Fazil Say torna a Roma

“Bisogna sentirlo, questo giovane suona come un diavolo”: a dire queste parole a proposito di Fazil Say, diventate proverbiali, è stato il compositore tedesco Aribert Reimann, dopo aver ascoltato il pianista turco quando aveva solo diciassette anni. Da allora Say ha suonato con tutte le principali orchestre americane ed europee e con importanti direttori, elaborando un vasto repertorio, che va da Bach a Beethoven, dai romantici ai contemporanei. Adesso di anni ne ha quarantasette e continua a incantare il pubblico e la critica, che trovano che i suoi concerti sono diversi dagli altri, più spontanei, più aperti, più emozionanti.

È un interprete fuori dell’attuale mean streem, che riduce tutto alla tecnica e all’immagine, mortifica le idee e rende gli interpreti uno uguale all’altro. Say è diverso, è sempre originale e trascinante e sa giungere al cuore dell’ascoltatore, un dono divenuto ormai raro nel mondo sempre più materialista e rigidamente programmato della musica classica. Nei giorni scorsi ha dovuto ripetere due volte nello stesso giorno un suo concerto ad Istanbul, per soddisfare il pubblico di oltre diecimila persone che voleva ascoltarlo.

È anche compositore, perché suonare e comporre sono per lui i due lati di una stessa medaglia, da quando la sua insegnante gli chiedeva di improvvisare ogni giorno sui temi del quotidiano, prima di dedicarsi agli abituali esercizi pianistici. Nelle sue composizioni Say accoglie gli stimoli più diversi e fa dialogare la musica classica europea con la tradizione musicale della Turchia, gettando un ponte tra oriente e occidente. Say ha le sue idee, non solo in campo musicale, e le esprime liberamente e con coraggio, come quando ha dedicato una sua composizione alle vittime della polizia durante le manifestazioni per Gezi Park ad Istanbul. Per alcuni tweet considerati ironici sull’Islam – un’accusa che egli respinge decisamente – ha subito anche un processo, conclusosi dopo quattro anni con l’assoluzione.

Fazil Say suonerà stasera, martedì 23 gennaio, alle 20.30 a Roma nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC. Inizierà con tre dei brani più noti di Chopin (il Notturno in mi minore op. 72, e i due Notturni in do diesis minore e in do minore, pubblicati postumi) a cui seguirà la Sonata in fa minore op. 57 “Appassionata” di Beethoven, che ad oltre due secoli dalla sua composizione continua a emozionare con la sua forza espressiva e le sue idee musicali rivoluzionarie, esaltate dall’interpretazione di Say. La seconda parte del concerto si aprirà con Erik Satie, eccentrico protagonista della vita musicale parigina tra diciannovesimo e ventesimo secolo, di cui Say eseguirà sei Gnossiennes, piccoli brani all’apparenza semplicissimi e innocui, ma assolutamente originali per la libertà del ritmo, degli accordi e della forma.

Say concluderà con due proprie composizioni, Black Earth e Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 72, quest’ultima è stata scritta nel 2017 ed è una novità per l’Italia. Black Earth si basa su una canzone di Aşık Veysel (1891-1973), famoso autore di ballate popolari turche e ultimo rappresentante di una tradizione millenaria finita con lui. Questa sua canzone parla di solitudine e perdita: alla fine tutto quel che rimane è la “terra nera” della sua regione natale di Sivas.

Yürüyen Köşk – Hommage à Atatürk, op. 7 – il cui titolo significa “il palazzo che cammina” – è un ampio brano diviso in quatto movimenti (Illuminazione – Lotta contro l’oscurità – Credere nella vita – Il platano) ed esiste in due versioni, per pianoforte solo – che costituisce la quarta parte di The Art of the Piano – e per quintetto. È ispirato ad un episodio della vita di Atatürk, il padre della Turchia moderna, che in una sua proprietà fondò una “fattoria del popolo” per incoraggiare le pratiche agricole moderne. Quando un platano crebbe così tanto da rendere necessario tagliarne un ramo per non danneggiare un edificio che sorgeva lì vicino, Atatürk decise piuttosto di spostare il palazzo di qualche metro, con una complessa opera di ingegneria. Poi donò al popolo turco questa proprietà e tutti gli altri suoi beni.

