Amadeus presentatore in Arena

Amadeus per la prima volta presentatore in Arena. Una carriera, la sua, iniziata proprio a Verona ma che ancora non l’aveva portato a condurre sul palcoscenico del teatro all’aperto più grande del mondo. L’occasione sarà il doppio spettacolo ‘Arena ’70-’80-‘90’ che si terrà il 12 e 14 settembre, prodotto da Arcobaleno Tre. Un revival delle hit dei decenni passati, che sarà poi trasmesso in prima serata su Rai1 ad ottobre.

Numerosi gli ospiti italiani e internazionali già confermati. I primi nomi ad essere svelati sono quelli degli Europe, che con la loro “The Final Countdown” hanno segnato un’epoca, così come dei Gazebo, star della disco con brani come “I Like Chopin” e “Masterpiece” e poi ancora Loredana Bertè e Patty Pravo, Umberto Tozzi e Raf.
Ma le vere protagoniste saranno le canzoni, quelle iconiche, che hanno segnato trent’anni di musica indimenticabile. I biglietti sono in prevendita da oggi sul circuito Ticketone. Radio ufficiale delle due serate sarà Radio 2.
“Diverse generazioni potranno cantare e ballare assieme, racconteremo un pezzo di storia della musica italiana – ha spiegato Sboarina -. E la conduzione non poteva che essere affidata ad Amadeus, siamo orgogliosi del nostro concittadino e per questo accoglierlo in Arena come presentatore è una grande occasione per la nostra città. Ricordo l’anno scorso, in pieno lockdown, il messaggio positivo che aveva indirizzato a tutti i veronesi, abbiamo affrontato un periodo duro e ora ci ritroviamo tutti insieme e con Amadeus sarà la musica a darci la carica di cui abbiamo bisogno”.
“Amadeus è uno di noi, siamo felici che torni nella sua città per la prima volta da presentatore – ha detto Mazzi direttore artistico di Verona Srl-. Saranno serate iconiche, la musica sarà una specie di macchina del tempo che ci riporterà a rivivere tanti bei momenti. Due serate che verranno trasmesse in tv ma che saranno imperdibili dal vivo”.
“Sono cresciuto a Verona e la mia avventura è partita proprio da questa città, dove vivono ancora i miei genitori, sarà un’emozione incredibile salire sul palcoscenico dell’Arena da presentatore, un sogno che si avvera – ha concluso Amadeus -. Ho iniziato in una radio di Borgo Venezia, che non si sentiva nemmeno negli altri quartieri della città tanto era piccola. Non perdevo una data di Festivalbar. Quando ho conosciuto Salvetti e poi Cecchetto, raccontai per mesi di avere una casa a Milano per poter lavorare a Radio Deejay, mentre facevo avanti e indietro da Verona tutti i giorni. Il mio autografo l’ho firmato proprio qui in piazza. Tutto il mondo ci invidia questo monumento, durante gli spettacoli la forza che arriva dal pubblico in Arena è unica, sarà bellissimo”.
“Attraverso la memoria musicale possiamo ritrovarci come Paese – ha aggiunto Coletta, direttore di RAI 1 -. Spettacoli come questi rappresentano la vita dopo un anno e mezzo drammatico. Rievochiamo i ricordi del passato per regalare leggerezza ma anche identità”.
“Sarà una festa, siamo felici di essere nuovamente all’Arena di Verona, ormai da qualche anno punto di riferimento dei grandi successi Rai – ha concluso Fasulo, vicedirettore di RAI 1 -. Più che un Amaday sarà una AmArena, la ciliegina sulla torta”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

“Riaperture” tornerà in versione post estiva con 18 mostre e un Circuito off

“Ideale” è il tema della quinta edizione di “Riaperture PhotoFestival Ferrara 2021“, che animerà la città di Ferrara con 18 mostre in otto spazi diversi da venerdì 10 settembre fino a domenica 3 ottobre 2021.

“Passiamo da un festival della durata di due fine settimana lunghi – ha detto il presidente dell’associazione Brini – a una durata di quattro weekend, con le mostre che rimarranno aperte dal venerdì alla domenica. Oltre alle mostre della manifestazione ufficiale, dislocate in otto location che riveleremo tra fine agosto e l’inizio di settembre, ci sarà questo Circuito off che darà anche l’opportunità di scoprire posti e spazi di attività cittadine che non si conoscono”. 
“Sono molto felice che Riaperture si faccia – ha sottolineato l’ass. Gulinelli – abbiamo bisogno tutti di ripartire e rimettere in pista iniziative culturali come questa, che coinvolge un’associazione e tante persone animate da passione e impegno. C’è tutta una filiera e un indotto che devono essere tutelati e salvaguardati e il nostro impegno è indirizzato ad aiutarvi a superare tutte le difficoltà. Ho molta attesa per la presenza di Franco Fontana, che è uno dei fotografi con i quali siamo cresciuti tutti, e sono al vostro fianco per aiutarvi a realizzare il proposito di farlo venire a Ferrara anche di persona, oltre che con il suo lavoro”.

