I colori di Martino Zanetti in esposizione alla Gran Guardia di Verona

È il colore il principale protagonista della creatività pittorica di Martino Zanetti. Infiniti intrecci di blu, arancione, verde e, ancora, di linee di azzurro acceso su fondali di rosso vivo che, dal prossimo 29 giugno, sarà possibile ammirare negli allestimenti realizzati alla Gran Guardia in occasione della mostra ‘Midsummer Night Colours’.

In esposizione una creatività artistica che raccoglie, su grandi tele dal forte impatto emotivo, le infinite cromie della natura, ripercorrendo e reinterpretando, senza imitarli, tutti i vasti repertori del linguaggio pittorico dell’astrattismo contemporaneo, tracciando una linea che unisce idealmente Henri Matisse a Sam Francis.

Alla base del lavoro di Zanetti, la pittura veneta, terra nella quale è nato e dalla quale ha ricavato tutti i tratti distintivi del suo linguaggio artistico.

L’artista, oltre ai grandi maestri del passato, affonda le proprie radici creative nella sua storia personale di imprenditore di successo, reinterpretata sulla tela con creazioni dalla forte vitalità e realismo. Così, i colori diventano sensazioni ed emozioni cromatiche sgargianti che sprigionano energia e felicità per la vita. La pittura di Zanetti porta la mente a viaggiare con leggerezza e, al tempo stesso, riempie lo sguardo di luce.

L’esposizione, in programma fino al prossimo 1° settembre, è accessibile al pubblico con ingresso gratuito.

La mostra, il cui titolo è un richiamo alla commedia shakespeariana ‘A Midsummer Night’s Dream’, è stata presentata a palazzo Barbieri dall’assessore alla Cultura Francesca Briani insieme all’artista. Presenti, Donatella Bertelli curatrice della mostra e vice presidente della Comunità del Garda.

“Una splendida occasione per conoscere ed ammirare le realizzazioni artistiche di un pittore veneto dal forte temperamento espressivo – dichiara Briani – che, partendo dal mondo dell’imprenditoria, con la sua azienda di caffè prima in Italia, è approdato al mondo dell’arte attraverso lo studio dei classici, successivamente reinterpretati con un personale linguaggio pittorico ricco di colore e luce. Un particolare ringraziamento, quindi, agli artefici dell’evento, cui la città dà il benvenuto in uno dei suoi contesti architettonici più belli ed importanti”.

“I colori sono per me – spiega Zanetti – il regno dei sogni e della memoria. La bellezza di Verona, città tra le più affascinanti, mi evoca tonalità meravigliose soprattutto notturne, nelle infinite gradazioni di viola e degli ori delle stelle. Pur nella mia assoluta certezza dell’identità degli autori delle commedie shakespeariane, ho voluto essere evocativo di un sentimento. Questo titolo mi fa volare”.

La mostra, che sarà inaugurata venerdì 28 giugno ore 18, sarà accessibile al pubblico dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 19.

Martino Zanetti nasce il 4 febbraio 1944 a Treviso e la sua passione per la pittura inizia già negli Anni ’50 a Burano, all’Associazione Tempore. Successivamente, studiando i classici e riproducendoli, matura una propria fisionomia pittorica che, dal 1976, lo porta alla realizzazione delle sue esporre.

 

Roberto Bolis

Ferrara sotto le stelle 2019

Cinque date per altrettante serate all’insegna della musica indipendente, con il Castello estense a fare da sfondo. Ferrara sotto le stelle conferma anche per questa edizione 2019 un programma ricco e variegato di artisti e repertori della scena musicale internazionale che tra l’11 giugno e il  22 luglio si esibiranno tra piazza Castello e il cortile del Castello.

IL CALENDARIO

Martedì 11 giugno, Cortile del Castello Estense, ore 21
Teenage Fanclub– Ingresso 18€ + DP
UNICA DATA ITALIANA
I precursori dell’indie rock moderno hanno influenzato una generazione di fan e musicisti diventando una delle band di culto più idolatrate degli ultimi decenni. La loro pietra miliare Bandwagonesque – pubblicato dall’iconica Creation Records –  ha gettato le fondamenta dell’alternative come lo conosciamo oggi, fatto di suoni immediati e spontanei, di toni melanconici e chitarre incalzanti.

