“Accattone” di Pasolini al Nuovo Cinema Aquila a Roma

A 60 anni dalla prima di “Accattone” un omaggio all’opera e a Pier Paolo Pasolini inaugura la rassegna I CINEMA: “SALE” DELLA VITA, iniziativa ideata, promossa e organizzata da Agis con il sostegno di Regione Lazio e in collaborazione con ANEC Lazio. Un progetto che mira a restituire alla sala cinematografica la sua funzione attiva di fruizione e condivisione di passioni ed emozioni.

Martedì 19 ottobre alle ore 18 pressoil Nuovo Cinema Aquila di Roma (Via L’Aquila 66/74), verrà presentata l’intera rassegna da organizzatori, istituzioni e curatori artistici.

A seguire, il giornalista e critico Franco Montini introdurrà la visione del film, opera del 1961 che segnò l’esordio di Pasolini alla regia, considerato la trasposizione cinematografica dei suoi precedenti lavori letterari. A seguire, un incontro con l’attore Massimo Popolizio e il critico Piero Spila per approfondire l’opera pasoliniana dal punto di vista interpretativo e cinematografico. Popolizio ha di recente curato la regia della trasposizione in teatro di “Ragazzi di vita”.

 L’ingresso alla proiezione è di € 5, previa presentazione di Green Pass.

“Accattone” è il soprannome di Vittorio Cataldi, un sottoproletario romano il cui stile di vita è improntato al “sopravvivere” giorno per giorno. Accattone si fa mantenere da una prostituta, Maddalena, “sottratta” a un napoletano finito in carcere. L’uomo evita la vendetta degli amici del carcerato, incolpando Maddalena di tutto e abbandonandola. Maddalena, malmenata senza pietà dagli amici del napoletano, finisce in carcere: anziché i napoletani, ella accusa della violenza una banda di altri ragazzi. Accattone, rimasto senza soldi, conosce la fame. Un giorno incontra Stella, una ragazza ingenua che porta sulla strada della prostituzione. Innamoratosi di Stella, Accattone la toglie dalla strada e si cerca un lavoro onesto, che tuttavia soffre terribilmente: la via verso la “redenzione” è molto breve e così ben presto Accattone torna a rubare. Dopo un piccolo furto s’imbatte nella polizia: nel fuggire Accattone cade in motocicletta e muore, compiendo così il destino che pesa su di lui sin dall’inizio. “Finalmente mi sento bene”, sono le sue ultime parole, con cui si chiude il film.


Elisabetta Castiglioni

Love in the Villa di Netflix girato a Verona

Tornano in città le grandi produzioni cinematografiche. Verona sarà set a cielo aperto del nuovo film Netflix ‘Love in the Villa’. Le riprese inizieranno già la prossima settimana. Da lunedì 27 settembre la troupe, per un mese, si sposterà nei luoghi iconici del centro storico e del territorio scaligero, toccando anche l’aeroporto Catullo e il lago di Garda. Dalla Casa di Giulietta a piazza Erbe, da Ponte Pietra a piazza Bra, scorci e immagini della nostra città faranno il giro del mondo. Tra le mura veronesi è già arrivata Kat Graham, star delle serie tv The Umbrella Academy e The Vampire Diares. La protagonista del film ha percorso la scalinata di Palazzo Barbieri, di rosso vestita. Assieme a lei anche il regista Mark Steven Johnson, i produttori Margret Huddleston, Stephanie Slack e Nicola Rosada. Ad accoglierli e fare gli onori di casa il sindaco Federico Sboarina e l’assessore alla Cultura Francesca Briani, oltre al direttore della Veneto Film Commission Jacopo Chessa

Produttori, regista e protagonista del film con il Sindaco

“Una produzione internazionale che segna il ritorno a Verona dei grandi set cinematografici – ha affermato Sboarina -. L’arrivo di Netflix si innesta nel momento perfetto, tutto sta riprendendo e i turisti stanno tornando. Verona, più di ogni altra città d’arte italiana, in questi mesi ha registrato un incremento altissimo di visitatori. Poter far vedere le nostre bellezze al mondo, ora che tutti sperano di tornare a viaggiare e spostarsi, significa accendere un propulsore potentissimo per l’immagine e l’economia di Verona. Non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi che la città dell’amore sia stata scelta per questa pellicola. Ovviamente i set occuperanno delle zone del centro storico, e ci potrà essere qualche disagio, ma i cittadini saranno sempre informati tempestivamente. Sono certo che i veronesi, vedendo la nostra città sugli schermi del resto del mondo, capiranno anche l’importanza che questa produzione ha per il nostro tessuto economico”.

“L’attrattività di Verona è ai massimi livelli – ha aggiunto Briani -, la città sarà di nuovo presente su una vetrina internazionale. E il pubblico di Netflix potrà conoscere il territorio scaligero, le sue bellezze, storia e monumenti, attraverso le immagini che verranno girate nelle prossime settimane e seguendo i protagonisti di questa storia d’amore. Ringrazio tutti gli uffici comunali che hanno collaborato, gestire una produzione così complessa non è semplice, proprio perché ci sono delle esigenze importanti e perché coinvolgerà i luoghi più frequentati della città”.

