La scuola del Perugino bussa alle porte di Villa Carlotta

3.Foto_QuadroIntero_LLDGli elementi compositivi ci sono tutti e lo Spettrometro Bruker Alpha ne ha confermato l’autenticità grazie ai propri sofisticati mezzi: la “Madonna con Bambino e San Giovannino” ritrovata nelle collezioni di Villa Carlotta, Museo e Giardino Botanico sul Lago di Como, è un capolavoro della Scuola del Perugino del XVI sec. L’opera, che farà parte delle collezioni permanenti della Villa, rimarrà in mostra fino all’8 novembre.

Un’esposizione che mixa l’antico con la tecnologia. Infatti a compendio dell’antica tavola esposta saranno messi a disposizione del pubblico dei tablet che permetteranno di “esplorare” virtualmente il dipinto. Un morphing permetterà di comprendere le somiglianze tra l’opera recuperata dalla dimora tremezzina e le altre Madonne del maestro fiorentino mentre i più piccoli potranno interagire con il quadro eseguendo un restauro virtuale, passando il dito sull’immagine riprodotta e pulendo la zona toccata.

In particolare, l’allestimento sarà arricchito da una riproduzione 3D dell’opera che permetterà anche alle persone non vendenti di apprezzarne la bellezza.

Ma la vista non sarà l’unico senso coinvolto per apprezzare l’armonia dell’antica tavola. Infatti Villa Carlotta, in collaborazione con la profumeria del Castello di Genova, da luglio proporrà per i propri ospiti anche un percorso sensoriale fatto di profumi ed essenze che sono le stesse in voga al momento dell’esecuzione del quadro.

Un viaggio nei colori, nella sensualità e delicatezza delle forme ma anche nelle antiche fragranze dimenticate per apprezzare un’opera che è pura poesia visiva e patrimonio culturale tutto da scoprire. E Villa Carlotta non è solo protagonista della scoperta ma anche deus ex machina della complessa operazione di recupero.

Il dipinto su tavola, a lungo stimato come una copia di fine Ottocento della Scuola del Perugino, si avvale oggi della nuova datazione grazie a un accurato lavoro di pulitura a cura di Paolo Aquilini – restauratore interno della dimora tremezzina – e dello studio milanese di Barbara Ferriani e alla successiva analisi dei pigmenti color blu del quadro. Il lavoro è stato affidato dall’antica Dimora al Laboratorio di Ricerca di Chimica Analitica dell’Università degli Studi dell’Insurbia. Un team di professionisti, grazie all’utilizzo dell’innovativa tecnica della Spettroscopia Infrarossa in Riflessione Esterna – procedimento che permette l’analisi senza prelievi di campioni dall’opera – ha confermato la veridicità della datazione per la parte inerente al mantello della Madonna.

Oltre alle prove scientifiche, accreditano la scoperta anche lo stile e la tavolozza dell’opera. Sono molte, infatti, le “assonanze visive” tra la “Madonna con Bambino e San Giovannino” e le tele cinquecentesche, a partire dal classico schema compositivo a tre dove la raffigurazione della Madonna, Gesù e San Giovannino ripropone un canovaccio progettuale tipico della pittura tra il XV e XVI secolo e creano un link immediato a quella del Perugino. Un rapporto che è confermato anche dalla fisionomia di Maria, dall’aspetto aggraziato di Gesù e San Giovannino, dall’equilibrio della posa e della composizione e suggellato ulteriormente dalle cromie nitide e dalla luce tersa.

“Il ritrovamento del dipinto che va ad arricchire le nostre collezioni d’arte permanete ci riempie di emozione – annuncia Serena Bertolucci, Direttrice di Villa Carlotta – Un capolavoro ritrovato, un contributo alla Bellezza che da sempre la nostra cultura sa esprimere e che diventerà patrimonio del mondo”.

Una scoperta, quella di Villa Carlotta, che racchiude anche una sfida. Infatti se la datazione è certa, il nome dell’autore rimane ancora sconosciuto. E bisogna cercarlo tra gli allievi e i seguaci del Perugino. Chi sarà? Come trovarlo tra i numerosi assistenti del Maestro fiorentino? Chi, tra i pittori delle sue botteghe, è l’artista? Quesiti che rendono l’opera misteriosa e affascinante. Tappa obbligata da visitare.

Villa Carlotta è una dimora del tardo ‘600 situata a Tremezzo, sul Lago di Como. È un luogo dove capolavori della natura e dell’ingegno artistico convivono in perfetta armonia in oltre 70 mila metri quadri visitabili tra giardini e strutture museali. Favorito dall’eccezionale fertilità del suolo, il parco di Villa Carlotta è celeberrimo per la stupefacente fioritura primaverile dei rododendri e delle azalee in oltre 150 varietà. In realtà ogni periodo dell’anno è adatto per una visita. In un itinerario tra antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, platani immensi e essenze esotiche si susseguono infatti sorprendenti incontri: il giardino roccioso, la valle delle felci, il bosco dei rododendri, il giardino dei bambù, il museo degli attrezzi agricoli e straordinari scorci che ben giustificano la fama di questo luogo, fin dall’Ottocento considerato “un angolo di paradiso”.

Meta privilegiata di visitatori provenienti da tutto il mondo per ammirare il suo patrimonio floreale e artistico che annovera opere da Antonio Canova a Francesco Hayez, la Villa è anche membro dei più prestigiosi circuiti artistici e botanici d’Italia: circuito dei Grandi Giardini Italiani, Rete degli Orti Botanici della Lombardia, Rete Museale dell’800 lombardo ( insieme a prestigiose istituzioni quali la Pinacoteca di Brera e la Galleria d’Arte Moderna di Milano),circuito delle case-museo della Lombardia.

Villa Carlotta gestita da un Ente Morale dal 1927, destina tutti gli introiti derivanti dai biglietti di ingresso “esclusivamente” ad opere di miglioramento della villa stessa e del suo parco botanico, demanio dello stato.

Antonella Maia

 

 

Accordo Teatri Carlo Felice e Opera Giocosa

Il Teatro Carlo Felice e il Teatro dell’Opera Giocosa salgono insieme alla ribalta.

La Fondazione genovese e il Centro Sperimentale Lirico-Sinfonico savonese firmano un accordo di collaborazione per il triennio 2015/2017 e danno il la ad un piano di grandissima rilevanza culturale, confermando così, una volta di più, il proprio forte radicamento nella realtà artistica della Liguria.

