Moncalieri Jazz Festival – XX Edizione

Nell’ambito del Festival jazzistico di Moncalieri, giovedì 16 novembre, alle Fonderie Teatrali Limone, l’“Omaggio al Centenario di Ella Fitzgerald” sarà un concerto con una doppia valenza artistica: da un lato il ricordo della grande artista americana nel centenario della nascita, dall’altro la valorizzazione degli artisti come la cantante Karima con un progetto speciale per il Moncalieri Jazz Festival “VOICES” (reduce dal successo del musical “ The Bodyguard” con continui sold out nei tre mesi di programmazione al Teatro Nazionale di Milano) e prossimamente in tour in Cina. La cantante sarà accompagnata da un trio strumentale stratosferico: Ruben Bellavia, Davide Liberti e il giovane talento Fabio Giachino.

Venerdì 17 novembre alle Fonderie Teatrali Limone “Omaggio a Thelonious Monk” con quattro grandi pianisti di livello internazionale sul palco: Kenny Barron, Dado Moroni, Cyrus Chestnut e Danny Grissett in “4 by Monk by 4”, omaggio al grande genio del jazz e del pianoforte. Un concerto particolarissimo dove su due pianoforti, si intrecceranno brani a due, quattro, sei ed a otto mani.

Sabato 18 novembre “Omaggio ad Armando Trovajoli” una produzione originale del MJF, con il trombettista moncalierese Fulvio Chiara e il suo quartetto. Per l’occasione l’Orchestra Sinfonica di Torino sarà diretta per la prima volta dall’aquilano il maestro Stefano Fonzi, curatore degli arrangiamenti orchestrali. Il programma verterà sui famosi brani di celebri colonne musicali, in chiave jazz. La serata si svolgerà all’insegna dell’interazione con diverse arti: verranno infatti letti i testi originali di Armando Trovajoli raccolti nel libro “Trovajoli Racconta” di Alfredo Gasponi. Sarà l’attrice moncalierese Sara D’Amario ad interpretarli con la sua voce narrante, accompagnata dalle video-testimonianze di alcuni grandi amici di Armando Trovajoli. All’evento parteciperà anche uno dei figli del grande artista Maurizio Trovajoli.

Domenica 19 novembre gran finale presso l’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto, a Torino. “L’Omaggio a Dizzy Gillespie” è un’altra produzione originale del MJF. I solisti saranno Fabrizio Bosso e Flavio Boltro, due musicisti piemontesi diventati famosi in tutto il mondo che per l’occasione realizzeranno un concerto/evento che rimarrà nella storia del jazz Italiano e internazionale con la meravigliosa collaborazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Nel corso della serata saranno accompagnati da un ospite d’onore. I festeggiamenti per il centenario della nascita del musicista americano hanno un forte legame con il passato. Proprio Dizzy Gillespie, infatti, nel 1977 si esibì in un grande concerto a Moncalieri nella centrale e suggestiva Piazza Vittorio Emanuele II (oggi palcoscenico della Notte Blue). Nel 1983 Dizzy suonò inoltre all’Auditorium Rai di Torino per festeggiare i 50 anni dell’Orchestra Rai di Torino e i suoi 50 anni di carriera. L’appuntamento del 19 novembre, coinvolgendo l’attuale Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, farà rivivere quell’evento che è rimasto e rimarrà nella memoria degli amanti del jazz. E non è casuale neppure la presenza di Flavio Boltro (Piemonte – ITALIA / FRANCIA), da giovane soprannominato “Dizzyno Italiano”, oggi considerato uno dei più grandi trombettisti italiani. “ The Champ “ To DIZZY è invece il titolo della seconda parte del concerto, dove Fabrizio Bosso si esibirà assieme alla Jazz Orchestra (13 elementi) diretta da Paolo Silvestri con arrangiamenti dello stesso direttore.

 

Elisabetta Castiglioni

Programma Teatro Camploy Stagione 2017/2018

Continuerà a Verona il programma teatrale del Teatro Camploy con la Compagnia Giorgio Totola dal 25 al 26 novembre con la commedia “Come si rapina una banca” di Samy Fayad. Brillante e a tratti surrealista, il testo narra le vicende di una povera famiglia napoletana, il cui capofamiglia, Agostino Capece, per riscattare il proprio destino che non gli ha consentito di avere successo nella vita, decide di rapinare una banca. Una storia divertente di contrasti tra la ricchezza di un mondo che corre e la miseria di chi è rimasto indietro.

