Rapporto di Amnesty International sul Venezuela

Il Venezuela rischiera’ una delle peggiori minacce allo stato di diritto degli ultimi decenni se le contrapposte forze politiche non s’impegneranno a rispettare appieno i diritti umani. E’ quanto ha dichiarato Amnesty International, presentando il rapporto “Venezuela: diritti umani a rischio nelle proteste”, in cui sono documentate violazioni dei diritti umani commesse nel contesto delle manifestazioni di massa in corso dall’inizio di febbraio. “Il paese correra’ il rischio di precipitare in una spirale di violenza se non verranno fatti sforzi per portare le parti in conflitto intorno a un tavolo. Questo potra’ accadere solo se esse rispetteranno integralmente i diritti umani e lo stato di diritto. In caso contrario, il numero delle vittime continuera’ a crescere e il tributo maggiore verra’ pagato dalla gente comune” – ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International. Finora, 37 persone hanno perso la vita e oltre 550 sono rimaste ferite, 120 delle quali a causa dell’uso delle armi da fuoco. Secondo i dati diffusi il 27 marzo dall’Ufficio del procuratore generale, gli arresti durante le proteste sono stati 2157. Nella maggior parte dei casi, le persone arrestate sono state rilasciate ma rimangono le accuse a loro carico. Secondo le denunce ricevute da Amnesty International, le forze di sicurezza venezuelane hanno affrontato i manifestanti ricorrendo alla forza eccessiva, compreso l’impiego di proiettili veri e persino della tortura. Il rapporto di Amnesty International documenta anche violazioni dei diritti umani commessi da gruppi filogovernativi, da manifestanti e da altre persone non identificate. “Le denunce di violazioni dei diritti umani devono essere indagate immediatamente e in modo approfondito, con l’obiettivo di portare i responsabili di fronte alla giustizia” – ha aggiunto Guevara Rosas. “La crisi politica rischia di pregiudicare i progressi compiuti negli ultimi anni per il rispetto dei diritti umani delle persone piu’ emarginate del paese” – ha precisato Guevara Rosas. Amnesty International chiede al governo venezuelano di impegnarsi in favore di un Piano nazionale per i diritti umani, risultato di un necessario dialogo nazionale e del contributo di tutte le parti interessate e della societa’ civile. “Il governo e l’opposizione devono impegnarsi a risolvere la crisi politica con metodi pacifici, facendo capire ai loro sostenitori che la violenza e la retorica conflittuale che rischia di incitare alla violenza non saranno tollerate. La comunita’ internazionale, compresi i paesi vicini, devono favorire l’avvio di un dialogo costruttivo” – ha concluso Guevara Rosas. Il rapporto Venezuela: diritti umani a rischio nelle proteste e’ disponibile in lingua spagnola all’indirizzo: http://www.amnesty.it/Venezuela-spirale-violenza-politica-minaccia-stato-di-diritto.

Amnesty International Italia

 

Morandi-Longhi. Opere lettere scritti

La Fondazione Longhi propone in collaborazione con la Collezione Merlini, un raffinatissimo omaggio a Giorgio Morandi nel cinquantenario della sua scomparsa avvenuta il 18 giugno 1964. Sede di questo tributo non poteva che essere villa Il Tasso, a Firenze, la casa di Roberto Longhi, ora sede della Fondazione a lui intitolata. Qui, dal primo al 22 giugno, sarà allestita la mostra “Morandi Longhi. Opere Lettere Scritti”, curata da Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, a cui si devono mostre importanti di Morandi.

Longhi

Per rendere omaggio a Morandi e per verificare il giudizio lungimirante che Longhi espresse sull’artista, la Fondazione intitolata allo storico dell’arte apre le proprie stanze per esporre i Paesaggi e le Nature morte di Morandi appartenute a Longhi e da questi selezionati, accanto ai Fiori donati dal pittore al critico e alla moglie, la scrittrice Anna Banti.

Per questa occasione tornerà ‘a casa, anche se solo temporaneamente, il Cortile di via Fondazza, 1935, appartenuto per lungo tempo a Longhi, poi donato al proprio medico curante, ora nella raccolta Merlini. La tela sarà accompagnata da altre opere della medesima collezione: due dipinti Natura morta, 1948 (già appartenuta a Emilio Jesi dove fu selezionata da Morandi per la propria sala alla IV Biennale del Brasile del 1957 per la quale ottenne il Gran Prix per la pittura) e Fiori, 1957 e da un acquerello, Natura morta, 1956, dall’importante storia espositiva.

