Prendila come viene. Al cinema

 Per chi si aspetta di andare al cinema e vedere la stessa verve comicissima e, allo stesso tempo, profonda e commovente di “Quasi amici”, il nuovo film dei registi francesi Eric Toledano e Olivier Nakache è decisamente diverso. Infatti, le risate non sono proprio così catastroficamente travolgenti e il film non racconta nulla di nuovo.

Un matrimonio. Di quelli che sembrano su misura per la maggior parte delle persone, se non tutte, sia dal vivo che nei sogni. Una sposina sognante che, anche se si trova al ricevimento nuziale, forse ripensa al collega insegnante di liceo di cui aveva perso le tracce tempo prima, ma che ora è cameriere improvvisato proprio al suo ricevimento e solo perché il wedding planner è suo cognato, altrimenti figurati se si sarebbe scomodato a levarsi il pigiama e ad uscire, magari per cercare un lavoro.

Uno sposo che, perdutamente innamorato della mamma, non ha pensieri e occhi che per lei e, mentre immagina la perfezione del suo matrimonio, la pensa da solo, senza contare che esiste anche la sposa. La quale interviene nella questione organizzativa soltanto alla fine, salvando il salvabile di una situazione davvero impossibile.

Fantasia? Ma a chi non è capitato di trovarsi ad un pranzo nuziale con qualche scroccone che trangugia il buffet come se fosse il suo ultimo pasto (in questo caso, non un imbucato, ma addirittura il fotografo ufficiale dell’evento, personaggio quasi polverizzato dalle decine di telefoni cellulari con camera che, ormai, tendono a rendere i fotografi professionisti degli elementi archeologici). A chi non è capitato almeno uno dei due della neo coppia scoppiato? Qui, inutile sottolinearlo, è lo sposo al quale non va bene nulla, se non il suo chilometrico, inutile, pesantissimo discorso che tutti ascoltano (anche la madre sognante per il suo “bambino”) soltanto perché costretti. Per poi ritrovarselo uomo volante in un orribile, ma allo stesso tempo romantico, sogno sulle teste degli astanti.

E per chi si occupa di ristorazione, può non essere successo che tutta la carne sia andata a male? Che non ci sia da mangiare per il personale? Che il personale litighi furiosamente e che ci siano degli incompetenti, concentrati solo sull’arrotondamento dello stipendio? Possibile che gli extra di un catering siano tutti in regola? E altrettanto possibile che arrivi un fantomatico controllo fiscale/sanitario?

Non è davvero possibile ritrovarsi in un bellissima villa settecentesca dove, però, l’impianto elettrico non regge il sovraccarico e, se si cucinano i cibi, non si può ascoltare la musica? E non è possibile che il musicista dia forfait e che debba essere sostituito con un “fuori programma”?

Qui, in “C’est la vie-Prendila come viene” succede tutto insieme.

E non resta che “adattarsi”, mantra che Max, il wedding planner (Jean-Pierre Bacri) non fa altro che ripetere, come per convincere se stesso. Quel sé che, mentre organizza la festa meravigliosa per gli altri, vede in rovina il suo stesso matrimonio, ma forse anche la sua storia d’amore con l’amante-collega di sempre. I telefonini la fanno da padrone, ma non per le fotografie o i selfie, invece per cercare di comunicare con la propria donna, cercare di farsi capire, oppure cercare di modernizzarsi e utilizzarli come geolocalizzatori per trovare l’amore di nuovo, oppure una “boccata d’aria fresca”.

Vizi e virtù della piccolo-media borghesia, ridicolizzazione dell’apparenza della quale vengono sottolineati i risvolti dolci-amari.

E la sottolineatura di come persone di altri luoghi e di altre abitudini si integrino facendosi un’idea degli abitanti del Paese ospite che, forse, non corrisponde proprio a quello che si vorrebbe, ma che può essere un punto di partenza per comprendere e comprendersi meglio, finendo per aiutarsi l’un l’altro, come ciascuno sa fare e può insegnare a fare.

Un film ben fatto, che si fa vedere come commedia degli errori e, come al solito, delicato modo di ridersi addosso perché, come Toledano e Nakache hanno già avuto modo di insegnarci, la vita è molto più complessa di come la vediamo, ma non resta che prenderla poco sul serio.

Da vedere.

 

Alessia Biasiolo

 

 

Verona Mountain Festival

Con 9 film in concorso scelti tra gli oltre 120 giunti da 14 nazioni del mondo, 11 film fuori concorso, 15 fotografie in gara e 8 momenti collaterali, torna il “Verona Mountain Festival”, rassegna completamente gratuita che, dal 20 al 24 febbraio, farà di Verona la capitale del cinema dedicato all’alpinismo.
Giunto alla terza edizione, il primo festival del Veneto dedicato alla montagna, all’alpinismo e agli sport d’alta quota, è promosso dall’Associazione Montagna Italia insieme alle sezioni del Club Alpino Italiano di Verona, San Bonifacio, Legnago e Caprino Veronese, il Gruppo Escursionistico Alpino Cai Zevio e il Gruppo Alpino Scaligero Verona, in collaborazione con il Comune, Agsm, Atv, Fondazione Giorgio Zanotto, Funivie Malcesine – Molte Baldo e Banco Popolare di Verona.

