Bridge Film Festival 2020

Mentre il mondo dello spettacolo vive un periodo difficile, di cauta ripresa, il Bridge Film Festival torna coraggiosamente per il settimo anno consecutivo con performance e documentari d’avanguardia. L’evento, che pure si svolge all’aperto, ha luogo in misura ridotta e seguendo tutte le norme distanziamento sociale, per garantire la sicurezza degli spettatori e dello staff. Dal 9 all’11 luglio, il meraviglioso specchio d’acqua dell’antica dogana di fiume ai Filippini si animerà nuovamente grazie all’instancabile lavoro di Diplomart e Canoa Club con il patrocinio del comune di Verona.

La settima edizione si intitola “Homeland” ed è un inno ai giovanissimi, alla cosiddetta “generazione Z”. Sono i successori dei Millenials, figli del terzo millennio, i nati dopo il 1997 e primi “nativi digitali”. Sono cresciuti tra smartphone, tablet e touchscreen, che hanno approcciato spontaneamente senza dover leggere le istruzioni. I loro guru sono gli influencers e gli youtubers, intrecciano relazioni e si informano nuotando nell’immensità della rete, per loro più rassicurante e protettiva di una realtà che potrebbe portare delusioni emotive e psicologiche.

Ma è così dappertutto nel mondo?

Quest’edizione del Bridge Film Festival cerca spunti di riflessione sul tema, attraverso il mezzo che gli è proprio, e cioè documentari e cortometraggi in arrivo da luoghi del mondo poco battuti sul grande schermo.

«Dopo il grande caso di Greta Thunberg» spiega Ginevra Gadioli di Diplomart «secondo noi era importante andare a scoprire chi sono i nuovi giovani, questa generazione di ragazzi che ha tanto a cuore il nostro pianeta e che ci ha fatto aprire gli occhi su molte cose. Abbiamo visto in loro un coraggio che forse noi non avevamo: personalmente a quell’età non vedevo l’ora di andarmene dal mio paese, invece nella generazione Z si nota, soprattutto in Occidente, il desiderio di custodire e proteggere la propria terra, più da un punto di vista naturalistico che nazionalistico… per questo “Homeland”. Ovviamente Greta è un caso unico, perciò abbiamo voluto esplorare anche le dinamiche esistenti altrove».

Giovedì 9 luglio alle ore 21 apre il cortometraggio No_Connection, realizzato durante un workshop della scorsa edizione con un gruppo di bambini e ragazzi. Segue Ma-La-Femmena, corto del laboratorio “Verona fuori le mura” su come la nostra società guarda al femminile. Infine, il documentario, prodotto in Germania e girato a Berlino, Searching Eva di Pia Hellenthal. Il film, vietato ai minori di 13 anni e presentato alla Berlinale 2019, racconta di una giovane donna, che a 14 anni ha deciso di rendere la sua crescita uno spettacolo sul web, sfidando il concetto di privacy e molte delle convenzioni sull’essere donna. La serata è in collaborazione con il Circolo del Cinema.

Venerdì 10 luglio, sempre a partire dalle 21, si susseguono due lungometraggi. Prima Immortal di Ksenia Okhapkina, la quale ha raggiunto le estremità della Federazione Russa per filmare le attività ricreative giovanili, dai balli tradizionali alle manifestazioni patriottiche, che fungono da preludio al servizio militare. Attraverso la sua fine ricerca visiva, la regista di San Pietroburgo indaga i meccanismi per cui le persone diventano volontariamente risorse per lo Stato. Segue Dive. Rituals in Water di Hanna Björk Valsdottir, Elin Hansdottir e Anna Run Tryggvadottir, tre registe islandesi che hanno rivolto la loro attenzione verso una classe di nuoto non convenzionale. La piscina dell’istruttore Snorri Magnusson fra le montagne innevate è un santuario unico dove i neonati, insieme ai loro genitori, imparano a esplorare il loro mondo sensoriale.

La serata finale di sabato 11 luglio, come da tradizione, è dedicata ai cortometraggi. Gli undici lavori, selezionati con l’aiuto di ZaLab, Ennesimo Film Festival e Film Festival della Lessinia, attraversano vari paesi europei, dalla Svezia all’Irlanda, fino agli Stati Uniti, e si muovono fra animazione, finzione e documentario.

Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il film preferito, e la votazione del pubblico sarà affiancata da quella di una giuria di esperti, composta da: Alessandro Anderloni, direttore artistico del Film Festival della Lessinia; Alberto Scandola, professore di cinema all’Università di Verona; Prisca Ravazzin, psicologa e psicoterapeuta; Roberto Bechis, presidente del Circolo del Cinema.

«La programmazione di quest’anno vede la quasi totale assenza delle attività extra che hanno sempre caratterizzato il Bridge Film Festival» continua Gadioli. «Abbiamo sempre avuto workshop, installazioni artistiche, attività, concerti: insomma, un programma molto ricco. Quest’anno invece abbiamo deciso di concentrarci sui film». Qualche attività di contorno comunque non manca: la rituale discesa in gommone con partenza da San Fermo inaugura come di consueto il festival; le performance di danza a cura di Lya.ko Project precedono ogni sera le proiezioni; il concerto dei Fontanablu, sabato a orario aperitivo, segna l’ultima giornata della manifestazione.

