Coronavirus. Da ieri sera Palazzo Barbieri di Verona illuminato con il tricolore

Da ieri sera palazzo Barbieri si illumina con il Tricolore. Sulla facciata compaiono, da una parte la scritta “Verona è forte” e dall’altra “Ce la faremo”, mentre al centro campeggia il bianco.

Questa particolare illuminazione del municipio sarà accesa tutte le sere in orari diversi e non fissi. Un gesto simbolico che ogni giorno fa partire dal cuore della città il messaggio positivo, rivolto virtualmente a tutti i veronesi che stanno facendo i sacrifici ma anche a tutto il mondo che guarda all’Italia e a Verona.

Per realizzare la nuova illuminazione è utilizzato l’impianto tecnologico inaugurato con le luminarie di Natale. Sono solo stati riconvertiti i colori della bandiera.

Un suggestivo spettacolo di luci che, da questa sera, si arricchirà con l’illuminazione di verde, colore della speranza, della Torre dei Lamberti, l’edificio più alto di Verona.

“Dalla piazza che amiamo di più e che è l’emblema di Verona nel mondo, ogni sera si accende il nostro incitamento – dichiara il sindaco Federico Sboarina – Le parole che ho scelto sono quelle in cui credo veramente. So che sarà così e per questo invito tutta la nostra comunità a rimanere unita e stare virtualmente insieme nei colori della nostra bandiera. Un messaggio netto che mi auguro raggiunga anche i paesi in cui la nostra città è conosciuta. Stiamo attraversando un momento difficile, ma Verona resta la grande città di sempre, con la forza dei suoi cittadini che adesso stringono i denti e quando tutto questo sarà finito li stringeranno ancora di più per una immediata rinascita”.

“Il ringraziamento per la nuova illuminazione di palazzo Barbieri va ai nostri tecnici – spiega il presidente di AGSM Lighting Filippo Rigo –, che sono in questi giorni pienamente operativi per sostenere la città in questa fase di emergenza, e che hanno voluto dire così ai Veronesi che non sono soli. Un segnale positivo, di speranza, reso possibile dall’upgrade tecnologico del sistema di illuminazione pubblica di Verona che AGSM Lighting sta portando avanti e che cambierà il volto della nostra città. Un segnale a costo zero, per non distogliere risorse pubbliche in questi giorni difficili, grazie proprio alle potenzialità delle nostre tecnologie”.

Dedicato a tutti gli Italiani dalla città del volersi bene per antonomasia (NdR).

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Alla Biblioteca Civica di Verona “Pinocchio”

Fino al 28 marzo, la Biblioteca Civica di Verona propone un’esposizione e un ricco programma di eventi dedicati a Pinocchio e alla fortuna editoriale dell’opera di Carlo Collodi.

Gli spazi della Protomoteca e della Sezione Veronensia ospitano una mostra dedicata alla Collezione Fusari che presenta una raccolta di 150 edizioni storiche, a cui si affiancano le edizioni contemporanee patrimonio della Biblioteca Civica. Le opere sono state valorizzate all’interno di un percorso espositivo in Biblioteca Ragazzi e sono a disposizione per la lettura e la consultazione. In più è stato curato l’allestimento dei burattini di Nino Pozzo dedicati alla storia di Pinocchio, lungo la vetrina di via Cappello.

La mostra è accompagnata a una serie di iniziative, con protagonista Pinocchio, dedicate alle scuole e alle famiglie.

Tutti i sabato di marzo, alle 11.30, si potrà assistere alla lettura ad alta voce di Pinocchio di Carlo Collodi.

Il 10 marzo alle 17.30, si terrà l’incontro per insegnanti, educatori, genitori e curiosi “Scrivere a mano nell’era digitale”.

Sabato 14 e sabato 21 marzo, alle 16, è in programma “Abecedario”, il laboratorio di scrittura a mano, per le famiglie. Prenotazione obbligatoria.

Mercoledì 18 marzo alle 17, si terrà “Pinocchio” spettacolo di burattini a cura di Teatro Mondo Piccino.

Lunedì 23 marzo, alle 17.30, è in programma per insegnanti, genitori ed educatori “Un’idea di infanzia. Libri, bambini e altra letteratura”, con Nadia Terranova e Margherita Forestan.

