Pistoia – Dialoghi sull’uomo, dodicesima edizione

Nuove date per la dodicesima edizione del festival di antropologia Pistoia-Dialoghi sull’uomo che quest’anno si terrà da venerdì 18 a domenica 20 giugno, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (www.dialoghisulluomo.it).

I Dialoghi riprendono il loro cammino di conoscenza e di approfondimento sui temi di antropologia del contemporaneo, dopo la scorsa edizione svoltasi necessariamente con incontri tutti on-line, che pur hanno riscosso un grandissimo successo, raggiungendo un pubblico di mezzo milione sui canali social del festival con circa 100.000 visualizzazioni delle videoconferenze.

Nel 2021 l’obiettivo, e la ragione dello slittamento di data vista l’attuale contingenza sanitaria, è tornare nelle piazze e nel centro storico di Pistoia per proseguire il confronto fra pubblico e grandi pensatori italiani e stranieri sul percorso, iniziato 11 anni fa, di un impegno culturale e civile, volto a comprendere meglio come convivere in una società complessa quale la nostra. Gli organizzatori auspicano di ricreare e rivivere quel clima di festa che solo il condividere e il ritrovarsi insieme genera. Lo si farà senza abbandonare la strada aperta grazie alla tecnologia di potersi collegare anche a distanza.

Il tema del 2021 sarà “Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire”. È stato questo anelito di ricerca a caratterizzare l’intera evoluzione del genere umano. Dalle esplorazioni della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza di andare al di là del qui e ora della quotidianità, alla ricerca di forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica.

Gli incontri della nuova edizione dei Dialoghi sull’uomo vedranno avvicendarsi studiosi di diverse forme di spiritualità religiosa, che spiegheranno la tensione a trascendere la vita terrena, al fianco di scienziati che esplorano la materia, alla ricerca di una chiave di comprensione della vita, di viaggiatori ed esploratori che tentano di superare i limiti e i confini, così come di artisti e studiosi d’arte, per comprendere cosa li spinge a creare nuove realtà.

Il festival richiama nella scelta del tema i festeggiamenti dell’anno iacobeo e l’apertura della Porta Santa a Pistoia in onore della reliquia di San Jacopo, conservata nel Duomo da nove secoli, che collega il percorso di Santiago di Compostela a Pistoia stessa.

Un festival che avrà dunque come fil rouge il cammino verso nuovi e altri orizzonti, il cammino dei pellegrini di tutto il mondo e di molte religioni, quello dei migranti che fuggono dalla povertà e dalla morte, quello avventuroso degli esploratori, quello di ricerca di scienziati, artisti e filosofi.

«Il cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo dall’Africa, non è stato fatto solo con i piedi – dichiara Giulia Cogoli ideatrice e direttrice del festival – ma anche con l’immaginazione, la speranza, la fede, la fiducia negli altri, l’aspettativa di nuove scoperte e dimensioni dell’umano, che ha permesso non solo di scoprire il nostro pianeta, ma anche di trascenderlo».

Delos

Il giovane Boccioni

Numerose sono le mostre che negli ultimi decenni hanno indagato la figura e l’opera di Umberto Boccioni. Poche, tuttavia, sono quelle che hanno ripercorso con rigore scientifico la fase giovanile e formativa dell’artista calabrese, in cui lo studio del passato si lega alla volontà irrefrenabile di conoscere il presente e di sperimentare il futuro. A questo periodo -ricco di suggestioni- è dedicata la mostra “Il giovane Boccioni”, con la quale Galleria Bottegantica inaugura la stagione espositiva 2021.

Curata dalla storica dell’arte Virginia Baradel, tra i più accreditati studiosi di Boccioni prefuturista, la rassegna propone una accurata selezione di opere eseguite da Boccioni tra il 1901 e il 1909. Anni nei quali il pittore, allora ventenne, rafforza la sua vocazione artistica attraverso esperienze di studio condotte a Roma, Padova, Venezia e Milano, intervallate dall’importante soggiorno parigino del 1906 e dal successivo viaggio in Russia.
L’influenza delle diverse correnti figurative europee e l’interesse per la tradizione classica e rinascimentale, affiorano ripetutamente nelle opere del periodo e trovano, soprattutto nella produzione grafica, un valido laboratorio di analisi sperimentale, di invenzione e di verifica stilistica che Boccioni conduce in parallelo rispetto alla pittura.

Proprio al lavoro su carta la mostra dedica particolare interesse attraverso una selezione di disegni che coprono gli anni dell’apprendistato del giovane Boccioni. A un primo nucleo di opere -di forte impronta scolastica- risalente al periodo in cui fu allievo di Giacomo Balla e frequentò le scuole di disegno pittorico e di nudo a Roma, se ne affianca un altro -più copioso e diversificato- riconducibile agli anni immediatamente successivi, nei quali il tratto acquista sicurezza nel restituirci precise visioni architettoniche, ritratti curiosi -alcuni dei quali rasentano la caricatura- e figure umane di estrema sintesi formale. Anche le copie da museo appartengono a questo periodo di apprendistato.

