La bohème di Puccini, colorata e giocosa, al Teatro Carlo Felice dal 13 dicembre

La bohème di Giacomo Puccini, una delle opere liriche più popolari al mondo, va in scena al Teatro Carlo Felice a partire da domani, venerdì 13 dicembre alle ore 20, con repliche fino al 29 dicembre.

Tenuta a battesimo il 1 febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino, La bohème è il titolo che rivelò definitivamente la modernità musicale e teatrale di Puccini, allora trentottenne. L’opera è ambientata in una Parigi di metà Ottocento che, secondo Debussy, nessuno aveva mai saputo descrivere meglio in musica; la Parigi della folla di avventori del “Caffè Momus”, esempio straordinario di caos musicale organizzato, delle trombe da fiera, che anticipano di quasi vent’anni quelle di Petruška di Stravinskij, dell’atmosfera desolata della Barrière d’Enfer coperta dalla neve, resa con timbri rarefatti che nessuno aveva mai osato prima. Tra esplosioni vitali tanto travolgenti quanto effimere, parentesi liriche commoventi e strazianti (immancabili in Puccini) e invenzioni compositive senza precedenti, la partitura di Bohème è una di quelle che segnano un prima e un dopo nella storia del teatro d’opera. Con Puccini, i giovani bohémiens, gli aspiranti artisti sempre in bolletta immortalati da Henri Murger nel romanzo Scènes de la vie de bohème, irrompono nell’opera e la scompaginano, contaminando la musica e il racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e “alla giornata”.

Proprio questo aspetto giocoso di Bohème, spesso trascurato, è al centro della regia di Augusto Fornari, nell’applaudito allestimento che il Teatro Carlo Felice ha prodotto alcuni anni fa e che ora ripropone al suo pubblico con la collaborazione dell’assistente alla regia Lorenzo Giossi. «È con stupore – spiega Fornari – che m’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il “Gioco” come elemento propulsore della storia. Il “Gioco” quello serio, con la G maiuscola, quello dei bambini, quello che va fino in fondo, che irride la fame, il freddo, la povertà, la ricchezza, la borghesia, gli schemi sociali, quello che vorrebbe sgambettare la morte.» Illuminate da Luciano Novelli, le scene del pittore e artista genovese Francesco Musante (che firma anche i costumi), fiabesche, fumettistiche, a tratti da libro illustrato per bambini, esaltano a tal punto la visione registica di Fornari da diventarne un elemento imprescindibile.

A dirigere l’Orchestra, il Coro e il Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice, Andrea Battistoni, che, dopo il recente successo – sempre a Genova – del Trovatore si conferma come uno dei più significativi direttori d’orchestra italiani della nuova generazione. Battistoni, nelle ultime tre recite, lascerà il podio a un altro giovane direttore, Leonardo Sini, vincitore del Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti. Di grande prestigio il cast, che vede Rebeka Lokar (recentemente applaudita come Leonora ne Il trovatore) e Serena Gamberoni alternarsi nel ruolo di Mimì, e Stefan Pop come primo Rodolfo, in alternanza con il giovane Gabriele Mangione e un altro tenore di grande fama, Celso Albelo. Marcello è interpretato da uno dei giovani baritoni attualmente più apprezzati, il genovese Michele Patti, e da un esperto del ruolo, Alberto Gazale. Musetta, a cui è affidato l’omonimo valzer, una della pagine più celebri dell’opera, è interpretata dalla giovane ma già affermata Lavinia Bini in alternanza con Francesca Benitez. Completano il cast Romano Dal Zovo (Colline), Giovanni Romeo e Italo Proferisce (Schaunard) e Matteo Peirone (Benoît e Alcindoro).  Maestro del Coro, Francesco Aliberti, Maestro del Coro di Voci Bianche, Gino Tanasini.

