Business e glamour: a Host l’ospitalità di tendenza conquista operatori e trend-setter internazionali

Dopo cinque giorni di serrato networking tra tendenze e business, si conclude a fieramilano HostMilano, la manifestazione leader nel mondo per l’ospitalità nelle sue diverse declinazioni. A sottolineare l’esito della 40° edizione sono i numeri: i visitatori professionali sono stati in totale 187.602 (+24,3% rispetto al 2015),dei quali il 38,8% internazionali da 177 Nazioni (pari a 72.699, +20,4% rispetto al 2015). I Paesi più rappresentati tra i visitatori sono stati oltre a quelli europei la Cina, gli USA, quelli dell’area russa e Medio-Oriente, oltre a importanti presenze da Paesi particolarmente distanti o inconsueti, come Australia, Nuova Zelanda, Cambogia, Polinesia e Paesi africani (Botswana, Burundi, Eritrea, Ruanda, Zimbabwe).

Un parterre costituito in grandissima maggioranza da responsabili acquisti e decisori aziendali, tra i quali si segnalano gli oltre 1.500 hosted buyer profilati da tutto il mondo, individuati anche grazie alla stretta collaborazione con ITA-ICE Agenzia.

“Host è un caso di successo –commenta Fabrizio Curci, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiera Milano Spa –; con un incremento del 24,3% del numero di visitatori professionali, Host si conferma punto di riferimento per l’industria dell’ospitalità, il luogo dove le sue filiere si incontrano per plasmare le tendenze di domani, oltre che per fare business e networking. In particolare crescono a due cifre le presenze estere +20,4%: decisori e buyer arrivano anche dai Paesi più lontani per non mancare a questo appuntamento.”

“Abbiamo particolarmente apprezzato –prosegue Curci– il sempre maggiore impegno degli espositori a contestualizzare il loro prodotto con veri e propri storytelling, spesso di grande fascino. Una capacità che viene riconosciuta internazionalmente all’Italia e rafforza il valore del Made in Italy come asset fondamentale, in un settore in cui la nostra industria è spesso leader”.

Oltre 500 gli eventi in calendario, inoltre, tra i quali spiccano i Campionati Mondiali di Pasticceria FIPGC che quest’anno, circondata da un tifo da stadio, hanno visto trionfare l’Italia su 20 squadre di tutto il mondo, davanti a Cina (seconda) e Giappone (terzo).

Il ruolo di HostMilano è confermato anche dalla crescente attenzione delle istituzioni internazionali. Business Beyond Borders, progetto internazionale promosso dalla Commissione Europea, ha coinvolto 240 aziende di 53 Paesi in oltre 200 incontri, mentre partecipava per la prima volta il Grupo Consular de América Latina y el Caribe N.I., che raggruppa le rappresentanze consolari di Bolivia, Colombia, El Salvador, Ecuador, Messico, Nicaragua, Panama, Uruguay e Venezuela. Anche questa edizione ha inoltre ottenuto la prestigiosa certificazione dello US Commercial Service, rilasciata dallo US Department of Commerce solo a un ristretto numero di fiere internazionali che si distinguono per la capacità di creare effettivo business.

L’appuntamento con la prossima edizione di HostMilano è a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2019.

Flaviana Facchini

 

L’aperitivo di tendenza a Milano

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C’è il “Grappa Mule” con Ginger Beer, Succo di Lime, Menta, Zucchero e il tocco ricco ed ampio della Grappa di Arneis. Ma anche il “Lady Violet” con Liquore alla Violetta, Zucchero, Succo di Limone e le calde note fruttate della Grappa di Moscato Invecchiata. E ancora il “Milano 7.0”, con Bitter al Cioccolato, Liquore alla Vaniglia, Soda, Zucchero e i profumi intensi di rosa e viola della Grappa Riserva di Ruchè 7.0, il distillato di nuova generazione.

L’elenco potrebbe continuare ancora. Tanti drink diversi con sfaccettature differenti… ma un ingrediente immancabile: la Grappa. A Milano, infatti, l’aperitivo modaiolo è “cool” se si sorseggiano accattivanti drink a base del distillato italiano per eccellenza. Dove? Al neonato Grappa Store di via Marghera 14, il salotto buono dei Distillati “made in Italy” creato dalle tre giovani sorelle distillatrici Chiara, Silvia ed Elisa Belvedere Mazzetti, rappresentanti della settima generazione di Mazzetti d’Altavilla – Distillatori dal 1846.