La presenza, inoltre, di tre incisioni donate da Morandi a Longhi, restaurate per questa occasione da Mariella Gnani, curatrice della collezione Merlini, esposte ora per la prima volta, permetterà di ripercorrere il lungo tratto di cammino artistico del grande pittore attraverso le tecniche privilegiate in cui si espresse. L’esposizione di alcune lettere autografe di Morandi indirizzate allo storico dell’arte e di appunti manoscritti di Longhi dedicati al pittore farà di questa mostra un unicum.

Nelle sale espositive sarà proiettata la registrazione della trasmissione “l’Approdo” in cui Longhi, nel giugno di cinquant’anni fa, ricorda Morandi davanti alla porta d’accesso del proprio studio, affiancata, allora come oggi,

da una pianta di oleandro.

Quelle del pittore e dello storico dell’arte, entrambi nati il 1890, furono quasi due vite parallele, tanto furono accomunate da interessi giovanili, da incontri e scambi d’opinione in età matura a Bologna, dove l’uno viveva e l’altro insegnò dal 1934. Anzi, proprio nella sua prolusione all’università felsinea in cui ripercorreva i Momenti della pittura bolognese, Longhi consacrò ufficialmente il pittore eleggendolo “uno dei migliori pittori viventi d’Italia”. Da quel tempo ebbe inizio il loro lungo sodalizio improntato a una profonda e reciproca ammirazione.

Frequentazione intellettuale e vicinanza di pensieri, quella tra il pittore e il suo critico, che continuarono anche nei trent’anni a venire, com’è attestato dalle lettere che si scambiarono quando Longhi nel 1939 si trasferì a Firenze prendendo casa a Il Tasso, sulle colline che circondano Firenze.

Corrispondenza che si intensificò negli anni Quaranta, quando la guerra, è Longhi a ricordarlo, diradò, poi addirittura interruppe la consuetudine quasi quotidiana” delle “tornate critiche” bolognesi.

Dopo il blackout degli eventi bellici, per dare il “bentornato “a Morandi e come “segno di solidale sollecitudine per la sua sorte incerta”, Longhi organizzò una mostra alla galleria Il Fiore che si inaugurò nella Firenze appena liberata il 21 aprile 1945, accompagnandola con un testo che rimane un viatico imprescindibile per comprendere l’arte del grande artista.

Infine spetterà a Longhi ricordare “il grande pittore” al momento della sua scomparsa per la trasmissione televisiva “L’Approdo”, registrata nel giugno 1964. Alle parole commosse per la perdita di un grande “Amico”, rafforzate dalla certezza che non vi sarebbero più stati “altri, nuovi dipinti di Morandi”, il critico non fa mancare la propria vis polemica. Sottolinea, infatti, come “una nemesi capricciosa ma non priva di significato” avesse voluto “che Morandi uscisse di scena il giorno stesso in cui venivano esposti a Venezia i prodotti della pop art”. Ma soprattutto Longhi, con parole quasi profetiche, imprimerà una sorta di energia a questo saluto proiettando la figura di Morandi nel futuro, assegnandogli un ruolo da protagonista: “Voglio dire che la statura di Morandi potrà, dovrà crescere ancora, dopo che questo ultimo cinquantennio sarà stato equamente ridimensionato”, dopo di che “ben pochi resteranno a contarsi, forse sulle dita di una sola mano; e Morandi non sarà secondo a nessuno”. La mostra sarà affiancata da un volume a cura di Maria Cristina Bandera che in esso ripercorre le vicende dei due protagonisti e delle opere di Morandi della collezione Merlini. I saggi saranno accompagnati dall’antologia critica, nota e meno nota, dei testi di Longhi dedicati a Morandi e dalla pubblicazione del carteggio inedito intercorso tra il pittore e lo storico dell’arte. Inoltre, Mariella Gnani dedicherà uno studio, dal carattere innovativo e supportato da analisi scientifiche, sulla tipologia delle tele usate da Morandi. Il volume, in italiano e in inglese, sarà edito da Silvana editoriale.

Dal primo al 22 giugno, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18

Fondazione Longhi: via Benedetto Fortini 30, Firenze

Articolo di S. E.

