Sottoguda, dei Borghi più belli d’Italia, diventa set

Ciak si gira a Sottoguda! Mercoledì 4 luglio il piccolo paesino situato ai piedi della Marmolada è stato trasformato in un set cinematografico per girare una puntata della serie tv tedesca “Der Bozen Krimi” che va in onda sul primo canale tedesco ARD1 con oltre 6 milioni di telespettatori.

La serie è totalmente ambientata in Italia ma si tratta della prima volta che regia e produzione decidono di portare il set tra i magnifici scenari delle Dolomiti Bellunesi. Sottoguda, che da novembre 2016 fa parte dell’elite dei Borghi più belli d’Italia, è stata scelta per le caratteristiche autentiche e ancora intatte del suo centro storico, le piccole stradine, l’architettura tipica dei tabià, i fienili in legno un tempo usati dai contadini per il deposito del fieno e il ricovero del bestiame e degli attrezzi agricoli, nonché per la bellezza del paesaggio dominato dalla Marmolada, Regina delle Dolomiti.

“Il nostro Borgo – commenta il Sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin – ha un patrimonio storico e naturalistico che ben si presta quale scenario per riprese cinematografiche e televisive”. “Ospitare produzioni internazionali – prosegue De Bernardin – rappresenta una grande opportunità per la promozione turistica e per la crescita dell’economica locale”.

Per effettuare le riprese la troupe non si è fermata a Sottoguda: alcune scene, infatti, mostreranno anche i prati e le baite di località Cian de Lobia, appena sotto il Passo Fedaia, e la salita con la funivia Marmolada Move To The Top fino alla terrazza di Punta Rocca (3265 m), da cui si può godere una bellissima vista panoramica a 360° sulle Dolomiti, Patrimonio Naturale Unesco.

ATC (anche per credit fotografico)

Verona si candida ad ospitare la 93ª Adunata nazionale degli Alpini

Verona si candida ad ospitare nel 2020 la 93ª Adunata nazionale degli Alpini ed è pronta ad aprire i cancelli dell’Arena per l’evento principale del raduno.

Il sindaco Federico Sboarina ha incontrato il generale Roberto Genovese, presidente della commissione dell’Associazione Nazionale Alpini, che sta verificando i requisiti delle quattro città candidate: Verona, Rimini, Torino e Firenze. Erano presenti, oltre agli altri commissari, anche il vicepresidente vicario dell’Ana Alfonsino Ercole, il presidente della sezione veronese Luciano Bertagnola, il presidente della Provincia Antonio Pastorello e l’assessore al Decentramento Marco Padovani.

“Dopo 30 anni dall’ultima adunata nazionale a Verona – ha spiegato Sboarina –, sarebbe davvero un grande orgoglio poter ospitare questo evento, che nel passato si è tenuto due volte tra le mura scaligere, nel ‘61 e nel ‘90. Oltretutto sarebbe un bellissimo regalo per la sezione veronese che nel 2020 festeggerà cento anni. Come Amministrazione siamo pronti a garantire il massimo impegno nell’organizzare il raduno nazionale, e, per dimostrare l’interesse di Verona per questo evento unico nel suo genere, assicuriamo fin da ora la disponibilità del nostro più grande patrimonio: l’Arena. Sarebbe emozionante, infatti, che l’evento centrale della manifestazione si tenesse proprio all’interno dell’anfiteatro romano, un luogo di grande fascino e un’occasione indimenticabile per quanti parteciperanno all’adunata. La città intera si sta rendendo disponibile a collaborare, le istituzioni in primis, tra cui tutti i comuni della provincia, ma anche le categorie economiche e professionali. Allo stesso tempo la cittadinanza sta plaudendo questa candidatura, dimostrando grande entusiasmo e coinvolgimento. Abbiamo pensato anche agli alti valori etici di solidarietà degli Alpini, coinvolgendo gli studenti veronesi sui temi della Patria. Verona è pronta, con tutte le sue bellezze storico- artistiche e paesaggistiche ad ospitare gli alpini d’Italia”.

“L’adunata degli Alpini – ha detto il generale Genovese – non è solo l’evento annuale della nostra associazione ma una grande festa per tutti, al di là di ogni schieramento e pensiero. Ecco perché sono felice di vedere qui oggi i parlamentari e i rappresentanti della Regione. È davvero importante che nella città che ospita l’adunata tutti siano coinvolti, le istituzioni ma anche i cittadini. Come commissione, entro settembre, presenteremo le relazioni che stiamo predisponendo girando nelle città che si sono candidate, dopodiché, in ottobre, saranno i consiglieri dell’Ana ad esprimersi in merito”.

