Auguri in musica

Per porgere i migliori auguri di liete feste ai nostri lettori, utilizziamo le note del violino e del pianoforte sentite al Teatro Sancarlino di Brescia, con il patrocinio della Provincia di Brescia, grazie alla performance di Celeste Di Meo e di Kwag Jongrey.

Violino e pianoforte hanno portato a Brescia ottima musica, grazie all’organizzazione A.D.I.D. Delegazione di Brescia e Donne della Grappa, in collaborazione con l’Associazione Sidus e la Distilleria Peroni Maddalena di Gussago, con la direzione artistica del maestro Silvano D’Andria, in collaborazione con Alessia Biasiolo.

Romana, sedicenne, Celeste ha incantato per la preparazione e la bravura, evidente con l’esecuzione di musiche non usuali e non facili, sottolineata dall’eccellente pianoforte di Jongrey; entrambe hanno dato alla città di Brescia quel contributo culturale che le Associazioni organizzatrici desideravano, per sottolineare la possibilità di essere e di riuscire, pur essendo giovani, pur essendo semplicemente due ragazze apparentemente uguali a qualsiasi altra.

Il messaggio dedicato al “bere bene e consapevole” ha incontrato il favore dei numerosissimi presenti, ed è giunto nel cuore di tutti, per un evento di successo, per pubblico e critica.

Ha arricchito l’evento l’artista Ivo Compagnoni che ha esposto durante il concerto i suoi artistici strumenti musicali.

 

A tutti i lettori i migliori auguri di Buon Natale!

 

La Redazione di lemienotizie.com

 

 

 

 

 

“BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”

5“Ventisette anni dedicati a rendere l’Antica Birreria Wührer un gioiello per la città di Brescia, sia dal punto di vista dell’offerta di birre di altissimo livello, sia dal punto di vista della cura del locale. Quando con i miei soci ho acquisito la Birreria, ho sentito subito di avere coronato un sogno: avere un patrimonio storico-culturale unico in Italia e forse al mondo. Ho sentito anche la responsabilità di quanto andavo a gestire, non soltanto dal punto di vista commerciale. Il mio impegno personale, e quello della Società 5 Stelle che rappresento, a mantenere la Birreria in arredi, oggettistica, cura degli aspetti legali all’eleganza del servizio fedele a quanto avevamo ereditato, era una commozione e una sfida. Negli anni, mi permetto di dire che l’Antica Birreria è diventata ancora più bella. L’impatto storico, in arredi e dipinti murali, non mette soggezione al cliente e diventa un valore aggiunto, creando quell’aspetto curato di una casa in cui si torna sempre volentieri, con amici, da soli, con la famiglia. Questo impegno indefesso e non sempre semplice, mi ha permesso di approfondire la storia di Brescia dal punto di vista della gente che trascorre serenamente qualche ora in Birreria. Sorseggiare una buona birra è un momento di relax e dedicato a se stessi che diventa patrimonio di tutti proprio perché permette un punto fermo dal quale ripartire, ciascuno per la propria strada. Abbiamo vissuto anni spensierati ed anni più difficili, abbiamo urlato di gioia o di rabbia davanti agli schermi che proiettano le partite di calcio, abbiamo trascorso insieme compleanni, anniversari (anche della gestione della Società 5 Stelle che abbiamo festeggiato con tutti i nostri clienti), sfilate, gare canore. E siamo spesso stati immortalati in fotografie che ci ricorderanno ai posteri e che ricorderanno il nostro impegno a “fare bene” il nostro lavoro. Ecco allora che la stessa vita siamo andati a scoprirla negli anni addietro, prendendo a pretesto EXPO, e ci ritroviamo sempre uguali e molto diversi. Proprio come l’Antica Birreria che gestisco. Sempre uguale, come un punto di riferimento che non cambia la sua connotazione storica. Sempre diversa nel sapersi rapportare con le nuove generazioni mantenendo i valori che ci contraddistinguono; insegnando ai giovani a bere consapevolmente, conoscendo le caratteristiche dei prodotti di alto livello che serviamo; insegnando ad amare la storia che abbiamo ereditato. Lo scorso mese di febbraio tutto questo, e lo dico con grande emozione, ha ricevuto il riconoscimento prestigiosissimo di Regione Lombardia. Abbiamo le carte in regola, quindi, per affermare di essere gioiello storico, ma ringraziamo anche chi, nelle Amministrazioni, non si dimostra indifferente davanti a tanto impegno e amore per il bello della nostra regione e della nostra Italia. Il mio ringraziamento va a tutti coloro, a vario livello, che hanno reso possibile raggiungere questo obiettivo: ai miei soci e alla mia famiglia che mi hanno sostenuto; al personale che ha contribuito al progetto societario; ai vari artigiani e tecnici che hanno saputo adeguatamente realizzare progetti societari di ammodernamento; ai clienti che non hanno smesso di dimostrarci la propria preferenza; ad Alessia Biasiolo, già autrice del volume societario “Ieri e Oggi. Brescia e la sua Birra”, per la cura della pratica regionale e della mostra, che mi auguro sia apprezzata come già altre iniziative di rilievo culturale messe in atto dalla Società 5 Stelle”. Il Presidente della Società 5 Stelle, Leo Ruocco

“BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”. Antica Birreria Wuhrer, Viale della Bornata 46, Brescia, Sala Michelangelo. Ingresso libero

Mostra fotografica storica all’Antica Birreria Wührer di Brescia

4- Un gruppo di Piccole Italiane davanti al padiglione del cioccolato Cima alla Fiera Campionaria di Milano.

Ad un anno di distanza dalla presentazione milanese del volume “Ieri ed Oggi. Brescia e la sua Birra”, presso la sede dell’Archivio Storico Fondazione Fiera Milano, alla presenza del Direttore e dell’Assessore regionale Mauro Parolini, l’Antica Birreria Wührer celebra il riconoscimento di locale storico di Regione Lombardia con una mostra fotografica storica dal titolo “BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”.

Fotografie in bianco e nero provenienti dall’Archivio Fondazione Fiera Milano, che già aveva messo a disposizione alcune immagini per il volume, che raccontano la storia d’Italia con la Birra che occhieggia qua e là, ad indicare quanto la prima fabbrica di birra d’Italia, la Wührer di Brescia, abbia inciso sugli usi e costumi degli italiani.

Gli scatti coprono un arco temporale che va dal 1929 al 1946, con un omaggio del 1956 che i visitatori dovranno scoprire. In 18 pannelli, ciascuno proponente 6 fotografie, la Fiera Campionaria di Milano, una delle più grandi del mondo come ben raccontato nel volume “Ieri ed Oggi. Brescia e la sua Birra”, mette in mostra marchi scomparsi oppure ancora in auge oggi; permette di vedere mode e innovazioni ruotanti intorno al mondo della birra e dell’alimentazione in genere; giunge ai sorrisi del 1946, anno del referendum su monarchia o repubblica che vedrà un Presidente provvisorio in Enrico De Nicola e Alcide de Gasperi presidente del Consiglio esattamente 70 anni fa. Un’Italia tra mille difficoltà che pure raggiungeva Milano per conoscere il mondo e incontrare novità o conferme, così come è stato recentemente con EXPO. Milano al centro del mondo per i giorni della Fiera e Brescia che non mancava, con la sua Birra, il suo estratto per brodo, la “sua” Wührer.

Così la mostra della Società 5 Stelle, che gestisce l’Antica Birreria, sottolinea una volta di più, con semplicità ed eleganza, l’apporto storico-culturale che con l’Antica Birreria Wührer offre alla città di Brescia e suggerisce un dialogo tra sé e il pubblico (visitatore e/o cliente) che consenta di parlare di storia, di momenti trascorsi bevendo una birra e costruendo la propria storia personale e, forse, quella nazionale e non solo.

La mostra “BIRRA. Costume d’Italia negli scatti della Fiera Campionaria di Milano”, è a cura di Alessia Biasiolo.

 

La Redazione

 

 

“Ieri e Oggi. Brescia e la sua birra”

PARLA LEOPer celebrare una lunga serie di anniversari, non ultimo il venticinquesimo di gestione dell’Antica Birreria Wührer di Brescia da parte della Società 5 Stelle, è stato editato il nuovo volume di Alessia Biasiolo dal titolo “Ieri e Oggi. Brescia e la sua birra”. Il volume, che è stato omaggiato agli ospiti di un’elegante serata di festeggiamenti tenutasi lo scorso 13 ottobre presso il ristorante dell’Antica Birreria Wührer, e presentato ufficialmente alla città di Brescia durante una conferenza stampa tenutasi presso la bellissima Sala dei Giudici di Palazzo della Loggia, martedì 14 ottobre scorso, alla presenza dell’assessore alla Cultura comunale e vicesindaco Laura Castelletti, è stato definito un vero gioiello.

