“Save the Tortoise”, prosegue lo studio del Museo di Storia Naturale alle Dune di Massenzatica

Gli ultimi due sopralluoghi nella zona delle Dune di Massenzatica, recentemente colpite da un terribile incendio, hanno fruttato la cattura di oltre venti testuggini, fra cui molte femmine di grosse dimensioni e alcune ancora con le uova da deporre, che sono state marcate con i microchip, misurate e pesate; su di loro, prima della liberazione, è stato poi effettuato il prelievo di un campione di sangue per l’indagine sanitaria e genetica. È il bilancio del monitoraggio fatto nei giorni scorsi dagli studiosi del progetto “Save the Tortoise” proposto e coordinato dal direttore del Museo di Storia Naturale di Ferrara Stefano Mazzotti.

L’indagine, che ha scopi sia scientifici sia didattici, punta alla caratterizzazione morfologica, ecologica, clinica e genetica della popolazione di testuggine terrestre (Testudo hermanni) della Riserva Naturale Orientata Dune Fossili di Massenzatica. Oltre al Museo di Storia Naturale di Ferrara lo studio vede il coinvolgimento di ricercatori dell’Università degli Studi di Ferrara e dell’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi, con la collaborazione del Parco del Delta del Po.

Nel corso della giornata è stato poi registrato come in generale la salute degli animali sia ottima. Anche nel sopralluogo nell’area del recente incendio, che sta già cominciando a rinverdire, sono stati rinvenuti molti esemplari vivi e in ottimo stato. Questa zona delle Dune è quella meglio conservata, presenta una bella vegetazione ricca di specie autoctone e conta la più alta densità della popolazione di testuggini. L’intervento alle Dune è stato anche l’occasione per liberare una delle due testuggini ancora tenuta in osservazione, l’altra purtroppo non ce l’ha fatta.

Così l’Assessore all’Ambiente Alessandro Balboni: “Questo progetto è di grande importanza non solo scientifica ma anche educativa. Siamo davanti all’opera di professionisti altamente qualificati che si impegnano non solo per tutelare il prezioso habitat naturale dei nostri territori, ma che si preoccupano anche della tutela e conservazione di specie autoctone come, appunto, le testuggini terrestri. Grazie al Museo di Storia Naturale di Ferrara e al ricco partenariato di questo progetto per il prezioso lavoro svolto”.

 

Alessandro Zangara (anche per le fotografie)

Torna il progetto “Ci sto? Affare fatica!”

Dopo il successo della prima edizione dell’anno scorso, torna l’iniziativa che recupera il tempo estivo degli adolescenti e il senso della fatica.

Un progetto, quello di ‘Ci sto? Affare fatica!’, fortemente voluto e sostenuto dall’assessore ai Servizi sociali del Comune Stefano Bertacco, scomparso domenica scorsa, convinto dell’importanza di formare il senso civico dei ragazzi impegnandoli nella cura del proprio territorio.
Un’esperienza formativa, che vedrà i giovani ‘sporcarsi le mani’ e fare fatica con lavori di vario tipo, ma dalla quale usciranno arricchiti.

L’iniziativa è promossa dal Comune con il supporto di Fondazione Cariverona e coordinata dalle cooperative sociali L’Albero ed Energie Sociali.
Quest’anno, inoltre, viene supportata attraverso lo strumento del Patto di sussidiarietà che vede protagoniste, oltre alle cooperative sociali, tutte le otto Circoscrizioni e diverse associazioni, che lavorano insieme per l’individuazione di beni comuni della città.

Possono partecipare i ragazzi dai 14 ai 19 anni. Ci si può iscrivere da lunedì 22 giugno, direttamente sul sito www.cistoaffarefatica.it, seguendo le indicazioni e indicando le settimane di disponibilità. Il progetto parte il 6 luglio per concludersi dopo cinque settimane di attività, il 7 agosto. A ciascun iscritto viene garantita almeno una settimana di partecipazione, privilegiando i progetti che si svolgono nella circoscrizione di residenza. Per ogni settimana di lavoro, i giovani riceveranno un ‘buono fatica’ del valore di 50 euro.

L’anno scorso sono stati più di 400 gli iscritti per il Comune di Verona, con molti ragazzi che sono rimasti in lista d’attesa. Anche per l’edizione 2020, il progetto esce dai confini comunali, coinvolgendo San Giovanni Lupatoto, Legnago, Cerea, Villafranca, Buttapietra e Castel d’Azzano.

Il programma dei lavori è già nero su bianco. Le Circoscrizioni hanno infatti elaborato per tempo l’elenco dei luoghi e delle aree dove i ragazzi possono rendersi utili, grazie anche al supporto di associazioni del territorio tra cui gli Angeli del Bello, gruppi sportivi, comitati scolastici dei genitori, Amia. Nella prima edizione sono stati circa 40 i cantieri aperti dai gruppi di ragazzi, quest’anno saranno molti di più.

Sono stati privilegiati gli interventi da eseguire all’aria aperta, per rispetto delle norme anticontagio e per garantire la massima sicurezza dei ragazzi. Gli adolescenti saranno suddivisi in gruppi di 10 e affidati ad un tutor; saranno impegnati dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

Parchi, aree verdi, piste ciclabili, scuole, marciapiedi ed edifici pubblici. Dai primi di luglio nessuna zona del territorio sarà esclusa dalla presenza dei ragazzi di ‘Ci sto? Affare fatica!’, che avranno davvero la possibilità di fare del bene per la propria comunità, contribuendo con piccoli lavoretti a migliorare la qualità della vita del proprio quartiere.

