Il ‘Progetto Ferrara to bee’

Ferrara può avere le caratteristiche per offrire un habitat favorevole alla sopravvivenza delle api, proprio in un momento come l’attuale in cui questi insetti, di grande importanza per l’uomo, si stanno riducendo velocemente a causa dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi nocivi? Alla complessa domanda cercheranno di rispondere in un prossimo futuro Giuseppe Zanini della società agricola Apicoltura d’Este e lo studente Ennio Mallia della facoltà di Design del prodotto industriale di Unife impegnato nella sua tesi di laurea che, con la collaborazione del Comune di Ferrara/assessorato all’Ambiente, hanno promosso il progetto “Ferrara to bee“.

L’avvio del percorso di ricerca è avvenuto lo scorso 20 maggio in occasione della Giornata mondiale delle api con il posizionamento di un ‘apiario di studio e monitoraggio’ nel Giardino di Palazzo Schifanoia.

“Nell’ambito di ‘Ferrara to bee’ – ha affermato Giuseppe Zanini – l’attività di una delle arnie sarà costantemente monitorata e tutti i dati che emergeranno saranno inviati al Crea di Bologna, un laboratorio specializzato che analizzerà il miele e i residui sul miele, della cera, del favo, del melario e del nido. Tutto questo ci porterà ad avere una rilevazione complessiva per capire se questo ambiente e quindi Ferrara, sia favorevole alla vita delle api in un momento in cui la campagna si sta dimostrando davvero poco accogliente. A settembre, a conclusione del progetto, le api dell’arnia monitorata saranno destinate ad una nuova ‘casa’ realizzata da Ennio Mallia, che consentirà di assistere in diretta alle funzioni quotidiane dell’alveare. Si tratterà di una vera e propria ‘arnia didattica’, visitabile da tutti in un luogo ancora da individuare, ma all’interno della nostra città”.

“E’ un vero piacere – ha affermato l’assessore Alessandro Balboni – un evento che non solo unisce le sensibilità all’ecosistema e alla tutela degli animali, ma è anche un momento di didattica e di apertura della città. Abbiamo reso disponibile al progetto il giardino di palazzo Schifanoia proprio per spingere sempre più ferraresi ad apprezzare, vedere e capire quanto sia importante il ruolo degli insetti impollinatori, domestici e selvatici. Vogliamo anche cercare di sfatare certe preoccupazioni sulla presenza delle api. Questo per l’Amministrazione è solo un primo appuntamento. – ha poi aggiunto l’assessore – L’attività di sensibilizzazione su questo argomento proseguirà infatti anche in futuro insieme al Museo di Storia Naturale, al Centro Idea e al Servizio Ambiente. Ancora, fra gli aspetti interessanti di questo progetto in cui siamo affiancati anche all’Università di Ferrara, è la possibilità di dare vita ad un biomonitoraggio del miele prodotto, un modo per capire quale tipo di inquinanti raccolgano nel nostro territorio le api nella loro attività di impollinazione e di produzione e che apre un interessante capitolo per la ricerca scientifica”.

Ferrara to bee, è il primo progetto di apicoltura urbana e biomonitoraggio nel giardino di Palazzo Schifanoia. Gli insetti impollinatori, ed in particolare le api si stanno riducendo velocemente a causa delle attività umane come l’agricoltura intensiva e l’utilizzo di pesticidi nocivi. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. Si è reso dunque necessario puntare sulle aree urbane per dar nuova vita a una dimensione ambientale ormai compromessa. Ferrara to bee nasce dal progetto di tesi (tutt’ora in sviluppo) dello studente del corso di Laurea in Design del prodotto industriale del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara Ennio Mallia, avente come relatori il prof. Davide Turrini e il prof. Dario Scodeller, in collaborazione con l’apicoltore Giuseppe Zanini ed il Comune di Ferrara. L’apiario di studio e monitoraggio verrà posizionato il 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle api, mentre la fase di progettazione della nuova arnia urbana si concluderà nei prossimi mesi.

