Inaugura la stagione del Teatro Regio di Parma

Michele Mariotti dirige “Ernani” nel 2020

Ad apertura d’anno e della nuova Stagione 2021 del Teatro Regio di Parma, martedì 12 gennaio 2021, alle ore 20.30, dalla platea del Regio, cuore pulsante della socialità musicale cittadina e luogo di ritrovo di generazioni di appassionati di musica e d’opera di tutto il mondo, si leveranno le note della Sinfonia n. 9, in re minore, op. 125, “Corale” di Ludwig van Beethoven nell’esecuzione di Michele Mariotti che ritorna sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, su cui si staglierà un quartetto vocale composto da Christiane Karg, soprano, Veta Pilipenko, mezzosoprano, Francesco Demuro, tenore, Michele Pertusi, basso.

Lo spettacolo, trasmesso in diretta televisiva su 12 Tv Parma e in diretta streaming a pagamento sulla pagina di Facebook del Teatro Regio, al prezzo simbolico di € 1,09, è l’omaggio del Regio alla cittadinanza e a tutti coloro che non potranno raggiungere la città di Parma, cui il Teatro si rivolge proprio alla vigilia del santo patrono della Città, Sant’Ilario, data della consueta cerimonia d’inaugurazione della Stagione lirica.

Raggiungere il nostro pubblico cittadino e la platea degli appassionati di musica e d’opera dei cinque continenti, che attende con impazienza di poter venire o di tornare a trovarci a Parma, afferma Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio, spalancando virtualmente le porte del Regio al mondo grazie alle nuove tecnologie, ci consente di proiettare nuovamente l’attività del Teatro in avanti, verso il prossimo orizzonte della nostra vera e propria riapertura al pubblico, che sembra in questo inizio di 2021 sempre meno lontano.  Ci auguriamo frattanto che il nostro debutto in streaming su di una piattaforma social come Facebook, dopo numerosi streaming su piattaforme specializzate e sul nostro sito istituzionale, ci permetta di conquistare nuove fasce di pubblico.

L’anno passato, tra dubbi e speranze, ci ha visto sprigionare “Scintille d’opera” in occasione della XX edizione del Festival Verdi. Oggi, è alla schilleriana “scintilla degli Dei”, la gioia, al suo potere “curativo” degli animi e alla sua capacità di affratellare gli esseri umani che ci appelliamo, ritrovando sul podio Michele Mariotti alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio, applauditi in Ernani al Festival Verdi, in un programma interamente dedicato alla Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Una scelta che travalica l’omaggio del Regio, in coda al 250° anniversario dalla nascita di Beethoven, che assume oggi un forte significato simbolico”.

Questo evento – sottolinea Alberto Triola, Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini – rappresenta un ulteriore ed importante segnale del rapporto di amicizia e collaborazione tra Fondazione Toscanini e Teatro Regio. È significativo che le due principali istituzioni musicali della città celebrino insieme la ricorrenza del Patrono Sant’Ilario con un programma dal grande valore artistico e musicale, arricchito dalla presenza sul podio di Michele Mariotti”.

Attorniati dalla scenografia trompe-l’oeil della camera acustica decorata da Giuseppe Carmignani (Parma, 1807-1852), una struttura storica originale del Teatro realizzata con pannelli di canapa montati su telai lignei in una struttura telescopica componibile, l’orchestra sarà disposta nel parterre della Sala, in cui sono state smontate e da cui sono temporaneamente state rimosse le sedute, a ridosso del palcoscenico, sul quale saliranno invece i membri del Coro del Teatro Regio di Parma, distanziati in base al protocollo in materia di sicurezza sanitaria attualmente in vigore. L’esecuzione del recitativo “O Freunde, nicht diese Töne” e del coro “Freude, schöner Götterfunken”, nel quarto movimento della Sinfonia, sarà accompagnata dallo scorrimento negli appositi schermi sovrastanti il boccascena di sottotitoli con la traduzione del testo originale di Friedrich Schiller.

Il “puzzle” della Nona Sinfonia inizia a prendere forma definitiva soltanto a partire dal 1822, sebbene molti suoi elementi musicali si possano individuare in lavori precedenti, oltre a comparire in forma di appunti e schizzi nei taccuini di Beethoven sin dal 1794 e che, si presume, l’idea di un componimento ispirato al famoso apostrofo di Schiller alla fratellanza universale trottasse nella testa di Beethoven sin dagli anni in cui, ancora giovane studente di filosofia all’Università di Bonn, ebbe l’opportunità di conoscere l’opera del poeta e quell’Ode An die Freude (scritta nel 1785 e pubblicata nel 1786) che era diventata un simbolo degli ideali dei giovani tedeschi. Il successo della sua prima esecuzione, al Theater an der Wien, il 7 maggio 1824, è registrato nella storia da un’immagine: quella della miriade di fazzoletti sventolati in aria dal pubblico in segno di apprezzamento dell’opera di un artista, ormai del tutto sordo, che volle nonostante tutto imprimere il suo sigillo interpretativo in veste di direttore, furiosamente gesticolante alla testa di un’orchestra condotta in porto dal primo violino, all’esecuzione dell’opera.

Il brano testimonia pienamente del potere intellettuale oramai detenuto da Beethoven di penetrare nel livello gestuale al di sotto della forma sonata, dove sapeva manipolare gli elementi di base dello stile della sonata in un modo più completo e meno formalistico che mai. In termini tecnici, lo sviluppo della sua forma sinfonica può essere visto come la proiezione dei principi alla base dello stile sonata sulla scala del lavoro totale in quattro movimenti, piuttosto che su quello del singolo movimento in forma di sonata. Il Beethoven della maturità si dimostra alle prese con i fondamenti musicali. E si avverte la stessa comprensione delle essenze quando isola un dettaglio melodico, armonico o ritmico di un tema e poi sembra “comporlo”, per spiegarne le implicazioni più avanti nel pezzo. L’attenzione si è definitivamente posata sul “processo”.

La capacità espressiva, dalla gamma ampliata e l’evidente intento radicale di quest’opera, che la distingue dalle sinfonie nella tradizione del XVIII secolo si assommano alla fascinazione suscitata dall’altro lato dell’ideale sinfonico che essa manifesta, non meno essenziale, la combinazione della sua dinamica musicale, ora estremamente potente, e suggestioni di extra-musicali, che conferisce ai suoi brani un’inconfondibile aura etica. Si manifesta qui anche il crescente interesse di Beethoven per la melodia popolare, cosa che non sorprende per chi ha arrangiato oltre 150 canti popolari per Thomson in questi anni. Il ciclo di canzoni An die ferne Geliebte op.98 (1816) segna forse l’approccio più vicino di Beethoven all’ideale di Goethe della Volksweise come base per la composizione della canzone. Semplici melodie evocative di canti e balli folcloristici sono costantemente presenti negli ultimi quartetti e in altra musica. Nel migliore spirito del primo romanticismo, Beethoven cercava un nuovo livello di base di contatto umano attraverso la semplicità della canzone, senza raffinatezza o artificio. Questi suoi toni, “più piacevoli e più gioiosi”, assieme alla sua invocazione all’unità, alla condivisione, alla fratellanza sono tra le ragioni del destino della composizione, scelta quale inno dal Consiglio d’Europa già nel 1972, e poi come Inno dell’Unione Europea nel 1985.

Paolo Maier (anche per le fotografie)

Florilegium. Rebecca Louise Law conquista con 200mila fiori il cuore di Parma

Ha finalmente aperto i battenti nell’Oratorio di San Tiburzio a Parma – parte del complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri – la prima personale italiana di Rebecca Louise Law: un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma

 

Curata da OTTN Projects e inserita nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea – progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori, dall’Achillea millefolium al Tortum, che potrà essere contemplata sino al 20 luglio e poi, da settembre fino al 19 dicembre 2020, secondo orari che verranno comunicati nei prossimi mesi.

