Il cartellone del Teatro Carlo Felice di Genova

Il Teatro Carlo Felice di Genova guarda al futuro con fiducia e annuncia il cartellone di Opere, Balletto, Concerti dei mesi di settembre-dicembre 2021, dedicato alla ricorrenza del trentennale dell’apertura del nuovo Teatro (18 ottobre 1991 – 18 ottobre 2021).

Dall’11 settembre 2021 fino al 5 gennaio 2022tre nuovi allestimenti operistici, un balletto in prima rappresentazione assoluta e quattordici concerti sinfonico corali: in tutto 30 appuntamenti musicali nella città di Genova e sul territorio nazionale, dalla Liguria, al Piemonte, fino a Milano.

A Genova, il Teatro Carlo Felice punta a confermare l’affiatamento con il suo tradizionale pubblico, e a dialogare con quello nuovo all’insegna dello slancio sociale che, Teatro e Musica declinando, portano nell’anima ed nel cuore il respiro rigeneratore della Cultura.

Il cartellone di Opere e Balletto presenta un nuovo allestimento di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, al suo debutto l’8 ottobre, per la regia, le scene e le luci di Christian Taraborrelli e la direzione musicale di Andriy Yurkevych, in una  prima realizzazione assoluta in realtà aumentata, a cura del Teatro Carlo Felice in collaborazione con Rai Cultura. L’opera è presentata in dittico con la nuova creazione per la regia, la coreografia, le scene, i costumi e le luci di Virgilio Sieni sulla composizione Sull’esser angeli di Francesco Filidei, in prima esecuzione assoluta nella nuova versione di balletto. Debutta il 19 novembre Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini, per la regia, le scene e i costumi di Hugo de Ana e con la direzione musicale di Donato Renzetti, nella prima esecuzione moderna della versione realizzata per l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice, il 7 aprile 1828, con il libretto revisionato da Felice Romani, e gli ampi passaggi musicali composti per l’occasione da Vincenzo Bellini, finalmente riportati alla luce. Il 30 dicembre debutta il nuovo allestimento de La vedova allegradi Franz Lehár su libretto di Victor Léon e Leo Stein nella nuova traduzione in italiano e nella nuova versione ritmica di Luca Micheletti, regista e interprete vocale in scena, con la direzione musicale di Asher Fisch.

Concerti sinfonici vedono l’Orchestra del Teatro Carlo Felice impegnata in progetti ispirati ad altrettanti filoni programmatici che indagano il repertorio sinfonico e di arie d’opera da concerto europeo, dal Barocco ai nostri giorni, alla scoperta di Mozart l’italiano, con l’esecuzione integrale delle Sinfonie di Mozart messe in relazione con l’opera degli autori suoi predecessori e contemporanei italiani che hanno influenzato il suo stile e con interpreti specializzati nel repertorio pre classico, della Civiltà musicale genovese e ligure, con il secondo capitolo dell’esecuzione integrale dell’opera di Stradella – dopo l’allestimento in prima esecuzione moderna de Il Trespolo Tutore nel 2020  – dedicato all’Oratorio San Giovanni Battista, e delle radici della nostra contemporaneità musicale, con la valorizzazione del repertorio della generazione dei compositori italiani “dell’Ottanta” e del Novecento italiano. Direttori ospiti sono Federico Maria Sardelli (16 settembre), Andrea De Carlo (7 dicembre), Alessandro Cadario (30 ottobre), Marco Angius (14 ottobre) e inoltre Dmitry Matvienko (11 settembre), vincitore del Malko Competition 2021, oltre a Sergey KrylovMarcello Rota, in occasione delle finali, rispettivamente, del Premio Paganini e del Concorso G.B. Viotti, e Pietro Borgonovo, nel concerto inaugurale della Stagione della GOG, di cui è anche Direttore artistico, che presenta assieme al Teatro Carlo Felice una prima esecuzione assoluta: Tagli di luce(Omaggio a Lucio Fontana), per orchestra, di Adriano Guarnieri. « La musica di Guarnieri è ricca di fascino sonoro, anticipa Pietro Borgonovo. Questa composizione in particolare s’ispira al concetto di “taglio” nell’arte di Lucio Fontana, che in musica avviene attraverso formule di interruzione brusca dei momenti di grande sonorità, affidati agli ottoni. Ed è proprio in questo che si annida la bellezza del brano: il taglio permette di vedere qualcosa, di molto intimo e prezioso: il lirismo, reso da pochi strumenti solisti, che – come nel concertino di un concerto grosso barocco – dialogheranno con l’orchestra. »

Quattro sono i concerti corali tematici in programma, tre dei quali si inseriscono nel filone Viaggio in Europa esplorato dal Coro del Teatro Carlo Felice diretto da Francesco Aliberti negli ultimi due anni, che spaziano dal Quattrocento ai nostri giorni, nel repertorio corale argentino, con musiche di Domenico Zipoli, Carlos Guastavino, Ariel Ramirez (13 ottobre), tedesco, con Johann Sebastian Bach e Johannes Brahms (27 ottobre), fiammingo e francese, da Jean Mouton a Francis Poulenc (3 dicembre), oltre al concerto del Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice diretto da Gino Tanasini, Tempo di Natale (6 dicembre).

Osserva il Sindaco di Genova, Marco Bucci, Presidente della Fondazione Carlo Felice: «Siamo di fronte all’inizio di una nuova stagione, con un cartellone internazionale di altissimo livello, capace di portare a teatro non solo i genovesi, ma anche spettatori dalle vicine regioni. Essere in grado di poter fornire un intrattenimento culturale di eccellenza, permette alla nostra città di qualificarsi come una delle più attrattive da questo punto di vista nel panorama nazionale.

Tornare al Carlo Felice, dopo gli spettacoli dal vivo ai Parchi di Nervi, ci riempie di orgoglio e soddisfazione: un teatro che, nonostante tutto, non si è mai fermato, ma ha lavorato con attenzione e impegno per arrivare, oggi, alla presentazione di un calendario entusiasmante.»

«Dopo il grande successo del Nervi Music Ballet Festival, Genova prosegue con la programmazione del Teatro Carlo Felice che, da settembre a dicembre, celebra il trentennale della sua riapertura con un cartellone di opere, balletto, concerti – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – valorizzando il grande repertorio lirico e sinfonico con tre nuovi allestimenti e con un balletto proposto in prima assoluta. Un cartellone degno di grande nota, che sicuramente riscuoterà un grande successo di pubblico e di critica, confermando il Teatro Carlo Felice come una tra le principali realtà teatrali nazionali. »

«Il Teatro Carlo Felice rappresenta da sempre per la nostra Regione una grande eccellenza culturale, commenta il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Da settembre a dicembre il Teatro ha organizzato una programmazione nuova per coinvolgere il suo tradizionale pubblico e non solo, espandendosi anche sul territorio nazionale, un impulso forte per permettere ai teatri e ai concerti di ripartire dopo la pandemia. Il rilancio della Liguria passa anche dalla cultura. »

«Il cartellone propone un ventaglio molto ampio di proposte – dichiara l’assessore alla cultura e allo spettacolo di Regione Liguria Ilaria Cavo – Si toccano repertori diversi, si va dal Barocco di Vivaldi fino al Contemporaneo di Filidei, dal titolo conosciuto, come Pagliacci che punta sulla realtà aumentata a Bianca e Fernando, opera di Bellini presentata con un allestimento di Hugo de Ana. Non mancano il balletto e il coro delle voci bianche. I 30 appuntamenti musicali a Genova e sul territorio nazionale sono, dopo la magica esperienza estiva al Nervi Music Ballet Festival, un segno continuativo di rinascita ma anche di una fondazione lirica al servizio del territorio. L’idea di un hub culturale, condivisa con il Sovrintendente, è strategica. L’inaugurazione della stagione della Gog, che vedrà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta da Pietro Borgonovo direttore artistico della Gog, è il primo passaggio di questa visione. Questo è il segnale forte: un Teatro in continuo dialogo e contaminazione con il territorio. »

Dichiara il Sovrintendente Claudio Orazi: «Dopo un’intensa stagione estiva che ha visto protagonista il Nervi Music Ballet Festival 2021, con indici di successo confermati dal gran numero di “ tutto esaurito”- con le sublimi performance di Svetlana Zakharova e Vadim Repin, del Ballet Igor Moiseev, con la prima assoluta del progetto Stravinsky’s Love e delle serate di gala dello Youth America Grand Prix – ma anche dal qualificato lavoro professionale dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, quest’ultimo impegnato in otto concerti sia in Teatro a Genova sia in tutto il territorio ligure fino al basso Piemonte, oggi, insieme a tutti i comparti artistici, tecnici ed amministrativi, ci apprestiamo ad affrontare una nuova sfida: quella di valorizzare l’immensa tradizione lirica, italiana e internazionale, con musiche, trame e allestimenti che mantengano intatta la capacità di suscitare meraviglia ed entusiasmo. Penso a Pagliacci, Bianca e Fernando, La vedova allegra, ma anche alla riscoperta di veri gioielli della Civiltà musicale genovese e ligure, con l’opera di artisti liguri di nascita come Emanuele Luzzati, di cui ricorre il centenario della nascita  e anche di adozione come Alessandro Stradella, e in parte anche di quel gran genio di Giuseppe Verdi. Gli intenti si confermano anche nella stagione sinfonica con l’ approfondimento del repertorio europeo le cui radici si intrecciano saldamente alla storia musicale italiana, come nel caso di Mozart, “l’italiano” e del Barocco fino alla “generazione dell’Ottanta” proiettandoci verso l’ascolto condiviso in una grande Sala.

