Ulderico Tramacere, “Nylon”, a Milano

Dieci immagini in bianco e nero per raccontare la sofferenza di una natura secolare, simbolo di pace e saggezza, che all’improvviso viene modificata per far spazio a un discusso intervento dell’uomo.

Red Lab Gallery/Miele, di via Solari 46 a Milano, presenta a ingresso libero, fino al 2 aprile 2019, la mostra fotografica di Ulderico Tramacere Nylon, a cura di Gigliola Foschi.

Nylon, seconda di quattro esposizioni personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”, è l’intenso e delicato racconto della fase che precede l’espianto degli ulivi nel Salento per far posto al TAP, il Gasdotto Trans Adriatico che, collegando il Gasdotto Anatolico alla zona di confine tra la Grecia e la Turchia, si snoda per 845 km prima di attraversare il territorio italiano per altri 33 km.

Ulderico Tramacere, autore salentino nato a Lecce nel 1975 e intimamente legato alla sua terra, parte da un fatto di cronaca, che ha messo in discussione millenni di cultura e civiltà contadina, per invitare a riflettere su quello che le azioni umane possono provocare a livello ambientale, culturale e sociale.

Distanti da una fotografia di racconto giornalistico o documentario, le sue immagini empatiche comunicano il sentimento di un’identità minacciata eppure potente.

U. Tramacere, “Danza macabra 7”, 2018, stampa giclée, cm 90×65

Nylon non vuole essere una denuncia o un giudizio di valore sul gasdotto, ma un atto di pietas, un gesto d’amore nei confronti degli ulivi del Salento: la ripetitività ritmica degli alberi incappucciati, sculture lignee dalle fattezze umane, e la scelta da parte dell’artista della stampa in bianco e nero, evidenziano il dramma in atto senza enfasi e in modo interrogativo.

Insieme ai progetti del 2016 Cellophane (sul dramma dei migranti alla frontiera greco-macedone) e Pluriball (sulle devastazioni del terremoto nell’Italia centrale), Nylon rappresenta il terzo atto della trilogia “Film plastici”, nata con precisi obiettivi etici e con l’intento di riflettere sull’opacità dell’informazione

Gigliola Foschi: “Le sue immagini s’impongono per la loro essenzialità poetica, per la loro capacità metaforica di comunicare il dramma di questi alberi, eradicati dalla terra che li nutriva e trasformati in malati in attesa di spostamento.   Basate sulla vicinanza e sulla capacità di “vedere-sentire” tali ulivi come presenze ferite e potenti, le fotografie di Tramacere compongono una sorta di inquietante e affascinante danza macabra; ci fanno avvertire il grido di dolore di una natura sempre più dominata dall’uomo ma, al contempo, ne fanno emergere la forza arcaica”.

I racconti fotografici all’interno dell’avvolgente spazio della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.

In dialogo con le fotografie di Ulderico Tramacere l’artista Daniele Papuli presenta la sua opera Panta Rei realizzata con materiali plastici per imballaggi.

Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo le mostre di Bruna Rotunno e Ulderico Tramacere continuerà con Nel buio si cela la luce di Erminio Annunzi (aprile/maggio 2019), e Atlas di Alessandra Baldoni (giugno/luglio 2019).

