Vinitaly 2021

Sarà una Vinitaly Special Edition, quella del 2021. Dal 17 al 19 ottobre, la più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino e dell’enologia riaccenderà il business nei padiglioni della fiera scaligera. Un appuntamento b2b in presenza, aspettando il 54° Vinitaly.

“Candido Verona a simbolo nazionale della ripartenza del business e della cultura – ha detto il sindaco -. Il 19 giugno nella nostra città, andrà in scena Operawine, che coinciderà con la serata di apertura del Festival lirico con l’Aida diretta dal maestro Muti. Due eventi internazionali, quindi, che rappresentano altrettante eccellenze veronesi e italiane in tutto il mondo. Un anno senza Vinitaly è stato un duro colpo proprio per questo abbiamo messo in campo tutte le forze per recuperare. Il legame tra Verona e la fiera è indissolubile dal 1898. Non può esistere la fiera senza la città così come la città senza la sua fiera e le grandi manifestazioni internazionali. Nel corso degli ultimi 12 mesi il digitale è stato uno strumento utile, ha sopperito al distanziamento sociale, necessario per combattere la pandemia, ma non può sostituire di certo la presenza del pubblico e la socialità. Il business tornerà ad ottobre”.

Roberto Bolis

Protocollo pilota per l’apertura estiva dell’Arena di Verona

Posti a sedere numerati per 6 mila spettatori, praticamente il doppio dell’anno scorso, ben 16 arcovoli destinati agli ingressi scaglionati del pubblico, mascherine di tipo Ffp2 per tutti, distanziamento per artisti e orchestrali e tempi ridotti al massimo nel backstage. Il tutto sorvegliato e controllato da personale dedicato ad ogni fase pre e post spettacolo.

L’Arena è pronta a riaprire i cancelli e diventare il modello italiano per la ripresa degli eventi dal vivo, grazie ad un protocollo pilota con nuove capienze e regole. Il tutto studiato nei minimi dettagli, dal montaggio del palcoscenico, alle prove, fino al deflusso del pubblico e alle pulizie. Un documento di oltre 50 pagine che il Comune, insieme a Fondazione Arena e Arena di Verona Srl, ha già predisposto in accordo con il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni. Il protocollo è adesso alla firma del presidente della Regione, che già nella passata edizione era stato fondamentale per l’ampliamento della capienza da 1.000 a 3.000 spettatori. Nel 2020, infatti, Luca Zaia aveva firmato l’ordinanza con la deroga per l’aumento dei posti dell’anfiteatro, garantendo così i due obiettivi fondamentali: la stagione e la sicurezza.

Adesso, l’impegno è identico e serve a garantire lo svolgimento degli spettacoli estivi, in primis il Festival Lirico, che a tutt’oggi sono sottoposti ai divieti dell’emergenza sanitaria. E’ importante avere velocemente delle certezze ma anche dar vita a un modello che da Verona possa essere adattabile agli altri ‘contenitori’ culturali all’aperto d’Italia. La parola spetta ora al Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, che dovrà approvare il protocollo. Un percorso avviato alcune settimane fa grazie ai contatti tra il sindaco Federico Sboarina e il sottosegretario Borgonzoni.

La capienza dell’Arena di Verona per gli spettacoli 2021 potrebbe essere quindi di 6000 spettatori, prevedendo esclusivamente posti a sedere singoli e distanziati così suddivisi: 1196 in platea, 1554 su gradinata bassa, 3250 su gradinata alta. Per agevolare gli ingressi del pubblico, garantire il distanziamento sociale tra le persone e evitare possibili assembramenti il protocollo prevede 16 punti di accesso presidiati da altrettanti addetti ai servizi di controllo, con misurazione temperatura e controllo mascherine del tipo Ffp2. Prevista anche una eventuale distribuzione in caso di mancanza o smarrimento dei presidi sanitari.

I biglietti saranno acquistabili solamente in prevendita. Previsti rigidi protocolli per le pulizie ordinarie, la sanificazione, così come la gestione di un eventuale persona sintomatica. Anche le prove avranno regole ferree. Gli ingressi in scena avverranno in momenti distinti tra artisti del coro, musicisti, che entreranno divisi per sezioni, così come solisti e direttore d’orchestra. Rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro e mezzo, anche durante l’accesso all’anfiteatro. Studiate anche le tempistiche per la permanenza dei lavoratori nelle aree comuni di backstage.

“L’Arena di Verona è un patrimonio di tutto il Paese e un faro per la ripartenza, per questo insieme abbiamo predisposto soluzioni per riaprire in tutta sicurezza – dichiara il sottosegretario Borgonzoni -. L’estate è ormai alle porte, impensabile farci trovare impreparati, così come mettere a rischio i nostri festival storici. Il settore della cultura, fortemente penalizzato dall’emergenza sanitaria, non si ferma. Questo protocollo pilota, che potrà essere adottato anche da altre realtà, consentirà di ripartire con gli spettacoli dal vivo e, allo stesso tempo, di riaprire i luoghi della cultura, gioielli che l’Italia vanta da nord a sud e che tutto il mondo ci invidia. Assieme al Comune di Verona e alla Regione abbiamo fatto tesoro dell’esperienza della scorsa estate e dell’ultimo anno per incrementare l’offerta e arricchire la proposta dell’estate 2021. Ora il protocollo sarà sottoposto al Comitato Scientifico, un passaggio fondamentale per avere tutti i pareri necessari a garantire la massima sicurezza del pubblico, degli artisti e dei lavoratori del comparto”.

