario- ha aggiunto l’assessora La Paglia -. Per tutta la giornata di sabato si potrà lasciare i propri dati ai gazebo delle associazioni presenti sul liston per programmare lo screening. Un appello quindi a tutte le donne dai 50 anni in su per cogliere questa occasione, anche a fronte dei tempi delle visite che il Covid ha fortemente rallentato. Ringrazio il lavoro che le associazioni svolgono non solo a livello culturale ma anche nel quotidiano”.

Hanno partecipato alla conferenza stampa i referenti delle associazioni. Antonio Maria Cartolari presidente di Airc per il Veneto Trentino e Alto Adige, per Andos la presidente del Comitato di Verona Maria Stella Laveneziana, il presidente provinciale Verona della Lilt Sante Burati e per La Cura sono Io la fondatrice e responsabile Maria Teresa Ferrari. Presente anche il presidente di Agsm- Aim Stefano Casali.

“Insieme siete un poker vincente, perché affrontate tutti gli aspetti, le sensibilità e le esperienze che questo male può generare e allo stesso tempo date speranza, ne sono prova tangibile i numeri delle guarigioni”, ha detto il presidente di Agsm Aim Casali.

Roberto Bolis

“Cappellacci in centro” riapre le porte dell’antico palazzo di Stella de’ Tolomei

“Cappellacci in Centro” è il titolo della rassegna gastronomica in programma nelle serate del venerdì e del sabato da venerdì 30 settembre fino a sabato  29 ottobre 2022 (dalle 20 in poi) nella sede della Contrada di Santa Maria in Vado, via Cammello 13-15, a Ferrara.

“L’evento – ha sottolineato il presidente  della Contrada Giovanni Bellini portando i saluti anche del vicesindaco e assessore al Palio Nicola Lodi – è alla sua 7.a edizione autunnale ed è un’iniziativa di grande importanza per la vitalità della contrada anche in questo periodo dell’anno lontano dalla scadenza del Palio. Viene creata così un’occasione estremamente aggregativa, che dà la possibilità di visitare la casa di Stella de’ Tolomei: il palazzo trecentesco di cui siamo custodi e affidatari nel cuore antico della città”.
Il presidente dell’Ente Palio Nicola Borsetti ha quindi ricordato che “le dieci serate di un’iniziativa di questo tipo offrono un momento che è culinario ma anche di valore storico. La manifestazione consente di avvicinarsi alla cultura del Palio e alla sua storia attraverso una delle sue contrade, attraendo anche visitatori esterni e con la possibilità di intercettare simpatizzanti che ne portino avanti i colori e la storia”.

L’Osteria dell’Unicorno, giunta alla settima edizione nella sua veste autunnale, torna con la proposta che ha riscosso grande successo nel 2020 e 2021: “Cappellacci in Centro”.
Con questa iniziativa della Contrada di Santa Maria in Vado, vogliamo celebrare il piatto tipico ferrarese che potrà essere gustato, insieme ad altre gustose pietanze, con i condimenti più classici e qualche proposta accattivante della nostra cucina. Il tutto nella splendida cornice di Casa di Stella de’ Tolomei, sede della contrada, nel centro storico di Ferrara.
Completamente gestita dai volontari della contrada, col patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Ente Palio città di Ferrara, “Cappellacci in Centro” sarà a disposizione della cittadinanza per tutti i cinque fine settimana nelle date: 30 settembre e 1, 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29, ottobre 2022.

La contrada ringrazia per il sostegno tutti gli sponsor che hanno voluto contribuire alla realizzazione di questo evento: Strade Consulting, Torrefazione La Brasiliana e AVIS Comunale Ferrara.

Alessandro Zangara

“L’enigma di corso Riviera”: le nuove indagini di Claire Fordiani raccontate da Moreno Po

Si muovono sullo sfondo della cittadina padana di Torraltéra le nuove indagini di Claire Fordiani raccontate da Moreno Po nel romanzoL’enigma di corso Riviera’, che martedì 20 settembre 2022 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara). Dialogherà con l’autore Davide Bertasi.
L’incontro potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

Febbraio 2021. La piccola cittadina padana di Torraltéra, già stressata dall’angoscia della infinita pandemia, si risveglia con l’orrore di un fatto di sangue, avvenimento rarissimo per quella comunità ma non per le cronache nazionali che debbono registrare, purtroppo, l’ennesimo femminicidio in quel terribile inizio d’anno…

Dopo la buona accoglienza ricevuta dal suo romanzo d’esordio (“L’Ortolano de Gamberone”), Moreno Po ritorna con una nuova indagine di Clarissa ‘Claire’ Fordiani, giornalista a contratto e insegnante precaria, appassionata di enigmi e di storie della sua terra. Tra suggestioni letterarie e racconti di fiumi vagabondi, anche questa volta per lei arriverà un finale inatteso.

