Per una scuola protagonista della cultura nell’era digitale

Lunedì 30 gennaio 2016 alle ore 9.30, presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita, si terrà il convegno “Per una scuola protagonista della cultura nell’era digitale”, promosso da DiCultHer e dalla Fondazione Antonio Ruberti in collaborazione con l’Associazione Civita.

L’incontro, al quale prenderanno parte, fra gli altri, Germano Paini, Presidenza DiCultHer, Responsabile del Progetto UNITO “Innovazione e Competitività”, Gilberto Corbellini, Gianni Letta, Silvia Costa e Flavia Piccoli Nardelli, rispettivamente Presidenti della Fondazione Antonio Ruberti, Associazione Civita, Commissione Cultura del Parlamento Europeo e Commissione Cultura della Camera dei Deputati, sarà occasione per presentare le attività promosse dalla Scuola a Rete DiCultHer volte all’engagement delle fasce giovanili nel settore del patrimonio culturale.

Moderato da Carmine Marinucci, ENEA -Segretario Generale di DiCultHer, il convegno intende costituire un momento di confronto volto alla creazione di un sistema di formazione ed educazione al patrimonio culturale che vede i giovani come protagonisti, anche attraverso un uso consapevole del digitale e con approcci innovativi.

Nell’ambito dell’incontro, saranno, dunque, illustrate le seguenti iniziative:

– i risultati della Consultazione pubblica sul patrimonio culturale immateriale che ha coinvolto il mondo dell’Istruzione attraverso un questionario on line https://form.jotformeu.com/62531357611350;

– la presentazione della seconda edizione della Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”, dedicata al Prof. Antonio Ruberti, indiscusso maestro del dialogo nei differenti campi delle Scienze ed instancabile promotore di azioni per la diffusione della cultura scientifica e storico scientifica, in programma dal 3 al 9 aprile 2017 su tutto il territorio nazionale http://www.diculther.eu/scud2017/;

– la presentazione della seconda edizione concorso nazionale “I giovani co-creano cultura digitale“ di cui alla relativa circolare MIUR http://www.diculther.eu/crowddreaming2017/

– lo stato di avanzamento della redazione delle Linee Guida per iniziative di “Alternanza Scuola Lavoro” nel settore del patrimonio culturale;

– il nuovo Format del telegiornale TG CULTHER che vede protagonisti, nella post-produzione del TG, gli studenti e i docenti del Liceo statale “Rinaldo Corso” di Correggio (Reggio Emilia) https://youtu.be/4pmNWR8ugow

Tali attività costituiscono una preziosa occasione per dare l’avvio ad un confronto incentrato sulla creazione di un sistema nazionale di formazione ed educazione al patrimonio culturale che vede i giovani come protagonisti della sua progettazione, in osservanza ai principi e ai contenuti dell’Art. 9 della nostra Costituzione.

Raccogliendo la sfida sottesa alla proposta Safeguarding and enhancing Europe’s intangible Cultural Heritage – presentata dal Sen. Paolo Corsini, lo scorso 22 Aprile, all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa –  la Scuola a rete DiCultHer ritiene prioritario il coinvolgimento del giovani e i loro docenti per il sostegno ai processi di costruzione identitaria e di cittadinanza attiva europea, anche nella prospettiva di offrire un contributo all’anno europeo dedicato alla cultura (2018).

Ripartire dalla cultura come bene comune e come condivisione. È questo il messaggio forte che l’incontro odierno intende lanciare, nella convinzione che il patrimonio culturale, oltre ad abilitare processi di costruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e di promozione del dialogo interculturale, rappresenti, sempre di più, un volano di sviluppo oltre che una risorsa strategica con cui concorrere, anche tramite il digitale, alla creazione di nuove modalità di condivisione del sapere, nonché a conferire senso e significato a quel “progetto” iniziale di Europa così importante per il futuro della collettività.

