29 edizioni per il Verbier Festival di luglio

Il Verbier Festival è uno dei più importanti eventi dedicati alla musica dell’estate europea, l’unico che si svolge in alta quota, a Verbier in Svizzera (a poco più di 2 ore da Milano). Fondato da Martin T:son Engstroem, ex manager di Deutsche Grammophon, quasi 30 anni fa (nel 23 ricorrerà  il trentennale) quando, a seguito di una vacanza con la famiglia, decise che questo incantevole villaggio incastonato tra le montagne del vallese potesse essere il luogo ideale per organizzare un Festival musicale chiamando a raccolta i grandi della musica, musicisti e direttori d’orchestra in un’atmosfera rilassata e di grande condivisione artistica.

Dal 15 al 31 luglio, per 17 intensi giorni, a Verbier si danno appuntamento i grandi protagonisti dei palcoscenici internazionali ma anche le stelle in ascesa, e non sono poche le “scoperte” fatte dal direttore Engtroem nel corso degli anni. 

Forte di ben tre orchestre (Verbier Festival Orchestra; Verbier Chamber Orchestra; Verbier Festival Junior Orchestra) il Verbier Festival offre un programma eccezionale che segna il ritorno di alcuni dei suoi artisti più affezionati come Martha Argerich, Gautier Capuçon, András Schiff, Alexandre Kantorow, Evgeny Kissin, Yuja Wang, Stanislas de Barbeyrac, Lucas Debargue, Daniil Trifonov, Martin Fröst, Gianandrea Noseda oltre ad altri 250 artisti ed ensemble.

Tra i punti salienti, il concerto di apertura del direttore Gianandrea Noseda alla testa della Verbier Festival Orchestra (VFO), con i compositori Rodion Shchedrin e Dmitri Shostakovich. Il VFO avrà anche l’opportunità di collaborare con il Maestro Noseda – nell’opera di Verdi Un ballo in maschera – così come con rinomati direttori d’orchestra come Charles Dutoit e Klaus Mäkelä.

Gábor Takács-Nagy dirigerà il leggendario Don Giovanni di Mozart in compagnia delle voci eccezionali di Peter Mattei, Olga Peretyatko, Magdalena Kožená, Mikhail Petrenko e Fatma Saïd per citarne solo alcune. La seconda serata del Direttore Musicale della Verbier Chamber Orchestra proporrà il Concerto n. 1 di Beethoven, eseguito da Martha Argerich, e dalla magistrale Sinfonia n. 9, arricchita dal Münchener Bach-Chor. Il VFCO si esibirà successivamente con András Schiff, Reinhard Goebel, Klaus Mäkelä e Claudio Vandelli.

Noti tradizionalmente per i grandi recital solistici alla Salle des Combins, Evgeny Kissin, Daniil Trifonov e Yuja Wang avranno la loro serata, a cui si aggiungeranno altre collaborazioni artistiche di musica da camera e concerti con i loro amici e partner András Schiff, Leonidas Kavakos, Gautier Capuçon, l’Ebony Quartet e Thomas Hampson.

Ogni anno, il Festival ospita eventi e artisti al di fuori della musica classica, che si tratti degli imperdibili “Rencontres Inédites” (tre nel 2022), dei concerti del mandolinista Avi Avital, del chitarrista MILOŠ o del flautista Stathis Karapanos, o ancora dagli accenti jazz delle due serate proposte da Brad Mehldau e dallo spettacolo “For you” dello stupefacente Thomas Quasthoff, con il quale elettrizzerà la Salle des Combins.

Per chiudere la 29° edizione, Charles Dutoit e Martha Argerich, duo iconico della scena musicale del Festival, proporranno un programma moderno attorno a Kodály, Prokofiev e Stravinsky.

Oltre alle leggende, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare i giovani talenti quali Alexandre Kantorow, Nobuyuki Tsujii, Zlatomir Fung, Alexander Malofeev, Jakub Józef Orliński oltre a Daniel Lozakovich, Mao Fujita, Timothy Chooi, tutti e tre ex allievi dell’Accademia di Verbier. Quest’anno il Festival accoglie anche Tsotne Zedgninidze, giovane prodigio di soli 12 anni, che terrà un recital in cui presenterà una sua composizione. Laboratorio dove si coltivano i talenti di domani, l’Accademia metterà in risalto la crème de la crème dei musicisti; la Verbier Festival Junior Orchestra terrà tre concerti, sotto la direzione di Roberto González-Monjas, Christoph Eschenbach e Stanislav Kochanovsky, che chiuderanno il ciclo di opere a Verbier con Hänsel e Gretel di Humperdinck. Solisti, cantanti e ensemble dell’Accademia si esibiranno per tutto il Festival nelle ormai tradizionali e tanto amate Showcase.

