Borse di studio “Premio Città di Verona”

Sono sei le borse di studio di mille euro ciascuna destinate agli studenti più meritevoli, che abbiano discusso una tesi di laurea magistrale sulle peculiarità della città di Verona e del suo territorio provinciale.

C’è tempo fino al 16 aprile per iscriversi alla nuova edizione del “Premio Città di Verona”. Il bando, promosso dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Verona, è riservato ai neolaureati che abbiano discusso la tesi nel corso del 2019 e 2020.

Nello specifico, le tesi ammesse al concorso dovranno riguardare studi su aspetti generali o particolari della città di Verona, della vita veronese o del suo territorio provinciale e potranno avere carattere letterario, storico, artistico (architettura e ingegneria), giuridico, sociopolitico ed economico, psico-pedagogico o scientifico (scienze naturali, biologiche e mediche).

Per l’ammissione alla selezione il candidato autore della tesi dovrà aver ottenuto una votazione di laurea non inferiore a 100/110 o punteggio equivalente. Nel caso di tesi elaborate da più soggetti, potranno partecipare al concorso, presentando ciascuno distinta domanda, solo gli autori che abbiano raggiunto questo punteggio. Le domande dovranno pervenire al Comune di Verona entro le 13 del 16 aprile.

L’iniziativa – spiega l’assessore alle Politiche giovanili Francesca Briani – si propone di contribuire alla diffusione di una cultura del merito, attraverso il concreto riconoscimento dell’impegno profuso nell’attività di studio, quale premessa per la costruzione di competenze che permettano la piena realizzazione individuale e sociale dell’individuo”.

Il bando ed il modulo per la partecipazione sono scaricabili dal sito web del Comune di Verona al link www.politichegiovanili.comune.verona.it.

Roberto Bolis

Un’amicizia lunga cent’anni. Hastings e Poirot

Arthur Hastings, gentiluomo inglese, partecipò alla prima guerra mondiale raggiungendo il grado di capitano dell’esercito britannico. Lasciò il servizio a seguito di una ferita che lo portò in convalescenza in una zona tranquilla, dove risiedevano anche dei profughi stranieri, tra i quali i belgi dopo l’invasione del Paese, neutrale, da parte delle potenze dell’Alleanza. Tra questi, Hercule Poirot che divenne suo amico. I due si incontrarono il 16 luglio del 1916 e rimasero amici per sempre, pur tra frecciate sui baffi mancanti dello stesso Hastings, sulla sua passione per le donne, sulle sue considerazioni azzardate o improbabili circa la soluzione dei delitti sui quali indaga Poirot. Il belga, infatti, era un ufficiale di polizia nel suo Paese, dotato di un’intelligenza superiore e, pertanto, poco adatto alla carriera nelle forze dell’ordine dove o non lo consideravano affatto, oppure veniva tenuto da parte perché non facesse ombra. Deciso, quindi, a lavorare per conto proprio, divenne ben presto il più apprezzato e noto detective privato della storia. E come accadeva già per i casi di Holmes, anche Poirot doveva avere, almeno per la maggior parte delle sue vicende, un aiutante prezioso, ma non troppo concorrenziale. Sembra, tra l’altro, che Hastings e Poirot si conoscessero già in Belgio, dove il capitano lavorava per i Lloyd’s. Arthur Hastings ed Hercule Poirot, nati dall’abile penna di Agatha Christie, si troveranno ad operare insieme in ben otto romanzi. Poirot era poco più grande di Hastings (l’uno nato a Spa nel 1873, l’altro nel 1886). Profugo in Inghilterra dal 1914, proprio nel 1916 Poirot risolverà il primo caso, aiutato dall’amico Hastings, risaltando anche nel Paese ospitante tanto che diventerà coadiutore di Scotland Yard e amico dell’ispettore Japp. Inizierà a lavorare in privato dal suo appartamento al 56B di Whitehaven Mansions di Londra che lascerà per viaggiare con l’Orient Express o in Egitto o per altre mete, dove spesso si imbatte in casi da risolvere, o dove viene chiamato per lo stesso scopo. Meticoloso, amante della simmetria (dei suoi baffetti, della casa …), ha come principale alleato le sue “celluline grigie” che mette in modo alla ricerca del dettaglio capace di scovare gli autori di delitti che sarebbero davvero perfetti, se non si fossero imbattuti in Hercule. Agatha Christie non ama una cronologia perfetta degli eventi del suo personaggio, ma lo fa vivere storia dopo storia, mentre deciderà di farlo piano piano uscire di scena dopo la seconda guerra mondiale. Molto religioso, lo si vede spesso pregare il rosario, soprattutto la sera prima di andare a dormire, piuttosto che prima di prendere una decisione importante, come svelare o meno il vero caso dell’Orient Express o relativamente al caso dell’ultimo episodio della sua vita. Fermamente convinto che solo la verità sia giusta per l’essere umano, rimane uno dei personaggi più amati dell’ambito romanzesco, ma anche cinematografico e televisivo.

