Corso di perfezionamento all’Accademia verdiana

Il Teatro Regio di Parma annuncia la V edizione dell’Accademia Verdiana, che offre a 12 giovani cantanti lirici la possibilità di frequentare gratuitamente il corso di “Alto perfezionamento in repertorio verdiano” (Operazione Rif. PA 2020-15377/RER approvata con Delibera di Giunta Regionale n.401/2021, cofinanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia-Romagna). I cantanti selezionati potranno conseguire una preparazione vocale, musicale e teatrale d’eccellenza, sotto la guida di alcuni tra i massimi interpreti del repertorio vocale verdiano di tutto il mondo, oltre a beneficiare di sessioni di training dedicate, tenute da pianisti accompagnatori specializzati e a incontrare esponenti dell’universo manageriale musicale di spicco, usufruendo di una borsa di studio di 1000 euro.

Le domande di partecipazione, complete della relativa documentazione, dovranno essere inviate via mail entro domenica 30 maggio 2021 all’indirizzo accademiaverdiana@teatroregioparma.it. Le selezioni avranno luogo al Teatro Regio di Parma dal 9 al 11 giugno 2021. Nella fase eliminatoria i candidati dovranno eseguire un’aria a scelta e un’aria selezionata dalla Commissione tra quelle indicate nel programma presentato. Nella finale, dovranno eseguire una o più arie a scelta della Commissione, tra quelle indicate nel programma presentato. Ciascuno di loro dovrà inoltre sostenere un colloquio individuale. Gli esiti della fase finale saranno pubblicati lunedì 14 giugno 2021 su teatroregioparma.it.

Il Corso, che giunge alla sua quinta edizione, è realizzato dalla Fondazione Teatro Regio di Parma in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Accademia d’arte lirica di Osimo, Comune di Parma Assessorato alla cultura, Istituto nazionale di studi verdiani, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione I teatri di Reggio Emilia, Fondazione Franco Zeffirelli. È aperto, previa selezione, a candidati maggiorenni al 30 maggio 2021, residenti o domiciliati in Emilia-Romagna che, assolto l’obbligo d’istruzione, abbiano conseguito il diploma di canto o studiato privatamente con attestato dell’insegnante che ne dichiari la maturità.

Madrina d’eccezione di Accademia Verdiana è Renata Scotto che contribuirà a curare la preparazione dei giovani interpreti insieme a insegnanti, professionisti e vocal coach specializzati nel repertorio verdiano, del calibro – tra i docenti delle ultime due edizioni del corso – di Giovanna Casolla, Fiorenza Cedolins, Mariella Devia, Barbara Frittoli, Sonia Ganassi, Silvia Paoli, Anna Pirozzi, Roberto De Candia, Vincenzo De Vivo, Michele Pertusi, Giulio Zappa. Lezioni individuali e di gruppo, masterclass dedicate a tutti gli aspetti che attengono all’interpretazione e alla gestione del profilo professionale di un cantante d’opera: studio dello spartito, dizione, tecniche vocali e interpretative, musica vocale d’insieme, movimento scenico e interazione di gruppo, movimenti coreografici, recitazione, storia dell’opera, management del proprio profilo professionale e materie contrattualistiche compongono il percorso d’insegnamento.

La formazione si svolgerà anche attraverso laboratori, seminari di approfondimento e incontri con direttori, registi, cantanti e professionisti del teatro d’opera, che gli allievi potranno seguire sul campo in occasione delle prove delle produzioni, in particolare nel Festival Verdi e Verdi Off 2021.

Le lezioni si svolgeranno, per una durata di 1000 ore, con frequenza obbligatoria a tempo pieno (per un ammontare minimo di 5 ore al giorno), indicativamente dal 28 giugno al 23 luglio 2021 e dal 23 agosto 2021 al 25 febbraio 2022, secondo il calendario che sarà successivamente comunicato. Ai partecipanti potranno inoltre essere proposte collaborazioni artistiche nell’ambito della programmazione della prossima Stagione Lirica, del Festival Verdi e di Verdi Off.

