Concerto Sinfonico Corale a Genova

Venerdì 7 dicembre, alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, nell’ambito della Stagione “Spin Off”, un concerto Sinfonico Corale con l’Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice.

Sul podio, Andrea Battistoni, Direttore Principale del Teatro Carlo Felice, contemporaneamente impegnato nelladirezione di Aida, opera inaugurale della Stagione Lirica 2018-19, che sarà replicata fino al 16 dicembre.

Il programma, dedicato al Natale, ci condurrà in un suggestivo viaggio musicale che si aprirà con il brano Festival Ouverture dello stesso Battistoni, una prima esecuzione assoluta commissionata dal Teatro Carlo Felice, seguito da una serie di famosissimi braniclassici e natalizi:

White Christmas diIrving Berlin, All I want for Christmas di Walter Afanasieff,The first Noel – Anonimo, Silent night di Franz Xaver Gruber, Jingle bell rock di Joe Beat/JimBoothe, I will follow Him di FranckPourcel, Ouverture 1812 di PëtrIl’ič Čajkovskij, AdesteFideles – Anonimo, Santa Claus is coming to town di J. Fred Coots, Hallelujah di Leonard Cohen, Letitsnowdi Jule Styne, War  is over di John Lennon e l’intramontabile Jingles bells di James Pierpont.

Protagonista, la voce solista di Francess, newyorkchesedi padre Giamaicano e madre Italiana, che ha sempre posto l’arte e la musica al centro della sua vita. I produttori Mauro Isetti ed Egidio Perduca di SonicFactory hanno creduto fin da subito in lei: il team si è concentrato sulla scrittura di brani originali di respiro internazionale, con sonorità pop blues soul, nei quali la calda voce di Francess si unisce al “sound mainstream” degli arrangiamenti. Nel 2017 viene pubblicatoA Bit of Italiano, nuovo progetto discografico basato sulla reinterpretazione in lingua inglese di canzoni della tradizione musicale italiana, dagli anni trenta ad oggi, attraverso sonorità elettroniche mischiate ad atmosfere acustiche. Nell’album è presente la versione del brano “Ma se ghe penso” registrata insieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.

Marina Chiappa

Sessant’anni dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO 24.02.2017 – TEATRO MASSIMO: TERESA VALERY, DI E CON TERESA MANNINO.
© FRANCO LANNINO / STUDIO CAMERA

Domani, martedì 4 dicembre alle 20.30 la IUC ospita nell’Aula Magna della Sapienza l’Orchestra Sinfonica Siciliana con musiche dei due compositori che segnarono il passaggio dall’Ottocento al Novecento e del più geniale rappresentante delle avanguardie del secondo dopoguerra: Mahler, Debussy e Stockhausen. Dirige il trentatreenne francese Maxime Pascal, uno dei direttori più in vista della giovane generazione, che l’anno scorso ha debuttato alla Scala di Milano, al Festival dei Due Mondi di Spoleto e all’Opera di Roma, sempre con grande successo personale: Inoltre è salito sul podio dell’Opéra di Parigi, della Tokyo Philharmonic Orchestra, del Festival di Salisburgo e di altre prestigiose istituzioni musicali. Tra i suoi impegni nei prossimi mesi figurano il ritorno all’Opera di Stato “Unter den Linden di Berlino e alla Scala. Partecipa al concerto il baritono tedesco Otto Katzameier, abitualmente ospite dei principali palcoscenici, dalla Scala di Milano alla Fenice di Venezia, dalla Staatsoper di Amburgo all’Opera “Unter den Linden di Berlino”, dal festival di Salisburgo a quello di Vienna, da Tokyo a Buenos Aires, da Tel Aviv a Hong Kong.

Ad aprire il concerto è Punkte, composto nel 1952 dal ventiquattrenne Karlheinz Stockhausen: questo brano fece nella musica di quegli anni l’effetto di un’esplosione, paragonabile solo allo scandalo del Sacre du Printemps di Stravinskij quarant’anni prima, ed è tuttora considerato una delle opere chiave dell’avanguardia musicale del dopoguerra. Basata su regole matematiche che escludevano in teoria l’espressione dell’individualità del compositore, questa musica è in realtà nata da un’intuizione quasi romantica: Stockhausen affermò infatti di essere stato affascinato dallo spazio e dalle stelle, che apparivano come singoli punti nel cielo. Questo gli ispirò la composizione di una musica fatta non di linee melodiche ma di “punti” sparsi nello spazio sonoro. Stockhausen non era totalmente soddisfatto della prima versione per piccola orchestra, che per di più risultava quasi ineseguibile per la sua difficoltà, e nel 1962 realizzò una nuova versione per grande orchestra, destinata proprio all’Orchestra Sinfonica Siciliana – che ora la porta a Roma per festeggiare i sessanta anni dalla sua fondazione – e dedicata al suo presidente Francesco Agnello.