Altro aspetto su cui la mostra focalizza l’attenzione riguarda le tempere commerciali che Boccioni dipinge in questi anni per ragioni perlopiù economiche.

La foga di apprendere e di affinare le proprie capacità artistiche caratterizza anche il periodo veneziano dell’artista, durante il quale sperimenta, sotto la guida del pittore Alessandro Zezzos, la tecnica incisoria, i cui esiti, davvero interessanti, sono ben documentati nella rassegna milanese.

Il percorso espositivo della mostra si conclude, come del resto quello formativo dell’artista, con il trasferimento di Boccioni a Milano, nel settembre del 1907. L’interesse per le opere di Giovanni Segantini, Carlo Fornara e di Gaetano Previati, ammirate pochi mesi prima alla Biennale di Venezia, orientano il giovane verso la ricerca di uno stile capace di conciliare la modernità positivista con l’idealità nell’ambito dell’illustrazione e della cartellonistica. La coeva produzione pittorica trova espressione in piccole vedute di paesaggi lombardi che dimostrano tuttavia un superamento della trama impressionista ancora presente nelle tele di periodo veneziano. Nel versante del ritratto, dove il pennello diventa febbrile nella sua urgenza di restituire sulla tela la singolarità di un volto, di una espressione o di un carattere.

In mostra questi temi sono testimoniati da opere di pregio, come Paesaggio lombardo e La madre malata del 1908. Altre documentano invece la parentesi simbolista del 1908-1910, che trova ne Il lutto il suo esito più straziante e esoterico. Altrettanto interessanti sono i bozzetti per il manifesto dell’Esposizione di pittura e scultura promossa dalla Famiglia Artistica a Brunate (maggio-giugno 1909): sintesi perfetta delle diverse cifre stilistiche fin qui acquisite da Boccioni, dal divisionismo, alla pennellata larga e sintetica di matrice postimpressionista, agli echi del modernismo. Accompagna la mostra un importante catalogo, edito da Bottegantica edizioni, con contributi di Virginia Baradel, Ester Coen e Niccolò D’Agati, regesto dei disegni e delle grafiche a cura di Niccolò D’Agati.

Il giovane Boccioni, dal 5 marzo al 5 maggio 2021, Milano, Galleria Bottegantica

Orari: da martedì al sabato 10-13; 15-19

Ingresso libero

S.E.

Rinnovato il Castello di Montorio

Escavatori, plinti e tubolari d’acciaio, le mura del Castello di Montorio si preparano ad essere messe in sicurezza. Pronte, non appena possibile, ad accogliere associazioni, feste e manifestazioni, ma soprattutto a far rivivere il cortile. La Giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per rendere totalmente fruibile l’area esterna del Castello, salvaguardandone i reperti archeologici ed evitando eventuali cadute. Lungo le mura verranno realizzati dei parapetti in ferro, con una particolare attenzione al limitare nord-ovest. Verrà inoltre ripristinata la copertura del Mastio, la torre scoperchiata dal nubifragio dello scorso 23 agosto. L’intervento, del valore di 100 mila euro, inizierà con l’anno nuovo, dopo l’approvazione dell’esecutivo e la gara lavori. È dal 2012 che il Castello di Montorio non viene interessato da alcuna manutenzione.

Il nuovo parapetto sarà costituito da piantoni speciali in lamiera tagliata e saldata, bordati con doppia cornice e corrimano superiore in acciaio. Tutti adeguatamente verniciati in colore corten in modo da armonizzarsi con il contesto ambientale. Per la posa in opera del parapetto verranno realizzati singoli plinti di fondazione. Essendo l’area sottoposta a vincolo archeologico, le operazioni di scavo saranno condotte da un archeologo. Il disegno del parapetto riproporrà la forma di quelli già realizzati lungo la cinta muraria della città, ad esempio al Bastione delle Maddalene, ai giardini Lombroso e alla rondella di San Zeno in Monte.
La copertura del Mastio, invece, sarà fatta con lamine di piombo ancorate alla sottostante cappa preventivamente dotata di elementi lignei, seguendo l’andamento irregolare sia delle murature che della volta. Gocciolatoi sagomati verranno realizzati lungo il perimetro sommitale, in modo da garantire un sufficiente allontanamento delle acque meteoriche al fine di evitare dilavamenti delle superfici.

