Opera: il palcoscenico della società

Nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021, a Palazzo del Governatore di Parma, è aperta al pubblico la mostra Opera: il palcoscenico della società, che sarà visitabile fino a giovedì 13 gennaio 2022.

L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Gloria Bianchino e dallo studioso verdiano Giuseppe Martini, su progetto di allestimento scenografico a cura di Margherita Palli Rota, è prodotta da Comune di Parma e realizzata da Casa della Musica, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Parma.

Operavuole esplorare il rapporto biunivoco fra opera e società: 514 i pezzi esposti tra quadri, volumi antichi, stampe, fotografie, libretti, riviste, documenti d’archivio, costumi, oggetti di scena e materiali audiovisivi e sonori, provenienti da 75 prestatori pubblici e privati.

Francesco Hayez, I Vespri siciliani, Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea, Roma (immagine sottoposta a Copyright)


Tra le opere in mostra: i quadri di Francesco Hayez I vespri Siciliani (1846) dalla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, e Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima Crociata (1835) dalla Collezione della Fondazione Cariplo di Milano; il dipinto Au théatre di Federico Zandomeneghi (1885-1895) dall’Istituto Matteucci di Viareggio; una sezione di ritratti di Lina Cavalieri, tra cui il Ritratto di Lina Cavalieri di Cesare Tallone (1905) dalla Galleria Campari di Milano, e la serie di fotografie di Francesco Paolo Michetti da Archivio Alinari di Firenze; il lacerto ‘W Verdi’ dai Musei Civici di Treviso; il libretto originale dell’Orfeo di Monteverdi dalla Biblioteca Teresiana di Mantova; abiti di scena e da sera, tra cui un pezzo di Balenciaga da Tirelli Costumi di Roma.

Nonostante per secoli il suo pubblico sia appartenuto all’aristocrazia, l’opera è divenuta nel tempo sinonimo di passione popolare, riuscendo a valicare la dimensione del divertimento e dello spettacolo per diventare non solo memoria collettiva, ma rappresentazione dell’identità di una nazione. Lungo 20 sale del Palazzo del Governatore si apre un percorso articolato in tre sezioni che indaga l’influenza dell’opera sugli usi e costumi del tempo e sullo scenario politico: un vero e proprio viaggio attraverso l’universo operistico nel suo legame con i processi di autonomia nazionale, i valori civili della comunità e la riflessione sulla propria identità e sul proprio passato.

Il mondo dell’opera è presentato sotto vari aspetti: il suo pubblico e il modo di stare in teatro; le strade che il melodramma ha intrapreso per avvicinarsi a un pubblico più ampio e i mezzi che gli hanno permesso di scendere dal palcoscenico per farsi conoscere fuori dal teatro; l’influenza esercitata sulla cultura e sull’immaginario collettivo; il suo dialogo con la politica, tra arte di regime, protesta e censura; il contributo all’ampliamento delle conoscenze linguistiche attraverso i libretti; e infine i cambiamenti delle modalità di ascolto, dagli organetti meccanici fino al disco, e il rapporto con vecchi e nuovi strumenti di comunicazione, dalla radio alla televisione e al web.

Francesco Hayez, Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata, Collezione Cariplo, immagine sottoposta a Copyright

A partire dal territorio di Parma – ricco di tradizione e nomi che hanno fatto la storia quali Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini – i visitatori possono scoprire nel percorso espositivo il segreto della longevità dell’opera che si rivela al tempo stesso plasmabile al mutamento dei tempi e conservatrice dei riti del vivere insieme, dall’abbigliamento alla gastronomia, in particolar modo a Parma, dalla gestualità fino all’immaginario visivo. In mostra anche locandine, cartoline e caricature su riviste e calendari che nel corso degli anni hanno cambiato il modo di rappresentare l’opera, i suoi personaggi e i momenti scenici più popolari.

Le prime otto sale dell’esposizione (Stanze 1 e 2 Dalla nascita alla maturità – Stanza 3 Censura – Stanza 4 Protesta politica – Stanze 5 e 6 Opera e regimi – Stanze 7 e 8 Opera, politica e contemporaneità) si soffermano sull’influenza reciproca tra opera e sistema politico. È stato proprio il suo successo ad assicurare al genere una continua osservazione da parte dell’autorità politica, sia per orientare il consenso e disciplinare la morale, sia per controllare che non si veicolassero contenuti pericolosi per il potere. Parallelamente, la storia dell’opera è una continua lotta contro l’autorità, in nome della libertà artistica del compositore. Il teatro è stato spesso scelto come luogo fisico di protesta, ma la contestazione è avvenuta anche attraverso le opere messe in scena, come nel caso dei moti risorgimentali e dei regimi del Novecento.

Stare all’opera(Stanza 10), inoltre, è un’attività sociale articolata: lo spettacolo non è solo una rappresentazione a cui assistere, ma diventa pretesto per stabilire relazioni sociali mangiando, sorseggiando, chiacchierando e ostentando il proprio ruolo attraverso riti codificati.

La mostra prosegue, in altre cinque sale, analizzando l’influenza dell’opera sui diversi aspetti della società (Stanza 11 Figure della memoria– Stanza 12 Opera e parole– Stanza 13 Il gesto è il personaggio– Stanza 14L’opera è donna– Stanza 15La passione per l’opera). Il teatro è memoria del singolo, dei personaggi, degli spettacoli, memoria collettiva di un sogno civile, ma è anche strumento che ha contribuito a rendere la figura femminile sovrana del palcoscenico. Importante è il contributo apportato dall’opera alla lingua italiana e alla letteratura: i libretti sono stati veicoli per accrescere il vocabolario non solo degli appassionati, e far conoscere grandi autori stranieri quali Hugo, Shakespeare, Dumas. Inoltre l’opera, inizialmente esclusiva dell’aristocrazia, ha aperto le sue porte a un pubblico più ampio, che la riconosceva come rappresentazione dell’identità di un territorio e della nazione intera. In questo contesto si sono diffuse nuove iconografie del genere che sono presto entrate a far parte dell’immaginario popolare: tra queste la gestualità dei cantanti, inizialmente vista con ilarità ma presto riconosciuta come codice visivo con cui poter identificare i protagonisti delle opere.

L’ultima sezione della mostra illustra il materiale che si è raccolto nel tempo attorno alla comunicazione dell’opera (Stanza centrale L’opera appesa– Stanza 17 Opera da leggere, opera da ridere– Stanza 18 L’opera fuori dal teatro– Stanza 19 Il mito dell’opera– Stanza 20 L’opera riprodotta).Verso la fine dell’Ottocento iniziano a circolare riproduzioni grafiche di scene d’opera sugli spartiti, immagini fotografiche, e vario materiale iconografico dell’universo operistico, sotto forma di cartoline, calendarietti, figurine, e poi nelle riviste, su giornali, locandine e manifesti. A questi si aggiungono le prime recensioni, parodie e brani degli spettacoli riproposti da forme più popolari, come la musica delle bande e il teatro di burattini, per citarne alcuni. I media di massa del Novecento hanno poi cambiato il mondo del melodramma, permettendo di accedere sempre più facilmente al consumo dello spettacolo operistico, moltiplicandone la conoscenza in modi mai vissuti prima e dimostrando come l’opera sia sempre stata capace di adattarsi al nuovo.

Arricchisce l’esposizione una serie di iniziative collaterali che offre diverse occasioni di approfondimento sulla mostra. In calendario concerti a tema proposti dalle principali istituzioni concertistiche di Parma con programmi musicali sulle più importanti opere dell’Ottocento; attività di laboratorio per famiglie e scuole, con l’obiettivo di formare e coinvolgere un nuovo giovane pubblico; incontri sui temi scelti dalla mostra con ospiti a direttori di teatri e di canali televisivi, presidenti di associazioni musicali, registi d’opera per la TV e per il cinema, e amministratori d’ambito culturale.