PROGRAMMA

SALUTI

Germano Paini, Presidenza DiCultHer, Responsabile Progetto UNITO “Innovazione e Competitività”

Gilberto Corbellini, Presidente Fondazione Antonio Ruberti

Silvia Costa, Presidente Commissione Cultura Parlamento Europeo

INTERVENGONO

Alberta De Lisio (Regione Molise), Alfonso Molina (Mondo Digitale), Aldo Riggio (Italia Nostra), Altheo Valentini (Centro Studi Città di Foligno), Anna Cammalleri (Ufficio Scolastico Regione Puglia), Fabio Viola (TuoMuseo), Fabrizio Recchia (TG CultHer), Germano Paini (UNITO), Giannina Usai (ANCIM), Giovanna Boda (PCM-Dipartimento Pari Opportunità), Marco Di Paolo (DiCultHer-Molise), Maria Rosaria Iacono (Italia Nostra), Maria Vittoria Marini Clarelli (D.G. Educazione e Ricerca MiBACT), Marianna Marcucci (Invasioni Digitali), Nicola Barbuti (UNIBA), Paolo Russo (Stati Generali Innovazione),  Rosalba Giugni (Marevivo), Stefania Zardini Lacedelli (Museo Dolom.it)

MODERA

Carmine Marinucci, ENEA, Segretario Generale DiCultHer

CONCLUDONO

Gianni Letta, Presidente Associazione Civita

Flavia Piccoli Nardelli, Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati

Sarà possibile seguire l’evento sui social: #diculther – #scuolaprotagonistacultura @diculther @socialcivita

 

Rachele Mannocchi

 

Protocollo d’intesa per lavoro profughi a Verona

È stato sottoscritto il protocollo d’intesa fra Prefettura, Comune, Amia, cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana, Centro cooperazione giovanile internazionale, per consentire a una cinquantina dei circa 200 profughi ospitati a Verona di svolgere attività socialmente utili. Il protocollo è stato firmato dal Prefetto Salvatore Mulas, dal Sindaco Flavio Tosi, dal presidente di Amia Andrea Miglioranzi, dal direttore della Caritas mons. Giuliano Ceschi, dal direttore dell’Ostello della gioventù Villa Francescatti Fiorenzo Scarsini. Presenti l’assessore ai Servizi sociali del Comune Anna Leso e il direttore del Samaritano Michele Righetti.

Il progetto, che avrà la durata di sei mesi, coinvolge 24 dei 60 profughi alloggiati al Samaritano e 25 profughi dei 90 ospitati all’Ostello. Saranno impiegati in attività di pulizia di strade, piazze e aree verdi cittadine, con la supervisione di un tutor per ciascun gruppo di lavoro e con la vigilanza di Amia, che curerà anche la formazione preventiva.

Ai profughi inseriti presso l’Ostello verrà assegnata la pulizia di lungadige San Giorgio,- Giardini Lombroso, piazza Vittorio Veneto, Giardini Giarina, piazza Isolo, piazza San Nicolò, San Giovanni in Valle.

Ai profughi inseriti presso Il Samaritano verrà assegnata la pulizia di piazza San Zeno, piazza Pozza, piazza Bra, piazza Pradaval, Riva San Lorenzo, Arsenale, piazza Erbe, piazza dei Signori.

L’orario di lavoro sarà articolato su 3 giorni la settimana, dalle 8.30 alle 12.30. Amia fornirà ad ognuno la necessaria attrezzatura e un giubbino. La formazione, sempre a cura di Amia, è prevista per lunedì 20 luglio ai Giardini della Giarina alle ore 8.30 per i profughi ospiti dell’Ostello; all’Arsenale alle ore 10.30 per i profughi ospiti del Samaritano.

“Nelle more della definizione della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale – spiega il Prefetto – in un’ottica di integrazione e solidarietà sociale, oltre che per scongiurare situazioni prolungate di inoperosità, è volontà delle parti costruire percorsi di conoscenza del contesto sociale in cui i richiedenti protezione internazionale vengono accolti. Perciò abbiamo dato vita a un percorso di formazione che consenta ai ragazzi stranieri accolti a Verona di imparare come si lavora in Italia e di rendersi utili a vantaggio della comunità che li ospita. Con questo progetto di integrazione la città di Verona offre un esempio importante, a vantaggio del territorio, dei suoi cittadini e degli stessi giovani stranieri. Le attività lavorative si svolgeranno su base volontaria con il coordinamento di Comune ed Amia. E’ fondamentale che questi ragazzi vengano inseriti gradualmente nel contesto sociale, con un positivo approccio al mondo del lavoro, che tornerà loro utile sia se decideranno di restare in Italia, sia se si sposteranno in Europa”. “Un progetto sociale di rilievo – commenta il Sindaco – avviato con la collaborazione di Prefettura ed Amia, che speriamo di poter estendere in futuro, anche con un ampliamento delle modalità del servizio. Un positivo segnale sia per gli stranieri, che possono rendersi utili alla comunità che li ospita, sia per i cittadini veronesi, che apprezzeranno il fatto che chi è stato accolto ricambia la solidarietà, lavorando gratuitamente a favore del territorio. Per quanto riguarda più in generale l’emergenza immigrazione – conclude il Sindaco – l’unica soluzione praticabile resta quella di dare il permesso di soggiorno a fini umanitari a tutti, consentendo così la libera circolazione in Europa e una più corretta ridistribuzione del problema fra gli Stati europei. Finché gli altri Paesi faranno barriera al confine, l’Italia rischia di dover accogliere tutti i profughi sul suo territorio, sostenendo da sola un problema che è decisamente di tutta l’Europa”.

