I Fiati del Teatro Carlo Felice in concerto al Porto Antico

Il ritorno alla musica dal vivo, dopo la sospensione di ogni manifestazione pubblica a causa dell’emergenza sanitaria, segna a Genova un’altra tappa importante con il concerto dei Fiati del Teatro Carlo Felice, giovedì 9 luglio, alle ore 21:15, al Porto Antico – Piazza delle Feste.  L’ensemble, formato da legni (flauti, oboi, clarinetti e fagotti), ottoni (trombe e corni) e timpani eseguirà tre adattamenti di celebri brani per orchestra e una pagina originale: la Sinfonia da Tancredi di Gioachino Rossini (trascrizione per fiati e timpani), la Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel (trascrizione per fiati), il Notturno per fiati di Felix Mendelssohn-Bartholdy e la Sinfonia n. 1 in Do maggiore, op. 36 di Ludwig van Beethoven (trascrizione per fiati e timpani). Tre capolavori, in una inconsueta e affascinante veste timbrica, e una partitura che nel 1824 il quindicenne Mendelssohn, in soggiorno a Bad Doberan sul Baltico, compose per la locale orchestra di fiati.

Ingresso intero: 8 €; ridotto: 5 €.    

 

Massimo Pastorelli

Ennio Morricone nel ricordo fotografico di Rolando Giambelli

La Vita è bella perché talvolta, se si è fortunati, capita di incontrare, parlare e fotografare  persone fantastiche come Ennio Morricone che ha composto fra le più belle musiche di tutti i tempi …  Io lo incontrai a Venezia alla Mostra del Cinema e lo fotografai nel  2007 durante un concerto al Teatro Grande di Brescia, sul palcoscenico… vicino a lui…

Così ti voglio ricordare, per sempre!…

Grazie Ennio!

 

 

 

 

 

 

Life Is Beautiful because sometimes, if you are lucky, it happens to meet, talk and photograph fantastic people like Ennio Morricone who composed among the most beautiful music of all time …  I met him in Venice at the Film Festival and photographed him in 2007 during a concert at the Teatro Grande in Brescia, on the stage… next to him…
So we will remember you forever!…
Thank you Ennio!

Rolando Giambelli

 

Forum Music Village ricorda il fondatore Ennio Morricone

Ennio Morricone registra in sala A il film “La sconosciuta” (2006) ©Archivio Forum Music Village

Nel 1970 il Maestro Ennio Morricone fondava insieme ad altri tre illustri compositori, Luis Bacalov, Piero Piccioni ed Armando Trovajoli, gli studi Orthoponic, sotto la Basilica di Piazza Euclide, a Roma. Con loro anche gli storici fonici della RCA, Sergio Marcotulli e Pino Mastroianni. La lungimirante intuizione fu del manager Enrico De Melis, primo editore italiano per la musica da film, che insieme ad essi costituì la società di quello che di lì a poco diventerà il primo tempio della colonna sonora italiana, poi rilevato da Emma e Franco Patrignani e oggi chiamato “Forum Music Village”. E a costruirlo, internazionalizzarlo e farlo vivere e respirare tutt’ora, a mezzo secolo di distanza, è stato soprattutto il meticoloso lavoro di un artista, campione di scacchi musicali quel è stato Ennio Morricone, che nella sua “casa Madre”, insieme ai suoi affezionati orchestrali e solisti, ha registrato le più intramontabili melodie della storia del cinema. Nel ricordo della sua festa per il novantesimo compleanno, celebrata proprio alla Forum, e nel triste giorno della sua scomparsa, gli studi vogliono rendergli un doveroso tributo ricordandolo proprio con la dedica che il Maestro lasciò, scritta a mano, nei corridoi:

“Dovrei dire lo studio di registrazione Forum Music Village è la “Madre” di tutti noi compositori del Cinema, dei Dischi e della Musica Registrata. Dico “Madre” perché è lo studio che si è sempre preoccupato di aggiornare le proprie attrezzature per aiutare noi compositori del Cinema e del Disco a fare meglio.
Si lavora con dei tecnici di grande livello, con la gentilezza di tutto il personale che collabora totalmente. Potrei dire di più entrando nei particolari anche minimi, ma forse non è utile. Utile è sapere che al Forum Music Village si vive tutti per la Musica e per la passione del suono.”