Proseguirà la compagnia La Bugia, il 2 e 3 dicembre, con “Il pranzo è servito” di Elena Merlo. La vicenda è ambientata in una Nizza immersa in scoppiettanti atmosfere charleston, nel salotto bene di Madame Gigi, esperta botanica e non solo… Ci sono segreti che si possono rivelare solo la sera prima del matrimonio: segreti che passano di madre in figlia e che svelano il magico mondo dell’amore. Ma se una madre distrattamente dimentica di parlare con la figlia e quest’ultima parte serena ed ingenua per il viaggio di nozze e se in questo frangente nulla accade…

Dal 9 al 10 dicembre, la compagnia Artefatto è in scena con ”El derby de Verona” di Fabrizio Piccinato. Gino Bruseghin vive una vita sospesa tra l’amore per il calcio e quello per la propria famiglia, in un equilibrio che viene spezzato dall’arrivo a casa sua del fratello, lo sfaccendato Silvio. Da questo momento in poi la vita non sarà più la stessa in casa Bruseghin. Una divertente commedia che parla di amore in tutte le sue forme: l’amore romantico, quello per la famiglia, l’amore per il proprio lavoro e ovviamente l’amore per il calcio.

La compagnia Tabula Rasa propone dal 16 al 17 dicembre “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni. Beatrice, giovane donna di Torino, parte per Venezia vestendo i panni del fratello, alla ricerca del proprio amante che ne ha causato la morte. Con lei viaggia il servo Truffaldino che, per soddisfare il suo smodato appetito, finirà per servire due padroni e ingarbugliare la vicenda fino al parossismo. Un classico ancora attuale che colpisce con la struggente umanità di personaggi ridicoli consumati da ansie e sentimenti, e ancora tanto simili a noi. Ipazia dal 6 al 7 gennaio rappresenta “Moby Dick (ritorno a Nantucket)” un adattamento di William Jean Bertozzo dal celebre romanzo di Malville. La poesia, la musica e il racconto si intrecciano nella rappresentazione teatrale della caccia alla Balena Bianca. La voce di Ishmael, unico sopravvissuto, ci accompagna in questa avventura di mare e ci porta a conoscere Achab, Starbuck, Queequeg… e soprattutto l’immenso cetaceo. Cos’è l’ignoto? Perché ciò che è sconosciuto ci inquieta e, talvolta, ci attira verso un nuovo viaggio? A volte crediamo di riconoscere alcuni segni…

Giovedì 11 e venerdì 12 gennaio la compagnia Granbadò propone il musical“Notti d’oriente” di Alberto Bronzato. Un ragazzo di strada, orfano, ladro per necessità s’imbatte in una principessa ribelle, fuggita dal palazzo reale per vivere il mondo comune e tentare di evitare un matrimonio combinato. Aladin e Jasmine si rincorreranno a lungo, ostacolati dal perfido Visir e aiutati dalla magia del frizzante Genio. Lo spettacolo conserva tutti gli elementi della storia di Aladino e la lampada magica, arricchito da vivaci musiche, canzoni e coreografie.

Prosegue la compagnia Zeropuntoit che è in scena dal 13 al 14 gennaio con “S.E.L.F. Control (mantenete la calma)” di Andrea Girardi. Una coppia di sposi si trova, inconsapevolmente e suo malgrado, coinvolta in una serie di fatti sconvenienti e segreti. A complicare l’intreccio in una travolgente sequenza da vaudeville, dalla portinaia saccente alla madre invadente, dal datore di lavoro irreprensibile al poliziotto vizioso, tutti faranno letteralmente impazzire i nostri protagonisti, mettendone a prova la lucidità, fino al colpo di scena finale. Dal 18 al 19 gennaio la compagnia Einaudi-Galilei che propone, nel centenario della Grande Guerra, due atti unici di Borislav Varga, segnati da amara ironia, raccolti sotto il titolo“Dalla giusta parte”. Nel primo un party borghese rivela, sotto la dorata crosta delle chiacchiere da salotto, un mondo di prevaricazioni e omertà. Nel secondo atto un marito e una moglie che vivono in una casa di campagna sotto le bombe di una guerra eterna vedono, a guerra finita, che il nuovo confine passa proprio in mezzo alla loro proprietà…

Dal 20 al 21 gennaio è in scena Verbavolant con “Le baruffe in famegia” di Giacinto Gallina. Momolo vive a Venezia con cinque donne in casa: la madre Rosa, la moglie Emilia, la zie Orsolina e Nene e la domestica Bettina. Tra suocera e nuora nascono i classici dissapori che scandiscono la vita di una famiglia medio borghese, descritti con molta ironia. I dispetti e i pettegolezzi si sprecano e nascono infiniti malintesi, offese e minacce che coinvolgono tutti i personaggi in una divertente e irresistibile “baruffa”.