Alessia Biasiolo

Nasce Utopia SIS dedicata alle Life Sciences

Fondazione Golinelli e Fondazione di Sardegna presentano il progetto Utopia, la prima Società di Investimento Semplice (SIS) in Italia nel settore delle Life Sciences, che ha in corso il processo di formale autorizzazione (presso Banca d’Italia). L’obiettivo di Utopia sarà quello di favorire gli investimenti nei progetti di ricerca ad alto tasso di crescita in ambito medico-scientifico. Con questo progetto nasce una partnership pluriennale di ampio respiro tra le due Fondazioni, dedicata all’education, al trasferimento tecnologico e alla trasformazione della ricerca scientifica in impresa.

In un contesto problematico come quello attuale, il progetto Utopia può essere considerato un’operazione di innesco per sostenere, con un modello nuovo, l’economia del Paese.

La ricerca italiana infatti ha un elevato grado di produttività, classificandosi all’ottavo posto al mondo per la qualità delle pubblicazioni nel campo, ma siamo ancora inferiori alla media europea per il carente sostegno a investimenti in nuove imprese innovative.

Il comparto delle Scienze della Vita rappresenta il settore ad alta tecnologia in cui l’Italia vanta una leadership globale e per questo può contribuire significativamente allo sviluppo economico del Paese. Le fasi iniziali di sviluppo di progetti in questo ambito sono frenate da un drammatico deficit di finanziamento che ne condiziona la crescita: Utopia rappresenta un’opportunità unica per sostenere le start up a più alto contenuto innovativo che stanno esplorando le nuove frontiere del settore.

Andrea Zanotti, Presidente di Fondazione Golinelli, e Antonello Cabras, Presidente di Fondazione di Sardegna, faranno entrambi parte della governance di Utopia, a testimonianza di come i due promotori istituzionali credano fortemente nel progetto; con loro anche Antonio Falcone, esperto del settore, anch’egli promotore dell’iniziativa.

Il team d’investimento, sarà composto da figure di alto profilo con competenze differenti e complementari nel settore Life Science, oltre che nel venture capital, e avrà il supporto di un comitato tecnico-scientifico formato dai massimi esperti dei settori di riferimento, tra cui Sergio Abrignani, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare.

La sede legale e operativa della SIS Utopia sarà all’Opificio Golinelli, nell’ala nuova – all’interno dei suoi 14.000 mq. – dedicata a industria a ricerca.

Dichiara Andrea Zanotti: «Fondazione Golinelli mette a disposizione del Sistema-Paese Opificio Golinelli e l’ecosistema per l’innovazione sviluppato in questi anni: una filiera integrata di educazione, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, incubazione, accelerazione e venture capital. L’Opificio ha già un’intera ala dedicata alle imprese, che ospita, tra gli altri, G-Factor, l’Incubatore-Acceleratore di start up della Fondazione e il Competence center di Industria 4.0 Bi-Rex. La Fondazione ha dunque arricchito, con Utopia, il suo assetto organizzativo, avviato con il piano di sviluppo pluriennale Opus 2065, e ha trovato in Fondazione di Sardegna, ente che da sempre sostiene l’innovazione e mira a elevare il livello scientifico della collettività nel suo territorio, il partner ideale per un’azione congiunta a livello nazionale.»

«Fondazione di Sardegna conferma, con l’accordo con Fondazione Golinelli, la scelta strategica di investire nel venture capital, nell’innovazione e nella ricerca, come testimoniano la nostra collaborazione ormai ultra-decennale con le Università di Cagliari e di Sassari e la nascita della società dedicata all’innovazione Innois – afferma Antonello Cabras. La situazione che stiamo attraversando a livello globale ci spinge a investire ancora di più sulle Life Sciences, che rappresentano il settore con le maggiori prospettive di crescita futura. Lo facciamo con un partner prestigioso, che ha la peculiarità di nascere da una grande storia imprenditoriale, impegnandoci sia con Utopia per dare uno stimolo agli investimenti, sia con le attività di sostegno all’educazione e formazione, all’innovazione e alla imprenditorialità giovanile».

«Sono estremamente felice di far parte di questo innovativo progetto di sviluppo unico per il sistema paese, dichiara Antonio Falcone. Un progetto che unisce per formazione, impresa e finanza etica. In questo momento l’emergenza sanitaria Covid ha dimostrato, purtroppo, quanto sia importante e fondamentale per il sistema Italia, puntare sulla ricerca e l’innovazione del settore Health. Questi mesi hanno evidenziato ancora di più l’importanza di unire le forze migliori per un fine comune».