Data l’attuale emergenza sanitaria, si invitano gli utenti ad informarsi circa il regolare svolgimento delle attività contattando il numero 045.8079707 o la mail bibliotecacivica.ragazzi@comune.verona.it

 

Roberto Bolis

A scuola dai ‘Top Gun’. Arriva a Verona il corso di cultura aeronautica per gli studenti

Per due settimane la scuola la vedranno solo dal cielo, in volo sui velivoli dell’Aeronautica militare. Gli studenti veronesi si apprestano a vivere un’esperienza unica, diventando per qualche giorno dei veri e propri ‘Top Gun’. Dal 23 marzo al 2 aprile, infatti, Verona ospita il corso di Cultura Aeronautica, progetto che vede insieme Ministero delle Difesa e MIUR per far conoscere e avvicinare i giovani al mondo del volo, delle emozioni che regala ma anche dell’impegno e della competenza che richiede.

L’iniziativa, ormai collaudata e che ogni anno incontra alcune città italiane, quest’anno ha scelto Verona per una delle sei tappe del 2020, con l’aeroporto di Boscomantico come punto di riferimento del corso.

I Top Gun in Sala Arazzi

Un progetto, completamente gratuito, che ha trovato subito il benestare del Comune e dell’Ufficio scolastico provinciale, già al lavoro per mettere in moto la macchina organizzativa dell’evento. Per l’amministrazione è infatti l’occasione di far vedere Verona da una delle prospettive più affascinanti, ovvero dall’alto, veicolando sui social le immagini che i ragazzi scatteranno in volo.

Sono gli studenti i veri protagonisti del progetto, e in particolare quelli compresi tra i 16 e i 20 anni. Per 250 di loro ci sarà la possibilità di partecipare alle due fasi del corso. Una prima parte teorica per apprendere i principi del volo e del pilotaggio, e una fase pratica in cui i ragazzi saranno in volo sotto la guida di qualificati istruttori dell’Aeronautica militare.

Non tutti però proveranno l’ebbrezza di guidare il SIAI 208 AM, il veicolo militare monomotore a elica con cabina a quattro posti che verrà usato per le esercitazioni. Un privilegio che i ragazzi dovranno guadagnarsi con impegno e studio, superando il test al termine della fase pratica.

Le prove in volo decreteranno invece i due migliori ‘aspiranti piloti’ veronesi, che saranno premiati con uno stage quest’estate all’ Aeroporto di Guidonia, sede del 60° Stormo, per un’esperienza a contatto con i piloti dell’Aeronautica Militare.

“Fa piacere che l’Aeronautica Militare abbia scelto Verona per questo progetto di carattere nazionale – ha detto l’Assessore alle Politiche Internazionali -. Un’opportunità unica per i ragazzi, ma anche l’occasione per un reciproco scambio culturale con l’Aeronautica. Ai 25 istruttori di volo che verranno in città per il corso, infatti, daremo una VeronaCard per visitare i nostri musei e le nostre bellezze, lago di Garda compreso, così vedranno che Verona è unica non solo vista dal cielo”.

“Stiamo contattando le scuole di città e provincia – ha detto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Barresi -, si tratta di un’iniziativa tesa all’informazione e all’orientamento. Un’occasione che non capita spesso e da cui i ragazzi usciranno arricchiti”.

“Verona ci sta accogliendo a braccia aperte – ha aggiunto il Maggiore Di Trani, comandante del Gruppo Volo -, siamo felici di portare qui la nostra passione e di trasmetterla ai più giovani. Ci rivolgiamo a ragazzi che si trovano in procinto di decidere cosa fare ‘da grandi’, magari non sceglieranno di diventare piloti dell’Aeronautica ma questa esperienza farà capire loro che per ogni professione e lavoro serve impegno, competenza e sacrificio. E che il lavoro di squadra paga sempre”.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Attraverso il DNA di Cangrande della Scala nuove verità storiche sulla sua vita e la sua morte

La falange di un piede ed un pezzo di fegato. Sono questi i campioni biologici acquisiti dai resti di Cangrande della Scala e su cui, per la prima volta, sarà effettuato uno studio completo del DNA. Un processo di esamina complesso che, attraverso i reperti di tessuto osseo e di tessuto epatico, conservati al Museo di Storia Naturale, permetterà di analizzare la sequenza genetica del Cangrande.

