Bottega, Scuola, Accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630

 È una pittura coloratissima e comunicativa, quella che, fino al 5 maggio prossimo, propone “Bottega, Scuola, Accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630”, in sala Boggian al Museo di Castelvecchio, a cura di Francesca Rossi e Sergio Marinelli.

“La stagione culturale autunnale veronese si arricchisce di un nuovo importante appuntamento – sottolinea l’assessore alla Cultura Francesca Briani. Arte e storia si incontrano per raccontare, attraverso le opere pittoriche esposte, un momento di particolare creatività artistica del nostro territorio. Un’intensità produttiva che, tra il ‘500 e il ‘600, ha portato alla realizzazione di capolavori straordinari. Un’ampia e ricca esposizione che sarà possibile ammirare grazie alle importanti collaborazioni avviate con le principali collezioni civiche cittadine”.

In mostra, nell’elegante allestimento firmato da Alba Di Lieto con Ketty Bertolaso, 61 sceltissime opere, tra dipinti, disegni, strumenti musicali e documenti, parte dei quali presentati per la prima volta al pubblico. A focalizzare l’attenzione sulla scuola artistica più operosa e amata a Verona tra Cinque e Seicento, una stirpe di artisti cresciuti nell’alveo di una bottega famigliare, quella di Domenico e Felice Brusasorzi.

Bottega che, all’incrocio stilistico tra tardo Manierismo, pittura della Realtà e Classicismo, si trasformò in una sorta di accademia corporativa capace di dare impulso a un’intensa stagione di commissioni artistiche che lasciarono un’impronta indelebile in chiese e palazzi pubblici e privati del territorio.

In un contesto che vedeva attive a Verona varie figure di rilievo, come Bernardino India e Paolo Farinati, e la prossimità al prolifico ambiente delle botteghe veneziane di Tintoretto, Tiziano, Veronese e Palma il Giovane, si distingue in città alla metà del ‘500 la bottega dei Brusasorzi. La loro fu una delle botteghe più operose, sia per quanto riguarda la produzione di opere pittoriche sia per la presenza al suo interno di numerosi apprendisti e discepoli, tra i quali – vengono con attenzione illustrati in mostra – Sante Creara, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti.

I disegni e dipinti esposti nelle tre aree tematiche del percorso espositivo evidenziano come il periodo giovanile di questi artisti sia improntato al lessico del maestro, per reindirizzarsi in seguito grazie all’influsso di altri autori.

Questo fondamentale momento della produzione artistica veronese fu bruscamente interrotto dalla peste del 1630, che portò alla morte di molti pittori e che mutò in maniera radicale la sensibilità di coloro che sopravvissero, aprendo la strada a una stagione dell’arte.

“Nella rilettura di un’Italia multicentrica – scrive Francesca Rossi, Direttore dei Musei Civici veronesi e curatrice della mostra con Sergio Marinelli – alle prese con l’ascesa e l’affermazione del Caravaggismo, del Naturalismo e della poetica degli affetti divulgata sotto il vessillo della Controriforma Cattolica dalla pittura rubensiana, l’indagine sul contesto veronese contribuisce ad avvalorare l’idea di una tradizione artistica locale che riuscì a mantenere salda la propria identità e autonomia e a tramandarla senza cedere alle tendenze figurative dominanti che condizionavano in quel momento l’intera Europa.”

E questo senza cadere in una miopia autoreferenziale, tutt’altro.

I Brusasorzi e i loro allievi si mantennero perfettamente informati su quanto accadeva nei principali centri artistici italiani e dell’Europa del Nord, privilegiando comunque un’autonomia di stile, alimentando una precisa vitalità espressiva che divenne il marchio di fabbrica non solo di Domenico e di suo figlio, verso i quali Vasari espresse il suo elogio, ma anche della schiera di artisti che monopolizzarono l’arte a Verona per oltre mezzo secolo, rivendo importanti commissioni anche da altre capitali italiane.

“Felice, in modo particolare, – prosegue la curatrice – si mise alla testa del processo di affermazione di uno stile autonomo che in città incontrò un successo immediato e tale da far rallentare progressivamente, […], gli arrivi di opere e maestranze da fuori per oltre mezzo secolo, sino alla tragica calamità che segnò la fine di un mondo e il rapido oblio di un’intera generazione di pittori.”