Accanto agli eventi cosiddetti mainstage c’è Unlimited, quest’anno ulteriormente arricchito con attività ed eventi sempre più accessibili, tra cui concerti “segreti”, escursioni musicali, conferenze, laboratori per bambini, Philanthropy Forum.

Mentre la Verbier Accademy continua a crescere con masterclass ancora una volta aperte al pubblico, recital e concerti, oltre a un’esecuzione di Hänsel und Gretel di Humperdinck in collaborazione con la Verbier Festival Junior Orchestra.

Nel ritrovare i suoi prestigiosi sponsor principali, il Verbier Festival è orgoglioso di annunciare che SICPA diviene Sponsor principale della 29° edizione. SICPA è un fornitore globale di inchiostri di sicurezza e soluzioni di identificazione, tracciabilità e autenticazione di sicurezza. Major Sponsor nel 2021, anche SICPA si è impegnata per la sicurezza dell’evento. Il Festival di Verbier desidera esprimere la sua gratitudine per questo rinnovato sostegno per il futuro.

Il Verbier Festival è un festival di musica classica che sviluppa incontri e scambi tra i grandi maestri e i giovani musicisti di tutto il mondo. Attraverso i suoi vari programmi educativi, si impegna in un processo di eccellenza per l’educazione musicale. La 29a edizione del Verbier Festival si svolgerà dal 15 al 31 luglio 2022 a Verbier (Svizzera) ed è reso possibile grazie al sostegno di numerosi filantropi, aziende e autorità pubbliche, in particolare Madame AlineForiel-Destezet, Les Amis Festival de Verbier Festival, i principali donatori del Festival, tra cui il Chairman’s Circle, il Comune di Val de Bagnes, Loterie Romande, il Canton Vallese e i suoi sponsor principali banca Julius Baer e SICPA.

S.E.

Verso Berio 100

Due autori distanti nel tempo e nello spazio quanto Robert Schumann e Luciano Berio, un’unica fonte di ispirazione: gli autografi delle ultime sinfonie, la “Grande” e l’incompleta Decima di Franz Schubert. In Schumann, lunedì 25 aprile alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice di Genova, Fabio Luisi, direttore onorario del Teatro sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice conduce alla scoperta dei sottili, reconditi legami tra un gigante della tradizione sinfonica europea del Romanticismo, come Robert Schumann, e uno dei massimi rappresentanti italiani della scena musicale post avanguardistica mondiale, fautore di una rivoluzione linguistica, poetica, sonora che giunge sino ai nostri giorni, qual è Luciano Berio, tra le massime espressioni di una civiltà musicale che affonda le sue radici in Liguria e che la Fondazione Teatro Carlo Felice desidera riscostruire e celebrare con nuove produzioni concertistiche e operistiche.

In programma, la Sinfonia n. 4 in re minore, op.120 di Robert Schumann e Rendering di Luciano Berio, la cui esecuzione segna l’avvio del percorso concertistico Verso Berio 100, dedicato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova in collaborazione con il Centro Studi Luciano Berio all’esplorazione del corpus strumentale per orchestra e operistico del compositore originario di Oneglia, che culminerà nel 2025, anno del centesimo anniversario della sua nascita.

Il concerto, che si tiene nel giorno della 77° ricorrenza della Festa della Liberazione sarà preceduto alle ore 19.45 da una breve esibizione introduttiva del Coro accademico nazionale ucraino G. Veryovka, diretto da Igor Kuriliv, con sede a Kiev. La compagine sarà protagonista di un concerto dedicato, mercoledì 27 aprile alle ore 19.45 al Teatro Carlo Felice, il cui incasso sarà interamente devoluto a sostegno della popolazione ucraina. Il concerto, promosso dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, in collaborazione con il Teatro Carlo Felice, segnerà la prima data di una tournée nazionale.