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Qui è arrivato un appuntamento imperdibile per gli amanti delle nuove proposte e del beverage “made in Italy”: il “mercoledì di tendenza” con la possibilità di gustare l’aperitivo accompagnato da cocktail con l’uso dei distillati piemontesi.

Ogni mercoledì vi sarà dunque un’occasione gustosa ma anche formativa per la Grappa che viene “raccontata” nel suo accostamento a sapori e nella sua riscoperta versatilità nei drink. Già, perché, da tempo, di uso della Grappa nella mixability se ne parla assai… ma scarseggiano ancora le occasioni per la “prova” pratica e tangibile.

Ed è così che nella Milano mai sazia di nuovi stimoli arriva anche il “Grappa meeting”.

La gradazione alcolica dei drink? “Assolutamente non eccessiva”, confermano dal Grappa Store Milano rimarcando il buon equilibrio dei drink (con un occhio al “bere responsabile”) che si preparano a stupire il pubblico per intensità di profumi e vivacità di aromi.

Il consiglio è quello di vivere l’“Aperigrappa” all’insegna della convivialità, con amici e colleghi, per facilitare il confronto fra cocktail diversi che rispecchiano gusti e personalità disparati

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L’appuntamento con l’aperitivo alla Grappa è dunque per ogni mercoledì, al Grappa Store Milano, in via Marghera 14, dalle 18 alle 20.

Il Grappa Store Milano è aperto il Lunedì (ore 15-20) e dal Martedì al Sabato (orario continuato, dalle 10 alle 20).

 

Claudio Galletto

Capodanno allo Zelig Cabaret di Milano

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Ridere a Capodanno si può, anzi si deve!!! E a Milano c’è un indirizzo per chi vuol vivere la notte più importante dell’anno all’insegna del vero cabaret, capace di farti dimenticare in un solo istante i pensieri pesanti… lo Zelig Cabaret in Viale Monza 140.

Zelig Cabaret si basa su un’accurata scelta degli artisti e dei testi che propongono, qualcosa che si ripete ogni giorno dell’anno, dal 1 gennaio al 31 dicembre.

Ecco perché i migliori comici degli ultimi ventinove anni sono tutti passati di qui, una tappa fondamentale per tutti loro.

E allora, come da tradizione, anche questa volta lo Zelig Cabaret di Milano si prepara per offrire una notte di fine anno memorabile per tutti gli amanti del teatro e del cabaret, una serata fra amici semplice, divertente, panacea per il cuore e per la mente, nel suo genere assolutamente unica, da consigliare a tutte le persone cui vogliamo bene.  Per ridere e sorridere ancora una volta insieme.

Una serata speciale condotta da Paolo Franceschini e Mattia Casarin che tra un comico e l’altro non mancheranno di allietare il pubblico con i lori migliori pezzi comici personaggi raccontando ciò che lo circonda in modo irriverente e scanzonato.

Paolo Franceschini e Mattia Casarin sono i Gorilla! E di loro raccontano che sono soliti sostenere che su un palco la coppia perfetta sia composta da un uomo e una donna, quindi da ormai 10 anni vivono sospettando che l’altro sia una femmina con tratti molto maschili: nonostante questo vivono vite sentimentali separate.

Con due microfoni in mano hanno calcato diversi palchi sia in Italia che all’estero, a volte anche col pubblico davanti. Ancora prima di iniziare una conduzione, solitamente si scusano per quello che diranno. Sono entrambi militesenti, auto muniti, massima igiene, senza glutine, astenersi perditempo.

Il fatto che solo Paolo si sia visto a Zelig Off, Central Station, Tu si que vales, Eccezionale Veramente e Colorado, non fa di Mattia una persona migliore anche perché la colpa per alcune battute che non fanno assolutamente ridere è da imputare ad entrambi: uno le dice, l’altro le pensa.

Da non perdere quindi l’esilarante spettacolo di cabaret che riscalderà l’atmosfera in attesa della mezzanotte e poi… spumante e panettone per tutti! Fino all’alba per fare colazione tutti insieme.

