Hostaria. Festival del Vino a Verona

Durello in piazza dei Signori, Custoza e Garda doc in Cortile Mercato Vecchio, Lugana in piazza Bra, arriva ‘Hostaria’ numero sette. Torna dall’8 al 10 ottobre il festival del vino e dei sapori, quest’anno dedicato alla memoria di Nicoletta Ferrari, fondatrice di DisMappa. Per tre giorni 350 referenze vinicole si riuniranno nel centro storico scaligero. Da piazza Bra a cortile del Tribunale, la città sarà un percorso alla scoperta di una delle eccellenze del territorio scaligero, il vino. Ospite d’eccezione la chef stellata Cristina Bowerman, che incontrerà il pubblico sabato 9 ottobre alla Loggia Vecchia di piazza dei Signori. Mentre la seconda edizione del premio nazionale ‘Paiasso’, dedicato a Roberto Puliero, andrà al campione del ciclismo Francesco Moser.

‘Hostaria’, luogo d’incontro per wine lovers e operatori vitivinicoli, coinvolge esercenti e ristoratori del centro. Con oltre 1 milione di persone raggiunte nei canali social, il Festival metterà in mostra la sua anima digital ospitando wine influencer che coinvolgeranno visitatori e follower in degustazioni esclusive. Consolidata ormai la presenza del Consorzio di Tutela Monte Veronese che allestirà il Villaggio di piazza Bra, dove sarà possibile partecipare alle degustazioni guidate e ai laboratori didattici per adulti e bambini.

Gli stand enogastronomici saranno aperti dalle 18 alle 24 di venerdì, sabato dalle 11 alle 21 e domenica dalle 11 alle 20. Biglietti in vendita sul sito www.hostariaverona.com.

Il Festival è curato dall’associazione culturale Hostaria con la co-organizzazione del Comune di Verona e il patrocinio della Regione Veneto. Collaborano anche le aziende partecipate Amia, Acque Veronesi e Atv. Aggiungendo 1 euro al biglietto della manifestazione sarà possibile viaggiare tutto il giorno sui bus urbani.

Nell’ambito della manifestazione, domenica 10 ottobre alle ore 18.30, l’Arena si accederà di rosa per l’Andos, Associazione Nazionale Donne Operate al Seno. La cerimonia sarà preceduta da un concerto del gruppo ritmico corale Chorus con la partecipazione di Beatrice Pezzini e del soprano Daniela Cavicchini. Un gazebo sarà presente per tutto il giorno in piazza Bra per dare informazioni e consigli.

Nel rispetto delle normative anti-Covid19, anche quest’anno il numero di biglietti sarà limitato. L’accesso alle degustazioni sarà possibile solo se in possesso di green pass.

“E’ il mese della vendemmia – ha sottolineato l’assessore alle Manifestazioni Rando -, con la settima edizione di Hostaria, Verona conferma la sua tradizione di città del vino per eccellenza, luogo di incontri, eventi e convivialità, punto di riferimento per intenditori e appassionati. Ringraziamo gli organizzatori di questo festival, che cresce di anno in anno, anche perché promuovono una filosofia che valorizza il bere responsabile e il decoro urbano”.

“Il nostro progetto è oggi tra i più importanti nel suo genere a livello nazionale – ha affermato Medici, presidente dell’associazione culturale Hostaria -, con un impatto positivo sull’indotto del territorio. Il festival si sostiene in parte attraverso i token di degustazione, che sono diventati una forma riconosciuta di ‘bere responsabile’, in parte attraverso i contributi dei partner. Non godiamo di alcun finanziamento pubblico, ma nonostante questo la crescita della manifestazione è costante ogni anno. Questo testimonia l’ottimo lavoro svolto in rete tra la nostra associazione e tutti coloro che sono parte attiva del progetto”.