Dal 27 al 28 gennaio La Formica propone “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Per interpretare questo classico, la regia colloca i personaggi in una cornice metateatrale su un polveroso palcoscenico evocatore di mondi e di ruoli, veri o falsi, vissuti e non, riflesso di una realtà non più decifrabile perché priva di punti di riferimento. Come due naufraghi, Vladimiro ed Estragone cercheranno sui loro volti truccati il segno magico del Prospero della tempesta shakespeariana, per entrare nell’incantesimo di una sublime interpretazione.

La Compagnia Dell’Arca rappresenta dal 3 al 4 febbraio “That’s not amore” di Valerio Bufacchi, Tiziana Crociani e Arianna Errico. Sullo sfondo del grande sogno americano e del boom economico, si snodano le vicende di donne e uomini alle prese con gli stereotipi dei ruoli. A New York approda nei mitici anni ’60, Barbara, una giovane di origini italiane che con il suo libro “Abbasso l’amore” offre alle donne una ricetta per l’emancipazione. Come si inserisce l’amore in tutto questo? Un fardello o la carta vincente?

Lavanteatro propone il 10 e 11 febbraio”Una moglie… spiritosa” adattamento di Gigi Filippini da Noël Coward. Sarebbe il solito triangolo se non fosse che “l’altra” è l’ex-moglie morta da tempo che riappare come fantasma e con una mal celata gelosia nei confronti della nuova moglie. Un susseguirsi di divertenti gags, colpi di scena, battute ed equivoci dovuti al fatto che solo lui vede e sente l’ex moglie morta, mentre la moglie viva è sempre più esasperata dalla situazione. Una commedia brillante che ci fa sorridere della vita e dei paradossi di un matrimonio.

Dal 17 al 18 febbraio Gli Insoliti Noti propone“Nuda proprietà” di Donato De Silvestri. A causa del dissesto economico di una banca, un’anziana signora della classe media si ritrova indebitata e “rapinata” di tutti i suoi averi. Consigliata da un amico, segretamente innamorato di lei, decide di vendere la nuda proprietà dell’appartamento gravato da un mutuo. I tentativi di vendita mettono in gioco una serie di personaggi emblematici del nostro tempo: giovani coppie, disoccupati, voucheristi… Il tutto permeato dall’atmosfera di un misterioso giallo su cui indaga un rude e astuto ispettore.

I’ Aseni del borgo dal 24 al 25 febbraio porta in scena ”No se cata chiete” di I’ Aseni del Borgo. La vicenda si svolge un giorno d’estate in una pensioncina di montagna dove il meritato relax dei villeggianti viene disturbato da un turista di passaggio. Nel tentativo di rifuggire la routine, i protagonisti fanno i conti con l’adattamento ai ritmi della vacanza e col miraggio della tranquillità tanto agognata. Tra teatro dell’assurdo e varietà, in un susseguirsi di battute e giochi di parole, emerge però che la quiete una volta raggiunta spesso non ci appaga…

Continua dal 3 al 4 marzo la compagnia La Pocostabile con “I Rusteghi” di Carlo Goldoni. In scena quattro donne accanto ai quattro fieri, ruvidi e compiaciuti protagonisti: tre mogli e una figlia da maritare, duttili e vitali, pronte ad impegnarsi per migliorare la situazione inutilmente rigida. Goldoni guarda con simpatia agli eccessi di quei “selvadeghi” e all’astuzia generosa delle donne che riusciranno a dar vita ad un armistizio durevole e a una valida intesa. La regia sottolinea le diversità dei tipi e della vicenda con ritmo, musiche originali e scenografie adeguate.

Il 10 e 11 marzo è il turno del G.A.D. Renato Simoni con“Nero come un canarino” di Aldo Nicolaj. Che in questa commedia ne accadano di tutti i colori non è un modo di dire. È un noir? Sì, se non altro per quello smog diffuso con generosità tale da far annerire perfino i canarini. Ma è per caso un giallo? Senza dubbio data la consistente quantità di cadaveri… Un tocco di rosa? Delicatissimo, con vaghe screziature argentate… Il verde? Certo, di ecologia si parla. Quanto all’indaco, nessuno sa bene di che razza di colore si tratti, mentre le sfumature di grigio le lasciamo a chi vuole osare di più…

Estravagario, dal 17 al 18 marzo, presenta Colazione da Occhiobello (anche da asporto)” di Carlo Saglia, nell’adattamento di Silvino Gonzato. La storia è ambientata in una pasticceria di un piccolo paese della provincia veneta. Lo zucchero delle paste, dopo una serie di clamorosi eventi, diventerà per molti, amaro e velenoso. Un variegato mix di battute e gags, le differenti inflessioni dialettali e il ritmo incalzante rendono lo spettacolo divertente ma non privo di spunti di riflessione su una realtà fin troppo presente nelle attuali cronache.