A livello globale l’healthcare sarà nei prossimi anni il settore che avrà il più grande investimento in ricerca: si stima che tra il 2019 e il 2024 saranno investiti nel settore 1.000 miliardi di dollari a livello globale.

In Italia il settore delle Scienze della Vita – che include l’industria farmaceutica, quella biotecnologica, quella della produzione di dispositivi biomedici e i servizi sanitari – rappresenta uno degli ambiti di punta ad alta tecnologia in cui siamo specializzati, e può contribuire significativamente allo sviluppo economico nazionale, attraendo quote crescenti delle risorse finanziarie che ogni anno sono investite in ricerca e sviluppo a livello internazionale e che possono tradursi in investimenti e creazione di posti di lavoro.

La ricerca infatti ha un elevato grado di produttività, classificandosi all’ottavo posto al mondo per la qualità delle pubblicazioni nel campo, ma siamo ancora inferiori alla media europea per il carente sostegno a investimenti in nuove imprese innovative.

La SIS Utopia ha come obiettivo quello di colmare tale divario e di investire nei migliori progetti ad alto tasso di crescita ampliando l’ecosistema medico-scientifico italiano; di fornire il capitale di sviluppo che spesso manca per sostenere la ricerca; di offrire anche una struttura che risponda alle necessità degli innovatori italiani, carenti per know-how imprenditoriale e per il network di ingresso nel mercato.

Le società target saranno supportate per il rafforzamento del team, la validazione del proprio modello di business e la valorizzazione della proprietà intellettuale.

I focus settoriali di Utopia sono: i disease modifying drugs, farmaci sperimentali innovativi in grado di modificare in modo radicale il decorso delle malattie e offrire un’alternativa terapeutica a bisogni medici; i dispositivi medici – chirurgici, diagnostici e terapeutici – che possano offrire una radicale innovazione nella gestione delle patologie; gli strumenti diagnostici e biomarcatori per migliorare la gestione terapeutica di patologie particolarmente critiche e caratterizzare pazienti finora non identificati; l’impiego dell’intelligenza artificiale in campo medico.

Delos

Digital Kit for School

La scuola italiana sta attraversando un momento di difficoltàche non ha pari nella storiadegli ultimi 80 anni. L’inevitabile ricorso alla didattica a distanza – che grazie alla tecnologia permette di non interrompere il processo di formazione di tanti giovani -ha costretto l’istruzione a fare i conti anche con il digital divide.

Molte le forze in campo che, a vari livelli, si stanno attivando a supporto della didattica per colmare il divario tra chi può accedere alle tecnologie digitali e chi ne è esclusoe per mitigare situazioni di ingiustizia e disuguaglianza sociale.

Fondazione Golinelli, istituzione filantropica che da sempre è in prima linea per promuovere l’educazione scientifica e la creatività nei bambini e nei ragazzi, con la sua pluriennale esperienza in ambito educativo, conferma il suo impegno per la formazione delle nuove generazioni lanciando ilDigital Kit for Schoolper insegnanti e studenti.

Digital Kit for School è un programma di attività gratuite sulle STEAM (Science, Technology, Engineering, Art and Mathematics)che gli insegnanti potranno proporre a studenti e studentesse, valorizzando le potenzialità del digitale.

Lo scopo dell’iniziativa è offrire, in modo continuativo,un supporto didattico con spunti e materiali adatti all’attività in classe o a un percorso di didattica integrata, con fasi in presenza e online o interamente online.

I docenti di tutta Italia, avranno così la possibilità di conosce e sperimentare l’approccio e i materiali messi a disposizione dalla Fondazione ed entrare in contatto con i suoi esperti: biotecnologi, chimici, biologi, antropologi e progettisti dei laboratori didattici che ben conosconole esigenze della scuola grazie a un continuo scambio di idee con i docenti che partecipano abitualmente alle attività di Fondazione Golinelli.

Le proposte didattiche si rivolgono agli insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e vanno ora dalla bioinformatica alla matematica, dalla biologia alla genetica, dalla scienza alle tecnologie. I moduli si amplieranno poi alla sostenibilità, al coding e a contenuti più trasversali sul tema dell’orientamento consapevole.

I contenuti dei Digital kit for School sono molto operativi e possono essere sperimentati immediatamente con le classi per arricchire la didattica e scoprire nuovi spunti e opportunità di approfondimento.

Ilprogramma prevededue livelli di fruizione. Il primo in cui si possono scaricare liberamente materiali di approfondimento da utilizzarein aula o per le attività a distanza con i propri allievi.