“Un progetto di respiro internazionale e contemporaneo che dà risalto alla città di Verona, che ne diventa protagonista – ha detto Chessa -. L’inizio di questa produzione è un’occasione lieta per rinnovare il rapporto tra la Veneto Film Commission, il Comune di Verona e i produttori esecutivi del territorio che come in questo caso hanno fatto da link con piattaforme del settore ormai sempre più presenti e preziose per la varietà di progetti e per la continuità che garantiscono a tutto il settore dell’audiovisivo”. Cariche di entusiasmo le parole di produttori e protagonista del film.

“In questo momento Verona è il mio posto preferito nel mondo – ha raccontato Graham -. E questo film, che ha una sceneggiatura stupenda, è la più bella pellicola della mia carriera. Ho passato molto tempo in Italia e sono davvero felice di girare in questa città, sono certa che il resto del mondo si innamorerà di Verona vedendo il film, tanto quanto lo sono io ora”.

“Ho scritto la sceneggiatura ancora l‘anno scorso senza mai essere stato a Verona, anche se l’Italia è il mio paese preferito – ha aggiunto Johnson -. Desideravo arrivare a girare in questa città, nel luogo più romantico del mondo. Ringrazio tutti per la grande accoglienza avuta in questi giorni”.

“Cercheremo di restituire un’immagine complessiva della città, raccontandola attraverso Love in the Villa che sarà una commedia romantica” ha concluso Rosada.

Il richiamo a Giulietta sarà ovviamente inevitabile. E i luoghi cult frequentati dagli innamorati diventeranno un set naturale. Pertanto Casa di Giulietta rimarrà chiusa al pubblico il 28-29-30 settembre e la Tomba di Giulietta il 7 ottobre, proprio per ottimizzare i tempi delle riprese del film.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

La strada dei Samouni

Per la serata di chiusura di CINEMASANTELENA (Marina Sant’Elena, Campo della Chiesa 1 – Venezia), mercoledì 8 settembre alle ore 21:00,  è in programma La strada dei Samouni, film documentario diretto da Stefano Savona e scritto dal regista stesso insieme a Penelope Bortoluzzi e Léa Mysius, girato con tecnica mista con le animazioni curate dal disegnatore e illustratore marchigiano Simone Massi.

Il film, che racconta la storia di una famiglia di proprietari rurali insediati nella periferia di Gaza, è stato realizzato grazie al supporto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) e della Cineteca del Comune di Bologna. Presentato il 18 maggio 2018 nella sezione Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, si è aggiudicato il Premio della Giuria Oeil d’Or come miglior film documentario.

Stefano Savona ha studiato archeologia e preso parte a diversi scavi archeologici in Sudan, Egitto, Turchia. Il suo lungometraggio “Primavera in Kurdistan” (2006) ha ricevuto il premio internazionale della SCAM al Festival Cinéma  du Réel di Parigi e una nomination ai David di Donatello. “Piombo fuso” (2009) ha vinto il Primo Speciale delle Giuria al Festival Internazionale del film di Locarno. Nel 2011 produce e co-dirige “Palazzo delle Aquile” che ha ottenuto il Gran Prix del Festival Cinéma du Réel 2011. Nel 2012 “Tahrir Liberation Square” vince il David di Donatello e il Nastro d’Argento come Miglior Documentario dell’anno.

Simone Massi, animatore e illustratore indipendente, è considerato uno dei principali autori di cortometraggi di animazione italiani a livello internazionale. Realizza le proprie opere in solitudine, disegnando ogni singolo fotogramma. I suoi film sono stati selezionati in festival di 59 paesi del mondo, raccogliendo 225 riconoscimenti, e vengono considerati tra i più importanti dell’animazione d’autore contemporanea, tanto che la Mostra del Cinema di Venezia nel 2012 gli ha chiesto di realizzare la sigla del festival.

CINEMASANTELENA è un’iniziativa ideata, promossa e organizzata da TVM Digital Media, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana e la Fondazione Donà dalle Rose nell’ambito del Doge Venice Carpet.

L’ingresso alla manifestazione (arena all’aperto) è libero fino ad esaurimento posti. L’accesso è consentito previa presentazione del green pass.

Elisabetta Castiglioni

Il Festival di Film di Villa Medici annuncia la selezione di film in competizione

Nel contesto della prima edizione del Festival che si svolgerà a Roma da mercoledì 15 a domenica 19 settembre 2021, saranno presentati quattordici film in competizione internazionale. Queste produzioni, di ogni durata e genere e provenienti dai 5 continenti, includono 7 prime mondiali ed internazionali e 5 prime italiane.