«Nonostante i pochi mezzi, nonostante le difficoltà date dal momento storico, abbiamo deciso di fare comunque il Bridge Film Festival» commenta l’organizzatrice. «Seppure in piccolo e con le ovvie restrizioni di sicurezza, per noi fare il festival significa mandare un messaggio ai soci, affermare che la cultura non si ferma. Sperando che da cosa nasca cosa».

L’evento, infatti, segue tutte le norme anti-covid. Le sedute sono state ridotte in modo da rispettare un metro per un metro di distanza. Gli spettatori saranno tenuti a indossare la mascherina fino al raggiungimento del proprio posto. Un addetto dello staff misurerà la temperatura all’ingresso e vi saranno distributori di gel disinfettante in molti punti della dogana. Inoltre, come ogni anno, l’accesso è consentito ai soci Diplomart e chi è iscritto già Circolo del Cinema, Università di Verona e Accademia di Belle Arti, Canoa Club o Adige Rafting Verona godrà di uno sconto.

«Inoltre quest’anno il Bridge Film Festival è anche un evento di raccolta fondi per il Canoa Club, che negli ultimi mesi non si è mai fermato per concludere dei lavori strutturali importanti. Da anni, insieme all’associazione di Luigi Spellini, crediamo nella riqualificazione di questo bellissimo luogo, e per il nostro piccolo vogliamo dargli una mano» conclude Ginevra Gadioli.

Si invita chi voglia partecipare a pre-tesserarsi online sul sito web di Diplomart: http://www.diplomart.org.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

 

Un riconoscimento a Margot Kapfenberger, ‘Ponte tra Verona e Salisburgo’

Non è solo il gemellaggio ad unire, da quasi cinquant’anni, Verona e Salisburgo. C’è un altro ponte che suggella lo scambio culturale tra le due città, ed ha le sembianze di Margot Kapfenberger.

Nata a Salisburgo ma di adozione veronese, Margot nel corso degli anni si è fatta conoscere ed apprezzare per aver unito ancora di più le due città attraverso la musica. Un impegno concretizzatosi con numerose iniziative e scambi culturali tra cui molti concerti che hanno portato sulle rive dell’Adige i più importanti cori e musicisti austriaci.

Per questa preziosa e instancabile attività, che Kapfenberger ha svolto e continua a svolgere in maniera assolutamente volontaria, l’Amministrazione le ha conferito il riconoscimento di ‘Ambasciatrice Onoraria della musica nell’ambito del gemellaggio tra le città di Verona e Salisburgo’.

A consegnare la pergamena sono stati gli assessori ai Rapporti internazionali Francesca Toffali e alla Cultura Francesca Briani.

“Un ringraziamento per la preziosa attività che Margot ha portato avanti in tutti questi anni – ha detto l’assessore Toffali -, contribuendo a rendere ancora più forte e vivo il legame tra la nostra città e Salisburgo, unite anche e soprattutto dalla musica”.

“Un impegno non solo culturale ma anche civico”, ha aggiunto l’assessore Briani, ricordando l’attività che Margot svolge assiduamente anche con l’associazione Angelo del Bello, impegnata in progetti di volontariato per migliorare il decoro e la bellezza della città di Verona.

“Tra due anni scade il 50esimo anniversario del gemellaggio tra le nostre città – ha detto Kapfenberger -, siamo già al lavoro per organizzare qualcosa di grande e importante, con la musica protagonista. Ringrazio l’amministrazione per questo riconoscimento, tutto quello che faccio viene dal cuore”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

“La mano che crea” al GAM di Verona

l’assessore Briani con il bozzetto in bronzo della statua di Dante al GAM

Il bozzetto in bronzo della celebre statua di Dante Alighieri di piazza dei Signori. E, ancora, ritratti, sculture, dipinti, ricordi. È molto più di una mostra quella che i Civici Musei di Verona propongono fino alla fine di gennaio 2021 alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, al Palazzo della Ragione. Dopo il lockdown, infatti, con la nuova esposizione, i suggestivi spazi museali della GAM tornano accessibili al pubblico. Oggi, domenica 28 giugno, l’ingresso alla mostra costa 1 euro.

“La mano che crea. La galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919) scultore, collezionista e mecenate”, tema conduttore dell’allestimento espositivo, è un viaggio nella storia secolare del collezionismo veronese, che ha contribuito a fare della città una delle mete d’Italia più ammirate e ricche di monumenti e musei

Punto di avvio ed epicentro della mostra – curata dal direttore dei Musei Civici Francesca Rossi affiancata da un Comitato scientifico composto da Maddalena Basso, Camilla Bertoni, Elena Casotto, Tiziana Franco, Sergio Marinelli, Patrizia Nuzzo e Pietro Trincanato – il vissuto, le opere e l’amore per la città scaligera di uno dei maggiori scultori dell’Ottocento veronese, Ugo Zannoni.

Artista che visse una lunga carriera all’insegna di relazioni artistiche tra Verona, Milano e Venezia, animata dall’impegno civile a favore della cultura e dei musei cittadini, tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi la sua collezione di circa 200 opere d’arte, contribuendo così a gettare le basi per la costituzione di una Galleria d’Arte Moderna a Verona.