L’avvio del progetto è stato presentato nel punto stampa in streaming dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore al Decentramento Marco Padovani e al presidente della commissione consiliare Sociale Maria Fiore Adami. Presente anche Veronica Benetti e Francesco Righetti della cooperativa “L’Albero” e Cristiano Bolzoni di “Energie sociali”.

“Un progetto in cui, insieme al collega Bertacco a cui dedichiamo questa edizione, ho creduto molto per la valenza sociale e gli obiettivi che persegue – ha detto il sindaco -. Anzitutto la formazione di un senso civico tra i giovani, che mettono a disposizione il loro tempo per il bene della comunità. Quindi l’occupazione dei nostri ragazzi durante i mesi estivi, ancora più necessaria dopo la lontananza dalla scuola e dagli amici a causa del Covid. Un supporto anche per le famiglie e i genitori che lavorano – aggiunge il sindaco -, sapere che i propri ragazzi sono al sicuro, sotto l’occhio vigile delle associazioni e stanno facendo qualcosa di buono per la città e per loro stessi, credo sia motivo di grande sollievo”.

“Il successo di questo progetto è dimostrato dalla volontà dei ragazzi di parteciparvi – afferma l’assessore Padovani -. Per renderlo ancora più efficace, quest’anno abbiamo programmato per tempo gli interventi da realizzare, coinvolgendo tutte le circoscrizioni e le associazioni del territorio, ma anche gruppi sportivi, comitati scolastici dei genitori, per un’azione più ampia possibile. Anche Amia è parte attiva, i ragazzi affiancheranno infatti gli operatori in alcuni lavori di pulizia dei marciapiedi, ma saranno coinvolti in molti altri progetti a vantaggio della collettività. La volontà è quella di proseguire anche dopo l’estate, qualora ci siano indicazioni e proposte che possono vedere continuità”.

“Non disperdere i ragazzi ed educarli alla cittadinanza attiva, sono questi i principi su cui si basa il progetto – aggiunge la presidente Adami-, e su cui l’assessore Bertacco ha lavorato con convinzione e determinazione. Quest’anno l’organizzazione è stata complicata a causa del lockdown, ma non si poteva non fare”.

“Il successo di questa iniziativa è determinato dall’entusiasmo dei giovani, che chiedono numerosi di partecipare – aggiunge Benetti-. Valore aggiunto di quest’anno è che i ragazzi lavoreranno nella propria circoscrizione, per renderli ancora più consapevoli delle loro azioni ma anche per gratificarli”.

I cantieri. Si va dalla pulizia dei parchi, verniciatura di cancellate per le scuole, sistemazione di panchine, ma anche attività a sostegno dell’educazione ambientale e della sostenibilità, sull’intero territorio cittadino. Di seguito alcuni dei cantieri in programma. In prima Circoscrizione le Serre comunali, la Batteria di Scarpa, le mura magistrali di Castel San Felice, dei Bastioni San Bernardino e San Zeno; in seconda circoscrizione la villa romana in Valdonega, il parco della Colombare, la scuola Pisani di Avesa; in terza la scuola don Milani, il centro anziani ‘Stadio’; in quarta i parchi giochi di Santa Lucia e Golosine, la pista ciclopedonale ‘La vecchia ferrovia’, i monumenti con gli Angeli del Bello; in quinta i parchi San Giacomo e della Fratellanza, la sala civica del quartiere Palazzina e la forestazione del Pestrino; in settima l’area Poggi in via 28 Marzo e il parco giochi in via Conegliano; in ottava tutte le bacheche in legno presenti sul territorio, il parco di Poiano, la pista ciclabile del Prgno Valpantena e tutti gli altri tratti di piste ciclopedonali che attraversano la circoscrizione.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Scuole chiuse per l’emergenza Covid 19: arrivano i docenti digitali

Video-lezioni, guide e tutorial pratici su come organizzare le attività di didattica a distanza in maniera semplice e sicura, indicazioni sulle app e i software gratuiti migliori per creare lezioni entusiasmanti. Perché insegnare da remoto non è semplice, ed è soprattutto un’esperienza nuova che, per fronteggiare l’emergenza dovuta alla chiusura delle scuole a causa del COVID-19, stanno affrontando moltissimi insegnanti italiani. Nasce per questo Docenti Digitali (a distanza), il corso gratuito online di WeSchool sviluppato con UniCredit, Fondazione Snam e Fondazione Golinelli e pensato per affiancare i docenti della scuola secondaria durante l’emergenza COVID-19.

Il link per iscriversi è: https://www.weschool.com/docenti-digitali-a-distanza/

Docenti Digitali (a distanza) raggiungerà 5000 docenti italiani con l’obiettivo di fornire in tempi rapidi tutti gli strumenti necessari per proseguire le normali attività didattiche nel rispetto delle indicazioni fornite dal MIUR e di proporre nuove metodologie e buone pratiche che potranno essere sfruttate con profitto sia in questa fase critica, sia quando si tornerà in aula. Docenti digitali infatti farà crescere le competenze digitali dei nostri insegnanti e conseguentemente dei nostri giovani.