Gratuita, adatta ai bambini e ideata appositamente per lo spazio di Via Borgo Palmia 6/A, grazie al sostegno di Gruppo Chiesi, Davines e Cosmoproject e alla collaborazione di Ad Personam, Florilegium è il cuore di un’esposizione su più fronti firmata dall’artista britannica, che prosegue anche in questa occasione la propria ricerca sull’evoluzione e sul deperimento dell’opera, spesso concepita come architettura floreale larger-than-life e scultura site-specific. I luoghi scelti sottolineano il perfetto innesto della mostra nel disegno di Pharmacopea, che intende riconnettere – creando nuovi itinerari turistici in grado di riqualificarli – gli spazi depositari dell’identità chimico-farmaceutica cittadina alle le fonti storiche, ai materiali d’archivio, agli antichi erbari e alle farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero. Tale percorso porterà alla realizzazione di una pubblicazione capace di tracciare una linea sino alle origini locali di questa sfera del sapere che caratterizza il territorio di Parma.

Sarà inoltre attivato un volontariato aziendale che contribuirà alla valorizzazione e all’apertura di questo patrimonio storico-culturale a cittadini, visitatori e, in particolare, a un turismo interessato alla sostenibilità, alla storia della cosmesi e della tradizione del benessere.

È stato infine sviluppato un Public Program con diverse iniziative. Il calendario degli eventi sarà aggiornato in http://www.pharmacopeaparma.it

Gli orari fino al 20 luglio 2020 e da settembre a dicembre (orari da definire). Orario apertura: Da giovedì a sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00. Aperture straordinarie: Domenica 5 luglio dalle ore 10:00 alle ore 12:30. Gli ingressi sono contingentati e nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Non è necessaria la prenotazione, gli accessi avverranno in base all’orario di arrivo.

Per maggiori dettagli: http://www.pharmacopeaparma.it

Ingresso gratuito.

 

Carla Soffritti (anche per la fotografia)

Parma sarà Capitale Italiana della Cultura anche nel 2021

È ufficiale: Parma sarà Capitale Italiana della Cultura anche nel 2021. Lo ha stabilito il Decreto Rilancio approvato dal Governo mercoledì 13 maggio accogliendo la richiesta fatta a gran voce nei mesi scorsi dalla città e dalla regione e sostenuta da moltissime città italiane in corsa a loro volta per il titolo.

L’emergenza sanitaria ha sospeso tutte le attività legate alla nomina, rischiando così di vanificare il lavoro e gli investimenti fatti per rendere questo anno eccezionale. Ma Parma non si è mai arresa.

«Quando tutto è o pare perduto semplicemente bisogna mettersi all’opera e ricominciare dall’inizio. È quel che faremo dopo la splendida notizia arrivata dal governo.» Dichiara il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. «Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 rappresenta una decisione giusta e lungimirante: la città e la sua gente hanno lavorato tanto per creare un anno della cultura all’altezza delle aspettative del Paese, avevamo una gran voglia di dimostrare tutto il potenziale di Parma. Ce l’abbiamo tuttora: nel 2021 torneremo ancora più forti. La cultura continuerà a battere il tempo e a essere metronomo della nostra crescita.»

L’anno da Capitale Italiana della Cultura rappresenta una grandissima opportunità per tutto il territorio circostante, come dimostra il sodalizio con Piacenza e Reggio Emilia, che ha dato vita a Emilia2020, soprattutto per quei settori – cultura e turismo – che rappresentano la vera forza del paese e che si ritrovano in questo momento a pagare un prezzo altissimo.

La decisione del Governo, in primis del Ministro Dario Franceschini, sulla quale Parma è sempre stata fiduciosa, dimostra che dalla cultura può davvero partire la rinascita dei territori riportando quelle esperienze e quel desiderio di condivisione di cui, al termine di questo periodo di privazioni, ci troveremo più affamati che mai.

«Il prolungamento di Parma 2020 al 2021 rappresenta una sfida culturale e gestionale» afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra «cui ci accostiamo con lo stesso entusiasmo che ha fin qui accompagnato l’avventura di Capitale Italiana della Cultura. Il tema del Tempo, oggi sospeso, recluso, iperconnesso, rimane il filo rosso di un programma che sarà in grado di parlare anche al passaggio storico che stiamo vivendo. Avremo infatti la responsabilità di sostenere la nostra proposta culturale in questo periodo di impensati mutamenti comportamentali e di grandi incertezze e dovremo dimostrare, con ancora più forza, che è dai territori della cultura che può muovere i suoi primi passi il pensiero di una nuova vita comunitaria.»

Parma dunque è pronta a ripartire riprendendo il cammino iniziato, raddoppiando gli sforzi per portare a compimento quello che ancora si potrà fare nel 2020 e soprattutto preparando un nuovo anno, il 2021, da grande Capitale Italiana della Cultura.

 

Delos

 

 

Svelati lunedì 18 maggio i 5 vincitori della open call di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020

 

Lunedì 18 maggio, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei quest’anno dedicata a “Musei per l’eguaglianza: diversità e inclusione”, saranno svelati i cinque vincitori di Cultura per tutti, cultura di tutti, l’open call di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, promossa con il sostegno del Comune di Parma e dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, che vuole rendere il sistema museale più contemporaneo e soprattutto accessibile a tutti.

I candidati sono stati chiamati a proporre idee, prodotti, eventi e servizi, pensati in ottica digitale e multiculturale, capaci di aprire le porte dei musei regionali a particolari categorie di pubblico come giovani, famiglie, anziani, persone con disabilità fisica o cognitiva, stranieri e residenti.

Da settembre 2019 a febbraio 2020 gli interessati hanno avuto la possibilità di presentare i propri progetti, per un totale di 43, che sono stati esaminati da una Commissione Tecnica, anche alla luce della loro capacità di essere economicamente sostenibili sul mercato e del rispetto delle direttive del design 4all, accessibili cioè al più ampio numero di soggetti, diversi fra loro per capacità percettive, motorie e cognitive. I cinque vincitori scelti dalla Commissione riceveranno un premio in denaro che va dai 5.000 euro per il primo classificato ai 1.000 euro per il quinto.

L’annuncio sarà dato lunedì 18 maggio alle 17 in diretta streaming sulla pagina Facebook, sul canale YouTube e sul sito di Parma2020 con la partecipazione dei cinque vincitori e di Michele Guerra, Assessore alla Cultura del Comune di Parma, Roberto Balzani, Presidente dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, Francesca Velani, coordinatrice progetti e strategie culturali di Parma2020 e Flora Raffa Dirigente Settore Cultura Giovani e Sviluppo strategico del territorio del Comune di Parma.

La premiazione sarà anche occasione per svelare i prossimi passi, nel 2020 e nel 2021, del progetto di Parma Capitale Italiana della Cultura, che interesseranno tutti gli operatori culturali della regione.

Diretta streaming lunedì 18 maggio ore 17 su: www.parma2020.it, www.facebook.com/parma2020official, www.youtube.com/parma2020official

 

Delos

 

 

Al via Parma Capitale Italiana della Cultura 2020

Il Duomo di Parma

L’anno di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 prende ufficialmente il via con un’inaugurazione lunga tre giorni: sabato 11, domenica 12 e lunedì 13 gennaio.