Completano il programma Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, che trasse ispirazione da un poemetto del grande poeta simbolista francese Stephane Mallarmé, e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler, su quattro poesie del compositore stesso, che nacquero dall’infelice amore per la cantante lirica Johanna Richter.

Il concerto sarà preceduto alle ore 18.30 presso il MLAC Museo-Laboratorio di Arte Contemporanea, che ha sede nello stesso edificio dell’Aula Magna, da un incontro sulle “Settimane Internazionali di Nuova Musica” (1960-1968) di Palermo. In collaborazione con Nuova Consonanza e il MLAC, con la partecipazione di Pietro Misuraca, Marcello Panni, Franco Piperno e Claudio Zambianchi.

 

Mauro Mariani

A Brescia il talento del violino Celeste Di Meo

 

Si esibirà a Brescia il prossimo 15 dicembre, la promessa della musica classica italiana, la violinista Celeste Di Meo. A soli sedici anni vanta già un curriculum di assoluto prestigio e dimostra una notevole padronanza dello strumento.

Accompagnata al pianoforte da Kwag Jongrey, Celeste eseguirà a Brescia musiche di Prokofiev, Mozart, Brahms, de Sarasate e Wieniawsky in un concerto che sarà l’augurio di Buon Natale alla cittadinanza bresciana.

Seguici per i dettagli.

La Redazione

 

Musica Pourparler alla IUC

Prosegue anche quest’anno il consolidato ciclo di concerti matinée “Musica Pourparler”, organizzati dalla IUC specificamente per gli studenti delle scuole medie e superiori, ma aperti a chiunque voglia conoscere più da vicino il pianeta musica. Affidati a interpreti di riconosciuto prestigio, questi concerti offrono l’occasione di entrare in contatto con la grande musica e di interagire con gli interpreti, intervenendo e ponendo delle domande.

Martedì 27 novembre alle 11 nell’Aula Magna della Sapienza ad aprire il nuovo ciclo di Musica Pourparler sarà l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Giancarlo De Lorenzo, con la partecipazione del soprano armeno Maria Sardaryan. Introduzione all’ascolto di Gianluca Sulli.

Quest’incontro è intitolato “Bravo Amadeus!” e Mozart ne è il protagonista assoluto. Sono infatti sue tutte le musiche in programma. Si ascolteranno ouverture e arie dalle sue opere più famose, dalla prima, La finta semplice composta a tredici anni, all’ultima, Il flauto magico, finita poche settimane prima della morte a soli trentacinque anni: di quest’ultima opera naturalmente non può mancare l’aria famosissima della Regina della Notte. E in mezzo Il ratto dal serraglio, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte. Tra le arie, quella famosissima di Susanna di Susanna “Deh vieni non tardar” dalle Nozze di Figaro e quella ancora più famosa della Regina della Notte dal Flauto magico.

 

Il direttore Giancarlo De Lorenzo, che collabora abitualmente con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, dirige nelle più importanti sale in Italia (Teatro alla Scala di Milano, Parco della Musica di Roma, Teatro Carlo Felice di Genova e altre) e in Germania, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Finlandia, Polonia, Serbia, Ucraina, Russia, Turchia, Corea del Sud, USA (tra l’altro alla Carnegie Hall di New York), Canada, Messico, Venezuela, Brasile.

Il soprano Maria Sardaryan ha studiato in Armenia e si è perfezionata in Italia. In seguito alla vittoria del concorso Aslico nel 2017 è stata invitata a cantare la Regina della Notte del Flauto magico in vari teatri italiani. Ha cantato in opere e concerti in Armenia, Francia, Italia, Russia, Germania, Austria, Polonia, Belgio, Lituania, Libia, Slovenia, Svizzera, Cina, USA.