Alla ricerca della qualità artistica capace di attestare la programmazione ad architrave della promozione turistica e identitaria della Liguria. corrisponde, da parte della Fondazione del Teatro Carlo Felice, l’impegno ad investirsi sempre più nel ruolo sociale che definirei ancestrale dell’attività teatrale, attraverso un’azione articolata su due spazi principali:  la dimensione territoriale, con un forte radicamento fino a costituire un hub culturale creativo, di diffusione della musica in collaborazione con le migliori realtà culturali della Regione e delle Regioni adiacenti, come il Piemonte (dove l’Orchestra si esibirà, il 14 ottobre, al Perosi Festival di Tortona) e la Lombardia (dove l’Orchestra si esibirà, il 30 ottobre, al Teatro Dal Verme di Milano) e la dimensione comunicativa che congiunga la Liguria all’Italia e al mondo attraverso  l’intensificarsi delle nostre media relation, sia con le emittenti locali, sia con Rai, Classica HD, Unitel e altri network internazionali. Il Teatro Carlo Felice desidera, infine, rafforzare il proprio contributo concreto alla crescita specifica delle professioni legate alla musica,  soprattutto dei più giovani, grazie ai protocolli d’intesa istituzionali ed allo sviluppo di alleanze culturali e produttive che generino opportunità di formazione specifica e lavoro, come nel caso del network istituito dall’Accademia di perfezionamento e inserimento professionale del Teatro Carlo Felice diretta da Francesco Meli, fino alla diffusione generale di una sempre maggiore consapevolezza del valore culturale ed economico del Teatro e della professionalità dei musicisti, come nel caso della promozione dell’inserzione nel Repertorio regionale delle professioni della scheda relativa alla figura del cantante lirico.

Desidero esprimere gratitudine al Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Carlo Felice, ai Soci Pubblici e Privati oltre che a tutti i Partner Privati e Sponsor che, in questa prospettiva, stanno sostenendo la rinascita del Teatro, dopo i mesi di incertezza sanitaria che, seppur non così lontani, confermano lo sguardo al percorso futuro condiviso e che deve diventare la piattaforma di un itinerario comune e di collaborazione a vantaggio della collettività.

Un ringraziamento particolare ed affettuoso a tutto il pubblico, ritrovato con grande piacere nell’arena estiva di Nervi, e che ha dimostrato quanta energia siano in grado di restituire le performances artistiche dal vivo. Un encomio a tutti i lavoratori del Teatro, orchestra, coro, tecnici e personale amministrativo: dimostrano ogni giorno alta professionalità ed un attaccamento morale ed etico alla Fondazione conseguenza del desiderio di partecipare attivamente a un progetto di rinnovamento artistico e organizzativo di grande impatto.»

Nicoletta Tassan Solet

Il grande teatro a Verona

Michele Placido, Laura Morante, Monica Guerritore e Maria Amelia Monti sono solo alcuni dei protagonisti della prossima stagione del ‘Grande Teatro’. La rassegna invernale, organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, dopo un anno di stop forzato, è pronta a riportare in città 6 spettacoli di altissimo livello, per un totale di 48 rappresentazioni. E riaprire così le porte del teatro al chiuso.

Ad inaugurare il programma 2021, dal 19 al 24 ottobre, ‘La bottega del caffè’ di Carlo Goldoni con la regia di Paolo Valerio. Nei panni dell’ “antieroe” don Marzio, c’è Michele Placido. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da Goldenart Production e dalla Fondazione Teatro della Toscana. Segue ‘Regalo di Natale’ di Sergio Pierattini con la regia di Marcello Cotugno, spettacolo tratto dal pluripremiato film di Pupi Avati del 1986 e prodotto da Pirandelliana. Gigio Alberti, Pierluigi Corallo, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Gennaro Di Biase gli interpreti. Il terzo spettacolo in cartellone, ‘Il marito invisibile’ di Edoardo Erba, che ne cura anche la regia, è in programma dal 16 al 21 novembre. Protagoniste Maria Amelia Monti e Marina Massironi. Lo spettacolo è una produzione “Gli Ipocriti”. La quarta opera è ‘Alla stessa ora il prossimo’ del drammaturgo canadese Bernard Slade. In programma dal 30 novembre al 5 dicembre, si avvale della regia di Antonio Zavatteri e ha per protagonisti Alberto Giusta e Alessia Giuliani. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Verona. Dal 14 al 19 dicembre, va in scena ‘Dall’inferno all’infinito’ di e con Monica Guerritore. Lo spettacolo, che celebra il settecentesimo della morte di Dante Alighieri, è prodotto dalla Compagnia Orsini. Il sesto appuntamento è ‘Io Sarah, Io Tosca’ di e con Laura Morante. In scena, accanto a lei, con la regia di Daniele Costantini, anche Mimosa Campironi (voce e pianoforte). Lo spettacolo è una coproduzione Nuovo Teatro e Fondazione Teatro della Toscana.

Nelle prossime settimane saranno date tutte le informazioni sulle modalità di rinnovo degli abbonamenti e sull’acquisto dei biglietti.

“In un anno del tutto inaspettato, come si è rivelato essere quello tra il 2020 e il 2021 – sottolinea Briani – abbiamo capovolto numeri e programmazioni infinite volte. Abbiamo dovuto dimostrare di saper essere elastici e creativi, di cambiare continuamente i nostri orizzonti e i modelli culturali consolidati nel tempo. Ma in questa nuova realtà, costantemente mobile e imprevedibile, quello che non abbiamo fatto mai è stato arrenderci. Tutti insieme abbiamo saputo resistere e reinventarci. Nel 2021, di fronte a nuove difficoltà nell’immaginare degli scenari certi, abbiamo continuato a pensare nuovi programmi e progetti culturali. Così oggi, dopo la grande quantità di proposte all’aperto che hanno caratterizzato l’estate, accogliamo l’autunno riaprendo i teatri al chiuso, nel segno di una vera rinascita per tutti. Proseguendo anche nei festeggiamenti per Dante”.

“È con grande gioia – dichiara Mangolini – che riapriamo le porte del Teatro Nuovo con la stagione 2021/22 del Grande Teatro. Grazie alla collaborazione con il Teatro Stabile di Verona abbiamo costruito un programma che non farà rimpiangere il passato. Sul palco troveremo grandi attori come Michele Placido e Monica Guerritore, alle prese con l’immancabile Goldoni, e con Dante nell’anno delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte. Spazio anche alla drammaturgia contemporanea con autori come Sergio Pierattini (che adatta per il teatro il film capolavoro di Pupi Avati Regalo di Natale), Edoardo Erba e Bernard Slade. Tre riflessioni sulla solitudine contemporanea interpretate da Gigio Alberti, da Maria Amelia Monti con Marina Massironi e da Alberto Giusta. Infine una beniamina del pubblico come Laura Morante si confronterà con il mito di Sarah Bernhardt che ha ispirato il personaggio di Tosca. Passato e presente si sovrappongono in un programma capace di dosare allegria, emozione e commozione”.