Luciano Berio compone la “sinfonia” in tre movimenti (Allegro, Andante, Allegro), Rendering, in omaggio a Franz Schubert tra il 1989 e il 1990, per la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, sulla base degli appunti che il compositore viennese andava accumulando nelle ultime settimane della sua vita in vista di una Decima Sinfonia in re maggiore (D. 936 A). Usando l’organico orchestrale dell’Incompiuta e cercando di salvaguardare, in alcune sue parti, un colore schubertiano, Berio restaura la frammentaria partitura, non la ricostruisce, seguendo “nello spirito, quei moderni criteri di restauro che si pongono il problema di riaccendere i vecchi colori senza però celare i danni del tempo e gli inevitabili vuoti creatisi nella composizione (com’è il caso di Giotto ad Assisi)”, come spiega egli stesso sue note. E così, nei vuoti tra uno schizzo, di ispirazione mendelssohniana e altre parti che “sembrano abitate dallo spirito di Mahler”, inserisce un tessuto connettivo sempre diverso e cangiante, sempre pianissimo e «lontano», intessuto di reminiscenze dell’ultimo Schubert, e attraversato da riflessioni polifoniche condotte su frammenti di quegli stessi schizzi, che comprendono molte parti di grande estro contrappuntistico, segnalando i suoi interventi attraverso l’uso di suoni particolari, come quello della celesta.

La Sinfonia n. 4 in re minore op.120 fu scritta da Robert Schumann sull’onda della scoperta dell’autografo di una sinfonia in do maggiore di Franz Schubert, da lui ritrovato nel 1839 tra le partiture incluse nel lascito del compositore viennese, finito in possesso del fratello Ferdinand, anch’egli compositore. Entusiasta dell’ultima e più grande delle sinfonie di Schubert, Schumann ne sottolineò a suo tempo “la completa indipendenza da Beethoven”, così come fece nelle sue note su Rendering Luciano Berio, secoli dopo. L’opera fu composta durante l’estate del 1841, sull’onda dell’impulso grazie a cui vennero alla luce nel gennaio dello stesso anno la Prima Sinfonia e, appena dieci giorni prima, la Fantasia per pianoforte e orchestra (partitura che confluirà nel Concerto per pianoforte op.54) oltre agli abbozzi di una terza sinfonia, quella in do minore. Il modesto esito della sua prima, il 6 dicembre al Gewandhaus di Lipsia e l’insoddisfazione dell’autore fecero sì che la partitura, pronta alla stampa, fosse ritirata. L’opera venne drasticamente revisionata soltanto nel 1851 per essere data alla stampa nella forma definitiva nel 1853.  Per un compositore il cui mondo poetico era stato fino ad allora così fortemente legato alle forme miniaturistiche e ai contesti formali “liberi”, di ispirazione poetica, la sontuosa Quarta Sinfonia rappresenta una svolta senza precedenti, con l’adozione di un’unica tonalità cioè il re, maggiore o minore, che rimane sostanzialmente immutata fino alla fine, l’unità tematica, a partire da materiale derivante dai tre motivi presenti nell’introduzione, il suo sviluppo organico, in un unico flusso tematicamente interrelato in grado di sintonizzarsi con l’espressione dei più svariati e contrapposti stati emotivi, alla luce di un anelito mai sopito a rappresentare il mondo dei sentimenti in forma fantastica e musicale: dall’inquietudine, nel primo movimento (Moderatamente lento, vivace) alla struggente espressività, nella Romanza (Moderatamente lento), alla vigorosa passionalità, nello Scherzo (Vivace), alla contemplazione idilliaca, nel Trio fino alla trascinante esultanza, nel finale (Lento, vivace, più presto).

Teatro Carlo Felice, venerdì 22 aprile 2022, ore 20.00

Programma

Schumann

LUCIANO BERIO (Imperia, 24 ottobre 1925 – Roma, 27 maggio 2003)

Rendering

Verso Berio 100

ROBERT SCHUMANN   (Zwickau, 8 giugno 1810 – Endenich, 29 luglio 1856)    

Sinfonia n. 4 in re minore op. 120
Fabio Luisi, direttore
Orchestra del Teatro Carlo Felice

Nicoletta Tassan Solet

“Aperitivi musicali” domani a Castelnuovo del Garda

Evento dedicato al musical, dalla romanza alle opere classiche, intervallato da brani di piano solo interpretati dalla pianista Sara Silingardi, presso DIM-Teatro Comunale di Castelnuovo del Garda (Via San Martino, 4, località Sandrà) domenica 24 aprile alle ore 18. Programma

P.A. Tirindelli… So

P. Tosti… Sogno

L.Denza.… Funiculi funicolà piano solo

R.Stothart… Totem Tom-Tom (da “Rose Marie”)