Il progetto di studio, che si concluderà nel 2021, sfrutterà quindi l’analisi del genoma, o più semplicemente della totalità del DNA, per supportare e integrare la ricostruzione storica della vita del grande scaligero, amico del poeta Dante Alighieri e, dallo stesso, celebrato in un canto della Divina Commedia.

Il gruppo scientifico dopo il prelievo del DNA di Cangrande della Scala

L’indagine storico-scientifica, denominata ‘Il genoma di Cangrande della Scala: il DNA come fonte storica’, rientra fra gli eventi celebrativi del settimo centenario della morte del sommo poeta ed è promossa dal Comune di Verona, attraverso i Musei di Castelvecchio e di Storia Naturale, insieme all’Università di Verona – Dipartimento di Biotecnologie, nell’ambito dei Joint projects cofinanziati dall’ateneo.

Lo studio prosegue il percorso d’indagine avviato nel 2004 dalla Direzione Musei d’Arte e Monumenti che, in collaborazione con le Soprintendenze territoriali competenti, l’Università degli Studi di Verona, l’Università degli Studi di Pisa, l’Azienda Ospedaliera di Verona, promosse e coordinò l’apertura dell’arca di Cangrande della Scala e la ricognizione dei resti al suo interno. Reperti ancora perfettamente mantenuti e corrispondenti a quelli ritrovati nell’apertura eseguita nel 1921 e documentata dalla stampa da negativo su vetro di Luigi Cavadini.

Le ricerche scientifiche avviate nel 2004 permisero l’acquisizione, da parte del Museo di storia Naturale, di alcuni campioni biologici della mummia del principe e una prima analisi riguardante la sua effettiva conformazione fisica, lo stato di salute e le circostanze che lo portarono alla morte. Allora, però, la ricerca sul DNA non fu possibile. Oggi, invece, grazie alle moderne tecniche e agli avanzati processi d’indagine è stata possibile l’estrazione di campioni di molecole sufficientemente integre da consentire l’analisi dell’intero genoma, riducendo al minimo gli artefatti e i danni dovuti a contaminazioni e all’età.

l prelievi dei campioni biologici sono stati eseguiti, in ambiente sterile, al Museo di Storia Naturale alla presenza dell’assessore alla Cultura Francesca Briani, del Rettore dell’Università di Verona Pier Francesco Nocini, del direttore dei Musei Civici Francesca Rossi e del genetista Massimo Delledonne, componente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. Presenti, anche il Curatore della sezione di zoologia del Museo di Storia Naturale Leonardo Latella e il Curatore delle collezioni d’arte medievale e moderna del Museo di Castelvecchio Ettore Napione.

“Un momento emozionante – sottolinea l’assessore Briani –. Non capita tutti i giorni di poter tenere in mano dei reperti così preziosi e di poter far parte di un gruppo di lavoro che, per la prima volta, consentirà l’osservazione approfondita del DNA di Cagrande. Un secondo step di studio che, dopo l’acquisizione dei campioni realizzata nel 2004, completa il percorso di analisi sulla mummia del principe scaligero, dandoci la possibilità di scoprire nuove ed interessanti informazioni storiche sulla sua vita e, in particolare, morte. Il progetto scientifico è uno dei principali appuntamenti che saranno realizzati sul territorio cittadino in occasione delle celebrazioni dantesche”.

“Un progetto dallo straordinario interesse storico – precisa la direttrice Rossi –. Finalmente, i reperti custoditi dal 2004 dal Museo di Storia Naturale, potranno completare il loro percorso di analisi ed offrire, con dati scientifici certi, importanti novità sulla vita di questo illustre veronese”.

“Dopo la realizzazione del primo vero calco del cranio del Cangrande, che mi ha visto personalmente protagonista alcuni anni fa con la mia equipe medica – ricorda Nocini –, l’Università di Verona è coinvolta a pieno titolo in un nuovo straordinario appuntamento con la storia. Questa nuova analisi scientifica, infatti, chiarirà ulteriormente le importanti qualità fisiche del Cangrande che, per i suoi tempi, si tratta di un uomo del 1300, presentava una struttura fisica imponente, caratterizzata da un’altezza oltre il 1,70 e una struttura cranica di ampie dimensioni”.