 

Mauro Mariani (anche per la foto)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Bacanal del Gnoco a quota 488

La posa della statua del Papà del Gnoco in piazza San Zeno ha aperto, sabato 6 gennaio, la 488ª edizione del Bacanal del Gnoco, il tradizionale carnevale veronese. La manifestazione culminerà venerdì 9 febbraio con il corteo mascherato che sfilerà per le vie del centro cittadino. Novità di quest’anno il villaggio di carnevale “Mascheraverona” in piazza San Zeno, che rimarrà aperto dall’8 all’11 febbraio, al cui interno saranno presenti numerosi stand gastronomici, accompagnati da intrattenimento musicale, e il “Ballo in maschera” che si terrà martedì 13 febbraio, ultimo giorno di carnevale, in Gran Guardia a partire dalle ore 19.30.

Il programma delle iniziative e le novità del 2018 sono state presentate dall’assessore alle Manifestazioni Filippo Rando. Presenti, oltre ai consiglieri comunali Anna Grassi e Gianmarco Padovani, il presidente del Comitato Bacanal del Gnoco Valerio Corradi e il presidente del Comitato Carnevale Benefico Carega Alberto Recchia.

“Il carnevale, con tutti i suoi eventi – ha spiega l’assessore Rando – rappresenta per i veronesi un appuntamento con la storia e le tradizioni della città. Il ricco cartellone di quest’anno saprà coinvolgere tutti, adulti e bambini, in un grande momento di festa e sarà l’occasione per far vivere delle giornate spensierate a chi ne ha più bisogno. Per questo a nome dell’Amministrazione comunale ringrazio tutti gli organizzatori e le maschere per lo sforzo e l’impegno con cui ogni anno garantiscono l’ottima riuscita di questa grande manifestazione”.
Oggi si terrà l’incoronazione, in Gran Guardia, del nuovo Papà del Gnoco, mentre la sfilata del venerdì gnocolar ci sarà il 9 febbraio, con la “Gnocolada” in piazza Bra.

Torna anche per questa edizione “Il pullman del Carnevale”: da martedì 30 gennaio un autobus attrezzato farà tappa nei mercati rionali di Verona offrendo a tutti un assaggio di gnocchi e promuovendo gli eventi carnevaleschi.

 

Roberto Bolis

Sanpe Snowpark

Nella Ski Area San Pellegrino il divertimento sulle piste da sci va oltre una semplice discesa. Per gli appassionati di snowboard e freestyle che non vedono l’ora di sbizzarrirsi in salti ed evoluzioni acrobatiche Sanpe Snowpark è il luogo giusto dove vivere emozioni a non finire.

La sua posizione centrale rispetto agli impianti e agli hotel del Passo San Pellegrino lo rende facile da raggiungere e garantisce molti servizi, tra i quali noleggi, bar e rifugi, ma, cosa ben più importante, si tratta di un park studiato nei minimi dettagli per far divertire riders di qualsiasi livello. Le linee Easy e Medium sono formate da 4 strutture e 2 salti, ideali per chi vuole iniziare ad affrontare le prime evoluzioni acrobatiche, mentre la linea L, adatta ai più esperti, conta 5 rail e 5 salti di varie misure e dimensioni oltre ad una spina di 14 metri. Un enorme Big Air Bag lungo 15 metri permette poi di esercitarsi in salti e acrobazie garantendo un atterraggio morbido e sicuro.

Sanpe Snowpark dispone anche di una seggiovia a 4 posti esclusivamente dedicata (prezzo skipass giornaliero: € 24,00) e tutta l’area, sempre soleggiata e al riparo dal vento, viene preparata e fresata ogni sera (nelle giornate più fredde la mattina) per garantire strutture sempre perfette e sicure. Un’offerta di primo livello resa possibile dalla grande passione degli shaper che presidiano costantemente lo snowpark, ascoltando con interesse le osservazioni dei riders e organizzando numerosi eventi a suon di musica, contest e grigliate

 

ATC (che ha fornito anche la fotografia)

Rassegna sulla figura femminile a Verona

Nove spettacoli e cinque conferenze, da febbraio ad aprile, dedicate alla celebrazione dell’universo femminile con grandi nomi e compagnie della scena teatrale italiana. La rassegna T-Donna, diretta da Andrea Castelletti e co-organizzata da Teatro Impiria e Comune di Verona, prenderà il via venerdì 2 febbraio nel nuovo spazio culturale Modus, che aprirà ufficialmente al pubblico il prossimo 25 gennaio, in piazza Orti di Spagna, nel quartiere San Zeno, al termine di un’importante riqualificazione.