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Tante pietre a ricordare. Cordoglio a Genova per la scomparsa di Ennio Morricone

Tante pietre a ricordare: questo il titolo del brano per orchestra, coro e voce bianca che il Maestro Ennio Morricone ha composto, in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi, per il concerto che l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova terrà la sera prima dell’inaugurazione del nuovo ponte progettato da Renzo Piano. Un brano inedito, scritto appositamente, che Morricone aveva accettato con entusiasmo e grande senso civile di comporre su richiesta del Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi e del Sindaco del Comune di Genova Marco Bucci. La composizione, della durata di 4 minuti, estremamente evocativa e commovente, è l’ultima partitura completata dal Maestro, scomparso poche ore fa.

Il Sindaco del Comune di Genova, Marco Bucci, dichiara: “Con la scomparsa del Maestro Ennio Morricone se ne va un pezzo importante della storia della musica mondiale. Le sue colonne sonore hanno fatto epoca, accompagnando le immagini di centinaia di film e le vite di tutti noi. Il suo straordinario talento musicale ci ha regalato composizioni di eccezionale bellezza, portando agli onori del mondo il cinema italiano e tutto il Paese. I premi che ha ricevuto in carriera sono la chiara ed evidente dimostrazione della sua formidabile produzione musicale. Ma la migliore testimonianza del suo lavoro è l’ascolto quotidiano che milioni di persone in tutto il mondo hanno fatto, fanno e faranno in futuro dei suoi capolavori: sono opere d’arte che il passare del tempo non potrà mai scalfire. Ho avuto il piacere e l’onore di potermi confrontare con lui direttamente, perché il Maestro ha voluto regalare alla città un brano dal titolo: Tante pietre a ricordare, dedicato alle vittime del Ponte Morandi, composizione che verrà eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Carlo Felice la sera prima dell’inaugurazione del nuovo ponte. A nome mio e di tutti i genovesi, esprimo alla famiglia Morricone le più sentite condoglianze per la perdita del Maestro, simbolo della musica italiana nel mondo.”

”Una notizia che mi rattrista molto – commenta l’assessore alle Politiche Culturali per il Comune di Genova Barbara Grosso – la scomparsa del Maestro Ennio Morricone, straordinario musicista e autore delle più belle colonne sonore del cinema italiano, ci lascia un po’ più soli. La memoria del Maestro vivrà nella sua musica e rimarrà nel cuore dei genovesi ogni volta che ascolteranno il brano Tante pietre a ricordare, da lui composto in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte.”

“Il nostro Paese – dichiara il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova Claudio Orazi – piange  la scomparsa di un grande compositore e di un uomo di cultura che con stile e rigore ha illustrato il genio italico nel mondo, facendo sognare, sorridere e commuovere intere generazioni. La generosità con cui accolse, qualche mese fa, la proposta del Teatro Carlo Felice di Genova e del Comune di Genova a comporre un brano per l’inaugurazione del nuovo ponte è la migliore testimonianza di quale grande uomo egli fosse, impegnandosi subito nella nuova composizione,  dal titolo Tante pietre a ricordare, per orchestra, coro e voce bianca, interessandosi di ogni particolare fino all’ascolto personale di ogni voce del Coro delle Voci Bianche del Teatro. Un segno, questo, che fino all’ultimo il Maestro Morricone ha dimostrato con semplicità di associare alla grandezza dell’artista una costante ed ammirabile umiltà.”

 

Massimo Pastorelli

Daniel Matrone conclude la rassegna “Organizzando” della IUC

La rassegna “Organizzando” della IUC si conclude martedì 7 luglio 2020 alle 21.00 nella Chiesa Evangelica Luterana di Roma (via Sicilia 70) con un concerto dell’organista Daniel Matrone, intitolato “Omaggio A Roma”, non perché le musiche eseguite contengano espliciti riferimenti alla Città Eterna ma perché l’organista francese vuole manifestare con questo concerto il suo amore per Roma e dare il suo contributo alla ripresa della sua vita musicale. In programma musiche di Johann Sebastian Bach, Camille Saint-Saëns, Alexandre Guilmant e dello stesso Daniel Matrone.