Per info mostra e biglietti: opera@comune.parma.it – Casa della Musica 0521.031170

Delos (anche per le immagini)

Il programma di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021

Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 propone un ampio palinsesto di eventi e iniziative. Tra riaperture e nuove produzioni, turisti e cittadini di tutte le età potranno trovare appuntamenti di ogni genere, tra mostre e installazioni, rassegne, eventi e passeggiate.

Di seguito un calendario degli highlights, con eventi in corso e prossime aperture.

Informazioni e prenotazioni obbligatorie su www.parma2020.it

Antelami a Fidenza. Rivivere la passio di San Donnino
Fino a giugno 2021 | Cattedrale di Fidenza

Un nuovo percorso di visita per valorizzare la presenza di Benedetto Antelami nella Cattedrale di San Donnino collega il museo in cui è conservata la preziosa Maestà Mariana con il matroneo nord della cattedrale. Il museo racconta la storia del monumento attraverso ricostruzioni 3D e sezioni interattive dei principali manufatti esposti, mentre, nel matroneo, San Donnino torna in vita grazie all’animazione digitale delle sculture in facciata.

Ligabue e Vitaloni – Dare voce alla natura

Fino al 04.07.2021 | Palazzo Tarasconi

Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma dedica una mostra, a cura di Augusto Agosta Tota, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi, ad Antonio Ligabue e Michele Vitaloni: due artisti che traggono la loro potenza rappresentativa da quella parte istintuale e primordiale che accosta la sfera umana a quella animale.

Dalle ceramiche persiane alle maioliche rinascimentali italiane

Fino al 4.07.2021 | Palazzo Bossi Bocchi – Collezioni d’Arte Fondazione Cariparma – Parma

La mostra è il frutto del lavoro di catalogazione sui fondi di ceramica e maiolica di Fondazione Cariparma. Si articola sull’esposizione di alcune delle ceramiche conservate nelle collezioni Garbarino, Braibanti e Cozza, con focus sulle tecniche e l’iconografia della ceramica persiana e mesopotamica e sui contatti e le influenze sulle produzioni italiane del Medioevo e del Rinascimento, per arrivare alle ceramiche rinvenute durante i lavori edili alla filiale dell’allora Ag. 3 della Cassa di Risparmio a Barriera Repubblica, anticamente zona di botteghe e fornaci di cottura di materiale inerte.

Attraverso le Avanguardie. Giuseppe Niccoli / visione e coraggio di una Galleria

Fino al 18.07.2021 | APE Parma Museo

La Fondazione Monteparma ricorda la figura di Giuseppe Niccoli, la sua straordinaria attività di scoperta e valorizzazione di talenti e la storia della Galleria fondata negli anni ’70. La mostra, curata da Bruno Corà, Roberto e Marco Niccoli, presenta opere di artisti internazionali, tra cui, per citarne alcuni, Afro, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Conrad Marca-Relli, Fausto Melotti, Angelo Savelli, Salvatore Scarpitta, Mario Schifano, in rappresentanza delle correnti artistiche che la Galleria Niccoli ha seguito, esposto e sostenuto nel corso degli ultimi 50 anni.

Modigliani Opere dal Musée de Grenoble
Fino al 18.07.2021 | Fondazione Magnani Rocca – Villa dei Capolavori

L’esposizione, grazie alla collaborazione col Musée de Grenoble, di sei opere di Modigliani, fra pittura e disegno, consente di analizzare il rapporto fra grafica e pittura e di cogliere i principali riferimenti culturali nel suo lavoro di ritrattista. Vengono esposti il dipinto Femme au col blanc, olio su tela del 1917, raffigurante Lunia Czechowska, moglie dell’amico d’infanzia di Léopold Zborowski, mercante d’arte e mecenate di Modigliani, e cinque ritratti a matita di personaggi della capitale francese degli anni Dieci, dove egli fu al centro della scena artistica, al tempo all’avanguardia internazionale.

Fornasetti. Theatrum Mundi

Fino al 25.07.2021 | Complesso Monumentale della Pilotta

Una mostra, a cura diBarnaba Fornasetti, Valeria Manzi e Simone Verde, che fa dialogare le forme classiche del Complesso della Pilotta con il design contemporaneo di Piero Fornasetti. Una produzione di Complesso Monumentale della Pilotta, in collaborazione con Associazione Fornasetti Cult.

Design! Oggetti, processi, esperienze – Through Time

Fino al 25.07.2021 | Palazzo Pigorini
Fino al 29.08.2021 | Abbazia di Valserena

Gli archivi dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione, custodi di un immenso patrimonio di conoscenze dei designer che hanno definito la cultura del progetto italiano nel Novecento, si aprono raccontando così i temi centrali del design. All’Abbazia di Valserena la parte centrale della mostra, a Palazzo Pigorini la sezione dedicata alla moda, in collaborazione con GIA, Imprese Settore Moda.

Abecedario d’artista. Mostra Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna
Fino al 25.07.2021 | Palazzo del Governatore di Comune di Parma e GAER
Durante l’estate, trentacinque tra i più talentuosi artisti under 35, provenienti da tutte le province del territorio regionale dell’Emilia Romagna, selezionati da una giuria di esperti del mondo dell’arte, esporranno le proprie opere in una mostra dedicata al tempo e al paesaggio, curata dall’Associazione Culturale TØRØ con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Associazione GA/ER, Giovani Artisti Emilia-Romagna e Comune di Parma.

Parma la città del profumo
Fino al 01.08.2021 | APE Parma Museo

La mostra nasce da due importanti realtà: CNA Parma, Associazione che pone al centro il saper fare, il lavoro e la creatività artigiana, e Mouillettes & Co, una realtà unica in Italia che sviluppa percorsi di formazione e consulenza legati al mondo dell’olfatto. Il profumo a Parma è una vera eccellenza che nel corso del tempo ha portato allo sviluppo della filiera completa, dalle aziende produttrici di fragranze alle nuove realtà specializzate nella vetreria, nella stampa, nella cartotecnica e negli imballaggi. Sono previsti percorsi olfattivi dedicati alle fioriture nel centro storico della città, in collaborazione con alcune guide turistiche locali formate sul tema, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi come l’Orto botanico, l’Antica Farmacia San Filippo Neri e le Profumerie storiche. Ogni mese è dedicato a una fioritura diversa e questo permette al visitatore di immergersi nelle diverse fragranze e note olfattive.

La via delle forme. Viaggio nei mestieri di Parma
Fino al 08.08.2021 | Galleria San Ludovico

Il progetto multimediale, ideato da PARMA 360 Festival della creatività contemporanea in collaborazione con il Gruppo Imprese Artigiane di Parma, e realizzato da Antica Proietteria, ripercorre l’evoluzione dei mestieri cittadini attraverso immagini storiche e racconti del presente, con il coinvolgimento delle realtà professionali che vivono nel territorio. Nella mostra, curata da Chiara Canali, Camilla Mineo e Giancarlo Gonizzi, il tessuto imprenditoriale parmigiano è raccontato, attraverso proiezioni multimediali, da personaggi di riferimento della storia cittadina suddivisi in sei macro-categorie (enogastronomia, costruzioni, editoria, trasporti e logistica, lavorazioni tecnologiche, meccanica e innovation): il pittore manierista Parmigianino, l’architetto di Corte Ennemond Alexandre Petitot, il re dei tipografi Giambattista Bodoni, il compositore Giuseppe Verdi, il regista Bernardo Bertolucci,le stiliste Sorelle Fontana.

Tribes. The last breath on earth
Fino al 30.08.2021 | Museo d’arte cinese ed etnografico di Parma
Il fotografo Arturo Delle Donne ha dato vita a una mostra in cui i corpi sono come le tele degli artisti. Attraverso i disegni sulla pelle, gli uomini hanno trasmesso per millenni preziose informazioni, ma il progresso sta cancellando dal pianeta questa nobile forma di linguaggio corporale. L’artista recupera potenti stilemi tribali da Papua Nuova Guinea, Amazzonia, Australia, Etiopia, Perù, Burkina Faso, Nuova Caledonia, riproducendoli con scrupolo e precisione sui volti di studenti, operai, giovani laureati, gente presa a prestito dalla quotidianità di massa occidentale.