 

Diane Schuur si esibisce all’Auditorium Parco della Musica di Roma

La voce leggendaria del jazz Diane Schuur torna a esibirsi in Italia con la Gerardo Di Lella Jazz Orchestra domani, lunedì 28 aprile alle 21.00, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il ricavato dello spettacolo finanzierà lo sportello di supporto psicologico per i malati di SLA e i loro familiari che Aisla, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, da 31 anni al fianco dei pazienti, ha aperto e gestisce all’interno dell’ambulatorio per le malattie del motoneurone del Policlinico Gemelli di Roma. Lo sportello è già attivo il lunedì e il venerdì dalle 9.00 alle 13.30. I biglietti per il concerto sono disponibili con un’offerta responsabile alla biglietteria dell’Auditorium Parco della Musica (per informazioni 339 4884824). Ingressi gratuiti per i malati di Sla (per informazioni Aisla Roma: numero 342 0599391 aisla.roma@gmail.com). Cantante e pianista americana, cieca dalla nascita, Diane Schuur è una leggenda vivente della musica jazz, vincitrice di due Grammy Award con i suoi album “Timeless” del 1986 e “Diane Schuur and the Count Basie Orchestra” del 1987. La sua carriera è costellata di celebri duetti con musicisti di primo piano come B. B. King e Ray Charles. Il concerto di Roma che vedrà Diane Schuur a fianco della Gerardo Di Lella Jazz Orchestra, riproporrà diversi brani storici della cantante sia nelle partiture originali che negli arrangiamenti originali del maestro Di Lella.

La sezione romana di Aisla, nata nel 2010, è impegnata in diverse attività a sostegno dei malati di SLA. Oltre allo sportello psicologico che il concerto del 28 aprile contribuirà a finanziare, l’associazione ha organizzato, in collaborazione con il Comitato provinciale di Roma Capitale della Croce Rossa Italiana, un servizio di trasporto gratuito per i malati di SLA di Roma e provincia che devono recarsi in ospedale per controlli e visite.

Elisabetta Castiglioni

Uno dei migliori rossi del mondo

Il Brunello comincia a far parlare di sé a partire da 1880. Anche se devono passare alcuni anni prima della sua grande annata riconosciuta, il 1888.

Fino alla meta degli anni Sessanta, il Brunello di Montalcino era un vino quasi sconosciuto al di fuori del territorio di produzione ad eccezione di pochi intenditori. Nel decennio seguente, la fama di questo vino divenne sempre più grande, fino a rappresentare oggi uno dei vini italiani più quotati.

Basti pensare che nell’annata 1975 le bottiglie prodotte furono circa 800.000 da ben 25 aziende, mentre nell’annata 1995 ne vennero imbottigliate circa 3.500.000 da un numero di aziende quasi quadruplicate, circa 120.

Si tratta di un vino ricercato per le tavole più raffinate italiane ed internazionali, una delle più grandi espressioni dell’enologia italiana, che, penetrando in tutti i mercati, concorre a nobilitare l’immagine del vino made in Italy.

Il Brunello di Montalcino è un vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), che deve rispondere alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal relativo disciplinare di produzione.

Il Brunello di Montalcino deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno Sangiovese che a Montalcino viene denominato Brunello.

L’origine del nome di questa varietà è incerta, probabilmente sarebbe legato al precoce germogliamento caratteristico del Sangiovese da cui deriverebbe il termine dialettale Sangiovannina tipico della Toscana nord-occidentale (Sarzana), che è sinonimo di uva primaticcia.

Anche il modo dei filari a stanga, che collega due viti (dal latino jugalis) e richiamano la modalità di allevamento tipiche del Sangiovese.

Il Sangiovese è la varietà di uva più coltivata in Italia, soprattutto nel centro, si ritiene che sia originario della Toscana e più precisamente della zona del Chianti, mancano però notizie attendibili precedenti al sedicesimo secolo.

Nell’800 il Sangiovese inizia ad espandersi dalla Toscana verso l’Emilia Romagna, l’Umbria, l’Abruzzo, parte del Lazio, la Puglia settentrionale e la zona ovest della Campania, diffondendosi per tutta la penisola.

Fin dal diciottesimo secolo hanno dimostrato la corrispondenza del Sangiovese toscano e quello romagnolo, il Brunello, il Prugnolo e il Morellino.

Esistono due tipologie fondamentali di questo vitigno; il Sangiovese Grosso con sinonimi: Brunello, Prugnolo, Gentile, Sangioveto Grosso, coltivato prevalentemente in Toscana e in Romagna; e il Sangiovese Piccolo, che ha diversi sinonimi in funzione della zona, in cui compare il Sanvicetro coltivato nel Casentino.