Ad illustrare l’esposizione, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il direttore dei Musei Civici Francesca Rossi. Presenti il curatore responsabile della Collezione d’Arte Moderna e contemporanea Patrizia Nuzzo, il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Verona Marco Giaracuni e Padre Livio Guerra del Centro Culturale “San Gaspare”.

“Un omaggio che la città rivolge ad un artista che possiamo annoverare tra i fondatori della Galleria d’Arte Moderna – sottolinea l’assessore Briani –. Fu grazie al suo impulso, al suo profondo impegno civile e culturale, testimoniato dalla generosa donazione di una cospicua collezione di opere d’arte, che agli inizi del Novecento il Museo Civico poté rivolgere la sua attenzione all’arte allora contemporanea. La mostra, infatti, ha il merito di offrire il primo studio approfondito sulle vicende della collezione Zannoni. Una esposizione realizzata in stretta connessione con la comunità cittadina e che i Musei Civici-Galleria d’Arte Moderna Achille Forti hanno scelto di offrire al pubblico in questo particolare momento storico. Arena, Casa di Giulietta, Teatro Romano, Galleria d’Arte Moderna. Tutto a Verona si riapre per ritornare ad offrire a cittadini e turisti, l’ampia e straordinaria offerta culturale che rende unica nel mondo la nostra città. Un impegno importante, sostenuto dal Comune in un momento economico di grossa difficoltà, che ha portato a tagli al bilancio per oltre 50 milioni di euro e, inevitabilmente, ad una forte riduzione della capacità di spesa dell’area Cultura e Turismo. Un ostacolo che non ferma il nostro entusiasmo e il desiderio di ritornare ad offrire alla città tanti ed interessanti appuntamenti”.

“La mostra ha il merito di offrire il primo studio approfondito sulle vicende della collezione Zannoni – spiega il direttore Rossi –. Grazie a una sistematica campagna di ricognizione, le circa 200 opere donate, sono state oggetto di ricerche, interventi conservativi, documentazione fotografica e schedatura. Nella raccolta sono presenti opere di artisti che Zannoni ha frequentato e altri animatori di ricerche scultoree e pittoriche significative del secondo Ottocento”.

In esposizione opere di Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono, e il più moderno pittore divisionista Angelo Morbelli. Tra i veronesi, Angelo Dall’Oca Bianca, Francesco Danieli e il cugino dello scultore, Giuseppe Zannoni. Tra i soggetti rappresentati spiccano generi figurativi del paesaggio e del ritratto.

Di Zannoni la celebre statua di Dante Alighieri, che, nel centro della Piazza dei Signori, a Verona, rivolge lo sguardo ai palazzi Scaligeri dove il Poeta, durante l’esilio da Firenze, fu accolto da Cangrande della Scala. Lo scultore eseguì l’opera non ancora trentenne, aggiudicandosi la vittoria di un importante concorso promosso per la ricorrenza del VI centenario della nascita del Poeta.

L’esposizione è stata volutamente concepita per essere proposta al pubblico in concomitanza dell’ufficiale apertura dell’anno dedicato alle celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante, prevista il prossimo settembre 2020. In mostra, infatti, è esposto il bozzetto in bronzo del famoso monumento dantesco, a rappresentare questo episodio cruciale del percorso artistico dello scultore.     Attraverso un’originale mostra-laboratorio, gli studenti sono entrati nel cuore della vita del museo, hanno collaborato con lo staff della Galleria nelle attività di cura delle collezioni e fatto esperienza diretta di ciò che avviene dietro le quinte, prima e durante il periodo di apertura della mostra al pubblico.     Secondo questo concetto di Museo partecipativo sono stati organizzati, con la collaborazione dell’Università di Verona, Dipartimento Culture e Civiltà, e dell’Accademia di Belle Arti di Verona, laboratori di alta formazione per la produzione artistica e la professione museale e alle metodologie di gestione del patrimonio culturale (catalogazione, restauro, mediazione culturale).

Il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Ateneo veronese ha dedicato allo studio di cento opere provenienti dalla collezione Zannoni, un corso specialistico sulla catalogazione di beni culturali secondo gli standard ministeriali. L’Accademia di Belle Arti si è impegnata nella progettazione di un’utilissima linea del tempo “Linea del tempo” figurata, incentrata sui donatori dei Musei Civici tra Ottocento e primo Novecento, e a realizzare un cantiere di restauro in Galleria dedicato a gessi di Zannoni.

Durante il periodo della mostra si darà spazio inoltre ad una esplorazione sul tema del collezionismo e del mecenatismo contemporaneo grazie a testimonianze dirette di collezionisti veronesi. Tutto questo è stato condiviso con un comitato scientifico composto da studiosi e con giovani volontari del Servizio Civile Nazionale che hanno seguito ogni fase del progetto: dalla ricognizione delle opere d’arte nei depositi museali, alla ricerca documentaria in biblioteche e archivi.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Galleria d’Arte Moderna – http://www.gam.comune.verona.it.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

Torna Rtl 102.5 con il Power Hits Estate all’Arena di Verona

I numeri uno della canzone italiana sono pronti a tornare in Arena. Ed esibirsi a suon di tormentoni estivi. Anche quest’anno l’anfiteatro scaligero ospiterà il Power Hits Estate 2020, concerto di Rtl 102.5. Mercoledì 9 settembre torna l’evento nazionale che ha raccolto l’eredità di Festivalbar. Il mondo della musica sarà a Verona. Zucchero, Biagio Antonacci, Gianna Nannini sono solo alcuni degli artisti che hanno già confermato la loro presenza, insieme alla ‘regina’ Mara Maionchi. Straordinarietà di questo 2020 sarà l’Arena completamente vuota. La quarta edizione della manifestazione, infatti, non avrà pubblico ma sarà trasmessa in diretta tv e radio. Lo ha annunciato questa mattina il sindaco Federico Sboarina, intervenendo su Rtl 102.5. Sul sito della radio dal 22 giugno si potrà votare la propria canzone preferita.

