Note in Biblioteca con Federico Fiore

 Il chitarrista Federico Fiore, una giovane promessa di grande talento, suona venerdì 10 maggio alle 20.00 nella Biblioteca “Ennio Flaiano” (via Monte Ruggero 39, tel. 06 45460431) per “Note in Biblioteca”, la serie di incontri musicali ad ingresso gratuito realizzati dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Biblioteche di Roma.

Nato a Roma nel 1990, Federico Fiore comincia lo studio della musica nel 2002. Già nel 2003 incide il suo primo disco per l’associazione “Alberto Sordi” ed inizia ad esibirsi in vari concerti. Un momento fondamentale per la sua formazione musicale è l’incontro col grande chitarrista Eliot Fisk, con cui studia prima presso il Mozarteum di Salisburgo e ora presso l’Accademia Chigiana di Siena. Nel 2012 Fiore veste l’abito francescano e nel 2013 emette la sua prima professione semplice nella famiglia religiosa dell’ordine dei frati minori.

In quest’incontro musicale Fiore esegue l’Aria detta “la Frescobalda” di Girolamo Frescobaldi, la Suite n. 2 in re minore BWV 1008 di Johann Sebastian Bach e le Sonate K 14, K 15, K 213, K 492 di Domenico Scarlatti: sono composizioni scritte originariamente per clavicembalo (Frescobaldi e Scarlatti) e violoncello (Bach), ma si adattano benissimo alla chitarra. In particolare il brano di Frescobaldi, che fu organista in San Pietro dal 1608 al 1643, divenne famoso proprio grazie alla trascrizione  per chitarra di Andrés Segovia, che riscosse moltissimo successo: Segovia stesso la eseguì per la prima volta in Italia nel suo concerto alla IUC del 30 novembre 1960. La Suite di Bach fa parte di sei lavori per violoncello solo composti intorno al 1720, mentre non è possibile datare con precisione le Sonate per clavicembalo di Scarlatti, coetaneo di Bach, che ne compose ben cinquecentocinquantacinque nell’arco della sua vita.

La seconda parte del programma presentato da Fiore ci porta dal periodo barocco al mondo ispano-americano, con il Valzer n. 3 e Un sueño en la floresta del paraguyano Augustín Barrios, uno dei grandi maestri della chitarra del Novecento, e con il famosissimo Sevilla di Isaac Albéniz: anche questo brano non è stato scritto per la chitarra, bensì per il pianoforte, ma è diventato celebre nella trascrizione per chitarra e oggi è uno dei più importanti pezzi del repertorio dei chitarristi.

Guida all’ascolto a cura di Marco Surace, laureando del corso magistrale in Musicologia della Sapienza.

 

Mauro Mariani (anche per la foto)

 

Domenica in musica

Prosegue la Stagione DOMENICA IN MUSICA, con l’appuntamento di Domenica 5 maggio alle ore 11.00 presso il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice.

Il concerto corale PASTIME WITH GOOD COMPANY, diretto dal Maestro Francesco Lambetini, avrà come protagonisti i tenori Salvatore Gaias e Claudio Isoardi, i baritoni Matteo Armanino e Tiziano Tassi ed il basso Marco Piretta, tutti facenti parte del Coro del Teatro Carlo Felice, accompagnati alla chitarra da Maria Silvia Groppo.

Le musiche proposte in questo programma spaziano dal ’500, all’epoca della corte di Enrico VIII, per arrivare a quanto si ascoltava nei salotti ottocenteschi: dal Salve Regina – Ad Te clamamus di Christopher Tye al Lamentation Jeremiae Prophetae I di Christopher Tye seguito Greensleeves di Francis Cutting, Pastime with good company di un Anonimo inglese, Fortune di John Dowland, Let not that young men be di un altro Anonimo inglese del XV sec., Ah, Robin, Gentle Robin di William Cornysh, A round of three Country dances in One di Thomas Ravenscroft, Ritornelle e Lasst Lautenspiel di Robert Schumann,Variazioni sull’aria “O cara armonia” di Fernando Sor, per concludere con Geist der Liebe, D 747 e Frhülingsgesang, D 740 di Franz Schubert.

Ricordiamo che proseguono le aperture del Carlo Felice nei fine settimana di maggio e giugno 2019; sarà quindi possibile, al termine del concerto delle domeniche in musica, visitare alcuni spazi del Teatro.