“Dopo appena cinque anni, – dichiara Anna Maria Meo Direttrice generale del Teatro Regio di Parma – l’Accademia Verdiana è diventata un punto di riferimento per l’alta formazione musicale e teatrale nel repertorio verdiano agli occhi della nuova generazione di interpreti vocali, che accompagna nella delicata fase del perfezionamento e dell’esordio in ambito professionale. Oltre a godere degli insegnamenti, dei consigli e di poter carpire i “trucchi del mestiere” dai loro docenti, tutti star internazionali, i nostri allievi hanno l’opportunità di prendere parte agli spettacoli prodotti dal Teatro Regio in Stagione, nel Festival Verdi e in Verdi Off, suggellando il loro percorso formativo con un debutto, in veste di comprimari o di protagonisti, accanto a professionisti, cantanti e registi, affermati. È quanto è accaduto agli allievi dell’edizione 2020 del Corso che sono stati coinvolti in qualità di protagonisti dell’allestimento de Lo spirito di Violetta, lo spettacolo ispirato a La Traviata, per la regia da Manuel Renga, che è stato presentato nelle piazze di Parma, Busseto e Zibello grazie all’innovativo format del Caravan Verdiano del Festival Verdi e di Verdi Off”.

Il regolamento completo della V edizione di Accademia Verdiana è disponibile su teatroregioparma.it.

Paolo Maier

Primo premio di laurea contro la sperimentazione animale

C’è tempo fino al 30 luglio per presentare la domanda di partecipazione al Primo premio di laurea “Animal Free”. La migliore tesi su metodologie alternative alla sperimentazione animale sarà premiata con un premio del valore di 1500 euro messo a disposizione dal Comune.

Possono concorrere le tesi redatte dal 2015 al 2021 da studenti dei Corsi di laurea di Medicina o di Biotecnologie dell’Università di Verona, che saranno valutate da una commissione ad hoc composta da rappresentanti delle istituzioni e dell’ateneo veronese.

Nonostante l’attività di ricerca scientifica effettuata dall’Università di Verona abbia sempre rispettato in modo rigoroso sia la normativa europea che la legislazione italiana, che pongono entrambe paletti precisi sull’utilizzo degli animali ai fini della sperimentazione, è forte ora la volontà di andare oltre il dettato normativo, cogliendo la sensibilità comune di una maggiore tutela animale.

L’obiettivo, che Comune e Ateneo intendono perseguire insieme, è quello di trovare un nuovo punto di equilibrio tra le necessità della ricerca e il rispetto del benessere animale, considerato anche che i mezzi alternativi all’uso di cavie animali in laboratorio ci sono e l’Università di Verona li sta già utilizzando.

Partecipazione e scadenze. Inviare entro il 30 luglio la domanda di partecipazione al concorso in carta semplice, unitamente a una copia della tesi di laurea in formato digitale PDF, indirizzandola all’Ufficio Animali – Direzione Ambiente del Comune di Verona, alla mail: ambiente@comune.verona.it o alla pec: ambiente@pec.comune.verona.it. Alla domanda va allegata copia di un documento di identità del candidato in corso di validità.

Roberto Bolis

La scuola. Considerazioni-1

Nell’arco dell’ultimo anno, e mai come prima, la scuola è diventata centro delle attenzioni di tutti. Una nazione ai livelli più bassi nella comprensione di testo, che ha disinvestito soprattutto nella sua area principe, quella umanistica, si è ritrovata a sapere tutto e di più. Non potendo dedicarsi allo sport, sembra quindi che la passione per essere tutti Commissario Tecnico della nazionale di calcio si sia trasformata in un esercizio a fare didattica sulla scuola. Estraendo dal cassetto ricordi forse un po’ sbiaditi, di banchi e sedie, di cattedre e bidelli, senza curarsi di verificare quanto di vero ci fosse ancora di quella scuola nel mondo attuale. Spesso infatti si accompagnano i figli a scuola restando in automobile o sul cancello, relazionandosi poco con gli insegnanti. Nell’ultimo anno, miseramente, di discorsi pedagogici se ne sono sentiti davvero pochi, mentre sono emerse molte criticità, zittite dalle rotelle ai banchi, dalla Didattica a Distanza (prima osannata e poi demonizzata), dai concorsi e dalle assunzioni. L’elenco è lungo.

Vorrei iniziare a scrivere alcune considerazioni sulla scuola, per contribuire a fare un po’ di chiarezza e dare spunti di riflessione, ora che abbiamo abbastanza le idee chiare sulle casistiche accadute in questi ultimi mesi.