Il progetto ha il compito di informare e sensibilizzare il pubblico, fornendo nozioni utili che abbattano alcuni stereotipi comuni sul mondo delle api, attraverso l’esperienza visiva e la comunicazione. Dal punto di vista scientifico questi insetti sono degli ottimi bioindicatori dell’inquinamento, pertanto, attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi o nei prodotti dell’alveare, è possibile rilevare la presenza di antiparassitari o di altri agenti inquinanti presenti nell’aria come  metalli pesanti e i radionuclidi, rilevati attraverso una successiva analisi di laboratorio.

Ferrara to bee nasce con l’intento di promuovere il valore delle api per la salvaguardia della biodiversità del nostro pianeta e non solo. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.
Allo stato attuale, l’agricoltura mondiale fa largo uso di veleni e pesticidi, tra cui i neonicotinoidi, letali per le api. La loro vita, già compromessa dagli effetti del riscaldamento globale, è in serio pericolo: in ogni angolo della terra apicoltori e ricercatori registrano sempre più spesso casi di morti improvvise di interi alveari. D’altra parte, le piante delle città non sono coltivate a fini alimentari ed è lì che al giorno d’oggi si rifugia la biodiversità che una volta era presente in tutti i terreni coltivati e incolti. Si è reso dunque necessario puntare sulle aree urbane per dar nuova vita a una dimensione ambientale ormai compromessa.

Dopo un’attenta analisi riguardo al posizionamento delle arnie in un contesto urbano, la splendida cornice del giardino di Palazzo Schifanoia, si è posta come il luogo ideale per accogliere il meraviglioso mondo di questi insetti impollinatori. Il nome del palazzo, in quanto delizia estense, deriva da: “schivar la noia” e si riferisce alla funzione di svago e piacere dell’edificio, proprio come il prodotto di questo apiario.

Alessandro Zangara

Geronimo Stilton e l’Arena di Verona

In Arena e alla Casa di Giulietta, Geronimo Stilton visita Verona per farla conoscere in tutto il mondo. È uscito nei giorni scorsi il volume ‘Mille Meraviglie. Viaggio alla scoperta dell’Italia’, tradotto in 4 lingue e distribuito dalla Farnesina in ambasciate, consolati e scuole all’estero. La caccia al tesoro tra le bellezze del nostro Paese, ideata da Elisabetta Dami, ha come protagonista il topogiornalista più amato dai bambini, in viaggio con la sua famiglia. E tra le tappe del tour lungo lo Stivale, anche due monumenti scaligeri: l’anfiteatro con i suoi arcovoli, dove Geronimo assiste all’Aida di Giuseppe Verdi, e il balcone della più famosa tragedia shakespeariana. Il progetto si può sfogliare anche online sul sito italiana.esteri.it, il nuovo portale della Farnesina. Tra le altre bellezze del Veneto, Padova alla scoperta del capolavoro di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, e infine, il fascino di Venezia, da piazza San Marco alla gita in vaporetto verso le isole di Burano e Murano.

Il progetto speciale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale è realizzato in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, edito da Edizioni Piemme-Mondadori Libri.

Tradotto in quattro lingue (italiano, francese, spagnolo, inglese) in collaborazione con Atlantyca Entertainment per le edizioni internazionali, il volume è stampato in 16 mila copie. Sul canale Vimeo di italiana, sono disponibili alcuni video di presentazione con Lorenzo Angeloni, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri, l’ideatrice Elisabetta Dami e Geronimo in persona, oltre ad un booktrailer e altro materiale multimediale dedicato al progetto.

Roberto Bolis

L’orologio della Bra di Verona torna a funzionare

Torna a funzionare l’orologio della Bra. Lo storico simbolo cittadino, inserito tra le due arcate dei portoni, era rimasto danneggiato dal nubifragio di domenica 23 agosto a causa della caduta delle luminarie di Natale poste stabilmente sulle mura e che, staccatesi, sono finite sulle lancette, causando il blocco degli ingranaggi.

