Mercatini di Natale a Verona, dal 17 novembre al 26 dicembre

Non solo piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio, ma anche piazza Indipendenza, via della Costa, lungadige San Giorgio, Castel San Pietro e San Zeno per un tour natalizio caratterizzato da una molteplicità di eventi per tutte le età.

È la principale novità della 10ª edizione dei Mercatini di Natale a Verona, promossa dall’Amministrazione comunale e dal Comitato per Verona in programma dal 17 al 26 dicembre. La manifestazione è stata presentata dal Sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore alle Attività economiche e produttive Francesca Toffali e al presidente del Comitato per Verona Luciano Corsi. Collaborano alla realizzazione dell’iniziativa Agsm, Funivia Malcesine Monte Baldo, Amia, Agec, Amt, Aeroporto e le associazioni di categoria Confcommercio As.co. Verona e Confesercenti.

“Un’edizione importante – ha detto il Sindaco – caratterizzata da una crescita della manifestazione, che quest’anno è realizzata in punti diversi della città. Una scelta dettata sia dalla necessità di delocalizzare i numerosi turisti che visitano i mercatini, decongestionando i tradizionali luoghi che li ospitavano in passato, che dall’intenzione di creare percorsi alternativi, ma ugualmente caratteristici, che facciano conoscere ai turisti luoghi meno noti della città. Una 10ª edizione che rappresenta in realtà il punto zero dell’iniziativa – conclude Sboarina – e che servirà da cartina tornasole per le manifestazioni future”.
“Un evento inclusivo – lo ha definito l’assessore Toffali – che, oltre alle tipicità natalizie e alle tradizionali specialità gastronomiche tedesche e veronesi, vedrà in ogni luogo un’offerta diversificata, con iniziative pensate per differenti fasce d’età, che sapranno sicuramente far divertire tutti i visitatori”.
“Visto le numerose presenze – ha aggiunto Corsi – quest’anno sarà garantita la sicurezza dei visitatori attraverso un robusto servizio di vigilanza implementato da innovativi sistemi di rilevazione dei fluissi nell’assoluto rispetto della privacy”.

Sabato 18 novembre, alle 11, si terrà l’apertura ufficiale con l’accensione dell’albero di Natale in piazza dei Signori. Seguiranno le aperture della manifestazione negli altri luoghi che la ospitano: sabato mattina in piazza Indipendenza, alle 18 in lungadige San Giorgio e a seguire a Castel San Pietro. Domenica alle 11 inaugurazione in piazza San Zeno.
Anche quest’anno l’iniziativa si svolge in partnership con il Mercatino di Natale di Norimberga. Oltre 80 le casette in legno suddivise tra le piazze storiche e lungadige San Giorgio, dove sarà presente “l’albero della felicità”: una giostra che darà la possibilità di salire sulle palle decorative con vista su Ponte Pietra e fiume Adige anche a persone con disabilità.

A Castel San Pietro, spazio dedicato all’aggregazione dei giovani, sarà presente un Igloo lounge bar illuminato da due renne alte 5 metri che domineranno il colle; mentre in piazza San Zeno troverà spazio il presepe che Flover ha allestito a Roma davanti alla Basilica di San Pietro, nel chiostro della Basilica verranno allestiti un centinaio di presepi realizzati in collaborazione con Amia con materiale riciclato (presenti anche nella Loggia Fra’ Giocondo).

Tra le altre novità dell’edizione 2017: il passaporto del Natale, con vidimazione nei punti di interesse e premio a tutti coloro che concluderanno il tour; la casa di Babbo Natale in Cortile Mercato Vecchio e la posta di Babbo Natale in lungadige San Giorgio e il posizionamento di un orso gigante luminoso di oltre 5 metri nel parcheggio Verona Centro.