A partire dalla Pedagogia, tristemente sostituita da una schiera di professionisti che, spesso al pari della gente comune, parla di scuola senza conoscerla davvero.

Oggi la scuola viene discussa fuori sede da neuropsichiatri, psicologi, assistenti sociali, politici, che non si confrontano quasi mai, o troppo poco, con il corpo insegnante. E quel che è peggio, spesso senza riconoscerne la professionalità. L’insegnante è esautorato non solo di autorità, ma anche di riconoscimento, fermo restando che deve, deve, deve un sacco di cose. Il territorio non ha quasi più strutture intermedie alla scuola, dove gli assistenti sociali operino per l’inserimento e il reinserimento. Viene scaricato sulla scuola il fallimento delle attività (vedi l’insegnamento della Lingua Italiana agli stranieri, i corsi di preparazione al conseguimento della Licenza media, le attività di reinserimento concertate con il Tribunale nel caso di percorsi di recupero di comportamenti errati, eccetera) appaltate spesso senza troppo controllo ad enti terzi come varie cooperative, delle quali non tutte lavorano come si deve. E mentre in classe il corpo insegnante non ha potere, il potere degli altri sulla scuola stessa svilisce la possibilità di avere una Scuola, in Italia, degna di questo nome e del sapere che potrebbe creare, al di là della valutazione (per la quale serve un capitolo a parte) e del pezzo di carta.

E poi il lessico. Pezzo di carta. La scuola non fornisce soltanto attestati, qualifiche, diplomi, ma una formazione della persona che si forgia sulla personalità stessa di un insegnante, figura di certo differente da quella dello psicologo, dell’assistente sociale, del neuropsichiatra, del genitore, eccetera.

Chi riesce male a scuola riesce bene nella vita. Altro luogo comune per il quale non esiste substrato civile in grado di arginarne la deriva. Ascoltando le prospettive di molti ragazzi adolescenti di oggi, ma purtroppo anche di bambini in età scolare, il mito non è comportarsi bene e studiare o almeno frequentare la scuola, quanto fare soldi, avere potere, essere rispettati. Quasi nessuno (o troppo pochi, in troppo pochi casi) compie azioni territoriali ex ante valide per questo, temendo quell’idea desueta di autorità e autorevolezza per cui si pensa sinonimo il termine autoritarismo. E tutti coloro che volessero portare aria fresca su questo, vengono demonizzati o scherniti, perché il professore si dileggia, viene trattato come quello che non sa proprio perché insegna, altrimenti farebbe un altro lavoro.

Poi, improvvisamente, i genitori, il corpus dei vari professionisti, i politici, si sono accorti di cosa significa non avere qualcuno al quale delegare la propria genitorialità per alcune, anche molte ore al giorno. Se non si portano i figli a scuola, bisogna gestirseli. Il professore è, per un momento, diventato alleato, capace, addirittura un santo, perché si è compreso quanta pazienza serva per “sopportare e supportare” i propri figli. Sembrava un buon momento per costruire una vera e valida alleanza tra genitori e insegnanti, fatta di collaborazione, nella quale si facesse squadra PER i figli, per le nuove generazioni. Molti però purtroppo, dopo un iniziale smarrimento, sono diventati migliori degli insegnanti, che spesso ora devono difendersi dalle loro “ricette” di istruzione come il cuoco di un ristorante quando, andando a pranzo o a cena da lui, non ti serve la pietanza identica a quella dei cuochi delle svariate trasmissioni di ricette televisive. Di nuovo, per molti (sempre non per tutti) l’occasione è diventata una modalità superficiale di relazionarsi con gli studenti, inneggiando alla necessità di tornare ad una scuola in presenza non tanto per la formazione, quanto per la relazione: la ricreazione, l’incontro per strada, il parlarsi. Perché la scuola, e questo si è letto ovunque, serve per parlare, non per imparare; serve per accedere alle macchinette e non per svolgere attività culturali. Si sente solo parlare di questo, svuotando la relazione docente/studente e studente/studente di fondamento pedagogico, per darne solo una funzione psicosociale.

