I Dialoghi tagliano il traguardo dei dieci anni, a Pistoia dal 24 al 26 maggio

ph Laura Pietra

Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 30.000 presenze, il festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, si prepara a festeggiare un compleanno importante: la decima edizione, che si terrà a Pistoia dal 24 al 26 maggio 2019.

La direttrice Giulia Cogoli, che firma il programma sin dalla prima edizione, ha scelto per il 2019 il tema: “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”.

Con-vivere significa “vivere con”, vivere assieme nel rispetto dell’altro. Come e perché noi umani stiamo insieme? Come ci rapportiamo con gli altri esseri viventi e, più in generale, con il mondo in cui ci è dato vivere, con gli animali e la natura?

Proporre il tema convivenza significa evocare la questione dell’essere umano nella sua completezza e nell’accezione aristotelica di animale politico. Significa riflettere su come si forma il legame sociale e sul rapporto tra convivenza e conflitto, analizzare come altre società e altre epoche hanno organizzato e realizzato la convivenza. Significa inoltre parlare della famiglia, nucleo basilare della società, dei suoi modelli e della sua evoluzione.

Con-vivere è un “mestiere”, nel senso che la società è un ambito di costruzione, non un approdo naturale dell’essere umano. In una società ogni giorno più segnata da un’accelerazione generale, in cui i rapporti sono costantemente mediati dal digitale, diventa sempre più difficile dialogare in modo profondo ed egualitario.

«Riflettere sui linguaggi e sulle pratiche del vivere insieme, vuole essere anche un modo per valorizzare e riprendere il percorso decennale che i Dialoghi hanno compiuto – afferma Giulia Cogoli – Un percorso di tematiche che si tengono assieme e che compongo, anche grazie ai contributi di alcuni fra i più importanti intellettuali contemporanei, un grande mosaico culturale, fatto di tante tessere, pensieri, approfondimenti, con una forte visione e valenza unitaria. Questo è forse il punto di eccellenza e di forza dei Dialoghi: produrre cultura – una cultura della convivenza – e farlo in un percorso ideato e costruito appositamente, sia all’interno del singolo programma di ogni anno, sia nella visione più ampia del decennale».

Nati nel 2010, i Dialoghi sono stati animati fin da subito dalla volontà di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle società umane. Un percorso lungo e intenso, premiato da numeri in continua crescita: nelle prime nove edizioni le presenze sono state 167.000; i relatori – italiani e internazionali – 250; i volontari più di 3.000.

Negli anni, al festival si sono affiancate una serie di iniziative di produzione e documentazione culturale: dai volumi editi da UTET nella serie Dialoghi sull’uomo (dodici titoli già pubblicati e due in arrivo nel 2019), a un vasto archivio di registrazioni audio e video che sul canale YouTube dedicato ha raggiunto le 800.000 visualizzazioni; dal Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo a mostre con grandi nomi della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.

Nel 2018, il festival ha valicato i confini nazionali, organizzando un ciclo di incontri all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e portando all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi la mostra di Gianni Berengo Gardin ideata appositamente per i Dialoghi.

I Dialoghi hanno sempre dedicato grande attenzione ai giovani e fin dalla prima edizione, per avvicinare gli studenti al tema del festival, organizzano un ciclo di incontri per le scuole: un vero e proprio mini corso di antropologia culturale, che in nove anni ha coinvolto circa 20.000 giovani di tutt’Italia.

Dopo la lezione di oggi, ancora due le lezioni in programma, al Teatro Manzoni di Pistoia, fruibili anche in diretta streaming:

il 26 febbraio il genetista Guido Barbujani parlerà di: “Tutti parenti tutti differenti. Contro la tentazione del razzismo, la verità spiegata dalla scienza”;

il 2 aprile lo storico Carlo Greppi terrà la lezione: “La frontiera come luogo di incontro”.