Per un supporto più avanzato è possibile invece iscriversi gratuitamente al secondo livello che permette ai partecipanti di entrare a far parte di una community tematica virtuale, interagire con i formatori e con gli esperti, ricevere ulteriori approfondimenti e l’attestato delle attività svolte con le classi.

Tra le risorse disponibili e sempre nell’ottica di supportare gratuitamente le scuole in modalità online, sincrona e asincrona, il Digital kit for School offre anche la possibilità di partecipare a una selezione di webinar di particolare interesse formativo per studenti e per insegnanti su temi quali i virus e l’impatto che hanno sulle nostre vite, le nuove frontiere della scienza come l’epigenetica, l’ibernazione come strategia per scoprire nuovi mondi e le recenti scoperte di astrofisica in Italia.

Informazioni: https://www.fondazionegolinelli.it/it/area-scuola/digital-kit-for-school

 

Delos

“Save the Tortoise”, prosegue lo studio del Museo di Storia Naturale alle Dune di Massenzatica

Gli ultimi due sopralluoghi nella zona delle Dune di Massenzatica, recentemente colpite da un terribile incendio, hanno fruttato la cattura di oltre venti testuggini, fra cui molte femmine di grosse dimensioni e alcune ancora con le uova da deporre, che sono state marcate con i microchip, misurate e pesate; su di loro, prima della liberazione, è stato poi effettuato il prelievo di un campione di sangue per l’indagine sanitaria e genetica. È il bilancio del monitoraggio fatto nei giorni scorsi dagli studiosi del progetto “Save the Tortoise” proposto e coordinato dal direttore del Museo di Storia Naturale di Ferrara Stefano Mazzotti.

L’indagine, che ha scopi sia scientifici sia didattici, punta alla caratterizzazione morfologica, ecologica, clinica e genetica della popolazione di testuggine terrestre (Testudo hermanni) della Riserva Naturale Orientata Dune Fossili di Massenzatica. Oltre al Museo di Storia Naturale di Ferrara lo studio vede il coinvolgimento di ricercatori dell’Università degli Studi di Ferrara e dell’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi, con la collaborazione del Parco del Delta del Po.

Nel corso della giornata è stato poi registrato come in generale la salute degli animali sia ottima. Anche nel sopralluogo nell’area del recente incendio, che sta già cominciando a rinverdire, sono stati rinvenuti molti esemplari vivi e in ottimo stato. Questa zona delle Dune è quella meglio conservata, presenta una bella vegetazione ricca di specie autoctone e conta la più alta densità della popolazione di testuggini. L’intervento alle Dune è stato anche l’occasione per liberare una delle due testuggini ancora tenuta in osservazione, l’altra purtroppo non ce l’ha fatta.

Così l’Assessore all’Ambiente Alessandro Balboni: “Questo progetto è di grande importanza non solo scientifica ma anche educativa. Siamo davanti all’opera di professionisti altamente qualificati che si impegnano non solo per tutelare il prezioso habitat naturale dei nostri territori, ma che si preoccupano anche della tutela e conservazione di specie autoctone come, appunto, le testuggini terrestri. Grazie al Museo di Storia Naturale di Ferrara e al ricco partenariato di questo progetto per il prezioso lavoro svolto”.

 

Alessandro Zangara (anche per le fotografie)

Torna il progetto “Ci sto? Affare fatica!”

Dopo il successo della prima edizione dell’anno scorso, torna l’iniziativa che recupera il tempo estivo degli adolescenti e il senso della fatica.

Un progetto, quello di ‘Ci sto? Affare fatica!’, fortemente voluto e sostenuto dall’assessore ai Servizi sociali del Comune Stefano Bertacco, scomparso domenica scorsa, convinto dell’importanza di formare il senso civico dei ragazzi impegnandoli nella cura del proprio territorio.
Un’esperienza formativa, che vedrà i giovani ‘sporcarsi le mani’ e fare fatica con lavori di vario tipo, ma dalla quale usciranno arricchiti.

L’iniziativa è promossa dal Comune con il supporto di Fondazione Cariverona e coordinata dalle cooperative sociali L’Albero ed Energie Sociali.
Quest’anno, inoltre, viene supportata attraverso lo strumento del Patto di sussidiarietà che vede protagoniste, oltre alle cooperative sociali, tutte le otto Circoscrizioni e diverse associazioni, che lavorano insieme per l’individuazione di beni comuni della città.