Una ricetta importante, alla fine di questa prima riflessione, che non intende puntare il dito ma suscitare una riflessione un po’ più approfondita dei corti e immediati messaggi sui social, è fermarsi, in questo nuovo lockdown, a pensare alla scuola come fucina di sapere, di crescita economica, coesione sociale. La scuola che insegna davvero e ancora, dato che ne è rimasta l’unica istituzione grande sul territorio dopo la famiglia. La scuola fatta prima di tutto da chi insegna, che deve mettere le basi di un programma che già tiene conto di quanto indicano altri specialisti, perché gli insegnanti sono formati per svolgere il loro lavoro. Si deve cominciare da un corpo insegnante solido, stabile, aggiornato e lasciato libero di dare quella parte di Sé che si trasmette sempre con l’insegnamento.

Ci leggiamo alla prossima puntata.

Alessia Biasiolo

Lezione online di Marco Aime sul tema “Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire”

Riprendono le lezioni preparatorie in attesa della XII edizione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo, in programma dal 18 al 20 giugno: l’antropologo Marco Aime introduce il tema del festival di antropologia del contemporaneo, Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire. Una lezione online, disponibile per tutti gratuitamente sul sito e sul canale YouTube del festival (dialoghisulluomo.it), pensata appositamente per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il 24 marzo è in programma un altro appuntamento online, sempre con Marco Aime che in collegamento streaming risponderà alle domande degli studenti sul tema della lezione.

I momenti di approfondimento sul tema del festival – ideati dalla direttrice della manifestazione, Giulia Cogoli, e promossi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia – sono da sempre molto attesi: negli 11 anni passati hanno coinvolto circa 27.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Pistoia e della provincia e, grazie allo streaming, anche di altre regioni italiane. A loro si è unito nel tempo un pubblico adulto di appassionati.

Nella prima lezione, Marco Aime spiega come l’andare oltre, il superare l’orizzonte, sia l’anelito di ricerca che ha caratterizzato l’intera evoluzione del genere umano. Dalle esplorazioni della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza di andare al di là del qui e ora, della quotidianità, alla ricerca di forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica.

Ciò che caratterizza la nostra specie, racconta Aime, è la capacità dell’uomo di superare i confini, di camminare verso nuovi orizzonti: il cammino dei migranti che fuggono dalla povertà e dalla morte, quello dei pellegrini di tutte le religioni, il cammino avventuroso degli esploratori, quello di ricerca di scienziati, di artisti e filosofi.

È lo stesso cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo dall’Africa, che non è stato fatto solo con i piedi, ma anche con l’immaginazione, la speranza, la fede, la fiducia negli altri, l’aspettativa di nuove scoperte e dimensioni dell’umano, che ha permesso non solo di scoprire il nostro pianeta, ma anche di trascenderlo.

Il tema dei Dialoghi 2021 è stato scelto anche per mettere in luce il come e il perché l’intera storia dell’umanità, anche se con intensità diverse, sia costantemente segnata dalla ricerca del nuovo, dello sconosciuto, dell’ignoto. È stata proprio questa voglia di scoperta che ha fatto sì che da insignificante animale della savana, divenissimo Homo Sapiens.

Marco Aime insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha condotto ricerche sulle Alpi e in Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Mali). Ha pubblicato favole per ragazzi, testi di narrativa e saggi, tra cui: Le radici nella sabbia (EDT, 1999); Il primo libro di antropologia (2008), L’altro e l’altrove (con D. Papotti, 2012), La fatica di diventare grandi (con G. P. Charmet, 2014) per Einaudi; Verdi tribù del Nord (Laterza, 2012), African graffiti (Stampa Alternativa, 2012), Gli specchi di Gulliver (2006), Timbuctu (2008), Il diverso come icona del male (con E. Severino, 2009), Gli uccelli della solitudine (2010), Cultura (2013), L’isola del non arrivo (2018) per Bollati Boringhieri; La macchia della razza (2013), Etnografia del quotidiano (2014) per elèuthera; Tra i castagni dell’Appennino. Conversazione con Francesco Guccini (2014), Senza sponda (2015) per UTET; Comunità (il Mulino, 2019); Classificare, separare, escludere. Razzismi e identità (Einaudi, 2020). Per Add ha curato Atlante delle frontiere (2018) e scritto Pensare altrimenti. Antropologia in 10 parole (2020). Ha da poco pubblicato nella collana Dialoghi sull’uomo di UTET Il mondo che avrete. Virus, antropocene, rivoluzione (con Francesco Remotti e Adriano Favole).