La rassegna è stata presentata a palazzo Barbieri dall’assessore allo Sport e Tempo libero, insieme ai presidenti del Festival Roberto Gualdi e del CAI Verona Alessandro Camagna. Presenti il segretario di Fondazione Giorgio Zanotto Alberto Motta, il maestro del Coro Scaligero dell’Alpe del Cai Verona Matteo Bogoni e i professori dell’Università Marta Ugolini e Matteo Nicolini.
L’assessore alo Sport ha sottolineato l’unicità della rassegna, che si aggiunge ai molteplici appuntamenti che mirano a promuovere e valorizzare il turismo sportivo e culturale cittadino. Inoltre, dopo aver ringraziato gli organizzatori dell’evento, ha messo in rilievo l’originalità del connubio cinema-montagna, da cui fuoriescono ogni anno risultati sorprendenti e di grande interesse per il pubblico proveniente da tutto il mondo.

Questi i film in concorso, selezionati tra oltre 120 film pervenuti, che saranno proiettati all’auditorium della Gran Guardia: martedì 20 febbraio “Trans Limes” di Paolo Cirelli e Daniele Nardi (Italia 2017), “Tupendeo – One Mountain” di Robert Steiner (Svizzera 2016); mercoledì 21 febbraio “Hansjörg Auer – No turning back” di Damiano Levati (Italia 2017), “L’isola a pedali” di Eric Tornaghi (Italia 2017), “Limite” di Giorgio Tomasi (Italia 2017); giovedì 22 febbraio “Mont Aiguille mon amour” di Laurent Crestan (Francia 2017), “Oltre il confine – Storia di Ettore Castiglioni” di Federico Massa e Andrea Azzetti (Italia/Svizzera 2017); venerdì 23 febbraio “K2 Une journée particulière” di François Damilano (Francia 2017 e “Testigos petreos” di Jacobo Muñoz (Spagna 2016).

Durante la manifestazione, attraverso la collaborazione del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai, saranno inoltre proiettati undici film fuori concorso. Molteplici sono, inoltre, le attività collaterali all’evento, tra cui “Montagna cosa mi racconti?”, pomeriggio di proiezioni di film fori concorso al Polo Zanotto, in collaborazione con l’Università di Verona – Commissione Sostenibilità.
Ad aprire il Festival, come da tradizione, sarà l’esibizione del Coro Scaligero dell’Alpe del Cai di Verona. A chiuderlo, sabato 24 febbraio, la proiezione delle immagini del concorso fotografico promosso da Fondazione Giorgio Zanotto e, a seguire, la proclamazione delle opere cinematografiche e fotografiche migliori.

Nel frattempo, sabato 17 febbraio, dalle ore 16, nella sala convegni della Gran Guardia, il Verona Film Festival rende omaggio ai gemelli veronesi Fabio e Mario Garriba con un’intera giornata di proiezioni delle pellicole che li vedono protagonisti in veste di attori, ma anche registi e sceneggiatori.

L’evento, realizzato dal Comune di Verona in collaborazione con l’associazione culturale EXP, la Cineteca Nazionale del Centro sperimentale di cinematografia di Roma e il sostegno di Agsm, offre una panoramica della carriera dei fratelli Garriba, tra film d’autore e alcune delle produzioni che contribuirono a renderli figure centrali della scena cinematografica italiana degli anni settanta.

Le proiezioni inizieranno alle 16 con “Porcile”, regia di Pier Paolo Pasolini; seguiranno alle 18 “Sbatti il mostro in prima pagina”, regia di Marco Bellocchio; dalle 21 in poi “I parenti tutti”, regia di Fabio Garriba; “Voce del verbo morire”, regia di Mario Garriba; “In punto di morte”, regia e sceneggiatura di Mario Garriba e Pardo d’Oro all’opera prima al Festival del cinema di Locarno nel 1971.

Ad introdurre la rassegna cinematografica sarà Fabio Norcini, giornalista e storico collaboratore dei fratelli Garriba, dei quali curò la monografia nel 2016.
L’ingresso, gratuito fino ad esaurimento dei posti, è riservato ai maggiori di 14 anni.
Roberto Bolis

Roma Tre Film Festival

Un festival ricco di eventi, tra cui mostra dedicata a Marco Ferreri e un omaggio a Claudio Caligari. Tra gli ospiti illustri Lina Wertmüller, Piera Degli Esposti, Roberto Faenza, Edoardo De Angelis, Pippo Delbono e Paolo Genovese, Francesco Munzi.

Dal 9 al 14 maggio

Teatro Palladium – Università Roma Tre

Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma

Ingresso libero

Compie dodici anni il Roma Tre Film Festival e li celebra, dal 9 al 14 maggio 2017, con un programma ricco di spunti e riflessioni culturali all’interno del Teatro Palladium, prestigiosa sede dell’Università Roma Tre.