Un mix di generi e mondi, fra registi abituati al circuito dei festival e giovani artisti appena usciti dalle scuole d’arte, autodidatti o figure internazionali dell’arte contemporanea passando per un collettivo anonimo, la selezione invita a esplorare una varietà di gesti cinematografici. La domanda avanzata da queste proposte potrebbe essere riassunta in «Cosa può fare il cinema?». Come rappresentare il contemporaneo con immagini e suoni? Realizzati tra il 2020 e il 2021, in piena crisi politica e sanitaria, i film navigano tra l’intimo e il politico, tra le piccole e la grande Storia.

Da un primo lungometraggio ghanese autoprodotto, Amansa Tiafi di Kofi Ofosu-Yeboah, mix di Blaxploitation woman revenge movie e di satira politica che sfiora il pamphlet in stile commedia all’italiana, a Between the Heavens and Me del grande artista argentino installato a New York Alfredo Jaar che coglie la paura del mondo nell’isolamento del lock-down; al nuovo film molto atteso di uno dei registi italiani più creativi, Michelangelo Frammartino, che con Il Buco propone una potente allegoria archeologica sulla violenza operata sulla terra dalla modernità, a Inside the Red Brick Wall, agghiacciante resoconto della repressione della polizia a Hong Kong da parte di un collettivo di registi rimasto necessariamente anonimo.

La politica si veste anche di un misticismo allucinatorio tipico del barocco sudamericano con El Gran movimiento, secondo lungometraggio del prodigio boliviano Kiro Russo, che filma La Paz e il sottoproletariato dei minatori con un realismo magico stupefacente, e con il cortometraggio onirico di Grace Passô, celebre drammaturga e attrice brasiliana, che con Repúblicatestimonia l’incubo brasiliano in senso proprio.

La porosità dei confini tra reale e virtuale è al centro del lavoro di molti artisti contemporanei. Con Petit ami parfait, il duo Kaori Kinoshita e Alain della Negra prosegue la sua esplorazione di personaggi le cui vite e azioni si fondono in un mondo interamente digitale, con Graveyard Connexion il francese Jonathan Pêpe offre un’inquietante riflessione sulla morte nel XXI secolo, mentre il britannico Ed Fornieles fornisce con Associationsun monologo ipnotico attraverso il flusso ininterrotto di immagini che ci sommerge.

Le giovani artiste Madison Bycroft, australiana e residente a Marsiglia, e Amie Barouh, nata a Tokyo nel 1993, lavorano entrambe sui due estremi della messa in scena performativa: un dispositivo teatrale e sofisticato che interroga la nozione di genere nella prima (The Fouled Compass) e l’immersione senza compromessi dell’artista nel mondo dei Rom a Parigi nella seconda (TheLost dog).

Quella che viene comunemente chiamata « grande Storia » è anche oggetto di grande riflessione nel cinema contemporaneo. Con Lèv La Tèt Dann Fénwar, la regista reunionese Érika Étangsalé intreccia in 16mm e in Super8, a colori e in bianco e nero, i miti reunionesi e la politica migratoria del governo francese negli anni ’60 e ’70, testimoniando attraverso la storia di suo padre le ferite visibili e invisibili della storia coloniale dell’isola. Quanto a Pascale Bodet, con Vas-tu renoncer? prosegue la sua invenzione di una fantasia burlesca e struggente attraverso i personaggi del pittore Édouard e del poeta Charles che forse ricorderanno allo spettatore dei celebri omonimi.

Infine, presenteremo per la prima volta in Italia The Works and Days, un film-sintesi girato in 5 stagioni e della durata di 8 ore, vincitore della sezione Encounters alla Berlinale, secondo lungometraggio in duo del fotografo svedese Anders Edström e del regista americano residente a Oxford C.W. Winter: una straordinaria meditazione su come il tempo limitato di una vita e il tempo ciclico della vita coesistono per gli esseri umani e per i loro fantasmi.

Le proiezioni dei film in concorso saranno seguite da incontri con i registi presenti a Villa Medici e saranno arricchite da una programmazione parallela (FOCUS) che invita a scoprire film di artisti fuori concorso, masterclass e performance. Infine, ogni sera, gli spettatori del festival si riuniranno nel Piazzale di Villa Medici per delle proiezioni all’aperto di film recenti, pensate per riunire tutti i tipi di pubblico. La Giuria, composta da Teresa Castro, Mati Diop e Béla Tarr, svelerà i film premiati durante la grande serata di sabato 18 settembre. Assegnerà due premi: il Premio Villa Medici per il miglior film e il Premio della Giuria per un film singolare che ha catturato l’attenzione della giuria. Questi premi, in denaro, offriranno anche agli autori o alle autrici l’opportunità di compiere una residenza di scrittura a Villa Medici.

14 film selezionati in competizione internazionale:

AMANSA TIAFI (PUBLIC TOILET AFRICA) di Kofi Ofosu-Yeboah (2021, Ghana, 95’)

Prima italiana

Ama torna nella città dove, da bambina, è stata offerta a un collezionista d’arte bianco, per recuperare la sua infanzia rubata, con il sostegno di un vecchio amante. 