Delos

Borse di studio “Premio Città di Verona”

Sono sei le borse di studio di mille euro ciascuna destinate agli studenti più meritevoli, che abbiano discusso una tesi di laurea magistrale sulle peculiarità della città di Verona e del suo territorio provinciale.

C’è tempo fino al 16 aprile per iscriversi alla nuova edizione del “Premio Città di Verona”. Il bando, promosso dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Verona, è riservato ai neolaureati che abbiano discusso la tesi nel corso del 2019 e 2020.

Nello specifico, le tesi ammesse al concorso dovranno riguardare studi su aspetti generali o particolari della città di Verona, della vita veronese o del suo territorio provinciale e potranno avere carattere letterario, storico, artistico (architettura e ingegneria), giuridico, sociopolitico ed economico, psico-pedagogico o scientifico (scienze naturali, biologiche e mediche).

Per l’ammissione alla selezione il candidato autore della tesi dovrà aver ottenuto una votazione di laurea non inferiore a 100/110 o punteggio equivalente. Nel caso di tesi elaborate da più soggetti, potranno partecipare al concorso, presentando ciascuno distinta domanda, solo gli autori che abbiano raggiunto questo punteggio. Le domande dovranno pervenire al Comune di Verona entro le 13 del 16 aprile.

L’iniziativa – spiega l’assessore alle Politiche giovanili Francesca Briani – si propone di contribuire alla diffusione di una cultura del merito, attraverso il concreto riconoscimento dell’impegno profuso nell’attività di studio, quale premessa per la costruzione di competenze che permettano la piena realizzazione individuale e sociale dell’individuo”.

Il bando ed il modulo per la partecipazione sono scaricabili dal sito web del Comune di Verona al link www.politichegiovanili.comune.verona.it.

Roberto Bolis

Un’amicizia lunga cent’anni. Hastings e Poirot

Arthur Hastings, gentiluomo inglese, partecipò alla prima guerra mondiale raggiungendo il grado di capitano dell’esercito britannico. Lasciò il servizio a seguito di una ferita che lo portò in convalescenza in una zona tranquilla, dove risiedevano anche dei profughi stranieri, tra i quali i belgi dopo l’invasione del Paese, neutrale, da parte delle potenze dell’Alleanza. Tra questi, Hercule Poirot che divenne suo amico. I due si incontrarono il 16 luglio del 1916 e rimasero amici per sempre, pur tra frecciate sui baffi mancanti dello stesso Hastings, sulla sua passione per le donne, sulle sue considerazioni azzardate o improbabili circa la soluzione dei delitti sui quali indaga Poirot. Il belga, infatti, era un ufficiale di polizia nel suo Paese, dotato di un’intelligenza superiore e, pertanto, poco adatto alla carriera nelle forze dell’ordine dove o non lo consideravano affatto, oppure veniva tenuto da parte perché non facesse ombra. Deciso, quindi, a lavorare per conto proprio, divenne ben presto il più apprezzato e noto detective privato della storia. E come accadeva già per i casi di Holmes, anche Poirot doveva avere, almeno per la maggior parte delle sue vicende, un aiutante prezioso, ma non troppo concorrenziale. Sembra, tra l’altro, che Hastings e Poirot si conoscessero già in Belgio, dove il capitano lavorava per i Lloyd’s. Arthur Hastings ed Hercule Poirot, nati dall’abile penna di Agatha Christie, si troveranno ad operare insieme in ben otto romanzi. Poirot era poco più grande di Hastings (l’uno nato a Spa nel 1873, l’altro nel 1886). Profugo in Inghilterra dal 1914, proprio nel 1916 Poirot risolverà il primo caso, aiutato dall’amico Hastings, risaltando anche nel Paese ospitante tanto che diventerà coadiutore di Scotland Yard e amico dell’ispettore Japp. Inizierà a lavorare in privato dal suo appartamento al 56B di Whitehaven Mansions di Londra che lascerà per viaggiare con l’Orient Express o in Egitto o per altre mete, dove spesso si imbatte in casi da risolvere, o dove viene chiamato per lo stesso scopo. Meticoloso, amante della simmetria (dei suoi baffetti, della casa …), ha come principale alleato le sue “celluline grigie” che mette in modo alla ricerca del dettaglio capace di scovare gli autori di delitti che sarebbero davvero perfetti, se non si fossero imbattuti in Hercule. Agatha Christie non ama una cronologia perfetta degli eventi del suo personaggio, ma lo fa vivere storia dopo storia, mentre deciderà di farlo piano piano uscire di scena dopo la seconda guerra mondiale. Molto religioso, lo si vede spesso pregare il rosario, soprattutto la sera prima di andare a dormire, piuttosto che prima di prendere una decisione importante, come svelare o meno il vero caso dell’Orient Express o relativamente al caso dell’ultimo episodio della sua vita. Fermamente convinto che solo la verità sia giusta per l’essere umano, rimane uno dei personaggi più amati dell’ambito romanzesco, ma anche cinematografico e televisivo.

