Anche Ferrara partecipa alla Maratona Nazionale Erpetologica con le tartarughe marine

È stata dedicata alle tartarughe marine dell’alto Adriatico la conferenza di oggi al Museo civico di Storia Naturale di Ferrara (via De Pisis 24), nell’ambito della Maratona Nazionale Erpetologica ‘HerpeThon’.

Il ciclo di conferenze nazionale è organizzato dalla Societas Herpetologica Italica e ha come scopo principale quello di far conoscere al grande pubblico la bellezza e l’importanza di anfibi e rettili, descrivendone il comportamento e le peculiarità attraverso il racconto e la viva voce di ricercatori erpetologi impegnati sul campo e nei laboratori di musei ed università. Il Museo di Ferrara affronterà quest’anno le problematiche relative a popolamenti, minacce e misure di conservazione delle tartarughe marine in Alto Adriatico, con gli interventi di Valeria Angelini della Fondazione Cetacea onlus, e di Olga Sedioli ed Emanuele Cimatti della Regione Emilia-Romagna, Servizio Tutela e Risanamento Acqua, Aria ed Agenti Fisici.

Nel bacino dell’Adriatico la presenza di tartarughe marine risulta essere abbastanza numerosa in quanto è una zona di alimentazione molto importante per questi Rettili. La specie più frequente è Caretta caretta (Tartaruga marina comune); Chelonia mydas (Tartaruga verde) è sporadica nella zona a nord mentre nel sud e nel versante est la possibilità di incontro aumenta. Dermochelys coriacea (Tartaruga liuto) è molto rara.

I pericoli antropici in cui incorrono le tartarughe nelle acque adriatiche sono molteplici: inquinamento, traffico marittimo, attività di pesca. La raccolta di segnalazioni sugli spiaggiamenti di questi animali e sulle catture accidentali negli ultimi anni è diventata sempre più costante e accurata grazie alla costituzione di reti regionali per la conservazione delle tartarughe marine che vedono impegnati diversi Enti istituzionali e non, progetti nazionali ed europei che hanno implementato il monitoraggio, così da poter avere un quadro abbastanza realistico sulle problematiche di protezione delle tartarughe marine. La valutazione delle cause di morte, che può essere fatta in modo corretto e scientificamente rilevante ai fini statistici solo tramite le analisi necroscopiche, è però ancora carente.

 

Alessandro Zangara

 

Festival dei Diritti a Ferrara

Festival dei Diritti di Ferrara nasce nel 2002 per iniziativa di ARCI Nuova Associazione, CGIL Ferrara, Nexus, Associazione Cittadini del Mondo, Associazione di volontariato Oltreconfine, Teatro Nucleo, con il contributo fondamentale del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna. Queste associazioni, diverse per storia ed interessi, hanno deciso di collaborare nella convinzione che, oggi più che mai, sia necessario costruire momenti di confronto trasversale per raggiungere una globalizzazione diversa e alternativa. Il Festival, durante tutte le sue edizioni, ha sostenuto percorsi per la promozione e la difesa dei diritti umani, del diritto al lavoro, alla casa, alla salute, all’alimentazione, all’acqua, all’informazione, alla cultura per tutte le popolazioni del mondo. I diritti formali, come la libertà di espressione e di parola, sono infatti inscindibili da quelli sostanziali o materiali, come il diritto al cibo, al lavoro, all’istruzione.

QUINDICESIMA EDIZIONE : “NOI – ALTRI. Diritti, Lavoro, Diversità”

Oltre a momenti di approfondimento sviluppati tramite conferenze, dibattiti e incontri con esponenti della società civile, sono previste numerose attività culturali collaterali al fine di sensibilizzare e coinvolgere le giovani generazioni, il mondo della scuola (secondaria di primo e secondo grado) e tutta cittadinanza di Ferrara e provincia sulle tematiche della discriminazione e diversità, diritti di cittadinanza globale, migrazioni.

La lotta contro ogni tipo di discriminazione passerà attraverso iniziative di promozione della Pace, di riflessione sul concetto di razzismo, diversità e cittadinanza attiva come strumento di integrazione delle nuove generazioni di immigrati.

