I migliori giovani pianisti del mondo in gara a Verona

È uno dei più importanti concorsi a livello internazionale per giovani pianisti, con l’obiettivo di far conoscere e sostenere i più talentuosi interpreti del pianoforte. Da giovedì 7 a domenica 10 ottobre si svolgerà la nona edizione del ‘Verona International Piano Competition’, concorso organizzato dall’“Associazione Musicale Liszt 2011” nonché uno degli avvenimenti più importanti e attesi del panorama musicale veronese.

Saranno 35, su 66 iscritti, i giovani artisti partecipanti che hanno superato le preselezioni effettuate in modalità mista, anche in video collegamento per questioni legate alla pandemia, e che rappresentano ben ventitré i Paesi, tra cui oltre l’Italia anche la Corea del Sud, il Giappone, la Cina, Hong Kong e la Tailandia. Ad attestare il grande livello dell’edizione è inoltre la presenza tra loro di artisti che si sono già aggiudicati premi internazionali di prestigio.

Anche la giuria presente sarà composta da nomi prestigiosi come il pianista svizzero Jean-François Antonioli, il fondatore e direttore artistico della manifestazione e pianista Roberto Pegoraro, dall’argentino Daniel Rivera e dagli italiani Salvatore Spanò e Edoardo Strabbioli.

Teatro del concorso sarà la Gran Guardia, con le prove eliminatorie presso la Sala Buvette giovedì 7 e venerdì 8 dalle ore 13.30 alle 19. Sabato 9, dalle 10 alle 19, otto pianisti disputeranno le prove semifinali presso l’Auditorium, da cui usciranno i tre finalisti che si contenderanno la vittoria finale domenica 9 ottobre alle ore 17.

Il concorso è sostenuto dal Comune di Verona, dalla Fondazione Cattolica, dalla Regione Veneto, AGSM-AIM e Valpolicella Benaco Banca. Da quest’anno inoltre è riconosciuto dall’Unione Europea, che gli ha assegnato l’egida di evento “Sotto l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo”.

Per informazioni www.concorsopianisticoverona.com e/o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica press@concorsopianisticoverona.com


Roberto Bolis

La festa degli orti a Ferrara

Un concerto con un “repertorio ricco di emozioni” quello che la Filarmonica di Tresigallo propone per domenica 3 ottobre 2021 alle 16 al Centro sociale Il Parco (via Canapa 4, Ferrara) nel contesto della “Festa degli orti” con ingresso a offerta libera da devolvere a favore della Fondazione Ado onlus che si occupa dell’assistenza domiciliare oncologica. La storica orchestra Filarmonica di Tresigallo è composta da una quarantina di elementi e si esibirà in un repertorio vario, con arrangiamenti di musica pop, brani tipici per bande e qualche brano di disco music.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Ferrara, è stata presentata venerdì 1 ottobre nella residenza municipale. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali Cristina Coletti, la presidente Fondazione Ado Onlus Gisella Rossi, l’operatrice e musicista della Filarmonica di Tresigallo Roberta Fogli Iseppe Cavalieri e il presidente del Centro di promozione sociale Il Parco Gian Paolo Chiodi.

“Un’iniziativa molto coinvolgente, in cui si attiva al meglio quella sinergia tra diverse realtà del territorio – ha sottolineato l’assessore Cristina Coletti – che sono tutte impegnate nell’ambito sociale e che trovano nella ‘Festa degli orti’ l’occasione per mettere in campo le migliori energie di ciascuno. La mia presenza alle iniziative di Ado è costante, perché è un punto di riferimento importante per il territorio, con un’attenzione socio-sanitaria fondamentale”.

Il concerto – come hanno spiegato la presidente Fondazione Ado Gisella Rossi, insieme con Roberta Fogli Iseppe Cavalieri della Filarmonica di Tresigallo e con il presidente del Centro di promozione sociale Il Parco Gian Paolo Chiodi – segnerà il culmine della giornata dedicata alla “Festa degli orti”, che si aprirà domenica 3 ottobre 2021 alle 12.30 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Com’era il Centro e… com’è ora”, seguita dal buffet e quindi dal grande concerto all’aperto, sul palco del giardino di via Canapa, con la Filarmonica di Tresigallo e un repertorio pensato per coinvolgere in una chiave più leggera il pubblico con evocazioni pop, bandistiche e ritmate.