Alessia Biasiolo

Nasce Utopia SIS dedicata alle Life Sciences

Fondazione Golinelli e Fondazione di Sardegna presentano il progetto Utopia, la prima Società di Investimento Semplice (SIS) in Italia nel settore delle Life Sciences, che ha in corso il processo di formale autorizzazione (presso Banca d’Italia). L’obiettivo di Utopia sarà quello di favorire gli investimenti nei progetti di ricerca ad alto tasso di crescita in ambito medico-scientifico. Con questo progetto nasce una partnership pluriennale di ampio respiro tra le due Fondazioni, dedicata all’education, al trasferimento tecnologico e alla trasformazione della ricerca scientifica in impresa.

In un contesto problematico come quello attuale, il progetto Utopia può essere considerato un’operazione di innesco per sostenere, con un modello nuovo, l’economia del Paese.

La ricerca italiana infatti ha un elevato grado di produttività, classificandosi all’ottavo posto al mondo per la qualità delle pubblicazioni nel campo, ma siamo ancora inferiori alla media europea per il carente sostegno a investimenti in nuove imprese innovative.

Il comparto delle Scienze della Vita rappresenta il settore ad alta tecnologia in cui l’Italia vanta una leadership globale e per questo può contribuire significativamente allo sviluppo economico del Paese. Le fasi iniziali di sviluppo di progetti in questo ambito sono frenate da un drammatico deficit di finanziamento che ne condiziona la crescita: Utopia rappresenta un’opportunità unica per sostenere le start up a più alto contenuto innovativo che stanno esplorando le nuove frontiere del settore.

Andrea Zanotti, Presidente di Fondazione Golinelli, e Antonello Cabras, Presidente di Fondazione di Sardegna, faranno entrambi parte della governance di Utopia, a testimonianza di come i due promotori istituzionali credano fortemente nel progetto; con loro anche Antonio Falcone, esperto del settore, anch’egli promotore dell’iniziativa.

Il team d’investimento, sarà composto da figure di alto profilo con competenze differenti e complementari nel settore Life Science, oltre che nel venture capital, e avrà il supporto di un comitato tecnico-scientifico formato dai massimi esperti dei settori di riferimento, tra cui Sergio Abrignani, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare.

La sede legale e operativa della SIS Utopia sarà all’Opificio Golinelli, nell’ala nuova – all’interno dei suoi 14.000 mq. – dedicata a industria a ricerca.

Dichiara Andrea Zanotti: «Fondazione Golinelli mette a disposizione del Sistema-Paese Opificio Golinelli e l’ecosistema per l’innovazione sviluppato in questi anni: una filiera integrata di educazione, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, incubazione, accelerazione e venture capital. L’Opificio ha già un’intera ala dedicata alle imprese, che ospita, tra gli altri, G-Factor, l’Incubatore-Acceleratore di start up della Fondazione e il Competence center di Industria 4.0 Bi-Rex. La Fondazione ha dunque arricchito, con Utopia, il suo assetto organizzativo, avviato con il piano di sviluppo pluriennale Opus 2065, e ha trovato in Fondazione di Sardegna, ente che da sempre sostiene l’innovazione e mira a elevare il livello scientifico della collettività nel suo territorio, il partner ideale per un’azione congiunta a livello nazionale.»

«Fondazione di Sardegna conferma, con l’accordo con Fondazione Golinelli, la scelta strategica di investire nel venture capital, nell’innovazione e nella ricerca, come testimoniano la nostra collaborazione ormai ultra-decennale con le Università di Cagliari e di Sassari e la nascita della società dedicata all’innovazione Innois – afferma Antonello Cabras. La situazione che stiamo attraversando a livello globale ci spinge a investire ancora di più sulle Life Sciences, che rappresentano il settore con le maggiori prospettive di crescita futura. Lo facciamo con un partner prestigioso, che ha la peculiarità di nascere da una grande storia imprenditoriale, impegnandoci sia con Utopia per dare uno stimolo agli investimenti, sia con le attività di sostegno all’educazione e formazione, all’innovazione e alla imprenditorialità giovanile».

