Visioni Corte International Short Film Festival a Gaeta

Sergio Leone, 1983. Foto di Angelo Novi gentilmente concessa a titolo gratuito da ©Archivio fotografico della Cineteca Nazionale, Roma

In occasione di due suoi importanti anniversari, i 90 anni dalla nascita (3 gennaio 1929) e i 30 anni dalla scomparsa (avvenuta il 30 aprile 1989), al regista romano, autore di capolavori entrati nella storia del Cinema come Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il west e C’era una volta in America, il festival omaggerà una speciale mostra multisensoriale composta di 40 immagini tratte dai suoi film più famosi e del backstage. L’esposizione – la prima a livello nazionale – sarà inaugurata il prossimo Sabato 21 Settembre, alle ore 19, nella suggestiva cornice dell’Ipab – SS. Annunziata, un ex Ospedale medievale incastonato nel centro storico di Gaeta, ed è realizzata in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Centro Sperimentale di Cinematografia e con il supporto di Arcidiocesi di Gaeta, Ipab e le associazioni AnteOmnia e Tesori dell’Arte. La mostra resterà aperta fino al 28 Settembre.

L’omaggio all’artista che ha realizzato una propria grammatica cinematografica, poi imitata e seguita da tanti altri registi italiani e stranieri, proseguirà Domenica 22 Settembre, con la presentazione dell’ultimo libro del critico cinematografico Italo Moscati, “Sergio Leone: Quando i fuorilegge diventato eroi”, edito da Castelvecchi.

La programmazione dell’8^ edizione di Visioni Corte International Short Film Festival, diretto da Gisella Calabrese, prosegue con la selezione di 71 cortometraggi scelti tra 1.216 cortometraggi provenienti da 55 Nazioni. Le opere selezionate provengono da 31 nazioni dai 5 continenti: Australia, Austria, Belgio, Bolivia, Canada, Cina, Estonia, Filippine, Francia, Germania, Giappone, India, Iran, Iraq, Israele, Italia, Messico, Moldavia, Nuova Zelanda, Polonia, Russia, Spagna, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Turchia, UK, Usa, Venezuela. Le proiezioni si svolgeranno dal 23 al 27 Settembre, presso il Cinema Teatro Ariston di Gaeta dove il 28 Settembre si terrà la serata di premiazione dei vincitori delle cinque categorie in gara: fiction internazionale e italiana, animazione, documentazione.

Tra le novità di quest’anno i cortometraggi in Realtà Virtuale: in tale ambito il festival è il primo in tutto il basso Lazio e uno dei pochissimi in tutta Italia ad aver dato spazio a tale genere.

Altri eventi speciali, infine, prevedono un matinée con le scuole, con la proiezione del film “L’eroe” di Cristiano Anania, alla presenza dell’autore e il convegno dal titolo “Crime stories: tra fiction e realtà nel mondo dell’audiovisivo”, con la partecipazione della criminologa Immacolata Giuliani; lo psicoterapeuta Fabrizio Mignacca; Ercole Rocchetti, giornalista e inviato della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”; la genetista forense Marina Baldi, volto noto della tv; l’ex capitano dei RIS di Roma, la dottoressa Chantal Milani, antropologa e odontologa forense, specializzata nell’identificazione delle vittime senza nome.

“Il buono, il brutto il cattivo”, Sergio Leone, 1966. Foto di Divo Cavicchioli gentilmente concessa a titolo gratuito da ©Archivio fotografico della Cineteca Nazionale, Roma

LA STORIA

Visioni Corte International Short Film Festival, organizzato dall’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”, con il contributo della Direzione Generale Cinema del Mibac, nasce nel 2012 con l’obiettivo quello di diffondere il talento di tanti autori, soprattutto emergenti, offrendo una vetrina dal respiro internazionale. Grande attenzione è dedicata al cinema europeo. In questi anni il festival ha ottenuto importanti riconoscimenti: ha vinto per due volte il “Silver Frame – Festival dei Festival”, come miglior festival italiano di cortometraggi al Video Festival di Imperia, e ottenuto il patrocinio del Padiglione Italia Expo Milano quale manifestazione ad alto valore culturale a livello nazionale. L’evento è stato inserito dalla Regione Lazio nell’elenco delle Buone Pratiche in ambito culturale. Fa parte della Fedic – Federazione Italiana dei Cineclub e dell’Afic – Associazione Festival Italiani di Cinema. Ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

