Il Tempio di San Cristoforo alla Certosa con la guida

 

Giovanni Masi (Ferrara, 1761 . 1826)
“Beata Vergine del Rosario con i Santi Giorgio, Maurelio e fanciullo che offre la pianta della Fortezza”

(tela cm. 425×285 visibile all’interno del laboratorio di restauro)

L’affluenza alla prima visita guidata all’interno del Tempio certosino, ha confermato ancora una volta l’interesse e l’affezione del pubblico per San Cristoforo alla Certosa. Per mantenere questo legame con uno dei monumenti più importanti della città, i Musei di Arte Antica del Comune di Ferrara rinnovano l’invito agli appassionati a partecipare alle prossime visite guidate.

Un nuovo appuntamento sarà in programma nel pomeriggio di sabato 19 gennaio 2019 (la prima visita si terrà dalle 14 alle 15 e la seconda dalle 15 alle 16).

Nell’occasione Elisabetta Lopresti, attraverso una puntuale descrizione del patrimonio esposto all’interno del Tempio, farà conoscere ai visitatori le peculiarità di San Cristoforo quale testimone degli aspetti artistici ed architettonici cartusiani, in relazione alla vicenda estense e alla storia della città, dalla devoluzione alle soppressioni napoleoniche a seguito delle quali il complesso certosino viene trasformato in cimitero pubblico.

Nel laboratorio di restauro, attivo all’interno della Chiesa, per l’occasione saranno visibili monumentali tele che rappresentano due importanti momenti della cultura figurativa ferrarese, inquadrabili nell’ambito pre-devoluzione e nel successivo periodo napoleonico.

Giovanni Giannelli collaboratore del Laboratorio di Restauro “Ottorino Nonfarmale”, traccerà tecnicamente l’intervento di restauro manutentivo, illustrando nel contempo le complesse operazioni di ricollocazione delle opere.
Come consuetudine per la partecipazione alla visita è necessario prenotare al 0532.232924, nei giorni di lunedì 14, mercoledì 16 e venerdì 18 gennaio 201 dalle ore 9 alle 11.

Il terzo appuntamento con visita guidata gratuita, previa prenotazione, si terrà nel pomeriggio di sabato 2 febbraio 2019. La prima visita si terrà dalle 14 alle 15 e la seconda dalle 15 alle 16.

In questa occasione l’architetto Giuliana Marcolini, che da anni collabora con i Musei di Arte Antica, condurrà la prima parte del percorso di visita spiegando l’assetto di San Cristoforo in base ai dettami della regola certosina che, fin dal sorgere dei primi monasteri, hanno determinato le forme architettoniche degli spazi di vita e di preghiera.

Le prenotazioni saranno possibili telefonando al 0532.232924, nei giorni di lunedì 28, mercoledì 30 gennaio e venerdì 1 febbraio 2019 dalle ore 9 alle 11.

Si ricorda che l’ingresso libero e gratuito al Tempio sarà comunque possibile nelle mattinate di sabato 19 gennaio e del 2 febbraio (dalle 10 alle 13), mentre i pomeriggi saranno riservati alle visite guidate.
Nelle domeniche 20 gennaio e 3 febbraio 2019 il Tempio sarà visitabile con ingresso libero e gratuito dalle 10 alle 16.

 

Alessandro Zangara (anche per la foto)

 

 

 

“Another Earth” di Bruna Rotunno

 

Red Lab Gallery/Miele presenta la mostra di Bruna Rotunno, Another Earth, a cura di Gigliola Foschi. L’esposizione è la prima di un ciclo di 4 mostre personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”.

Another Earth è una nuova ricerca, creata da Bruna Rotunno durante numerosi viaggi in molti luoghi del nostro pianeta. Ciò che emerge da queste immagini non è però una documentazione geografica o paesaggistica: l’autrice anzi nega qualsiasi visione d’insieme.

Lo sguardo corre vicino alle rocce o sulla superficie scintillante e cangiante del mare, poi entra nel tronco vuoto di un ulivo contorto, quasi volesse immedesimarsi con la sua sofferenza e il suo slancio verso il cielo. Quella di Bruna Rotunno è una fotografia essenziale e vibrante, che si lascia assorbire dalla natura e che, proprio per questo, non la descrive. È una fotografia nata da un incontro intimo e appassionato con la Madre Terra, con la sua energia primigenia, i suoi colori che si accendono di una cromia magica. Queste immagini, pervase da un senso di ineffabile mistero, sono la risposta al richiamo di una natura vista e sentita come un mondo potente, ancora capace di stupire e di offrire esperienze profonde, nelle quali immergersi e rigenerarsi. L’approccio visivo di Bruna Rotunno è infatti magico-rivelatorio, proteso a evocare l’intensità di un legame emozionale e quasi corporeo, tanto da far emergere la forza potente di un universo naturale non piegato ai voleri dell’uomo.