Il Castello di Montorio rappresenta una testimonianza ‘documentale’ di straordinaria eccezionalità, sia per le caratteristiche costruttive, che per l’importanza archeologica dei manufatti e del contesto paesaggistico. Le imponenti rovine del XII secolo, integrate in età scaligera e poi inglobate nelle difese esterne ottocentesche, si presentano come una struttura ricchissima di tracce stratigrafiche di epoche diverse. Inoltre, è un luogo importante dal punto di vista turistico e culturale, sede di manifestazioni, eventi e iniziative soprattutto estive di richiamo per centinaia di persone.

In passato erano stati effettuati degli interventi di consolidamento. Nel 2004 il restauro delle torri e delle creste sommitali di una parte di mura. Negli anni 2005-2008 il completamento del risanamento del complesso. Nel 2009 erano state ultimate le operazioni relative ad un primo stralcio progettuale, riguardante il restauro e la rifunzionalizzazione della polveriera di epoca austriaca, nonché di un tratto di cinta muraria e di una torre, lavori conclusi nel 2012.

Con questo intervento mettiamo in sicurezza e quindi restituiamo ai veronesi uno degli spazi più amati e vissuti, soprattutto durante l’estate quando il Castello di Montorio si anima di concerti, iniziative e manifestazioni – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto -. In vista di tornare presto ad una normalità, creeremo dei parapetti lungo tutte le mura, valorizzandone i reperti archeologici, e sistemeremo la copertura del Mastio in modo da essere pronti per la riapertura. Un’opportunità per valorizzare un altro tassello delle nostre fortificazioni e per individuare un’unica tipologia di parapetto che potrebbe caratterizzare e accomunare tutti i nostri antichi sistemi difensivi, siano essi forti, cinta magistrali o porte. Visto il momento che stiamo vivendo, non vediamo l’ora di poter dare il via ai lavori e tornare a rivivere questo spazio urbano tutti insieme”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

“Una buona notizia, Verona attrattiva anche durante il Covid”

Verona si conferma  capace di attrarre investitori internazionali anche in tempo di Covid, confermando lo standing conquistato negli ultimi anni.

Proprio in queste ore negli uffici dell’Edilizia privata è stato depositato il progetto per il recupero del cosiddetto Quadrilatero.

Fino a qualche anno fa sede degli uffici del gruppo bancario Unicredit, gli spazi di importante pregio sono stati scelti dalla catena alberghiera Marriott Internazional, multinazionale americana che gestisce hotel di alto livello in tutto il mondo, facendo del lusso e dell’esclusività dei servizi i suoi punti di forza.

A Verona la Marriott International arriverà con il brand Autograph Collection, ovvero il top tra la gamma di hotellerie proposte dal colosso d’oltreoceano. Un cinque stelle superior, una novità assoluta nel panorama alberghiero cittadino, la cui collocazione nel cuore della città avrà ricadute positive su diversi fronti, a cominciare da quello occupazionale.

Un’operazione che ha tra i principali obiettivi quelli di portare a Verona quei turisti ‘agiati’ che oggi, per trovare strutture di così alto livello, scelgono soggiorni in città come Milano o Venezia, da cui spostarsi per visitare Verona in giornata.

Il recupero dell’area adiacente a via Garibaldi e allo storico quartiere della Carega sarà a vantaggio anche dei veronesi perché si apre un’ampia porzione di città, che oggi è completamente chiusa all’accesso e alla sua fruizione, restituendo alla comunità antiche corti medievali e una strada storica fra Garibaldi e Sant’Egidio. A disposizione di tutti i cittadini e non solo degli ospiti dell’hotel, una serie di servizi annessi alla struttura come ristoranti, negozi, sale convegni, centro benessere.

Il progetto si avvale anche di uno studio sull’impatto viabilistico legato alla presenza della struttura, con disagi pari a zero dal punto di vista di nuovo traffico. Primo, perché si calcola che solo una piccola percentuale di clientela raggiunga l’hotel con la propria auto. Secondo, perché l’albergo si doterà di posti auto adeguati alla capienza ricettiva attraverso convezioni con i parcheggi cittadini, senza aggravio di auto per il centro storico.

Un investimento che si aggira intorno agli 80 milioni di euro, 40 dei quali necessari per il recupero degli immobili, circa 22 mila metri quadrati, che la Marriott International ha deciso di fare a Verona in virtù di una progressiva crescita turistica della città e di una sostanziale stabilità nel numero di strutture ricettive veronesi.

Valore aggiunto dell’opera sono le opere compensative previste come oneri contributivi che la proprietà dovrà versare al Comune, circa 2 milioni di euro che potrebbero raddoppiare in virtù della variazione della destinazione d’uso del compendio.

Grazie al decreto Sblocca Italia, il progetto segue un iter agevolato e più veloce rispetto al passato. Dopo l’esame della prima Circoscrizione e di tutti gli uffici competenti, passerà al vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione finale.