“E’ una scommessa scientifica – dichiara il genetista Delledonne – che il Comune, con i suoi Musei Civici, e l’Università hanno accettato per rendere possibile un’indagine genetica davvero particolare. Questi frammenti, da cui sarà estratto il DNA del Cangrande, ci consentiranno infatti di tracciare un quadro genetico dell’uomo e un approfondita analisi sul suo stato di salute”.
Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

Schermi d’amore – 16° edizione

Dopo il ritorno di Schermi d’Amore (svoltosi dal 12 al 19 febbraio 2019 e coronato dal premio alla carriera al regista Claude Lelouch), il Comune di Verona ha il piacere di annunciare la sedicesima edizione del festival, in programma dal 22 al 28 febbraio 2020 presso il Teatro Ristori, rinnovando così il proficuo accordo con la struttura che ha ospitato la rassegna anche l’anno scorso e stringendo un nuovo sodalizio con il Circolo del Cinema, a fianco del Verona Film Festival nell’organizzazione di questa proposta culturale.

La 16° edizione di Schermi d’Amore è votata alla celebrazione e all’analisi del melodramma, senza però trascurare le varie sfumature del cinema romantico e sentimentale, la cui analisi ragionata ha sempre contraddistinto la rassegna. Il cartellone si articolerà in sei sezioni: Amori in concorso, Panorama (riservata ai film fuori concorso), Elegia di Mizoguchi (dedicata al maestro del cinema giapponese Kenji Mizoguchi), Mazursky in Love (incentrata sul regista e sceneggiatore Paul Mazursky), La magnifica ossessione di Sirk e Fassbinder (percorso di confronto sul concetto di “melodramma” di Douglas Sirk e Rainer Werner Fassbinder, a partire dal paragone fra Secondo amore, 1955, e il suo “remake” La paura mangia l’anima, 1973) e L’ombra del doppio. Losey/Delon (retrospettiva tematica che mette allo specchio il cineasta Joseph Losey e il divo francese Alain).

Il Festival si aprirà e si chiuderà nel segno di due grandi maestri, esaltati dallo splendore del recupero in digitale: Luchino Visconti (La caduta degli dei, 1969, in copia  restaurata dalla Cineteca di Bologna e proveniente da Istituto Luce Cinecittà) e Roman Polanski (Per favore, non mordermi sul collo!, 1967). Fra i restauri imperdibili si segnalano inoltre il capolavoro di Mizoguchi I racconti della luna pallida d’agosto (1953, Leone d’argento al Festival di Venezia, proposto in una copia esclusiva proveniente dall’archivio degli Academy Awards), le nuove versioni in 4k di Una donna tutta sola di Mazursky (1978, che fece vincere a Jill Clayburgh il premio come miglior attrice a Cannes) e di Messaggero d’amore di Losey (1971, Palma d’oro a Cannes) e la copia de La prima notte di quiete di Valerio Zurlini (1972) proposta a Cannes in occasione della Palma d’oro alla carriera assegnata ad Alain Delon nel 2019.

Tuttavia, la grande novità di Schermi d’Amore 2020 è il ripristino del Concorso e della Giuria Giovani, al fine di decretare il miglior titolo fra la rosa delle pellicole proposte. Tra i film selezionati spiccano l’esordio della regista inglese Harry Wootliff, Only You (candidato ai BAFTA 2020 come miglior opera prima e interpretato da Josh O’Connor, svelatosi al pubblico italiano grazie al ruolo del Principe Carlo nella terza stagione della serie Netflix The Crown), la commedia francese Deux moi di Cédric Klapisch (autore della trilogia de L’appartamento spagnolo, composta dal film omonimo, 2002, da Bambole russe, 2005, e da Rompicapo a New York, 2013), Adoration del belga Fabrice du Welz (capitolo conclusivo della Trilogia delle Ardenne) e The Souvenir di Joanna Hogg (Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2019), prima parte di un dittico autobiografico ambientato nella Londra degli anni Ottanta, prodotto da Martin Scorsese e recitato da una debuttante d’eccezione: Honor Swinton Byrne (figlia di Tilda Swinton sullo schermo e nella realtà), affiancata da Tom Burke, protagonista della serie tv Strike (basata sui gialli scritti da J.K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith).