Sul palco si alterneranno Enzo Paci, Mary Sarnataro, Elia Morra, Nando Timoteo, Paolo Casiraghi.

Iniziando da Enzo Paci (Zelig – Colorado – Comedy Central) che da sempre incuriosito dalle fragilità umane, affronta nei suoi monologhi temi in cui mette a nudo vizi e virtù dell’uomo moderno, smascherandosi lui stesso in prima persona e raccontando ad esempio l’incapacità di gestire la propria solitudine o la difficoltà nel fare delle scelte sentimentali o lavorative, costantemente condizionato dalla paura di fallire. Durante la serata non mancheranno alcuni suoi personaggi bizzarri come Mattia Passadore.

La serata prosegue e la risata mette i tacchi con  Mary Sarnataro irriverente, cinica, pungente porterà il meglio dei suoi monologhi e pezzi comici che raccontano il mondo visto dagli occhi di una donna molto particolare, prendendo di mira gli stereotipi rosa e travolgendo qualunque canone “di genere”.

Diretta, disinibita, autoironica, Mary con il suo umorismo strizza l’occhio alle “bad girls” della scuola Amy Shumer, portando in scena temi, ritmo e linguaggio disarmanti, con  l’unico obiettivo di far ridere: “Femminismo e femminilità proprio non fanno parte del mio obiettivo – spiega Mary – Mi fa piacere se la gente ride, credo nella ‘terapia della comicità’”.

Arriviamo agli interventi comici di Nando Timoteo. Quando ci si trova davanti a Nando Timoteo, non si è pubblico… ma parte integrante dello spettacolo.  Gli argomenti trattati dallo show sono i più disparati, dalla vita di coppia all’incompatibilità dei due sessi… dai viaggi di piacere all’attualità, dai test del militare alla direzione d’orchestra, cose che sembrano non centrare nulla l’una con l’altra ma che con estrema maestria l’attore cuce e ricama in un quadro più ampio.

L’improvvisazione rende ogni suo spettacolo unico ed ogni volta è come la prima.

Uno spettacolo di grande intensità ritmica e comica, un susseguirsi di situazioni che non lasciano respiro allo spettatore.

Imperdibile la comicità di Paolo Casiraghi, che proporrà l’esilarante Suor Nausicaa, la suora bergamasca che vive in un convento e scende dal monte Bergamone con i mezzi più improbabili, comprese moto da cross e Ape…carri. Poi, sarà la volta del seducente Manuel Garcia Chuparosa de la pierna, cantante spagnolo demenziale e imbroglione, dalla parlata incomprensibile ma dall’innegabile fascino e carisma che, con il suo carattere da primadonna riesce a suscitare molto imbarazzo… e non mancheranno nuove gag e monologhi inediti. Divertimento assicurato quindi con questa carrellata di personaggi che terminerà con l’ultimo esilarante personaggio nato dalla strabiliante fantasia di Paolo Casiraghi: Joker,  l’acerrimo nemico di Batman,  il genio del male che si sforza d’essere sempre più dementemente malvagio! Tra una battuta e l’altra, Joker racconterà le sue insolite avventure, tra cui il perché delle tante cicatrici sul volto. Tutto è partito da un incidente domestico, ma… non solo!

E dopo monologhi, personaggi al veglione di Zelig Cabaret arrivano le surreali e imprevedibili canzoni di ELIANTO, l’inventacanzoni.

Elianto è un artista di strada, un maligno improvvisatore di rime dedicate ai passati ed autore di canzoni satiriche e non. In occasione della festa di capodanno verrà condensata la sua personalità, il suo mondo folle e la sua musica, il tutto condito dalle improvvisazioni che vedranno ancora una volta il pubblico come unico vero protagonista.

In scena anche un pizzico di Burlesque con Marlene Clouseau e Dreamy Princess, che renderanno la serata prorompete, intrigante e giocosa tra glitter, strass e paillettes! Ironia, vivacità e divertimento non mancheranno negli acts delle due performer Cinzia Campostrini ed Elisa Finazzi. Dalla diva elegante, sensuale e affascinante Marlene Dietrich a combina guai di ispirazione francese… fino alla principessa dolce ed ironica …e ingenuamente maliziosa…

Per informazioni e prenotazioni: 02 2551774.