Questa domenica, dalle ore 13.00 alle  14.30, sono state organizzate visite guidate ad ingresso libero e, al termine della recita pomeridiana dell’opera “Tosca”, il Teatro rimarrà aperto sino alle ore 20.00.

Eccezionalmente, in occasione dei Rolli Days, sono state organizzate visite guidate anche sabato 4 maggio dalle ore 10.00 alle 13.00 e al termine della recita pomeridiana dell’opera “Tosca”, il Teatro rimarrà aperto sino alle ore 20.00.

Marina Chiappa

Mi Buenos Aires perdido. In ricordo di Luis Bacalov

Bacalov (Juan Luis Garcia flickr.com)

Sabato 4 maggio 2019 alle ore 19, nella Sala Accademica del ConservatorioSanta Ceciliain via dei Greci 18, il Festival “Un Organo per Roma 2019” – ideato e diretto dal M° Giorgio Carnini e organizzato dall’Associazione Camerata Italica in collaborazione con il Conservatorio Santa Cecilia, l’Istituzione Universitaria dei Concerti, l’Accademia Filarmonica Romana, l’Associazione Nuova Consonanza, con il patrocinio dell’Accademia Tedesca Villa Massimo e della Società Dante Alighieri – propone una singolare serata: il concerto-spettacolo “Mi Buenos Aires perdido: la doppia nostalgia” in ricordo del grande Luis Bacalov, patrocinato dall’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Un evento assolutamente da non perdere per molti motivi. In primo luogo la presenza di un attore come Andrea Giordana, che interpreterà un melologo in prima esecuzione assoluta composto da Giorgio Carnini su testo di Cesare Mazzonis, che descrive la doppia nostalgia e perdita delle radici di chi è emigrato da giovanissimo in Argentina ed è ritornato in Italia da adulto.

Tutto si condensa intorno al tango: un complesso tipico formato da giovani affermati musicisti, un organo che sottolinea – da patriarca – le evoluzioni della musica e di una danzatrice, Luisa Pandolfi, che stilizza i movimenti tangueros.

Scorreranno sullo schermo immagini di una Buenos Aires ormai scomparsa, dovute alla ricerca e all’arte di Marina Rivera.

Organizzazione scenica di Carlos Branca, regista tra l’altro di molte opere di Luis Bacalov.

Completerà la serata la Suite Baires I di Bacalov in una versione di Angelo Bruzzese per organo, archi e pianoforte solista.

Al pianoforte e alla direzione lo stesso Giorgio Carnini.

Il gruppo strumentale di tango ElMalandrín è composto in gran parte da studenti ed ex studenti argentini del Conservatorio Santa Cecilia.

All’organo Angelo Bruzzese.

 

Mauro Mariani (anche per la foto)

 

Alexander Romanovsky alla IUC

Sabato 6 aprile alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza”, la IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presenta il pianista Alexander Romanovsky, che dedica questo concerto interamente al suo compositore preferito, Fryderyk Chopin, di cui esegue alcuni Notturni e Mazurche e le due raccolte di Studi, pagine di difficoltà tecnica pari all’intensità espressiva.

Alexander Romanovsky è nato in Ucraina nel 1984 e si è trasferito in Italia all’età di tredici anni, prendendo la cittadinanza italiana e compiendo gli studi all’Accademia Pianistica di Imola. Ha studiato anche al Royal College of Music di Londra. Di lui si è cominciato a parlare quando è stato nominato membro dell’Accademia Filarmonica a soli quindici anni, un onore concesso a quella età soltanto a Mozart prima di lui. A diciassette anni ha vinto il severissimo Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più prestigiosi a livello mondiale, e da allora sono iniziate le sue tournée internazionali. Nel 2007 ha avuto il privilegio di suonare davanti a papa Benedetto XVI. Ora è nell’età magica che unisce la giovinezza alla maturità artistica e miete successi sia in recital solistici che insieme alle più importanti orchestre quali Royal Philharmonic di Londra, Filarmonica della Scala, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra Nazionale Russa, NHK Symphony Orchestra di Tokyo e New York Philharmonic, con direttori come Antonio Pappano e Valery Gergiev.

