Giornata del Contemporaneo: l’opera dell’artista Calò a Palazzo Forti

Arte, scienza, natura ed emergenza dell’ecosistema. In occasione della Giornata del Contemporaneo, il cambiamento climatico prende forma attraverso le visionarie creazioni di denuncia degli artisti impegnati a costruire una nuova consapevolezza umana.

Alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, protagonista sarà l’artista Giorgio Andreotta Calò, autore dell’immagine guida della grande manifestazione nazionale promossa da AMACI (associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), nonché del progetto Remoto, ideato per i Musei civici veronesi e vincitore di PAC2020 – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’appuntamento è per sabato 8 ottobre, con la presentazione al pubblico della prima parte del progetto realizzato in esclusiva per i Musei Civici di Verona dall’artista.

Programma Giornata del Contemporaneo. Solo per sabato 8 ottobre il lavoro di Calò realizzato per la GAM sarà visibile a Palazzo Forti, con ingresso gratuito dalle ore 12 alle 18.30, sotto il portico del Famedio, in stretto dialogo con la verticalità dell’opera di Sol LeWitt, in ragione di un’affinità concettuale che accomuna entrambi gli artisti.

Dalle ore 11 alle 19 ingresso gratuito anche alla Galleria d’Arte Moderna, dove sarà visibile il video informativo dell’opera Remoto e dalle ore 16 alle 17 un’operatrice didattica sarà a disposizione per accogliere i visitatori e presentare la Galleria e la collezione.

Sempre alla GAM, alle ore 11.30, presentazione alla stampa della Giornata del Contemporaneo e del progetto Remoto, a cui seguirà la visita a Palazzo Forti per la visione dell’opera .

Progetto Remoto. Strutturato per la GAM, per il giardino scarpiano del Museo di Castelvecchio e per il Museo di Storia Naturale, il progetto di Calò è concepito in stretta relazione con il contesto culturale e naturale del territorio.

Remoto si origina infatti da una campagna geognostica volta a rintracciare tramite carotaggio – operazione di estrazione di campioni di sottosuolo, dette carote – una sequenza di strati rocciosi e, da questi, i cambiamenti registrati nel tempo dall’area di prelievo.

I materiali raccolti divengono così la spina dorsale di un’operazione destinata a dare testimonianza del processo evolutivo del territorio, di cui ogni istituzione museale civica può, in un programma a lungo termine, darne una sfumatura specifica legata alla propria identità culturale.

Esposizione alla GAM. Il carotaggio, una sequenza lineare di 6 metri, è mostrato nella sua integrità di manufatto originale, come linea di pietra che registra una porzione di tempo e come esempio di linguaggio plastico. Per la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, infatti, l’artista ha declinato il progetto nella forma di un intervento lineare da collocare a pavimento.

Il progetto è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Elena Forin e prodotto da Studio Giorgio Andreotta Calò, con la collaborazione dei Musei Civici.

GIORGIO ANDREOTTA CALÒ

Nato a Venezia nel 1979, vive e lavora tra l’Italia e l’Olanda.

Ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino, diplomandosi nel 2005 con una tesi su Gordon Matta-Clark. Tra il 2001 e il 2007 è stato assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 si è trasferito in Olanda dove è stato artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il lavoro di Calò è stato presentato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia diretta da Bice Curiger. Nel 2012 ha vinto il Premio Italia per l’arte contemporanea promosso dal Museo MAXXI di Roma con l’opera Prima che sia notte. Tra il 2012 e il 2013 è stato artista in residenza presso il Centre National d’Art Contemporain di Villa Arson (Nizza, Francia). Nel 2014 vince il Premio New York, promosso dal Ministero per gli Affari Esteri Italiano. Nel 2017 Calò è uno dei tre artisti invitati a rappresentare l’Italia nel Padiglione curato da Cecilia Alemani nell’ambito della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. Nel 2017, con il progetto Anastasis, vince la seconda edizione del bando Italian Council promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, per la realizzazione di un’installazione monumentale presentata nel 2018 presso l’Oude Kerk di Amsterdam. Nel 2019 gli viene dedicata una mostra personale presso Pirelli HangarBicocca a cura di Roberta Tenconi.