Le serate a inviti del Festival, 22 e 28 febbraio, saranno dedicate rispettivamente al regista Claude Lelouch (il cui ultimo film, I migliori anni della nostra vita, 2019, conclude la trilogia iniziata con Un uomo, una donna, 1966, e proseguita con Un uomo, una donna oggi, 1986) e a un gioiello del cinema muto: What Happened to Jones? di William A. Seiter (1926), che anticipa Scandalo a Filadelfia (1940) di George Cukor e A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder.

Proiezioni:

22-23-25-26-27-28 febbraio 2020 al Teatro Ristori

24 febbraio, in Sala Convegni – Palazzo della Gran Guardia

È previsto un biglietto d’ingresso

I film sono presentati in versione originale con sottotitoli in italiano

Info: Tel. 0458005348 www.schermidamore.comune.verona.it

AMORI IN CONCORSO

Si dice che sette sia il numero perfetto e, non a caso, sette sono i film in concorso. Tre registi dalla rinomata carriera internazionale (l’inglese Joanna Hogg, il francese Cédric Klapisch e il belga Fabrice du Welz), una alla seconda prova (la canadese Myriam Verreault) e tre esordienti (la britannica Harry Wootliff, il francese Erwan Le Duc e l’australiana Josephine Mackerras) si sfidano nella sezione competitiva di Schermi d’Amore 2020, segmento che dedica una particolare attenzione allo sguardo femminile. Infatti oltre la metà dei titoli che lo compongono sono diretti da donne.

Adoration di Fabrice du Welz (Belgio/Francia, 2019, 98’)

Alice di Josephine Mackerras (Australia/Francia, 2019, 103’) – OPERA PRIMA

Deux moi di Cédric Klapisch (Francia/Belgio, 2019, 110’)

Kuessipan di Myriam Verreault (Canada, 2019, 117’)

Only You di Harry Wootliff (UK/Svezia, 2018, 119’) – OPERA PRIMA

Perdrix di Erwan Le Duc (Francia, 2019, 102’) – OPERA PRIMA

The Souvenir di Joanna Hogg (USA/UK, 2019, 119’)

PANORAMA

Una selezione di gemme che, oltre a una chicca del muto (What Happened to Jones? di William A. Seiter, 1926), propone sia restauri di classici, sia titoli recenti, ma imperdibili. Uno scrigno che racchiude gli ultimi film di Claude Lelouch (I migliori anni della nostra vita, 2019), Jonás Trueba (La virgen de agosto, 2019) e Yi’nan Diao (Il lago delle oche selvatiche, 2019), l’opera terza di Miguel Gomes (Tabu, 2012), i capolavori scandalosi di Stanley Kubrick (Lolita, 1962) e Luchino Visconti (La caduta degli dei, 1969) e la pellicola che fece innamorare Sharon Tate e Roman Polański: Per favore, non mordermi sul collo! (1967).

ELEGIA DI MIZOGUCHI

Quattro capolavori per (ri)scoprire la sublime maestria di Kenji Mizoguchi, colui che (insieme ad Akira Kurosawa e Yasujirō Ozu) ha scritto la storia del cinema giapponese e che Éric Rohmer ha definito «senza dubbio il più grande cineasta del suo Paese». Lasciatevi rapire dalla malia fiabesca che pervade I racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu monogatari, 1953), dal tragico lirismo de L’intendente Sansho (Sanshō Dayū, 1954), dalla commozione che ammanta Gli amanti crocifissi (Chikamatsu monogatari, 1954) e dalla coralità femminile de La strada della vergogna (Akasen chitai, 1956).

MAZURSKY IN LOVE

Parafrasando il titolo italiano del suo film Blume in Love (1973), Paul Mazursky non ha scritto, diretto e prodotto solo “una pazza storia d’amore”, ma tante, ironiche, agrodolci e complesse proprio come lui. Questa sezione rende omaggio a quattro sfumature dell’universo sentimentale mazurskiano, dalla senile tenerezza di Harry e Tonto (Harry and Tonto, 1974) all’amarcord nostalgico di Stop a Greenwich Village (Next Stop, Greenwich Village, 1976), dal riscatto femminile di Una donna tutta sola (An Unmarried Woman, 1978) alla soffusa malinconia di Mosca a New York (Moscow on the Hudson, 1984).