ATTIVITÀ NELLE SCUOLE

1) Laboratorio “Donne ed immagini”

Il laboratorio prende le mosse da una riflessione sulla realtà che vivono le donne nella società odierna e soprattutto sulla loro rappresentazione nei mezzi di comunicazione.

La donna, come fosse un “unicum”, continua ad essere vista/percepita come un oggetto (e non un soggetto!) fragile, passivo, da contemplare. Siamo circondate da messaggi che ci spiegano di cosa abbiamo bisogno per essere belle, ad esempio, e non come essere intelligenti o più indipendenti. Messaggi/immagini su come pulire la casa in cinque minuti.

Questo laboratorio si propone di lavorare con le scuole contro gli stereotipi creati, diffusi e abusati dai media e dalla società, contro un’immagine del corpo femminile come oggetto mercificato. L’intento è di promuovere l’educazione e la formazione come strumenti di prevenzione e contrasto di ogni discriminazione e violenza. Come riferimento a tale attività verrà preso una parte del lavoro di Ketty La Rocca, che a partire dalla metà degli anni Sessanta inizia a comporre collage, ritagliando immagini fotografiche (prese dalle riviste o pubblicità) e parole scritte, incollando poi il tutto su fogli bianchi o neri. Un’altra artista, Barbara Kruger, ha affrontato la stessa tematica con esiti innovativi e a tratti dissacratori.

2) Laboratorio e mostra fotografica “Piccoli volontari crescono”. Migrazioni e condizione delle donne nel mondo.

Gli incontri serviranno ai ragazzi per immedesimarsi nei racconti di persone e soprattutto donne, che vivono in condizioni che violano la tutela dei diritti umani in diverse aree del mondo. Si approfondiranno le cause alla base della scelta di queste persone di lasciare il proprio paese e di migrare, per poi cercare di sfatare insieme i pregiudizi nei loro confronti, così presenti nella nostra società.

Le attività coinvolgeranno gli studenti attraverso domande e momenti di confronto dinamici.

Mostra “Piccoli volontari crescono”

Il percorso potrà essere correlato dalla presenza di una mostra fotografica dal titolo “Piccoli Volontari Crescono”, su richiesta della scuola. Un’esperienza visiva, realizzata con 8 diversi pannelli multifaccia, in cui foto e testi si susseguono e intersecano così da formare un percorso ideale che coinvolge e invita, non solo a riflettere, ma anche ad agire. Le foto esposte saranno complessivamente 26 e affronteranno i diversi step: gli incontri nelle scuole, la formazione dei docenti, le esperienze di volontariato a Ferrara, in Italia e all’estero. Gli scatti sono quasi tutti realizzati dai giovani volontari stessi coinvolti o dai tutor/camp leader di IBO Italia che li hanno seguiti nelle esperienze e sono accompagnati da racconti e didascalie tratti dagli scritti di chi è stato protagonista in prima persona.

3) Laboratorio “Rifugiarsi nel mondo”

Il laboratorio si rivolge a bambini e ragazzi in età scolare con l’obiettivo di aiutarli a confrontarsi con i delicati temi dell’esilio e dell’emigrazione e soprattutto con l’importanza dei diritti universali per l’infanzia e dell’integrazione fra diverse culture. Partendo dall’Olocausto, passando per le dittature militari dell’America Latina attraverso la storia personale della docente, bambina rifugiata a causa del colpo di stato in Cile, fino alle storie più recenti di emigrazione, il laboratorio si propone di costruire un percorso narrativo fatto di memoria storica e attualità, lungo il quale bambini e ragazzi possono ascoltare, fare domande, interagire, raccontare quello che sanno e la propria esperienza di bambini emigrati o abitanti di paesi ospiti.

Il laboratorio sarà realizzato da Francesca Yanez e Alice Rifelli

ATTIVITA’ CULTURALI

1) Rassegna cinematografica e rassegna doc in tour

Anche nel corso della quindicesima edizione della manifestazione saranno previste due rassegne cinematografiche: una dedicata alle scuole e una rivolta al pubblico.

Tutte le proiezioni saranno ad ingresso gratuito e si svolgeranno presso la Sala Boldini di Ferrara.

2) Proiezione film 7 minuti, regia di Michele Placido

E’ in corso di definizione la data della proiezione del film “7 minuti” e l’incontro con Fiorella Mannoia e Ottavia Piccolo

3) Spettacolo “Dammi la mano”

Lo spettacolo “dammi la mano” indaga ed esplora le diverse sfumature e dell’universo femminile.