Antelami a Parma – Il lavoro dell’uomo, il tempo della Terra

Fino al 31.08.2021 | Battistero, Duomo e Museo Diocesano

Le statue dei Mesi e delle Stagioni di Benedetto Antelami, collocate sul loggiato interno del Battistero, sono occasionalmente poste a terra permettendo così al visitatore una fruizione più che mai ravvicinata. Una produzione di Diocesi di Parma, in collaborazione con Capitolo della Basilica Cattedrale, Fabbriceria della Basilica Cattedrale, Fondazione Cariparma e Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma.

Florilegium

Tutta l’estate 2021 | Oratorio di San Tiburzio

Nell’Oratorio di San Tiburzio – parte del complesso che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri – si trova la prima personale italiana di Rebecca Louise Law: un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma. Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea, progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori.

Porcellane dei Duchi di Parma. Capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo

Fino al 19.09.2021 | Reggia di Colorno

Dal Quirinale e da altre sedi (Gallerie degli Uffizi, Museo della Villa Medicea di Poggio a Caiano, Musei Reali di Torino) tornano in Reggia le porcellane di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia, tesori dei Duchi di Parma, accompagnate da documenti concessi dall’Archivio di Stato. Un lavoro condotto negli Archivi, che ha consentito a Giovanni Godi e un gruppo di esperti, di individuare le sedi dove i tesori parmensi sono stati collocati. Queste opere raffinate e di qualità altissima evidenziano come il gusto alla corte dei duchi di Parma si fosse plasmato in pieno accordo con i modelli francesi sviluppati nel Settecento, quando ricchezza decorativa e desiderio di ostentazione accompagnavano l’allestimento delle tavole del vecchio continente.

Umberto Eco, Franco Maria Ricci. LABIRINTI. Storia di un segno
Fino al 26.09.2021 | Labirinto della Masone, Fontanellato

Grazie a innovativi allestimenti multimediali a cura di NEO [Narrative Environments Operas], il Labirinto di Franco Maria Ricci si trasforma in un vero e proprio metalabirinto, introducendo i visitatori in un percorso, articolato in tre sale, di parole e pensieri, tra allestimenti scenografici e digitali e prestiti di rilievo, alla scoperta della storia e del significato di uno dei simboli più antichi al mondo, accompagnati dalla guida di ombre nobili e sapienti legate alla storia di Ricci – non solo Umberto Eco ma anche Jorge Luis Borges.

Napoleone 1821 La morte di Bonaparte

Fino al 26.09.2021 | Museo Glauco Lombardi
Nel bicentenario dalla morte dell’imperatore, una mostra per ricostruire le conseguenze che il luttuoso evento di Sant’Elena ebbe nel contesto parmense, dove la notizia della morte, comunicata alla duchessa Maria Luigia, sua vedova, mise in moto una complicata macchina organizzativa che andò a incidere anche sull’equilibrio politico europeo. Nelle due stanze espositive, circa 120 pezzi permettono di ripercorrere le tappe di quest’evento attraverso opere d’arte, inediti documenti e perfette ricostruzioni storiche del letto dell’imperatore, dei suoi abiti e dei suoi accessori, proponendo un palpabile esempio della glorificazione postuma di Bonaparte attraverso la curiosa storia della lastra del San Napoleone Martire.

Renato Brozzi e la scultura animalista italiana tra Otto e Novecento
Fino al 30.09.2021 |Museo Renato Brozzi di Traversetolo La mostra è incentrata sul tema dell’animalismo e sulla figura di Renato Brozzi (Traversetolo 1885-1963). Presenti con oltre 100 opere, molte poco conosciute o del tutto inedite perché appartenenti a collezioni private, più di 50 artisti animalieri, tra cui: Rembrandt Bugatti, Duilio Cambellotti, Guido Cacciapuoti, Antonio Ligabue, Guido Righetti, Sirio Tofanari, Felice Tosalli. L’esposizione è promossa dal Comune di Traversetolo e dal museo Renato Brozzi.

I quadri di Pietro. Capolavori della Collezione Barilla d’Arte Moderna

Fino al 27.12.2021 | Pinacoteca Stuard

Il progetto espositivo a cura di Giancarlo Gonizzi, organizzato dal Comune di Parma e dalla Famiglia Barilla, mette in mostra – un quadro al mese – alcune delle più interessanti opere della Collezione Barilla di Arte Moderna, non esposte al pubblico da più di 25 anni: quadri di James Ensor, Alberto Savinio, Atanasio Soldati, Filippo De Pisis, Chaim Soutine, Max Ernst, Giorgio Morandi, Fernand Léger, Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Jean Dubuffet, Lucio Fontana e Pablo Picasso.

L’Ottocento e il mito di Correggio

Permanente | Galleria Nazionale – Palazzo della Pilotta

Un virtuoso allestimento della Rocchetta, all’interno del Complesso Monumentale della Pilotta, dedicato a due figure fondamentali della storia parmense: Maria Luigia d’Asburgo, Duchessa di Parma, e l’incisore Paolo Toschi.

Sentiero d’arte – Langhirano Torrechiara

Installazioni artistiche permanenti | Da Langhirano a Torrechiara

Da un’idea di F.lli Galloni Spa nasce questa passeggiata di bellezza e contemplazione che collega i principali luoghi dell’area del Comune di Langhirano: un itinerario attraverso prati e colline, boschetti e vigneti, in un ambiente naturale rimasto immutato nei secoli. Il progetto è a cura di Associazione Sentiero d’arte Langhirano Torrechiara Odv, in collaborazione con il Comune di Langhirano.

Delos

La via delle forme. Viaggio tra i mestieri di Parma

Nel programma ufficiale di Parma Capitale della Cultura 2020+21 prende avvio il progetto multimediale e interattivo LA VIA DELLE FORME. Viaggio tra i mestieri di Parma, mostra curata da Giancarlo Gonizzi, Chiara Canali e Camilla Mineo, ideata da Antica Proietteria e promossa da Parma 360 Festival della creatività contemporanea in collaborazione con il Gruppo Imprese Artigiane.

Parma eredita una grande tradizione artigiana dai secoli passati grazie alla presenza di una Corte ducale che ha favorito nel tempo la nascita di professionalità di alto livello.

Oggi l’artigianato e la piccola impresa di Parma si raccontano attraverso i mestieri del presente e del futuro, mostrando ciò che sanno fare e ciò che sanno immaginare. E lo fanno, emblematicamente, nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21, raccontando la “cultura del fare”, per condividere quel grande patrimonio di saperi che le imprese hanno da sempre.

Mani operose ricche di esperienza ma capaci di disegnare il futuro. Antichi mestieri aperti all’innovazione che sanno tenere sempre l’uomo al centro. La cultura del fare si racconta attraverso un percorso interattivo allestito alla Galleria San Ludovico di Parma, dove lo spettatore sarà guidato alla scoperta di forme inattese del presente e del passato.

Sei personaggi della storia di Parma – il pittore manierista Parmigianino, l’architetto di Corte Ennemond Alexandre Petitot, il re dei tipografi Giambattista Bodoni, il compositore Giuseppe Verdi, il regista Bernardo Bertolucci, le stiliste Sorelle Fontana – guidano il visitatore in un viaggio alla scoperta dell’artigianato parmense, che si dipana tra le sezioni dedicate all’enogastronomia, all’architettura, all’editoria, ai trasporti e alla logistica, alle lavorazioni tecnologiche e al mondo della moda. Una experience attraverso innovativi sistemi multimediali e interattivi, ideati da Antica Proietteria, in grado di immergere il pubblico in uno storytelling corale.

