Online il primo portale turistico della DMO Verona

Visitare Verona e il suo territorio da oggi diventa un’esperienza multimediale e integrata. È online il portale http://www.visitverona.it. Il primo sito turistico della Dmo Verona – Destination Management Organization. Una finestra su 1500 punti di interesse, più di 200 esperienze, 1200 strutture ricettive, 80 brochure scaricabili, 100 redazionali e tante altre informazioni. Il tutto personalizzabile, a seconda degli interessi. Aprendo il portale da un qualsiasi motore di ricerca, infatti, è possibile creare una vacanza su misura. A seconda dei gusti, degli hobby e del tempo a disposizione. Dalla musica ai musei, passando per osterie e cantine per gustare lo stile di vita veronese e i suoi prodotti tipici. E ancora storia, sport, eventi e natura. Una panoramica a 360 gradi sulla città e il territorio circostante, in cui vengono messe in rete le offerte dei diversi operatori. E dei territori: Lessinia, Valpolicella, Terre del Soave, ma anche la pianura. Passando per tutti quei 31 Comuni che fanno parte della Dmo Verona. Il sito al momento è disponibile in italiano e inglese. Già in programma le traduzioni in tedesco e spagnolo.

La struttura del portale è innovativa e si integra con tutti i contenuti e le funzionalità di prenotazione della piattaforma regionale DMS (Destination Management System). Garantisce informazioni, accoglienza, promozione, ma anche commercializzazione. E’ previsto, infatti, anche il servizio di prenotazione on-line di attività, visite guidate, degustazioni, eventi e tour. Così come della Verona Card.

Il nuovo portale è stato realizzato dal Comune di Verona insieme allo Iat, l’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica, attualmente affidato alla società Cooperativa Culture, grazie al finanziamento della Regione Veneto. A supporto per la parte tecnica Kumbe, Web agency trentina specializzata nel marketing delle destinazioni turistiche.

“Un importante traguardo per la Dmo Verona, per la rete territoriale che coinvolge e per il più ampio sistema regionale in cui è inserita – ha detto l’assessore Briani –. Questo portale, oltre ad essere estremamente innovativo e smart, garantisce un’offerta turistica completa. Un progetto comune che abbiamo fortemente voluto per promuovere tutte le nostre eccellenze e che si integra con i contenuti della piattaforma regionale Dms. Purtroppo per il turismo è un momento drammatico. Verona, città d’arte, sta soffrendo tantissimo i risvolti di questa emergenza. Così come il resto del territorio scaligero. Ecco perché abbiamo deciso di mettere a frutto questo tempo e guardare al futuro, con ottimismo e speranza. Abbiamo voluto organizzarci in modo da rendere ancora più strategica e di qualità la nostra offerta. Grazie a questo sito diamo un’immagine integrata che moltiplicherà le possibilità di attrarre turisti, che potranno vivere esperienze su misura e personalizzate in base ai gusti”.

“Una bella notizia – ha commentato Caner, assessore al Turismo regionale-, da tempo si sta lavorando per aggregare le diverse realtà turistiche, per coinvolgere in maniera strategica più territori, garantendo così un’offerta integrata. Spingiamo per la crescita di portali locali collegati al sistema di destinazione regionale, così abbiamo un continuo scambio di informazioni e le persone possono passare da un sito all’altro scoprendo tutto il territorio veneto e le sue peculiarità, eccellenze che vanno comunicate e valorizzate. Un biglietto da visita importate anche per i nostri locali, ristoranti, prodotti tipici. Il prossimo passo sarà unire il Lago di Garda con la Dmo Verona”.
“Questo progetto è estremamente interessante – ha aggiunto Stefano Marchioro -, perché la destinazione che vede il Comune di Verona capofila si è allargata a una serie di marchi d’area, con la consapevolezza che si deve andare oltre i confini amministrativi. Due sono i capisaldi, i turisti che frequentano il territorio e la filiera organizzata di attori pubblici e privati. Abbiamo sempre avuto grandi flussi da governare, ora ci troviamo nella situazione opposta. Tra tutte le cose negative che questa pandemia ha portato con sé, c’è uno spiraglio da cogliere, ci ha fatto guadagnare un po’ di tempo per rivedere e riprogettare un’offerta turistica di qualità”.