L’iniziativa, che punta a celebrare la donna e a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come la violenza, fisica e psicologica, e le discriminazioni di genere, porterà in scena il 2 febbraio “Isabel Green” di Emanuele Aldrovandi con Maria Pilar Perez Aspa; il 9 febbraio “L’amore impaziente” di Valeria Moretti, regia di Silvio Peroni, con Daniela Poggi; il 16 e 17 febbraio “La semplicità ingannata” di e con Marta Cuscunà; il 23 febbraio “Marzia su Roma” di e con Michella Mocchiutti, regia di Mauro Avogadro.
Il cartellone proseguirà l’8 marzo, con “Sexmachine” di e con Giuliana Musso, regia di Massimo Somaglino, appuntamento che si terrà al teatro Camploy e che rientrerà nella manifestazione “Ottomarzo, femminile, plurale 2018”; il 16 marzo “Bye bye Barbablù” di Antonella Mascia e Renzo Segala, con Lucia Schierano; il 23 marzo “Virginia va alla guerra” di e con Nina Benedetti, regia di Carolina della Calle Casanova; il 30 marzo “Alma e le altre” di Isabella Dilavello, regia di Marco Brogi; il 4-5-6 aprile “Guilty (Colpevoli)” di Consuelo Trematore.
Cinque le conferenze organizzate dall’associazione giuriste veronesi Vega che completeranno il programma: il 13 febbraio “Lidia Poet: la prima avvocata italiana e la sua battaglia per esercitare la professione” con l’avvocato Elisabetta Baldo; il 27 febbraio “Le differenze retributive e le discriminazioni di genere” con Stefania Sartori; il 13 marzo “Telefono Rosa: la violenza sul nostro territorio” con Sara Gini; il 27 marzo “Le disparità di genere nel reddito delle libere professioni” con Nicoletta Ferrari; il 10 aprile “Ferite dalle parole: la violenza verbale è violenza” con Emilia Greco.

Tutti gli spettacoli si terranno di venerdì, alle ore 21.15, e prevedono un biglietto che varia dai 12 ai 22 euro. Le conferenze pomeridiane, tutte alle 18.30, sono invece a ingresso gratuito.

 

Roberto Bolis

Tenute Piccini at Gambero Rosso – Vini d’Italia Europe Tour 2018

Tenute Piccini, the famous Italian wine estate from Tuscany, will attend the Gambero Rosso – Vini D’Italia Europe Tour 2018. The winery will have a stand at each event, to show the wines selected. Tour dates are as follows:

16th January: Stockholm (Sweden)

18th January: Copenhagen (Denmark)

22th January: Berlin (Germany)

8th February: London (UK)

“We are delighted to take part at this prestigious showcase – Mario Piccini, CEO of Tenute Piccini, says – this is an opportunity to share our terroir-driven winemaking approach across the family owned estates. Vulcanic wines coming from the Etna and Vulture volcanos, two rising stars regions in the world atlas of wine, as well as the eternal Brunello di Montalcino.”

For this international and exclusive event, Tenute Piccini will present three flagship wines from three different estates:

Regio Cantina “DonPà” Aglianico del Vulture 2014

Intense ruby red colour, this is complex wine with a remarkable structure. It shows ripe red fruits notes and elegant tannin. DonPà is the iconic wine of Tenuta Regio Cantina, produced from 100% Aglianico grapes, the emblematic variety dominating the Vulture volcano area.

Villa al Cortile Brunello di Montalcino 2012

Intense garnet red colour. This wine has a complex bouquet, with flower notes of cyclamen and violet, supported by a wealth of red and black fruit, scents of tobacco, licorice, anise and coffee.

Torre Mora “Scalunera” Etna 2012

Ruby red in color. Scents of red fruits and cherry, together with violet, menthol and baking spices. Wild cherry and pipe tobacco in the palate framed in velvety tannins and fresh acidity, and followed by a persistent mineral note.
Company profile

The Piccini family lives and works in the heart of Chianti. Under the guidance of Mario Piccini, the fourth generation of the family, Piccini is today one of the most distinctive, dynamic and innovative Italian estates showing among the top 25 largest Italian producers. The family has five stand-alone properties, a parallel project to the successful Piccini brand. The family’s philosophy behind the boutique estates is very classical: producing wines that reflect the region, focusing on expressiveness of the grapes variety in relation to the area of origin.