Roberto Bolis

Al Giardino Giusti “Musica. Tra sogno e realtà. La terza dimensione”

Cinque appuntamenti musicali con l’obiettivo di favorire l’incontro tra musica, natura e persone attraverso il carattere universale del repertorio classico. È l’obiettivo della quinta edizione del festival Herbst Musicaux dal titolo ‘Musica. Tra sogno e realtà. La terza dimensione’ in programma il 3, 10, 17, 24 settembre e 1 ottobre alle ore 18 al Giardino Giusti di Verona.

Un duo, un recital monografico, un’attrice e diversi musicisti intratterranno il pubblico con un ricco programma musicale per evadere dalla quotidianità. Si parte il 3 settembre con la musica di Stravinksy e Rachmaninoff, si prosegue sabato 10 con i capolavori di Franz Schubert e le poesie di Hermann Hesse sabato, quindi Beethoven, Poulénc e Brahms il 17 settembre. L’appuntamento di sabato 24 prevede un omaggio alla compositrice estone Ester Mägi. Per promuovere una sempre maggiore inclusione di artiste femminili, il festival lascio spazio ogni anno ad opere di compositrici, contemporanee e non, facendone conoscere e mettendone i risalto i talenti. A chiusura del programma, sabato 1 ottobre, un recital monografico e l’interpretazione di alcuni brani di Saint-Saëns, Haendel, Schumann e Beethoven.

Il festival è organizzato dall’associazione Cultura in Musica Limes con il patrocinio del Comune di Verona. Tutte le informazioni sul programma e gli artisti sul sito del festival https://herbstmusicauxfestival.com/

Roberto Bolis

Una scuola a metodo montessoriano a Verona

È stata inaugurata ieri mattina “Le Coccinelle”, prima scuola dell’infanzia comunale di Verona a Metodo Montessori all’interno della scuola primaria Abramo Massalongo dell’I.C. 18. 

Una scuola di tutti e per tutti, nella quale incoraggiare lo scambio di conoscenze e l’aiuto reciproco, mettendo al centro il bambino e la crescita della sua autonomia individuale superando tutte le barriere linguistiche e sociali. Sono queste le fondamenta sulle quale poggerà il cammino dei bambini, accompagnati da insegnanti certificati nel metodo montessoriano. L’inaugurazione inoltre coincide con una data importante, dal momento che Maria Montessori nacque il 31 agosto 1870. 

Ad oggi sono 40 i bambini iscritti, dai 3 ai 6 anni, un numero che testimonia la voglia di cambiamento dell’utenza, con una risposta forte da parte del territorio. A questo si aggiunge anche la sinergia con la facoltà di Scienze Umane dell’Università di Verona, permettendo agli studenti tirocinanti di conoscere il metodo ideato dall’educatrice, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana. 

All’inaugurazione sono intervenuti l’assessora alle Politiche educative, la consigliera comunale lista Damiano Tommasi Sindaco ideatrice del progetto, il presidente della Prima Circoscrizione, la dirigente scolastica dell’I.C. 18 Veronetta-Porto Francesca Nencioni, la presidente dell’Associazione Montessori Verona Isabella Sciarretta, docenti e genitori. 

“Va ringraziato chi ha pensato questo progetto che, di fatto, rilancia e riqualifica questa scuola – ha detto l’assessora alle Politiche educative -. Offrire il meglio della formazione è il pensiero più importante di questo nostro tempo, attraverso un lavoro che è frutto di studio, sacrifici e impegno di tante persone. Prima di diventare assessore, avevo trattato il tema della segregazione scolastica, che comprendeva anche questa scuola, rilanciata grazie al grande lavoro fatto e puntando sulla qualità della formazione. Un obiettivo della nostra Amministrazione da raggiungere in tutte le scuole, dagli asili nido all’università. Un pensiero infine va all’assessore Stefano Bertacco, che mi ha preceduto e creduto in questo progetto trovando i fondi per sostenere questa scuola”.