La ditta specializzata Sabaini Francesco & C.S.N.C, sita in San Martino Buon Albergo, che si occupa della sistemazione di orologi storici, è intervenuta provvedendo alla sistemazione e alla rifasamento del quadrante. Sostituiti anche due microricevitori presenti nel meccanismo e che consentono all’orologio di ricevere l’impulso di comando dal computer collocato al suo interno.

“Un intervento atteso dalla città – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto –, che ha richiesto l’esecuzione di uno specifico rifasamento del quadrante. L’orologio, composto da una particolare meccanica, non è facile da sistemare. Dopo alcuni tentativi effettuati dai nostri tecnici, infatti, è stato richiesto il supporto di una ditta specializzata nella sistemazione di orologi storici, che ha provveduto alla sostituzione di alcuni pezzi andati rotti con il nubifragio di agosto”.

L’orologio, inserito tra le due arcate dei portoni della Bra, fu regalato nel 1871 alla città dal conte Antonio Nogarola, con la precisa condizione che i quadranti fossero visibili sia da corso Porta Nuova che dalla piazza.
L’inaugurazione avvenne il 2 giugno 1872, ma pare che l’orologio non funzionasse bene. Sette anni più tardi, infatti, nel 1879, si chiese l’intervento dell’orologiaio Bortolo Montemezzi di Vigasio che, modificando qualche ingranaggio, ne permise il perfetto funzionamento.

Oggi la meccanica è controllata da un pannello elettronico di precisione che, oltre ad impostare l’ora, scandisce la corretta rotazione delle lancette dei due quadranti dell’orologio.

 

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

Online il primo portale turistico della DMO Verona

Visitare Verona e il suo territorio da oggi diventa un’esperienza multimediale e integrata. È online il portale http://www.visitverona.it. Il primo sito turistico della Dmo Verona – Destination Management Organization. Una finestra su 1500 punti di interesse, più di 200 esperienze, 1200 strutture ricettive, 80 brochure scaricabili, 100 redazionali e tante altre informazioni. Il tutto personalizzabile, a seconda degli interessi. Aprendo il portale da un qualsiasi motore di ricerca, infatti, è possibile creare una vacanza su misura. A seconda dei gusti, degli hobby e del tempo a disposizione. Dalla musica ai musei, passando per osterie e cantine per gustare lo stile di vita veronese e i suoi prodotti tipici. E ancora storia, sport, eventi e natura. Una panoramica a 360 gradi sulla città e il territorio circostante, in cui vengono messe in rete le offerte dei diversi operatori. E dei territori: Lessinia, Valpolicella, Terre del Soave, ma anche la pianura. Passando per tutti quei 31 Comuni che fanno parte della Dmo Verona. Il sito al momento è disponibile in italiano e inglese. Già in programma le traduzioni in tedesco e spagnolo.

La struttura del portale è innovativa e si integra con tutti i contenuti e le funzionalità di prenotazione della piattaforma regionale DMS (Destination Management System). Garantisce informazioni, accoglienza, promozione, ma anche commercializzazione. E’ previsto, infatti, anche il servizio di prenotazione on-line di attività, visite guidate, degustazioni, eventi e tour. Così come della Verona Card.

Il nuovo portale è stato realizzato dal Comune di Verona insieme allo Iat, l’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica, attualmente affidato alla società Cooperativa Culture, grazie al finanziamento della Regione Veneto. A supporto per la parte tecnica Kumbe, Web agency trentina specializzata nel marketing delle destinazioni turistiche.

“Un importante traguardo per la Dmo Verona, per la rete territoriale che coinvolge e per il più ampio sistema regionale in cui è inserita – ha detto l’assessore Briani –. Questo portale, oltre ad essere estremamente innovativo e smart, garantisce un’offerta turistica completa. Un progetto comune che abbiamo fortemente voluto per promuovere tutte le nostre eccellenze e che si integra con i contenuti della piattaforma regionale Dms. Purtroppo per il turismo è un momento drammatico. Verona, città d’arte, sta soffrendo tantissimo i risvolti di questa emergenza. Così come il resto del territorio scaligero. Ecco perché abbiamo deciso di mettere a frutto questo tempo e guardare al futuro, con ottimismo e speranza. Abbiamo voluto organizzarci in modo da rendere ancora più strategica e di qualità la nostra offerta. Grazie a questo sito diamo un’immagine integrata che moltiplicherà le possibilità di attrarre turisti, che potranno vivere esperienze su misura e personalizzate in base ai gusti”.