Concerto con ingresso a offerta libera e richiesta di green pass. 

La Filarmonica di Tresigallo è una realtà storica e importante: nata nel 1853, si è consolidata passo dopo e passo e vive da quasi centosettant’anni grazie all’impegno, passione e dedizione dei suoi componenti, spinti dalla grande e comune passione per la musica e per il proprio territorio. Passione sfociata, nel 1976, nell’istituzione della Scuola di Musica di Tresigallo, oggi Associazione Musicale Arianna Alberighi – Scuola di Musica Filarmonica di Tresigallo. La Scuola di Musica conta oggi circa 150 allievi distribuiti su 13 corsi musicali e può vantare la costituzione di una formazione giovanile che funge da vivaio e trampolino per la più blasonata Filarmonica.

La Filarmonica di Tresigallo, formazione dell’omonima Scuola di Musica, è un’orchestra di fiati composta da circa quaranta elementi che propone un repertorio che spazia da composizioni originali per banda da concerto alle musiche da film, dalla tradizione swing delle Big Band degli anni ’30 ad arrangiamenti per strumenti solisti e orchestra.
La grande caparbietà dei volontari che ruotano attorno all’associazione permette ad essa di essere un esempio di tradizione e motivazione. Ogni occasione è quella giusta per fare musica e concertare, nel giusto spirito comunitario che è stato motore di questa meravigliosa realtà tresigallese dal 1863 ad oggi. Anche per fare del bene e aiutare gli altri, come confermato dall’esibizione del 3 ottobre a sostegno della Fondazione ADO.

Programma del concerto di domenica 3 ottobre 2021 ore 16
–  Fofxfire (Ed Huckeby)
–  Copacabana (Manilow-De Mey)
–  A tribute to Nino Rota (Arrangiamento: Lorenzo Bocci)
–  Abba on Broadway (Arr. Michael Brown)
–  Coldplay on stage (Arr. Michael Brown)
–  Clark County Celebration (James Swearingen)
–  Oye Como va (Tito Puente – Arr. Michael Brown)
-The Blues Brothers Reveue (Jay Bocook)
–  Queen in concert (Jay Bocook)
–  Happy (Pharrell Williams – Arr. Michael Brown

Ingresso a offerta libera con green pass.

Alessandro Zangara

Le quattro stagioni a Genova

Dopo Mozart l’italiano, in cartellone lo scorso giovedì 16 settembre, un secondo appuntamento musicale del Teatro Carlo Felice porta alla scoperta di nuovi e diversi prospettive sull’incontro tra la musica di Mozart e quella di Vivaldi, domenica 26 settembre 2021 alle ore 11.00 nel primo Foyer del Teatro. Assieme agli archi dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Giovanni Battista Fabris, primo violino di spalla, in veste di violino solista e concertatore esegue il giovanile Divertimento in re maggiore K. 136 di Wolfgang Amadeus Mozart seguito da Le quattro stagioni op. 8 di Antonio Vivaldi, tra i massimi capolavori del Prete Rosso, il cui successo ha eclissato per lungo tempo tutta la restante opera del prolifico compositore veneziano.

Fabris

Il concerto sarà seguito da un informale aperitivo, incluso nel prezzo del biglietto.