Le opere esposte provengono dalle collezioni civiche e da importanti prestiti concessi dall’Accademia Filarmonica di Verona, dalla Fondazione Cariverona, dal Banco BPM, dalla Diocesi di Verona (Basilica di Santa Anastasia), da collezionisti privati a testimonianza dell’importante e consolidata rete di collaborazione territoriale volta alla valorizzazione del patrimonio.

Questa mostra prosegue la linea espositiva di approfondimento frutto di studi e ricerche che il Museo di Castelvecchio ha intrapreso nel corso degli anni e che di volta in volta propone autori e specifici periodi della storia dell’arte veronese, volgendo sempre lo sguardo anche a un contesto più ampio.

Studi e ricerche che hanno portato alla recentissima pubblicazione del secondo volume del “Catalogo generale dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi”, monumentale opera curata da Paola Marini. Ettore Napione e Gianni Peretti.

L’Accademia Filarmonica accoglierà in Sala Maffeiana la cerimonia di inaugurazione della mostra che sarà preceduta dall’esecuzione di alcuni brani di musica barocca per flauto, violino e violoncello. A conclusione della presentazione seguirà la visita alla mostra in Sala Boggian al Museo di Castelvecchio con accompagnamento musicale.

Verona, Museo di Castelvecchio, Sala Boggian

Fino al 5 maggio 2019. Orari: da martedì a domenica 8.30–19.30; lunedì 13.30–19.30; chiusura biglietteria ore 18.45

S.E. (anche per l’immagine)

Alberi a Verona tra App e ragazzi

La storia e l’età, lo stato di salute e le caratteristiche. Ora è possibile conoscere tutto delle piante e degli alberi monumentali di piazza Indipendenza grazie all’app sviluppata nell’ambito del Patto di Sussidiarietà, “Il mio capitale verde”. Al progetto aderiscono il Comune, l’università e Amia con un duplice obiettivo: piantare nuovi alberi in luoghi significativi della città e promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio arboreo già esistente. E se ad inizio anno sono stati piantumati 12 Ginko Biloba negli spazi dell’ex caserma Santa Marta, il progetto di valorizzazione si concretizza oggi con l’impiego dei primi Qr code in uno dei giardini storici della città.
In ciascuna scheda, leggibile sul proprio smartphone, i cittadini potranno trovare la descrizione dell’albero, la sua storia, e un breve resoconto sullo stato di salute, grazie al contributo e alla conoscenza del Settore Giardini. Amia, invece, aggiornerà la scheda con gli interventi e le potature realizzate sulla pianta; mentre l’università, oltre ad aver sviluppato l’app, effettuerà il lavoro di censimento attraverso i propri studenti.

“Abbiamo deciso di partire da piazza Indipendenza – ha spiegato l’assessore ai Giardini Marco Padovani – perché qui ci sono alcuni degli alberi più importanti di Verona. Grazie all’app e a un codice di lettura ottica che è stato posto sul fusto c’è la possibilità di conoscere le caratteristiche della pianta, mettendo a disposizione dei cittadini il patrimonio di conoscenza di cui il Settore Giardini, Amia e università dispongono. L’obiettivo è quello di allargare progressivamente la mappatura delle piante esistenti in città e dare valore al grande patrimonio naturale e arboreo di cui disponiamo, accrescendo allo stesso tempo l’attenzione verso questa nostra straordinaria ricchezza”.

Si stima che in città ci siano circa 60 mila alberi, di questi 10 mila sono stati censiti e, grazie al Patto di Sussidiarietà e alla collaborazione con gli studenti universitari, si punta ad accrescere il numero di quelli catalogati. Gli studenti coinvolti nel progetto, attraverso l’app, potranno inserire i principali dati botanici che riguardano le caratteristiche della pianta, mentre i cittadini potranno conoscerne le peculiarità semplicemente avvicinando il proprio smartphone al Qr code presente.

“Amia – ha detto il presidente Bruno Tacchella – partecipa al progetto aggiungendo alla scheda i dati dei propri interventi sugli alberi, contribuendo così alla conoscenza e al mantenimento del patrimonio verde cittadino”.

“Grazie al Patto di sussidiarietà – ha confermato Veronica Polin, presidente della Commissione Sostenibilità dell’università – il censimento non viene calato dall’alto, ma è frutto della collaborazione tra le diverse competenze di chi lo realizza”.

Hanno camminato per circa 80 mila km, pari a due volte la circonferenza della Terra. Sono i 7 mila bambini delle elementari che nel mese di ottobre sono andati a scuola a piedi, per migliorare l’ambiente in cui vivono.