“Praga 1967”, di Franco Fontana

Il tema della V Edizione di Riaperture Photofestival Ferrara si pone come un esercizio di fantasia, una proiezione immaginifica in tensione verso l’assoluto senza mai raggiungerlo, ma capace di cambiare i passi in un vero e proprio percorso. Nella sua apparente inconsistenza, ogni ideale è in grado di trasformare tanto la società quanto l’esistenza di ogni singolo individuo; ed è proprio su questo grande trasporto che tanti fotografi di calibro internazionale si sono interrogati e confrontati. Luoghi particolarmente suggestivi e normalmente non accessibili al pubblico si trasformeranno in veri e propri spazi espositivi temporanei a partire dal 10 settembre e fino al 03 ottobre, tutti i venerdì, sabato e domenica. I siti dismessi ospiteranno i progetti ideali firmati dai grandi nomi della fotografia e dai nuovi talenti. Si viaggerà per il travagliato Est Europa, e più precisamente per le Donbass stories, con gli scatti del fotoreporter Giorgio Bianchi, in compagnia dei protagonisti Spartaco e Liza. Si farà anche tappa in Corea con Korean Dream, immortalati dal fotografo documentarista Filippo Venturi. Con Alessandro Cinque, si attraverserà il focoso Cile con Chile Despertò, mentre con il progetto Chas Chas di Luis Cobelo, ci si immergerà in un’atmosfera magica che omaggia Buenos Aires grazie a un particolare quartiere poetico conosciuto come Parque Chas. Ci si salverà rifugiandosi nei chiaroscuri firmati da Francesco Comello de “L’isola della salvezza”, per poi immergersi nel progetto Drowning World project – SUBMERGED PORTRAITS di Gideon Mendel, fino a incontrare tutto il mondo al Jova Beach Party di Francesco Faraci. Si rifletterà sui tanti cambiamenti avuti con l’arrivo del famigerato Covid-19 con When Everything Changed Covid-19: The European Epicenter di Fabio Bucciarelli, e si racconteranno i tanti colori dell’amore con il progetto Rainbow Families firmato da Eleonora Calvelli.

L’amore è un tema che ritorna anche nel film di Serena Vittorini dal titolo “En ce moment”, dove due giovani donne si incontrano e si innamorano durante il ferreo lockdown imposto dal Covid-19. Della stessa autrice sarà presente anche il progetto “Through you”, un lavoro audiovisivo che raccoglie una serie di conversazioni che la Vittorini ha avuto con persone conosciute tramite una comune app di incontri dopo la rottura con la sua compagna. Oltre che sull’uomo è giusto acuire lo sguardo anche sulla natura e alle sue intrinseche potenzialità, e a farlo è Marco Buratti con “Bio Minds”: dalla natura per la natura. Dalla natura si passa ai “Fiori Nudi”, femminili e profondi, di Arianna Genghini per poi perdersi nei marcati contrasti della fotografa Lea Meienberg di “È Così la Vita – An Ode to Standstill” e, successivamente far albergare lo sguardo nelle “Cento case popolari” di Fabio Mantovani.

Ad animare la V edizione – IDEALE di Riaperture PhotoFestival ci sarà anche un progetto firmato da Franco Fontana, come anche quello dell’artista visiva Christy Lee Rogers, “Christy Lee Rogers for Water Day Photo Contes”t, che si compone di due collezioni ben distinte: MUSE e HUMAN. Il progetto si inserisce all’interno del concorso fotografico internazionale, World Water Day Photo Contest, indetto ogni anno dal Lions Club Seregno AID che organizza mostre ed eventi con l’intento di sensibilizzare le coscienze sull’importanza dell’acqua come diritto fondamentale dell’umanità. La mission del concorso è anche quella di raccogliere fondi per favorire i sistemi di potabilizzazione dell’acqua nei paesi dalle risorse limitate, tant’è che risulta in fase di ultimazione il progetto Koom la viim per la realizzazione di un pozzo e di sistemi di irrigazione in Burkina Faso, co-finanziato proprio dal World Water Day Photo Contest. Il tema della quinta edizione del contest, concluso il 22/03/2021 Giornata Mondiale dell’Acqua, e della mostra itinerante è Valuing Water – Il valore dell’acqua.

Per la prima volta, all’interno di Riaperture PhotoFestival Ferrara, arriva il CIRCUITO OFF, ovvero un percorso parallelo alla manifestazione ferrarese che comprende 30 progetti fotografici selezionati tramite open call. I lavori dei vincitori verranno ospitati all’interno di attività ricettive e commerciali del centro storico di Ferrara, consolidando ancor di più il legame con la città e i suoi attori principali. A prescindere dalle innumerevoli novità di questa V Edizione, Riaperture PhotoFestival Ferrara non può prescindere dal suo consueto concorso fotografico cui è stato possibile partecipare inviando sia un solo scatto, che un intero progetto. A salire sul podio, quest’anno, sono: Francesco Andreoli, Gianmarco Caroti, Karina Castro, Francesca De Chirico, Camilla Milani, Barbara Pau. I vincitori non solo saranno presenti con i propri lavori nel percorso ufficiale del Festival, ma saranno ospiti del Programma Off 2021 della Biennale della Fotografia Femminile a Mantova.

