A Verona il primo premio Legambiente “Animali in città”

Per la terza volta il Comune di Verona sale sul gradino più alto del podio, aggiudicandosi il Premio nazionale ‘Animali in città’, di Legambiente. La città scaligera si è classificata al primo posto tra i capoluoghi di grandi dimensioni (tra i 200 mila e i 500 mila abitanti), ottenendo il punteggio più alto per quanto riguarda il quadro normativo, le risorse destinate, i servizi ed i controlli effettuati in favore degli animali. Tra i fattori di maggiore rilievo tenuti in considerazione spiccano le tante attività svolte in tutela degli animali e i regolamenti e le ordinanze emanate negli ultimi anni a garanzia del loro benessere.

Il dossier nazionale di Legambiente, infatti, ha analizzato i dati direttamente forniti dalle pubbliche amministrazioni relativi all’anno 2020 e, attraverso molteplici indicatori, ha valutato lo sforzo e le performance raggiunte nelle differenti realtà italiane. Per sottolineare il positivo delle attività emerse, e far si che questo sia da stimolo per fare meglio, Legambiente accompagna la presentazione del dossier nazionale con la premiazione delle esperienze italiane più positive realizzate da Comuni e Aziende sanitarie, assegnando il premio nazionale “Animali in Città 2021”.

“Fin dal primo giorno di attività di questa Amministrazione, l’impegno e l’attenzione in favore degli animali non si sono mai fermati – spiega Sboarina –. Dalla specifica delega assegnata al consigliere Bocchi, all’emanazione del nuovo Regolamento degli animali, fino alla chiusura della linea di sperimentazione sui Macaca Mulatta, i primi in Italia ad essere stati tolti ad una ricerca già in atto e finanziata. Quest’ultimo premio è una nuova ed importante attestazione di quest’ampia azione, portata avanti quotidianamente per migliorare la qualità della vita dei tanti amici animali che vivono nella nostra città”.

“Il Comune di Verona, per la terza volta, sale sul gradino più alto del podio per quanto riguarda il Premio nazionale di Legambiente – sottolinea Bocchi, consigliere delegato per il Benessere e la Tutela degli animali –. Un nuovo riconoscimento che porta in evidenza il grande lavoro fatto e quanto sia importante, a parità di risorse, avere un impegno costante nella tutela degli animali permette di ottimizzare degli interventi e renderli più efficaci. La direzione intrapresa è quella giusta e ritengo debba continuare, per favorire sempre di più la convivenza positiva tra uomini e animali”.

Roberto Bolis

L’antenna di Guglielmo Marconi esposta a Palazzo Barbieri

L’icona più importante delle comunicazioni nel terzo millennio è in mostra nel pronao di Palazzo Barbieri. È stata infatti posizionata lì l’antenna dalla quale il premio Nobel Guglielmo Marconi fece partire le prime onde elettromagnetiche. Fino a fine gennaio 2022 si potrà ammirare il simbolo della comunicazione tecnologica che, negli anni, si è sempre più evoluto fino all’attuale Wifi.

A custodire il prezioso simbolo, il Museo della radio di Verona che l’ha messo a disposizione di curiosi, appassionati e turisti nel centro della città. Sul supporto dell’antenna e sul cancelletto davanti al pronao sono stati posti due QR Code che, se inquadrati con telefono cellulare o tablet, permettono di ascoltare un messaggio registrato dalla figlia di Gulglielmo Marconi, la principessa Elettra.

La stessa Elettra è intervenuta per un saluto telefonico all’inaugurazione fatta dall’assessore alla Smart city e Innovazione tecnologica Francesca Toffali, dalla consigliera comunale Paola Bressan, dal presidente del Museo della radio Francesco Chiantera e dal fondatore Alberto Chiantera. È inoltre intervenuta la classe 5^ della scuola primaria dell’Istituto Seghetti.

“Ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione il Museo della radio per averci dato la possibilità di esporre l’antenna – ha detto l’assessore Toffali -. Credo che sia importante scoprire quale sia l’origine delle nostre telecomunicazioni, tanto utilizzate, a volte anche fin troppo. Tutto però è iniziato da questa antenna, è un’importante occasione per tutti avere la possibilità di ammirarla”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Musei Civici di Verona: ingresso ad 1 euro

Nei Musei Civici nuovo appuntamento con le domeniche ad 1 euro. Giornate speciali, promosse nel primo fine settimana del mese, per offrire a cittadini e turisti l’opportunità di immergersi, ad un prezzo speciale, nell’arte, nella cultura e nella storia.

Domenica 5 dicembre, con la tariffa agevolata di 1 euro a persona, sarà possibile accedere in tutti i Musei civici cittadini.

È consigliato acquistare e prenotare l’ingresso online sul sito museiverona.com.
L’appuntamento è per tutte le prime domeniche del mese, fino a maggio 2022.

Per l’accesso ai Musei sono richiesti green pass e mascherina. Informazioni sul sito dei Musei civici

Roberto Bolis

In cammino tra città e paesaggio

Migliorare l’ecosistema urbano in termini ambientali, sociali ed economici coinvolgendo i cittadini. Il Comune di Verona sarà capofila con altre associazioni del territorio del progetto triennale ‘In cammino tra città e paesaggio: percorsi di cittadinanza attiva dalla conoscenza consapevole alla cura partecipata del capitale naturale’. Un bando vinto e finanziato per 400 mila euro dalla Fondazione Cariverona all’interno del Bando Habitat, che sostiene 14 progetti scelti tra 88 partecipanti, capaci di valorizzare e tutelare il patrimonio naturale, creando rete e collaborazione tra le comunità locali.

Tutelare e conservare le risorse naturali e la biodiversità, valorizzando il patrimonio naturale locale con anche azioni collaterali di sensibilizzazione ed educazione ambientale, sono alcuni dei punti cardine alla base del progetto proposto. Il Comune di Verona è inoltre partner anche dei progetti  dell’associazione Il Carpino – Fondo Alto Borago e dell’Associazione Giochi Antichi Verona, entrambi finanziati da Fondazione Cariverona. 

Il progetto ‘In cammino tra città e paesaggio’ è incentrato soprattutto sulle aree verdi del Comune di Verona, che dovranno assumere in futuro un ruolo di connettore tra i quartieri e le zone naturali protette, in modo da migliorare l’ecosistema urbano in termini ambientali ma anche sociali ed economici. Fondamentale sarà dunque fare rete tra il Comune, le associazioni e gli enti presenti sul territorio. In questo il Comune è sceso in campo coinvolgendo i settori Ambiente, Urbanistica, Giardini e Unesco, con anche il supporto del Museo di Storia Naturale.

Il tassello più importante però sarà il ruolo dei cittadini, perché il trait d’union di tutto sarà la cittadinanza attiva. Complice la pandemia nell’ultimo anno si è riscoperto il piacere di camminare e percorrere percorsi storici naturalistici e ambientali, come dimostra l’ampia partecipazione dei veronesi alle numerose visite e iniziative organizzate dall’Ecosportello con guide naturalistiche.

Ancora una volta, quindi, i cittadini potranno diventare protagonisti,  proteggendo e conoscendo la natura grazie a percorsi storici monumentali ma anche ambientali. Verrà creata una APP che per mostrare tutte le realtà presenti, iniziando dal Parco dell’Adige, la zona del Giarol con il Bosco Didattico e del Lazzaretto, a cui si aggiunge il percorso delle Mura della città.

“Ringraziamo Fondazione Cariverona che si dimostra essere sempre al nostro fianco sostenendo queste attività – sottolinea l’assessore Segala -. Siamo onorati di essere capofila di questo progetto, così come di essere coinvolti come partner in quelli della Val Borago e dei Giochi Antichi. Possiamo dire che il Comune di Verona in questo periodo sta investendo molto sulla salvaguardia e la sensibilizzazione dell’ambiente, e la cittadinanza parteciperà sicuramente con interesse”.