Scritto sul finire del 1771 al rientro dei primi due viaggi italiani, che condussero il giovane Mozart a visitare estensivamente il Bel Paese, da Rovereto a Verona, a Milano, a Bologna, fino a Roma e a Napoli, il Divertimento in re maggiore K. 136 testimonia della consapevolezza formale già raggiunta dal compositore all’alba del suo sedicesimo compleanno. All’interno della forma galante del divertimento, di cui mantiene ed esalta il garbo con brillante disinvoltura, Mozart tratteggia un componimento dal respiro sinfonico – forse, pragmaticamente pensato per essere sviluppato in tale direzione, in futuro  – e caratterizzato da temi di grande efficacia lirica, che anticipano i tratti melodici ed espressivi delle arie che da lì a poco avrebbe concepito e destinato al teatro d’opera. Si delinea così, già in queste note, quella vis teatrale tipicamente mozartiana che, di sicuro, risentì dell’influenza italiana esercitata sul compositore da Paisiello, Piccini, Corelli, Tartini e, per il loro tramite, da Vivaldi, che Mozart con ogni probabilità non ebbe la possibilità di ascoltare.

Collocati a introduzione della raccolta di concerti intitolata Il cimento dell’armonia e dell’inventione, data alle stampa nel 1725, i quattro concerti che compongono le Quattro stagioni vivaldiane sono di composizione anteriore, come sotteso da Vivaldi nella sua dedica al Conte Wenzel von Morzin, dove specifica inoltre che ciascuno dei quattro concerti sarà accompagnato da un sonetto (si ritiene di composizione dello stesso Vivaldi), cui le lettere maiuscole annotate sulla partitura rimandano, oltre che da alcuni commenti espliciti su ciò che la musica cerca di illustrare.

Quella delle Quattro stagioni è una musica dai forti contrasti drammaturgici, sia nelle dinamiche, nell’alternanza tra “forti” e “piani”, sia nell’alternanza tra “ripieno“ e “concertino” come prescritto dalla forma del concerto grosso barocco, che in Vivaldi anticipa i tratti del concerto solistico classico: già a partire dalla Stravaganza il concertino è rappresentato da un violino solista e la forma del concerto, a partire dalle Quattro stagioni, si cristallizza nella sua struttura in tre movimenti, con l’alternanza di movimenti lenti e vivi, questi ultimi in particolare nella forma con ritornello. L’abbondanza di contrasti caratterizza sia i movimenti lenti sia i movimenti rapidi di ciascun concerto in cui, nel bel mezzo di una cascata di sedicesimi, irrompono momenti di sospensione di forte impatto teatrale.  A stregare il pubblico, da sempre, è il ricorso frequentissimo alla mimesi, che permette di “riconoscere” lungo l’intera composizione il suono degli uccelli, la pioggia, il vento o la pesantezza di una calda estate.

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

Divertimento in re maggiore K. 136

Allegro

Andante

Presto

Antonio Vivaldi (1678 -1741)

Le quattro stagioni op. 8

Concerto n. 1 in mi maggiore, op. 8, RV 269 (La primavera)

I. Allegro – Largo e pianissimo sempre – Allegro pastorale

 Concerto n. 2 in sol minore, op. 8, RV 315 (L’estate)

I. Allegro non molto  –  II. Adagio e piano – Presto e forte –  III. Presto

Concerto n. 3 in fa maggiore, op. 8, RV 293 (L’autunno)

I. Allegro – II. Adagio molto – III. Allegro

Concerto n.  4 in fa minore, op. 8, RV 297 (L’inverno)

I. Allegro non molto – II. Largo – III. Allegro

Nicoletta Tassan (anche per la fotografia)

Matvienko incanta il Carlo Felice di Genova

Eccellente il concerto di apertura del cartellone sinfonico del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha visto sul podio Dmitri Matvienko, direttore d’orchestra trentenne, nativo di Minsk, vincitore del Primo Premio e del Premio del Pubblico della Malko Competition DNSO/2021, a dirigere l’Orchestra del Teatro. Interessante il programma in cui la luna e la notte sono state protagoniste. Il titolo del concerto era proprio “Il mondo della luna”, derivato dall’opera di Haydn la cui Sinfonia di apertura è stata presentata a inizio della performance, scritta su libretto di Carlo Goldoni inizialmente destinato a Baldassarre Galuppi. Indiscutibili le prestazioni degli orchestrali, in varia formazione, ma l’attenzione si è di certo concentrata sul Direttore che ha convinto. La sua bravura tecnica è stata accompagnata dall’assoluta dissimulazione tra le note: ogni movimento, dai più delicati ai più intensi, era trascinato dalla musica e nella musica scompariva, per diventarne un tutt’uno. Davvero una soddisfazione nel silenzio del bellissimo teatro, verificare come la musica sinfonica, italiana ed europea, ancora interessi ed affascini le giovani generazioni, in cui l’interpretazione diventa fondamento per la crescita comune ancora, con la musica, nella musica, per la musica. Presenti in sala, tra il pubblico, anche dei bambini di cui ciascuno ha apprezzato l’educazione: hanno seguito il concerto con attenzione e con l’impegno di, chissà, futuri musicisti.