Nato come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, questa rassegna, ideata e diretta da Vito Zagarrio, si è gradualmente evoluta e, crescendo, ha conquistato da qualche anno un proprio spazio diventando “il festival di Roma Tre” nel luogo della Garbatella gestito dall’Ateneo. Da manifestazione per gli studenti si è trasformata in un evento aperto a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, ma anche ad autori di varie generazioni che in qualche modo hanno a che fare con la formazione e con l’educazione all’immagine.

Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità. E anche in questa edizione il Roma Tre Film Festival rappresenta una manifestazione sinergica tra cinema, televisione, video e arti elettroniche, teatro, musica e mass media, interagendo anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura, attraverso proiezioni, anteprime e dibattiti alla presenza di studiosi nazionali ed europei, addetti ai lavori, operatori del settore e studenti delle discipline audiovisive. Si parte martedì 9 maggio alle 15.00 con l’anteprima del documentario In guerra senza uccidere di Ornella Grassi; poi una serie di eventi dedicati al regista Marco Ferreri nel ventennale della sua scomparsa a cominciare dalla mostra, allestita nel foyer del teatro, curata da Mario Canale e Stefania Parigi, le proiezioni de L’uomo che venne dal futuro di Mario Canale e di Storia di Piera dello stesso Ferreri, alla presenza di Piera degli Esposti, e una tavola rotonda. In tale ambito sarà inoltre consegnato il Premio Giulio Cesare Castello e presentato il CRISCI (Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cinema Italiano).

Mercoledì 10 maggio, il Teatro Palladium ospita la proiezione del film L’œil du cyclone di Sékou Traoré del Burkina Faso, film sostenuto dalla Cinémathèque Afrique e vincitore del Francofilm-festival del film francofono 2017, di cui parleranno alcuni esperti del settore: un evento realizzato in collaborazione con l’Institut Français-Centre Saint-Louis.

seguire, la proiezione de La ragazza del mondo di Marco Danieli, (Premio David di Donatello Opera Prima) e un doppio approfondimento sulle musiche del cinema con l’omaggio a Non essere cattivo di Claudio Caligari, con musiche composte ed interpretate dal vivo da Paolo Vivaldi e il suo ensemble – special guest l’attrice Roberta Mattei – e il concerto su V.i.t.r.i.o.l e il cinema animato di Simone Massi.

Giovedì 11 maggio evento speciale organizzato dalla Rai-Direzione Qualità e pianificazione con la presentazione de “Le nuove tecnologie 4K HDR”: con l’installazione di speciali monitor, saranno illustrate le nuove frontiere dell’alta definizione. A seguire: proiezione del docufilm Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano con la partecipazione in sala di Lina Wertmüller, Antonio Tozzi e Valerio Ruiz. A seguire, la presentazione del film collettivo Fuoricampo, come esempio di Cinema del Reale prodotto dai Master di Roma Tre. Alle 17.00 masterclass su “La nuova legge cinema” (a cura di Silvana Leonardi) che vedrà intervenire autorevoli esponenti come Nicola Borrelli (Direttore Cinema Mibact), Gianni Celata (Roma Tre) e Massimo Galimberti (“Kino”). In questa prospettiva si tiene poi un workshop su produzione e distribuzione del cinema indipendente, curato da Giacomo Martini, alla presenza di numerosi operatori del settore.

Venerdì 12 maggio si apre con i corti dei corsi di Filmmaking dell’anno accademico 2016-2017 e il tradizionale Concorso Carta Bianca DAMS con la proiezione dei lavori in concorso presentati dai giovani filmaker. La fotografia nei film di Quentin Tarantino a partire da Sergio Leone è il titolo di un’interessante masterclass tenuta da Patrizia Genovesi che precederà l’incontro con il regista Edoardo De Angelis e il produttore Pierpaolo Verga in una serata in collaborazione col Centro Culturale di Cinema “Kino”, in cui avrà luogo la proiezione di Indivisibili di Edoardo De Angelis.  Sabato 13 maggio continuano le proiezioni dei corti in concorso e, nel pomeriggio, si tiene un evento speciale sulla violenza alle donne, rappresentata dal film Dentro di Andrés Alce Maldonado e da una tavola rotonda coordinata dalla produttrice Sibilla Barbieri sul delicato tema del rapporto tra vittime e carnefici. Alle 20.45 incontro con Roberto Faenza e col suo cinema “di impegno”, in occasione della proiezione del suo film Forza Italia. L’appuntamento, a cura di Christian Uva, completerà una giornata di studi dedicata al ’77 nel quarantennale della morte di Giorgiana Masi.  Domenica 14 maggio, giornata conclusiva del Roma Tre Film Festival: molto attesa è la masterclass “Un perfetto conosciuto” tenuta da Paolo Genovese, (il regista di Perfetti sconosciuti); poi un’intensa tavola rotonda e l’anteprima romana del coraggioso film Vangelo di Pippo Delbono (Premio Speciale Regia ai Nastri d’Argento 2017), dove gli apostoli sono interpretati dai migranti. La serata, a cui prenderanno parte anche alcuni profughi ospiti presso il centro d’accoglienza “Mediterraneo”, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Delbono e della cantante Petra Magoni, autori di un saluto musicale appositamente interpretato per il festival: a loro verrà anche consegnato il Premio Palladium in collaborazione con l’Università “Kore” di Enna. La manifestazione si concluderà con la premiazione dei vincitori del Concorso Carta Bianca DAMS e l’assegnazione del premio del pubblico, con conseguente proiezione del corto vincitore.