Possono partecipare i ragazzi dai 14 ai 19 anni. Ci si può iscrivere da lunedì 22 giugno, direttamente sul sito www.cistoaffarefatica.it, seguendo le indicazioni e indicando le settimane di disponibilità. Il progetto parte il 6 luglio per concludersi dopo cinque settimane di attività, il 7 agosto. A ciascun iscritto viene garantita almeno una settimana di partecipazione, privilegiando i progetti che si svolgono nella circoscrizione di residenza. Per ogni settimana di lavoro, i giovani riceveranno un ‘buono fatica’ del valore di 50 euro.

L’anno scorso sono stati più di 400 gli iscritti per il Comune di Verona, con molti ragazzi che sono rimasti in lista d’attesa. Anche per l’edizione 2020, il progetto esce dai confini comunali, coinvolgendo San Giovanni Lupatoto, Legnago, Cerea, Villafranca, Buttapietra e Castel d’Azzano.

Il programma dei lavori è già nero su bianco. Le Circoscrizioni hanno infatti elaborato per tempo l’elenco dei luoghi e delle aree dove i ragazzi possono rendersi utili, grazie anche al supporto di associazioni del territorio tra cui gli Angeli del Bello, gruppi sportivi, comitati scolastici dei genitori, Amia. Nella prima edizione sono stati circa 40 i cantieri aperti dai gruppi di ragazzi, quest’anno saranno molti di più.

Sono stati privilegiati gli interventi da eseguire all’aria aperta, per rispetto delle norme anticontagio e per garantire la massima sicurezza dei ragazzi. Gli adolescenti saranno suddivisi in gruppi di 10 e affidati ad un tutor; saranno impegnati dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

Parchi, aree verdi, piste ciclabili, scuole, marciapiedi ed edifici pubblici. Dai primi di luglio nessuna zona del territorio sarà esclusa dalla presenza dei ragazzi di ‘Ci sto? Affare fatica!’, che avranno davvero la possibilità di fare del bene per la propria comunità, contribuendo con piccoli lavoretti a migliorare la qualità della vita del proprio quartiere.

L’avvio del progetto è stato presentato nel punto stampa in streaming dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore al Decentramento Marco Padovani e al presidente della commissione consiliare Sociale Maria Fiore Adami. Presente anche Veronica Benetti e Francesco Righetti della cooperativa “L’Albero” e Cristiano Bolzoni di “Energie sociali”.

“Un progetto in cui, insieme al collega Bertacco a cui dedichiamo questa edizione, ho creduto molto per la valenza sociale e gli obiettivi che persegue – ha detto il sindaco -. Anzitutto la formazione di un senso civico tra i giovani, che mettono a disposizione il loro tempo per il bene della comunità. Quindi l’occupazione dei nostri ragazzi durante i mesi estivi, ancora più necessaria dopo la lontananza dalla scuola e dagli amici a causa del Covid. Un supporto anche per le famiglie e i genitori che lavorano – aggiunge il sindaco -, sapere che i propri ragazzi sono al sicuro, sotto l’occhio vigile delle associazioni e stanno facendo qualcosa di buono per la città e per loro stessi, credo sia motivo di grande sollievo”.

“Il successo di questo progetto è dimostrato dalla volontà dei ragazzi di parteciparvi – afferma l’assessore Padovani -. Per renderlo ancora più efficace, quest’anno abbiamo programmato per tempo gli interventi da realizzare, coinvolgendo tutte le circoscrizioni e le associazioni del territorio, ma anche gruppi sportivi, comitati scolastici dei genitori, per un’azione più ampia possibile. Anche Amia è parte attiva, i ragazzi affiancheranno infatti gli operatori in alcuni lavori di pulizia dei marciapiedi, ma saranno coinvolti in molti altri progetti a vantaggio della collettività. La volontà è quella di proseguire anche dopo l’estate, qualora ci siano indicazioni e proposte che possono vedere continuità”.

“Non disperdere i ragazzi ed educarli alla cittadinanza attiva, sono questi i principi su cui si basa il progetto – aggiunge la presidente Adami-, e su cui l’assessore Bertacco ha lavorato con convinzione e determinazione. Quest’anno l’organizzazione è stata complicata a causa del lockdown, ma non si poteva non fare”.

“Il successo di questa iniziativa è determinato dall’entusiasmo dei giovani, che chiedono numerosi di partecipare – aggiunge Benetti-. Valore aggiunto di quest’anno è che i ragazzi lavoreranno nella propria circoscrizione, per renderli ancora più consapevoli delle loro azioni ma anche per gratificarli”.

