La Giornata della Memoria a Verona

Il carro della Memoria in Piazza Bra, a Verona

Il carro della memoria staziona in piazza Bra, di fonte al Liston. Vi rimarrà fino al 30 gennaio, per ricordare il Giorno della Memoria, ciò che tale ricorrenza rappresenta e in particolare i veronesi morti nei campi di concentramento e sterminio.

Quest’anno, a causa del Covid, il carro non sarà aperto al pubblico, perciò non verrà montata la scala di accesso. Tuttavia il vagone ferroviario rimarrà in piazza Bra fino al 30 gennaio, un simbolo silenzioso per ricordare tutte le vittime dell’Olocausto.

Come accaduto per tutte le cerimonie ufficiali celebrate durante l’emergenza sanitaria, anche le iniziative in programma per il Giorno della Memoria saranno in forma ristretta, in presenza delle sole autorità istituzionali, come previsto dalle misure per il contenimento del virus.

Mercoledì 27 gennaio alle ore 9 sarà deposta una corona al monumento ai Deportati in piazza Bra. Le autorità si sposteranno poi in Gran Guardia dove si susseguiranno gli interventi ufficiali di Prefettura, Comune e Consulta scolastica provinciale. Sarà poi il turno dell’oratrice ufficiale, Camilla Brunelli; a seguire la proiezione del video “Il Balente” dedicato a Vittore Bocchetta, realizzato da ANED e dai ragazzi e ragazze del servizio civile presso ANED. La cerimonia si concluderà con il canto della preghiera ebraica per le anime dei defunti El Male Rachami, a cura del cantore della Sinagoga di Verona Angel Harkatz.

Non sarà possibile partecipare alla cerimonia, che sarà trasmessa in streaming sia sul portale del Comune di Verona che sulle pagine dell’Ufficio Territoriale del Governo di Verona.

Nel pomeriggio, a partire dalla 15, ci saranno le deposizioni delle corone di alloro al Cimitero Ebraico in via Badile; a seguire al Sacrario del Cimitero Monumentale e infine sotto la scultura “Filo spinato” in piazza Isolo.

La cerimonia quindi si terrà in forma ristretta, alla presenza delle sole autorità istituzionali, ma sarà trasmessa in streaming sia sul portale del Comune di Verona che sul sito della Prefettura. Tutti i cittadini, quindi, potranno prendere parte alla commemorazione, anche se a distanza.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Al via il bando del Premio Bianca d’Aponte 2021

È online il bando di concorso per la 17a edizione del “Premio Bianca d’Aponte – Città di Aversa”, l’unico contest in Italia riservato a cantautrici, un evento diventato ormai uno dei più importanti appuntamenti in Italia per la canzone di qualità.

Il lancio del nuovo bando avviene quando purtroppo, per le normative legate all’emergenza sanitaria, non è ancora avvenuta la finale della sedicesima edizione, che era prevista per lo scorso ottobre e che verrà riprogrammata non appena le condizioni lo consentiranno, auspicabilmente entro l’estate. A concorrere, come già annunciato, saranno BamBi da Napoli, Simona Boo da Termoli (Campobasso), Ebbanesis da Napoli, Lamante da Piovene Rocchette (Vicenza), La Zero da Piano di Sorrento (Napoli), Lucrezia da Bologna, Miglio da Brescia, Elena Romano da Firenze, Sara Romano da Monreale (Palermo), Veronica da Aversa (Caserta), Chiara White da Firenze.

Intanto il nuovo bando di concorso è disponibile, insieme alla scheda di iscrizione, su www.premiobiancadaponte.it . La partecipazione è come sempre gratuita, mentre la scadenza è fissata al 30 aprile.

Le finali sono previste al teatro Cimarosa di Aversa il 22 e 23 ottobre 2021, anche se si tratta di date da confermare in base all’andamento della pandemia e alle misure conseguenti.