ROMA TRE FILM FESTIVAL – IL PROGRAMMA

MARTEDI’ 09/05/2017

15.00 Anteprima romana del documentario In guerra senza uccidere (2012,90′) di Ornella Grassi. Partecipano la regista e Nietta La Scala (Rai Storia).    16.45 Evento in omaggio a Marco Ferreri (a cura di Stefania Parigi, in occasione del ventennale della morte del regista). Marco Ferreri, il regista che venne dal futuro di Mario Canale (2007, 90’). Partecipa il regista.

18.15 Tavola rotonda su Marco Ferreri: Partecipano Mario Canale, Alessandro Canadè, Roberto De Gaetano, Piero Spila, Flavio De Bernardinis, Bruno Roberti, Adriano Aprà, Stefania Parigi.  20.45 Consegna del “Premio Giulio Cesare Castello”, alla presenza di Raimondo Guarino, Stefania Parigi e Christian Uva. A seguire: presentazione del CRISCI (Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cinema Italiano). Partecipano Stefania Parigi e Christian Uva. A seguire: Storia di Piera di Marco Ferreri (1983), in pellicola. In collaborazione con Cineteca Nazionale/CSC). Alla presenza di Piera degli Esposti.

MERCOLEDI’ 10/05/2017

15.00 Evento speciale in collaborazione con Institut Français-Centre Saint-Louis, con il sostegno della Cinémathèque Afrique: L’œil du cyclone di Sékou Traoré – Burkina Faso (film vincitore del festival francofono 2017) Partecipano: Nolwenn Delisle (Institut Français), Romano Milani (SNGCI), Ginella Vocca (Medfilmfest), Christian Carmosino (CPA Roma Tre), Leonardo De Franceschi (Roma Tre).

18.00 La ragazza del mondo (2016,101′) di Marco Danieli (Premio David di Donatello Opera Prima), alla presenza del regista e dello sceneggiatore Antonio Manca.    20.45 Serata Musica & Film Presenta la serata Luca Aversano, coordinatore Corso di Laurea DAMS.  Omaggio a Claudio Caligari: le musiche di Non essere cattivo di Claudio Caligari (2015,100′), con Paolo Vivaldi e il suo ensemble. Partecipa l’attrice Roberta Mattei. a seguire: V.i.t.r.i.o.l e il cinema animato di Simone Massi, concerto di Giacomo Ancillotto, Marco Cerri Ciommei e Carmine Iuvone

GIOVEDI’ 11/05/2017

11.00 “Le nuove tecnologie 4K HDR” : Evento speciale organizzato dalla Rai-Direzione Qualità e pianificazione. A cura di Christian Uva e Vito Zagarrio. Introduce Luigi Rocchi (Direttore Rai Qualità e Pianificazione). A seguire: proiezione del docufilm Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano di Lina Wertmüller E’ prevista la presenza della regista. Interverranno: Valerio Ruiz (aiuto regista di Lina Wertmüller) e Antonio Tozzi (Produttore Yanez Film).

15.00 Corti fuori concorso AMR. Storia di un riscatto di Maria Laura Moraci, 27’ Che cos’è il cinema di Aliashgar Behboodi, 30’    16.00 Cinema del Reale: Selezione scene da Fuoricampo (2017) del collettivo Melkanaa, film prodotto dal Centro Produzione Audiovisivi di Roma Tre, nell’ambito del Master “Cinema del Reale” 2017. Partecipano gli allievi del Master e il coordinatore Christian Carmosino.

17.00 Master Class “La nuova legge cinema” (a cura di Silvana Leonardi): incontro con Nicola Borrelli (Mibact), Gianni Celata (Roma Tre), Massimo Galimberti (Kino). A seguire: Workshop sulla produzione sulla distribuzione del cinema indipendente (a cura di Giacomo Martini). Partecipano: Gianluca Arcopinto, Roberto Roversi (presidente UCCA), Domenico Di Noia (presidente FICE), Marina Marzotto (presidente AGPCI), Mario Perchiassi (CNA), Elda Ferri  e Enzo Porcelli.

21.00 Assalto al cielo di Francesco Munzi (2016, 72’) A seguire: incontro con Francesco Munzi

VENERDI’ 12/05/2017

15.00 Concorso “Carta bianca Dams” : Michele Greco, Natalie Tommaso Giacomin, Malaga  Federica Salvatori, Fiori di carta Luca Metodo, Frame  Daniele Paesano, Selezione naturale

17.00 Corti dei corsi di “Filmmaking a.a. 2016-2017” (a cura di Antonio Di Trapani e Francesco Crispino): Nero di Alessio D’Ippolito, 3’ Strade sbagliate (regia collettiva), 3’ La regina dei colori (regia collettiva) 3’ Notre Dame des vents (di Bruno Unbekannt) 9’ Depth (regia collettiva) 5’ Partecipano Gabriella Gallozzi (BookCiak) e Stefano Martina (Festival Arcipelago)