«Sono estremamente felice di far parte di questo innovativo progetto di sviluppo unico per il sistema paese, dichiara Antonio Falcone. Un progetto che unisce per formazione, impresa e finanza etica. In questo momento l’emergenza sanitaria Covid ha dimostrato, purtroppo, quanto sia importante e fondamentale per il sistema Italia, puntare sulla ricerca e l’innovazione del settore Health. Questi mesi hanno evidenziato ancora di più l’importanza di unire le forze migliori per un fine comune».

A livello globale l’healthcare sarà nei prossimi anni il settore che avrà il più grande investimento in ricerca: si stima che tra il 2019 e il 2024 saranno investiti nel settore 1.000 miliardi di dollari a livello globale.

In Italia il settore delle Scienze della Vita – che include l’industria farmaceutica, quella biotecnologica, quella della produzione di dispositivi biomedici e i servizi sanitari – rappresenta uno degli ambiti di punta ad alta tecnologia in cui siamo specializzati, e può contribuire significativamente allo sviluppo economico nazionale, attraendo quote crescenti delle risorse finanziarie che ogni anno sono investite in ricerca e sviluppo a livello internazionale e che possono tradursi in investimenti e creazione di posti di lavoro.

La ricerca infatti ha un elevato grado di produttività, classificandosi all’ottavo posto al mondo per la qualità delle pubblicazioni nel campo, ma siamo ancora inferiori alla media europea per il carente sostegno a investimenti in nuove imprese innovative.

La SIS Utopia ha come obiettivo quello di colmare tale divario e di investire nei migliori progetti ad alto tasso di crescita ampliando l’ecosistema medico-scientifico italiano; di fornire il capitale di sviluppo che spesso manca per sostenere la ricerca; di offrire anche una struttura che risponda alle necessità degli innovatori italiani, carenti per know-how imprenditoriale e per il network di ingresso nel mercato.

Le società target saranno supportate per il rafforzamento del team, la validazione del proprio modello di business e la valorizzazione della proprietà intellettuale.

I focus settoriali di Utopia sono: i disease modifying drugs, farmaci sperimentali innovativi in grado di modificare in modo radicale il decorso delle malattie e offrire un’alternativa terapeutica a bisogni medici; i dispositivi medici – chirurgici, diagnostici e terapeutici – che possano offrire una radicale innovazione nella gestione delle patologie; gli strumenti diagnostici e biomarcatori per migliorare la gestione terapeutica di patologie particolarmente critiche e caratterizzare pazienti finora non identificati; l’impiego dell’intelligenza artificiale in campo medico.

Delos

Digital Kit for School

La scuola italiana sta attraversando un momento di difficoltàche non ha pari nella storiadegli ultimi 80 anni. L’inevitabile ricorso alla didattica a distanza – che grazie alla tecnologia permette di non interrompere il processo di formazione di tanti giovani -ha costretto l’istruzione a fare i conti anche con il digital divide.

Molte le forze in campo che, a vari livelli, si stanno attivando a supporto della didattica per colmare il divario tra chi può accedere alle tecnologie digitali e chi ne è esclusoe per mitigare situazioni di ingiustizia e disuguaglianza sociale.

Fondazione Golinelli, istituzione filantropica che da sempre è in prima linea per promuovere l’educazione scientifica e la creatività nei bambini e nei ragazzi, con la sua pluriennale esperienza in ambito educativo, conferma il suo impegno per la formazione delle nuove generazioni lanciando ilDigital Kit for Schoolper insegnanti e studenti.

Digital Kit for School è un programma di attività gratuite sulle STEAM (Science, Technology, Engineering, Art and Mathematics)che gli insegnanti potranno proporre a studenti e studentesse, valorizzando le potenzialità del digitale.

Lo scopo dell’iniziativa è offrire, in modo continuativo,un supporto didattico con spunti e materiali adatti all’attività in classe o a un percorso di didattica integrata, con fasi in presenza e online o interamente online.