Quelle varianti con acino piccolo e dalle foglie piccole, danno minor vigore e meno zucchero e più acidi.

L’acino tipico del Sangiovese ha la forma rotondeggiante a volte quasi ellissoidale, regolare e uniforme.

La buccia è consistente, molto ricca di pruina, poco spessa e di colore nero-violaceo.

Sopporta abbastanza bene vento e siccità e tollera poco le gelate primaverili; predilige le aree collinari e i terreni mediamente o scarsamente fertili, argilloso-calcarei con molto scheletro, che si asciugano durante la maturazione.

Rappresenta il vitigno fondamentale di numerosi vini come per citare i più famosi :Rosso e Brunello di Montalcino, Chianti, Carmignano, Vino Nobile e Rosso di Montepulciano, Morellino di Scansano = 100% Sangiovese Grosso in purezza, Sangiovese di Romagna, Torgiano Rosso Riserva, Montefalco.

Le DOCG, DOC, IGT in cui rientra sono davvero numerosissime, più di un centinaio.

Il Brunello di Montalcino, non può, per legge, essere immesso al consumo prima del primo gennaio dell’anno successivo al termine dei cinque anni, calcolati considerando l’annata della vendemmia. Quindi l’annata 2010, per esempio, potrà essere commercializzata solo a partire dal primo gennaio 2015.

Inoltre, prima dell’immissione al consumo deve essere sottoposto a un periodo di affinamento di almeno due anni in contenitori di rovere di qualsiasi dimensione e deve subire un periodo di affinamento in bottiglia di almeno quattro mesi.

Per poter accedere alla qualifica “Riserva”, il Brunello deve essere immesso al consumo dopo il primo gennaio dell’anno successivo al termine dei sei anni calcolati considerando l’annata della vendemmia.

Riprendendo l’esempio di cui sopra, l’annata 2010 potrà essere commercializzata con la qualifica “Riserva” a partire dal primo gennaio 2016.

Al Vinitaly di Verona ho potuto degustare varie tipologie di questo ottimo vino. Vi propongo alcune schede sintetiche di degustazione.

 

 

Brunello di Montalcino “BANFI” DOCG 2008

Alla Vista: un colore molto intenso con riflessi violacei piuttosto evidenti, con dei riflessi granati.

Olfatto: intensità olfattiva elevata con note speziate e profumo fruttato.

Gusto/tatto: molto corposo ed equilibrato, di media acidità e astringenza.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica elevata, molto persistente.

Titolo alcolometrico dich.ver. (%vol.) 13,50/13,84

Tappo sughero monopezzo

 

Brunello di Montalcino “CAPARZO” DOCG ” 2008

Alla Vista: colore intensamente violaceo con riflessi granati.

Olfatto: di alta intensità olfattiva con profumo fruttato e diverse note speziate.

Gusto/tatto: molto corposo, equilibrato di media acidità e astringenza.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica elevata, molto persistente.

Titolo alcolometrico dich.ver. (%vol.) 13.50/13,72

Tappo sughero monopezzo

 

Brunello di Montalcino “MARCHESI dè FRESCOBALDI” DOCG Castelgiocondo 2008

Alla Vista: colore molto intenso con riflessi violacei alquanto evidenti con riflessi granati.

Olfatto: intensità olfattiva elevata con profumo fruttato e note speziate.

Gusto/tatto: molto corposo, equilibrato, di media acidità, piuttosto astringente.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica elevata molto persistente.

Titolo alcolometrico dich.ver. (%vol.) 13.50/13,76

Tappo sughero monopezzo

 

Chianti Classico “ANTINORI” DOCG Pèppoli 2008

Alla Vista: colori intensi con riflessi violacei piuttosto evidenti

Olfatto: intensità olfattiva elevata con note floreali

Gusto/tatto: molto corposo, equilibrato, con media acidità e astringenza elevata.

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica piuttosto elevata, molto persistente.

Titolo alcolometrico dich. ver. (%vol.) 13.00 13,36

Tappo sughero monopezzo

 

Chianti Classico “CASTELLI di GREVEPESA” DOCG Castelgreve 2010

Alla Vista: colore molto intenso con riflessi violacei alquanto evidenti

Olfatto: intensità olfattiva piuttosto elevata con profumo di fruttato

Gusto/Tatto: corposo, abbastanza equilibrato, di buona acidità, piuttosto astringente

Percazioni retrolfattive: ricchezza aromatica , persistente.