Il Premio Bianca d’Aponte si avvale della direzione artistica di Ferruccio Spinetti, mentre ogni anno una artista di grande popolarità assume il ruolo di madrina. Per la sedicesima edizione era stata scelta Arisa, che era stata preceduta da: Rachele Bastreghi dei Baustelle, Rossana Casale, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Tosca, Paola Turci, Fausta Vetere.

Le finaliste del Premio 2021 saranno come sempre selezionate da un nutrito e prestigioso Comitato di garanzia, composto da cantanti, autori e compositori nonché da operatori del settore e giornalisti e critici musicali. Alla vincitrice del premio assoluto sarà attribuita una borsa di studio di € 1.000, a quella del Premio della critica “Fausto Mesolella” una di € 800. Riconoscimenti della giuria andranno anche alla migliore interprete, al miglior testo ed alla migliore musica. Sono poi previsti molti altri premi assegnati da singoli membri della giuria o da enti e associazioni vicine al d’Aponte.


Monferr’Autore

Il castello di Brescia “Luogo del cuore” FAI 2020

Particolare del castello di Brescia, plastico ferroviario ospitato in una delle sale del maniero

Ha raggiunto il terzo posto nella votazione, con 35.049 voti, lo spettacolare castello di Brescia, vera e propria macchina da guerra che da secoli domina il colle Cidneo cittadino. Già da tempo il castello era tra le segnalazioni degli italiani al FAI, ma stavolta la mobilitazione è stata corale, per ottenerne l’ingresso nella terna di siti degni di ricevere aiuto economico per il progetto di potenziamento in essere. Il complesso del castello bresciano è molto vasto e articolato in una serie di servitù militari, ampliate nei secoli e ricche di torri, camminamenti, stanze, depositi di armi munizioni e polvere da sparo. Il castello era stato reso autonomo in caso di assedio, con depositi di cibo, tra cui olio, e acqua, spazi per la guarnigione e i cittadini che vi cercavano rifugio, nonché abbastanza ampio per tenervi animali, da mangiare e per muoversi. Le mura merlate lo dichiarano visconteo, ma sono evidenti i poderosi interventi dei dominatori veneti, tanto quanto rilevanze di epoca romana, e si pensa anche precedenti. Luogo triste durante la presenza francese, ricordata soprattutto dal terribile Sacco di Brescia cinquecentesco, ma altrettanto funesta fu la dominazione austriaca, con la triste tanto quanto eroica epopea delle Dieci Giornate. In castello, infatti, vennero uccisi i rivoltosi cittadini che gli austriaci riuscirono a catturare e lì furono seppelliti, fino al trasferimento solenne dei resti nel camposanto di Via Milano chiamato Vantiniano, anni dopo il 1849. Viene definito “un unicum nello scenario italiano per dimensioni, ampiezza di aree verdi e posizione” ed ora potrà utilizzare i 30mila euro della posizione “di bronzo” della classifica che ha visto vincitore, al primo posto, castello e parco di Sammezzano a Regello (Firenze) e la ferrovia delle meraviglie Cuneo-Ventimiglia-Nizza secondo, mentre al quarto posto della gara, distanziata di quasi 10mila voti, c’era la Via delle Colleggiate di Modica.

Negli anni a mantenere vivo il castello di Brescia, oltre che ad ispezionarlo e pulirlo da erbacce e detriti di ogni sorta, ci hanno pensato gli speleologi dell’Associazione Speleologica Bresciana, che ha sempre organizzato visite didattiche per i meandri chiusii solitamente al pubblico.

Il potenziamento vorrebbe la realizzazione di un ascensore e altre opere che permettano, rispettando la struttura storica, di usufruire sempre di più non solo dello splendido panorama che si gode dalle altezze del castello, ma anche della deliziosa brezza estiva.

Alessia Biasiolo

Selezione borsisti all’Accademia di Francia

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici ha il piacere di annunciare l’apertura del concorso di selezione dei borsisti 2021-2022, che saranno ospitati a Villa Medici a Roma a partire da settembre 2021 per una residenza di creazione, di sperimentazione o di ricerca della durata di 12 mesi.