 

Claudia Zambianchi

Rievocazioni storiche nell’ambito de “La Maison du Roi” sabato e domenica a Milano

Visto il notevole successo di pubblico, l’apertura della mostra “La Maison du Roi” (Palazzo del Senato – Archivio di Stato – via Senato 10 Milano) è stata prorogata sino a sabato 6 febbraio sempre con la formula delle visite guidate gratuite.

Inoltre sabato 23 e domenica 24 gennaio due grandi appuntamenti da non perdere per scoprire tutti i segreti dei corpi di guardia dei re di Francia.

Sabato 23 verranno rievocati in particolare i seguenti momenti di vita militare:

Arruolamento di nuove reclute. Un graduato esorta i giovani a entrare nei ranghi delle Gardes Françaises, per servire il sovrano, in cambio di un cospicuo premio d’ingaggio, un’alta paga, vitto e alloggio, e il prestigio di vestire l’uniforme del re.

Equipaggiamento della recluta. Al nuovo soldato viene fornita la sua uniforme completa di armi ed equipaggiamento, che viene illustrata in dettaglio nei suoi componenti, spiegandone la funzione e quindi le motivazioni razionali della moda militare dell’epoca, così diversa da quella attuale.

Addestramento individuale. Alla recluta viene insegnato il maneggio delle armi, in particolare la complessa operazione di caricamento del fucile a pietra focaia.

Ispezione delle armi della squadra. Un caporale dopo l’appello del mattino esegue l’ispezione delle armi, controllando che ogni soldato sia dotato degli effetti regolamentari, e che questi siano tenuti in perfetto ordine ed efficienza.

Manovre di squadra. Il caporale addestra la propria squadra, sotto la supervisione di un ufficiale, nelle manovre di base, in particolare i diversi sistemi con cui viene eseguito il fuoco dei fucili e l’uso della baionetta in combattimento.

Servizio di guardia. Viene messa in scena la procedura di cambio delle sentinelle ai cancelli della reggia di Versailles, che avveniva di regola ogni due ore. Le sentinelle si presentano reciprocamente le armi e si passano le consegne, quindi vengono sostituite.

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Domenica 24 gennaio ultima apertura straordinaria dalle 15.00 alle 19.00 con tre visite guidate gratuite (16.00 – 17.00 – 18.00) accompagnati da Gabriele Mendella, curatore della mostra e sarto d’epoca particolarmente amato a Buckingham Palace.

La mostra “La Maison du Roi 1690-1792” è ideata e curata da Gabriele Mendella, coadiuvato da M. Jérémie Benoit, conservatore della Reggia di Versailles, e supportato nella ricerca iconografica e documentaristica da archivi e musei di tutta Europa.

Ventisei manichini a grandezza naturale, completi di uniformi ed equipaggiamenti originali, offrono un’immagine più vera del vero dei vari corpi di guardia civili e militari che componevano La Maison du Roi,  il più prestigioso dell’esercito regio, una truppa d’elite temuta  su tutti i campi di battaglia,  ma anche strumento dell’immagine sfarzosa del potere dei Re di Francia.

Un racconto dell’evoluzione del costume e della moda militare da Luigi XIV a Luigi XVI dal 1690 al 1792 attraverso le sfarzose divise delle guardie dei sovrani, tutte riprodotte seguendo i metodi dell’epoca e usando la stessa qualità e tipo di panni specificati nei contratti di forniture originali.

Punto focale della mostra la celebre tenuta indossata dalle Gardes de la Manche, vale a dire le Guardie del Corpo della compagnia scozzese che affiancavano il sovrano ovunque andasse, fino a sfiorarne, appunto, la “manica”.

Fra i pezzi più apprezzati la tenuta indossata dalle Gardes du Corps di Luigi XVI a Versailles il 5-6 ottobre 1789, quando diversi di loro si sacrificarono per salvare la regina Maria Antonietta dalla folla che aveva invaso Versailles.

Le Gardes Françaises si sono costituite nel 2003 con uno scopo preciso: far rivivere nel modo più serio e scrupoloso possibile i fasti dell’esercito francese del XVIII secolo.