F. Lehar… Tu che m’hai preso il cuor (da “Il paese del sorriso)

F. Lehar… Polonaise-Tanz-Vilja Lied (da “La vedova allegra”) piano solo

L. Bard… Il Walzer di Frou Frou (da “La Duchessa del Bal Tabarin”)

G. Gershwin… I got rhythm 

G.Gershwin…The man I love

G. Gershwin…Bess you is my woman (da “Porgy and Bess) piano solo

L. Bernstein….Tonight (da “West Side Story)

L. Bernstein… I am easily assimilated (da “Candide”) 

G. Gershwin… Blues (da “Un americano a Parigi”) piano solo

J. Kander… New York, New York BIGLIETTO INTERO  € 10,00 BIGLIETTO RIDOTTO  € 8,00 (entro i 25 anni – oltre i 65 anni e RESIDENTI)

Gratuito fino al 15° anno d’età e a disabili con accompagnatore

I biglietti si acquistano direttamente a Teatro.

Apertura biglietteria ore 17:00

MISURE DI PREVENZIONE COVID-19

Per accedere agli spettacoli è necessario esibire il Green Pass (esclusi under 12) e indossare la mascherina FFP2.

Verranno inoltre applicate le disposizioni in essere in vigore per i luoghi della cultura.

Amici della Musica del Lago di Garda

Roosevelt Collier in concerto

La stagione del Circuito Jazzistico Siciliano si ferma, per la prossima tappa, a Catania con il concerto di uno straordinario talento della pedal steel guitar, Roosevelt Collier. Il musicista capace di infiammare platee affamate di rock e blues si esibirà stasera, martedì 12 aprile alle ore 21:00, sul palco del Teatro ABC (via Pietro Mascagni 92 – Catania) nell’ambito della XXXVIII stagione di Catania Jazz, manifestazione guidata da Pompeo Benincasa.

“La mia missione è entrare in contatto e guarire le persone attraverso la musica sia se mi esibisco in chiesa che in un club – ha affermato il chitarrista – e penso che le persone si sentano meglio con se stesse dopo che ho suonato. E questo è il dono fantastico che ho ricevuto”. Cresciuto nella House of God Church a Perrine, in Florida, Roosevelt ha sviluppato la sua abilità sullo strumento insieme ai suoi zii e cugini nei The Lee Boys, noti per le loro coinvolgenti esibizioni dal vivo. Collier viene presentato come una specie di nuovo Jimi Hendrix. In questi anni si è costruito una solida reputazione live, suonando sia alla guida di proprie formazioni o accompagnando tanti grandi nomi come Allman Brothers, Buddy Guy, the Tedeschi-Trucks Band, The String Cheese Incident, Umphrey’s McGee, Los Lobos, Robert Randolph e Del McCoury Band.

Elisabetta Castiglioni

Alle Psallite (cum luya!). Tra sacro e profano dal medioevo al jazz

Il concerto di Pasqua interpretato dal Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova, in programma sabato 9 aprile 2022 alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice è incentrato sul repertorio sacro, spaziando dal medioevo al jazz, a testimonianza di quanto la finalità religiosa abbia costituito una forte motivazione per molti compositori.

Il titolo è tratto da un mottetto di autore anonimo, risalente alla fine del XIII secolo, costruito sulla parola Alleluya. Questo termine è un’esortazione antica che in ebraico significa  “preghiamo/lodiamo” ed alla quale si abbina anche un senso di gioia, la gioia di stare insieme. In questo senso il mottetto presente nel Montpellier Codex diventa la testimonianza di un ulteriore modo di vivere la gioia grazie anche al gioco dell’invenzione che, per via di graduali manipolazioni letterali, permette amplificazioni musicali: è la tecnica del “tropare”, ovvero interpolare testi vecchi e nuovi con lo scopo di ampliare il gesto musicale che sottende la parte poetica.

Il programma della serata prevede anche l’esecuzione della sequenza di Pasqua Victimae paschali laudes. Si racconta che la celebre e intensa melodia gregoriana fosse particolarmente cara a Giuseppe Verdi, che aveva in più occasioni mani-festato, in virtù della forza drammatica contenuta nel canto, l’idea di poter cedere la paternità di tutta la sua produzione in cambio di questa sequenza risalente all’XI secolo. Questo genere di canto liturgico, benché scritto in stile monodico era spesso eseguito con armonizzazioni polifoniche. Ne danno testimonianza diverse fonti, tra le quali i codici conservati nell’abazia di San Marziale di Limoges, ai quali si fa riferimento quando si cita la cosiddetta polifonia Aquitana, pratica esecutiva cui l’armonizzazione proposta fa riferimento.