“Vedremo l’Arena in una veste straordinaria – ha detto il sindaco, subito dopo il collegamento radio, durante la consueta diretta streaming -. Dopo le esibizioni di Diodato e Grigolo, che hanno fatto il giro del mondo, questa serata sarà un veicolo importantissimo di promozione della città. Il Power Hits Estate, negli anni, è diventato un appuntamento per milioni di persone, seguito da nord a sud, soprattutto dai giovani. E quest’anno, per come è stato ideato, sarà uno spettacolo unico, dal forte impatto. Il nostro anfiteatro per tutta estate sarà il cuore del mondo musicale, prima con l’opera e i concerti lirico-sinfonici e poi con una programmazione di eventi nazionali. Si sta creando una rincorsa da parte delle grandi produzioni e dei media nel proporre spettacoli sempre più belli ed esclusivi dall’Arena. Tutto questo servirà per far ripartire il turismo, filiera fondamentale per Verona, e per far tornare numerosi i visitatori italiani e stranieri”.

Nel frattempo si guarda al 25 luglio e all’inizio dell’edizione straordinaria del Festival lirico. Prosegue la mappatura dei posti per definire con precisione la capienza dell’Arena per l’estate 2020, in base alle norme sulla sicurezza e il distanziamento sociale.

“Abbiamo già guadagnato duemila e cinquecento posti rispetto al limite dei mille che ci aveva imposto il Governo – ha spiegato Sboarina -. Ringrazio il presidente Zaia che ha sbloccato l’impasse durata un mese. Secondo la nuova mappatura che stiamo facendo, infatti, dovremmo arrivare a 3.500 spettatori, circa mille in più rispetto al protocollo che avevamo stilato e inviato al Ministro Franceschini. Ci stiamo lavorando quotidianamente, perché non si tratta solo di organizzare i posti a sedere, ma anche di garantire l’afflusso, il deflusso, la presenza e gli spostamenti di artisti, orchestra e maestranze, nel rispetto di tutte le regole vigenti. Grazie alla deroga della Regione, dopo settimane di appelli, richieste e incontri, abbiamo potuto liberarci dal vincolo restrittivo previsto dal decreto per la ripartenza degli spettacoli. Proporre serate in Arena a mille posti sarebbe stato insostenibile. Così, invece, abbiamo la possibilità di arrivare alla capienza massima che ci consente di garantire la sicurezza del pubblico e degli artisti”.

Roberto Bolis

 

Le compagnie amatoriali vanno in scena all’Arsenale. Da venerdì debutta il ‘Teatro nei cortili’

Un unico palcoscenico per l’edizione 2020. Il ‘Teatro nei cortili’ si presenta in versione concentrata. La storica rassegna, infatti, quest’anno si terrà all’Arsenale, lo spazio che consente il maggior numero di posti a sedere, nel rispetto delle norme per il distanziamento sociale. Da venerdì le compagnie amatoriali daranno il via agli spettacoli. Fino ad un massimo di 200 persone a serata, dal 26 giugno al 6 settembre, si potrà assistere ai 73 appuntamenti in calendario. Ben 19 i gruppi teatrali che si alterneranno sul palco. In cartellone opere di autori italiani e stranieri, adattamenti e libere riduzioni da romanzi, testi impegnati ma anche commedie ironiche, che ben rappresentano il variegato panorama del teatro amatoriale cittadino.

La storica rassegna è organizzata dal Comune di Verona, in collaborazione con le tre compagnie “capofila” – Estravagario Teatro, ArteFatto Teatro e Teatro Armathan – che hanno contribuito all’organizzazione della manifestazione.
Ad aprire la stagione sarà, venerdì 26 giugno, la compagnia GTV Niù con “Veci, imbriaghi e foresti” di Gino Rocca. Seguiranno La Bugia con “Reduci: un carteggio di guerra”; Trixtragos con “Quartet” di Ronald Harwood. Dal 7 al 9 luglio, sarà il turno de La Tiraca con “Toccata e fuga” di Derek Benfield. Dal 10 al 13 luglio, La Pocostabile con “Le Petit Cafè” di T. Bernard. Dal 14 al 17 luglio la compagnia CMT Musical Theatre Company presenterà “I Miserabili in concerto” di A.Boublil e J.M.Natel. E poi ancora, Micromega con “Scambio di persona all’italiana”. Doppio appuntamento per ArteFatto Teatro che il 22 luglio dedicherà la serata al varietà con lo spettacolo “Un cabaret… di risate”, mentre dal 23 al 25 luglio sarà in scena con “Streghe”, un adattamento brillante del “Macbeth”. La rassegna proseguirà con il G.A.D. Renato Simoni che porterà in scena “Sogni sull’Adese… e dintorni”. Successivamente Estravagario Teatro, dal 30 luglio al 2 agosto, si esibirà in “Paese Perduto” di Dino Coltro con musiche di Vittorio Bentivoglio.