“I riflettori sugli spettacoli dal vivo si devono riaccendere, ed è possibile farlo in tutta sicurezza. Verona e l’Arena possono essere un modello per il resto d’Italia – afferma il sindaco Sboarina -. L’abbiamo già dimostrato nel 2020, programmando un’edizione straordinaria che nonostante migliaia di spettatori non ha determinato nessun caso di contagio. E se l’anno scorso siamo stati i primi a realizzare un festival, quest’anno dobbiamo fare di più. Con i dovuti protocolli, si può garantire la sicurezza a un numero maggiore di pubblico per ogni serata, programmando tutto nei minimi dettagli. L’Arena, che è il più grande palcoscenico all’aperto del mondo, sarà il traino per la ripresa degli spettacoli dal vivo. La stagione nell’anfiteatro romano genera un indotto troppo importante per la città, sia a livello culturale che economico, per questo ringrazio il Sottosegretario Borgonzoni per la disponibilità dimostrata e il Governatore Zaia che ci ha sempre fatto sentire il suo sostegno. L’anno scorso è stato decisivo per sbloccare la capienza e anche quest’anno il suo intervento è fondamentale”.

Roberto Bolis

Mototematica! Annunciate le date della nuova edizione

Nuova location e nuove date per la prima manifestazione italiana dedicata al mondo della motocicletta! MotoTematica (Motorcycle Film Festival), si svolgerà il 18, 19 e 20 giugno a Roma, all’interno del cinema e dei padiglioni del quinto Eternal City Custom Show, nella spettacolare cornice scenografica di Cinecittà World.

Le proiezioni delle opere a tema in concorso e la successiva cerimonia di premiazione, rinviate lo scorso novembre a causa del secondo lockdown dovuto all’emergenza Covid-19, avranno dunque una nuova location ad ospitarli: in due pomeriggi, il 18 e 19 giugno in orario pomeridiano, saranno mostrati al pubblico, ad ingresso libero, i lavori finalisti della rassegna ed un omaggio a Steve Mc Queen con la proiezione di “On Any Sunday“, opera che ottenne la nomination all’Oscar nel 1972 per il miglior film documentario; il 20 giugno mattina avrà invece luogo sul palco del padiglione centrale del grande salone “custom” della capitale la presentazione dei vincitori e la consegna dei premi per ogni categoria. 

Questo l’elenco delle opere in programma, selezionate per la terza edizione di Mototematica:

Categoria miglior lungometraggio documentaristico

The diaries of the young Don – Diarios de Don Quixote di Walter Schmuck (Germania)

972 BREAKDOWNS – On The Landway to New Yorkdi Daniel von Rüdiger (Germania)

Bañeza Grand Prix di Oscar Falagán (Spagna)

Transiberiana. Venezia – Hiroshima di Raffaele Brunetti (Italia)

Categoria miglior corto documentaristico

Holland Tunneldi Michael Amter (USA)

SCOTLANDERS di Fulvio Terminellie e Jacopo Grilli (Italia)

Ray Tauscher: America’s Forgotten World Champion Motorcycle Racerdi Ned Thanhouser (USA)

Best Man Cornerdi Jaremey McMullin (Gran Bretagna)

Italian Sporting Bikes of the 70’s di Roberto Serrini (USA)

Drawing machine Inspired by the Triumph bike di Jun-su LEE (Corea)

Fizzy Boys di Christine Bullock (Gran Bretagna)

Categoria miglior cortometraggio

Ö-Moviedi Pekka Poramo (Finlandia)

SCOTLANDERS di Fulvio Terminellie e Jacopo Grilli (Italia)

Reappeardi Tommy Clarke (Gran Bretagna)

The Unbearable Lightness of Crashing di James J. Butler, Charles Austin Muir (USA)

Neuga Budapestdi Mauro Talamonti (Ungheria)

Il festival è in collaborazione con il portale Moto.it, sulla cui piattaforma sarà possibile seguire la diretta streaming della cerimonia finale e visionare le opere candidate per una settimana nei giorni successivi alla fine della manifestazione.