Lunedì 24 giugno, Cortile del Castello Estense, ore 21
Julia Holter
– Ingresso 20€ + DP

L’innovazione e la sperimentazione stanno alla base delle composizioni della cantautrice che più ha stupito critica e pubblico negli ultimi anni. I brani di Julia Holter sono fatti di vocalizzi teatrali, synth, archi e percussioni, mixati in arrangiamenti strumentali affascinanti e ricchi di svolte sorprendenti. Le forme d’arte creative lontano dalle strutture rigide e ortodosse delle accademie l’hanno resa l’esponente più importante del pop d’avanguardia contemporaneo.

Martedì 25 giugno, Cortile del Castello Estense, ore 21
Soap&Skin
  – Ingresso 23€ + DP UNICA DATA ITALIANA
Introversa e tormentata, incline a creare atmosfere cupe e gotiche, Anja Plaschg compone delicate ballate pianistiche, innervate da sferzate elettroniche e da una voce algida e intensa. Il precoce talento della musicista austriaca è l’espressione musicale più compiuta dell’instabilità emotiva e della fragilità esistenziale.
Anja possiede una profondità creativa ed una potenza narrativa uniche nel suo genere, che senza dubbio le hanno fatto meritare la definizione di regina della scena dark-alternative.

Giovedì 18 luglio, Piazza Castello, ore 21
Thom Yorke Tomorrow’s Modern Boxes
 – Ingresso 50€ + DP
Il leader dei Radiohead è il più influente musicista contemporaneo. Il poliedrico Yorke infatti non ha solo guidato la band che più si è reinventata nell’ultimo trentennio, ha anche scritto le pagine più interessanti dell’attuale scena elettronica, sia come solista che con i suoi Atoms For Peace, divenendo inoltre protagonista nella composizione di colonne sonore nel 2018 firmando le musiche del remake del capolavoro Suspiria. La sua carriera è costellata da importanti riconoscimenti e collaborazioni illustri, prima fra tutte, quella con Nigel Godrich.

Lunedì 22 luglio, Piazza Castello, ore 21
Tash Sultana
 
 – Ingresso 32€ + DP UNICA DATA ITALIANA
Taglienti pezzi polistrumentali, loop labirintici, finger tapping e beatboxing sono gli ingredienti su cui si basa il talento cristallino della giovanissima cantautrice, che ha lasciato le strade di Melbourne per approdare sui palchi più importanti del mondo. Tash scrive, registra, produce ed esegue da zero tutti i brani che propone dal vivo, come una vera e propria one-woman-band che suona con virtuosismo oltre venti strumenti diversi.
Le sonorità aliene, il timbro magico e la chitarra imperiosa creano un melange di generi inedito ed ancora inesplorato.

 

Alessandro Zangara

 

In Arena la prima mondiale del balletto ‘Romeo e Giulietta’

La presenza in città, in via eccezionale, del ballerino di fama mondiale Sergei Polunin (nella foto), è stata l’occasione per presentare l’evento di cui sarà protagonista quest’estate in Arena.

Un evento unico per Verona, che il 26 agosto alle 21 ospiterà in Arena la prima mondiale dello spettacolo ‘Romeo e Giulietta’ diretto da Johan Kobborg, con il ballerino ucraino Sergei Polunin nei panni di Romeo. Sul palco insieme a lui, danzeranno Alina Cojocaru, nel ruolo di Giulietta, e un cast di 20 danzatori di fama internazionale.

Un progetto unico, realizzato apposta per il palco dell’Arena e per Verona, città simbolo del capolavoro skakespeariano, da cui partirà proprio il tour mondiale.

Prima di recarsi in Arena per un servizio fotografico, Polunin ha voluto incontrare in municipio il Sindaco e quanti partecipano alla realizzazione dell’evento. Si tratta infatti di una produzione Polunin ink e Show Bees, che a Verona arriva grazie alla collaborazione tra ATER, agenzia di danza nazionale, e il Festiva della Bellezza.