“Come ufficio Unesco abbiamo colto questa occasione perché coinvolge gran parte delle Mura di Verona – dice l’assessore Toffali -. Inoltre, come assessorato al Turismo, stiamo sviluppando dei percorsi di trekking urbano che possano ampliare la zona di visita della città, per apprezzare anche la parte naturalistica-monumentale a ridosso del centro, dall’Adige alle Torricelle fino ad Avesa”.

“La nostra è stata una scelta complessa  – spiega Zuffa -. Il bando, strutturato in due fasi, ha visto una partecipazione straordinaria. Scegliere 14 progetti su 88 dimostra la qualità delle proposte ricevute, e va ringraziato il Comune di Verona per l’impegno profuso dagli assessorati e le associazioni coinvolti, attestando di saper costruire progetti complessi. Sarà nostro compito misurarne nel tempo l’andamento”.

“Grazie alla presenza attiva dei cittadini, il nostro obiettivo è di ricomporre il tessuto della città, mantenendone il contenuto storico e paesaggistico – ha detto la vicepresidente Braioni -. Ogni partecipante al progetto, così come la presenza del Museo di Storia Naturale, ci dà la consapevolezza di una certa interdisciplinarietà e scientificità che ci deve comunque essere nel nostro lavoro”.

Roberto Bolis

Il ‘Progetto Ferrara to bee’

Ferrara può avere le caratteristiche per offrire un habitat favorevole alla sopravvivenza delle api, proprio in un momento come l’attuale in cui questi insetti, di grande importanza per l’uomo, si stanno riducendo velocemente a causa dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi nocivi? Alla complessa domanda cercheranno di rispondere in un prossimo futuro Giuseppe Zanini della società agricola Apicoltura d’Este e lo studente Ennio Mallia della facoltà di Design del prodotto industriale di Unife impegnato nella sua tesi di laurea che, con la collaborazione del Comune di Ferrara/assessorato all’Ambiente, hanno promosso il progetto “Ferrara to bee“.

L’avvio del percorso di ricerca è avvenuto lo scorso 20 maggio in occasione della Giornata mondiale delle api con il posizionamento di un ‘apiario di studio e monitoraggio’ nel Giardino di Palazzo Schifanoia.

“Nell’ambito di ‘Ferrara to bee’ – ha affermato Giuseppe Zanini – l’attività di una delle arnie sarà costantemente monitorata e tutti i dati che emergeranno saranno inviati al Crea di Bologna, un laboratorio specializzato che analizzerà il miele e i residui sul miele, della cera, del favo, del melario e del nido. Tutto questo ci porterà ad avere una rilevazione complessiva per capire se questo ambiente e quindi Ferrara, sia favorevole alla vita delle api in un momento in cui la campagna si sta dimostrando davvero poco accogliente. A settembre, a conclusione del progetto, le api dell’arnia monitorata saranno destinate ad una nuova ‘casa’ realizzata da Ennio Mallia, che consentirà di assistere in diretta alle funzioni quotidiane dell’alveare. Si tratterà di una vera e propria ‘arnia didattica’, visitabile da tutti in un luogo ancora da individuare, ma all’interno della nostra città”.

“E’ un vero piacere – ha affermato l’assessore Alessandro Balboni – un evento che non solo unisce le sensibilità all’ecosistema e alla tutela degli animali, ma è anche un momento di didattica e di apertura della città. Abbiamo reso disponibile al progetto il giardino di palazzo Schifanoia proprio per spingere sempre più ferraresi ad apprezzare, vedere e capire quanto sia importante il ruolo degli insetti impollinatori, domestici e selvatici. Vogliamo anche cercare di sfatare certe preoccupazioni sulla presenza delle api. Questo per l’Amministrazione è solo un primo appuntamento. – ha poi aggiunto l’assessore – L’attività di sensibilizzazione su questo argomento proseguirà infatti anche in futuro insieme al Museo di Storia Naturale, al Centro Idea e al Servizio Ambiente. Ancora, fra gli aspetti interessanti di questo progetto in cui siamo affiancati anche all’Università di Ferrara, è la possibilità di dare vita ad un biomonitoraggio del miele prodotto, un modo per capire quale tipo di inquinanti raccolgano nel nostro territorio le api nella loro attività di impollinazione e di produzione e che apre un interessante capitolo per la ricerca scientifica”.