E’ liberamente tratto da Le Serve di J.Genet, le poesie di Gabriela Mistral, Alda Merini, Wisława Szymborska.

Lo spettacolo sarà rivolto alle scuole superiori con a seguito un confronto con gli studenti e professori.

Verranno realizzate tre repliche al Teatro Cortàzar di Pontelagoscuro (FE).

INCONTRI ED EVENTI

 1) Evento “Banda Rulli Frulli in concerto presso il Totem Art Festival (1-4 giugno)

Durante la realizzazione del Totem Art Festival, sarà previsto il concerto/spettacolo della Banda Rulli Frulli nella giornata del 1 giugno.

Totem Arti Festival è un festival di teatro, danza contemporanea, musica e community art nato nel 2013; il progetto nasce dalla volontà di riattivare l’area di Pontelagoscuro Vecchia nella zona nord di Ferrara, attorno al Teatro Cortazar e all’antistante Parco Tito Salomoni: luogo solitario quest’ultimo ma potenzialmente vitale, affacciato direttamente sul fiume Po. Un festival che propone un mix tra linguaggi contemporanei, teatro e laboratori per bambini e ragazzi, indie rock, arte “popolare”, buon cibo, sempre in un’ottica di rispetto dell’ambiente e di sensibilizzazione rispetto a tematiche sociali . Nell’arco delle quattro edizioni sono approdate a Pontelagoscuro decine di gruppi musicali, teatrali e compagnie di danza, che hanno portato linfa e colore in un’area periferica e raramente attraversata da eventi culturali

La Banda Rulli Frulli nasce nel 2010 da un’idea di Federico Alberghini all’interno della Fondazione Scuola di Musica Carlo & Guglielmo Andreoli presso la sede di Finale Emilia. Il progetto inizia come marching band e i primi ragazzi che partecipano sono all’incirca una decina, suoi allievi del corso individuale di batteria. L’intento di Federico Alberghini (direttore) era quello di creare una banda composta da persone diverse tra loro, sia per età che per abilità: “Volevo creare una banda d’integrazione e le percussioni sono un mezzo molto veloce per far gruppo“.

Oggi il numero dei partecipanti conta ben settanta membri tra bambine, bambini, adolescenti e giovani, abili e disabili, un gruppo composito per età , genere e capacità che ha premesso l’inserimento nel progetto di quindici ragazzi diversamente abili (seguiti individualmente dal servizio di NPI, ma non accompagnati da tutor all’interno del progetto).

Un evento, imprevedibile, ma estremamente significativo per il progetto è stato il sisma che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012. In seguito alle scosse nel territorio emiliano la Banda rimane senza la sua sede. Con l’intento di mantenere un centro di aggregazione aperto ai bambini e ragazzi l’attività del progetto però non si ferma e continua. Inizialmente i ragazzi si trovano a provare in sedi di fortuna, poi finalmente in uno spazio strutturato reso disponibile dalla sede di Finale Emilia della ONG Mani Tese

2) Evento “Testimonianze dal Festival”

Consegna alla nuova sede (restaurata) della CGIL di Ferrara del quadro di Malangatana Valente.

Malangatana è considerato il più importante pittore mozambicano. Uno dei fautori dell’indipendenza e del processo di pace durante la guerra civile. Nelle sue opere il dramma della sofferenza e la denuncia delle atrocità. Il suo tratto ricorda lontanamente Picasso (che più volte ha dichiarato di essersi ispirato all’arte africana). Predilige gli oli dai colori forti. Il rosso prima, oggi in tempo di pace, il blu. Moltissimi i disegni dell’epoca di carcerazione. Il pittore è stato ospite del Festival dei Diritti di Ferrara nel 2003.

3) Incontri CGIL su tematiche femminili con focus sul lavoro

Iniziativa di promozione della legislazione antidiscriminatoria (“Piano regionale contro la violenza di genere”). Promozione della adozione di norme di tutela nei luoghi di lavoro ( accordo Confindustria).

Prevenzione del disagio psico-sociale e della violenza esercitata nel contesto lavorativo – dettaglio su ricaduta violenza/sfruttamento sul lavoro femminile. Ruolo della rappresentanza.