Delos

 

Simon Boccanegra al Teatro Carlo Felice di Genova

foto di scena di Marcello Orselli

Venerdì 15 febbraio 2019, alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice va in scena il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (libretto di Francesco Maria Piave, con aggiunte e modifiche di Arrigo Boito, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez). L’opera, andata in scena nel 2015 in occasione   dell’ inaugurazione della stagione quale omaggio al capoluogo ligure e alla sua storia, è ambientata, come è noto, nell’epoca in cui nel ‘300 Genova era Repubblica Marinara, tra lotte per il potere, amori contrastati e conflitti tra etica e politica. La versione è quella definitiva in un Prologo e tre Atti approntata da Verdi ventiquattro anni dopo l’originaria versione veneziana e andata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 24 marzo 1881.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Andriy Yurkevich, ucraino, Direttore musicale del Teatro Nazionale di Chisinau (Moldavia), musicista che vanta un repertorio che spazia da Mozart ai capolavori del belcanto e verdiani, con una naturale predisposizione verso i maggiori compositori russi, recentemente applaudito a Genova il 18 gennaio in occasione del Gala Jessica Pratt-Michael Spyres.

L’opera andrà in scena nell’allestimento del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo (prodotto nel 2016 dal Teatro Carlo Felice e dal Teatro La Fenice di Venezia) mentre la regia e le scene di Andrea De Rosa sono riprese da Luca Baracchini. “Sono rimasto fedele al testo – scrive De Rosa – cercando di esaltare quello che secondo me può esserne considerato l’elemento chiave: il mare. Per un uomo di mare come Simone è importante avere sempre un orizzonte visibile, ma il dolore e i palazzi del potere gli precludono la vista di questo orizzonte. Al mare ho attribuito un’importanza primaria rendendolo presente, in forme sempre diverse, per tutta la durata dello spettacolo.“

La messa in scena si avvale delle preziose collaborazioni di Alessandro Lai (Costumi) e di Pasquale Mari (Luci e Video Designer), che, per le sue proiezioni, ha utilizzato riprese di scorci realizzate in Liguria.

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: il baritono Ludovic Tézier e Alberto Gazale nel ruolo di Simone, il soprano Vittoria Yeo e Angela Nisi (Amelia), il genovese Francesco Meli, Matteo Desole (Gabriele Adorno), Giorgio Giuseppini, Roman Lyulkin (Fiesco), Leon Kim (Paolo Albiati), Luciano Leoni (Pietro); Simona Marcello e Alla Gorobchenko (l’Ancella di Amelia) mentre Luisa Baldinetti mimerà il personaggio del fantasma di Maria.

foto di scena di Marcello Orselli

Numerosi gli incontri collaterali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato intorno a Simon Boccanegra prima del debutto:

Sabato 9 febbraio – ore 16.00 – Auditorium Eugenio Montale

Conferenza illustrativa “Un affresco morale” a cura di Lorenzo Costa in collaborazione con Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini

Domenica 10 febbraio – ore 11.00 – Teatro Carlo Felice

Open Day – Prova d’assieme di Simon Boccanegra aperta al pubblico (dalle ore 11 alle ore 12) – Ingresso a pagamento (8 euro intero e 6 euro under 26)

Ore 14.00: Tour guidato “Simon Boccanegra, i suoi luoghi storici e la sua energia”. Si tratta di un percorso guidato, realizzato in collaborazione con il gruppo “Hunter Oversoul team”, alla scoperta dei luoghi storici di Genova legati alla figura del Doge dove ancora oggi si rileva la sua energia e la sua presenza. Partendo dal Carlo Felice, passando dal Museo di San’Agostino sino ad arrivare a Palazzo San Giorgio. Il walking tour sarà offerto dal Teatro Carlo sino ad esaurimento dei posti disponibili, su prenotazione obbligatoria.