Dmitri Matvienko aveva affermato che davanti all’orchestra dimentica tutto e si immerge nella musica, e gli astanti hanno potuto riscontrare che è davvero così, non sono frasi fatte. E in realtà si percepisce che il giovane Direttore d’orchestra sente la musica, la intuisce, la penetra con la propria sensibilità e personalità portando i musicisti che dirige a esprimere vecchi spartiti che sembrano nuovissimi, appena sfornati da una mente e dai suonatori in un tutt’uno. Quindi con la sinfonia di Franz Jospeh Haydn da “Il mondo della luna”, a “Il tramonto” di Ottorino Respighi per mezzosoprano e orchestra d’archi, su versi di Percy Bysshe Shelley, si è potuto ampiamente apprezzare il talento di Matvienko, ma anche la voce di Sonia Ganassi, in un impegnativo testo che ne ha messo in risalto la doti canore. Molti gli applausi per il programma intero, con più uscite del Direttore. Nell’attenzione posta al repertorio strumentale italiano del XX e XXI secolo, trascinante “Piccola musica notturna” su poesia di Manuel Machado di Luigi Dallapiccola e la conclusione grandiosa con la Sinfonia n. 2 in Re minore, op. 36 di Ludwig van Beethoven. Tanto la potenza strumentale, quanto i silenzi, le note alte e quelle soffuse, hanno trionfato a Genova, perché l’impetuosità giovanile e la forza sono state accompagnate alla dolcezza e all’interpretazione intelligente di chi ha scritto musica e testi. Questo è ciò che rende più prezioso il concerto: il proprio personale apporto, del Direttore e dell’Orchestra, facendo rivivere quanto ci è arrivato nel corso della storia musicale. Certamente un ottimo inizio per la stagione sinfonica del Teatro Carlo Felice e un Direttore da seguire negli anni futuri.

Alessia Biasiolo

Il mondo della luna

Il concerto di apertura del cartellone sinfonico del Teatro Carlo Felice, con la partecipazione del mezzosoprano Sonia Ganassi, in programma sabato 11 settembre alle ore 20, vede il debutto sul podio dell’Orchestra del Teatro di Dmitri Matvienko, trent’anni, nativo di Minsk, in un programma che intreccia suggestioni musicali e poetiche in particolare italiane, che si rincorrono per l’Europa, in cui la luna e la notte sono protagoniste. Il suo titolo Il mondo della luna gli deriva dall’opera di Haydn la cui sinfonia d’apertura viene presentata a inizio di serata, scritta su di un libretto che Carlo Goldoni aveva originariamente destinato a un altro grande compositore italiano, Baldassarre Galuppi.

Fresco di vittoria del Primo Primo e del Primo del pubblico del Malko Competition DNSO/2021 Matvienko si appresta conquistare le platee dei teatri internazionali di tutto il mondo, dall’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, alla Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. L’evento suggella un protocollo d’intesa grazie a cui il Teatro Carlo Felice avrà la possibilità di ospitare nelle suggestive stagioni i vincitori del prestigioso concorso, tra le massime sfide del podio dedicate alla nuova generazione di direttori internazionale, sotto la presidenza di Fabio Luisi, che è direttore principale della Danish National Symphony Orchestra e direttore onorario del Teatro Carlo Felice. 