In programma: l’11, People of Parma, una parata in giallo per le strade della città con tutta l’energia della cultura; il 12, al Teatro Regio la cerimonia istituzionale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; il 13 un affascinate Viaggio nella città d’oro. Nei tre giorni l’inaugurazionedi tre mostre: Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo;Noi, il Cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibilee Parma è la Gazzetta. E ancora letteratura contemporanea con Stefania Auci e Gianrico Carofiglio; concerti e musica fiore all’occhiello della città.

Ancora, la cultura arriva fino ai luoghi più lontani dal centro con Sulla Linea della Cultura: Fermate per tutti. Sabato e domenica Verdi Off ed il Teatro Regio portano la musica, energia e creatività sulle linee degli autobus cittadini, all’Ospedale dei Bambini, negli Istituti Penitenziari di Parma, nelle Case per Anziani e nei dormitori della città.

Infine, durante la tre giorni, tre luoghi simbolo della città saranno animati da videomapping che il Comune dona alla città in occasione della tre giorni: piazza Garibaldi vedrà protagoniste “Le PAROLE della cultura”, mentre Piazza Duomo sarà accesa da “TEMPUS. Il tempo del lavoro” una proiezione multimediale sulla facciata della Cattedrale, entrambi prodotti da Kifitalia, Idea Factory e Cantiere Idea; in piazzale della Pace #22.2.22 VIDEO MAPPING PER IL MONUMENTO A VERDI, curato da Karmachina e prodotto dal Teatro Regio di Parma.

Teatro Regio di Parma, interno

 

Sabato 11 gennaio

Alle 11inaugura Noi, il Cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile, la mostra prodotta da Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition in collaborazione con National Geographic Italia, per promuovere la cultura della sostenibilità alimentare e diffondere buone pratiche su cibo e ambiente. L’esposizione è composta da tre sezioni: alla Galleria San Ludovico un percorso pensato per interagire con i visitatori attraverso esperienze multimediali, allo Spazio A laboratori dedicati agli studenti e sotto i Portici del Grano una selezione di fotografie di grandi autori. Apertura dal 12 gennaio al 13 aprile, con ingresso libero.

Nel pomeriggio, dalle16.30, le vie del centro storicovedranno sfilare People of Parma, una grande parata inaugurale dove la “nazione Parma” – come la chiamava Attilio Bertolucci – accoglie l’energia della cultura proveniente da tutte le città d’Italia portando in corteo parole e immagini. A seguire il discorso del Sindaco Pizzarotti, il lancio del jingle di Parma 2020composto dal cantautore e pianistaRaphaelGualazzie un videomapping in cui saranno protagoniste le parole della cultura e le persone in piazza, in un iconico dialogo partecipativo.

Per la serata due appuntamenti con al centro la grande musica: alle 19, l’Accademia del Carmine del Conservatorio Arrigo Boito eseguirà il concerto Gran PartitadiWolfang Amadeus Mozart, all’Auditorium del Carmine;alle 21 la musica si sposta all’Auditorium Paganini, con 24 Capricci per violino solo di Niccolò Paganini eseguito dalla Filarmonica Arturo Toscanini,sotto la direzione di Roberto Molinelli e con YuryRevichal violino (ingresso a pagamento).

Domenica 12 gennaio

Si comincia con la letteratura: alle 11al Teatro Due, nell’incontro Il ruggito della storiala giornalistaAlessandra Tedesco dialoga con la scrittrice Stefania Auci, autrice del bestseller “I Leoni di Sicilia. La Saga dei Florio”.

Alle 16.30, al Teatro Regio si svolgerà la Cerimonia istituzionale di apertura di Parma Capitale Italiana della Cultura, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (ingresso su invito).

Il pomeriggio prosegue con la musica del Quintetto d’archi I Musici di Parma con il concerto Arie e fantasie Verdiane, alle 18 alla Casa della Musica, a cura del Comitato per San Francesco del Prato.

Alle 18.30 a Palazzo del Governatore inaugura, alla presenza del Presidente Mattarella, la mostra Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo (ingresso su invito).

Nata da un’idea di Michele Guerra, e curata da Antonio Somaini con ElineGrignard e Marie Rebecchi, l’esposizione, prodotta da SolaresFondazione delle Arti con il Comune di Parma, è una riflessione sul ruolo che hanno avuto e hanno tutt’oggi i media nel modificare la nostra percezione del tempo e dello spazio, il nostro vedere, sentire e interagire con ciò che ci circonda. Cinema, video e videoinstallazioni proposte come vere e proprie “macchine del tempo”, grazie alla loro capacità non solo di registrare e riproporre fenomeni, ma anche di manipolare il flusso temporale.Accompagna la mostra, aperta dal 13 gennaio al 3 maggio, il catalogo edito da Skira con testi di: Emmanuel Alloa, Jacques Aumont, Raymond Bellour, Christa Blümlinger, GrégoryChatonsky, Georges Didi-Huberman, Philippe Dubois, Noam Elcott, oltre ai tre curatori.

Alle 20.30 al Teatro Regio va in scena la Turandotdi Giacomo Puccini (ingresso a pagamento).

Lunedì 13 gennaio

La festa di Parma2020 prosegue nella giornata dedicata al patrono della città, Sant’Ilario: per l’intera giornata i musei e i luoghi d’arte cittadini effettuano orari di apertura straordinari e agevolati. Con l’iniziativa Viaggio nella città d’oro. Parma narrata dai suoi protagonisti in dieci luoghi preziosi il pubblico sarà invitato a prendere parte ad uno straordinario viaggio nel tempo arricchito da speciali narrazioni sulla storia della città, dall’antichità al Novecento.

Dalle 10 alle 18, all’Auditorium della Fondazione Don Gnocchi, la prima giornata di Parma città aperta: LegAmi Umani che propone un laboratorio didattico, una tavola rotonda aperta al pubblico con Mao Fusina, Elisabetta Musi e Roberto Papetti, atelier creativi e letture animate.

Al mattino al Teatro Regio si terrà la tradizionale Cerimonia di Sant’Ilario con la consegna da parte del sindaco di Parma del Premio Sant’Ilario a chi si è distinto per aver contribuito, con la propria attività, a migliorare la condizione della comunità o a portare prestigio alla città in diversi ambiti: arte, scienza, impegno sociale, imprenditoria.

Nel pomeriggio, alle 16 a Palazzo Pigorini, inaugura la terza mostra, a ingresso libero: Parma è la Gazzetta. Cronaca, cultura, spettacoli, sport: 285 anni di giornalismo, dedicata alla storia del quotidiano che dal 1735 racconta le vicende del territorio e la storia della città, diventandone esso stesso parte. La mostra, prodotta da Gazzetta di Parma e curata da Claudio Rinaldi e Giancarlo Gonizzi, offre una selezione di prime pagine e oggetti memorabili ed emblematici che permetteranno di rivivere gli avvenimenti più significativi del passato di Parma.

Alle 17.30 al Teatro Due, un altro incontro dedicato gli amanti del libri: La misura del tempo con Gianrico Carofiglio.

La giornata terminerà in Cattedrale con il concerto Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini, alle 21, a cura della Società dei Concerti ed eseguito da Ars Cantica Choir.

Periodi di apertura e orari delle mostre:

Noi, il Cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile: Galleria San Ludovico e Portici del Grano, 12 gennaio – 13 aprile | ingresso libero | lunedì-venerdì dalle 9 alle 17, sabato-domenica dalle 10 alle 18.

Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo: Palazzo del Governatore, 13 gennaio (con apertura straordinaria gratuita per la festa di Sant’Ilario) 3 maggio | Biglietti: intero 8€; ridotto 5€ e 4€ | martedì-mercoledì dalle 15 alle 19; giovedì-domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Parma è la Gazzetta. Cronaca, cultura, spettacoli, sport: 285 anni di giornalismo, 14 gennaio-15 marzo | martedì-venerdì dalle 16 alle 19; sabato-domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

 

Delos (anche per le fotografie di Edoardo Fornaciari)

Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo

Simon Wells, The Time Machine

L’anno di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 si apre con l’inaugurazione di una grande mostra, il 12 gennaio: Time Machine. Vedere e sperimentare il tempo, a Palazzo del Governatore fino al 3 maggio 2020.