Per info: Riaperture associazione di promozione sociale, via Ortigara 13, Ferrara, http://www.riaperture.com.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Il giovane Boccioni

Numerose sono le mostre che negli ultimi decenni hanno indagato la figura e l’opera di Umberto Boccioni. Poche, tuttavia, sono quelle che hanno ripercorso con rigore scientifico la fase giovanile e formativa dell’artista, in cui lo studio del passato si lega alla volontà irrefrenabile di conoscere il presente e di sperimentare il futuro. A questo periodo – ricco di suggestioni – è dedicata la mostra Il giovane Boccioni, con la quale Galleria Bottegantica inaugura la stagione espositiva 2021.

Curata da Virginia Baradel, in collaborazione con Ester Coen e Niccolò D’Agati, la rassegna propone un’accurata selezione di opere eseguite da Boccioni tra il 1901 e il 1909. Anni nei quali il giovane Boccioni rafforza la sua vocazione artistica attraverso esperienze di studio condotte a Roma, Padova, Venezia e Milano, intervallate dall’importante soggiorno parigino del 1906 e dal successivo viaggio in Russia.

L’influenza delle diverse correnti figurative europee e l’interesse per la tradizione classica e rinascimentale, affiorano ripetutamente nelle opere del periodo e trovano, soprattutto nella produzione grafica, un valido laboratorio di analisi sperimentale, di invenzione e di verifica stilistica che Boccioni conduce in parallelo rispetto alla pittura. Il segno, di volta in volta intrecciato in un fitto reticolo chiaroscurale, o perentorio e deformante, o sfrangiato e polverizzato accompagna le fasi dell’evoluzione pittorica boccioniana: dall’impronta di Giacomo Balla alla smaterializzazione luminosa seguita alla ‘scoperta’ delle opere divisioniste di Giovanni Segantini e Gaetano Previati.

Proprio al lavoro su carta la mostra dedica particolare interesse attraverso una selezione di disegni che coprono gli anni dell’apprendistato del giovane Boccioni. A un primo nucleo di opere d’impronta scolastica risalente al periodo in cui fu allievo di Giacomo Balla e frequentò le scuole di disegno pittorico e di nudo a Roma, se ne affianca un altro – più copioso e diversificato – riconducibile agli anni immediatamente successivi, nei quali il tratto acquista sicurezza nel restituirci precise visioni architettoniche, ritratti curiosi – alcuni dei quali rasentano la caricatura – e figure umane di estrema sintesi formale. Nel loro insieme, questi fogli documentano un tirocinio di studio insistito e articolato, il cui fine è quello di acquisire una padronanza nella resa prospettica dei volumi, ma anche di fisionomie e di movenze – studiate o colte al volo – del corpo umano nello spazio: aspetti comuni allora a molti artisti della modernità. Anche le copie da museo appartengono a questo periodo di apprendistato.

Altro aspetto su cui la mostra focalizza l’attenzione riguarda le tempere commerciali che Boccioni dipinge in questi anni per ragioni perlopiù economiche, ma che sono comunque da ritenersi palestra importante nel suo percorso di maturazione artistica e di scandaglio della modernità, tanto per i temi affrontati quanto per le soluzioni compositive e cromatiche adottate.

La foga di apprendere e di affinare le proprie capacità artistiche caratterizza anche il periodo veneziano dell’artista, durante il quale sperimenta – sotto la guida del pittore Alessandro Zezzos – la tecnica incisoria.

Il percorso espositivo della mostra si conclude – come del resto quello formativo dell’artista – con il trasferimento di Boccioni a Milano, nel settembre del 1907. L’interesse per le opere di Giovanni Segantini e di Gaetano Previati – ammirate pochi mesi prima alla Biennale di Venezia e a Parigi a Ottobre – orientano il giovane verso la ricerca di uno stile capace di conciliare la modernità positivista con l’idealismo, sebbene problemi economici lo costringono ad accettare commissioni meno qualificate nell’ambito dell’illustrazione e della cartellonistica.

Pur aspirando alla sublimità di Previati, la coeva produzione pittorica trova espressione in piccole vedute di paesaggi lombardi che dimostrano tuttavia un superamento della trama impressionista ancora presente nelle tele di periodo veneziano. Decisamente più sperimentali sono gli esiti condotti nel versante del ritratto, dove il pennello diventa febbrile nella sua urgenza di restituire sulla tela la singolarità di un volto, di una espressione o di un carattere come in Ritratto di scultore e ne Il cavalier Tramello del 1907.

In mostra questi temi sono testimoniati da opere di pregio a partire da La madre malata del 1908 per terminare con La Madre della collezione Ricci Oddi. Altre documentano invece la parentesi simbolista del 1908-1910, che trova ne Il lutto il suo esito più straziante ed esoterico. Altrettanto interessanti sono i bozzetti per il manifesto dell’Esposizione di pittura e scultura promossa dalla Famiglia Artistica a Brunate (maggio-giugno 1909): sintesi perfetta delle diverse cifre stilistiche fin qui acquisite da Boccioni, dal Divisionismo, alla pennellata larga e sintetica di matrice post-impressionista, al Simbolismo.