“Nel contesto storico in cui ci troviamo, queste è senza dubbio una buona notizia -ha detto il sindaco-. Anzitutto perché Verona si conferma città capace di attrarre investitori anche in tempo di Covid, che riconoscono non solo la vocazione internazionale della città, ma anche una vivacità economica che è pronta a ripartire non appena terminata l’emergenza. In secondo luogo, stiamo parlando di una struttura ricettiva senza precedenti per Verona, con una clientela nuova e un indotto che avrà ricadute positive su più ambiti”.

“Un altro contenitore praticamente disabitato che torna a prendere vita – aggiunge l’assessore Segala -. Il progetto presentato ai nostri uffici non prevede semplicemente un hotel, ma anche negozi, ristoranti e nuovi spazi che potranno essere vissuti da tutta la città, compresa una vecchia strada romana che collega via Garibaldi a via Sant’Egidio. Una proposta senza dubbio ambiziosa e che come amministrazione non può che inorgoglirci. Bene anche le valutazioni sugli impatti che l’opera avrà sul traffico della zona e l’importante valore delle opere compensative”.

“Verona cresce a livello turistico del 4 per cento ogni anno – ha sottolineato Leone, della Cushman & Wakefield,  una delle maggiori società private del mercato immobiliare mondiale che ha effettuato un accurato studio di mercato sulla capacità di Verona di assorbire e trasformare flussi turistici da qui a prossimi 10-15 anni -, un elemento che non può sfuggire a investitori del calibro della Mariott International. Una struttura di lusso di questo tipo non è un pericolo per gli albergatori già presenti, che anzi potranno ricalibrare le proprie offerte. Un’occasione unica anche dal punto di vista del lavoro, si ipotizzano circa cento nuove assunzioni di professionalità di qualità”.

 

Roberto Bolis

Guardalalunanina. Quarant’anni di carriera di Mario Castelnuovo

 

Anticipazione gustosa per i 40 anni di carriera di Mario Castelnuovo. Esce per Azzurra Music il suo primo DVD–concerto, registrato poco prima del lockdown il 2 febbraio 2020, presso la Dogana Veneta di Lazise, nell’ambito della rassegna “Lazise – Canzoni d’Autore”. Si tratta di una documentazione esclusiva che contiene alcuni dei “must” della sua importante attività autoriale che lo ha visto firmare brani come Oceania, Sette Fili Di Canapa e Nina. Il video è integrato da un CD con due nuovi brani rappresentativi dello stile dell’artista romano: il primo, Guardalalunanina, è un omaggio alla figlia nell’incantevole racconto dell’atto del suo parto e della donna che l’ha messa al mondo in una suggestiva Città eterna, la stessa che l’ha visto ispirare le più belle canzoni del suo repertorio; il secondo è un inedito dal titolo Stanotte ho fatto un sogno, dedicato ai suoi indispensabili genitori, grazie ai quali gli è stato permesso di volare e sognare senza mai alcun impedimento.

Come afferma il cantautore, “certi ricordi, con gli anni, non si sfrangiano nemmeno sui bordi come fanno certe vecchie foto. Ho voluto immaginare mio padre e mia madre nell’occasione più semplice e quotidiana, in cucina, con quel pudore e quella delicatezza che penso li abbiano sempre caratterizzati. Gli odori che avvertiamo sono quelli struggenti e sorridenti di un tempo “protetto” dalla loro presenza.”

La copertina del progetto è stata disegnata dallo stesso Castelnuovo, abile artista del pennello come già dimostrato nella sua attività giovanile e come restituito nelle opere mnemoniche del libro che ha accompagnato il suo precedente progetto, un diario indicativo dei sogni e delle stazioni della vita da lui attraversate in molteplici percorsi musicali segnati da una casta semplicità e una fervida immaginazione. Come afferma Vincenzo Mollica nella prefazione del volume, “Castelnuovo è un grande narratore di piccole storie, un favolista che sa giocare con i sogni. Le sue storie si possono considerare dei frammenti cinematografici perché della settima musa hanno quella capacità misteriosa di ammaliare lo spettatore.”

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Casa di Giulietta, tornelli con prenotazione online per entrare nel cortile

Il Comune ha  deciso di gestire direttamente il riordino degli ingressi al cortile della Casa di Giulietta, risolvendo il problema degli assembramenti all’interno del sito, reso ancora più urgente dall’emergenza sanitaria, garantendone così il decoro e la sicurezza.

Entro Natale nell’androne di ingresso al sito museale saranno infatti posizionati due tornelli automatizzati che permetteranno di contingentare il numero di ingressi e, attraverso un sistema tecnologico con lettore ottico, di prenotare anticipatamente il biglietto di ingresso tramite una piattaforma online. La prenotazione comporterà solo il diritto di accesso al Cortile nella data e nell’ora stabilite, chi invece vuole anche visitare il museo come adesso si rivolge alla biglietteria della Casa.