Daniel Matrone, francese nato in Algeria da genitori di origine italiana e parigino di studi, è dal 1999 l’organista titolare della Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma ed è stato nominato Officier des Arts et des Lettres dal Ministero francese della cultura. È stato invitato in molti dei più importanti festival organistici in Italia e all’estero e numerose sue incisioni hanno ricevuto riconoscimenti prestigiosi, come Choc du Monde de la Musique, Diapason d’or e Diapason d’or du siècle nel 2000.

Apriranno e chiuderanno il concerto due composizioni dello stesso Matrone. La prima è Prélude à la mémoire de Maurice Duruflé, in omaggio a questo grande maestro della scuola organistica francese, scomparso nel 1986, che fu suo maestro di composizione. Il brano finale è la prima esecuzione assoluta della nuova versione di Nobody knows the Trouble I’ve seen, che rievoca il terribile incendio che distrusse il transatlantico francese Normandie nel porto di New York nel 1942.

Matrone eseguirà inoltre due capolavori di Johann Sebastian Bach, il Ricercar a 6 da L’offerta musicale, uno dei suoi ultimi capolavori, esempio supremo dell’arte del contrappunto, e Christ ist erstanden (Cristo è risorto) dall’Orgelbüchlein, elaborazione di un corale luterano per la Pasqua.

Gli altri brani sono invece un omaggio alla grande tradizione organistica francese. Di Camille Saint-Saëns – autore prediletto da Matrone, che su di lui ha curato varie trasmissioni per la televisione francese – si ascolteranno la Mazurka in si minore n. 3 op. 66 (si potrebbe trovare strana una danza scritta per l’organo e in effetti si tratta dell’elaborazione di un pezzo pianistico da parte dello stesso matrone) e il Preludio e Fuga in do maggiore op. 109 n. 3.

Alexandre Guilmant, professore d’organo al Conservatorio di Parigi e organista onorario della cattedrale di Notre-Dame, è considerato il rinnovatore della musica d’organo francese alla fine dell’Ottocento: Matrone eseguirà il suo Scherzo symphonique del 1881.

I posti per il pubblico sono necessariamente ridotti per rispettare il distanziamento sociale e le altre disposizioni per la prevenzione del coronavirus (si ricorda l’obbligo di indossare la mascherina). L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione, telefonando ai n. 06-3610051/2 non oltre le ore 13 di martedì 7 luglio 2020 (è possibile prenotare per un massimo di 4 persone, comunicando i nomi dei partecipanti).

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Due importanti inaugurazioni per Beatrice Rana: la ripresa dei concerti dal vivo al Teatro alla Scala e il Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020

Durante il lockdown tutti l’hanno intervistata per sapere come stava vivendo la sospensione dei concerti dal vivo, arrivata in un momento in cui la sua agenda era fittissima di date in giro per il mondo. Ora che lo spettacolo e la cultura si stanno lentamente risvegliando dal letargo forzato, Beatrice Rana è tra i musicisti più richiesti per tenere a battesimo la ripresa dell’attività concertistica alla presenza del pubblico. È la conferma del ruolo di primo piano ormai assunto, nel mondo della musica classica, dalla pianista di Copertino, appena ventisettenne, ma già con un curriculum prestigioso: prima italiana a vincere, a soli diciotto anni, il Concorso Internazionale di Montréal, e Premio Gramophone, nel 2017, per l’incisione delle Variazioni Goldberg di Bach.

Il 6 luglio, insieme al violoncellista Mischa Maisky e al baritono Luca Salsi, Beatrice Rana darà il via  al ciclo di quattro concerti con cui il Teatro alla Scala di Milano riaprirà le porte al pubblico dopo la chiusura imposta dall’emergenza sanitaria. Ma non solo: il 17 luglio, insieme al violoncellista Mario Brunello e ad étoiles internazionali, Rana inaugurerà il “Festival Internazionale di Balletto e Musica – Nervi 2020”, prendendo parte da protagonista alla prima assoluta dello spettacolo di musica e danza Duets and Solos.