Ulderico Tramacere (Lecce, 1975). Nel 2018 ha partecipato a MIA Photo Fair, nella sezione “Proposta MIA” con Nylon, progetto che ha ricevuto il “Premio MIA Photo Fair / RAM Sarteano” ed è stato esposto nel 2018 nella mostra Verso il cielo (Rocca Manenti, Sarteano, SI). Nel 2017 ha esposto a MIA Photo Fair e ha vinto il premio “Piaceri d’Italia” con l’opera Pecora Nera.  Nel maggio 2017 la fotografia Gatto Nero è stata pubblicata all’interno del volume a tiratura limitata, edito da Henry Beyle, Gatti di Maggio di Vasco Pratolini. Tra i suoi precedenti lavori: Film plastici (2016-in corso), riflessione sul linguaggio documentaristico attraverso l’osservazione di eventi come il terremoto in Centro Italia e il dramma dei migranti in territorio greco-macedone; Arneo (Ed. Grifo, 2015, prefazione di Ferdinando Scianna), libro fotografico sulla storia e l’evoluzione di una porzione di territorio salentino, presentato ed esposto a Lecce (Cantine Moros), Roma (Galleria Gallerati), Milano (Photofestival), Siracusa e Modica (Med Photo Fest) e Bibbiena (CIFA); Lente di Fresnel (2004-in progress), il quale oggi funge da “firma” dell’autore e della sua personale ricerca sul ritratto fotografico, esposto per la prima volta al “Festival Internazionale della Fotografia di Roma” nel 2009; Liber Monstrorum de diversis generibus (2012), bestiario contemporaneo esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore e presso Art Vilnius (Lituania, 2014).

Red Lab Gallery/MieleVia Solari 46, Milano. Fino al 2 aprile 2019.

Ingresso libero

Orari di apertura: da lunedì a venerdì 15.00-19.00; sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00.

De Angelis

 

Angelo Morbelli. Luce e colore a Milano

In occasione del centenario dalla morte dell’artista, Galleria Bottegantica di Milano propone, dal 25 gennaio al 16 marzo 2019, una attenta monografica di Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919), protagonista della pittura italiana del secondo Ottocento e del Divisionismo, in modo peculiare.

L’esposizione, curata da Stefano Bosi e Enzo Savoia, presenta una selezione di opere fondamentali, alcune mai prima esposte, atte a documentare l’evoluzione del percorso artistico di Morbelli e le sue tematiche di elezione.

“Nell’opera di Morbelli – affermano i Curatori – dimensione realistica e dimensione simbolica parallelamente coesistono. La minuziosa insistenza realistica, mentre ci immerge in una precisa realtà, la esaspera, fa sì che ci appaia in una diversa luce, che le toglie credibilità nella dimensione del reale, la immobilizza, la fissa in emblema”.

Il realismo sociale, che egli interpreta con profonda sensibilità e capacità di analisi, si trasmuta in positività le volte in cui egli si approccia al variegato tema del paesaggio. I suoi paesaggi dominati dall’assenza di figure e di azione, dove l’emozione del pittore trova pieno appagamento nell’aprirsi, in religioso silenzio, alla natura, che è il regno delle cose che si rinnovano da sole, l’ente che possiede e dona la vita.

Ne sono un esempio gli ariosi paesaggi dei ghiacciai valtellinesi o delle montagne piemontesi, le ampie vedute della marina ligure, gli scorci della laguna veneta, colti perlopiù al tramonto, e quelli assolati dell’amato giardino della residenza campestre a La Colma, presso Rosignano, sulle colline del Monferrato. Monti, mare, boschi sono cantati come lezione di vita vera e autentica, nei quali l’animo dell’artista sembra quietarsi.

In Morbelli, la ricerca del Vero e quella del Bello e di immagini idonee a esprimerlo, vanno di pari passo. Come risulta evidente nei dipinti dedicati al lavoro delle mondine, al nudo femminile e all’universo adolescenziale delle ballerine. Quest’ultima produzione, in particolare, è caratterizzata da una raffinatezza formale tale da distinguersi come uno dei momenti più alti raggiunti in pittura dall’artista, dove la visione si piega al sentimento, grazie anche a un uso sapiente e controllato dell’illuminazione e all’elegante messa in posa delle giovani creature, colte nella fugacità di un attimo. La bellezza e la perfezione delle loro forme fuggono dagli eccessi di un realismo troppo esibito. Più che a una rappresentazione realistica ci troviamo di fronte all’esaltazione di una nuova intensità espressiva, occasionata dall’aver conferito alla figura il potere di espansione della propria luminosità interna, in stretta relazione con la qualità della luce-ambiente, in cui essa è calata.