Moreno Po è nato a Pilastri di Bondeno nel settembre del 1953, la domenica del patrono. Vive a Bondeno. Nella sua più che quarantennale vita professionale di architetto ha pubblicato numerosi saggi e articoli sulla protezione e valorizzazione del paesaggio, sulla pianificazione territoriale strategica, sull’utilizzo delle risorse UE per lo sviluppo dell’economia locale. Suoi brevi racconti sono già comparsi su due antologie dedicate al Po (inteso come fiume). Nel luglio del 2021 ha visto la luce “L’Ortolano del Gamberone” (Faust Edizioni).

Alessandro Zangara

Spoleto Jazz 2022

Visioninmusica e la città di Spoleto di nuovo insieme per suggellare la terza edizione di un tradizionale appuntamento artistico, il festival “Spoleto Jazz 2022”, che quest’anno prevede tre appuntamenti, tutti nella splendida cornice del Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi, in programma dal 21 ottobre al 18 novembre p.v.

Da sempre pronta ad accogliere eventi di alto spessore musicale e aperta a sperimentazioni e progetti innovativi, Spoleto punta questa volta sui giovani musicisti presentando tre artisti che sono già considerati in ambito internazionale, le stelle del nuovo firmamento jazz. 

Ad aprire la manifestazione, venerdì 21 ottobre (ore 21), sarà il fenomenale chitarrista palermitano Matteo Mancuso, con il suo Trio. Acclamato dalla critica e osannato da musicisti di fama mondiale quali Steve Vai, Al Di Meola, Joe Bonamassa e Stef Burns Mancuso si è rivelato un personaggio poliedrico che spazia dalla chitarra classica alla elettrica, sulla quale ha sviluppato una personale tecnica esecutiva interamente con le dita, che ne sottolinea l’originalità. Con Riccardo Oliva al basso e Gianluca Pellerito alla batteria, Mancuso metterà in mostra tutta la sua bravura, il suo talento e la sua abilità tecnica, muovendosi come sempre tra stili differenti: rock, fusion e blues elettrico. In repertorio presenterà cover a lui vicine ma anche brani originali e inediti del prossimo disco di debutto che uscirà entro la fine del 2022.

Giovedì 3 novembre (ore 21) salirà sul palco del Caio Melisso Anthony Strong, pianista e cantante londinese, un “English gentleman” di altri tempi, dal fascino sobrio e dalla vocalità e stile inconfondibile. La passione degli inizi per Oscar Peterson, Bill Evans e Wynton Kelly lo ha condotto sulle orme di Frank Sinatra, Mel Tormé e Nat King Cole. Artista dallo swinging style impeccabile, è considerato la nuova superstar del mainstream jazz britannico. Anthony svolge dal 2012 un’intensissima attività live che lo ha portato a calcare i palchi più prestigiosi d’Europa. Si è esibito in 26 paesi di 4 continenti, in prestigiosi contesti come il Centro Cultural de Belém di Lisbona, il festival francese Jazz in Marciac, il Marina Bay Sands di Singapore e il Litchfield Festival negli Stati Uniti e ha suonato con artisti come Michael Bolton, Marti Pellow, Beverley Knight e Kyle Eastwood e in ogni importante canale televisivo inglese.

A conclusione del Festival, venerdì 18 novembre (ore 21), sarà un altro grande talento internazionale, Jesús Molina, colombiano ma residente a Los Angeles, che col suo quartetto interpreterà un repertorio misto di jazz tradizionale, con suoi arrangiamenti di brani di Chick Corea, John Coltrane e Dizzy Gillespie, ragtime e stride jazz piano, insieme a pezzi in cui si potrà apprezzare anche la sua voce da solista. Molina è un artista inarrestabile, con uno spettro creativo e musicale ad ampio raggio che lo annovera sì come un artista di jazz contemporaneo, ma con sonorità Jazz moderne e gospel, che mescola sapientemente. Nel 2016 Molina riceve il prestigioso Latin Grammy Cultural Foundation Awards ed è, a oggi, una delle stelle nascenti della scena jazz internazionale. Seppur giovanissimo ha condiviso il palco con alcuni dei più grandi musicisti del settore come Jordan Rudess, Noel Schajris, Marco Minnemann, Rudy Perez, Eric Marienthal, Gabriela Soto, Randy Brecker, Carlitos del puerto, Randy Waldman, Zedd, Jesus Adrian Romero, John Patitucci. A soli 26 anni l’artista ha firmato cinque album e ‘Agape’ è l’ultimo lavoro pubblicato. 

Elisabetta Castiglioni