Il pubblico di Nervi potrà ascoltare la giovane pianista nell’Aria dalle Variazioni Goldberg, in tre Notturni di Chopin, in La Valse di Ravel (inciso nel 2019) e in vari brani per violoncello e pianoforte in duo con Mario Brunello. Un’occasione unica per apprezzare dal vivo, in una cornice suggestiva come quella dei Parchi di Nervi, una delle figure più rilevanti della nuova generazione di pianisti: una interprete alla tastiera dalla tecnica perfetta, il suono cristallino e un’energia ritmica travolgente. Come ha scritto il “Times”, dopo un suo concerto: «Beatrice Rana suona con una seduzione che rapisce e una straordinaria leggerezza di tocco. Una lettura di estrema intelligenza.»

Massimo Pastorelli

 

Il concerto inaugurale di “Classica al tramonto” all’Orto Botanico di Roma

Si inaugura domenica 5 luglio 2020 il festival “Classica al tramonto”, la rassegna di musica da camera organizzata dalla IUC nel Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (Largo Cristina di Svezia n. 24), un luogo segreto e silenzioso della città, a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. La formula del festival consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. Con un concerto finale speciale dedicato al jazz.

Il primo degli otto appuntamenti, il 5 luglio alle 20.30, è affidato alla pianista Gloria Campaner, al violinista Michele Redaelli e al violoncellista Enrico Saverio Pagano.

Suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Respighi, Beethoven e Mozart.

Gloria Campaner, veneziana, si è affermata in alcune delle più importanti sale da concerto in Italia e all’estero (Europa, Israele, Giappone, Cina, India, Nord e Sud America, Sud Africa, ecc.) e ha già inciso per EMI e Warner. Nonostante la giovane età, già tiene corsi e masterclass in Italia ed all’estero. Dal 2018 è Direttore Artistico dell’Associazione Musicale “Bellini” (Messina) ed è ‘guest professor’ alla Nelson Mandela University di Port Elizabeth (Sudafrica).

Il ventitreenne Michele Redaelli, lombardo, è violino “di spalla” dell’Orchestra da Camera Canova, con cui ha dato decine di concerti in tutta Italia, e parallelamente svolge attività concertistica indipendente come solista. La particolarità è che i tre musicisti che suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (un suo poco noto Notturno, particolarmente in tono con l’ambiente e l’ora).

Enrico Saverio Pagano, nato a Roma venticinque anni fa, è violoncellista e direttore d’orchestra. Nel 2014 ha fondato l’Orchestra da Camera Canova, che raduna giovani professionisti suoi coetanei, con cui ha diretto oltre sessanta concerti in Italia. Ha diretto anche all’estero e nel 2016, ad appena ventun’anni, ha debuttato negli USA. Incide per Concerto Classics. In quest’occasione ritorna al violoncello, lo strumento con cui ha iniziato la sua attività musicale.

Il concerto è dedicato principalmente a Haydn, Mozart e Beethoven, i tre grandi della cosiddetta “scuola di Vienna”. In apertura la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, che la compose a Parigi nel 1778, a ventidue anni, giovane come gli interpreti che la eseguono oggi. Superando per primo i vecchi problemi di equilibrio e di integrazione fra i due strumenti, Mozart risolve ogni problema stilistico e formale, giungendo ad una ricerca espressiva più ricca e screziata, con un Allegro che alterna accentuazioni drammatiche e rassegnata malinconia e un Minuetto elegiaco che già anticipa Schubert.

La conclusione è con il Trio in mi maggiore per violino, violoncello e pianoforte n. 44 del 1797, un capolavoro della piena maturità di Joseph Haydn, la cui arte risplende qui in tutto il suo vigore, soprattutto nel grandioso Allegro iniziale, dal respiro quasi beethoveniano, e nel romantico Allegretto.

Tra Mozart e Haydn s’inseriscono due brani pianistici che evocano atmosfere notturne, dunque perfettamente adatti al luogo e all’ora del concerto. Di Ottorino Respighi il poco noto ma affascinante Notturno (dai 6 pezzi per pianoforte del 1905), in cui prevalgono sonorità sfumate e vaporose, un po’ impressioniste, e di Ludwig van Beethoven la celeberrima Sonata n. 14 in do diesis minore op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”, una delle più famose composizioni pianistiche di ogni tempo: ascoltandola, ci si può abbandonarsi alle sue sognanti e romantiche atmosfere notturne e contemporaneamente stupirsi della novità e audacia dimostrate da un ancor giovane compositore, che già si dimostrava uno dei più grandi geni della musica di ogni tempo.