ASSOCIATIONS di Ed Fornieles (2021, Regno Unito, 39’)

Prima mondiale

Il subconscio del regista è rappresentato da una serie di immagini che pare infinita, mentre sentiamo il suo spirito vagare in uno stato di trance dove i ricordi, i pensieri e i sentimenti compaiono e scompaiono.  

BETWEEN THE HEAVENS AND ME di Alfredo Jaar (2020, Stati Uniti, 25’)

Prima mondiale

Between the Heavens and Me è un diario filmato durante il confinamento nei primi mesi di Covid-19 a New York.

EL GRAN MOVIMIENTO di Kiro Russo (2021, Bolivia, Francia, Qatar, Svizzera, 85’)

Prima romana

Dopo sette giorni di cammino insieme ai suoi compagni, il giovane Elder arriva a La Paz per cercare di tornare al suo lavoro in miniera. La grande città è opprimente, e Elder comincia a sentirsi male.

GRAVEYARD CONNEXION di Jonathan Pêpe (2020, Francia, 11’)

Prima italiana
Si dice che tra cinque anni, Facebook avrà più morti che vivi. I data center sono destinati a diventare dei memoriali, che conservano i file che restano dei morti?

IL BUCO di Michelangelo Frammartino (2021, Italia, Francia, Germania, 93’)
Prima romana
Agosto 1961 : nel massiccio del Pollino, in Calabria, il Gruppo Speleologico Piemontese scopre la seconda grotta più profonda della terra: l’Abisso del Bifurto.

INSIDE THE RED BRICK WALL del collettivo Hong Kong Documentary Filmmakers (2020, Hong Kong, 88’)

Prima italiana

Novembre 2019: il movimento per la libertà a Hong Kong ha scelto come base il Politecnico. Con la polizia che blocca tutte le vie d’uscita, l’università è in stato d’assedio.

LÈV LA TÈT DANN FÉNWAR di Érika Étangsalé (2021, Francia, 51’)

Prima internazionale

Jean-René è un lavoratore in pensione. Vive in Francia, a Mâcon, da quando è emigrato dall’isola della Riunione all’età di 17 anni. Oggi, per la prima volta, racconta a sua figlia la sua storia.

THE LOST DOG di Amie Barouh (2021, Francia, 13’48)

Prima mondiale

Un cane si è perso nel quartiere della Gare du Nord a Parigi. Passa di mano in mano, scoprendo le contraddizioni del quartiere.

PETIT AMI PARFAIT di Kaori Kinoshita e Alain Della Negra (2021, Francia, 88‘)

Prima mondiale

In Giappone, tre adulti cadono sotto l’incantesimo di Rinko, un personaggio del videogioco LovePlus. Questo idillio virtuale li porta per un fine settimana nella città balneare di Atami.

REPÚBLICA di Grace Passô (2020, Brasile, 15’30)
Prima italiana

La pandemia rivela la portata della necropolitica che opera nel paese, mentre la società attraversa una crisi etica di fronte a un governo che si fa espressione del potere colonialista.

THE FOULED COMPASS di Madison Bycroft (2020, Australia, Francia, 24’)

Prima mondiale

Prendendo il nome da un poema del 1973 di Adrienne Rich, il film assume come punto di partenza il galleggiare come metodologia di disorientamento e pratica del piacere.

THE WORKS AND DAYS (of Tayoko Shiojiri in the Shiotani Basin) di C.W. Winter e Anders Edström (2020, Stati Uniti, Svezia, Giappone, Regno Unito, 480’)

Prima italiana

Il film è una descrizione geografica del lavoro e del non lavoro di una contadina: un ritratto, in cinque stagioni, di una famiglia, di un terreno, di uno spazio sonoro e del tempo stesso.

VAS-TU RENONCER ? di Pascale Bodet (2021, Francia, 72’)

Prima internazionale

Parigi, primo terzo del XXI secolo. Édouard è pittore, Charles poeta. Sono amici ma lo scoraggiamento è in agguato di fronte alle avversità. Gulcan, uno straniero, appare dal nulla. Gli viene un’idea.



Elisabetta Castiglioni

Cinema Santelena

Per la prima volta il cinema sbarca anche nella splendida cornice della Marina Sant’Elena di Venezia. Nei giorni della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica, un “fuorifestival” di incontri culturali a tema e cinema animeranno la splendida darsena nella laguna, a una fermata di vaporetto da Venezia Lido e a poche centinaia di metri da Piazza San Marco. Si tratta di una serie di eventi esclusivi ideati, promossi e organizzati da TVM Digital Media e realizzati in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana e Fondazione Donà dalle Rose (https://fondazionedonadallerose.org/)nell’ambito del Doge Venice Carpet. Si parlerà di arte, cinema, cultura, ecologia e mare, come suggerisce questa esclusiva location, a contatto con la natura spettacolare e unica della laguna. Nell’arena all’aperto di trecento posti, dotata di proiezione DCI e audio 7.1, sarà messa a disposizione del pubblico la migliore tecnologia disponibile per fruire dei contenuti delle varie serate, il tutto nel pieno rispetto dei DPCM in vigore e delle normative anti-Covid (l’ingresso all’area prevede infatti l’obbligo del green pass).