Il volume è di carattere strettamente storico, a partire dalla storia della birra dall’antichità. Corredato da un interessante apparato fotografico, consta di 224 pagine a colori e in bianco e nero. L’impaginazione è stata motivata da una scelta stilistica. La parte di storia in bianco e nero riguarda gli anni di nascita della preziosa bevanda, di arrivo a Brescia del fondatore della birra Wührer, Franz Xavier, fino agli anni Ottanta del Novecento, quando si avvicina il momento di subentro dell’attuale gestione dell’Antica Birreria, cioè l’unica attività storica rimasta operativa di quanto originariamente fondato. Da quel momento, iniziano le immagini a colori, in un crescendo di feste tra spillatura di barili di birra Oktoberfest e sfilate di Miss per la selezione di Miss Italia.

COPERTINAIl libro è un continuo rimando a fonti bibliografiche e a fonti iconografiche, con accezioni uniche. L’accurata ricerca delle immagini condotta da Alessia Biasiolo, infatti, è andata dalla consultazione di libri del fondo antico della Biblioteca Civica Queriniana di Brescia, con riproduzioni dei disegni degli erbari del Cinquecento e del Seicento che servivano a riconoscere le specie di orzo e di luppolo, piante indispensabili per la produzione della birra, alla scelta di inserire adeguatamente le splendide immagini dell’Archivio Storico della Fondazione Fiera di Milano. Il motivo della scelta sta proprio nell’impianto del testo storico. Una volta sviscerata in sintesi la nascita della bevanda nell’antichità, il discorso giunge all’Ottocento di Brescia, quando vi arriva Franz Xavier Wührer. Austriaco, si era semplicemente spostato in altri territori dell’Impero, seguendo una logica personale, ma anche motivazioni di carattere politico ed economico, spiegate nel dettaglio. I territori, che godevano di una parentesi di apertura da parte imperiale dopo una serie di moti di ribellione inneggianti all’indipendenza dall’ormai odiato dominio austriaco, erano idonei ad introdurre una bevanda che era sì prodotta in tanti laboratori praticamente artigianali, anche a Brescia stessa, ma che non avevano quell’idea di gestione e di produzione che Franz importerà dagli altri territori dell’impero. Infatti, pensare di poter servire la birra alla grande guarnigione austriaca presente in città; utilizzare le coltivazioni di orzo della vasta Bassa Bresciana; insistere sulla possibilità di fare convivere il vino, tipico italiano, e la birra di nuova introduzione su ricetta originale dei paesi di maggior consumo, era davvero vincente. E così fu. La diffusione della bevanda fu rapida proprio per la presenza dei soldati austriaci, tanto che già negli anni Quaranta dell’800 fu necessaria la regolamentazione da parte delle autorità comunali. Per poter avere una fabbrica di birra bisognava dimostrare di saperci fare, bisognava dichiarare la ricetta e sottoporsi al controllo della commissione apposita al fine di consentire di verificare che gli impianti fossero “a norma”, diremmo noi oggi. Significa che le caldaie di rame non dovevano essere stagnate per evitare avvelenamenti; che non si doveva addizionare birra vecchia alla nuova; che l’acqua doveva essere ottima e che la materia prima doveva essere selezionata. Negli anni, Franz riuscì a far crescere la propria fabbrica, malgrado i moti ben più organizzati contro il dominio austriaco che portarono alle celeberrime Dieci Giornate di Brescia, fino alla seconda guerra di indipendenza, grazie alla quale la Lombardia poté liberarsi dall’odiato dominio e annettersi al Regno di Sardegna. Subentrò al padre Pietro Wührer e a sua volta il figlio di questi, Pietro anch’egli. I due riuscirono ad ampliare la loro fabbrica, ad aprire e far prosperare il nuovo stabilimento al limitare cittadino, in territorio Bornata, malgrado la tassazione a ritmi alterni “catenaccio” per le attività economiche. Interessante notare come, leggendo i testi di fine Ottocento e primi Novecento, sembri di leggere cronache contemporanee in tema di tasse e proteste da parte degli imprenditori.