Roberto Bolis

Contemporary Art Talent Show di Padova. A.D.I.D. Brescia e Ivo Compagnoni

(Renato Hagman e Alessia Biasiolo con Ivo Compagnoni)

Pieno successo per la partecipazione della Delegazione di Brescia di A.D.I.D. alla Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea di Padova, ospite nello stand dell’artista espositore Ivo Compagnoni. La kermesse si dimostra di altissimo valore culturale, molto frequentata in tema di artisti espositori e pubblico interessato. Molte le novità e le riconferme, molti i “già visti”, accanto a firme celebri proposte dalle Gallerie, e molto nuovo, con l’interessante intermezzo di conferenze presso la Sala predisposta, proprio accanto allo stand Compagnoni. Questo ha permesso da un lato di assistere a molti interventi interessanti sullo stato dell’arte oggi e, nel contempo, di condividere con qualche relatore la necessità di tornare a promuovere l’arte e a proporla come necessità. Le Gallerie, si è sentito affermare, non si espongono più con acquisti che, oltre a rianimare un mercato languido, sarebbero però segnale di credo in una manifestazione umana che risale a centinaia di migliaia di anni fa. L’uomo non può fare a meno di esprimersi anche attraverso forme iconografiche che raggiungano parti di sé altrimenti incapaci di espressione chiara a se stessi prima che agli altri. Pertanto solo la proposta espositiva non può essere sufficiente: bisogna movimentare il mercato tornando ad appassionare non soltanto alla produzione d’arte, che abbiamo visto non manca, ma anche ad acquistarla. Ecco allora che si devono trovare modalità di divulgazione e pubblicizzazione. Straordinari i lavori degli studenti del liceo artistico “A. Modigliani” di Padova e attento il pubblico visitatore. Molti i punti di buffet inaugurale giovedì 9 novembre, quando alle ore 18 la manifestazione si apriva. A.D.I.D. Brescia con Ivo ha scelto di portare avanti un discorso consolidato durante precedenti partecipazioni fieristiche, ma di certo non nuovo. Vedasi la mostra che Ivo ha aperto durante il convegno A.D.I.D. dell’anno scorso, in occasione della celebrazione del quindicesimo anniversario dalla nascita. Ad un anno quasi esatto, eccoci allora a Padova con una Distilleria che non fosse concorrenziale in un territorio veneto che non ha bisogno di sollecitazioni in tema di grappa e distillati in genere. Anche se, come al solito per i soci attivi A.D.I.D., la grappa è proprio l’argomento di cui tutti pensano di sapere tutto, con grossolani errori di fondo. Pertanto moltissimi visitatori dello stand di Ivo hanno apprezzato l’abbinamento con i distillati delle Distillerie Peroni Maddalena di Gussago, soprattutto per la proposta artistica. Infatti, Ivo, lo ricordiamo, utilizza materiali di riuso e riciclo, esattamente come la materia prima della grappa; utilizza etichette, sacchi di juta, tovagliolini di carta, materiali che sembrano insignificanti nella nostra vita di tutti i giorni e che, invece, affascinano appesi ad un muro. Molto apprezzati, ad esempio, i quadri con i tovaglioli di carta sotto l’immancabile nido di vespe e, talvolta, la luna. Casa, sogno, anche idillio, come nel degustare piccoli sorsi di capolavori di distillati, grappe invecchiate e barricate (di Lugana, di Pinot) premiate con la Silver Medal a Bruxelles. Accompagnate dalla sbrisolona artigianale che la Distilleria fa preparare a Mantova dalla ditta Bottoli oppure ai cracker Figulì, assolutamente apprezzati (grano italiano macinato a pietra e lievito madre, perfetti per l’abbinamento con i distillati perché non impattano il sapore al palato, anzi, lo accompagnano perfettamente). Moltissime le occasioni di incontro, proprio grazie ai distillati. Possibile spiegare l’attività di A.D.I.D. e la filosofia del “bere bene” che porta avanti; raccontare gli eventi e la grappa, a partire dal territorio fino alla bottiglia; sottolineare come l’arte del mastro distillatore può diventare quadro. Ecco allora che di nuovo si poteva firmare un quadro che Ivo finirà: su idea di Alessia, infatti, chi passava per lo stand e si fermava a chiacchierare un po’ poteva firmare, scrivere qualcosa su un quadro preparato dall’artista e che verrà finito a rassegna conclusa (domani alle ore 13). “C’era anch’io” non è una frase fatta: è il quadro di un incontro che, per quanto fugace, ha affascinato i passanti e li ha convinti a fermare le sguardo sulle persone che avevano davanti: l’artista, i degustatori, la grappa, i quadri. Gli incontri che non sono mai privi di significato e che, in un mondo di corsa che non lascia segni di sé se non nell’etere, possono materializzarsi su una tela o una tavola che A.D.I.D. Brescia ospiterà nel Museo del Distillato.

