Juliet Summer Fest: a Verona Shakespeare by the River

Una grande festa estiva dedicata a Shakespeare, con rappresentazioni itineranti in centro storico, serate all’ex dogana d’acqua e un museo interattivo, anche in inglese. Torna, per l’ottava edizione, il ‘Juliet summer fest’, organizzato da Casa Shakespeare. E per la prima volta il festival sperimenta le nuove tecnologie ed esce dai confini comunali, portando Romeo e Giulietta anche a Bardolino e Caldiero.

Al Teatro Satiro Off ai Filippini, è aperto lo Shakespeare Interactive Museum. Un’esperienza immersiva e interattiva nel mondo del Bardo, alla scoperta dei suoi personaggi e dei luoghi raccontati. Attraverso la tecnologia il visitatore prenderà le sembianze di uno dei protagonisti shakespeariani e interagirà con gli stessi grazie a videoinstallazioni e scenografie tridimensionali, per una mezz’ora di spettacolo. Fino al 31 agosto, dal martedì alla domenica, alle ore 11, 15 e 17, sarà possibile assistere all’iniziativa in lingua inglese; dal 1° al 15 settembre, dal venerdì alla domenica, sempre negli stessi orari, lo spettacolo sarà in italiano.

‘Shakespeare by the river’. Il 24 e 25 luglio, ritrovo alle ore 19 a Castelvecchio per la discesa in Adige fino all’ex dogana. Nella sede del Canoa Club verrà servito un piatto tipico del territorio, accompagnato da vini veronesi, ascoltando sonetti shakespeariani. E alle ore 20.30 Romeo&Juliet di Casa Shakespeare in lingua inglese. Stesso programma anche per il 26 luglio, con la messa in scena però della prima nazionale ‘Sh-ort-Akespeare’, cortometraggi a cura di Sycamore t Company.

A queste iniziative si aggiungono le rappresentazioni ogni primo giovedì del mese a Bardolino e l’edizione speciale di Giulietta e Romeo, che si terrà alle Terme di Caldiero.

“Una proposta di grande qualità che va ad arricchire il programma culturale estivo – ha detto l’assessore alla Cultura Briani -. Un omaggio a Shakespeare davvero coinvolgente, grazie alle diverse tipologie di spettacolo messe in scena e alla sinergia tra differenti realtà del territorio. Un ringraziamento va agli organizzatori e a quanti collaborano per la realizzazione di questo cartellone unico nel suo genere”.

Roberto Bolis

 

Tempi interessanti per la nostra storia. Giacinto Bosco e Bruno Lucchi

La mostra di sculture monumentali nelle piazze di Jesolo di Giacomo Manzù, Francesco Messina e Augusto Perez, si arricchisce della presenza di due autori contemporanei, Giacinto Bosco e Bruno Lucchi.

Sono otto le piazze, che si sono trasformate in Museo a Cielo Aperto ed espongono sculture combinate con le architetture avveniristiche di Jesolo come installazioni, trasformando le passeggiate, in percorso “plasticamente performativa nell’ambiente grazie all’interazione automatica che ha con il cittadino che la gode. Ci si cammina a fianco, essa fa parte di te, senti respirare l’ambiente con il quale ti relazioni…” (dal testo di Boris Brollo in catalogo).
Soffermarsi davanti alle sculture come silenziosi interlocutori, per poi indagare in modo veramente ampio il magico momento della sensazione che ne scaturisce.

Trentasei opere che, con la loro elevatissima qualità, confermano non solo la passione ma soprattutto la competenza dei curatori Alberto Fiz (Manzù, Messina, Perez) e Boris Brollo (Bosco e Lucchi) che hanno saputo vedere la città di Jesolo come quelle grandi città che già da tempo si sono arredate di presenze artistiche come Henry Moore e Anish Kapoor a Chicago, “l’Ago, Filo e Nodo” di Claes Oldenburg e Maurizio Cattelan a Milano, The Floating Piers (la passerella galleggiante) di Christo sul lago d’Iseo, o la Montagna di Sale in Piazza Plebiscito a Napoli di Mimmo Paladino con i cavalli neri rovesciati nella montagna di sale che luccicava al sole…

Jesolo Piazze 1° Maggio, Casablanca, Milano, Torino; fino al 30 settembre 2019

 

S.E.

Aperossa

 

Dal 22 luglio al 2 agosto tornerà a ronzare L’APEROSSA, la manifestazione ideata e organizzata dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico protesa a valorizzare le aree urbane decentrate con una serie di eventi culturali partecipati sul territorio.