18.00 La fotografia nei film di Quentin Tarantino a partire da Sergio Leone: Master class di Patrizia Genovesi a cura della Libera Università del Cinema. a seguire: Corti prodotti dalla Libera Università del Cinema Uno scatto d’autore di Consuelo Pascali, 5’25” (vincitore del premio Canon per la sezione documentari 2016) Pillole di cinema (regia collettiva), 10’

20.45 Incontro con Edoardo De Angelis e il produttore Pierpaolo Verga: Serata in collaborazione col “Kino”. Modera Massimo Galimberti. A seguire:  Indivisibili (2016,100′) di Edoardo De Angelis

SABATO 13/05/2017  15.00 Concorso “Carta bianca Dams” : Maurizio Ravallese, La terra degli sconfitti Giovanni Dota, Tutto quello che non ci siamo detti Duccio Brunetti, Mi vedrai correre Carlo Galbiati, Flow – Guerra non cerco pace non sopporto  Maria Milusha, Vieni da me

17.00 Cinema è donna: Dentro (2016,93′) di Andrès Arce Maldonado. Partecipano la produttrice Sibilla Barbieri e Paola Columba. A seguire: tavola rotonda sul rapporto tra vittime e carnefici. Partecipano: Oria Gargano (Presidente BeFree); Dott. Andrea Bernetti (Presidente CAM); Avv. Carmen Posillipo (SOS diritti); Letizia Bonelli (AP-SIMP); Paola Migneco (Attrice e Autrice della sceneggiatura di Dentro); Paola Columba (Filmmaker); Sibilla Barbieri (La Siliàn)

20.45 Incontro con Roberto Faenza: riflessioni sul cinema italiano e sul cinema politico. Dibattito sul ’77 nel quarantennale della morte di Giorgiana Masi, 12 maggio ’77 (a cura di Christian Uva). Partecipa Nicola Rafele Ravera (scrittore). A seguire: Forza Italia (1977, 88’) di Roberto Faenza.

DOMENICA 14/05/2017

15.00 Concorso “Carta bianca Dams” : Matteo Russo, Storia di una donna che ama(va) suo figlio Antonio La Camera, Il sogno del vecchio Gino Caron, Le nostre cose importanti Johnny Carrano, Black Lips Gianfranco Antacido, Natività Vincenzo Mauro, Se Steve Jobs fosse nato a Napoli Veronica Polacco, Anna, io Matteo Fumagalli, Gender Theory

17.00 “Un perfetto conosciuto” : Master class di Paolo Genovese.

19.00 “Immagine, musica e teatro: veicoli d’integrazione” : Tavola rotonda sul film Vangelo (a cura di Andrea Rabbito – Università Kore di Enna). Partecipano: Pippo Delbono, Petra Magoni, Massimo Bray (Direttore generale della Treccani) Andrea Carlino (Università di Ginevra), Anna Di Stasio (Sostituto Procuratore Tribunale per i minorenni di Roma) Andrea F. Ravenda (Università di Messina).

20.45 Serata finale Incontro con Pippo Delbono. In collaborazione con l’Università “Kore” di Enna. Partecipa Andrea Rabbito. Premio Palladium a Pippo Delbono e Petra Magoni Saluto musicale di Pippo Delbono e Petra Magoni Vangelo di Pippo Delbono (2016, 85’). Proiezione del trailer del film Fuoricampo, del collettivo Melkanaa. Partecipano alcuni dei protagonisti e Fred Kuwornu (Regista) A seguire: Premiazione “Carta bianca Dams” e premio del pubblico. Proiezione dei corti vincitori.

 

Elisabetta Castiglioni

“Famiglia all’improvviso. Istruzioni non incluse” sbanca al cinema

È uscito nelle sale cinematografiche italiane proprio nel week end delle elezioni presidenziali francesi, il film “Demain tout commence”, in italiano diventato “Famiglia all’improvviso. Istruzioni non incluse”, già campione d’incassi in Italia, con quasi un milione e mezzo di euro.

Amatissimo in Europa per l’interpretazione del badante in “Quasi amici”, l’attore protagonista Omar Sy, puoi recatosi negli Stati Uniti, torna alla commedia che è brillante e amara allo stesso tempo, lasciando una bellissima lezione di vita e sottolineando il suo ruolo di padre anche nella vita vera. Il risultato è apprezzatissimo dal pubblico, che non si lascia fuorviare dall’idea di doversi fare un sacco di risate che finiscono anche in qualche lacrima. Nel film c’è tutto. L’attore francese che prorompe con il suo sorriso e la sua fisicità nei panni di Samuel; una bambina che è bella a tre mesi, poi diventa la bella e brava Gloria Colston, la figlia Gloria di otto anni di Samuel. Una madre che il pubblico vive ben presto come vittima e poi come snaturata e terribilmente da odiare (Clémence Poésy) che, dopo aver avuto un’avventura di una notte con il bel Samuel, spesso intrattenitore di belle signore al mare cristallino della Costa Azzurra, torna per lasciargli una figlia che non può allevare. E lo pianta in asso, andandosene in taxi. Alla fine tornerà nella vita dei due con un nuovo fidanzato, interpretato da Ashley Walters. La situazione è paradossale e molto naturale allo stesso tempo, tanto che non è difficile viverla in sala come verosimile. Se non che all’inizio Samuel, che appare subito come più scaltro che bello, lascia la sua vita per rincorrere la madre della bambina, Christine, a Londra dove non la trova. Perde il lavoro, perde il portafogli e il passaporto, non ha soldi, ma la vita ha in serbo per lui un francese che vive nella City da quindici anni e gli trova un lavoro come fantastico stuntman. Pagatissimo, bravissimo, controfigura di attori famosi, si fa una posizione e ha abbastanza soldi per creare per la sua bambina una casa dei sogni, tutta giocattoli e ninnoli, con un divano a forma di gigantesco elefante. Quale figlia non vorrebbe un papà così, che se la porta sul set, che le fa conoscere il jet set internazionale, che la tiene a casa da scuola e la porta sempre in giro, soprattutto al Luna Park? Insomma, Samuel diventa il migliore padre del mondo, accattivante, simpatico, amato da tutti, tranne forse che dalle sue donne che sono sempre “due” rispetto alla figlia.