Lunedì 11 febbraio – ore 9 -10 e 11 – Teatro Carlo Felice

Visite guidate agli allestimenti dell’opera – riservate a gruppi di studenti organizzati in sede scolastica

Lunedì 11 febbraio – ore 17.30Libreria Feltrinelli

UN POMERIGGIO ALL’OPERA

Incontro con il Cast

A cura di Massimo Pastorelli

Ingresso libero

In collaborazione con l’ Associazione Culturale A Cumpagna è stata attivata un’attività promozionale per la divulgazione storica dell’opera finalizzata alla visione della produzione che andrà in scena.

Sinergia con Palazzo Ducale:

A partire dal 12 febbraio:Apertura straordinaria della Torre Grimaldina per visite guidate esclusive e riservate al pubblico dell’opera (sarà necessario esibire il titolo di accesso all’opera).

Intervento musicale con cantanti solisti del Teatro Carlo Felice su arie celebri dell’opera, data e sede da definire

Reciprocità per biglietti ridotti alle mostre “Paganini Rockstar” e Monet e viceversa Simon Boccanegra

Esposizione di un costume di scena nello scalone di Palazzo Ducale

Proiezione su maxi schermo nell’atrio di Palazzo Ducale del manifesto monografico

Per maggiori informazioni consultare il sito http://www.carlofelice.it

Sinergia con Museo di Sant’Agostino:

possibilità reciproca di visitare il Museo per gli spettatori dell’opera e assistere alle recite dell’opera per i visitatori del Museo a prezzo ridotto e promozionale.

SIMON BOCCANEGRA

Melodramma in un prologo e tre atti di Francesco Maria Piave

con aggiunte e modifiche di Arrigo Boito

dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez

Musica di Giuseppe Verdi

Direttore
Andriy Yurkevich

Regia e scene
Andrea De Rosa
ripresa da Luca Baracchini

Costumi
Alessandro Lai

Light e video designer

Pasquale Mari

Personaggi e interpreti principali:

Simon Boccanegra

Ludovic Tézier (15-17)

Alberto Gazale

Amelia

Vittoria Yeo (15-17)

Angela Nisi

Gabriele Adorno

Francesco Meli (15-17)

Matteo Desole

Fiesco

Giorgio Giuseppini(15-17-19)

Roman Lyulkin

Paolo Albiati

Leon Kim

Pietro

Luciano Leoni

Un’ancella di Amelia

Simona Marcello (15-16)

Alla Gorobchenko

Fantasma di Maria

Luisa Baldinetti

Allestimento

Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro Francesco Aliberti

Repliche

Sabato 16 febbraio – (F) 15.30

Domenica 17 febbraio – (C) 15.30

Martedì 19 febbraio – (B) 20.00

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Visioninmusica XV edizione

Visioninmusica raggiunge nel 2019 la sua XV edizione: un traguardo straordinario che viene celebrato con sette imperdibili concerti serali. L’intuito e l’intraprendenza del direttore artistico Silvia Alunni hanno reso possibile la composizione di un cartellone che brilla per la qualità di tutte le proposte, risultando perfettamente bilanciato in fatto di novità e tradizione. C’è il nuovo che avanza, la generazione di artisti che ha conquistato il successo tramite i talent show, di fianco a un cantautore che ha fatto la storia della musica leggera italiana, seguito da eventi chiaramente jazz, finestre internazionali, band d’avanguardia e nuove sonorità.

Apre la stagione, venerdì 18 gennaio, un autentico pezzo di storia della canzone d’autore: Fabio Concato. Presentare una personalità del genere è superfluo ma una nota sul suo programma è d’obbligo: Concato offrirà al pubblico di Visioninmusica un compendio dei suoi 40 anni di attività artistica e musicale, espresso attraverso i suoi classici e i brani più recenti, arrangiati nuovamente e con gusto, in occasione di questa stagione di performance nei teatri.
Serena Brancale, in scena venerdì 1 febbraio, è definita “elettrica, virtuosa e vulcanica”: tre aggettivi che danno solo un’idea di questo nuovo, travolgente, talento italiano dalla voce duttile e versatile, in grado di interpretare con disinvoltura musica soul, pop, funk, jazz e R’n’B. Per Visioninmusica presenta “Vita d’artista”, il suo ultimo progetto nonché il titolo dell’album di imminente uscita.