Titolo alcalometrico dich. ver.(%vol) 1\3.00 13,37

Tappo sughero monopezzo.

 

Morellino di Scansano”VIGNAIOLI del MORELLINO di SCANSANO” DOCG 2010

Alla Vista: colore molto intenso con riflessi violacei alquanto evidenti

Olfatto: intensità olfattiva elevata con note floreali con profumo di fruttato

Gusto/Tatto: corposo, piuttosto equilibrato, di media acidità e astringenza

Percezioni retrolfattive: ricchezza aromatica abbastanza elevata, persistente.

Titolo alcalometrico dich. ver. (% vol.) 13.00 12,96

Tappo sughero monopezzo

 

Renato Hagman

Italia ed Europa per il Mundial di Tango di Buenos Aires

Marina di Castello e Todi saranno i due Preliminari Ufficiali del Tango Buenos Aires Festival y Mundial de Baile 2014, rispettivamente per i Campionati Italiani e Campionati Europei di Tango 2013. 
Grazie al consolidato successo delle edizioni precedenti, Barbara Cicero ha infatti rinnovato il suo incarico esclusivo con il Ministerio de Cultura del Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires per l’organizzazione delle due manifestazioni che anticipano l’appuntamento più importante e più atteso al mondo per il Tango internazionale. Quest’ anno, inoltre, tutta l’organizzazione sarà condivisa con la Federazione FIDA ITALIA (Federazione Italiana Danza Amatoriale) e con l’AIMB (Associazione Italiana Maestri di Ballo), grazie alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione con il Presidente Nicola Amato.

Come di consueto, anche quest’anno i due festival, oltre ad ospitare le ambite competizioni di ballo, daranno spazio anche alla storia, alla tradizione e all’arte legata alla Cultura del Tango con eventi, mostre e performance collaterali.
 Per le nuove edizioni 2014, i Festival daranno spazio anche a iniziative sociali e umanitarie, ospitando la grande organizzazione medico-umanitaria MEDICI SENZA FRONTIERE, che sarà presente per tutta la durata della manifestazione, offrendo ai partecipanti e al pubblico l’opportunità di avvicinarsi, conoscere le attività e i progetti e diventare sostenitore di questa grande organizzazione operativa in tutto il mondo, da oltre 40 anni. Durante entrambi i Festival verrà anche attivata una raccolta fondi in favore di Medici Senza Frontiere.

Un’altra importante iniziativa sociale, che verrà presentata durante i due Festival, grazie alla collaborazione con FIDA Italia è il suo progetto A passi di danza nella diversità, dedicato ai ragazzi con Sindrome di Down. Sia a Castel Volturno, che a Todi, verrà presentato il gruppo “Cos’altro e’ possibile?”, iscritti alla FIDA Italia e facenti patte della AIPD (Associazione Italiana Persone Down) di Roma, che si esibirà in una performance di Tango Argentino, durante lo spettacolo delle finalissime di Campionato, tanto Italiano, quanto Europeo.

Anche per il 2014, il Palmarès degli artisti invitati sarà di primissimo livello e, ancora una volta, il duplice appuntamento sarà anche un’occasione unica, sia per i partecipanti che per il pubblico, di condividere importanti momenti di confronto artistico e di conoscenza di nuove culture che confluiscono in questa unica grande passione che è il Tango.

Per quanto riguarda i Campionati Italiani, è stato scelto un territorio con una grande tradizione tanguera e sede di numerosi eventi, festival, maratone, dedicati al Tango Argentino: la Campania. Il Festival si svolgerà dal 15 al 18 maggio e la sede sarà un’affascinante struttura alberghiera, che ben si presta per ospitare tutte le attività previste nel programma del Festival, incluso lo spettacolo finale “Finalitango”.
Tra gli ospiti di fama mondiale, artisti come Ricardo Barrios e Laura Melo, Claudio Villagra, i Campioni del Mondo 2011, i colombiani Diego Benavidez e Natasha Agudelo, saranno i componenti della Giuria, affiancati da altre coppie straordinarie, protagonisti di esibizioni e workshop, che arricchiranno il programma del Festival, tra cui Yanina Quiñones e Neri Piliu, Vice Campioni Mondiali di Tango Salón ed Escenario, i Campioni Europei 2013 Gioia Abballe e Simone Facchini, i Campioni Italiani 2013 Francesca del Buono e Giampiero Cantone.