LE CATEGORIE

CortoAnimation: rivolta a storie di animazione di qualsiasi genere e realizzate con qualsiasi tecnica, anche la stop-motion. L’argomento è libero.
CortoDoc: rivolta ai documentari o reportage, di qualsiasi genere.
CortoFiction International, dedicata alla fiction nel senso più ampio del termine e riservata ai registi e produttori stranieri: possono essere storie inventate di diverso genere (drammatico, commedia, thriller, western, grottesco) o adattamenti di libri e/o racconti o ispirati a fatti realmente accaduti. Confluiscono in questa categoria anche i musical o music opera.
CortoFiction Italia: rivolta a qualsiasi tematica e genere e dedicata esclusivamente ai registi e produttori italiani. Spazia dal drammatico alla commedia, al thriller, al fantastico… Le storie possono essere inventate o adattamenti o ispirate a fatti realmente accaduti. Confluiscono in questa categoria anche i musical o music opera.
CortoVirtual: rivolta alla nuovissima categoria dei film a Realtà Aumentata a 360°, realizzati con tecniche innovative e visibili solo attraverso gli speciali visori Oculus, che si indossano come occhiali, ma che permettono allo spettatore una visione all’interno del film, come parte di esso, coinvolgendolo in un’esperienza unica nel suo genere ed estremamente “reale”.

LA GIURIA TECNICA

Di alto profilo la Giuria Tecnica di questa ottava edizione, che valuterà i cortometraggi in gara al fine di assegnare i premi nelle varie categorie. Presidente di giuria è Luigi Parisi, regista di serie Mediaset di successo come “L’Onore e il Rispetto”, “Il Bello delle Donne”, “Caterina e le sue Figlie”, “Il Peccato e la Vergogna”, “Il Sangue e la Rosa”. Fanno parte della giuria Filippo Kalomenìdis, autore di serie TV ed head writer di “Romanzo Siciliano” e “Il Tredicesimo Apostolo” in onda su Canale 5 nel 2016 e “Impero”, in sviluppo per Sky, e ha sceneggiato numerosi episodi di “RIS”, “RIS- Roma”, “Squadra Antimafia”, “La Nuova Squadra”, “Il Sistema”; il regista italo-marocchino Elia Moutamid, pluripremiato per i suoi cortometraggi e vincitore, con il suo lungometraggio “Talien”, del Premio della Giuria al Torino Film Festival e della menzione speciale ai Nastri d’Argento 2018 come migliore opera prima; Alice Rotiroti, sceneggiatrice e regista; e infine i critici cinematografici Roberto Donati e Alessandro Izzi.

Elisabetta Castiglioni (anche per le fotografie)

 

Il Papa’ del Gnoco sbarca a Venezia

Arriverà, come da tradizione, in groppa al ‘musso’ e circondato dalla sua corte. Nonostante l’occasione sia una delle più glamour dell’anno, quelle che richiamano star da tutto il mondo. Il Papà del Gnoco è pronto a sbarcare al Lido di Venezia. Venerdì 6 settembre, durante la 76ª Mostra internazionale del cinema, sarà infatti presentato il docu-film #ThisisVeneto. Un cortometraggio sulle più importanti e antiche tradizioni enogastronomiche della Regione Veneto, tra cui ovviamente gli gnocchi veronesi. Ma anche il baccalà alla vicentina, il radicchio del Polesine, così come il mercato ittico di Chioggia, con l’asta del pesce, e i maestri fornai di Cittadella, noti per la ‘fogassa pasquale’. L’appuntamento è alle ore 19, nello spazio dedicato alla Regione Veneto, all’interno dell’Hotel Excelsior.

L’iniziativa è stata presentata a Verona dall’assessore alle Attività economiche e produttive Nicolò Zavarise. Erano presenti il regista del docu-film Matteo Menapace, l’ideatore Paolo Caratossidis, il presidente del Bacanal del Gnoco Valerio Corradi e, ovviamente, Francesco Gambale, nei panni del sire del carnevale veronese.

“Poter far conoscere il nostro piatto tipico, attraverso la maschera che da 489 anni rappresenta Verona, è senz’altro motivo di orgoglio – ha detto Zavarise -. Una tradizione, quella del carnevale, che è un valore aggiunto per la nostra città. E questa è un’occasione prestigiosa per mettere in luce alcune delle nostre eccellenze. Complimenti agli ideatori del documentario, per l’idea che hanno avuto e per aver saputo cogliere l’occasione del Festival di Venezia, una vetrina unica per promuovere le nostre tipicità”.

Nel video, che verrà proiettato al Lido, scorrono anche le immagini della sfilata del Venerdì Gnocolar. Mentre il Papà del Gnoco, in primo piano, racconta storia, ricetta, curiosità e abbinamenti degli gnocchi. Tutto sottotitolato in inglese. Il documentario racconta 7 tipicità enogastronomiche regionali, una per provincia, ricette che hanno più di 700 anni di storia.