Un progetto, “Facciamo strada insieme”, che ha visto, a fianco del Comune di Verona, anche sei comuni della cintura, Negrar, Pescantina, Povegliano Veronese, San Pietro in Cariano, Sommacampagna e Sona, per 49 scuole coinvolte.

Non hanno camminato invano, i piccoli scolari. A premiare il loro impegno, ben 400 alberi, assegnati in base al punteggio complessivo raggiunto. I bambini, infatti, ogni giorno dovevano rilevare la modalità con cui si recavano a scuola, se a piedi, in bici, in autobus o con l’auto. Ovviamente, l’utilizzo dei mezzi di trasporto sostenibili garantiva un punteggio maggiore.

Gli alberi sono donati dal Reparto dei Carabinieri del Centro di Biodiversità di Peri, che con il Comune collabora in diverse iniziative per sensibilizzare i giovani sui temi ambientali. Le piante verranno distribuite ai Comuni che hanno partecipato al progetto, 230 quelle che troveranno casa a Verona, 170 le piante che andranno in provincia.

Il progetto ha permesso anche di fotografare come i bambini arrivano a scuola. Nel mese di ottobre, in città il 47,6%  dei bambini inseriti nel progetto è andato a scuola a piedi, il 49,7% in auto, il 2,7% in scuolabus.

Percentuali più basse invece nei comuni limitrofi, anche in considerazione delle distanze. A Pescantina i bimbi che sono andati a scuola a piedi sono il 28,5%, a Povegliano il 39%, a Negrar il 18%, a San Pietro in Cariano il 28,5%, a Sona il 40% , a Sommacampagna il 41%.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

La rassegna dei presepi in Gran Guardia, a Verona

La 35ª edizione della Rassegna “Presepi dal Mondo” sarà visitabile fino a domenica 20 gennaio 2019. Per la prima volta, visti i lavori di restauro in corso nell’anfiteatro romano, la mostra sarà allestita in Gran Guardia, negli spazi della buvette e del loggiato antistante.

Hanno presentato la rassegna dei presepi il sindaco Federico Sboarina con gli assessori ai Lavori pubblici Luca Zanotto e alle Manifestazione Filippo Rando; presenti Alfredo Troisi segretario generale e Giorgio Pasqua di Bisceglie presidente di Verona per l’Arena, il vicepresidente della Provincia David Di Michele, mons. Giancarlo Grandis per la Diocesi, Marco Cappelletti di Agsm, Lorenza Callegarin di Intesa – San Paolo, Paolo Smizzer del Banco Bpm e Gianni Curti di Verona 83.

“Quella di quest’anno – ha sottolineato il sindaco Sboarina – è una straordinaria prima volta, una soluzione cui abbiamo lavorato per parecchio tempo in modo da garantire la realizzazione dei lavori di restauro in Arena. Ringrazio il curatore della mostra Troisi per la collaborazione nel risolvere il problema del cambio degli spazi espositivi. Sono sicuro che questa edizione rappresenterà una bellissima novità perché è ospitata nel nostro palazzo più prestigioso e perché sarà mantenuto forte il legame con la grande stella di Natale di piazza Bra. Presepi e stella continueranno ad essere il simbolo e l’immagine natalizia di Verona anche nel futuro”.

Il curatore della mostra Alfredo Troisi ha sottolineato: “Anche quest’anno la rassegna sorprenderà i visitatori e continuerà a mantenere la stessa spettacolarità grazie agli allestimenti particolarmente curati e alla ricca esposizione di presepi ed opere d’arte ispirate al tema della natività”.

La mostra ospita 400 presepi provenienti da musei, collezioni, maestri presepisti e appassionati di tutto il mondo e offre un quadro artistico completo della tradizione presepistica internazionale con il suo messaggio di tolleranza tra popoli di culture diverse. Con le sue natività l’esposizione è nel Guinness dei primati, così come lo il suo simbolo cioè la stella cometa, ideata da Alfredo Troisi e progettata da Rinaldo Olivieri, che brilla in piazza Bra.

“Il legame con la piazza e con l’Arena – ha detto l’assessore Zanotto – rimane forte. L’intervento di restauro dell’anfiteatro ci ha imposto di cambiare location alla rassegna, ma abbiamo deciso di mantenere la biglietteria della mostra nello stesso arcovolo di sempre, in modo che siano costanti i riferimenti per visitatori e turisti e che sia mantenuto lo storico vincolo della mostra con l’Arena”.

“Sono sicuro – ha ribadito l’assessore Rando – che questa sarà una edizione di grande successo anche grazie alle novità che la caratterizzano. La nuova location è appropriata per una rassegna di così grande prestigio e permetterà di godere al meglio delle molte opere esposte”.