Ferrara to bee, è il primo progetto di apicoltura urbana e biomonitoraggio nel giardino di Palazzo Schifanoia. Gli insetti impollinatori, ed in particolare le api si stanno riducendo velocemente a causa delle attività umane come l’agricoltura intensiva e l’utilizzo di pesticidi nocivi. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. Si è reso dunque necessario puntare sulle aree urbane per dar nuova vita a una dimensione ambientale ormai compromessa. Ferrara to bee nasce dal progetto di tesi (tutt’ora in sviluppo) dello studente del corso di Laurea in Design del prodotto industriale del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara Ennio Mallia, avente come relatori il prof. Davide Turrini e il prof. Dario Scodeller, in collaborazione con l’apicoltore Giuseppe Zanini ed il Comune di Ferrara. L’apiario di studio e monitoraggio verrà posizionato il 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle api, mentre la fase di progettazione della nuova arnia urbana si concluderà nei prossimi mesi.

Il progetto ha il compito di informare e sensibilizzare il pubblico, fornendo nozioni utili che abbattano alcuni stereotipi comuni sul mondo delle api, attraverso l’esperienza visiva e la comunicazione. Dal punto di vista scientifico questi insetti sono degli ottimi bioindicatori dell’inquinamento, pertanto, attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi o nei prodotti dell’alveare, è possibile rilevare la presenza di antiparassitari o di altri agenti inquinanti presenti nell’aria come  metalli pesanti e i radionuclidi, rilevati attraverso una successiva analisi di laboratorio.

Ferrara to bee nasce con l’intento di promuovere il valore delle api per la salvaguardia della biodiversità del nostro pianeta e non solo. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.
Allo stato attuale, l’agricoltura mondiale fa largo uso di veleni e pesticidi, tra cui i neonicotinoidi, letali per le api. La loro vita, già compromessa dagli effetti del riscaldamento globale, è in serio pericolo: in ogni angolo della terra apicoltori e ricercatori registrano sempre più spesso casi di morti improvvise di interi alveari. D’altra parte, le piante delle città non sono coltivate a fini alimentari ed è lì che al giorno d’oggi si rifugia la biodiversità che una volta era presente in tutti i terreni coltivati e incolti. Si è reso dunque necessario puntare sulle aree urbane per dar nuova vita a una dimensione ambientale ormai compromessa.

Dopo un’attenta analisi riguardo al posizionamento delle arnie in un contesto urbano, la splendida cornice del giardino di Palazzo Schifanoia, si è posta come il luogo ideale per accogliere il meraviglioso mondo di questi insetti impollinatori. Il nome del palazzo, in quanto delizia estense, deriva da: “schivar la noia” e si riferisce alla funzione di svago e piacere dell’edificio, proprio come il prodotto di questo apiario.

Alessandro Zangara

Geronimo Stilton e l’Arena di Verona

In Arena e alla Casa di Giulietta, Geronimo Stilton visita Verona per farla conoscere in tutto il mondo. È uscito nei giorni scorsi il volume ‘Mille Meraviglie. Viaggio alla scoperta dell’Italia’, tradotto in 4 lingue e distribuito dalla Farnesina in ambasciate, consolati e scuole all’estero. La caccia al tesoro tra le bellezze del nostro Paese, ideata da Elisabetta Dami, ha come protagonista il topogiornalista più amato dai bambini, in viaggio con la sua famiglia. E tra le tappe del tour lungo lo Stivale, anche due monumenti scaligeri: l’anfiteatro con i suoi arcovoli, dove Geronimo assiste all’Aida di Giuseppe Verdi, e il balcone della più famosa tragedia shakespeariana. Il progetto si può sfogliare anche online sul sito italiana.esteri.it, il nuovo portale della Farnesina. Tra le altre bellezze del Veneto, Padova alla scoperta del capolavoro di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e infine, il fascino di Venezia, da piazza San Marco alla gita in vaporetto verso le isole di Burano e Murano.

Il progetto speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è realizzato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, edito da Edizioni Piemme-Mondadori Libri.