Accompagna la mostra un catalogo, edito da Bottegantica edizioni, con contributi di Virginia Baradel, Ester Coen e Niccolò D’Agati, regesto dei disegni e delle tempere a cura di Niccolò D’Agati

IL GIOVANE BOCCIONI. Dall’8 ottobre al 4 dicembre 2021. Milano, Galleria Bottegantica. Milano, Via Manzoni 45. Orari: da martedì al sabato 10-13; 15-19. Ingresso libero. Info: (+39) 02 62695489 – (+39) 02 35953308. www.bottegantica.com

S.E. (anche per la fotografia)

Dante. Gli occhi e la mente. Un’Epopea POP

Un’Epopea POP, dal 25 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 al MAR di Ravenna, è curata da Giuseppe Antonelli, docente di linguistica italiana all’Università di Pavia, nota firma del Corriere della sera, conduttore e ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive, prima ispiratore, col suo Il museo della lingua italiana pubblicato nel 2018 da Mondadori, e ora coordinatore del progetto MULTI. Museo multimediale della lingua italiana, finanziato dal MIUR. Intersecato alla mostra un percorso d’arte contemporanea a cura di Giorgia Salerno, responsabile del coordinamento culturale e conservatrice del MAR.

Dopo Inclusa est flamma e Le Arti al tempo dell’esilio, Un’Epopea POP conclude il ciclo espositivo “Dante. Gli occhi e la mente”, promosso dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, organizzato dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e realizzato con il prezioso sostegno e patrocinio della Regione Emilia-Romagna, Dante 2021, del Comitato Nazionale per la Celebrazione dei 700 anni – Ministero della Cultura, con il fondamentale contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Camera di Commercio di Ravenna e con il patrocinio della Società Dantesca Italiana.

La fortuna popolare di Dante comincia già nel Trecento e arriva fino a quell’universo culturale che chiamiamo genericamente «pop». I suoi versi più celebri, entrati nel linguaggio comune degli italiani, sono stati riprodotti in tutto il mondo negli almanacchi e nei calendari, nei poster e nelle magliette; li vediamo scritti nei muri; li riconosciamo nelle pubblicità e nelle canzoni.

L’immagine del poeta è divenuta un’icona internazionale, dai monumenti nelle piazze, alla miriade di oggetti che la riproducono. Le storie e i personaggi del poema, soprattutto le atmosfere infernali, hanno generato le più svariate manifestazioni creative.

La Commedia, tradotta in un centinaio di lingue, si è diffusa attraverso migliaia di edizioni popolari illustrate, commenti e riassunti, riduzioni cinematografiche e parodie televisive, album di figurine, giochi da tavolo, storie a fumetti e cartoni animati.

C’è il Dante simbolo dell’identità culturale italiana ed europea, la cui effigie passa dalle lire agli euro. C’è l’immagine di Dante usata – già da tempo – come marchio commerciale e in chiave pubblicitaria come la celebre affiche di Olivetti, scelta come immagine della mostra. C’è il Dante personaggio che ritorna nelle trame di libri, film, giochi e videogiochi, fino alla “fortuna mnemonica” dei versi della Commedia, ripercorsa attraverso alcuni episodi chiave che vanno dal Trecento ad oggi.  

La mostra si articola in diverse sezioni, individuate da Giuseppe Antonelli e dai suoi collaboratori, Giovanni Battista Boccardo e Federico Milone (assegnisti di ricerca presso l’Università di Pavia): La memoria di Dante, Dante e l’immagine, Dante e la pubblicità, La divina parodia, Dante personaggio, Dante e Beatrice, con più di un centinaio di opere e oggetti tra i più disparati. Numerosissimi i contributi audio e video, anche interattivi. Una mostra dal carattere multimediale, in larga parte accompagnata dalla voce dei grandi interpreti che si sono cimentati nella lectura Dantis.

Intrecciato all’intero progetto espositivo, si snoda un percorso d’arte contemporanea a cura di Giorgia Salerno. Una voce fuori campo che vedrà il dialogo fra le opere di artisti internazionali scelte per reinterpretare idealmente alcuni temi danteschi che faranno da guida al pubblico. 

Per ogni tema scelto- le anime, le figure femminili, il sogno, il viaggio e la luce – sono stati individuati uno o più artisti e, ad aprire il percorso, con il tema delle anime, si troverà nel chiostro cinquecentesco del MAR una grande architettura di Edoardo Tresoldi che rileggerà idealmente il Nobile Castello o Castello degli Spiriti Magni, luogo emblematico che Dante cita nel quarto canto dell’Inferno.

All’interno della sezione dedicata alle figure femminili saranno Letizia Battaglia, Tomaso Binga, Irma Blank, Rä di Martino, Maria Adele Del Vecchio, Giosetta Fioroni, Elisa Montessori e Kiki Smith a reinterpretare, attraverso le loro opere, le donne di Dante.