Il soldato francese del ‘700, lungi dall’essere reietto della società, è un soggetto capace di imprese straordinarie e con una rara capacità di adattamento a situazioni ambientali anche estreme, dai campi delle Fiandre, alle pianure della Germania, alle foreste del Canada.

L’ associazione ha scelto di adottare, nell’approccio alla ricostruzione storica, il concetto di “Living History” o “Storia Vivente”, che si è affermato negli ultimi anni negli Stati Uniti e in Europa: servendosi delle ricerche più avanzate delle discipline storiche tradizionali, l’obiettivo è riproporre la Storia attraverso ruoli e personaggi in un contesto materiale quanto più fedele all’originale. Il tutto al fine di rendere viva e comprensibile la Storia, soprattutto ai più giovani.

Nell’opera di ricostruzione intrapresa dall’associazione, si è deciso sin dall’inizio che non vi sarebbero state scorciatoie: uniforme, equipaggiamento, addestramento, disciplina sul campo, tutto è improntato al più assoluto rigore filologico, nel rispetto della fedeltà storica.

Gardes Françoises rechargeant leurs fusils

In questi anni il gruppo Le Gardes Françaises ha preso parte alle rievocazioni delle battaglie di Torino (1706), dell’Assietta (1747) e di Blenheim (1704), e sono stati ospiti in più occasioni del gruppo storico gemellato dei Royal Ecossois nella guarnigione della fortezza di Briançon.

Nel 2004 a Milano ha organizzato un ballo in abito d’epoca nello splendido Palazzo Serbelloni.

Nel 2005 ha organizzato il tricentenario della battaglia di Cassano e dei fatti di Antegnate (2005).

Nel 2006 ha preso parte alla rievocazione della battaglia di Ramillies, nel 2008 a quella di Oudenaarde, mentre nel 2007 è stato protagonista del tricentenario della battaglia di Almansa (1707) in Spagna, ove è poi tornato ancora nel 2009 e 2011.

Nnel 2007 e 2009 ha preso parte alle celebrazioni per il 250° anniversario della battaglia di Minden (1759) in Germania, dove ha anche partecipato al raduno internazionale di Fulda.

Le Gardes Françaises è stato inoltre presente alle celebrazioni dell’assedio di Verrua e della battaglia della Marsaglia, che si svolgono regolarmente in Piemonte ogni anno.

Orari di apertura con visita guidata gratuita:

da lunedì a giovedì 10.00-18.00 (visita ore 16.00) ; venerdì 10.00 – 15.00 (visita ore 14.00) ; sabato 10.00-14.00 (visita ore 11.00).

APERTURA STRAORDINARIE CON VISITE GUIDATE: domenica 24 gennaio 2016 dalle 15.00 alle 19.00 con visite guidate alle ore 16.00 – 17.00 – 18.00 con obbligo di prenotazione: 345 7190941 oppure 334 9467522:

Biglietti: adulti € 7, ridotti € 4.

 

De Angelis

 

GLITCH. Interferenze tra arte e cinema in Italia

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta “GLITCH. Interferenze tra arte e cinema in Italia”, una collettiva che riunisce opere di artisti italiani delle ultime generazioni, volte a esplorare le relazioni di linguaggio e contesto tra due diversi mondi. La mostra è la più ampia panoramica dedicata finora in Italia ad uno dei temi centrali dell’arte contemporanea.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, PAC e CIVITA, GLITCH inaugura in occasione della 10a Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, di cui il Padiglione milanese è socio fondatore.

“Il PAC sta accompagnando i suoi visitatori lungo un viaggio alla scoperta di una realtà che incide profondamente sul nostro quotidiano e sulla nostra emozione, contribuendo a formare la nostra sensibilità e, in fondo, la nostra cultura di uomini contemporanei – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Dopo aver condotto i visitatori in un percorso affascinante che si snodava tra crimine e arte con The crime is almost perfect, ecco ora una mostra che ci introduce in un mondo immaginario situato all’esatta intersezione tra tecnologia e arte, grazie al linguaggio più attuale in assoluto: quello dell’immagine in movimento. Un ‘luogo’ tutto italiano dove Milano si trova perfettamente a suo agio, essendo la capitale della creatività italiana e, al tempo stesso, dell’industria e dell’innovazione tecnologica”.