CINEMA SANTELENA inaugura mercoledì 1 settembre. Coordinata dall’associazione ambientalista Mare Vivo Delegazione Veneto, la serata VENEZIA PER IL MARE, VENEZIA PER LA TERRA sarà dedicata al futuro del nostro pianeta: Davide Celli, scrittore, politico e attivista ecologista, parlerà di salvaguardia dell’ambiente marino integrando il suo discorso con visione di filmati e documentari, mentre Antonella Moretti delegata di Mare Vivo Veneto, illustrerà la campagna “Piccoli gesti, grandi crimini” legata alla sensibilizzazione  contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta. 

Venerdì 3 settembre verrà presentato il “Doge Venice Carpet “con le attività della Fondazione Donà dalle Rose 2022 riferite al Bando BIAS – Biennale Internazionale Contemporanea di Arte, Architettura e Design (https://www.bias.institute/) e alla collaborazione con il Canadian International Fashion Film Festival CANIFFF (https://www.canifff.com/). In tale ambito verrà proiettato il cortometraggio dell’artista Rosa Mundi Humanity’s Time Life accompagnato e interpretato dal musicista BJM Mario Bajardi sul palco. Verranno inoltre presentati il Progetto “Una marea di libri” e il Distretto Artistico “Fondamenta dell’arte”, coordinatodalla Fondazione Donà dalle Rose in collaborazione con SkatePark Italy, John Raskin Foundation.

Sabato 4 settembre Maria Rosaria Omaggio, attrice e Goodwill Ambassador UNICEF, insieme ai rappresentanti dell’UNICEF presenterà la campagna di raccolta fondi per sostenere l’UNICEF e il corridoio umanitario per le Donne e i bambini Afghani. Seguirà la proiezione del film HAVA, MARYAM AYESHA di Sahara Karimi,filmato con il cellulare dalla stessa regista in fuga dal Paese.

Domenica 5 settembre, nella giornata della Regata Storica di Venezia, uno dei più importanti appuntamenti della Serenissima, con le tradizionali imbarcazioni di Voga veneta, sarà presentata la versione appena restaurata del film di Lina Wertmüller Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974). In collegamento live ci sarà Giancarlo Giannini, come uomo di origini ligure e quindi marine, che darà un ricordo di quel set, con aneddoti e testimonianze della vicinanza alla sua partner artistica di allora, la grande e indimenticabile Mariangela Melato. Previsto un saluto da remoto anche della grande Lina Wertmüller.

A seguire, lunedì 6 settembre, verrà presentato il progetto “STORARO-BERTOLUCCI”, realizzato insieme allaFondazione Cineteca Italiana, di cui parleranno Luca Rossi, produttore e membro della Fondazione e Vittorio Storaro annoverabile tra i più grandi direttori della fotografia nel panorama della storia del cinema, vincitore di tre Oscar per Apocalypse Now (1979), Reds (1981) e L’ultimo Imperatore (1987). Ospiti della serata saranno Stefania  Casini, attrice, regista, giornalista, produttrice e sceneggiatrice e Giovanni Storaro, co-curatore, insieme a Luca Rossi, della “Mostra Internazionale Storaro in Bertolucci Films”, di cui verranno anticipati i contenuti. Nell’ambito della serata sarà anche esposto il percorso di restauro delle opere cinematografiche di Bernardo Bertolucci fotografate da Vittorio Storaro e saranno presentate le pubblicazioni monografiche riferite ai film restaurati. L’iniziativa comprende anche la realizzazione di tre master-class che si terranno presso le sale della Cineteca di Milano dal mese di novembre. A seguire, verrà proiettato il film restaurato Novecento.

Martedì7 settembre si celebrerà  il centenario di Federico Fellini, in ritardo di un anno a causa della pandemia che ha modificato la vita di noi tutti. FELLINI 100° ospiterà la proiezione di tre documentari sulla vita di Federico Fellini, e a seguire il film La città Delle Donne. Ad introdurre le opere saranno Mario Sesti scrittore, regista e direttore di festivale Graziano Marraffa, Fondatore e Presidente dell’Archivio Storico del Cinema Italiano – Associazione Culturale Onlus. All’incontro interverranno il regista e sceneggiatore Franco Amurri e il regista Luca Verdone.

Mercoledì 8 settembre, avrà luogo la proiezione del film LA STRADA DEI SAMOUNI di Stefano Savona, con l’animazione di Simone Massi. L’opera, prodotta da Luca Rossi per Dugong Films ha vinto il premio L’Oeil d’Or come miglior documentario al Festival del Cinema di Cannes 2018.