Venerdì 15 febbraio sarà la volta di Anthony Strong: l’“English gentleman” che si ispira al pianismo di Oscar Peterson, Bill Evans, Wynton Kelly e alla vocalità di Frank Sinatra, Mel Torme e Nat King Cole. Un artista internazionale che sarà a Terni come tappa di un tour che ha toccato 26 paesi di 4 continenti.

Venerdì 1 marzo andrà in scena una produzione originale Visioninmusica in collaborazione con l’Ente Concerti di Pesaro: per la prima volta in Italia, Baptiste Herbin sarà accompagnato dal Massimo Morganti Quartet in un concerto che gli amanti del jazz non possono perdere. Un’inedita combinazione, frutto di contatti e connessioni, interpreterà brani dalle suadenti atmosfere dall’album Dreams and Connection del talentuoso sassofonista francese. La serata sarà aperta alle 20:30 da un set del Luca Zennaro 5tet, una delle band vincitrici del Premio Tomorrow’s Jazz 2018, dedicato ai giovani talenti del jazz italiano, organizzato da Veneto Jazz nell’ambito del Bando Jazz promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Venerdì 15 marzo salirà sul palco dell’Auditorium Gazzoli Carmen Ferreri, frutto di quella fucina di talenti che è il primo talent show italiano: Amici. Il suo album “La Complicità”, distribuito dalla Universal Music Italia, è entrato direttamente al terzo posto della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia. Per i primi mesi del 2019 è prevista l’uscita del suo nuovo lavoro discografico: probabile anteprima a Visioninmusica.

Venerdì 29 marzo arriverà FORQ: un quartetto strumentale statunitense i cui concerti dal vivo sono sempre esperienze formidabili e travolgenti. La sua musica è definita jazz fusion, ma ciò suona riduttivo: chi conosce Snarky Puppy può farsi un’idea delle loro sonorità, due dei suoi membri vengono da lì. “Thrēq” (da pronunciare come l’inglese “threek”) è il loro ultimo album.

Si chiude venerdì 12 aprile con Simona Molinari e il suo Sbalzi d’amore tour. La passione per i musical di Broadway, l’amore per il jazz e l’improvvisazione, insieme ad una voce dalle sonorità afroamericane costituiscono la cifra stilistica di Simona Molinari, protagonista di un concerto dal taglio autobiografico che ripercorre la carriera di un’artista capace di collezionare prestigiose collaborazioni (Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Renzo Arbore, Massimo Ranieri ecc.) e preziosi riconoscimenti (Premio Mogol, il Premio Carosone, Premio Tenco ecc.).
Tutti gli spettacoli si svolgeranno all’Auditorium Gazzoli di Terni con inizio alle ore 21:00, ad eccezione di quelli di Baptiste Herbin, Carmen Ferreri e Simona Molinari programmati per le ore 21:30. Promozioni sui biglietti fino a Natale.

Elisabetta Castiglioni

 

 

Innovativo progetto per bimbi a Corte Molon

Uno spazio dedicato ai genitori e ai loro piccoli, da 0 a 36 mesi, con attività, incontri e un innovativo servizio a domicilio per le neo mamme, completamente gratuiti.

È ‘Insieme a te’, il nuovo progetto rivolto alle famiglie con bambini fino a tre anni, che sarà attivo da ottobre a maggio a Corte Molon, a Verona, all’interno dello Spazio Famiglie del Comune.