“Nella nostra scuola opereranno docenti formati ad un metodo forse oggi ancor più attuale, apprezzato e che mette davanti a tutto il bambino – ha detto la dirigente Nencioni -. Questo è un primo obiettivo raggiunto, perché vorremo che anche la scuola primaria possa ottenere questo riconoscimento”.

Roberto Bolis

Carpenter al Teatro romano di Verona

L’organista Cameron Carpenter arriva a Verona con un evento unico nel suo genere. Sonorità del passato reinterpretate in chiave contemporanea, per offrire al pubblico un’esperienze musicale mai tentata prima.

Riscoprire il fascino di uno strumento antico, spaziando da Bach al ‘900, fino ad arrivare alle più vivaci sonorità dettate dall’improvvisazione. E’ questo il viaggio d’innovazione musicale proposto sabato 27 agosto, alle ore 21 al Teatro Romano, nella tappa unica veronese dall’organista americano Cameron Carpenter.

Riconosciuto all’unanimità dalla stampa internazionale come il “Franz Liszt dell’organo”, Carpenter è uno degli artisti più influenti della propria generazione. Negli ultimi anni ha stravolto la scena musicale, portando sulle scene dei più grandi teatri mondiali una visione decisamente alternativa della musica organistica.

Lo spettacolo sarà proposto in tre momenti musicali diversi. Ad aprire l’interpretazione solista di Carpenter delle variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach. A seguire Rebonds di Yannis Xenakis, eseguito in assolo dal percussionista Christian Benning e La Revòlte des Orgues di Jean Guillou in un’esibizione d’orchestra. Il concerto si concluderà con una sfida di improvvisazioni su temi dati dal pubblico.

I biglietti sono acquistabili sul sito https://www.boxol.it/it/event/cameron-carpenter–la-rvolte-des-orgues-teatro-romano-di-verona/411252. Per informazioni è possibile consultare il sito www.carpenterverona.it o contattare info@carpenterverona.it oppure al punto vendita Box Office Verona.

L’evento è stato presentato questa mattina dall’assessora alla Cultura. Presenti il direttore artistico dello spettacolo Giulio Bonetto, il direttore artistico della società Amici della Musica Romildo Grion, la fondatrice di palazzo Camozzini Business Center Daniela Ballarini, fra gli sponsor dell’iniziativa, e Luca Zanetti della società di comunicazione Studioventisette. In video collegamento Cameron Carpenter.

“Un appuntamento di particolare pregio musicale – ha dichiarato l’assessora –. L’evento del 27 agosto è una delle tre sole date venete del tour italiano della star musicale, che siamo orgogliosi di ospitare. Un viaggio sonoro portato in scena in contesti suggestivi, che punta a dare nuova visibilità ad uno strumento antico come l’organo, che siamo abituati a sentire risuonare nelle chiese. Un imperdibile evento che darà l’opportunità di ascoltare le composizioni di straordinari musicisti del passato e l’eclettica reinterpretazione libera del maestro Carpenter. Il tutto nella splendida cornice del Teatro Romano, all’aperto e in un modo assolutamente contemporaneo”.

“Questo progetto musicale – spiega Bonetto – parte dalla volontà di evolvere una storicità legata ad uno strumento che, da 2000 anni, accompagna con le sue sonorità sia l’ambiente sacro che quello profano. Il nostro obiettivo è di rendere fruibile queste sonorità a tutti, attraverso un nuovo modo di intendere la musica organistica, grazie al talento di questo rivoluzionario artista”.