 

Roberto Bolis

Verona il primo comune d’Italia per investimenti nel sociale

È Verona il Comune d’Italia più virtuoso per quanto riguarda l’erogazione dei servizi in favore del sociale, la velocità di pagamento dei fornitori e i minori costi nella gestione del personale.

A confermarlo i numeri rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in una classifica sui bilanci 2018 delle 32 città più importanti d’Italia, posizionano il capoluogo scaligero al quarto posto delle prime dieci meglio amministrate. A precederlo solo le emiliane Ravenna, Parma e Modena.

Se si parla però di sociale, pagamenti fornitori e costi del personale, la gestione del Comune di Verona, con numeri che si distaccano ampiamente dagli altri, risulta la prima d’Italia.

Basti pensare che, sul fronte dei contributi comunali erogati in favore di cittadini in difficoltà, con una media nazionale di copertura che si assesta sul 69%, l’Ente scaligero riesce a corrispondere annualmente fondi per il pagamento dell’87% dei servizi realizzati. Percentuali d’investimento importanti che, paragonati al 28% erogato da Napoli, ultima in classifica, al 30% di Foggia, al 40% di Palermo o al 65% di Torino, rilevano l’impegno dell’Amministrazione scaligera nel supporto e aiuto di tutti i cittadini in stato di bisogno. Nell’ambito delle tempistiche di pagamento ai fornitori, che per legge è imposto a 30 giorni dall’emissione della fattura, Verona risulta ancora al primo posto, con un saldo effettuato nei 25 giorni prima dalla scadenza. Da considerare che a Napoli i fornitori attendono 321 giorni per essere pagati, a Salerno 260 e a Reggio Calabria 214. Inoltre, delle 32 città prese in esame, 17 pagano oltre i limiti, con un ritardo medio di 37 giorni dopo la scadenza.

In corrispondenza di una gestione positiva delle proprie attività, il Comune di Verona mantiene costi del personale fra i più bassi in Italia, con una spesa annuale in rapporto ai residenti pari a 327 euro per ogni veronese.

Verona primeggia anche nella comparazione delle tariffe dei plateatici con altre città. In riferimento alla zona 1, corrispondente nella città scaligera a piazza Bra, piazza Erbe e limitrofi, il costo a Verona è di 141 euro al mq all’anno, mentre a Padova è di 161, Venezia 436, Treviso 153, Milano 750, Firenze 403, Torino 206 euro e Roma 191.

“La macchina comunale – ha sottolineato il sindaco – è una grande azienda, per numero di dipendenti e dati di bilancio, che dimostra una grande efficienza. Come confermano i dati del Ministero, a fronte di ottimi risultati in favore di sociale, costi dei servizi e tempistiche nei pagamenti, riesce anche a mantenere una spesa del proprio personale fra le più basse d’Italia. Numeri che evidenziano la positiva gestione dell’Amministrazione e l’impegno in favore della città e dei cittadini più in difficoltà. Se da un lato, infatti, riusciamo a garantire l’effettiva copertura dell’87% delle spese per il sociale, dall’altro, il Comune di Verona paga tutti i suoi fornitori nei primi 25 giorni dall’emissione della fattura. Tempistiche d’eccellenza, che si distanziano notevolmente dai numeri di città come Napoli, in cui, dall’emissione della fattura, per essere pagati bisogna attendere 321 giorni. Pagamenti celeri rappresentano il primo punto di partenza per sostenere l’economia e l’attività di tante imprese che sono fornitori del Comune. Un valore per noi fondamentale, che garantiamo con la massima efficienza possibile, mantenendo costi di gestione del personale fra i più bassi di Italia. Spesso gli enti pubblici sono cattivi pagatori per i tempi troppo lunghi che creano difficoltà alle imprese e per i costi elevati della macchina, da noi non è così. L’efficienza che caratterizza il settore privati, a Verona è anche in Comune. Senza contare che il nostro contributo all’economia va anche al Terziario, mantenendo il costo dei plateatici fra i più competitivi. Amministrare bene non significa accrescere i costi a carico dei cittadini, ma realizzare i migliori risultati possibili con una oculata gestione delle risorse disponibili”.