Il mese di agosto proseguirà con altrettanti spettacoli. A Filo d’Arte proporrà “E’ possibile”; Teatro Armathan, invece, porterà in scena “Shakespeare e l’amore” di Marco Cantieri. Dal 10 al 13 agosto la Compagnia dell’Arca presenterà “La sposa dell’Aldilà. Più di là che di qua”. Dal 14 al 17 agosto Zeropuntoit sarà in scena con “Non sparate sul postino” di Derek Benfield. Dal 18 al 21 agosto la Compagnia Giorgio Totola rappresenterà “Intorno a Carlo Goldoni”. E poi G.T. Einaudi-Galilei con “Fiori d’Acciaio” di Robert Harling; Tabula Rasa con “Il Malato immaginario” di Molière. Doppio appuntamento anche per la Compagnia Gino Franzi che presenterà “Milly, un concerto lungo 60 anni” di Stefano Modena dal 30 al 1 settembre, mentre il 2 settembre porterà in scena “Maramao, canzoni tra le guerre” di Matteo Ferrari. Concluderà la rassegna, dal 3 al 6 settembre, la compagnia Lavanteatro con “Intrighi in tribunale”, libero adattamento di “Fantasie Tribunalizie” di G.Courteline.

Il programma completo è disponibile sul sito http://www.comune.verona.it.

La rassegna è stata presentata, questa mattina, dall’assessore alla Cultura Francesca Briani. Erano presenti anche Marco Cantieri di Teatro Armathan e Fabrizio Piccinato di ArteFatto Teatro.

“Anche quest’anno, come succede dal 1974, il teatro amatoriale tornerà ad animare l’estate veronese – ha detto Briani -. Sul palcoscenico dell’Arsenale praticamente ogni sera gli appassionati di prosa potranno assistere ad uno spettacolo. In un anno decisamente particolare non era scontato garantire questa rassegna, tanto amata dai veronesi. Un calendario ricco e vivace, che sono certa saprà coinvolgerà il pubblico. Un cartellone che va in scena grazie anche all’importante collaborazione delle compagnie che partecipano alla rassegna. Per far fronte ai protocolli sanitari e alle norme sulla sicurezza, abbiamo raggruppato tutto in un unico cortile, quello dell’Arsenale, che è lo spazio che consente un maggior numero di spettatori”.

 

Roberto Bolis

 

Riaperta la Casa di Giulietta. Turisti in coda per accedere al celebre balcone

Ha riaperto ai turisti e alle visite il museo Casa di Giulietta. Si completa così il percorso museale che conduce al celebre balcone dopo che, esattamente una settimana fa, era tornato accessibile ai visitatori di tutto il mondo il cortile con la statua dell’eroina shakespeariana.

Sboarina e Briani aprono il portone della Casa di Giulietta

La Casa sarà aperta da martedì a domenica, dalle 11 alle 17, con nuove modalità di entrata per garantire la sicurezza dei visitatori e degli operatori. Il protocollo prevede che possano essere presenti contemporaneamente nel museo, al massimo 18 persone, l’accesso è consentito solo con mascherina e mantenendo la distanza di 1 metro tra i visitatori. Entrata e uscita dall’edificio sono separate.

Proprio per evitare inutili code, vista la possibilità che i biglietti si esauriscano velocemente, si consiglia di acquistare il ticket online su museiverona.com, prenotando anche l’orario di ingresso. L’ultimo ingresso prenotabile per la Casa è alle 16.30.

L’accesso al cortile è libero, seppur limitato a un massimo di 26 persone presenti contemporaneamente, con obbligo di indossare la mascherina. Il cortile rimarrà aperto tutti i giorni, dalle 11 alle 17, e all’esterno il servizio di vigilanza contingenterà gli ingressi, fornendo ai visitatori le indicazioni sui comportamenti da seguire.

“La settimana scorsa abbiamo aperto il cortile – ha detto il sindaco Federico Sboarina – oggi la Casa dando così ai tanti innamorati la possibilità di accedere al balcone. Anche oggi, come sabato scorso, c’è una coda consistente di turisti e questo è un bel segnale. È la risposta migliore alla promozione che stiamo facendo di Verona attraverso molti canali. La nota positiva è che la città comincia a ripopolarsi: lo vediamo dai dati degli ingressi in Arena, qui alla Casa di Giulietta e dai numeri delle presenza in città. Stiamo procedendo alla riapertura di tutti i luoghi di interesse nonostante la gestione non sia banale, visto che dobbiamo definire appositi protocolli per l’accesso ad ogni museo. Ma lo facciamo perché Verona è questa, con tante cose da vedere e i turisti che arrivano e hanno voglia di visitarla. Per questo stiamo lavorando senza sosta, con l’auspicio che quella che sta arrivando sia un’estate il più normale possibile”.