Promuovere l’opera lirica su tutto il territorio regionale e stimolare così, grazie ad una fruttuosa sinergia, l’interesse per un prodotto made in Italy di tutto rispetto: maestranze artistiche di altissimo livello, quelle del Teatro Carlo Felice, che interagiscono con un Teatro di tradizione, l’Opera Giocosa, presente nella vita musicale della nostra regione da oltre cinquant’anni.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice saranno così protagonisti delle stagioni estive del Teatro dell’Opera Giocosa allestite, nei prossimi tre anni, sul Piazzale del Maschio, all’interno della suggestiva Fortezza del Priamàr di Savona.

I due teatri si dichiarano inoltre ottimisti sulla possibilità di realizzare spettacoli lirici in coproduzione.

Prima tappa di questa importante collaborazione, La Traviata di Giuseppe Verdi, in scena alla Fortezza del Priamàr di Savona sabato 4 e martedì 7 luglio alle ore 21.15.

Anteprima Due generazioni a teatro: giovedì 2 luglio, ore 21.15.

 

Marina Chiappa

 

 

 

 

 

 

 

Via Francigena Collective Project 2015

Dopo la positiva affermazione delle quattro precedenti edizioni, l’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Associazione Civita  promuovono la quinta edizione del Festival europeo Via Francigena Collective Project 2015: “Culture e Colture dei paesaggi”. Il Festival, vuole interpretare il bisogno di “un nuovo fare sociale”, più responsabile e condiviso e di tale bisogno è germe e cura. Favorisce, quindi, un dialogo semplice, francescano, valorizzando le peculiarità dei luoghi e delle culture.

Nell’anno di Expo Milano 2015 non si è così voluto rinunciare a una riflessione gioiosa su madre terra, il dono del cibo e l’enorme influenza sul paesaggio; paesaggi traversati da pellegrini curiosi, con lenti passaggi e visioni, non secondo scorci omologati. L’immagine-icona dell’edizione di quest’anno è una foto dallo spazio, realizzata da ESA – NASA che mostra l’ampia parte della Via Francigena dal Mare Mediterraneo verso lo stivale e il nord, ricordandoci che il pellegrino – come il sognatore, caro a Ennio Flaiano – “ha i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole”. Ben oltre 400 gli eventi euromediterranei di diversa natura e tipologia, per la grande maggioranza ad accesso gratuito che si svolgono sulla più “estesa infrastruttura immateriale ma spirituale, culturale e relazionale d’Europa”. Trekking e visite guidate fanno la parte del leone nel ricco e articolato programma dedicato all’onda pervasiva dei viandanti: il 40% in più, solo nell’ultimo anno.

Alla rassegna – realizzata con il patrocinio del Mibact ed il contributo dello stesso Ministero, di Regione Toscana, Regione Puglia, Pugliapromozione, Novasol e Idea Marketing – partecipa l’Unione Nazionale delle Pro Loco italiane, straordinarie per il sostegno a ogni iniziativa locale dei migliaia di comuni aderenti, con il progetto “Camminitaliani” e il concorso nazionale per videomakers e fotografi-narranti “Cammini e Sentieri”. Tra i partecipanti del Festival, diretto da Sandro Polci, anche l’Associazione Civita con la realizzazione della pubblicazione “La bisaccia del pellegrino. Camminare di gusto lungo la Via Francigena”, che promuove il tratto Nord della Via tramite le tipicità agroalimentari; il Comune di Roma con cammini e visite guidate lungo le “Le Vie Romane” del tratto meridionale; l’Opera Romana Pellegrinaggi che promuove il “Cammino della Pace da Betlemme a Gerusalemme” trasmesso in collegamento video con Piazza San Pietro per una condivisione spirituale e interreligiosa. E ancora il FAI che organizza un cammino condiviso, in compagnia di cani, gatti, asini e cavalli, da Assisi al bosco di Francesco. Tra gli aderenti, il 3° Forum Mondiale sullo Sviluppo Economico locale – focus dei mille centri di piccola dimensione attraversati – che avrà luogo a Torino in ottobre, promosso da Città del Bio.

Ma la Via è anche ricerca e arte, ed ecco la collaborazione con il Rome Chamber Music Festival, manifestazione internazionale per la promozione di giovani talenti, che si svolgerà dal 5 all’11 giugno a Roma a Palazzo Barberini, o la catena solidale del “Pilgrims Crossing Borders, in cammino dalla Scandinavia a Gerusalemme” per oltre 3.000 km, con sosta a Roma in ottobre. Federtrek dimostrerà come può essere superata la disabilità motoria. Verrà presentato, infine, dal Cineama il film, in prossima distribuzione nelle sale italiane e che tanti riconoscimenti ha avuto all’estero, “Sei Vie per Santiago, Walking the Camino” di Lydia B. Smith.

 Francesca Cusumano

L’alfabeto della memoria di Bruskin a Venezia

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Un misterioso alfabeto costituito da 160 personaggi: angeli, demoni con il volto di animali, figure trafitte da un fulmine, uomini che portano sulle spalle la loro ombra, o scrutano nei segreti del libro. Per la sua prima esposizione a Venezia Grisha Bruskin, uno dei più importanti artisti russi viventi, apprezzato e riconosciuto a livello internazionale almeno dalla metà degli anni ‘80, ha scelto il progetto “Alefbet”: cinque grandi arazzi (2,80m x 2,10) rappresentano il cuore della rassegna, cui si giunge tuttavia esaminando in precedenza i disegni preparatori dell’artista, i gouaches e 6 straordinari dipinti, ossia le diverse tappe in cui si è articolato questo complesso e affascinante “archivio del segno”. Una sintesi densissima, che fa memoria di una millenaria tradizione, quella ebraica del Talmud e della Kabbalah, nel momento stesso in cui la rivela come possibile e permanente chiave di lettura simbolica della nostra storia e del nostro presente. “Alefbet” è una rassegna di eccezionale impatto visivo, che non potrà lasciare indifferente il visitatore, accompagnato e coinvolto nel percorso da una serie di originali apparati multimediali, realizzati in collaborazione con CamerAnebbia-Milano di Marco Barsottini, che evidenzieranno la formidabile carica narrativa dell’opera di Bruskin. Alla fine degli anni ‘50 Bruskin scopre nella tematica ebraica un soggetto del tutto nuovo per la realtà sociale e l’arte sovietica, dato che in URSS mancava in modo categorico una qualsiasi forma di vita ebraica quotidiana e religiosa. Bruskin vi giunge in maniera, per così dire, indiretta: proveniva infatti sì da una famiglia ebrea, di scienziati, lontana però da problematiche religiose. La sua comprensione di essere ebreo, la sua ebraicità, avviene perciò, come ribadirà ripetutamente, attraverso i libri e i racconti dei parenti. Un’esperienza che si configura quindi come una vera e propria ricostruzione archeologica, che lo conduce a uno stile particolare e originalissimo, in cui i frammenti di un passato perduto e riafferrato sembrano scaturire, almeno inizialmente, da una specie di carnevale pittorico un po’ fiabesco, ricco di motivi allegorici e simbolici ma anche surrealisti. Un forte cambiamento, anzi una vera rottura, si registra negli anni ‘80 quando Bruskin comincia a frequentare i maggiori esponenti della Soc Art, Prigov, Orlov, Lebedev. Da questo momento il suo stile cambia, e da un primitivismo un po’ ornamentale giunge a una maniera asciutta che assume il sembiante plastico dai poster sovietici (nello stesso stile in cui Kabakov fa la serie dedicata alla Kommunal’ka). L’interesse di Bruskin per la produzione ideologica sovietica nasce di sicuro in seguito alle frequentazioni con i soc-artisti, ma mentre Orlov guarda alla monumentalità del regime, Bruskin è più attratto dalle statue più modeste di pionieri, soldati e lavoratori che abbellivano facciate e parchi al tempo di Stalin. Ma il tema ebraico non viene dimenticato, anzi rimane in parallelo alla problematica sovietica: l’artista scrive che tra l’approccio talmudico e quello marxista c’è molto in comune.

