Libertà in vinile

Sono racchiuse in un album in vinile le emozioni dell’ultima edizione di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, lo storico festival della provincia di Rovigo che unisce musica e diritti umani. Un disco ad edizione limitata e numerata. In tutto dodici brani, un importante sunto di una edizione particolarmente significativa dal momento che si è svolta con grande successo di pubblico nel pieno rispetto delle normative sulla pandemia, toccando fra luglio e settembre Adria, Rosolina Mare e Rovigo.

Il festival è nato nel 1998 per sostenere la Dichiarazione universale dei diritti umani grazie alla musica. “Ora come allora – spiega il direttore artistico Michele Lionello – i nostri musicisti raccontano ammalianti storie sonore, che arrivano ai cuori e aprono le menti; ora come allora il palco di Voci per la Libertà è la prima tappa e poi ecco che l’evento si cristallizza nella raccolta. A questo proposito vorrei ringraziare per la sensibilità tutti i protagonisti, artisti e discografici, che si sono resi disponibili per questa operazione”.

L’album, intitolato “Voci x la Libertà – Una canzone per Amnesty 23a edizione”, è stato realizzato con la casa discografica Ala Bianca, da sempre attenta alle proposte di qualità, ed è disponibile nei negozi tradizionali con distribuzione Warner Music.

La tracklist parte dai due vincitori di “Voci per la Libertà” 2020: Niccolò Fabi con il brano “Io sono l’altro” (Premio Amnesty International Italia nella sezione Big), e H.E.R. con “Il mondo non cambia mai” (vincitrice nella sezione Emergenti). Ma l’eclettica cantautrice-musicista pugliese compare anche con un’altra canzone, nata proprio per festeggiare la vittoria e dedicata ad Amnesty e a Voci per la libertà: “Il nostro mondo”. Non mancano poi le altre finaliste: Agnese Valle (con “La terra sbatte”), che ha vinto il Premio della critica; Adriana (con “Bumaye”), premio del pubblico; Assia Fiorillo (con “Io sono te”), premio “Il migliore per noi”; Micaela Tempesta (con “4M3N”). E poi gli ospiti: Marina Rei con “Donna che parla in fretta”, Margherita Vicario con “Mandela”, i Meganoidi con “Persone nuove”, The Boylers con “This Is My Place”, i Grace N Kaos, con “Blu cobalto”.

Sulla copertina campeggia lo slogan “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire l’importanza dell’impegno in favore dei diritti di tutte e di tutti.

Nel frattempo hanno preso avvio i lavori per assegnare i Premi Amnesty International Italia 2021 nelle due tradizionali sezioni: big ed emergenti. Per la prima sezione tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 28 febbraio, brani che siano stati pubblicati tra il 1 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, purché interpretati da un artista italiano noto e che trattino appunto temi legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Per la sezione emergenti è disponibile invece un bando di concorso a cui possono partecipare cantanti e band con un brano sui diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 3 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 15 marzo avranno inoltre la possibilità di partecipare al Premio WEB. Il bando e ulteriori informazioni sono disponibili su: http://www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

Da quest’anno “Voci per la libertà” sarà affiancata come media-partner da Rai Radio1, una delle più seguite radio italiane, che promuoverà il festival nella nuova edizione, la 24a, prevista dal 23 al 25 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), e nei vari altri appuntamenti precedenti e successivi.

La tracklist completa di “Voci x la Libertà – Una canzone per Amnesty 23a edizione”:

1 Niccolò Fabi – IO SONO L’ALTRO

2 H.E.R. – IL MONDO NON CAMBIA MAI

3 Marina Rei – DONNA CHE PARLA IN FRETTA

4 Agnese Valle (ft. Orchestra di Torpignattara) – LA TERRA SBATTE

5 Margherita Vicario – MANDELA

6 Adriana – BUMAYE

7 Assia Fiorillo – IO SONO TE

8 Micaela Tempesta – 4M3N

9 Meganoidi – PERSONE NUOVE

10 The Boylers – THIS IS MY PLACE

11 Grace N Kaos – BLU COBALTO

12 H.E.R. – IL NOSTRO MONDO

Per maggiori informazioni: http://www.vociperlaliberta.it

M.A.