 

Roberto Bolis

Al via i lavori di restauro dell’Arena di Verona

“Una giornata storica per l’Arena e per tutta la città, oggi parte uno dai cantieri più importanti degli ultimi anni, uno dei primi impegni presi dall’Amministrazione, che renderà il nostro anfiteatro ancora più bello, oltre che più moderno e sicuro. Non sono mai stati spesi così tanti soldi, tutti insieme, per la valorizzazione del nostro monumento simbolo. Non posso che ringraziare Fondazione Cariverona e Unicredit. per l’ingente sostegno economico, senza il quale i lavori non sarebbero possibili, e la Soprintendenza per la collaborazione nella stesura di un progetto corposo e complesso”.

Così il sindaco Federico Sbaorina, lo scorso 12 novembre, in Arena, per l’avvio dei lavori per la conservazione, valorizzazione e fruizione dell’Arena come luogo di cultura e spettacolo, finanziati con i 14 milioni di euro messi a disposizione da Unicredit Banca e Fondazione Cariverona con l’Art Bonus.

“Un intervento importantissimo sia del punto di vista economico e delle risorse messe in campo – spiega il sindaco – sia per la complessità stessa dei lavori che, oltre a fare i conti con un monumento di tale prestigio, devono permetterne l’utilizzo da marzo a ottobre per i concerti e la stagione lirica. Ecco perché il progetto sarà realizzato a stralci e perché serviranno almeno quattro anni per vederlo ultimato. Verificheremo nel corso dei lavori la necessità di ulteriori finanziamenti. Quel che conta, è che con questi 14 milioni vengono realizzate opere fondamentali per la conservazione dell’anfiteatro e per la sua sicurezza, opere davvero fondamentali che non potevano più attendere. Ecco perché questa è una giornata davvero storica”.

Nuovi servizi igienici, sigillatura dei gradoni, rifacimento degli impianti elettrici. Ma anche apertura dei sotterranei ai visitatori e realizzazione di un percorso museale con pannelli multimediali.

Il dettaglio dei lavori è stato illustrato dal vicesindaco Zanotto.

“I lavori saranno divisi in due lotti, oggi partiamo con il rifacimento dei servizi igienici per un costo di 2,5 milioni di euro, e dureranno fino al 31 marzo – spiega Zanotto -.Quindi, dopo la stagione estiva, partirà l’intervento di restauro e il rifacimento completo dell’impianto elettrico, idraulico, antincendio e di smaltimento delle acque. Un cantiere davvero complesso e articolato, che richiede una cura e un’attenzione particolare. Nel giro di quattro anni avremo un anfiteatro messo a nuovo, visibilmente più bello grazie al restauro dei gradoni e degli arcovoli, ma anche più funzionale e sicuro, con un nuovo sistema tecnologico adeguato alle esigenze del teatro all’aperto più famoso al mondo”.

“L’avvio del cantiere è frutto di un lavoro preliminare lungo e importante, a cui la Soprintendenza ha dato un contributo non banale – aggiunge Magani – E’ un progetto molto importante per la particolarità della situazione esistente e delle compresenza delle attività legate allo spettacolo. Speriamo che tutto si incastri nel modo corretto, come previsto. Mi auguro che questo restauro sia anche l’occasione per riflettere sull’equilibrio del monumento e sui suoi bisogni, sperimentando anche nuove soluzioni, non da ultima la chiusura al traffico di piazza Bra”.

Descrizione lavori

Con la consegna dei lavori avvenuta il 5 novembre all’ATI tra le imprese CCC Cantieri Costruzioni Cemento spa e Romele srl ha avuto inizio la realizzazione della parte di interventi previsti nel primo dei due lotti in cui è stato suddiviso il progetto generale, che ha come obiettivi principali il rifacimento e la messa a norma dei servizi e degli impianti esistenti, il miglioramento delle condizioni di conservazione del monumento, completando la sigillatura della gradinata già avviata negli anni scorsi dall’amministrazione comunale, ed allo stesso tempo importanti interventi di restauro oltre che la sua valorizzazione anche in termini museali.

Primo lotto- novembre 2018/marzo 2019

I lavori più importanti e strategici ai fini della fruizione dell’anfiteatro quale luogo di spettacolo si concentreranno in particolare a livello ipogeo, ove saranno realizzati ex novo gli impianti idrico, fognario ed idrico antincendio, smantellando nel contempo gli impianti esistenti, ormai del tutto obsoleti.