Tradotto in quattro lingue (italiano, francese, spagnolo, inglese) in collaborazione con Atlantyca Entertainment per le edizioni internazionali, il volume è stampato in 16 mila copie. Sul canale Vimeo di italiana, sono disponibili alcuni video di presentazione con Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri, l’ideatrice Elisabetta Dami e Geronimo in persona, oltre ad un booktrailer e altro materiale multimediale dedicato al progetto.

Roberto Bolis

L’orologio della Bra di Verona torna a funzionare

Torna a funzionare l’orologio della Bra. Lo storico simbolo cittadino, inserito tra le due arcate dei portoni, era rimasto danneggiato dal nubifragio di domenica 23 agosto a causa della caduta delle luminarie di Natale poste stabilmente sulle mura e che, staccatesi, sono finite sulle lancette, causando il blocco degli ingranaggi.

La ditta specializzata Sabaini Francesco & C.S.N.C, sita in San Martino Buon Albergo, che si occupa della sistemazione di orologi storici, è intervenuta provvedendo alla sistemazione e alla rifasamento del quadrante. Sostituiti anche due microricevitori presenti nel meccanismo e che consentono all’orologio di ricevere l’impulso di comando dal computer collocato al suo interno.

“Un intervento atteso dalla città – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto –, che ha richiesto l’esecuzione di uno specifico rifasamento del quadrante. L’orologio, composto da una particolare meccanica, non è facile da sistemare. Dopo alcuni tentativi effettuati dai nostri tecnici, infatti, è stato richiesto il supporto di una ditta specializzata nella sistemazione di orologi storici, che ha provveduto alla sostituzione di alcuni pezzi andati rotti con il nubifragio di agosto”.

L’orologio, inserito tra le due arcate dei portoni della Bra, fu regalato nel 1871 alla città dal conte Antonio Nogarola, con la precisa condizione che i quadranti fossero visibili sia da corso Porta Nuova che dalla piazza.
L’inaugurazione avvenne il 2 giugno 1872, ma pare che l’orologio non funzionasse bene. Sette anni più tardi, infatti, nel 1879, si chiese l’intervento dell’orologiaio Bortolo Montemezzi di Vigasio che, modificando qualche ingranaggio, ne permise il perfetto funzionamento.

Oggi la meccanica è controllata da un pannello elettronico di precisione che, oltre ad impostare l’ora, scandisce la corretta rotazione delle lancette dei due quadranti dell’orologio.

 

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

Online il primo portale turistico della DMO Verona

Visitare Verona e il suo territorio da oggi diventa un’esperienza multimediale e integrata. È online il portale http://www.visitverona.it. Il primo sito turistico della Dmo Verona – Destination Management Organization. Una finestra su 1500 punti di interesse, più di 200 esperienze, 1200 strutture ricettive, 80 brochure scaricabili, 100 redazionali e tante altre informazioni. Il tutto personalizzabile, a seconda degli interessi. Aprendo il portale da un qualsiasi motore di ricerca, infatti, è possibile creare una vacanza su misura. A seconda dei gusti, degli hobby e del tempo a disposizione. Dalla musica ai musei, passando per osterie e cantine per gustare lo stile di vita veronese e i suoi prodotti tipici. E ancora storia, sport, eventi e natura. Una panoramica a 360 gradi sulla città e il territorio circostante, in cui vengono messe in rete le offerte dei diversi operatori. E dei territori: Lessinia, Valpolicella, Terre del Soave, ma anche la pianura. Passando per tutti quei 31 Comuni che fanno parte della Dmo Verona. Il sito al momento è disponibile in italiano e inglese. Già in programma le traduzioni in tedesco e spagnolo.

La struttura del portale è innovativa e si integra con tutti i contenuti e le funzionalità di prenotazione della piattaforma regionale DMS (Destination Management System). Garantisce informazioni, accoglienza, promozione, ma anche commercializzazione. E’ previsto, infatti, anche il servizio di prenotazione on-line di attività, visite guidate, degustazioni, eventi e tour. Così come della Verona Card.