Nata da un’idea dell’assessore alla cultura di Parma, Michele Guerra, l’esposizione è curata da Antonio Somaini con Eline Grignard e Marie Rebecchi.

Time Machine esamina il modo in cui il cinema e altri media fondati sulle immagini in movimento hanno trasformato nel corso degli ultimi 125 anni la nostra percezione del tempo, attraverso una serie di tecniche di manipolazione temporale: dall’accelerazione al ralenti; dal fermo immagine al time-lapse; dalla proiezione a ritroso, al loope alle infinite varianti di quella operazione cinematografica fondamentale che è il montaggio.

Cinema, video e videoinstallazioni proposte dunque come vere e proprie “macchine del tempo”, secondo tre diverse accezioni: come media capaci di registrare, archiviare e ripresentare fenomeni visivi e audiovisivi; come media che rendono possibili diverse forme di viaggio nel tempo; infine, come media che operano diverse forme di manipolazione temporale.

È quindi un’esposizione legata a doppio filo al claim di Parma2020: la cultura batte il tempo.

Punto di avvio del percorso espositivo sono due eventi risalenti al 1895: la prima pubblicazione del racconto fantascientifico The Time Machine: An Invention di H.G. Wells e la prima presentazione pubblica del Cinématographe dei Fratelli Lumière. La mostra si snoda poi fino alle ultimissime tecniche di manipolazione temporale delle immagini in movimento prodotte attraverso l’intelligenza artificiale e il machine learning.

Articolata in diverse sezioni, la mostra è un viaggio affascinante nel tempo, che si rivela in tutta la sua relatività e plasticità attraverso opere di artisti come Douglas Gordon, Rosa Barba, Tacita Dean, Stan Douglas, e filmmakers come Martin Arnold, Harun Farocki, Jean-Luc Godard e Bill Morrison.

Lungo le 25 sale del Palazzo del Governatore, attraverso un’articolata sequenza di estratti filmici e di proiezioni provenienti dal cinema delle origini e dal cinema sperimentale, dal cinema classico e da quello contemporaneo, dalle videoinstallazioni ad alcuni momenti scelti della storia della fotografia, i visitatori potranno sperimentare un viaggio temporale attraverso immagini in movimento concepite come modi di vedere e sperimentare il tempo.

Palazzo del Governatore, piazza Garibaldi 19, Parma, dal 12 gennaio al 3 maggio 2020: martedì e mercoledì 15-19; giovedì-domenica e festivi 10-19; chiusa il lunedì. Biglietti: intero 8 €; ridotto 5 € e 4€

 

Delos (anche per la fotografia)

 

Parma Capitale Italiana della Cultura 2020

 

Duomo di Parma, Edoardo Fornaciari

Parma è la Capitale Italiana della Cultura 2020. L’ambito riconoscimento è dovuto a una progettualità che – oltre a valorizzare la cultura come benessere per la comunità, veicolo di sviluppo sociale ed economico, luogo di libertà e democrazia, spazio e tempo di inclusione e di crescita individuale e comunitaria – intende realizzare attività di lunga durata e lasciare strutture e metodologie per rendere sempre più vivo, concreto e solido il sistema culturale.

Il claim che ha accompagnato fin dall’inizio il programma di Parma2020 è la cultura batte il tempo. Il percorso di candidatura è stato costruito attorno a un polo di riflessione unitario sui diversi “tempi” della città, scommettendo sulla carta dell’inclusione e della sostenibilità.

Esistono tante “Parma”: la città romana e quella medievale, la Parma rinascimentale e quella barocca, la borbonica e l’illuminista, la rivoluzionaria e l’asburgica, la Parma contadina e la Parma imprenditrice, quella verdiana – dei sentimenti forti e nazionali del melodramma – e la Parma delle barricate, quella profonda delle tradizioni popolari, la Parma dell’Oltretorrente e la Parma innovativa e tecnologica: tutte queste sono, insieme, la città di oggi.

A marcare e connotare le diverse temporalità di una città contribuiscono, in ugual misura, le esperienze dei gruppi sociali che vi abitano e che ne scandiscono, per altro verso, il fluire, battendo un altro tipo di tempo: un tempo iperconnesso o pre-digitale, del lavoro e del riposo, del bambino, del giovane o dell’anziano, o ancora il tempo degli stranieri o dei viaggiatori. In questi percorsi si ritrova non solo il senso dell’esperienza estetica nella contemporaneità, ma il significato sociale e politico della cultura, oggi sempre meno svincolato dalla sua portata antropologica: non c’è migliore strategia, per la crescita sociale, dell’osmosi culturale, da ricercare e promuovere all’interno delle pieghe della città.

La cultura batte il tempo sottolinea l’importanza di restituire all’azione culturale il suo ruolo di metronomo della vita della città per favorire l’abbattimento delle barriere storiche e sociali che complicano le forme di dialogo.

A sovrintendere e coordinare il raggiungimento degli obiettivi è il Comune di Parma, che definisce gli indirizzi e le strategie. «L’anno della Capitale non è arrivato per caso o per fortuna, ma grazie a un mix di competenza, intuizione e compiendo i passi giusti» dichiara il sindaco Federico Pizzarotti «Non è un premio, ma un merito.Parma ha fatto squadra e ha vinto una sfida importante. Se il 2020 sarà il grande anno che ci aspettiamo ci guadagnerà la città, la regione e anche l’Italia. Il futuro del nostro Paese si compirà se l’Italia stessa punterà sulla cultura: siamo una grande nazione che vive sopra un patrimonio materiale e immateriale immenso, dobbiamo semplicemente farcene carico e presentarlo al mondo intero».

Aggiunge l’Assessore alla Cultura Michele Guerra: «Parma2020 è stata ed è una grande scuola, alla quale abbiamo imparato che cosa vuole dire lavorare veramente insieme, mettendo in relazione ambiti che di solito non sono abituati a dialogare o che potrebbero sembrare distanti dai temi culturali. Oggi abbiamo un programma che ricuce il tessuto culturale della città in tutte le sue forme, che può contare su una visione condivisa che attraversa tutti i settori della vita comunitaria della città e del suo territorio e, cosa non meno importante, un programma che ha saputo includere sguardi che provengono da lontano, che sapranno aiutare Parma a sentirsi all’incrocio di esperienze e di azioni internazionali e a riflettere con profondità sulla sua contemporaneità».

Un percorso dunque, che vede nel rapporto pubblico-privato – premiato nella stessa motivazione che ha portato alla nomina a Capitale – un pilastro fondamentale per promuovere la produzione culturale per un pubblico di tutte le età; la promozione dell’imprenditorialità creative driven per sviluppare un rapporto virtuoso tra creatività, mercato e terzo settore; lo stimolo a una riflessione internazionale sul tema Cultura e Democrazia, che punta a una comunità inclusiva e vede l’eredità culturale dei territori come spazio di radicamento dei principi e dei valori democratici.

A sostegno del programma, nell’ottobre del 2018 è nato il Comitato per Parma2020, fondato da Comune di Parma, UPI – Unione Parmense degli Industriali e Associazione Parma, io ci sto! con lo scopo di promuovere il raggiungimento degli obiettivi coinvolgendo il territorio tutto, e contribuendo a sviluppare un metodo di lavoro che prosegua ben oltre il 2020.