Sito ufficiale: http://www.mototematica.com

Elisabetta Castiglioni

Inferno alle Scuderie del Quirinale

Le Scuderie del Quirinale hanno annunciato “Inferno”: una nuova grande mostra, curata da Jean Clair, in programma dal 5 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

Le celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri e del Dantedì del prossimo 25 marzo, data dallo scorso anno istituzionale ed imperitura come la fama del Sommo Poeta, sono il risultato di un lavoro straordinario per il quale ringrazio, in primis, il Comitato, presieduto dal Professor Carlo Ossola, che ha patrocinato oltre 400 eventi e tutti gli attori coinvolti. La ricorrenza del Dantedì di quest’anno – afferma il Ministro Franceschini – ricopre un grande valore simbolico, per l’anniversario in cui ricorre ma anche per il Paese. Ed è per questo che sarà celebrato con un grande evento di rilievo nazionale: la lettura di un canto della Divina Commedia da parte di Roberto Benigni al Quirinale, proprio il 25 marzo, un evento che verrà trasmesso in diretta su Rai1. Un momento ‘corale’ – prosegue il Ministro – per celebrare colui che, in un momento così critico, ci ricorda l’importanza di sentirci parte di una comunità nazionale. L’ultimo verso dell’Inferno dantesco, ‘E quindi uscimmo a riveder le stelle’, deve accompagnarci come un monito verso la speranza di tornare presto a teatro, al cinema, ai concerti e ad animare le nostre piazze in un clima di grande solidarietà”.

Come già avvenuto in occasione delle esposizioni dedicate ad Ovidio e Raffaello, Le Scuderie del Quirinale partecipano alle celebrazioni di un importante anniversario con un evento di prima grandezza, privilegiando, come di consueto, un approccio peculiare volto ad invitare il pubblico a nuove visioni e riflessioni.

Dal 5 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022, Inferno alle Scuderie del Quirinale sarà una mostra potente, capace di condurre il visitatore in territori inattesi– dichiara Mario De Simoni, Presidente di Ales – Scuderie del Quirinale. Attraversando l’iconografia dell’Inferno dantesco, si giungerà nei territori non solo della forma e del gusto nelle arti, ma in quelli delle idee, delle mentalità, dell’indagine sulla persistente presenza, nella storia e nella coscienza umana, dei concetti di peccato e castigo, di dannazione e salvezza. La mostra coglierà e rappresenterà, con la forza delle immagini, il totale impulso morale della Commedia, che attraverso una visione apocalittica del mondo tende a una prodigiosa azione di redenzione individuale e collettiva, con il superamento del mondo che mal vive. È la prima volta che una grande esposizione d’arte affronta il mondo dell’Inferno, raccontando la sua fortuna iconografica dal Medioevo ai nostri giorni, con oltre 180 opere, provenienti da 80 prestatori di 10 Paesi. Opere che accompagneranno la potenza creativa e visiva dei versi di Dante, mentre come tradizione delle Scuderie alla mostra si affiancherà un denso programma di incontri, letture, riflessioni sui temi dell’Inferno dantesco, anche in rapporto alla complessità dei nostri tempi.

La cura del progetto è affidata a Jean Clair, sommo storico dell’arte e uno degli intellettuali che più ha indagato i temi del nichilismo, del male, della possibilità di una redenzione. D’altro canto, l’Inferno costituisce quello sfondo di abiezione su cui viene proiettato il disegno finale di giustizia e provvidenza.

Con i suoi importanti contributi internazionali, la mostra vuole anche richiamare il respiro universale di Dante e la sua importanza per tutta l’Europa. Dante crea la nostra lingua e ancora oggi ognuno di noi ha le sue sacre frasi dantesche, ma al contempo è la summa della cultura classica e della cultura cristiana. Tanto che l’ultimo traduttore francese della Divina Commedia, René de Ceccatty, ha sottolineato con molta forza la rilevanza internazionale del Dantedì, auspicandone la ripresa anche in Francia. Le 10 sale delle Scuderie illustreranno il viaggio dantesco nelle sue rappresentazioni succedutesi nei secoli, dalle opere medievali, con la loro iconografia strutturata e orrifica, al Rinascimento e al Barocco, dal tormento delle tele romantiche alle interpretazioni psicoanalitiche del Novecento. Con due sale dedicate alla traslitterazione dell’Inferno sulla terra: la follia, i totalitarismi, la guerra. Come è stato osservato, è proprio nelle battaglie di massa della I Guerra Mondiale che si invera l’immagine dantesca dell’avanzarsi camminando sui corpi (o meglio sulle ombre) dei dannati. Dopo questo intenso tragitto, la mostra si chiude con l’evocazione dell’idea di salvezza che Dante affida all’ultimo verso della Cantica: e quindi uscimmo a riveder le stelle.

Fra i temi e le sezioni della mostra- conclude De Simoni- la caduta degli Angeli ribelli, il Giudizio Universale, la Porta dell’Inferno, Caronte, gli abitanti dell’Inferno, la topografia dell’Inferno dantesco, i viaggiatori all’Inferno, il viaggio di Dante e Virgilio, diavoli e demoni, le tentazioni e il peccato (quando l’Inferno si avvicina a noi), Dante poeta e politico in esilio, l’inferno in terra con le guerre, la follia, i totalitarismi, e infine la sala ove lo sguardo, come per Dante, finalmente si alzerà verso il Cielo, a riveder le stelle”.

Rachele Mannocchi

Pistoia – Dialoghi sull’uomo, dodicesima edizione

Nuove date per la dodicesima edizione del festival di antropologia Pistoia-Dialoghi sull’uomo che quest’anno si terrà da venerdì 18 a domenica 20 giugno, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (www.dialoghisulluomo.it).