“E’ il processo delle prove, della costruzione del fatto musicale ad affascinarmi: davanti all’orchestra dimentico il mondo intero e sono immerso nella musica, racconta il giovane direttore al pubblico e alla stampa, cui si è presentato oggi nell’atmosfera raccolta del Foyer del Teatro. A un giovane direttore posso oggi dire che, al di là dello studio, dell’intensità con cui ogni musicista deve applicarsi, contano molto anche l’intuito, la capacità di rapportarsi con quello che sente e con quello che accade attorno. Rapportarsi a compositori italiani come Dallapiccola, un vero genio musicale, con un brano dall’immenso fascino come Piccola musica notturna, con il Respighi d’ispirazione lirica, oltre che con Haydn e Beethoven, permette a me e al pubblico di godere di una parte della musica del nostro tempo estremamente melodica, che unisce, come per esempio in Skrijabin, il lirismo e il colore alla dimensione dell’elaborazione e della ricerca sul linguaggio musicale. Sono autori che vorrò eseguire il più sovente possibile anche in futuro”.

Il programma del concerto presenta incastonati tra la Sinfonia dall’opera Il mondo della luna di Franz Jospeh Haydn e, nella seconda parte, la Sinfonia n. 2 in re minore op.36 di Ludwig van Beethoven, Il tramonto di Ottorino Respighi, poemetto lirico per mezzosoprano e orchestra d’archi si sviluppa su versi di Percy Bysshe Shelley e Piccola musica notturna di Luigi Dallapiccola, un brano celebre in ambito internazionale, debuttato nel 1955 ad Hannover, ma poco presente nei cartelloni sinfonici italiani; “un programma audace e insolito per un giovane direttore della nuova schiera di talenti del podio internazionale, spiega il Sovrintendente Claudio Orazi, che sposa l’attenzione del Teatro Carlo Felice per il repertorio strumentale italiano del XX e del XXI secolo, a partire dalla “generazione dell’80”, e valorizza una concezione di musica assoluta squisitamente italiana che, da queste premesse, si sviluppa e arriva sino ai nostri giorni”.

Dmitri Matvienko è oggi direttore affiliato della National Academic Opera and Ballet Theatre of Belarus. E’ attualmente impegnato in produzioni alla National Academic Opera and Ballet Theatre di Minsk, alla Novaya Opera di Mosca e alla Staatsoper di Monaco di Baviera, dove fa parte del team artistico di Vladimir Jurowski come assistente musicale nella nuova produzione di The Nose di Shostakóvitch. Si è formato alla grande scuola direttoriale russa, con Gennady Rozhdestvensky, Vladimir Jurowski, Teodor Currentzis e Vasily Petrenko, figure con cui condivide la sua passione per la lirica e per la musica del nostro tempo, che affronta collaborando con le realtà più innovative della scena moscovita, in ambito teatrale, come lo Stanislavsky Electrotheatre e, in ambito strumentale, con l’ensemble “N’Caged”, tra i gruppi di musica contemporanea più attivi della capitale russa.

PROGRAMMA

Teatro Carlo Felice, Sabato 11 settembre ore 20.00

Concerto sinfonico. In collaborazione con Malko Competition for Young Conductors DNSO/2021

Franz Joseph Haydn

Il mondo della luna: Ouverture, Hob. XXVIII:7

Luigi Dallapiccola

Piccola musica notturna, danza pantomima su di una poesia di Manuel Machado

Ottorino Respighi

Il tramonto, P. 101, per mezzosoprano e orchestra d’archi

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 2, in re minore, op. 36

Nicoletta Tassan Solet (anche per le fotografie)

Il concerto silenzioso in piazza

Un concerto, ma rigorosamente silenzioso. Note e parole, infatti, risuoneranno solamente all’interno di cuffie collegate in wifi. Venerdì 10 settembre, alle ore 21, nella piazza davanti al Duomo di Verona va in scena ‘Silent wifi concert’, con il pianista Andrea Vizzini, ideatore del format, e l’attore Antonio Gargiulo. Ben 500 i dispositivi pronti ad essere indossati, sia da coloro che prenderanno posto nella platea, con posti distanziati, che da quanti preferiranno rimanere in piedi e girare nel raggio di mezzo chilometro dalla piazza. L’evento, realizzato dalla Gaspari Foundation, è co-organizzato con l’assessorato al Turismo, Smart City e Innovazione Tecnologica del Comune di Verona, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano Beni Culturali di Verona.