Angelo Morbelli: Luce e colore approfondisce anche, con il contributo di esperti nel settore, il tema della tecnica, specie quella divisionista, che lui ritiene essere la pittura del futuro: “L’affare dei puntini è per me” – scrisse in una lettera del 1895 all’amico Virgilio Colombo “un esercizio pratico, come le scale del pianoforte. Il ridicolo cui i colleghi affettano schiacciare i puntini, mi assomiglia un po’ quello dei padroni dei velieri contro i primi tentativi delle barche a vapore, parendo loro impossibile che un tubo potesse far tanto! La cosa è da noi prevista; ma non farà deviare un ette dal cammino prescelto chi ha la schiena forte! Intanto si vengono ad avere dei risultati maggiori: aria, luce, illusione dei piani e dei toni!”.

ANGELO MORBELLI. Luci e colori.

Milano, Galleria Bottegantica, via Manzoni 45

dal 25 gennaio al 16 marzo 2019, dal martedì al sabato 10-13; 15-19. Ingresso libero.

S. E.

“Another Earth” di Bruna Rotunno

 

Red Lab Gallery/Miele presenta la mostra di Bruna Rotunno, Another Earth, a cura di Gigliola Foschi. L’esposizione è la prima di un ciclo di 4 mostre personali unite dal tema “Ascoltare la Terra”.

Another Earth è una nuova ricerca, creata da Bruna Rotunno durante numerosi viaggi in molti luoghi del nostro pianeta. Ciò che emerge da queste immagini non è però una documentazione geografica o paesaggistica: l’autrice anzi nega qualsiasi visione d’insieme.

Lo sguardo corre vicino alle rocce o sulla superficie scintillante e cangiante del mare, poi entra nel tronco vuoto di un ulivo contorto, quasi volesse immedesimarsi con la sua sofferenza e il suo slancio verso il cielo. Quella di Bruna Rotunno è una fotografia essenziale e vibrante, che si lascia assorbire dalla natura e che, proprio per questo, non la descrive. È una fotografia nata da un incontro intimo e appassionato con la Madre Terra, con la sua energia primigenia, i suoi colori che si accendono di una cromia magica. Queste immagini, pervase da un senso di ineffabile mistero, sono la risposta al richiamo di una natura vista e sentita come un mondo potente, ancora capace di stupire e di offrire esperienze profonde, nelle quali immergersi e rigenerarsi. L’approccio visivo di Bruna Rotunno è infatti magico-rivelatorio, proteso a evocare l’intensità di un legame emozionale e quasi corporeo, tanto da far emergere la forza potente di un universo naturale non piegato ai voleri dell’uomo.

Lo spazio avvolgente e innovativo della Red Lab Gallery / Miele (che presenta il sistema photoShoWall, composto da moduli-cornice che possono ospitare immagini intere o scomposizioni inedite) ha offerto inoltre all’autrice l’opportunità di progettare uno spazio immersivo, dove i visitatori possano entrare nella sua opera e “sentire” l’energia della natura: quella potenza oltreumana – a volte incantata, a volte addirittura “stregata” – che le sue fotografie riescono a comunicare. Non più appese ai muri, come avviene nelle gallerie tradizionali, le sue opere (fotografie e video) divengono spazio ed esperienza.

Il progetto “Ascoltare la Terra”, dopo la mostra di Bruna Rotunno, vedrà esporre: Ulderico Tramacere con Nylon (7 marzo – 1 aprile 2019), Erminio Annunzi con Nel buio si cela la luce (aprile/maggio 2019), Alessandra Baldoni con Atlas (giugno/luglio 2019).