 

Mauro Mariani (anche per le foto)

“Rossini allo specchio” con il pianista Orazio Sciortino

Orazio Sciortino, foto di Francesco Maria Colombo

Domani, martedì 20 novembre alle 20.30 all’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” un omaggio della IUC a Gioachino Rossini con il pianista Orazio Sciortino, anche noto e apprezzato compositore.

Rossini compose a Roma e per Roma le sue due opere più famose, “Il Barbiere di Siviglia” e “La Cenerentola”, in cui personaggi e situazioni rispecchiano il carattere e l’umorismo tipico dei romani, ed è anche per questo che in occasione della ricorrenza dei centocinquanta anni dalla sua morte la IUC gli dedica un concerto speciale intitolato “Rossini allo specchio” col pianista Orazio Sciortino.

Sono in programma Prelude Inoffensif e Cauchemar, che fanno parte dei Péchés de Vieillesse, scritti da Rossini nell’ultima parte della sua vita, dopo essersi ritirato dalle scene operistiche a soli trentasette anni d’età. In questi due brani scorrono danzando sogni e visioni, raccontati con apparente distacco e con quel ghigno rossiniano sempre a metà tra il serio e il faceto. Come dice Sciortino, «aleggia in questa musica uno spirito visionario da un lato, fantastico dall’altro, in cui ironia e malinconia sono due facce dello stesso personaggio Rossini».

Uno spirito analogo si ritrova in un compositore apparentemente lontanissimo da Rossini qual è Robert Schumann, nel cui Carnaval compaiono brani intitolati Arlequin, Pierrot, Florestan, Eusebio e Chiarina, che sono «ritratti di maschere, spettatori di un teatro di cui sono anche protagonisti». Lo stesso può dirsi di un’altra opera giovanile di Schumann, Papillons, in cui si svolge un altro ballo di carnevale, i cui due protagonisti, i gemelli diversi Walt e Vult, si scambiano le rispettive maschere.

A distanza di un secolo lo spirito di Rossini riemerge nelle Soirées de Nazelles di Francis Poulenc, che traccia degli ironici ritrattini delle persone che gli facevano visita nella villa di Nazelles, dove passava le vacanze estive. «Rossini quindi – è ancora lo stesso Sciortino a parlare – si colloca in mezzo tra due figure psicologicamente sfaccettate e articolate come quelle di Poulenc e Schumann, in un percorso in cui le nostre contraddizioni sono protagoniste».

Lo spirito di Rossini aleggia anche in una composizione ancora fresca d’inchiostro, presentata in prima esecuzione assoluta: è Quasi un valzer di Fabio Massimo Capogrosso, che si sta distinguendo, nel ricco panorama della musica contemporanea italiana, come uno dei compositori più interessanti della nuova generazione. Apprezzato anche in campo internazionale, ha vinto vari concorsi di composizione, tra cui il “Keuris Composers Contest”, prestigioso concorso olandese, il New Music Festival dell’Università della California del Sud e il 9° “Discover America” Competition. Le sue composizioni sono state eseguite in Italia, Spagna, Germania, Polonia, Belgio, Francia e Usa.

 

Mauro Mariani

 

“Un sogno chiamato Pepita”: canto e musica a favore del reparto oncologico pediatrico

Venerdì 23 novembre 2018 alle 20 al Teatro Comunale (corso Martiri della Libertà 5, Ferrara) si terrà il concerto di beneficenza “Un sogno chiamato Pepita – La fabbrica del sorriso”, organizzato in favore del reparto oncologico pediatrico di Ferrara, con il patrocinio del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna. Il programma propone una selezione di brani cantati da Magda Iazzetta accompagnata da Paola Tagliani al pianoforte e da Ersilia Ferraro al flauto traverso.