“Quando suono – ha evidenziato Carpenter – la concentrazione sul mio strumento e lo studio di ogni nota sono così intensi che mi estraneo da ciò che mi sta intorno. L’organo è uno strumento molto emozionante, che coinvolge i sensi delle persone. È questo che voglio trasmettere al pubblico veronese durante il più particolare dei miei concerti in Italia, dato il programma insolito e la cornice unica del Teatro Romano. Sono emozionato per la mia prima esibizione con La Revolte des Orgues e, come artista, sono sempre aperto a sperimentazioni e nuove esperienze”.

Roberto Bolis

Appuntamenti musicali alla mostra “Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese”

Si terrà questo venerdì il primo dei tre appuntamenti musicali in programma nelle sale dell’esposizione di Caroto. L’iniziativa, rivolta ai visitatori della mostra, è un’opportunità per unire il piacere estetico della pittura con quello della musica. Un appuntamento particolare offerto dai Musei civici in collaborazione con la Società Amici della Musica.

Tre venerdì in musica, al via il 22 luglio, con l’esibizione del duo di chitarra Riccardo Cervato e Matteo Murari, con un repertorio di musiche rinascimentali.

Si prosegue il 12 agosto con brani di Georg Philipp Telemann e Wolfgang Amadeus Mozart interpretati da Lucia Campagnari al violino ed Elena Zavarise al flauto.

Terzo e ultimo appuntamento venerdì 26 agosto. Si esibirà il violoncellista Felipe Leon Rojas, con alcune suites di Johann Sebastian Bach.

Tutte le esibizioni avranno inizio alle ore 17.30.

Informazioni sulla sul sito dei Musei civici.

Roberto Bolis

Al Teatro Camploy “Le baruffe in famegia”

Una buona dose di ironia per rappresentare i dissapori, le invidie, gli equivoci e le litigate che scandiscono la vita di una famiglia medio borghese di Venezia. ‘Le baruffe in famegia’ di Giacinto Gallina è lo spettacolo che andrà in scena domenica 22 maggio, alle 21, al Teatro Camploy.

La serata, organizzata dalla Prima Circoscrizione, vedrà sul palcoscenico la Compagnia Teatrale Verbavolant. E le risate non mancheranno. La trama, infatti, ruota attorno all’eterno conflitto tra suocera e nuora, due donne continuamente divise tra puntigli e litigi alimentati dalle maldicenze di una serva, di due zie e da un promesso sposo.

Con la regia di Laura Mistero, sul palco ci saranno Stefania Zordan, Laura Mistero, Michael Romio, Roberta Bacilieri, Miriam Fresco, Elena Zocca, Luigi Arreghini e Matteo Bortolami.

“Un’occasione simpatica per tornare a teatro e per vivere una serata all’insegna della socialità e del divertimento” ha dichiarato il presidente della Prima Circoscrizione.

La partecipazione è libera, prenotazioni al numero 3482483259 o tramite mail all’indirizzo verbavolant_2002@yahoo.it.

Roberto Bolis

“Libri e rose”, kermesse letteraria in Gran Guardia e alla Società Letteraria

Prosegue sabato e domenica la kermesse letteraria ‘Libri e rose. Scrivere, stampare, leggere’, che racconta il mondo del libro attraverso gli autori, i tipografi, gli illustratori, le case editrici e i lettori. Gli incontri sono ospitati al palazzo della Gran Guardia e alla Società Letteraria di Verona. Ecco gli eventi prossimi.

Sabato 23 aprile. Alle ore 17.15 si parla di ‘Fedeltà e dintorni’ con lo scrittore Marco Missiroli e la giornalista Alessandra Tedesco. Alle 18.30 dialogo tra Isabella Bossi Fedrigotti e il direttore de L’Arena Massimo Mamoli sulle ‘Relazioni al tempo del secondo millennio’. La giornata si concluderà alle 21 alla Società Letteraria per la presentazione del libro ‘I cani di Barrio’ di Gianni Biondillo, con Luigi Mascheroni.  