Non si tratta solamente di un corso che consente di fruire materiali: “Docenti Digitali” è anche una community. Gli insegnanti potranno chattare, discutere e condividere buone pratiche con migliaia di colleghi. I tutor di WeSchool saranno di supporto in caso di dubbi.

Nello specifico i docenti digitali potranno imparare a:

  • Progettare attività di didattica a distanza in modo semplice e nel rispetto delle indicazioni fornite dal MIUR, grazie a guide e lesson plan dal taglio pratico e facilmente replicabili con le classi;
  • Conoscere le app e i software gratuiti migliori (come ad esempio Prezi, Canva, Powton, Zoom e molti altri) per creare lezioni stimolanti e coinvolgere gli studenti oppure per predisporre test e quiz o per collaborare con i colleghi: il tutto, ovviamente, a distanza e con il supporto di tutorial che li guideranno nell’utilizzo degli strumenti;
  • Diventare un vero Prof Digitale, che utilizza strumenti sicuri e diffonde fra i suoi studenti pratiche di utilizzo consapevole e responsabile dei nuovi strumenti digitali e di tutela della propria privacy, in linea con le direttive dettate del GDPR (General Data Protection Regulation), del diritto d’autore e delle licenze Creative Commons;
  • Trasformare le lezioni in chiave digitale, giorno per giorno e insieme agli studenti, e progettare attività didattiche sia live sia in modalità asincrona;
  • Acquisire una conoscenza di base su alcune delle principali metodologie didattiche non tradizionali per la scuola secondaria, come l’Inquiry Based Learning (o Apprendimento basato sull’Indagine) e l’autovalutazione.WeSchool è la leader italiana della scuola digitale, utilizzata da 140.000 docenti e da più di un milione di studenti. Supporta gli insegnanti con percorsi di formazione sulle nuove metodologie didattiche e lavora con editori, aziende e fondazioni su progetti che portano valore al mondo della scuola. Fondazione Golinelli, nata a Bologna nel 1988 per volontà dell’imprenditore e filantropo Marino Golinelli, è un esempio – unico in Italia – di fondazione filantropica privata, ispirata ai modelli anglosassoni e pienamente operativa. Si occupa di educazione, formazione, ricerca, innovazione, impresa e cultura. L’obiettivo è offrire a tutti – giovani e meno giovani – strumenti sempre aggiornati per comprendere il futuro, favorendo la crescita culturale, la consapevolezza e la capacità di affrontare in modo responsabile e propositivo ciò che ci attende dal punto di vista sia professionale sia umano. Fondazione Golinelli collabora con le principali istituzioni pubbliche italiane e con i più autorevoli partner accademici, scientifici e culturali locali, nazionali e internazionali.
  • Alla fine del corso online, della durata di 4 settimane, verrà effettuata un’attività di valutazione dell’impatto dell’iniziativa e delle effettive competenze acquisite dai docenti, di cui verranno resi pubblici i risultati.

F.G

A scuola dai ‘Top Gun’. Arriva a Verona il corso di cultura aeronautica per gli studenti

Per due settimane la scuola la vedranno solo dal cielo, in volo sui velivoli dell’Aeronautica militare. Gli studenti veronesi si apprestano a vivere un’esperienza unica, diventando per qualche giorno dei veri e propri ‘Top Gun’. Dal 23 marzo al 2 aprile, infatti, Verona ospita il corso di Cultura Aeronautica, progetto che vede insieme Ministero delle Difesa e MIUR per far conoscere e avvicinare i giovani al mondo del volo, delle emozioni che regala ma anche dell’impegno e della competenza che richiede.

L’iniziativa, ormai collaudata e che ogni anno incontra alcune città italiane, quest’anno ha scelto Verona per una delle sei tappe del 2020, con l’aeroporto di Boscomantico come punto di riferimento del corso.

I Top Gun in Sala Arazzi

Un progetto, completamente gratuito, che ha trovato subito il benestare del Comune e dell’Ufficio scolastico provinciale, già al lavoro per mettere in moto la macchina organizzativa dell’evento. Per l’amministrazione è infatti l’occasione di far vedere Verona da una delle prospettive più affascinanti, ovvero dall’alto, veicolando sui social le immagini che i ragazzi scatteranno in volo.

Sono gli studenti i veri protagonisti del progetto, e in particolare quelli compresi tra i 16 e i 20 anni. Per 250 di loro ci sarà la possibilità di partecipare alle due fasi del corso. Una prima parte teorica per apprendere i principi del volo e del pilotaggio, e una fase pratica in cui i ragazzi saranno in volo sotto la guida di qualificati istruttori dell’Aeronautica militare.

Non tutti però proveranno l’ebbrezza di guidare il SIAI 208 AM, il veicolo militare monomotore a elica con cabina a quattro posti che verrà usato per le esercitazioni. Un privilegio che i ragazzi dovranno guadagnarsi con impegno e studio, superando il test al termine della fase pratica.

Le prove in volo decreteranno invece i due migliori ‘aspiranti piloti’ veronesi, che saranno premiati con uno stage quest’estate all’ Aeroporto di Guidonia, sede del 60° Stormo, per un’esperienza a contatto con i piloti dell’Aeronautica Militare.