 

 

Roberto Bolis

Che lingua parlano i delfini?

 

In occasione della XVIII edizione del festival di divulgazione scientifica BergamoScienza, in corso tutta in digitale fino a domani, domenica 18 ottobre (www.bergamoscienza.it), l’etologa e psicologa Diana Reiss ha parlato di alcuni degli animali più intelligenti del pianeta, i delfini, analizzando e spiegando le loro modalità di comunicazione.

L’esperta, che partecipa al programma di laurea in Animal Behaviour and Comparative Psychology della City University di New York, si è confrontata con il biologo Stuart Firestein, presidente del Dipartimento di Scienze Biologiche della Columbia University, e con il giovane divulgatore Willy Guasti. Esplorando l’affascinante mondo dei cetacei, hanno spiegato al pubblico come parlano tra loro gli animali e tenteranno di dare risposta a un annoso interrogativo: sono nate prima le capacità cognitive o quelle di comunicazione?

Già ospite del festival nel 2011, Diana Reiss è docente di psicologia presso l’Hunter College. La sua ricerca si è concentrata sulla comprensione della cognizione e della comunicazione nei delfini e in altri cetacei. Un particolare interessante: i suoi studi hanno portato alla dimostrazione dell’autoconsapevolezza dei delfini del proprio riflesso nello specchio.

 

Delos (anche per la foto)

 

 

 

 

 

 

Il municipio in formato LEGO

Palazzo Barbieri in formato Lego. Il municipio di Verona ha il suo modellino costruito con i mattoncini più famosi al mondo. Ce ne sono voluti ben 130 mila e otto mesi di lavoro, per riprodurre la ‘casa’ di tutti i veronesi, l’edificio neoclassico che domina piazza Bra.

“Per me, come per tantissimi appassionati del mattoncino più famoso al mondo, Lego è sinonimo di infanzia, spensieratezza ma anche creatività e ingegno – ha detto il sindaco -. Un gioco e un amore che non conoscano età, che conquista i bambini come gli adulti e può diventare molto più di un hobby. I ragazzi dell’associazione CLV lo dimostrano, questa è solo l’ultima di una serie di creazioni tanto belle quanto impegnative. Ho sempre detto che il municipio è la casa di tutti i cittadini, infatti possono venire a visitarlo, conoscerne la storia e, per gli studenti, anche a sperimentare come si svolge la vita amministrativa. Sarebbe bello che tra le stanze di palazzo Barbieri ci fosse uno spazio in cui ammirare anche la sua versione in formato Lego”.

 

Roberto Bolis

 

A 109 anni canta l’Inno di Mameli

Con le 109 candeline spente proprio oggi, Elisa Cailotto è la donna più longeva di Verona. La ‘nonna’ di tutti i veronesi, che passa le giornate cantando e tenendosi aggiornata su ciò che accade in città, dove vive in centro storico.

D’altronde, lo spirito è quello di una 75enne, come lei vuole essere considerata, perché l’età anagrafica non corrisponde minimamente alla lucidità della sua mente.

Il canto, la sua passione. Dall’inno di Mameli alle canzoni della sua gioventù, la signora Elisa non perde occasione per intonarle a tutte le ore del giorno a seconda dell’ispirazione, un modo anche per farsi compagnia e abbandonarsi ai ricordi più belli.

