Moncalieri Jazz Festival – XX Edizione

Nell’ambito del Festival jazzistico di Moncalieri, giovedì 16 novembre, alle Fonderie Teatrali Limone, l’“Omaggio al Centenario di Ella Fitzgerald” sarà un concerto con una doppia valenza artistica: da un lato il ricordo della grande artista americana nel centenario della nascita, dall’altro la valorizzazione degli artisti come la cantante Karima con un progetto speciale per il Moncalieri Jazz Festival “VOICES” (reduce dal successo del musical “ The Bodyguard” con continui sold out nei tre mesi di programmazione al Teatro Nazionale di Milano) e prossimamente in tour in Cina. La cantante sarà accompagnata da un trio strumentale stratosferico: Ruben Bellavia, Davide Liberti e il giovane talento Fabio Giachino.

Venerdì 17 novembre alle Fonderie Teatrali Limone “Omaggio a Thelonious Monk” con quattro grandi pianisti di livello internazionale sul palco: Kenny Barron, Dado Moroni, Cyrus Chestnut e Danny Grissett in “4 by Monk by 4”, omaggio al grande genio del jazz e del pianoforte. Un concerto particolarissimo dove su due pianoforti, si intrecceranno brani a due, quattro, sei ed a otto mani.

Sabato 18 novembre “Omaggio ad Armando Trovajoli” una produzione originale del MJF, con il trombettista moncalierese Fulvio Chiara e il suo quartetto. Per l’occasione l’Orchestra Sinfonica di Torino sarà diretta per la prima volta dall’aquilano il maestro Stefano Fonzi, curatore degli arrangiamenti orchestrali. Il programma verterà sui famosi brani di celebri colonne musicali, in chiave jazz. La serata si svolgerà all’insegna dell’interazione con diverse arti: verranno infatti letti i testi originali di Armando Trovajoli raccolti nel libro “Trovajoli Racconta” di Alfredo Gasponi. Sarà l’attrice moncalierese Sara D’Amario ad interpretarli con la sua voce narrante, accompagnata dalle video-testimonianze di alcuni grandi amici di Armando Trovajoli. All’evento parteciperà anche uno dei figli del grande artista Maurizio Trovajoli.

Domenica 19 novembre gran finale presso l’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto, a Torino. “L’Omaggio a Dizzy Gillespie” è un’altra produzione originale del MJF. I solisti saranno Fabrizio Bosso e Flavio Boltro, due musicisti piemontesi diventati famosi in tutto il mondo che per l’occasione realizzeranno un concerto/evento che rimarrà nella storia del jazz Italiano e internazionale con la meravigliosa collaborazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Nel corso della serata saranno accompagnati da un ospite d’onore. I festeggiamenti per il centenario della nascita del musicista americano hanno un forte legame con il passato. Proprio Dizzy Gillespie, infatti, nel 1977 si esibì in un grande concerto a Moncalieri nella centrale e suggestiva Piazza Vittorio Emanuele II (oggi palcoscenico della Notte Blue). Nel 1983 Dizzy suonò inoltre all’Auditorium Rai di Torino per festeggiare i 50 anni dell’Orchestra Rai di Torino e i suoi 50 anni di carriera. L’appuntamento del 19 novembre, coinvolgendo l’attuale Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, farà rivivere quell’evento che è rimasto e rimarrà nella memoria degli amanti del jazz. E non è casuale neppure la presenza di Flavio Boltro (Piemonte – ITALIA / FRANCIA), da giovane soprannominato “Dizzyno Italiano”, oggi considerato uno dei più grandi trombettisti italiani. “ The Champ “ To DIZZY è invece il titolo della seconda parte del concerto, dove Fabrizio Bosso si esibirà assieme alla Jazz Orchestra (13 elementi) diretta da Paolo Silvestri con arrangiamenti dello stesso direttore.