Tali opere – compresi gli scavi archeologici esterni ed interni all’anfiteatro ad esse funzionali – saranno eseguite in due fasi ed ultimate entro il termine del 31 marzo 2019, imponendo in ciascuna fase la chiusura alle visite di metà delle gallerie mediana ed interna. Proseguiranno invece anche nel corso delle stagioni di spettacolo, per concludersi entro agosto 2020, i lavori per micro-cantieri necessari per realizzare i 10 nuovi servizi igienici ed ultimare i restauri delle superfici all’interno degli arcovoli destinati a nuovi locali tecnici.

L’importo totale dei lavori del primo lotto a base d’asta ammonta a euro 2.512.274,12, suddiviso in tre appalti.

Secondo lotto- da novembre 2019

L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è infine quello di dare avvio entro l’inizio di novembre 2019 anche ai più articolati ed estesi lavori di II lotto, il cui bando di gara è già stato pubblicato. Tali lavori, il cui importo a base d’asta risulta complessivamente pari ad euro 8.010.00, riguarderanno in particolare le opere di sigillatura delle gradinate della cavea; le opere di restauro delle superfici interne delle gallerie e di parte degli arcovoli; le opere di integrale rifacimento degli impianti elettrici, di illuminazione, speciali e di sicurezza; le opere di riqualificazione degli spazi in uso a Fondazione Arena, comprese le nuove compartimentazioni antincendio ed i sistemi di mascheramento/mitigazione degli impianti a servizio dell’anfiteatro

Utilizzo del monumento durante i lavori

La suddivisione in due lotti è funzionale all’ottimizzazione delle complesse attività di cantiere, che, dovendo svolgersi nel limitato periodo di tempo, della durata di 5 mesi all’anno, durante il quale non sono in corso attività da parte della Fondazione Arena, e comunque senza mai interrompere completamente le visite dei turisti, presentano elevate criticità al fine di garantire l’accessibilità e la sicurezza dei visitatori, consentendo allo stesso tempo le necessarie condizioni di operatività alle ditte che verranno via via coinvolte per eseguire interventi di carattere edilizio, di restauro e impiantistiche. I lavori previsti nel primo lotto hanno infatti lo scopo di creare le migliori condizioni operative possibili alle più complesse attività di restauro e impiantistiche previste nel secondo lotto. Si tratta infatti di opere edili ed impiantistiche, oltre che di restauro, propedeutiche alla realizzazione dei nuovi locali tecnici e di 10 nuovi servizi igienici, che termineranno con l’installazione all’interno degli arcovoli di altrettante cellule bagno prefabbricate, destinate sia al pubblico che alle maestranze dello spettacolo, e quindi della realizzazione del nuovo sistema idrico, fognario e idrico antincendio.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Concerto di Natale AIRC. Bollani aiuta la ricerca

Il compositore Stefano Bollani sarà il protagonista assoluto dello spettacolo ‘Piano solo’, nel concerto di Natale che AIRC organizza al Filarmonico di Verona. L’evento, il cui ricavato sarà completamente devoluto alla ricerca per la cura dei tumori pediatrici, si terrà mercoledì 19 dicembre, alle 21.

Non un tradizionale concerto al pianoforte, ma un tributo alla vita e alla potenza della musica che, in questa occasione, diventa mezzo di aiuto e di sostegno per chi è più nel bisogno.

L’appuntamento, tappa veronese del tour internazionale di Bollani, è realizzato dal Comitato Veneto Trentino Alto Adige AIRC, con il patrocinio del Comune di Verona e con il sostegno di Banco BPM.

L’appuntamento è stato presentato dall’assessore alla Cultura Francesca Briani. Presenti il presidente AIRC Comitato Veneto Trentino Alto Adige, Antonio Maria Cartolari, il nuovo direttore UO Oncologia AOUI Verona e ricercatore AIRC Michele Milella e la sovrintendente della Fondazione Arena Cecilia Gasdia.

Uno spettacolo imprevedibile dove sarà possibile passare da Bach ai Beatles, da Stravinskij ai ritmi brasiliani, con improvvise incursioni nel pop o nel repertorio italiano degli anni Quaranta.

“La cultura al servizio della ricerca, per un’iniziativa di altissimo valore che AIRC, grazie a un artista così poliedrico e innovativo – sottolinea Briani –, propone alla nostra città in favore della cura dei tumori che, ancora, colpiscono i più giovani, bambini e adolescenti, la cui crescita sana e completa costituisce il progetto più prezioso di un’Amministrazione”.