Successivi ed ulteriori eventi verranno comunicati in corso d’opera. Tutte le iniziative si svolgeranno a partire dalle ore 21:00. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti e previa presentazione del green pass.

Elisabetta Castiglioni (anche per le fotografie)

Si torna a Coccia di Morto

Continua la storia di Monica e della sua sgangherata famiglia, con due sorellastre gemelle che gliene combinano un’altra delle loro e fanno chiudere il locale, la rosticceria che avevamo trovato nel primo film “Come un gatto in tangenziale”, che Monica aveva aperto per cercare una vita diversa dalla sciagurata che era costretta, suo malgrado, a condurre a Bastogi, quartiere popolare di Roma. Alessio, suo figlio, è a Londra per lavoro e in un ristorante ritrova la sua ragazzina. Si incrociano di nuovo le vite di tutti, perché Monica, arrestata e in carcere, per non rimanerci chiama l’amico “ministro”, come tutti lo chiamano. La sempre brava Paola Cortellesi (Monica) re-incontra l’uomo del quale era innamorata (Antonio Albanese) e così la condanna viene tramutata in lavori socialmente utili in una parrocchia. Temi forti, sociali e culturali, sono sempre alla base della trama del film già campione d’incassi, e le risate sono assicurate. Monica entra in una sorta di tugurio, lei che ha paura delle suore, e trova una suor Catena terribile, un prete che non sta in piedi, persone disadattate che vengono aiutate con una rete di volontari. Di nuovo la vita della protagonista del film “Come un gatto in tangenziale. Ritorno a Coccia di Morto” viene sconvolta dall’incontro forzato con altre realtà, quelle che deplora e dalle quali si tiene lontana: la cultura fatta di arte, musica, balletto e cinema; la solidarietà diversa dal patto stretto inconsapevolmente dalle persone del proprio rione e tutto diventa proprio, diventa la vita che prende possesso delle persone con emozioni, pensieri, riflessioni. La parrocchia di San Basilio è guidata da un giovane aitante e “pio” sacerdote, agli esercizi spirituali all’arrivo di Monica, ma che ben presto si dimostra il vero motivo della grande affluenza in chiesa e della partecipazione alle opere di carità. Il bel don Davide (Luca Argentero) è pratico, dinamico e… bello. Così si incarica del percorso di recupero di Monica che si adatta alla situazione di cui è garante Giovanni, il “ministro” che lavora vicino alla parrocchia con un’improponibile fidanzata e problemi che ruotano intorno ai soldi dei finanziatori di un’opera di recupero ambientale. Le situazioni sono divertenti e permettono di vedere una Roma bellissima, “di tutti”, come dice Giovanni. Alla fine i due riscoprono il loro amore e non dimenticano nessuno, né l’ex di Monica né l’ex di Giovanni, fino alla riunione di quartiere alla spiaggia di Coccia di Morto dove si devono dare degli annunci. Ma forse da dove riprenderà un prossimo sequel.

Bello il film, bella la trama, divertente e riuscita, con la sempre bravissima Cortellesi, ben coadiuvata da tutti gli altri attori dell’ampio e ben assortito cast. Molto buona la regia di Riccardo Milani. Da vedere.

Alessia Biasiolo

Valdarnocinema Film Festival. Il Premio Marzocco d’Oro

Sarà Antonio Capuano a ricevere il Marzocco d’oro nell’ambito della 39esima edizione del Valdarnocinema Film Festival, la kermesse dedicata al cinema d’autore in programma ad ottobre a San Giovanni Valdarno. Il Premio, un riconoscimento alla carriera raffigurato dalla statua simbolo del paese – un leone seduto che regge con la zampa lo scudo gigliato, simbolo del dominio fiorentino – viene assegnato al regista e scenografo italiano per la coerenza artistica e di politica culturale, entrambe portate avanti per trent’anni da vero indipendente.

“Assegnare il Premio Marzocco d’oro alla carriera ad Antonio Capuano – dichiara Paolo Minuto, direttore artistico del festival – significa riconoscere ad un autore indipendente il merito di trent’anni di carriera portata avanti con l’ostinazione di chi non ha voluto mai essere dipendente da nessuno. È il premio a chi come regista ha sempre avuto il pubblico come interlocutore privilegiato, così come da docente ha avuto gli studenti (insegnando Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli) come interlocutori privilegiati.”

La cerimonia di premiazione avrà luogo sabato 9 ottobre presso il CinemaTeatro Masaccio. A seguire verrà proiettato l’ultimo film di Capuano Il buco in testa, che ha debuttato al Festival di Torino 2020. Nelle prossime settimane sarà comunicato il programma dell’intera rassegna, composto di concorso, fuori concorso e sezioni speciali.