Bruskin 2Nel suo Fundamental’nyj leksikon (1986), una specie di grammatica bruskiniana, origine e sintesi di tutta la sua lingua, l’artista compie un’opera di sistematizzazione del sistema segnico sovietico con la stessa accuratezza con cui nella Torah si elencano i peccati dell’umanità: in ogni celletta c’è una statua di gesso che tiene in mano un segno visivo, una medaglia, il modellino del mausoleo di Lenin, un segnale stradale o una carta geografica. Bruskin ricerca in sostanza una lingua meno esoterica rispetto ad altri suoi compagni, privilegia il racconto, la narrazione. È come se si presentasse a nome di un archeologo del futuro, che cerca di comprendere il senso degli artefatti di una civiltà passata. Questa apertura era dettata anche dalle mutate condizioni politiche. Non c’era più il pubblico ristretto degli anni ‘70, che spesso coincideva con gli artisti stessi, per mostre che avevano sede nei loro appartamenti. Ai tempi della perestrojka invece si afferma finalmente la possibilità di fare mostre in sale espositive e quindi di esporre lavori anche di grandi dimensioni. Fundamental’nyj leksikon fu esposto a Mosca nel 1987, in una sala della Kashirka, la sede degli episodi artistici più importanti della fine degli anni ‘80, alla mostra “L’artista e la contemporaneità”. In quella circostanza Bruskin – con il suo linguaggio nitido e i suoi quadri finemente dipinti – si affermò come l’artista più importante della perestrojka. Fu un momento molto importante perché, nonostante il potere ufficiale cercasse di costruire un caso intorno alla mostra, una parte dell’opera fu acquistata dal famoso regista Milos Forman che era stato invitato ufficialmente da Gorbacev e in questo modo cadde il divieto di esporre arte non ufficiale in URSS. Non solo. Dopo un anno Fundamental’nyj leksikon ebbe un ruolo fondamentale per il mercato dell’arte russa. A un’asta diventata famosa di Sotheby’s venne venduto infatti per 200.000 sterline, mentre poco prima Otvety di Kabakov era stato venduto per appena 38.000 dollari. Comincia il boom russo: Bruskin si trasferisce a New York e inizia ad aumentare il formato delle figure di Fundamental’nyj leksikon, che divengono sculture monumentali ma in seguito anche statuette di porcellana e poi arazzi. Il progetto “Alefbet” è appunto una parte essenziale di questo lungo e complesso macrotesto bruskiniano. Un alfabeto cucito, materico. Un archivio che si fa testo. Scrive l’artista che il giudaismo, per ragioni storiche, non ha creato un corrispettivo artistico equivalente alle sue iniziative spirituali. «Io ho sempre sentito un vuoto culturale e ho voluto riempirlo con un livello artistico individuale. Gli ebrei sono il popolo del Libro, il libro è il loro simbolo fondamentale: il libro è il mondo e il mondo è il libro, il libro è il proto modello della mia arte e di Alefbet in particolare». «Mi rapporto ad Alefbet come a una concezione artistica e nient’altro, come a una sorta di gioco di biglie. Era importante per me creare qualcosa in forma di pagine, di palinsesto, di scrittura, di notizia, di commento… Alefbet è anche scritture misteriose, rebus, un dizionario mitologico, sviluppa la lingua in un sistema di simboli e mitologemi, allegorie che bisogna essere capaci di decifrare, indovinare. Dove occorre trovare la propria personale spiegazione. Lo sfondo è rappresentato da scritture e sopra vi sono posizionati i personaggi, che sono 160. Tra di essi non succede nulla, sono solamente rappresentati e sono collegati dal contesto. Ogni eroe è dotato di un accessorio e diviene una figura simbolo, una figura mitologema, una di quelle figure che creano una sorta di dizionario, collezione, alfabeto che in ebraico si dice appunto alefbet. “Alefbet” è il mio personale commentario al Libro». L’arazzo è accompagnato da un commentario ai commentari, che è scritto dall’artista. Lo spettatore, seguendo la tradizione del Talmud, deve aggiungere i propri commentari ai commentari dell’artista e in questo modo potrà avvicinarsi alla verità. “Alefbet” è una sfinge che pone degli enigmi allo spettatore. Usando una metafora della Kabbalah si può dire che ogni elemento dell’opera, fino al personaggio più accessorio, è una piccolissima particella del mistero complessivo della storia, una scintilla di luce. Lo spettatore, muovendosi da un mitologema a un altro, percependone il senso e le relazioni, mette insieme le schegge ricostruendo il significato del quadro. Grisha Bruskin (Grigory Davidovich Bruskin) nasce a Mosca nel 1945. Nel 1968 termina gli studi presso l’Istituto tessile di Mosca e l’anno successivo entra nell’Unione degli artisti dell’URSS. La sua prima mostra personale, allestita nel 1983 a Vilnius, viene chiusa pochi giorni dopo l’inaugurazione per ordine del Partito comunista lituano. L’anno successivo un’altra sua mostra, ospitata alla Casa centrale dei lavoratori dell’arte di Mosca, viene chiusa a un giorno dall’apertura per ordine della Sezione moscovita del Partito comunista. La sua prima mostra non censurata, L’artista e la contemporaneità, apre al pubblico nel 1987 presso la sala espositiva Kashirka di Mosca. Il 7 luglio 1988, in occasione della prima asta organizzata da Sotheby’s a Mosca, sei opere di Bruskin vengono battute a un prezzo record per l’arte contemporanea russa. Nello stesso anno l’artista prende la residenza a New York, dove avvia la collaborazione con la Marlborough Gallery. Nel 1999 realizza su commissione del Governo tedesco il trittico monumentale La vita sopra tutto per il Reichstag di Berlino. Nel 2005 partecipa all’imponente mostra collettiva Russia! allestita al Guggenheim di New York. Nel 2012 vince il premio Kandinsky per l’arte russa contemporanea per il progetto H-Hour. Oggi l’artista vive e lavora a Mosca e New York. “Grisha Bruskin. Alefbet: Alfabeto della memoria”. Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252 Fino al 13 settembre 2015, da martedì a domenica con orario 10-18. Chiuso il lunedì. Ingresso: libero.