Domenica 24 aprile. Gli appuntamenti nella sala Buvette della Gran Guardia: alle 10 la giornalista e scrittrice Anna Briganti racconta il libro ‘Coco Chanel. Una donna del nostro tempo’ con Andrea Kerbaker. Alle 11.30 ‘Il caso Franco Maria Ricci’, il giornalista Stefano Salis dialoga con il curatore di mostre  Edoardo Pepino, alle 14.30 lo scrittore Pier Luigi Vercesi e Annarita Briganti raccontano il libro ‘La donna che decise il suo destino’.

Alle 16 focus sul testo ‘Cose da fare a Francoforte quando sei morto’ con lo scrittore Matteo Codignola e Stefano Salis. Chiude la kermesse l’incontro delle 17.15 sul libro ‘La ragazza che cancellava i ricordi’, con Chiara Moscardelli e Andrea Kerbaker.

L’iniziativa, promossa da Comune e Società Letteraria di Verona, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona e l’Associazione Kasa dei LIbri di Milano, propone un programma di oltre 20 incontri articolati in cinque sezioni: Fuori Classe, tre incontri per le scuole superiori e aperti al pubblico, per approfondire alcuni dei maggiori temi proposti dai programmi scolastici; Vite che non sono la mia, il racconto di personaggi fuori dall’ordinario che hanno attraversato la loro epoca con l’inconfondibile passo dei protagonisti; Freschi di stampa, libri usciti negli ultimi due mesi, ancora poco recensiti, che vengono presentati in anteprima al pubblico veronese; Relazioni, incontri che esplorano le diverse dinamiche relazionali, dai rapporti familiari passando per i legami d’amore e d’amicizia. Infine, la sezione Dietro le quinte, per raccontare l’affascinante mondo dell’editoria e della carta. Agli incontri si accede gratuitamente con green pass rafforzato e mascherina ffp2.  Aggiornamenti ed eventuali variazioni sul programma alla pagina Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/495605178709443.

Roberto Bolis

L’anima della materia: il volto degli apostoli tra testimonianza e destino

Una mostra multisensoriale, multimediale e inclusiva, dove arte e spiritualità dialogano insieme una nuova spinta culturale cittadina. Dal 29 aprile al 28 maggio la Cripta della chiesa di Santa Maria in Organo ospita la mostra “L’anima della materia: il volto degli apostoli tra testimonianza e destino”, con opere dell’artista Antonio Amodio, promossa dalla Fondazione Verona Minor Hierusalem e organizzata in partenariato con le sezioni veronesi dell’Ente Nazionale Sordi e dell’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

Curata dal professor Davide Adami, la mostra vedrà esposti dodici dipinti e dodici sculture in legno di cedro per intraprendere un viaggio dedicato all’interpretazione del volto degli apostoli, nei momenti intensissimi e drammatici degli ultimi giorni di Gesù.

La pittura materica di Amodio è caratterizzata dalla tridimensionalità corporea, tattile, olfattiva della scultura lignea. Il legno utilizzato per le sculture è stato recuperato dagli alberi caduti durante la tempesta che colpì Verona il 23 agosto 2020, ispirando l’artista che immaginò all’interno di un tronco spezzato l’immagine degli apostoli.

La mostra è soprattutto inclusiva. Colore, materia, voce, racconto si intrecciano dando vita ad una narrazione multiforme, immersiva e profonda, in grado di essere vissuta da tutti e capace di colpire l’animo di ciascun visitatore. Le dimensioni molto grandi dei dipinti permettono infatti a tutti, comprese le persone ipovedenti, di immergersi nella personalità degli apostoli, mentre le sculture, con la loro tridimensionalità, garantiscono la fruibilità dell’opera d’arte anche ai ciechi, che con il tatto possono ricostruire, percettivamente, le linee dei volti di ogni personaggio.

Ciascuna opera, inoltre, è accompagnata da QR code che, una volta attivato, permette di ascoltare un monologo recitato dall’attore Alessio Tessitore e scritto dal biblista monsignor Martino Signoretto, vicario alla Cultura della Diocesi di Verona, che indaga e racconta pensieri, emozioni e riflessioni di ognuno degli apostoli effigiati.