Il percorso espositivo proseguirà con il tema del sogno e a rappresentarlo non potevano mancare le 34 tavole dell’Inferno di Robert Rauschenberg, artista fra i principali esponenti della pop art americana, e a raccontare il viaggio saranno, invece, le opere del padre della Land Art, Richard Long.

La mostra si chiuderà con un’opera delle collezioni del MAR, Stella-acidi di Gilberto Zorio, come rimando al tema della luce e alle stelle, tanto care a Dante e alle quali lascia il compito di concludere ogni cantica e tutta la Commedia.

 “Questa mostra, come l’intero complesso delle celebrazioni dantesche a Ravenna – commenta il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale – incarna perfettamente il fatto che Dante sia di tutti e per tutti, ‘pop’ nel senso che appartiene all’intera comunità, ravennate, nazionale e internazionale. È stato sempre così, fin da quando era in vita. E il passare degli anni non fa che accrescere la popolarità di Dante, perché con le nuove tecnologie aumentano esponenzialmente le modalità di fruizione e approccio a tutto quanto è legato alla sua figura e al suo lascito. Nelle forme più diverse, Dante è nella nostra vita ogni giorno. E che tali forme assumano i contorni più disparati è solo un motivo di arricchimento; perché è talmente grande la potenza del suo messaggio che nessuna reinterpretazione, nemmeno quella più leggera o irriverente, può neanche lontanamente scalfirla, ma solo amplificarla. Ecco perché non poteva mancare, nell’ambito delle celebrazioni, un evento espositivo dedicato a Dante in quanto icona, impreziosito da un percorso di arte contemporanea di riferimento concettuale dantesco, che si lega a tutti gli altri appuntamenti passati e futuri di questo settimo centenario nel segno della fortissima empatia e della grandissima emozione che Dante suscita sempre in ciascuno di noi.”

Mentre l’Assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino dichiara: “Malgrado le numerose difficoltà di programmazione causate dalla pandemia, l’anno dantesco, che ha preso avvio a Ravenna alla presenza del Presidente Mattarella, è stato ricco di eventi espositivi. Abbiamo inaugurato il ciclo “Dante. Gli occhi e la mente” nel settembre 2020 con Inclusa est flamma. la prima mostra dedicata al VI centenario della morte di Dante, tra Croce e D’Annunzio, col fascismo alle porte. Lo scorso maggio, dopo la chiusura prolungata dei luoghi di cultura, abbiamo aperto la seconda mostra del ciclo, Le Arti al tempo dell’esilio, quelle che Dante vide e conobbe e che furono di ispirazione per la sua Commedia. Il prossimo settembre concluderemo il percorso con Un’Epopea Pop. In questo centenario il tema della fortuna popolare di Dante è stato variamente ma spesso superficialmente trattato. La mostra curata da Giuseppe Antonelli, con il suo ricco catalogo, ha l’ambizione di mettere ordine in una materia vasta e sfuggente, accettando con rigore la sfida della sua irritualità. Centinaia di oggetti, immagini e parole, a volte immediatamente riconoscibili, ma spesso anche sorprendenti, racconteranno la loro storia, ampliando, come dovrebbe fare ogni mostra, le conoscenze di tutti, con un’attenzione speciale a giovani e giovanissimi.”

La mostra è realizzata con la preziosa collaborazione della Biblioteca Classense e di numerosi prestatori istituzionali e privati come la Biblioteca Nazionale Centrale (Firenze), la Biblioteca Nazionale Marciana (Venezia), la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce (Napoli), il Museo del Precinema (Padova), la Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli (Milano), delle gallerie d’arte contemporanea Monica De Cardenas (Milano), Tiziana Di Caro (Napoli), Lorcan O’Neill (Roma), P420 (Bologna) e di tutti gli artisti coinvolti. 

Francesca Boschetti – Daniele Carnoli

“La valigia dell’attore” in Sardegna

La valigia dell’attore compie 18 anni e la sua maggiore età trascina il pensiero verso altre significative ricorrenze, la prima delle quali è l’ottantesimo compleanno di Carla Gravina, talentuosa attrice di cinema, teatro e televisione fino al 1994, anno nel quale scelse di abbandonare le scene, compagna di Gian Maria Volonté negli anni Sessanta e madre di Giovanna Gravina Volonté, direttrice, insieme a Fabio Canu, della manifestazione che dal 2003 rivolge la sua attenzione sull’arte della recitazione.

A Carla Gravina e ad Ettore Scola, del quale ricorre il novantesimo anniversario dalla nascita, è dedicata la serata di apertura del 28 luglio, dalle ore 21.15 presso la Fortezza de I Colmi sull’isola di La Maddalena, con un omaggio audiovisivo dell’interprete e del regista, seguito dall’introduzione, a cura di Silvia Scola, alla proiezione della copia restaurata dalla Cineteca Nazionale del film La terrazza(1980) di Ettore Scola, per il quale la Gravina vinse il premio per la miglior attrice non protagonista al 33esimo Festival di Cannes.