Secondo il regista Fornari: È per gioco che mi sono avvicinato all’opera lirica ed è per uno strano gioco di incastri che dal teatro di prosa mi sono trovato a dirigere L a Bohème. Ed è con stupore che m’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il “Gioco” come elemento propulsore della storia. Il “Gioco” quello serio, con la G maiuscola, quello dei bambini, quello che va fino in fondo, che irride la fame, il freddo, la povertà, la ricchezza, la borghesia, gli schemi sociali, quello che vorrebbe sgambettare anche la morte. Rodolfo e compagnia non fanno altro che “prendersi gioco” di tutto con una leggerezza e una distanza, come fossero consapevoli di essere personaggi da romanzo, da opera lirica. E insieme a loro, gioca il gran burattinaio Puccini che, con grazia di sublime regista, gli fa conoscere l’amore subitaneo e fragile, li conduce nelle strade, nei caffè, che diventano parco giochi pieni di balocchi, frittelle e donne frivole. E gioca, Puccini, con le situazioni e  sovrappone struggenti duetti d’amore a contrasti da opera buffa, quasi a voler ricordare a sé stesso e ai suoi protagonisti di non prendersi troppo sul serio. Conduce le sue creature, come ogni giocatore che si rispetti, fino in fondo, fino al culmine, fino ad inebriarli con l’ultimo gioco del rigodone e poi presenta loro il conto, svelando in maniera cruda, improvvisa e inesorabile, il meccanismo di questo enorme giocattolo che si inceppa e s’arresta solo davanti alla Morte che con uno schiocco di dita, come nebbia fumosa, lenta e penetrante, interrompe la verde stagione delle scorribande amorose, delle gelosie e dei pensieri rivolti al futuro. Un ultimo, ideale, carro, gremito di bambini, che, passando, salutano, agitando la piccola mano, i giovani che non saranno più.

– Tutti i lunedì del mese, visite guidate gratuite per gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado agli allestimenti dell’opera in calendario.

– Percorsi di prova con gli studenti del Corso di Storia della Musica della Facoltà di Lettere dell’Università di Genova: si tratta di un percorso guidato a prove di regia, letture, assieme, antepiano, sino alla generale, per comprendere tutti i passaggi di una produzione, dal progetto iniziale alla realizzazione definitiva.

– Assaggi, per il pubblico che assiste all’opera, di delizie natalizie a cura di Preti Azienda dolciaria.

– L’artista Monica Frisone presenta i gioielli declinati e ispirati all’opera.

– Anteprima esclusiva per RINA – partner e sponsor della Fondazione Teatro Carlo Felice.

LA BOHÈME

Opera in quattro quadri di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Musica di Giacomo Puccini

Direttore d’Orchestra

Andrea Battistoni

Regia

Augusto Fornari

Scene e costumi

Francesco Musante

Luci

Luciano Novelli

Assistente alla regia

Lorenzo Giossi

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice

Personaggi e interpreti

Mimì

Rebeka Lokar

Serena Gamberoni (14, 27, 29)

Rodolfo

Stefan Pop

Gabriele Mangione (14)

Celso Albelo

Marcello

Michele Patti

Alberto Gazale (27, 28, 29)

Musetta

Lavinia Bini

Francesca Benitez (14, 27, 29)

Colline

Romano Dal Zovo

Schaunard

Giovanni Romeo

Italo Proferisce (14, 27, 29)

Benoît e Alcindoro

Matteo Peirone

Parpignol

Giuliano Petouchoff

Giampiero De Paoli (27, 28, 29)

Sergente dei doganieri

Roberto Conti

Filippo Balestra (27, 28, 29)

Un doganiere

Alessio Bianchini

Un venditore ambulante

Antonio Mannarino

Maurizio Raffa (15, 27)

Claudio Isoardi (28, 29)

Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Francesco Aliberti

Maestro del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini

Date e turni

Dicembre 2019: venerdì 13, ore 20:00 (A); sabato 14, ore 15:00 (F); domenica 15, ore 15:00 (C); venerdì 27, ore 20:00 (L); sabato 28, ore 20:00 (B); domenica 29, ore 15:00 (f.a.)