 

Elisabetta Castiglioni

Istituzione Universitaria dei Concerti. La stagione dell’Aula Magna

Dicembre si apre con un concerto dedicato al compositore georgiano Giya Kancheli, uno dei più noti e interessanti rappresentanti della straordinaria primavera musicale fiorita nelle repubbliche indipendenti nate dalla dissoluzione dell’Urss. Sono celebri le sue raccolte di Miniature: ne saranno eseguite due serie, quella per pianoforte solo sarà affidata ad Alessandro Stella – la cui incisione è stata entusiasticamente accolta dalla critica internazionale e molto lodata da Kancheli stesso – e quella per voce e pianoforte al grande mezzosoprano georgiano Nino Surguladze, dedicataria di questo ciclo vocale. Nel concerto successivo l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Ulrich Windfuhr esegue la Sinfonia n. 4 di Brahms, in ideale collegamento con Spira Mirabilis per l’impiego di un organico contenuto, simile a quello dell’orchestra di corte di Meiningen, per cui Brahms aveva scritto questo capolavoro. Tale recente tendenza sta cambiando il modo di proporre la musica del compositore amburghese, di cui verrà eseguito anche il Doppio Concerto, con due magnifici giovani solisti: la violinista Chloë Hanslip ha vinto vari premi discografici ed è regolarmente ospite col suo Guarneri del Gesù di importanti orchestre internazionali come Philharmonia di Londra e Tokyo Philharmonic; il violoncellista Umberto Clerici ha suonato in tutto il mondo in sale prestigiose quali la Carnegie Hall di New York e il Musikverein di Vienna e da tre anni il suo spirito sempre alla ricerca di nuove esperienze lo ha portato a Sydney, come primo violoncello della locale orchestra sinfonica e professore all’università.

Il 2017 si conclude con il debutto a Roma di un astro nascente del violoncello, il francese Edgar Moreau, premiato ai concorsi “Ciajkovskij” di Mosca e “Rostropovich” di Parigi. Ad appena ventitre anni ha già nel suo carnet collaborazioni con l’Orchestre National de France, la Filarmonica di San Pietroburgo e la Hong Kong Sinfonietta e con direttori e solisti del calibro di Valery Gergiev, Nikolai Znaider e Renaud Capuçon. Il programma del suo concerto con Il Pomo d’Oro – uno dei più apprezzati gruppi specializzati nella musica del barocco e del preclassicismo – presenta un ampio ventaglio di compositori del Settecento, da Vivaldi e Boccherini ai rari Hasse, Durante, Platti e a Telemann, di cui ricorrono i duecentocinquanta anni dalla morte.

La IUC dedica il primo concerto del 2018 a Claude Debussy nel centenario della morte. La pianista coreana Ilia Kim offrirà un ricco e vario panorama delle sue opere, che farà riflettere sui sempre discussi rapporti del compositore francese con le correnti pittoriche preraffaellite, impressioniste, simboliste e  astrattiste. Precede il concerto un “Salotto Debussy” in cui storici dell’arte e della musica dialogheranno proprio sulle relazioni fra il musicista e le arti figurative. Sono presenti in stagione altri pianisti, che hanno in comune la particolarità di essere delle voci fuori dal coro, perché non mettono al centro della loro visione musicale quel virtuosismo meccanico che oggi sta dilagando. Il pianista finlandese Olli Mustonen si presenta in duo col violoncellista inglese Steven Isserlis, che è regolarmente ospite delle principali orchestre ma si dedica soprattutto alla musica da camera, sempre con partner del massimo livello. È dunque in piena sintonia con Mustonen, che, pur suonando regolarmente con le maggiori orchestra come le Filarmoniche di Berlino e  New York, ha un’inclinazione speciale per la musica da camera. In più Mustonen è anche un affermato compositore e in questo concerto presenterà una sua Sonata accanto a musiche di Schumann, Prokofiev e Kabalevskij. Anche altri dei più interessanti pianisti odierni si dedicano alla composizione, come il turco Fazil Say, che esprime sempre liberamente le sue idee, non solo in campo musicale, tanto che per le sue opinioni ha avuto non pochi problemi col governo del suo paese. È un interprete sempre originale e trascinante, che tocca l’animo degli ascoltatori in un modo divenuto ormai raro nel mondo sempre più materialista e rigidamente programmato della musica classica. Dopo Chopin e l’“Appassionata” di Beethoven – assolutamente travolgente nella sua interpretazionepresenterà due sue recenti composizioni, che sono un ponte gettato tra musica occidentale e orientale.