Questo è solo l’ultimo degli interventi effettuati dall’Amministrazione nel giro di breve tempo per restituire decoro e sicurezza ad uno dei principali siti turistici della città. Dopo il restauro della facciata del portone di ingresso, esattamente un anno fa si è provveduto alla pulizia di tutta l’area d’ingresso della Casa di Giulietta, dall’arco con la cancellata fino al Cortile. I pannelli delle pareti dell’androne, ripulite dalle scritte e dal materiale appiccicato, sono stati ricoperti con nuovo cartongesso tinteggiato con tinte neutre. Da allora, il sito non è più stato oggetto di vandalismi, anche grazie all’avvio di controlli e sanzioni contro chi deturpa gli spazi pubblici.

La nuova soluzione progettata dall’Amministrazione ha preso forma durante l’estate, quando si è conclusa la procedura della manifestazione di interesse con avviso pubblico per il progetto complessivo di riordino del sito e di valorizzazione del percorso museale all’interno della Casa di Giulietta.

Un iter iniziato nel 2014, con la prima proposta di Mox Corporation, a cui ne sono seguite altre fino al 2017. Con il suo insediamento, l’Amministrazione Sboarina ha deciso di approfondire le possibili soluzioni sul tavolo, fermo restando la volontà di mantenere in mano pubblica la Casa di Giulietta attraverso il partenariato pubblico privato.

Da qui, a garanzia della massima trasparenza dell’operazione, è stata indetta la manifestazione di interesse a cui, oltre a Mox, ha partecipato Juliet’s Farm. Le due proposte progettuali sono state oggetto dell’esame istruttorio da parte del gruppo di lavoro incaricato di esaminare la documentazione. L’iter, rallentato a causa di due ricorsi presentati dai proponenti, entrambi con esito favorevole per il Comune, si è concluso a fine giugno con la successiva chiusura del procedimento. Tra le motivazioni, il mutamento sostanziale delle condizioni ambientali, organizzative, e gestionali dovute alla pandemia Covid 2019 che comportano la necessità di una presentazione di proposte sostanzialmente diverse da quelle oggetto di istruttoria. Gli stessi proponenti hanno convenuto sulla necessità di riformulare proposte maggiormente sostenibili. A questo, si è aggiunto il parere vincolante della Soprintendenza, che valutava negativamente ogni soluzione con un ingresso diverso da quello attuale.

Progetto tornelli. Per poter limitare il numero delle persone contemporaneamente presenti nel cortile, saranno quindi inseriti nell’androne due tornelli automatizzati,  idonei all’acceso di carrozzine disabili, con lettore ottico e con numeratore automatico per contingentare gli ingressi. Tale soluzione consente il regolare flusso dei visitatori e al contempo la possibilità di accedere con mezzi di emergenza o per interventi di manutenzione. Si prevede il posizionamento sfalsato dei tornelli, separati da un divisorio asportabile, realizzato con finitura tipo ‘ruggine bloccata’, che ha la funzione di dividere i flussi  in ingresso e in uscita dei visitatori, convogliandoli al contempo verso i varchi automatici. Il costo dell’opera è di 50 mila euro.

“E’ una svolta importante che continua il nostro impegno nella valorizzazione della Casa di Giulietta – ha detto il sindaco Federico Sboarina in conferenza stampa -. Dopo gli obiettivi raggiunti nei mesi scorsi per garantire il decoro del volto e delle pareti all’ingresso del cortile, finalmente diamo una risposta alla principale criticità del luogo simbolo di Verona, gli assembramenti nel cortile che, se prima del Covid creavano problemi di sicurezza, ora vanno evitati anche per motivi di salute pubblica. Oggi all’interno del cortile e della Casa non ci possono stare più di  44 persone, numero che assicura il distanziamento sociale e permette ai visitatori di effettuare la visita in sicurezza. La soluzione dei tornelli risolve invece il problema dei turisti all’esterno del cortile, con ingressi non solo contingentati ma anche prenotabili per tempo online, secondo flussi omogenei che eviteranno assembramenti in via Cappello, a vantaggio anche dei residenti e delle attività economiche della zona. La tecnologia oramai usata ovunque ci permette di dare un servizio di prenotazione anche in questo museo, evitando la calca a cui eravamo abituati.

Il riordino della Casa di Giulietta è stata una delle priorità a cui abbiamo lavorato da subito, cercando la soluzione migliore per valorizzare il sito e renderlo un vero e proprio museo di livello internazionale, ma allo stesso tempo mantenerne la proprietà in capo al Comune e ai cittadini veronesi. In tale direzione è andata la manifestazione di interesse con avviso pubblico e le due proposte presentate. Poi è arrivata la pandemia e la necessità di rivedere le proposte attraverso nuove priorità e nuovi numeri di visitatori. Sono decenni che si parla di come riordinare questo luogo cittadino, ad ogni Amministrazione veniva chiesto di  risolvere il nodo sicurezza legato agli assembramenti. Non solo nessuno lo ha fatto, ma non è nemmeno riuscito a togliere il sito dallo stato indecoroso in cui si trovava”.