Sara Bossi

 

 

“Si può viaggiare nell’infinito”. Festival Verdi 2015

Si può viaggiare nell’infinito…” S’ispira a questo verso shakespeariano l’edizione 2015 del Festival Verdi, a Parma e Busseto dal 1 al 31 ottobre, che trova in Shakespeare e nel tema del viaggio le sue direttrici.

“Il Festival vede nella produzione di tre titoli d’opera, di cui due nuovi allestimenti, e nel denso programma di concerti, incontri, mostre, giornate di studi, spettacoli e attività di approfondimento per i giovani e le scuole, un primo decisivo momento di rilancio della manifestazione – dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio – che intende parallelamente rafforzare la collaborazione della Fondazione Teatro Regio con tutte le Istituzioni musicali e culturali di Parma, Busseto e del territorio. Un rilancio che è stato possibile anche grazie a partners e sostenitori, alcuni dei quali hanno risposto al nostro invito incrementando significativamente il loro sostegno, altri accettando con entusiasmo di sostenerlo per la prima volta”.

“Il programma proposto si articola in tre sezioni strettamente legate, che si offrono al pubblico come occasione di scoperta e arricchimento: alle opere e ai concerti del cartellone principale si intrecciano gli appuntamenti di AroundVerdi che annoverano una prima assoluta e un brano commissionato ad hoc, con i quali il Festival intende ribadire la volontà del Teatro Regio di ampliare i confini dell’opera lirica, per dare spazio ad altri linguaggi espressivi, che stimolino nuove riflessioni intorno all’opera verdiana, valorizzando il talento dei giovani, la loro creatività e il rapporto con la contemporaneità, nel segno dell’incessante ricerca creativa di Giuseppe Verdi che il Festival fa propria. In VerdiYoung accanto a proposte spettacolari dedicate al pubblico dei più piccoli si offre un articolato programma di iniziative di approfondimento con progetti, laboratori didattici, lezioni tenute da maestri e artisti protagonisti del festival offerte gratuitamente”.

“A breve distanza dal mio insediamento, considero questa la prima traccia di un percorso che desidero sviluppare con impegno e determinazione, per favorire la crescita del Festival, consolidarne l’identitá culturale e gli auspicabili riflessi sul territorio che solo una manifestazione di successo può garantire”.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in collaborazione con Comune di Busseto, con il sostegno di Reggio Parma Festival, Ascom Confcommercio Parma, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte di Parma. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Cariparma Crédit Agricole. Media partner Mediaset. Partner per gli eventi speciali Iren. Partner Barilla, Chiesi Farmaceutici, Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Tour operator partner Parma incoming. Sponsor Parmalat, Mutti, Sicim, Antica Gelateria del Corso, S. Polo Lamiere, Morris, Buongiorno!, Illa, Rolex e Camparini, Fidenza Village, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati. Sponsor tecnici Carebo Auto Hub, IGP Decaux, Macrocoop, Milosped, Grafiche Step.

Il Teatro Regio di Parma ringrazia inoltre Luca Barilla e tutti gli imprenditori che hanno voluto personalmente sostenere il Festival Verdi 2015.

IL PROGRAMMA

Otello inaugura l’edizione 2015 del Festival Verdi, in scena l’1 ottobre (recite il 4, 11, 17 ottobre 2015) al Teatro Regio di Parma nel nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, con le luci di Vincenzo Raponi. Daniele Callegari, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e del Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto Giuseppe Verdi preparato da Gabriella Corsaro, guiderà il cast con protagonisti Roberto Aronica, al suo debutto nel ruolo del titolo, Aurelia Florian, Roberto Frontali, Manuel Pierattelli, Gabriella Colecchia.

Seconda opera al Teatro Regio di Parma, Il corsaro debutta il 14 ottobre (recite il 20, 25, 31 ottobre 2015) nell’allestimento creato per il Festival Verdi da Lamberto Puggelli e ripreso da Grazia Pulvirenti con le scene di Marco Capuana, i costumi di Vera Marzot, le luci di Andrea Borelli, gli assalti del maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, originariamente coprodotto con il Teatro Carlo Felice di Genova. In scena, diretto da Alain Guingal alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, un cast di giovani e affermati interpreti tutti impegnati per la prima volta in questo titolo: Diego Torre, Jessica Nuccio, Kiril Manorov, Virginia Tola.

Rigoletto debutta al Teatro Verdi di Busseto il 10 ottobre (recite il 15, 18, 21, 24, 29 ottobre 2015), in un nuovo allestimento affidato alla regia di Alessio Pizzech e realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Il direttore Fabrizio Cassi, sul podio dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma, dirigerà gli Artisti del 53° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” in collaborazione con la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. L’opera è realizzata in collaborazione con Comune di Busseto, Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”.

Arie d’opera e da camera nel primo dei tre recital in programma al Festival. Desirée Rancatore, accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa, interpreterà brani di Verdi, Rossini, Donizetti, Mascagni, Gounod (3 ottobre 2015) nella Dedica a Gian Piero Rubiconi, per oltre trent’anni protagonista della vita del Teatro Regio, che artisti e amici, tra i quali Raina Kabaivanska, Michele Pertusi, Caludio Del Monte gli tributeranno nel pomeriggio della stessa giornata.

Due gli appuntamenti con la musica da camera al Ridotto del Teatro Regio, realizzati in collaborazione con la XXV Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea Traiettorie. Il Trio di Parma (8 ottobre 2015) con Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello, interpreterà brani di Beethoven, Kagel e Brahms. Sarà dedicato a Pierre Boulez, il concerto di Ensemble Prometeo (15 ottobre) diretto da Marco Angius, con musiche di Giovanni Damiani, Giorgio Colombo Taccani e del compositore francese che quest’anno festeggia il suo novantesimo compleanno.