Il nuovo portale è stato realizzato dal Comune di Verona insieme allo Iat, l’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica, attualmente affidato alla società Cooperativa Culture, grazie al finanziamento della Regione Veneto. A supporto per la parte tecnica Kumbe, Web agency trentina specializzata nel marketing delle destinazioni turistiche.

“Un importante traguardo per la Dmo Verona, per la rete territoriale che coinvolge e per il più ampio sistema regionale in cui è inserita – ha detto l’assessore Briani –. Questo portale, oltre ad essere estremamente innovativo e smart, garantisce un’offerta turistica completa. Un progetto comune che abbiamo fortemente voluto per promuovere tutte le nostre eccellenze e che si integra con i contenuti della piattaforma regionale Dms. Purtroppo per il turismo è un momento drammatico. Verona, città d’arte, sta soffrendo tantissimo i risvolti di questa emergenza. Così come il resto del territorio scaligero. Ecco perché abbiamo deciso di mettere a frutto questo tempo e guardare al futuro, con ottimismo e speranza. Abbiamo voluto organizzarci in modo da rendere ancora più strategica e di qualità la nostra offerta. Grazie a questo sito diamo un’immagine integrata che moltiplicherà le possibilità di attrarre turisti, che potranno vivere esperienze su misura e personalizzate in base ai gusti”.

“Una bella notizia – ha commentato Caner, assessore al Turismo regionale-, da tempo si sta lavorando per aggregare le diverse realtà turistiche, per coinvolgere in maniera strategica più territori, garantendo così un’offerta integrata. Spingiamo per la crescita di portali locali collegati al sistema di destinazione regionale, così abbiamo un continuo scambio di informazioni e le persone possono passare da un sito all’altro scoprendo tutto il territorio veneto e le sue peculiarità, eccellenze che vanno comunicate e valorizzate. Un biglietto da visita importate anche per i nostri locali, ristoranti, prodotti tipici. Il prossimo passo sarà unire il Lago di Garda con la Dmo Verona”.
“Questo progetto è estremamente interessante – ha aggiunto Stefano Marchioro -, perché la destinazione che vede il Comune di Verona capofila si è allargata a una serie di marchi d’area, con la consapevolezza che si deve andare oltre i confini amministrativi. Due sono i capisaldi, i turisti che frequentano il territorio e la filiera organizzata di attori pubblici e privati. Abbiamo sempre avuto grandi flussi da governare, ora ci troviamo nella situazione opposta. Tra tutte le cose negative che questa pandemia ha portato con sé, c’è uno spiraglio da cogliere, ci ha fatto guadagnare un po’ di tempo per rivedere e riprogettare un’offerta turistica di qualità”.

 

Roberto Bolis

Verona il primo comune d’Italia per investimenti nel sociale

È Verona il Comune d’Italia più virtuoso per quanto riguarda l’erogazione dei servizi in favore del sociale, la velocità di pagamento dei fornitori e i minori costi nella gestione del personale.

A confermarlo i numeri rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in una classifica sui bilanci 2018 delle 32 città più importanti d’Italia, posizionano il capoluogo scaligero al quarto posto delle prime dieci meglio amministrate. A precederlo solo le emiliane Ravenna, Parma e Modena.

Se si parla però di sociale, pagamenti fornitori e costi del personale, la gestione del Comune di Verona, con numeri che si distaccano ampiamente dagli altri, risulta la prima d’Italia.

Basti pensare che, sul fronte dei contributi comunali erogati in favore di cittadini in difficoltà, con una media nazionale di copertura che si assesta sul 69%, l’Ente scaligero riesce a corrispondere annualmente fondi per il pagamento dell’87% dei servizi realizzati. Percentuali d’investimento importanti che, paragonati al 28% erogato da Napoli, ultima in classifica, al 30% di Foggia, al 40% di Palermo o al 65% di Torino, rilevano l’impegno dell’Amministrazione scaligera nel supporto e aiuto di tutti i cittadini in stato di bisogno. Nell’ambito delle tempistiche di pagamento ai fornitori, che per legge è imposto a 30 giorni dall’emissione della fattura, Verona risulta ancora al primo posto, con un saldo effettuato nei 25 giorni prima dalla scadenza. Da considerare che a Napoli i fornitori attendono 321 giorni per essere pagati, a Salerno 260 e a Reggio Calabria 214. Inoltre, delle 32 città prese in esame, 17 pagano oltre i limiti, con un ritardo medio di 37 giorni dopo la scadenza.