 

Giacomo Panicacci

Steven Isserlis e Olli Mustonen stasera alla Sapienza

Steven Isserlis, credit Satoshi Aoyagi

Questa sera alle ore 20.30, nell’Aula Magna della Sapienza di Roma, la IUC presenta Steven Isserlis, uno dei più celebri violoncellisti di oggi, e Olli Mustonen, un pianista che occupa un posto unico sulla scena musicale odierna: insieme formano un duo famoso nel mondo da trent’anni.

L’inglese Steven Isserlis suona con le principali orchestre, tra cui Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, London Philharmonia Orchestra, Los Angeles Philharmonic, e si esibisce in recital nelle più importanti sale internazionali.
La sua pluripremiata discografia rivela la vastità del suo repertorio, che spazia dalla musica antica a quella contemporanea, di cui è un fiero sostenitore. Un’altra sua passione è scrivere e suonare per i bambini: ha scritto libri sulla vita dei grandi compositori – tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano – e tre favole musicali in collaborazione con la compositrice Anne Dudley. È uno degli unici due violoncellisti viventi incluso nella Gramophone’s Hall of Fame. Suona lo Stradivari “Marquis de Corberon (Nelsova)” del 1726, affidatogli dalla Royal Academy of Music.

Il finlandese Olli Mustonen è pianista e anche direttore d’orchestra e compositore, interessandosi alla musica in tutti suoi aspetti, nel solco della tradizione di grandi maestri del passato, quali Liszt, Rachmaninov e Busoni. Come pianista ha collaborato con le più importanti orchestre del mondo, tra cui Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Chicago Symphony, Royal Concertgebouw Amsterdam, Orchestre de Paris e tutte le orchestre londinesi.

Isserlis ha ricevuto il Premio Schumann di Zwickau, la città natale del compositore tedesco, e Mustonen è tra i maggiori interpreti della musica di Prokof’ev, di cui ha eseguito e registrato tutti i Concerti per pianoforte e sta ora eseguendo l’integrale delle Sonate nei principali centri musicali. Proprio a questi due autori è dedicata gran parte del loro concerto. Lo apre e chiude Robert Schumann con le tre Romanze op. 94 e i cinque Pezzi in stile popolare op. 102: il violoncello era uno strumento particolarmente amato da Schumann, che la aveva studiato e pensò anche di iniziare una carriera di violoncellista, quando un problema alla mano destra gli impedì di suonare il pianoforte. Anche Sergej Prokof’ev ha scritto molto per il violoncello, soprattutto nei suoi ultimi anni, quando incontrò un giovane violoncellista destinato a un grande futuro, Mstislav Rostropovic: la Ballata op. 15 è invece una delle sue opere giovanili più felici, scritta nel 1915. A intercalare Schumann e Prokof’ev saranno la Sonata op. 71 di Dmitri Kabalevskij, considerato uno dei maggiori compositori russi del ventesimo secolo, e la Sonata per violoncello e pianoforte di Olli Mustonen stesso, in prima esecuzione a Roma. Si potrà così scoprire Mustonen anche come un compositore che getta un ponte tra secoli di musica occidentale, dal barocco al minimalismo, dal tardo romanticismo alla nuova spiritualità del ventunesimo secolo.

 

Mauro Mariani

 

 

 

 

 

 

 

Corso sui distillati a Brescia

Inizierà a Brescia la settimana prossima un corso per conoscere il mondo dei distillati un po’ più da vicino. Organizzato dall’Associazione Degustatori Italiani grappa e Distillati, Delegazione di Brescia, il corso permetterà di conoscere le basi della distillazione e le caratteristiche di prodotti distillati come la grappa, il cognac, il rum, il whisky, il gin, la vodka, eccetera. Ogni lezione è accompagnata dalla degustazione dei prodotti, in modo da iniziare i corsisti alla tecnica degustativa e all’apprezzamento del distillato non solo dal punto di vista edonico, ma per educare l’edonico al meglio.

Per informazioni ulteriori, contattare l’Associazione organizzatrice scrivendo a: adidbrescia@virgilio.it oppure telefonando allo 0302305000.