 

Roberto Bolis (anche per la foto di un momento della presentazione)

“Supereroi senza superpoteri” domani alla Mostra del Cinema di Venezia

Domani, giovedì 5 settembre, alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ore 11, verrà presentato il Premio Zavattini 2019/2020 (Sala Tropicana – Italian Pavilion – Hotel Excelsior) e alle ore 17, in Sala Giardino (Lungomare Guglielmo Marconi, 1861 – Venezia Lido)verrà presentato il corto “Supereroi senza superpoteri” di Beatrice Baldacci.

Un film ideato e diretto da una giovanissima regista in cui la memoria audiovisiva viene in supporto ai ricordi di infanzia nella ricostruzione emotiva di una forte relazione tra madre e figlia. Un esempio significativo di come il riuso creativo dei materiali d’archivio, anche personali e familiari, possa essere all’origine di una creatività filmica incisiva e, in questo caso, doppiamente originale poiché delicatamente autobiografica.

“Supereroi senza superpoteri” è un film di Beatrice Baldacci, prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico nell’ambito del “Premio Zavattini – Unarchive” sostenuto dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà. È distribuito da Elenfant Film.

Il corto è stato realizzato all’interno del percorso formativo del Premio Zavattini ed è tra i vincitori dell’edizione 2018/2019.

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

MotoTematica. The Art of Motorcycle

Online il regolamento per accedere al MotoTematica – Rome Motorcycle Film Festival, il primo festival cinematografico dedicato al mondo della motocicletta nel quale si presentano e proiettano opere creative a tema. Proprio come i motociclisti, simbolo di libertà per eccellenza e fonti di molteplici ispirazioni, anche i filmmakers raccontano spesso attraverso le proprie opere i sogni, le avventure e le storie di centauri da ogni parte del mondo. E’ per questo che MotoTematica vuole mostrare questi lavori, incoraggiando e stimolando a trasferire la passione per la moto in una forma d’arte, organizzando una rassegna che prevede la proiezione delle opere finaliste del concorso il 14 e 15 novembre alla Casa del Cinema di Roma e le premiazioni nei due giorni successivi presso lo spazio Ragusaoff nell’ambito dell’Eternal City Motorcycle Custom Show.

Per partecipare alla selezione bisogna inviare entro il 20 settembre 2019 opere in cui la motocicletta è inerente e parte sostanziale del materiale creativo proposto. I materiali possono appartenere a qualunque anno di produzione, possono avere qualsiasi durata e possono aver partecipato ad altri festival, ma non devono essere mai stati pubblicati online. Sono accettate le opere in lingua originale ma aventi sottotitoli italiani. Una stessa opera può concorrere in più categorie. Possono inoltre essere presentate più opere da parte di uno stesso regista. I lavori devono essere presentati in un file con formato .MOV a risoluzione 1920×1080. Possono partecipare filmmaker di qualsiasi età, ma se minorenni dovranno inviare documentazione e contatti di un genitore.

Queste, infine,  le sezioni per le quali è possibile concorrere: a) miglior documentario; b) miglior lungometraggio; c) miglior corto  documentaristico; d) miglior cortometraggio; e) migliore generazione Web; f) migliori MotoClub e gruppi; f) premio del pubblico.

Le opere saranno selezionate da una giuria qualificata e dovranno essere fornite in supporto fisico per la proiezione durante il festival.

Sito ufficiale: http://www.mototematica.com
Infoline: mototematicafilm@gmail.com

Elisabetta Castiglioni

Siamo tutti Paola Cortellesi: “Ma cosa ci dice il cervello?”