“Cinema Samuele” di Bersani il miglior disco del 2020

È “Cinema Samuele” di Samuele Bersani il più bel disco italiano dello scorso anno per gli oltre cento giornalisti e critici musicali che hanno votato per il “Top 2020”, il referendum sui migliori album promosso dal “Forum del giornalismo musicale” (che si svolge da cinque anni nell’ambito del Mei – Meeting etichette indipendenti di Faenza).

A prevalere nella sezione riservata ai dischi d’esordio è stato invece Tutti fenomeni con “Merce funebre”.

L’iniziativa, a cura di Enrico Deregibus, è stata realizzata in collaborazione con l’Agimp (la neonata Associazione dei Giornalisti e critici Italiani di Musica legata ai linguaggi Popolari) e sotto l’egida del Mei. Fra i dischi assoluti, dopo Bersani si è classificato Diodato con “Che vita meravigliosa”. Poi, a seguire, Lucio Corsi con “Cosa faremo da grandi”, Brunori Sas con “Cip!” e Paolo Benvegnù con “Dell’odio dell’innocenza”. Negli album d’esordio dopo Tutti fenomeni troviamo Emma Nolde con “Toccaterra”. Al terzo posto Speranza con “L’ultimo a morire”, al quarto Buva con “Quarantena” e, a pari merito al quinto, Ariete con “Spazio” e Elasi con “Campi Elasi.

Nella categoria disco assoluto, per il 2017 c’era stato un pari merito fra Brunori Sas con “A casa tutto bene” e Caparezza con “Prisoner 709”, per il 2018 aveva vinto Riccardo Sinigallia con “Ciao cuore”, per il 2019 Vinicio Capossela con “Ballate per uomini e bestie”.

La categoria per il disco d’esordio è stata introdotta per il 2018, quando aveva vinto Giuseppe Anastasi con “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”, mentre per il 2019 si è affermato Fulminacci con “La vita veramente”.

Quest’anno il Forum ha voluto di nuovo andare alla ricerca delle migliori produzioni italiane dell’anno da poco trascorso, coinvolgendo giornalisti di ogni provenienza ed età, da quelli delle grandi testate cartacee alle webzine, dalle tv alle radio. Un così ampio e rappresentativo ventaglio di votanti ha permesso di avere un quadro attendibile delle preferenze del giornalismo e della critica musicale italiana più attenta sulla musica del nostro Paese.

Monferr’Autore

In live streaming “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Michael Nyman, dal famoso testo di Oliver Sacks

Michael Nyman

La pandemia e la susseguente chiusura dei luoghi della musica dal vivo non fermano tre importanti istituzioni musicali come OperaInCanto, Istituzione Universitaria dei Concerti e Nuova Consonanza che, pur di continuare la loro “mission”, uniscono le forze per recuperare, in live streaming, un titolo della programmazione autunnale. Non a caso, in quest’ottica di bella collaborazione, coraggio e visione per il futuro, il progetto musicale scelto parla, attraverso la musica di Michael Nyman, del potere taumaturgico della musica.

A interpretare i tre soli personaggi di questo atto unico, il soprano Elisa Cenni, il tenore Roberto Jachini Virgili e il basso Federico Benetti.

Fabio Maestri

Fabio Maestri dirige l’Ensemble In Canto, regia e impianto scenico sono di Carlo Fiorini.

Noto al grande pubblico per la collaborazione ai film di Peter Greenaway e per la fortunata colonna sonora del film Lezioni di piano di Jane Campion, Michael Nyman è anche un apprezzato autore di musica da concerto e per il teatro. Composta nel 1986, l’opera The Man who mistook his Wife for a Hat (L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello) è tratta dall’omonimo testo del neurologo Oliver Sacks (Risvegli, Musicofilia) che firma anche il libretto insieme a Christopher Rawlence e Michael Morris. Strutturata in un unico atto, l’opera associa la musica minimalista di Nyman al mondo della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, a cui Sacks ha dedicato i suoi studi, attraverso la curiosa vicenda del Dr. P, un musicista affetto da un raro disturbo, la “agnosia visiva”, che gli causava gravi difficoltà nel riconoscere le persone e gli oggetti su cui posava lo sguardo.

«L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello investiga il mondo di una persona (Dr. P) con agnosia visiva (o cecità mentale) -scrive il celebre neurologo-. Tali pazienti “vedono e non vedono”. Vedono colori, immagini, linee, oggetti, movimento, ma sono incapaci di riconoscerli. Non riconoscono persone, luoghi o oggetti comuni: il loro mondo visivo ha perso senso e familiarità».