Di lui il New York Times ha scritto che è “speciale, non solo possiede tecnica straordinaria e creatività nei colori e nella fantasia, ma è anche un musicista sensibile e un lucido interprete”. Il grande direttore d’orchestra Carlo Maria Giulini l’ha definito, col suo consueto stile laconico, “un pianista di grande talento”. Ha inciso per Warner e più recentemente ha pubblicato cinque cd per Decca, acclamati da pubblico e critica.

Entrambe le parti del suo concerto romano si concluderanno con l’esecuzione di una delle due raccolte di Studi di Chopin, prima i dodici dell’op. 10, poi gli altri dodici dell’op. 25, che crearono una tecnica pianistica rivoluzionaria e aprirono al pianoforte possibilità allora inesplorate. Ma in questi ventiquattro brevi studi oltre alla tecnica c’è anche una profonda poesia, che ne fa alcuni dei pezzi più stimolanti ed evocativi di tutto il repertorio pianistico.

Completano il concerto altri capolavori di Chopin. Per i tre Notturni op. 9 Chopin si ispirò all’arte del belcanto italiano, come indicano le lunghe e sinuose melodie, arricchite da fioriture finemente cesellate, e l’eloquio dolce, tenero e carezzevole. Le Mazurke op. 24 si ispirano invece a una danza popolare polacca, che Chopin conosceva fin dalla sua infanzia: quando era a Parigi, lontano dalla sua patria, il ritmo e le melodie di quella danza gli ispirarono delle rielaborazioni che trasformarono quella semplice musica popolare in qualcosa di assolutamente originale.

In occasione del concerto alla IUC, nei giorni 8, 9 e 19 aprile Alexander Romanovsky terrà una masterclass presso il Conservatorio “L. Refice” di Frosinone, riservata ad allievi interni ed esterni (info: tel. 0775 840060).

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

A tu per tu con…

Conoscere da vicino la canzone italiana d’autore partecipando interattivamente con i suoi protagonisti, alla ulteriore scoperta di giovani talenti: questa la mission della originale e intima rassegna ideata dalla cantautrice Grazia Di Michele che vedrà ospitare nella platea “open space” del Teatro Golden di Roma, a partire dal 23 marzo e fino al 14 aprile, un’accurata selezione di firme della musica italiana.

Morgan, Mimmo Cavallo, Carlo Marrale, Syria, Bungaro, Mariella Nava, Grazia Di Michele, Alberto Fortis e Rossana Casale daranno vita ad un programma di recital e progetti originali (alcuni dei quali inediti) nel quale ogni artista racconterà se stesso attraverso la musica e durante il quale sarà possibile interagire da vicino con l’artista.

Ad aprire le performance saranno nuove promesse della musica cantautorale italiana che si sono già distinte per le loro doti creative ed interpretative. Questi i nomi, in ordine di apparizione: Davide Valeri, Mauro Pandolfo, Francesco Rainero, Claudia Megrè, Ida Scarlato, Eleonora Betti, Giulia Pratelli, Federico D’Annunzio, Valeria Crescenzi.

La formula “unplugged”, concepita per l’occasione, si sposa perfettamente alla tipologia architettonica dello spazio-arena del Golden, nel quale il pubblico su tre lati circonda l’artista proprio in un “a tu per tu” dove parole e melodie trasportano da vicino la propria unicità in una atmosfera incantata.
“Nella tradizione cantautorale gli aspetti autobiografici e narrativi sono fondamentali – spiega Grazia Di Michele – e per questo io e Andrea Maia, direttore del Teatro, abbiamo pensato ad una serie di incontri faccia a faccia tra pubblico e artista. Ogni cantautore si esibirà per due sere nel periodo compreso fra marzo ed aprile con il repertorio che meglio illustra il proprio cammino artistico, ma anche raccontando storie e ricordando grandi autori, il tutto condito da momenti ‘happening’ nei quali dialogherà con i colleghi artisti e con il pubblico”.

“Era da molti anni che desideravo dedicare una parte della stagione del Teatro Golden alla musica – continua Maia – L’incontro fortunato con Grazia Di Michele mi ha dato la possibilità di concretizzare questo mio desiderio. Voglio ringraziare lei e tutti gli artisti che hanno aderito a questo progetto con entusiasmo e grande disponibilità”.