Saranno rispettati scrupolosamente il distanziamento sociale, l’uso obbligatorio della mascherina e le altre norme le norme sulla prevenzione del corona virus.

È consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita. Potranno essere acquistati online su www.vivaticket.com o telefonando alla IUC ai numeri 06-3610051/2 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se ancora disponibili, i biglietti si potranno acquistare anche la sera stessa a partire dalle ore 19.45 sul luogo del concerto.

Inoltre è necessario munirsi del biglietto del Museo Orto Botanico, acquistabile al botteghino del museo stesso al prezzo di € 4.

 

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

 

Bach e Vivaldi, Pergolesi e Scarlatti al Teatro Tor bella Monaca

Lucia Napoli

Con Bach, Vivaldi e altri grandi compositori del Settecento si chiude il ciclo di tre concerti con cui Roma Sinfonietta ha voluto recuperare alcuni dei più importanti momenti della sua stagione, saltati per il lockdown. L’appuntamento è venerdì 3 luglio alle 21.00 al Teatro Tor Bella Monaca in via Bruno Cirino.

Protagonisti del concerto sono tre dei migliori cantanti italiani per il repertorio barocco, il soprano Sabrina Cortese, il contralto Lucia Napoli e il basso-baritono Roberto Abbondanza, insieme all’Ensemble Roma Sinfonietta, formato da un piccolo gruppo di strumenti ad arco più oboe e clavicembalo.

 

Sabrina Cortese

Interamente dedicato alla musica sacra, il concerto inizia con Salve Regina di Giovan Battista Pergolesi, un genio scomparso all’età di appena ventisei anni, che aprì le porte a quella melodiosità distesa ed espressiva che sarebbe rimasta per due secoli il segno distintivo dell’opera italiana. Portò questo stesso coinvolgimento emotivo anche nella musica sacra, come dimostrano il famosissimo Stabat Mater e il meno famoso ma non meno intenso e ancor più concentrato Salve Regina, ora affidato alla splendida voce di Sabrina Cortese.

Se Pergolesi è l’esponente forse più famoso della scuola napoletana, Antonio Vivaldi lo è della scuola veneziana. Oggi è famoso soprattutto per la sua musica strumentale, ma fu anche un grande compositore di musica sacra: ne dà una dimostrazione il suo Stabat Mater, eseguito dalla rara voce di vero contralto di Lucia Napoli. Questo brano è stato usato, in un contesto ovviamente molto diverso da quello previsto dal compositore, come colonna sonora del film Il talento di Mr. Ripley (1999) di Anthony Minghella.

Roberto Abbondanza

Si prosegue con Johann Sebastian Bach, che fu un grande ammiratore sia di Pergolesi, di cui rielaborò in tedesco lo Stabat Mater, sia di Vivaldi, di cui trascrisse numerosi Concerti. Del Kantor di Lipsia si ascolterà Ich habe genug, una delle più belle e commoventi tra le sue duecento cantate sacre. Basata principalmente sul Vangelo secondo Luca, questa cantata fu composta a Lipsia nel 1727 per la festa della Purificazione di Maria, dunque è dedicata alla figura della madre di Gesù, come tutti gli altri brani del concerto. La interpreta ora Roberto Abbondanza, la cui voce è particolarmente adatta a questa musica raccolta e intensa. L’oboe solista è Antonio Verdone.

Conclude il concerto un altro Salve Regina, quello di Alessandro Scarlatti, proponendo così un raffronto tra questo compositore, considerato il fondatore della scuola napoletana, e il suo successore di cinquant’anni più giovane, cioè Pergolesi, rispetto a cui Scarlatti si dimostra più severo, meno commovente ma non meno drammatico. Lo interpretano Sabrina Cortese e Lucia Napoli.

Saranno rigorosamente rispettati il distanziamento sociale, l’obbligo della mascherina e le altre le regole per la prevenzione del corona virus.

I biglietti si possono acquistare al costo di € 10,00 (€ 7,50 per gli over 65; € 5,00 per gli studenti), prenotandoli telefonicamente allo 06 2010579.

Per questo concerto sono validi gli abbonamenti alla stagione concertistica dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ma comunque gli abbonati devono assolutamente prenotare il loro posto telefonando allo 06 2010579 (lunedì – venerdì dalle 11 alle 19.30).