“Fa piacere che l’Aeronautica Militare abbia scelto Verona per questo progetto di carattere nazionale – ha detto l’Assessore alle Politiche Internazionali -. Un’opportunità unica per i ragazzi, ma anche l’occasione per un reciproco scambio culturale con l’Aeronautica. Ai 25 istruttori di volo che verranno in città per il corso, infatti, daremo una VeronaCard per visitare i nostri musei e le nostre bellezze, lago di Garda compreso, così vedranno che Verona è unica non solo vista dal cielo”.

“Stiamo contattando le scuole di città e provincia – ha detto il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Barresi -, si tratta di un’iniziativa tesa all’informazione e all’orientamento. Un’occasione che non capita spesso e da cui i ragazzi usciranno arricchiti”.

“Verona ci sta accogliendo a braccia aperte – ha aggiunto il Maggiore Di Trani, comandante del Gruppo Volo -, siamo felici di portare qui la nostra passione e di trasmetterla ai più giovani. Ci rivolgiamo a ragazzi che si trovano in procinto di decidere cosa fare ‘da grandi’, magari non sceglieranno di diventare piloti dell’Aeronautica ma questa esperienza farà capire loro che per ogni professione e lavoro serve impegno, competenza e sacrificio. E che il lavoro di squadra paga sempre”.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Kleb Academy: un progetto educativo per coinvolgere giovani e famiglie

‘Kleb Academy’: un progetto educativo che vuole coinvolgere i giovani e le loro famiglie – a partire dagli atleti delle squadre di basket – dedicato alla formazione e curato da Kleb Basket Ferrara. La volontà è quella di mettere in campo un’iniziativa al mese per affrontare temi che riguardano la corretta alimentazione, la prevenzione dalle dipendenze, un misurato e sano utilizzo delle nuove tecnologie, ma anche coscienza ambientale e ricerca del primo impiego.
Il progetto viene portato avanti con la partnership di Comune di Ferrara, Università di Ferrara e Camera di Commercio, Ascom Confcommercio e Iscom Ferrara, Museo della Storia della Comunicazione-Musti e Naturhouse.

Il progetto è stato accolto con adesione piena dall’amministrazione comunale. A questo proposito l’ass. Micol Guerrini ha rimarcato “l’importanza di affrontare temi vicini all’educazione civica, con convegni che affronteranno argomenti di assoluta attualità come il problema delle dipendenze, la necessità di fare un uso limitato dei dispositivi elettronici, ma anche la trasmissione di competenze per la ricerca del primo impiego”. Da parte sua l’ass. Dorota Kusiak ha sottolineato: “Riconosco quello che è il potere dello sport come elemento fortemente formativo in tutti i campi. Perché educa a prendersi cura di se stessi, ad avere consapevolezza del proprio corpo, a mangiare bene, a stare bene con sè e con gli altri. Per un ragazzo l’attività sportiva è maestra di disciplina ed educa a organizzare la giornata per conciliare i compiti con la pratica sportiva, i momenti dell’impegno e quelli del tempo libero”.

Gli appuntamenti – ha spiegato Paolo Alberti di Kleb Basket – avranno cadenza mensile e si comincerà lunedì 2 marzo 2020 alle 18 al Palazzetto dello sport (piazzale Atleti azzurri, Ferrara) con il convegno sulla corretta alimentazione a cura dell’Università di Ferrara e con il contributo di Naturhouse. Il calendario di appuntamenti  proseguirà con un appuntamento al mese fino a giugno per poi riprendere da settembre; le sedi cambieranno di volta in volta per andare a coinvolgere i vari partner del progetto.

Un progetto pilota a livello nazionale, che va oltre il concetto di academy sportiva, nella convinzione che lo sport non sia solo agonismo, ma un connubio uniforme di cultura, socialità, educazione civica e acquisizione di consapevolezza, specie nel percorso di crescita dei ragazzi.
Sport, cultura, educazione hanno infatti denominatori molto comuni, suddivisi nella socialità quotidiana nelle proprie singole realtà: famiglia, istituzioni, scuola, società sportive.

Kleb Academy si propone con la propria attività di abbracciare tutti questi aspetti della formazione, proponendosi come piattaforma condivisa per superare i confini, creando una rete di interscambio, confronto e dunque arricchimento tra queste realtà, in un territorio come quello di Ferrara, patrimonio UNESCO e già dunque esempio di offerta culturale a 360 gradi.
Kleb Academy: da atleti a cittadini migliori e più consapevoli.
Il punto di partenza della academy sarà dunque lo sport, anche grazie ai gemellaggi interdisciplinari intrapresi da Kleb Basket con le realtà di vertice estensi: Pallamano Ariosto, Ferrara United, ads Vigarano, Pattinatori Estensi e Aquile.

L’offerta didattica di Kleb Academy sarà però molteplice e si rivolgerà ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie.

Il programma di Kleb Academy consisterà in una serie di eventi: dai convegni ai momenti di incontro nelle scuole, dalle aule studio e laboratori ai punti informazione durante le principali iniziative cittadine.
I temi trattati saranno molteplici e trasversali, tutti strettamente legati all’attualità che circonda i giovani, con l’intento di creare in loro consapevolezza e conoscenza del proprio quotidiano e dei propri comportamenti, nei confronti di se stessi in primis e dunque anche nei confronti dell’ambiente in cui crescono. Alcuni dei temi trattati saranno corretta alimentazione in età scolare e dello sviluppo, prevenzione dalle dipendenze, sano e misurato utilizzo delle nuove tecnologie, coscienza ambientale, ricerca del primo impiego, ecc.