“Una serata straordinaria – precisa Gasdia –, che vedrà l’esibizione di un artista poliedrico, uno dei più grandi compositori e musicisti al mondo, capace di offrire al pubblico una performance di altissimo livello, per un evento davvero unico ed indimenticabile”.

Antonio Maria Cartolari, Presidente AIRC Comitato Veneto Trentino Alto Adige: “Il Santo Natale, tradizionale festa dedicata ai più piccoli, va celebrato per il suo significato più alto e condiviso. E in questo senso il concerto di Stefano Bollani per AIRC rinnova l’alleanza tra musica e ricerca oncologica per una serata di grande impegno collettivo con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare ai ricercatori impegnati in progetti di ricerca d’avanguardia sui tumori pediatrici”. Michele Milella, Direttore Unità Operativa di Oncologia AOUI Verona e ricercatore AIRC: “Ogni anno in Italia circa 2.300 bambini e ragazzi si ammalano di cancro e nel quinquennio che va dal 2016 al 2020 si stima saranno diagnosticate circa 7.000 neoplasie tra i bambini e 4.000 tra gli adolescenti. Numeri che impongono ai ricercatori di proseguire senza soste nel loro lavoro per migliorare sempre più i risultati raggiunti fino a questo momento: grazie agli eccezionali progressi della ricerca, infatti, l’82% dei bambini e l’86% degli adolescenti è in vita cinque anni dopo la diagnosi di tumore. L’impegno di AIRC e di tutta la comunità scientifica è quello di arrivare al più presto a poter curare tutti i piccoli pazienti, perché a ogni bambino guarito da tumore è offerta un’aspettativa di vita di almeno 70 anni.”

Proprio per questo AIRC è in prima linea in questo specifico ambito di ricerca, garantendo continuità ai migliori ricercatori impegnati a studiare le forme tumorali che colpiscono bambini e ragazzi. Solo quest’anno AIRC ha infatti, destinato più di 5,4 milioni di euro per il finanziamento di 58 progetti di ricerca per lo sviluppo di nuove terapie e farmaci sempre più efficaci e meno tossici di quelli attualmente disponibili per i piccoli pazienti. Anche il Comitato Veneto Trentino Alto Adige continua a fare la sua parte nella raccolta fondi a sostegno della ricerca oncologica, che vede ben 47 diversi progetti finanziati nelle sole due regioni per 5,9 milioni di euro raccolti con le donazioni.

Stefano Bollani: “La musica in occasioni come queste libera tutta la sua forza. Le note riescono spesso a fare più di tante parole, a portarti in posti in cui per i motivi più diversi non puoi andare. Per questo ho accettato subito l’invito di AIRC che si adopera per una causa così importante”.

Biglietti acquistabili su geticket.it, sportelli abilitati e sportelli bancomat Unicredit, punti vendita convenzionati (elenco punti vendita su http://www.geticket.it) e call center Getphone 848 002 008.

Per informazioni è possibile contattare l’AIRC Comitato Veneto Trentino Alto Adige al numero 045 8250234 o via mail com.veneto@airc.it.

 

Roberto Bolis (anche per la foto) e gli organizzatori

Mobility Day a Verona domenica 11 novembre

Domenica 11 novembre, a Verona sarà di scena il 3° Mobility Day. Dal punto di vista viabilistico, è confermata la chiusura al traffico del centro città. Dalle 10 alle 19, quindi, all’interno dell’ansa dell’Adige, delimitata da Porta San Zeno, Porta Palio, Porta Nuova e breccia Cappuccini, sarà vietato circolare con qualsiasi mezzo privato, ciclomotori e motocicli compresi.
Nel resto del territorio comunale, invece, sempre dalle 10 alle 19, non si potranno utilizzare i mezzi privati fino all’Euro 3, sia benzina che diesel, inclusi motocicli e ciclomotori pre-Euro.

Le iniziative del 3° Mobility Day sono state presentate a palazzo Barbieri da Ilaria Segala assessore all’Ambiente, Luca Zanotto assessore alla Viabilità, Antonella Arzone dei Musei Civici di Verona, Riccardo Corbini Ten. Col. del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Verona con il maresciallo Paolo Beltrame e l’appuntato Chiara Azzetti, Giorgio Migliorini presidente Fiab Verona e l’artista Simone Butturini.