Quest’anno, ad affiancare il critico Fabio Ferzetti durante tutte le serate, ci sarà un ospite d’eccezione: Pif,che, tra l’altro, intervistò Scola nel documentario “Ridendo e scherzando” per la regiadi Silvia e Paola Scola.

Dopo la serata dedicata all’immagine e alla memoria, il 29 luglio, sarà la volta delle nuove generazioni con: Alessandro Codina, giovane regista maddalenino che proporrà la visione del suo ultimo cortometraggio Souvenir (2020), al quale seguirà la presentazione delle allieve e degli allievi del Valigialab 2021, il laboratorio gratuito sulle tecniche di recitazione che si svolgerà dal 2 al 9 agosto con la conduzione di Isabella Ragonese. A seguire, Jacopo Costantini e Matteo Gatta, vincitori del Premio Biraghi ai Nastri d’Argento 2021, introdurranno,insieme al produttore Maurizio Paganelli, al qualeè ispirata la storia del film, la proiezione diEst – Dittatura Last Minute (2019) per la regia di Antonio Pisu. Gli stessi ospiti parteciperanno, la mattina del 30 luglio alle ore 11.00, presso gli spazi interni della Fortezza, al primo degli incontri di approfondimento curati da Fabio Ferzetti e Fabrizio Deriu.

Venerdì 30 luglio alle 21.15 sarà l’attrice Raffaella Lebboroni ad introdurre la proiezione del film Cosa sarà (2020), fresco di Nastro D’Argento per la migliore sceneggiatura, scritto e diretto da Francesco Bruni, con protagonista Kim Rossi Stuart. Il 31 luglio mattina dalle ore 11.00 l’incontro con Raffaella Lebboroni e, a seguire, con Pif, in occasione della presentazione del suo nuovo libro Io posso – Due donne sole contro la mafia, scritto insieme a Marco Lillo per Feltrinelli. L’ultima serata de La valigia dell’attore, il 31 luglio, vedrà conferire il Premio Gian Maria Volonté 2021 all’eccellenza artistica di Donatella Finocchiaro, prima della proiezione della pluripremiata pellicola Le sorelle Macaluso (2020), per la regia di Emma Dante.

Ultimo appuntamento domenica 1 agosto alle ore 11 con la presentazione dell’anteprima de Il campo magnetico dell’attore: la testimonianza dell’ultima giornata del Valigialab 2015 condotto da Fabrizio Gifuni. Parteciperanno Antonio Medici per la Scuola d’arte cinematografica “Gian Maria Volonté” e Andrea Miccichè per il NUOVO IMAIE.

Gli eventi verranno riproposti in diretta streaming su Mymovies 24 ore dopo.

L’ingresso al festival è gratuito su prenotazione, a partire dal 15 luglio, al numero +39 349 6870688.

I collegamenti con i traghetti da Palau a La Maddalena sono garantiti ogni mezzora in diurna e ogni ora con servizio notturno.  Agli spettatori del festival, dal 27 luglio al 2 agosto, sarà applicata una riduzione: biglietti €5 per passeggero e €10 con macchina A/R e del 15% con le strutture convenzionate (info e modulo da compilar al sito https://www.lavaligiadellattore.com/promo2021/).

È previsto infine un servizio di navetta bus dalla Colonna Garibaldi per la Fortezza I Colmi tutti i giorni alle ore 10:15, 20:00 e 20:30 (€ 5 andata e ritorno)

La valigia dell’attore, organizzata dall’Associazione Quasar e diretta da Giovanna Gravina Volonté e Fabio Canu, è parte integrante della rete di festival delle Isole Minori della Sardegna denominata Le isole del cinema, insieme a Una notte in Italia (Tavolara), Pensieri e parole (Asinara) e Creuza de Mà (Carloforte).

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Il tennis internazionale a Verona

Il grande tennis ATP torna a Verona dopo una pausa lunga 31 anni. Dal 16 al 21 agosto si svolgeranno gli Internazionali di Tennis, gara inserita nel Challenger-80 Tour ATP che richiamerà giocatori professionisti dal 100 al 400 del ranking mondiale. Le qualificazioni agli Internazionali si terranno il 15 ed il 16 agosto e permetteranno di inserire come wild-card alcuni fra i più promettenti giocatori veronesi ed italiani. Tutte le partite saranno anche trasmesse in diretta streaming.
L’ultimo torneo internazionale venne disputato a Verona nel 1990 col tennista veronese Corrado Aprili in semifinale e come vincitore l’olandese Richard Krajicek che si aggiudicò anche il torneo di Wimbledon nel 1996, arrivando alla quarta posizione assoluta nel ranking mondiale nel 1999.
La manifestazione ha il patrocinio del Comune di Verona ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Tennis Verona che ospiterà sui suoi campi la manifestazione. Alle qualificazioni del torneo di singolare maschile parteciperanno 16 giocatori, e 32 al main draw; al doppio maschile 16 coppie.