“Con noi lavorano tutti veronesi – ha aggiunto Garnero, uno degli organizzatori -, un centinaio di persone in regola e 20 aziende di servizi. In questo modo diamo un supporto all’economia locale, ci sembrava doveroso in un momento così difficile”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Le piazze dei sapori

È ufficialmente iniziata la diciannovesima edizione de ‘Le Piazze dei Sapori’, che quest’anno ritorna in Piazza Bra a Verona con prodotti tipici ed eccellenze enogastronomiche ospitando circa cento aziende provenienti da tutta Italia. Ospiti d’eccezione l’Ungheria, con il dolce tipico ‘Kürtőskalács’, detto anche torta a camino per la forma, la Spagna, con la paella valenciana e Hong Kong con lo street food.

Fino a domenica si potrà gustare una ricca varietà di sapori, soprattutto del territorio scaligero, con prodotti Dop, Docg, Doc all’insegna del rispetto ambientale utilizzando materiale riciclabile per piatti, posate, bicchieri e bevendo acqua potabile utilizzando borracce.

Il taglio del nastro della manifestazione

In piazza tra i tanti prodotti ci saranno le eccellenze della montagna veronese, con tartufi e castagne, assaggiare vini, grazie alla collaborazione con il Consorzio Tutela Vino Custoza Doc e l’olio dei frantoi Redoro. Non mancherà l’intrattenimento per bambini e famiglie, con le attività di Gardaland, Parco Natura Viva, Funivia Malcesine-Monte Baldo e Parco Sigurtà, con le loro mascotte, giochi e animazione, unitamente a musica, maghi e artisti di strada.

È stato consegnato da Confesercenti il premio ‘Guardiano del Gusto 2021’ all’azienda Caseificio San Faustino di Brescia che ha più saputo mantenere vive le tradizioni culturali-gastronomiche. Menzioni speciali sono state date anche alla Focacceria La Figaccia di Verona, per la focaccia fatta con i prodotti della Lessinia e ad un’azienda bolognese che produce formaggi campani.

Durante l’evento Verona Social, in collaborazione con Verona Food, ha organizzato Verona Social Food, un premio dedicato alle eccellenze eno-gastronomiche veronesi e votato dai cittadini, in questa manifesta alla quale interverranno anche 10 influencer enogastronomici.

Gli stand sono aperti fino alle 23. Programma, informazioni e regole anti Covid sono disponibili sul sito www.lepiazzedeisapori.com

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Massimiliano Poggi è il nuovo presidente di CheftoChef

Nei giorni scorsi si è svolta in modalità online l’Assemblea dei soci di CheftoChef emiliaromagnacuochi, l’associazione che riunisce i più rinomati cuochi e patron, i migliori produttori e fornitori di prodotti agroalimentari e i gourmets di riferimento dell’Emilia-Romagna. Fra i diversi punti all’ordine del giorno dell’Assemblea c’era anche l’elezione del nuovo Consiglio direttivo che per i prossimi tre anni condurrà CheftoChef. Dopo 2 mandati per complessivi 6 anni, Massimo Spigaroli ha quindi lasciato il timone dell’associazione a Massimiliano “Max” Poggi dell’omonimo ristorante di Trebbo Reno, Castel Maggiore (Bo), che è stato eletto Presidente all’unanimità. Riconfermato come vice presidente Massimo Bottura dell’Osteria Francescana di Modena, mentre neo eletto l’altro vice, Isa Mazzocchi del ristorante La Palta di Borgonovo Val Tidone (Pc). Riconfermato il Segretario Generale, il socio ravennate Michele Ceccarelli.

Gli altri membri del Consiglio sono: Riccardo Agostini de Il Piastrino di Pennabilli (Rn), Omar Casali del Marè di Cesenatico (Fc), Gianmaria Cunial di Vigna Cunial di Traversetolo (Pr), Claudio Gatti della Pasticceria Tabiano di Tabiano Terme (Pr), Adalberto “Athos“ Migliari della locanda e trattoria La Chiocciola di Portomaggiore (Fe), Matteo Salbaroli dell’Osteria L’Acciuga di Ravenna, Aldo Zivieri della macelleria Massimo Zivieri di Monzuno (Bo).