Il programma di Parma2020 è un palinsesto di bellezza, arte e creatività scaturito dagli oltre 700 partner del territorio, che si può suddividere in quattro grandi azioni: le 65 iniziative del Dossier di candidatura e gli eventi speciali, che danno forma all’idea e al progetto culturale di Parma; l’energia del territorio, che vede oltre 150 iniziative sviluppate dai Comuni, dalla Provincia, dalle Diocesi, dalle imprese e delle associazioni; il programma dell’Università di Parma, con oltre 250 incontri sul tema della conoscenza; ed Emilia 2020, il programma coordinato con Piacenza e Reggio Emilia.

All’interno del Dossier di candidatura, il Progetto Pilota e le Officine contemporanee rappresentano il paradigma di Parma2020 e – fondendo patrimonio, culture e creatività internazionali – si sviluppano tra mostre, installazioni, produzioni, laboratori, musica, incontri e open call.

Il Progetto Pilota si sviluppa attraverso una serie di azioni sinergiche tra antichi luoghi e nuovi distretti.

I distretti sono l’infrastruttura della città creativa, posizionati in luoghi significativi erappresentano i punti di eccellenza del territorio: cultura educativa, imprese culturali e creative, agroalimentare, università, memoria, cinema, produzione musicale.

Trovano solidi riferimenti amministrativi nell’Agenda Urbana 2030 – La città delle idee, il documento guida che Parma ha assunto come bussola del proprio cammino, sintesi tra gli indirizzi politico-amministrativi e le sollecitazioni emerse dal lungo percorso di partecipazione e confronto sviluppato con il territorio.

Il Progetto Pilota si compone di due mostre, un evento speciale e quattro open call.

L’inaugurazione di Parma2020 sarà una tre giorni di eventi, tra mostre, concerti, performance e teatro dedicata alla partecipazione e condivisione culturale.

Sabato 11 gennaio, la “nazione Parma” riunita nel centro storico accoglierà l’energia della cultura proveniente da tutte le città d’Italia in una grande parata che porterà in corteo le “parole della cultura”, scelte attraverso un contest sui social network di Parma 2020. La parata si radunerà nel Parco Ducale e percorrerà Via D’Azeglio fino a Piazza Garibaldi, per consegnare idealmente le parole alla casa municipale, dove attraverso un videomapping interattivo si trasformeranno in un iconico dialogo con la piazza.

Domenica 12 gennaio la cerimonia istituzionale di apertura si svolgerà al Teatro Regio alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e proseguirà con il taglio del nastro della mostraTime Machine. Sarà una giornata in cui la cultura viaggerà sugli autobus fino ai luoghi più lontani dal centro della città: verso gli ospedali, il carcere, le più piccole frazioni.

Infine lunedì 13 gennaio, per celebrare Sant’Ilario, Patrono di Parma, la città diventerà palcoscenico di insolite narrazioni tra storia e poesia, alternate a presentazioni di libri e concerti.

 

 

Delos (anche per le fotografie)

Al via il Festival Verdi

La nuova edizione del Festival coinvolge161tra cantanti, musicisti, assistenti, attori, mimi, ballerini, maestri collaboratori e 37 bambini, insieme ai 190 dipendenti del Teatro Regio (76 dei quali under35), tra elettricisti, fonici, attrezzisti, falegnami, macchinisti, scenografi realizzatori, sarti, truccatori, parrucchieri, personale amministrativo, di sala e di portineria, provenienti da19 Paesi (Italia, Spagna, Austria, Francia, Regno Unito, Macedonia, Bulgaria, Romania, Moldavia, Lituania, Georgia, Russia, Iran, Kazakistan, Cina, Egitto, Uganda, Messico, Corea).

In occasione del Festival Verdi, il Teatro ospita 30 giovani tirocinanti provenienti dall’Università di Parma, dall’Accademia di Brera, dall’Accademia del Teatro alla Scala, dalla Verona Opera Accademy ed al Progetto alternanza scuola lavoro di Parma; un’occasione di formazione preziosa per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro e un’opportunità anche per il Teatro che su questi giovani ha deciso di investire:18 dei dipendenti della Fondazione Teatro Regio di Parma sono infatti stati assunti, negli ultimi anni, dopo un analogo periodo di tirocinio. Per la prima volta, inoltre, il Teatro ospita tirocinanti appartenenti a categorie protette, alcuni dei quali provenienti dagli Istituti Penitenziari di Parma in attuazione del protocollo d’intesa siglato nel 2016.

Oltre 300 lavoratori animano dunque gli spazi del Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, del Teatro Farnese e del Teatro Regio, ove, oltre al palcoscenico, sono impegnate simultaneamente per le prove anche le sale del Ridotto, la Sala Gandolfi, la Sala di Scenografia e lesaledel Centro di Produzione Musicale dell’Auditorium Paganini.

Nel mese di agosto il sito del Teatro Regio è stato visitato da 97 Paesi diversi, con ben 7 pagine visitate per ogni utente e una frequenza di rimbalzo al di sotto dello 0,1%.

Sui profili social del Teatro Regio, la campagna dedicata al pubblico internazionale ha raggiunto un target selezionato di appassionati d’opera nel mondo con attitudine al viaggio di circa 15.000 persone, delle quali oltre 2.000 hanno poi cercato informazioni su biglietti e sulla programmazione sul sito del Teatro Regio. Attualmente, degli oltre 42.000 utenti che seguono la pagina Facebook del Teatro Regio, sono ben 35.000 quelli extraterritoriali.

Il 23 settembre scorso le prove aperte di Macbeth hanno il via al fitto calendario di appuntamenti festivalieri che si concluderà il 21 ottobre 2018. 4 opere, 3 nuovi allestimenti in 3 teatri diversi, 6 commissioni in prima assoluta, 25 eventi per 70 appuntamenti in 25 giorni.

Molte e da non perdere sono le novità del programma di Verdi Off, la rassegna di appuntamenti collaterali al Festival Verdi, realizzata dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e con l’Associazione “Parma, io ci sto!”, che giunge quest’anno alla sua terza edizione. Oltre 130 appuntamenti a ingresso libero, per più di 50 eventi in 40 luoghi diversi in Città e in provincia, che coinvolgeranno più di 980 tra artisti e tecnici.

 

Paolo Maier

 