“Sono contentissimo, dopo lo streaming e gli atti simbolici, in un’estate teatrale comunque bellissima in cui finalmente il teatro a Verona ha ripreso i suoi spazi e il suo pubblico, nonostante le regole severe e i condizionamenti – aggiunge Vescovo – questa riapertura del sipario sul Grande Teatro è un orgoglio. Siamo pronti a ritornare insieme a una consuetudine di lunghissima data condivisa e realizzata grazie al Comune di Verona. Il teatro, come pensava Charles Dickens, è una trasparenza luminosa attraverso cui vedere muoversi la vita. E possiamo aggiungere: quella trascorsa e quella che aspettiamo riprenda, insieme al nostro affezionato pubblico che in tutto questo periodo non ha smesso di sostenerci”. 

Roberto Bolis

Teatro Spritz a Verona

Fino al 16 settembre, nell’ora dell’aperitivo, mini spettacoli teatrali on the road, animeranno vie e piazze del centro storico di Verona per favorire il flusso di visitatori. Si tratta del ‘Teatro Spritz’ tra le 18.30 e le 20, in corso Santa Anastasia e via Stella, con le rappresentazioni delle compagnie veronesi Casa Shakespeare e Modus.

L’iniziativa è ideata dall’assessore al Bilancio e Turismo Francesca Toffali, per riempire la città di eventi nell’estate della ripartenza. L’impegno era stato preso in aprile con la destinazione dell’avanzo di bilancio 2020 per destinare risorse a sostegno della ripresa di vari settori: dalle attività commerciali al comparto teatrale dei professionisti di Verona, entrambi fortemente colpiti e penalizzati dalla pandemia.

Cinque compagnie teatrali professioniste veronesi hanno aderito al progetto, che si svolgerà nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì. Ad esibirsi saranno Teatro Scientifico, Modus, Casa Shakespeare, Fondazione Aida e Ippogrifo produzioni, con performance in varie luoghi, dal Liston a Veronetta, da Sottoriva a San Zeno per intrattenere gli avventori dei locali, i veronesi e i turisti.

“Gli attori – spiega l’assessore al Turismo Francesca Toffali – reciteranno in spazi pedonali, nei luoghi dove ci sono bar e locali frequentati per l’aperitivo serale, senza scena e senza impianti. Portiamo il teatro gratuitamente fra la gente, una novità popolare per incuriosire le persone. La città, fino al 16 settembre, sarà animata da oltre 70 mini spettacoli on the road, proposti dalle cinque compagnie teatrali professioniste della città, in collaborazione con il Comune. Proseguono così le tante iniziative volute dall’Amministrazione per rendere ancora più attrattiva Verona e agevolare il rilancio economico della città”.

Ecco i Programmi delle singole compagnie.

Casa Shakespeare, spettacolo ‘SHAKE SPRITZ – Shakespeare ad alto tasso alcolico’. Appuntamenti: 3 agosto, via Nizza; 4 agosto, piazzetta Pescheria; 5 agosto, Arche Scaligere; 11 agosto, via Filippini; 12 agosto, via Roma; 17 agosto, Liston di piazza Bra; 18 agosto, via Valverde; 19 agosto, Sottoriva; 7 settembre, piazza Santa Toscana; 9 settembre, davanti alla Biblioteca Frinzi; 14 settembre, corte Sgarzarie; 15 settembre, Porta Borsari; 16 settembre, via Stella.

Modus, spettacolo ‘AH!’. Appuntamenti: 27 luglio, Porta Borsari; 3 agosto, corso Santa Anastasia; 17 agosto, corte Sgarzarie; 18 agosto, piazza San Zeno; 19 agosto, piazza Santa Toscana; 24 agosto, piazza Corrubio; 26 agosto, piazzetta Pescheria; 7 settembre, via IV novembre; 8 settembre, piazza Erbe; 14 settembre, piazza Isolo.

Teatro scientifico/Teatro laboratorio. Spettacolo ‘Vida’. Appuntenti: 28 luglio, piazza Isolo; 11 agosto, corso Santa Anastasia; 12 agosto, via Leoni; 17 agosto, via Stella; 18 agosto, via Roma; 19 agosto, piazza Corrubbio; 31 agosto, Sottoriva; 1 settembre, via Arche Scaligere; 8 settembre, piazza Santa Toscana; 9 settembre, piazzetta Pescheria; 14 settembre, davanti la Biblioteca Frinzi; 15 settembre, Liston di piazza Bra; 16 settembre, via Marconi.

Fondazione Aida, spettacolo ‘Bukowski da marciapiede’. Appuntamenti: 27 luglio, piazza Erbe; 28 luglio, via Stella; 3 agosto, corso Portoni Borsari; 4 agosto, Corte Sgarzerie; 10 agosto, San Zeno; 11 agosto, piazza Corrubio; 17 agosto, via Leoni; 18 agosto, piazzetta Santa Toscana; 31 agosto, via Nizza; 1 settembre, piazzetta Pescheria; 7 settembre, piazza Isolo; 8 settembre, via Arche Scaligere; 14 settembre, via San Fermo, via Filippini; 15 settembre, Sottoriva.

Ippogrifo Produzioni. Appuntamenti: 31 agosto, piazza San Zeno, ore 18.30, spettacolo ‘Olè’; 31 agosto, piazza Corrubio, ore 19.15, spettacolo ‘El Bechin’; 1 settembre, Santa Anastasia, ore 18.30, ‘El Bechin’; 1 settembre, Ponte Pietra, ore 19.15 ‘Olè’; 2 settembre, Liston di piazza Bra, ore 18.30, ‘Olè’; 2 settembre, Portoni Borsari, ore 19.15, ‘El Bechin’; 7 settembre, piazza Erbe, ore 18.30, ‘Gushi’; 8 settembre, via Cappello c/o Biblioteca Civica, ore 18.30, ‘Gushi’; 9 settembre, via Stella ore 18.30, ‘Gushi’; 14 settembre, via Roma, ore 18.30, ‘Mr. Ping Pong’; 15 settembre, Porta Leoni, ore 18.30, ‘Mr. Ping Pong’. 

Roberto Bolis

Svetlana Zakharova e Vadim Repin a Nervi

Per la prima volta al Teatro ai Parchi di Nervi, nell’ambito della prestigiosa rassegna estiva “Nervi Music Ballet Festival”, si è esibita nei giorni scorsi l’étoile russa Svetlana Zakharova con il violinista siberiano Vadim Repin in una performance accattivate e superlativa, sia dal punto di vista tecnico che stilistico. La collocazione del palcoscenico nel cuore del parco, davanti a Villa Grimaldi Fassio e con il mare come fondale, ha un fascino che impreziosisce ancor più sia il Festival che il singolo spettacolo. Il silenzio, rotto solo di tanto in tanto dal transito del treno, peraltro non disturbante, testimonia l’attenzione del pubblico del tutto esaurito, rapito dal contesto complessivo di una serata di alta performance dedicata al balletto.

Repin ha aperto il “Pas de deux for Toes and Fingers” con un omaggio a Genova, suonando il Niccolò Paganini di “Variazioni sul Carnevale di Venezia” op. 10, accompagnato dall’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, da lui diretta. Un’esibizione intensa, dal suono vibrante, lontano dal puramente tecnico e con quella passione che caratterizza l’approfondimento di un grande della musica come fu l’autore di Carro. Incantevole inizio per aprire sui passi classici della coreografia di Marius Petipa e Asami Maki dell’Adagio da “Raymonda” di Alexander Glazunov che ha permesso alla Zakharova, con Mikhail Lobukhin, di dimostrare le sue perfette capacità di ballerina classica. Un’anteprima delle sue doti che la vedranno nel corso della serata impegnata in balletti costruiti come connubio tra classico e moderno, con eccellenti doti recitative. In apertura il Sindaco della città aveva ribadito l’impegno degli ultimi anni a far riprendere il ruolo di palcoscenico del balletto a Genova, dove tradizionalmente le stagioni ad esso dedicate non mancavano. Quindi sia con la rassegna che con esibizioni come “Pas de deux”, si è ritrovato quel clima di sostegno alla danza.

Repin, compagno di vita e di scena della Zakharova, ha dimostrato la scelta virtuosistica tardo-romantica con “Introduzione” e “Rondò-Capriccioso” op. 28 di Camille Saint-Saëns, nuovamente sottolineando l’incontro della preparazione tecnica con il mondo mediterraneo soave e intenso, con un’esibizione di rilievo che non ha mai calato di tono per tutta la durata dello spettacolo, un’ora e mezza senza intervallo, bis a parte, rendendo un usignolo il suo violino. Peraltro Repin suona il “Rode” di Stradivari del 1733.