A livello provinciale si tratta di una novità assoluta. Il progetto, promosso dalla cooperativa sociale Aribandus in collaborazione con Comune, ULSS 9, Cooperativa sociale Azalea, Pensiero srl, Cooperativa CSA e Università di Padova, è infatti l’unico ad essere stato selezionato dall’Impresa sociale ‘Con i Bambini’, nell’ambito del Fondo per il contrasto alla Povertà educativa Minorile, attraverso il bando prima infanzia.

Obiettivo del servizio è quello di offrire a mamme, papà ma anche ai nonni che si trovano ad accudire i nipotini, momenti di incontro e approfondimento per rendere meno faticosa e più piacevole la crescita dei figli, in particolare nei loro primi anni di vita.

Tra i servizi offerti: ‘Home visiting’ (per bimbi da 0 a 9 mesi), un servizio a domicilio per le neo mamme, per offrir loro ascolto e sostegno e stare al loro fianco nei primi mesi di vita; Spazio bebè (0/11 mesi), per mamme con neonati che desiderano incontrare altre mamme e confrontarsi con professionisti per condividere dubbi e fatiche ma anche gioie e scoperte; Girotondo (12/36 mesi), per mamme, papà e nonni che vogliono far vivere al proprio bimbo esperienze di gioco, scoperta ed apprendimento insieme ad altri bambini e famiglie.

‘Insieme a te’ proporrà anche corsi di formazione e incontri con esperti, atelier creativi e attività di giocomotricità, con un calendario sempre in aggiornamento per accontentare il maggior numero di utenti.

Dal 18 al 28 settembre, per conoscere i servizi e avere informazioni sulle attività educative, si terranno gli Open Days di presentazione.

Gli appuntamenti si tengono presso lo Spazio Famiglie del Comune di Verona, in via della Diga 19 a Verona (accanto a Corte Molon) e prevedono un momento di benvenuto con presentazione del progetto, del programma delle attività e delle modalità di accesso. La partecipazione è gratuita previa iscrizione ed è aperta a tutti i bambini e le bambine da 0 a 36 mesi, che non frequentano altri servizi per l’infanzia, in compagnia dei genitori.

“Un progetto in linea con lo Spazio Famiglie già presente a Corte Molon, che non risponde a situazioni di disagio ma bensì vuole essere di aiuto alla genitorialità – afferma l’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco -. Ancora una volta l’Amministrazione dimostra particolare attenzione nei confronti del mondo dell’infanzia e della famiglia, con un progetto che è frutto di un percorso di collaborazione tra enti e associazioni del territorio”.

Roberto Bolis

Il romanzo de lemienotizie.com

Ecco la quinta pagina del romanzo scritto per lemienotizie.com. Il finale di pagina può essere richiesto inviando una e-mail a: lemienotizie.com@libero.it

Riceverete la fine di ogni pagina gratuitamente comodamente nella vostra posta elettronica.

Quinta pagina.