La rassegna si concluderà domenica 14 aprile con lo spettacolo di Max Maglione “Noi duo”, un vero e proprio “family show” ricco di canzoni, gag, cabaret, ospiti d’onore e una band musicale, il cui ricavato andrà a sostegno dell’Associazione Peter Pan Onlus, l’associazione che da anni svolge la sua attività a sostegno dei bambini malati di cancro accogliendo con alloggi gratuiti le loro famiglie per il tempo necessario alle terapie e che sarà presente in ogni serata del festival musicale.

TEATRO GOLDEN Via Taranto, 36 – Roma. Ingresso a biglietto unico: € 30,00 (Infoline: +39 06 70493826).

Elisabetta Castiglioni
IL PROGRAMMA
23 marzo ore 21, 24 marzo ore 17
MORGAN
Concerto per voce e piano
Opening Act Davide Valeri

29 marzo ore 21
MIMMO CAVALLO
L’INCANTAUTORE

Egidio Maggio chitarre, Marcello Ingrosso tastiere, Annamaria Lecce cori
Opening Act Mauro Pandolfo

30 marzo ore 21, 31 marzo ore 17
CARLO MARRALE
SFUMATURE DI ME. LA STORIA DEI MATIA BAZAR

Marco Dirani basso, Tommy Graziani batteria, Michele “Mecco” Guidi pianoforte
Opening Act Francesco Rainero

1 aprile ore 21, 2 aprile ore 21
SYRIA
PERCHÈ NON CANTI PIÙ

Concerto spettacolo per Gabriella Ferri
con PINO STRABIOLI
Massimo Germini chitarra
Opening Act Claudia Megrè

3 aprile ore 21, 4 aprile ore 21
BUNGARO
MAREDENTRO

Antonio Fresa pianoforte, Antonio De Luise contrabbasso,
Marco Pacassoni vibrafono/batteria/percussioni, BUNGARO chitarre
Opening Act Ida Scarlato

5 aprile ore 21, 6 aprile ore 21
MARIELLA NAVA
EPOCA

Sasà Calabrese contrabbasso, Roberto Guarino chitarre,
Salvatore Cauteruccio fisarmonica, Tato Illiano batteria
Opening Act Eleonora Betti

7 aprile ore 17, 8 aprile ore 21
GRAZIA DI MICHELE
SANTE BAMBOLE E PUTTANE

Fabiano Lelli chitarra, Andy Bartolucci batteria,
Marco Siniscalco basso, Paolo Luric pianoforte
Opening Act Giulia Pratelli

10 aprile ore 21, 11 aprile ore 21
ALBERTO FORTIS
ROMA I LOVE YOU

Concerto per voce e piano
Opening Act Federico D’Annunzio

12 aprile – Ore 21, 13 aprile – Ore 21
ROSSANA CASALE
JAZZ (TRENT’ANNI DA BRIVIDI) ACUSTICA

Emiliano Begni pianoforte, Ermanno Dodaro contrabbasso,
Francesco Consaga sax Soprano e flauto traverso, Gino Cardamone chitarra jazz
Opening Act Valeria Crescenzi

14 aprile – Ore 17
MAX MAGLIONE
NOI DUO

con Giulia Maglione
Giorgio Amendolara tastiere, Francesco Calogiuri batteria,  Ferruccio Corsi sax
Stefano Scoarughi basso, Stefano Zaccagnini chitarra

 

 

Dante e Bach, letture e musica

Massimo Venturiello

Mercoledì 13 marzo alle 18.00 per i concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) la grande poesia e la grande musica si incontrano. Massimo Venturiello legge tre canti della Divina Commedia di Dante Alighieri, precisamente il decimo dell’Inferno, il trentesimo del Purgatorio e l’undicesimo del Paradiso, con l’incontro tra il poeta e San Francesco. Il violinista Leonardo Spinedi suona la Terza Partita BWV 1006 di Johann Sebastian Bach. I sette movimenti di uno dei massimi capolavori di Bach si alternano ai versi di Dante e scattano le segrete e misteriose affinità tra due dei massimi artisti della civiltà occidentale, che a quasi cinque secoli di distanza intessono un dialogo profondo.

Massimo Venturiello prosegue dunque questi incontri tra Dante e Bach, iniziati nelle scorse stagioni di Roma Sinfonietta e sicuramente si ripeterà anche questa volta il fascino di quest’incontro tra poesia e musica.