I brani eletti a ‘colonna sonora’ della serata, ispirati alle suggestioni della notte (notturni, ninna nanne, danze rituali), andranno a fondersi con le partiture architettoniche e paesaggistiche della città creando un’unica, dinamica, scenografia.

La partecipazione all’evento è gratuita previa prenotazione sul sito web eventbrite.com. Sarà necessario presentare green pass o esito del tampone negativo, oltre a un documento di identità. Dalle ore 20 si potranno ritirare le cuffie alla postazione di piazza Duomo.

“Le musiche si fonderanno con le partiture architettoniche e paesaggistiche della nostra città creando una scenografia suggestiva, nella quale ogni spettatore potrà sentirsi parte attiva dello stesso spettacolo – ha specificato Giuseppe Gaspari, presidente della Gaspari Foundation -. Piazza Duomo diventerà un teatro sotto le stelle e, attraverso la tecnologia, divulgheremo la cultura in un modo diverso dal solito, volto ad attrarre anche le nuove generazioni, che sono uno dei pilastri della nostra fondazione”.

“Un evento che ci darà la possibilità di dare luce a un complesso architettonico di grande pregio storico artistico, quale è la nostra Cattedrale” ha aggiunto don Luciano Dalla Riva, direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi scaligera.

Roberto Bolis 

Il Premio dei Premi a Faenza

Torna con la sua quinta edizione il “Premio dei Premi”, il contest che riunisce i vincitori dei concorsi italiani di canzone d’autore intitolati ad artisti italiani.

L’appuntamento è per sabato 2 ottobre al Teatro Masini di Faenza, come sempre all’interno del Mei – Meeting delle Etichette Indipendenti, in programma quest’anno dall’1 al 3 ottobre.

A confrontarsi quest’anno saranno: Asteria (per il Premio Bindi), Nervi (per il Premio Buscaglione), Monica Sannino (per il Premio Bianca d’Aponte), Jamila (per il Premio De André), Marcello Graduato (per il Premio Pigro – Ivan Graziani), Andrea Santelli (per il Premio Je so’ pazzo, dedicato a Pino Daniele).

Ognuno dei partecipanti proporrà, come sempre, un brano proprio ed una cover di un protagonista della musica italiana, in una sorta di passaggio di testimone. Nella serata saranno presenti in veste di ospiti anche importanti artisti del panorama musicale del nostro Paese.

Una ampia e prestigiosa giuria di giornalisti e addetti ai lavori decreterà il vincitore del “Premio dei premi” 2021. A lui andranno una Targa e dei bonus che sono in via di definizione.

Le prime edizioni dell’iniziativa, ideata e diretta da Enrico Deregibus e Giordano Sangiorgi, sono state vinte da Roberta Giallo (2017), Daniela Pes (2018), Chiara Effe (2019), Luca Guidi (2020), mentre una prima sperimentale edizione nel 2008 aveva visto la vittoria di Ettore Giuradei. Roberta Giallo sarà fra i presentatori della serata, insieme a Enrico Deregibus.

Monferr’Autore

Gran finale di “Un festival NON da tre soldi”

Inizia l’ultima settimana di “Un festival NON da tre soldi” a cura dall’Associazione In Canto, con un appuntamento ogni giorno, tutti imperdibili per l’eccellenza degli artisti ospiti e i programmi molto vari e sempre particolarmente allettanti. Tutti questi ultimi concerti si svolgono a San Gemini nel chiostro di San Francesco.