Roberto Bolle and Friends al Regio di Parma in ottobre. Biglietti dal 9 luglio

Roberto Bolle porta per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma il gala Roberto Bolle and Friends giovedì 22, venerdì 23, sabato 24 ottobre 2015, alle ore 20.00. L’étoile del Teatro alla Scala e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York sarà affiancato da ballerini di fama internazionale, provenienti dalle migliori compagnie di balletto del mondo, in un ricco programma di pas de deux e assoli, tratti dal repertorio classico, moderno e contemporaneo. Lo spettacolo, prodotto da Artedanza, che riscuote grande successo in tutto il mondo, è un’occasione preziosa per ammirare le più famose stelle del balletto in uno straordinario confronto di tecniche, scuole e stili. Formatosi alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano, di cui è Étoile dal 2004, Roberto Bolle ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose, tra le quali l’American Ballet Theatre, il Balletto dell’Opéra di Parigi, il Balletto del Bol’šoj e del Mariinskij-Kirov, il Royal Ballet. Il 1° giugno 2002 si è esibito al Golden Jubilee della Regina Elisabetta, a Buckingham Palace. L’evento è stato trasmesso in mondovisione dalla BBC. Il 1° Aprile 2004 ha danzato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, a Roma, per la Giornata della Gioventù. Nel febbraio 2006 si è esibito nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, trasmessa in mondovisione. A partire dal 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala “Roberto Bolle and Friends” in luoghi fino ad allora mai raggiunti dalla danza: il sagrato del Duomo di Milano e Piazza Plebiscito di Napoli dove è stato seguito da un pubblico di migliaia di persone. Inoltre ha realizzato spettacoli eccezionali nella magica cornice del Colosseo e delle Terme di Caracalla a Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, nella Certosa di Capri, nel Giardino di Boboli a Firenze, a Torre del Lago Puccini e in Piazza San Marco a Venezia. Dopo il clamoroso successo di pubblico e di critica riscosso al suo esordio al Metropolitan di New York nel 2007, dove ha danzato con Alessandra Ferri per il suo addio alle scene, nel 2009 è stato nominato “Principal” dell’American Ballet Theatre entrando organicamente nella stagione della Compagnia, onore mai tributato a nessun altro ballerino italiano. Da allora, ogni anno, è tra i protagonisti della stagione dell’ABT. Del 2010 è l’incontro con due grandi registi del calibro di Peter Greenway, che lo chiama a interpretare il simbolo dell’arte italiana nella sua installazione “Italy of cities” – realizzata per il padiglione italiano dell’Expo di Shangai 2010 – e Bob Wilson, il quale gli dedica uno dei suoi voom portrait, “Perchance to Dream”, imponente installazione multimediale inaugurata a New York nel mese di novembre. Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF, organizzazione che sostiene partecipando a una serie numerosa e significativa di iniziative, tra cui un viaggio effettuato nel 2006 nel Sud del Sudan e uno nel novembre del 2010 nella Repubblica Centrafricana, per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni di quei Paesi. Dal 2007, inoltre, Roberto Bolle collabora con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – e nel marzo 2009 è stato nominato “Young Global Leader” dal World Economic Forum di Davos. Nel 2012 è stato insignito del prestigioso titolo di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitogli dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in virtù dei meriti acquisiti verso il Paese in campo culturale. Del 2014 è invece la Medaglia dell’Unesco, conferitagli a Parigi, per il valore culturale universale della sua opera artistica, come “riconoscimento del suo contributo alla promozione delle idee dell’UNESCO attraverso la danza come espressione culturale vivente e come vettore di dialogo”. Sempre nel 2014 Bolle è stato scelto come protagonista della nuova campagna “Rethink Energy” di ENI per la quale ha realizzato un incredibile spot con la regia di Fabrizio Ferri. Il rapporto con Eni vedrà la società energetica sostenere l’Étoile in una serie di iniziative artistiche e culturali in Italia e all’estero. Ad aprile del 2015 è uscito per Rizzoli il libro fotografico “Viaggio nella Bellezza” con immagini che lo ritraggono in alcuni dei luoghi simbolo del patrimonio artistico italiano. In particolare: le foto di Fabrizio Ferri ritraggono il fisico statuario del danzatore fra le rovine di Pompei, nella cornice di affreschi romani e di muri scrostati, un luogo simbolo della grandezza della nostra storia e della necessità di tutelarne la memoria. Il viaggio nelle bellezze d’Italia prosegue attraverso le foto di Luciano Romano, da piazza San Marco ad Agrigento, dal Colosseo alle terme di Caracalla, dove l’armonia dei gesti e l’equilibrio tra il danzatore e i luoghi evocano una profonda riflessione sull’arte e sull’eccezionalità del nostro patrimonio. I biglietti saranno in vendita da giovedì 9 luglio 2015 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su ticketone.it. Per informazioni:Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it Paolo Maier

“Si può viaggiare nell’infinito”. Festival Verdi 2015

Si può viaggiare nell’infinito…” S’ispira a questo verso shakespeariano l’edizione 2015 del Festival Verdi, a Parma e Busseto dal 1 al 31 ottobre, che trova in Shakespeare e nel tema del viaggio le sue direttrici.

“Il Festival vede nella produzione di tre titoli d’opera, di cui due nuovi allestimenti, e nel denso programma di concerti, incontri, mostre, giornate di studi, spettacoli e attività di approfondimento per i giovani e le scuole, un primo decisivo momento di rilancio della manifestazione – dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio – che intende parallelamente rafforzare la collaborazione della Fondazione Teatro Regio con tutte le Istituzioni musicali e culturali di Parma, Busseto e del territorio. Un rilancio che è stato possibile anche grazie a partners e sostenitori, alcuni dei quali hanno risposto al nostro invito incrementando significativamente il loro sostegno, altri accettando con entusiasmo di sostenerlo per la prima volta”.

“Il programma proposto si articola in tre sezioni strettamente legate, che si offrono al pubblico come occasione di scoperta e arricchimento: alle opere e ai concerti del cartellone principale si intrecciano gli appuntamenti di AroundVerdi che annoverano una prima assoluta e un brano commissionato ad hoc, con i quali il Festival intende ribadire la volontà del Teatro Regio di ampliare i confini dell’opera lirica, per dare spazio ad altri linguaggi espressivi, che stimolino nuove riflessioni intorno all’opera verdiana, valorizzando il talento dei giovani, la loro creatività e il rapporto con la contemporaneità, nel segno dell’incessante ricerca creativa di Giuseppe Verdi che il Festival fa propria. In VerdiYoung accanto a proposte spettacolari dedicate al pubblico dei più piccoli si offre un articolato programma di iniziative di approfondimento con progetti, laboratori didattici, lezioni tenute da maestri e artisti protagonisti del festival offerte gratuitamente”.

“A breve distanza dal mio insediamento, considero questa la prima traccia di un percorso che desidero sviluppare con impegno e determinazione, per favorire la crescita del Festival, consolidarne l’identitá culturale e gli auspicabili riflessi sul territorio che solo una manifestazione di successo può garantire”.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo in collaborazione con Comune di Busseto, con il sostegno di Reggio Parma Festival, Ascom Confcommercio Parma, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte di Parma. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Cariparma Crédit Agricole. Media partner Mediaset. Partner per gli eventi speciali Iren. Partner Barilla, Chiesi Farmaceutici, Opem, Dallara, Unione Parmense degli Industriali. Tour operator partner Parma incoming. Sponsor Parmalat, Mutti, Sicim, Antica Gelateria del Corso, S. Polo Lamiere, Morris, Buongiorno!, Illa, Rolex e Camparini, Fidenza Village, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati. Sponsor tecnici Carebo Auto Hub, IGP Decaux, Macrocoop, Milosped, Grafiche Step.

Il Teatro Regio di Parma ringrazia inoltre Luca Barilla e tutti gli imprenditori che hanno voluto personalmente sostenere il Festival Verdi 2015.

IL PROGRAMMA

Otello inaugura l’edizione 2015 del Festival Verdi, in scena l’1 ottobre (recite il 4, 11, 17 ottobre 2015) al Teatro Regio di Parma nel nuovo allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, con le luci di Vincenzo Raponi. Daniele Callegari, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e del Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto Giuseppe Verdi preparato da Gabriella Corsaro, guiderà il cast con protagonisti Roberto Aronica, al suo debutto nel ruolo del titolo, Aurelia Florian, Roberto Frontali, Manuel Pierattelli, Gabriella Colecchia.

Seconda opera al Teatro Regio di Parma, Il corsaro debutta il 14 ottobre (recite il 20, 25, 31 ottobre 2015) nell’allestimento creato per il Festival Verdi da Lamberto Puggelli e ripreso da Grazia Pulvirenti con le scene di Marco Capuana, i costumi di Vera Marzot, le luci di Andrea Borelli, gli assalti del maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, originariamente coprodotto con il Teatro Carlo Felice di Genova. In scena, diretto da Alain Guingal alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, un cast di giovani e affermati interpreti tutti impegnati per la prima volta in questo titolo: Diego Torre, Jessica Nuccio, Kiril Manorov, Virginia Tola.