I Dialoghi riprendono il loro cammino di conoscenza e di approfondimento sui temi di antropologia del contemporaneo, dopo la scorsa edizione svoltasi necessariamente con incontri tutti on-line, che pur hanno riscosso un grandissimo successo, raggiungendo un pubblico di mezzo milione sui canali social del festival con circa 100.000 visualizzazioni delle videoconferenze.

Nel 2021 l’obiettivo, e la ragione dello slittamento di data vista l’attuale contingenza sanitaria, è tornare nelle piazze e nel centro storico di Pistoia per proseguire il confronto fra pubblico e grandi pensatori italiani e stranieri sul percorso, iniziato 11 anni fa, di un impegno culturale e civile, volto a comprendere meglio come convivere in una società complessa quale la nostra. Gli organizzatori auspicano di ricreare e rivivere quel clima di festa che solo il condividere e il ritrovarsi insieme genera. Lo si farà senza abbandonare la strada aperta grazie alla tecnologia di potersi collegare anche a distanza.

Il tema del 2021 sarà “Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire”. È stato questo anelito di ricerca a caratterizzare l’intera evoluzione del genere umano. Dalle esplorazioni della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza di andare al di là del qui e ora della quotidianità, alla ricerca di forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica.

Gli incontri della nuova edizione dei Dialoghi sull’uomo vedranno avvicendarsi studiosi di diverse forme di spiritualità religiosa, che spiegheranno la tensione a trascendere la vita terrena, al fianco di scienziati che esplorano la materia, alla ricerca di una chiave di comprensione della vita, di viaggiatori ed esploratori che tentano di superare i limiti e i confini, così come di artisti e studiosi d’arte, per comprendere cosa li spinge a creare nuove realtà.

Il festival richiama nella scelta del tema i festeggiamenti dell’anno iacobeo e l’apertura della Porta Santa a Pistoia in onore della reliquia di San Jacopo, conservata nel Duomo da nove secoli, che collega il percorso di Santiago di Compostela a Pistoia stessa.

Un festival che avrà dunque come fil rouge il cammino verso nuovi e altri orizzonti, il cammino dei pellegrini di tutto il mondo e di molte religioni, quello dei migranti che fuggono dalla povertà e dalla morte, quello avventuroso degli esploratori, quello di ricerca di scienziati, artisti e filosofi.

«Il cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo dall’Africa, non è stato fatto solo con i piedi – dichiara Giulia Cogoli ideatrice e direttrice del festival – ma anche con l’immaginazione, la speranza, la fede, la fiducia negli altri, l’aspettativa di nuove scoperte e dimensioni dell’umano, che ha permesso non solo di scoprire il nostro pianeta, ma anche di trascenderlo».

Delos

Il giovane Boccioni

Numerose sono le mostre che negli ultimi decenni hanno indagato la figura e l’opera di Umberto Boccioni. Poche, tuttavia, sono quelle che hanno ripercorso con rigore scientifico la fase giovanile e formativa dell’artista calabrese, in cui lo studio del passato si lega alla volontà irrefrenabile di conoscere il presente e di sperimentare il futuro. A questo periodo -ricco di suggestioni- è dedicata la mostra “Il giovane Boccioni”, con la quale Galleria Bottegantica inaugura la stagione espositiva 2021.

Curata dalla storica dell’arte Virginia Baradel, tra i più accreditati studiosi di Boccioni prefuturista, la rassegna propone una accurata selezione di opere eseguite da Boccioni tra il 1901 e il 1909. Anni nei quali il pittore, allora ventenne, rafforza la sua vocazione artistica attraverso esperienze di studio condotte a Roma, Padova, Venezia e Milano, intervallate dall’importante soggiorno parigino del 1906 e dal successivo viaggio in Russia.
L’influenza delle diverse correnti figurative europee e l’interesse per la tradizione classica e rinascimentale, affiorano ripetutamente nelle opere del periodo e trovano, soprattutto nella produzione grafica, un valido laboratorio di analisi sperimentale, di invenzione e di verifica stilistica che Boccioni conduce in parallelo rispetto alla pittura.

Proprio al lavoro su carta la mostra dedica particolare interesse attraverso una selezione di disegni che coprono gli anni dell’apprendistato del giovane Boccioni. A un primo nucleo di opere -di forte impronta scolastica- risalente al periodo in cui fu allievo di Giacomo Balla e frequentò le scuole di disegno pittorico e di nudo a Roma, se ne affianca un altro -più copioso e diversificato- riconducibile agli anni immediatamente successivi, nei quali il tratto acquista sicurezza nel restituirci precise visioni architettoniche, ritratti curiosi -alcuni dei quali rasentano la caricatura- e figure umane di estrema sintesi formale. Anche le copie da museo appartengono a questo periodo di apprendistato.

Altro aspetto su cui la mostra focalizza l’attenzione riguarda le tempere commerciali che Boccioni dipinge in questi anni per ragioni perlopiù economiche.

La foga di apprendere e di affinare le proprie capacità artistiche caratterizza anche il periodo veneziano dell’artista, durante il quale sperimenta, sotto la guida del pittore Alessandro Zezzos, la tecnica incisoria, i cui esiti, davvero interessanti, sono ben documentati nella rassegna milanese.