“È un grande sforzo quello che sta facendo l’Amministrazione comunale – ha detto l’assessore alla Cultura Francesca Briani – però pensiamo che ripartire dai luoghi della cultura, come la Casa di Giulietta, l’Arena e le biblioteche sia strategico per Verona. I numeri degli ingressi dei nostri monumenti rappresentano un segnale di ripartenza molto positivo: anche oggi in città c’è parecchia gente, le visite guidate che abbiamo riavviato da ieri sono state un grande successo e questo non può che farci piacere. Ricordo che anche per questo sito i protocolli sono stringenti, perciò il consiglio è quello di prenotare l’ingresso alla Casa di Giulietta acquistando il biglietto on line per evitare assembramenti e inutili code, soprattutto in vista di un ulteriore aumento delle presenze turistiche in città”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Torna il progetto “Ci sto? Affare fatica!”

Dopo il successo della prima edizione dell’anno scorso, torna l’iniziativa che recupera il tempo estivo degli adolescenti e il senso della fatica.

Un progetto, quello di ‘Ci sto? Affare fatica!’, fortemente voluto e sostenuto dall’assessore ai Servizi sociali del Comune Stefano Bertacco, scomparso domenica scorsa, convinto dell’importanza di formare il senso civico dei ragazzi impegnandoli nella cura del proprio territorio.
Un’esperienza formativa, che vedrà i giovani ‘sporcarsi le mani’ e fare fatica con lavori di vario tipo, ma dalla quale usciranno arricchiti.

L’iniziativa è promossa dal Comune con il supporto di Fondazione Cariverona e coordinata dalle cooperative sociali L’Albero ed Energie Sociali.
Quest’anno, inoltre, viene supportata attraverso lo strumento del Patto di sussidiarietà che vede protagoniste, oltre alle cooperative sociali, tutte le otto Circoscrizioni e diverse associazioni, che lavorano insieme per l’individuazione di beni comuni della città.

Possono partecipare i ragazzi dai 14 ai 19 anni. Ci si può iscrivere da lunedì 22 giugno, direttamente sul sito www.cistoaffarefatica.it, seguendo le indicazioni e indicando le settimane di disponibilità. Il progetto parte il 6 luglio per concludersi dopo cinque settimane di attività, il 7 agosto. A ciascun iscritto viene garantita almeno una settimana di partecipazione, privilegiando i progetti che si svolgono nella circoscrizione di residenza. Per ogni settimana di lavoro, i giovani riceveranno un ‘buono fatica’ del valore di 50 euro.

L’anno scorso sono stati più di 400 gli iscritti per il Comune di Verona, con molti ragazzi che sono rimasti in lista d’attesa. Anche per l’edizione 2020, il progetto esce dai confini comunali, coinvolgendo San Giovanni Lupatoto, Legnago, Cerea, Villafranca, Buttapietra e Castel d’Azzano.

Il programma dei lavori è già nero su bianco. Le Circoscrizioni hanno infatti elaborato per tempo l’elenco dei luoghi e delle aree dove i ragazzi possono rendersi utili, grazie anche al supporto di associazioni del territorio tra cui gli Angeli del Bello, gruppi sportivi, comitati scolastici dei genitori, Amia. Nella prima edizione sono stati circa 40 i cantieri aperti dai gruppi di ragazzi, quest’anno saranno molti di più.

Sono stati privilegiati gli interventi da eseguire all’aria aperta, per rispetto delle norme anticontagio e per garantire la massima sicurezza dei ragazzi. Gli adolescenti saranno suddivisi in gruppi di 10 e affidati ad un tutor; saranno impegnati dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

Parchi, aree verdi, piste ciclabili, scuole, marciapiedi ed edifici pubblici. Dai primi di luglio nessuna zona del territorio sarà esclusa dalla presenza dei ragazzi di ‘Ci sto? Affare fatica!’, che avranno davvero la possibilità di fare del bene per la propria comunità, contribuendo con piccoli lavoretti a migliorare la qualità della vita del proprio quartiere.

L’avvio del progetto è stato presentato nel punto stampa in streaming dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore al Decentramento Marco Padovani e al presidente della commissione consiliare Sociale Maria Fiore Adami. Presente anche Veronica Benetti e Francesco Righetti della cooperativa “L’Albero” e Cristiano Bolzoni di “Energie sociali”.

“Un progetto in cui, insieme al collega Bertacco a cui dedichiamo questa edizione, ho creduto molto per la valenza sociale e gli obiettivi che persegue – ha detto il sindaco -. Anzitutto la formazione di un senso civico tra i giovani, che mettono a disposizione il loro tempo per il bene della comunità. Quindi l’occupazione dei nostri ragazzi durante i mesi estivi, ancora più necessaria dopo la lontananza dalla scuola e dagli amici a causa del Covid. Un supporto anche per le famiglie e i genitori che lavorano – aggiunge il sindaco -, sapere che i propri ragazzi sono al sicuro, sotto l’occhio vigile delle associazioni e stanno facendo qualcosa di buono per la città e per loro stessi, credo sia motivo di grande sollievo”.