La musica dal vivo sarà rappresentata dal Buenos Aires Cafè Quintet e non mancheranno momenti dedicati all’arte e alla moda con esposizioni, mostre e sfilate.
 A completare il programma del festival, tutte le sere si potrà ballare nelle Noches de Milonga con i migliori DJ del panorama internazionale, con emozionanti esibizioni e performance di tutti i giurati, gli artisti e i maestri invitati.
Il Campionato Italiano vedrà la partecipazione di coppie in rappresentanza di tutte le Regioni italiane e seguirà strettamente il Regolamento di Gara del Mundial di Buenos Aires, premiando i migliori ballerini italiani di Tango Argentino, nelle due categorie di Tango de Pista e di Tango Escenario. 
Il premio per i vincitori consisterà, oltre a un compenso in denaro, nel viaggio andata e ritorno a Buenos Aires, con un soggiorno di 3 giorni, per partecipare di diritto alle Semifinali del Mundial 2014, oltre al diritto di partecipare alle Finali dell’ European Tango Championship, quest’anno nuovamente in Italia, a Todi (PG), dal 9 al 13 luglio 2014. 
La selezione musicale delle gare sarà curata, come sempre, da uno dei maggiori esperti di tango e pioniere tra i Musicalizadores italiani (e internazionali), il torinese Alfredo Petruzzelli.

Per quanto riguarda la sede europea, è stata scelta Todi (PG), territorio molto coinvolto dal Tango e sempre ben disposto ad ospitare iniziative dedicate a questa grande passione. Il Festival si svolgerà dal 9 al 13 luglio, in varie sedi prestigiose della cittadina Umbra.
 Anche in tale ambito la rosa degli artisti invitati è ricchissima: Vanesa Villalba e Facundo Piñero, Gaspar Godoy e Carla Mazzolini saranno alcuni dei componenti della Giuria, affiancati da altre coppie straordinarie, protagonisti di esibizioni e workshop, come per esempio i Campioni Europei e Russi Dmitry Vasin ed Esmer Omerova. 
Non mancheranno concerti dal vivo e momenti dedicati all’arte e alla moda con grandi Special Guests. Todi sarà anche la location ideale dove presentare importanti mostre culturali, legati alla storia del Tango e allo stretto legame con il nostro paese. Come di consueto, ogni giornata del festival si concluderà con una Noche de Milonga, con i migliori DJ del panorama internazionale ed emozionanti esibizioni e performance di tutti i giurati, i maestri e gli artisti invitati.
 Il Campionato Europeo vedrà la partecipazione di coppie in rappresentanza di tutta Europa, e di Turchia e Israele, vista la grande richiesta di partecipazione da parte di queste due nazioni. La competizione – che avrà come colonna sonora una selezione musicale curata da Alfredo Petruzzelli – seguirà strettamente il Regolamento di Gara del Mundial di Buenos Aires, premiando i migliori ballerini Europei di Tango Argentino, nelle due categorie di Tango de Pista e di Tango Escenario. 
Il premio per i vincitori consisterà, oltre ad un compenso in denaro, nel viaggio di andata e ritorno per Buenos Aires, con un soggiorno di 3 giorni, per partecipare di diritto alle Finali del Mundial 2014, che si svolgeranno a Buenos Aires dal 13 al 26 di agosto: un evento di assoluta e vorticosa energia tanguera.

Il calendario specifico degli eventi collaterali nell’ambito dei Campionati Europei è in corso di definizione e verrà comunicato quanto prima.

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

Tener-a-Mente 2014

Giunge alla sua quarta edizione il prestigioso “Festival del Vittoriale Tener-a-Mente” sotto la direzione di re:think-art di Viola Costa e Luca Faustini, che si terrà dal 21 giugno al 3 agosto 2014 sul palcoscenico del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera.

La rassegna estiva, inaugurata nel 1952 dall’orchestra de La Scala diretta da Carlo Maria Giulini, nel 2011 è diventata “Festival del Vittoriale tener-a-mente” e in tre anni ha registrato oltre 46.000 spettatori, confermando un trend in crescita costante, ospitando tra gli altri artisti Lou Reed, Keith Jarrett, Franco Battiato, Francesco de Gregori, Momix, il New York City Ballet e l’American Ballet Theatre.