Il percorso espositivo della mostra si conclude, come del resto quello formativo dell’artista, con il trasferimento di Boccioni a Milano, nel settembre del 1907. L’interesse per le opere di Giovanni Segantini, Carlo Fornara e di Gaetano Previati, ammirate pochi mesi prima alla Biennale di Venezia, orientano il giovane verso la ricerca di uno stile capace di conciliare la modernità positivista con l’idealità nell’ambito dell’illustrazione e della cartellonistica. La coeva produzione pittorica trova espressione in piccole vedute di paesaggi lombardi che dimostrano tuttavia un superamento della trama impressionista ancora presente nelle tele di periodo veneziano. Nel versante del ritratto, dove il pennello diventa febbrile nella sua urgenza di restituire sulla tela la singolarità di un volto, di una espressione o di un carattere.

In mostra questi temi sono testimoniati da opere di pregio, come Paesaggio lombardo e La madre malata del 1908. Altre documentano invece la parentesi simbolista del 1908-1910, che trova ne Il lutto il suo esito più straziante e esoterico. Altrettanto interessanti sono i bozzetti per il manifesto dell’Esposizione di pittura e scultura promossa dalla Famiglia Artistica a Brunate (maggio-giugno 1909): sintesi perfetta delle diverse cifre stilistiche fin qui acquisite da Boccioni, dal divisionismo, alla pennellata larga e sintetica di matrice postimpressionista, agli echi del modernismo. Accompagna la mostra un importante catalogo, edito da Bottegantica edizioni, con contributi di Virginia Baradel, Ester Coen e Niccolò D’Agati, regesto dei disegni e delle grafiche a cura di Niccolò D’Agati.

Il giovane Boccioni, dal 5 marzo al 5 maggio 2021, Milano, Galleria Bottegantica

Orari: da martedì al sabato 10-13; 15-19

Ingresso libero

S.E.

Rinnovato il Castello di Montorio

Escavatori, plinti e tubolari d’acciaio, le mura del Castello di Montorio si preparano ad essere messe in sicurezza. Pronte, non appena possibile, ad accogliere associazioni, feste e manifestazioni, ma soprattutto a far rivivere il cortile. La Giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per rendere totalmente fruibile l’area esterna del Castello, salvaguardandone i reperti archeologici ed evitando eventuali cadute. Lungo le mura verranno realizzati dei parapetti in ferro, con una particolare attenzione al limitare nord-ovest. Verrà inoltre ripristinata la copertura del Mastio, la torre scoperchiata dal nubifragio dello scorso 23 agosto. L’intervento, del valore di 100 mila euro, inizierà con l’anno nuovo, dopo l’approvazione dell’esecutivo e la gara lavori. È dal 2012 che il Castello di Montorio non viene interessato da alcuna manutenzione.

Il nuovo parapetto sarà costituito da piantoni speciali in lamiera tagliata e saldata, bordati con doppia cornice e corrimano superiore in acciaio. Tutti adeguatamente verniciati in colore corten in modo da armonizzarsi con il contesto ambientale. Per la posa in opera del parapetto verranno realizzati singoli plinti di fondazione. Essendo l’area sottoposta a vincolo archeologico, le operazioni di scavo saranno condotte da un archeologo. Il disegno del parapetto riproporrà la forma di quelli già realizzati lungo la cinta muraria della città, ad esempio al Bastione delle Maddalene, ai giardini Lombroso e alla rondella di San Zeno in Monte.
La copertura del Mastio, invece, sarà fatta con lamine di piombo ancorate alla sottostante cappa preventivamente dotata di elementi lignei, seguendo l’andamento irregolare sia delle murature che della volta. Gocciolatoi sagomati verranno realizzati lungo il perimetro sommitale, in modo da garantire un sufficiente allontanamento delle acque meteoriche al fine di evitare dilavamenti delle superfici.

Il Castello di Montorio rappresenta una testimonianza ‘documentale’ di straordinaria eccezionalità, sia per le caratteristiche costruttive, che per l’importanza archeologica dei manufatti e del contesto paesaggistico. Le imponenti rovine del XII secolo, integrate in età scaligera e poi inglobate nelle difese esterne ottocentesche, si presentano come una struttura ricchissima di tracce stratigrafiche di epoche diverse. Inoltre, è un luogo importante dal punto di vista turistico e culturale, sede di manifestazioni, eventi e iniziative soprattutto estive di richiamo per centinaia di persone.

In passato erano stati effettuati degli interventi di consolidamento. Nel 2004 il restauro delle torri e delle creste sommitali di una parte di mura. Negli anni 2005-2008 il completamento del risanamento del complesso. Nel 2009 erano state ultimate le operazioni relative ad un primo stralcio progettuale, riguardante il restauro e la rifunzionalizzazione della polveriera di epoca austriaca, nonché di un tratto di cinta muraria e di una torre, lavori conclusi nel 2012.