Rigoletto debutta al Teatro Verdi di Busseto il 10 ottobre (recite il 15, 18, 21, 24, 29 ottobre 2015), in un nuovo allestimento affidato alla regia di Alessio Pizzech e realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Il direttore Fabrizio Cassi, sul podio dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma, dirigerà gli Artisti del 53° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” in collaborazione con la Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. L’opera è realizzata in collaborazione con Comune di Busseto, Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”.

Arie d’opera e da camera nel primo dei tre recital in programma al Festival. Desirée Rancatore, accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa, interpreterà brani di Verdi, Rossini, Donizetti, Mascagni, Gounod (3 ottobre 2015) nella Dedica a Gian Piero Rubiconi, per oltre trent’anni protagonista della vita del Teatro Regio, che artisti e amici, tra i quali Raina Kabaivanska, Michele Pertusi, Caludio Del Monte gli tributeranno nel pomeriggio della stessa giornata.

Due gli appuntamenti con la musica da camera al Ridotto del Teatro Regio, realizzati in collaborazione con la XXV Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea Traiettorie. Il Trio di Parma (8 ottobre 2015) con Alberto Miodini al pianoforte, Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello, interpreterà brani di Beethoven, Kagel e Brahms. Sarà dedicato a Pierre Boulez, il concerto di Ensemble Prometeo (15 ottobre) diretto da Marco Angius, con musiche di Giovanni Damiani, Giorgio Colombo Taccani e del compositore francese che quest’anno festeggia il suo novantesimo compleanno.

Il 10 ottobre 2015, 202° compleanno del Maestro, la giornata si aprirà alle ore 11.30 al Monumento a Verdi in Piazzale della Pace a Parma per la Cerimonia con cui la Città lo festeggia affettuosamente. Parteciperanno le istituzioni cittadine, il Coro del Teatro Regio di Parma e la Corale Giuseppe Verdi di Parma, dirette dal Maestro Martino Faggiani, che intoneranno il Va’, pensiero. Quest’anno alla cerimonia si uniranno anche le voci degli studenti delle scuole che aderiranno al progetto Festeggia Verdi come vuoi tu!

Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto nel pomeriggio, alle ore 15.30, debutta Rigoletto. Al Ridotto del Teatro Regio alle ore 17.00 Giuseppe Martini presenta Il corsaro per Prima che si alzi il sipario, con gli allievi del Conservatorio che ne interpretano i brani più celebri. La sera, alle ore 20.00 al Teatro Regio di Parma, Gregory Kunde e Vittorio Vitelli saranno i protagonisti del recital di arie e duetti d’opera verdiani, accompagnati al pianoforte da Beatrice Benzi.

Fuoco di gioia, il concerto lirico benefico realizzato dal Gruppo Appassionati Verdiani – Club dei 27, riunirà sul palcoscenico del Teatro Regio (16 ottobre) alcuni tra i maggiori interpreti del repertorio verdiano, guidati da Stefano Rabaglia sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani.

Per la prima volta al Teatro Regio, Antonio Pappano guiderà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (18 ottobre) in sinfonie di Cherubini, Verdi e Beethoven, interpretando le celebri pagine introduttive di Medea, Luisa Miller, La forza del destino, Aida e la Sinfonia n. 7 in la maggiore, op 92.

Un concerto di musiche verdiane affidato alle giovani voci degli Artisti del 53° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto” vedrà sul palcoscenico del Teatro Regio l’Orchestra del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma diretta da Eliseo Castrignanò (19 ottobre).

Da Milano a Parigi fino a San Pietroburgo, attraverso le composizioni che Verdi creò per i rispettivi teatri: brani da Otello, Jérusalem, Don Carlos, Nabucco, La forza del destino, Macbeth e l’Inno delle nazioni nel concerto diretto Jader Bignamini, alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, con Roberto Aronica e Michele Pertusi (27 ottobre).

Jessica Pratt sarà la protagonista dell’ultimo recital in programma al Teatro Regio (30 ottobre) ove interpreterà le più celebri arie del repertorio belcantistico, accompagnata al pianoforte da James Vaughan.

AROUNDVERDI

Lenz Fondazione porta in scena, in prima assoluta l’11 ottobre (recite 12, 13, 14 ottobre) Verdi Re Lear, che dà forma e corpo al progetto mai compiuto di Giuseppe Verdi sul dramma di Shakespeare. A partire dai brani verdiani selezionati da Carla Delfrate e con la nuova scrittura musicale di Robin Rimbaud/Scanner, Francesco Pititto firma la drammaturgia visiva e performativa dello spettacolo con le installazioni e i costumi di Maria Federica Maestri e la partecipazione degli attori Valentina Barbarini, Barbara Voghera, Giuseppe Barigazzi e dei cantanti allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma preparati da Donatella Saccardi.

Enrico VIII, La Tempesta, Il mercante di Venezia, Amleto, Otello: le celebri pagine di Shakespeare, interpretate dalla voce di Giancarlo Giannini incontreranno, al Teatro Farnese, la musica di Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelsshon Bartoldy, Rossini, Busoni, Alkan in Sogno di una notte di mezza estate. Al pianoforte Giovanni Bellucci, autore dello spettacolo dedicato al grande drammaturgo e realizzato in collaborazione con la Società dei Concerti di Parma (13 ottobre).

Si aprirà con Otello Suite, commissione del Festival Verdi 2015 in prima esecuzione assoluta, il concerto della Giovanni Falzone Contemporary Orchestra Requiem around Requiem, un omaggio a Verdi e al suo capolavoro sacro, interpretato in chiave contemporanea da Giovanni Falzone (28 ottobre).

VERDI YOUNG

Il viaggio di Milo e Maya, lo spettacolo vincitore del progetto Opera Expo, porterà i bambini da 3 a 8 anni e le loro famiglie, in un giro del mondo per scoprire tradizioni, cibi e culture di altri paesi, presi per mano da un attore e un cantante accompagnati al pianoforte, nella produzione di Opera Kids (4, 5 ottobre).

In Otello, per Il Gioco dell’opera, pupazzi, marionette, attori, cantanti e musicisti faranno vivere ai bambini da 4 a 8 anni, la storia del moro di Venezia nel segno della musica verdiana, nello spettacolo realizzato in collaborazione con il Laboratorio creativo per bambini “Zazì” e il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma (30, 31 ottobre).

Nel giorno del suo compleanno, il 10 ottobre, Festeggia Verdi a modo tuo! Un progetto dedicato alle scuole secondarie di primo e secondo grado che intende coinvolgere gli studenti e invitarli a festeggiare il Maestro, attraverso alcune arie verdiane, fonte di ispirazione e occasione per ritrovarsi al Monumento a Verdi in Piazzale della Pace con le istituzioni cittadine e tutti gli appassionati.

Un percorso attraverso multiformi esperienze sensoriali e interattive inerenti il tema del viaggio coinvolgerà i giovani under 30 in Barezzi Off-Senses, in collaborazione con Barezzi live: dallo scalone del foyer del Teatro Regio si snoderà un percorso costellato di videoinstallazioni, performance reali e virtuali, fino alla Sala del Ridotto che ospiterà un live set concert da ascoltare sorseggiando cocktail offerti da barman in livrea (24 settembre).

Emozioni da provare per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e dell’università, che potranno assistere alle ultime prove delle opere precedenti il debutto: momenti cruciali nei quali la complessità del lavoro degli artisti in scena e dei lavoratori dietro le quinte trova una magica sintesi, rendendo la finzione realtà. Un viaggio dietro e oltre le quinte con sorprendenti percorsi interattivi e live set concert (24, 28 settembre, 9, 10, 12 ottobre).