Savin e Zakharova

L’emozione del violino diventa pertanto visibile nei passi di danza, soprattutto in un sublime “The Dying Swan” da “Carnevale degli animali” che, sempre su musiche di Saint-Saëns e coreografia di Mikhail Fokine dedicata ad Anna Pavlova, ha visto una rivisitazione della ballerina che ha saputo dare movenze attuali ad un dramma che si sentiva vissuto da tutti, nel silenzio del teatro all’aperto di Villa Grimaldi Fassio. L’intensità delle movenze era commovente, con note di arpa solista, tanto quanto il talento diventa tangibile nell’assolo di “Revelation” da “Schindler’s list” su musiche di John Williams e coreografia di Motoko Hirayama. La differenziazione dei passi si era fatta chiara con il cambio di toni, dal tutù bianco di “Raymonda” a quello nero di “Progetto Händel”, coreografia di Mauro Bigonzetti su musiche di Georg Friedrich Haendel, per Zakharova e Denis Savin, e l’altalenarsi di talentuosi cambi di stile ha convinto e affascinato il pubblico. Altrettanto interessante, sempre su coreografia di Bigonzetti, “Caravaggio”, su musiche di Bruno Moretti da quelle originali di Claudio Monteverdi, per la ballerina accompagnata da Jacopo Tissi, come i colleghi solista del Teatro Bol’šoj. Il violino di Repin sempre a mantenere la scena equilibrata tra le due arti, in un reciproco accompagnamento di assoluto successo. Divertente e interessante poi il duetto tra Repin e il violinista russo Anton Barakhovsky, su musica di Igor Frolov per due violini e orchestra d’archi, così come “Zigeunerweisen” op. 20 di Pablo de Zarasate per il violino di Vadim Repin e altrettanto “Méditation” da “Thaïs” di Jules Massenet.

In conclusione “La ronde des lutins, Scherzo Fantastico” op. 25 di Antonio Bazzini con Svetlana Zakharova, Mikhail Lobukhin e Vyacheslav Lopatin questa volta in vesta moderna e attualizzata con un incipit che si riferiva alla situazione attuale, sempre con il violino di Repin e l’Orchestra. Per il bis un omaggio a Vittorio Monti con la sua “Czàrdàs”, virtuosismo violinistico trascinante e sempre molto amato dal pubblico. Una serie di eventi umani portati sul palcoscenico di Nervi, ad indicare come le vicende vissute dalle persone portino sempre qualcosa da dire, e da interpretare, per poi fraseggiare sulle corde o con i passi in un continuo con la storia che ci traghetterà ai posteri.

Alessia Biasiolo

le fotografie sono di Marcello Orselli, Teatro Carlo Felice di Genova

Nervi Music Ballet Festival 2021

La musica, il balletto, il teatro ritornano a fiorire al Nervi Music Ballet Festival 2021, in scena nella spettacolare cornice dei Parchi di Nervi fino a lunedì 2 agosto 2021. Sei nuove produzioni del Teatro Carlo Felice in prima esecuzione assoluta e una prima italiana, un progetto artistico ambizioso, dal nuovo naming e branding internazionale, e dall’emozionante veste grafica consacrano la nuova edizione della manifestazione, a 67 anni dalla nascita del Festival Internazionale del Balletto di Nervi.  

Il Nervi Music Ballet Festival è dedicato alla memoria di Carla Fracci, che al Festival Internazionale del Balletto di Nervi debuttò nel 1957.

Promosso dal Comune di Genova con il patrocinio della Regione Liguria e in collaborazione con il Ministero Italiano della Cultura (MIC) il Nervi Music Ballet Festival 2021 è organizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, in collaborazione con un bouquet d’istituzioni culturali comprensivo delle realtà di performing arts più rappresentative sul territorio cittadino: il Teatro Nazionale di Genova, la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, il Politeama Genovese. La manifestazione è realizzata grazie al supporto del main partner Iren, dell’official sponsor e food partner Esselunga, del premium sponsor Banca Passadore. Technical sponsor AMIU, AMT, Aster.

L’étoile Svetlana Zakharova in duo con il violinista Vadim Repin, la pianista Beatrice Rana, in veste d’attore l’étoile e coreografo Vladimir Derevianko, il bailaor Sergio Bernal, i primi ballerini Ashley BouderJacopo Tissi, Jacopo Bellussi, Davide Dato, il duo Simone Repele/Sasha Riva, la violinista Anna Tifu, il bandoneon di Fabio Furìa, l’Ensemble Accademico Statale di Danza Popolare “Igor Moiseev”, i jazzisti del Dado Moroni Trio, gli artisti del Teatro della Tosse, assieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Carlo Felice sono tra i maggiori protagonisti della manifestazione che unisce il piacere della scoperta di nuovi talenti al rituale dell’incontro con i mostri sacri internazionali.

L’8 luglio, l’omaggio all-stars tra musica e danza all’immenso lascito artistico di Igor Stravinsky in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, Stravinsky’s Love, realizzato con il patrocinio della Fondazione Stravinsky di Ginevra, e su coreografie storiche di Fokine, George Balanchine, Uwe Scholz, Marco Goecke. Ospiti del progetto la pianista Beatrice Rana, che affronterà la Sagra della primavera a quattro mani con il giovane Massimo Spada, la violinista Simone Lamsma, il grande danzatore e coreografo Vladimir Derevianko in veste d’attore nei panni dello stesso Stravinsky, il bailaor Sergio Bernal, i primi ballerini Ashley Bouder del New York City Ballet (compagnia che vanta un legame storico con Stravinsky), Davide Dato dall’Opera di Vienna, il duo Simone Repele/Sasha Riva del Ballet du Grande Théâtre de Genève e Jacopo Bellussi dello Hamburg Ballet. La sceneggiatura è firmata dal giornalista e scrittore Vittorio Sabadine si basa su scritti del compositore stesso, con i costumi, a cura di Anna Biagiotti ricreati dai disegni e bozzetti originali di Pablo Picasso, Benois, Bakst e Roerich.Lo spettacolo sarà al centro di una produzione televisiva in onda il 13 luglio su RAI2 con la conduzione di Alessandra Martines. Domenica 11 luglio, l’omaggio ad Astor Piazzolla – che fu ospite del Festival Internazionale del Balletto di Nervi nel 1986 – nel centenario della nascita, con lo spettacolo di nuova produzione del Teatro Carlo Felice, Piazzolla 100°, solisti la violinista Anna Tifu e Fabio Furia al bandoneon e concertatore dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Il 14 e 15 luglio la scena sarà dedicata alle giovani promesse internazionali del balletto, con una novità assoluta per l’Italia, lo spettacolo di gala Stars of today meet the Stars of Tomorrow in cui si esibiranno, accanto a grandi maestri e a étoile dell’American Ballet  Theatre, del New  York City Ballet, del  Bolshoi  di  Mosca  e da altre  prestigiose  compagnie, i giovani ballerini partecipanti alle selezioni finali dello Youth American Grand Prix, il “concorso dei concorsi” del balletto classico mondiale. Il 20 luglio in prima italiana il “pas-de-deux” coreografico – strumentale di Svetlana Zakharova e Vadim Repin, For Toes and Fingers, uno spettacolo di successo mondiale che a Nervi si rinnova grazie alla presenza di Jacopo Tissi, solista principale del Teatro Bolshoi che interpreterà con l’étoile Zakharova un pas-de-deux dal Caravaggio di Mauro Bigonzetti, assieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Il 30 luglio  Ellington – Čiaikovskij. The Nervi Concert  che nasce dall’incontro del Teatro con Dado Moroni, in scena il Dado Moroni Trio e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta da Marco Guidarini e da Paolo Silvestri, in uno spettacolo concepito appositamente per il Nervi Music Ballet Festival ed eseguito in prima assoluta. Il 25 luglio, RidonDante, l’omaggio di Maurizio Lastrico, in un dialogo tra poesia e musica dedicato a Dante nel 700° anniversario dalla morte, con la chitarra di Bebo Ferra, realizzato in collaborazione con il Politeama Genovese per il Nervi Music Ballet Festival sarà presentato in prima assoluta. L’ultima nuova produzione del Teatro Carlo Felice per il Nervi Music Ballet Festival, il 1 agosto è il progetto coordinato da Paolo Masini (MEI) e Paola Carruba (RAI) Caruso. Contaminazioni migranti, dedicato alla figura di Caruso, novecentesco ambasciatore del genio musicale italiano nel mondo e simbolo della dignità e della resilienza della condizione di migrante. Il progetto è promosso da Teatro Carlo Felice, Museo dell’Emigrazione Italiana, Assessorato alle Politiche Culturali, Politiche dell’Istruzione, Politiche dei Giovani del Comune di Genova, incollaborazione con Istituto per i Beni sonori e audiovisivi, Ales Spa, Portale della Canzone Italiana, Festa della Musica Portale della Canzone italiana, con il patrocinio del Ministero della Cultura, Maeci, Regione Liguria, Rai per il sociale e con la media partnership RAI. In scena la compagine composta dalla compagnia Compagnia Venti Lucenti i giovani musicisti dell’Associazione Pequenas Huellas di Torino e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Il palco del Nervi Music Ballet ospiterà inoltre il concerto di Stefano Bollani (16 luglio) che presenterà le sue Piano Variations on Jesus Christ Superstar, e alcune serate di cui saranno ospiti preminenti artisti della scena pop contemporanea quali Max Gazzé (9 luglio),  con lo spettacolo La matematica dei RamiAntonello Venditti e il suo Unplugged special 2021 (17 luglio), Levante e il suo Dall’alba al tramonto live (24 luglio), Alice nel programma Alice canta Battiato (2 agosto).