Il concorso si rivolge ad artisti, creatori e creatrici, ricercatori e ricercatrici già affermati, francofoni, senza criteri di nazionalità. È possibile candidarsi in tutte le discipline della creazione artistica e dei mestieri dell’arte, così come in storia e teoria delle arti, in restauro di opere d’arte o monumenti.

I borsisti beneficiano di una borsa di residenza assegnata mensilmente e dispongono di un appartamento individuale ammobiliato, oltre che di uno spazio di lavoro (atelier o ufficio in funzione delle discipline e delle disponibilità). Villa Medici è inoltre dotata di una biblioteca che conta circa 37.300 volumi con un fondo antico, in particolare musicale, di una sala proiezioni (100 posti a sedere) e di un laboratorio fotografico.

Il numero massimo di borse di residenza attribuite per il periodo 2021-2022 è fissato a sedici. Possono essere ospitati a Villa Medici anche i coniugi e i figli dei borsisti, nei limiti delle capacità di accoglienza dell’Accademia.

Le candidature devono essere presentate sotto forma di una nota che illustri un progetto preciso e descriva i temi di ricerca, la natura dei lavori e le motivazioni del soggiorno a Villa Medici. Sono ammesse le candidature collettive; in tal caso, ogni membro del collettivo riceve una borsa mensile.

Villa Medici, luogo di vita e di lavoro dei borsisti, è situata sulla collina del Pincio, nel centro storico di Roma. Villa del XVI secolo con un giardino di sette ettari, è circondata da un lato dal parco di Villa Borghese e dall’altro dal convento di Trinità dei Monti. Ancorata nel cuore di una grande capitale europea e artistica che non smette di ispirare tutte e tutti coloro che accoglie, la residenza dell’Accademia di Francia a Roma offre ai suoi borsisti uno spazio-tempo interamente dedicato alle loro pratiche e ricerche, in un luogo di sperimentazione al crocevia delle discipline artistiche e in risonanza con altre istituzioni culturali internazionali.

La presenza di sedici borsisti a Roma è un momento propizio per gli incontri e gli scambi, tra i borsisti stessi e con l’equipe dell’Accademia, ma soprattutto con il pubblico e gli attori della scena culturale e artistica romana, italiana ed europea: curatori, artisti invitati, responsabili di istituzioni, ricercatori, galleristi, collezionisti, operatori della rete francese a Roma come l’Institut français Italia o l’École française de Rome, e le Accademie straniere (diciassette a Roma).Per tutta la durata del soggiorno, i borsisti beneficiano del supporto artistico e tecnico dell’équipe dell’Accademia, e sono incoraggiati a partecipare alla vita dell’istituzione e agli eventi che fanno parte del programma artistico e culturale seguendo un approccio interdisciplinare. Tra le iniziative tradizionali in calendario, la Notte Bianca in autunno, l’esposizione annuale dei borsisti in estate, manifestazioni diversificate durante tutto l’anno e il festival ¡Viva Villa! in Francia.

La residenza annuale a Villa Medici è un’esperienza globale che si nutre delle diverse attività dell’Accademia come istituzione poliedrica, rivolta all’Europa e al Mediterraneo allo stesso tempo: luogo di grande patrimonio, laboratorio di creazione e di ricerca, centro d’esposizione e di performance, casa di ricercatori in storia dell’arte e giardino rinascimentale eco-responsabile aperto ai visitatori.

Le candidature possono essere presentate da martedì 5 gennaio alle ore 12.00 a venerdì 5 febbraio 2021 alle ore 12.00 (Central European Time) esclusivamente sulla piattaforma dematerializzata dedicata al concorso, accessibile a questo link:

https://www.villamedici.it/concorso-di-selezione-per-i-borsisti-2021-2022/

I candidati e le candidate devono avere più di diciotto anni il giorno della scadenza per la presentazione delle candidature. Le fasi di preselezione, audizione e selezione saranno effettuate da una giuria composta da personalità qualificate nominate dal Ministero della Cultura. Al termine delle audizioni, la giuria delibera e redige la lista dei candidati di cui propone la nomina alla ministra della Cultura. I borsisti sono nominati per decreto della ministra della Cultura per un periodo massimo di 12 mesi.