LA MAGNIFICA OSSESSIONE DI SIRK E FASSBINDER

«Da quando ho visto i suoi film e ho cercato di scrivere qualcosa al riguardo, Douglas Sirk è presente in tutto quello che faccio». Così Rainer Werner Fassbinder parlava del padre del melodramma hollywoodiano, con cui condivideva la filosofia «il cinema è sangue, lacrime, violenza, odio, amore e morte». Un percorso per scoprire come Secondo amore (All That Heaven Allows, 1955) abbia ispirato La paura mangia l’anima (Angst essen Seele auf, 1974) e le ambizioni frustrate de Lo specchio della vita (Imitation of Life, 1959) si rispecchino in Veronika Voss (Die Sehnsucht der Veronika Voss, 1982).

L’OMBRA DEL DOPPIO: LOSEY E DELON

Con Mr. Klein (Monsieur Klein, 1976) il regista esule Joseph Losey e il divo Alain Delon realizzano un film destinato a diventare il testamento artistico del primo ed arricchire l’immagine del secondo. Un dramma sull’ambiguità della condizione umana che offre lo spunto per riscoprire i titoli che, nelle carriere di entrambi, hanno indagato doppiezza ingannevole del reale: da un lato Messaggero d’amore (The Go-Between, 1971) e Una romantica donna inglese (The Romantic Englishwoman, 1975) diretti da Losey, dall’altro William Wilson (1968) e La prima notte di quiete (1972) interpretati da Delon.

Anche l’Hellas Verona al villaggio del carnevale

Ci sarà anche l’Hellas Verona al Villaggio di Carnevale 2020. I giocatori saranno in piazza San Zeno, nella serata di giovedì 20 febbraio, per contribuire alla festa del quartiere. Dal 18 al 24 febbraio, infatti, musica, spettacolo, divertimento e solidarietà animeranno la 3ᵃ edizione della grande festa del Carnevale veronese.

Per l’occasione saranno allestiti in piazza San Zeno stand gastronomici dove si potranno degustare diverse specialità della tradizione veronese. Tra i piatti protagonisti gli immancabili gnocchi realizzati da Abeo con la collaborazione del pastificio Rana. I proventi saranno destinati ai progetti sostenuti dall’associazione.

 

Ma non è tutto. Nel Villaggio anche tre punti bar, un truck hospitality, dove sarà possibile incontrare i personaggi protagonisti degli show, e un’area coperta dove seguire gli eventi anche in caso di mal tempo.

La manifestazione, organizzata dal Comitato del Bacanal, prenderà il via martedì 18 febbraio, con l’inaugurazione alle 18 ed il primo spettacolo musicale, in compagnia delle band “Alberto Salaorni & Al-B band”, alle 21.

Si continua mercoledì 19, con la serata universitaria animata dagli speaker di “Radio Wow”. Giovedì 20, alle 20, sarà invece protagonista lo sport veronese, con la presenza dei calciatori gialloblù per “Hellas Verona By Night”.

Venerdì 21 febbraio si festeggia il 490esimo “Venardi Gnocolar” e, per l’occasione, il Villaggio aprirà alle 12, in attesa dell’arrivo della sfilata allegorica con il Papà del Gnoco. Testimonial di eccezione della giornata sarà l’attore e musicista Jerry Calà. La serata di festa proseguirà con lo show del dj ANS di Radio Bruno.

Sabato 22 febbraio inizio attività alle 12 con i piatti della tradizione e, dalle 16, con l’animazione per i più piccoli realizzata da Radio Bruno. Alle 21 concerto di Rudy Smaila presentato da Showgroup.

Domenica 23 apertura alle 12. Alle 14, 100 cavalieri provenienti da tutta Italia parteciperanno alla rievocazione storica della cavalcata di Tommaso da Vico che, partendo dall’Arsenale, arriverà in piazza San Zeno. La giornata del Villaggio proseguirà con la presenza della mascotte di Gardaland ‘Prezzemolo And Friends’. Dalle 19 dj set e alle 21 serata “Company in action” con Radio Company.

Lunedì 24 febbraio, ultimo giorno della manifestazione, apertura Villaggio alle 18, con musica e divertimento fino a tarda sera.