“Un progetto di formazione – dice Miglioranzi – che consente ai giovani stranieri di svolgere su base volontaria un lavoro socialmente utile, a costo zero per i cittadini, che insegna la cultura della responsabilità e dei doveri sociali. Impareranno inoltre a conoscere il funzionamento del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, in uso nel nostro Paese”.

“L’assessorato ai Servizi sociali del Comune collabora al progetto – spiega Anna Leso – anche fornendo a ciascuno dei giovani impegnati nel lavoro un abbonamento personale Atv, della durata di sei mesi, per raggiungere i diversi luoghi della città in cui si svolgeranno le attività di pulizia”.

 

Roberto Bolis

 

 

L’Alchimista

L’Autore del romanzo “l’Alchimista” è Paulo Coelho, nato a Rio de Janeiro nel 1947 da una famiglia benestante. Da sempre ha avuto rapporti un po’ bruschi con la madre che lo fa rinchiudere più volte in strutture psichiatriche per il suo comportamento ribelle. I suoi libri sono stati pubblicati in tanti Paesi, e ha ricevuto diversi premi tra cui il “Crystal Award”. Dal 2002 è membro dell’Accademia Brasiliana di Las Letros.

La città natale dell’autore, come accennato prima, è Rio de Janeiro che si trova in Brasile (America Latina). Colonia portoghese per molti secoli, il Brasile diventa indipendente dal 1822; è organizzato come una repubblica federale, divisa in 26 stati. La popolazione è molto composita, c’è una maggioranza di bianchi, ma sono presenti anche una bella quantità di neri e meticci. La lingua ufficiale è il portoghese e la religione prevalente è quella cattolica. Ci sono forti disuguaglianze sociali e forti squilibri tra le religioni; infatti, le uniche città importanti sono Brasilia e Manaus. Il Brasile è uno degli stati più grandi al mondo ed è anche una grande potenza mondiale; possiede un’agricoltura ricca e varia, importanti riserve minerali e energetiche e un’industria sviluppata.

Il racconto di Coelho “l’Alchimista” è ambientato in Spagna, ma si sentirà parlare di alcune città del Nord Africa dal quale passerà il nostro protagonista.