 

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie di scena di Marcello Orselli)

 

“Il trovatore” inaugura la Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Carlo Felice

Per la Genova musicale Il trovatore di Giuseppe Verdi è un simbolo di rinascita e rinnovamento: con questo titolo, infatti, il 18 ottobre 1991 il nuovo Teatro Carlo Felice apriva per la prima volta le porte al pubblico. Ventotto anni dopo è di nuovo il secondo capitolo della “trilogia popolare” verdiana ad inaugurare una Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Carlo Felice che guarda al futuro, quella 2019/20, la prima con Claudio Orazi come nuovo Sovrintendente della fondazione lirico-sinfonica genovese.

foto di scena di Associazione Sintesi

La prima, attesissima, è prevista per venerdì 22 novembre alle ore 20. Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice nel melodramma romantico per eccellenza, Andrea Battistoni, giovane e carismatico direttore che proprio a Genova, negli ultimi anni, ha consolidato la sua fama. L’allestimento è una nuova produzione del Teatro Carlo Felice (di cui Iren è main sponsor) e porta la firma della regista Marina Bianchi, formatasi alla miglior scuola teatrale italiana sia di prosa che d’opera (diploma in regia alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, Aiuto Regista stabile alla Scala dal 1980 al 1992, collaboratrice di registi come Luca Ronconi, Sofia Coppola e Liliana Cavani). Le Scene e i Costumi sono di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov, autori di un progetto scenico che, sottolinea Marina Bianchi, «possiede un’immagine forte, una relazione totale con la drammaturgia dell’opera». Le Luci sono di Luciano Novelli, Direttore Allestimenti Scenici del Teatro Carlo Felice, con una lunga esperienza come Light Designer. Fondamentale, in un’opera come Trovatore, in cui si combatte molto, il contributo del Maestro d’Armi Corrado Tomaselli. Così come quello di Francesco Aliberti, Maestro del Coro del Teatro Carlo Felice, alle prese con una partitura in cui i cori sono protagonisti quanto le singole voci.

Di prim’ordine il cast, formato da voci verdiane tra le migliori oggi in attività: Massimo Cavalletti e Sergio Bologna (Conte di Luna), Vittoria Yeo e Rebeka Lokar (Leonora), Violeta Urmana e Maria Ermolaeva (Azucena), Marco Berti e Diego Cavazzin (Manrico), Mariano Buccino (Ferrando), Marta Calcaterra (Ines) e Didier Pieri (Ruiz).

Lo spettacolo è in memoria del Maestro Peter Maag, nel centenario della nascita, ed è dedicato a Rolando Panerai, da tutto il Teatro Carlo Felice, con affetto e riconoscenza.

– Venerdì 22 novembre, Teatro Carlo Felice, piazza coperta, ore 18

Intervento canoro del Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice, diretto da Gino Tanasini, in occasione dell’accensione delle luminarie che dà inizio al periodo natalizio in occasione della prima de Il trovatore. Saranno presenti le autorità cittadine. In collaborazione con CIV Sestiere Carlo Felice.        

– In occasione de Il trovatore, visite guidate agli appartamenti verdiani di Villa del Principe a prezzo ridotto per i possessori di biglietto e/o abbonamento. Date delle visite: venerdì 22 novembre, ore 15; sabato 23 novembre, ore 11; domenica 24 novembre, ore 11; domenica 1 dicembre, ore 15:30.

Il trovatore è la prima delle quattro opere della Stagione 2019/20 del Teatro Carlo Felice oggetto di approfondimento da parte del corso AUSER, docente Elisabetta Valerio. I corsisti titolari di AUSER-CARD, come ulteriore percorso di avvicinamento all’opera, vengono invitati alle conferenze stampa dei titoli in abbonamento.

– Con Il trovatore riprende la collaborazione con Monica Frisone, artista che realizza gioielli ispirati ai singoli titoli della Stagione.

– Per la promozione del titolo si ringraziano i CIV di via XX Settembre, via Galata, Quadrilatero, via Colombo, Erbe.