Quest’anno più che mai, il Nervi Music Ballet Festival 2021 denota un’attenzione particolare alla dimensione della fruibilità degli eventi, che si terranno nella fiorita arena estiva su di un palcoscenico covid-compliant di oltre 330 mq, dal fronte platea ulteriormente ampliato per poter garantire la massima visibilità a tutti i settori disposti sul green di Villa Grimaldi.

 Affiancando l’impegno delle istituzioni cittadine e regionali, grazie ai sodalizi instaurati e consolidati nel tempo, la manifestazione inoltre si fa a sua volta promotrice di una mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente e dell’Uomo, che si sposa alla perfezione con le caratteristiche naturalistiche del suo contesto realizzativo.

Il nuovo abito grafico che veste l’intera campagna di comunicazione del Nervi Music Ballet Festival 2021 è firmato da Paolo Rossetti.

Dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini: «Il Nervi Music Ballet Festival celebra quest’anno la sua X edizione nella suggestiva cornice ambientale dei Parchi di Nervi con un programma di rilievo internazionale per la musica e il balletto. Le grandi étoile insieme a ballerini provenienti dalle maggiori compagnie di danza di tutto il mondo si affiancano alle nuove generazioni in un simbolico passaggio di testimone tra la grande tradizione e i nuovi talenti. Il festival propone inoltre  un progetto di particolare rilievo dedicato a Enrico Caruso che rientra  nelle iniziative per il centenario della sua scomparsa: con Caruso Contaminazioni Migranti il mito del grande tenore si contamina con le prospettive culturali e artistiche delle nuove generazioni. Formulo i migliori auguri a questa amata manifestazione, che nella nella tradizione ha saputo coltivare il seme del rinnovamento».

«Siamo di fronte a un nuovo inizio, da tanti punti di vista – spiega il sindaco di Genova, Marco Bucci, presidente della Fondazione Carlo Felice – Se da un lato, infatti, ci avviciniamo a un’edizione del Festival ricca di innovazioni, dall’altro diamo un segnale forte al mondo dello spettacolo, della cultura e della musica, tornando ai grandi eventi dal vivo.  Si tratta anche di un impulso positivo per la stagione estiva genovese, che si colora di grandi eventi internazionali, un vero e proprio polo di attrazione per chi viene da fuori. Da ultimo, il Festival è anche il segno concreto che stiamo uscendo dall’emergenza sanitaria, che possiamo tornare a trascorrere il tempo libero con impegni di altissima qualità, in sicurezza e tutti insieme.  Siamo pronti, ora più che mai, per un’altra estate di grandi emozioni in uno degli spazi più affascinanti della nostra città».

«Genova e la Liguria ripartono davvero e in sicurezza – afferma Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria – Il Nervi Music Ballet Festival 2021 ha un valore ancora più elevato e simbolico, quello della rinascita per un settore fortemente colpito dalla pandemia e rappresentato da tutte le realtà culturali che, con un grande lavoro di squadra, hanno collaborato per la sua realizzazione. È un altro, fondamentale tassello del ritorno alla normalità per Genova e la Liguria, senza mai dimenticare la tutela della salute non solo del pubblico, ma anche degli artisti che saliranno sul palco. Il programma è degno della ricchissima tradizione culturale e musicale del nostro territorio: dopo l’edizione del 2020, siamo davvero felici di tornare ad ospitare, quest’anno con spettacoli per oltre un mese, artisti affermati e talenti emergenti, in una location unica e suggestiva, perfetta per ospitare questa kermesse di livello internazionale».

Dichiara l’Assessore Barbara  Grosso alle politiche culturali e giovanili del Comune di Genova : «A Genova c’è un sistema di proposta di spettacoli che riprende quest’estate, nel parco storico di Nervi: per tutto il mese di luglio accadrà qualcosa e tutti noi potremmo riprendere consuetudine con la danza teatro e musica. Il Nervi Music Ballet Festival 2021 porterà a Genova un ricco calendario di date e numerosi artisti da tutto il mondo. Abbiamo lavorato per far sì che il Festival avesse le caratteristiche di un evento internazionale, con un variegato programma di spettacoli che spazia dalla musica, al balletto alle performance teatrali e con il coinvolgimento dei principali soggetti culturali cittadini, perché solo facendo rete è possibile ripartire e comprendere fino in fondo l’importanza dello spettacolo dal vivo».

«Questa edizione del Nervi Music Ballet Festival 2021 non è solo uno dei più forti segnali di ripartenza della cultura e degli spettacoli del nostro territorio, ma anche il segnale della capacità di sinergia tra le varie realtà culturali presenti sul territorio stesso – dichiara l’Assessore alla cultura e agli spettacoli di Regione Liguria Ilaria Cavo – l’organizzazione è della Fondazione Teatro Carlo Felice, ma trova al suo interno la collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse e il Politeama Genovese. E allora penso all’apertura del Festival il 29 giugno con orchestra e coro del Carlo Felice e regia su idea del direttore del Teatro Nazionale, penso al 3 luglio agli eventi per il centenario della nascita di Emanuele Luzzati con il Teatro della Tosse, penso per esempio al RidonDante del 25 luglio con Maurizio Lastrico in collaborazione con il Politeama Genovese.  Importante anche la chiusura del Festival con il progetto dedicato a Caruso in sinergia tra Rai e Museo dell’Emigrazione Italiana. Festival sono anche le prime assolute e nazionali e i concerti di big della musica come Stefano Bollani, Antonello Venditti e Alice che ci regalerà un tributo a Battiato. Un mix vincente in una cornice meravigliosa, rispettosa delle norme anti covid e della mobilità sostenibile, un mix che darà ancora una volta un valore internazionale al Festival».

 Il Sovrintendente della Fondazione Teatro Carlo Felice Claudio Orazi dichiara: «Con sei prime esecuzioni assolute e la presenza a Nervi di artisti del calibro di Svetlana Zakharova, Vadim Repin, Jacopo Tissi, Beatrice Rana, Sergio Bernal, il giovane Jacopo Bellussi, “orgoglio genovese” che va affermandosi sulla scena del balletto mondiale, Stefano Bollani, e la partecipazione di tante, tantissime étoiles internazionali, oltre all’Ensemble di Igor Moiseev, il Nervi Music Ballet Festival 2021 conferma l’alto profilo artistico che appartiene alla storia della manifestazione: un Festival che guarda con slancio al futuro al mondo della musica, del balletto e del teatro, grazie al coinvolgimento, affianco ai maggiori interpreti attivi sulla scena internazionale, delle nuove generazioni di artisti, i “tedofori” del sacro fuoco della musica e della danza in Italia e nel mondo. Il Nervi Music Ballet Festival 2021 è promosso dal Comune di Genova, con il patrocinio della Regione Liguria in collaborazione con il Ministero della Cultura, ed è organizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, grazie all’importante supporto dei nostri partner e sponsor, Iren, Esselunga e Banca Passadore. L’incantevole contesto dei Parchi di Nervi, reso accessibile grazie a una vasta offerta di mezzi di trasporto alternativi e a basso impatto ambientale, l’attenzione puntuale alle condizioni di sicurezza sanitaria rinnovano la peculiare vocazione del Festival di meta del turismo culturale internazionale, e luogo elettivo per la cittadinanza per assaporare le più alte forme di espressione artistica attualmente esistenti. Un particolare ringraziamento desidero rivolgere a tutto il personale artistico, tecnico e amministrativo del Teatro che è stato protagonista del successo dell’edizione 2020 e sono certo contribuirà alla piena riuscita di quest’anno».