“Verona è pronta a mettere in campo tutte le risorse di cui dispone, in termini logistici e organizzativi – ha concluso l’assessore Padovani -. Come Comune stiamo già pensando di offrire i nostri spazi migliori, oltre all’Arena anche Teatro Romano e Gran Guardia, per gli eventi correlati. I bastioni, inoltre, potranno essere sfruttati per gli accampamenti, che sarebbero proprio nel cuore della città in una bellissima area verde. Per i parcheggi, oltre a quelli dello Stadio, abbiamo già contattato la Fiera per assicurarci la loro massima disponibilità”.

Roberto Bolis (anche per credit fotografico)

 

Anche Verona ha il monumento agli Artiglieri

Il sindaco di Verona Sboarina all’inaugurazione del monumento

È stato inaugurato a Santa Lucia di Verona, nei giardini di via Velino, il primo monumento della città dedicato agli Artiglieri d’Italia.

La struttura commemorativa è formata da un cannone antiaereo dismesso, calibro 75/27 modello 1911 donato al Comune dal Comando delle Forze operative terrestri di supporto lo scorso marzo. Il monumento è stato posizionato nell’area verde su un basamento realizzato a copertura di una vecchia fontana in disuso da circa una ventina di anni.

Presenti alla cerimonia il sindaco Federico Sboarina, l’assessore al Decentramento Marco Padovani, il generale di corpo d’Armata Amedeo Sperotto, comandante delle Forze operative di supporto, il presidente provinciale della sezione di Santa Lucia dell’associazione Nazionale “Artiglieri d’Italia” Giuseppe Fratton e il consigliere della 4ᵃ Circoscrizione Alberto Padovani.

“Una cerimonia particolarmente sentita dal quartiere di Santa Lucia – sottolinea il sindaco Sboarina –, in cui ha sede l’unica sezione degli Artiglieri di Verona, che da tempo attendeva la realizzazione di questo monumento. Un progetto apprezzato anche dalla cittadinanza che, insieme ad istituzioni civili e militari, è intervenuta numerosa alla celebrazione”.

“Un intervento – spiega l’assessore Padovani –, che ha consentito sia di risanare una struttura esistente, da tempo lasciata al degrado, sia di realizzare, nel cuore si Santa Lucia, il primo monumento agli Artiglieri di Verona. Un riconoscimento all’operato della sezione provinciale degli Artiglieri e, al contempo, alla memoria del cavaliere Vittorio Begali che in quarant’anni di attività a Santa Lucia non ha mai smesso di sperare nella realizzazione di questo monumento”.

 

Roberto Bolis

Catherine Deneuve per la prima volta in Arena

sdr

Per la prima volta a Verona, Catherine Deneuve ha chiesto di visitare l’Arena, dopo che si è esibita al Teatro Romano, nell’ambito della quinta edizione del Festival della Bellezza.

Affascinata dal teatro scaligero, che ha definito una “bellezza totale”, l’attrice francese ha voluto salire sul palcoscenico areniano, passando sotto gli arcovoli dell’anfiteatro, accompagnata dal sindaco Federico Sboarina.

“Mi auguro che Catherine Deneuve, tornando in Francia, racconti le emozioni positive che ha vissuto in questi giorni a Verona – ha detto Sboarina -. In Arena la star internazionale è rimasta estasiata, affermando più volte che la nostra città è bellissima. Sono davvero felice di averla accompagnata in questa sua prima visita all’interno dell’anfiteatro ed è un grande orgoglio sapere che le rimarrà un ricordo positivo di quello che ha visto tra le mura scaligere”.

L’attrice si è soffermata a lungo ad ammirare l’anfiteatro romano, fermandosi a leggere i pannelli che raccontano la storia dell’Arena e del suo recupero negli anni. Il Sindaco, in veste di cicerone, ha spiegato alla Deneuve le peculiarità per cui l’anfiteatro scaligero è famoso in tutto il mondo e richiesto da tanti artisti che sognano di potersi esibire al suo interno.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Quasi 4milioni di visitatori per i mercatini di Natale di Verona

Nei 40 giorni di apertura della 10ª edizione dei Mercatini di Natale sono stati circa 3 milioni 800 mila i visitatori registrati, dei quali 2.377.549 in piazza dei Signori e 1.795.515 in Cortile Mercato Vecchio. Questi alcuni dei dati presentati dal Sindaco Federico Sboarina e dall’assessore al Commercio Francesca Toffali in relazione alla manifestazione da poco conclusa.