Lo spazio avvolgente e innovativo della Red Lab Gallery / Miele (che presenta il sistema photoShoWall, composto da moduli-cornice che possono ospitare immagini intere o scomposizioni inedite) ha offerto inoltre all’autrice l’opportunità di progettare uno spazio immersivo, dove i visitatori possano entrare nella sua opera e “sentire” l’energia della natura: quella potenza oltreumana – a volte incantata, a volte addirittura “stregata” – che le sue fotografie riescono a comunicare. Non più appese ai muri, come avviene nelle gallerie tradizionali, le sue opere (fotografie e video) divengono spazio ed esperienza.

Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo la mostra di Bruna Rotunno, vedrà esporre: Ulderico Tramacere con Nylon (7 marzo – 1 aprile 2019), Erminio Annunzi con Nel buio si cela la luce (aprile/maggio 2019), Alessandra Baldoni con Atlas (giugno/luglio 2019).

Bruna Rotunno, nata a Matera, vive e lavora tra Milano e Parigi. Ha collaborato per anni con la Condè Nast e con le maggiori agenzie di advertising firmando campagne per clienti come Bmw, Alitalia, American Express, Audi, Loro Piana, Zegna, etc. Autrice che lavora con fotografie e video ha esposto in numerose gallerie sia in Italia che all’estero. Ha avuto una personale alla Triennale di Milano (Shangai 24h, 2010) e ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2005 con il cortometraggio Sultans Dream. Il suo lavoro Women in Bali è stato esposto presso la Visual Arts di New Delhi, il Museo d’Arte Orientale di Torino (MAO) e la Sacred Gallery di Hong Kong. In Francia è rappresentata dalla galleria Molin Corvo di Parigi. Ha pubblicato sei libri e vinto due volte il Prix de la Photographie Paris.

Mostra a cura di Gigliola Foschi

Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 4, Milano

25 gennaio – 27 febbraio 2019

Orari di apertura

Da lunedì a venerdì 15.00-19.00

Sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

De Angelis (anche per la fotografia)

Pena di morte: voto ONU a favore dell’abolizione

Un numero record di stati membri delle Nazioni Unite ha votato, il 17 dicembre, a favore della risoluzione che chiede una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena di morte.
Dei 193 stati membri delle Nazioni Unite, 121 hanno votato a favore della settima risoluzione presentata dal Brasile e sponsorizzata da 83 stati alla sessione plenaria dell’Assemblea generale a New York; 35 hanno votato contro e 32 si sono astenuti.
Nel dicembre 2016 i voti a favore erano stati 117. Per la prima volta Dominica, Libia, Malaysia e Pakistan hanno votato a favore, mentre Antigua e Barbuda, Guyana e Sud Sudan sono passati dal voto contrario all’astensione.
Guinea Equatoriale, Gambia, Mauritius, Niger e Ruanda hanno ripreso la loro posizione abolizionista, a differenza di quanto fatto nel 2016. Nauru è passata dal voto favorevole al voto contrario, Bahrein e Zimbabwe dall’astensione al voto contrario e Congo e Guinea dal voto a favore all’astensione.
“Il fatto che un numero record abbia votato in favore della fine delle esecuzioni mostra che l’abolizione globale della pena di morte sta diventando un’inevitabile realtà. Un mondo libero dalla pena di morte è più vicino che mai”, ha dichiarato Chiara Sangiorgio, esperta sulla pena di morte di Amnesty International.
“Questo voto significa che un numero sempre maggiore di paesi vuole intraprendere passi per porre fine una volta per tutte a questa punizione crudele, inumana e degradante”, ha aggiunto Sangiorgio.
“Il voto mostra anche il crescente isolamento dei 35 stati che hanno votato contro la risoluzione. Gli stati che ancora mantengono in vigore la pena capitale dovrebbero istituire immediatamente una moratoria sulle esecuzioni, quale primo passo verso l’abolizione”, ha concluso Sangiorgio.
Nel 1945, anno di fondazione delle Nazioni Unite, solo otto degli allora 51 stati membri avevano abolito la pena di morte. Nel 2017 le esecuzioni hanno avuto luogo in soli 22 stati membri, l’11 per cento del totale.