Deve averle ispirato elementi floreali, l’assessore Francesca Toffali, che stamattina ha portato ad Elisa gli auguri dell’amministrazione e di tutta la città. Quando è entrata, la ‘nonna di Verona’ non ha esitato a dedicarle la sua versione di ‘Rose rosse per te’, la famosa canzone di Massimo Ranieri.

“Ero quasi più emozionata di lei – confida l’assessore Toffali -. Un’accoglienza così non la dimenticherò di certo, si respirava davvero gioia di vivere. Non è un caso che la signora Elisa ci tenga a precisare che, della sua lunga vita, ricorda solo i momenti più belli. Ciò devi farci riflettere, vivere a lungo non è solo questione di fortuna, ma anche di come scegliamo di affrontare la nostra avventura terrena. Le scelte della signora Elisa sono state sicuramente quelle giuste”.

Prima dei saluti, l’assessore Toffali le ha consegnato una targa ricordo per l’importante traguardo raggiunto e una lettera con gli auguri personali del sindaco Federico Sboarina. Ma l’ultima parola è stata ancora una volta quella della signora Elisa, che ha voluto rivolgere un pensiero alla sua città: “Abbraccio tutta Verona e la ringrazio per essersi ricordata di me”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Sei vincitori del progetto di riscrittura ambientale TemporarySigns

Sono 6 i vincitori di TemporarySigns, l’open call di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 che pone in dialogo i giovani artisti under 35 con la città e il suo tessuto socio culturale attraverso opere site-specific di riscrittura ambientale. Il progetto è stato promosso dal Comune di Parma in partnership con l’associazione GAI – Giovani Artisti Italiani, e con la collaborazione di BJCEM – Association Internationale pour la Biennale des Jeunes Créateurs d’Europe et de la Méditerranée.

Delle 27 proposte, appartenenti a tutti campi dell’arte contemporanea, la Giuria di Esperti ne ha selezionate 6 che riceveranno un premio in denaro, tra i 6.000 e i 23.000 euro a seconda del progetto, che permetteràagli artisti di realizzare l’opera, trascorrere un periodo di residenza d’artista a Parma per ultimarla e posizionarla nel sito prescelto.

Il primo premio va ad Alessandro Tricarico dell’Associazione Rizoma e al suo progetto a metà strada tra street art e fotogiornalismo: De d’la da l’acqua – Gente d’Oltretorrente, una “ricognizione antropologica” all’interno della comunità del quartiere dal quale il progetto prende il nome, per coglierne le peculiarità, entrando in confidenza con i suoi abitanti, ascoltando e trascrivendo le storie, i metaforici “mattoni” che ne definiscono l’identità. Le gigantografie degli scatti più significativi saranno poste sulle pareti di Parma in un percorso che dal centro cittadino conduce il visitatore alla scoperta non solo delle installazioni ma anche degli scorci del quartiere.

Al secondo posto ex aequo: Giacomo Gerboni con la scultura Le migliori intenzioni e Giordano Magnani del collettivo Studio Tonnato con l’installazione luminosa Resteranno le fiamme.

La prima è una grande catapulta non azionabile in legno posta nel parco del quartiere San Lazzaro di Parma che vuole diventare innesco di dinamiche inedite al fine di valorizzare il parco e la comunità che quotidianamente lo vive.

Il collettivo Studio Tonnato esplora le possibilità di creazione di luoghi del ricordo con una scenografia di neon. Oggetto del progetto è il Cinema Trento, vecchio polo di aggregazione, ora unicamente luogo della memoria.

Francesca Giannini del gruppo informale FDA&FG con il progetto Parma qua e là, pensato per reinterpretare il Ponte di Mezzo, si classifica al quarto posto. Composta da cartelli, una stazione di registrazione e un binocolo, l’installazione rende il transito sul ponte – vissuto solitamente come passaggio – una vera e propria esperienza.