Siamo tutti Paola Cortellesi, quindi “Ma cosa ci dice il cervello?”. Cortellesi interpreta magistralmente la nuova pellicola diretta dal compagno Riccardo Milani, un ottimo film, divertente, parodistico e che può fare riflettere. Chi? Gli Italiani, ormai “fusi” dalle mode, dall’appiattimento della cultura e, soprattutto, del buon senso, in assoluta mancanza di senso civico. Mi sembra che con film come questo siamo sulla strada di chi protesta e, udite udite, reagisce. Infatti a cosa serve lamentarsi e basta? Bisogna smetterla e reagire, REAGIRE. Proprio come Giovanna (Paola Cortellesi), un’apatica divorziata, mamma di Martina (Chiara Luzzi), con un lavoro piattissimo, non all’altezza della sua fama da liceale. Come dice il proverbio, quando si è bravi a scuola non si fa strada nella vita. Giovanna è una modestissima impiegata del Ministero, veste come una collegiale attempata, guarda spenta nel vuoto, inerme alle sollecitazioni esterne. Il “burino” che lascia l’auto in mezzo alla strada per scambiare quattro chiacchiere con l’amico, insensibile alle code che provoca. La solita/il solito che parcheggia al posto dei portatori di handicap. La vita che scorre via con i furbetti da ogni parte, sempre con il fiato corto perché c’è sempre qualche altra mamma migliore, specie se “social” e connessa. Giovanna è disconnessa, invece, da se stessa e da tutto il resto, con profondi sensi di colpa nei confronti di una figlia che trascura, mentre sua madre (Carla Signoris) ha preso a frequentare gente, veste in modo improponibile e non ha alcuna considerazione per lei. Insomma, la storia di quasi tutte le donne italiane intorno alla quarantina. Tranne che per un piccolo particolare. Quando entra nell’enorme palazzo sede del suo lavoro, Giovanna diventa un agente al servizio della Sicurezza Nazionale, pronta a saltare da un aereo a un’imbarcazione, di atterrare nel deserto marocchino o a Mosca senza battere ciglio e in procinto di sgominare un traffico internazionale. L’aspetto di Giovanna cambia completamente, l’occhio spento diventa un cervello elettronico inafferrabile e, invece di essere lei a dovere stare dietro al mondo con la lingua penzoloni, è il mondo che le sta nell’orecchio con il quale è in contatto con D’Alessandro, il comandante dell’organizzazione (Remo Girone). Fino alla rimpatriata con gli amiconi del liceo che le fanno rompere gli indugi e cercare di sistemare le cose, almeno per un poco, perché se tutti ci si mettessimo, qualcosa andrebbe più per il verso giusto. L’amica Francesca, pediatra all’ospedale (Lucia Mascino), non verrebbe mai più malmenata dalla mamma di una paziente (Paola Minaccioni); l’amico professore Roberto (Stefano Fresi) verrebbe rispettato dagli studenti; Marco (Vinicio Marchioni), allenatore di squadre giovanili, non verrebbe insultato dai tanti ct nei quali si trasformano i genitori che guardano le partite dei propri figli (tra i quali Ricky Memphis); Tamara, hostess di volo (Claudia Pandolfi) riuscirebbe ad avere la meglio sull’insopportabile manager (Alessandro Roja) in viaggio ogni venerdì. Un film ben impostato, spassoso, con tanti fatti di cronaca vera che, sul grande schermo, prendono davvero le fattezze di un’emergenza nazionale. Dove sta andando l’Italia degli Italiani capaci di dettare moda nel mondo? Interessante notare che Cortellesi afferma di non avere una pagina Facebook o Instagram, di non messaggiare in continuazione. Quindi, messaggio subliminale, bisogna ricominciare dai rapporti interpersonali veri, dalla vita reale ed usare tutto il resto solo per quello che è: un buon mezzo, non la sostituzione della realtà.

Assolutamente da vedere.

 

Alessia Biasiolo

 

 

Senza Rossetto

“Senza Rossetto” è il film di Silvana Profeta, con il montaggio di Milena Fiore, che indaga attraverso video-testimonianze, girati, materiali di repertorio resi disponibili dall’Aamod e dall’archivio Luce Cinecittà, la costruzione dell’immaginario femminile intorno agli anni che precedono il 2 giugno del 1946, data che vede le donne italiane acquisire per la prima volta il diritto al voto e diventare soggetto politico attivo nella costruzione dell’identità nazionale. Il film è in tour il 7 aprile a Bruxelles con una proiezione promossa dalla sezione ANPI locale per la comunità italiana all’estero.  L’8 maggio proiezione didattica a Roma presso il Liceo Maria Montessori di via Livenza.

“Senza Rossetto” è un progetto in divenire, interessato ad accogliere nuove testimonianze e prevede la costruzione di un archivio delle registrazioni originali, con percorsi di accesso e navigazione tematici per la pubblicazione online.
Ciascun singolo incontro è descritto in una scheda d’archivio specifica ricca di metadati: la data della registrazione dell’intervista, gli autori dell’intervista, i nomi dell’operatore, del montatore; ciascuna intervista è descritta analiticamente in singoli segmenti, frammenti di racconto che potranno essere acceduti per temi, parole chiave, luoghi. A ciascuna scheda – intervista è collegata una scheda anagrafica della persona intervistata, corredata del documento di liberatoria, e di eventuali immagini o testi, riguardanti l’intervistata, messi a disposizione durante o dopo l’incontro.
L’archivio sarà presentato durante l’incontro.