Amnesty International Italia

 

Film e lezione di cinema per il centenario di Rosa Luxenburg

Lunedì 21 gennaio, alle ore 16.00, in occasione dei 100 anni dell’assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico promuove un’iniziativa che al suo centro prevede la proiezione del film Rosa Luxemburg di Margarethe von Trotta e una “lezione di cinema” nella quale la regista parlerà della sua opera insieme al Prof. Pietro Montani. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione e il sostegno del Centro Sperimentale di Cinematografia, Goethe Institut, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté e Casa del Cinema. Ad introdurre la serata saranno proprio Vincenzo Vita, presidente della Fondazione AAMOD e Felice Laudadio, presidente della fondazione CSC.

Il pluripremiato film di Margarethe von Trotta è un ritratto della coraggiosa rivoluzionaria, attivista politica, filosofa, esempio tuttora di un socialismo dal volto umano e icona del movimento operaio  internazionale e antimilitarista.
La ricerca di Rosa Luxemburg per la von Trotta è stata la scoperta di una donna per la quale non c’era stato mai un tempo né uno spazio. Una donna poco amata, sia dal suo partito, la socialdemocrazia tedesca, sia dall’Internazionale, accusata di aver precipitato per avventurismo il fallimento della rivoluzione tedesca. Una donna di cui l’ultimo degli interessi fu la nazionalità e il primo la lotta contro la burocrazia, il potere, la guerra.

“Ci sono due  tipi di film per me – dichiara Margarethe von Trotta – quelli che vengono dall’interno e sono un viaggio nell’inconscio, e quelli che guardano al  mondo, come è il caso di Rosa Luxemburg che era una rivoluzionaria radicale, non sopportava di vedere sangue e ha lottato per tutta una vita contro la guerra, con il sogno di poter creare una società migliore. Per il mio lavoro cinematografico è fondamentale comprendere che significa  confrontarsi  con la realtà, qualunque essa sia, e concepire trame in cui gli spettatori possano identificarsi con le situazioni e con i personaggi. Ma il personaggio ritratto dalla regista in questa opera, peraltro recentemente restaurata e ripresentata a Berlino proprio pochi giorni fa, va aldilà di un messaggio politico e ideologico preciso:  “Non faccio film per politica o per comunicare un mio preciso messaggio politico – continua  von Trotta – benché la politica interessi ed influenzi spesso anche la vita dei miei personaggi.
ROSA LUXEMBURG nasce nel 1871 in Polonia, ebrea della Galizia. Nel 1898 sposa un tedesco per ottenere la cittadinanza, con l’obiettivo di militare nel Partito Socialdemocratico  Tedesco (SPD), allora il più grande in Europa. Per lei è la scelta giusta, al fine di realizzare il sogno di una rivoluzione.
Nel 1914, con l’avvento della Prima Guerra Mondiale, Rosa avvia una campagna, con comizi e manifestazioni di  massa, contro il coinvolgimento della Germania nel conflitto e a favore della pace. Ma si vede tradita dai suoi stessi compagni che sposano il Nazionalismo a favore della  Guerra.
Per impedirle di continuare di lottare contro il Militarismo e per l’internazionalismo pacifista, Rosa, accusata di disfattismo, subisce vari periodi di detenzione in diverse prigioni fino al 1918. Neanche un anno dopo, partecipa alla rivolta operaia, ma viene brutalmente massacrata dai soldati inviati dal governo socialdemocratico a soffocare tale insurrezione.

Casa del Cinema

Largo Marcello Mastroianni 1 – Roma

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

 

Un anno di volo libero e parapendio

Winter Cup a Niscemi

Il volo libero in parapendio e deltaplano si appresta ad affrontare l’anno nuovo con tutte le carte in regola per i migliori successi.

A cavallo tra la fine del 2018 e la Befana 2019 si è volata la prima edizione della Winter Cup Sicilia che ha coinvolto tutte le realtà di volo libero dell’isola. Ben 70 piloti di parapendio provenienti da tutta Italia e dall’estero hanno levato le loro vele dal letargo invernale, un indiscusso successo di partecipazione. Non hanno intaccato il generale entusiasmo le difficoltà con le quali gli organizzatori hanno dovuto fare i conti a partire dalla meteo non eccellente a dispetto delle aspettative.