I docenti di tutta Italia, avranno così la possibilità di conosce e sperimentare l’approccio e i materiali messi a disposizione dalla Fondazione ed entrare in contatto con i suoi esperti: biotecnologi, chimici, biologi, antropologi e progettisti dei laboratori didattici che ben conosconole esigenze della scuola grazie a un continuo scambio di idee con i docenti che partecipano abitualmente alle attività di Fondazione Golinelli.

Le proposte didattiche si rivolgono agli insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e vanno ora dalla bioinformatica alla matematica, dalla biologia alla genetica, dalla scienza alle tecnologie. I moduli si amplieranno poi alla sostenibilità, al coding e a contenuti più trasversali sul tema dell’orientamento consapevole.

I contenuti dei Digital kit for School sono molto operativi e possono essere sperimentati immediatamente con le classi per arricchire la didattica e scoprire nuovi spunti e opportunità di approfondimento.

Ilprogramma prevededue livelli di fruizione. Il primo in cui si possono scaricare liberamente materiali di approfondimento da utilizzarein aula o per le attività a distanza con i propri allievi.

Per un supporto più avanzato è possibile invece iscriversi gratuitamente al secondo livello che permette ai partecipanti di entrare a far parte di una community tematica virtuale, interagire con i formatori e con gli esperti, ricevere ulteriori approfondimenti e l’attestato delle attività svolte con le classi.

Tra le risorse disponibili e sempre nell’ottica di supportare gratuitamente le scuole in modalità online, sincrona e asincrona, il Digital kit for School offre anche la possibilità di partecipare a una selezione di webinar di particolare interesse formativo per studenti e per insegnanti su temi quali i virus e l’impatto che hanno sulle nostre vite, le nuove frontiere della scienza come l’epigenetica, l’ibernazione come strategia per scoprire nuovi mondi e le recenti scoperte di astrofisica in Italia.

Informazioni: https://www.fondazionegolinelli.it/it/area-scuola/digital-kit-for-school

 

Delos

“Save the Tortoise”, prosegue lo studio del Museo di Storia Naturale alle Dune di Massenzatica

Gli ultimi due sopralluoghi nella zona delle Dune di Massenzatica, recentemente colpite da un terribile incendio, hanno fruttato la cattura di oltre venti testuggini, fra cui molte femmine di grosse dimensioni e alcune ancora con le uova da deporre, che sono state marcate con i microchip, misurate e pesate; su di loro, prima della liberazione, è stato poi effettuato il prelievo di un campione di sangue per l’indagine sanitaria e genetica. È il bilancio del monitoraggio fatto nei giorni scorsi dagli studiosi del progetto “Save the Tortoise” proposto e coordinato dal direttore del Museo di Storia Naturale di Ferrara Stefano Mazzotti.

L’indagine, che ha scopi sia scientifici sia didattici, punta alla caratterizzazione morfologica, ecologica, clinica e genetica della popolazione di testuggine terrestre (Testudo hermanni) della Riserva Naturale Orientata Dune Fossili di Massenzatica. Oltre al Museo di Storia Naturale di Ferrara lo studio vede il coinvolgimento di ricercatori dell’Università degli Studi di Ferrara e dell’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi, con la collaborazione del Parco del Delta del Po.

Nel corso della giornata è stato poi registrato come in generale la salute degli animali sia ottima. Anche nel sopralluogo nell’area del recente incendio, che sta già cominciando a rinverdire, sono stati rinvenuti molti esemplari vivi e in ottimo stato. Questa zona delle Dune è quella meglio conservata, presenta una bella vegetazione ricca di specie autoctone e conta la più alta densità della popolazione di testuggini. L’intervento alle Dune è stato anche l’occasione per liberare una delle due testuggini ancora tenuta in osservazione, l’altra purtroppo non ce l’ha fatta.

Così l’Assessore all’Ambiente Alessandro Balboni: “Questo progetto è di grande importanza non solo scientifica ma anche educativa. Siamo davanti all’opera di professionisti altamente qualificati che si impegnano non solo per tutelare il prezioso habitat naturale dei nostri territori, ma che si preoccupano anche della tutela e conservazione di specie autoctone come, appunto, le testuggini terrestri. Grazie al Museo di Storia Naturale di Ferrara e al ricco partenariato di questo progetto per il prezioso lavoro svolto”.

 

Alessandro Zangara (anche per le fotografie)