I cantieri. Si va dalla pulizia dei parchi, verniciatura di cancellate per le scuole, sistemazione di panchine, ma anche attività a sostegno dell’educazione ambientale e della sostenibilità, sull’intero territorio cittadino. Di seguito alcuni dei cantieri in programma. In prima Circoscrizione le Serre comunali, la Batteria di Scarpa, le mura magistrali di Castel San Felice, dei Bastioni San Bernardino e San Zeno; in seconda circoscrizione la villa romana in Valdonega, il parco della Colombare, la scuola Pisani di Avesa; in terza la scuola don Milani, il centro anziani ‘Stadio’; in quarta i parchi giochi di Santa Lucia e Golosine, la pista ciclopedonale ‘La vecchia ferrovia’, i monumenti con gli Angeli del Bello; in quinta i parchi San Giacomo e della Fratellanza, la sala civica del quartiere Palazzina e la forestazione del Pestrino; in settima l’area Poggi in via 28 Marzo e il parco giochi in via Conegliano; in ottava tutte le bacheche in legno presenti sul territorio, il parco di Poiano, la pista ciclabile del Prgno Valpantena e tutti gli altri tratti di piste ciclopedonali che attraversano la circoscrizione.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Scuole chiuse per l’emergenza Covid 19: arrivano i docenti digitali

Video-lezioni, guide e tutorial pratici su come organizzare le attività di didattica a distanza in maniera semplice e sicura, indicazioni sulle app e i software gratuiti migliori per creare lezioni entusiasmanti. Perché insegnare da remoto non è semplice, ed è soprattutto un’esperienza nuova che, per fronteggiare l’emergenza dovuta alla chiusura delle scuole a causa del COVID-19, stanno affrontando moltissimi insegnanti italiani. Nasce per questo Docenti Digitali (a distanza), il corso gratuito online di WeSchool sviluppato con UniCredit, Fondazione Snam e Fondazione Golinelli e pensato per affiancare i docenti della scuola secondaria durante l’emergenza COVID-19.

Il link per iscriversi è: https://www.weschool.com/docenti-digitali-a-distanza/

Docenti Digitali (a distanza) raggiungerà 5000 docenti italiani con l’obiettivo di fornire in tempi rapidi tutti gli strumenti necessari per proseguire le normali attività didattiche nel rispetto delle indicazioni fornite dal MIUR e di proporre nuove metodologie e buone pratiche che potranno essere sfruttate con profitto sia in questa fase critica, sia quando si tornerà in aula. Docenti digitali infatti farà crescere le competenze digitali dei nostri insegnanti e conseguentemente dei nostri giovani.

Non si tratta solamente di un corso che consente di fruire materiali: “Docenti Digitali” è anche una community. Gli insegnanti potranno chattare, discutere e condividere buone pratiche con migliaia di colleghi. I tutor di WeSchool saranno di supporto in caso di dubbi.

Nello specifico i docenti digitali potranno imparare a:

  • Progettare attività di didattica a distanza in modo semplice e nel rispetto delle indicazioni fornite dal MIUR, grazie a guide e lesson plan dal taglio pratico e facilmente replicabili con le classi;
  • Conoscere le app e i software gratuiti migliori (come ad esempio Prezi, Canva, Powton, Zoom e molti altri) per creare lezioni stimolanti e coinvolgere gli studenti oppure per predisporre test e quiz o per collaborare con i colleghi: il tutto, ovviamente, a distanza e con il supporto di tutorial che li guideranno nell’utilizzo degli strumenti;
  • Diventare un vero Prof Digitale, che utilizza strumenti sicuri e diffonde fra i suoi studenti pratiche di utilizzo consapevole e responsabile dei nuovi strumenti digitali e di tutela della propria privacy, in linea con le direttive dettate del GDPR (General Data Protection Regulation), del diritto d’autore e delle licenze Creative Commons;
  • Trasformare le lezioni in chiave digitale, giorno per giorno e insieme agli studenti, e progettare attività didattiche sia live sia in modalità asincrona;
  • Acquisire una conoscenza di base su alcune delle principali metodologie didattiche non tradizionali per la scuola secondaria, come l’Inquiry Based Learning (o Apprendimento basato sull’Indagine) e l’autovalutazione.WeSchool è la leader italiana della scuola digitale, utilizzata da 140.000 docenti e da più di un milione di studenti. Supporta gli insegnanti con percorsi di formazione sulle nuove metodologie didattiche e lavora con editori, aziende e fondazioni su progetti che portano valore al mondo della scuola. Fondazione Golinelli, nata a Bologna nel 1988 per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, è un esempio – unico in Italia – di fondazione filantropica privata, ispirata ai modelli anglosassoni e pienamente operativa. Si occupa di educazione, formazione, ricerca, innovazione, impresa e cultura. L’obiettivo è offrire a tutti – giovani e meno giovani – strumenti sempre aggiornati per comprendere il futuro, favorendo la crescita culturale, la consapevolezza e la capacità di affrontare in modo responsabile e propositivo ciò che ci attende dal punto di vista sia professionale sia umano. Fondazione Golinelli collabora con le principali istituzioni pubbliche italiane e con i più autorevoli partner accademici, scientifici e culturali locali, nazionali e internazionali.
  • Alla fine del corso online, della durata di 4 settimane, verrà effettuata un’attività di valutazione dell’impatto dell’iniziativa e delle effettive competenze acquisite dai docenti, di cui verranno resi pubblici i risultati.