 

A.B.

Flavio Favelli vince il concorso Icona ArtVerona 2017

In occasione della 13ª edizione di ArtVerona | Art Project Fair, si è riunita la Commissione ICONA, presieduta quest’anno da Silvia Evangelisti nel board di ArtVerona e composta da Mauro De Iorio, collezionista e consulente di ArtVerona e Patrizia Nuzzo, responsabile della Direzione Artistica della Galleria d’Arte Moderna A. Forti – Palazzo della Ragione di Verona.
Il Concorso Icona è sostenuto da Collezione De Iorio di cui l’opera entra a far parte.
La Commissione ha selezionato dieci proposte e indicato l’opera più rispondente al Concorso, che è risultata quella dell’artista Flavio Favelli, Extra Profondo Oro, 2017, collage di carte di cioccolatini su pannello, cm 120 x 190, presentata in fiera dalla galleria Studio Sales di Norberto Ruggeri, Roma, per la riconosciuta capacità dell’artista di lavorare con l’immaginario e con la memoria del nostro paese riuscendo a sintetizzare con diversi registri, felici o drammatici, suggestioni personali e collettive.

In particolare l’opera scelta, che diventerà l’immagine della prossima edizione di ArtVerona, esibisce una brillantezza che diviene simbolo della capacità dell’arte di trasformare in prezioso anche un materiale banale e di scarto come può essere in questo caso la carta delle bananine Perugina in cui il materiale diviene un foglio prezioso che richiama i fogli d’oro dell’arte medievale.

Con ICONA, quest’anno alla sua dodicesima edizione, si intende dare riconoscimento alle Gallerie che di anno in anno partecipano alla manifestazione, essendo queste ultime l’anima e l’espressione della fiera stessa, attraverso l’acquisto, da parte di un’azienda, dell’opera che diventerà l’immagine della campagna di comunicazione di ArtVerona dell’anno successivo. L’opera sarà data in deposito a un museo AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che, nella fattispecie, quest’anno è la Galleria d’Arte Moderna A. Forti-Palazzo della Ragione di Verona.

Qui di seguito le altre opere che la Commissione ha ritenuto degne di menzione: Paola Angelini, Giardino Mosaico III, 2017, Mixed media on canvas, 210 x 270 cm, courtesy Galleria massimodeluca, Venezia; Evgeny Antufiev, Untitled, 2017, tessuto e ricamo, cm 65 x 50 x 18, Z2O Sara Zanin Gallery, Roma; Paolo Bini, Left behind, 2017, acrilico su tela, cm 150 x 120 x 4,5, courtesy Nicola Pedana, Caserta; Maurizio Donzelli, Mirror, 2016, mixed media in box, cm 101 x 97 x 7,5, courtesy Marignana Arte, Venezia; Bruna Esposito, Occhi, 2016, lambda print, cm 70 x 120, courtesy FL Gallery, Milano; Paolo Icaro, S.T., 1979, scultura in gesso, cm40 x 30, courtesy Labs Gallery, Bologna; Maria Lai, Libro cucito, 1978, libro cucito, cm 11 x 15 x 4, courtesy Galleria Michela Cattai, Milano; Jacopo Mazzonelli, Eject, 2015, composizione in cemento, cm 30 x 230 x 4, courtesy Galleria Giovanni Bonelli, Milano-Pietrasanta; Giovanni Termini, Idea di coesione, 2013, cemento e fasce ricucite, cm 25 x 50 x 50, courtesy Otto Gallery, Bologna.

R.B.