La storia della tipografia in pillole: dalla nascita del carattere Bodoni passando dalla tipografia tradizionale a quella digitale. Grafica e tipografia “tenute insieme” dall’arte della legatoria.

Giuseppe Verdi ci mostra il mondo della logistica e del trasporto attraverso la sua melodia: illustrazioni di mezzi che al tocco si animano illuminandosi e colorandosi.

Un racconto delle architetture della città, guidati dall’architetto Petitot, che ci racconta i materiali che la caratterizzano, illustrando lo stato dell’arte delle costruzioni architettoniche e la descrizione dei materiali.

Un viaggio tra le lavorazioni artigianali che incarnano la sapienza parmense nella produzione di eccellenze alimentari attraverso le opere del Parmigianino che da sempre hanno fatto da cornice al territorio emiliano.

Lavorazioni meccaniche si fondono con frame della cinematografia in realtà aumentata. Attraverso l’app lo smartphone dei visitatori diventa una sorta di lente magica che una volta puntato sui fotogrammi cinematografici permette di vedere fasi di produzione degli oggetti e spezzoni dai film di Bernardo Bertolucci.

La moda maschile contemporanea si confronta con la moda classica femminile delle Sorelle Fontana e si racconta attraverso bozzetti disegnati a mano e abiti di alta sartoria “virtuale”.

Alle sei sezioni si unisce una grande videoinstallazione finale ambientata nell’abside della cappella di San Ludovico e intitolata “Parola d’imprenditore”, che reinterpreta il patrimonio imprenditoriale parmense alla luce di un dizionario di parole distintive che scandiscono i tempi del lavoro, i valori, le esperienze, i progetti, le visioni e le prospettive del “saper fare” italiano di oggi e di domani.

Sostenuta e messa in opera con il contributo di Unione Europea – Fondo Sociale Europeo e Orientamente, l’esposizione racconterà a ragazze e ragazzi delle scuole di Parma l’evoluzione dei mestieri: da antichi oggetti alle nuove tecnologie per narrare la storia dell’artigianato parmense.

La mostra, inserita all’interno di PARMA 360 Festival della creatività contemporanea diretto e curato da Camilla Mineo e Chiara Canali, ha ricevuto il patrocinio e il contributo del Comune di Parma e Parma Capitale italiana della cultura 2021, il contributo del Comitato Parma 2020 e Fondazione Cariparma e il sostegno del GIA Gruppo Imprese Artigiane e di tutti i soci che hanno creduto nel progetto.

Per visitare la mostra durante il week end, prenotazione obbligatoria (entro il giorno precedente) tramite App Parma 2020.

LA VIA DELLE FORME. VIAGGIO TRA I MESTIERI DI PARMA

Galleria San Ludovico, Borgo del Parmigianino 2, Parma fino all’8 agosto 2021

Lunedì – venerdì 15 – 19.30. Sabato, domenica e festivi 11.00 – 19.30. Martedì chiuso

Apertura per gruppi la mattina su appuntamento. Ingresso gratuito

Delos

“I Like Parma. Un patrimonio da vivere”

In occasione delle Giornate Fai di Primavera, sabato 15 e domenica 16 maggio 2021, l’assessorato alla Cultura del Comune di Parma organizza, in collaborazione con la Delegazione FAI di Parma e con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura e “Parma, io ci sto!”, la quinta edizione di “I Like Parma. Un patrimonio da vivere” con un ricco programma di aperture straordinarie e gratuite di palazzi, conventi, chiese, chiostri e spazi culturali di eccezionale valore storico-artistico, un’occasione unica per visitare luoghi nascosti e generalmente poco conosciuti e guardare con occhi nuovi la città designata Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2020 + 2021.

“Siamo soddisfatti – ha esordito l’assessore alla Cultura Michele Guerra – di poter riavviare in sicurezza, dopo il difficile periodo di emergenza sanitaria, il progetto “I Like Parma”, una collaborazione virtuosa del Comune con Fai, il Ministero e “Parma, io ci sto!” che fa di Parma una delle città più visitate della nazione e che quest’anno ha come fiore all’occhiello di questa quinta edizione la Camera di San Paolo, la cui gestione è di recente passata al Comune. Siamo ancora dentro l’anno di Capitale Italiana della Cultura e questo ci permetterà di avere, nel fine settimana di I Like Parma, ben 21 mostre aperte tra città e provincia”.

“I Like Parma è ormai un appuntamento fisso e molto atteso dai cittadini – ha detto l’assessore alle Politiche di Pianificazione, Sviluppo del territorio e Opere Pubbliche Michele Alinovi – il programma di questa edizione è particolarmente sapiente, perché articolato attraverso luoghi “in divenire”, dove le importanti operazioni di recupero e riqualificazione danno la misura dell’impegno e dello sforzo del pubblico e del privato in questo senso. Le Amministrazioni devono riuscire a avere e alimentare una prospettiva ampia sulla visione dei luoghi cittadini: ne sono esempio lampante il San Paolo e l’Ospedale Vecchio, luoghi identitari e prestigiosi, oggetto di importanti e lungimiranti percorsi di rigenerazione che ne arricchiranno l’attrattività e la fruibilità”.

“La formula che coniuga le Giornate Fai e I Like Parma – ha detto Giovanni Fracasso, presidente della Delegazione FAI Parma – è sempre stata un grande successo e, anche se questa edizione sarà contenuta dal punto di vista delle presenze e organizzata nel massimo rispetto delle norme di sicurezza, abbiamo voluto strenuamente dare un segnale di volontà di fare e di riprendere. Il progetto rappresenta infatti una cabina di regia che è importante ci sia e si rinnovi, pur nelle differenze che contraddistingueranno questa ultima edizione dalle prime, nella quale saranno comunque aperti 7 luoghi Fai e almeno 6 dall’Amministrazione Comunale: un risultato insperato che ci rende orgogliosi”.

A margine della conferenza stampa il presidente di “Parma, io ci sto!” Alessandro Chiesi ha dichiarato: “fin dalla sua nascita “Parma, io ci sto!” è impegnata in iniziative di valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio per farne apprezzare la ricchezza culturale ed artistica. Per questo motivo per la quinta edizione consecutiva siamo a fianco di “I Like Parma”, una manifestazione originale che offre la possibilità di scoprire e apprezzare tanti luoghi del patrimonio artistico cittadino attraverso aperture straordinarie e visite guidate per l’intero weekend e in concomitanza con le “Giornate FAI di Primavera”. E non vediamo l’ora di visitare nuovamente la Camera di San Paolo che, grazie ad un grande lavoro di squadra, viene finalmente restituita alla cittadinanza e a cui la nostra associazione è particolarmente legata avendo contribuito qualche anno fa a rivitalizzarla con alcuni interventi specifici. E’ sicuramente un’icona di Parma che ci auguriamo possa essere rilanciata ancora di più nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021”.

Il programma di aperture straordinarie promosso dalla Delegazione FAI di Parma per le Giornate di Primavera 2021 offre al pubblico la visita a ben sette luoghi di ineccepibile bellezza, a partire dall’elegante Villa Picedi, denominata comunemente anche «Villa del Vescovo» poiché nell’Ottocento il Vescovo di Parma Francesco Magani era solito soggiornarvi durante l’estate, i cui interni sono riccamente affrescati, passando per uno dei complessi monumentali più importanti della città, l’Ospedale Vecchio con la visita alla Crociera Grande, al Palazzo dell’Agricoltore, edificio dal grande valore storico e architettonico nato nel 1940 con uno stile modernista, a Palazzo Tarasconi, splendido esempio d’architettura rinascimentale recentemente restaurato, all’Orto Botanico di Parma con il suo storico giardino per finire con l’Antica Farmacia di San Filippo Neri in cui sangue di drago, alambicchi e antichi volumi rievocano il passato della Congregazione di Carità.