4) Canti dal mondo

Tre saranno le realtà canore in scena il 29 maggio :

Il Coro femminile SonArte è un coro costituito da un gruppo di donne impegnate in diversi ambiti professionali e in varie organizzazioni di volontariato della città. Il Coro Femminile SonArte interpreta musiche tradizionali e popolari di diversi luoghi del mondo

Sakina Alazami trio: è una cantante-cantautrice di musica araba, andalusa, classico popolare e new age

Coro dell’Associazione nigeriani è un coro gospel di donne, uomini e ragazzi dell’Associazione

 5) Presentazione del fumetto di Alice Milani e Silvia Rocchi – TUMULTO

Tumulto è un racconto di viaggio scritto, disegnato e dipinto a quattro mani da Silvia Rocchi e Alice Milani.

Per realizzare la graphic novel le due autrici hanno innanzitutto preso una moto e percorso diverse centinaia di chilometri nei territori della Ex Yugoslavia. Hanno lavorato mesi gomito a gomito, trasformando l’esperienza reale in un racconto di formazione a fumetti.

Verrà presentato il 30 maggio in Piazzetta S. Nicolò – Circolo Arci Bolognesi a Ferrara

6) Biagio Rossetti – lezione all’aperto “Dal Quadrivio rossettiano alla Porta degli Angeli: luoghi meravigliosi fuori dal tempo”

Martedi 30 maggio alle ore 17 verrà organizzata una escursione culturale (a piedi o con bicicletta a mano) con lo storico Francesco Scafuri e la partecipazione straordinaria del prof. Francesco Ceccarelli (Università di Bologna).

Un viaggio nel tempo, ricco di curiosità e personaggi straordinari, alla scoperta del Quadrivio rossettiano, dell’Addizione Erculea, delle delizie estensi e delle mura nord, in compagnia di due guide d’eccezione, uno storico e un architetto che da anni si dedicano allo studio della città di Ferrara.

Luogo di ritrovo: Corso Ercole I d’Este n. 40 (davanti all’ingresso del Parco Massari).

MOSTRE

1) Presentazione della mostra “Percorsi sostenibili per il diritto alla casa ed al lavoro. Il Ghana”

Iprogettisti racconteranno l’esperienza svolta, con un incontro aperto alla cittadinanza insieme all’Ass. Annalisa Felletti.

La mostra vuole ripercorrere le fasi di realizzazione, da parte dell’associazione LOAD, di due abitazioni in terra battuta nel villaggio di Abetenim, indagando le diverse condizioni abitative e metodologie di lavoro sul campo. Attraverso i progetti realizzati viene messa in luce la condizione in cui versano le famiglie nella comunità ed un utilizzo innovativo di tecniche costruttive, economiche e naturali, ampiamente accessibili da diversi stati sociali, per il miglioramento degli edifici degradati e garantendo così il diritto primario all’abitare.

Il progetto gestito e realizzato dall’Associazione LOAD, intende stimolare e incentivare la nascita di una classe di lavoratori specializzati nelle tecniche in terra che possa sviluppare una propria autonomia di sviluppo economico, anche nei nostri territori.

Esposizione della mostra dal 31 maggio al 15 giugno

Inaugurazione della mostra, 31 maggio 2017, ore 18.00 Luogo Esposizione: Salone dell’Albo Pretorio, Piazza del Municipio 2, Ferrara

Luogo Inaugurazione: Salone dell’Albo Pretorio, Piazza del Municipio 2, Ferrara

INIZIATIVE NELL’ AMBITO DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FERRARA (29 SETTEMBRE – 1 OTTOBRE 2017)

E’ in corso la richiesta al Festival della rivista Internazionale di inserire nel programma i seguenti eventi.

1) Esposizione della mostra fotografica e multimediale In un vortice di polvere di Annalisa Vandelli.

2) Incontro con Annalisa Vandelli e Uliano Lucas. Modera Miriam Accardo. Raccontare per immagini e parole.

PLENARIA CONCLUSIVA

Al termine del Festival si organizzerà una sessione plenaria alla quale saranno invitate tutte le associazioni facenti parte del Comitato Promotore del Festival dei Diritti e le associazioni del Territorio. La giornata sarà aperta al pubblico.