La mostra è ad ingresso gratuito, e sarà inaugurata venerdì 29 aprile alle ore 17. Sarà aperta il venerdì dalle 10 alle 17.30 e il sabato dalle 10 alle 16. Durante gli orari di apertura i volontari della Fondazione saranno disponibili per l’accoglienza, inoltre sarà possibile richiedere una visita guidata per gruppi. È necessario essere in possesso di mascherina.

La locandina della mostra

Per informazioni telefono e whatsapp 3421820111 oppure via e-mail info@veronaminorhierusalem.it

“Verona Minor Hierusalem è una realtà ormai consolidata nella nostra città, che offre visite turistiche qualificate all’interno di parte del patrimonio artistico e religioso della città – ha detto l’assessore Toffali -. E questa mostra permetterà di valorizzare ulteriormente la chiesa di Santa Maria in Organo grazie alla sua multisensorialità. Quando abbiamo visto gli alberi abbattuti dal maltempo, abbiamo sempre sperato che trovassero nuova vita, questa è una soluzione di grande valore”.

“Ringrazio tutte le persone che si sono adoperate alla realizzazione di questa mostra – ha sottolineato don Viviani -. Rappresenta totalmente le finalità di Verona Minor Hierusalem, impegnata dalla sua nascita nella valorizzazione del patrimonio artistico e nella valorizzazione della spiritualità di tutti coloro che beneficiano del suo prezioso servizio culturale”.

“La mostra si svolge in uno spazio assolutamente suggestivo – ha affermato il curatore Adami -. Il taglio che si è voluto dare è quello profondamente umano. L’abilità dell’artista infatti è quella di creare attraverso un corpo della pittura prima e poi con la scultura far emergere l’interiorità degli apostoli nella loro individualità”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Titolazione a Falcone e Borsellino

Ci sono ora due sentinelle speciali che vigilano su Palazzo Barbieri a Verona. Per ribadire, senza se e senza ma, che qui non c’è spazio per la criminalità organizzata, in ogni sua forma. Nella Giornata nazionale in memoria delle vittime della mafia, il Comune intitola l’atrio del municipio ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli emblematici della lotta alla mafia, le cui vite e destini si incrociarono nella stessa battaglia. La targa, ma non solo. A ricordare i due eroi che nel 1992, a distanza di pochi mesi, furono assassinati dalla mafia, nell’atrio del municipio è collocato un’immagine dei due giudici, non una qualunque, bensì la trasposizione artistica di una foto realizzata dagli studenti del liceo Artistico, incaricati della prestigiosa commissione. C’erano anche loro, i ragazzi dell’indirizzo figurativo della 4^ e 5^ L in Municipio alla cerimonia organizzata in occasione della ricorrenza nazionale e per la nuova intitolazione. Presenti il sindaco Federico Sboarina, il Prefetto Donato Cafagna, il tenente colonnello del Comfoter di Supporto Anacleto Bonivento, il rappresentante di Avviso Pubblico Daniele Zivelonghi, il consigliere comunale con delega a Legalità e Trasparenza Roberto Simeoni, gli  studenti con il dirigente scolastico Michele Bragantini e la professoressa Chiara Bergamo, don Tullio parroco di Santissima Trinità in Monte Oliveto che ha benedetto la targa.