“Il successo di questo progetto è dimostrato dalla volontà dei ragazzi di parteciparvi – afferma l’assessore Padovani -. Per renderlo ancora più efficace, quest’anno abbiamo programmato per tempo gli interventi da realizzare, coinvolgendo tutte le circoscrizioni e le associazioni del territorio, ma anche gruppi sportivi, comitati scolastici dei genitori, per un’azione più ampia possibile. Anche Amia è parte attiva, i ragazzi affiancheranno infatti gli operatori in alcuni lavori di pulizia dei marciapiedi, ma saranno coinvolti in molti altri progetti a vantaggio della collettività. La volontà è quella di proseguire anche dopo l’estate, qualora ci siano indicazioni e proposte che possono vedere continuità”.

“Non disperdere i ragazzi ed educarli alla cittadinanza attiva, sono questi i principi su cui si basa il progetto – aggiunge la presidente Adami-, e su cui l’assessore Bertacco ha lavorato con convinzione e determinazione. Quest’anno l’organizzazione è stata complicata a causa del lockdown, ma non si poteva non fare”.

“Il successo di questa iniziativa è determinato dall’entusiasmo dei giovani, che chiedono numerosi di partecipare – aggiunge Benetti-. Valore aggiunto di quest’anno è che i ragazzi lavoreranno nella propria circoscrizione, per renderli ancora più consapevoli delle loro azioni ma anche per gratificarli”.

I cantieri. Si va dalla pulizia dei parchi, verniciatura di cancellate per le scuole, sistemazione di panchine, ma anche attività a sostegno dell’educazione ambientale e della sostenibilità, sull’intero territorio cittadino. Di seguito alcuni dei cantieri in programma. In prima Circoscrizione le Serre comunali, la Batteria di Scarpa, le mura magistrali di Castel San Felice, dei Bastioni San Bernardino e San Zeno; in seconda circoscrizione la villa romana in Valdonega, il parco della Colombare, la scuola Pisani di Avesa; in terza la scuola don Milani, il centro anziani ‘Stadio’; in quarta i parchi giochi di Santa Lucia e Golosine, la pista ciclopedonale ‘La vecchia ferrovia’, i monumenti con gli Angeli del Bello; in quinta i parchi San Giacomo e della Fratellanza, la sala civica del quartiere Palazzina e la forestazione del Pestrino; in settima l’area Poggi in via 28 Marzo e il parco giochi in via Conegliano; in ottava tutte le bacheche in legno presenti sul territorio, il parco di Poiano, la pista ciclabile del Prgno Valpantena e tutti gli altri tratti di piste ciclopedonali che attraversano la circoscrizione.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Coronavirus. Da ieri sera Palazzo Barbieri di Verona illuminato con il tricolore

Da ieri sera palazzo Barbieri si illumina con il Tricolore. Sulla facciata compaiono, da una parte la scritta “Verona è forte” e dall’altra “Ce la faremo”, mentre al centro campeggia il bianco.

Questa particolare illuminazione del municipio sarà accesa tutte le sere in orari diversi e non fissi. Un gesto simbolico che ogni giorno fa partire dal cuore della città il messaggio positivo, rivolto virtualmente a tutti i veronesi che stanno facendo i sacrifici ma anche a tutto il mondo che guarda all’Italia e a Verona.

Per realizzare la nuova illuminazione è utilizzato l’impianto tecnologico inaugurato con le luminarie di Natale. Sono solo stati riconvertiti i colori della bandiera.

Un suggestivo spettacolo di luci che, da questa sera, si arricchirà con l’illuminazione di verde, colore della speranza, della Torre dei Lamberti, l’edificio più alto di Verona.

“Dalla piazza che amiamo di più e che è l’emblema di Verona nel mondo, ogni sera si accende il nostro incitamento – dichiara il sindaco Federico Sboarina – Le parole che ho scelto sono quelle in cui credo veramente. So che sarà così e per questo invito tutta la nostra comunità a rimanere unita e stare virtualmente insieme nei colori della nostra bandiera. Un messaggio netto che mi auguro raggiunga anche i paesi in cui la nostra città è conosciuta. Stiamo attraversando un momento difficile, ma Verona resta la grande città di sempre, con la forza dei suoi cittadini che adesso stringono i denti e quando tutto questo sarà finito li stringeranno ancora di più per una immediata rinascita”.

“Il ringraziamento per la nuova illuminazione di palazzo Barbieri va ai nostri tecnici – spiega il presidente di AGSM Lighting Filippo Rigo –, che sono in questi giorni pienamente operativi per sostenere la città in questa fase di emergenza, e che hanno voluto dire così ai Veronesi che non sono soli. Un segnale positivo, di speranza, reso possibile dall’upgrade tecnologico del sistema di illuminazione pubblica di Verona che AGSM Lighting sta portando avanti e che cambierà il volto della nostra città. Un segnale a costo zero, per non distogliere risorse pubbliche in questi giorni difficili, grazie proprio alle potenzialità delle nostre tecnologie”.

Dedicato a tutti gli Italiani dalla città del volersi bene per antonomasia (NdR).

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Alla Biblioteca Civica di Verona “Pinocchio”

Fino al 28 marzo, la Biblioteca Civica di Verona propone un’esposizione e un ricco programma di eventi dedicati a Pinocchio e alla fortuna editoriale dell’opera di Carlo Collodi.