Tra le novità di questa edizione, a fianco dei luoghi proposti dal FAI, il Comune di Parma propone altre sei aperture straordinarie tra cui spiccano la riapertura gratuita della splendida Camera di San Paolo, situata all’interno dell’ex Monastero, con la sua volta ad ombrello magnificamente affrescata dal Correggio ad inizio Cinquecento con una decorazione illusionistica a tralci vegetali in cui si aprono finti ovati con putti, alla cui base si trovano lunette a monocromo con soggetti mitologici di stampo classico e la visita al Convento della Chiesa della Santissima Annunziata, gioiello del Quartiere Oltretorrente, con il suo maestoso e silenzioso chiostro dedicato a Padre Lino Maupas e la ricchissima biblioteca.

Dopo il successo e l’apprezzamento ottenuto nelle ultime edizioni vengono riproposte anche la riapertura del Chiostro della Fontana del Complesso del San Paolo – il cui intervento di riqualificazione è stato co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi POR FESR – dove il pubblico potrà ammirare il ciclo delle 26 lunette tardo cinquecentesche – seicentesche del porticato per poi salire, attraverso lo scalone storico principale, al loggiato superiore e della Chiesa di San Giuseppe che si presenta oggi nell’aspetto barocco donatole dalla ricostruzione di fine Settecento su disegno di Antonio Brianti.

Inoltre nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, perla del barocco, progettata nel 1712 dall’architetto Ferdinando Galli Bibiena, grazie ad un video appositamente realizzato, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta dei lavori di restauro delle volte e degli affreschi della chiesa.

Tra le aperture di “I like Parma” si segnala anche l’Oratorio di Sant’Ilario, situato sotto i Portici dell’Ospedale Vecchio, dove il pubblico potrà ascoltare un audio-guida che racconterà la storia edificio.

Per arricchire l’offerta culturale di questa edizione il Comune ha indetto un avviso pubblico a sostegno delle guide turistiche e ambientali accreditate della Regione Emilia – Romagna che si è chiuso con l’approvazione di sedici percorsi turistici alla scoperta di luoghi insoliti della città, per un totale di trentaquattro visite guidate gratuite, condotte en plein air tra cui alcuni bike tour ed itinerari speciali dedicati a bambini e famiglie.

Infine per il weekend del 15 e 16 maggio tante mostre aperte accoglieranno il pubblico con un biglietto ridotto speciale per I like Parma tra queste: “Ligabue & Vitaloni. Dare voce alla natura” a Palazzo Tarasconi, “Mode nel mondo. I vestiti raccontano la vita dei popoli. Dal kimono al burqa” e “Tribes. The last breath on earth di Arturo Delle Donne” al Museo d’arte cinese ed etnografico, “Attraverso le avanguardie. Giuseppe Niccoli/visione e coraggio di una Galleria”, “I colori degli affetti. Ritratti familiari nelle collezioni Amedeo Bocchi e Renato Vernizzi della Fondazione Monteparma” e “Parma la città del PROFUMO. L’evoluzione e la modernità” all’APE Museo, “Antelami a Parma – il lavoro dell’uomo, il tempo della terra” al Battistero, “Design! Oggetti, processi, esperienze” all’Abbazia di Valserena, “Renato Brozzi e la scultura animalista italiana tra Otto e Novecento” al Museo Renato Brozzi e “Amedeo Modigliani. Opere dal Musée de Grenoble” alla Fondazione Magnani Rocca.

A tutti i piccoli visitatori di “I like Parma” sarà regalato l’inedito “Gioco dell’Oca di Parma” realizzato ad hoc per questa edizione.

Tutte le aperture e le visite saranno organizzate con prenotazione obbligatoria e nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza. L’iniziativa è realizzata dal Comune di Parma con la collaborazione della Delegazione FAI Parma, con il sostegno del MIC – Ministero della Cultura e di “Parma, io ci sto!”.

Luoghi I Like Parma e Visite guidate per la città: ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria tramite APP Parma 2020 + 21 (entro le ore 18 del giorno precedente alla visita). Info generali e supporto alle prenotazioni: 0521/218297 0521/218252 (da lunedì a venerdì 10-13 e 15-18, sabato 15 maggio 10-18).

Comune di Parma (anche per l’immagine del Chiostro della SS. Annunziata)

Aperte le visite guidate al Regio di Parma

Il Teatro Regio di Parma riapre alle visite guidate. Il pubblico potrà così ritornare a scoprire le meraviglie di questo luogo che porta in sé 200 anni di storia, arte, musica.

I visitatori potranno scoprire la sala del Teatro ancora sgombra dalle poltrone, smontate per far posto all’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini in occasione del recente debutto di Pelléas et Mélisande (trasmesso da Rai Cultura su Rai5 e ancora disponibile alla libera visione su Raiplay), e con l’imponente astrolampo illuminato e calato al centro della platea, che offre i suoi scintillii e i suoi dorati putti musicanti allo stupore di ogni sguardo ravvicinato.

Le visite guidate, della durata di circa 30 minuti, sono aperte dal martedì alla domenica nei consueti orari 9.30 – 12.30 / 14.30 – 17.30, vengono effettuate a intervalli di ogni ora e sono riservate a un numero massimo di 10 visitatori per ogni turno. Come da ordinanza del nuovo decreto, sabato e domenica il servizio è assicurato su prenotazione, via mail o telefono, ai seguenti recapiti: tel. 0521 203995 visitareilregio@teatroregioparma.it

Il bookshop, che offre i preziosi, esclusivi manufatti appositamente ideati e realizzati per portare con sé la memoria di questo luogo unico, segue gli stessi orari di apertura delle visite guidate.

Paolo Maier (anche per le fotografie di Luca Fregoso -sopra- e di Stefano Zoni-sotto)

Corso di perfezionamento all’Accademia verdiana

Il Teatro Regio di Parma annuncia la V edizione dell’Accademia Verdiana, che offre a 12 giovani cantanti lirici la possibilità di frequentare gratuitamente il corso di “Alto perfezionamento in repertorio verdiano” (Operazione Rif. PA 2020-15377/RER approvata con Delibera di Giunta Regionale n.401/2021, cofinanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia-Romagna). I cantanti selezionati potranno conseguire una preparazione vocale, musicale e teatrale d’eccellenza, sotto la guida di alcuni tra i massimi interpreti del repertorio vocale verdiano di tutto il mondo, oltre a beneficiare di sessioni di training dedicate, tenute da pianisti accompagnatori specializzati e a incontrare esponenti dell’universo manageriale musicale di spicco, usufruendo di una borsa di studio di 1000 euro.

Le domande di partecipazione, complete della relativa documentazione, dovranno essere inviate via mail entro domenica 30 maggio 2021 all’indirizzo accademiaverdiana@teatroregioparma.it. Le selezioni avranno luogo al Teatro Regio di Parma dal 9 al 11 giugno 2021. Nella fase eliminatoria i candidati dovranno eseguire un’aria a scelta e un’aria selezionata dalla Commissione tra quelle indicate nel programma presentato. Nella finale, dovranno eseguire una o più arie a scelta della Commissione, tra quelle indicate nel programma presentato. Ciascuno di loro dovrà inoltre sostenere un colloquio individuale. Gli esiti della fase finale saranno pubblicati lunedì 14 giugno 2021 su teatroregioparma.it.

Il Corso, che giunge alla sua quinta edizione, è realizzato dalla Fondazione Teatro Regio di Parma in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Accademia d’arte lirica di Osimo, Comune di Parma Assessorato alla cultura, Istituto nazionale di studi verdiani, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione I teatri di Reggio Emilia, Fondazione Franco Zeffirelli. È aperto, previa selezione, a candidati maggiorenni al 30 maggio 2021, residenti o domiciliati in Emilia-Romagna che, assolto l’obbligo d’istruzione, abbiano conseguito il diploma di canto o studiato privatamente con attestato dell’insegnante che ne dichiari la maturità.