Approdano alla IUC altri due pianisti da non perdere. Debutta a Roma Steven Osborne, considerato uno dei principali musicisti britannici attuali, particolarmente apprezzato per la coerenza e l’interesse dei programmi dei suoi concerti. Per il suo primo recital all’Aula Magna ha scelto Berg, Ravel e Prokofiev, tre compositori della prima metà del Novecento che sono ormai dei classici. È invece un ritorno alla IUC quello del grande virtuoso russo Alexei Volodin, che presenta un programma iperromantico, il cui filo rosso sono le dediche che Schumann, Chopin e Liszt si sono scambiate tra di loro.

Un punto di forza di questa stagione della IUC è la presenza di alcuni dei più illustri virtuosi di oggi in rappresentanza di una grande varietà di strumenti. Dopo lo Stradivari della già citata Isabelle Faust si potrà ascoltare il Guarneri del Gesù dell’israeliano di origine russa Shlomo Mintz, che da quasi mezzo secolo è una leggenda del violino, avendo iniziato a soli dieci anni una carriera a livello mondiale, il che significa aver potuto suonare con grandi artisti come Bernstein, Giulini e Rostropovich. Torna a Roma dopo anni di assenza, nel duplice ruolo di violinista e direttore, insieme a I Solisti Aquilani.

Giovanni Sollima è un fantastico violoncellista, che non fa del virtuosismo un fine ma un mezzo per comunicare attraverso la musica con il pubblico più vario, spaziando dalla classica al rock. Insieme al pianista Giuseppe Andaloro propone un programma vario ed eclettico, partendo dall’inglese elisabettiano John Dowland per arrivare a brani originali composti da lui stesso – mai eseguiti prima a Roma – e a trascinanti rivisitazioni di pezzi rock. Quest’anno sono protagoniste anche le percussioni, con il concerto del gruppo Tetraktis, che spazia da Cherubini a Cage e a due prime romane, una del noto jazzista Ramberto Ciammarughi, l’altra di Riccardo Panfili, uno dei più interessanti compositori della giovane generazione. Questi brani propongono un inedito incontro delle percussioni con il corno di Alessio Allegrini, che è il coprotagonista di questo concerto e che dal suo strumento, considerato indomabile e “scorbutico”, sa ricavare colori di leggerezza e fascino inimmaginabili.

Non può mancare la chitarra: è in cartellone il principe di questo strumento, Manuel Barrueco, che torna spesso all’Aula Magna, affascinando sempre il pubblico. Le composizioni di Milan, Bach, Sor e Albèniz da lui scelte sono una lussuosa vetrina della più bella musica per chitarra, in originale o in trascrizione.

Al sassofono è dedicato il concerto del Signum Saxophone Quartet: formato da due tedeschi e due sloveni, questo gruppo si è distinto subito per il suo estro e per la grande perizia tecnica e ben presto gli si sono aperte le porte delle più prestigiose sale da concerto, come Barbican di Londra, Carnegie Hall di New York, Konzerthaus di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam e Palais des Beaux-Arts di Brussels. L’eclettismo loro e del loro strumento è l’anima di un programma che spazia da Bach e Haydn ai moderni Ligeti e Ginastera, Piazzolla e Chick Corea. Un quartetto speciale è quello formato da quattro grandi solisti italiani – il pianista Pietro De Maria, il violinista Marco Rizzi, il violoncellista Enrico Dindo e il clarinettista Alessandro Carbonare – che si sono riuniti per eseguire una delle composizioni più rappresentative del Novecento, il Quatuor pour la fin du Temps di Messiaen, scritto durante la guerra nel campo di prigionia di Görlitz. Inoltre ognuno di loro eseguirà un pezzo scritto da Debussy per il proprio strumento, come ulteriore omaggio all’anniversario del grande compositore francese.

Ma il quartetto per antonomasia è quello per archi, immancabile in ogni stagione cameristica. Il leggendario Quartetto Borodin appartiene da oltre settanta anni all’aristocrazia di questa formazione strumentale, essendosi costituito nel 1945. Uno dei suoi fondatori fu Mstislav Rostropovich, ma naturalmente negli anni i suoi membri sono cambiati, conservando però sempre l’altissima qualità di quello che è unanimemente considerato il miglior quartetto russo e uno dei migliori a livello mondiale. In programma Borodin Ciajkovskij e Schubert. Se il Quartetto Borodin è già entrato nella storia, il giovane Quartetto Guadagnini è agli inizi di una brillante carriera. Fondato nel 2012, già due anni dopo ha vinto il Premio Farulli, attribuito dalla giuria del Premio Abbiati, il più prestigioso in Italia. Ha dato concerti in mezza Europa e si è spinto fino in Cina. Il programma è dedicato a Haydn, Brahms e Webern, ovvero a tre secoli di musica tedesca, dal Sette al Novecento.