Così ne parla il compositore: «La prima cosa che mi interessò fu il fatto che Sacks non descrive il problema neurologico del Dr. P, ma conduce il lettore passo per passo attraverso la scoperta della condizione del paziente: un processo narrativo che richiede un processo musicale parallelo». Nell’opera il Dr. S, come in un’indagine poliziesca, cerca di scoprire le cause del disagio del suo paziente e individua nella musica la sua unica possibile via di salvezza: l’uomo scambia sua moglie per un cappello, non sa riconoscere un guanto o il suo piede sinistro, ma continua a cantare, trova nella musica dei punti di riferimento e l’unica possibile cura per superare almeno in parte il suo problema. Un apologo, quindi, sul potere terapeutico della musica.

L’opera viene presentata in forma scenica, con una regia che gioca sulla sovrapposizione di diversi piani di ripresa, realizzati con tecnologie all’avanguardia, a voler metaforicamente alludere alla agnosia visiva di cui è affetto il protagonista.

I protagonisti dell’opera, che viene eseguita nella versione originale inglese (con sottotitoli in italiano), sono tre cantanti già apprezzati in importanti enti lirici e festival italiani e all’estero: il soprano Elisa Cenni (Mrs. P), il tenore Roberto Jachini Virgili (Dr. S) e il basso Federico Benetti (Dr. P). L’Ensemble In Canto (Anna Chulkina e Andrea Cortesi violini, Gianfranco Borrelli viola, Michele Chiapperino e Mattia Geracitano violoncelli, Marzia Castronovo arpa, Silvia Paparelli pianoforte) tra le formazioni ormai storiche del panorama della musica del Novecento e di oggi è diretto da Fabio Maestri, particolarmente apprezzato nel repertorio moderno e contemporaneo (ha al suo attivo una lunga serie di prime nei più importanti cartelloni del settore), che di Nyman ha già diretto con successo nel 2013 The Piano Concerto (solista Gilda Buttà) al Teatro Petruzzelli. La regia e l’impianto scenico sono di Carlo Fiorini.

Dello spettacolo erano previste rappresentazioni lo scorso novembre e dicembre ad Amelia e Terni per il festival OperaInCanto, e poi a Roma per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti e per il 57° Festival di Nuova Consonanza. In seguito alla chiusura dei teatri causata dall’emergenza Covid-19 l’opera sarà trasmessa in live streaming sabato 13 febbraio 2021 alle ore 21:00 e resterà fruibile fino al 20 febbraio. La si potrà vedere sui vari canali YouTube, pagine Facebook e siti internet delle tre istituzioni coinvolte.

Link da cui si può vedere l’opera

Canali Youtube

IUC: https://www.youtube.com/user/iucsapienza2011

Nuova Consonanza: https://www.youtube.com/c/nuovaconsonanzalive

OperaInCanto Terni: https://www.youtube.com/channel/UCzeSfdOdWW6IY9z7mBGAdQQ

Pagine Facebook

https://www.facebook.com/Associazione-InCanto-1412885585601023/

https://it-it.facebook.com/Istituzione.Universitaria.dei.Concerti/

https://www.facebook.com/nuova.consonanza

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

Il nuovo singolo di Noa

Esce il 12 febbraio 2021 su tutte le principali piattaforme digitali della musica il nuovo singolo di Noa! La cantante internazionale ha scelto uno standard del jazz che rappresenta il suo desiderio di comunicare al mondo l’Amore, necessario, indispensabile e insostituibile specialmente in questa fase critica della storia degli esseri umani. MY FUNNY VALENTINE, congeniale celebrazione per la ricorrenza del giorno degli innamorati, è il primo singolo ad anticipare l’album AFTERALLOGY, realizzato nel suo studio in epoca pandemica insieme al chitarrista Gil Dor, col quale collabora da oltre trent’anni.