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

Bentornato Presidente!

Ogni tanto tornano. E stavolta per fortuna. Il nuovo film con Claudio Bisio protagonista, l’ho trovato di certo migliore del precedente “Benvenuto Presidente”. Molto veritiero, ispirato alla nuova politica del dialogo tra le parti, del compromesso (la politica non è questo?) ma che spesso compromesso non è, assomigliando un po’ allo scontro titanico, alla voglia di fare a botte fino a quando non è ora della merenda per la quale tutti si diventa buoni, per tornare a quasi azzuffarsi, o forse no, di certo influenzati dai sondaggi, le app, il parere espresso, nel senso di rapido più di un caffè (e talvolta ahimè -ahimè davvero dato che sono un’amante dei viaggi in treno- dei treni espressi che ho scoperto esistono ancora), la “bolla”. Insomma, davvero un lunghissimo periodo che non dovrebbe nemmeno avere la punteggiatura, in modo da sembrare sul serio un racconto tutto d’un fiato, ma anche clamorosamente svelto: il tempo passa in fretta e i problemi (così sembra alla maggior parte degli italiani, che per questo dimenticano anche di usare il telefonino) sembrano non risolversi mai. Dunque? Dunque serve un Presidente del Consiglio super partes, per tutti (nel film) abbastanza tonto da non fare ombra (l’ombra in politica, si sa, è peggio di un cazzotto in faccia), ma abbastanza capace per mettere d’accordo tutti (ergo i due “premier” che si sentono sempre in pectore). Bisio ha dichiarato in un’intervista che il film è stato ispirato dalla realtà italiana di qualche tempo fa, quando si doveva scegliere e decidere il nome del capo del Governo e poi è uscito dal cappello a cilindro il bravo Conte. Nel film “Bentornato Presidente!” nelle sale dallo scorso 28 marzo con già ottimi risultati al botteghino (terzo in classifica con un indice di gradimento superiore al 70 per cento), si vedono “caricature” divertenti, bonarie e azzeccate di Di Maio, Salvini, Renzi, Mattarella, tra gli altri. Il film fila via liscio e divertente, meno scontato del precedente, ma sempre in grado di fare ridere e sorridere, non soltanto quando evidentemente fa il verso ai politici, come da antica usanza che ha originato la satira, ma anche quando il presidente del Consiglio trovato nella pellicola, l’ex Presidente della Repubblica Giuseppe Garibaldi, trova l’unica, vera, geniale soluzione ai problemi dell’Italia. Bisogna pagare le tasse. Bellissimo quando si vedono i risultati di ciò che comporta l’evasione o il mancato versamento dei tributi, e forse solo un film può fare veramente riflettere su questo. Così come le parole di Bisio/Garibaldi che non fanno altro che ripetere la realtà che conosciamo molto bene: solo quando lo vogliono gli Italiani lavorano insieme e sono bravi, bravissimi, sorprendenti a trovare una soluzione ai loro mali. Non reggono i sondaggi, la “bolla”, le fake news: gli Italiani devono volere smettere di girare intorno ai problemi e darsi davvero da fare. Con l’estro e la genialità che ci sono propri. Non servono i confronti con l’estero, prendere esempio dagli altri. Quando il Paese Italia si ricorda di essere Paese, sbaraglia tutti. Questo il messaggio: giusto, condivisibile e per questo anche risibile (tanto ridiamo di noi stessi); per questo le “caricature” dei politici ricalcano i vari tipi di italiano che cerca di scaricare la colpa su qualcun altro, che elegge qualcun altro con il quale prendersela, ma che alla fine si deve rendere conto che è sempre lui/lei a doverci mettere motivazione, lavoro, il classico tirare su le maniche e smetterla di lamentarsi. Il film prende in giro anche la mitica, oscura “rete” e ancora quasi ciascuno di noi alle prese con i vari whatsapp o social. Deride e riflette su chi vuole (nella sceneggiatura) risolvere il problema del leader di un movimento politico creandone ben 54, così tutti e 54 i proponenti un’idea saranno premier. Insomma, una risata unica sull’Italia di tutti i giorni e davvero ce n’era bisogno. Soprattutto quando la lezione la dà una bambina di otto anni che si chiama Guevara, la figlia di Giuseppe Garibaldi e Janis.

Per la regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, accanto a Claudio Bisio troviamo la brava Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Guglielmo Poggi.

Nelle sale cinematografiche.

 

Alessia Biasiolo