L’edizione 2019 sarà ricca di novità e strutturata in due sezioni:
dal 22 al 27 luglio spazio agli eventi dal vivo, con reading e monologhi teatrali, letture per bambini, concerti con sonorizzazioni live di archivi filmici, visite museali ed esplorazioni partecipate alla scoperta del territorio e instant movies in anteprima ad esso dedicate, che si svolgeranno presso il piazzale adiacente la Centrale Montemartini, dove ha sede l’AAMOD.

Dal 29 luglio al 2 agosto L’APEROSSA si trasformerà invece in una vera e propria arena cinematografica, all’interno di un’area simbolo della trasformazione urbanistica ed antropologica della città: piazza Fabrizio De André, alla Magliana. Le proiezioni di corti e film, introdotte dalla giornalista Angela Prudenzi che incontrerà testimoni di rilievo, saranno anticipate da laboratori diurni (in programma presso la sede della Fondazione Di Liegro, Centrale Montemartini, Via Ostiense 106, Roma) orientati all’educazione, uso e tecniche del linguaggio audiovisivo.

L’APEROSSA è parte del programma dell’Estate Romana 2019 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.

 

Elisabetta Castiglioni

Ferdinando Scianna. Viaggio Racconto Memoria

Ci sono ancora pochi giorni per visitare la mostra dedicata a Ferdinando Scianna, negli spazi espositivi della Galleria d’Arte Moderna di Palermo, grande mostra antologica curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra, e organizzata da Civita. Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento.

Ferdinando Scianna è considerato uno tra maestri della fotografia non solo italiana. Ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

“Una grande mostra antologica come questa di Palermo, a settantacinque anni, è per un fotografo un complesso, affascinante e forse anche arbitrario viaggio nei cinquant’anni del proprio lavoro e nella memoria. Ecco già due parole chiave di questa mostra e del libro che l’accompagna: Memoria e Viaggio. La terza, fondamentale, è Racconto. Oltre 180 fotografie divise in tre grandi corpi, articolati in diciannove diversi temi. Questo tenta di essere questa mostra, un Racconto, un Viaggio nella Memoria. La storia di un fotografo in oltre mezzo secolo di fotografia”, dichiara Ferdinando Scianna.

La mostra è corredata da un grande catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

Palermo, Galleria d’arte moderna, fino al 28 luglio 2019

 

Barbara Izzo

 

 

 

“Natura e Appennino” in mostra al MAF di San Bartolomeo in Bosco

il fotografo Luigi Riccioni in Appennino

“Natura e Appennino” è il titolo della mostra fotografica che sarà ospitata nella sala espositiva del MAF di San Bartolomeo in Bosco dal 21 luglio al 20 agosto 2019. Questa esperienza artistica ribadisce una tradizione consolidata da anni al MAF: l’allestimento di una mostra a tema “appenninico” (paesaggio, flora, fauna ecc.) per fare simbolicamente da contraltare alla calura estiva delle campagne ferraresi.

“Natura e Appennino” è opera del fotografo Luigi Riccioni, che da molti anni si dedica con successo alla fotografia naturalistica. Sue mostre e suoi libri hanno acquisito da tempo un respiro nazionale. Già collaboratore della Regione Emilia-Romagna, in particolare del mensile “Agricoltura”, è tra i più noti artisti operanti sull’Appennino tosco-emiliano. Le sue splendide immagini sottolineano suggestivamente flora e fauna nel bolognese Parco del Corno alle Scale in tutte le stagioni ed evenienze: in altri termini, una vera e propria “chicca” non soltanto per gli appassionati di montagna ma per tutti i visitatori amanti del bello in natura. La mostra fa parte di un più ampio progetto espositivo, denominato “Raccolgo e racconto. Parte Seconda”.
Luigi Riccioni è attento studioso e “poeta” del “suo” mondo, nonché fondatore e curatore del “Museo del Quarzo”, che ha sede nell’ex Colonia Ferrarese di Lizzano in Belvedere (Bologna).

Ricorda l’artista: “Tutto è iniziato nella tarda primavera del 1987. Sono nato a cresciuto nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano e mi sono accorto che l’universo era lì coi suoi alberi, le sue rocce, i torrenti, i fiori e gli animali e io ero e sono parte di tutto questo”.