Tutti gli appuntamenti del Festival saranno ad ingresso libero

 

 

 

 

La Passione di Gesù secondo Renzo Cisco a Verona

Dall’1 al 19 aprile si terrà, all’interno della chiesa di San Giorgetto, la mostra “La Passione – Morte – Resurrezione” dell’artista Renzo Cisco da Settimo.

L’esposizione, patrocinata dal Comune di Verona, si compone di 20 dipinti realizzati con la tecnica ad olio, che raccontano la Passione di Cristo dal tradimento di Giuda, passando per la consegna di Gesù alla folla, arrivando alla crocefissione, morte e resurrezione, fino all’apparizione nel cenacolo della Trinità in cielo.

Renzo Cisco da Settimo nasce a Montebello Vicentino, diplomato all’Istituto d’Arte, partecipa a corsi liberi all’Accademia di Venezia e Verona. Ha esposto in tutta Italia e già precedentemente a Verona con l’estemporanea del paesaggio veronese dal titolo “Arsenale” allo Spazio Galleria D’Arte Verona. La mostra verrà inaugurata sabato 1 aprile alle ore 18, con la presentazione a cura di Felice Nalin.

L’esposizione resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino al 19 aprile, tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.

Roberto Bolis

Salumi stagionati, tartufo marzolino, Spoja Lorda e primizie di primavera si gustano a Brisighella

Con il mese di aprile si apre il calendario degli eventi enogastronomici di Brisighella (RA): lunedì 17 aprile, giorno di Pasquetta, in Piazza Marconi sotto l’Antica via degli Asini (uno dei simboli del borgo medioevale di Brisighella) prenderà vita la “Sagra dei salumi stagionati di Mora e del tartufo marzolino”, giunta alla 12esima edizione; il 23 e 25 aprile sarà la volta della prima edizione della “Festa della Spoja Lorda” al Parco Ugonia; mentre il 30 aprile e primo maggio, sempre al Parco Ugonia, ci sarà un altro appuntamento inedito, la “Sagra della Bruschetta con Olio di Brisighella Dop e Primizie di Primavera”.

Bancarelle di prodotti tipici e dell’artigianato, stand gastronomico e intrattenimenti musicali e animazioni accoglieranno quindi il pubblico alla scoperta di alcune eccellenze gastronomiche tipiche di Brisighella, dove ogni stagione è caratterizzata da prodotti, sapori, profumi che diventano protagonisti di sagre e di pietanze prelibate nei ristoranti del territorio. Per tutte le giornate sarà in funzione anche il trenino panoramico per visitare il borgo e i colli di Brisighella.

Si parte con i salumi di Mora Romagnola, suino autoctono le cui carni hanno caratteristiche organolettiche uniche, pronti a essere degustati dopo le sapienti lavorazioni dei norcini brisighellesi e la giusta stagionatura, capace di esaltare le caratteristiche di prosciutti, salami, coppe, salsicce e altre prelibatezze. Assieme ai profumi dei salumi, Brisighella sarà invasa anche dagli aromi del “tartufo marzolino”, detto anche bianchetto. I tartufai della zona sono abili nel ricercare questo prezioso prodotto di cui il sottosuolo brisighellese è ricco e per la Sagra sarà possibile acquistarlo o degustarlo nei piatti preparati allo stand o nei ristoranti di Brisighella.

La Spoja Lorda è una pasta fresca realizzata con la sfoglia “tirata a mano”, sulla quale viene spalmato il delizioso “battuto” a base di formaggio fresco, parmigiano, uova e noce moscata e poi ricoperto da un’altra sfoglia. Con una rotella vengono poi tagliati quadrettini ripieni (appunto fatti di Spoja Lorda, sfoglia “sporca” di battuto) ottimi da mangiare asciutti con condimenti classici come il ragù, oppure come vuole la tradizione in brodo. Nel corso della due giorni saranno presenti anche le “sfogline” che faranno dimostrazioni di preparazione di Spoja Lorda con assaggi.