Con questo intervento mettiamo in sicurezza e quindi restituiamo ai veronesi uno degli spazi più amati e vissuti, soprattutto durante l’estate quando il Castello di Montorio si anima di concerti, iniziative e manifestazioni – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto -. In vista di tornare presto ad una normalità, creeremo dei parapetti lungo tutte le mura, valorizzandone i reperti archeologici, e sistemeremo la copertura del Mastio in modo da essere pronti per la riapertura. Un’opportunità per valorizzare un altro tassello delle nostre fortificazioni e per individuare un’unica tipologia di parapetto che potrebbe caratterizzare e accomunare tutti i nostri antichi sistemi difensivi, siano essi forti, cinta magistrali o porte. Visto il momento che stiamo vivendo, non vediamo l’ora di poter dare il via ai lavori e tornare a rivivere questo spazio urbano tutti insieme”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

“Una buona notizia, Verona attrattiva anche durante il Covid”

Verona si conferma  capace di attrarre investitori internazionali anche in tempo di Covid, confermando lo standing conquistato negli ultimi anni.

Proprio in queste ore negli uffici dell’Edilizia privata è stato depositato il progetto per il recupero del cosiddetto Quadrilatero.

Fino a qualche anno fa sede degli uffici del gruppo bancario Unicredit, gli spazi di importante pregio sono stati scelti dalla catena alberghiera Marriott Internazional, multinazionale americana che gestisce hotel di alto livello in tutto il mondo, facendo del lusso e dell’esclusività dei servizi i suoi punti di forza.

A Verona la Marriott International arriverà con il brand Autograph Collection, ovvero il top tra la gamma di hotellerie proposte dal colosso d’oltreoceano. Un cinque stelle superior, una novità assoluta nel panorama alberghiero cittadino, la cui collocazione nel cuore della città avrà ricadute positive su diversi fronti, a cominciare da quello occupazionale.

Un’operazione che ha tra i principali obiettivi quelli di portare a Verona quei turisti ‘agiati’ che oggi, per trovare strutture di così alto livello, scelgono soggiorni in città come Milano o Venezia, da cui spostarsi per visitare Verona in giornata.

Il recupero dell’area adiacente a via Garibaldi e allo storico quartiere della Carega sarà a vantaggio anche dei veronesi perché si apre un’ampia porzione di città, che oggi è completamente chiusa all’accesso e alla sua fruizione, restituendo alla comunità antiche corti medievali e una strada storica fra Garibaldi e Sant’Egidio. A disposizione di tutti i cittadini e non solo degli ospiti dell’hotel, una serie di servizi annessi alla struttura come ristoranti, negozi, sale convegni, centro benessere.

Il progetto si avvale anche di uno studio sull’impatto viabilistico legato alla presenza della struttura, con disagi pari a zero dal punto di vista di nuovo traffico. Primo, perché si calcola che solo una piccola percentuale di clientela raggiunga l’hotel con la propria auto. Secondo, perché l’albergo si doterà di posti auto adeguati alla capienza ricettiva attraverso convezioni con i parcheggi cittadini, senza aggravio di auto per il centro storico.

Un investimento che si aggira intorno agli 80 milioni di euro, 40 dei quali necessari per il recupero degli immobili, circa 22 mila metri quadrati, che la Marriott International ha deciso di fare a Verona in virtù di una progressiva crescita turistica della città e di una sostanziale stabilità nel numero di strutture ricettive veronesi.

Valore aggiunto dell’opera sono le opere compensative previste come oneri contributivi che la proprietà dovrà versare al Comune, circa 2 milioni di euro che potrebbero raddoppiare in virtù della variazione della destinazione d’uso del compendio.

Grazie al decreto Sblocca Italia, il progetto segue un iter agevolato e più veloce rispetto al passato. Dopo l’esame della prima Circoscrizione e di tutti gli uffici competenti, passerà al vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione finale.

“Nel contesto storico in cui ci troviamo, queste è senza dubbio una buona notizia -ha detto il sindaco-. Anzitutto perché Verona si conferma città capace di attrarre investitori anche in tempo di Covid, che riconoscono non solo la vocazione internazionale della città, ma anche una vivacità economica che è pronta a ripartire non appena terminata l’emergenza. In secondo luogo, stiamo parlando di una struttura ricettiva senza precedenti per Verona, con una clientela nuova e un indotto che avrà ricadute positive su più ambiti”.

“Un altro contenitore praticamente disabitato che torna a prendere vita – aggiunge l’assessore Segala -. Il progetto presentato ai nostri uffici non prevede semplicemente un hotel, ma anche negozi, ristoranti e nuovi spazi che potranno essere vissuti da tutta la città, compresa una vecchia strada romana che collega via Garibaldi a via Sant’Egidio. Una proposta senza dubbio ambiziosa e che come amministrazione non può che inorgoglirci. Bene anche le valutazioni sugli impatti che l’opera avrà sul traffico della zona e l’importante valore delle opere compensative”.