“Una bella notizia – ha commentato Caner, assessore al Turismo regionale-, da tempo si sta lavorando per aggregare le diverse realtà turistiche, per coinvolgere in maniera strategica più territori, garantendo così un’offerta integrata. Spingiamo per la crescita di portali locali collegati al sistema di destinazione regionale, così abbiamo un continuo scambio di informazioni e le persone possono passare da un sito all’altro scoprendo tutto il territorio veneto e le sue peculiarità, eccellenze che vanno comunicate e valorizzate. Un biglietto da visita importate anche per i nostri locali, ristoranti, prodotti tipici. Il prossimo passo sarà unire il Lago di Garda con la Dmo Verona”.
“Questo progetto è estremamente interessante – ha aggiunto Stefano Marchioro -, perché la destinazione che vede il Comune di Verona capofila si è allargata a una serie di marchi d’area, con la consapevolezza che si deve andare oltre i confini amministrativi. Due sono i capisaldi, i turisti che frequentano il territorio e la filiera organizzata di attori pubblici e privati. Abbiamo sempre avuto grandi flussi da governare, ora ci troviamo nella situazione opposta. Tra tutte le cose negative che questa pandemia ha portato con sé, c’è uno spiraglio da cogliere, ci ha fatto guadagnare un po’ di tempo per rivedere e riprogettare un’offerta turistica di qualità”.

 

Roberto Bolis

Verona il primo comune d’Italia per investimenti nel sociale

È Verona il Comune d’Italia più virtuoso per quanto riguarda l’erogazione dei servizi in favore del sociale, la velocità di pagamento dei fornitori e i minori costi nella gestione del personale.

A confermarlo i numeri rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in una classifica sui bilanci 2018 delle 32 città più importanti d’Italia, posizionano il capoluogo scaligero al quarto posto delle prime dieci meglio amministrate. A precederlo solo le emiliane Ravenna, Parma e Modena.

Se si parla però di sociale, pagamenti fornitori e costi del personale, la gestione del Comune di Verona, con numeri che si distaccano ampiamente dagli altri, risulta la prima d’Italia.

Basti pensare che, sul fronte dei contributi comunali erogati in favore di cittadini in difficoltà, con una media nazionale di copertura che si assesta sul 69%, l’Ente scaligero riesce a corrispondere annualmente fondi per il pagamento dell’87% dei servizi realizzati. Percentuali d’investimento importanti che, paragonati al 28% erogato da Napoli, ultima in classifica, al 30% di Foggia, al 40% di Palermo o al 65% di Torino, rilevano l’impegno dell’Amministrazione scaligera nel supporto e aiuto di tutti i cittadini in stato di bisogno. Nell’ambito delle tempistiche di pagamento ai fornitori, che per legge è imposto a 30 giorni dall’emissione della fattura, Verona risulta ancora al primo posto, con un saldo effettuato nei 25 giorni prima dalla scadenza. Da considerare che a Napoli i fornitori attendono 321 giorni per essere pagati, a Salerno 260 e a Reggio Calabria 214. Inoltre, delle 32 città prese in esame, 17 pagano oltre i limiti, con un ritardo medio di 37 giorni dopo la scadenza.

In corrispondenza di una gestione positiva delle proprie attività, il Comune di Verona mantiene costi del personale fra i più bassi in Italia, con una spesa annuale in rapporto ai residenti pari a 327 euro per ogni veronese.

Verona primeggia anche nella comparazione delle tariffe dei plateatici con altre città. In riferimento alla zona 1, corrispondente nella città scaligera a piazza Bra, piazza Erbe e limitrofi, il costo a Verona è di 141 euro al mq all’anno, mentre a Padova è di 161, Venezia 436, Treviso 153, Milano 750, Firenze 403, Torino 206 euro e Roma 191.