«Eredito con molto orgoglio il ruolo di Presidente dall’amico e collega Massimo Spigaroli che per ben sei anni si è prodigato per l’associazione. Siamo tutti consapevoli che arriviamo da un 2020 molto difficile e anche l’anno in corso continua a essere decisamente complicato causa pandemia di Covid-19. Ma questo non può e non deve scoraggiarci. Dobbiamo essere propositivi, dobbiamo essere in grado di cogliere ogni opportunità per far “viaggiare” la nostra cucina e le nostre eccellenze agroalimentari, dobbiamo fare ancora più squadra e sistema».

Bolognese doc e fortemente legato al patrimonio gastronomico della sua città, Massimiliano Poggi inizia fin da giovanissimo a girare per la cucina di casa respirando i sapori e gli odori che derivano da una radicata tradizione famigliare del ben mangiare. A soli 21 anni inizia la sua avventura Al Cambio. Per la cucina dice di aver rinunciato a tanto, inclusa una buona parte di adolescenza e di spensieratezza, ma di averlo fatto con la ferma convinzione che quella della ristorazione fosse la strada giusta. Un uomo di poche parole e tanti fatti Massimiliano, che nelle sue scelte si è sempre lasciato guidare dalla ricerca della qualità e non ha mai ceduto a tentazioni meramente commerciali che lo avrebbero, come dice lui, reso più ricco ma molto meno felice e realizzato. Rivisita gli odori e i sapori della sua infanzia riproponendoli in chiave contemporanea e al passo con i tempi, proponendo una cucina per certi versi anche sperimentale, oltre che studiata.

Pierluigi Papi (anche per la fotografia)

La Fiera del Riso e il Tocatì

Il Tocatì fa squadra con un’altra eccellenza del territorio. Nei giorni del Festival Internazionale dei Giochi in Strada, la Fiera del Riso di Isola della Scala sbarcherà in lungadige San Giorgio. E curerà la parte enogastronomica della manifestazione. Attraverso l’acqua, risalendo il fiume, arriverà in centro città uno dei prodotti tipici di Verona, il riso.

Da giovedì 16 a sabato 18 settembre il pubblico troverà a porta San Giorgio stand gastronomici con i maestri risottari che proporranno il risotto all’isolana secondo la ricetta della tradizione, oltre ad altri inediti piatti. Inoltre, sulla terrazza che si affaccia sul fiume Adige sarà possibile degustare l’aperitivo accompagnato dalle musiche dei Suoni lungo l’Adige. Per la prima volta, due realtà consolidate del territorio veronese, Ente Fiera di Isola della Scala e Associazione Giochi Antichi, sotto la regia del Comune di Verona, fanno sinergia. Filo conduttore sarà l’acqua, centrale per la città attraversata dall’Adige ma anche per le risaie della Bassa.

“Due tradizioni che si uniscono per la prima volta e fanno squadra – ha detto il sindaco Sboarina -, valorizzando al meglio il nostro territorio. Da un lato i giochi antichi con il Tocatì, appuntamento ormai imprescindibile del mese di settembre, atteso da migliaia di persone e famiglie che ogni anno arrivano a Verona per stare insieme e giocare. Dall’altro la tradizione culinaria del riso. Due elementi del Dna scaligero, della veronesità, che si incontreranno in riva all’Adige. La bellezza di questo Festival sta non solo nella sua internazionalità ma anche nella capacità di presentare il nostro territorio a 360 gradi, mettendone in luce le tipicità ed eccellenze. Grazie all’edizione dell’anno scorso, che è stata forse la più importante e difficile, e che ha permesso di tenere in piedi il Tocatì, oggi siamo qui a presentare il Festival numero 19 che avrà come filo conduttore l’acqua. Elemento che è vita, fondamentale per la storia della nostra città così come per la coltivazione del riso. Sono certo che questa sinergia sarà un importante valore aggiunto, da portare avanti negli anni”.

“E’ il nostro patrimonio, storico e culturale per quanto riguarda i giochi antichi, culinario e gastronomico per il riso di Isola – ha aggiunto Bassi, assessore al Patrimonio -. Ringrazio l’Aga per il lavoro fatto e per aver voluto questa sinergia. Istituzioni, associazioni e realtà del territorio stanno collaborando su più fronti, ragionando da territorio. Verona è un tutt’uno e l’unione fa la forza. Quest’anno le cucine del Festival saranno in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico”.