F.G

A scuola dai ‘Top Gun’. Arriva a Verona il corso di cultura aeronautica per gli studenti

Per due settimane la scuola la vedranno solo dal cielo, in volo sui velivoli dell’Aeronautica militare. Gli studenti veronesi si apprestano a vivere un’esperienza unica, diventando per qualche giorno dei veri e propri ‘Top Gun’. Dal 23 marzo al 2 aprile, infatti, Verona ospita il corso di Cultura Aeronautica, progetto che vede insieme Ministero delle Difesa e MIUR per far conoscere e avvicinare i giovani al mondo del volo, delle emozioni che regala ma anche dell’impegno e della competenza che richiede.

L’iniziativa, ormai collaudata e che ogni anno incontra alcune città italiane, quest’anno ha scelto Verona per una delle sei tappe del 2020, con l’aeroporto di Boscomantico come punto di riferimento del corso.

I Top Gun in Sala Arazzi

Un progetto, completamente gratuito, che ha trovato subito il benestare del Comune e dell’Ufficio scolastico provinciale, già al lavoro per mettere in moto la macchina organizzativa dell’evento. Per l’amministrazione è infatti l’occasione di far vedere Verona da una delle prospettive più affascinanti, ovvero dall’alto, veicolando sui social le immagini che i ragazzi scatteranno in volo.

Sono gli studenti i veri protagonisti del progetto, e in particolare quelli compresi tra i 16 e i 20 anni. Per 250 di loro ci sarà la possibilità di partecipare alle due fasi del corso. Una prima parte teorica per apprendere i principi del volo e del pilotaggio, e una fase pratica in cui i ragazzi saranno in volo sotto la guida di qualificati istruttori dell’Aeronautica militare.

Non tutti però proveranno l’ebbrezza di guidare il SIAI 208 AM, il veicolo militare monomotore a elica con cabina a quattro posti che verrà usato per le esercitazioni. Un privilegio che i ragazzi dovranno guadagnarsi con impegno e studio, superando il test al termine della fase pratica.

Le prove in volo decreteranno invece i due migliori ‘aspiranti piloti’ veronesi, che saranno premiati con uno stage quest’estate all’ Aeroporto di Guidonia, sede del 60° Stormo, per un’esperienza a contatto con i piloti dell’Aeronautica Militare.

“Fa piacere che l’Aeronautica Militare abbia scelto Verona per questo progetto di carattere nazionale – ha detto l’Assessore alle Politiche Internazionali -. Un’opportunità unica per i ragazzi, ma anche l’occasione per un reciproco scambio culturale con l’Aeronautica. Ai 25 istruttori di volo che verranno in città per il corso, infatti, daremo una VeronaCard per visitare i nostri musei e le nostre bellezze, lago di Garda compreso, così vedranno che Verona è unica non solo vista dal cielo”.

“Stiamo contattando le scuole di città e provincia – ha detto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Barresi -, si tratta di un’iniziativa tesa all’informazione e all’orientamento. Un’occasione che non capita spesso e da cui i ragazzi usciranno arricchiti”.

“Verona ci sta accogliendo a braccia aperte – ha aggiunto il Maggiore Di Trani, comandante del Gruppo Volo -, siamo felici di portare qui la nostra passione e di trasmetterla ai più giovani. Ci rivolgiamo a ragazzi che si trovano in procinto di decidere cosa fare ‘da grandi’, magari non sceglieranno di diventare piloti dell’Aeronautica ma questa esperienza farà capire loro che per ogni professione e lavoro serve impegno, competenza e sacrificio. E che il lavoro di squadra paga sempre”.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Kleb Academy: un progetto educativo per coinvolgere giovani e famiglie

‘Kleb Academy’: un progetto educativo che vuole coinvolgere i giovani e le loro famiglie – a partire dagli atleti delle squadre di basket – dedicato alla formazione e curato da Kleb Basket Ferrara. La volontà è quella di mettere in campo un’iniziativa al mese per affrontare temi che riguardano la corretta alimentazione, la prevenzione dalle dipendenze, un misurato e sano utilizzo delle nuove tecnologie, ma anche coscienza ambientale e ricerca del primo impiego.
Il progetto viene portato avanti con la partnership di Comune di Ferrara, Università di Ferrara e Camera di Commercio, Ascom Confcommercio e Iscom Ferrara, Museo della Storia della Comunicazione-Musti e Naturhouse.

