Festival della Fotografia a Lodi

Fino al 24 ottobre Lodi torna a raccontare il nostro mondo nella XII^ edizione del Festival della Fotografia Etica. Un mondo in continuo e veloce cambiamento di cui la fotografia congela il momento e ci aiuta a capire. A Lodi, ad aprirci finestre su situazioni e storie a noi spesso sconosciute, saranno 80 fotografi da ogni parte del pianeta con oltre 20 mostre per coinvolgere il pubblico in totale sicurezza attraverso progetti inediti che saranno esposti in spazi all’aperto e nelle prestigiose location della città.

Cuore del Festival rimane il World Report Award-Documenting Humanity. Sei le sezioni che lo compongono, con i relativi vincitori scelti dalla Giuria composta da Svetlana Bachevanova, direttrice esecutiva della Fondazione FotoEvidence, Lauren Steel, co-fondatrice di Visual Thinking Collective, Gary Knight fotografo e direttore dell’agenzia fotografica VII, Alberto Prina e Aldo Mendichi, coordinatori del Festival della Fotografia Etica.

A partire dalla categoria MASTER, vinta dall’italiano Nicolò Filippo Rosso con Exodus, viaggio che documenta la lunga marcia di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dall’America centrale al Messico e agli Stati Uniti, in cerca di pace e libertà; la categoria SPOTLIGHT va al polacco Jędrzej Nowicki e al suo The Scars, resoconto di quella che oggi è considerata la più grande protesta antigovernativa nella storia della Bielorussia, iniziata nell’agosto 2020; la sezione SINGLE SHOT con lo scatto singolo del belga Alain Schroeder dal titolo Saving Orangutans, che denuncia il pericolo di estinzione dell’orangotango in Indonesia a causa della deforestazione incontrollata; la categoria SHORT STORY è stata anch’essa vinta dall’italiano Nicolò Filippo Rosso con Consumed by Grief, racconto del ritorno dei corpi di 13 migranti al loro villaggio natio in Guatemala, partiti pochi mesi prima in cerca di una nuova vita in Texas dove non fecero mai arrivo; la tedesca Jana Mai si è aggiudicata la categoria STUDENT con il lavoro The Descendants Of The Wolves, ossia la storia dei gagauzi, una minoranza turca di fede ortodossa cristiana che vive nell’area meridionale della Repubblica Moldova; infine la categoria FUTURE GENERATIONS, vinta dall’italiano Daniele Vita con Bathers, che ci porta a Catania sulle tracce dei giovani adolescenti dei “quatteri”, e della loro voglia di vita parallela spesso a scelte di criminalità e malavita.

Tutte le mostre del World Report Award sono raccolte e visitabili in Palazzo Barni.

FUJIFILM Italia, in qualità di Award Sponsor del WRA, sarà inoltre presente alla prossima edizione del Festival di Fotografia Etica come official partner, ruolo che ricopre da 8 anni. Con il suo supporto, avvalora e incoraggia il grande impegno che il Festival mette ogni anno in campo per celebrare la fotografia.

Nello Spazio Approfondimento, ex Chiesa dell’Angelo, ritorna a Lodi dopo 10 anni un maestro del fotogiornalismo mondiale, l’americano Eugene Richards, che ci porterà nell’America profonda tra Mississippi e Arkansas per vedere quali promesse erano state fatte 50 anni fa alla comunità afroamericana, e quante di quelle si vedono realizzate oggi. Storie che raccontano la povertà endemica, il razzismo, la violenza e la lunga strada ancora da percorrere per raggiungere l’uguaglianza, in una mostra assolutamente inedita in Italia.

Tra le belle novità di quest’anno c’è sicuramente lo Spazio Outdoor, che coinvolgerà i Giardini di Lodi portandovi nientemeno che la notissima fotografa americana Ami Vitale con A Daring Giraffe Rescue, cronaca del salvataggio drammatico e pirotecnico al tempo stesso di un gruppo di giraffe di Rothschild dall’isola di Longicharo, un pinnacolo roccioso di lava nel mezzo del lago Baringo, nel Kenya occidentale. Queste mostra sarà gratuita, uscendo dai palazzi e dalle sedi espositive per incontrare il pubblico a cielo aperto.