La Nuova Filodrammatica Partenopea porta dal 22 al 23 marzo ”Non ti pago” di Eduardo De Filippo. Lo spettacolo evoca con ironia una delle più morbose manie della gente di Napoli e non solo: il gioco del lotto. Nel testo scritto e rappresentato in piena seconda guerra mondiale, l’autore vuole scaricare la tensione del momento facendo emergere progressivamente dalla commedia la risata come un rifugio che sembra sicuro, lontano dalla tragicità del momento. Per attuarlo riprende gli eroi assurdi ma divertentissimi delle prime farse e recupera gli umori, i sapori e gli estri del teatro della sua giovinezza.

Dal 24 al 25 marzo è la volta di Armathan con“Così è se vi pare” di Luigi Pirandello. Un gruppo di grotteschi personaggi si riunisce nel salotto del Consigliere Agazzi per scoprire cosa si nasconda dietro il misterioso comportamento del signor Ponza e di sua suocera, la signora Frola, da poco giunti in paese. Un gioco al massacro in cui i due, colpevoli solo di essere vivi e di provare sentimenti, sono perseguitati da persona spietate, gelose forse di questa intensità emotiva che a loro non appartiene più. Alla fine, come dice Pirandello, riecheggia solo il suono melanconico di una risata.

Dal 7 all’8 aprile la compagnia Gino Franzi presenta “La guerra da tre soldi” di Alberto Rizzi. Lo spettacolo racconta in modo grottesco gli effetti della grande guerra nelle retrovie dove, in una sala, viene allestito uno spettacolo per i fanti che tornano dal fronte. Attraverso una carrellata di personaggi e una voce narrante, è sottolineata l’assurdità del conflitto che invece di risolvere i problemi, ne crea di ben più gravi. Accompagnamento di musiche dal vivo eseguite al pianoforte da Matteo Valerio.

Trixtragos dal 14 al 15 aprile porta in scena“Aladin e le magiche notti d’oriente” di Neil Ceschi. Liberamente tratto da “Le mille e una notte”, questo musical immerge lo spettatore nelle atmosfere incantate, e a tratti inquietanti, dell’ammaliante leggenda di Aladino e del suo spumeggiante Genio della lampada. Il teatro nel teatro contamina la storia con la tecnica delle scatole cinesi. Intramontabili musiche accompagnano “con un po’ di follia e un pizzico di magia” attraverso quel mondo incantato che è proprio dei sogni.

Dal 19 al 20 aprile la compagnia A Filo d’Arte rappresenta “Romeo e Giulietta”. In questa libera trasposizione del testo shakespeariano il sentimento, la rabbia e il dolore dei due amanti veronesi viene raccontato senza caratterizzazioni temporali. Ogni adolescente è Romeo e Giulietta. Tutto quello che i giovanissimi protagonisti chiedono al cinico e conformista mondo che li circonda è di essere compresi nella ingenuità, tenerezza e devastante follia che caratterizza la loro età. La tragedia si chiude con le parole del Principe “Tutti siamo colpevoli”.

Conclude Modus Vivendi dal 21 al 22 aprile con “Mogli e buoi” di Adriano Mazzucco. Una commedia ricca di personaggi caricaturali che racconta l’insanabile rivalità fra due borghi, uno situato in collina e l’altro in riva al lago, proponendo una riflessione sui pregiudizi e sulla possibilità di superarli. Ogni abitante è fieramente convinto della superiorità del proprio paese, ma l’amore che sboccia tra un ragazzo di Montalto e una ragazza di Borgolino porterà una ventata di aria fresca e arriverà a scalfire l’arrugginita e ottusa contrapposizione.

 

Roberto Bolis

Mercatini di Natale a Verona, dal 17 novembre al 26 dicembre

Non solo piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio, ma anche piazza Indipendenza, via della Costa, lungadige San Giorgio, Castel San Pietro e San Zeno per un tour natalizio caratterizzato da una molteplicità di eventi per tutte le età.