Seconda Festa dell’Astronomia a Verona

Fine settimana dedicato al firmamento con la Seconda Festa dell’Astronomia, in programma sabato 28 e domenica 29 ottobre, in Gran Guardia, a Verona. La manifestazione, aperta ad ingresso gratuito sabato, dalle 14.30 alle 18, e domenica, dalle 9 alle 20, propone mostre fotografiche, conferenze esperimenti, osservazioni con telescopio e laboratori dedicati a tutte le età.
L’iniziativa, promossa dall’assessorato alle Politiche giovanili in collaborazione con il Circolo Astrofili Veronesi e l’Osservatorio Astronomico Monte Baldo “A. Gelodi”, è stata presentata dall’assessore delegato Filippo Rando. Presenti il presidente del Circolo Astrofili Veronesi Natalino Fiorio, il segretario del Circolo Raffaele Belligoli e l’astronomo Vittorio Riezzo.
“Un evento suggestivo – spiega Rando –, che si propone come punto di osservazione astronomica nel cuore della città. L’iniziativa, finalizzata a coinvolgere tutta la cittadinanza, costituisce un’importante occasione di confronto sia per gli appassionati della materia che per chi desidera avvicinarsi a questa affascinante scienza per la prima volta”.
Nel corso della manifestazione si potranno visitare mostre fotografiche, tra cui le suggestive gigantografie dell’esposizione realizzata dal Circolo Astrofili Veronesi per i 40 anni di attività “Il cielo non è mai stato così vicino”; osservare modelli di robotica applicata all’astronomia per determinare le zone abitabili e osservare esopianeti; partecipare ai laboratori sulle leggi fisiche, salire su particolari bilance tarate per il calcolo del proprio peso sui vari pianeti del Sistema Solare, conoscere l’alimentazione degli astronauti nello spazio. In esposizione anche il pendolo di Foucault (alto 6 metri), il piano inclinato di Galileo, un missile di 4 metri usato per i lanci nello spazio e un frammento di meteorite lunare per “toccare la luna con un dito”. Tra le iniziative promosse anche attività rivolte a persone non vedenti, per cercare di spiegare loro le meraviglie del cielo.
Domenica, nella sala polifunzionale, verrà allestito un planetario gonfiabile per osservare il cielo stellato a 360°, con proiezioni gratuite ogni ora. Dalle 9 in Auditorium, si terranno incontri e conferenze con docenti universitari, ricercatori e astronomi italiani e stranieri e, alle 18, un Galà Astro-musicale con i Musici di Santa Cecilia, per coniugare la bellezza dell’astronomia con la potenza suggestiva della musica. Sabato e domenica dalle 19 alle 22 e domenica dalle 13 alle 15, in piazza Bra, si potranno osservare la Luna e il Sole con telescopi.

All’iniziativa, patrocinata della Società Astronomica Italiana, dall’Istituto Nazionale Astro Fisica e dall’Unione Astrofili Italiani e sostenuta dal Comune di Ferrara di Monte Baldo, da AGSM, Vetreria De Guidi e Astrottica, collaborano le seguenti associazioni: Astrofili Legnago “G.Silva”, Gruppo Astrofili Polesani, Gruppo Gastrofili Val d’Alpone, Astrofili VaIdillasi, Gruppo Astrofili Vicentini “G. Abetti”, Associazione Astrofili Mantovani, Unione Astrofili Bresciani, Associazione Astrofili Valle di Cembra, Osservatorio Monte Baldo “Angelo Gelodi”, Osservatorio Lumezzane Serafino Zaini, Osservatorio Bassano Bresciano, ANS Collaboration, ISSP Italian Supernova Search Program, Veneto Stellato, Reinventore, Meridiane Paolo Moratello, Massimo Bubani Sciences, IC Caldiero-Scuola Media Belfiore, Cooperativa Centro di Lavoro S. Giovanni Calabria, Biblioteca Civica di Verona, Parco Naturalistico di Novezzina e Astrottica.

 

Roberto Bolis

Sabato 28 e domenica 29 ottobre a Ferrara visitabili gratuitamente chiese e palazzi del ‘600

Sabato 28 ottobre, alle 10 nella chiesa di San Carlo (corso Giovecca 19 a Ferrara), avrà luogo la cerimonia inaugurale della prima edizione di Ferrara Monumenti Aperti. Interverranno il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, la dirigente del Servizio Manifestazione Culturali e Turismo del Comune di Ferrara Maria Teresa Pinna, la direttrice di Palazzo dei Diamanti Maria Luisa Pacelli, la presidente dell’Associazione Imago Mundi onlus Fabrizio Frongia e Marco Sgarbi dell’associazione Ferrara Off.