Ensemble Roma Sinfonietta: Anna Chulkina violino, Leonardo Alessandrini violino, Lorenzo Rundo viola, Kyung Mi Lee violoncello, Antonio Verdone oboe, Diego Procoli organo e clavicembalo, Sabrina Cortese soprano, Lucia Napoli contralto, Roberto Abbondanza basso.

Info Teatro Tor Bella Monaca: tel. 06 2010579

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

 

Il Coro del Teatro Carlo Felice: primo concerto in pubblico dall’inizio dell’emergenza sanitaria

Venerdì 3 luglio, al Porto Antico-Piazza delle Feste, alle ore 21:15, il Coro del Teatro Carlo Felice torna a esibirsi in pubblico, per la prima volta da quando le norme anti-Covid hanno dapprima proibito e poi limitato gli spettacoli dal vivo. Lo fa con un programma che, come recita il titolo, Viaggio in Europa, invita a viaggiare idealmente tra le epoche e le culture europee in un momento in cui viaggiare fisicamente è problematico.

Sotto il tendone della pista del ghiaccio, davanti a una platea di circa duecento posti a rigorosa distanza di sicurezza, 34 Artisti del Coro della fondazione lirico-sinfonica genovese, diretti da Francesco Aliberti e accompagnati al pianoforte da Patrizia Priarone,  eseguiranno brani che sono tra gli esempi più alti della musica corale europea di tutti tempi, come: il “Gloria in excelsis Deo” di Vivaldi, due cori dalla Passione secondo S. Giovanni di Bach, “Fortunae plango vulnera” di Carl Orff (il celebre coro d’apertura dei Carmina Burana), “Che del ciel, che degli Dei” da La clemenza di Tito di Mozart, “Fidgety feet” di Gershwin, autore che, pur non essendo europeo, era innamorato della musica del vecchio continente, in particolare francese, a cui ha reso omaggio con An American in Paris (da cui il brano è tratto). Un programma originale, con presenze inattese e curiose (come i cori “Gloria al nostro popolo” di Rachmaninov e “Hymne à la nuit” di Rameau), e al tempo stesso coinvolgente e di facile ascolto.

Ingresso intero: 8 €; ridotto: 5 €.

Massimo Pastorelli

Fai bei suoni… I concerti estivi all’aperto del Museo del Saxofono

Il Museo del Saxofono aprirà la sua prima stagione estiva oggi, venerdì 26 giugno, con l’inaugurazione di una rassegna concertistica dal titolo “Fai bei suoni” che ospiterà fino al 2 agosto, negli spazi all’aperto della struttura, una serie di concerti dal vivo.

Il nome della manifestazione – afferma Attilio Berni, direttore del Museo – intende parafrasare il titolo del celebre libro “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini, “un libro dedicato a chi nella vita ha perso qualcosa, un amore, un lavoro, un tesoro e si è smarrito…” ma che, dopo una lotta incessante, ha saputo riconquistare la serenità. Nello stesso modo tutti noi, nel periodo dell’emergenza Covid e durante il lockdown abbiamo perduto abitudini, tranquillità, lavoro ed addirittura affetti cari. Svuotati ed impotenti, sopraffatti da ansia, depressione, sconcerto e paura per l’incertezza del nostro futuro ci siamo profondamente smarriti e confusi. Ma la musica, la letteratura e l’arte in generale, con la bellezza che infondono ci hanno aiutato a mantenere il filo dei nostri contatti, con gli altri e con le nostre emozioni. La bellezza e la musica condividono lo stesso segreto, parlano anche al nostro corpo, non solo alla nostra mente. Tutto in natura è vibrante, come uno strumento musicale o le corde vocali e le vibrazioni allentano tensioni, rilassano ed energizzano. Il nostro corpo è una cassa di risonanza che crea armonie e dissonanze ed intreccia note, emozioni, memoria ed identità.

Fai Bei Suoni intende quindi celebrare, in questo “timido“ momento di riavvio alla normalità, la potenza e l’importanza delle arti perché una vita senza arte e musica è solo una vita sbiadita…

La rassegna prevede un ciclo di 13 eventi che vedranno protagonisti alcuni dei musicisti più rinomati della scena jazzistica, classica e leggera della scena romana: dalla tromba di Michael Supnick al sax di Alessandro Tomei, dalla suadente voce di Monica Gilardi al violino di Alessandro Golini, dalle chitarra di Filippo Delogu e Marco Turriziani ai sax di Fabiano Pellini e Mauro Bottini, dalla fisarmonica di Stefano Indino all’eufonio di Alessandro Cicchirillo.