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Carnevale veronese 2021 posticipato a maggio

Il Carnevale 2021 si farà, con la grande festa del venerdì gnocolar fissata per il 7 maggio. L’ampio programma di eventi prenderà infatti il via in primavera, a partire dall’11 aprile. Una tabella di marcia posticipata di qualche mese rispetto alle date tradizionali che, per quest’anno, prevedevano il venerdì gnocolar nella giornata del 12 febbraio.

Una proposta alternativa, che punta a realizzare anche per il 2021 il Carnevale veronese e, in particolare, nonostante le incertezze collegate alla pandemia, la consueta e amata sfilata dei carri per le vie del centro storico.

Programma 491° Bacanal del Gnoco. Primo appuntamento previsto per l’11 aprire, alle ore 11, con la cerimonia della posa della statua del Papà del Gnoco.

Sabato 24 aprile, alle ore 17, le maschere si ritroveranno alla Basilica di San Zeno per la consueta Santa Messa. Da sabato 1° maggio a domenica 10 maggio, in piazza San Zeno sarà allestito il ‘Villaggio del Carnevale’, dove, domenica 2 maggio, dalle ore 8 alle 23, sarà effettuata l’elezione del 491° Papà del Gnoco.

Lunedì 3 maggio, ore 19,30, incoronazione del Sire del Carnevale alla Gran Guardia.

Il 7 maggio, con la tradizionale sfilata di carri, Verona festeggerà per le vie cittadine il venerdì gnocolar. Nella mattinata, il papà del Gnoco, accompagnato dalle principali maschere della tradizione, si incontrerà con Presidente della Provincia, Prefetto e Sindaco. Dalle 13.45, con avvio da corso Porta Nuova, partenza del corteo.

Domenica 9 maggio, alle ore 14, Cavalcata storica di Can Francesco della Scala. Martedì 11 maggio, ore 19.30, ultimo di carnevale con festa in maschera in Gran Guardia.

La sfilata notturna dei carri, invece, si terrà sabato 29 maggio, a partire dalle ore 20.

Sabato 11 settembre, alle ore 19.30 in piazza San Zeno, evento di chiusura del Carnevale con il ‘Maccheronicum convivio Gnocolarum’.

Novità 2021. Distribuzione dell’album del Carnevale ‘Veronesi Tutti Mati’. Realizzato con una struttura simile ai famosi album delle figurine, tanto amati dai giovani di ieri e di oggi, l’album conterrà una particolareggiata descrizione delle origini della tradizione del Carnevale, con la presentazione dei suoi costumi e personaggi più rappresentativi.

Inoltre, come simbolo delle difficoltà vissute nell’anno appena passato e le tante speranze per il futuro, in occasione del Carnevale 2021 sarà realizzata una speciale miniatura, di circa 40 centimetri, del papà del Gnoco.

Il programma del Carnevale è stato illustrato questa mattina dall’assessore al Turismo Francesca Toffali insieme al presidente del Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco Valerio Corradi.

L’obiettivo è quello di non saltare l’anno – ha sottolineato l’assessore –, perché venga data l’opportunità di garantire, anche in un contesto di difficoltà, la continuità del Carnevale veronese, fra le più antiche tradizioni popolari italiane e la cui maschera è la più vecchia d’Italia. Sarebbe un peccato ‘mortale’ non sostenerne la realizzazione anche nel 2021. Il suo svolgimento è il segale di una ritrovata normalità. La speranza è che si riprenda quanto prima tutte le nostre normali attività, per superare definitivamente questo lungo periodo di incertezza. Sarà un’edizione per molti aspetti rinnovata che, per la prima volta, non rispetterà le tradizionali tempistiche temporali. La stagione carnevalesca di quest’anno, infatti, si svolgerà in piena primavera, fra i mesi di aprile e maggio. Una nuova sfida che l’Amministrazione sostiene con grande forza e convinzione”.