La manifestazione, che si terrà sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017, arriva a Ferrara in occasione della mostra “Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese” (Palazzo dei Diamanti, fino al 7 gennaio 2018), nell’ambito del progetto didattico ‘La fabbrica della meraviglia’ realizzato grazie al sostegno di Eni.
Cogliendo l’opportunità offerta dall’esposizione dedicata a Bononi, Monumenti Aperti ruoterà attorno all’arte e all’architettura del Seicento a Ferrara, per far riscoprire un periodo poco conosciuto della storia della città tramite una nuova modalità di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.
Particolare attenzione avrà proprio l’opera di Bononi e dei suoi contemporanei, accanto a episodi della genesi e della maturazione dell’arte e dell’architettura barocca, in un itinerario che si snoda attraverso vari monumenti: Palazzo dei Diamanti, il Castello Estense (Via Coperta e Torre dei Leoni), le chiese di San Francesco, di Santa Francesca Romana, Palazzo Bonacossi, l’Oratorio dell’Annunziata, la Basilica di Santa Maria in Vado e la Basilica di San Giorgio a cui vanno aggiunti due luoghi di culto abitualmente chiusi al pubblico, San Giuliano e San Carlo.
Durante i due giorni della manifestazione, i monumenti scelti saranno aperti e illustrati al pubblico grazie a visite animate condotte da oltre 900 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado che nei mesi scorsi hanno partecipato a un articolato percorso formativo. Questo percorso è stato curato dallo scrittore Luigi Dal Cin per Imago Mundi onlus, in collaborazione con Ferrara Off. In particolare le classi seconde e terze delle scuole primarie presenteranno i risultati dell’attività didattica ‘Lo sguardo che crea’, realizzata negli spazi del Castello Estense, dell’Oratorio dell’Annunziata e della chiesa di San Giorgio. Le classi quarte e quinte delle scuole primarie e le prime e seconde delle secondarie di primo grado, attraverso il progetto ‘Le parole della bellezza’ – progetto di scrittura e narrazione – presenteranno al pubblico tutti i monumenti, utilizzando come filo conduttore la storia Carlo, l’angelo e il Seicento, appositamente scritta dallo stesso Dal Cin.
I luoghi saranno visitabili gratuitamente il sabato e la domenica secondo gli orari stabiliti per ciascun monumento. Nella sola giornata di sabato la mostra “Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese” entrerà a far parte del percorso di Monumenti Aperti con un’apertura straordinaria con ingresso gratuito dalle 19 alle 22 (ultimo ingresso alle 21.30).
Nel Castello Estense sarà possibile visitare gratuitamente la Torre dei Leoni (ultimo ingresso alle 17) e la Via Coperta, mentre il resto del museo rispetterà le regolari tariffe di ingresso. Nelle chiese le visite saranno sospese durante le funzioni religiose. Hanno partecipato alla prima edizione di Ferrara Monumenti Aperti gli alunni e le insegnanti di numerose classi delle scuole: Istituto Comprensivo n. 3 Filippo De Pisis; Istituto comprensivo Alberto Manzi; Istituto Comprensivo n. 5 Dante Alighieri; Istituto comprensivo Giorgio Perlasca; Istituto comprensivo n. 6 Cosmè Tura; Istituto comprensivo Don Milani; Istituto Comprensivo Alda Costa; Istituto Comprensivo Corrado Govoni; Scuola secondaria di primo grado paritaria San Vincenzo.
La prima edizione ferrarese di Monumenti Aperti, patrocinata dal Comune di Ferrara, è coordinata da Imago Mundi Onlus e Fondazione Ferrara Arte, con la collaborazione dell’associazione Ferrara Off, e conta l’adesione di numerose istituzioni pubbliche e soggetti cittadini.
LA MANIFESTAZIONE – Nata nel 1997 a Cagliari dalla passione e l’impegno civile di un gruppo di studenti universitari, la manifestazione, organizzata dalla Onlus Imago Mundi, coinvolge ogni anno quasi sessanta amministrazioni comunali e oltre 17mila studenti di tutte le età che per due giorni, nei fine settimana tra aprile e maggio, diventano appassionate guide dei propri territori e degli 800 monumenti aperti al pubblico, visitati da oltre 300mila persone. Dal 2014 la manifestazione è sbarcata nelle Langhe piemontesi, nelle terre raccontate da Cesare Pavese e Beppe Fenoglio.
Alessandro Zangara

Il rapporto tra arte e psiche in un volume a cura di Graziano De Giorgio

È stato presentato venerdì scorso a Ferrara il libro curato da Graziano De Giorgio dal titolo ‘Arte e psicoanalisi: il respiro della creatività’.