Insieme al sindaco, erano presenti in sala Arazzi il responsabile degli eventi extralirica di Fondazione Arena Gianmarco Mazzi, Gianmario Longoni di ATER, il direttore artistico del Festiva della Bellezza Alcide Marchioro, oltre al ballerino Sergei Polunin e al coreografo e direttore dello spettacolo Johan Kobborg.

“Polunin è un numero uno al mondo, non c’è palco migliore per lui che la nostra Arena – ha detto il sindaco -. Una produzione in cui crediamo fermamente e che va nella direzione di alzare sempre di più l’asticella della qualità delle proposte offerte. Il che significa anche diversificare, per raggiungere un pubblico sempre più vasto. Quindi non solo lirica e concerti di musica pop e rock, ma anche danza, tanto più se a ballare è uno dei migliori talenti al mondo. Nonostante la giovane età, infatti, Polunin ha già alle spalle una carriera straordinaria, destinata solo a crescere e a fare di lui un artista che passerà alla storia. Averlo sul nostro palco più famoso non può quindi che essere motivo di grande orgoglio e soddisfazione, oltre che la riprova di quanto l’Arena sia uno dei teatri più ambiti da tutte le star internazionali”.

“Insieme a Roberto Bolle, Sergei Polunin è senza dubbio il ballerino di danza classica più famoso al mondo – ha aggiunto Mazzi -. Ha già calcato i maggiori palcoscenici di Londra e della Russia, ed ora è pronto per questa nuova sfida, che lo vedrà per la prima volta nel ruolo di Romeo. Sarà uno spettacolo dal forte impatto emotivo, con scenografie suggestive, per un’esperienza che resterà nel cuore degli spettatori. Ringrazio Il Festival della Bellezza per il prestigioso risultato, la danza è una forme d’arte che più sanno emozionare. L’obiettivo è far si che lo spettacolo entri a far parte in modo stabile della programmazione degli spettacoli in Arena”.

“Qui realizzo davvero un sogno – ha detto Polunin -. L’Arena di Verona, Romeo e Giulietta e un balletto classico lontano dalle compagnie di balletto stabili, tre obiettivi che, per una serie di congiunture fortunate, riesco a raggiungere tutti insieme”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Anche Verona tra le tappe della Freedom Charity Run

Di corsa per 1050 chilometri da Gdansk a Milano, per favorire la dialogo tra i popoli e raccogliere fondi per i bambini in difficoltà. È la Freedom Charity, Run 2019 che il 4 e 5 luglio farà tappa anche a Verona.

L’evento, che vuole sottolineare l’importanza della libertà, della democrazia e dell’amicizia tra le nazioni, dal 2013 è promosso annualmente in tutto mondo dall’organizzazione umanitaria Lions Clubs International, con percorsi e tappe sempre diverse. In sette edizioni sono stati percorsi oltre 5000 chilometri di corsa ed attraversate 14 nazioni in 3 diversi continenti.

Una lunga corsa internazionale che quest’anno, dal 26 giugno al 6 luglio, partendo da Gdansk in Polonia, attraverserà Austria, Ungheria, Croazia e Slovenia, per terminare a Milano, dove è in programma, dal 6 al 9 luglio, per la prima volta in Italia, la Convention mondiale Lions.

I corridori arriveranno a Verona il 4 luglio alle 17, per ripartire il giorno successivo alle 8.30 alla volta di Milano.

L’appuntamento è stato presentato a palazzo Barbieri durante l’incontro fra l’assessore allo Sport Filippo Rando e i due rappresentanti del Lions Clubs International Mariusz Szeib e Daniel Wcisło Poznań.

“Sono onorato che Verona sia stata scelta come tappa di questo importante appuntamento sportivo – ha detto Rando –. Un’iniziativa umanitaria di straordinario valore, il cui ricavato sarà devoluto in favore dei bambini del Rwanda”.

Ulteriori informazioni sul sito http://freedomcharityrun.org.

Roberto Bolis

A Verona Giacometti e i capolavori da Chagall a Kandinsky

Sarà come aprire una porta sul passato e trovarsi davanti la grande arte parigina della prima metà del novecento. Dal 16 novembre al 5 aprile 2020 Verona ospiterà la mostra “Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght”. Per la prima volta insieme le opere in bronzo e i disegni del più grande scultore del ventesimo secolo e i più bei dipinti realizzati nella Parigi a cavallo tra le due guerre. Una proposta inedita che troverà spazio in uno dei contenitori espositivi più belli d’Italia, la Gran Guardia.