La quinta classificata è Beatrice Ciacchella del collettivo Domani, Fiume che con la sua installazione Transumanza celebra un fenomeno semplice e radicato nella tradizione di Parma che ogni anno desta stupore, curiosità e una leggera malinconia. Un piccolo gregge di pecore dorate sarà posizionato nell’alveo del torrente, in prossimità del Ponte Verdi, e dialogherà per contrasto con la cultura cittadina dei complessi monumentali dai quali è circondata, come il Palazzo della Pilotta e il Parco Ducale.

Ai progetti vincitori si aggiunge quello di un’artista appartenente al network BJCEM, di cui il Comune di Parma è socio: Chinyanga Munotida, dal Regno Unito, con la sua installazione sonora What’s on your mind? Il progetto vuole rendere gli abitanti di una città una componente attiva e sostanziale all’interno del processo creativo che sta alla base di una performance/installazione pubblica. Munotida lavorerà con il pubblico attraverso workshop, che utilizzeranno la tecnologia Silent-Disco, per scoprire luoghi dimenticati, indagarne la storia e creare un’esperienza sonora interattiva e sociale.

 

Delos

 

Tocatì, ufficializzata la candidatura a Patrimonio immateriale UNESCO

È ufficiale, il dossier per la candidatura del Tocatì a patrimonio immateriale Unesco è stato inviato a Parigi. E l’iscrizione potrebbe arrivare entro il 2021.
“Verona, già patrimonio mondiale UNESCO per l’unicità delle sue mura magistrali, candida ora anche la sua tradizione immateriale – ha detto il sindaco -, un patrimonio tramandato nei secoli che deve essere custodito. Ma anche valorizzato e fatto conoscere al mondo intero. Il prezioso lavoro fatto negli anni dall’Associazione giochi antichi, con questa candidatura, centra l’obiettivo. Il Tocatì, manifestazione che ha ridato centralità al gioco in strada, e che ha portato a Verona tradizioni da tutti i continenti, è pronto a diventare patrimonio e bene dell’umanità intera. E noi non possiamo che esserne orgogliosi e metterci a disposizione affinché questa manifestazione continui a crescere. Ogni anno il centro storico di Verona si riempie di gente e di giocatori, un festival diventato popolare ma che in questo modo ribadisce la sua valenza culturale”.

“Assistiamo ad un interscambio di valori materiali e immateriali – ha aggiuto Toffali, assessore per i rapporti con l’UNESCO -, determinato da una eccezionale miscela di opere che l’uomo nel corso di secoli ha ideato. A noi amministratori, così come ai cittadini, la responsabilità di conservare e tutelare da una parte, tramandare e promuovere dall’altra, questo eccezionale patrimonio. Verona è e sarà bene dell’Umanità. Questo però è solo l’inizio, dopo il riconoscimento del “bollino Unesco” servirà costituire un sistema che sappia alimentare questa nostra tradizione, che non deve essere lasciata in balia dell’iniziativa o dell’impegno del singolo, sia esso privato o pubblico”.

Roberto Bolis

 

Il Teatro Carlo Felice di Genova primo teatro al mondo ad ottenere la “BIosafety Trust Certification” di RINA

La necessità di contenere il contagio del virus COVID-19 ha cambiato in tutto il mondo le regole di vita sociale. Il settore dello spettacolo dal vivo, la cui essenza stessa coincide con la possibilità degli uomini di riunirsi in un luogo pubblico, ha dunque il dovere di dotarsi di strutture e procedure che, rigorosamente certificate, garantiscano la sicurezza di tutti i dipendenti, gli artisti e gli spettatori.   La Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, fin dall’inizio dell’emergenza, si è impegnata a pieno in questo senso, intraprendendo un percorso che il 2 luglio 2020 ha portato, primo teatro nel mondo, ad ottenere la “Biosafety Trust Certification” di RINA. Il sistema è applicato alle numerose attività svolte nell’ambito della missione di diffusione della cultura musicale svolte dalla Fondazione presso la prestigiosa sede di Genova. L’impegno della Sovrintendenza e dello staff dedicato al progetto ha portato al coinvolgimento di tutte le figure che operano all’interno del teatro e lo sforzo collegiale ha dato risultati di grande importanza. “Biosafety Trust Certification” è lo schema certificativo dei sistemi di gestione pensato da RINA per prevenire e controllare il propagarsi delle infezioni e per tutelare la salute delle persone nei luoghi di aggregazione. Si tratta di una certificazione volontaria nata con l’obiettivo di infondere fiducia sia al pubblico che ai dipendenti, oltre che ai musicisti e agli artisti.  La cittadinanza potrà godere appieno del suo Teatro, fiduciosa di passare il proprio tempo in un ambiente piacevole, di alto livello artistico e sicuro, non solo dai punti di vista tradizionali, ma anche da quello della prevenzione di possibili infezioni.