È la principale novità della 10ª edizione dei Mercatini di Natale a Verona, promossa dall’Amministrazione comunale e dal Comitato per Verona in programma dal 17 al 26 dicembre. La manifestazione è stata presentata dal Sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore alle Attività economiche e produttive Francesca Toffali e al presidente del Comitato per Verona Luciano Corsi. Collaborano alla realizzazione dell’iniziativa Agsm, Funivia Malcesine Monte Baldo, Amia, Agec, Amt, Aeroporto e le associazioni di categoria Confcommercio As.co. Verona e Confesercenti.

“Un’edizione importante – ha detto il Sindaco – caratterizzata da una crescita della manifestazione, che quest’anno è realizzata in punti diversi della città. Una scelta dettata sia dalla necessità di delocalizzare i numerosi turisti che visitano i mercatini, decongestionando i tradizionali luoghi che li ospitavano in passato, che dall’intenzione di creare percorsi alternativi, ma ugualmente caratteristici, che facciano conoscere ai turisti luoghi meno noti della città. Una 10ª edizione che rappresenta in realtà il punto zero dell’iniziativa – conclude Sboarina – e che servirà da cartina tornasole per le manifestazioni future”.
“Un evento inclusivo – lo ha definito l’assessore Toffali – che, oltre alle tipicità natalizie e alle tradizionali specialità gastronomiche tedesche e veronesi, vedrà in ogni luogo un’offerta diversificata, con iniziative pensate per differenti fasce d’età, che sapranno sicuramente far divertire tutti i visitatori”.
“Visto le numerose presenze – ha aggiunto Corsi – quest’anno sarà garantita la sicurezza dei visitatori attraverso un robusto servizio di vigilanza implementato da innovativi sistemi di rilevazione dei fluissi nell’assoluto rispetto della privacy”.

Sabato 18 novembre, alle 11, si terrà l’apertura ufficiale con l’accensione dell’albero di Natale in piazza dei Signori. Seguiranno le aperture della manifestazione negli altri luoghi che la ospitano: sabato mattina in piazza Indipendenza, alle 18 in lungadige San Giorgio e a seguire a Castel San Pietro. Domenica alle 11 inaugurazione in piazza San Zeno.
Anche quest’anno l’iniziativa si svolge in partnership con il Mercatino di Natale di Norimberga. Oltre 80 le casette in legno suddivise tra le piazze storiche e lungadige San Giorgio, dove sarà presente “l’albero della felicità”: una giostra che darà la possibilità di salire sulle palle decorative con vista su Ponte Pietra e fiume Adige anche a persone con disabilità.

A Castel San Pietro, spazio dedicato all’aggregazione dei giovani, sarà presente un Igloo lounge bar illuminato da due renne alte 5 metri che domineranno il colle; mentre in piazza San Zeno troverà spazio il presepe che Flover ha allestito a Roma davanti alla Basilica di San Pietro, nel chiostro della Basilica verranno allestiti un centinaio di presepi realizzati in collaborazione con Amia con materiale riciclato (presenti anche nella Loggia Fra’ Giocondo).

Tra le altre novità dell’edizione 2017: il passaporto del Natale, con vidimazione nei punti di interesse e premio a tutti coloro che concluderanno il tour; la casa di Babbo Natale in Cortile Mercato Vecchio e la posta di Babbo Natale in lungadige San Giorgio e il posizionamento di un orso gigante luminoso di oltre 5 metri nel parcheggio Verona Centro.

Roberto Bolis

Progetto 2018 Cuore Chievo

Si chiama “Gioca d’anticipo” il progetto 2018 con cui Cuore Chievo onlus intende sostenere il Centro Autismo dell’Azienda Ospedaliera di Verona, dotandola di strumenti necessari per la diagnosi precoce dell’autismo sui bambini. Il progetto, patrocinato da Comune e Provincia, è realizzato con il supporto dell’Azienda Ospedaliera, Verona Brain Research Fonudation e associazione Autismi Verona.

“Iniziative come queste scaldano davvero il cuore – afferma l’assessore allo Sport Rando – e dimostrano, ancora una volta, l’efficacia del binomio sociale e sport a sostegno di progetti benefici. Anche quest’anno, Chievo Verona e Cuore Chievo onlus sostengono chi vive in difficoltà e necessita di particolari cure e strutture. L’auspicio – conclude l’assessore – è che tali sforzi siano da esempio anche per altre realtà del territorio”.

I fondi raccolti, attraverso eventi e iniziative sociali, saranno destinati per l’acquisto di due strumenti diagnostici per il Centro Autismo dell’Azienda Ospedaliera di Verona: Software CytoSure (Techno Genetics KHB Group) che permette di eseguire ‘array’ altamente specifici per la rilevazione di microdelezioni e microduoplicazioni genetiche; Custometer dual MPA 580 (CK Electronic) per la misurazione dell’idratazione e della traspirazione cutanea.