Alla fine hanno trovato il sito giusto per due voli: Niscemi in provincia di Caltanissetta. Dal decollo Belvedere, una terrazza panoramica a 322 metri d’altitudine con una magnifica vista sulla piana di Gela, la moltitudine di parapendio colorati si è alzata in cielo percorrendo tragitti ragguardevoli per la stagione invernale prima di toccare terra.

Al termine sono state stilate tre classifiche: “open” con vittoria di Marco Busetta, geologo di Paternò, seguito da Alfio Ragaglia di Giarre e da Federico Brown Manzone di Pedara, tutti piloti del catanese. A pari merito con Brown Manzone un ragusano trapiantato a Bologna, Alberto Vitale, pilota come Busetta del team azzurro. Nella categoria “serial” vittoria del palermitano Ciro Spataro, seguito dai catanesi Nicola Scorza e Francesco Formica. Altri due palermitani nella categoria “sport”: primo Walter Lo Giudice e terzo Alessandro De Vivo. In mezzo a loro, mosca bianca tra tanti siciliani, Flavio Perona di Torino.

Il grande successo dell’evento ha gettato le basi per la nascita di un nuovo progetto: il Campionato Regionale Siciliano (CReSi), patrocinato dalla FIVL come la Winter Cup.

Una pagina importante per il volo in deltaplano si aprirà in Friuli tra il 12 e il 27 luglio dove l’Italia ospiterà la XXXII edizione dei Campionati del Mondo di deltaplano con base a Tolmezzo (Udine). Per la prima volta l’evento non si svolgerà in una singola nazione, ma le gare si estenderanno ai cieli delle vicine Austria e Slovenia. L’organizzazione, a cura di Aero Club Lega Piloti e Flyve sta lavorando a pieno regime per garantire il massimo successo alla competizione. Invece attendono al successo agonistico i piloti del team azzurro di deltaplano nove volte campione del mondo e quattro campione d’Europa.

Subito dopo dal 5 al 18 agosto la squadra nazionale di parapendio, vice campione d’Europa in carica, volerà a Kruscevo in Macedonia, sito che la federazione internazionale ha scelto per la disputa della 16.a edizione dei Campionati del Mondo di questa specialità. Il CT della squadra, il milanese Alberto Castagna, è già al lavoro per scegliere i componenti del team in base ai risultati delle gare previste dal calendario ufficiale dell’Aero Club Lega Piloti.

Gustavo Vitali (anche per la fotografia)

 

Il lago dei cigni al Teatro Carlo Felice di Genova

 Venerdì 11 gennaio, alle ore 15.30 (G) e alle ore 20.00 (A), al Teatro Carlo Felice, va in scena il celebre balletto Il lago dei cigni, il secondo titolo del ciclo Čajkovskij realizzato con il sostegno di Crédit Agricole, al quale seguirà il 31 gennaio 2019, La bella addormentata – balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo.

Protagonista, nuovamente il Balletto del Teatro Astana Opera, con la Direzione Artistica di Altynai Asylmuratova, ex prima ballerina del Balletto Kirov del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, grandissima étoile che è stata massima interprete di tutti i principali titoli del balletto classico.

Il lago dei cigni non è semplicemente un balletto classico: è il balletto classico per antonomasia. Incompreso al debutto (Teatro Bolshoi, 1877), è diventato, col tempo, l’emblema della danza sulle punte in tutù bianco. Al punto che la donna-cigno, con i suoi movimenti eleganti, flessuosi ed eterei è ormai l’icona stessa della ballerina classica.

Le origini della vicenda risalgono ad antichi racconti popolari russi e tedeschi incentrati sul mito della donna-animale, un genere molto amato nel romanticismo; e l’intreccio è ricco di risvolti psicoanalitici ancora attuali, come il conflitto tra Odette e Odile, il cigno bianco e il cigno nero, due metà della stessa figura “doppia”. Čajkovskij, uomo lacerato, non meno della principessa protagonista, nella musica del Lago mise tutto se stesso, trasfigurando in note i propri tormenti interiori, a cominciare dal famoso Leitmotiv, pieno di pathos, tragico e fatale.

Il Balletto del Teatro Astana Opera, nel proporre Il lago dei cigni al Teatro Carlo Felice, ha scelto la versione di Marius Petipa e Lev Ivanov del 1895, rivisitata da Altynai Asylmuratova: tra le tante che si sono succedute dall’800 a oggi, quella storicamente più importante, nonché la più durevole.