“Esprimo grande orgoglio – dichiara il Vicesindaco del Comune di Genova Stefano Balleari – per il fatto che il Teatro Carlo Felice, in tema di sicurezza, parta in anticipo rispetto a tutti gli altri teatri, non solo italiani. Tutto ciò, divenuto di vitale importanza in questa fase di emergenza sanitaria, in base alla quale devono essere salvaguardati sia il pubblico che gli artisti e i dipendenti del Teatro, avviene grazie all’intervento di una grande azienda genovese, Rina, che ha contribuito a rendere Genova più meravigliosa. Un grande in bocca al lupo, dunque, al concerto sinfonico del 10 luglio, il primo che il Teatro Carlo Felice terrà nella sua magnifica sala da quando i teatri hanno chiuso per l’emergenza.”

Claudio Orazi, Sovrintendente del Teatro Carlo Felice, dichiara: “Esprimo grande soddisfazione per il conseguimento della certificazione “Biosafety Trust Certification” cogliendo l’occasione di ringraziare tutti i collaboratori e i dipendenti del Teatro che si sono impegnati con la Società Rina, in tutto il percorso svolto nelle ultime settimane.

Rivolgo un particolare ringraziamento all’Ing. Ugo Salerno per l’immediata disponibilità offerta al Teatro Carlo Felice per il conseguimento di un così importante obiettivo finalizzato a rendere il nostro Teatro un luogo sicuro per tutti i suoi dipendenti, gli artisti ospiti e gli spettatori. Considero questo risultato ad un tempo un significativo punto di arrivo ed un nuovo punto di partenza per impegnarci ancora di più per lo sviluppo artistico, tecnico e di sicurezza del nostro Teatro.

Ugo Salerno, Presidente e AD di RINA, ha commentato: “Nel perseguire la certificazione Biosafety Trust, la Fondazione Carlo Felice non solo ha promosso un gesto di forte responsabilità per proteggere la salute del pubblico, degli artisti e del proprio staff, ma ha lavorato con determinazione per tutelare lo spirito culturale della Comunità. Cultura e creatività, che in momenti difficili possono apparire di fronte ai grandi problemi economici di minore importanza, rappresentano invece il fondamento di una società equa ed evoluta.”

 

Massimo Pastorelli

Un riconoscimento a Margot Kapfenberger, ‘Ponte tra Verona e Salisburgo’

Non è solo il gemellaggio ad unire, da quasi cinquant’anni, Verona e Salisburgo. C’è un altro ponte che suggella lo scambio culturale tra le due città, ed ha le sembianze di Margot Kapfenberger.

Nata a Salisburgo ma di adozione veronese, Margot nel corso degli anni si è fatta conoscere ed apprezzare per aver unito ancora di più le due città attraverso la musica. Un impegno concretizzatosi con numerose iniziative e scambi culturali tra cui molti concerti che hanno portato sulle rive dell’Adige i più importanti cori e musicisti austriaci.

Per questa preziosa e instancabile attività, che Kapfenberger ha svolto e continua a svolgere in maniera assolutamente volontaria, l’Amministrazione le ha conferito il riconoscimento di ‘Ambasciatrice Onoraria della musica nell’ambito del gemellaggio tra le città di Verona e Salisburgo’.