“La macchina comunale – ha sottolineato il sindaco – è una grande azienda, per numero di dipendenti e dati di bilancio, che dimostra una grande efficienza. Come confermano i dati del Ministero, a fronte di ottimi risultati in favore di sociale, costi dei servizi e tempistiche nei pagamenti, riesce anche a mantenere una spesa del proprio personale fra le più basse d’Italia. Numeri che evidenziano la positiva gestione dell’Amministrazione e l’impegno in favore della città e dei cittadini più in difficoltà. Se da un lato, infatti, riusciamo a garantire l’effettiva copertura dell’87% delle spese per il sociale, dall’altro, il Comune di Verona paga tutti i suoi fornitori nei primi 25 giorni dall’emissione della fattura. Tempistiche d’eccellenza, che si distanziano notevolmente dai numeri di città come Napoli, in cui, dall’emissione della fattura, per essere pagati bisogna attendere 321 giorni. Pagamenti celeri rappresentano il primo punto di partenza per sostenere l’economia e l’attività di tante imprese che sono fornitori del Comune. Un valore per noi fondamentale, che garantiamo con la massima efficienza possibile, mantenendo costi di gestione del personale fra i più bassi di Italia. Spesso gli enti pubblici sono cattivi pagatori per i tempi troppo lunghi che creano difficoltà alle imprese e per i costi elevati della macchina, da noi non è così. L’efficienza che caratterizza il settore privati, a Verona è anche in Comune. Senza contare che il nostro contributo all’economia va anche al Terziario, mantenendo il costo dei plateatici fra i più competitivi. Amministrare bene non significa accrescere i costi a carico dei cittadini, ma realizzare i migliori risultati possibili con una oculata gestione delle risorse disponibili”.

 

 

Roberto Bolis

Che lingua parlano i delfini?

 

In occasione della XVIII edizione del festival di divulgazione scientifica BergamoScienza, in corso tutta in digitale fino a domani, domenica 18 ottobre (www.bergamoscienza.it), l’etologa e psicologa Diana Reiss ha parlato di alcuni degli animali più intelligenti del pianeta, i delfini, analizzando e spiegando le loro modalità di comunicazione.

L’esperta, che partecipa al programma di laurea in Animal Behaviour and Comparative Psychology della City University di New York, si è confrontata con il biologo Stuart Firestein, presidente del Dipartimento di Scienze Biologiche della Columbia University, e con il giovane divulgatore Willy Guasti. Esplorando l’affascinante mondo dei cetacei, hanno spiegato al pubblico come parlano tra loro gli animali e tenteranno di dare risposta a un annoso interrogativo: sono nate prima le capacità cognitive o quelle di comunicazione?

Già ospite del festival nel 2011, Diana Reiss è docente di psicologia presso l’Hunter College. La sua ricerca si è concentrata sulla comprensione della cognizione e della comunicazione nei delfini e in altri cetacei. Un particolare interessante: i suoi studi hanno portato alla dimostrazione dell’autoconsapevolezza dei delfini del proprio riflesso nello specchio.

 

Delos (anche per la foto)

 

 

 

 

 

 

Il municipio in formato LEGO

Palazzo Barbieri in formato Lego. Il municipio di Verona ha il suo modellino costruito con i mattoncini più famosi al mondo. Ce ne sono voluti ben 130 mila e otto mesi di lavoro, per riprodurre la ‘casa’ di tutti i veronesi, l’edificio neoclassico che domina piazza Bra.

“Per me, come per tantissimi appassionati del mattoncino più famoso al mondo, Lego è sinonimo di infanzia, spensieratezza ma anche creatività e ingegno – ha detto il sindaco -. Un gioco e un amore che non conoscano età, che conquista i bambini come gli adulti e può diventare molto più di un hobby. I ragazzi dell’associazione CLV lo dimostrano, questa è solo l’ultima di una serie di creazioni tanto belle quanto impegnative. Ho sempre detto che il municipio è la casa di tutti i cittadini, infatti possono venire a visitarlo, conoscerne la storia e, per gli studenti, anche a sperimentare come si svolge la vita amministrativa. Sarebbe bello che tra le stanze di palazzo Barbieri ci fosse uno spazio in cui ammirare anche la sua versione in formato Lego”.