Grande attenzione, come sempre, sarà per la sezione Uno Sguardo sul Mondo, visitabile presso il Palazzo della Provincia, che propone due percorsi realizzati in collaborazione con Agence-France Press attraverso lo sguardo di diversi fotogiornalisiti che raccontano La democrazia americana messa alla prova. Una nazione divisa, e Siria: dieci anni di conflitto; l’iraniano Farshid Tighehsaz, invece, con la sua The New Name of Death racconta l’impatto dell’attuale pandemia in una nazione complessa come l’Iran.

Il Festival della Fotografia Etica accoglierà anche una tappa del progetto RESET di Sistema Festival Fotografia, di cui fa parte assieme ai principali festival di fotografia nazionali, con tre mostre a Palazzo Modignani. La prima sarà del fotografo Francesco Andreoli con (Un)Vaxxed, foto-inchiesta iniziata ancora prima della pandemia  che affronta il tema delle vaccinazioni; la seconda vede protagonisti Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni con il progetto Questa terra è la mia terra, che racconta l’epidemia della Xylella Fastidiosa nella penisola salentina negli ultimi sette anni; infine Mattia Marzorati con La terra dei buchi, che racconta di industrie inquinanti, discariche e cave che hanno rappresentato una enorme risorsa per il business dell’interramento dei rifiuti.

Un delicato progetto verrà esposto nello spazio Corporate for Festival,  un’area in cui ospitiamo progetti di responsabilità sociale d’impresa in collaborazione con aziende che vogliono sostenere efficacemente la cultura e sensibilizzare il pubblico su tematiche d’impatto etico e sociale. La mostra firmata da Silvia Amodio dal titolo Io ero, sono, sarò ha lo scopo di attirare l’attenzione sul tumore al seno e sulla prevenzione e sarà visitabile presso il bellissimo chiostro del Museo Gorini. Il progetto è reso possibile grazie al supporto di Coop Lombardia, azienda che da sempre sostiene i progetti culturali, che torna per il secondo anno al Festival.

Continua l’appuntamento con il Premio Voglino, sezione Fotografia Etica, che quest’anno è stato assegnato ad Alfredo Bosco e al suo Forgotten Guerrero, reportage che documenta l’attuale situazione politica e sociale dello stato messicano di Guerrero, un posto caratterizzato da violenza e i disordini a causa della guerra per la droga del paese. Lo spazio espositivo sarà quello della Banca Centropadana.

Contemporaneamente al Festival si svolgerà FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche, esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città. Lo scopo di FFE – OFF è quello di valorizzare e diffondere le opere di chiunque voglia proporre le proprie realizzazioni. Per questo motivo non ci sono vincoli tematici o di genere, in quanto FFE – OFF non è un’estensione del programma principale del Festival della Fotografia Etica.

Il team educational del Festival proporrà le consuete visite guidate per le scolaresche su prenotazione dal lunedì al venerdì. Ha inoltre lavorato a un Kit Didattico Digitale gratuito per i docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, elaborato insieme al Festival Fotografia Europea, nell’ambito del progetto RESET Sistema Festival.

Le mostre saranno inoltre arricchite da contenuti multimediali accessibili attraverso appositi QR code inseriti nei percorsi espositivi che permetteranno di scoprire le storie dietro le immagini, informazioni utili su come muoversi in città durante le giornate dell’evento e cenni storici alle bellezze di Lodi.

Infine, sarà possibile incontrare alcuni degli autori dei reportage proposti, farsi autografare il libro del fotografo preferito acquistato presso il bookshop del Festival della casa editrice Emuse.

Le mostre, nelle sedi espositive al chiuso, saranno accessibili solo se si è in possesso di biglietto acquistabile online, o in loco, e del green pass – Certificazione verde COVID-19.

Per tutte le informazioni sui biglietti visitate il sito del Festival www.festivaldellafotografiaetica.it. Per rispettare le norme su l’assembramento, si suggerisce il più possibile l’uso della prenotazione tramite la biglietteria online, onde evitare code.

S.E.