La direzione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice è affidata ad un artista di rilievo, Arman Urasgaliyev, che si alternerà con Abzal Mukhitdinov, entrambi applauditi recentemente nella direzione de Lo schiaccianoci.

Le scene sono state realizzate da Ezio Frigerio, i costumi creati da Franca Squarciapino e le luci sono firmate da Virginio Cheli.

 

Marina Chiappa (anche per la foto)

Lise de la Salle debutta a Roma con “Bach Unlimited”

Lise de la Salle ©Stephane Gallois 2017

Martedì 15 gennaio alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” (ingresso alla Città Universitaria da Piazzale Aldo Moro 5) si svolgerà il primo concerto della IUC per il 2019, che sarà l’occasione del debutto a Roma della trentenne francese Lise de la Salle, unanimemente considerata una delle più interessanti pianiste emergenti: ha fatto sensazione due anni fa il suo debutto a Londra – con la London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano – che, dopo i primi successi in patria, segnò la sua affermazione anche in campo internazionale. Il Washington Post ha scritto di lei: “Per gran parte del concerto, il pubblico ha dovuto ricordarsi di respirare […] L’euforia non si è placata un secondo finché le sue mani non si sono staccate dalla tastiera”.

Ora Lise de la Salle suona regolarmente con molte prestigiose orchestre in tutto il mondo, quali Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, London Symphony, Deutsches Symphonie-Orchester, Orchestre National de France, Filarmonica della Scala, Orchestre National de Belgique, Filarmonica di San Pietroburgo, Tokyo NHK Symphony, collaborando con direttori quali Fabio Luisi, James Conlon, Antonio Pappano e Semyon Bychkov.

Ha inciso vari dischi: al suo cd dedicato a Liszt nel 2011 è stato attribuito il “Diapason d’Or”, oltre ad essere “Editor’s Choice” su Gramophone.

Questo concerto è intitolato “Bach unlimited”, come il suo più recente cd, in cui Lise de la Salle alterna Bach in versione originale a musiche dei secoli successive ispirate a Bach.

Inizia con il celebre “Concerto italiano” di Bach: il video in cui lo suona in un giardino ha ottenuto un altissimo indice di gradimento su youtube. Ci sono poi gli omaggi a Bach di due dei maggiori compositori francesi del Novecento: Albert Roussel, che ha scritto un “Preludio e Fuga” inconfondibilmente bachiano nel titolo ma con armonie e timbri assolutamente novecenteschi, e Francis Poulenc, che ha sorprendentemente dedicato a Bach un valzer, una brevisisma “Valse-improvisation”.

Un altro gruppo di composizioni in programma è costituito da musiche di Bach trascritte da tre grandi compositori-pianisti del passato, Franz Liszt, Ferruccio Busoni e Wilhelm Kempff. Liszt è presente nel programma sia con una propria composizione originale ispirata a Bach, la “Fantasia e Fuga sul tema BACH”, sia con una sua trascrizione pianistica di una composizione per organo di Bach, il “Preludio e Fuga BWV 543”. Di Wilhelm Kempf, che tutti ricordano come uno dei più grandi pianisti tedeschi del Novecento e che ora viene riscoperto anche come compositore di grande spessore, Lise de la Salle eseguirà la trascrizione del celebre “Siciliano” dalla Sonata per flauto e clavicembalo BWV 1031. Ma di gran lunga la più nota di questo gruppo di trascrizioni è quella della “Ciaccona”, opera di Ferruccio Busoni, una delle più geniali creazioni pianistiche del periodo tra fine Ottocento e inizio Novecento, considerata ormai un classico..

Intersecano queste musiche di e da Bach, tre brani in prima italiana del trentenne francese Thomas Enhco: “Chant nocturne” (Canto notturno), “La question de l’ange (La domanda dell’angelo) e “L’aube nous verra” (L’alba ci vedrà). Encho si muove ai confini tra classica e jazz, componendo musica che appartiene ora all’uno ora all’altro campo ma ancora più spesso mescolando questi due mondi. Sulla cresta dell’onda sia come compositore che come pianista, ha vinto nel 2017 il Grand Prix dell’Osaka International Chamber Music Competition ed è tra i giovani musicisti francesi da seguire con maggiore attenzione.

 

Mauro Mariani (anche per la foto di Stephane Gallois)