“Al di là dei tre giorni di gioco, il Tocatì prosegue tutto l’anno, grazie all’instancabile lavoro di Aga per valorizzare le nostre tradizioni ludiche, che sono ad un passo dall’essere riconosciute Patrimonio immateriale dell’Umanità – ha sottolineato Toffali, assessore per i rapporti con l’UNESCO -. Il gioco mette in relazione le persone e i territori. L’abbiamo visto in passato con i numerosi ospiti stranieri, da quest’anno anche con un’eccellenza tutta scaligera che sbarca in riva all’Adige. E che, dopo due lunghi anni, ci riporta finalmente a tavola il riso di Isola, mancato dalle sagre che il Covid ha annullato

Roberto Bolis

Nasce il Gonfalone dei Ristoranti tipici veronesi

Un gonfalone per valorizzare la ristorazione tipica veronese, ma soprattutto per essere un motore di ripartenza e promozione dell’identità culturale, privilegiando i prodotti e le ricette tradizionali del territorio. Un’operazione particolarmente importante in questo momento difficile per la ristorazione tipica, che deve fronteggiare i problemi legati alla pandemia e alle molte forme di concorrenza. Per questo motivo, tramite una collaborazione sempre maggiore tra l’Amministrazione, i ristoranti tipici, la Soprintendenza e Confcommercio è stata ufficializzata la possibilità per i ristoranti tipici di allestire stabilmente il gonfalone nel loro esercizio per tutto il 2021, a differenza di prima che si poteva solo nei momenti di promozione legati alla stagionalità dei prodotti.

È stato presentato in sala Arazzi il ‘Gonfalone dei Ristoranti Tipici’, un simbolo che i ristoranti tipici della città di Verona potranno esibire in pianta fissa per tutto il 2021.

“Grazie all’istituzione di un regolamento comunale – spiega l’Assessore alle Attività Produttive – abbiamo previsto, per tutta una serie di esercenti appartenenti al mondo della ristorazione, di potersi inserire nell’apposito elenco dei Ristoranti tipici. Questa è una categoria molto importante, che promuove l’identità enogastronomica veronese, un’eccellenza della nostra città. Attraverso una sinergia che vogliamo implementare sempre di più in maniera forte, cerchiamo di promuovere le tipicità locali, sia gastronomiche sia enogastronomiche. Per questo, qualche anno fa, abbiamo istituito questo gonfalone. Simboleggia il motore della nostra ripartenza, della nostra identità enogastronomica, visti i prodotti che la nostra città può offrire. L’anno scorso inoltre, durante la Piazza dei Sapori in piazza Brà, era stato allestito un banchetto dei ristoranti tipici, attraverso il quale sono state acquisite delle risorse che andremo a distribuire a tutti i ristoranti tipici che hanno sostenuto le spese per la realizzazione di questo gonfalone. E’ un contributo simbolico, ma importante per sostenere le difficoltà della ristorazione da più di un anno e mezzo. Questo contributo sarà attribuito anche a quei ristoranti che vorranno creare un gonfalone, per comunicare la tipicità e quindi l’identità della ristorazione veronese. Sono piccoli gesti, che però vogliono far sentire la vicinanza e la sensibilità che l’amministrazione vuole dare ad un mondo che è sostegno della nostra comunità”.

“Come associazione di categoria – afferma il direttore generale di Confesercenti – abbiamo voluto investire una quota, un incentivo pari al 50 percento della spesa, da dare ai ristoratori, perché è importante oggi mandare segnali di promozione. Si sta ripartendo, ma non si può stravolgere quello che attualmente è vietato dalla norma europea. Ci sono paesi come l’Inghilterra che non possono venire, manca la Russia, manca il lungo raggio come gli Stati Uniti. Stiamo lavorando con il mercato interno ma, riguardo alla questione Green Pass non può un ristoratore essere anche un pubblico ufficiale che deve controllare. Rallenterebbe tantissimo le attività e creerebbe dei disturbi. Già facciamo fatica a trovare operatori che lavorino, figuriamoci se dobbiamo anche trovare un vigile. È una strada che andrà rivista completamente”.