“L’idea che in questo momento si possa gestire tutto in autonomia si concretizza – ha detto l’assessore alla Cultura Francesca Briani -. La casa di Giulietta ha dimostrato di essere un punto di interesse e di valore estremamente forte per la nostra città ed è in questo senso che desideriamo interpretarlo. Ci tengo a ricordare che  la Casa di Giulietta è un bene di proprietà del Comune di Verona, una casa museo che fa parte del sistema museale cittadino con l’ingresso a pagamento. L’accesso al cortile resterà invece gratuito anche con i tornelli, seppure sarà possibile la prenotazione online. Stiamo valutando se prevedere anche una postazione per le prenotazioni da remoto, per chi è in già in città e vuole acquistare personalmente i biglietti. In parallelo siamo impegnati anche sul fronte della valorizzazione culturale del museo”.

“I tornelli saranno attivi prima di Natale- aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto -. Una soluzione progettuale che rispetta gli elementi architettonici del sito, ma innovativa dal punto di vista tecnologico, con software per la prenotazione online. I dispositivi hanno  una larghezza di 95 cm, usufruibili anche da persone diversamente abili. Uno verrà posizionato a destra più in fondo verso il cortile, mentre il secondo a sinistra più verso via Cappello in maniera tale da unirli in maniera sfalsata. Verranno collegati da una recinzione altra 90 cm in acciaio a ruggine bloccata che può essere spostata in caso di necessità. Un bel progetto che porta modernità ma la tempo stesso rispetta il valore monumentale e storico del sito”.

 

Roberto Bolis

Autunno di eventi in memoria del compositore Zardini

Si svolgerà in ottobre, nei sabati 10, 17, 24 e 31, alle ore 21, la rassegna di eventi gratuiti ‘Ottobre musicale Terenzio Zardini’ in memoria di frate Terenzio Zardini, compositore e docente di musica corale-sacra nel Conservatorio di Verona. Nel 20° dalla sua scomparsa, nonostante le difficoltà organizzative dettate dalle misure per la sicurezza e il distanziamento sociale, si terranno, fino a dicembre, nel chiostro e nella chiesa di San Bernardino, sette appuntamenti, con concerti ed eventi dedicati alla musica.

Domenica 22 novembre, alle ore 16, incontro su ‘Terenzio Zardini e il canto corale’. In chiusura, sabato 19 dicembre, alle ore 21, il concerto di Natale. Come nelle passate edizioni un’attenzione particolare sarà dedicata a giovani musicisti meritevoli, con l’assegnazione del Premio Terenzio.

L’iniziativa, promossa dall’associazione musicale frate Terenzio Zardini, punta ad accrescere la cultura musicale, con una particolare attenzione al repertorio del Maestro Zardini e a quello dei compositori veronesi e veneti. Collaborano alla manifestazione, Provincia S. Antonio dei Frati Minori, Diocesi di Verona, Centro di educazione musicale Gaetano Zinetti, Convento San Bernardino, con il contributo di Comune, Unicredit Fondazione Masi, Conservatorio di Verona, Fondazione Cattolica e Zecchini pianoforti e strumenti.

“Appuntamento atteso dalla cittadinanza che, nonostante le complicazioni organizzative dettate dal momento – dichiara l’assessore alla Cultura – torna ad offrire anche quest’anno un ricco ed interessante programma di eventi. Una manifestazione che, nella memoria del compositore e docente Zardini, punta alla valorizzazione dei giovani talenti musicali, portando così avanti quel progetto di formazione culturale da lui stesso sostenuto e voluto. Nella splendida cornice del chiostro e della chiesa di San Bernardino, con i concerti in programmazione, i cittadini avranno la possibilità di ascoltare un repertorio musicale di alto livello”.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, con posti limitati. Possibilità di prenotazioni alla mail: terenziozardini@gmail.com o al numero 349 5715926.

Roberto Bolis

Torna il Festival di Musica Barocca a Verona

La musica barocca torna ad incantare le serate veronesi. Iniziato lo scorso 21 agosto, con il primo dei quattro concerti in programma, il festival ‘Toccobarocco’, che punta a far conoscere ed apprezzare la musica ed il lato artistico di un’epoca straordinaria, prevede domenica 13 settembre, alle ore 18, alla chiesa di San Nicolò all’Arena, ‘Bach in prigione’; domenica 27 settembre, alle ore 18 e alle ore 21, alla sala Morone nella chiesa di San Bernardino, ‘Lucreazia’; domenica 11 ottobre, alle 21, a San Tommaso Cantuariense, ‘Le stagioni dell’anima’.