Madrina d’eccezione di Accademia Verdiana è Renata Scotto che contribuirà a curare la preparazione dei giovani interpreti insieme a insegnanti, professionisti e vocal coach specializzati nel repertorio verdiano, del calibro – tra i docenti delle ultime due edizioni del corso – di Giovanna Casolla, Fiorenza Cedolins, Mariella Devia, Barbara Frittoli, Sonia Ganassi, Silvia Paoli, Anna Pirozzi, Roberto De Candia, Vincenzo De Vivo, Michele Pertusi, Giulio Zappa. Lezioni individuali e di gruppo, masterclass dedicate a tutti gli aspetti che attengono all’interpretazione e alla gestione del profilo professionale di un cantante d’opera: studio dello spartito, dizione, tecniche vocali e interpretative, musica vocale d’insieme, movimento scenico e interazione di gruppo, movimenti coreografici, recitazione, storia dell’opera, management del proprio profilo professionale e materie contrattualistiche compongono il percorso d’insegnamento.

La formazione si svolgerà anche attraverso laboratori, seminari di approfondimento e incontri con direttori, registi, cantanti e professionisti del teatro d’opera, che gli allievi potranno seguire sul campo in occasione delle prove delle produzioni, in particolare nel Festival Verdi e Verdi Off 2021.

Le lezioni si svolgeranno, per una durata di 1000 ore, con frequenza obbligatoria a tempo pieno (per un ammontare minimo di 5 ore al giorno), indicativamente dal 28 giugno al 23 luglio 2021 e dal 23 agosto 2021 al 25 febbraio 2022, secondo il calendario che sarà successivamente comunicato. Ai partecipanti potranno inoltre essere proposte collaborazioni artistiche nell’ambito della programmazione della prossima Stagione Lirica, del Festival Verdi e di Verdi Off.

“Dopo appena cinque anni, – dichiara Anna Maria Meo Direttrice generale del Teatro Regio di Parma – l’Accademia Verdiana è diventata un punto di riferimento per l’alta formazione musicale e teatrale nel repertorio verdiano agli occhi della nuova generazione di interpreti vocali, che accompagna nella delicata fase del perfezionamento e dell’esordio in ambito professionale. Oltre a godere degli insegnamenti, dei consigli e di poter carpire i “trucchi del mestiere” dai loro docenti, tutti star internazionali, i nostri allievi hanno l’opportunità di prendere parte agli spettacoli prodotti dal Teatro Regio in Stagione, nel Festival Verdi e in Verdi Off, suggellando il loro percorso formativo con un debutto, in veste di comprimari o di protagonisti, accanto a professionisti, cantanti e registi, affermati. È quanto è accaduto agli allievi dell’edizione 2020 del Corso che sono stati coinvolti in qualità di protagonisti dell’allestimento de Lo spirito di Violetta, lo spettacolo ispirato a La Traviata, per la regia da Manuel Renga, che è stato presentato nelle piazze di Parma, Busseto e Zibello grazie all’innovativo format del Caravan Verdiano del Festival Verdi e di Verdi Off”.

Il regolamento completo della V edizione di Accademia Verdiana è disponibile su teatroregioparma.it.

Paolo Maier

Gaetano Donizetti, un musicista coi baffi

Bergamasco all’anagrafe, napoletano nel cuore, Gaetano Donizetti (1797-1848) è il protagonista del terzo volume della collana I miti dell’Opera dedicata dal Teatro Regio di Parma all’infanzia, per condividere e tramandare di generazione in generazione il patrimonio della grande tradizione lirica. Scritto da Cristina Bersanelli e illustrato da Patrizia Barbieri, il volume Gaetano Donizetti. Un musicista coi baffi è in vendita da oggi online al Regio Il libricino (formato 24 x 24 cm) è come sempre corredato da tre illustrazioni da colorare e da una proposta ludico creativa che, in questo caso, non può che essere una guida alla preparazione di uno speciale e spumeggiante elisir d’amore. A piccoli lettori, l’invito a inviare le foto dei disegni colorati che il Teatro Regio condividerà su teatroregioparma.it e sui profili social. L’infanzia vissuta in povertà a Bergamo, l’incontro con il compositore che divenne più che un suo mentore, un secondo padre, Giovanni Simone Mayr, i primi successi ottenuti a poco più di vent’anni a Venezia, e poi a Roma, fino all’incontro con l’impresario Barbaja e il trionfo a Napoli, con la Lucia di Lammermoor. La fama di Donizetti, compositore d’opera prolifico e amatissimo, fiorita nell’età dell’opera dell’oro, era diffusa in tutti gli strati della società che il compositore, di bell’aspetto, era riuscito a conquistare anche grazie a un talento di canzoniere, tutt’ora poco conosciuto. La sua vita non fu certo priva di momenti drammatici e dolorosi – e “i bambini hanno bisogno di sapere che anche nelle vite più straordinarie ci sono dei fallimenti o comunque dei periodi difficili, spiega l’autrice, Cristina Bersanelli, e che ogni medaglia ha suo il rovescio”. E così anche per Donizetti arrivarono giorni tristi, funestati dalla perdita della bella moglie, Virginia, e dei figli, che culminarono con il trasferimento a Parigi e il rientro a Bergamo, dove il compositore finì i suoi ultimi giorni di vita, attorniato da una ristretta cerchia di amici.

I miti dell’Opera sono libri concepiti e scritti per l’infanzia con protagonisti “straordinari”, capaci di divertire e affascinare i più piccoli, grazie alla capacità affabulatoria delle loro autrici e della potenza narrativa di storie bellissime, realmente vissute da personaggi indimenticabili. Dopo Giuseppe Verdi. Il Cigno di Busseto e Maria Callas. La Divina la collana si arricchisce di un terzo titolo.

Dario De Micheli, Responsabile editoriale della collana: “Capaci di conquistare anche nonni e genitori, che possono assaporare le nostre storie assieme ai bambini, aggiungendo magari ricordi personali e anche accompagnando la lettura con ascolti musicali, I miti dell’Opera sono stati pensati dal Teatro Regio anche per dare luogo a progetti di approfondimento culturale destinati all’utenza scolastica; com’è il caso del volume Giuseppe Verdi. Il Cigno di Busseto che è stato posto al centro di un percorso di conoscenza del compositore e della sua musica destinato alle scuole elementari, dove viene letto, accompagnato da un video illustrativo recitato dall’attrice Sabina Borelli e da un video didattico progettato dal nostro dipartimento educational”.

A questo volume, in vendita al bookshop del Teatro Regio e online su teatroregioparma.it al prezzo di €10, seguiranno il volume dedicato a Giacomo Puccini e successivamente quelli dedicati ai grandi compositori come Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Wolfgang Amadeus Mozart e, di nuovo, ai grandi interpreti come Arturo Toscanini, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Renata Tebaldi, a compimento di un progetto editoriale volto alla conoscenza dei grandi miti dell’opera e alla trasmissione della conoscenza della storia del teatro d’opera alle giovani generazioni.

In questi anni abbiamo investito molte energie per ideare, sviluppare e realizzare diversi nuovi progetti destinati all’infanzia e ai ragazzi – afferma Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma. Ogni compositore e ogni cantante divenuto un mito dell’Opera ha un percorso di crescita personale e professionale fatto di successi, sconfitte, incontri, aneddoti, che diventano storie uniche da raccontare e tramandare. L’augurio è che le storie che racconteremo in questa collana appassionino i giovani lettori rendendo loro familiari questi artisti e incuriosendoli all’ascolto”.

Il medesimo desiderio di incontrare nuovo pubblico ci ha portato a lanciare l’app A Life in Music, il primo mobile game prodotto da un teatro lirico al mondo. Scaricabile gratuitamente, questo progetto coinvolge i giocatori direttamente nella vita di Verdi, con una narrazione accattivante e grazie a un linguaggio interattivo.