– In occasione della prima de Il trovatore gli addobbi floreali sono curati e offerti da Silvana Gianotti, arredatrice floreale.

 

Massimo Pastorelli (anche per la fotografia)

 

 

 

 

 

 

 

“Il tabarro” di Puccini al Maggio Musicale Fiorentino con Vassallo

Venerdì 15 novembre, Franco Vassallo, uno dei più richiesti baritoni del panorama internazionale, debutterà il ruolo di Michele in Tabarro, all‘interno del Trittico pucciniano in scena al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Si tratta di una nuova produzione, firmata da Denis Krief e diretta da Valerio Galli.

Franco Vassallo, ospite dei più importanti teatri del mondo − dal Metropolitan alla Scala, dall’Opera de Paris al Covent Garden di Londra − è al suo quinto ruolo pucciniano: dopo Bohème, Manon Lescaut e Madama Butterfly, la scorsa stagione ha debuttato Scarpiane la Tosca, alla Staatsoper di Amburgo al fianco di Jonas Kaufmann e Anja Harteros con grande successo di pubblico e critica.

“Michele padrone del barcone e inseparabile dal suo tabarro e dalla sua pipa è un ruolo meraviglioso, di grande maturità vocale e scenica – afferma Vassallo. Un personaggio umanissimo, attanagliato sin da prima che si apra il sipario da una profonda tristezza che diviene via via frustrazione, ira e infine cieca violenza. È uno dei più grandi e intensi ruoli scritti da Puccini per la voce di baritono ed è sicuramente un punto di arrivo per drammaticità, estensione e pienezza vocale. Adesso mi sento pronto per questo repertorio, dopo un excursus di 25 anni di carriera e avendone compiuti quest’anno 50 (guarda caso la stessa età di Michele!). La gelosia che si trasforma in furia omicida, è un esito da sempre tristemente connaturato nelle pieghe più buie della natura umana, ma oggi purtroppo è di ancora più sconcertante attualità. Il sipario infatti si chiude su Michele che apre il tabarro lasciando cadere a terra il cadavere di Luigi davanti a Giorgetta e benché la sorte della donna di fatto non ci sia nota, Puccini è magistrale nell‘insinuare nello spettatore il fantasma di un tragico dubbio”.

Lo spettacolo debutterà venerdì 15 novembre con repliche il 17 novembre (ore 15,30), il 20 e 23 novembre alle ore 20.

I prossimi impegni vedono Vassallo protagonista di produzioni di grande prestigio tra cui l’Aida a Barcellona e in primavera l’atteso Don Carlo al Festival di Salisburgo diretto da Christian Thielemann.

 

Delos (anche per la fotografia)

Aspettando “Aggiungi un posto a tavola”: le iniziative intorno al celebre musical, al Teatro Carlo Felice di Genova

Il 7 novembre al Teatro Carlo Felice di Genova, alle ore 20, va in scena una delle più popolari e amate commedie musicali italiane, Aggiungi un posto a tavola, di Garinei e Giovannini con le musiche di Armando Trovajoli eseguite dall’Orchestra e dal Coro del Teatro Carlo Felice diretti da Maurizio Abeni.

Molte le iniziative collaterali che contribuiscono ad aumentare l’attesa per l’arrivo a Genova di un titolo che da quarant’anni diverte e fa riflettere il pubblico di tutto il mondo. Prima con Johnny Dorelli, il primo, storico interprete del ruolo principale di Don Silvestro, e oggi con il figlio Gianluca Guidi, che raccoglie l’eredità del padre riprendendo anche la regia originale di Garinei e Giovannini.

Giovedì 7, la sera della prima, in Piazza De Ferrari si terrà un grande spettacolo pirotecnico sulle note di Aggiungi un posto a tavola, offerto dalla Regione Liguria. Il Teatro Carlo Felice, per l’occasione, aprirà anticipatamente alle 18:50 per permettere ai possessori di biglietto e agli abbonati di assistere ai fuochi di artificio dalle terrazze del Teatro.