La mostra partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.

Commissionata dal nuovo Comitato Scientifico del PAC – alla sua seconda mostra – e curata da Davide Giannella, GLITCH presenta una selezione di opere tra film, installazioni, fotografia e performance, realizzate da artisti italiani negli ultimi quindici anni, dal 2000 al 2015, con pochissime eccezioni che suggeriscono antecedenti e contrappunti.

Il titolo della mostra si rifà al linguaggio dell’elettronica e del digitale: il glitch è una distorsione, un’interferenza non prevista all’interno di una riproduzione audio o video, un’onda breve e improvvisa che dura un istante e poi si stabilizza. Un momento inatteso che può diventare rivelatore, come possono esserlo le opere in mostra: tracce di un territorio i cui confini sono in costante via di definizione, tesi e sfumati tra diversi sistemi critici, di produzione, distribuzione e fruizione.

Filo conduttore è l’idea di storytelling, di rifrazione tra narrativa lineare e non lineare, verità e finzione, ma anche di ricerca attorno all’atto di guardare e di montare storie: elementi fondanti del cinema e trame dell’arte recente, ma soprattutto strumenti nella creazione di miti e immaginari attraverso differenti linguaggi.

Il passaggio definitivo al digitale ha portato allo snellimento degli strumenti e all’assottigliamento dei costi nella produzione e distribuzione di immagini in movimento. Quelle che sino a pochi anni fa erano, per qualità formale e costi, produzioni esclusive dell’industria cinematografica, sono oggi alla portata di un sempre più ampio numero di autori. L’episodio dell’ 11 Settembre 2001 ha decretato in maniera definitiva quanto la creazione e rielaborazione di immagini sia dominio di tutti e come i racconti, per quanto frammentati, siano generatori di immaginari prima ancora che testimonianze di realtà, rendendo il reale fittizio e materializzando finzioni.

A questo si è aggiunta nel 2003 la nascita di youtube.com: sempre più artisti visivi – anche in Italia – si sono avvicinati alla sperimentazione nell’ambito delle immagini in movimento, superando o discostandosi della videoarte per avvicinarsi al linguaggio più narrativo del cinema e all’immediatezza di internet. Il risultato è l’allargamento di quell’area di confine in continua evoluzione, l’interstizio tra territori attigui, ma ancora distinti, chiamato Art Cinema.

GLITCH si sviluppa su tre livelli principali, tre aree che si muovono intorno all’idea di opera filmica.

Il primo livello, quello cinematografico, trasforma il PAC in un multisala: 64 film d’artista sono stati suddivisi in due programmi, che verranno proiettati a giorni alterni all’interno di tre mini-cinema realizzati ad hoc per la mostra. Le opere, raccolte in serie e per temi, avranno soprattutto carattere narrativo: produzioni di artisti che lavorano nella cornice dell’arte contemporanea o meta-film, appartenenti all’ampia categoria del cinema sperimentale.

Il secondo livello, quello delle installazioni, contiene opere che instaurano relazioni con il linguaggio e l’immaginario cinematografico e funzionano come declinazioni, traduzioni o presupposti dei lavori filmici.

Il terzo livello, quello performativo, proporrà performance come dispositivi dal vivo di immagini in movimento, presentando progetti che sfondano la dimensione dello schermo, oppure creano relazioni multimediali o ancora analizzano e sottolineano, reinterpretandoli, elementi specifici del cinema.

Per garantire al pubblico la visione di tutte le opere video sarà possibile acquistare, in alternativa ai consueti ticket di ingresso giornalieri, un abbonamento alla mostra che consente un accesso illimitato alle proiezioni e agli eventi collaterali.

La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva annuale del PAC, e con il supporto di Vulcano.

L’allestimento dei mini cinema sarà realizzato con materiale Alcantara prodotto in due speciali versioni.

Seguendo una precisa volontà di collaborare con altri progetti e istituzioni attive sul territorio, in occasione della mostra il PAC collabora con Careof DOCVA, che presenta all’interno del proprio spazio espositivo in via Procaccini Diamanti: una mostra di approfondimento che ripercorre la filmografia e la produzione degli artisti italiani selezionati per Glitch, attraverso i preziosi materiali conservati nell’archivio video.