Tutte le informazioni sul sito www.cuorechievo.org.

 

Roberto Bolis

Notre-Dame de Paris al Teatro Carlo Felice di Genova il 23 e 24 novembre

Dopo le importanti trasferte del Carlo Felice in Kazakhstan e in Oman, il Ministero della Cultura Kazako, a conclusione dell’Expo 2017, ha scelto Genova come unica tappa di una tournée internazionale del balletto Notre-Dame de Paris; coprodotto dal Teatro dell’Opera di Astana e Les Ballets Roland Petit Foundation, con i costumi di Yves Saint Laurent, è in scena al lirico genovese Giovedì 23 novembre alle ore 20.30 con repliche il 24 novembre (15.30 e 20.30).

Notre-Dame de Paris, tratto dal romanzo di Victor Hugo, il più famoso autore romantico francese, con la sua trama fortemente popolare debuttò sul palcoscenico del Palais Garnier nel 1965. Il risultato vincente fu la collaborazione di un gruppo di celebrità: il più popolare coreografo francese, Roland Petit, che fu anche il primo interprete del ruolo di Quasimodo, il celebre stilista di grido Yves Saint Laurent, il rinomato compositore Maurice Jarre e il famoso regista e scenografo di cinema e teatro René Allio. Da allora questa originale creazione dal taglio grottesco, imbevuto di plasticità moderna, accentua la bellezza perfetta del balletto classico. La dura realtà e la triste fantasia si intrecciano in questo spettacolo di monumentalità tragica che, quasi subito dopo la prima rappresentazione, si è imposto stabilmente in repertorio diventando un classico indiscusso nel mondo della coreografia contemporanea.

In preparazione allo spettacolo, in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, lunedì 20 novembre alle ore 17.30 presso l’Auditorium Eugenio Montale, si terrà la conferenza illustrativa “Notre-Dame de Paris – capolavoro di Petit “ a cura di Francesca Camponero.

 

Notre-Dame de Paris

Balletto in 2 atti

Musica di Maurice Jarre

Libretto e Coreografia di Roland Petit

Tratto dal romanzo di Victor Hugo

Prima rappresentazione all’Opéra di Parigi: 11 dicembre 1965

Prima al Teatro dell’Opera di Astana: 24-25 giugno 2016

Coproduzione Teatro dell’Opera di Astana e Les Ballets Roland Petit Foundation

Responsabile della Produzione del Balletto – Luigi Bonino

Costumi – Yves Saint Laurent

Scene – René Allio

Assistente alla Produzione – Gillian Whittingham

Direttore – Arman Urazgaliyev

Ripresa Costumi – Philippe Binot

Luci e Coordinatore alla Produzione – Jean-Michel Desire

Assistente alla Ripresa Costumi– Arassel Dosmuratova

Direttore Artistico della Compagnia di Balletto del Teatro dell’Opera di Astana – Altynai Asylmuratova, Artista Emerito di Russia

Interpreti principali

Esmeralda

Aigerim Beketayeva, Lavoratore Onorario del Kazakhstan

Madina Basbayeva, Lavoratore Onorario del Kazakhstan

Quasimodo

Bakhtiyar Adamzhan

Rustem Seitbekov, Lavoratore Onorario del Kazakhstan

Frollo

Arman Urazov

Serik Nakyspekov

Phoebus

Olzhas Tarlanov

Yerkin Rakhmatullayev

Compagnia di Balletto del Teatro dell’Opera di

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Repliche

Venerdì 24 novembre – 15.30 – 20.30

 

Marina Chiappa

Contemporary Art Talent Show di Padova. A.D.I.D. Brescia e Ivo Compagnoni

(Renato Hagman e Alessia Biasiolo con Ivo Compagnoni)