 “Questa è in assoluto la mia canzone preferita – afferma Noa – credo di averla eseguita centinaia di volte fin dal primo giorno della mia carriera ed è incredibile come ogni volta che la canto scopro qualcosa di bellissimo in essa, come i sentimenti e il modo speciale in cui è stata scritta. Credo inoltre che sia un brano molto rilevante per i nostri tempi: oggi ognuno lavora per essere artificialmente perfetto e adeguato in una società che si basa esclusivamente sull’apparenza; questa canzone invece sembra ripetere ‘Ti amo per quello che sei e perché interessa quello che c’è dentro di te’. Si tratta dell’amore puro e vero, di qualcuno cioè che ci accetta per quello che siamo realmente, ed è per questo che ho pensato che il miglior modo per interpretarla non fosse quello di ‘sporcarla’ con virtuosismi o arzigogoli vocali ma quello di seguire una linea vocale semplice che mettesse in risalto l’emozione specifica sprigionata dall’essenza del brano. E anche il finale, che ogni volta che lo ascolto mi provoca un grande struggimento melanconico, è stato naturalmente generato dalle nostre improvvisazioni sentimentali e non poteva riuscire meglio insieme a Gil, anche in virtù della nostra longeva collaborazione. Queste sono sensazioni che vengono generate da posti molto profondi e lontani e che hanno il merito di unire una moltitudine di esseri umani diversi tra loro attraverso l’ascolto di una stessa canzone, nel cuore dei cuori di tutti”.

Nell’intero progetto discografico, solo voce e chitarra, in uscita a fine aprile, sono stati selezionati brani di autori, poeti e compositori vicini a Noa per stile, pensiero e contenuti: tra questi Cole Porter, Lea Goldberg, Pat Metheny, Leonard Bernstein, Rodgers & Hammerstein e molti altri. Un dialogo continuo tra Noa e Gil che, a distanza di decenni, può confermare, come evoca lo stesso titolo dell’album, che “dopo tutto” loro due sono ancora qui, più presenti che mai…

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

“Voci per la Libertà-Una canzone per Amnesty”

L’anno di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” si apre con molte importanti novità, a partire dalla media partnership con Rai Radio1, una delle più seguite radio italiane, che affiancherà il festival nella nuova edizione, la 24a, prevista dal 23 al 25 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), e nei vari altri appuntamenti precedenti e successivi.

Grande soddisfazione del direttore artistico Michele Lionello che dichiara: “siamo davvero orgogliosi per questa significativa partnership che accompagnerà il festival 2021, Rai Radio1 seguirà la manifestazione con un’importante copertura mediatica che darà ancora più prestigio al lavoro di promozione della musica e dei diritti umani”.

È una nuova media partnership – dice Simona Sala, direttrice di Radio 1 e dei GR – che accende un riflettore importante sul festival musicale di Amnesty International. Un tema, quello dei diritti umani, che Radio 1 considera sempre più centrale nella sua programmazione. Risulta dunque naturale instaurare un legame con una manifestazione che da 24 anni se ne occupa attraverso la cultura musicale di qualità e l’aggregazione giovanile”.

Mentre si avviano i lavori per le prime fasi del Premio Amnesty International Italia 2021 nelle sezioni emergenti e big (riservate a canzoni che trattino di diritti umani), il 5 febbraio uscirà la versione in vinile ad edizione limitata e numerata della raccolta della 23a edizione, che raccoglie i brani dei protagonisti del festival 2020, dai vincitori Niccolò Fabi e H.E.R. ai nomi affermati come Marina Rei, Margherita Vicario e Meganoidi, fino alle finaliste del contest per emergenti, Agnese Valle, Adriana, Assia Fiorillo, Micaela Tempesta e agli ospiti Grace N Kaos e The Boylers. Il lavoro, pubblicato da Ala Bianca, è già disponibile nella versione in digitale (questo il multilink: vocixlaliberta.lnk.to/2020 ).

Numerose poi le iniziative online che vedranno il festival come protagonista. Voci per la Liberà è tra i promotori del Rainbow FreeDay (www.rainbowfreeday.com), un’iniziativa nata da una cordata di operatori della cultura e dello spettacolo per mettere al centro dell’attenzione la creatività più creativa che c’è, quella dei lavoratori indipendenti. Dal 15 al 30 gennaio si alterneranno musica, cinema, arte letteratura e molto altro. Voci per la Libertà sarà presente il 17 alle 15 con i finalisti dell’ultima edizione, il 23 alle 18 con Michele Lionello che assieme alla Rete dei festival farà un focus sui contest per emergenti e il 26 alle 21 con H.E.R., che sarà ospite di Red Ronnie TV.

Il 5 febbraio invece, sui canali social del festival, alle 21 ci sarà la presentazione ufficiale dell’album in vinile, “Voci x la Libertà – Una canzone per Amnesty 23a edizione”, con molti dei protagonisti della raccolta e la conduzione di Savino Zaba.