L’edizione 2020 offre al pubblico una diversificata proposta musicale, che spazia da autori celebri, come J.S. Bach, tra i più prolifici e importanti compositori del Settecento, a proposte più originali, con autori come Arcadelt, Bertani e Monteverdi.

I concerti sono tutti ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. In osservanza delle disposizioni regionali e nazionali, in tema di prevenzione alla diffusione del Covid-19, l’accesso è contingentato e limitato ai soli posti a sedere, con una capienza massima ad evento di circa 100 persone.

 

Roberto Bolis

Verona jazz, rumors e venerazioni

La settantaduesima edizione dell’Estate Teatrale Veronese presenta, dall’1 al 20 settembre, un cartellone di concerti e appuntamenti musicali con gli interpreti della scena jazz, pop, folk, indie italiana. Verona Jazz, Rumors e Venerazioni si alterneranno e susseguiranno sul palco del Teatro Romano per 8 imperdibili serate.

L’Estate Teatrale Veronese è realizzata dal Comune di Verona – assessorato alla Cultura, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Veneto e il supporto di Cattolica Assicurazioni e Banco BPM.

I biglietti sono in vendita sui circuiti Ticketone, Geticket e al Box Office di via Pallone.

“Si rinnova il tradizionale appuntamento con la musica al Teatro Romano al quale non abbiamo voluto rinunciare nemmeno in questo anno così difficile” precisa l’assessore alla Cultura Francesca Briani. “Un programma Covid Free, realizzato assieme ai qualificati collaboratori che da anni curano la parte musicale del festival” completa il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Carlo Mangolini.

Il programma di RUMORS ILLAZIONI VOCALI, curato da Elisabetta Fadini, porta a Verona i suoni del presente con alcuni dei musicisti più interessanti del panorama musicale da Alice (venerdì 4 settembre) che canterà Battiato, in un viaggio autentico ed elegante, accompagnata al pianoforte dal maestro Carlo Guaitoli,  a Vasco Brondi che, archiviata l’esperienza con “Le luci della centrale elettrica”, prosegue il suo percorso cantautorale che lo ha reso un’autentica star della scena indipendente italiana (sabato 5 settembre), fino a Vinicio Capossela che porta in città, lunedì 7 settembre, “Pandemonium”, dal mitico strumento gigantesco, per uno concerto narrativo con canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che quest’anno va a compiere i trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa”.

VERONA JAZZ, sezione proposta da Ivano Massignan, presenta invece tre serate tributo. Martedì 1 settembre il trombonista Mauro Ottolini, assieme alla cantante Vanessa Tagliabue Yorke, propone un programma dedicato ai grandi maestri dello swing. Mercoledì 2 settembre Paolo Fresu, il più importante trombettista italiano, omaggia il grande Chet Baker, mentre il pianista Enrico Pieranunzi domenica 6 settembre costruisce una serata in musica per celebrare il genio di Federico Fellini.

L’ultima sezione, proposta da Box Office Live, si intitola VENERAZIONI, ed è dedicata invece ai temi del femminile. In programma il raffinato minimalismo di Musica nuda, domenica 13 settembre con il duo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, e l’omaggio a Mia Martini ‘Se non canto non vivo’, nel giorno del suo compleanno, domenica 20 settembre, con Stephanie Océan Ghizzoni.

Per informazioni e approfondimenti www.estateteatraleveronese.it

 

Roberto Bolis

Orientarsi con le stelle

Dacia Manto, “Humus siderale”

Nove autori, sei italiani e tre stranieri, per trenta opere fra fotografie, video e installazioni che svelano differenti modi di riflettere sulle figurazioni magiche e poetiche attraverso cui l’uomo, lui stesso prodotto dell’universo, si rivolge e interpreta le stelle.

Il Comune di Milano accoglie e sostiene con entusiasmo dal 18 settembre al 31 ottobre 2020 alla Casa Museo Boschi Di Stefano di via Giorgio Jan 15 il progetto espositivo “Orientarsi con le stelle”, nato da un’idea di Red Lab Gallery e Alessia Locatelli e curato da Gigliola Foschi e Lucia Pezzulla.

La mostra, che vuole essere un segnale forte da parte del Comune di Milano della volontà di far ripartire la cultura in città dopo l’emergenza Covid-19, presenta i lavori di nove fotografi: Alessandra Baldoni, Marianne Bjørnmyr, Joan Fontcuberta, Dacia Manto, Paola Mattioli, Occhiomagico (Giancarlo Maiocchi), Edoardo Romagnoli, Pio Tarantini e Yorgos Yatromanolakis.