“Lo scopo dei Mobility Day – sottolinea l’assessore alla Viabilità Luca Zanotto – è proporre una mobilità alternativa all’auto privata, per questo sono previste importanti agevolazioni per chi utilizzerà il trasporto pubblico. Con un unico biglietto, al costo ordinario di 1,30 euro, si potrà viaggiare sull’intera rete urbana per tutto il giorno, mentre saranno gratuite le corse dei bus per i ragazzi fino ai 14 anni, accompagnati da un maggiorenne. In più, per chi arriva da fuori città, saranno messi a disposizione gratuitamente i parcheggi P3 della fiera, collegati direttamente con piazza Bra, con una navetta ad alta capacità, dalle 9 alle 20.30”.

Per chi viene da est, le auto possono essere lasciate al parcheggio Centro (ex Gasometro), che sarà collegato con piazza Bra, ogni 10 minuti dalle 9 alle 19, da un bus navetta; andata e ritorno costeranno 1 euro.

Il cuore del terzo Mobility Day saranno, però, le moltissime iniziative ambientali, culturali ed educative pensate per cittadini e famiglie.

“Il filo conduttore di questo terzo Mobility Day – spiega l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala – è la biodiversità. Moltissimi sono i laboratori e le attività, dedicati alle famiglie, cui iscriversi e partecipare e molti gli spunti che questa giornata offre attraverso gli interventi, ad esempio, del Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Verona, di artisti, di associazioni e di specialisti”.

Le iniziative in Arsenale

L’Arsenale sarà uno dei luoghi della città in cui saranno organizzate iniziative all’insegna del divertimento e della sostenibilità.

Alle 10, dal piazzale dell’Arsenale, partirà la “Passeggiata lungo l’Adige”, realizzata dalla 2ª Circoscrizione in collaborazione con il Ctg Gruppo guide e Animatori culturali, per scoprire la città tra ponte Risorgimento e ponte Garibaldi.

All’interno del compendio austriaco, invece, il Centro di Riuso Creativo propone varie attività dedicate al mondo animale. Dalle 10 alle 12, il Parco Natura Viva pone l’accento sulla campagna Eaza Silent Forest, dedicata agli uccelli canori del SudEst asiatico. Questi animali sono sfruttati come animali da compagnia, per le gare di canto e la medicina tradizionale. Su questo tema, il Parco Natura Viva propone due laboratori creativi che coinvolgeranno i bambini, dai 5 anni in su, per realizzare maschere dalle forme di uccelli canori e pen topper.

Alle 11, è in programma la visita storico architettonica dell’Arsenale con la guida Enrico Scognamillo, esperto di architettura militare.

Nel pomeriggio, dalle 15.30, i bambini potranno divertirsi con attività dedicate agli animali in via d’estinzione proposte da Scienza Divertente.

Le iniziative nel Padiglione 21

Al Padiglione 21 dell’Arsenale, rimarrà aperta per tutta la giornata l’esposizione “Ecoarte” con rappresentazioni di animali in diverse forme artistiche.
Si potrà ammirare il lavoro “La voce degli insetti” realizzato dagli studenti delle medie dell’Istituto Comprensivo di Pescantina che hanno partecipato al concorso “Dal macro al micro nella biocomplessità”. Riutilizzando materiale di scarto, i ragazzi hanno costruito un albero che ospita vari insetti. L’albero è composto da tessere esagonali, alcune delle quali si possono aprire come le pagine di un libro per far uscire la “voce” degli insetti che vivono all’interno delle sue cavità e gallerie.

Il lavoro è frutto della collaborazione con Simone Butturini, artista di cui saranno in esposizione opere ispirate ai temi della biocomplessità, realizzate con materiale di riciclo, tra cui cartone e pezzi di stoffe incollati e ridipinti.
Nel padiglione si potranno vedere, anche, le fotografie di Stefano Rossin, istantanee di animali colti nel loro habitat, e le imponenti sculture di animali e insetti realizzate da Alessandro Mutto con materiale di recupero. Accanto all’esposizione sono previste varie attività per bambini e famiglie.

Al mattino, dalle 10 alle 12, e al pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30, le famiglie potranno giocare nell’Albirinto: alla ricerca delle foglie nel labirinto realizzato con materiale di riuso. Sia al mattino, dalle 10 alle 12, che al pomeriggio, dalle 15 alle 17, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Verona organizza attività per bambini dal titolo “Gli animali amici degli alberi”, dedicato agli ecosistemi forestali.

Con l’associazione Le Fate, a partire dalle 15, sarà possibile decorare rami con fili colorati e altri materiali di recupero nel laboratorio per famiglie “Rami, fili e colori”.