Orari biglietteria: martedì-venerdì dalle 11:00 alle 18:00, sabato dalle 11:00 alle 16:00 e un’ora prima dello spettacolo. Domenica, in occasione della recita pomeridiana delle ore 15:00, apertura alle ore 13:00.

Massimo Pastorelli

“Falstaff e il suo Servo” al Teatro Sociale di Brescia

Falstaff e il suo Servo, foto di scena di Tommaso Le Pera. Branciaroli nel ruolo di Falstaff

Al debutto ieri sera, 22 ottobre, al Teatro Sociale di Brescia “Falstaff e il suo Servo”, produzione CTB con il Teatro de Gli Incamminati e Teatro Stabile d’Abruzzo. Protagonisti in scena Franco Branciaroli, nel ruolo di Falstaff, e massimo De Francovich nel ruolo del Servo, diretti da Antonio Calenda che ha curato il testo, da William Shakespeare, con Nicola Fano. Un testo interessante, parodia del contemporaneo, pur se richiamando in scena il genio di Shakespeare, rotolato fuori da un baule come Branciaroli all’apertura della scena, con un buon effetto scenico. Falstaff/Branciaroli non può non avere una gran stazza, con la pancia tanto grossa che gli impedisce di muoversi, se non aiutato da Alessio Esposito (Sir Page, e Bardolph) e da Matteo Baronchelli (Sir Ford e Francis), che lo sostengono e lo tirano, per impedirgli di rovinare fragorosamente su se stesso.

Falstaff e il suo Servo, foto di scena di Tommaso Le Pera. Falstaff (Branciaroli) e il Servo (De Francovich)

Buono lo spunto per riflettere sul presente, incentrato sull’apparenza e il superficiale, senza tenere conto della sostanza, anche quando sembra che di sostanza ce ne sia tanta, come per l’epa del nostro. Il Servo si propone come soluzione e solutore, alleato e acerrimo intimo nemico, saggio e beffardo, capace della più profonda fedeltà, ma anche pronto al più subitaneo tradimento. Non è così forse la società di oggi, fondata troppo spesso e sempre più spesso su amicizie virtuali, legami solidissimamente via etere e che si infrangono ben presto per una chat troppo precipitosa, la risposta senza filtri? Il destino è la fine, come del resto recita la caducità umana, ma l’ottimismo di Falstaff è comunque esilarante, la sua voglia di fare e, soprattutto, di vivere salda, soprattutto se dietro a qualche bella donzella che immancabilmente vuole sposare anche s’ella è già maritata (Valentina Violo nei panni di Madame Page e della Prostituta; Valentina D’Andrea sia Madame Ford che l’Ostessa). Falstaff invoca i suoi amici, coloro che lo capiscono e lo proteggono, come Enrico, figlio di Enrico IV e a sua volta re alla morte di questi con il nome di Enrico V. All’osteria, dove bighellonavano insieme qualche volta, Falstaff chiama Enrico in sua difesa, ma è pronto a dichiarare di volerlo bastonare se nega che il suo anello di rame non è, invece, d’oro zecchino, come vuole fare credere a tutti. Con Enrico esagera, sia in tema di soldi che di briganti che l’hanno derubato, e ci fa il verso, per le tante volte che vorremmo essere differenti da noi, senza riuscirci almeno per noi stessi davvero fino in fondo. Sono tante le battute sagge, anche se si sarebbero potute evitare alcune parolacce che certo portano l’ambientazione facilmente all’orecchio, ma rischiando di fare restare poi solo quella alle orecchie meno abituate all’ascolto. Qualche baluardo ci deve pur essere, se l’Italia scivola miserevolmente sempre più in basso nella classifica dell’istruzione…

Falstaff e il suo Servo, foto di scena di Tommaso Le Pera. Falstaff/Branciaroli con Violo, D’Andrea, Esposito e Baronchelli