Come di consueto, il PAC ha in programma una serie di attività per avvicinare il pubblico alle opere in mostra. Ogni giovedì alle 19.00 e la domenica alle 18.00 sono previste visite guidate gratuite per tutti i visitatori. La mostra sarà inoltre accompagnata da un public program di approfondimento con proiezioni dedicate a monografie d’autore, talk e selezioni di carattere tematico.

Davide Giannella (1980) è curatore indipendente. La sua ricerca è incentrata principalmente sulle relazioni tra il sistema dell’arte e i differenti ambiti dell’orizzonte culturale contemporaneo. Ha lavorato parimenti per istituzioni pubbliche come la Triennale di Milano (Junkbuilding, 2008, collettiva) e il Museo Marino Marini di Firenze (Glaucocamaleo, 2014, Luca Trevisani) e per gallerie private e spazi indipendenti come Ramiken Cruicible (New York; Surfing With Satoshi, 2013, Alterazioni Video) e Le Dictateur (Milano; UV-Ultraviolento, 2012, collettiva). Per il Milano Film Festival cura dal 2010 verniXage, rassegna dedicata al territorio liminale dell’Art Cinema, lavorando con artisti nazionali e internazionali. Attraverso queste esperienze ha elaborato una figura che fonde la pratica curatoriale con quella di produttore esecutivo sui set cinematografici, occupandosi dei contenuti, della produzione e della distribuzione su più piani delle opere filmiche. È stato coordinatore del corso in Arti Patrimoni e Mercati dell’Università IULM c/o Triennale di Milano (2009-13).

La seconda mostra nella programmazione guidata dal nuovo Comitato Scientifico del PAC continua a esplorare le interazioni tra arti visive e altri linguaggi, filo conduttore delle mostre della kunsthalle milanese per il biennio 2014 -16.

La prima, Il delitto quasi perfetto (Luglio-Settembre 2014), immaginata e allestita come la scena di un crimine, ha messo in rapporto le opere di artisti internazionali delle ultime generazioni che hanno colto come spunti creativi il noir, il gotico e il giallo: generi letterari, cinematografici e televisivi. Glitch trasforma invece il PAC in un multisala e in una fantasmagoria sul cinema, per esplorare il territorio di confine tra arte, film e immaginazione, con l’ambizione di diventare anche punto di partenza per una ricerca continua sulle produzioni e sui modi di diffusione di lavori che, anche in Italia, alimentano uno dei luoghi più densi dell’attuale scena artistica internazionale.

Obiettivo del Comitato Scientifico del PAC è infatti quello di amplificare il ruolo storico del Padiglione come osservatorio sulle nuove tendenze nelle arti e nelle culture contemporanee, con un’enfasi particolare sul rapporto tra arti visive e altri campi della creatività e del pensiero.

A Milano, dai movimenti d’avanguardia del primo ’900 in avanti, i confini tra arti visive e altri linguaggi – architettura, arti performative, design, editoria, letteratura, moda, musica, poesia, pubblicità – sono sempre stati ridefiniti e scientemente messi in discussione – da Marinetti a Munari a Cattelan. Un’attitudine che è anche il risultato della disponibilità di Milano ad accogliere culture altre e della persistenza della sua stessa cultura, che considera e pratica da sempre il pensare e il fare come parti di uno stesso processo: imparar facendo.

Milano e il PAC sono per questo autorevoli punti di riferimento dei movimenti che stanno cambiando l’ambiente artistico globale. Le relazioni tra passato e presente, individuale e collettivo, alto e basso, artistico e industriale, originale e copia, sud-nord, est-ovest si stanno riconfigurando radicalmente, in maniera spesso ambigua e contradditoria, seguendo traiettorie nuove e inaspettate. L’arte contemporanea è luogo d’osservazione privilegiato di queste mutazioni.

Il Comitato Scientifico del PAC – sotto la direzione di Domenico Piraina, Direttore del Polo Mostre e Musei Scientifici – è attivo da gennaio 2014 e composto da Defne Ayas (Direttrice del Witte de With – Center for Contemporary Art, Rotterdam), Ilaria Bonacossa (Direttrice del Museo di Villa Croce, Genova), Davide Quadrio (Direttore di Arthub Asia, Shanghai), Diego Sileo (Conservatore del PAC, Milano) e da Massimo Torrigiani (curatore ed editore, Milano), che ne coordina le attività.