Speciale attenzione è data alla musica barocca. Ai già citati concerti della Antonacci e di Moreau va aggiunto quello dell’Ensemble Barocco di Napoli, intitolato I viaggi del barocco, dedicato a quattro città portuali, che furono importanti centri di scambi non solo commerciali ma anche culturali: queste quattro “capitali del mare” sono Venezia con Vivaldi, Napoli con Nicola Fiorenza, Londra con Giuseppe Sammartini (non sembri strano, perché la capitale inglese era la città più cosmopolita del tempo e accoglieva musicisti provenienti da tutta l’Europa) e Amburgo con Telemann. Ancora barocco (Tartini e Locatelli) ma anche musica di altre epoche, fino a John Williams, nel concerto di Guido Rimonda e della Camerata Ducale. Il titolo è Le violon noir perché Rimonda suona lo Stradivari appartenuto al compositore francese Leclair, ucciso nel 1764 con una pugnalata alla schiena: quando fu ritrovato, alcuni mesi dopo, stringeva ancora il suo violino, sul cui legno le sue mani avevano lasciato un’indelebile impronta nera. “Il Trillo del diavolo” di Tartini, “Le Streghe” di Paganini e gli altri brani in programma sono stati scelti in sintonia con questa leggenda.

Se la riscoperta della musica barocca è iniziata alcuni decenni fa, ora si sta assistendo alla nascita di un profondo interesse per altre culture musicali, diverse da quella europea, in particolare per le musiche del Mediterraneo, collegate tra loro da una fittissima rete di scambi reciproci. Uno dei più grandi “barocchisti” dei nostri tempi, il carismatico Jordi Savall, è stato il primo musicista “colto” a sviluppare già da vari anni un appassionato interesse per le musiche dell’altra sponda del Mediterraneo. Col suo gruppo Hespérion XXI ci farà scoprire ora la musica ottomana dei secoli d’oro, facendola dialogare con le musiche greche, armene e sefardite. In un concerto intitolato “Voci sacre: tre fedi un solo Dio” Patrizia Bovi e un selezionato gruppo di cantori e strumentisti accostano le tradizioni musicali cristiana, ebraica ed islamica, facendo ascoltare musiche maronite, sufi e giudaico-provenzali, ma anche uno Stabat Mater corso e un canto pugliese per la Passione.

Un’altra grande e antica tradizione musicale del Mediterraneo è quella partenopea. Ed è proprio nel segno di Napoli che la stagione si chiude con Peppe Barra, autentico custode del patrimonio culturale della sua città, le cui canzoni intrise di magia e di folclore sono espressione di una napoletanità dal sapore passato e dalle sonorità contemporanee. Il titolo di questo spettacolo, E cammina cammina, riprende quello del suo più recente disco e offre un panorama dell’intero percorso artistico di Barra, iniziato più di cinquant’anni fa: è un viaggio attraverso un vasto paesaggio culturale, con canzoni vecchie e nuove di autori diversi (Raffele Viviani, Salvatore Di Giacomo, Enzo Gragnaniello) e anche con un omaggio a Pino Daniele, in un crescendo di emozioni e musica.

MusicaPourParler

La IUC rivolge sempre grande attenzione ai giovani e dedica specificamente agli studenti gli incontri della serie MusicaPourParler, che si svolgono nell’Aula Magna alle 11.00 e sono aperti anche al pubblico adulto. Molto spesso l’Aula Magna è esaurita e questa accoglienza così favorevole ha suggerito quest’anno di aumentarne il numero da tre a quattro. Gli interpreti sono gli stessi che suonano nella stagione, ma questi incontri si svolgono in modo più informale e il programma è adattato alle esigenze di un pubblico spontaneo e curioso, lasciando anche spazio ad un dialogo diretto e alla pari tra gli ascoltatori e gli esecutori, che, rispondendo alle domande che vengono loro poste, hanno modo di parlare di sé stessi, dei loro strumenti e della musica da loro amata e eseguita.