Nella vita, però, si deve a volte mentire per non fare soffrire gli altri, coloro a cui si vuole bene, e Samuel si finge anche mamma per far sì che sua figlia viva con il senso di una madre fantastica, addirittura agente segreto, che non può stare con lei perché sempre in missione. Alla fine tutto si rompe: le bugie vengono a galla, la madre torna e scopre di avere una figlia fantastica; si ritrova una vita che è vero, non le appartiene, ma non l’ha nemmeno fatta sembrare il mostro che si sente e che appare agli occhi di tutti gli spettatori. Il film smette di essere una bella favola, dove tutto fila liscio, e si complica, sottolineando l’impotenza degli uomini di fronte ad una paternità imprevista e non voluta. Mette il dito nella piaga dell’affidamento, della difficoltà di allevare una figlia da soli, contro i frequenti pregiudizi di un padre che da solo non può allevare i suoi bambini. La delicatezza dei tratti di Omar Sy quando il primissimo piano indugia su di lui che tace di fronte a ciò che a tutti appare come una grande ingiustizia, pone l’accento sul bene che si può voleva a qualcuno, fino a quando si diventa padri davvero perché si sacrifica tutto il proprio essere per dare la vita ad un altro nel modo migliore.

Il regista Hugo Gélin, che ha curato anche la sceneggiatura con Mathieu Oullion, adatta una storia messicana e la rende davvero una fiaba. Certo, tutto sdolcinato e infine improbabile, ma il taglio umano che viene dato ad un uomo ragazzino che non vuole crescere e che, invece, sa diventare padre crescendo una bambina senza neanche sapere da che parte cominciare, porta a riflettere su come la vita ci spinge a cambiare e su come si può, anche, evitare di piangersi addosso. L’improbabilità di molti aneddoti e di molte scene, riporta alla vita vera, capace di talmente tanti cambiamenti e colpi di scena che a volte raccontarli in un film lo farebbe apparire inverosimile appunto. Il genere commedia permette proprio questo, i buoni propositi e molti significati. Il senso della paternità; la capacità di trovare una formula per restare bambini pur crescendo; la capacità di trasmettere ai figli gli insegnamenti dei padri; ma anche la capacità di rinunciare ad uno stile di vita normale per la propria figlia, inventandosi un personaggio che rispetti la propria indole, ma che si proietti fuori da sé per cercare di dare il meglio a quell’imprevisto che è la paternità appunto. A questo si aggiunge il molto ben interpretato ruolo di Antoine Bertrand, produttore di Samuel e amico di famiglia, secondo padre per la piccola. Anche in questo caso, gli approfondimenti possibili sono molti, dato che l’uomo è gay e vive la paternità attraverso quella dell’amico. Siamo davanti ad un film che sembra quando si racconta la propria vita a qualcuno che non si vede da tanti anni: il racconto è già del come va a fine e tutto sembra una fiaba davvero, soltanto perché l’incedere dei giorni diventa una sintesi di poche ore. Intenso, bello, divertente e allo stesso tempo capace di non fare presagire come andrà a finire, con un attore che sa riempire la scena non soltanto con la sua prestanza fisica. I caratteristi hanno scelto bene le parti e tutto scorre via per due ore di respiro e di senso di pienezza.

Bello.

(foto ufficiali del film, da pubblicità stampa)

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

Cinemadivino: i film si degustano in cantina

MAT_3061b1-cinemadivinoL’idea è originale: portare il cinema direttamente nelle cantine e nelle aie delle aziende vinicole. L’obiettivo: valorizzare il territorio e i prodotti enogastronomici tipici di alcune delle più importanti aree enologiche d’Italia portando gli appassionati di vino, ma anche di cinema, direttamente in cantina; far conoscere il lavoro dei produttori attraverso i loro racconti, la loro storia e la loro passione; diffondere la cultura del bere bene e della convivialità.