I patrocini concessi a Kleb Academy dal Comune di Ferrara, da Unife e dalla Camera di Commercio di Ferrara, certificano il senso del progetto e il suo sviluppo trasversale e sociale.

Preziosi partner di Kleb Academy sono inoltre Ascom Confcommercio e Iscom Ferrara, che hanno aderito offrendo ampia disponibilità alla collaborazione, così come Musti, il Museo della Comunicazione e della Tecnologia di Ferrara, parte attiva del progetto e sede di alcuni dei percorsi formativi proposti.

La scelta di dedicare il nuovo progetto Academy a Marco Cocchi, l’avvocato commercialista vicepresidente di Kleb Basket recentemente scomparso, vuole essere doveroso omaggio e ricordo di una figura cara al Kleb, che teneva lo sport e la formazione nel proprio cuore.

Una Academy che operi negli anni per il bene delle nuove generazioni della città, è la miglior forma per onorarne la memoria.

 

Alessandro Zangara

 

 

“Donne al quadrato”. Alfabetizzazione economica femminile

Definizione del budget famigliare, alfabetizzazione finanziaria e focus sugli investimenti. Ha preso il via, a Palazzo Barbieri di Verona, “D2 – Donne al Quadrato”, l’iniziativa che vede coinvolte una trentina di donne formatrici che, forti della propria esperienza nel mondo della finanza, si sono rese disponibili a tenere corsi gratuiti a favore di altre donne.

“Come amministrazione – ha sottolineato l’assessore alle Pari Opportunità Francesca Briani – abbiamo colto questa importante occasione che permette alle persone di seguire corsi di formazione gratuita. Pensati per le donne, a partire da quelle che si trovano in situazioni di isolamento economico, abbiamo deciso di aprire i corsi a tutti, senza dimenticare che la violenza economica nei confronti delle donne è una forma di violenza subdola, ma diffusa”.

L’iniziativa “Donne al Quadrato” è proposta dalla Global Thinking Foudation che ha già realizzato corsi gratuiti in collaborazione con associazioni ed assessorati alle Pari opportunità nei Comuni di Mantova, Pisa, Caltanissetta, Milano, Roma, Bari. Il calendario degli incontri che si terranno a Palazzo Barbieri prevede tre moduli che si concluderanno il prossimo 19 novembre.

“Abbiamo scelto il tema dell’alfabetizzazione finanziaria – spiega Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foudation – perché nella questione dell’emancipazione femminile è centrale. Lo abbiamo fatto perché permette a chi partecipa di rimettersi in gioco, di migliorarsi professionalmente e di cogliere nuove opportunità”.

“Donne al Quadrato”, infatti, ha l’obiettivo di assicurare alle donne una formazione gratuita particolarmente importante e tempestiva in ambito economico e sociale. Questo consente, a tutte le donne che lo desiderano, di dotarsi degli strumenti finanziari necessari per comprendere e partecipare, ad esempio, a un bando per l’imprenditoria femminile e di cogliere ulteriori opportunità.

Al via il primo incontro, ma le iscrizioni sono ancora aperte. Gli interessati possono inviare una e-mail al seguente indirizzo: donnealquadrato@assiomforex.it.

Calendario degli Incontri:

1° modulo: 1,8,15,22 Ottobre 2018 – Il budget famigliare legato agli obiettivi di vita;

2° modulo: 29/10, 5,12,19 Novembre 2018 – Alfabetizzazione finanziaria e focus sugli investimenti;

3° modulo: 3,10,17,24,31 Ottobre e 7 Novembre.

 

Roberto Bolis

Primo seminario nazionale su terrorismo e violenza scuola. Domani a Verona

Un seminario per spiegare a studenti e docenti come gestire eventi di massima emergenza ed effettuare manovre salvavita. L’iniziativa sarà ospitata per la prima volta in Italia il 15 febbraio, dalle 13.30 alle 18.30, al liceo Montanari e il 16 febbraio, dalle 8.30 alle 14, all’istituto Cangrande di Verona.

Nel corso dei due appuntamenti, personale specializzato e operatori medico-sanitari parleranno di nascita del crimine violento e del fenomeno terroristico, di Active Shooters (attacco attivo violento in luoghi pubblici), di cosa fare all’interno della scuola in caso di emergenza, di primo soccorso e di manovre salvavita. Seguiranno anche delle prove pratiche di intervento per soccorso a persone ferite ed auto soccorso.

Tutte le scuole veronesi interessate ad aderire al seminario “Selfe Defence” potranno chiedere informazioni o prenotarsi entro il 30 marzo, chiamando il numero 3313721328, o scrivendo agli indirizzi e-mail simonevero75@gmail.com e fvcsafetyprotection@libero.it.

Il seminario è organizzato dall’associazione Safety Protection, composta da appartenenti alla Polizia di Stato e alle Forze Armate, con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche giovanili del Comune e con il supporto del Provveditorato agli Studi di Verona.

 

Roberto Bolis

Per una scuola protagonista della cultura nell’era digitale

Lunedì 30 gennaio 2016 alle ore 9.30, presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita, si terrà il convegno “Per una scuola protagonista della cultura nell’era digitale”, promosso da DiCultHer e dalla Fondazione Antonio Ruberti in collaborazione con l’Associazione Civita.