Il progetto è stato accolto con adesione piena dall’amministrazione comunale. A questo proposito l’ass. Micol Guerrini ha rimarcato “l’importanza di affrontare temi vicini all’educazione civica, con convegni che affronteranno argomenti di assoluta attualità come il problema delle dipendenze, la necessità di fare un uso limitato dei dispositivi elettronici, ma anche la trasmissione di competenze per la ricerca del primo impiego”. Da parte sua l’ass. Dorota Kusiak ha sottolineato: “Riconosco quello che è il potere dello sport come elemento fortemente formativo in tutti i campi. Perché educa a prendersi cura di se stessi, ad avere consapevolezza del proprio corpo, a mangiare bene, a stare bene con sè e con gli altri. Per un ragazzo l’attività sportiva è maestra di disciplina ed educa a organizzare la giornata per conciliare i compiti con la pratica sportiva, i momenti dell’impegno e quelli del tempo libero”.

Gli appuntamenti – ha spiegato Paolo Alberti di Kleb Basket – avranno cadenza mensile e si comincerà lunedì 2 marzo 2020 alle 18 al Palazzetto dello sport (piazzale Atleti azzurri, Ferrara) con il convegno sulla corretta alimentazione a cura dell’Università di Ferrara e con il contributo di Naturhouse. Il calendario di appuntamenti  proseguirà con un appuntamento al mese fino a giugno per poi riprendere da settembre; le sedi cambieranno di volta in volta per andare a coinvolgere i vari partner del progetto.

Un progetto pilota a livello nazionale, che va oltre il concetto di academy sportiva, nella convinzione che lo sport non sia solo agonismo, ma un connubio uniforme di cultura, socialità, educazione civica e acquisizione di consapevolezza, specie nel percorso di crescita dei ragazzi.
Sport, cultura, educazione hanno infatti denominatori molto comuni, suddivisi nella socialità quotidiana nelle proprie singole realtà: famiglia, istituzioni, scuola, società sportive.

Kleb Academy si propone con la propria attività di abbracciare tutti questi aspetti della formazione, proponendosi come piattaforma condivisa per superare i confini, creando una rete di interscambio, confronto e dunque arricchimento tra queste realtà, in un territorio come quello di Ferrara, patrimonio UNESCO e già dunque esempio di offerta culturale a 360 gradi.
Kleb Academy: da atleti a cittadini migliori e più consapevoli.
Il punto di partenza della academy sarà dunque lo sport, anche grazie ai gemellaggi interdisciplinari intrapresi da Kleb Basket con le realtà di vertice estensi: Pallamano Ariosto, Ferrara United, ads Vigarano, Pattinatori Estensi e Aquile.

L’offerta didattica di Kleb Academy sarà però molteplice e si rivolgerà ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie.

Il programma di Kleb Academy consisterà in una serie di eventi: dai convegni ai momenti di incontro nelle scuole, dalle aule studio e laboratori ai punti informazione durante le principali iniziative cittadine.
I temi trattati saranno molteplici e trasversali, tutti strettamente legati all’attualità che circonda i giovani, con l’intento di creare in loro consapevolezza e conoscenza del proprio quotidiano e dei propri comportamenti, nei confronti di se stessi in primis e dunque anche nei confronti dell’ambiente in cui crescono. Alcuni dei temi trattati saranno corretta alimentazione in età scolare e dello sviluppo, prevenzione dalle dipendenze, sano e misurato utilizzo delle nuove tecnologie, coscienza ambientale, ricerca del primo impiego, ecc.

I patrocini concessi a Kleb Academy dal Comune di Ferrara, da Unife e dalla Camera di Commercio di Ferrara, certificano il senso del progetto e il suo sviluppo trasversale e sociale.

Preziosi partner di Kleb Academy sono inoltre Ascom Confcommercio e Iscom Ferrara, che hanno aderito offrendo ampia disponibilità alla collaborazione, così come Musti, il Museo della Comunicazione e della Tecnologia di Ferrara, parte attiva del progetto e sede di alcuni dei percorsi formativi proposti.

La scelta di dedicare il nuovo progetto Academy a Marco Cocchi, l’avvocato commercialista vicepresidente di Kleb Basket recentemente scomparso, vuole essere doveroso omaggio e ricordo di una figura cara al Kleb, che teneva lo sport e la formazione nel proprio cuore.

Una Academy che operi negli anni per il bene delle nuove generazioni della città, è la miglior forma per onorarne la memoria.

 

Alessandro Zangara