Il 10 ottobre 2015, 202° compleanno del Maestro, la giornata si aprirà alle ore 11.30 al Monumento a Verdi in Piazzale della Pace a Parma per la Cerimonia con cui la Città lo festeggia affettuosamente. Parteciperanno le istituzioni cittadine, il Coro del Teatro Regio di Parma e la Corale Giuseppe Verdi di Parma, dirette dal Maestro Martino Faggiani, che intoneranno il Va’, pensiero. Quest’anno alla cerimonia si uniranno anche le voci degli studenti delle scuole che aderiranno al progetto Festeggia Verdi come vuoi tu!

Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto nel pomeriggio, alle ore 15.30, debutta Rigoletto. Al Ridotto del Teatro Regio alle ore 17.00 Giuseppe Martini presenta Il corsaro per Prima che si alzi il sipario, con gli allievi del Conservatorio che ne interpretano i brani più celebri. La sera, alle ore 20.00 al Teatro Regio di Parma, Gregory Kunde e Vittorio Vitelli saranno i protagonisti del recital di arie e duetti d’opera verdiani, accompagnati al pianoforte da Beatrice Benzi.

Fuoco di gioia, il concerto lirico benefico realizzato dal Gruppo Appassionati Verdiani – Club dei 27, riunirà sul palcoscenico del Teatro Regio (16 ottobre) alcuni tra i maggiori interpreti del repertorio verdiano, guidati da Stefano Rabaglia sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani.

Per la prima volta al Teatro Regio, Antonio Pappano guiderà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (18 ottobre) in sinfonie di Cherubini, Verdi e Beethoven, interpretando le celebri pagine introduttive di Medea, Luisa Miller, La forza del destino, Aida e la Sinfonia n. 7 in la maggiore, op 92.

Un concerto di musiche verdiane affidato alle giovani voci degli Artisti del 53° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” vedrà sul palcoscenico del Teatro Regio l’Orchestra del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma diretta da Eliseo Castrignanò (19 ottobre).

Da Milano a Parigi fino a San Pietroburgo, attraverso le composizioni che Verdi creò per i rispettivi teatri: brani da Otello, Jérusalem, Don Carlos, Nabucco, La forza del destino, Macbeth e l’Inno delle nazioni nel concerto diretto Jader Bignamini, alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, con Roberto Aronica e Michele Pertusi (27 ottobre).

Jessica Pratt sarà la protagonista dell’ultimo recital in programma al Teatro Regio (30 ottobre) ove interpreterà le più celebri arie del repertorio belcantistico, accompagnata al pianoforte da James Vaughan.

AROUNDVERDI

Lenz Fondazione porta in scena, in prima assoluta l’11 ottobre (recite 12, 13, 14 ottobre) Verdi Re Lear, che dà forma e corpo al progetto mai compiuto di Giuseppe Verdi sul dramma di Shakespeare. A partire dai brani verdiani selezionati da Carla Delfrate e con la nuova scrittura musicale di Robin Rimbaud/Scanner, Francesco Pititto firma la drammaturgia visiva e performativa dello spettacolo con le installazioni e i costumi di Maria Federica Maestri e la partecipazione degli attori Valentina Barbarini, Barbara Voghera, Giuseppe Barigazzi e dei cantanti allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma preparati da Donatella Saccardi.

Enrico VIII, La Tempesta, Il mercante di Venezia, Amleto, Otello: le celebri pagine di Shakespeare, interpretate dalla voce di Giancarlo Giannini incontreranno, al Teatro Farnese, la musica di Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelsshon Bartoldy, Rossini, Busoni, Alkan in Sogno di una notte di mezza estate. Al pianoforte Giovanni Bellucci, autore dello spettacolo dedicato al grande drammaturgo e realizzato in collaborazione con la Società dei Concerti di Parma (13 ottobre).

Si aprirà con Otello Suite, commissione del Festival Verdi 2015 in prima esecuzione assoluta, il concerto della Giovanni Falzone Contemporary Orchestra Requiem around Requiem, un omaggio a Verdi e al suo capolavoro sacro, interpretato in chiave contemporanea da Giovanni Falzone (28 ottobre).

VERDI YOUNG

Il viaggio di Milo e Maya, lo spettacolo vincitore del progetto Opera Expo, porterà i bambini da 3 a 8 anni e le loro famiglie, in un giro del mondo per scoprire tradizioni, cibi e culture di altri paesi, presi per mano da un attore e un cantante accompagnati al pianoforte, nella produzione di Opera Kids (4, 5 ottobre).

In Otello, per Il Gioco dell’opera, pupazzi, marionette, attori, cantanti e musicisti faranno vivere ai bambini da 4 a 8 anni, la storia del moro di Venezia nel segno della musica verdiana, nello spettacolo realizzato in collaborazione con il Laboratorio creativo per bambini “Zazì” e il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma (30, 31 ottobre).

Nel giorno del suo compleanno, il 10 ottobre, Festeggia Verdi a modo tuo! Un progetto dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado che intende coinvolgere gli studenti e invitarli a festeggiare il Maestro, attraverso alcune arie verdiane, fonte di ispirazione e occasione per ritrovarsi al Monumento a Verdi in Piazzale della Pace con le istituzioni cittadine e tutti gli appassionati.

Un percorso attraverso multiformi esperienze sensoriali e interattive inerenti il tema del viaggio coinvolgerà i giovani under 30 in Barezzi Off-Senses, in collaborazione con Barezzi live: dallo scalone del foyer del Teatro Regio si snoderà un percorso costellato di videoinstallazioni, performance reali e virtuali, fino alla Sala del Ridotto che ospiterà un live set concert da ascoltare sorseggiando cocktail offerti da barman in livrea (24 settembre).

Emozioni da provare per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e dell’università, che potranno assistere alle ultime prove delle opere precedenti il debutto: momenti cruciali nei quali la complessità del lavoro degli artisti in scena e dei lavoratori dietro le quinte trova una magica sintesi, rendendo la finzione realtà. Un viaggio dietro e oltre le quinte con sorprendenti percorsi interattivi e live set concert (24, 28 settembre, 9, 10, 12 ottobre).

Percorsi di avvicinamento e approfondimento offriranno a insegnanti, bambini e ragazzi, dalla scuola dell’infanzia sino all’università, l’occasione per scoprire e conoscere l’opera e farsi conquistare dalla musica. I laboratori didattici su Otello, Il corsaro, Re Lear, Il viaggio di Milo e Maya vedranno la partecipazione di maestri e artisti protagonisti del Festival, che li accompagneranno in un viaggio Alla scoperta della musica (21, 22, 23, 25 settembre, 2, 5, 6, 10 ottobre).