Brisighella è celebre in tutta Italia, e anche a livello internazionale, per il suo pregiato Olio Extravergine d’Oliva Dop, che viene celebrato a fine novembre con un evento dedicato. In questa primavera, invece, la sagra valorizzerà una semplice ma sublime “pietanza” che ha come protagonista l’olio brisighellese: la bruschetta. Nella stessa occasione si celebreranno, e gusteranno, anche le “primizie di primavera”: verdure e legumi che si risvegliano dopo il lungo gelo invernale, portando sapore e salute alle nostre tavola.

Tutti gli appuntamenti si svolgono dalle 9 alle 20.

 

Pierluigi Papi

Esperti a Firenze per Icomos

In concomitanza con il G7 Italy della Cultura di Firenze il 30 e il 31 marzo al complesso della SS. Annunziata, l’Icomos nel suo ruolo consultivo dell’Unesco, insieme agli altri organismi preposti, l’Iccrom e l’Uicn, riunisce esperti, sindaci, amministrazioni, associazioni di tutela e società civile per l’implementazione dell’Obiettivo delle Nazioni Unite del 2030 sulle Città e le Comunità Sostenibili.

Gli scopi sono la comunicazione e il rafforzamento di Icomos Italia, azioni concrete per la tutela delle aree a rischio e fronteggiare le crisi globali climatiche, idrogeologiche, migratorie dando responsabilità e legittimità alle associazioni di salvaguardia e le comunità. La nuova visione è superare l’approccio monumentale al Patrimonio affermando la centralità dei popoli che l’hanno realizzato e il loro ruolo nella gestione e partecipazione. È proposto un modello basato sulla inclusività, la manutenzione, la bellezza del paesaggio, la sanità dell’alimentazione, la tracciabilità completa, il riciclo, la conoscenza e auto valorizzazione locale ponendo in primo piano i valori umani.

Il convegno si articolerà in gruppi di lavoro per implementare le buone pratiche, in particolar modo prenderanno parte al tavolo Tracciabilità e riconoscibilità culturale del cibo per la protezione dei paesaggi Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, Roberto Zironi, professore ordinario dell’Università di Udine, Luigi Bonizzi, professore ordinario dell’Università di Milano, e Riccardo Romagnoli, professore ordinario dell’Accademia Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Luigi Morello, presidente del comitato scientifico Caffè nell’Unesco, Giorgio Caballini, presidente del consorzio Tutela del caffè espresso tradizionale italiano, Ilaria Danesi, consorzio Tutela del caffè espresso tradizionale italiano, e Sergio Goppion, consorzio Tutela del caffè espresso tradizionale italiano prenderanno parte al tavolo Le candidature nell’alimentare per rafforzare filiere del sistema paese.

 

CSA

Lo strumento del diavolo a Genova

La Stagione dell’Auditorium E. Montale di Genova, prosegue con “Lo strumento del diavolo”,  da mercoledì 29 marzo alle ore 10.30, non a caso proposto la prima volta nel 2015 in concomitanza con il 54° Premio Paganini.

Uno spettacolo di teatro-danza che gioca sul leggendario connubio violino-demonio. In veste allegra e scanzonata, diabolica e foriera di sventure, romantica e misteriosa, il violino si impone quale protagonista.

Un Diavolo decisamente originale tenta di “comprare anime” grazie ai poteri occulti e incantatori del suo strumento. Balzando tra un’epoca e l’altra lo seguiamo nei suoi tentativi di portare scompiglio nel mondo. Musica, letteratura, cinema e scienza: non c’è campo umano che il Demonio non tenti di corrompere e conquistare. Costruirà un violino per ogni occasione e lo vedremo alle prese con l’anima del bambino prodigio Mozart, con la mente logica e razionale del famoso detective Sherlock Holmes, con l’ingenuo romanticismo di Charlot, con il pensiero infinito di Albert Einstein e…

Lo spettacolo vuole svelare con ironico divertimento i segreti di uno strumento tanto affascinante quanto misterioso. Nel corso dei secoli gli sono state infatti attribuite proprietà sovrannaturali e  spesso oscure. Nella letteratura trova ampio spazio il legame stretto tra uomo e maligno attraverso il violino: dai racconti popolari dei Grimm, passando per Histoire du soldat di Stravinskij fino ai fumetti di Dylan Dog. Le sue particolari sonorità hanno sedotto anche personalità di ogni epoca come Casanova, Mussolini, Chagall, Chaplin, Nixon e De André solo per citarne alcuni.