Il Carnevale popolare veronese non si ferma – ha dichiarato Corradi –. Si tratta di una delle nostre più importanti tradizioni, che vogliamo resti un grande appuntamento di festa e spensieratezza per tutti. Per questo ci siamo impegnati nella stesura di una programmazione che, anche per quest’anno, garantisca la realizzazione di tutti i tradizionali eventi collegati al Carnevale, con qualche novità. Un impegno che vogliamo mantenere e per il quale i comitati carnevaleschi veronesi stanno lavorando tutti insieme, con la massima volontà ed entusiasmo”.

Roberto Bolis

Per mille bambini veronesi il dono di Santa Lucia

Il buono libro in regalo

Santa Lucia porta un dono speciale per i bimbi delle famiglie veronesi in difficoltà, con una sorpresa anche per i genitori.

In quest’anno particolarmente difficile, segnato dalla pandemia e dalla sue conseguenze, Comune e Caritas diocesana si uniscono per un’iniziativa solidale a favore dei bambini delle famiglie già seguite dall’ente caritatevole sul territorio comunale. Circa un migliaio di bimbi e ragazzini, a cui Santa Lucia e Babbo Natale porteranno in dono un libro, che potranno scegliere in base ai loro gusti in tutte le librerie Giunti della provincia. Lo faranno consegnando il coupon che troveranno nei quattro empori della Caritas presenti in città, e con il quale potranno recarsi a scegliere e ritirare il proprio regalo.

Un’idea che nasce dalla volontà del sindaco Federico Sboarina e dell’assessore ai Servizi sociali Daniela Maellare di rendere speciale questo periodo dell’anno in cui, tradizionalmente, i bambini vivono in trepidante attesa l’arrivo di Santa Lucia e dei doni richiesti. Tuttavia, le difficoltà legate alla crisi causata dal Covid, rischiano di offuscare l’atmosfera del periodo natalizio a molte famiglie veronesi e ai loro bambini.

Da qui l’iniziativa che vede insieme Comune e Caritas, impegnate ancora una volta per non lasciare indietro nessuno.

E proprio in questa prospettiva si inserisce l’apertura del quarto Emporio della solidarietà gestito da Caritas sul territorio comunale, quello in via Paride da Cerea a Borgo Santa Croce, a servizio di tutto il vasto quartiere di Borgo Venezia.

Per questioni di sicurezza legate alle misure anti contagio, il market solidale, con a fianco lo sportello di ascolto, sarà aperto al pubblico dall’11 gennaio, tre giorni alla settimana.

Sindaco e Vescovo di Verona tra gli scaffali dell’emporio

Questa è la quarta realtà solidale della Caritas sul territorio cittadino, e si aggiunge a quelle di Santi Apostoli, San Michele e Borgo Roma; altri sei sono dislocati in provincia, per un totale di dieci market che nel 2020 hanno sostenuto e accompagnato più di duemila famiglie.

All’Emporio, infatti, non si accede solo per fare la spesa. Anzi, l’approvvigionamento è l’ultimo dei passaggi di un percorso di accompagnamento che parte dall’ascolto e dalla formazione per arrivare all’aiuto alimentare. Vi aderiscono famiglie con problematiche di diverso tipo, di natura economica piuttosto che di salute, che trovano nelle attività dell’Emporio e nell’aiuto dei volontari un’importante opportunità di cambiamento.

Dall’11 gennaio il market solidale in Borgo Santa Croce sarà aperto il lunedì, martedì e sabato; lo spazio riservato all’ascolto il martedì e giovedì.