 

Roberto Bolis

 

A 109 anni canta l’Inno di Mameli

Con le 109 candeline spente proprio oggi, Elisa Cailotto è la donna più longeva di Verona. La ‘nonna’ di tutti i veronesi, che passa le giornate cantando e tenendosi aggiornata su ciò che accade in città, dove vive in centro storico.

D’altronde, lo spirito è quello di una 75enne, come lei vuole essere considerata, perché l’età anagrafica non corrisponde minimamente alla lucidità della sua mente.

Il canto, la sua passione. Dall’inno di Mameli alle canzoni della sua gioventù, la signora Elisa non perde occasione per intonarle a tutte le ore del giorno a seconda dell’ispirazione, un modo anche per farsi compagnia e abbandonarsi ai ricordi più belli.

Deve averle ispirato elementi floreali, l’assessore Francesca Toffali, che stamattina ha portato ad Elisa gli auguri dell’amministrazione e di tutta la città. Quando è entrata, la ‘nonna di Verona’ non ha esitato a dedicarle la sua versione di ‘Rose rosse per te’, la famosa canzone di Massimo Ranieri.

“Ero quasi più emozionata di lei – confida l’assessore Toffali -. Un’accoglienza così non la dimenticherò di certo, si respirava davvero gioia di vivere. Non è un caso che la signora Elisa ci tenga a precisare che, della sua lunga vita, ricorda solo i momenti più belli. Ciò devi farci riflettere, vivere a lungo non è solo questione di fortuna, ma anche di come scegliamo di affrontare la nostra avventura terrena. Le scelte della signora Elisa sono state sicuramente quelle giuste”.

Prima dei saluti, l’assessore Toffali le ha consegnato una targa ricordo per l’importante traguardo raggiunto e una lettera con gli auguri personali del sindaco Federico Sboarina. Ma l’ultima parola è stata ancora una volta quella della signora Elisa, che ha voluto rivolgere un pensiero alla sua città: “Abbraccio tutta Verona e la ringrazio per essersi ricordata di me”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Sei vincitori del progetto di riscrittura ambientale TemporarySigns

Sono 6 i vincitori di TemporarySigns, l’open call di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 che pone in dialogo i giovani artisti under 35 con la città e il suo tessuto socio culturale attraverso opere site-specific di riscrittura ambientale. Il progetto è stato promosso dal Comune di Parma in partnership con l’associazione GAI – Giovani Artisti Italiani, e con la collaborazione di BJCEM – Association Internationale pour la Biennale des Jeunes Créateurs d’Europe et de la Méditerranée.

Delle 27 proposte, appartenenti a tutti campi dell’arte contemporanea, la Giuria di Esperti ne ha selezionate 6 che riceveranno un premio in denaro, tra i 6.000 e i 23.000 euro a seconda del progetto, che permetteràagli artisti di realizzare l’opera, trascorrere un periodo di residenza d’artista a Parma per ultimarla e posizionarla nel sito prescelto.

Il primo premio va ad Alessandro Tricarico dell’Associazione Rizoma e al suo progetto a metà strada tra street art e fotogiornalismo: De d’la da l’acqua – Gente d’Oltretorrente, una “ricognizione antropologica” all’interno della comunità del quartiere dal quale il progetto prende il nome, per coglierne le peculiarità, entrando in confidenza con i suoi abitanti, ascoltando e trascrivendo le storie, i metaforici “mattoni” che ne definiscono l’identità. Le gigantografie degli scatti più significativi saranno poste sulle pareti di Parma in un percorso che dal centro cittadino conduce il visitatore alla scoperta non solo delle installazioni ma anche degli scorci del quartiere.