La mostra, organizzata da Linea d’Ombra con il Comune di Verona e la Fondazione Marguerite e Aimé Maeght, è curata da Marco Goldin. Main sponsor il Gruppo Baccini.

Insieme per la prima volta una vera e propria monografia dedicata ad Alberto Giacometti, con oltre settanta opere tra bronzi, disegni e pitture, assieme ai capolavori di artisti del calibro di Kandinsky, Braque, Chagall e Miró, con un’ulteriore ventina di dipinti famosi in tutto il mondo.

Un’attenzione particolare verrà riservata alla didattica e al mondo delle scuole. La mostra sarà infatti presentata in anteprima il 6 maggio agli insegnanti, che potranno conoscere quali saranno le attività pensate esclusivamente per gli studenti, dalle elementari alle superiori. Come nei grandi musei internazionali, verranno proposti percorsi tattili-sensoriali, con le opere che lo consentiranno, ma verrà anche data la possibilità di disegnare per terra davanti ai grandi capolavori.

La mostra è stata annunciata questa mattina, a Palazzo Barbieri, dall’assessore alla Cultura Francesca Briani insieme al curatore Marco Goldin.

“Sarà una mostra straordinaria nella sua originalità – ha detto Francesca Briani assessore alla Cultura-, con opere provenienti da collezioni private che raramente si sono viste in percorsi espositivi temporanei. Arriveranno, infatti, nella nostra città i capolavori dei più grandi artisti della prima metà del novecento, riconducibili alla Parigi di quegli anni. Uno sguardo corale alle più grandi opere di quel tempo, oltre che una bellissima monografia su Giacometti. Un’occasione davvero unica in un contenitore altrettanto straordinario. Con questa mostra, di indiscutibile spessore, Verona sarà in grado di offrire una proposta di alto livello non solo ai suoi cittadini ma anche ai milioni di turisti che ogni anno arrivano in città, attirando inoltre l’attenzione di esperti e appassionati”.

“Giacometti è stato una delle mie primissime passioni nel campo dell’arte, poco dopo i vent’anni – ha detto il curatore Marco Goldin -. Lo cercavo nei libri, nelle mostre e nei musei d’Europa. Ho immensamente amato dapprincipio i suoi disegni, diversi dei quali ho infatti scelto di portare in Gran Guardia. Poi i suoi quadri così sincopati, soprattutto le figure e le nature morte, anch’essi presenti a Verona, e naturalmente le celeberrime sculture. Sono felice di poter rendere omaggio a Giacometti in Italia con questa mostra così vasta, con opere che ne attraversano tutta la carriera, dal suo tempo giovanile in Svizzera alle sculture inaugurali attorno ai quindici anni fino alle prove surrealiste e a quelle, ormai facenti parte dell’immaginario collettivo, della maturità”.

La mostra rievocherà una delle più straordinarie avventure culturali in Europa dalla metà del secolo scorso in poi, quella di Aimé e Marguerite Maeght, che prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale fondano a Cannes una loro galleria. Nell’ottobre 1945 aprirà la galleria parigina, dove due anni dopo verrà presentata, con un successo senza precedenti, l’Esposizione internazionale del Surrealismo, in collaborazione con Duchamp e Breton. Nel 1964 poi viene inaugurata a Saint-Paul-de-Vence la Fondazione Maeght, con un insieme architettonico concepito per presentare l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme. La Fondazione possiede oggi una delle più importanti collezioni in Europa di dipinti, disegni, sculture e opere grafiche del XX secolo, con nomi di grande importanza che sono stati legati alla famiglia Maeght per decenni, Giacometti in primis.

Roberto Bolis

 

PHOTOLOGY AIR 2019 – 2020. Il nuovo parco per l’arte contemporanea in Sicilia

Ugo Rondinone

Mercoledì 3 aprile, dalle 17 alle 20, la Fondazione Gian Paolo Barbieri ha il piacere di ospitare l’anteprima nazionale per pubblico e stampa del progetto PHOTOLOGY AIR 2019 – 2020, che inaugurerà venerdì 21 giugno presso il nuovo parco per l’arte contemporanea aperto nel 2018 all’interno dei trenta ettari della splendida Tenuta Busulmone, a Noto, nel territorio siciliano di sud-est, dove Photology dal 2012 ha intrapreso un’intensa attività di diffusione delle arti fotografiche.