Bruna Rotunno, nata a Matera, vive e lavora tra Milano e Parigi. Ha collaborato per anni con la Condè Nast e con le maggiori agenzie di advertising firmando campagne per clienti come Bmw, Alitalia, American Express, Audi, Loro Piana, Zegna, etc. Autrice che lavora con fotografie e video ha esposto in numerose gallerie sia in Italia che all’estero. Ha avuto una personale alla Triennale di Milano (Shangai 24h, 2010) e ha partecipato alla Biennale di Venezia del 2005 con il cortometraggio Sultans Dream. Il suo lavoro Women in Bali è stato esposto presso la Visual Arts di New Delhi, il Museo d’Arte Orientale di Torino (MAO) e la Sacred Gallery di Hong Kong. In Francia è rappresentata dalla galleria Molin Corvo di Parigi. Ha pubblicato sei libri e vinto due volte il Prix de la Photographie Paris.

Mostra a cura di Gigliola Foschi

Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 4, Milano

25 gennaio – 27 febbraio 2019

Orari di apertura

Da lunedì a venerdì 15.00-19.00

Sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

De Angelis (anche per la fotografia)

Capodanno allo Zelig

 

Si rinnova il tradizionale appuntamento di Capodanno dello Zelig Cabaret di Milano: lo storico locale comico proporrà una serata di grande spettacolo, con protagonisti alcuni dei migliori comici della squadra dello Zelig televisivo.

Il comico pugliese VINCENZO ALBANO torna sul palco dello storico locale milanese (in Viale Monza al 140) nei panni di capocomico per una serata unica, tra sana ironia e leggerezza e tanto divertimento.

Sul palco dalle ore 23.00, insieme a Vincenzo Albano si alterneranno alcuni dei comici di Zelig più amati come GIANCARLO BARBARA, SILVIO CAVALLO, FEDERICA FERRERO, SIMONETTA GUARINO e GIGI ROCK.

In scena una carrellata di personaggi, di gag, battute, pezzi comici nuovi e di repertorio che divertiranno il pubblico.Tra un numero comico e l’altro via libera alla sensualità di Marlene ClouseaueBig Bottom Berenicee le loro performance di burlesque.

Uno spettacolo di cabaret a 360 gradi,composto da una scaletta di grande intensità ritmica e comica, Vincenzo Albano e il cast di comici convocati assicurano infatti un susseguirsi di situazioni che non lasciano respiro allo spettatore per le numerose risate e che riscalderà l’atmosfera in attesa della mezzanotte e poi… spumante e panettone per tutti! Fino all’alba per fare colazione insieme.

Il programma prevede numerosi interventi dei comici in cast a partire dal presentatore della serata, Vincenzo Albano, che il pubblico televisivo conosce soprattutto per la partecipazione a Zelig e Zelig Time, come “uomo dei tutorial” e per il suo personaggio, il manager Enzo Ratti, ma anche per essere l’intervistatore del programma “People from… Milano” (Zelig TV).

La serata sarà ricca di gag comiche, monologhi, personaggi surreali, numeri comici musicali.