Gli Internazionali di Tennis sostengono la Fondazione Ippocampo per la cura dei ragazzi autistici.
“In queste settimane sta succedendo qualcosa di incredibile – ha detto il sindaco -, si è creata una grande squadra che, dopo le difficoltà vissute, sta spingendo insieme per la ripartenza. Il grande tennis internazionale è un’altra importantissima occasione per Verona, che ha lo sport nel suo Dna e che accoglie con entusiasmo questi Internazionali. E così, dagli spettacoli allo sport, dalle grandi realtà alle piccole associazioni, registriamo grandi ritorni che segnano passi fondamentali per ricominciare più forti di prima. Dalle finali di Champions League di Volley, al Giro d’Italia, al ritorno del Maestro Muti in Arena, la città ha bisogno di tutto questo. Anche per ridare slancio ed entusiasmo ai giovani”.

“Verona, finalmente, è alla ribalta internazionale anche nel tennis, dopo più di trent’anni. Un’altra eccellenza sportiva che va ad aggiungersi a quelle che già abbiamo – ha detto Rando -. Ringraziamo gli organizzatori per l’impegno e per aver gettato il cuore oltre l’ostacolo, in un momento economico e sociale davvero complesso. Nonostante questo avete creduto in un progetto ambizioso e la città ve ne è grata”.

Roberto Bolis

A settembre i Mondiali di Pesca a Verona

Dopo 23 anni, Verona torna capitale della pesca. L’appuntamento è per il prossimo settembre, con la macchina organizzativa che si è già messa in moto. Si terranno infatti dal 6 al 12 settembre i Campionati mondiali di pesca al colpo, nelle acque dolci del Mincio di Peschiera e Valeggio.

Slittata di un anno a causa della pandemia, la manifestazione è ora certo che si farà. Con la cerimonia inaugurale già programmata in piazza Bra.

Lo ha annunciato il presidente della sezione veronese della Federazione nazionale pesca sportiva attività subacquee e nuoto pinnato, Tiziano Begal, rieletto da poco, durante l’incontro in municipio con l’assessore allo Sport Filippo Rando.

“Dopo lo stop forzato a causa della pandemia, Verona è pronta a tornare protagonista indiscussa del mondo sportivo – afferma Rando -. Per noi è motivo di soddisfazione ospitare l’inaugurazione dei giochi, che faremo in modo diventi un momento di festa da condividere con tutta la città. Chi pratica la pesca è abituato a non farsi molta pubblicità e a godersi il silenzio che caratterizza questa pratica sportiva. In realtà è uno sport in crescita, soprattutto nella bassa veronese, che abbonda di corsi d’acqua adatti alla pesca. I miei complimenti a Tiziano Begal, da poco rieletto presidente, la giusta riconoscenza dell’impegno e del lavoro fatto in questi anni”.

Roberto Bolis

Stefano Bollani al Teatro Romano

Siamo alle porte una stagione di grandi concerti. Se la prima vera novità della sezione musica dell’Estate Teatrale Veronese 2021 è Paolo Fresu, con l’omaggio a David Bowie, la rassegna Verona jazz è riuscita a riprogrammare anche una delle date già annunciate nel 2020 ma poi saltata per il Covid.

Stesso giorno e medesimo orario, ma un anno dopo. Il 20 giugno sul palcoscenico del Teatro Romano, arriva Stefano Bollani con ‘Piano Variations on Jesus Christ Superstar’.

Un concerto, quello proposto dal festival organizzato dal Comune di Verona in collaborazione con IMARTS, che vedrà esibirsi uno degli artisti e musicisti più amati dal grande pubblico grazie alla sua trasversalità. Protagonista anche della trasmissione televisiva Rai ‘Via dei Matti n.0’.

A 50 anni dalla pubblicazione dell’album originale ‘Jesus Christ Superstar’, Bollani ha creato la sua personale versione del capolavoro di Andrew LIoyd Webber & Tim Rice, con il benestare del compositore inglese. Aveva solo 14 anni quando vide per la prima volta il film, un’esperienza, come ammette lo stesso Bollani, travolgente, tanto da imparare subito tutte le parole dei testi.

‘Piano Variations on Jesus Christ Superstar’ è una versione totalmente inedita e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce come un tesoro l’originale. “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me – spiega Bollani –. E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima”.

Bollani si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro, improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni, seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale. Il tutto seguendo la trama della storia. Infatti, differentemente da quanto accade solitamente ai concerti del Maestro, che non sale mai sul palco con una scaletta stabilita a priori, in questo caso Stefano Bollani rispetterà la struttura narrativa come punto fisso da cui partire per improvvisare ed elaborare fantasticamente l’opera originale all’interno dei singoli brani.

I biglietti acquistati per la data 2020 restano validi per l’ingresso al concerto di quest’anno. Aperte le prevendite per i posti rimanenti. Tutte le informazioni sono disponibili sui siti http://www.ticketone.it e www.eventiverona.it.