In corrispondenza di una gestione positiva delle proprie attività, il Comune di Verona mantiene costi del personale fra i più bassi in Italia, con una spesa annuale in rapporto ai residenti pari a 327 euro per ogni veronese.

Verona primeggia anche nella comparazione delle tariffe dei plateatici con altre città. In riferimento alla zona 1, corrispondente nella città scaligera a piazza Bra, piazza Erbe e limitrofi, il costo a Verona è di 141 euro al mq all’anno, mentre a Padova è di 161, Venezia 436, Treviso 153, Milano 750, Firenze 403, Torino 206 euro e Roma 191.

“La macchina comunale – ha sottolineato il sindaco – è una grande azienda, per numero di dipendenti e dati di bilancio, che dimostra una grande efficienza. Come confermano i dati del Ministero, a fronte di ottimi risultati in favore di sociale, costi dei servizi e tempistiche nei pagamenti, riesce anche a mantenere una spesa del proprio personale fra le più basse d’Italia. Numeri che evidenziano la positiva gestione dell’Amministrazione e l’impegno in favore della città e dei cittadini più in difficoltà. Se da un lato, infatti, riusciamo a garantire l’effettiva copertura dell’87% delle spese per il sociale, dall’altro, il Comune di Verona paga tutti i suoi fornitori nei primi 25 giorni dall’emissione della fattura. Tempistiche d’eccellenza, che si distanziano notevolmente dai numeri di città come Napoli, in cui, dall’emissione della fattura, per essere pagati bisogna attendere 321 giorni. Pagamenti celeri rappresentano il primo punto di partenza per sostenere l’economia e l’attività di tante imprese che sono fornitori del Comune. Un valore per noi fondamentale, che garantiamo con la massima efficienza possibile, mantenendo costi di gestione del personale fra i più bassi di Italia. Spesso gli enti pubblici sono cattivi pagatori per i tempi troppo lunghi che creano difficoltà alle imprese e per i costi elevati della macchina, da noi non è così. L’efficienza che caratterizza il settore privati, a Verona è anche in Comune. Senza contare che il nostro contributo all’economia va anche al Terziario, mantenendo il costo dei plateatici fra i più competitivi. Amministrare bene non significa accrescere i costi a carico dei cittadini, ma realizzare i migliori risultati possibili con una oculata gestione delle risorse disponibili”.

 

 

Roberto Bolis

Che lingua parlano i delfini?

 

In occasione della XVIII edizione del festival di divulgazione scientifica BergamoScienza, in corso tutta in digitale fino a domani, domenica 18 ottobre (www.bergamoscienza.it), l’etologa e psicologa Diana Reiss ha parlato di alcuni degli animali più intelligenti del pianeta, i delfini, analizzando e spiegando le loro modalità di comunicazione.

L’esperta, che partecipa al programma di laurea in Animal Behaviour and Comparative Psychology della City University di New York, si è confrontata con il biologo Stuart Firestein, presidente del Dipartimento di Scienze Biologiche della Columbia University, e con il giovane divulgatore Willy Guasti. Esplorando l’affascinante mondo dei cetacei, hanno spiegato al pubblico come parlano tra loro gli animali e tenteranno di dare risposta a un annoso interrogativo: sono nate prima le capacità cognitive o quelle di comunicazione?

Già ospite del festival nel 2011, Diana Reiss è docente di psicologia presso l’Hunter College. La sua ricerca si è concentrata sulla comprensione della cognizione e della comunicazione nei delfini e in altri cetacei. Un particolare interessante: i suoi studi hanno portato alla dimostrazione dell’autoconsapevolezza dei delfini del proprio riflesso nello specchio.

 

Delos (anche per la foto)