La festa degli orti a Ferrara

Un concerto con un “repertorio ricco di emozioni” quello che la Filarmonica di Tresigallo propone per domenica 3 ottobre 2021 alle 16 al Centro sociale Il Parco (via Canapa 4, Ferrara) nel contesto della “Festa degli orti” con ingresso a offerta libera da devolvere a favore della Fondazione Ado onlus che si occupa dell’assistenza domiciliare oncologica. La storica orchestra Filarmonica di Tresigallo è composta da una quarantina di elementi e si esibirà in un repertorio vario, con arrangiamenti di musica pop, brani tipici per bande e qualche brano di disco music.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Ferrara, è stata presentata venerdì 1 ottobre nella residenza municipale. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali Cristina Coletti, la presidente Fondazione Ado Onlus Gisella Rossi, l’operatrice e musicista della Filarmonica di Tresigallo Roberta Fogli Iseppe Cavalieri e il presidente del Centro di promozione sociale Il Parco Gian Paolo Chiodi.

“Un’iniziativa molto coinvolgente, in cui si attiva al meglio quella sinergia tra diverse realtà del territorio – ha sottolineato l’assessore Cristina Coletti – che sono tutte impegnate nell’ambito sociale e che trovano nella ‘Festa degli orti’ l’occasione per mettere in campo le migliori energie di ciascuno. La mia presenza alle iniziative di Ado è costante, perché è un punto di riferimento importante per il territorio, con un’attenzione socio-sanitaria fondamentale”.

Il concerto – come hanno spiegato la presidente Fondazione Ado Gisella Rossi, insieme con Roberta Fogli Iseppe Cavalieri della Filarmonica di Tresigallo e con il presidente del Centro di promozione sociale Il Parco Gian Paolo Chiodi – segnerà il culmine della giornata dedicata alla “Festa degli orti”, che si aprirà domenica 3 ottobre 2021 alle 12.30 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Com’era il Centro e… com’è ora”, seguita dal buffet e quindi dal grande concerto all’aperto, sul palco del giardino di via Canapa, con la Filarmonica di Tresigallo e un repertorio pensato per coinvolgere in una chiave più leggera il pubblico con evocazioni pop, bandistiche e ritmate.

Concerto con ingresso a offerta libera e richiesta di green pass. 

La Filarmonica di Tresigallo è una realtà storica e importante: nata nel 1853, si è consolidata passo dopo e passo e vive da quasi centosettant’anni grazie all’impegno, passione e dedizione dei suoi componenti, spinti dalla grande e comune passione per la musica e per il proprio territorio. Passione sfociata, nel 1976, nell’istituzione della Scuola di Musica di Tresigallo, oggi Associazione Musicale Arianna Alberighi – Scuola di Musica Filarmonica di Tresigallo. La Scuola di Musica conta oggi circa 150 allievi distribuiti su 13 corsi musicali e può vantare la costituzione di una formazione giovanile che funge da vivaio e trampolino per la più blasonata Filarmonica.

La Filarmonica di Tresigallo, formazione dell’omonima Scuola di Musica, è un’orchestra di fiati composta da circa quaranta elementi che propone un repertorio che spazia da composizioni originali per banda da concerto alle musiche da film, dalla tradizione swing delle Big Band degli anni ’30 ad arrangiamenti per strumenti solisti e orchestra.
La grande caparbietà dei volontari che ruotano attorno all’associazione permette ad essa di essere un esempio di tradizione e motivazione. Ogni occasione è quella giusta per fare musica e concertare, nel giusto spirito comunitario che è stato motore di questa meravigliosa realtà tresigallese dal 1863 ad oggi. Anche per fare del bene e aiutare gli altri, come confermato dall’esibizione del 3 ottobre a sostegno della Fondazione ADO.

Programma del concerto di domenica 3 ottobre 2021 ore 16
–  Fofxfire (Ed Huckeby)
–  Copacabana (Manilow-De Mey)
–  A tribute to Nino Rota (Arrangiamento: Lorenzo Bocci)
–  Abba on Broadway (Arr. Michael Brown)
–  Coldplay on stage (Arr. Michael Brown)
–  Clark County Celebration (James Swearingen)
–  Oye Como va (Tito Puente – Arr. Michael Brown)
-The Blues Brothers Reveue (Jay Bocook)
–  Queen in concert (Jay Bocook)
–  Happy (Pharrell Williams – Arr. Michael Brown

Ingresso a offerta libera con green pass.