“Natura e Appennino”, a ingresso libero, sarà visitabile negli orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì: 9-12; festivi: 16-19.
La mostra è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF, dall’Associazione omonima e dal Gruppo di Studi “Gente di Gaggio”, di Gaggio Montano (Bologna).

Per info: MAF-Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese, via Imperiale 263,   San Bartolomeo in Bosco (Ferrara), tel. 0532 725294

 

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Sfessanie, scaramanzie, tarantelas, folias, passacaglie e colascioni

Vallerotonda

Il secondo concerto della serie “Classica al tramonto”, organizzati dalla IUC in collaborazione con Arte2o nel giardino dell’associazione “Largo Venue” in Via Biordo Michelotti 2 (Roma, zona Prenestina), vede come protagonisti i tre giovani musicisti dei Bassifondi, ensemble specializzato nella musica rinascimentale e barocca che si è rapidamente affermato a livello italiano e internazionale. Martedì 23 luglio 2019 alle 20.30 (ingresso a partire dalle 19.30 per chi vuole godersi il fresco sorseggiando un aperitivo) presentano un originale programma intitolato “Alfabeto falso”, che riprende il loro primo cd, candidato agli ICMA 2018 (International Classical Music Award) come miglior disco di musica strumentale barocca. Sia col loro cd che con questo loro concerto vogliono riscoprire la musica del ‘600 e ‘700 per liuto, chitarra, tiorba e arciliuto, quando questi strumenti suonavano il più delle volte in gruppo e non isolatamente. Sia ascolteranno così musicisti noti e meno noti, vissuti soprattutto a Roma (Giovanni Paolo Foscarini, Hieronimus Kapsberger, Ferdinando Valdambrini e Angelo Michele Bartolotti), a Firenze (Antonio Carbonchi) e Bologna (Alessandro Piccinini). Ma anche – e questo è particolarmente interessante – a Città del Messico, come Santiago de Murcia. I brani in programma hanno titoli insoliti e spesso esotici: gagliarde, passacaglie, colascioni, scaramanzie, jaracas, correnti, folias e tarantelas.

I tre musicisti de I Bassifondi sono Gabriele Miracle (percussioni), Stefano Todarello (colascione basso e chitarra) e Simone Vallerotonda (tiorba, chitarre e direzione). Simone Vallerotonda è anche l’ideatore e fondatore del gruppo e ha suonato nelle sale più prestigiose di Nord e Sud America, Australia, Oriente ed Europa, tra cui Carnegie Hall di New York, Sydney Conservatorium, Teatro de la Ciudad di Città del Messico, Singapore Lyric Opera, Wigmore Hall di Londra, Théâtre de Champs Élysées di Parigi.

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

 

Estate Teatrale Veronese al Teatro Camploy

Lo spazio alternativo del Teatro Camploy accoglierà quest’anno, da 2 al 28 settembre, altre proposte di prosa e di danza. Ad inaugurare la sezione prosa il 2 settembre sarà Fondazione Aida che presenterà Leo inventa tutto con testo e regia di Matteo Mirandola. Seguirà, il 3 settembre, proposto sempre da Fondazione Aida Cipì, tratto dal romanzo di Mario Lodi, con regia di Maria Selene Farinelli. Il 4 e 5 settembre Fondazione Aida proporrà invece Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein? con testo e regia di Pino Costalunga. Il 10, 11 e 12 settembre sarà la volta del Teatro Scientifico/ Teatro Laboratorio con Il Serpente di Luigi Malerba, regia di Isabella Caserta e Francesco Laruffa. Il 17, 18 e 19 settembre Punto in Movimento / Shiftingpoint porterà in scena Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare con regia di Roberto Totola. Chiuderà la sezione di prosa lo spettacolo di Cantieri Invisibili Padre, figlio e Spirito Stanco di Francesca Mignemi, in scena il 24, 25 e 26 settembre.

Aprirà la sezione di danza il 7 settembre la compagnia GDO Dance Company con Hopera 2 con coreografia di Patrizia Salvatori. A seguire, il 14 e 15 settembre, la compagnia Ersiliadanza proporrà in prima nazionale Callas con coreografia di Laura Corradi. Il 21 settembre la compagnia Susanna Beltrami proporrà Io sono il bianco del nero con coreografia di Susanna Beltrami e, il 22 settembre, Focus Dancehauspiù.

Chiuderà la sezione danza, il 28 settembre, la compagnia Arte3 con Parole senza età con coreografia di Marcella Galbusera.

 

Silvia Vantini, Giulia Calligaro