“Abbiamo insistito tanto per promuovere la ristorazione tipica – le parole del presidente dell’associazione Ristoranti Confcommercio Verona – soprattutto in questo periodo dove ha preso piede il delivery, e aziende straniere stanno entrando nella nostra città. Noi dobbiamo difendere la nostra millenaria cultura enogastronomica. L’impegno dei titolari dei ristoranti tipici è cercare di utilizzare prodotti a chilometro zero, di collaborare con il contadino vicino e con la Coldiretti privilegiando la stagionalità, un esempio della quale è dato anche dal mercato coperto ai Filippini. Il nostro impegno è altissimo e questo gonfalone rappresenta i pregi dei ristoranti tipici scelti”.

“È un momento di grandissima difficoltà – sottolinea il titolare dell’Osteria Caffè Monte Baldo Simone Vesentini – per il mondo della ristorazione e per il concetto di ristorazione tipica. Questo gonfalone è un simbolo che esprime dei valori: l’utilizzo dei prodotti della tradizione, la riscoperta delle nostre ricette, l’utilizzo di personale qualificato. In cucina ci sono persone formate, così come in questo momento non si trovano collaboratori, ed è difficilissimo fare impresa. Il ristorante tipico è un presidio di qualità e storicità all’interno della città e della provincia. Ben venga dunque questo aiuto, così come tutte quelle manifestazioni che ci permettono di raccogliere fondi”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Melone, pesce di lago, crudo e fagiolini

Pesce di lago, prosciutto crudo di Soave e della Lessinia, melone della pianura e fagiolini saranno i protagonisti della bella stagione. Torna ‘Il Ristorante tipico…d’Estate’, dal 24 luglio al 15 agosto le cucine veronesi proporranno piatti e pietanze con i prodotti che caratterizzano il raccolto stagionale e le lavorazioni del territorio. Non per due ma per tre settimane, un periodo più lungo rispetto alle altre edizioni per incentivare e dare più visibilità ai locali e ai piatti della tradizione scaligera. L’iniziativa è nata tre anni fa per esaltare i sapori della veronesità, in collaborazione con i 20 ‘Ristoranti tipici’ inseriti nell’omonimo elenco istituito dal Comune di Verona con il Regolamento comunale per la valorizzazione dell’enogastronomia veronese. Un progetto che punta a incentivare l’impiego di materie prime del territorio nella preparazione dei piatti, per fare scoprire i sapori della tradizione scaligera e diffondere la conoscenza dei prodotti locali di ogni stagione. Nei ‘Ristoranti tipici’, infatti, i piatti tradizionali rappresentano il 50% dell’offerta gastronomica e devono essere preparati utilizzando il 50% di prodotti della provincia di Verona o, comunque, della Regione Veneto. Anche l’offerta dei vini privilegia le denominazioni e le aziende che producono e imbottigliano sul territorio.
Le aziende che forniranno i prodotti per questa edizione dell’iniziativa sono l’Azienda Agricola Martinelli Giampaolo di Caldiero e l’Azienda Agricola Poli Graziano di Oppeano di Coldiretti Verona. Oltre ai classici piatti della tradizione veronese, se ne potranno trovare anche altri preparati seguendo diverse ricette. Dal prosciutto di Montagnana con melone dolce al Porto, al Lavarello al sale bilanciato con misticanza. E ancora Carpine del Garda in salsa su crostone di pane di Altamura, Roastbeef con fagiolini. Così come la Goccia di Soave con sfogliatella calda e mostarda di melone, il mazzetto di fagiolini al bacon con spalla di agnello cotta al punto rosa e pesto di menta peperita, o la rollata d’anguilla su caponata di verdure con orzo profumate al timo e olio del Garda.