“Un’edizione da record, con numeri importanti che si distanziano ampliamente dai 60 mila visitatori registrati nel 2007 nella prima edizione della manifestazione – ha sottolineato il Sindaco Federico Sboarina –. Un risultato frutto della fattiva collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e, in particolare, del lavoro di squadra messo in campo da Comune, Atv, Fiera e Autostrade nella gestione dei flussi di traffico e della mobilità cittadina. Un successo che premia le novità introdotte, come l’ampliamento dei mercatini a lungadige San Giorgio e a Castel San Pietro, dove la funicolare ha rilevato punte di oltre 1800 passaggi. Una soluzione adottata per ampliare il percorso di vista e a far conoscere zone delle città che, altrimenti, risulterebbero fuori dai consueti itinerari turistici”.

“Un esisto positivo che non era scontato – ha dichiarato l’assessore Toffali –, frutto dell’impegno di tutti i partner dell’evento. I mercatini di Natale 2017 sono finiti, ma l’attività organizzativa per la prossima edizione non si ferma, per continuare a migliorare i servizi e la complessiva gestione di questo importante evento”.

Dati 2017 della 10ª edizione della manifestazione in programma dal 17 al 26 dicembre in piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio, via della Costa, piazza Indipendenza, lungadige San Giorgio, Castel San Pietro e San Zeno. Installate oltre 80 casette in legno (65 quelle posizionate per l’edizione 2016), con circa 200 espositori impiegati.

Lungadige San Giorgio: 9.500 gli accessi alla giostra “L’albero della felicità” in lungadige San Giorgio, che ha visto la presenza di oltre 100 bimbi disabili e di alcuni con il proprio mezzo di locomozione.

Web Communication e social media: il sito ufficiale della manifestazione ha totalizzato 1.577.323 visite e sui social Google e Facebook le valutazioni/recensioni si sono posizionare tra il 4,4 e il 4,8 su 5 punti totali. L’App mobile dell’iniziativa ha avuto oltre 3.500 download e 19.000 visite.
Funicolare: nel periodo dei mercatini è stato rilevato uno dei due picchi massimi dall’apertura (l’altro è stato in occasione della manifestazione Hostaria), con 1.882 passaggi registrato sabato 9 dicembre. Positivi anche i dati rilevati su domenica 3 dicembre, prima giornata Mobility day, che ha registrato circa 1.580 passaggi.

Anfiteatro Arena: nella sola giornata del 3 dicembre è stato registrato un flusso di visitatori pari a 7319; il dato più alto registrato nel mese e mai raggiunto nel 2016 durate lo stesso periodo.
Inoltre, nel confronto dati fra i primi fine settimana di dicembre 2016 e quelli 2017 si evidenzia una forte crescita, con un’affluenza visitatori che risulta, in alcuni casi, raddoppiata.

Dati totale visitatori musei di domenica 3 dicembre 2017: Anfiteatro Arena 7319 (6968 nel 2016); Casa di Giulietta 2764 (2582 nel 2016); Castelvecchio 1572 (1195 nel 2016); Museo degli Affreschi 419 (400 nel 2016); Museo Archeologico Teatro Romano 805 (938 nel 2016); Museo Maffeiano 96 (146 nel 2016).

Dati visitatori musei dell’8 dicembre 2017: Castelvecchio 623 (327 nel 2016); Anfiteatro arena 3715 ( 3289 nel 2016); Museo Maffeiano 138 (64 nel 2016); Casa Giulietta 1747 (1639 nel 2016); Museo degli affreschi 495 (420 nel 2016); Museo Archeologico al Teatro Romano 307 (347 nel 2016)

 

Roberto Bolis

Vite di donne ribelli nel Medioevo raccontate da Serena Mazzi

Sono storie di donne sottrattesi alle rigide regole di sottomissione del Medioevo quelle raccontate da Serena Mazzi nel libro ‘Donne in fuga’ che è stato presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea a Ferrara.

Nel Medioevo le donne vivevano in genere in una posizione di rigida sottomissione: obbligate a ubbidire agli uomini, padri, mariti o padroni, raramente riuscivano a ribellarsi manifestando indipendenza di giudizio o di comportamento. Ma non sono mancate sante, regine, badesse, semplici monache, umili contadine, serve, schiave, eretiche, streghe, prostitute che hanno scelto di sottrarsi a tale destino di subordinazione, resistendo, opponendosi, fuggendo. Donne decise a viaggiare, conoscere, insegnare, lavorare, combattere, predicare. O semplicemente a difendersi da un marito violento, da un padrone brutale. O a salvarsi la vita, scampando ai roghi dell’Inquisizione. Da Margery Kempe a Giovanna d’Arco, da santa Brigida a Eleonora d’Aquitania, alle tante ignote o dimenticate donne in fuga verso la libertà.

 

Alessandro Zangara