Gli spazi della Protomoteca e della Sezione Veronensia ospitano una mostra dedicata alla Collezione Fusari che presenta una raccolta di 150 edizioni storiche, a cui si affiancano le edizioni contemporanee patrimonio della Biblioteca Civica. Le opere sono state valorizzate all’interno di un percorso espositivo in Biblioteca Ragazzi e sono a disposizione per la lettura e la consultazione. In più è stato curato l’allestimento dei burattini di Nino Pozzo dedicati alla storia di Pinocchio, lungo la vetrina di via Cappello.

La mostra è accompagnata a una serie di iniziative, con protagonista Pinocchio, dedicate alle scuole e alle famiglie.

Tutti i sabato di marzo, alle 11.30, si potrà assistere alla lettura ad alta voce di Pinocchio di Carlo Collodi.

Il 10 marzo alle 17.30, si terrà l’incontro per insegnanti, educatori, genitori e curiosi “Scrivere a mano nell’era digitale”.

Sabato 14 e sabato 21 marzo, alle 16, è in programma “Abecedario”, il laboratorio di scrittura a mano, per le famiglie. Prenotazione obbligatoria.

Mercoledì 18 marzo alle 17, si terrà “Pinocchio” spettacolo di burattini a cura di Teatro Mondo Piccino.

Lunedì 23 marzo, alle 17.30, è in programma per insegnanti, genitori ed educatori “Un’idea di infanzia. Libri, bambini e altra letteratura”, con Nadia Terranova e Margherita Forestan.

Data l’attuale emergenza sanitaria, si invitano gli utenti ad informarsi circa il regolare svolgimento delle attività contattando il numero 045.8079707 o la mail bibliotecacivica.ragazzi@comune.verona.it

 

Roberto Bolis

A scuola dai ‘Top Gun’. Arriva a Verona il corso di cultura aeronautica per gli studenti

Per due settimane la scuola la vedranno solo dal cielo, in volo sui velivoli dell’Aeronautica militare. Gli studenti veronesi si apprestano a vivere un’esperienza unica, diventando per qualche giorno dei veri e propri ‘Top Gun’. Dal 23 marzo al 2 aprile, infatti, Verona ospita il corso di Cultura Aeronautica, progetto che vede insieme Ministero delle Difesa e MIUR per far conoscere e avvicinare i giovani al mondo del volo, delle emozioni che regala ma anche dell’impegno e della competenza che richiede.

L’iniziativa, ormai collaudata e che ogni anno incontra alcune città italiane, quest’anno ha scelto Verona per una delle sei tappe del 2020, con l’aeroporto di Boscomantico come punto di riferimento del corso.

I Top Gun in Sala Arazzi

Un progetto, completamente gratuito, che ha trovato subito il benestare del Comune e dell’Ufficio scolastico provinciale, già al lavoro per mettere in moto la macchina organizzativa dell’evento. Per l’amministrazione è infatti l’occasione di far vedere Verona da una delle prospettive più affascinanti, ovvero dall’alto, veicolando sui social le immagini che i ragazzi scatteranno in volo.

Sono gli studenti i veri protagonisti del progetto, e in particolare quelli compresi tra i 16 e i 20 anni. Per 250 di loro ci sarà la possibilità di partecipare alle due fasi del corso. Una prima parte teorica per apprendere i principi del volo e del pilotaggio, e una fase pratica in cui i ragazzi saranno in volo sotto la guida di qualificati istruttori dell’Aeronautica militare.

Non tutti però proveranno l’ebbrezza di guidare il SIAI 208 AM, il veicolo militare monomotore a elica con cabina a quattro posti che verrà usato per le esercitazioni. Un privilegio che i ragazzi dovranno guadagnarsi con impegno e studio, superando il test al termine della fase pratica.

Le prove in volo decreteranno invece i due migliori ‘aspiranti piloti’ veronesi, che saranno premiati con uno stage quest’estate all’ Aeroporto di Guidonia, sede del 60° Stormo, per un’esperienza a contatto con i piloti dell’Aeronautica Militare.

“Fa piacere che l’Aeronautica Militare abbia scelto Verona per questo progetto di carattere nazionale – ha detto l’Assessore alle Politiche Internazionali -. Un’opportunità unica per i ragazzi, ma anche l’occasione per un reciproco scambio culturale con l’Aeronautica. Ai 25 istruttori di volo che verranno in città per il corso, infatti, daremo una VeronaCard per visitare i nostri musei e le nostre bellezze, lago di Garda compreso, così vedranno che Verona è unica non solo vista dal cielo”.

“Stiamo contattando le scuole di città e provincia – ha detto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Barresi -, si tratta di un’iniziativa tesa all’informazione e all’orientamento. Un’occasione che non capita spesso e da cui i ragazzi usciranno arricchiti”.

“Verona ci sta accogliendo a braccia aperte – ha aggiunto il Maggiore Di Trani, comandante del Gruppo Volo -, siamo felici di portare qui la nostra passione e di trasmetterla ai più giovani. Ci rivolgiamo a ragazzi che si trovano in procinto di decidere cosa fare ‘da grandi’, magari non sceglieranno di diventare piloti dell’Aeronautica ma questa esperienza farà capire loro che per ogni professione e lavoro serve impegno, competenza e sacrificio. E che il lavoro di squadra paga sempre”.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)