Le parole, il discorso verbale possono esprimere tutto? O vi sono esperienze che le parole non riescono a veicolare, né a farci sentire? Il contatto con le realtà umane più profonde, ci dice la psicoanalisi, provoca eccitazione ed emozioni che vanno dal piacere al sollievo fino all’angoscia e al terrore. I sogni e le fantasie possono creare uno schermo che protegge dall’incontro ravvicinato con sentimenti troppo intensi e dal perturbante di freudiana memoria. La stessa funzione ce l’hanno le opere d’arte e le produzioni artistiche: dalle arti visive, al cinema, alla parola letteraria, alla musica. La creatività umana prende forma conoscibile e comunicabile nei sogni e nelle fantasie così come nelle rappresentazioni artistiche. Queste costituiscono il respiro della psiche, e permettono l’avvio di un lavoro di elaborazione e di trasformazione dei materiali psichici grezzi perché, come i sogni e le fantasie, sono portatrici di elementi inconsci universali. In virtù della loro struttura dinamica, le produzioni e rappresentazioni artistiche non solo danno voce a sentimenti ed emozioni ma costituiscono il mezzo attraverso cui un osservatore può riconoscere un movimento psichico originario. Sono quindi i linguaggi dell’arte, nelle varie forme espressive, a suggerirci sentieri nuovi per avvicinarci alla lingua segreta della psiche. Nel suo seminario parigino del 1978 Wilfred Bion comparava gli psicoanalisti all’artista ed invitava gli psicoanalisti a riflettere in quale tipo di impresa essi fossero coinvolti: “Che tipo di artista siete voi? Vasai, pittori, musicisti, scrittori? Nella mia esperienza, alcuni psicoanalisti non sanno che tipo di artista essi siano…Se essi non riescono a vedere loro stessi come artisti, essi stanno sbagliando lavoro.”

Contributi di Hugo Aisemberg, Cecilia Alvarez, Simona Argentieri, Stefano Bolognini, Giorgio Callea, Marta Capuano, Domenico Chianese, Giuseppe Civitarese, Philippe Daverio, Graziano De Giorgio, Paola Golinelli, Rita Manfredi Gervasini, Elisabetta Marchiori, Valeria Egidi Morpurgo, Fausto Petrella, Stefano Pozzoli, Cosimo Schinaia.

Graziano De Giorgio, psichiatra e psicoanalista, è Membro Ordinario della SPI e dell’IPA. Collabora con l’European Psychoanalytic Institute. È presidente dell’Associazione Culturale Tristitropici. Vive e lavora a Brescia. Tra i numerosi articoli scientifici di interesse psichiatrico e psicoanalitico: con F. Petrella e S. Vecchio (a cura di), Sogno o son desto? Senso della realtà e vita onirica nella psicoanalisi odierna (Angeli, 2011); con G. Civitarese (a cura di), Le parole e i sogni (Alpes, 2015).

 

Alessandro Zangara

A Bergamo la XV edizione di BergamoScienza -2

(segue)

Domenica 8 ottobre alle 17, al Teatro Sociale, l’ex rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari, oggi commissario di Alitalia, e Francesco Salamini, uno dei massimi esperti italiani nel campo delle biotecnologie applicate al settore agroalimentare, saranno protagonisti dell’incontro “Il cibo del futuro”, tema centrale di cui si discuterà nelle giornate del G7 dell’agricoltura, in programma a Bergamo il 14 e 15 ottobre e che sarà ulteriormente sviluppato nella Settimana dell’Agricoltura e del Diritto al Cibo.

Con Maya Schuldiner scopriremo una macchina così complessa da essere responsabile di migliaia di funzioni e così piccola che la punta di un ago può contenerne milioni: la cellula. Sabato 14 ottobre alle 11.30 al Centro Congressi Giovanni XXIII, la biologa israeliana del Weizmann Institute of Science farà il punto sullo stato della ricerca nell’ambito della biologia cellulare.

Sabato 14 ottobre alle 17, nell’Aula Magna di Sant’Agostino, il biologo Timothy Mousseau, dell’Università del South Carolina, indagherà le conseguenze di disastri nucleari come Chernobyl e Fukushima su esseri viventi ed ecosistemi.