Il protagonista del racconto è un ragazzo, di nome Santiago, che possiede un gregge di pecore; una volta all’anno si reca in città per vendere la lana a un mercante della città. Santiago fa un sogno dove c’è lui che tiene per mano un bambino che gli dice che in Egitto, vicino a una piramide, si trova un tesoro. Il ragazzo fa più volte lo stesso sogno, quindi decide di farsi aiutare a capire il significato del sogno, ma con scarso successo. Un giorno incontra un signore anziano che dice di essere il re di Salum; inizialmente il ragazzo non crede all’anziano pensando che fosse pazzo, ma questi dimostra di conoscere tutta la sua vita fino a quel momento, così il ragazzo gli credette e gli svelò il suo sogno; l’anziano quindi lo invita a partire per raggiungere il tesoro. Santiago vende le sue pecore e con il denaro guadagnato parte per il suo viaggio. La prima tappa di Santiago è il Marocco dove fece “amicizia” con dei coetanei che alla fine lo derubano di tutto il denaro che possedeva; quindi, ritrovatosi povero, è costretto a lavorare per poter guadagnare qualcosa e riprendere il viaggio. Guadagnati abbastanza soldi, il ragazzo si rimette in viaggio verso l’Egitto. Qui incontra un uomo che è informato sull’argomento dell’Alchimia, così Santiago, incuriosito, gliene chiede il significato. Mentre la carovana si ferma per una sosta, Santiago si dirige verso un pozzo per prendere l’acqua, qui incontra una ragazza araba, Fatima, di cui si innamora. Santiago riesce a incontrare un vero Alchimista che gli racconta il vero significato dell’alchimia; il ragazzo gli racconta il suo sogno e l’uomo lo accompagna per un tratto di strada durante il quale vengono rapiti da dei briganti. Inizialmente Santiago cerca di convincerli a liberarli raccontandogli del sogno e il perché del suo viaggio e viene deriso, ma, dopo una promessa dell’uomo che lo accompagna, riescono a farsi liberare grazie al fatto che il ragazzo riesce a trasformarsi in vento. Prima di lasciare Santiago, l’Alchimista insegna al ragazzo come trasformare il metallo in oro e gliene lascia un pezzo. Arrivato alle piramidi inizia a scavare nel luogo del suo sogno e ancora una volta viene rapito dai briganti che gli domandano cosa stesse facendo, il ragazzo gli racconta del sogno e uno dei briganti gli confessa di aver fatto lo stesso sogno, ma nel quale il tesoro si trovava in una chiesa in Spagna. Santiago quindi torna in Spagna nella chiesa in cui aveva dormito prima di intraprendere il viaggio; trova il tesoro e ritorna dalla sua amata Fatima.

Il racconto in sé è bello e interessante, mi è piaciuto molto.

Confrontando “l’Alchimista” con “Siddharta”, che avevo letto in precedenza, ho trovato molte uguaglianze, anzi posso dire che i due racconti sono praticamente identici se non per alcuni dettagli. Per esempio i luoghi sono diversi, “l’Alchimista” è ambientato in Spagna e il protagonista si sposta in posti lontani come Marocco e Egitto, mentre “Siddharta” è ambientato in India e il protagonista non si sposta più di tanto. Nell’Alchimista il protagonista è spinto da un sogno a compiere un viaggio per trovare un tesoro che non trova, mentre in Siddharta il protagonista è spinto dalla sua sete di sapienza a compiere il viaggio per trovare se stesso. In entrambi i casi il protagonista dovrà affrontare diversi ostacoli, Santiago verrà derubato e rapito più volte, Siddharta dovrà abbandonare il suo migliore amico e tenterà il suicidio dopo aver scoperto che la donna del quale era innamorato era incinta, e secondo lui era una cosa negativa (sporca); in entrambi i casi il protagonista si innamora di una ragazza incontrata durante il viaggio anche se Santiago alla fine la rincontrerà e Siddharta non la vedrà più, perché la ragazza morirà per il morso di un serpente. Infine, in entrambi i romanzi il protagonista raggiunge il proprio obbiettivo, Santiago trova il tesoro e Siddharta trova la propria via.

In confronto a Siddharta, l’Alchimista mi è piaciuto molto di più perché era più facile e comprensibile da leggere, il linguaggio è simile a quello utilizzato da noi oggi; guardando anche i periodi storici in cui sono stati scritti i diversi romanzi, si capisce il perché siano diversi dal punto di vista del linguaggio; e comunque gli autori non sono gli stessi e ognuno ha il proprio modo di scrivere. Possiamo dire che l’Alchimista è un po’ più moderno. Tutto sommato sono due bei romanzi.

Bevck Mama

“Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria…”

“Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino ha ucciso Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro”.

Umberto Eco

La citazione più bella sulla lettura è di Umberto Eco, secondo cui leggere ci permette di vivere più vite: “Chi non legge ha solo la sua vita, che, vi assicuro, è pochissimo. Invece noi quando moriremo ci ricorderemo di aver attraversato il Rubicone con Cesare, di aver combattuto a Waterloo con Napoleone, di aver viaggiato con Gulliver e incontrato nani e giganti. Un piccolo compenso per la mancanza di immortalità”.

Leggere può poi avere una funzione liberatoria dai malanni esistenziali, leggere permette di vivere in un mondo diverso, migliore di quello in cui viviamo.

Leggere serve per accrescere la nostra cultura e i nostri pensieri.