Al secondo posto ex aequo: Giacomo Gerboni con la scultura Le migliori intenzioni e Giordano Magnani del collettivo Studio Tonnato con l’installazione luminosa Resteranno le fiamme.

La prima è una grande catapulta non azionabile in legno posta nel parco del quartiere San Lazzaro di Parma che vuole diventare innesco di dinamiche inedite al fine di valorizzare il parco e la comunità che quotidianamente lo vive.

Il collettivo Studio Tonnato esplora le possibilità di creazione di luoghi del ricordo con una scenografia di neon. Oggetto del progetto è il Cinema Trento, vecchio polo di aggregazione, ora unicamente luogo della memoria.

Francesca Giannini del gruppo informale FDA&FG con il progetto Parma qua e là, pensato per reinterpretare il Ponte di Mezzo, si classifica al quarto posto. Composta da cartelli, una stazione di registrazione e un binocolo, l’installazione rende il transito sul ponte – vissuto solitamente come passaggio – una vera e propria esperienza.

La quinta classificata è Beatrice Ciacchella del collettivo Domani, Fiume che con la sua installazione Transumanza celebra un fenomeno semplice e radicato nella tradizione di Parma che ogni anno desta stupore, curiosità e una leggera malinconia. Un piccolo gregge di pecore dorate sarà posizionato nell’alveo del torrente, in prossimità del Ponte Verdi, e dialogherà per contrasto con la cultura cittadina dei complessi monumentali dai quali è circondata, come il Palazzo della Pilotta e il Parco Ducale.

Ai progetti vincitori si aggiunge quello di un’artista appartenente al network BJCEM, di cui il Comune di Parma è socio: Chinyanga Munotida, dal Regno Unito, con la sua installazione sonora What’s on your mind? Il progetto vuole rendere gli abitanti di una città una componente attiva e sostanziale all’interno del processo creativo che sta alla base di una performance/installazione pubblica. Munotida lavorerà con il pubblico attraverso workshop, che utilizzeranno la tecnologia Silent-Disco, per scoprire luoghi dimenticati, indagarne la storia e creare un’esperienza sonora interattiva e sociale.

 

Delos

 

Tocatì, ufficializzata la candidatura a Patrimonio immateriale UNESCO

È ufficiale, il dossier per la candidatura del Tocatì a patrimonio immateriale Unesco è stato inviato a Parigi. E l’iscrizione potrebbe arrivare entro il 2021.
“Verona, già patrimonio mondiale UNESCO per l’unicità delle sue mura magistrali, candida ora anche la sua tradizione immateriale – ha detto il sindaco -, un patrimonio tramandato nei secoli che deve essere custodito. Ma anche valorizzato e fatto conoscere al mondo intero. Il prezioso lavoro fatto negli anni dall’Associazione giochi antichi, con questa candidatura, centra l’obiettivo. Il Tocatì, manifestazione che ha ridato centralità al gioco in strada, e che ha portato a Verona tradizioni da tutti i continenti, è pronto a diventare patrimonio e bene dell’umanità intera. E noi non possiamo che esserne orgogliosi e metterci a disposizione affinché questa manifestazione continui a crescere. Ogni anno il centro storico di Verona si riempie di gente e di giocatori, un festival diventato popolare ma che in questo modo ribadisce la sua valenza culturale”.

“Assistiamo ad un interscambio di valori materiali e immateriali – ha aggiuto Toffali, assessore per i rapporti con l’UNESCO -, determinato da una eccezionale miscela di opere che l’uomo nel corso di secoli ha ideato. A noi amministratori, così come ai cittadini, la responsabilità di conservare e tutelare da una parte, tramandare e promuovere dall’altra, questo eccezionale patrimonio. Verona è e sarà bene dell’Umanità. Questo però è solo l’inizio, dopo il riconoscimento del “bollino Unesco” servirà costituire un sistema che sappia alimentare questa nostra tradizione, che non deve essere lasciata in balia dell’iniziativa o dell’impegno del singolo, sia esso privato o pubblico”.

Roberto Bolis