Il divertimento è assicurato con Elio, che nel primo incontro proporrà, a modo suo, un’esilarante ma sostanzialmente versione de Il Flauto Magico di Mozart, le cui musiche saranno eseguite dall’Ensemble Berlin in una trascrizione per un piccolo gruppo strumentale. Il secondo appuntamento è intitolato “Bravo Gioacchino!”: l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Giordano Ferranti eseguirà musiche di Rossini in occasione dei 150 anni dalla morte, ma non sarà certo un momento triste, anzi sarà reso vivace e allegro dalle percussioni “turche” e dal famoso “crescendo rossiniano”.

In “Dialogo fra un violoncello e un pianoforte” il violoncellista Giovanni Sollima e il pianista Giuseppe Andaloro propongono un concerto che è come un work in progress che nasce e si sviluppa sul momento, in base al pubblico presente e all’energia che questo trasmette. Dotato di una straordinaria capacità comunicativa, Sollima conquisterà sicuramente tutti i giovani ascoltatori, spaziando dalla classica al rock con totale naturalezza. Tetraktis Percussioni nella sua ventennale esperienza artistica e didattica ha realizzato progetti che mettono in relazione linguaggi e culture diversi. L’obiettivo di questa lezione-concerto, intitolata “PercuoTiAmo” è raccontare la più numerosa tra le famiglie degli strumenti musicali, quella delle percussioni, mettendo a confronto le percussione della nostra tradizione con gli strumenti di altri continenti. Anche quest’anno gli studenti potranno scrivere una recensione dei concerti di MusicaPourParler e gli autori dei lavori migliori saranno premiati con un abbonamento per tutta la famiglia alla successiva stagione della IUC.

Note in Biblioteca

Sono giunti alla terza edizione i concerti di Note in Biblioteca, che si svolgono ad ingresso gratuito nelle biblioteche di Roma. Quest’iniziativa, le cui precedenti edizioni sono state accolte con grande favore, è realizzata in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali del Comune di Roma, il Conservatorio “Santa Cecilia” e la Facoltà di Musicologia dell’Università “La Sapienza”. Protagonisti di questi incontri sono alcuni dei migliori diplomati e allievi del conservatorio romano e le musiche eseguite spaziano dalla classica al jazz. Alcuni dei giovani esecutori sono i pianisti João Tavares Filho e Manuel Caruso, il violinista Francisco Cóser e il Dispari Sax Quartet. Tutti i concerti sono preceduti da introduzioni all’ascolto, che, anche in considerazione del luogo dove tali incontri si svolgono, danno particolare risalto ai rapporti tra musica e libri. A curare tali introduzioni sono gli specializzandi di Musicologia della Sapienza sono coordinati dal prof. Antonio Rostagno.

Concerti nelle scuole

L’attività didattico-musicale della IUC è itinerante. Oltre ai concerti in Aula Magna, la IUC porta concerti e guide all’ascolto in molti istituti scolastici romani, soprattutto scuole medie. La finalità di questa iniziativa è la diffusione della musica presso gli studenti, in stretto rapporto con i docenti di riferimento. È un passaggio essenziale per iniziare alla musica i giovanissimi, per far loro conoscere generi musicali con cui spesso non hanno avuto nessun contatto e per abituarli all’ascolto della musica dal vivo, che è cosa ben diversa dall’ascolto attraverso le cuffie e gli altri strumenti elettronici, sola modalità conosciuta da molti di loro.

Proseguono inoltre i Laboratori d’arte sonora, nelle scuole, a cura dell’ensemble di percussioni Ars Ludi e in collaborazione con la IUC. L’obiettivo è formare e avvicinare gli studenti al mondo della ritmica e della creatività sonora, facendo loro scoprire il piacere di fare musica insieme.

 

Mauro Mariani

Aperta la Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Verona

Si inaugura oggi, mercoledì 11 ottobre al Ristori di Verona, con il recital della violinista Anna Tifu e del pianista Julies Quentin, la stagione concertistica 2017-2018 della Società Amici della Musica di Verona.