CONCERTI, INCONTRI, MOSTRE, GIORNATE DI STUDI A INGRESSO LIBERO

In occasione del Festival Verdi 2015, il Teatro Regio di Parma rinnova il Progetto di promozione culturale al fine di coinvolgere nella vita del Teatro il pubblico delle associazioni musicali, culturali, sociali e ricreative a cui è riservata l’opportunità di assistere alle prove aperte di Otello (28 settembre 2015) e Il corsaro (12 ottobre) al prezzo speciale di € 5,00, dopo aver realizzato, in modo autonomo e con il coinvolgimento degli associati, un percorso di approfondimento sull’opera.

Il compositore, lo stile, la genesi delle opere, i capolavori letterari che ne hanno ispirato la produzione sono alcuni dei temi approfonditi in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma: Otello (26 settembre) e Il corsaro (10 ottobre) saranno raccontati dallo storico della musica Giuseppe Martini con l’intervento degli artisti impegnati nella produzione prossima al debutto e con la partecipazione degli allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma che ne interpreteranno i brani più celebri.

Una Conversazione Su Verdi Re Lear con la partecipazione dei protagonisti offrirà al pubblico l’occasione di approfondire il progetto di Lenz Fondazione per il Festival Verdi che trae dal Lear di Shakespeare e dagli scritti di Verdi gli elementi fondamentali per l’“invenzione” di un opera che dia corpo al desiderio, mai realizzato, del Maestro (2 ottobre).

La Fondazione Teatro Regio di Parma, unitamente a Fondazione Cariparma, con Università degli Studi di Parma e Associazione Opera Europa invita a una giornata di studi aperta al pubblico sul tema Il valore della musica con i rappresentanti di alcuni dei maggiori festival e teatri internazionali di musica e opera. Un’occasione per condividere riflessioni e proposte per una più consapevole e responsabile azione economica e sociale delle istituzioni musicali per migliorare il profilo economico del territorio sul quale agiscono e incidono (2 ottobre).

Il Coro di voci bianche della Corale Giuseppe Verdi di Parma (4 ottobre), il Coro del Teatro Regio di Parma (21 ottobre), il Coro di voci bianche del Teatro Comunale di Bologna (24 ottobre), la Corale Giuseppe Verdi di Parma (28 ottobre), il Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto (31 ottobre) sono i Cori al Festival Verdi che interpreteranno le grandi pagine verdiane, conosciute e amate per la loro capacità di esprimere i sentimenti universali in maniera profonda e immediata.

Tre appuntamenti realizzati in collaborazione con l’Istituto nazionale di studi verdiani saranno occasione di approfondimento su Verdi e le sue opere: La nuova edizione del carteggio Verdi-Boito sarà presentata dal curatore Marcello Conati con Giuseppe Martini e Rosa Necchi (6 ottobre); le tre maggiori interpretazioni moderne dell’Otello di Shakespeare saranno al centro della conversazione Otello: Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi, Orson Welles (27 ottobre) con la partecipazione di Marco Beghelli, Susanna Pasticci, Marco Maria Tosolini; a Busseto, al Museo di Casa Barezzi la conferenza di Dino Rizzo proporrà Un viaggio in Rigoletto (29 ottobre ) per scoprire le ragioni di un capolavoro.

Gli artisti e gli allievi cresciuti al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma saranno i protagonisti dei Concerti del Conservatorio: in Verdi in Jazz (7 ottobre), nel Concerto lirico vocale (16 ottobre) e nel concerto dell’Ensemble del Conservatorio (29 ottobre) i giovani artisti si misurano con pagine musicali da Verdi alla musica contemporanea.

Un percorso musicale intorno al tema della pace e della giustizia sarà proposto nell’appuntamento con Verdi e la musica nuova. Marcello Conati, Nicola Sani, Giuseppe Martini e Gian Paolo Minardi converseranno muovendo da alcuni spunti del libretto di Simon Boccanegra e, a seguire, il soprano Maria Teresa Camellini con il maestro Bruno Canino al pianoforte interpreteranno brani di Verdi, Beethoven, Liszt e Dallapiccola (17 ottobre).

Ricordando Mario Del Monaco: un omaggio all’artista il cui nome è indissolubilmente legato a quello di Otello, nel centenario della nascita. Protagonista di indimenticabili serate al Teatro Regio di Parma, il grande tenore rivivrà nell’ascolto di alcune sue memorabili interpretazioni e nel racconto di chi lo ha conosciuto e con lui ha condiviso la scena (30 ottobre).

In occasione del debutto dell’opera inaugurale del Festival Verdi, sarà allestita nelle sale adiacenti al Ridotto del Teatro Regio, la mostra documentaria “Chi è là?…Otello?”, realizzata in collaborazione con Istituzione Casa della Musica e Associazione Sostenitori del Teatro Regio di Parma. Un percorso tra documenti d’epoca e immagini legate dal filo dell’interpretazione storica del rapporto fra Parma e Otello in 128 anni; una storia che parte dai tormentati preparativi del 1887 fra Verdi, Ricordi e il Teatro e che ha visto sul palcoscenico del Regio anche un interprete di livello assoluto come Aureliano Pertile, a cui sarà dedicata un’apposita sezione.

Abbonamenti

Gli abbonati al Festival Verdi 2014 potranno esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’abbonamento al Festival Verdi 2015 dal 12 al 21 maggio 2015 per i posti di poltrona, palco e galleria.

Gli abbonati alla Stagione Lirica 2015 potranno acquistare in prelazione il nuovo abbonamento al Festival Verdi 2015 il 22 e 23 maggio 2015.

Nuovi abbonamenti in vendita il 26 e 27 maggio 2015 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma.

Biglietti

I biglietti per tutte le rappresentazioni saranno in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma dal 28 maggio 2015 e presso la biglietteria on-line del Teatro Regio di Parma dal 29 maggio 2015 sul sito teatroregioparma.it. L’acquisto on-line non comporta alcuna commissione di servizio.

Promozioni

I giovani fino a 30 anni hanno diritto a una riduzione del 50% sul prezzo degli abbonamenti e dei biglietti di tutti i turni per i posti di platea e di palco per gli spettacoli al Teatro Regio di Parma. Per ciascuno degli spettacoli dei turni B, C, D, sono disponibili venti Card under 30 gratuite, che consentono di acquistare il biglietto per lo spettacolo a € 20,00 per posti di platea e palco.