Nei mesi scorsi inoltre abbiamo lanciato RegioYoung a casa tua, che rende fruibile la nostra biblioteca multimediale per l’infanzia dalla propria postazione personale. Il canale è dedicato ai bambini dai 3 anni in su e comprende le illustrazioni di Color RegioYoung da stampare e colorare, le storie di Opera in pillole per scoprire le trame delle opere liriche divertendosi, le più belle Favole a sorpresa, realizzate nella versione audiofonica.

Un terzo progetto, particolarmente apprezzato e “partecipato”, è Costruisci il tuo teatro, dedicato ai bambini delle scuole primarie che grazie ai suggerimenti dell’attrice Sabina Borelli, della costumista Lorena Marin e dello scenografo Franco Venturi possono realizzare un teatro in miniatura e allestirvi le loro storie di fantasia. Queste, filmate e inviate al Teatro Regio sono state condivise con grande successo sul sito e sui canali social del Teatro”.

Paolo Maier (anche per le immagini)

Regio People

Il Teatro Regio di Parma nel 1960

230 scatti, dal 1909 a oggi, per disegnare, in 260 pagine, il ritratto di una delle componenti più importanti di uno spettacolo dal vivo, il pubblico: RegioPeople è il nuovo volume fotografico realizzato dal Teatro Regio di Parma, per il progetto speciale 2019 dell’associazione Reggio Parma Festival, che immortala gli sguardi e le emozioni di chi, al di là della quarta parete, ha partecipato e partecipa alla creazione degli spettacoli del Teatro Regio e del Festival Verdi, catturando assieme a questi la magica, unica atmosfera che pervade gli spazi e regna da sempre nel pubblico di uno dei più bei teatri del mondo.

Questo speciale racconto, a cura dello storico della musica Giuseppe Martini, presenta per la prima volta riunite, selezionate e restaurate, immagini preziose custodite dall’Archivio Storico del Teatro Regio di Parma e negli archivi privati dei fotografi Alberto e Gianluca Montacchini e di Giovanni Ferraguti, che hanno documentato la vita del Regio a cavallo del XX secolo, e di Roberto Ricci, fotografo del Teatro dal 2003.

Il volume è stato distribuito in edicola in esclusiva con la Gazzetta di Parma, al prezzo di 18 euro più il costo del quotidiano.

La copertina del volume

Cuore pulsante della “Città del Melodramma”, il Teatro Regio di Parma sin dalla sua costruzione rappresenta uno dei più importanti luoghi della vita della città, parte integrante del suo tessuto culturale, sociale ed economico, luogo di condivisione e occasione di arricchimento, discussione e dibattito, e da sempre specchio fedele dei suoi mutamenti, particolarmente in occasione dei più cruciali momenti della storia di Parma. In Regio People ritroveremo, dipinta sul volto dei suoi spettatori, la passione e la tenacia con cui da sempre il Regio allestisce i suoi spettacoli.

La storia familiare di ciascun parmigiano racchiude sicuramente uno o più ricordi legati al Teatro Regio, commenta Federico Pizzarotti, in veste di Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma. Per i parmigiani, infatti, il Regio è molto di più di un semplice teatro, sin dalla sua fondazione, voluta quasi 200 anni fa da Maria Luigia, che lo intese come luogo di diffusione culturale aperto a tutti. Sarà quindi interessante sfogliare questo spaccato della città di Parma assieme ad alcuni tra coloro che hanno contribuito a darvi vita, e sapere che sui volti ritratti da quattro grandi fotografi italiani brillano un fuoco e una passione che possiamo ritrovare ancora oggi tra i frequentatori del nostro Teatro”.

Incontrare oggi sulla pagina i volti, gli sguardi, le emozioni del nostro pubblico, ripercorrendo il corso della storia, ci farà nuovamente sentire parte di una vasta e gloriosa comunità – afferma Anna Maria Meo, Direttore Generale del Teatro Regio di Parma, ci fa prendere ancora una volta coscienza dell’importanza del patrimonio custodito dal Teatro, anche in termini di vissuto sociale e ricordare, nel delicato momento storico in cui questo volume va in stampa, quanto noi stessi abbiamo vissuto, nella certezza che ritorneremo presto a vivere il nostro amato Teatro, insieme”.

Franco Maria Ricci e Ornella Vanoni al Regio nel 1976

Promuovere l’attività e la storia delle realtà che compongono il Reggio Parma Festival è lo scopo istituzionale della nostra Associazione, spiega Andrea Gambetta, Presidente dell’Associazione Reggio Parma Festival. In occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 abbiamo scelto di raccontare il Teatro Regio in un progetto speciale che, attraverso le immagini raccolte e selezionate, ripercorre il racconto del “luogo del melodramma” della città, con le foto dei protagonisti delle sue serate – spettatori, loggionisti, appassionati – nella cornice ideale del tempio dell’opera di Parma.

Immagini recenti e del passato che recuperano una magica atmosfera, svelando un legame ed un dialogo di note e parole fra il principale teatro di Parma ed i suoi abitanti, fra la passione per la lirica ed il palcoscenico che la contiene. Le fotografie riportano alla memoria la “viva” cultura musicale del Teatro Regio e la tradizione musicale che questo luogo esprime, con il suo potenziale di rappresentazione e identificazione con l’anima stessa della città”.

Giuseppe Martini, segretario scientifico dell’Istituto nazionale di studi verdiani di Parma, e da anni consulente editoriale e musicale del Teatro Regio e Roberto Ricci hanno seguito la selezione, il restauro e la pulitura dei negativi e la delicata fase della digitalizzazione delle immagini. “Le immagini raccolte, spiega Martini, sono tutta l’altra metà del Teatro Regio, vista attraverso gli occhi diversi e complementari di quattro fotografi, con i cambiamenti del gusto e della moda e persino delle facce, i deliqui e le intemperanze, lo sprezzo e l’entusiasmo, i gesti e le macchiette, quella metà del Teatro che sta di fronte al palcoscenico, e se ne compiace. Un lavoro difficile, quello della selezione perché le foto del pubblico del Regio sono davvero tantissime e sceglierne solo 230 è stata sfida, tanto che è già in cantiere un secondo volume”.

Paolo Maier (anche per le fotografie)

Inaugura la stagione del Teatro Regio di Parma

Michele Mariotti dirige “Ernani” nel 2020

Ad apertura d’anno e della nuova Stagione 2021 del Teatro Regio di Parma, martedì 12 gennaio 2021, alle ore 20.30, dalla platea del Regio, cuore pulsante della socialità musicale cittadina e luogo di ritrovo di generazioni di appassionati di musica e d’opera di tutto il mondo, si leveranno le note della Sinfonia n. 9, in re minore, op. 125, “Corale” di Ludwig van Beethoven nell’esecuzione di Michele Mariotti che ritorna sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, su cui si staglierà un quartetto vocale composto da Christiane Karg, soprano, Veta Pilipenko, mezzosoprano, Francesco Demuro, tenore, Michele Pertusi, basso.

Lo spettacolo, trasmesso in diretta televisiva su 12 Tv Parma e in diretta streaming a pagamento sulla pagina di Facebook del Teatro Regio, al prezzo simbolico di € 1,09, è l’omaggio del Regio alla cittadinanza e a tutti coloro che non potranno raggiungere la città di Parma, cui il Teatro si rivolge proprio alla vigilia del santo patrono della Città, Sant’Ilario, data della consueta cerimonia d’inaugurazione della Stagione lirica.

Raggiungere il nostro pubblico cittadino e la platea degli appassionati di musica e d’opera dei cinque continenti, che attende con impazienza di poter venire o di tornare a trovarci a Parma, afferma Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio, spalancando virtualmente le porte del Regio al mondo grazie alle nuove tecnologie, ci consente di proiettare nuovamente l’attività del Teatro in avanti, verso il prossimo orizzonte della nostra vera e propria riapertura al pubblico, che sembra in questo inizio di 2021 sempre meno lontano.  Ci auguriamo frattanto che il nostro debutto in streaming su di una piattaforma social come Facebook, dopo numerosi streaming su piattaforme specializzate e sul nostro sito istituzionale, ci permetta di conquistare nuove fasce di pubblico.