La rassegna, giunta alla 108ª edizione, è sostenuta da: Ministero dei Beni e Attività Culturali, Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Banca Popolare di Verona- Banco BPM, Fondazione Zanotto e Gruppo Manni.

“Un programma di alto livello, come è solita proporre la Società degli Amici della Musica, che anche quest’anno rinnova l’importante opera di promozione culturale che svolge sul territorio cittadino e non solo”, afferma l’assessore Briani. Tra le caratteristiche della rassegna, l’assessore sottolinea “l’attenzione al decentramento con concerti in altri Comuni, l’aspetto sociale con la musicoterapia, quello educativo con il coinvolgimento delle scuole e la promozione del connubio arte-musica”.

Quindici i concerti del programma generale, che si terranno al Teatro Ristori alle 20.30 dall’11 ottobre all’8 aprile 2018. Fuori abbonamento invece i tre concerti al Museo degli Affreschi (26 ottobre, 9 e 23 novembre), i quattro appuntamenti all’Auditorium del Conservatorio (29 ottobre, 12, 19 e 26 novembre) e i due concerti in programma a Isola della Scala (15 novembre e 9 febbraio).

Il programma completo della rassegna sul sito www.amicidellamusicavr.it.

 

Roberto Bolis

Controcanti… aspettando il Festival

Nell’ambito della rassegna “Controcanti… aspettando il Festival” (Paganini Genova Festival), giovedì 12 ottobre alle ore 20.30 presso la chiesa di S. Donato, potremo ascoltare il Quartetto Paganini-Sivori  del Teatro Carlo Felice di Genova con Eliano Calamaro al violino, Debora Tedeschi viola, Alberto Pisani violoncello, Silvia Groppo chitarra, tutti strumentisti facenti parte dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Il programma del concerto prevede l’esecuzione di tre brani del celebre Niccolò Paganini: in apertura verrà eseguita la Sonata con variazioni per violino con accompagnamento di viola, chitarra e violoncello (quartetto) M.S. 132, espressamente composta e dedicata al Ragazzino Camillo Sivori da Niccolò Paganini (copiata dall’originale manoscritto inedito da Romeo Franzoni per gentile autorizzazione dell’erede Sig. Federico Sivori). A seguire la Serenata a due violini e chitarra M.S.115 ed in chiusura il Quartetto n. 2 op. 4 M.S. 29, pubblicato per la prima volta nel giugno del 1820 dall’editore Giovanni Ricordi con Paganini ancora vivente, contemporaneamente alla pubblicazione di altre composizioni paganiniane: i 24 Capricci op. 1  M.S. 25, Sei sonate per violino e chitarra op.2  M.S. 26  e Sei sonate per violino e chitarra op. 3  M.S.27.

 

Marina Chiappa

Istituzione Universitaria dei Concerti. La stagione dell’Aula Magna

Protagonista dell’inaugurazione, il 14 ottobre, è Anna Caterina Antonacci, cantante idolatrata dal pubblico dell’Opéra di Parigi, della Scala, del Festival di Salisburgo e di altri grandi teatri internazionali, nonostante le sue sofisticate scelte di repertorio evitino i titoli più popolari. Per le più recenti delle sue rare e preziose apparizioni romane ha scelto la IUC, dove torna con il Combattimento di Tancredi e Clorinda, di cui interpreterà tutti e tre i personaggi, realizzando un vero tour de force. A fare corona a questo capolavoro, posto a chiusura delle celebrazioni dei quattrocentocinquanta anni dalla nascita di Monteverdi, l’Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri esegue rarissime musiche barocche, alcune  mai eseguite in epoca moderna, tra cui due Sacre Lamentationi di Colonna. In conclusione alcune pagine della Armide di Lully, che darà modo anche al pubblico italiano di conoscere le qualità di grande tragédienne della Antonacci, riconosciute unanimemente dal pubblico e dalla critica francesi.

Tre giorni dopo si cambia decisamente registro. Dai versi sublimi del Tasso e dal francese aulico della tragédie lyrique di Lully si passa alla lingua garganica utilizzata da Roberto De Simone nella sua revisione de Les Noces di Stravinskij, che viene eseguita per la prima volta integralmente. Marcello Panni dirige i percussionisti di Ars Ludi e il gruppo vocale Ready Made Ensemble. Il concerto sarà arricchito dalla prima esecuzione assoluta di Nessun luogo è lontano di Marcello Filotei, che lavora sulle specificità timbriche di strumenti a percussione provenienti da tutto il mondo, alla ricerca di una sintesi in grado di rappresentare una convivenza possibile tra culture che si credono ancora distanti.