Giancarlo Barbara in scena ripercorrerà alcuni notissimi film e canzoni di successo ponendo degli interrogativi, per poi sorprendere tutti con le sue risposte. Sul palco è solito a interagire con il pubblico coinvolgendolo nel racconto delle sue storie improbabili, cambiando mille espressioni grazie alla sua mimica straordinaria. Con i suoi interventi comici durante la serata di Capodanno, si potrà assistere a una miscela di monologhi e gag sul mondo del cinema, della musica e del kung fu in un comico e sorprendente susseguirsi di citazioni. A tutto questo si aggiungono le esibizioni musicali di Silvio Cavallo che porterà sul palco la sua straordinaria energia eclettica, riversandola in canzoni dalle incantevoli melodie e dalle liriche soavi… e di Gigi Rock, figura di gentile ed estroverso «rocker metropolitano» caratterizzato da una spiccata vena surreale, capace di attirare un pubblico variegato e per questo apparso in trasmissioni televisive come «Paperissima sprint» o «Quelli che il calcio» ed ovviamente «Zelig». Durante la serata di San Silvestro Gigi Rock diventerà Gigi Love con le sue improbabili canzoni d’amore, il poeta Gigi Pulp o il travolgente ballerino Gigi Dance. La notte di San Silvestro a Zelig Cabaret si tinge di rosa con Federica Ferrero, conosciuta soprattutto per il personaggio della Dottoressa Ferrero, una improbabile brevettatrice di oggetti alquanto insoliti e di dubbia utilità e di Simonetta Guarino, che porterà in scena il meglio del suo spettacolo “50 sfumature di Gigio. (Gigio è mio marito)” in cui interpreta Gaia, la stravagante casalinga che, per affrontare le ristrettezze e le difficoltà della vita familiare, si aiuta con calmanti colorati e fughe nel fatato mondo dei saldi dei grandi magazzini. Non mancheranno incursioni dell’ultimo personaggio creato da Simonetta Guarino, Leonarda, rampante manager di ultima generazione dal cinismo dissacrante.

“Da sempre – dichiara Giancarlo Bozzo, direttore artistico di Zelig Cabaret – la formula magica del successo dello Zelig Cabaret non si basa su caviale e paillettes, ma su un’accurata scelta degli artisti e dei testi che propongono, qualcosa che si ripete ogni giorno dell’anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre. Ecco perché i migliori comici degli ultimi trentadue anni sono tutti passati di qui, una tappa fondamentale per tutti loro.

E allora, come da tradizione, anche questa volta lo Zelig Cabaret si prepara per offrire una notte di fine anno memorabile per tutti gli amanti del teatro e del cabaret, una serata fra amici semplice, divertente, panacea per il cuore e per la mente, nel suo genere assolutamente unica, da stra-consigliare a tutte le persone cui vogliamo bene. Per ridere e sorridere ancora una volta insieme.”

Vincenzo Albano, alla sua prima volta come conduttore del capodanno comico milanese per antonomasia, risponde: “Vi faremo ridere, divertirvi ed emozionarvi in questa serata che, nonostante durerà 2 anni, volerà come se fossero poche ore! Volete un’anticipazione dello spettacolo? Ok: ad un certo punto faremo un conto alla rovescia, ma non vi dico quando.”

 

Claudia Bianchi

Credo nei prossimi 7 minuti. Liana Ghukasyan

Per lei la bellezza ha un’altra forma. Le sue storie dipinte, ricolme di passione e sofferenza, raccontano con forza disarmante di lei e, inesorabilmente, anche della sua identità di donna e artista armena.

“Credo nei prossimi 7 minuti”, la nuova personale di Liana Ghukasyan presso la Galleria Après-coup Arte di Milano in via Privata della Braida 5 in zona Porta Romana, curata da Sarah Lanzoni, è l’espressione diretta dei sentimenti dell’artista attraverso più di 20 opere fra oli su tela, disegni su carta e incisioni, realizzate dal 2009 ad oggi.

Liana Ghukasyan, nata in Germania nel 1986 ma cresciuta in Armenia, nella regione Vahan nella provincial di Gegharkunik sul confine dell’Azerbaijan, si esprime in maniera estremamente diretta, nella vita così come nell’arte.

La sua ricerca artistica è, al contempo, indagine aperta sulle proprie emozioni più intime nonché espressione silenziosa di una identità armena molto forte.

La drammaticità che esprimono i suoi lavori viene raccontata dall’artista in maniera nuda e schietta, senza filtro alcuno. Lo sgomento, l’inquietudine e il senso di turbamento che trasmettono sono in perfetto equilibrio con la spiccata vivacità che emerge dalle immagini dipinte.

L’efferatezza dei suoi racconti viene esaltata da una tavolozza di pochi colori, scelti per comunicare in maniera diretta un messaggio privato, eppure universale.