Questo in sintesi “Cinemadivino – I grandi film si gustano in cantina”: la rassegna cinematografica itinerante che porterà il grande schermo direttamente nei luoghi dove nasce e si produce il vino. Dopo le anteprime di giugno in Emilia Romagna – dove la rassegna è stata ideata ed è nata oramai 13 anni or sono – per tutto luglio, agosto e fino ai primi di settembre si snoderà un intenso calendario di appuntamenti in diverse regioni d’Italia (da Nord a Sud): Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia oltre ovviamente l’Emilia Romagna. In totale saranno oltre 90 serate. Tutto il programma, in continuo aggiornamento, su www.cinemadivino.net.

“Cinemadivino” NON è una “semplice” rassegna cinematografica. “Cinemadivino” è convivialità, piacere di stare insieme e soprattutto scoperta del territorio, di alcune sue eccellenze enogastronomiche, a partire ovviamente dal vino, e di quelle persone che con impegno e dedizione tengono alto il nome dell’enologia locale, e non solo. Infatti, la formula vincente di “Cinemadivino” è quella di presentare sul grande schermo i film sorseggiando un calice di vino e gustando alcuni piatti tipici. Piatti preparati nello spazio gastronomico gestito direttamente dalle aziende, oppure proposti dal “Food Truck” di Cinemadivino: il furgone viaggiante che poterà nelle cantine i piatti pensati in collaborazione con importanti chef per uno “street food” di qualità.

Con un calice di buon vino in mano, sotto un cielo stellato e con i vigneti a fare da sfondo, gli spettatori non assisteranno “solamente” a un film – selezionati principalmente fra quelli più interessanti dell’ultima stagione, come “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, “Woman in Gold” di Simon Curtis e “Dio esiste e vive a Bruxelles” di Jaco Van Dormael, anche se non mancheranno alcuni capolavori come “La Famiglia” di Ettore Scola ancora in 35 mm, pellicole originali come “Fiore del deserto” di Sherry Hormann e “Brooklyn” di John Crowley, e l’immancabile “Sideways” di Alexander Payne per tutti gli amanti del vino – ma vivranno un’esperienza. Perché con Cinemadivino ogni serata è unica: cambiano i protagonisti, cambiano i vini degustati, cambiano i film e naturalmente cambiano gli scenari paesaggistici che connotano la nostra bella Italia.

«Da 13 anni a questa parte Cinemadivino sta portando avanti un viaggio che definire rassegna cinematografica non rende merito alla reale proposta– spiega Carlo Catani, Presidente della Cinemadivino s.r.l. e anima della rassegna assieme ai tanti produttori coinvolti – Cinemadivino, infatti, realizza una vera e propria azione di marketing territoriale attraverso la sua capacità di far conoscere produttori, vini, eccellenze gastronomiche, territori e contribuisce a diffondere la cultura del bere bene. Questo non solo nelle cantine, ma anche in altre straordinarie realtà produttive come il Consorzio del Parmigiano Reggiano, i Musei e alcune location in cui si ripropone la magia dei Drive-in sempre in abbinamento al vino».

Le aziende saranno pronte a ospitare gli spettatori dalle ore 19.30 con le degustazioni, mentre dalle ore 20 sarà possibile effettuare anche una visita guidata delle cantine. L’inizio delle proiezioni è fissato verso le 21.30 e i film saranno anticipati dalla proiezione di un cortometraggio (con prevalente tema enogastronomico). Per chi lo desidera, dalle 19.30 è anche possibile cenare in cantina. Il costo del biglietto d’ingresso è di 12 euro intero e comprende la visione del film, la visita guidata alla cantina e l’assaggio di 3 calici di vino in degustazione.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 366 5925251.

 

Pierluigi Papi

“La sposa bambina” nelle sale cinematografiche

Da giovedì scorso, 12 maggio, è  nelle sale italiane il film “La sposa bambina”, di Khadija al-Salami (Yemen 2014), distribuito da Barter Entertainment e patrocinato da Amnesty International Italia. Il film ricostruisce la storia vera di Nojoud, una bambina yemenita che, a soli 10 anni di età, riesce a convincere un giudice a concederle il divorzio dal marito, che è stata costretta a sposare in un matrimonio forzato e precoce organizzato dalla famiglia. Non esistono statistiche affidabili sui matrimoni forzati e precoci in Yemen perché, soprattutto nelle zone rurali, nascite e matrimoni spesso non vengono registrati correttamente o affatto. Le organizzazioni per i diritti umani ritengono comunque che si tratti di una pratica comune; sono stati registrati addirittura casi che coinvolgono bambine di otto anni. I matrimoni forzati, in particolare quelli che coinvolgono le ragazze in età scolare, sono spesso associati a casi di violenza domestica. I genitori che vivono nelle zone rurali povere danno in sposa le loro figlie in tenera età, perché le considerano un peso economico. Il matrimonio comporta una dote (mahar), destinata alla sposa ma che viene spesso trattenuta in parte o integralmente dal padre. Dare in sposa ragazze giovani è anche considerato un modo per salvaguardare l’”onore” della famiglia, perché garantirebbe un comportamento della ragazza al di sopra di ogni sospetto di atteggiamenti “immorali” e che arrivi vergine al matrimonio. I matrimoni precoci comportano che le ragazze non vadano più a scuola, con conseguente dipendenza economica e sociale dai mariti. Inoltre, sono esposte a complicazioni durante la gravidanza e il parto che, in alcuni casi, provocano lesioni gravi o addirittura la morte. Le donne che rivendicano il diritto di sposare un partner scelto liberamente, contro la volontà delle loro famiglie, rischiano violenza fisica e restrizioni alla libertà di movimento. In alcuni casi, le donne e le ragazze – in particolare quelle che vivono nelle zone rurali, dove i matrimoni precoci sono più diffusi – sono costrette a sposarsi sotto minaccia di violenza. Amnesty International Italia ha dato il patrocinio a “La sposa bambina” per l’elevata qualità artistica del film e nella convinzione che la sua uscita nelle sale spingerà il pubblico ad aderire alla campagna che l’associazione per i diritti umani sta portando avanti per porre fine ai matrimoni forzati e precoci. La campagna di Amnesty International per porre fine ai matrimoni forzati e precoci è iniziata in Burkina Faso nel luglio 2015. Grazie alla visibilità data al problema a livello globale e alla pressione esercitata da tutto il movimento, nel dicembre 2015, il ministero delle donne, solidarietà nazionale e della famiglia ha adottato una strategia nazionale (2016-2025) e un piano d’azione triennale (2016-2018) per prevenire ed eliminare il matrimonio forzato e precoce in Burkina Faso. Il lavoro di sensibilizzazione e mobilitazione dell’associazione non si fermerà fino a quando queste promesse non si trasformeranno in atti concreti in difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze. L’appello contro i matrimoni forzati e precoci in Burkina Faso: http://appelli.amnesty.it/burkina-faso-matrimoni-forzati/