Speciali promozioni sono riservate anche alle famiglie e ai lavoratori in stato di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità

In concomitanza e in felice assonanza tematica con il Festival Verdi, il Teatro Comunale di Bologna produce un nuovo allestimento di Macbeth di Giuseppe Verdi. Agli abbonati del Festival Verdi 2015 è riconosciuta una riduzione del 50% sul prezzo dei biglietti delle recite del 7 e 17 ottobre 2015.

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ‘60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2015.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it http://www.teatroregioparma.it

Paolo Maier

 

II Festival della Comunicazione a Camogli

Logo Festival della Comunicazione Camogli 2015Dopo il successo della prima edizione con 20.000 presenze di pubblico e un coinvolgimento ben più ampio sui social network, torna a Camogli da giovedì 10 a domenica 13 settembre 2015 il Festival della Comunicazione. La manifestazione, ideata e diretta da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, è promossa da Regione Liguria (che l’ha inserita tra i Grandi Eventi in concomitanza con EXPO 2015), da Encyclomedia Publishers e dal Comune di Camogli, in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, Talent Garden di Genova, Ente Parco di Portofino, Area Marina Protetta di Portofino.

Quest’anno l’appuntamento è prolungato a quattro giornate, ricche come sempre di conferenze, tavole rotonde, laboratori, spettacoli, escursioni, mostre e un’installazione ambientale.

L’iniziativa si avvale ancora una volta della “guida” di Umberto Eco, la cui lectio magistralis chiude il festival, e vedrà la partecipazione di circa 90 ospiti, tra esperti di comunicazione, blogger, manager, musicisti, linguisti, scrittori, direttori di giornali cartacei, digitali e della tv, filosofi, social media editor, economisti, semiologi, artisti, fisici, psicologi, scienziati e registi.

Umberto Eco

 

 

 

 

«Alla luce del progresso tecnologico e informatico che ha sconvolto sistemi di comunicazione e interazione tra le persone, ci vogliamo preparare a leggere i futuri possibili e le novità rilevanti della comunicazione nei servizi, nell’educazione, nella diffusione della scienza e delle arti, nella finanza, nei sistemi produttivi», spiegano Rosangela Bonsignorio e Danco Singer.

Cambieranno i modi, i mezzi e i tempi del comunicare, ma quel che è certo è che non smetteremo di parlare e interagire con gli altri. Dopo aver affrontato lo scorso anno un primo tratto del cammino per prepararci a ciò che ci riserverà il futuro, il festival alla sua seconda edizione si vuole concentrare su uno degli aspetti fondanti di ogni comunicazione: il linguaggio.

Ciascuno degli ospiti – alcuni già presenti la scorsa edizione e ormai fedeli compagni di viaggio del festival, altri coinvolti per il primo anno – declinerà il macrotema del linguaggio attraverso una prospettiva diversa, offrendo sguardi inediti e spunti di riflessione. Quanti e quali modi di fare narrazione si svilupperanno? Si parlerà dei cambiamenti nel linguaggio degli italiani, della politica, della menzogna, dei fumetti, dell’architettura, dei giornali, della TV, delle imprese, del gossip, dell’economia, della pubblicità, della divulgazione scientifica, della “posta del cuore”, della ricerca, dei social network, del cinema, della musica, dell’alimentazione, della moda, della giustizia, del gioco, delle catastrofi.

Gli interventi si articoleranno in quattro grandi aree: il linguaggio della cultura digitale; il linguaggio scientifico; il linguaggio delle arti e il linguaggio delle imprese.

LINGUAGGIO DELLA CULTURA DIGITALE

L’utilizzo pervasivo dei nuovi media, i suoi effetti e le sue ricadute, la condivisione e il trasferimento di contenuti ed emozioni saranno solo alcuni degli argomenti sviluppati dai relatori, tra cui gli esperti di semiotica Daniele Barbieri, Giovanna Cosenza, Cristina Demaria, Maria Pia Pozzato e Patrizia Violi; i blogger Matteo Bordone, Silvio Gulizia e Anna Venere; lo youtuber Daniele Doesnt’ Matter; i giornalisti Luca De Biase e Massimo Russo; il linguista Tullio De Mauro; l’esperta di cultura digitale Carola Frediani; Luna Orlando di #Twitsofia; l’esperto di diritto dell’informazione Vincenzo Roppo e l’avvocato Elisabetta Rubini.

 

LINGUAGGIO SCIENTIFICO

Come comunicare le nuove frontiere della ricerca e diffondere la cultura scientifica e come affrontare i grandi temi della tecnologia per l’uomo: ne parleranno il giornalista Piero Angela; lo psicologo Giuseppe Maurizio Arduino; il matematico Claudio Bartocci; il direttore scientifico dell’IIT Roberto Cingolani e gli scienziati Alberto Diaspro e Vittorio Pellegrini; l’esperto di bioetica Gilberto Corbellini; il fisico del CERN Marco Delmastro; il geologo Mario Tozzi.

 

LINGUAGGIO DELLE ARTI

Con la scrittura giornalistica, le melodie, il cinema, la recitazione, la giustizia, l’architettura, le immagini e i cibi si possono realizzare infinite narrazioni. Ne porteranno alcuni esempi i giornalisti Natalia Aspesi, Corrado Augias, Pierluigi Battista, Mario Calabresi, Aldo Cazzullo, Furio Colombo, Roberto Cotroneo, Ferruccio De Bortoli, Concita De Gregorio, Gad Lerner, Piero Ottone, Federico Rampini, Beppe Severgnini e Marco Travaglio; gli storici Alessandro Barbero e Andrea Riccardi; l’enigmista Stefano Bartezzaghi; i filosofi Maria Tilde Bettetini, Riccardo Fedriga, Maurizio Ferraris e Maria Teresa Fumagalli; gli studiosi del mondo classico Maurizio Bettini e Ivano Dionigi; i critici cinematografici Gianni Canova ed Enrico Ghezzi; il fotografo Leonardo Cendamo; l’ex magistrato Gherardo Colombo e il magistrato Piercamillo Davigo; la scrittrice Angela Scipioni; gli autori televisivi Carlo Freccero e Antonio Ricci; il semiologo Paolo Fabbri; l’architetto Massimiliano Fuksas; i registi Pupi Avati e Marco Tullio Giordana; la direttrice di Rainews24 Monica Maggioni; l’esperto di semiotica dell’alimentazione Gianfranco Marrone e lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari; la specialista di musica antica Eleonora Rocconi; il musicista Uto Ughi; la critica d’arte Angela Vettese.