Dal suo mondo e dalla sua fantasia, dalla poesia delle sue pennellate e dei suoi disegni, nascono corpi deformati, figure a volte caricaturali, sempre in bilico tra la realtà e la fantasia, tra il grottesco e il surreale, eppure incredibilmente veri e graffianti, che parlano di carnalità e d’amore.

Sarah Lanzoni: “La forza della Ghukasyan si scatena dalle componenti di imprevedibilità contenute nella sua arte. È come se, paradossalmente, nelle sue opere riuscisse a catturare un elemento indescrivibile che sfugge di mano sia a lei, sia all’osservatore. Coglie la sensazione che l’essere umano prova quando pensa al proprio destino e al proprio futuro, senza abbandonarsi esclusivamente all’angoscia, prediligendo piuttosto la curiosità”.

La sperimentazione nell’uso e nella scelta del colore rimane un punto focale del suo percorso. Ad esempio alterna la densità della materia pittorica, che concentra fortemente in alcune pennellate di nero o grigio scuro, a un colore steso per campiture più ariose e leggere, come nei tre oli su tela “Tutte le stelle del mare”, “Ogni volta che canto” e “Schettini”, tutti presenti in mostra a Milano.

Accanto ai 9 oli su tela, ad Après-coup Arte verranno esposti anche 12 disegni su carta e 3 incisioni a puntasecca realizzate tra il 2009 e il 2010, ovvero nei primi mesi successive al suo arrivo in Italia.

Après-coup Arte

Milano, Via Privata della Braida, 5

Fino al 4 maggio 2018, da martedì a sabato 08.30 – 22.00

Ingresso libero

 

Studio de Angelis (anche per la fotografia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Business e glamour: a Host l’ospitalità di tendenza conquista operatori e trend-setter internazionali

Dopo cinque giorni di serrato networking tra tendenze e business, si conclude a fieramilano HostMilano, la manifestazione leader nel mondo per l’ospitalità nelle sue diverse declinazioni. A sottolineare l’esito della 40° edizione sono i numeri: i visitatori professionali sono stati in totale 187.602 (+24,3% rispetto al 2015),dei quali il 38,8% internazionali da 177 Nazioni (pari a 72.699, +20,4% rispetto al 2015). I Paesi più rappresentati tra i visitatori sono stati oltre a quelli europei la Cina, gli USA, quelli dell’area russa e Medio-Oriente, oltre a importanti presenze da Paesi particolarmente distanti o inconsueti, come Australia, Nuova Zelanda, Cambogia, Polinesia e Paesi africani (Botswana, Burundi, Eritrea, Ruanda, Zimbabwe).

Un parterre costituito in grandissima maggioranza da responsabili acquisti e decisori aziendali, tra i quali si segnalano gli oltre 1.500 hosted buyer profilati da tutto il mondo, individuati anche grazie alla stretta collaborazione con ITA-ICE Agenzia.

“Host è un caso di successo –commenta Fabrizio Curci, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano Spa –; con un incremento del 24,3% del numero di visitatori professionali, Host si conferma punto di riferimento per l’industria dell’ospitalità, il luogo dove le sue filiere si incontrano per plasmare le tendenze di domani, oltre che per fare business e networking. In particolare crescono a due cifre le presenze estere +20,4%: decisori e buyer arrivano anche dai Paesi più lontani per non mancare a questo appuntamento.”

“Abbiamo particolarmente apprezzato –prosegue Curci– il sempre maggiore impegno degli espositori a contestualizzare il loro prodotto con veri e propri storytelling, spesso di grande fascino. Una capacità che viene riconosciuta internazionalmente all’Italia e rafforza il valore del Made in Italy come asset fondamentale, in un settore in cui la nostra industria è spesso leader”.