Martedì 31 agosto gli appuntamenti sono ben due. Del concerto delle 21.15 è protagonista Lucilla Galeazzi, che, dopo aver iniziato nel pop, si è dedicata soprattutto alla musica popolare, collaborando con artisti come Giovanna Marini, Roberto De Simone, Ambrogio Sparagna, Peter Brook, Moni Ovadia, Ascanio Celestini e tanti altri. In quest’occasione farà il suo debutto in un nuovo campo, quello delle musiche scritte da Kurt Weill per Bertolt Brecht, che segnano un momento fondamentale sia del teatro che della musica del Novecento. La nota cantante umbra interpreta canzoni tratte da L’opera da tra soldi e da Happy End e riunite sotto il titolo “Quanti denti ha il pescecane? Storie di mendicanti, pirati e cannoni”, con chiaro riferimento alla “Canzone di Jenny dei pirati”, il brano più famoso nato dalla collaborazione di Brecht e Weill. Con lei Silvia Paparelli al pianoforte. 

Subito dopo, alle 22.15, si svolge l’attesissima prima esecuzione in Italia della pantomima per bambini Zaubernacht (Notte magica) di Kurt Weill, un evento di interesse nazionale. Composto nel 1922, è il primo lavoro teatrale di questo famoso compositore del Novecento, che riesce sempre a catturare il pubblico. Nell’esecuzione, che si svolge in forma di concerto, sono interpolate delle filastrocche originali scritte per questa occasione dalla ben nota scrittrice Sandra Petrignani, finalista al premio Strega nel 2018 con il suo libro La corsara. Ne sono interpreti il soprano Patrizia Polia e l’Ensemble In Canto. Sul podio Fabio Maestri, un direttore molto richiesto proprio per l’esecuzione della musica moderna e contemporanea, invitato da tanti teatri italiani (tra cui San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Massimo di Palermo) e stranieri.  Zaubernacht racconta la notte magica di due bambini, fratello e sorella, cui appare una fata che dà vita ai loro giocattoli e ai personaggi dei loro libri di fiabe, provocando il divertimento ma anche la paura dei due bambini, finché alla luce dell’alba tutte le apparizioni scompaiono.

Mercoledì 1 settembre alle 21.15 il chiostro di San Francesco a San Gemini accoglie un duo di strumenti che sembrerebbero difficilmente conciliabili tra loro, il fagotto di Andrea Corsi (1° fagotto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai) e il clavicembalo di Gabriele Catalucci, che eseguono musiche del barocco italiano (il rarissimo Giovanni Antonio Bertoli e il grande Girolamo Frescobaldi), francese (Jean-Michel Corrette con la sua Sonata “Le delizie della solitudine”, che include brani stuzzicanti come Gli amanti incantati Festa selvaggia) e tedesco (vari brani del sommo Johann Sebastian Bach).

Giovedì 2 settembre alla stessa ora e nello stesso luogo suonano il violoncellista Luca Pincini e la pianista Gilda Buttàdue straordinari musicisti, prediletti da Ennio Morricone con il quale hanno collaborato innumerevoli volte per circa tre decenni, sia in sala di registrazione che in concerti dal vivo in Europa, America ed Asia. Iniziano il loro concerto con due grandi della scuola francese, Fauré e Debussy, per poi passare ad alcune delle musiche più note e amate di Morricone: da Missiona quelle composte per i film di Tornatore (La leggenda del pianista sull’oceanoNuovo Cinema Paradiso, Una pura formalità) e di Sergio Leone (C’era una volta il West eIl buono, il brutto, il cattivo). Inoltre Astor Piazzolla (Le grand tango) e Luis Bacalov (Il postino). 

Il 3 settembre alle 21.15 un altro prestigioso duo formato dal soprano Lorna Windsor e dal pianista Antonio Ballista presenta una serata intitolata “Kurt Weill & friends on Broadway”, basato su canzoni del periodo americano di Weill e di altri autori di quello stesso contesto, quali George Gershwin, Irving Berlin e Cole Porter. Il festival si conclude il 4 settembre alle 21.15 sempre nel Chiostro di San Francesco a San Gemini con uno dei migliori violinisti italiani, Vincenzo Bolognese (1° violino di spalla dell’Opera di Roma), che affronta il vertice del virtuosismo violinistico di ogni tempo, i ventiquattro Capricci di Paganini, che presentano all’interprete un fuoco di fila di difficoltà “diaboliche” e fino ad allora impensabili, che continuano ancor oggi a meravigliare gli ascoltatori. 