Domenica 15 ottobre alle 9.30, sempre nell’Aula Magna Sant’Agostino, nell’incontro “I motori della vita”, il biologo americano Paul Falkowski della Rutgers University (New Jersey) ci guiderà nel microscopico mondo dei microbi, per scoprire come la vita di piante, animali ed esseri umani si sia sviluppata grazie a loro e quanto ancora ne continui a dipendere.

Come possono essere d’aiuto nella nostra vita quotidiana le nuove scoperte delle neuroscienze? A rispondere sarà – domenica 8 ottobre alle 9.30 al Teatro Sociale – Wendy Suzuki, docente di scienze neurali e psicologia alla New York University, che renderà noti i benefici dell’attività fisica sulle nostre funzioni cognitive quali umore, memoria e attenzione.

Di neuroscienze applicate al campo delle scienze forensi, si parlerà invece al Centro Congressi Giovanni XXIII, sabato 14 ottobre alle ore 9.30, con Thomas Albright del Salk Institute for Biological Studies in California.

Al Teatro Sociale, ancora domenica 8 ottobre alle 11.30, insieme a Patrizia Caraveo, astrofisica dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) e direttrice dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano, si andrà alla scoperta del comportamento straordinario e imprevedibile dei più potenti acceleratori di particelle nel nostro Universo, conoscenza resa possibile dai telescopi spaziali quali XMM-Newton, Integral, Swift, Agile e Fermi.

E del più grande di questi telescopi, il James Webb Space Telescope, che sarà lanciato alla fine del 2018, si parlerà sabato 7 ottobre alle 15 al Teatro Sociale con uno dei suoi progettisti: Matthew Greenhouse, astrofisico del Goddard Space Flight Center della Nasa.

Nel secondo weekend (in data da definirsi) al Teatro Sociale delle nuove frontiere da raggiungere nell’esplorazione spaziale durante la tavola rotonda “Luna o Marte? Dove andare?”, con Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, e Franco Ongaro, Direttore Tecnologia e Qualità all’ESA (European Space Agency).

Il fisico teorico Klaus Mølmer, dell’Università di Aarhus in Danimarca, domenica 15 ottobre alle 15 al Teatro Sociale, si addentrerà nell’universo della teoria dei quanti, sottolineandone le incognite, i paradossi e ciò che ancora deve essere scoperto; mostrando inoltre come un gioco per smartphone possa aiutare la ricerca: è il caso della Quantum MovesApp, ideata e usata proprio alla Aarhus University.

A seguire, alle 17, la tecnologia SPADs (Single PhotonAvalancheDiodes), una tecnologia di rilevazione delle immagini apparsa nel 2003 e letteralmente esplosa negli ultimi tre anni, sarà la protagonista della conferenza dell’ingegnere elettronico Edoardo Charbon, che ne individuerà le prospettive di utilizzo future, ad esempio in automobili e smartphone.

L’Intelligenza Artificiale è una delle questioni tecnologiche che nel millennio digitale pone le maggiori sfide e solleva le domande più controverse.

BergamoScienza le dedica ben tre appuntamenti:

lunedì 9 ottobre alle ore 21, al Teatro Sociale, Rob Fergus, docente di scienze informatiche dell’Università di New York alla guida della ricerca sull’Intelligenza Artificiale per Facebook a New York, aggiornerà il pubblico sugli ultimi sviluppi in quest’avanguardistico campo, indicando i limiti delle attuali tecniche e le sfide future.

Del delicato rapporto e confronto tra intelligenza umana e Intelligenza Artificiale tratteràil filosofo Luciano Floridi, esperto di Big Data, che insegna filosofia ed etica dell’informazione all’Oxford Internet Institute, autore del recente La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo (Cortina). L’incontro, dal titolo “L’Etica dell’AI: Distrazioni Irresponsabili e Vere Sfide”, sarà sabato 14 ottobre alle 15 nell’Aula Magna di Sant’Agostino e indagherà le questioni etiche, aperte dalle nuove e sofisticate tecnologie digitali, che la dicotomia tra essere umano e Intelligenza Artificiale pone alla società dell’informazione.

Pier Luca Lanzi, docente di ingegneria Informatica al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, domenica 8 ottobre alle 15 al Teatro Sociale nell’incontro “Intelligenza Artificiale e videogiochi: avversaria o compagna di avventure?” parlerà invece dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al mondo dei videogiochi e del loro recente uso nella riabilitazione.

(continua)

Delos