Pieno successo per la partecipazione della Delegazione di Brescia di A.D.I.D. alla Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea di Padova, ospite nello stand dell’artista espositore Ivo Compagnoni. La kermesse si dimostra di altissimo valore culturale, molto frequentata in tema di artisti espositori e pubblico interessato. Molte le novità e le riconferme, molti i “già visti”, accanto a firme celebri proposte dalle Gallerie, e molto nuovo, con l’interessante intermezzo di conferenze presso la Sala predisposta, proprio accanto allo stand Compagnoni. Questo ha permesso da un lato di assistere a molti interventi interessanti sullo stato dell’arte oggi e, nel contempo, di condividere con qualche relatore la necessità di tornare a promuovere l’arte e a proporla come necessità. Le Gallerie, si è sentito affermare, non si espongono più con acquisti che, oltre a rianimare un mercato languido, sarebbero però segnale di credo in una manifestazione umana che risale a centinaia di migliaia di anni fa. L’uomo non può fare a meno di esprimersi anche attraverso forme iconografiche che raggiungano parti di sé altrimenti incapaci di espressione chiara a se stessi prima che agli altri. Pertanto solo la proposta espositiva non può essere sufficiente: bisogna movimentare il mercato tornando ad appassionare non soltanto alla produzione d’arte, che abbiamo visto non manca, ma anche ad acquistarla. Ecco allora che si devono trovare modalità di divulgazione e pubblicizzazione. Straordinari i lavori degli studenti del liceo artistico “A. Modigliani” di Padova e attento il pubblico visitatore. Molti i punti di buffet inaugurale giovedì 9 novembre, quando alle ore 18 la manifestazione si apriva. A.D.I.D. Brescia con Ivo ha scelto di portare avanti un discorso consolidato durante precedenti partecipazioni fieristiche, ma di certo non nuovo. Vedasi la mostra che Ivo ha aperto durante il convegno A.D.I.D. dell’anno scorso, in occasione della celebrazione del quindicesimo anniversario dalla nascita. Ad un anno quasi esatto, eccoci allora a Padova con una Distilleria che non fosse concorrenziale in un territorio veneto che non ha bisogno di sollecitazioni in tema di grappa e distillati in genere. Anche se, come al solito per i soci attivi A.D.I.D., la grappa è proprio l’argomento di cui tutti pensano di sapere tutto, con grossolani errori di fondo. Pertanto moltissimi visitatori dello stand di Ivo hanno apprezzato l’abbinamento con i distillati delle Distillerie Peroni Maddalena di Gussago, soprattutto per la proposta artistica. Infatti, Ivo, lo ricordiamo, utilizza materiali di riuso e riciclo, esattamente come la materia prima della grappa; utilizza etichette, sacchi di juta, tovagliolini di carta, materiali che sembrano insignificanti nella nostra vita di tutti i giorni e che, invece, affascinano appesi ad un muro. Molto apprezzati, ad esempio, i quadri con i tovaglioli di carta sotto l’immancabile nido di vespe e, talvolta, la luna. Casa, sogno, anche idillio, come nel degustare piccoli sorsi di capolavori di distillati, grappe invecchiate e barricate (di Lugana, di Pinot) premiate con la Silver Medal a Bruxelles. Accompagnate dalla sbrisolona artigianale che la Distilleria fa preparare a Mantova dalla ditta Bottoli oppure ai cracker Figulì, assolutamente apprezzati (grano italiano macinato a pietra e lievito madre, perfetti per l’abbinamento con i distillati perché non impattano il sapore al palato, anzi, lo accompagnano perfettamente). Moltissime le occasioni di incontro, proprio grazie ai distillati. Possibile spiegare l’attività di A.D.I.D. e la filosofia del “bere bene” che porta avanti; raccontare gli eventi e la grappa, a partire dal territorio fino alla bottiglia; sottolineare come l’arte del mastro distillatore può diventare quadro. Ecco allora che di nuovo si poteva firmare un quadro che Ivo finirà: su idea di Alessia, infatti, chi passava per lo stand e si fermava a chiacchierare un po’ poteva firmare, scrivere qualcosa su un quadro preparato dall’artista e che verrà finito a rassegna conclusa (domani alle ore 13). “C’era anch’io” non è una frase fatta: è il quadro di un incontro che, per quanto fugace, ha affascinato i passanti e li ha convinti a fermare le sguardo sulle persone che avevano davanti: l’artista, i degustatori, la grappa, i quadri. Gli incontri che non sono mai privi di significato e che, in un mondo di corsa che non lascia segni di sé se non nell’etere, possono materializzarsi su una tela o una tavola che A.D.I.D. Brescia ospiterà nel Museo del Distillato.

 

A.B.

I colori della speranza

Sarà visitabile fino al 25 novembre (da lunedì a sabato, tra le 18.00 e le 20.00), presso la galleria dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma, la personale dell’artista Karen Thomas dal titolo “I COLORI DELLA SPERANZA”, una mostra presentata dal Rettore dell’Istituto, Mons. Agostinho da Costa Borges e che gode dell’alto patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo presso la Santa Sede.

L’esposizione, realizzata  con la collaborazione di Claudio Zaccaretti (luce e design), è un percorso emotivo e sensoriale che si snoda tra le sale della galleria in un crescendo di colore armonico, segni e luci: quadri su tela o su plexiglass e colonne luminose raccontano e ripercorrono i temi forti dell’attualità geo-politica del nostro tempo, con l’auspicio di trasmettere colore e luce e dissipare l’oscurità.