L’aria si era caricata di umidità. La percepiva dall’odore che assumeva la leggera brezza che entrava nel suo studio dalla finestra semiaperta: per quanto carica di polveri sottili e di un vago odore di inquinamento da olio pesante catrame e anidride carbonica, l’aria si imbizzarriva e si inarcava come se stesse facendo la doccia sotto un rivolo dispettoso, e regalava un sentore che non si sentiva solo al naso, ma anche in gola. Lui era particolarmente sensibile a questo. Non sapeva se era dovuto al suo essere cieco, forse era così, ma essendo tale dalla nascita, non aveva metri di paragone. Si alzò dalla sua scrivania e chiuse la finestra, sapendo che Lavio era lì, vicino alle sue gambe, e non lo perdeva mai di vista. Era il suo secondo cane, il primo se n’era andato sei anni prima. Non sarebbe stato capace di vivere senza il suo cane per ciechi. Era una sicurezza in un mondo buio, che per quanto sapeva non era buio solo per chi non ci vedeva. Il suo cane era il suo migliore amico, il più certo e il più fedele; chi si prendeva cura di lui senza chiedere niente, senza un perché, senza fargli sentire di essere diverso dagli altri. Sì, era stato addestrato per accompagnarlo, ma non era commiserevole, paternalistico, saccente. Lavio era eccezionalmente umano, molto più umano di tanti umani. Tuttavia, quel pomeriggio non gli sembrava soltanto l’aria carica di umidità il problema per il quale chiudere la finestra. Si avvicinò a Lavio e lo accarezzò con una certa tristezza. Lavio gli leccò una mano e poi gli mise il muso nell’altra, come faceva esclusivamente quando riteneva che Andrea si stesse mettendo a piangere. La sensazione che divenne improvvisamente e inaspettatamente imperante era di pericolo. Un pericolo lì, presente. Come se fosse entrato un ladro in casa, come se dovessero scappare. Si divincolò dal muso di Lavio e cominciò a girare per la casa come impazzito, sbattendo un paio di volte contro le pareti. Stava accadendo qualcosa. “Lavio, c’è qualcuno in casa?”. Il cane girò per le tre stanze, annusando, e gli rispose abbaiando che no, in casa erano soli. Forse si sta solo mettendo a piovere, pensò tra sé.

“Sta piovendo?”, e anche a questo il cane gli fece capire che no, non pioveva. Andrea chiuse comunque la porta di ingresso con tutte le mandate, e chiuse le finestre e le tapparelle. Che accadeva? […]

 

©Alessia Biasiolo per lemienotizie.com. Riproduzione vietata.

 

Il romanzo de lemienotizie.com. La quarta pagina

Ecco la quarta pagina del romanzo scritto per lemienotizie.com. In questo caso la pagina è completa. Segui nei prossimi giorni la continuazione.

Quarta pagina.

Era sempre stato un fanatico nazista. Forse un perché non avrebbe saputo trovarlo e trovarlo perché, poi. Bastava avere qualcosa in cui credere che lo facesse sentire bene dentro. E nel suo dentro l’idea di essere nazista ci stava bene. Piano piano aveva tagliato i capelli, aveva trovato da mettere mimetiche o completi neri, aveva preso anche un certo modo di fare marziale, meno sciallo di quanto non fosse abituato, con la bottiglia di birra in mano il sabato sera a cazzeggiare da qualche parte senza alcun ideale. Ecco, adesso beveva la stessa birra, sempre dalla bottiglietta, ma l’ideale l’aveva. Aveva conosciuto un sacco di gente come lui, ma anche qualcuno di più tosto: qualcuno che gli aveva detto che doveva leggere, informarsi e formarsi su tutte le fantastiche idee naziste che potevano andare bene anche adesso, oggi. E questo non gli piaceva. Leggere, studiare… Aveva lasciato perdere presto, perché stare seduto tra i banchi e rispettare le regole non era davvero il suo forte. Ma il nazismo era tutta un’altra cosa. Lì le regole ci sono e le rispetti. E soprattutto le fai rispettare agli altri. Adesso c’era il problema di leggere il libro del Capo, un libro grosso, ci avrebbe messo un po’. Ma come dire agli altri che non era capace di leggere bene un libro così importante per la causa? Solo che ogni volta che stava in camera sua, nel caos totale che non aveva niente di simile alle camerate ordinate di un soldato ordinato del nuovo ordine neonazista, non riusciva a concentrarsi per leggere. Si sdraiava sul letto e sentiva il cane abbaiare. Metteva la cuffie con la musica, e sentiva il cane abbaiare. Si spostava sul divano con la tele accesa e sentiva il cane abbaiare. Comunque lui si proponesse di mettersi ad imparare il vangelo nazi, sentiva il cane abbaiare. Porte e finestre aperte o chiuse che fossero, il cane si sentiva abbaiare lo stesso. Sempre. Doveva esserci una soluzione. Doveva eliminarlo. Doveva eliminare tutti i cani che gli impedivano di concentrarsi a leggere il libro fondamentale per la sua formazione personale. Come fare? Probabilmente non si poteva sparare ad un cane o fare qualcosa del genere per eliminarlo. Che poi non sapeva nemmeno dove fosse, si sentiva abbaiare, ma non proprio vicino a casa sua. Quindi avrebbe dovuto cercarlo e trovarlo per toglierlo di torno. Non sapeva bene da che parte cominciare, e trovare la soluzione nel libro non era possibile, perché non riusciva a leggerlo con tutto quel chiasso. Si vergognava anche a chiedere agli altri cosa pensassero, perché l’idea di porre come problema un cane che abbaiava, non gli sembrava molto macho, idoneo all’idea di se stesso che quel tipo di politica gli aiutava ad avere. Sembrava una soluzione senza fine. Ma forse la fine stava arrivando.