L’incontro, al quale prenderanno parte, fra gli altri, Germano Paini, Presidenza DiCultHer, Responsabile del Progetto UNITO “Innovazione e Competitività”, Gilberto Corbellini, Gianni Letta, Silvia Costa e Flavia Piccoli Nardelli, rispettivamente Presidenti della Fondazione Antonio Ruberti, Associazione Civita, Commissione Cultura del Parlamento Europeo e Commissione Cultura della Camera dei Deputati, sarà occasione per presentare le attività promosse dalla Scuola a Rete DiCultHer volte all’engagement delle fasce giovanili nel settore del patrimonio culturale.

Moderato da Carmine Marinucci, ENEA -Segretario Generale di DiCultHer, il convegno intende costituire un momento di confronto volto alla creazione di un sistema di formazione ed educazione al patrimonio culturale che vede i giovani come protagonisti, anche attraverso un uso consapevole del digitale e con approcci innovativi.

Nell’ambito dell’incontro, saranno, dunque, illustrate le seguenti iniziative:

– i risultati della Consultazione pubblica sul patrimonio culturale immateriale che ha coinvolto il mondo dell’Istruzione attraverso un questionario on line https://form.jotformeu.com/62531357611350;

– la presentazione della seconda edizione della Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”, dedicata al Prof. Antonio Ruberti, indiscusso maestro del dialogo nei differenti campi delle Scienze ed instancabile promotore di azioni per la diffusione della cultura scientifica e storico scientifica, in programma dal 3 al 9 aprile 2017 su tutto il territorio nazionale http://www.diculther.eu/scud2017/;

– la presentazione della seconda edizione concorso nazionale “I giovani co-creano cultura digitale“ di cui alla relativa circolare MIUR http://www.diculther.eu/crowddreaming2017/

– lo stato di avanzamento della redazione delle Linee Guida per iniziative di “Alternanza Scuola Lavoro” nel settore del patrimonio culturale;

– il nuovo Format del telegiornale TG CULTHER che vede protagonisti, nella post-produzione del TG, gli studenti e i docenti del Liceo statale “Rinaldo Corso” di Correggio (Reggio Emilia) https://youtu.be/4pmNWR8ugow

Tali attività costituiscono una preziosa occasione per dare l’avvio ad un confronto incentrato sulla creazione di un sistema nazionale di formazione ed educazione al patrimonio culturale che vede i giovani come protagonisti della sua progettazione, in osservanza ai principi e ai contenuti dell’Art. 9 della nostra Costituzione.

Raccogliendo la sfida sottesa alla proposta Safeguarding and enhancing Europe’s intangible Cultural Heritage – presentata dal Sen. Paolo Corsini, lo scorso 22 Aprile, all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa –  la Scuola a rete DiCultHer ritiene prioritario il coinvolgimento del giovani e i loro docenti per il sostegno ai processi di costruzione identitaria e di cittadinanza attiva europea, anche nella prospettiva di offrire un contributo all’anno europeo dedicato alla cultura (2018).

Ripartire dalla cultura come bene comune e come condivisione. È questo il messaggio forte che l’incontro odierno intende lanciare, nella convinzione che il patrimonio culturale, oltre ad abilitare processi di costruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e di promozione del dialogo interculturale, rappresenti, sempre di più, un volano di sviluppo oltre che una risorsa strategica con cui concorrere, anche tramite il digitale, alla creazione di nuove modalità di condivisione del sapere, nonché a conferire senso e significato a quel “progetto” iniziale di Europa così importante per il futuro della collettività.

PROGRAMMA

SALUTI

Germano Paini, Presidenza DiCultHer, Responsabile Progetto UNITO “Innovazione e Competitività”

Gilberto Corbellini, Presidente Fondazione Antonio Ruberti

Silvia Costa, Presidente Commissione Cultura Parlamento Europeo

INTERVENGONO

Alberta De Lisio (Regione Molise), Alfonso Molina (Mondo Digitale), Aldo Riggio (Italia Nostra), Altheo Valentini (Centro Studi Città di Foligno), Anna Cammalleri (Ufficio Scolastico Regione Puglia), Fabio Viola (TuoMuseo), Fabrizio Recchia (TG CultHer), Germano Paini (UNITO), Giannina Usai (ANCIM), Giovanna Boda (PCM-Dipartimento Pari Opportunità), Marco Di Paolo (DiCultHer-Molise), Maria Rosaria Iacono (Italia Nostra), Maria Vittoria Marini Clarelli (D.G. Educazione e Ricerca MiBACT), Marianna Marcucci (Invasioni Digitali), Nicola Barbuti (UNIBA), Paolo Russo (Stati Generali Innovazione),  Rosalba Giugni (Marevivo), Stefania Zardini Lacedelli (Museo Dolom.it)

MODERA

Carmine Marinucci, ENEA, Segretario Generale DiCultHer

CONCLUDONO

Gianni Letta, Presidente Associazione Civita

Flavia Piccoli Nardelli, Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati

Sarà possibile seguire l’evento sui social: #diculther – #scuolaprotagonistacultura @diculther @socialcivita

 

Rachele Mannocchi

 

Protocollo d’intesa per lavoro profughi a Verona

È stato sottoscritto il protocollo d’intesa fra Prefettura, Comune, Amia, cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana, Centro cooperazione giovanile internazionale, per consentire a una cinquantina dei circa 200 profughi ospitati a Verona di svolgere attività socialmente utili. Il protocollo è stato firmato dal Prefetto Salvatore Mulas, dal Sindaco Flavio Tosi, dal presidente di Amia Andrea Miglioranzi, dal direttore della Caritas mons. Giuliano Ceschi, dal direttore dell’Ostello della gioventù Villa Francescatti Fiorenzo Scarsini. Presenti l’assessore ai Servizi sociali del Comune Anna Leso e il direttore del Samaritano Michele Righetti.