Antonio Capuano (Napoli, 1940) ha lavorato come scenografo al Centro Rai di Napoli e insegnato scenografia all’Accademia delle belle arti. La sua opera prima Vito e gli altri (1991), selezionato e premiato alla Settimana della Critica di Venezia e Nastro d’argento per il miglior regista esordiente, ha dato inizio a quella che sarebbe stata considerata la “nuova onda” del cinema napoletano negli anni’ ’90. Alla Mostra di Venezia è tornato più volte, partecipando in Concorso con Pianese Nunzio 14 Anni a Maggio (1997), Luna rossa (2001) e il film collettivo I vesuviani (1998); alle Giornate degli autori con L’amore buio (2010) e ancora alla Settimana della critica con Bagnoli Jungle (2015). Al Festival di Locarno sono stati invece presentati Polvere di Napoli (2000) e La guerra di Mario (2005), mentre è del 2020 l’ultima opera, Il buco in testa, lanciata al Torino Film Festival.

FILMOGRAFIA

Vito e gli Altri (1991), L’unico paese al mondo (cm, 1994), Pianese Nunzio 14 Anni a maggio (1997), Pallottole su Materdei (cm, 1995), I vesuviani (ep. Sofialorén, cm, 1998), Polvere di Napoli (2000), Luna Rossa (2001), La guerra di Mario (2005), Bianco e nero alla ferrovia (2006), Giallo? (2009), L’amore buio (2010), Bagnoli Jungle (2015), Achille Tarallo (2018), Il buco in testa (2020).

Elisabetta Castiglioni

Il Premio Gian Maria Volontè a Donatella Finocchiaro

“Fisico antico, irrequietezza moderna, Donatella Finocchiaro è una di quelle attrici così dotate che rischia a ogni passo di diventare un’icona, facendo ombra alla sua stessa bravura”… Ecco parte della motivazione del “Premio Gian Maria Volonté 2021” all’attrice catanese. Con una serie di ruoli collezionati dall’esordio con Roberta Torre nel 2002 ad oggi, la Finocchiaro non ha mai smesso di mettersi alla prova, come dimostrano in particolare i suoi due ultimi personaggi interpretati per Emma Dante sul grande schermo in “Le sorelle Macaluso” e per Mario Martone, sul palcoscenico, con “Il filo di mezzogiorno”, nel ruolo di Goliarda Sapienza. Il Premio all’eccellenza artistica, una barca in rame realizzata dall’artista Umberto Cervo, le verrà consegnato il 31 luglio nella cornice della Fortezza I Colmi, sull’isola di La Maddalena, in Sardegna, direttamente dalla figlia di Volonté e di Carla Gravina, Giovanna, insieme a Pif, al critico Fabio Ferzetti e al Professor Fabrizio Deriu, conduttori anche di tutte le serate e degli incontri che si svolgeranno durante la rassegna. Una speciale occasione per festeggiare i suoi quasi vent’anni di carriera. 

Elisabetta Castiglioni

Eternal City Motorcycle Custom Show e MotoTematica. I vincitori

Concluso a Cinecittà World il grande evento “custom” dedicato al mondo della Motocicletta, Eternal City Motorcycle Custom Show: tre giorni ricchi di eventi di ogni tipo che hanno visto la presenza, in ogni area tematica del parco, di ben 200 espositori, 90 professionisti del settore, decine di show e centinaia di bikers provenienti da tutto il mondo. Successo del pubblico anche per MotoTematica,  il festival cinematografico a tema, diretto da Benedetta Zaccherini, tenutosi sugli schermi del Teatro 4, con 15 opere in concorso da 7 nazioni diverse e due film in proiezione speciale, Pozzis, Samarcanda di  Stefano Giacomuzzi e On Any Sunday, storico documentario di Bruce Brownin con Steve Mc Queen, candidato all’Oscar nel 1971.  Accorsi a Roma per la manifestazione anche alcuni registi internazionali delle pellicole in programma, tra cui lo spagnolo Óscar Falagán, i newyorchesi Peter Boggia e Roberto Serrini, il tedesco Walter Schmuch e, direttamente da Los Angeles, Charles Muir James Butler.

A vincere la terza edizione del Rome Motorcycle Film Festival, con votazione della giuria composta da Marie-Line Thioulouze, Roberto Brodolini, Giovanni Caloro e Romano Brida, sono stati: Best man corner di Jaremey McMullin, UK (miglior corto documentaristico); Reappear di Tommy Clarke, UK (miglior film cortometraggio); 972 breakdowns. On The Landway to New York di Daniel von Rüdiger, Germania (miglior lungometraggio documentaristico). Il Premio del pubblico è andato a Italian Sporting Bikes of the 70’s di Roberto Serrini mentre una menzione speciale l’ha conquistato il brevissimo corto di Murie e Butler The unbearable lightness of crashing. Sul palco di Cinecittà Street, durante la premiazione, anche un ospite di eccellenza, Chuck Zito, presidente Hell’s Angels di New York e rinomato volto di serie tv e film americani, tra cui Carlito’s Way, per la prima volta a Roma. Da questa settimana, sulla piattaforma Moto.it saranno proiettati a rotazione alcuni dei film che hanno partecipato al festival: si tratta di The diaries of the young Don di Walter Schmuck (Germania); Fizzy Boys di Christine Bullock (UK); Neuga Budapest di Mauro Talamonti (Ungheria); Holland Tunnel di Michael Amter (US); Ö-Movie di Pekka Poramo (Finlandia); Best man corner di Jaremey McMullin (UK); Ray Tauscher: America’s forgotten world champion motorcycle racer  di Ned Thanhouser (US); BAÑEZA GRAND PRIX di Oscar Falagán (Spagna) e The unbearable lightness of crashing  di James J. Butler e Charles Austin Muir (US).