I visitatori potranno conoscere il progetto nel suo complesso, ma avranno anche la possibilità di vedere in anteprima assoluta quattro delle 30 opere fotografiche del progetto “Profondo Blu” di Gian Paolo Barbieri  che saranno esposte nel corso della stagione 2020 nella sezione Art Trail di Photology AIR: un doveroso omaggio al lavoro del fotografo milanese, che a partire dagli anni Ottanta ha viaggiato in alcuni dei luoghi più esotici e affascinanti del nostro pianeta collezionando ritratti inediti di un’umanità e di una natura intatta, frammenti di memoria destinati a perdersi per sempre, attimi sottratti a un processo di metamorfosi e devastazione inarrestabile.

All’anteprima nazionale di Photology AIR 2019-2020 saranno presenti, oltre a Davide Faccioli, fondatore di Photology, e a Gian Paolo Barbieri:

Francesca Gaglione, che presenterà il suo progetto di Catalogazione Fotografica permanente “Planta Manent”, realizzato in collaborazione con il botanico Paolo Uccello e nato con l’obiettivo di preservare, attraverso un lavoro di ricerca, gli endemismi puntiformi caratteristici dell’area circostante Tenuta Busulmone;

Angelo Candiano, l’artista siciliano che sarà presente nella nuova sezione “Belvedere Collectors” con l’opera Mutante (Punctum);

Emilio Fantin, che introdurrà le performances Esperienze sull’Impercepibile, programmata in occasione dell’apertura di Photology AIR 2019 il 21 Giugno 2019 e l’imminente Trekking19, che avrà luogo domenica 7 aprile a Milano in occasione di MiArt. Emilio Fantin prenderà inoltre parte anche a Photology AIR 2020 con un’installazione pensata per la mostra “The secret life of plants”;

Giada Barbieri, che per l’occasione svelerà una delle inedite installazioni di design naturalistico che saranno protagoniste nella sezione Exhibition 2020 “The secret life of Plants”.

Gian Paolo Barbieri Tartaruga Seychelles 2004 courtesy Fondazione Gian Paolo Barbieri

La scelta curatoriale per Photology AIR  2019/2020 si è indirizzata verso un tema sempre più attuale, la “coscienza ambientale”, e il titolo “PRESERVACTION” ne è diventato il manifesto: le attività che verranno presentate nel 2019 avranno come titolo “PRELUDE TO PRESERVACTION”, mentre quelle nel 2020 quello di “PRESERVACTION NOW!”.

Photology AIR 2019-2020 ospiterà cinque progetti naturalistico-fotografici allestiti negli spazi restaurati en plein air di un convento ottocentesco e lungo i tanti percorsi naturali all’interno della Tenuta Busulmone, e coinvolgerà in tutto quattordici artisti nazionali e internazionali: Gianfranco Gorgoni, Gian Paolo Barbieri, Angelo Candiano, Mario Giacomelli, Jack Pierson, Giada Barbieri, Massimo Bartolini, Mario Cresci, Juan Pedro Fabro, Emilio Fantin, Fiamma Montezemolo, Irina Raffo, Luca Vitone, Francesca Gaglione.

Inoltre, Photology AIR 2019-2020 prevede anche un progetto per i più giovani realizzato in collaborazione con il Comune di Noto e Legambiente dal titolo“Educational Project: Kids in Action”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare ed educare le giovani generazioni alla tutela dell’ambiente attraverso iniziative specifiche, che permetterà loro di utilizzare i materiali raccolti come elementi per laboratori artistici, seguendo le orme di artisti affermati come Damien Hirst, KCHO, Micheal Fliri.

In occasione della presentazione alla Fondazione Gian Paolo Barbieri il pubblico potrà degustare uno dei nuovi vini della Tenuta di Tavignano nelle Marche, il “Pestifero”: vino frizzante, nasce da uve Verdicchio, Malvasia, Sangiovese seguendo un metodo ancestrale, imbottigliato poco prima della fine della fermentazione, non filtrato e non sboccato.