Il programma procede con l’esecuzione del Magnificat che Franz Liszt scrisse a compimento
della sua Dante-Symphonie (1857) qui proposto nella trascrizione dello stesso compositore per canto e pianoforte. Quando nel 1857 Liszt suonò la Dante  Symphonie a casa di Richard Wagner, al quale la partitura è dedicata, quest’ultimo si dimostrò scettico proprio riguardo il finale, in quanto fortissimo e potente, e dunque non adatto all’idea di Paradiso. Così Liszt, in un primo momento, eliminò il finale fermandosi al secondo movimento dedicato al Purgatorio. Poi, su spinta della principessa polacca Carolyne zu Sayn-Wittgenstein, rimise mano alla partitura decidendo di aggiungere come terzo movimento questo delicato e luminoso Magnificat intonato dal coro di voci bianche, che si spinge fino all’armonizzazione a quattro parti.

La musica permette all’uditorio di compiere salti  temporali  inusitati,  il  programma  passa  dal Medioevo  all’epoca  Romantica,  alle  atmosfere jazzate del ‘900 nel giro di qualche manciata di minuti. Infatti, il Coro delle voci bianche eseguirà la A  Little  Jazz  Mass di Bob Chilcott. Si tratta di una  missa  brevis  (le  tradizionali  cinque  parti dell’ordinario  Kyrie/Gloria/Sanctus/Benedictus/Agnus Dei, senza il Credo) in cui il compositore, attingendo agli stilemi propri del jazz, della black music, dello swing e del blues, riesce a interpretare in modo originale l’afflato religioso del testo liturgico.  Bob  Chilcott,  compositore,  direttore e cantore britannico, presentò questa partitura per la prima volta nel 2004 per il Crescent City Choral Festival di New Orleans, ottenendo un significativo successo.

Altri brani sacri molto noti seguiranno nel programma: la conosciutissima Ave Verum Corpus KV 618 in re maggiore e, ancora del Salisburghese, l’Alleluja a canone KV 553 in una versione appositamente preparata dal coro.

Il concerto prevede infine l’esecuzione di Preferisco il Paradiso che il compositore Marco Frisina nel 2010 introdusse all’interno della colonna sonora della fiction italiana omonima interpretata da Gigi Proietti: un gioioso crescendo in musica. E un tributo a Fabrizio De André e al suo brano Spiritual, dall’album d’esordio Vol. 1° del 1967. Il Coro delle voci bianche ne propone una versione adattata all’organico nella quale si ripercorre un tema caro al cantautore genovese, ovvero l’umanità smarrita che si rivolge direttamente a Dio dando voce alle proprie fragilità ed aspettative.

PROGRAMMA

Teatro Carlo Felice di Genova sabato 9 aprile 2022, ore 20.00

GREGORIANO Victimae paschali laudes, sequenza

FRANZ LISZT Dante Symphonie: Magnificat 

BOB CHILCOTT A Little Jazz Mass

ANONIMO Codice di Montpellier: Alle psallite cum luya

WOLFGANG AMADEUS MOZART Alleluja KV 533  

ANONIMO Deus te salvet Maria, adattamento di Gino Tanasini

WOLFGANG AMADEUS MOZART Ave Verum Corpus KV 618

MARCO FRISINA Preferisco il Paradiso

FABRIZIO DE ANDRÉ Spiritual

RICHARD RODGERS e OSCAR HAMMERSTEIN The sound of music: Do re mi

JOHN WILLIAMS Double Trouble

Gino Tanasini, direttore

Enrico Grillotti, pianoforte

Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice

Prezzo del biglietto: 5 euro, prezzo unico, con posto assegnato

Nicoletta Tassan Solet

Sacro Incanto: un nuovo Festival di musica sacra in Umbria

Si svolgerà fino al 13 aprile 2022 la prima edizione del festival Sacro Incanto, che nell’imminenza della Pasqua porta la grande musica sacra nelle chiese di Terni, San Gemini, Collescipoli e Amelia, a cura dell’Associazione InCanto. Il festival è realizzato grazie al contributo della Fondazione Carit – Cassa di Risparmio di Terni e Narni, con concerti ad ingresso gratuito.