Amnesty International Italia

 

The ‘70s. Una stagione felice del cinema americano

Torna nell’ambito della tradizionale rassegna “I martedì del festival” organizzata dall’Ufficio Cinema del Comune di Verona”, la seconda parte della proposta dedicata al cinema americano degli anni Settanta. La retrospettiva presenta 18 titoli, per un percorso cinematografico in programmazione a partire da venerdì 22 aprile e fino al prossimo 2 maggio, nella sala Convegni della Gran Guardia. La seconda proposta della rassegna “The 70s” affronta in maniera più sistematica il rapporto con i generi classici della tradizione hollywoodiana, riletti, rinnovati e spesso mescolati dal gruppo di giovani cineasti nati negli anni Quaranta e dei loro fratelli di poco maggiori formatisi negli studi televisivi negli anni Cinquanta e Sessanta, che cambiarono radicalmente il modo di fare cinema. Proposti nella rassegna alcuni evergreen accanto a titoli meno conosciuti, che affrontano diversi temi: il dramma politico, l’inconscio, il giornalismo investigativo, la fantapolitica, lo spionaggio e uno dei grandi traumi del cuore profondo dell’America: la guerra del Vietnam.

Tutti i film sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Verona Film Festival, via Leoncino 6 , tel. 045 8005348 – fax 045 593762 – veronafilmfestival@comune.verona.it.

Il programma completo

venerdì 22 aprile

ore 16: “Cabaret” (Cabaret, USA, 1972, 124′) di B. Fosse

ore 18: “Duel” (Duel, USA, 1971, 90′) di S. Spielberg

ore 21: A Wedding (Un matrimonio, USA, 1978, 125′) di R. Altman

sabato 23 aprile

ore 16: “Next Stop, Greenwich Village” (Stop a Greenwich Village, USA, 1976, 111′) di P. Mazursky

ore 18: “The Warriors” (I guerrieri della notte, USA, 1979, 92′) di W. Hill

ore 21: “The Deer Hunter” (Il cacciatore, USA,1978, 183′) di M. Cimino

giovedì 28 aprile

ore 16: “Paper Moon” (Paper Moon, USA, 1973, 102′) di P. Bogdanovich

ore 18: “Three Days of the Condor” (I tre giorni del Condor, USA, 1975, 117′) di S. Pollack

ore 21: “Dog Day Afternoon” (Quel pomeriggio di un giorno da cani, USA, 1975, 130′) di S. Lumet

venerdì 29 aprile

ore 16: “Al that Jazz” (Al thatJazz, USA, 1979, 123′) di B. Fosse

ore 18: “Assault on precint 13” (Distretto 13 – le brigate della morte, USA, 1976, 91′) di J.Carpenter

ore 21: “All the president’s men” (Tutti gli uomini del Presidente, USA, 1976, 138′) di A. J. Pakula

sabato 30 aprile

ore 16: “Deliverance” (Un tranquillo weekend di paura, USA, 1972, 110′) di J. Boorman

ore 18: “Lenny” (Lenny, USA, 1974, 111′) di B. Fosse

ore 21: “The wild bunch” (Il mucchio selvaggio, USA, 1969, 144′) di S. Peckinpah

Lunedì 2 maggio

ore 16: “Five Easy Pieces” (Cinque pezzi facili, USA, 1970, 98′) di B. Rafelson

ore 18: “The beguiled” (La notte brava del soldato Jonathan, USA, 1971, 105′) di D. Siegel

ore 21: “Marathon man” (Il maratoneta, USA, 1976,125′) di J. Schlesinger

 

 

Roberto Bolis