Passano pochi giorni ed è in programma Una serata con Ennio Morricone: il Maestro per questa occasione non ha scelto la sua musica per il cinema ma alcune composizioni destinate alla sala da concerto, cui ha voluto accostare due brani del suo maestro Goffredo Petrassi. Partecipano al concerto l’attore Mariano Rigillo, voce recitante in Se questo è un uomo su testo di Primo Levi, il violinista Marco Serino e il duo pianistico Canino-Ballista, cui Morricone ha dedicato Varianti, che sarà eseguito in prima esecuzione romana. L’Orchestra Roma Sinfonietta è stata diretta personalmente innumerevoli volte in tutto il mondo da Morricone, che questa volta lascerà la bacchetta a Gabriele Bonolis.

L’appuntamento seguente è con Elio, che presenta in prima assoluta un’originale versione de Il Flauto magico di Mozart, insieme all’Ensemble Berlin, costituito da alcuni solisti dei mitici Berliner Philharmoniker. Elio sarà protagonista di questo spettacolo nella duplice veste di narratore e baritono: non solo infatti darà voce ai differenti personaggi in una brillante ma fedele rielaborazione del libretto originale, ma canterà anche le arie e i duetti del “buffo” Papageno, mentre il soprano Julia Bauer interpreterà i ruoli dei personaggi femminili.

Se gli appuntamenti di ottobre sono tutti diversi, stimolanti, imperdibili, novembre non è certo da meno. Nei primi giorni del mese Bach sarà il protagonista di due concerti. Prima un “tutto Bach” nell’esecuzione stilisticamente impeccabile della grande violinista Isabelle Faust, che ricordiamo giovanissima suonare Bach e Mozart insieme ad Abbado. Di lei il New York Times ha scritto: “Il suo suono ha passione, grinta ed elettricità, ma anche un calore e una dolcezza disarmanti, che possono rivelare l’intimo lirismo della musica”. Subito dopo ecco la prima romana di Bach is in the Air, che presenta Bach in una veste inedita: il pianista iraniano Ramin Bahrami, tra i più celebri interpreti odierni del Cantor di Lipsia, suonerà la sua musica così come egli la scrisse, mentre Danilo Rea interverrà con le proprie improvvisazioni in chiave jazzistica. Si potrebbe pensare che i due pianisti si alternino, invece il loro progetto è molto più audace, perché le improvvisazioni di Rea si sovrappongono alle note di Bach suonate da Bahrami. La musica di Bach è talmente densa che aggiungervi qualcos’altro sembrerebbe impossibile, eppure questi due straordinari pianisti ci riescono, con rispetto ma anche con creatività.

Novembre prosegue con il debutto italiano in recital del pianista russo Alexander Malofeev, un sedicenne di incredibile talento, di cui si parla in tutto il mondo con un misto d’incredulità e d’ammirazione. Lo ha scoperto Valery Gergiev, che lo ha fatto debuttare sotto la sua direzione a San Pietroburgo, Mosca e lo scorso febbraio anche al Teatro alla Scala di Milano. Ha ottenuto clamorosi successi anche a Parigi e a Londra, in Cina, Giappone, Australia e Usa. Anche Spira Mirabilis è un prodigio, ma di tipo totalmente diverso. Si tratta di un’orchestra, formata da giovani musicisti attivi nelle più importanti realtà musicali d’Europa, che sei volte all’anno si riuniscono per una settimana, approfondendo ogni volta una sola opera del repertorio sinfonico, senza dover rincorrere il ritmo frenetico che il mondo musicale professionale impone. Pur suonando senza direttore, con un intenso lavoro di prove raggiungono interpretazioni non solo coerenti ma anche rivelatrici di inedite prospettive, di cui sarà un esempio la loro esecuzione della Sinfonia n. 1 di Brahms.