Per quanto riguarda i Premi Amnesty International Italia 2021, nella sezione dedicata ad un big della musica italiana tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 28 febbraio, brani che siano stati pubblicati tra il 1 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, che siano interpretati da un artista italiano noto e che trattino appunto temi legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà ne selezionerà dieci. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, studiosi, intellettuali, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le canzoni candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2021.

Negli anni hanno vinto questo premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie Hi-Nrg, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci e Niccolò Fabi.

Nel frattempo è partito anche il concorso per il premio riservato agli artisti emergenti con il nuovo bando, a cui possono partecipare cantautori e band con un brano sui diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 3 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 15 marzo avranno inoltre la possibilità di partecipare al Premio WEB. Il bando e ulteriori informazioni sono disponibili su: http://www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

Monferr’Autore (anche per l’immagine)

Free Patrick Zaki, maratona musicale

L’8 febbraio sarà il primo triste anniversario dell’arresto di Patrick Zaki. In quell’occasione Amnesty International Italia, MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Voci per la Libertà organizzano “Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”, un evento in streaming per chiedere l’immediato rilascio dello studente egiziano, che è detenuto in carcere come prigioniero di coscienza a causa del suo lavoro per i diritti umani e per le sue opinioni politiche espresse sui social media.

Fino al 31 gennaio 2021 è aperta la call per aderire all’evento, un invito a tutti i musicisti a sostenere con la propria musica la campagna per la liberazione di Patrick e più in generale di tutti i prigionieri di coscienza rapiti, torturati e reclusi ingiustamente.

Dicono i promotori: “l’8 febbraio sarà il momento di farci sentire compatti e più determinati che mai. Patrick Zaki deve tornare ai suoi studi a Bologna. Proprio per questo invitiamo alla mobilitazione il mondo della musica. Dedichiamo questa iniziativa a tutte quelle giovani donne e uomini che viaggiano per il mondo per studiare, ricercare, condividere e costruire una società migliore”.

Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”

Tutti gli artisti sono invitati ad aderire con un video di una performance musicale di qualche minuto dedicata a Free Patrick Zaki ed appositamente realizzata.

Per adesioni e maggiori informazioni scrivere a vocixpatrick@gmail.com entro e non oltre il 31 gennaio

Nella maratona musicale, che verrà trasmessa in streaming su numerosi canali grazie a molteplici partner, si alterneranno video e interventi in diretta.

Cronologia degli eventi

Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki, studente del Master in Studi di genere dell’Università “Alma Mater” di Bologna, è stato fermato all’aeroporto del Cairo, la capitale dell’Egitto.

Dopo diverse ore di sparizione forzata, è ricomparso il giorno dopo di fronte alla Procura della città di Mansura, dove è stato convalidato l’arresto, sulla base di un mandato di cattura contenente le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo.

Dopo estenuanti rinvii, le prime due udienze del processo si sono tenute solo a luglio. Nella seconda, il 26 di quel mese, Patrick Zaki ha potuto vedere per la prima volta i suoi avvocati dal 7 marzo. In quell’occasione è apparso visibilmente dimagrito. Il 25 agosto, sempre per la prima volta da marzo, ha potuto avere un breve incontro con sua madre. Il 7 dicembre il giudice della terza sezione del tribunale antiterrorismo del tribunale del Cairo ha annunciato il rinnovo per 45 giorni della custodia cautelare.

Dopo una prima fase di cinque mesi di rinnovi quindicinali ritardati dall’emergenza Covid, per Patrick Zaki è iniziata quella dei prolungamenti di 45 giorni che può protrarsi fino a un tempo massimo di due anni, come previsto dalla legge egiziana. Le accuse a suo carico sono basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake, a differenza dei procuratori, ma che hanno configurato i reati di diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici. Reati che gli fanno rischiare fino a 25 anni di carcere. “L’obiettivo della detenzione preventiva prolungata è di consegnare un prigioniero all’oblio. Per questo, è fondamentale che in vista dell’udienza di sabato prossimo, e di quelle che eventualmente seguiranno, non si disperdano l’entusiasmo, l’emozione e la solidarietà dell’ultimo mese e che ognuno continui a fare la sua parte”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Il 19 dicembre Patrick Zaki ha potuto incontrare nuovamente la madre nel carcere di Tora. Le ha detto queste parole: “Sono fisicamente e mentalmente esausto, non ne posso più di stare qui e mi deprimo a ogni tappa dell’anno accademico mentre sono qui invece che con i miei amici a Bologna”.