“Con un programma sempre più ricco e coinvolgente – spiega l’assessore alle Manifestazioni – torna per la 3ᵃ edizione il Villaggio del Carnevale, cuore pulsante delle tante iniziative carnevalesche veronesi. Un momento di grande allegria dedicato a tutti, grandi e piccoli. Inoltre, con l’acquisto degli gnocchi, si potrà contribuire al sostegno delle iniziative di Abeo e portare così un sorriso a chi è meno fortunato”.

“A San Zeno il Villaggio di Carnevale raddoppia – ha spiegato Corradi, presidente del Comitato del Bacanal –. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre di più i veronesi e non solo in uno degli appuntamenti più significativi della tradizione culturale veronese. Tra musica, spettacolo e solidarietà, infatti, sono proposte quest’anno sette giornate di eventi a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

Concorso ‘San Valentino nella Casa di Giulietta’

In poche ore ha raggiunto i principali media internazionali, attirando l’attenzione e la curiosità dei cittadini di tutto il mondo.

È il concorso per la coppia di innamorati che desidera trascorrere la serata e la notte di San Valentino nella Casa di Giulietta, cenando a lume di candela con piatti stellati creati per l’occasione e dormendo nel letto allestito nella più romantica delle stanze dal sapore medievale. Il letto di Giulietta è stato realizzato dal maestro Renzo Mongiardino e utilizzato nella scenografia del film ‘Romeo e Giulietta’ di Franco Zeffirelli. È di proprietà di Imperiale Services ed è esposto nel museo Casa di Giulietta.

La notizia è stata veicolata attraverso airbnb.com/juliet, tradotto in 10 lingue, e supportata da un lancio stampa internazionale in 20 paesi: Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Olanda, Giappone, India, Thailandia, Messico, Argentina, Sudafrica, Nuova Zelanda, Cina e Canada.

In poche ore, è stata pubblicata sulla stampa italiana e internazionale con quasi 100 articoli: in Francia su Le Figaro, in Irlanda nel programma televisivo Ireland AM, in Inghilterra su Daily Mirror, The Sun, Evening Standard, in Germania sul Tageskarte, in Argentina su La Nacion, in Spagna su La Vanguardia solo per citarne alcuni. L’iniziativa del San Valentino a Verona è, quindi, presente su tutti i siti dei principali quotidiani on line ed è già stata ripresa da alcuni notiziari.

“Per Verona si tratta di un’occasione unica di promozione culturale e turistica che valorizza il sito della Casa di Giulietta, i nostri musei e tutto il tessuto cittadino. Oltre alla massiccia promozione, il Comune ottiene da Airbnb 90 mila euro di sponsorizzazione che saranno utilizzati per realizzare un’importante mostra a Castelvecchio su Caroto”, commenta il sindaco Federico Sboarina.

“Verona ha tutte le caratteristiche per far crescere i flussi turistici – ha detto il country manager Airbnb Italia Giacomo Trovato -. I media internazionali stanno rispondendo molto positivamente alla nostra campagna, dall’Inghilterra all’Argentina fino alla Nuova Zelanda. Grazie a questa iniziativa, siamo felici di dare visibilità non solo a Casa di Giulietta, ma al più ampio patrimonio culturale della città, e a beneficio di tutto il tessuto economico locale”.

Il concorso termina il 3 febbraio. Per partecipare, i romantici di tutto il mondo dovranno prendere carta e penna e scrivere a Giulietta, raccontandole la propria storia d’amore e le motivazioni che spingono a partecipare all’iniziativa. Dopodiché bisognerà incrociare le dita e sperare di far breccia nella giuria ad hoc che sceglierà i vincitori con il supporto del Club di Giulietta.

L’iniziativa prevede che una coppia di fortunati innamorati trascorra la serata e la notte di venerdì 14 febbraio nelle stanze della Casa di Giulietta, oggetto di uno speciale restyling di alcune sale per riprodurre l’atmosfera di una vera e propria casa. La notte nel letto della Casa sarà la ciliegina sulla torta della più ampia esperienza che i vincitori del concorso vivranno a Verona il 14 febbraio. Dal tour nei luoghi legati a Giulietta e Romeo alla visita ai musei cittadini fino alla cena con menù dedicato realizzata dallo chef veronese Giancarlo Perbellini, che verrà servita nella nuova e romantica sala da pranzo allestita al primo piano della Casa.

 

Roberto Bolis