Con questa nuova produzione prosegue la collaborazione fra la Fondazione Teatro Carlo Felice e l’Istituto Giannina Gaslini. “Lo Strumento del Diavolo”, come già avvenuto con “Wagner Wagen” nel 2013 e “Sogno? Veglio? Deliro?” nel 2014, vede in scena giovani danza-attori dai 7 ai 16 anni accanto agli artisti del Teatro. Molti dei bambini provengono dal progetto TEATRO-DANZA BOX, Laboratori di Espressività Corporea Musicale che si svolgono dal 2010 presso il rinomato Istituto affiancando e integrandosi con l’attività terapeutica. I bambini vivono così l’esperienza unica di esibirsi da veri Artisti e la partecipazione al lavoro in Teatro diventa a tutti gli effetti parte integrante del percorso terapeutico.

 

Marina Chiappa

 

Incontro con Adelmo Cervi ricordando la lotta antifascista dei fratelli Cervi

Custodisce la “storia di un padre partigiano raccontata da un figlio” il libro di Adelmo Cervi dal titolo “Io che conosco il tuo cuore” che sarà presentato giovedì 30 marzo alle 16 al Museo Civico del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (corso Ercole I d’Este, 19). Assieme all’autore, che ricorderà le vicende della famiglia Cervi, protagonista della lotta antifascista nella provincia di Reggio Emilia, interverrà all’incontro la direttrice del Museo Antonella Guarnieri. Sarà inoltre presente il Coro delle Mondine di Porporana. L’iniziativa è a partecipazione libera e gratuita.

In prossimità delle celebrazioni del 72° anniversario della Liberazione, la testimonianza di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, terzo, in ordine di età, dei sette fratelli, Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, tutti nati a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, figli di Alcide e di Genoveffa Cocconi, che vennero catturati dai fascisti perché convinti democratici, torturati ed uccisi, presso il poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre 1943. I fratelli Cervi sono divenuti l’emblema della lotta antifascista: morti tutti ancora giovani, non poterono godere della libertà nella quale, grazie alla loro impegno ed al loro sacrificio, noi siamo “abituati” a vivere. Questi uomini, come gli altri che in quei tempi di dittatura credevano nella giustizia, nella libertà, nella democrazia, non poterono mai manifestare le proprie idee senza venire arrestati, torturati, uccisi.

Mezzadri e quindi affittuari, tutti i componenti della famiglia vissero nella convinzione che ogni scelta, sia quelle legate al progresso economico e lavorativo sia quelle relative alla partecipazione della famiglia alla Resistenza, dovessero essere prese di comune accordo.

È in questa logica che Alcide e i figli maschi, dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, resero la propria abitazione un vero e proprio punto di riferimento del dissenso al regime fascista e, quindi, della Resistenza, quando Alcide costituì la cosiddetta “banda Cervi”.

Il padre sopravvisse ai figli e alla moglie, che morì poco dopo l’ottobre del 1944, quando la loro abitazione venne incendiata dai fascisti, e continuò a raccontare, sino che ne ebbe la forza, la loro storia.

Adelmo prosegue con impegno a raccontare la storia della sua famiglia, comprendendo che questo è un modo vivo per tenere fede agli ideali democratici del nonno, del padre, degli zii e di tutta la famiglia. La Costituzione repubblicana è nata dalla lotta e dal sangue di quanti, come i fratelli Cervi, provenendo da esperienze culturali ed ideologiche differenti, si unirono per lottare contro la dittatura.

Il libro “Io che conosco il tuo cuore”, edito da Piemme, che viene presentato nell’occasione, scritto da Adelmo Cervi con Giovanni Zucca, racconta quella storia terribile e meravigliosa assieme, dalla parte di un figlio e di un nipote per il quale, quelli che per gli italiani sono eroi che lottarono sino a perdere la vita contro il fascismo, erano prima di tutto la famiglia che non poté vivere e conoscere. Ricordare l’antifascismo, la Resistenza, il 25 aprile e la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo sono fondamentali in un periodo nel quale si cerca di affossare il ricordo di quanti dedicarono la vita alla lotta contro la dittatura e si cerca di allontanare dalla testa di tutti il ricordo di quanto di generoso, nobile, eroico, intelligente, il popolo italiano ha prodotto.

 

Alessandro Zangara