L’evento è finalizzato alla raccolta di fondi per sostenere progetti ludico-terapeutici per i bambini ricoverati in questo reparto dell’ospedale cittadino con l’aiuto di esperti e dei Dharmic Clown. L’iniziativa si inserisce all’interno del percorso “Habitat” dell’Istituto comprensivo 5 Dante Alighieri di Ferrara.
I biglietti (€ 20 adulti, € 15 minori) si possono acquistare scrivendo all’indirizzo email paola.silvagni@alighierife.istruzioneer.it

 

Alessandro Zangara

 

 

“Ilmondoarovescio” di Eurasia

«Eurasia ricorda un immenso patrimonio culturale che sentiamo nostro, per Noi dar modo a questi diversi mondi di coesistere e cooperare non è solo un punto di arrivo ma anche di partenza. Nel nostro dialogo musicale, senza dubbio l’ascolto reciproco è il più importante tra i molti fattori che interagiscono. Per noi il processo compositivo non parte da un’interpretazione di un genere, ma dal plasmare idee, spesso spunti presi da nostre improvvisazioni, alle quali ci dedichiamo sovente. Sono le idee stesse a suggerirci quale sarà il “mondo” del brano».

Un nome come Eurasia e un titolo come Ilmondoarovescio sono piuttosto espliciti: il quintetto piemontese debutta con un album che punta subito, senza mezze misure e senza indecisioni, ad esplorare ambienti sonori e culturali solo apparentemente inconciliabili, reggendosi così su un dialogo creativo ed incessante, tra improvvisazione e scrittura, idee e live in studioIlmondoarovescio è pubblicato da Banksville Records, etichetta inglese del gruppo Pkmp Communication Ltd, distribuita da Audioglobe ed esclusivista della tecnologia Rewave System.

Ilmondoarovescio è il punto di arrivo di un itinerario all’insegna dell’amore per il progressive e il rock-jazz anni ’70, sia  italiano che straniero: un amore che accomuna i cinque membri, di diverse estrazioni ed esperienze musicali. Nato dalle ceneri dei Cometa Rossa e ribattezzato Eurasia, il gruppo è l’ideale luogo d’incontro tra i gusti, gli ascolti e le pratiche musicali dei cinque, ognuno con la propria storia: Moreno Delsignore è il vocalist storico degli Scomunica, tra le più importanti band di rock italiano degli anni ’90; Simone Torriano ha una lunga esperienza in campo jazz come pianista ed è docente di musica; Paolo Cagnoni è un bassista versatile e di grande affidabilità, attivo in vari campi, dal folk irlandese al metal; Diego Marzi proviene dalla scuola batteristica del grande Enrico Lucchini e tra le varie esperienze ha fondato i folleggianti S.A.D.O.; Marco Cavallo è un chitarrista di lungo corso e di provenienza hard-rock, attivo nei Dreams Of Glory e poi dedicatosi al jazz e alla fusion.

«Delle nostre precedenti esperienze rimane ben poco negli Eurasia, anche perché Scomunica e Dreams Of Glory fanno parte di epoche temporalmente e musicalmente lontane; S.A.D.O. è forse l’unico progetto che può avere come punto di collegamento l’aspetto improvvisativo nella composizione. Abbiamo scelto i testi in italiano senza l’intenzione di creare un concept: il filo conduttore si è manifestato naturalmente man mano che prendeva forma il disco, che presenta una serie di punti di vista, con un sottinteso invito a interpretare i messaggi contenuti nei brani». L’insieme di queste varie inclinazioni musicali, la fusione dei mondi sonori che ognuno dei cinque incarna, il comune amore per la musica degli anni ’60 e ’70 ha prodotto Ilmondoarovescio: dieci brani cantati in italiano che sfidano la collocazione in generi e evocano suoni, atmosfere e sapori prog-rock, jazz-rock e reminiscenze della scena di Canterbury.

Un ottimo disco di rock all’italiana da parte di un quintetto abile e dinamico, all’occorrenza rinforzato da vari ospiti: gli amanti di Area, Arti & Mestieri, la PFM dell’epoca di Bernardo Lanzetti o di certi Picchio Dal Pozzo e Roberto Colombo potranno trovare atmosfere familiari nel debutto degli Eurasia.

Eurasia:

Moreno Delsignore: voce e cori

Marco Cavallo: chitarra

Paolo Cagnoni: basso

Diego Marzi: batteria

Simone Torriano: tastiere

Con la partecipazione di:

Luigi Ranghino: pianoforte/tastiere, Alberto Mandarini: tromba, Edoardo Gennaro: tastiere, Quartetto Artemide: archi, Silvia Mangiarotti: violino, Helga Ovale: violino, Alyona Afonichkina: viola, Cecilia Santo: cello; arrangiamento archi di Moreno Delsignore e Paolo Cagnoni.

 

Francesca Grispello