L’esposizione è anche l’occasione per presentare il primo catalogo d’autore di Red Lab Editore, arricchito da una copertina illustrata con un’opera inedita di Dacia Manto e da alcuni testi di Antonio Prete, narratore e poeta, autore della recente raccolta di poesie “Tutto è sempre ora” (Einaudi, Torino 2019).

“Orientarsi con le stelle” è il naturale proseguimento dell’omonima rubrica online di fotografia, arte e cultura ideata da Red Lab Gallery e condotta da Alessia Locatelli,direttore artistico dell’Archivio Cattaneo e della Biennale di Fotografia Femminile di Mantova, chedurante tutto il periodo di lockdownha dialogatocon fotografi e figure significative del mondo della cultura per scoprire il loro rapporto con lo spazio stellare e la natura.

Gigliola Foschi: “La mostra vuole anche offrire uno spunto di riflessione per ripensare il nostro rapporto con la natura. Una natura sempre più manipolata, tradita e di conseguenza costretta a rivoltarsi contro l’essere umano, incapace di proporre uno sviluppo rispettoso dei suoi ritmi.”

Gli autori coinvolti in mostra inducono l’uomo, con visioni differenti ma tutte intensamente poetiche, a comprendere meglio il mondo che lo circonda, il visibile e l’insondabile:

Alessandra Baldoni propone un dittico e un trittico della serie Atlas. Cartografie del silenzio (2019), immagini essenziali ed evocative che s’impongono allo sguardo per la loro forza magica e perturbante: inviti a ritrovare percorsi interiori, corrispondenze tra Uomo, Arte e Natura.

La norvegese Marianne Bjørnmyr con First Indicative Object(2020) presenta due mappamondi privi di informazioni geografiche illuminati da raggi luminosi orientati in modo diverso: immagini senza tempo, quasi metafisiche.

Il catalano Joan Fontcuberta con il video Milagros & Co.(Miracoli & Co.,2002)mette in gioco con humor la veridicità della fotografia sfidando la fiducia dello spettatore fino a provocare in lui un dubbio critico.

Dacia Manto con Humus Siderale (2020) propone una serie di opere realizzate appositamente per la mostra, dove immagina e fa rivivere il verde che si apriva di fronte alla Casa Boschi Di Stefano quando venne costruita da Piero Portaluppi tra 1929 e il 1931. In una installazione i disegni della natura si trasformano in mappe ramificate illuminate da piccole luci simili alle stelle che compongono una costellazione;

Paola Mattioli presenta la serie Eclissi (1999),incontro magico fra cosmo ed essere umanodurante un’eclissi di sole a Sant’Anna di Stazzema. Il pergolato sotto il quale l’autrice si trovavacreae proietta su una tovaglietta decine di piccole eclissi: allafotografail compito di coglierne la magia e fissare l’immagine creata dalla natura stessa, per una fotografia che ci ricorda l’imprescindibile legame Uomo-Natura;

Occhiomagico (Giancarlo Maiocchi) con il ciclo L’Ora Sospesa (2006-2009) presenta un lavoro dove il paesaggio diventa il soggetto principale, la natura riacquista un’intensità quasi arcaica, religiosa e mitica, mentre i luoghi perdono le loro connotazioni geografiche e temporali e diventano spazi di silenzio e meditazione;

Edoardo Romagnoli in La luna nel paesaggio (2006-2020) sembra trascinare magicamente sulla terra l’astro lunare, quasi fosse un dardo luminoso che squarcia la superficie terrestre e ondeggia sopra i campi immersi nell’oscurità;

Pio Tarantini con Cosgomonie (2010-2015)riflette sul senso del nostro esistere tra le cose con teatrini fiabeschi creati per immergere lo spettatore in spazi e tempi sospesi e surreali;

Il giovane autore greco Yorgos Yatromanolakis con la recente serie The Splitting of the Chrysalis and the Slow Unfolding of the Wings(2014-2018) indaga, a partire dal ciclo della vita di una farfalla, i misteri e le metamorfosi della natura creando un intimo legame tra fotografia e poesia, tra emozioni e paesaggio.

La mostra “Orientarsi con le stelle” – organizzata al terzo piano di Casa Museo Boschi di Stefano, in uno spazio che il Municipio 3 gestisce in accordo con la direzione del museo – integra una delle più belle collezioni d’arte moderna di Milano con le opere di nove fotografi  contemporanei.

Red Lab Gallery è un laboratorio di sperimentazione, pensato per promuovere la cultura delle immagini ma aperto a contaminazioni e narrazioni di diverso tipo.

Casa Museo Boschi Di Stefano, Via Giorgio Jan 15, Milano

18 settembre – 31 ottobre 2020. Ingresso libero. Orari di apertura: da martedì a domenica 10.00-18.00.

 

De Angelis (anche per le fotografie)