Gli eventi saranno gestiti ed organizzati nel pieno rispetto di tutte le normative anti-covid 19 prevedendo, nell’arco della stessa serata, due concerti della durata di 45min. cadauno. In tal modo sarà possibile contingentare l’accesso, che avverrà su prenotazione, permettendo così una maggiore affluenza di pubblico ma in momenti diversi. I concerti si terranno nel giardino esterno del Museo, con una capienza massima consentita di 65 persone per ogni set. Prima dell’inizio del primo concerto è previsto un buffet d’intrattenimento mentre terminato il secondo concerto gli ospiti potranno godere di un dessert party.

Venerdì 26 giugno
BOTTA BAND – Il lato sorridente del jazz…
Alberto Botta (batteria), Carlo Ficini (trombone e voce), Attilio di Giovanni (pianoforte), Guido Giacomini (contrabbasso e voce)

Sabato 27 giugno
GOINBA TRIO – Tango Jazz e Manouche

Stefano Indino (fisarmonica), Alessandro Golini (violino) e Paolo Batistini (chitarra)

Venerdì 3 luglio

MASSIMILIANO GRAZIUSO – Infiniti dialetti (piece teatrale)

Massimiliano Graziuso (voce recitante e sax baritono), Salvatore Zambataro (clarinetto e fisarmonica), Mauro de Vita (fagotto) e le musiche di Marco Turriziani (chitarra)

Sabato 4 luglio

MONICA GILARDI – Swing 4et 

Monica Gilardi (voce solista), Filippo Delogu (chitarra elettrica),  Guido Giacomini (contrabbasso) e  Alfredo Romeo (batteria)

Venerdì 10 luglio 

MICHAEL SUPNICK & THE SWEETWATER Jazz Band 

Michael Supnik (tromba, trombone, voce), Sebastiano Forti (sax soprano/tenore, clarinetto), Sergio  Picarozzi (banjo) e Paolo “Bruto” d’Amore (basso tuba)

Sabato 11 luglio

MAURO BOTTINI 4et –  By Night  Mauro Bottini (saxofoni), Cristiano Coraggio (batteria), Marco Massimi (basso elettrico)  e Antonino Zappulla (Fender Rhodes/organo)

Venerdì 17 luglio

THE JAZZ RUSSELL

Filippo A. Delogu (chitarra, direzione), Andrea Nuzzo (Hammond, Rhodes), Alfredo Romeo (batteria), Light Palone (contrabbasso)

Sabato 18 luglio 2020

RED PELLINI Quartet – Roaring The Twenties

Red Pellini (saxofono), Alessio Magliari (pianoforte), Giancarlo Colangelo (sax basso) e Carlo Battisti (batteria)

Venerdì 24 luglio

METROMUSETTE – La chanson francese come non te l’aspetti

Monica Gilardi (voce), Filippo Delogu (chitarra), Fabrizio Montemarano (contrabbasso)

Alfredo Romeo (batteria)

Sabato 25 luglio

EU-FOUR Brass band

Alessandro Cicchirillo (euphonio),  Giancarlo Cesaroni (euphonio), Francesco Scalone (euphonio) e Gabriele Baiocco (tuba)

Venerdì 31 luglio

REVELATION Quartet – M & M Project  Alessandro Marchionni (sax baritono), Ferdinando Martella (tromba), Fabrizio Siraco (contrabbasso) e Marco Malagola (batteria)

Sabato 1 agosto

THE MUSIC OF VIRGILIO FRATERNALI

Alessandro Tomei (sax tenore),  Alessandro Fraternali (chitarra), Francesco Lo Giudice (organo Hammond) e Lucrezio De Seta (batteria)

Domenica 2 agosto

PAOLA CANESTRELLI TRIO – Ordinary Dreams

Paola Canestrelli (voce solista), Luigi Maio (pianoforte e synth) e Franco Pierucci (chitarra elettrica ed acustica)

Sito web ufficiale: https://www.museodelsaxofono.com/

 

Elisabetta Castiglioni