Tra le iniziative svoltesi nel ricco programma di Eternal City, anche contest, talk show, concerti, flat track e airbrush, con personalizzazioni di scritte su moto, caschi e vetture. In tale ambito è stata presentata dall’AD di Cinecittà World Stefano Cigarini anche la stagione estiva del parco tematico con il nuovo stunt-show a tema, ispirato alla saga Cinematografica “Fast & Furious” di cui ricorrono proprio quest’anno i 20 anni.

Prossimo appuntamento nel 2022 con la sesta edizione di Eternal City Motorcycle Custom Show e la quarta edizione di MotoTematica, di cui a breve si apriranno le iscrizioni sulla piattaforma filmfreeway.com

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Il sorriso di San Zeno

La vita di San Zeno diventa un film. Una pellicola che racconta la storia del Patrono di Verona, ma soprattutto il Patrono nella storia, quella scaligera. Un’ora e 32 minuti alla riscoperta di miracoli, sermoni e del suo messaggio ancora così attuale. Insieme a tante curiosità sulla città. ‘Il sorriso di San Zeno’ è il titolo del docu-film ideato, scritto e diretto da Mauro Vittorio Quattrina che giovedì 8 luglio è stato presentato in prima nazionale al cinema K2. Un primo appuntamento perché in poche ore la sala è già stata riempita con le prenotazioni. Sono arrivate, infatti, 5 mila richieste anche da Austria e Germania, dove il santo è conosciuto. A breve la Gran Guardia potrebbe spalancare le sue porte e ospitare una seconda proiezione del film. Una serata dedicata ai veronesi e alla riscoperta del patrimonio spirituale e simbolico lasciato dall’8° Vescovo di Verona, impersonato dall’attore Diego Carli.

Il docu-film è prodotto dall’associazione culturale Storia Viva ed è realizzato con il contributo di Cattolica e Fondazione Cattolica, main sponsor, Acque Veronesi, Comune di Verona e SER.I.T, con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Verona, Diocesi, Comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Roverè Veronese e Galeata-Forlì.

“San Zeno è nei cuori di tutti i veronesi, credenti o meno, che si riconoscono in questa figura – ha detto Sboarina -. Un personaggio forte della storia e dell’identità scaligera. Con il suo sorriso porta speranza e la città da sempre si affida alla sua protezione. Il Patrono, infatti, non fa parte solamente delle vicende e della simbologia cristiana ma anche di quella veronese. Ringrazio il regista per questo lavoro che recupera il messaggio e il pensiero del nostro grande Santo. Stiamo organizzando una proiezione in Gran Guardia per consentire a più veronesi possibili di vedere il film”.

“Un Santo che veniva dal nord Africa, quando era fortemente cristiana, e che a Verona trovò una situazione di arianesimo – ha spiegato il Vescovo Zenti -. Un contemporaneo di Sant’Agostino di cui conserviamo ancora miracolosamente l’intero scheletro, integro e completo. Ossa che sono state fatte studiare sia a Firenze che a Londra dove è stata confermata l’attendibilità. Ora siamo tutti curiosi di vedere questo film”.

“Una grande opportunità per l’intera città, non potevamo non sostenere la realizzazione di quest’opera – ha aggiunto Bedoni, presidente di Fondazione Cattolica -. San Zeno ha segnato la storia scaligera dal punto di vista sociale e spirituale. La vita della città è impregnata del suo messaggio. È stato protagonista del nostro territorio e della sua identità, ecco perché ancora oggi è un Patrono vero e non simbolico”.

A chiudere il regista che ha descritto il lavoro fatto per arrivare alla realizzazione del film. “Abbiamo recuperato scritti e sermoni, riscoperto un messaggio moderno e attuale, che merita di essere conosciuto – ha detto Quattrina -. È stato un lavoro davvero impegnativo, interrotto anche dal Covid. Ma finalmente il film è pronto e la curiosità che ha suscitato è davvero tanta. Il nostro Patrono è infatti noto non solo in Italia ma in tantissimi altri Paesi d’Europa. È un Santo che va oltre al suo stato di santità e che nel tessuto sociale della Verona antica ha lasciato un solco profondo attraverso i suoi 92 sermoni. La nostra città è nota per Shakespeare e Dante, ma San Zeno non è da meno”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)