Il progetto, che avrà la durata di sei mesi, coinvolge 24 dei 60 profughi alloggiati al Samaritano e 25 profughi dei 90 ospitati all’Ostello. Saranno impiegati in attività di pulizia di strade, piazze e aree verdi cittadine, con la supervisione di un tutor per ciascun gruppo di lavoro e con la vigilanza di Amia, che curerà anche la formazione preventiva.

Ai profughi inseriti presso l’Ostello verrà assegnata la pulizia di lungadige San Giorgio,- Giardini Lombroso, piazza Vittorio Veneto, Giardini Giarina, piazza Isolo, piazza San Nicolò, San Giovanni in Valle.

Ai profughi inseriti presso Il Samaritano verrà assegnata la pulizia di piazza San Zeno, piazza Pozza, piazza Bra, piazza Pradaval, Riva San Lorenzo, Arsenale, piazza Erbe, piazza dei Signori.

L’orario di lavoro sarà articolato su 3 giorni la settimana, dalle 8.30 alle 12.30. Amia fornirà ad ognuno la necessaria attrezzatura e un giubbino. La formazione, sempre a cura di Amia, è prevista per lunedì 20 luglio ai Giardini della Giarina alle ore 8.30 per i profughi ospiti dell’Ostello; all’Arsenale alle ore 10.30 per i profughi ospiti del Samaritano.

“Nelle more della definizione della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale – spiega il Prefetto – in un’ottica di integrazione e solidarietà sociale, oltre che per scongiurare situazioni prolungate di inoperosità, è volontà delle parti costruire percorsi di conoscenza del contesto sociale in cui i richiedenti protezione internazionale vengono accolti. Perciò abbiamo dato vita a un percorso di formazione che consenta ai ragazzi stranieri accolti a Verona di imparare come si lavora in Italia e di rendersi utili a vantaggio della comunità che li ospita. Con questo progetto di integrazione la città di Verona offre un esempio importante, a vantaggio del territorio, dei suoi cittadini e degli stessi giovani stranieri. Le attività lavorative si svolgeranno su base volontaria con il coordinamento di Comune ed Amia. E’ fondamentale che questi ragazzi vengano inseriti gradualmente nel contesto sociale, con un positivo approccio al mondo del lavoro, che tornerà loro utile sia se decideranno di restare in Italia, sia se si sposteranno in Europa”. “Un progetto sociale di rilievo – commenta il Sindaco – avviato con la collaborazione di Prefettura ed Amia, che speriamo di poter estendere in futuro, anche con un ampliamento delle modalità del servizio. Un positivo segnale sia per gli stranieri, che possono rendersi utili alla comunità che li ospita, sia per i cittadini veronesi, che apprezzeranno il fatto che chi è stato accolto ricambia la solidarietà, lavorando gratuitamente a favore del territorio. Per quanto riguarda più in generale l’emergenza immigrazione – conclude il Sindaco – l’unica soluzione praticabile resta quella di dare il permesso di soggiorno a fini umanitari a tutti, consentendo così la libera circolazione in Europa e una più corretta ridistribuzione del problema fra gli Stati europei. Finché gli altri Paesi faranno barriera al confine, l’Italia rischia di dover accogliere tutti i profughi sul suo territorio, sostenendo da sola un problema che è decisamente di tutta l’Europa”.

“Un progetto di formazione – dice Miglioranzi – che consente ai giovani stranieri di svolgere su base volontaria un lavoro socialmente utile, a costo zero per i cittadini, che insegna la cultura della responsabilità e dei doveri sociali. Impareranno inoltre a conoscere il funzionamento del sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, in uso nel nostro Paese”.

“L’assessorato ai Servizi sociali del Comune collabora al progetto – spiega Anna Leso – anche fornendo a ciascuno dei giovani impegnati nel lavoro un abbonamento personale Atv, della durata di sei mesi, per raggiungere i diversi luoghi della città in cui si svolgeranno le attività di pulizia”.

 

Roberto Bolis

 

 

L’Alchimista

L’Autore del romanzo “l’Alchimista” è Paulo Coelho, nato a Rio de Janeiro nel 1947 da una famiglia benestante. Da sempre ha avuto rapporti un po’ bruschi con la madre che lo fa rinchiudere più volte in strutture psichiatriche per il suo comportamento ribelle. I suoi libri sono stati pubblicati in tanti Paesi, e ha ricevuto diversi premi tra cui il “Crystal Award”. Dal 2002 è membro dell’Accademia Brasiliana di Las Letros.