Oltre 500 gli eventi in calendario, inoltre, tra i quali spiccano i Campionati Mondiali di Pasticceria FIPGC che quest’anno, circondata da un tifo da stadio, hanno visto trionfare l’Italia su 20 squadre di tutto il mondo, davanti a Cina (seconda) e Giappone (terzo).

Il ruolo di HostMilano è confermato anche dalla crescente attenzione delle istituzioni internazionali. Business Beyond Borders, progetto internazionale promosso dalla Commissione Europea, ha coinvolto 240 aziende di 53 Paesi in oltre 200 incontri, mentre partecipava per la prima volta il Grupo Consular de América Latina y el Caribe N.I., che raggruppa le rappresentanze consolari di Bolivia, Colombia, El Salvador, Ecuador, Messico, Nicaragua, Panama, Uruguay e Venezuela. Anche questa edizione ha inoltre ottenuto la prestigiosa certificazione dello US Commercial Service, rilasciata dallo US Department of Commerce solo a un ristretto numero di fiere internazionali che si distinguono per la capacità di creare effettivo business.

L’appuntamento con la prossima edizione di HostMilano è a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2019.

Flaviana Facchini

 

L’aperitivo di tendenza a Milano

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C’è il “Grappa Mule” con Ginger Beer, Succo di Lime, Menta, Zucchero e il tocco ricco ed ampio della Grappa di Arneis. Ma anche il “Lady Violet” con Liquore alla Violetta, Zucchero, Succo di Limone e le calde note fruttate della Grappa di Moscato Invecchiata. E ancora il “Milano 7.0”, con Bitter al Cioccolato, Liquore alla Vaniglia, Soda, Zucchero e i profumi intensi di rosa e viola della Grappa Riserva di Ruchè 7.0, il distillato di nuova generazione.

L’elenco potrebbe continuare ancora. Tanti drink diversi con sfaccettature differenti… ma un ingrediente immancabile: la Grappa. A Milano, infatti, l’aperitivo modaiolo è “cool” se si sorseggiano accattivanti drink a base del distillato italiano per eccellenza. Dove? Al neonato Grappa Store di via Marghera 14, il salotto buono dei Distillati “made in Italy” creato dalle tre giovani sorelle distillatrici Chiara, Silvia ed Elisa Belvedere Mazzetti, rappresentanti della settima generazione di Mazzetti d’Altavilla – Distillatori dal 1846.

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Qui è arrivato un appuntamento imperdibile per gli amanti delle nuove proposte e del beverage “made in Italy”: il “mercoledì di tendenza” con la possibilità di gustare l’aperitivo accompagnato da cocktail con l’uso dei distillati piemontesi.

Ogni mercoledì vi sarà dunque un’occasione gustosa ma anche formativa per la Grappa che viene “raccontata” nel suo accostamento a sapori e nella sua riscoperta versatilità nei drink. Già, perché, da tempo, di uso della Grappa nella mixability se ne parla assai… ma scarseggiano ancora le occasioni per la “prova” pratica e tangibile.

Ed è così che nella Milano mai sazia di nuovi stimoli arriva anche il “Grappa meeting”.

La gradazione alcolica dei drink? “Assolutamente non eccessiva”, confermano dal Grappa Store Milano rimarcando il buon equilibrio dei drink (con un occhio al “bere responsabile”) che si preparano a stupire il pubblico per intensità di profumi e vivacità di aromi.

Il consiglio è quello di vivere l’“Aperigrappa” all’insegna della convivialità, con amici e colleghi, per facilitare il confronto fra cocktail diversi che rispecchiano gusti e personalità disparati

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L’appuntamento con l’aperitivo alla Grappa è dunque per ogni mercoledì, al Grappa Store Milano, in via Marghera 14, dalle 18 alle 20.

Il Grappa Store Milano è aperto il Lunedì (ore 15-20) e dal Martedì al Sabato (orario continuato, dalle 10 alle 20).

 

Claudio Galletto