“Verona cresce a livello turistico del 4 per cento ogni anno – ha sottolineato Leone, della Cushman & Wakefield,  una delle maggiori società private del mercato immobiliare mondiale che ha effettuato un accurato studio di mercato sulla capacità di Verona di assorbire e trasformare flussi turistici da qui a prossimi 10-15 anni -, un elemento che non può sfuggire a investitori del calibro della Mariott International. Una struttura di lusso di questo tipo non è un pericolo per gli albergatori già presenti, che anzi potranno ricalibrare le proprie offerte. Un’occasione unica anche dal punto di vista del lavoro, si ipotizzano circa cento nuove assunzioni di professionalità di qualità”.

 

Roberto Bolis

Guardalalunanina. Quarant’anni di carriera di Mario Castelnuovo

 

Anticipazione gustosa per i 40 anni di carriera di Mario Castelnuovo. Esce per Azzurra Music il suo primo DVD–concerto, registrato poco prima del lockdown il 2 febbraio 2020, presso la Dogana Veneta di Lazise, nell’ambito della rassegna “Lazise – Canzoni d’Autore”. Si tratta di una documentazione esclusiva che contiene alcuni dei “must” della sua importante attività autoriale che lo ha visto firmare brani come Oceania, Sette Fili Di Canapa e Nina. Il video è integrato da un CD con due nuovi brani rappresentativi dello stile dell’artista romano: il primo, Guardalalunanina, è un omaggio alla figlia nell’incantevole racconto dell’atto del suo parto e della donna che l’ha messa al mondo in una suggestiva Città eterna, la stessa che l’ha visto ispirare le più belle canzoni del suo repertorio; il secondo è un inedito dal titolo Stanotte ho fatto un sogno, dedicato ai suoi indispensabili genitori, grazie ai quali gli è stato permesso di volare e sognare senza mai alcun impedimento.

Come afferma il cantautore, “certi ricordi, con gli anni, non si sfrangiano nemmeno sui bordi come fanno certe vecchie foto. Ho voluto immaginare mio padre e mia madre nell’occasione più semplice e quotidiana, in cucina, con quel pudore e quella delicatezza che penso li abbiano sempre caratterizzati. Gli odori che avvertiamo sono quelli struggenti e sorridenti di un tempo “protetto” dalla loro presenza.”

La copertina del progetto è stata disegnata dallo stesso Castelnuovo, abile artista del pennello come già dimostrato nella sua attività giovanile e come restituito nelle opere mnemoniche del libro che ha accompagnato il suo precedente progetto, un diario indicativo dei sogni e delle stazioni della vita da lui attraversate in molteplici percorsi musicali segnati da una casta semplicità e una fervida immaginazione. Come afferma Vincenzo Mollica nella prefazione del volume, “Castelnuovo è un grande narratore di piccole storie, un favolista che sa giocare con i sogni. Le sue storie si possono considerare dei frammenti cinematografici perché della settima musa hanno quella capacità misteriosa di ammaliare lo spettatore.”

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Casa di Giulietta, tornelli con prenotazione online per entrare nel cortile

Il Comune ha  deciso di gestire direttamente il riordino degli ingressi al cortile della Casa di Giulietta, risolvendo il problema degli assembramenti all’interno del sito, reso ancora più urgente dall’emergenza sanitaria, garantendone così il decoro e la sicurezza.

Entro Natale nell’androne di ingresso al sito museale saranno infatti posizionati due tornelli automatizzati che permetteranno di contingentare il numero di ingressi e, attraverso un sistema tecnologico con lettore ottico, di prenotare anticipatamente il biglietto di ingresso tramite una piattaforma online. La prenotazione comporterà solo il diritto di accesso al Cortile nella data e nell’ora stabilite, chi invece vuole anche visitare il museo come adesso si rivolge alla biglietteria della Casa.

Questo è solo l’ultimo degli interventi effettuati dall’Amministrazione nel giro di breve tempo per restituire decoro e sicurezza ad uno dei principali siti turistici della città. Dopo il restauro della facciata del portone di ingresso, esattamente un anno fa si è provveduto alla pulizia di tutta l’area d’ingresso della Casa di Giulietta, dall’arco con la cancellata fino al Cortile. I pannelli delle pareti dell’androne, ripulite dalle scritte e dal materiale appiccicato, sono stati ricoperti con nuovo cartongesso tinteggiato con tinte neutre. Da allora, il sito non è più stato oggetto di vandalismi, anche grazie all’avvio di controlli e sanzioni contro chi deturpa gli spazi pubblici.

La nuova soluzione progettata dall’Amministrazione ha preso forma durante l’estate, quando si è conclusa la procedura della manifestazione di interesse con avviso pubblico per il progetto complessivo di riordino del sito e di valorizzazione del percorso museale all’interno della Casa di Giulietta.

Un iter iniziato nel 2014, con la prima proposta di Mox Corporation, a cui ne sono seguite altre fino al 2017. Con il suo insediamento, l’Amministrazione Sboarina ha deciso di approfondire le possibili soluzioni sul tavolo, fermo restando la volontà di mantenere in mano pubblica la Casa di Giulietta attraverso il partenariato pubblico privato.