“Ci sono giorni della vita di ognuno di noi che restano stampati nella memoria e ci si ricorda esattamente dove eravamo per l’eccezionalità del momento. Il 23 maggio e il 19 luglio 1992 sono due date che non dimenticheremo mai, le due stragi di Capaci e via D’Amelio, che hanno segnato la storia del Paese e in particolare la lotta contro la mafia – ha detto Sboarina -. Oggi, con questa iniziativa, vogliamo ribadire con la massima fermezza che nel nostro territorio non c’è spazio per la criminalità organizzata e che qui in Comune il malaffare non deve nemmeno avvicinarsi. A Verona non funziona la concorrenza sleale di chi pensa di muoversi attraverso vie traverse, abbiamo scelto solo una via maestra: quella dell’onestà. Il muro invalicabile è già stato alzato, insieme alle istituzioni, alla Forze dell’Ordine e alle associazioni, perché purtroppo la mafia è presente anche nella provincia di Verona. Una minaccia che arriva in giacca e cravatta a offrire aiuto a chi è in difficoltà economica e poi, come un cancro, si insinua e uccide. Un male che dobbiamo combattere affinché non si diffonda. Lo so che è una parola da non usare, ma siccome rende bene l’idea stavolta la dico: la mafia fa schifo. E da oggi in municipio ci sono due ‘sentinelle’ che ricordano, a chi avesse qualche dubbio, che qui entrano solo le persone oneste. Ringrazio il consigliere Simeoni, questa iniziativa è partita da una sua idea, e gli studenti del liceo Artistico per il prezioso contributo”.

“Questa è la terza iniziativa in pochi giorni che testimonia la volontà del nostro territorio di resistere e reagire con forza al tentativo di aggressione da parte della criminalità organizzata – ha aggiunto il Prefetto -. Falcone e Borsellino sono stati due grandi magistrati che hanno combattuto la mafia in modo diverso rispetto al passato, colpendo non solo la base ma, per la prima volta, cercando nelle istituzioni gli uomini legati alla mafia. Un coraggio che hanno pagato con la vita. Ringrazio il sindaco perché questa iniziativa vuole affermare con forza la contrarietà ad ogni tipo di criminalità. La mafia è tentacolare, impoverisce il territorio, danneggia le imprese, fa male a chi rispetta le regole, agli onesti. Perciò dobbiamo respingerla con tutte le forze e continuare a farlo con questa stessa determinazione e fermezza”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia del momento di scoprimento della targa)

La Transalp Rando il prossimo giugno

Da Verona a Lubiana attraverso l’Austria e ritorno, all’insegna dello sport, dello stare insieme e della beneficienza. Dall’1 al 6 giugno si svolgerà la TransAlp Rando, corsa ciclistica non competitiva composta da una ultra randonnée di 1.200 km e da una classica randonnée di 600 km, organizzata da Sport Verona A.S.D. e patrocinata da vari enti tra i quali il Comune di Verona, ENIT Agenzia Nazionale Turismo, Regione del Veneto e Direzione Turismo Friuli Venezia-Giulia.

Condivisione e amicizia, ma anche prove di resistenza su lunghe distanze e la sfida dell’atleta con sé stesso, in totale sicurezza, visto che si correrà anche di notte. Sono queste le caratteristiche delle corse randonnée, dove si pedala in completa autonomia.

I percorsi non sono segnalati, ma viene fornita la traccia da seguire con un navigatore gps outdoor, garantendo comunque tredici posti di controllo che sono anche ristori e dei dormitori comuni.

I partecipanti della 1200 km saranno dotati di tracker elettronico, per assicurare la sicurezza e la condivisione dell’evento con amici e parenti. Ogni atleta sarà geolocalizzato in tempo reale e potrà essere seguito online sulla mappa del percorso monitorando la sua progressione lungo l’itinerario.

Inoltre, vista la conformazione simile ad un numero “8” del tracciato con punto di incontro a Villabassa in Alta Pusteria a Bolzano, ci sarà la possibilità di percorrere un percorso di 600 km, tutto in territorio italiano.

La partenza della 1.200 km sarà in piazza Bra mercoledì 1 giungo alle ore 20.30, con base logistica a Villa Guerrina di proprietà del Banco BPM a Montorio.

Come detto la corsa avrà anche una finalità benefica, dal momento che parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Umberto Veronesi per la lotta contro il cancro.

Nel 2023 la manifestazione sarà inserita nel calendario nazionale e mondiale delle randonnée, ripetendosi poi ogni 4 anni. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito web www.transalprando.com

Roberto Bolis