Al taglio simbolico del nastro, hanno partecipato il vescovo di Verona Monsignor Giuseppe Zenti, il sindaco Federico Sboarina, l’assessore ai Servizi sociali Daniela Maellare, il direttore della Caritas Diocesana Gino Zampieri, il parroco della parrocchia di Santa Croce don Gianluca Brisotto, la presidente della sesta Circoscrizione Maria Cristina Sandrini e alcuni dei volontari che rendono possibile l’attività solidale.

“Un libro è cibo per la mente – ha detto il sindaco-, ecco perché abbiamo pensato a questo regalo da far trovare ai bambini che vengono con i genitori a fare la spesa all’emporio della solidarietà. In realtà, crediamo davvero che mai come in questo periodo, un buon libro sia fondamentale per la formazione e la crescita dei nostri ragazzi. In questi mesi i computer e la tecnologia sono stati alleati preziosi per la didattica a distanza e per la socialità di bambini costretti in casa, ma il valore che un libro porta con sé non ha eguali. Ogni bimbo deve poter crescere insieme alla lettura. Grazie a questa iniziativa, circa un migliaio di bambini potranno vivere l’emozione di recarsi in libreria e scegliere il volume desiderato, sono certo che sarà una Santa Lucia molto gradita. Abbiamo scelto questo nuovo emporio della Caritas per distribuire i primi omaggi, qui la solidarietà è di casa e pensa ai grandi oltre che ai piccini”.

“La collaborazione con la Caritas si è rafforzata ulteriormente durante l’emergenza sanitaria – ha detto l’assessore Maellare -. La crisi ha purtroppo aumentato le situazioni di povertà e di disagio sociale, facciamo rete per dare tutti gli aiuti possibili e non lasciare nessuno senza il nostro sostegno. Ringrazio i numerosi volontari che si mettono a di disposizione per gli altri, senza di loro tutto questo non sarebbe possibile”.

“Con questo arriviamo a quota dieci – ha detto Monsignor Zenti riferendosi agli empori della solidarietà di Verona e provincia-. Un aiuto importante per le famiglie che non hanno i soldi per fare la spesa e che offrono un percorso di accompagnamento basato sulla dignità delle persone. Temo purtroppo che ci aspettino tempi altrettanto difficili, quando la disoccupazione diventerà ancora più diffusa. Solo se saremo uniti e responsabili ce la faremo”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

“Creatività in Fiore”, il dono di Natale può essere solidale

Nel periodo compreso fra giovedì 17 e mercoledì 23 dicembre chi sarà a caccia di regali di Natale potrà fare tappa al negozio di via Cortevecchia 12 a Ferrara. Qui saranno disponibili ad offerta libera, per una raccolta fondi a scopo benefico, oggetti e addobbi natalizi originali realizzati dal laboratorio “Creatività in Fiore”, fondato nel 2019 dalle socie e dalle mogli dei soci dei Lions Club Ferrara Ducale, Lions Club Ferrara Estense e Lions Club Ferrara Diamanti.

Lo spazio solidale di via Cortevecchia – di proprietà del Comune di Ferrara concesso in uso gratuito per lo svolgimento dell’iniziativa solidale– durante i sette giorni di apertura sarà visitabile dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

Il fondi raccolti potranno consentire di realizzare l’obiettivo del Service Lions (“Un aiuto per comunicare anche senza scrivere”): donare una LIM-Lavagna Interattiva Multimediale per il Laboratorio cognitivo informatico utilizzato dai ragazzi con disabilità ospitati dalla cooperativa sociale “I Frutti dell’Albero” di Ferrara.

L’intero progetto è promosso da Lions Club Ferrara Ducale in collaborazione con Lions Club Ferrara Estense e Lions Club Ferrara Diamanti con il sostegno di New Voices Distretto 108 Tb.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Melegatti Christmas Run

Sport, divertimento e solidarietà. Sono questi i punti di forza della Melegatti Christmas Run ‘Virtual Edition’ che, in una forma completamente rinnovata, nel pieno rispetto della norme anti-Covid, si terrà in tutta Italia e all’estero dal 13 al 25 dicembre.