Alessandro Zangara

KUM! Festival. Curare, educare, governare

Da venerdì 15 a domenica 17 ottobre si tiene, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, l’edizione 2021 di KUM! Festival,manifestazione con la direzione scientifica dello psicoanalista Massimo Recalcati e il coordinamento scientifico del filosofo Federico Leoni, organizzata dal Comune di Ancona e dal Fondo Mole Vanvitelliana, con il patrocinio del Ministero della Cultura e con il sostegno della Regione Marche e della Fondazione Cariverona e con la cura di Jonas Ancona per le attività sul territorio. Tutti gli eventi sono gratuiti, in presenza, e trasmessi anche in live streaming, per raggiungere un pubblico più ampio possibile (www.kumfestival.it).

Come ripartire. Cantieri è il titolo dell’edizione 2021 di KUM!: anche quest’anno il festival propone un’edizione speciale, con l’obiettivo di interpretare con fiducia e reinventare creativamente il tema della ripartenza. Dopo aver esplorato, lo scorso anno, il trauma causato dalla pandemia, è ora il momento di indagare come superare le difficoltà del presente. Per farlo, 47 relatori tra filosofi e teologi, psichiatri e psicoanalisti, economisti e politici, sociologi e antropologi, scrittori e artisti, storici dell’arte e scienziati si confrontano in veri e propri Cantieri, intesi come officine aperte, a più voci: contesti di costruzione comune, momenti di condivisione e sperimentazione. Non solo luoghi di diffusione del sapere, quindi, ma impegni collettivi per trovare risposte concrete alle emergenze sociali, politiche, economiche, ambientali e culturali che la pandemia ha sollevato. Non occasioni in cui chiederci in astratto: che cosa dobbiamo sapere? ma invece, in concreto: come possiamo fare?

«Il titolo di quest’anno nomina il nostro essere in bilico su un crinale altissimo» dichiarano Massimo Recalcati e Federico Leoni «C’è qualcosa di vertiginoso in questo oscillare tra la resistenza e la ripartenza. Ognuno di noi, il festival stesso, l’intera società è impegnata nel passaggio più enigmatico, quello che porta dall’aver resistito e continuare a resistere, giorno per giorno, a una crisi senza precedenti, verso la reinvenzione di una vita individuale e collettiva da troppo tempo sospesa in un limbo senza tempo e senza progetto. Di reinvenzione si tratta, appunto. Nessuna illusione di ritorno al passato, di ripristino della vita precedente, di restaurazione di una normalità impallidita alle nostre spalle. La cosiddetta normalità è una delle concause della crisi. Non sarà col vecchio che potremo costruire il nuovo. Il nuovo si costruisce col nuovo. Ogni resistenza esige ripartenza, ogni ripartenza esige reinvenzione».

Tutti gli incontri di KUM! si svolgono alla Mole Vanvitelliana, uno dei più affascinanti complessi monumentali del Paese. La Mole è un cantiere aperto, in continuo divenire: polo culturale della città – oggetto di importanti interventi di rigenerazione urbana con l’apertura di una nuova ala di 6.000 mq, che porta la struttura a raggiungere i 22.000 mq totali – e luogo della Cura, perché nata nel Settecento come lazzaretto. È dunque casa ideale del festival, che amplifica la vocazione simbolica dei suoi spazi: il sottotitolo di KUM! infatti, Curare, Educare, Governare – i tre mestieri impossibili secondo Freud – amplia il campo dell’analisi della Cura a tutti i differenti volti della sofferenza: del malato, della Polis, della Terra e di noi stessi.

Delos

Giornate Europee del Patrimonio Culturale a Ferrara

Domenica 26 settembre 2021, dalle 15,30, il Maf – Centro di documentazione del Mondo agricolo ferrarese  di San Bartolomeo in Bosco (via Imperiale 263) proporrà un affascinante percorso culturale, nei suoi spazi aperti, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale promosse dal Consiglio d’Europa. Ospitato in una splendida cornice della ruralità ferrarese, dai colori preautunnali, l’evento si articolerà tra pittura e musica.