FONDAZIONE GIAN PAOLO BARBIERI

Via Lattanzio 11, Milano

 

De Angelis (anche per le fotografie)

I Dialoghi tagliano il traguardo dei dieci anni, a Pistoia dal 24 al 26 maggio

ph Laura Pietra

Dopo il successo della scorsa edizione con oltre 30.000 presenze, il festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, si prepara a festeggiare un compleanno importante: la decima edizione, che si terrà a Pistoia dal 24 al 26 maggio 2019.

La direttrice Giulia Cogoli, che firma il programma sin dalla prima edizione, ha scelto per il 2019 il tema: “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”.

Con-vivere significa “vivere con”, vivere assieme nel rispetto dell’altro. Come e perché noi umani stiamo insieme? Come ci rapportiamo con gli altri esseri viventi e, più in generale, con il mondo in cui ci è dato vivere, con gli animali e la natura?

Proporre il tema convivenza significa evocare la questione dell’essere umano nella sua completezza e nell’accezione aristotelica di animale politico. Significa riflettere su come si forma il legame sociale e sul rapporto tra convivenza e conflitto, analizzare come altre società e altre epoche hanno organizzato e realizzato la convivenza. Significa inoltre parlare della famiglia, nucleo basilare della società, dei suoi modelli e della sua evoluzione.

Con-vivere è un “mestiere”, nel senso che la società è un ambito di costruzione, non un approdo naturale dell’essere umano. In una società ogni giorno più segnata da un’accelerazione generale, in cui i rapporti sono costantemente mediati dal digitale, diventa sempre più difficile dialogare in modo profondo ed egualitario.

«Riflettere sui linguaggi e sulle pratiche del vivere insieme, vuole essere anche un modo per valorizzare e riprendere il percorso decennale che i Dialoghi hanno compiuto – afferma Giulia Cogoli – Un percorso di tematiche che si tengono assieme e che compongo, anche grazie ai contributi di alcuni fra i più importanti intellettuali contemporanei, un grande mosaico culturale, fatto di tante tessere, pensieri, approfondimenti, con una forte visione e valenza unitaria. Questo è forse il punto di eccellenza e di forza dei Dialoghi: produrre cultura – una cultura della convivenza – e farlo in un percorso ideato e costruito appositamente, sia all’interno del singolo programma di ogni anno, sia nella visione più ampia del decennale».

Nati nel 2010, i Dialoghi sono stati animati fin da subito dalla volontà di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle società umane. Un percorso lungo e intenso, premiato da numeri in continua crescita: nelle prime nove edizioni le presenze sono state 167.000; i relatori – italiani e internazionali – 250; i volontari più di 3.000.

Negli anni, al festival si sono affiancate una serie di iniziative di produzione e documentazione culturale: dai volumi editi da UTET nella serie Dialoghi sull’uomo (dodici titoli già pubblicati e due in arrivo nel 2019), a un vasto archivio di registrazioni audio e video che sul canale YouTube dedicato ha raggiunto le 800.000 visualizzazioni; dal Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo a mostre con grandi nomi della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.

Nel 2018, il festival ha valicato i confini nazionali, organizzando un ciclo di incontri all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e portando all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi la mostra di Gianni Berengo Gardin ideata appositamente per i Dialoghi.

I Dialoghi hanno sempre dedicato grande attenzione ai giovani e fin dalla prima edizione, per avvicinare gli studenti al tema del festival, organizzano un ciclo di incontri per le scuole: un vero e proprio mini corso di antropologia culturale, che in nove anni ha coinvolto circa 20.000 giovani di tutt’Italia.

Dopo la lezione di oggi, ancora due le lezioni in programma, al Teatro Manzoni di Pistoia, fruibili anche in diretta streaming:

il 26 febbraio il genetista Guido Barbujani parlerà di: “Tutti parenti tutti differenti. Contro la tentazione del razzismo, la verità spiegata dalla scienza”;

il 2 aprile lo storico Carlo Greppi terrà la lezione: “La frontiera come luogo di incontro”.

Delos