Ottimo Branciaroli nel suo ruolo, ma altrettanto De Francovich che riescono a duettare molto bene, con un tempo scenico ben calibrato. Ho apprezzato molto i costumi della Sartoria Farani e la mancanza di scenografie, sostituite da una luce vivida, ad indicare il tempo fisso e chiaramente visibile, senza vie di fuga nell’ombra. A parte un baule, che diventa tavolo, e un cavallo di legno dalla foggia antica, soltanto gli attori ci danno il ritmo della vita, dimostrando come sia ininfluente il contorno e quanto valga (e debba valere) la persona al di sopra di tutto. Alla fine, gli autori non hanno messo in scena il testo di Falstaff di Shakespeare, ma hanno scritto un copione pescando tra le opere del Bardo, soprattutto cercando cosa c’è di shakespeariano nella vita contemporanea. Ecco allora “Le allegre comari di Windsor”, “Enrico IV”, un pizzico di “Amleto”, “Enrico V”, “Falstaff” stesso. Un testo che diventa personaggio e che perisce quando perde il senso del vero, dell’umano, del colto. Così come è destinato a perire colui che non guarda al futuro, alla costruzione profonda di sé e di qualcosa che resti, che non sia “like” soltanto: Falstaff rappresenta la volontà di presenzialismo di vita più che di essenza esistenziale, ciò su cui oggigiorno serve una riflessione collettiva.

Lo spettacolo replicherà fino al 3 novembre prossimo e inaugura la 46esima Stagione di Prosa del CTB che ne ha curato 14 produzioni in cartellone, oltre alle 27 ospitalità.

 

Alessia Biasiolo

 

 

Fondazione AIDA porta a teatro anche adolescenti e nonni

Sarà ‘Favole al telefono’, la commedia musicale allestita in occasione dei cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari, ad inaugurare il 20 ottobre al Teatro Stimate di Verona la trentasettesima edizione di ‘Famiglie a teatro’. La rassegna torna quest’anno arricchita da nuove proposte. Prima novità sarà il progetto ‘TAG-Teatro Genitori e Adolescenti’ in quinta Circoscrizione. E poi laboratori per racconti dedicati ai nonni in collaborazione con i Centri anziani protagonisti dei quartieri.

Le iniziative si susseguiranno fino a fine marzo, con spettacoli per tutte le età, un’occasione per riflettere su temi importanti come l’amicizia, l’amore, la diversità e la fratellanza.

Dal 20 ottobre al 15 marzo, al teatro Stimate, ‘Teatro per famiglie’. Tra gli imperdibili, i mini musical ‘Malvagilandia’, per la sera di Halloween, e ‘Buon Natale Babbo Natale’ l’8 dicembre. Per la Giornata della prematurità, il 17 novembre, andrà in scena ‘Ucci Ucci!’. ‘Rosso Malpelo’, il 15 marzo, sarà invece l’occasione per parlare di bullismo e diritti dell’infanzia.

Tre appuntamenti saranno quelli organizzati nell’ambito del progetto ‘TAG’, in scena al Teatro Blu, sotto la chiesa del Cristo Lavoratore. Un’occasione per trascorrere un sabato pomeriggio tra genitori e figli e riflettere rispetto a tematiche di forte attualità. Il 16 novembre, ‘Enciclopedia della donna perfetta di Dedalo Furioso’, sarà il pretesto per parlare di diritti della donna. ‘Il segreto degli invincibili’, il 18 gennaio, affronterà il tema dell’Olocausto e racconterà la storia di Erno Erbstein, calciatore e allenatore. Infine, il 28 marzo, per la Giornata dedicata alla legalità andrà in scena ‘Cosa Losca’. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione della quinta Circoscrizione e di Prospettiva Famiglia.

Il 20 novembre si aprirà anche la rassegna ‘Teatro Scuola’, che proseguirà fino al 31 marzo sempre al Teatro Stimate, per un totale di ventuno titoli, tra i quali ‘Ma perché tutti mi chiamano Frankenstein?’, ‘Avventure straordinarie’, ‘Favole al telefono’.