L’iniziativa è stata presentata all’interno del nuovo mercato coperto dei Filippini dall’assessore al Commercio Nicolò Zavarise, insieme al presidente dell’associazione Ristoratori Leopoldo Ramponi e alla vicepresidente di Coldiretti Verona Franca Castellani.
“Fare cultura enogastronomica, così come tutelare e valorizzare i nostri prodotti locali, significa preservare la nostra identità – ha detto Zavarise -. Diamo il via alla versione estiva di questa iniziativa, mettendo al centro delle ricette il meglio di ciò che la stagione ci propone. Dal melone ai fagiolini, la creatività dei nostri chef farà il resto. Ringrazio i ristoratori e i produttori per la sinergia creata in questi anni a vantaggio di tutto il comparto enogastronomico veronese”.

Roberto Bolis

“La Giostra del Borgo”, i volontari della contrada animano le serate culinarie all’Ippodromo

Un menù che abbraccia tutta la tradizione ferrarese per una rassegna che diventa maggiorenne. Ha preso il via lo scorso 1 luglio, la diciottesima edizione de ‘La Giostra del Borgo’, manifestazione, quest’anno solamente gastronomica, organizzata dalla contrada di San Luca di Ferrara che animerà i locali di via Ippodromo 31 sino al prossimo 18 luglio.

“Il Palio è anche questo – ha affermato l’assessore Lodi-. Sono convinto che durante tutta l’estate, che auspichiamo segni la definitiva ripartenza degli eventi, le contrade saranno ancora più vicine alla città. Non dimentichiamo, infatti, che manifestazioni come queste organizzate dal Borgo San Luca non rappresentano esclusivamente rassegne gastronomiche, ma sono dei veri e propri momenti di aggregazione per tutta la comunità ferrarese. Ogni borgo e ogni rione, animando tutti i quartieri cittadini, gioca un ruolo decisivo nella diffusione delle tradizioni di Ferrara, creando ad ogni evento aggregazione e coesione fra i cittadini. Siamo molto grati a San Luca e a tutte le altre contrade, perché nei momenti difficili della pandemia sono sempre stati in prima linea per aiutare le persone in difficoltà senza mai perdersi d’animo, un aspetto che ha unito ancora di più il mondo del Palio che non vede l’ora di tornare a colorare la città”.

“Siamo contenti di ripartire con un’attività che aggrega famiglie e ragazzi – ha detto Bertazza, presidente della contrada Borgo San Luca -. Queste iniziative sono estremamente importanti perché a causa del Covid il mondo del Palio è un po’ fermo e occorre ricompattarsi. L’obiettivo è divertirsi e stare insieme in sicurezza”.

‘La Giostra del Borgo’ si aprirà al pubblico ogni sera dalle ore 19.30. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 3478683569.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Continua la “Sagra del Pesce Azzurro e del Pinzino”

La “1.a Sagra del Pesce Azzurro e del Pinzino”, organizzata dall’associazione “Nati con la Calzamaglia“, prosegue il 2-3-4 e 9-10-11 luglio al centro Rivana Garden (via G. Pesci n.181 a Ferrara).

“Ancora una volta – ha puntualizzato l’assessore Angela Travagli– l’associazione ‘Nati con la Calzamaglia’ dimostra di essere concretamente attiva sul territorio in una zona, tra l’altro, molto popolata e che ha la necessità di ritornare alla vita di tutti i giorni. E il tutto condito di contenuti sociali, un aspetto che fa davvero onore a tutti i volontari, che hanno saputo organizzare in grande stile una vera rinascita”.

“Non era così scontato di questi tempi dar vita ad una sagra e in un quartiere così importante come via Bologna. – ha aggiunto il vicesindaco Nicola Lodi– Per questo e per il grande impegno profuso per l’iniziativa, che ha importanti risvolti di solidarietà, a nome dell’Amministrazione ringrazio tutti gli organizzatori. Ringrazio anche i rappresentanti dell’Unione Italiana ciechi e Ipovedenti per la loro collaborazione al progetto, che conferisce davvero un valore aggiunto all’intera manifestazione”.

Si chiama “Sagra del Pesce Azzurro e del Pinzino” la nuova sagra ideata dall’Associazione “Nati con la Calzamaglia” (NCLC) di Ferrara, in collaborazione con il Centro di Promozione Sociale “Rivana Garden”.