RENATO-ALESSIA-LAURA

In ogni caso, il criterio con il quale la fabbrica è stata gestita ha portato lavoro e ampliamenti, fino alla costruzione della vetreria, degli stabilimenti di estratto per brodo e alle acquisizioni in tutta Italia. Le belle immagini dell’Archivio Fondazione Fiera di Milano, come spiegato durante la conferenza stampa di presentazione anche dal curatore Andrea Lovati, illustrano il periodo dagli anni Venti agli anni Cinquanta del Novecento, con interessanti curiosità: i padiglioni dedicati alle nostre colonie in Cirenaica e il passatempo per i bambini in groppa ad un cammello; le visite del Re in atteggiamenti informali rispetto a quelli ai quali siamo abituati; la presenza dell’ambasciatore americano in visita alla Fiera negli anni della fine del proibizionismo e tanto altro ancora. Si arriva poi al prezioso contributo d’archivio della Società 5 Stelle, depositaria di numerose fotografie originali delle attività della Wührer, così come di oggetti utilizzati sia presso lo stabilimento, ad esempio le casse per il trasporto della birra in bottiglia, sia presso lo storico ristorante, creato come annesso allo stabilimento della Bornata. Il rifacimento del ristorante celebra i cinquant’anni proprio quest’anno e anche questa occasione ha portato il presidente della Società 5 Stelle Leo Ruocco a volere il volume storico. Sono allora i numerosi cliché di stampa a troneggiare sulle pagine, oppure i bicchieri di vetro che sostituiscono i tradizionali becker di stampo tedesco, oppure i vassoi, i portaombrelli, il bancone di mescita originale in formelle fatte a mano. Fino ai momenti di festeggiamento societario con buffet offerti agli ospiti: il 29 settembre 1989, data di celebrazione dell’acquisizione; il diciottesimo; il ventennale. E tante altre notizie sulla birra e su Brescia: la Brescia della Mille Miglia o dei bombardamenti sul finire della seconda guerra mondiale, che hanno visto scenario anche i terreni dove sorgeva lo stabilimento di birra e la birreria; gli anni del boom economico e delle trasmissioni mitiche di Mike Bongiorno, che ruotavano anche intorno alle ricette dei concorrenti al famoso “Lascia o raddoppia”; la parabola della Funivia per il monte Maddalena, il monte di casa per i bresciani; fino alla giornata organizzata nel luglio scorso per gli amanti delle bike o delle camminate a piedi proprio verso la cima della Maddalena (poco meno di mille metri) a partire dall’Antica Birreria i mesi scorsi. Insomma, un interessante spaccato di vita in cui è facile riconoscersi e riconoscere le proprie origini. Una ricerca storica puntuale, ricca di spunti e di apparati che aiutano la lettura, ma che sono essi stessi fonte preziosa per la memoria collettiva, insolito modo di concepire il particolare nel tutto e l’influenza del tutto sul locale.

“L’ampio apparato fotografico”, ha spiegato l’autrice Alessia Biasiolo “non serve a rendere la ricerca storica più leggibile, ma è esso stesso storia che si narra per immagini. Le fonti fotografiche sono diventate parte integrante del narrato che si avvale sia dello stile giornalistico che di quello storico, per creare un tessuto di parole adatto a vario tipo di pubblico. La scelta di interfacciare una storia particolare come quella della birra a Brescia con la storia nazionale e sovranazionale, mi ha permesso di dare il senso di come singoli eventi possano incidere sulla storia mondiale e, viceversa, come la storia propriamente detta, quella studiata sui libri, incida sulle scelte dei singoli. Come mi è proprio, ho lasciato molto spazio alle parole della gente comune dei tempi passati, affinché non sia solo il parere dello storico a trasparire, ma la realtà come vissuta al momento, soprattutto dagli attori della straordinaria fiaba della birra italiana, non ultimi gli attuali gestori dello storico, grande, bellissimo locale di Brescia, culla per me non soltanto di birra di alta qualità, ma di storia e di cultura alla quale ho attinto grazie all’amico Leo Ruocco che mi ha permesso di studiare gli archivi privati aziendali”.

LAURA CASTELLETTI-LEO RUOCCO-ANDREA LOVATIUn contributo alla cultura che esprime l’amore per il passato, la continuità con la passione di Pietro Wührer per lasciare qualcosa di scritto a beneficio dei posteri.

Soprattutto, il modo per celebrare il mondo della birra e dei suoi comparti; l’attività indefessa di centinaia di addetti in tutta Italia, dalla produzione al packaging, che sono tesi non a dare da bere e basta, ma a produrre un prodotto di alta qualità, ricco di nutrienti preziosi per la salute, in cui la qualità sia dimostrazione del lavoro dal fusto alla spillatura. Una schiuma di birra che racchiude l’universo degli amanti del bello e della cultura, anche se racchiusa in un buon bicchiere di bionda, rossa, scura.

Alessia Biasiolo: “Ieri e Oggi. Brescia e la sua Birra”, Arti edizioni, Brescia, 2014; pagg. 224, euro 35,00.

 

Renato Hagman