Per tutti i concerti i biglietti avranno il costo simbolico di 3 euro. Il festival è reso possibile dal contributo di Mibac Ministero per i Beni e le Attività culturali, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Regione dell’Umbria. L’ingresso sarà regolato in ottemperanza alle normative anti-Covid vigenti al momento.

Mauro Mariani

La cultura celtica con l’arpa di Irene De Bartolo

Saranno le ancestrali melodie dell’arpa celtica a tenere compagnia ai cittadini ferraresi che vorranno approfittare dell’opportunità di assistere, martedì 24 agosto 2021 alle 21 nel cortile di Palazzo Paradiso (via Scienze 17, Ferrara), al concerto di Irene De Bartolo. Un nuovo appuntamento musicale dal titolo “Niamh – a taste of Celtic Harpcon ingresso alle 20.30 e inizio spettacolo alle 21. La partecipazione al concerto, con posto a sedere riservato per ciascun spettatore, è gratuita, ma richiede il green pass ed è contingentata a un massimo di 70 persone. La  prenotazione obbligatoria si può effettuare (fino a un massimo di 4 posti per persona) telefonando allo 0532 418212 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 o inviando una mail a f.natali@edu.comune.fe.it.
L’arpa celtica è tra gli strumenti antichi uno tra i più completi, perché permette di eseguire insieme sia la melodia che l’accompagnamento e Irene De Bartolo è considerata una delle sue interpreti più versatili e coinvolgenti. L’arpista ferrarese, dopo un Diploma vecchio ordinamento in Arpa Classica e una Laurea in Musica da Camera, è stata la prima Italiana laureata in “Arpa celtica” (titolo ottenuto nel febbraio 2021). Lo spettacolo sarà l’occasione perfetta per ascoltare il suo nuovo album di musica celtica, che raccoglie alcuni dei brani più significativi e virtuosistici di questo particolare percorso di studi. ‘NIAMH – a taste of Celtic Harp’ è il titolo del suo ultimo lavoro. Niamh è un nome della mitologia irlandese e celtica, il nome della figlia del Dio Mare, ed è anche un nome proprio di persona femminile irlandese che significa “brillantezza”, “lucentezza”. Durante la serata il pubblico sarà accompagnato in un piccolo viaggio attraverso la cultura celtica e la sua musica.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Ferragosto Swing

A Forte Gisella di Verona, sabato 14 agosto, via Mantovana 117, va in scena la Jazzset Orchestra con lo spettacolo musicale ‘Ferragosto Swing’. L’evento, con inizio alle ore 21, è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. L’appuntamento è organizzato della Quarta circoscrizione in collaborazione con la Jazzset Orchestra.

Durante la serata la Jazzset Orchestra, formazione veronese composta da 18 orchestrali e due voci soliste, attiva da più di trent’anni in ambito nazionale ed estero, intratterrà il pubblico con l’esecuzione di pezzi strumentali e cantati di musica swing. Un repertorio tratto dai migliori testi delle più grandi big band americane del genere, fra le quali, le leggendarie figure di Duke Ellington, Count Basie, Glenn Miller, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald. Dirige l’orchestra Marco Ledri. Voci soliste Rossana D’Auria e Stefano Fusco.

Per informazioni è possibile contattare Giuseppe Tattoli – presidente Associazione Jazzset Orchestra, al numero 349 5113198 o via mail a: info@jazzset.it.

Al concerto è abbinata una raccolta fondi a scopo benefico in favore della San Vincenzo De Paoli della parrocchia di Santa Lucia Extra. In caso di maltempo la serata sarà recuperata il 28 agosto, allo stesso orario.

Roberto Bolis