Sarà presente anche l’associazione FIAB che fornirà informazioni sul cicloturismo e i possibili itinerari nelle vicinanze di Verona, con una doppia postazione, in Arsenale e in piazza Bra.

Il Teatro Laboratorio, sempre all’Arsenale, alle 16.30 mette in scena lo spettacolo teatrale “L’amante” di Harold Pinter.

Le iniziative dei Musei Civici

Anche i Musei cittadini propongono importanti iniziative culturali per il terzo Mobility Day. Al Museo Archeologico al Teatro Romano, alle 11 e alle 14.30, sarà possibile visitare la mostra “Bellezza e cura del corpo nell’antichità” guidati dalla curatrice Margherita Bolla.

Il Museo di Storia Naturale, alle 15 e alle 16, propone visite guidate alla mostra “Everyday climate change”; la prenotazione obbligatoria dà diritto a un biglietto d’ingresso agevolato.

Il Museo di Castelvecchio, infine, propone un duplice percorso: alle 16.30, infatti, è in programma una visita speciale che unisce arte e musica, nell’ambito del progetto “Museinmusica”. In questo caso è necessaria la prenotazione ed essere dotati di cellulare e auricolari. Ma il Museo di Castelvecchio sarà anche punto di ritrovo, alle 15 e alle 17, del percorso di visita guidata alle opere dello scultore giapponese Hidetoshi Nagasawa che si possono ammirare in diversi punti della città.

Alla Galleria di Arte Moderna, alle 17.30, è in programma una visita guidata nel nuovo percorso espositivo.

Le iniziative in città

In Sala Birolli, in via Macello 17, dalle 11 sarà aperta “L’altra Verona: la realtà del vissuto quotidiano nei suoi aspetti inediti e originali”, mostra degli artisti vincitori del X concorso di Pittura, Scultura e Grafica “L’Arte racconta i Quartieri”.

Verona Minor Hierusalem nell’ambito di “Rinascere dall’Acqua. Verona aldilà del fiume” propone un percorso in cui il visitatore indossa i panni del pellegrino. È necessario dotarsi del taccuino credenziale della VMH e aderire a uno dei gruppi (di massimo 60 persone) per trascorre l’intera giornata guidato da un assistente spirituale e da una guida artistica.

Piazza Bra, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, sarà di scena il Progetto Verona Diabete che offre l’opportunità di misurarsi la glicemia e leggere materiale informativo.

Infine, agevolazioni sono previste anche per chi si presenterà a vedere la partita di rugby, Verona Rugby contro Toscana Aeroporti “I Medicei”, in programma alle 15, con mobilità attiva. Chi arriverà al Paganini Center di via San Marco 114, a piedi, in bici o con i mezzi pubblici sarà premiato.

 

Roberto Bolis

Maratona cinematografica dedicata a Frankenstein a Verona

Una maratona cinematografica dedicata al mito di Frankenstein, per celebrare i 200 anni dalla pubblicazione del libro di Mary Shelley. L’iniziativa “Caro mostro”, realizzata dal Verona Film Festival, si terrà domani, domenica 4 novembre, in Gran Guardia a Verona, dove verranno proiettati i più bei film sulla “Creatura”, in versione originale con sottotitoli in italiano. L’iniziativa, ad ingresso gratuito, è riservata ai maggiori di 14 anni.

La maratona inizierà alle ore 14.30 con “Frankenstein” di James Whale, film che ha reso Boris Karloff l’alter ego ufficiale del Mostro. A seguire, alle 15.45, dello stesso regista, “The Bride of Frankenstein” e alle 17.15 “The Son of Frankenstein”, diretto da Rowland Lee.

A ora di cena, alle 19, verranno proiettati “The Curse of Frankenstein” di Terence Fisher e alle 20.30 il cortometraggio “Frankenweenie” di Tim Burton. In serata seguiranno i film “The Revenge of Frankenstein” di Fisher alle 21 e, alle 22.30, l’indimenticabile parodia “Frankenstein Junior” di Mel Brooks.

La rassegna cinematografica anticiperà la serie di appuntamenti che si terranno invece al polo Zanotto. Dal 5 al 7 novembre, infatti, verranno proposte alle ore 21.15, tre riletture contemporanee del mito. Lunedì appuntamento con “The Frankenstein Theory” di Andrew Weiner, martedì 6 “Victor Frankenstein” di Paul McGuigan e, infine, mercoledì 7 “Frankenstein” di Bernard Rose.

 

Roberto Bolis