©Alessia Biasiolo per lemienotizie.com. Riproduzione vietata.

 

Continua il romanzo de lemienotizie.com

Ecco la terza pagina del romanzo scritto per lemienotizie.com. Il finale di pagina può essere richiesto inviando una e-mail a: lemienotizie.com@libero.it

Riceverete la fine di ogni pagina gratuitamente comodamente nella vostra posta elettronica.

Terza pagina.

Il vecchietto non desisteva. Era tornato un’altra volta dal canile con un bastardino. Non gli bastava che quello prima fosse morto avvelenato. Un altro ancora! E glielo avrebbe fatto sparire. Era una questione di principio. Il primo cane abbaiava sempre, e l’avevano trovato stecchito. Il secondo pisciava contro la sua rete, e l’avevano trovato stecchito. Il terzo era scappato, non si sa perché, può darsi invogliato da qualche buona cibaria per cani, ed era stato investito da un’automobile. Il quarto, stecchito di nuovo. E adesso un quinto ancora? Con la piccola pensione? E va bene che è solo, ma può accontentarsi di guardare la televisione! Comperare un cane! Da portare a passeggio ogni giorno, tre volte al giorno. E il dottore ha detto che ha problemi cardiaci! No, no, il vecchietto non merita alcuna azione di disturbo, ma il cane! Che non si azzardi ad abbaiare! Che non si metta a fare le buche! Che non limiti la sua zona a goccetti di pipì canina! Che non… a parte che non lo aveva ancora visto. Chissà, forse era morto arrivando a casa! Magari! Ma no, ecco il vecchietto che esce. E il cane dov’è? Sta’ a vedere che l’ha lasciato a casa! Ha solo una borsa sotto braccio. Ehilà! Buongiorno! Come sta? La vedo solare, oggi! Cosa? un nuovo cane? E dove sta? Lì dentro? Nella borsa? A fare che?! Piccolo? Come piccolo?! E si avvicinò a guardare nella borsa un batuffolo assonnato che non sarebbe mai diventato molto più grande di così, non certo più della borsa che lo portava dentro come un marsupiale. E cosa se ne fa di un cane che non cammina e che deve portarsi dietro? Non vuole che gli succeda qualcosa? E a lei non ci pensa, portarselo dietro così?! Non è pesante? Sì, ma con la spesa? La spesa nel sacchetto e pure il cane. Ah, non è che deve sempre stare nella borsa, cammina anche, però lo farà camminare, sgambare, al parco apposito, così da evitare che venga investito dall’automobile o avvelenato da qualcosa che mangia in giro, o comunque morto per qualche strano motivo. Sa, io non ho molto da vivere ancora e questo so che sarà il mio ultimo cane. Ecco, da vicino stronzo sentì un po’ di rimorso per tutte quelle morti che aveva sulla coscienza solo perché aveva pensato solo a se stesso e non al benessere di quel povero cristo che non aveva mai invitato a casa, pur sapendo che viveva solo, una volta in tutti gli anni che si conoscevano.  […]

Alessia Biasiolo