Dodici giorni per camminare o correre, dove si vuole e in maniera individuale, senza creare alcun pericolo di assembramento. Un’edizione speciale, quindi, aperta a tutte le regioni d’Italia e anche dall’estero, a cui potranno aderire un massimo di 2000 partecipanti, tutti collegati attraverso le immagini delle loro performance sportive pubblicate in rete con l’hashtag #melegattichristmasrunverona.

L’iniziativa è realizzata da Gaac 2007 Veronamarathon ASD in collaborazione con il Comune di Verona e con il supporto degli sponsor Melegatti, Cantine Valpantena, Joma.

Un grande momento online di festa dello sport, i cui proventi saranno devoluti a Fondazione Heal, impegnata nella ricerca in campo neuro-oncologico pediatrico.

La partecipazione è libera, non sono richiesti tesseramenti federali o certificati medici. E’ consigliato percorrere una distanza di 5 o 10 chilometri, ma non è vincolante.

Le iscrizioni, aperte fino 21 dicembre, sono da effettuarsi tramite il nuovo sito ufficiale christmasrun.verona.it. A tutti i partecipanti sarà inviato un pettorale personalizzato, con nome e numero, e il vestito da Babbo Natale. Riceveranno inoltre, un Pandoro da 750g, una bottiglia di vino, un voucher sconto da spendere online per l’acquisto di materiale sportivo e un attestato di partecipazione.

Anche quest’anno, seppur in maniera virtuale, la Melegatti Christmas Run si terrà – ha dichiarato Rando, assessore allo Sport e Tempo Libero –. Un risultato per nulla scontato in questo periodo, dove l’organizzazione degli eventi è fortemente vincolata. Un grande appuntamento per lo sport e per la solidarietà, visto che parte del ricavato verrà devoluto a una fondazione che si occupa della ricerca in campo neuro-oncologico pediatrico. Nonostante l’emergenza sanitaria, quindi, non ci fermiamo, ma guardiamo avanti, con la speranza di poter ripartire presto con tante e nuove opportunità”.

Per tutte le Informazioni ed iscrizioni all’evento consultare il sito christmasrun.veronamarathon.it.

Roberto Bolis

Balconi e giardini si sfidano a Verona per il miglior addobbo 2020

Babbo Natale a bordo della slitta, renne luminose pronte a partire, elfi, pupazzi di neve, ma anche stelle variopinte, alberi e palline. Sarà una sfida a suon di luci, suoni e colori quella che partirà nei prossimi giorni. Ancora qualche ora per addobbare giardini, balconi e finestre e poi prenderà il via il contest per la prima edizione del concorso “Il mio Natale 2020”.

Tutti potranno partecipare, basterà inviare foto e video degli addobbi realizzati, rigorosamente ripresi dalla strada. A contendersi la vittoria, infatti, saranno le decorazioni più belle, fantasiose e ricche, visibili dall’esterno, ossia anche dai passanti. Un modo per accendere i quartieri dei colori del Natale, visto l’impossibilità di far festa e stare insieme, a causa della pandemia.

Nei prossimi giorni sul sito http://www.comune.verona.it verranno dati tutti i dettagli per partecipare. C’è tempo, il concorso, organizzato dagli assessorati al Decentramento e al Turismo, rimarrà aperto fino al 31 dicembre. E dopo l’Epifania una commissione valuterà tutti gli scatti arrivati, scegliendo un vincitore per ogni Circoscrizione. La cerimonia di premiazione dei primi classificati sarà fatta in municipio, nel rispetto delle normative antiassembramento, con la consegna di una targa commemorativa e di un volume di pregio sulla città che i concorrenti hanno contribuito a tenere viva. Tutte le immagini saranno raccolte in un video e pubblicate sul sito del Comune.