Percorsi di avvicinamento e approfondimento offriranno a insegnanti, bambini e ragazzi, dalla scuola dell’infanzia sino all’università, l’occasione per scoprire e conoscere l’opera e farsi conquistare dalla musica. I laboratori didattici su Otello, Il corsaro, Re Lear, Il viaggio di Milo e Maya vedranno la partecipazione di maestri e artisti protagonisti del Festival, che li accompagneranno in un viaggio Alla scoperta della musica (21, 22, 23, 25 settembre, 2, 5, 6, 10 ottobre).

CONCERTI, INCONTRI, MOSTRE, GIORNATE DI STUDI A INGRESSO LIBERO

In occasione del Festival Verdi 2015, il Teatro Regio di Parma rinnova il Progetto di promozione culturale al fine di coinvolgere nella vita del Teatro il pubblico delle associazioni musicali, culturali, sociali e ricreative a cui è riservata l’opportunità di assistere alle prove aperte di Otello (28 settembre 2015) e Il corsaro (12 ottobre) al prezzo speciale di € 5,00, dopo aver realizzato, in modo autonomo e con il coinvolgimento degli associati, un percorso di approfondimento sull’opera.

Il compositore, lo stile, la genesi delle opere, i capolavori letterari che ne hanno ispirato la produzione sono alcuni dei temi approfonditi in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma: Otello (26 settembre) e Il corsaro (10 ottobre) saranno raccontati dallo storico della musica Giuseppe Martini con l’intervento degli artisti impegnati nella produzione prossima al debutto e con la partecipazione degli allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma che ne interpreteranno i brani più celebri.

Una Conversazione Su Verdi Re Lear con la partecipazione dei protagonisti offrirà al pubblico l’occasione di approfondire il progetto di Lenz Fondazione per il Festival Verdi che trae dal Lear di Shakespeare e dagli scritti di Verdi gli elementi fondamentali per l’“invenzione” di un opera che dia corpo al desiderio, mai realizzato, del Maestro (2 ottobre).

La Fondazione Teatro Regio di Parma, unitamente a Fondazione Cariparma, con Università degli Studi di Parma e Associazione Opera Europa invita a una giornata di studi aperta al pubblico sul tema Il valore della musica con i rappresentanti di alcuni dei maggiori festival e teatri internazionali di musica e opera. Un’occasione per condividere riflessioni e proposte per una più consapevole e responsabile azione economica e sociale delle istituzioni musicali per migliorare il profilo economico del territorio sul quale agiscono e incidono (2 ottobre).

Il Coro di voci bianche della Corale Giuseppe Verdi di Parma (4 ottobre), il Coro del Teatro Regio di Parma (21 ottobre), il Coro di voci bianche del Teatro Comunale di Bologna (24 ottobre), la Corale Giuseppe Verdi di Parma (28 ottobre), il Coro di voci bianche e giovanili Ars Canto (31 ottobre) sono i Cori al Festival Verdi che interpreteranno le grandi pagine verdiane, conosciute e amate per la loro capacità di esprimere i sentimenti universali in maniera profonda e immediata.

Tre appuntamenti realizzati in collaborazione con l’Istituto nazionale di studi verdiani saranno occasione di approfondimento su Verdi e le sue opere: La nuova edizione del carteggio Verdi-Boito sarà presentata dal curatore Marcello Conati con Giuseppe Martini e Rosa Necchi (6 ottobre); le tre maggiori interpretazioni moderne dell’Otello di Shakespeare saranno al centro della conversazione Otello: Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi, Orson Welles (27 ottobre) con la partecipazione di Marco Beghelli, Susanna Pasticci, Marco Maria Tosolini; a Busseto, al Museo di Casa Barezzi la conferenza di Dino Rizzo proporrà Un viaggio in Rigoletto (29 ottobre ) per scoprire le ragioni di un capolavoro.

Gli artisti e gli allievi cresciuti al Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma saranno i protagonisti dei Concerti del Conservatorio: in Verdi in Jazz (7 ottobre), nel Concerto lirico vocale (16 ottobre) e nel concerto dell’Ensemble del Conservatorio (29 ottobre) i giovani artisti si misurano con pagine musicali da Verdi alla musica contemporanea.

Un percorso musicale intorno al tema della pace e della giustizia sarà proposto nell’appuntamento con Verdi e la musica nuova. Marcello Conati, Nicola Sani, Giuseppe Martini e Gian Paolo Minardi converseranno muovendo da alcuni spunti del libretto di Simon Boccanegra e, a seguire, il soprano Maria Teresa Camellini con il maestro Bruno Canino al pianoforte interpreteranno brani di Verdi, Beethoven, Liszt e Dallapiccola (17 ottobre).

Ricordando Mario Del Monaco: un omaggio all’artista il cui nome è indissolubilmente legato a quello di Otello, nel centenario della nascita. Protagonista di indimenticabili serate al Teatro Regio di Parma, il grande tenore rivivrà nell’ascolto di alcune sue memorabili interpretazioni e nel racconto di chi lo ha conosciuto e con lui ha condiviso la scena (30 ottobre).

In occasione del debutto dell’opera inaugurale del Festival Verdi, sarà allestita nelle sale adiacenti al Ridotto del Teatro Regio, la mostra documentaria “Chi è là?…Otello?”, realizzata in collaborazione con Istituzione Casa della Musica e Associazione Sostenitori del Teatro Regio di Parma. Un percorso tra documenti d’epoca e immagini legate dal filo dell’interpretazione storica del rapporto fra Parma e Otello in 128 anni; una storia che parte dai tormentati preparativi del 1887 fra Verdi, Ricordi e il Teatro e che ha visto sul palcoscenico del Regio anche un interprete di livello assoluto come Aureliano Pertile, a cui sarà dedicata un’apposita sezione.

Abbonamenti

Gli abbonati al Festival Verdi 2014 potranno esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’abbonamento al Festival Verdi 2015 dal 12 al 21 maggio 2015 per i posti di poltrona, palco e galleria.

Gli abbonati alla Stagione Lirica 2015 potranno acquistare in prelazione il nuovo abbonamento al Festival Verdi 2015 il 22 e 23 maggio 2015.

Nuovi abbonamenti in vendita il 26 e 27 maggio 2015 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma.

Biglietti

I biglietti per tutte le rappresentazioni saranno in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma dal 28 maggio 2015 e presso la biglietteria on-line del Teatro Regio di Parma dal 29 maggio 2015 sul sito teatroregioparma.it. L’acquisto on-line non comporta alcuna commissione di servizio.

Promozioni

I giovani fino a 30 anni hanno diritto a una riduzione del 50% sul prezzo degli abbonamenti e dei biglietti di tutti i turni per i posti di platea e di palco per gli spettacoli al Teatro Regio di Parma. Per ciascuno degli spettacoli dei turni B, C, D, sono disponibili venti Card under 30 gratuite, che consentono di acquistare il biglietto per lo spettacolo a € 20,00 per posti di platea e palco.

Speciali promozioni sono riservate anche alle famiglie e ai lavoratori in stato di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità

In concomitanza e in felice assonanza tematica con il Festival Verdi, il Teatro Comunale di Bologna produce un nuovo allestimento di Macbeth di Giuseppe Verdi. Agli abbonati del Festival Verdi 2015 è riconosciuta una riduzione del 50% sul prezzo dei biglietti delle recite del 7 e 17 ottobre 2015.

L’immagine esclusiva del Festival è il ritratto di Verdi realizzato a matita da Renato Guttuso negli anni ‘60, donato al Teatro Regio di Parma dall’Archivio storico Bocchi e concesso da Fabio Carapezza Guttuso ©Renato Guttuso by SIAE 2015.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it http://www.teatroregioparma.it

Paolo Maier