GLITCH. Interferenze tra arte e cinema in Italia

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, fino al 6 gennaio 2015.

 

Barbara Izzo, Arianna Diana

Write for Rights, la raccolta firme di Amnesty International

Fino al 22 dicembre si svolgerà anche in Italia Write for Rights, la maratona globale di raccolta firme promossa ogni anno da Amnesty International in favore di persone sottoposte a violazioni dei diritti umani e alla quale prendono parte centinaia di migliaia di soci e simpatizzanti nel mondo.
Nell’edizione 2012 di Write for Rights sono state raccolte e inviate un milione e mezzo di lettere da ogni parte del mondo a sostegno di prigionieri di coscienza e di attivisti per i diritti umani. Grazie a tale pressione, il governo della Repubblica popolare cinese ha concesso alla famiglia di Ghao Zhisheng, avvocato per i diritti umani condannato a tre anni di reclusione per ‘incitamento alla sovversione’, di fargli visita in carcere; il vicepresidente del Guatemala si e’ impegnato pubblicamente ad aprire un’inchiesta sullo stupro e l’omicidio della 15enne Maria Isabel Franco, avvenuto nel 2001.
Write for Rights 2011 aveva ottenuto la scarcerazione di Jabbar Savalan, attivista politico dell’Azerbaigian.

Amnesty International Italia attraverso il messaggio ‘Cosa faresti per salvare un amico’ chiedera’ alle persone di attivarsi online e nelle piazze per questi cinque casi:

Jabeur Mejri (Tunisia), condannato a sette anni e mezzo di carcere per aver pubblicato su Facebook contenuti giudicati ‘offensivi per l’Islam e i musulmani’;
Ihar Tsikchanyuk (Bielorussia), attivista per i diritti umani delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e intersessuate, perseguitato, minacciato e picchiato dalla polizia;

Eskinder Nega (Etiopia), giornalista condannato a 18 anni di carcere per ‘terrorismo’, solo per aver criticato il governo in articoli e discorsi pubblici;

Yorm Bopha (Cambogia), un’attivista per il diritto all’alloggio che ha trascorso oltre un anno in carcere per aver preso le difese di una comunita’ sgomberata con la forza; posta in liberta’ provvisoria il 22 novembre, e’ in attesa di una nuova udienza;

Miriam López (Messico), falsamente implicata in reati di droga, torturata e violentata nel 2011 dai militari e ancora in attesa di giustizia.

Testimoni di Write for Rights 2013 saranno due importanti attivisti per i diritti umani: Andrei Mironov (Russia), giornalista e fondatore dell’associazione Memorial. Nel 1985 fu condannato a quattro anni di detenzione e tre di esilio interno per propaganda sovversiva antisovietica. Si batte per denunciare le violazioni dei diritti umani commesse in Cecenia dall’esercito e dai servizi segreti russi. Sarà in Italia fino al 9 dicembre.

Norma Cruz (Guatemala), fondatrice dell’Organizzazione non governativa Fondazione delle sopravvissute di Citta’ del Guatemala. Da anni subisce costanti minacce di morte a causa del suo lavoro in difesa delle donne che hanno subito violenza. Sarà in Italia dal 10 al 20 dicembre. A Milano, il 10 dicembre – in occasione del 65esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani – Amnesty International Italia terrà il concerto ‘Liberi di cantare’. Sul palco, a partire dalle 22, si alterneranno artisti impegnati nella difesa dei diritti umani, come Jamal Ali, cantante dell’Azerbaigian, arrestato e torturato per aver contestato la famiglia del presidente e aver denunciato la corruzione e la mancanza di libertà nel suo paese, e Zanko El arabe blanco, il rapper italo-siriano impegnato contro la discriminazione. Insieme a loro si esibiranno Il Genio, Mondo Marcio e il collettivo Barrio Nacional. Media partner della serata e’ Radio Popolare.

Gli appelli di Write for Rights possono essere firmati su http://www.firmaperunamico.it.

Articolo di Amnesty International Italia