Conclude Rino Surace, Direttore operativo del Nervi Music Ballet Festival «Il Nervi Music Ballet Festival cresce e di anno in anno si dimostra sempre più attento agli impulsi di rinnovamento espressi dal settore, in termini artistici e tecnologici, così come al contesto in cui opera, grazie alla stretta collaborazione con le istituzioni del territorio, delineando il profilo di una manifestazione di grande impatto artistico ed emotivo, ma al contempo sostenibile ed eco compatibile».

L’allestimento di Villa Grimaldi con un nuovo palcoscenico

Il pubblico potrà accedere al Nervi Music Ballet Festival sia dall’ingresso di via Eros da Ros (lato Stazione FS), sia dall’ingresso di Villa Serra in via Capolungo. Il percorso da via Eros da Ros sarà contrassegnato da una segnaletica che condurrà direttamente alle biglietterie e al controllo accessi collocati a sud dell’area giochi dei Parchi. Da lì si accederà alla platea, allestita sul prato di Villa Grimaldi in uno scenario di straordinaria bellezza, su una superficie complessiva di circa 1.400 mq, in grado ospitare 1.000 posti a sedere suddivisi in tre settori e cinque rampe d’accesso posti in prossimità delle vie di esodo; il tutto in stretta osservanza delle normative anti Covid.

 Tra le novità di quest’anno va sicuramente citato il nuovo palcoscenico Layer acquistato dal Teatro Carlo Felice, una struttura di dimensioni maggiori rispetto a quelle delle due edizioni precedenti, con una superficie calpestabile di oltre 330 mq e con un’apertura di boccascena di 18 metri lineari e una profondità di 15. Il palco è sormontato da quattro torri per luci, audio e led-wall. Per quanto riguarda l’illuminazione frontale saranno allestite ai lati della platea altre due torri di otto metri di altezza ciascuna.

 Saranno ulteriormente ampliate le aree e le strutture a disposizione degli artisti. Il “Village”, che occuperà un’area complessiva di 700 mq adiacente al palcoscenico, ospiterà 11 container, di cui 7 camerini spogliatoi muniti di doccia e servizi, 3 container doccia e 1 container servizi per portatori di handicap, oltre a un gazebo di 64 mq che ospiterà il locale sartoria, spazi comuni e altri camerini. Il “Village” potrà contare quest’anno di un’area aggiuntiva di 120 mq, anch’essa adiacente al palcoscenico e dedicata alle compagnie ospiti.

In occasione del Nervi Music Ballet Festival sarà inaugurata quest’anno a Villa Grimaldi la nuova cabina elettrica di media tensione che alimenterà le forniture di energia della manifestazione, con due quadri collocati all’interno del “Village”, uno da 200 e uno da 80 kW, a cui si aggiungono tre colonnine servizi complessivamente di 50 kW . Si tratta del compimento del primo lotto di lavori di un importante opera infrastrutturale progettata e finanziata dal Comune di Genova e realizzata in collaborazione con Aster ed E-distribuzione volta a erogare energia su tutta la superficie dei Parchi.

Nervi Music Ballet Festival si caratterizza anche per una serie di iniziative volte a incentivare la mobilità sostenibile.

Il treno sarà anche quest’anno il mezzo più comodo per raggiungere Nervi. In questi giorni è in fase di definizione un accordo con Trenitalia – Official Green Carrier delle due passate edizioni del Festival – in base al quale i possessori del biglietto valido per uno degli spettacoli in cartellone avranno diritto a fruire gratuitamente di una corsa di andata e ritorno, per e da Genova Nervi, con treni regionali ordinari nell’area urbana di Genova nella fascia oraria a partire dalle 17.00 del giorno dello spettacolo fino alle 01.30 del giorno successivo. Il tutto compatibilmente a quello che sarà l’evolversi delle disposizioni anti Covid.

Sarà possibile altresì raggiungere i Parchi con le biciclette a pedalata assistita, utilizzando i ciclo-parcheggi che il Comune di Genova metterà a disposizione degli spettatori in prossimità degli ingressi alla manifestazione, nonché in monopattino: questi ultimi, insieme ai caschi, potranno essere lasciati in custodia presso l’apposito deposito collocato a lato delle biglietterie.

Nicoletta Tassan Solet

La prima nazionale di “Dantexperience” a Verona

Sarà un viaggio tra i canti danteschi. Un’esperienza multisensoriale tra musica, parole e immagini. Verona celebra i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta con la prima nazionale di DanteXperience. Una serata evento con la Budapest Mav Symphony Orchestra, diretta dal maestro Vittorio Bresciani, accompagnata dalla voce di Alessandro Preziosi. Sul palcoscenico anche l’attrice Zoe Pernici e il coro di voci bianche di A.Li.Ve, dirette dal maestro Paolo Facincani.

Venerdì 16 luglio, alle ore 21, il Teatro Romano sarà la cornice di uno spettacolo multimediale durante il quale il testo della Divina Commedia verrà integrato dalle musiche di Franz Liszt e dalle illustrazioni di Gustave Doré. I versi di Dante diventeranno il filo conduttore di un percorso fatto di poesia, musica e immagini, che riassumerà in poco meno di un’ora il viaggio d’oltre mondo immaginato dal Poeta. Un’esperienza che avvicinerà il grande pubblico alla Divina Commedia e, nel contempo, renderà chiara e immediata la comprensione della musica di Liszt.

Lo spettacolo rientra nel cartellone della settantatreesima edizione dell’Estate Teatrale Veronese, organizzata dal Comune di Verona. E negli eventi delle celebrazioni Dante a Verona 1321 – 2021. Il concerto è realizzato con il sostegno di Agsm-Aim, Amia, Consorzio Zai, Veronamercato, Gruppo Veronesi e Uni Servizi.

“Verona ha dato vita ad un programma ricchissimo per rendere omaggio al Sommo Poeta attraverso tutti i linguaggi artistici. Dopo le mostre, le letture, i tour cittadini, questo spettacolo sarà una vera e propria esaltazione della Divina Commedia in suoni, immagini e parole – ha detto l’assessore alla Cultura Briani -. E porterà sul palcoscenico del Teatro Romano grandi artisti. Abbiamo dato prova in questi mesi di un forte coordinamento, voluto e realizzato per celebrare Dante e questo anniversario al meglio insieme a tutta la città”.
“Il cartellone dell’Estate Teatrale Veronese, appuntamento centrale nel panorama culturale non solo scaligero ma italiano, non poteva non omaggiare Dante in questo anno così speciale – ha aggiunto Mangolini, direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese -. Abbiamo voluto farlo assieme al Maestro Bresciani e ad alcune delle eccellenze artistiche nazionali e internazionali. Avremo l’onore di avere a Verona l’orchestra di Budapest accompagnata dalla voce di Alessandro Preziosi e dal coro dei bambini di Alive. Sono certo che questo spettacolo rimarrà nel cuore della città”.

“Vogliamo lanciare un messaggio soprattutto ai giovani e, attraverso la multimedialità, accompagnarli nel cuore dell’opera dantesca – ha spiegato il maestro Bresciani -. DanteXperience introdurrà gli spettatori all’interno della Divina Commedia in modo graduale, attraverso un’esperienza multisensoriale che culminerà con la visione delle schiere angeliche del Paradiso nel coro finale della Sinfonia Dante, in una sensazione di avvolgente luminosità. Questo, con ogni probabilità, doveva essere anche il sogno multimediale di Franz Liszt. Ringrazio gli sponsor per l’importante supporto”.

“La musica di Liszt non è facile ma ha interessato subito i ragazzi – ha concluso il maestro Facincani – che si sono sintonizzati immediatamente con questo progetto. Dall’Arena al Teatro Romano, le nostre voci bianche canteranno il testo del Magnificat e chiuderanno questo spettacolo, regalando uno scorcio di paradiso. Sarà davvero d’effetto chiudere il percorso dantesco con i bambini”.

Informazioni sul sito http://www.estateteatraleveronese.it. Biglietti in vendita al Box Office di via Pallone e sui siti http://www.ticketmaster.it, http://www.ticketone.it e http://www.boxofficelive.it.