 

LINGUAGGIO DELLE IMPRESE

Si approfondirà in che modo le imprese stanno rinnovando il loro “raccontarsi” per costruire un contesto narrativo coinvolgente ed efficace, quali nuove professioni stanno nascendo e che modalità di cooperazione e condivisione saranno messe in atto. A parlare di questi argomenti, tra gli altri, la presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino Evelina Christillin; il presidente di Costa Edutainment Giuseppe Costa; il cofondatore di Storyfactory Andrea Fontana; il presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola; il presidente di ERG Edoardo Garrone; il direttore dell’Ente Parco di Portofino Alberto Girani; il direttore generale della RAI Luigi Gubitosi; il presidente del Coni Giovanni Malagò; il presidente della Fondazione FS Italiane Mauro Moretti e l’AD di FS Italiane Michele Mario Elia; Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia; il presidente di Iren Francesco Profumo; gli economisti Lucrezia Reichlin e Severino Salvemini; la chief marketing officer di Talent Garden Rasa Strumskyte; Giovanni Tamburi, presidente e amministratore delegato di TIP; Umberto Tombari, presidente della Fondazione “Ente Cassa di Risparmio di Firenze”, Fedele Usai, deputy managing director di Condé Nast.

 

Oltre alle conferenze e alle tavole rotonde, il festival prevede laboratori studiati appositamente per le diverse fasce d’età. Si arricchisce quest’anno il programma dedicato ai più piccoli, con tre appuntamenti: “Lupi di mare”, per scoprire i mestieri legati a questo ambiente; “Smidollato o vertebrato”, per conoscere da vicino gli abitanti del mare; “Coderdojo”, per imparare a programmare con il computer divertendosi, con la collaborazione della community Talent Garden.

Per ragazzi e adulti invece le proposte sono realizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova: una giornata di talk per affrontare insieme agli scienziati Roberto Cingolani, Alberto Diaspro e Vittorio Pellegrini il tema della tecnologia bio-ispirata e laboratori su tematiche scientifiche di attualità, in cui sarà utilizzato anche il plantoide, il primo robot ispirato al mondo vegetale.

 

Tre spettacoli sono previsti a conclusione delle giornate di venerdì, sabato e domenica, per esplorare il mondo della comunicazione attraverso il linguaggio della musica e del teatro con artisti quali Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi, Giorgio Conte e lo scrittore Andrea De Carlo.

Tornano le serate di cinema sotto le stelle: un’occasione per rivedere in compagnia del regista Marco Tullio Giordana tre sue celebri pellicole: I cento passi, La meglio gioventù (durante una notte bianca in cui saranno proiettate entrambe le parti del film) e Romanzo di una strage.

Appuntamento anche per una notte a teatro con lo spettacolo dal titolo “Cosa vuoi che sia, siamo state bambine anche noi”, di e con Laura Anzani, Margherita Remotti, Lisa Vampa, in collaborazione con Fernando Coratelli.

 

In programma tre escursioni in mare alla scoperta dei fondali e della vita subacquea dell’Area Marina Protetta del Promontorio di Portofino e quattro passeggiate tra natura, storia e cultura sul Monte di Portofino.

 

Tre le mostre collaterali: “Danzando con la mente – Ritratti”, a cura di Leonardo Cendamo; “Cibo 2.0 e comunicazione” a cura della galleria P46; “Zoom – Fotografia Italiana dalla Collezione Remotti”, a cura della Fondazione Pierluigi e Natalina Remotti.

 

Grande importanza avrà lo scambio con il pubblico del web attraverso il sito del festival, una piattaforma multimediale e multicanale che consentirà di connettersi al festival live o in modalità on demand. Tramite i social network come Facebook, Twitter e Instagram, i partecipanti potranno inoltre condividere immagini e commenti visibili a tutti sul sito del festival.

Infine, sulla spiaggia di Camogli sarà allestita l’installazione ambientale “Salviamo il Mediterraneo”: dieci modelli a grandezza naturale dello zifio, un cetaceo del mar Ligure, simuleranno uno spiaggiamento di massa, per sensibilizzare il pubblico alla tutela dell’ambiente marino.

Tutte le iniziative sono gratuite e aperte al pubblico fino ad esaurimento posti.

 

 

D.

 

“Inventari superiori”, il teatro studentesco nel Bresciano

Ritorna a Brescia per la sua 7° edizione la rassegna di teatro studentesco “INVENTARI SUPERIORI”, festival dei Laboratori degli Istituti Superiori e dell’immaginario giovanile, dove vengono presentate alla comunità di riferimento tutte le performance prodotte dagli studenti allievi/attori nei laboratori di teatro. Un progetto che ha come principale obiettivo la diffusione della pratica del Teatro tra i giovani studenti delle scuole Superiori di Brescia e provincia.

Il progetto in rete è organizzato dall’associazione culturale no profit Viandanze – Culture e pratiche Teatrali, realizzato con il patrocinio e il contributo del Comune di Brescia, in collaborazione con il CTB Teatro Stabile di Brescia, il Liceo Scientifico Statale “A.Calini” e la Fondazione Brescia Solidale, per la direzione artistica di Fausto Ghirardini.

A dare il via al Festival del teatro studentesco è il polo di Ghedi, alla sua X edizione, grazie anche al contributo e il patrocinio del Comune di Ghedi, dove gli spettacoli sono in scena a partire dal 6 al 10 maggio 2015 , nella sala della Comunità del cinema teatro il Gabbiano con gli Istituti “Capirola” di Ghedi e “Don Milani” di Montichiari, il “Liceo Arnaldo” di Brescia e le compagnie della Bretella Fobap di Brescia, Il Quadrifoglio Fiorito di Ghedi.

Inoltre quest’anno prende avvio un nuovo progetto di forte valore educativo ed artistico, un laboratorio condotto da Balletto Civile, una delle più interessanti compagnie europee di teatro/Danza nei giorni 2 e 3 maggio e dal 20 al 25 maggio 2015.

Il laboratorio avrà una durata di 10/12 giorni in una Casa di Riposo della città dove 13 anziani, affiancati da altrettanto attori-studenti provenienti dai vari laboratori degli Istituti Superiori che partecipano al festival bresciano, divideranno il palco con i 13 attori/danzatori della compagnia.

Al termine del laboratorio verrà prodotto lo spettacolo dal titolo HOW LONG IS NOW ≠BRESCIA…! che tratterà in modo intenso e poetico del rapporto fra le generazioni , che si terrà al Teatro Sociale di Brescia il 26 maggio alle ore 20.45 a conclusione del festival di INVENTARI SUPERIORI.

 

Silvia Vittoriano