“Abbiamo puntato su un menù volutamente semplice – evidenzia Laura Ferrarese responsabile cucina di NCLC – incentrato soprattutto sulle sarde. Questo tipo di pesce azzurro, non solo è assolutamente salutare (le proprietà organolettiche sono ben note), ma lo cucineremo in maniera super classica: alla griglia, con una leggera impanatura, e “in saor”, proprio come piacciono ai ferraresi. Come unico primo i bigoli con le sarde, must per chi piace il pesce azzurro. Poi non potevano mancare i Pinzini. I nostri, lo dico con una punta di presunzione, sono di gran lunga i più buoni di Ferrara: possiamo sfidare chiunque! E per chi non piace il pesce, l’alternativa è il tagliere di salumi con formaggi”.
Tutto il ricavato della manifestazione – al netto delle spese sostenute – andrà al “Progetto Colibrì” che da diversi anni vede l’Associazione aiutare l’Asp – Centro Servizi alla Persona – di Ferrara. “Aiutiamo i bambini e lo loro famiglie – afferma Lucrezia Pignataro, responsabile del progetto – nelle “piccole” cose che facilitano l’integrazione di ragazze e ragazzi all’interno della società. Mi riferisco a donazioni per le quali l’Asp, normalmente, non riuscirebbe ad intervenire: l’apparecchio per i denti, la gita scolastica, il materiale didattico per la scuola, la bici o l’abbonamento del bus per spostarsi in città, occhiali con particolari gradazioni, ecc. Lo scorso anno NCLC ha donato a questa causa circa 2.500 euro, meno della metà della cifra che normalmente doniamo visto che nel 2020 abbiamo realizzato solo una delle sue sagre previste”.

Quest’anno non manca, come sempre è stato, anche la collaborazione con altre Associazioni di volontariato. “L’ultimo giorno di sagra – mette in evidenza il Vice Presidente NCLC Edoardo Leziroli – si svolgerà presso il Centro Rivana una manifestazione curata dalla sezione di Ferrara dell’Unione Ciechi. I NCLC prepareranno torte che, nel rispetto della normativa sanitaria vigente, verranno distribuite all’interno del teatro mentre i ragazzi dell’Unione Ciechi realizzano un piccolo concerto.

“La collaborazione con l’Associazione NCLC- dichiara Daniele Malossi, Presidente del Centro Rivana Garden – prosegue ormai da oltre 6 anni. Nell’arco di questo tempo il nostro Centro ha vissuto un lungo periodo di stop dovuto alla pandemia. Questi ragazzi hanno saputo dare nuova linfa al Rivana, riportando tanta gente dentro la struttura di via Pesci. La vecchia concezione di “centro anziani”, senza nulla togliere al punto di riferimento sociale che Rivana ricopre da decenni, deve essere superata proprio da manifestazioni come questa”.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Cene in Cava con gli chef Faccani, Agostini e Teverini

Cena in Cava” è il titolo dell’originale appuntamento in programma a San Giovanni in Galilea, frazione del Comune di Borghi (FC). Originale perché la location che ospiterà i tre appuntamenti (29 giugno, 13 e 27 luglio) è unica: la Cava di Ripa Calbana, della CABE s.r.l., che ha concesso questo luogo di grande fascino per l’iniziativa. A rendere ancora più preziose le serate saranno tre dei migliori chef emiliano-romagnoli chiamati ad allestire le cene, rispettivamente Alberto Faccani del Ristorante Magnolia di Cesenatico (2 Stelle Michelin), Riccardo Agostini del Ristorante Piastrino di Pennabilli (1 Stella Michelin) e Paolo Teverini, dell’omonimo ristorante di Bagno di Romagna, uno dei massimi esponenti della cucina d’autore.