Grande ma non unico protagonista del festival sarà Johann Sebastian Bach, di cui si potrà ascoltare la Passione secondo Giovanni, uno dei maggiori capolavori dell’intera storia musica, composizione grandiosa per le dimensioni, drammatica per l’argomento, sublime per l’intensa e profonda spiritualità. Sarà eseguita due volte, ad Amelia e Terni, nei giorni conclusivi del festival. Ad aprire il festival saranno invece le Litanie, una composizione mai ascoltata in tempi recenti del ternano Stanislao Falchi, che tra Otto e Novecento fu compositore e didatta altamente stimato in tutta l’Italia; nello stesso concerto si potrà ascoltare un capolavoro poco noto di un celebre compositore italiano, Luigi Boccherini. Il secondo concerto sarà anch’esso imperniato su Bach, attorniato da altri grandi compositori tedeschi del Sei e Settecento. Protagonista del terzo concerto sarà la musica tradizionale popolare per la liturgia pasquale.

Il concerto di domenica 10 aprile alle 18 nell’Abbazia di San Nicolò a San Gemini è intitolato “Sulla strada dei pellegrini” ed è dedicato alle musiche popolari per la liturgia pasquale, tramandate oralmente di generazione in generazione. Ad eseguirle sarà il Nuovo Quartetto di Giovanna Marini, la grande musicista che è da molti anni un’entusiasta e instancabile ricercatrice e un’appassionata interprete delle antiche tradizioni musicali italiane.

Gli ultimi due concerti (martedì 12 aprile nel Duomo di Amelia e mercoledì 13 nella chiesa di san Pietro a Terni, sempre alle 20.30) sono dedicati alla Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach, un capolavoro assoluto non della sola musica ma dell’arte in ogni sua forma. È questa la prima in ordine di composizione delle Passioni composte da Bach e venne eseguita per la prima volta in occasione dei Vespri del venerdì santo del 1724 (ma Bach continuò a perfezionarla in occasione di successive esecuzioni). Basandosi su testi tratti dal Vangelo secondo San Giovanni e da corali luterani, Bach narra con profonda emozione e partecipazione eventi che sono alla base della fede cristiana. Ad eseguire questa Passionesaranno la Corale Amerina (Maestro del coro Gabriele Catalucci), il Coro da Camera Canticum Novum (Maestro del coro Fabio Ciofini) e l’Orchestra Barocca In Canto, tutti sotto la direzione di Fabio Maestri.

Sacro Incanto ha il patrocinio di Comune di Terni, Comune di Amelia, Comune di San Gemini.

Mauro Mariani

Un evento in memoria di Pasolini nell’Aula del Senato della Repubblica

Domani, sabato 9 aprile alle 11.00 nell’Aula del Senato della Repubblica si svolgerà un nuovo evento di “Senato è Cultura”, la rassegna voluta dal Presidente del Senato Elisabetta Casellati per valorizzare le eccellenze italiane. Quest’evento in particolare, in cui si alterneranno recitazione e musica, è dedicato al ricordo di Pier Paolo Pasolini, nei cent’anni dalla nascita del grande intellettuale, romanziere, poeta, saggista e regista.

La parte musicale è affidata a Roma Sinfonietta, che con la direzione del Maestro Andrea Morricone aprirà l’evento suonando l’Inno d’Italia. Nel corso dell’evento la musica tornerà con “Cosa sono le nuvole”, la canzone composta da Domenico Modugno su una poesia di struggente bellezza di Pasolini, che parla metaforicamente dell’amore e del significato della vita. Questa canzone era inserita nel film a episodi Capriccio all’italiana del 1968, dove veniva cantata da Modugno nella scena finale dell’episodio diretto da Pasolini. In quest’occasione la canterà Giuliano Sangiorgi, il frontman dei Negramaro, in un nuovo arrangiamento di Andrea Morricone, che la dirigerà.

Andrea Morricone

Seguirà l’aria “Erbarme dich, Mein Gott” (“Abbi, pietà di me, mio Dio”), una delle pagine più alte della Passione secondo Matteo, sommo capolavoro di Johann Sebastian Bach, alla cui musica Pasolini attinse per il film Il vangelo secondo Matteo del 1964. La interpreterà il mezzosoprano Lucia Napoli, accompagnata dall’Ensemble Roma Sinfonietta.

Come ultimo brano musicale dell’evento Andrea Morricone sul podio di Roma Sinfonietta dirigerà la Filastrocca composta da suo padre Ennio per il film di Pasolini Uccellacci e uccellini del 1966.

L’evento sarà trasmesso in diretta televisiva da Rai3.