In questi mesi la famiglia aveva ricevuto da Patrick Zaki solo due brevi lettere a fronte delle almeno 20 che aveva scritto e inviato.

Ulteriori informazioni su http://www.vociperlaliberta.it

Monferr’Autore

Inaugura la stagione del Teatro Regio di Parma

Michele Mariotti dirige “Ernani” nel 2020

Ad apertura d’anno e della nuova Stagione 2021 del Teatro Regio di Parma, martedì 12 gennaio 2021, alle ore 20.30, dalla platea del Regio, cuore pulsante della socialità musicale cittadina e luogo di ritrovo di generazioni di appassionati di musica e d’opera di tutto il mondo, si leveranno le note della Sinfonia n. 9, in re minore, op. 125, “Corale” di Ludwig van Beethoven nell’esecuzione di Michele Mariotti che ritorna sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani, su cui si staglierà un quartetto vocale composto da Christiane Karg, soprano, Veta Pilipenko, mezzosoprano, Francesco Demuro, tenore, Michele Pertusi, basso.

Lo spettacolo, trasmesso in diretta televisiva su 12 Tv Parma e in diretta streaming a pagamento sulla pagina di Facebook del Teatro Regio, al prezzo simbolico di € 1,09, è l’omaggio del Regio alla cittadinanza e a tutti coloro che non potranno raggiungere la città di Parma, cui il Teatro si rivolge proprio alla vigilia del santo patrono della Città, Sant’Ilario, data della consueta cerimonia d’inaugurazione della Stagione lirica.

Raggiungere il nostro pubblico cittadino e la platea degli appassionati di musica e d’opera dei cinque continenti, che attende con impazienza di poter venire o di tornare a trovarci a Parma, afferma Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio, spalancando virtualmente le porte del Regio al mondo grazie alle nuove tecnologie, ci consente di proiettare nuovamente l’attività del Teatro in avanti, verso il prossimo orizzonte della nostra vera e propria riapertura al pubblico, che sembra in questo inizio di 2021 sempre meno lontano.  Ci auguriamo frattanto che il nostro debutto in streaming su di una piattaforma social come Facebook, dopo numerosi streaming su piattaforme specializzate e sul nostro sito istituzionale, ci permetta di conquistare nuove fasce di pubblico.

L’anno passato, tra dubbi e speranze, ci ha visto sprigionare “Scintille d’opera” in occasione della XX edizione del Festival Verdi. Oggi, è alla schilleriana “scintilla degli Dei”, la gioia, al suo potere “curativo” degli animi e alla sua capacità di affratellare gli esseri umani che ci appelliamo, ritrovando sul podio Michele Mariotti alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio, applauditi in Ernani al Festival Verdi, in un programma interamente dedicato alla Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Una scelta che travalica l’omaggio del Regio, in coda al 250° anniversario dalla nascita di Beethoven, che assume oggi un forte significato simbolico”.

Questo evento – sottolinea Alberto Triola, Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini – rappresenta un ulteriore ed importante segnale del rapporto di amicizia e collaborazione tra Fondazione Toscanini e Teatro Regio. È significativo che le due principali istituzioni musicali della città celebrino insieme la ricorrenza del Patrono Sant’Ilario con un programma dal grande valore artistico e musicale, arricchito dalla presenza sul podio di Michele Mariotti”.

Attorniati dalla scenografia trompe-l’oeil della camera acustica decorata da Giuseppe Carmignani (Parma, 1807-1852), una struttura storica originale del Teatro realizzata con pannelli di canapa montati su telai lignei in una struttura telescopica componibile, l’orchestra sarà disposta nel parterre della Sala, in cui sono state smontate e da cui sono temporaneamente state rimosse le sedute, a ridosso del palcoscenico, sul quale saliranno invece i membri del Coro del Teatro Regio di Parma, distanziati in base al protocollo in materia di sicurezza sanitaria attualmente in vigore. L’esecuzione del recitativo “O Freunde, nicht diese Töne” e del coro “Freude, schöner Götterfunken”, nel quarto movimento della Sinfonia, sarà accompagnata dallo scorrimento negli appositi schermi sovrastanti il boccascena di sottotitoli con la traduzione del testo originale di Friedrich Schiller.