«Cena in Cava nasce come pensiero, poi trasformatosi in realtà, per la valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti», spiega Carla Brigliadori, ideatrice e organizzatrice in prima persona dell’appuntamento. «In collaborazione con CheftoChef e i produttori della Valle dell’Uso, i menù delle tre serate avranno come protagonisti alcune delle eccellenze gastronomiche di questo spicchio di Romagna. Ovviamente, il luogo che ospiterà le cene è fondamentale. La Cava si trova all’inizio dell’alta valle e per anni ha fatto e continua a fare parte integrante del territorio e della sua economia. Un’importante opera di integrazione con il territorio circostante e gestione attenta alla sostenibilità, permette ai visitatori, restando nella parte alta e verde, di potere usufruirne per passeggiate e raccolta di erbe spontanee. Le cene a buffet avranno luogo sul prato verdeggiante all’esterno della casa colonica sopra la cava, dovei sotto le stelle si potrà godere il panorama che arriva fino al mare».

Lungo la Valle dell’Uso si trovano prodotti di eccellenza e conosciuti come la Piadina cotta con le Teglie di Montetiffi, il Formaggio di Fossa Dop di Sogliano al Rubicone, la Mora Romagnola (già Presidio Slow Food), ma anche prodotti locali meno noti come farine biologiche, quindi produzione di pane e biscotti, formaggio di pecora, il Savor cui è dedicata una Sagra di Montegelli. Non mancano produttori di vino, carne e olio.

Il programma delle serate prevede alle 18.30 la visita guidata alla Cava (informazioni e prenotazioni allo 0541 626787), mentre le cene inizieranno alle ore 20 (prenotazione obbligatoria

www.cheftochef.eu/cenaincava). Per informazioni: cell. 339 1728172.

Il menù della prima serata con lo Chef Alberto Faccani prevede: aperitivo di benvenuto con le eccellenze della Valle dell’Uso; panzanella, mazzancolle, orto e brace; risotto Riviera Adriatica; ricciola alla Parmigiana; Uovo Tropicale come dessert.

Il menù del 13 Luglio con lo Chef Riccardo Agostini: aperitivo di benvenuto con le eccellenze della Valle dell’Uso; malfattini con sfilacci di Mora Romagnola, melanzane e fumo; galletto farcito, scarola, alici e tartufo nero; frutti Rossovivo, cioccolato bianco e grano saraceno come dessert.

Il menù del 27 Luglio con lo Chef Paolo Teverini: aperitivo di benvenuto con le eccellenze della Valle dell’Uso; strozzapreti di pasta lievitata con stridoli, guanciale di Mora Romagnola e Formaggio di Fossa Dop di Sogliano; filetto di Mora Romagnola arrostito con salsa Savor e pomodorini confit al pesto; dolce Torino 649 di memoria artusiana, con gelato fior di latte e frutti di bosco.

Tutti i menù saranno accompagnati da pane e piadina ottenuti da farine biologiche e vino locale. Costo della cena: Euro 60.

Pierluigi Papi (anche per le fotografie)

Vinitaly 2021

Sarà una Vinitaly Special Edition, quella del 2021. Dal 17 al 19 ottobre, la più importante manifestazione internazionale dedicata al mondo del vino e dell’enologia riaccenderà il business nei padiglioni della fiera scaligera. Un appuntamento b2b in presenza, aspettando il 54° Vinitaly.

“Candido Verona a simbolo nazionale della ripartenza del business e della cultura – ha detto il sindaco -. Il 19 giugno nella nostra città, andrà in scena Operawine, che coinciderà con la serata di apertura del Festival lirico con l’Aida diretta dal maestro Muti. Due eventi internazionali, quindi, che rappresentano altrettante eccellenze veronesi e italiane in tutto il mondo. Un anno senza Vinitaly è stato un duro colpo proprio per questo abbiamo messo in campo tutte le forze per recuperare. Il legame tra Verona e la fiera è indissolubile dal 1898. Non può esistere la fiera senza la città così come la città senza la sua fiera e le grandi manifestazioni internazionali. Nel corso degli ultimi 12 mesi il digitale è stato uno strumento utile, ha sopperito al distanziamento sociale, necessario per combattere la pandemia, ma non può sostituire di certo la presenza del pubblico e la socialità. Il business tornerà ad ottobre”.

Roberto Bolis