L’anno passato, tra dubbi e speranze, ci ha visto sprigionare “Scintille d’opera” in occasione della XX edizione del Festival Verdi. Oggi, è alla schilleriana “scintilla degli Dei”, la gioia, al suo potere “curativo” degli animi e alla sua capacità di affratellare gli esseri umani che ci appelliamo, ritrovando sul podio Michele Mariotti alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio, applauditi in Ernani al Festival Verdi, in un programma interamente dedicato alla Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Una scelta che travalica l’omaggio del Regio, in coda al 250° anniversario dalla nascita di Beethoven, che assume oggi un forte significato simbolico”.

Questo evento – sottolinea Alberto Triola, Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini – rappresenta un ulteriore ed importante segnale del rapporto di amicizia e collaborazione tra Fondazione Toscanini e Teatro Regio. È significativo che le due principali istituzioni musicali della città celebrino insieme la ricorrenza del Patrono Sant’Ilario con un programma dal grande valore artistico e musicale, arricchito dalla presenza sul podio di Michele Mariotti”.

Attorniati dalla scenografia trompe-l’oeil della camera acustica decorata da Giuseppe Carmignani (Parma, 1807-1852), una struttura storica originale del Teatro realizzata con pannelli di canapa montati su telai lignei in una struttura telescopica componibile, l’orchestra sarà disposta nel parterre della Sala, in cui sono state smontate e da cui sono temporaneamente state rimosse le sedute, a ridosso del palcoscenico, sul quale saliranno invece i membri del Coro del Teatro Regio di Parma, distanziati in base al protocollo in materia di sicurezza sanitaria attualmente in vigore. L’esecuzione del recitativo “O Freunde, nicht diese Töne” e del coro “Freude, schöner Götterfunken”, nel quarto movimento della Sinfonia, sarà accompagnata dallo scorrimento negli appositi schermi sovrastanti il boccascena di sottotitoli con la traduzione del testo originale di Friedrich Schiller.

Il “puzzle” della Nona Sinfonia inizia a prendere forma definitiva soltanto a partire dal 1822, sebbene molti suoi elementi musicali si possano individuare in lavori precedenti, oltre a comparire in forma di appunti e schizzi nei taccuini di Beethoven sin dal 1794 e che, si presume, l’idea di un componimento ispirato al famoso apostrofo di Schiller alla fratellanza universale trottasse nella testa di Beethoven sin dagli anni in cui, ancora giovane studente di filosofia all’Università di Bonn, ebbe l’opportunità di conoscere l’opera del poeta e quell’Ode An die Freude (scritta nel 1785 e pubblicata nel 1786) che era diventata un simbolo degli ideali dei giovani tedeschi. Il successo della sua prima esecuzione, al Theater an der Wien, il 7 maggio 1824, è registrato nella storia da un’immagine: quella della miriade di fazzoletti sventolati in aria dal pubblico in segno di apprezzamento dell’opera di un artista, ormai del tutto sordo, che volle nonostante tutto imprimere il suo sigillo interpretativo in veste di direttore, furiosamente gesticolante alla testa di un’orchestra condotta in porto dal primo violino, all’esecuzione dell’opera.

Il brano testimonia pienamente del potere intellettuale oramai detenuto da Beethoven di penetrare nel livello gestuale al di sotto della forma sonata, dove sapeva manipolare gli elementi di base dello stile della sonata in un modo più completo e meno formalistico che mai. In termini tecnici, lo sviluppo della sua forma sinfonica può essere visto come la proiezione dei principi alla base dello stile sonata sulla scala del lavoro totale in quattro movimenti, piuttosto che su quello del singolo movimento in forma di sonata. Il Beethoven della maturità si dimostra alle prese con i fondamenti musicali. E si avverte la stessa comprensione delle essenze quando isola un dettaglio melodico, armonico o ritmico di un tema e poi sembra “comporlo”, per spiegarne le implicazioni più avanti nel pezzo. L’attenzione si è definitivamente posata sul “processo”.

La capacità espressiva, dalla gamma ampliata e l’evidente intento radicale di quest’opera, che la distingue dalle sinfonie nella tradizione del XVIII secolo si assommano alla fascinazione suscitata dall’altro lato dell’ideale sinfonico che essa manifesta, non meno essenziale, la combinazione della sua dinamica musicale, ora estremamente potente, e suggestioni di extra-musicali, che conferisce ai suoi brani un’inconfondibile aura etica. Si manifesta qui anche il crescente interesse di Beethoven per la melodia popolare, cosa che non sorprende per chi ha arrangiato oltre 150 canti popolari per Thomson in questi anni. Il ciclo di canzoni An die ferne Geliebte op.98 (1816) segna forse l’approccio più vicino di Beethoven all’ideale di Goethe della Volksweise come base per la composizione della canzone. Semplici melodie evocative di canti e balli folcloristici sono costantemente presenti negli ultimi quartetti e in altra musica. Nel migliore spirito del primo romanticismo, Beethoven cercava un nuovo livello di base di contatto umano attraverso la semplicità della canzone, senza raffinatezza o artificio. Questi suoi toni, “più piacevoli e più gioiosi”, assieme alla sua invocazione all’unità, alla condivisione, alla fratellanza sono tra le ragioni del destino della composizione, scelta quale inno dal Consiglio d’Europa già nel 1972, e poi come Inno dell’Unione Europea nel 1985.

Paolo Maier (anche per le fotografie)

Florilegium. Rebecca Louise Law conquista con 200mila fiori il cuore di Parma

Ha finalmente aperto i battenti nell’Oratorio di San Tiburzio a Parma – parte del complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri – la prima personale italiana di Rebecca Louise Law: un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma

 

Curata da OTTN Projects e inserita nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea – progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori, dall’Achillea millefolium al Tortum, che potrà essere contemplata sino al 20 luglio e poi, da settembre fino al 19 dicembre 2020, secondo orari che verranno comunicati nei prossimi mesi.

Gratuita, adatta ai bambini e ideata appositamente per lo spazio di Via Borgo Palmia 6/A, grazie al sostegno di Gruppo Chiesi, Davines e Cosmoproject e alla collaborazione di Ad Personam, Florilegium è il cuore di un’esposizione su più fronti firmata dall’artista britannica, che prosegue anche in questa occasione la propria ricerca sull’evoluzione e sul deperimento dell’opera, spesso concepita come architettura floreale larger-than-life e scultura site-specific. I luoghi scelti sottolineano il perfetto innesto della mostra nel disegno di Pharmacopea, che intende riconnettere – creando nuovi itinerari turistici in grado di riqualificarli – gli spazi depositari dell’identità chimico-farmaceutica cittadina alle le fonti storiche, ai materiali d’archivio, agli antichi erbari e alle farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero. Tale percorso porterà alla realizzazione di una pubblicazione capace di tracciare una linea sino alle origini locali di questa sfera del sapere che caratterizza il territorio di Parma.

Sarà inoltre attivato un volontariato aziendale che contribuirà alla valorizzazione e all’apertura di questo patrimonio storico-culturale a cittadini, visitatori e, in particolare, a un turismo interessato alla sostenibilità, alla storia della cosmesi e della tradizione del benessere.

È stato infine sviluppato un Public Program con diverse iniziative. Il calendario degli eventi sarà aggiornato in http://www.pharmacopeaparma.it

Gli orari fino al 20 luglio 2020 e da settembre a dicembre (orari da definire). Orario apertura: Da giovedì a sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00. Aperture straordinarie: Domenica 5 luglio dalle ore 10:00 alle ore 12:30. Gli ingressi sono contingentati e nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Non è necessaria la prenotazione, gli accessi avverranno in base all’orario di arrivo.

Per maggiori dettagli: http://www.pharmacopeaparma.it

Ingresso gratuito.

 

Carla Soffritti (anche per la fotografia)