Il “puzzle” della Nona Sinfonia inizia a prendere forma definitiva soltanto a partire dal 1822, sebbene molti suoi elementi musicali si possano individuare in lavori precedenti, oltre a comparire in forma di appunti e schizzi nei taccuini di Beethoven sin dal 1794 e che, si presume, l’idea di un componimento ispirato al famoso apostrofo di Schiller alla fratellanza universale trottasse nella testa di Beethoven sin dagli anni in cui, ancora giovane studente di filosofia all’Università di Bonn, ebbe l’opportunità di conoscere l’opera del poeta e quell’Ode An die Freude (scritta nel 1785 e pubblicata nel 1786) che era diventata un simbolo degli ideali dei giovani tedeschi. Il successo della sua prima esecuzione, al Theater an der Wien, il 7 maggio 1824, è registrato nella storia da un’immagine: quella della miriade di fazzoletti sventolati in aria dal pubblico in segno di apprezzamento dell’opera di un artista, ormai del tutto sordo, che volle nonostante tutto imprimere il suo sigillo interpretativo in veste di direttore, furiosamente gesticolante alla testa di un’orchestra condotta in porto dal primo violino, all’esecuzione dell’opera.

Il brano testimonia pienamente del potere intellettuale oramai detenuto da Beethoven di penetrare nel livello gestuale al di sotto della forma sonata, dove sapeva manipolare gli elementi di base dello stile della sonata in un modo più completo e meno formalistico che mai. In termini tecnici, lo sviluppo della sua forma sinfonica può essere visto come la proiezione dei principi alla base dello stile sonata sulla scala del lavoro totale in quattro movimenti, piuttosto che su quello del singolo movimento in forma di sonata. Il Beethoven della maturità si dimostra alle prese con i fondamenti musicali. E si avverte la stessa comprensione delle essenze quando isola un dettaglio melodico, armonico o ritmico di un tema e poi sembra “comporlo”, per spiegarne le implicazioni più avanti nel pezzo. L’attenzione si è definitivamente posata sul “processo”.

La capacità espressiva, dalla gamma ampliata e l’evidente intento radicale di quest’opera, che la distingue dalle sinfonie nella tradizione del XVIII secolo si assommano alla fascinazione suscitata dall’altro lato dell’ideale sinfonico che essa manifesta, non meno essenziale, la combinazione della sua dinamica musicale, ora estremamente potente, e suggestioni di extra-musicali, che conferisce ai suoi brani un’inconfondibile aura etica. Si manifesta qui anche il crescente interesse di Beethoven per la melodia popolare, cosa che non sorprende per chi ha arrangiato oltre 150 canti popolari per Thomson in questi anni. Il ciclo di canzoni An die ferne Geliebte op.98 (1816) segna forse l’approccio più vicino di Beethoven all’ideale di Goethe della Volksweise come base per la composizione della canzone. Semplici melodie evocative di canti e balli folcloristici sono costantemente presenti negli ultimi quartetti e in altra musica. Nel migliore spirito del primo romanticismo, Beethoven cercava un nuovo livello di base di contatto umano attraverso la semplicità della canzone, senza raffinatezza o artificio. Questi suoi toni, “più piacevoli e più gioiosi”, assieme alla sua invocazione all’unità, alla condivisione, alla fratellanza sono tra le ragioni del destino della composizione, scelta quale inno dal Consiglio d’Europa già nel 1972, e poi come Inno dell’Unione Europea nel 1985.

Paolo Maier (anche per le fotografie)

Concerto di Capodanno dell’Orchestra e del Coro Teatro Carlo Felice di Genova in TV

Francesco Meli e Serena Gamberoni

Costretto ad annullare il consueto Concerto di Capodanno in presenza, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria, il Teatro Carlo Felice di Genova non rinuncia a festeggiare l’inizio del nuovo anno insieme al suo pubblico. Il 1 gennaio 2021, alle ore 10.30 e alle ore 18.30, l’emittente televisiva Primocanale trasmetterà uno speciale Concerto di Capodanno a porte chiuse con protagonisti il direttore Andriy Yurkevych, i cantanti Serena Gamberoni (soprano), Francesca Benitez (soprano), Francesco Meli (tenore),

Michele Patti

Michele Patti (baritono) e l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato dal Maestro Francesco Aliberti. Il concerto – in coproduzione con Primocanale Productions – verrà riproposto on line il 5 gennaio, alle ore 21.00, sui canali social del Teatro Carlo Felice, sul sito dell’ANFOLS e sul sito della rivista “l’Opera”.