Mauro Mariani (anche per la fotografia)

L’Ars Trio di Roma in un concerto dedicato alla Francia, con musiche di Debussy e Ravel

Claude Debussy e Maurice Ravel sono i protagonisti del concerto dell’Ars Trio di mercoledì 30 marzo 2022 alle 18.00 per la stagione di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Di Claude Debussy, il capofila della musica impressionista, si ascolteranno due delle più importanti compoisizioni nel campo della musica dacamera. La prima è la Sonata per violoncello e pianoforte in re minore del 1916. Debussy aveva deciso di comporre sei sonate per diversi strumenti, ma la malattia che lo condusse alla morte gli impedì di portare a termine questo progetto e ne compose solo tre, di cui la prima è proprio quella per violoncello e pianoforte. Scritta di getto nell’estate del 1915, non risente assolutamente della cupa atmosfera della guerra, ma anzi ha la grazia e la felicità delle opere nate spontaneamente e dalla cui stesura è assente ogni apparente sforzo creativo. Particolarmente notevole è l’atmosfera notturna, lunare creata dalle armonie. Il Trio in sol maggiore fu scritto ben trentacinque anni prima e rivela come l’allora diciottenne Debussy fosse ancora sotto l’influsso dei romantici Schumann e Brahms; ma in alcuni moment i colori iridescenti e le raffinale ambientazioni armoniche già fanno presagire il futuro compositore “impressionista”.

La seconda parte del concerto è dedicata a Maurice Ravel. Dapprima la Sonata n. 2 per violino e pianoforte, l’ultimo suo lavoro nell’ambito della musica da camera, la cui composizione durò dal 1923 al 1927, tra profondi stati depressivi e soprassalti d’energia creativa. Ravel si rifà ai grandi modelli classici, ma molto liberamente, come testimonia il Blues del secondo movimento. In conclusione il Trio per violino, violoncello e pianoforte, ancora di Ravel, composto nel 1914. Anche qui i modelli classici, come la Passacaglia del terzo movimento, si alternano senza attriti agli influssi della musica popolare – in questo caso la musica basca – avvertibili nel primo e nell’ultimo movimento.

Fin dal suo debutto nel 2001, l’Ars Trio di Roma si è distinto come uno dei gruppi cameristici più interessanti della scena italiana. In quello stesso anno ha vinto i due prestigiosi concorsi internazionali “Città di Pinerolo” e “Premio Trio di Trieste”. Suona regolarmente per importanti istituzioni musicali italiane e ha compiuto numerose tournée internazionali, che l’hanno portato a Buenos Aires, Montevideo, Santiago del Cile, Rio de Janeiro, Praga, Kiev, Istanbul, e ancora in Germania, Austria e altri stati europei. È formato da Laura Pietrocini (pianoforte), Marco Fiorentini (violino) e Valeriano Taddeo (violoncello).

Questo il programma in dettaglio:

C.Debussy: Sonata per violoncello e pianoforte in re minore  L 144 (1915)

Prologue. Lent – Sérénade. Modérément animé – Finale. Animé. Legér et nerveux

C. Debussy: Trio per violino, violoncello e pianoforte in sol magg. (1880)

Andantino con moto allegro – Scherzo: Moderato con allegro – Andante espressivo – Finale: Appassionato 

M.Ravel:  Sonata n.2 per violino e pianoforte in sol magg. (1927)

Allegretto – Blues. Moderato – Perpetuum mobile. 

M. Ravel: Trio per violino, violoncello e pianoforte in la minore (1914)

Modéré – Pantoum (Assez vif) – Passacaille: Trés large – Final: Animé

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: 063236104 – www.romasinfonietta.it


Mauro Mariani

Il classico Haydn e il romantico Schubert nell’esecuzione del Quartetto Henao

Il giovane e promettente Quartetto Henao, già affermatosi in Italia, Europa e Asia, esegue due capolavori di Haydn e Schubert mercoledì 23 marzo alle 18.00 nella stagione di concerti di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Il Quartetto Henao è formato da un colombiano, una coreana e due italiani ed è nato nel 2014 a Roma, dove i quattro giovani strumentisti seguivano i corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nel 2016 è diventato membro della Pro Quartet di Parigi e dal 2018 de Le Dimore del Quartetto, due associazioni che sostengono i migliori giovani quartetti a livello non solo francese e italiano ma internazionale. Si è esibito in alcuni tra i più interessanti festival e stagioni cameristiche, come Accademia Filarmonica Romana, Accademia di Santa Cecilia, Accademia Musicale Chigiana, Pro Quartet di Parigi, Auditorium Sony di Madrid, Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, Associazione Scarlatti di Napoli. Nel 2019 ha effettuato la sua prima tournée in Asia. Nel 2020 ha debuttato con l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino eseguendo per la prima volta in Italia Absolute Jest dal compositore americano John Adams.