Il mese si chiude con Daniel Melingo, cantante e clarinettista, ambasciatore di un tango popolare e colto, l’uomo della nuova frontiera porteña, che esplora l’universo del tango in modo personale ed evocativo, surrealista e ipnotico, romantico e vertiginoso. Musicista di fama internazionale, non disdegna i piccoli club fumosi, ma lo si può sentire anche in prestigiose sale da concerto, come la Elbphilharmonie di Amburgo. A Roma presenterà il suo ultimo album, Anda.

Mauro Mariani

“Give a Home”, evento in musica nelle case di tutto il mondo

Il compositore italiano di fama mondiale Ludovico Einaudi è tra i 1000 artisti che hanno aderito a “Give a Home”, l’evento mondiale organizzato da Amnesty International e Sofar Sounds in solidarietà con i rifugiati. Tra gli altri artisti che parteciperanno figurano il cantautore britannico Ed Sheeran, l’irlandese Hozier, il duo statunitense-messicano Jesse & Joy, la band indie libanese Mashrou’Leila e ancora Fossils, Freshly Ground, Daughter e Kate Tempest.

L’elenco completo è sul sito on sofarsounds.com/giveahome, dove fino al 10 settembre i fan potranno registrarsi per vincere due biglietti per il concerto in programma nella loro città. Lanciato il 20 giugno in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, l’evento “Give a Home” chiede alle persone di unirsi solidalmente a coloro che sono costretti a lasciare le loro case e di far conoscere le soluzioni per affrontare la crisi dei rifugiati. Sono previsti oltre 300 eventi in oltre 200 città dei cinque continenti. Artisti di fama mondiale, ma anche artisti rifugiati e attivisti terranno i concerti nelle case dei loro fan. Compositori e band di rifugiati saranno coinvolti nei concerti. Tra loro, il rifugiato siriano di origine palestinese Basel Zaraa, l’Orchestra dei musicisti siriani e il duo Faarrow, composto dalle sorelle Iman e Siham Hashi, nate in Somalia e rifugiate politiche in Canada.

I concerti sostengono la campagna “IWelcome”, lanciata da Amnesty International nel 2015 per mobilitare l’opinione pubblica a chiedere ai governi di promuovere l’accoglienza dei rifugiati.

Le ricerche di Amnesty International mostrano che l’80 per cento delle persone è pronta a dare il benvenuto ai rifugiati mentre sono i governi a non fare la loro parte. I concerti di “Give a Home” nascono dalla collaborazione tra Amnesty International e Sofar Sounds, un’agenzia londinese specializzata nell’organizzazione di concerti a sorpresa all’interno delle case in ogni parte del mondo. L’iniziativa è sostenuta da VICE e Facebook Live, che promuoverà i concerti a livello globale e li trasmetterà in live-streaming. La crisi globale dei rifugiati colpisce attualmente 22 milioni di persone, quasi tutte ospitate in paesi diversi da quelli più ricchi che non stanno facendo minimamente la loro parte dal punto di vista dell’accoglienza. Oltre la metà dei rifugiati si trova in appena 10 dei 193 paesi della comunità internazionale. La campagna “IWelcome” di Amnesty International chiede ai governi di fare di più per assicurare che i rifugiati siano protetti e possano vedere rispettati i loro diritti umani. La campagna promuove iniziative di solidarietà con i rifugiati, chiedendo tra l’altro alle comunità locali di proporsi come sponsor per l’accoglienza dei rifugiati.

Amnesty International Italia

Serenata d’estate al Teatro Sociale di Camogli

Martedì 1° agosto 2017 alle ore 21.30, al Teatro Sociale di Camogli, proseguono gli appuntamenti estivi del Teatro Carlo Felice di Genova, frutto della preziosa collaborazione fra il nuovo Teatro Sociale ed il Lirico genovese, protagonista la formazione cameristica dell’Ottetto di Fiati  del Teatro Carlo Felice con Dario Sartori e Francesco Biraga all’oboe,  Valeria Serangeli e Danilo Zauli al clarinetto, Carlo Durando e  Fabio Uscidda al corno e Luigi Tedone con Mauro Caligaris al fagotto, tutti facenti parte dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Il programma, esclusivamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart, prevede l’esecuzione di alcune tra le più  raffinate pagine da lui composte, Serenata in do minore, K388, Serenata in Mi bemolle maggiore, K375 e le più note arie d’opera da Così fan tutte, Don Giovanni e Nozze di Figaro.

 

Marina Chiappa