Francesca Benitez

Il concerto è interamente dedicato all’operetta, un genere che, per leggerezza e raffinatezza, si presta in modo particolare a salutare con la musica l’arrivo del nuovo anno. In programma le più celebri e amate pagine dalle operette di Johann Strauss Jr., Franz Lehár, Franz von Suppé e Jacques Offenbach.

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)

Il Concerto di Natale con la Big Band

Anche il Natale 2020 avrà il suo tradizionale concerto. Senza pubblico dal vivo, ma in streaming e quindi accessibile a tutti. Oggi, mercoledì 23 dicembre, alle 21, dal Teatro Camploy, la Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona si cimenterà con le più famose canzoni della tradizione leggera americana del secolo scorso. L’evento, voluto dal Comune di Verona e diretto dal maestro Marco Pasetto, sarà trasmesso sul canale Youtube della Big-Band e sulla pagina facebook dell’Altro Teatro. Il video integrale verrà poi pubblicato anche sul sito del Comune di Verona.

In un periodo come questo – sottolinea l’assessore alla Cultura Francesca Briani – non abbiamo voluto rinunciare agli auguri in musica che da anni caratterizzano la programmazione natalizia offerta alla nostra comunità. Certo, come tutti ci siamo dovuti adeguare ai tempi della pandemia e gli spettatori invece che sulle poltroncine del Camploy saranno seduti sui divani di casa, ma questo non cambierà il calore che i brani, scelti dalla Big-Band per celebrare le feste, sapranno infondere in tutti noi”.

Tra le canzoni in scaletta, All the Things You Are, My Favorite Things, Blue Moon, My Funny Valentine, tratte da celebri musical scritti da autori e compositori come Irving Berlin, George Gershwin, Cole Porter, Jerome Kern, Richard Rodgers e William Hurt. Sono brani diventati nel tempo dei classici del jazz, cantati e suonati dai più grandi interpreti della musica afroamericana. Il concerto si concluderà con White Christmas, scritto da Berlin e diventato uno dei più popolari temi natalizi.

La serata si inserisce nella rassegna ‘La Città del Jazz’, giunta alla sesta edizione.

Roberto Bolis

Stasera concerto sinfonico del Carlo Felice di Genova in TV

Il direttore Andrea Battistoni

Il concerto sinfonico del 16 ottobre scorso al Teatro Carlo Felice di Genova, l’ultimo dal vivo prima della chiusura al pubblico in ottemperanza al DPCM del 24 ottobre 2020, verrà trasmesso stasera, 2 dicembre, alle ore 20.30, all’interno del “cartellone” di Radio3 Suite, storica trasmissione di musica e cultura del terzo canale radiofonico della Rai.

Il violinista Kevin Zhu

I protagonisti del concerto, in collaborazione con il Paganini Genova Festival, sono il direttore d’orchestra Andrea Battistoni, trentatré anni, e il violinista Kevin Zhu, diciannove. Veronese, violoncellista, compositore (élan vital, 2016), scrittore (Non è musica per vecchi, 2012), Battistoni ha esordito come direttore nel 2008, nel 2012 è diventato il più giovane direttore mai salito sul podio del Teatro alla Scala, nel 2016 è stato nominato Direttore Principale della Tokyo Philharmonic e dal 2017 al 2019 ha ricoperto il ruolo di Direttore Principale dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Zhu, nato a Maryland (USA), ha iniziato lo studio del violino a tre anni, cominciando fin da subito a tenere concerti in pubblico e a vincere concorsi; un percorso culminato nel 2018 con il trionfo al Premio Paganini.

I due giovani musicisti, insieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice, affrontano due pagine di ampio respiro e di grande impegno tecnico-interpretativo. Il programma si apre con il Concerto in si minore per violino e orchestra op. 61 di Edward Elgar, una partitura di ispirazione tardo-romantica, nonostante sia stata composta tra il 1909 e il 1910, in cui l’orchestra non si limita ad accompagnare il solista, ma partecipa da co-protagonista al discorso musicale; un caposaldo della letteratura concertistica inglese di inizio Novecento, che merita di essere conosciuto non meno del suo omologo – e più celebre – Concerto per violoncello in mi minore op. 85.

 

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)