Apre il concerto il Quartetto in sol maggiore di Joseph Haydn, il quinto dei sei dell’op. 33, scritti nel 1781-1782, gli anni della piena maturità del compositore austriaco, che è giustamente considerato l’inventore del quartetto per archi classico, ritenuto la forma più rappresentativa e più della musica da camera. Questo quartetto in particolare ha un carattere solare e sereno, che ne fa una vera celebrazione della pura bellezza della musica, ma che non si nega qualche elemento scherzoso, umoristico e teatrale.

Segue il Quartetto in re minore “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, che lo scrisse nel 1824, quasi contemporaneamente ad altri due quartetti, che sarebbero rimasti gli ultimi da lui composti, prima di essere stroncato da una morte precoce nel 1828. Pensando alla sua morte avvenuta a soli trentuno anni, può sembrare quasi una premonizione che questo Quartetto prenda spunto da Der Tod und das Mädchen (in italiano La morte e la fanciulla), un brano per voce e pianoforte scritto da Schubert nel 1817. Il testo di quella breve composizione era un dialogo tra la Morte e una fanciulla, che dapprima resiste alla volontà della Morte di portarla con sé, poi si rassegna quasi serenamente (“io non sono crudele, nelle mie braccia dormirai dolcemente”, le dice la Morte) al suo destino. Schubert riutilizzò la melodia principale di quel brano specialmente nel secondo movimento del Quartetto, che ha un tono di fondo drammatico, ma con qualche parentesi di serenità.

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: 063236104 – info@romasinfonietta.itwww.romasinfonietta.it
Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Fast Animals and Slow Kids a Roma

Continuano gli incontri realizzati dal giornalista Enrico Deregibus con cantanti e musicisti dal Teatro Eduardo De Filippo di Roma per Officina Pasolini, il laboratorio creativo di alta formazione e HUB di eventi della Regione Lazio diretto da Tosca.

Dopo un nome simbolo della musica italiana degli ultimi decenni, Ron, protagonista dell’ultima serata, ora tocca ad una rock-band tra le più note e apprezzate delle ultime generazioni: i Fast Animals and Slow Kids.

L’appuntamento è per il 22 marzo alle 21 dal Teatro Eduardo De Filippo di Roma. La formula della serata sarà quella ormai consolidata: una intervista alternata ad alcune canzoni fatte dal vivo in acustico. Un modo per raccontare la band umbra da molti punti di vista, illuminando quello che c’è dentro e dietro alle canzoni.

L’entrata è gratuita, con green pass e prenotazione a questo indirizzo: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-enrico-deregibus-incontra-fast-animals-and-slow-kids-288071458487

L’ingresso del Teatro Eduardo De Filippo, che si trova all’interno della struttura di Officina Pasolini, è in viale Antonino di San Giuliano 782 (angolo via Mario Toscano).

L’evento sarà anche diffuso in streaming sulle pagine Facebook di Officina Pasolini, di Fast Animals and Slow Kids e di Enrico Deregibus.

I Fast Animals And Slow Kids, paladini del rock alternativo italiano più genuino, racconteranno le tappe e i successi che hanno segnato la loro carriera. A partire dal primo album “Cavalli” del 2011, prodotto da Andrea Appino degli Zen Circus, per arrivare all’ultimo “È già domani”, che tante soddisfazioni ha regalato al gruppo lo scorso autunno. Il disco, infatti, ha debuttato al quinto posto della classifica ufficiale italiana e alla seconda posizione in quella dei vinili, dimostrando come la band abbia fatto un ulteriore passo in avanti non solo nei testi ma anche nella scrittura dei brani e nella produzione. A Officina Pasolini, tra l’intervista e qualche brano fatto live, ci sarà anche l’occasione di presentare una nuova canzone, “Vita sperduta”, appena pubblicata, e il nuovo tour.

Enrico Deregibus, è giornalista e saggista, oltre che consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi in tutta Italia. Attualmente scrive su “Avvenire” ed è considerato il maggior esperto di Francesco De Gregori, su cui ha pubblicato vari libri. Dal 2020 collabora con Officina Pasolini, per la quale ha realizzato incontri con Emidio Clementi dei Massimo Volume, Dente, Zen Circus, Roberto Angelini, Cristiano Godano, Emma Nolde, Sergio Cammariere, ExtraLiscio, Mario Venuti, Nuvolari e Ron, tutti disponibili su YouTube.

Per aggiornamenti: www.officinapasolini.it

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