A consegnare la pergamena sono stati gli assessori ai Rapporti internazionali Francesca Toffali e alla Cultura Francesca Briani.

“Un ringraziamento per la preziosa attività che Margot ha portato avanti in tutti questi anni – ha detto l’assessore Toffali -, contribuendo a rendere ancora più forte e vivo il legame tra la nostra città e Salisburgo, unite anche e soprattutto dalla musica”.

“Un impegno non solo culturale ma anche civico”, ha aggiunto l’assessore Briani, ricordando l’attività che Margot svolge assiduamente anche con l’associazione Angelo del Bello, impegnata in progetti di volontariato per migliorare il decoro e la bellezza della città di Verona.

“Tra due anni scade il 50esimo anniversario del gemellaggio tra le nostre città – ha detto Kapfenberger -, siamo già al lavoro per organizzare qualcosa di grande e importante, con la musica protagonista. Ringrazio l’amministrazione per questo riconoscimento, tutto quello che faccio viene dal cuore”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Forte San Procolo. Scoperte numerose specie spontanee

Un gigante nascosto, che ha rivelato un immenso patrimonio di flora e fauna. Specie nate e arrivate spontaneamente e già studiate dagli esperti. Cresce l’interesse attorno a Forte San Procolo, un gioiello delle fortificazioni scaligere, inserito nel cuore del quartiere Navigatori, a Verona. Il compendio, infatti, oltre ad essere di pregio storico-artistico, custodisce anche una biodiversità da tutelare, che verrà inserita nel progetto di valorizzazione che il Comune consegnerà entro metà agosto al Demanio per avere in concessione il forte. Nel frattempo l’amministrazione ha chiesto all’agenzia dello Stato la possibilità di un conferimento temporaneo anticipato, per iniziare a valorizzare l’area e tutelarne il patrimonio ambientale. Coinvolgendo anche la cittadinanza, come era stato fatto l’anno scorso con le visite guidate e le giornate di pulizia degli spazi verdi.

Gli assessori alla Pianificazione urbanistica e Ambiente Ilaria Segala e all’Unesco Francesca Toffali, insieme al consigliere comunale Paola Bressan, hanno accompagnato i tecnici della Forestale, per approfondire quanto emerso nelle ultime settimane. Erano presenti anche i tecnici comunali, che ora inseriranno le valutazioni su flora e fauna nel progetto di valorizzazione del Forte, e i rappresentanti dell’associazione Città Fortezza.

“All’interno di questo compendio potrebbe nascere un nuovo parco cittadino, con uno spazio dedicato anche agli orti urbani – ha spiegato Segala -. L’area verde attorno al forte è di grandi dimensioni e custodisce una biodiversità che va tutelata. Ecco perché assieme alla Forestale stiamo analizzando tutte le piante presenti. L’ornitologo, in un anno, ha identificato una settantina di specie animali. Tutto questo si inserisce nel percorso di Verona Fortificata, iniziato due anni fa per recuperare questi nostri tesori e far conoscere alla cittadinanza il patrimonio dei compendi scaligeri. Un progetto che ha suscitato l’interesse di tanti veronesi. Ecco perché speriamo che arrivi quanto prima, anche in via provvisoria, la concessione da parte del Demanio”.

“Stiamo accelerando i tempi per poter avere questo Forte il prima possibile, in modo da tutelare e valorizzare sia il compendio che gli spazi attorno – ha aggiunto Toffali -. L’idea è quella di programmare non solo il ripristino del monumento, ma anche la sua futura utilizzazione. Per questo presenteremo entro metà agosto un progetto di tutela e promozione del bene. Vorremmo inoltre ampliare alla linea difensiva esterna il nostro sito Unesco. Al momento, infatti, solo la cinta magistrale interna è un bene patrimonio dell’umanità. Ma ci sono dei forti che hanno un grandissimo valore storico-artistico e che meritano di essere riconosciuti e conosciuti a livello internazionale”.

 

Roberto Bolis