Le tematiche comprendono “Le colonne”. Come in un parco illuminato, che affonda le radici nel mondo classico, nell’arte ellenistica-romana, nel rispetto delle proporzioni e del “bello”, l’artista Karen Thomas ha scelto di realizzare delle colonne tematiche con tecnica mista acrilico, oro ed argento su plexiglass per raccontare, attraverso una forte denuncia forte e in un grido di colore, il nostro tempo. Colonne grandi si alternano ad elementi più piccoli, anch’essi montati su base “classica” e realizzati in temi che esprimono Luce, Pace, Ambiente e Speranza. L’uso dell’ oro simboleggia la preziosità della vita che ci è stata regalata e che va tratta con delicatezza e gratitudine. L’uso dell’argento simbolizza Leggerezza e Serenita’; porta Luce dove prima c’era il buio e insieme al verde significa per l’artista Speranza. La tecnica di pittura utilizzata non è astratta e non è figurativa: viene chiamata “astratto-figurativa” a causa del flusso dei colori nei quali si riconoscono delle figure che si fondono ed interagiscono con essi. L’intenzione è quella di fornire una “chiave di lettura” all’osservatore cercando di instaurare a mezzo dei colori, dei segni e della luce, un dialogo con l’opera, destando curiosità, generando domande e fornendo spunti per le risposte. A volte è sufficiente anche il solo guardare, farsi trasportare e perdersi tra i colori… Design e Luce si integrano al colore fondendosi con il colore in una forte sensibilità artistica che crea Luce e Bellezza.

“Speranza”. La visione dell’artista della natura e dell’ambiente si fa segno e colore.
Il nostro pianeta – maltrattato, ferito, sanguinante, in lacrime, eppure forte e bellissimo – non si stanca di proteggersi e di continuare a regalarci spettacoli indimenticabili, fatti di albe e tramonti, ma anche di fioriture, frutti di un orto mediterraneo con farfalle, uccelli e lucertole illuminati dal sole, cani liberi e felici, di un cielo azzurro-cobalto, vento e onde rumorosi e spettacolari.

“Pace, Europa”. Un artista in solitaria oggi può fare poco ma, ribaltando la visione e unendosi agli altri, può produrre come un gigantesco mosaico dove ciascuno con le proprie capacità e la propria sensibilità va ad aggiungere un sassolino per realizzare l’Opera massima. Questa colonna è creata nelle sfumature del colore Blu, con accenni ai singoli paesi, come stelle dorate: ognuno con i suoi problemi, ma uniti nel cerchio d’oro, ad auspicio di garanzia di Pace e stabilità nel rispetto delle singole identità.

“Incontro”. Figure nella Luce si incontrano, percorrono un cammino insieme, escono dal buio della solitudine verso l’alto, verso la Luce.
In questo dialogo di empatia ci si muove in un blu-celeste, tra accenni di alberi e fiori, adulti, giovani, coppie con bambini in colori dolci e “caldi come la terra”.
Karen Thomas è nata a Berlino, ha svolto la sua attività artistica e di insegnamento a Parigi, Kiel, Lubecca e Amburgo. Soggiorni di studio a New York, Roma e Los Angeles. Numerose esposizioni personali e collettive in Germania, Italia, America e Cina. Vive e lavora a Roma, dove è stata per circa di vent’anni titolare della cattedra di Tecniche pittoriche presso la R.U.F.A. (Rome University of Fine Arts).

Dagli anni Ottanta esegue un intenso lavoro per la trasposizione di impressioni di città, paesaggi e figure. E’ tra gli esponenti della nuova corrente neo-espressionista data la sua formazione artistica. Dal 2000 si dedica alle ricerche sull’astrattismo tra forma e colore. La rappresentazione della “Genesi” segna da più di sei anni il suo percorso pittorico.
Dalla ricerca del “fascino della luce” nasce un altro percorso pittorico che parte dalla  creazione divina e attraversa il tema dei diversi fenomeni di luce, come la luce mediterranea e quella notturna. Negli ultimi anni segue un percorso artistico segnato dalla matericità e plasticità, dedicato al mondo della musica e ai suoi grandi interpreti, come Bach, Beethoven, Mozart e Verdi.
La pittrice Karen Thomas segue un percorso artistico, intellettuale ed emotivo che la porta all’elaborazione di un nuovo “Manifesto del Ruolo Etico dell’Artista”, di cui diviene prima firmataria.

Elisabetta Castiglioni