Sono 39 in tutto il mondo i Paesi di provenienza di acquisto dei biglietti online, dall’Australia a Israele, dalla Russia alla Nuova Zelanda. E per i 7 spettacoli del 2014 già annunciati, sono stati registrati acquisti da 17 diverse regioni italiane e 26 Paesi al mondo.

Ad inaugurare la quarta edizione del Festival del Vittoriale, sarà l’attesissimo concerto di Paolo Conte, che torna al Festival dopo aver ritirato nel 2012 il Premio “Il Vittoriale” dalle mani del Presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri. Vista la grande richiesta per quella che al momento è l’unica data italiana annunciata, nonostante i biglietti siano già esauriti, è stata aperta una lista d’attesa, aspettando il riassortimento di posti disponibili.

Una delle artiste più richieste dal pubblico del Festival del Vittoriale è Fiorella Mannoia, che esordirà sul palco gardesano proponendo il meglio del suo repertorio, accompagnata dalla sua band.

Altro gradito ritorno, dopo il successo del 2012, quello di Pat Metheny con il suo Unity Group, che ha scelto il Vittoriale per chiudere il suo tour italiano.

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Per la Danza il Festival rinnova l’appuntamento con le più prestigiose compagnie di danzatori internazionali. Ospiti del Festival quest’anno la Martha Graham Dance Company, ritenuta ad oggi la compagnia di modern dance di maggior fama al mondo, e Eleonora Abbagnato, la prima star ad inaugurare il Festival “tener-a-mente” 3 anni fa. L’étoile dell’Opéra di Parigi danzerà nell’affascinante cornice dell’anfiteatro dannunziano insieme alle Stelle dell’Opéra di Parigi, come Nicolas Le Riche e Clairemarie Osta.

Ogni anno il Festival rende omaggio al padrone di casa Gabriele d’Annunzio invitando grandi interpreti del teatro e del cinema italiani a dar voce ad alcune fra le più belle pagine, spesso inedite, del Vate. Dopo l’applauditissimo Filippo Timi del 2013, quest’anno sarà Alessandro Haber a portare sul palco la sensualità del d’Annunzio seduttore attraverso una selezione di passi erotici dal “Solus ad solam” e di lettere inedite alla contessa Mancini. Lo spettacolo “Il demone seduttore – Omaggio a d’Annunzio” si svolge nella suggestiva cornice del Laghetto delle Danze, l’area più selvaggia del parco del Vittoriale (vincitore nel 2012 del premio “Il parco più bello d’Italia”), da sempre chiuso al pubblico e riaperto dalla Fondazione nel marzo 2013 in occasione del 150esimo anniversario della nascita del Vate. Il laghetto, a forma di violino in omaggio a Gasparo da Salò, fu concepito dal Poeta per ospitare spettacoli coreutici su una piattaforma circolare che entra nelle acque del laghetto, incorniciando il palco con la scenografia della cascata naturale formata del Rio dell’Acqua Savia.

Damon Albarn, icona della musica britannica, leader dei Blur e dei Gorillaz, presenterà il suo primo album da solista “Everyday Robots”, in uscita a fine aprile, in prima nazionale al Vittoriale. Eclettico e pluripremiato cantante, compositore e produttore, per stile musicale e testi sempre attuali Damon è considerato uno dei musicisti più influenti e interessanti del Regno Unito.

L’Orquesta Buena Vista Social Club ha scelto il Festival del Vittoriale come prima tappa dell’ultimo tour prima dello scioglimento del gruppo: un’altra prima Nazionale.

Sul palco gardesano si esibirà per la prima volta anche Burt Bacharach, uno degli autori più celebri e rispettati del panorama musicale mondiale, che ha all’attivo una vastissima carriera come compositore, arrangiatore, cantante e pianista.

Per la prima volta al Vittoriale anche i The National, una delle formazioni indie rock più importanti e influenti, reduci dalla nomitanion ai Grammy come “Best Alternative Album 2013”.