Leggere è salutare per la mente, ma è necessario che la lettura sia attraente e questo sta agli interessi del lettore, ai suoi gusti.

Le letture inducono il lettore ad una riflessione.

Perché la lettura è fin dai tempi antichi un vantaggio e un’opportunità che ci viene offerta dalla nostra vita, ci permette di capire, come in uno sguardo, il pensiero altrui e di confrontarlo col nostro.

Quest’anno ho letto tre libri, Siddharta, Il ritratto di Dorian Gray e ora sto leggendo LAlchimista; sono tutti e tre dei libri interessanti e riflessivi.

Il libro che per adesso mi ha colpito di più è stato Siddharta che descrive il modo in cui un giovane diventa un uomo adulto.

Siddharta in questo percorso di maturazione generale ha come obbiettivo la saggezza.

La sua ricerca di una dimensione interiore e pacifica non si ferma agli insegnamenti del sommo maestro, poiché, per il protagonista, ciascuno deve trovare la propria via alla saggezza.

Nella sua vita Siddharta entra in contatto con le cose di tutti i giorni, prova i tormenti che viviamo tutti e solo alla fine, come ciascuno di noi, si augura di trovare la liberazione.

LaBetta

Il ritratto di Dorian Gray

Lord Henry: “…possedete una splendida giovinezza e la giovinezza è l’unica cosa che valga la pena di avere”. “Non mi sembra, Lord Henry”. “No, non vi sembra adesso, un giorno, quando sarete vecchio, brutto e grinzoso… allora ve ne accorgerete… Ora, ovunque andiate, voi incendiate il mondo… Quando l’avrete persa non sorriderete più… Non c’è assolutamente nulla al mondo se non la giovinezza!”.

Questo brano è tratto dal romanzo di Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”. Dorian Gray era un ragazzo molto bello; Basil Hallword era un pittore che fece un ritratto a Dorian, un quadro che non avrebbe mai esposto, perché dice che nel quadro c’è troppo di sé. Un amico dell’artista, sentendolo parlare così bene di Dorian e della sua bellezza, decide che vuole conoscerlo. Lord Henry era l’amico dell’artista. Lord Henry decide di cambiare il quadro e di far in modo che il quadro invecchiasse mentre Dorian rimaneva sempre giovane e bello. Lord Henry in questo momento del libro della citazione, dice che Dorian possiede una splendida giovinezza e che non c’è niente di più importante della giovinezza, perciò decisero di dipingere questo quadro per salvare la giovinezza di Dorian e il quadro doveva invecchiare al posto suo. Dorian si innamorò di un’attrice molto brava che però lavorava in un teatro di basso livello, quando ella comunica a Dorian la decisione di voler smettere di recitare, egli le rispose che l’avrebbe lasciata perché aveva distrutto la sua migliore caratteristica. Per la disperazione la ragazza si uccise, e Dorian si accorge che nella disperazione il quadro era cambiato, imbruttendosi. Dorian depose il quadro in una stanza segreta e isolata per la paura che Basil volesse esporlo alla gente. Dorian sospetta di Victor il suo cameriere, pensa che lui voglia rubargli il quadro, perciò lo uccide! Dorian nota altri cambiamenti del quadro, invita Basil a osservarlo con lui e, preso della rabbia, uccide Basil a coltellate. Poi però se ne pente e per la paura di essere incriminato, chiede aiuto ad un medico per liberarsi del cadavere; il medico successivamente si ucciderà. Dorian, pentito di tante brutte azioni, decide di voler cambiare vita, ma si rende conto che il quadro era ulteriormente peggiorato. Dorian Gray sconvolto, pensando che il quadro non si potesse cambiare, accoltellò il quadro dritto al cuore, così lui morì e il quadro diventò Dorian nel tempo dei suoi antichi splendori, mentre Dorian diventò brutto e vecchio come il quadro. La traccia del tema è il dialogo tra Lord Henry e Dorian quando Lord dice a Dorian che la bellezza che aveva negli anni sarebbe svanita, perciò doveva far sì che il quadro invecchiasse al suo posto e che Dorian restasse sempre giovane e bello. Questo libro mi è piaciuto, è piacevole e interessante da leggere, mi piace molto il finale e il modo in cui, pugnalando il quadro, Dorian è invecchiato e il quadro è ringiovanito.

LaBetta