Da qui, a garanzia della massima trasparenza dell’operazione, è stata indetta la manifestazione di interesse a cui, oltre a Mox, ha partecipato Juliet’s Farm. Le due proposte progettuali sono state oggetto dell’esame istruttorio da parte del gruppo di lavoro incaricato di esaminare la documentazione. L’iter, rallentato a causa di due ricorsi presentati dai proponenti, entrambi con esito favorevole per il Comune, si è concluso a fine giugno con la successiva chiusura del procedimento. Tra le motivazioni, il mutamento sostanziale delle condizioni ambientali, organizzative, e gestionali dovute alla pandemia Covid 2019 che comportano la necessità di una presentazione di proposte sostanzialmente diverse da quelle oggetto di istruttoria. Gli stessi proponenti hanno convenuto sulla necessità di riformulare proposte maggiormente sostenibili. A questo, si è aggiunto il parere vincolante della Soprintendenza, che valutava negativamente ogni soluzione con un ingresso diverso da quello attuale.

Progetto tornelli. Per poter limitare il numero delle persone contemporaneamente presenti nel cortile, saranno quindi inseriti nell’androne due tornelli automatizzati,  idonei all’acceso di carrozzine disabili, con lettore ottico e con numeratore automatico per contingentare gli ingressi. Tale soluzione consente il regolare flusso dei visitatori e al contempo la possibilità di accedere con mezzi di emergenza o per interventi di manutenzione. Si prevede il posizionamento sfalsato dei tornelli, separati da un divisorio asportabile, realizzato con finitura tipo ‘ruggine bloccata’, che ha la funzione di dividere i flussi  in ingresso e in uscita dei visitatori, convogliandoli al contempo verso i varchi automatici. Il costo dell’opera è di 50 mila euro.

“E’ una svolta importante che continua il nostro impegno nella valorizzazione della Casa di Giulietta – ha detto il sindaco Federico Sboarina in conferenza stampa -. Dopo gli obiettivi raggiunti nei mesi scorsi per garantire il decoro del volto e delle pareti all’ingresso del cortile, finalmente diamo una risposta alla principale criticità del luogo simbolo di Verona, gli assembramenti nel cortile che, se prima del Covid creavano problemi di sicurezza, ora vanno evitati anche per motivi di salute pubblica. Oggi all’interno del cortile e della Casa non ci possono stare più di  44 persone, numero che assicura il distanziamento sociale e permette ai visitatori di effettuare la visita in sicurezza. La soluzione dei tornelli risolve invece il problema dei turisti all’esterno del cortile, con ingressi non solo contingentati ma anche prenotabili per tempo online, secondo flussi omogenei che eviteranno assembramenti in via Cappello, a vantaggio anche dei residenti e delle attività economiche della zona. La tecnologia oramai usata ovunque ci permette di dare un servizio di prenotazione anche in questo museo, evitando la calca a cui eravamo abituati.

Il riordino della Casa di Giulietta è stata una delle priorità a cui abbiamo lavorato da subito, cercando la soluzione migliore per valorizzare il sito e renderlo un vero e proprio museo di livello internazionale, ma allo stesso tempo mantenerne la proprietà in capo al Comune e ai cittadini veronesi. In tale direzione è andata la manifestazione di interesse con avviso pubblico e le due proposte presentate. Poi è arrivata la pandemia e la necessità di rivedere le proposte attraverso nuove priorità e nuovi numeri di visitatori. Sono decenni che si parla di come riordinare questo luogo cittadino, ad ogni Amministrazione veniva chiesto di  risolvere il nodo sicurezza legato agli assembramenti. Non solo nessuno lo ha fatto, ma non è nemmeno riuscito a togliere il sito dallo stato indecoroso in cui si trovava”.

“L’idea che in questo momento si possa gestire tutto in autonomia si concretizza – ha detto l’assessore alla Cultura Francesca Briani -. La casa di Giulietta ha dimostrato di essere un punto di interesse e di valore estremamente forte per la nostra città ed è in questo senso che desideriamo interpretarlo. Ci tengo a ricordare che  la Casa di Giulietta è un bene di proprietà del Comune di Verona, una casa museo che fa parte del sistema museale cittadino con l’ingresso a pagamento. L’accesso al cortile resterà invece gratuito anche con i tornelli, seppure sarà possibile la prenotazione online. Stiamo valutando se prevedere anche una postazione per le prenotazioni da remoto, per chi è in già in città e vuole acquistare personalmente i biglietti. In parallelo siamo impegnati anche sul fronte della valorizzazione culturale del museo”.

“I tornelli saranno attivi prima di Natale- aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto -. Una soluzione progettuale che rispetta gli elementi architettonici del sito, ma innovativa dal punto di vista tecnologico, con software per la prenotazione online. I dispositivi hanno  una larghezza di 95 cm, usufruibili anche da persone diversamente abili. Uno verrà posizionato a destra più in fondo verso il cortile, mentre il secondo a sinistra più verso via Cappello in maniera tale da unirli in maniera sfalsata. Verranno collegati da una recinzione altra 90 cm in acciaio a ruggine bloccata che può essere spostata in caso di necessità. Un bel progetto che porta modernità ma la tempo stesso rispetta il valore monumentale e storico del sito”.

 

Roberto Bolis