Novità nella formula del Festival la proposta TENER-A-MENTE OFF: una tre-giorni al Laghetto delle Danze, con tre concerti in solo che si muovono nell’area della musica jazz e improvvisata, proposti da artisti di formazione diversa, con forti contaminazioni dal rock al pop, alla musica contemporanea. In questo contesto torna al Vittoriale Walter Beltrami con il suo progetto “Looperville – Solo Guitar Orchestra”, artista e compositore di grande talento, già ospite nel 2010 e nel 2012, in occasione della presentazione dei progetti del suo quintetto “Paroxysmal Postural Vertigo”, l’ultimo dei quali prodotto dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Con Looperville Beltrami sarà in studio di registrazione poche settimane prima del concerto. Il giorno successivo sarà la volta di Colin Stetson in Sax Solo (noto al grande pubblico del pop pop per la sua collaborazione con gli Arcade Fire, e per le sue incursioni in progetti di Tom Waits, Lou Reed, David Byrne…). Chiude la piccola maratona jazz lo svedese Bobo Stetson, pianista ECM tra i più apprezzati.

Il circo teatro arriva al Festival con il duo belga Okidok e il loro “Slips Inside”, uno spettacolo esilarante in cui Xavier Bouvier e Benoît Devos si lanciano alla ricerca del clown dentro di loro. Costumi essenziali, scenografie minimali, un uso maestrale del corpo e della mimica. Uno spettacolo per tutti, adulti e bambini, inserito eccezionalmente in orario pomeridiano per favorire l’accesso al teatro alle famiglie.

Per la prosa “Il Sangue”, uno spettacolo di e con con Pippo Delbono, con Petra Magoni e le musiche di Ilaria Fantin, in cui Delbono canta le emozioni più terrene, carnali e ancestrali, partendo dal mito di Edipo.

A chiudere la rassegna, l’atteso “Il Mercante di Venezia” di Giorgio Albertazzi, che arriva al Vittoriale dopo aver ritirato nel 2013 a Pescara il Premio Speciale “Il Vittoriale” dalle mani del Presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri.

Ancora riserbo sull’ultimo grande ospite, che si esibirà sul palco del Vittoriale l’1 agosto e il cui nome sarà annunciato nei prossimi giorni.

Da oggi, venerdì 25 aprile, sono aperte le prevendite di tutti gli spettacoli del Festival sul sito http://www.anfiteatrodelvittoriale.it e nei tradizionali punti di prevendita sul territorio.

La biglietteria del teatro sarà aperta dal 19 maggio; fino ad allora sarà attivo il numero 340/1392446

 

Marco Guerini
 

I colori della luna

Sabato 15 marzo scorso si è svolto il concerto pianistico di Leonora Armellini, presso l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma.

La luna, con le sue fasi e i suoi colori, ci introduce ad un nuovo giorno. Lo stesso si può dire per un concerto, se poi l’interprete è Leonora Armellini (vincitrice del premio “Janina Nawrocka” al Concorso F. Chopin di Varsavia, ha collaborato con importanti orchestre quali I Solisti Veneti, Orchestra da Camera di Kiev e Sinfonia Varsovia). Fin dall’Andante Spianato e Grande Polacca di Chopin, che apre il pomeriggio musicale, si possono ascoltare immediatamente le qualità di una grande interprete del compositore polacco, in una serata di musica ad alto livello tanto che, danzando sulle note del pianoforte, la luna stessa ci ha mostrato tutti i suoi romantici colori, anche quelli più nascosti.

Ma i colori?

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalle prime note che evidenziano il candore di quella musica così nascosta e allo stesso tempo così presente fra gli ascoltatori. Proprio così, il pubblico vuole sentirsi partecipe della bellezza celestiale, di quelle sonorità che goccia a goccia ti coinvolgono in una sfumatura così tenue e allo stesso tempo così romantica. Direi proprio l’apogeo del Romanticismo.

La giovane pianista ci assorbe in un turbinio di note ed accordi dell’autore, interpretato sempre ad altissimi livelli e con un fraseggio che non lascia nulla al caso, semmai ne sottolinea la perfezione di un’artista ormai sulla cresta dell’onda.

Il clou della serata era rappresentato dall’esecuzione intensa e volitiva della pianista che rendeva, se possibile, le note letteralmente intriganti con i suoni che provenivano dallo strumento ligneo acquistando una valenza meravigliosa.

Allora quali sono i colori? La fantasia può spaziare proprio guardando le sfumature della luna e associandole ad ogni nota e ad ogni accordo che l’artista offre, senza alcuna sbavatura, a tutti gli amanti della vera musica romantica che rappresenta al meglio il periodo dell’Ottocento. I suoni e i colori della serata offerta al pubblico della I.U.C., hanno lasciato nell’aria tutti gli effetti della bellezza musicale propria di questa giovane interprete d’eccezione.

 

Bruno Bertucci