Lanciamo per la prima volta questa iniziativa – ha dichiarato Toffali, assessore al Turismo –, per tenere alto lo spirito delle feste natalizie. Stiamo vivendo una situazione complicata, dall’emergenza sanitaria alle difficoltà che tante persone famiglie si ritrovano ad affrontare, per questo abbiamo pensato a qualcosa di visibile che testimoni il senso di comunità. E che ci unisca nel segno delle nostre tradizioni, seppur a distanza. Sarà un modo per dare libero sfogo anche alla fantasia dei più piccoli che potranno creare, divertendosi”.

L’obiettivo è tener vivo lo spirito delle feste anche in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo, con limitazioni, distanze e restrizioni – ha proseguito Padovani, assessore al Decentramento -. Invitiamo tutti a partecipare, valorizzando e colorando i nostri quartieri e le nostre strade. Sarà bello vedere poi tutte le foto e i video, che saranno pubblicati sul sito del Comune”.

Roberto Bolis

Torna la stella in Piazza Bra “Simbolo di luce e speranza, un punto fermo in un anno pieno di incertezze”

Il momento dell’accensione della Stella

Da trentasei anni è il simbolo del Natale veronese. Un punto fermo delle festività e della tradizione che, a maggior ragione quest’anno, non poteva mancare da piazza Bra. La Stella Cometa si è accesa per la prima volta, portando un po’ di luce in questo 2020. Erano presenti il sindaco Federico Sboarina, gli assessori alle Manifestazioni Filippo Rando, all’Economato Luca Zanotto e all’Ambiente Ilaria Segala e il segretario generale di Fondazione Verona per l’Arena Alfredo Troisi. Oltre ai rappresentanti degli sponsor che ogni anno collaborano all’iniziativa. E tutti hanno potuto ammirare anche il Presepe di Fontanini creato in un arcovolo dell’Arena, una sorta di grotta che ospita la Natività.

La Stella progettata dall’architetto Rinaldo Olivieri, su idea di Alfredo Troisi, è alta 70 metri e lunga 82 con le punte che arrivano fino ai 22 metri. Per realizzarla sono state necessarie 80 tonnellate di acciaio e ben 2.500 bulloni. Come per la Tour Eiffel, anche la Stella era stata progettata per essere allestita una sola volta, nel 1984 in occasione dell’inaugurazione della Rassegna dei Presepi in Arena. Con gli anni, tuttavia, la cittadinanza l’ha fatta propria e ha continuato ad essere allestita nella piazza centrale della città, per le festività natalizie. La Stella è nel Guinness dei primati essendo l’archiscultura più grande del mondo. Da New York a Osaka, sono molte le richieste arrivate nel corso degli anni per avere la Stella ad eventi ed expo, ma la città non ha mai voluto rinunciare al suo simbolo.

“In un anno così complicato e incerto – ha detto il sindaco -, la Stella non poteva mancare. È conosciuta in tutto il mondo, è la cartolina del Natale scaligero. Ringrazio Alfredo Troisi per non avere rinunciato all’installazione nemmeno quest’anno e come Comune abbiamo dato tutto il nostro sostegno affinché si potesse realizzare. È un punto fermo della nostra tradizione e quest’anno simboleggia ancor più la speranza, quella luce che tutti noi vogliamo vedere quanto prima. Sarà un Natale diverso dal solito, dovremmo rinunciare a tante belle tradizioni e abitudini, ai festeggiamenti, ma la Stella che da 36 anni accompagna le feste natalizie sarà in piazza Bra a ricordarci che anche questo momento passerà e ne arriveranno sicuramente di migliori”.

“Anche per quest’anno Agsm Lighting si è profusa per illuminare la Stella, simbolo del nostro Natale e delle festività – ha detto il presidente di Agsm Lighting Filippo Rigo -. Così come il presepe ricreato all’interno di un arcovolo dell’Arena. Tutti coloro che passeranno da piazza Bra potranno ammirarne la bellezza, soprattutto dopo il calar del sole”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)