La città natale dell’autore, come accennato prima, è Rio de Janeiro che si trova in Brasile (America Latina). Colonia portoghese per molti secoli, il Brasile diventa indipendente dal 1822; è organizzato come una repubblica federale, divisa in 26 stati. La popolazione è molto composita, c’è una maggioranza di bianchi, ma sono presenti anche una bella quantità di neri e meticci. La lingua ufficiale è il portoghese e la religione prevalente è quella cattolica. Ci sono forti disuguaglianze sociali e forti squilibri tra le religioni; infatti, le uniche città importanti sono Brasilia e Manaus. Il Brasile è uno degli stati più grandi al mondo ed è anche una grande potenza mondiale; possiede un’agricoltura ricca e varia, importanti riserve minerali e energetiche e un’industria sviluppata.

Il racconto di Coelho “l’Alchimista” è ambientato in Spagna, ma si sentirà parlare di alcune città del Nord Africa dal quale passerà il nostro protagonista.

Il protagonista del racconto è un ragazzo, di nome Santiago, che possiede un gregge di pecore; una volta all’anno si reca in città per vendere la lana a un mercante della città. Santiago fa un sogno dove c’è lui che tiene per mano un bambino che gli dice che in Egitto, vicino a una piramide, si trova un tesoro. Il ragazzo fa più volte lo stesso sogno, quindi decide di farsi aiutare a capire il significato del sogno, ma con scarso successo. Un giorno incontra un signore anziano che dice di essere il re di Salum; inizialmente il ragazzo non crede all’anziano pensando che fosse pazzo, ma questi dimostra di conoscere tutta la sua vita fino a quel momento, così il ragazzo gli credette e gli svelò il suo sogno; l’anziano quindi lo invita a partire per raggiungere il tesoro. Santiago vende le sue pecore e con il denaro guadagnato parte per il suo viaggio. La prima tappa di Santiago è il Marocco dove fece “amicizia” con dei coetanei che alla fine lo derubano di tutto il denaro che possedeva; quindi, ritrovatosi povero, è costretto a lavorare per poter guadagnare qualcosa e riprendere il viaggio. Guadagnati abbastanza soldi, il ragazzo si rimette in viaggio verso l’Egitto. Qui incontra un uomo che è informato sull’argomento dell’Alchimia, così Santiago, incuriosito, gliene chiede il significato. Mentre la carovana si ferma per una sosta, Santiago si dirige verso un pozzo per prendere l’acqua, qui incontra una ragazza araba, Fatima, di cui si innamora. Santiago riesce a incontrare un vero Alchimista che gli racconta il vero significato dell’alchimia; il ragazzo gli racconta il suo sogno e l’uomo lo accompagna per un tratto di strada durante il quale vengono rapiti da dei briganti. Inizialmente Santiago cerca di convincerli a liberarli raccontandogli del sogno e il perché del suo viaggio e viene deriso, ma, dopo una promessa dell’uomo che lo accompagna, riescono a farsi liberare grazie al fatto che il ragazzo riesce a trasformarsi in vento. Prima di lasciare Santiago, l’Alchimista insegna al ragazzo come trasformare il metallo in oro e gliene lascia un pezzo. Arrivato alle piramidi inizia a scavare nel luogo del suo sogno e ancora una volta viene rapito dai briganti che gli domandano cosa stesse facendo, il ragazzo gli racconta del sogno e uno dei briganti gli confessa di aver fatto lo stesso sogno, ma nel quale il tesoro si trovava in una chiesa in Spagna. Santiago quindi torna in Spagna nella chiesa in cui aveva dormito prima di intraprendere il viaggio; trova il tesoro e ritorna dalla sua amata Fatima.

Il racconto in sé è bello e interessante, mi è piaciuto molto.

Confrontando “l’Alchimista” con “Siddharta”, che avevo letto in precedenza, ho trovato molte uguaglianze, anzi posso dire che i due racconti sono praticamente identici se non per alcuni dettagli. Per esempio i luoghi sono diversi, “l’Alchimista” è ambientato in Spagna e il protagonista si sposta in posti lontani come Marocco e Egitto, mentre “Siddharta” è ambientato in India e il protagonista non si sposta più di tanto. Nell’Alchimista il protagonista è spinto da un sogno a compiere un viaggio per trovare un tesoro che non trova, mentre in Siddharta il protagonista è spinto dalla sua sete di sapienza a compiere il viaggio per trovare se stesso. In entrambi i casi il protagonista dovrà affrontare diversi ostacoli, Santiago verrà derubato e rapito più volte, Siddharta dovrà abbandonare il suo migliore amico e tenterà il suicidio dopo aver scoperto che la donna del quale era innamorato era incinta, e secondo lui era una cosa negativa (sporca); in entrambi i casi il protagonista si innamora di una ragazza incontrata durante il viaggio anche se Santiago alla fine la rincontrerà e Siddharta non la vedrà più, perché la ragazza morirà per il morso di un serpente. Infine, in entrambi i romanzi il protagonista raggiunge il proprio obbiettivo, Santiago trova il tesoro e Siddharta trova la propria via.

In confronto a Siddharta, l’Alchimista mi è piaciuto molto di più perché era più facile e comprensibile da leggere, il linguaggio è simile a quello utilizzato da noi oggi; guardando anche i periodi storici in cui sono stati scritti i diversi romanzi, si capisce il perché siano diversi dal punto di vista del linguaggio; e comunque gli autori non sono gli stessi e ognuno ha il proprio modo di scrivere. Possiamo dire che l’Alchimista è un po’ più moderno. Tutto sommato sono due bei romanzi.

Bevck Mama