Roberto Bolis

Paolo Rossi con “Amleto” inaugura il Festival shakespeariano

Il sipario si alza, va in scena il Festival Shakespeariano. Tradizione e innovazione sullo stesso palcoscenico. Stasera, al Teatro Romano di Verona, debutta la prima nazionale di Amleto, nuovo spettacolo di Paolo Rossi, in replica domani, sabato 3 luglio. Un inizio ‘scoppiettante’ per la sezione prosa della settantatreesima edizione dell’Estate Teatrale Veronese. La rassegna è organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Veneto.
Una versione riveduta e ‘scorretta’ quella del Principe di Danimarca, dove però i personaggi principali ci sono tutti, in presenza o solo evocati. A muovere i fili della messa in scena l’istrionico Paolo Rossi, regista, autore e cantastorie. L’attore per due sere vestirà i panni di un Amleto ossessionato da un sogno e dalla vendetta. Sul palcoscenico anche Laura Bussani, Caterina Gabanella e Marco Ripoldi, con le musiche dal vivo di Emanuele Dell’Aquila, Stefano Bembi, Alex Orciari.

Tra narrazione e situazione, lo spettacolo, scritto con la collaborazione drammaturgica di Roberto Cavosi, diventa manifesto di un teatro popolare di rinascita e ricerca, capace di divertire nel momento in cui celebra la grandezza di un mito teatrale inarrivabile. Una coproduzione di Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile del Veneto, Estate Teatrale Veronese in collaborazione con Teatro Miela – Bonawentura Trieste.

“Abbiamo lavorato incessantemente per arrivare a questo risultato e, oggi, siamo orgogliosi di portare in scena una prima nazionale dietro l’altra – afferma l’assessore alla Cultura Francesca Briani -. L’Amleto di Paolo Rossi sarà solo l’inizio di una lunga estate di grande teatro. Ringrazio il direttore artistico Carlo Mangolini per la rilettura che ha fatto del festival, preservando l’importante tradizione shakespeariana veronese ma proponendo riscritture originali in grado di avvicinare un pubblico intergenerazionale”.

Tutto il programma dell’Estate teatrale Veronese è disponibile sul portale http://www.estateteatraleveronese.it.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

L’elisir d’amore al Carlo Felice di Genova

La produzione de L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti conclude la Stagione 2020-2021 del Teatro Carlo Felice di Genova con un omaggio nel centenario della nascita a Emanuele Luzzati, di cui propone una delle scenografie più celebri, realizzata nel 1994 per l’allora “Teatro dell’Opera di Genova”, con gli storici costumi di Santuzza Calì.

L’allestimento, per la nuova regia di Davide Garattini vede Alessandro Cadario, maestro concertatore e direttore salire sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, protagonisti in scena i solisti dell’Accademia di alto perfezionamento per cantanti lirici del Teatro Carlo Felice, con la direzione artistica di Francesco Meli.

Melodramma giocoso in due atti scritto da Gaetano Donizetti nel 1832 su libretto del genovese Felice Romani L’elisir d’amore si ispira alla vicenda de Le Philtre di Daniel Auber, su libretto di Eugène Scribe, in voga a Parigi in quegli stessi anni. Nei due soli atti di una vicenda di ispirazione agreste – il semplice Nemorino, innamorato della bella e scaltra Adina, si fa raggirare dal ciarlatano Dulcamare che gli propone un magico filtro d’amore – Donizetti riesce musicalmente condensare gli affetti propri del genere comico e del semiserio. A questi amalgama la dimensione metateatrale, in una commedia degli equivoci e degli intrighi a lieto fine, di grande vitalità melodica, la cui trama, pronta a “scattare” come una trappola, si riavvolge ironicamente attorno al destino dei personaggi.

La vicenda, piena di fantasia, di freschezza, viene esaltata dalla scelta di Luzzati di ambientare l’intera vicenda a cielo aperto, nel quadro di un’ambientazione classica: le quinte, il boccascena, un albero richiamano un’iconografia tipicamente ottocentesca, utilizzando semplici dispositivi (siparietti, al più) per ricreare le ambientazioni intimistiche, e sgombrano il terreno all’arrivo dirompente del carro-armadio di Dulcamara, che assolve al compito di dispiegare “telescopicamente” i diversi interni, in una contemporaneità di spazio e tempo che riporta alle fondamenta illusionistiche e favolistiche del linguaggio dell’opera.

“L’elisir d’amore, nel suo genere è una delle opera più perfette, scriveva Emanuele Luzzati nelle sue note sull’allestimento dello stesso titolo al Carlo Felice nel 2004: una musica leggera, ma senza mai cadute; un libretto spiritoso, frasi orecchiabili e poi punti di forza: uno nel primo atto con la cavatina di Dulcamara e l’altro nella celebre romanza, cavallo di battaglia di tutti i tenori leggeri “una furtiva lagrima”. Ed è con leggerezza e semplice efficacia che Luzzati risolve una mise en scène nata strutturata in una serie di tableaux vivants caleidoscopici, tra cui si insinuano riferimenti alla dimensione meta-teatrale, come attraverso la presenza in scena di una poltrona: quella su cui sedeva il nonno dello stesso Luzzati, per narrargli la storia di Nemorino e Adina, quella su cui si siederanno gli innamorati per condividere, oggi, i loro progetti e, un domani, i loro racconti e ricordi.

Note di regia di Davide Garattini

I cent’anni dalla nascita di Emanuele Luzzati sono un anniversario che non può passare inosservato, soprattutto da parte della città che l’ha visto nascere e morire, lui stesso ha da sempre mostrato un forte attaccamento verso la città di Genova come sua grande ispiratrice : “ Genova, dove si entra dai tetti delle case e si esce giù per le strade ripide, labirintica come un bosco, è la mia migliore musa. Tutte le volte che esco dall’ascensore del quartiere di Castelletto e guardo fuori mi stupisco, perché vedo sempre qualcosa di nuovo.”. Proprio da queste parole ho iniziato il mio viaggio in questo bellissimo Elisir d’amore firmato Luzzati-Calì. Ci si ritrova magicamente immersi in un caleidoscopio di colori che inebria e come in un labirinto ci si perde piacevolmente in una visione fantastica.

Purtroppo non ho mai conosciuto Lele Luzzati, ammetto che mi sarebbe piaciuto molto fare una conversazione con lui perché avrei mille domande da fargli a cui sicuramente risponderebbe mostrandomi tutte le sue immagini. Sono stato da sempre affascinato dalla sua arte, mi divertiva e mi incuriosiva; ho da sempre osservato i suoi lavori e ho sempre accolto con entusiasmo le sue proposte artistiche, soprattutto quando affrontava i classici più conosciuti. Mi lascio graffiare, con molto piacere, dalle sue immagini così vibranti dove, a ogni sguardo, veniamo catturati da nuovi dettagli, esattamente come accade con la città di Genova, un labirinto di diverse possibilità e molteplici sfaccettature.

La felicità è sicuramente stata la mia prima reazione quando ho ricevuto la proposta di firmare una nuova regia dell’opera con le scene di Luzzati, poi lentamente l’entusiasmo si è placato e si è trasformato in uno sguardo più guardingo. Ho da subito cercato di esaltare la forma estetica, ma sicuramente, entrare in un progetto come questo con una nuova regia, non è cosa facile, ci vuole molto rispetto e attenzione. Anche in questo caso una frase di Luzzati mi è venuta in aiuto: “La memoria è una cosa fredda, il racconto invece è caldo: è tutta la vita che racconto, io che sono così avaro di parole.” Per cui inutile pensare alla memoria, dovevo mettermi a raccontare; così che ho cominciato a farmi guidare in questo caleidoscopio di colori cercando un modo nuovo: vivo e caldo e al tempo stesso di rispettare il lavoro esistente.

Siamo in un periodo storico molto particolare, che ci condiziona notevolmente sulle scelte da portare in scena, con regole e distanze di sicurezza che indicano “nuove strade, diverse”, non voglio chiamarli “limiti”; ma, senza dubbio, sono percorsi nuovi da affrontare. L’elisir d’amore sarà la prima opera del Teatro Carlo Felice di Genova a pieno organico. Un’impresa notevole che oggi i teatri italiani sono chiamati ad affrontare per dimostrare, ancora una volta, la loro professionalità e serietà. Noi artisti fermi da più di un anno accettiamo questa chiamata alle armi con determinazione e felicità, in qualunque situazione, ci si rimbocca le maniche, si mettono da parte vecchi metodi e si ricomincia tutto da capo per andare in scena.