Roberto Bolis

Festivalflorio

Torna, dopo un anno di assenza causato dalle restrizioni pandemiche, il Festivalflorio, la manifestazione culturale dell’isola di Favignana diretta da Giuseppe Scorzelli e incentrata su un ricco calendario di proposte tra musica e letteratura che anche in questa ottava edizione non mancherà di soddisfare l’interesse del pubblico di ogni genere e provenienza. La rassegna si svolgerà dal 13 al 20 giugno 2021 e ospiterà come sempre anche il prestigioso Premio Favignana, oltre ad una serie di sorprese internazionali che verranno comunicate strada facendo.

Tra i primi ospiti in programma ci saranno il Kitty Hoff Trio (Germania), Elimi Jazz Quintet, il Duo Plano/Del Negro (Stati Uniti); Ida Pelliccioli; il duo Fiscella/Maiorana; Lydia Maria Bader (Germania); il Trami duo (Svizzera) e il duo Musica Nuda, composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.

L’isola, che si è candidata recentemente a diventare la prima isola Covid free d’Italia su proposta del sindaco Francesco Forgione, ospiterà la rassegna in alcune delle sue più pittoresche cornici scenografiche, tra cui il Palazzo Florio e l’ex Stabilimento Florio, sede di una delle più antiche tonnare d’Italia.

Elisabetta Castiglioni

Giulio Scarpati e Paolo Calabresi in scena con le Compagnie Scaligere

Il sipario si alza sulle compagnie locali. Anche quest’anno l’Estate Teatrale Veronese ripropone la sezione ‘Professione Spettacolo Verona’, a sostegno delle realtà scaligere. Facendo però un salto di livello. Saranno due le produzioni originali che andranno in scena, selezionate tra le 5 proposte arrivate al Comune, organizzatore del festival. Criteri essenziali per partecipare erano la realizzazione di una prima nazionale in linea con la programmazione 2021. E quindi con le scelte artistiche legate a Shakespeare, Goldoni e il Teatro Classico. Coprodotta con altre realtà del territorio e in grado di coinvolgere attori o professionisti di fama, noti al grande pubblico.

Ad ‘aggiudicarsi’ le due date di agosto, Teatro Scientifico- Teatro Laboratorio con ‘Il teatro comico’ di Carlo Goldoni e Mitmacher Teatro con ‘Gli uccelli’ di Aristofane.

Il primo spettacolo andrà in scena il 24 agosto e vedrà sul palcoscenico anche Giulio Scarpati, indimenticabile protagonista della serie ‘Il medico in famiglia’, con la regia di Eugenio Allegri. Ben sei le realtà produttive professionali venete che collaborano a questa produzione, Ensemble, Pantakin, Tam, Theama e Tib, oltre alla partecipazione del Teatro Stabile del Veneto.

Il 27 agosto, invece, sul palcoscenico del Teatro Romano, gli attori di Mitmacher porteranno in scena una riscrittura di Giovanna Scardoni, con la partecipazione straordinaria di Paolo Calabresi. Lo spettacolo è coprodotto dal Teatro del Carretto di Lucca, con il supporto di Ippogrifo Produzioni per la realizzazione video e di Fucina Culturale Machiavel i per la residenza prove.

A presentare i due titoli ‘made in Verona’, questa mattina in diretta streaming, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Carlo Mangolini e alcuni componenti delle compagnie. Per Teatro Scientifico erano presenti Isabella Caserta e Roberto Vandelli, per Mitmacher Giovanna Scardoni e Stefano Scherini.

“Un’idea nuova, in linea con la sezione ideata lo scorso anno, per sostenere i lavoratori e i professionisti dello spettacolo – ha detto Briani -, un settore che sta soffrendo da più di un anno, a Verona e nel resto d’Italia. Un modo anche per stimolare nuove produzioni di grande qualità, in sinergia con le altre realtà culturali del territorio. Guardiamo con ottimismo alla ripresa. Per le risorse disponibili, l’impegno è massimo al fine di mettere in campo azioni concrete per essere pronti alla ripartenza. Anticipare progetti e programmi, nonostante l’incertezza che ci accompagna ancora oggi, vuole essere un concreto segnale di speranza che vogliamo dare agli artisti e ai tanti spettatori che attendono con trepidazione la riapertura dei teatri. Le variabili sono ancora molte, e rischiano di impattare pesantemente sulla sostenibilità economica delle riaperture. Ciò nonostante ci troveremo sempre in prima linea per garantire la ripresa delle attività appena ci sarà permesso di riaccendere i riflettori”.

“Sono molto contento di tutte le proposte presentate e dell’alto livello artistico espresso dalle compagnie veronesi – ha spiegato Mangolini –. Ringrazio tutte le realtà che con professionalità e impegno si sono messe in gioco, dimostrando anche un’evoluzione sul piano della proposta artistica e una crescita nel percorso professionale. Da subito abbiamo avviato un percorso di affiancamento alle realtà del territorio, aperto a diverse ipotesi e soluzioni. Questo sostegno produttivo è un importante punto di snodo per andare ad approfondire linee culturali qualificanti e condivise. In un periodo complesso come quello che stiamo attraversando, accogliere i professionisti del territorio al Teatro Romano, con progetti pensati appositamente per questa prestigiosa sede, è un chiaro segno di investimento sul futuro dei nostri artisti”.

Roberto Bolis (anche per la foto)