Alla Biblioteca Civica, appuntamenti con la lettura. L’11 novembre ‘Favole dal mare’, il 21 gennaio ‘Iliade’, il 5 febbraio ‘Odissea’.

Due le iniziative per i nonni: una speciale agevolazione sul prezzo del biglietto di ‘Famiglie a teatro’, con tre ingressi a 12 euro; e il laboratorio di storytelling per gli anziani dei Centri comunali.

Pronto a prendere il via anche ‘Teatro al Nido’, un percorso di avvicinamento al teatro che inizia fin dai primissimi anni di età per sensibilizzare ai diversi linguaggi artistici e al patrimonio culturale collettivo.

Tutte le informazioni e i programmi sul sito http://www.fondazioneaida.it.

La rassegna è organizzata da Fondazione Aida con la collaborazione dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, Banco BPM, Agsm, Fondazione Cariverona, Mibact, Arteven e Libreria Libricini.

A presentare tutte le proposte, questa mattina, l’assessore all’Istruzione e Servizi sociali Stefano Bertacco, assieme al direttore generale di Fondazione Aida Meri Malaguti. Presenti anche il condirettore artistico Pino Costalunga, il presidente della quinta Circoscrizione Raimondo Dilara e poi, Francesca Vanzo di Agsm, Luca Mazzi di Banco BPM e Fabio Turesso di libreria Libricini.

“Proposte di cui condividiamo la validità formativa ed educativa – ha detto Bertacco – e che da tanti anni riscuotono sempre un grande successo. Opportunità importanti per le famiglie che potranno stare assieme affrontando tematiche attuali raccontate attraverso il linguaggio dei bambini o degli adolescenti. Un’occasione di riflessione ma anche di divertimento”.

 

Roberto Bolis

“Margherita Hack, una stella infinita” al Teatro Sociale di Brescia

Laura Curino

Nella sua lunga vita Margherita Hack ha riempito auditorium e teatri, diretto un osservatorio, difeso la libertà della scienza, la laicità dello stato e combattuto per la parità dei diritti. Una donna che ha conquistato per i modi schietti, spesso taglienti, ma sempre contraddistinti dalla grande umanità e gentilezza che ne hanno fatto un’icona d’intelligenza. Cogliendo il tema “Brescia, la luna e tu” della Notte della cultura promossa dal Comune di Brescia, il Centro Teatrale Bresciano partecipa al programma della serata con lo spettacolo “Margherita Hack, una stella infinita” che vedrà Laura Curino, una delle più grandi interpreti del teatro di narrazione in ltalia – protagonista in primavera della Stagione del CTB con lo spettacolo “Il rumore del silenzio”–, dare voce a quello che vuole essere un omaggio e un ricordo di una grande donna.

Lo spettacolo avrà luogo sabato 5 ottobre 2019, alle ore 20.30, al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20), con biglietti al costo di 3 euro.

Scritto e diretto da Ivana Ferrari e prodotto da Tangram Teatro Torino, lo spettacolo vedrà Laura Curino muoversi tra fatti, pensieri, ricordi di una scienziata che seppe essere divulgatrice in quel modo intelligente che conquistò il pubblico. Raccontando la sua passione per la scienza e per la cultura, ma anche impegnandosi in prima persona per i diritti civili, Margherita Hack trascorse buona parte della sua vita a Trieste, città in cui diresse per oltre 20 anni l’Osservatorio astronomico raggiungendo risultati che portarono il centro a livelli di rilievo internazionale. Nata a Firenze nel 1922, fu docente universitaria dal 1964, collaboratrice e direttrice di numerose riviste e periodici, e ricoprì ruoli di primo piano nell’ambito universitario internazionale in qualità di ricercatrice. In una Notte dedicata alla luna, alla straordinaria capacità narrativa ed empatica di Laura Curino il compito di far brillare il ricordo di una personalità grande e luminosa.

 

Veronica Verzeletti (anche per la fotografia)