L’introduzione critica di Rino Caputo, professore dell’Università di Roma2 “Tor Vergata”, faciliterà un’approfondita comprensione del testo dantesco.

Massimo Venturiello ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione, diretto da grandi registi quali Ettore Scola, i fratelli Taviani, Giuseppe Bertolucci, Gabriele Salvatores, Carlo Lizzani, Carlo Vanzina, Gabriele Lavia, Maurizio Scaparro, Sandro Bolchi e tanti altri.

Leonardo Spinedi ha vinto nel 2014 il Premio Salieri di Legnago, ha collaborato come primo violino solista con numerose orchestre ed è il primo violino del Quartetto Orfeo, con cui ha realizzato il cd “ElOtroAstor”, una monografia su Astor Piazzolla per la Brillant Classics. Si esibisce anche in ambito jazzistico, sia come violinista che come chitarrista.

 

Mauro Mariani (anche per la foto)

Gomalan Brass Quintet oggi alla IUC

“È un grande gruppo: virtuosismo e musicalità fuori dal comune”, ha detto di loro Zubin Mehta, uno dei più grandi direttori d’orchestra della nostra epoca. Roger Bobo, grande virtuoso della tuba, e reputatissimo didatta, un mito per tutti gli ottoni, ha dichiarato:. “Il quintetto d’ottoni più affascinante che io abbia mai incontrato. Un concerto di questo gruppo straordinario è un’esperienza indimenticabile”. E il grande Vince Di Martino, una delle migliori trombe del jazz e della classica: “Susciteranno in voi ogni emozione che siate in grado di provare”.

Così questi grandi maestri parlano di un gruppo italiano, il Gomalan Brass Quintet, che martedì 5 marzo alle 20.30 suona per la IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5). “Italy in Brass” è il titolo del loro concerto, perché questi cinque musicisti vengono da tutta Italia e sono prime parti di alcunedelle migliori orchestre della penisola.

Hanno fondato il Gomalan Brass Quintet nel 1999 e già nel 2001 si sono aggiudicati il primo premio al Concorso Internazionale “Città di Passau” in Germania, uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale nel campo della musica per ottoni. Oggi questo gruppo ha all’attivo più di quattrocento concerti, è regolarmente presente nelle più importanti sale da concerto e festival italiani, tra cui Accademia di Santa Cecilia, Unione Musicale Torino e Festival Internazionale di Stresa, ed europei. Si è esibito anche negli Stati Uniti, Canada, Taiwan e Giappone. Ha inciso cinque cd, due dei quali pubblicati dalla Summit Records – da molti considerata la più autorevole etichetta al mondo per quanto riguarda gli ottoni – ed uno dalla prestigiosa Naxos.

Il loro concerto inizia con Canzon a 5 di Giovanni Gabrieli, il maggior compositore veneziano tra Cinquecento e Seicento, prosegue con Grande Entrée e Marche di Jean Baptiste Lully, a sua volta il maggior compositore francese (ma italiano di nascita) dell’epoca di Luigi XIV, e rapidamente approda all’epoca moderna. In Nights in Broadway di Raffaele Bellafronte si respira aria di jazz. Di Mauro Ottolini, trombonista e compositore, sono in programma Lisa e Buster Keaton Blues. Call è “una breve cerimonia musicale, un appello rivolto al pubblico, un invito all’ascolto prima che cominci la festa”, come ha detto l’autore stesso, Luciano Berio, uno dei grandi della seconda metà del Novecento. I remember Igor è un omaggio a Stravinskij da parte di David Short, compositore e trombettista, americano per nascita e italiano per scelta. È una prima esecuzione mondiale quella di Essenze, un brano dedicato al Gomalan da Donato Semeraro, che così presenta questa sua descrizione dei profumi attraverso i suoni: “Nasce dalla passione per gli oli essenziali, le spezie, i colori, le piante, i fiori e i per i loro abbinamenti e le loro mescolanze magiche. Ripercorre il tempo, la storia e le origini delle essenze; la contaminazione di terre così lontane […] e alterna ritmi dal sapore speziato, melodie dal profumo dolciastro e contrasti di colori”. E per finire ancora David Short con Tango.

Mauro Mariani (anche per le fotografie)