La proposta culturale si aprirà con la presentazione della mostra di pittura e di incisioni (e del relativo catalogo) “L’orizzonte visibile. Artisti a confronto”, in parete fino al 30 settembre, più volte illustrata anche sul canale You Tube “Mondo Agricolo Ferrarese”. I curatori, Gian Paolo Borghi e Corrado Pocaterra, avranno l’opportunità di incontrare i visitatori e si avvarranno dell’autorevole contributo di artisti-espositori: Riccardo Bottazzi, Gianni Cestari, Alberta Silvana Grilanda, famiglia Occari-Zampini, Vito Tumiati e Paolo Volta. Il pomeriggio culturale proseguirà con il gradito ritorno al Maf della Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Cona, diretta da Roberto Manuzzi. Particolarmente atteso dal pubblico, il concerto sarà incentrato su un repertorio fra tradizione bandistica e nuovi fermenti innovatori.

Sarà obbligatoria la presentazione del Green Pass all’ingresso al Museo.

L’iniziativa, come sempre a titolo gratuito, è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’Associazione omonima. In caso di maltempo, sarà rinviata a data da destinarsi.

Alessandro Zangara

“Tu donna”: una rassegna artistica a Verona

Una riflessione a 360° sul ruolo della donna nella società. Dal 17 settembre è ripartita la rassegna artistica ‘Tu donna’ realizzata da Modus in collaborazione con l’assessorato alle Pari Opportunità e all’associazione VE.G.A (Associazione Giuriste Veronesi Associate).

La rassegna, in programma al teatro in piazza Orti di Spagna a San Zeno, riparte da dove si era interrotta nell’ ottobre 2020 a causa del Covid, riaccendendo i riflettori su un fenomeno che non smette di preoccupare e sul quale serve moltiplicare i momenti di riflessione.

Sette sono gli spettacoli in cartellone fino al 15 dicembre, nei quali attraverso monologhi teatrali, danza, e canzoni si andranno a trattare anche con ironia tutte le tematiche inerenti al mondo femminile, con gli artisti chiamati a portare in scena testi impegnativi dal punto di vista attoriale perché danno voce a persone e vicende realmente esistite.

Tutti gli eventi, svolgendosi nel teatro, sono organizzati nella massima sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti (dal green pass alla misurazione della temperatura in ingresso, dall’obbligo di mascherine al distanziamento poltrone in platea, dal distanziamento degli attori in scena alla raccolta dati per rintracciabilità).

Ecco i prossimi appuntamenti:

Mercoledì 6 ottobre, ore 21: “Quel che non ha ragione”. Da un’idea del regista ed autore romano Mario Palmieri cinque monologhi per cinque voci femminili, liberamente ispirati alla vita e all’opera di Mario Tobino, come omaggio nel trentennale della morte dello scrittore e psichiatra viareggino per quasi quaranta anni direttore della sezione femminile del manicomio di Maggiano, Lucca.

Sabato 16 ottobre, ore 21:  LPP_Project Dance Company di Katia Tubini, con “Why not?”. Uno spettacolo di teatrodanza che vuole restituire voce alla libertà di scelta di ciascuno di vivere l’essere femminile, anche fuori dagli schemi, senza il timore di essere giudicati.

Sabato 30 ottobre, ore 21, Elena Blu accompagna dalla chitarra di Claudio Moro, in un concerto-spettacolo dal titolo “Né strega né padrona”, un viaggio musicale attraverso cento anni di canzone italiana, per capire come siano le donne ma soprattutto come vogliono essere considerate, oggi come ieri.

Venerdì 19 novembre, ore 21: Teatro Tascabile di Bergamo con il suo celebre “Il principe dei gigli” per la regia di Renzo Vescovi, rapsodia drammatica sulla figura della donna occidentale contemporanea.

Mercoledì 1 dicembre, ore 21, va in scena l’ironia e l’arguzia di Stefano Benni e delle sue “Beatrici”, in un allestimento curato dal Teatro a l’Avogaria di Venezia con un cast tra cui spicca il nome di Nora Fuser. Sei donne, surreali eppur concrete, che vivono emozioni ad ampio spettro: amore, malinconia, tristezza, crudezza, irrequietezza, curiosità, cinismo, ilarità, amore, paura, ansia, speranza.

Chiude la rassegna la compagnia veronese Ippogrifo Produzioni, mercoledì 15 dicembre, ore 21, con Andrea Manganotto, voce e piano performer d’eccezione già nel cast di Riccardo Cocciante Romeo e Giulietta, in un concerto dedicato a tutte le grandi donne coraggiose che hanno cambiato la Storia, attraverso le parole e la musica di grandi cantanti, interpreti, cantautrici e la narrazione scritta da Alberto Rizzi affidata all’interpretazione Chiara Mascalzoni e la partecipazione di Jessica Grossule al canto.