Ho cercato di proporre fin da subito una regia dinamica e divertente, frizzante e attiva come la grafica dell’allestimento suggerisce, la freschezza dei giovani interpreti dell’Accademia di Canto del Teatro Carlo Felice ha sicuramente aiutato. Affrontare un’opera come questo capolavoro donizettiano può trarre in inganno; a prima vista può apparire facile ma non lo è affatto. Si tratta di un’opera buffa ma non minore, anzi esattamente il contrario, è il titolo perfetto per la crescita di un giovane cantante, per sviluppare la sua parte artistica e interpretativa. I cantanti sono portati a mettere in scena personaggi con molte sfaccettature, risvolti psicologici e di sentimenti; così l’artista deve misurarsi e raccontare sul palco ogni momento. Una bella sfida per il suo percorso. Fortunatamente la musica aiuta moltissimo, favorisce anche dei simpatici “a parte” che ricordano le pagine più divertenti del teatro goldoniano. In questi momenti il pubblico ascolta quello che il personaggio nasconde agli altri, come una confessione all’audience rendendola parte attiva della storia. La musica di Gaetano Donizetti poi, magistralmente, conduce e sviluppa la trama!

A colpire la mia fantasia registica, più di tutto, è stato il Carro di Dulcamara. Un capolavoro! Potrei fare quest’opera solo con questo elemento e togliere tutto il resto, purtroppo a causa delle restrizioni anto Covid, posso usarlo limitatamente; ma mi piacerebbe molto fare un Elisir d’amore usando, unicamente, tutte le diverse sfaccettature di questo carro. Il carro di Dulcamara, per me, è senza dubbio l’espressione perfetta di Luzzati e la mia idea di questo Elisir, un grande carro colorato, tipico dell’arte dell’artista genovese, pieno di immagini vive e sorridenti, di profili e pennellate veloci. Un affresco intimo e grazioso che si apre piano piano fino a mostrarsi nella sua totalità, così è il mio Elisir, si sviluppa in modo da poter raccontare la storia e infine mostrare una conclusione piena d’amore e musica.

Credo che sia davvero bello ri-iniziare la vita sul palco da questo spettacolo, raccontiamo di un Elisir che fa innamorare; ma io vedo la metafora della musica e dell’arte come “balsamico liquore” che fa innamorare dell’arte e fa dimenticare il tempo delle restrizioni e della lontananza dalle scene. Auguro a tutti di bere questo Elisir fino all’ultima goccia di musica.

L’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici del Teatro Carlo Felice nasce nel 2021. Il teatro ne ha affidato la direzione artistica al tenore genovese Francesco Meli, tra le massime personalità del panorama lirico internazionale.

L’Accademia ha lo scopo di offrire un ciclo formativo completo, così da valorizzare le nuove generazioni di cantanti anche attraverso il debutto nelle stagioni liriche genovesi. Il Teatro Carlo Felice, i docenti dell’Accademia e il direttore artistico credono fermamente nel progetto di dare concrete opportunità professionali alle nuove leve e credono nel futuro dell’Opera. I docenti dell’Accademia sono Vittorio Terranova, Elizabeth Norberg-Schulz, Giulio Zappa, Roberto De Candia, Antonella D’Amico, Serena Gamberoni, Silvia Paoli, Daniele Callegari, Antonella Giusti, Francesco Meli.

Nicoletta Tassan Solet (anche per la fotografia di un modellino di Luzzati de L’Elisir D’Amore)

A luglio, per la prima volta, “Titus” al Museo Lapidario di Verona

Shakespeare entra al Museo Lapidario Maffeiano con la tragedia romana di Tito Andronico. Per la prima volta l’Estate Teatrale Veronese va in scena all’interno di uno dei più suggestivi cortili museali scaligeri. Sarà la prima nazionale di ‘Titus’, diretta da Piermario Vescovo e coprodotta da Festival Shakespeariano e Teatro Stabile di Verona, a varcare il cancello sotto l’orologio della Bra, dove troneggia il busto del Bardo. Dal 22 al 25 luglio, l’attore Bob Marchese evocherà una storia antica, piena di crudeltà e orrore. Assieme a lui sul palcoscenico un gruppo di attrici-manovratrici con i loro burattini. Capovolgendo le regole del teatro elisabettiano che prevedeva solamente interpreti maschili, Linda Bobbo, Silvia Brotto, Ludovica Castellani, Maddalena Donà, Michela Degano, Manuela Muffatto, Marika Tesser, Antonella Zaggia daranno vita al teatro di figura. Quattro repliche per soli 70 spettatori a serata, nel rispetto delle misure anti contagio così come degli spazi storici e architettonici del museo.
A dare l’anticipazione di una delle novità assolute dell’Estate Teatrale Veronese, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il direttore artistico del festival Carlo Mangolini.
“Un nuovo capitolo nella storia del nostro festival. Un teatro che esce dai tradizionali palcoscenici per dialogare con la città e, allo stesso tempo, un museo che diventa luogo aperto di sperimentazione – ha detto Briani -. Una prima volta che abbiamo fortemente voluto anche per intercettare quel pubblico che non è abituato a frequentare i teatri ma può essere attratto da location inconsuete. In questo modo creiamo un dialogo tra i diversi spazi culturali della città, attraverso la prosa di cui Verona è protagonista a livello nazionale e internazionale”.
“Una bellissima opportunità anche per rinsaldare l’importante collaborazione con il Teatro Stabile di Verona, un altro tassello che si aggiunge alle numerose sinergie strette con le realtà culturali del territorio – ha spiegato Mangolini -. Un percorso che l’Amministrazione comunale ha fortemente voluto, soprattutto dopo questo anno difficile e complesso per il settore degli spettacoli. Per la prima volta l’Estate Teatrale Veronese entrerà in questo cortile, una delle meraviglie della città. Un’ambientazione davvero affascinante per riscoprire uno dei testi di Shakespeare meno noti. L’uso dei burattini, poi, consentirà di affrontare tematiche anche molto forti con un tono un po’ più sognante”.

“Uno spettacolo complicatissimo, uno dei testi meno praticati di Shakespeare ma che siamo orgogliosi di portare in scena in questo luogo bellissimo – ha aggiunto Vescovo, direttore del Teatro Stabile -. La location di stampo romano è perfetta per questa dolorosissima tragedia. Sul palcoscenico vedremo un narratore e 8 donne, invertendo la regola shakespeariana del teatro elisabettiano. E poi i burattini, per un teatro di figura che si intersecherà con quello in presenza. Il distanziamento limiterà il coinvolgimento del pubblico ma utilizzeremo questo spazio meraviglioso al meglio delle possibilità”.

“È uno dei testi più difficili di Shakespeare, per la sua complessità, per come l’autore scarica in questa tragedia il bene e il male portandoli all’eccesso – ha concluso Marchese -. La cosa più ardua, ma allo stesso tempo più affascinante, sarà proprio trasmettere questa complessità. Siamo di fronte ad una montagna da scalare”.

Roberto Bolis

Aperte le visite guidate al Regio di Parma

Il Teatro Regio di Parma riapre alle visite guidate. Il pubblico potrà così ritornare a scoprire le meraviglie di questo luogo che porta in sé 200 anni di storia, arte, musica.

I visitatori potranno scoprire la sala del Teatro ancora sgombra dalle poltrone, smontate per far posto all’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini in occasione del recente debutto di Pelléas et Mélisande (trasmesso da Rai Cultura su Rai5 e ancora disponibile alla libera visione su Raiplay), e con l’imponente astrolampo illuminato e calato al centro della platea, che offre i suoi scintillii e i suoi dorati putti musicanti allo stupore di ogni sguardo ravvicinato.

Le visite guidate, della durata di circa 30 minuti, sono aperte dal martedì alla domenica nei consueti orari 9.30 – 12.30 / 14.30 – 17.30, vengono effettuate a intervalli di ogni ora e sono riservate a un numero massimo di 10 visitatori per ogni turno. Come da ordinanza del nuovo decreto, sabato e domenica il servizio è assicurato su prenotazione, via mail o telefono, ai seguenti recapiti: tel. 0521 203995 visitareilregio@teatroregioparma.it

Il bookshop, che offre i preziosi, esclusivi manufatti appositamente ideati e realizzati per portare con sé la memoria di questo luogo unico, segue gli stessi orari di apertura delle visite guidate.

Paolo Maier (anche per le fotografie di Luca Fregoso -sopra- e di Stefano Zoni-sotto)