Il programma del Percorso Tu Donna è sul sito di modus, così come il calendario generale della Stagione Culturale 21/22, con tutti i suoi diversi Percorsi di teatro, cinema e musica.

Biglietti: 12 euro intero, 10 ridotto; 5 euro under 18. Come di consueto, il biglietto ridotto è riservato a soci e membri di associazioni e enti convenzionati (elenco sul sito di Modus), tra cui tutte le associazioni facenti parte della consulta femminile del comune di Verona. Accesso previa prenotazione utilizzando il sistema sul sito modusverona.it.

Informazioni 340 5926978 info@modusverona.it modusverona.it

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Bande e marionette tornano in piazza a Verona

È il momento della ripartenza anche di bande, cori, majorette e maestri campanari. Domenica 12 settembre, in cinque quartieri della città, strumenti, coreografie e voci torneranno protagoniste della vita cittadina. Al via la prima edizione di ‘Musica popolare nelle piazze. Un’opportunità vicino a casa’. L’iniziativa, organizzata dall’Ambac-Associazione musicale bande assieme complessi, è patrocinata dal Comune di Verona.
Il programma prevede esibizioni corali durante e dopo le Sante Messe della mattina, celebrate nelle chiese di San Pietro Apostolo in piazza Vittorio Veneto (Borgo Trento), della Basilica di Madonna di Campagna a San Michele Extra e di San Massimo, dove si aggiungerà anche il concerto di campane. Dalle 13 alle 17, sfilate con bande e majorette si terranno in piazza Vittorio Veneto, in piazza dei Caduti a Santa Lucia, in piazza Risorgimento a San Massimo, a Parco San Giacomo in Borgo Roma e nella piazza di Madonna di Campagna. La manifestazione si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid.
Ambac, attiva dal 1997, conta sul territorio provinciale 30 gruppi. Si tratta della sezione più numerosa, in tutto il Veneto ci sono 78 tra bande musicali, complessi corali, majorette e squadre campanarie, per un totale di 5.300 persone coinvolte. Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina facebook dell’associazione.

“La musica popolare è amata e apprezzata dai veronesi – ha spiegato Padovani, assessore al Decentramento -, fa parte della nostra tradizione. Per questo siamo contenti di festeggiare la ripartenza delle bande, dei cori e delle majorette che tanto ci sono mancati in questo anno e mezzo. Sarà una giornata di allegria e spensieratezza per tutti, grandi e piccoli”.


Roberto Bolis

“Soffitte in piazza” fino a novembre

Tornano gli attesi mercatini dell’usato nei quartieri veronesi. Il calendario della nuova edizione di ‘Soffitte in piazza’ è già nero su bianco, pronto ad entrare nel vivo. E a ridare vita ad abiti vintage, vecchi utensili, libri, giochi rimasti a lungo in un angolo. Oggetti che potranno essere rispolverati, messi su un banco, venduti e usati da qualcun altro. Tutti i cittadini potranno partecipare e svuotare così cantine, armadi e garage. L’iscrizione è gratuita, sul sito del Comune di Verona sono disponibili tutte le informazioni. Grande novità di quest’anno il punto ristoro che sarà presente ad ogni mercato, grazie alla collaborazione della Pro Loco. Il 25 settembre, il 16 ottobre, il 30 ottobre e il 13 novembre, l’area del mercato di via Plinio ospiterà il mercatino. Il 4 settembre sarà la volta della piazza del centro commerciale di via Marin Faliero al Saval. L’11 settembre, e poi il 9 ottobre e 6 novembre, piazza Isolo. Sempre l’11 settembre e poi il 23 ottobre ‘Soffitte in piazza’ sbarcherà a parco San Giacomo in Borgo Roma. Il 18 settembre e 16 ottobre in lungadige XXVI Luglio 1944 a Parona. Il 19 settembre e 17 ottobre in piazza Frugose a San Michele Extra. Il 26 settembre lungo il percorso pedonale la Vecchia Ferrovia, tra via Tevere e via Torricelli, alle Golosine. Infine il 2 ottobre sulla pista ciclabile di San Massimo.
Il tutto si svolgerà nel rispetto del distanziamento e delle norme antiCovid. Non sarà chiesto il green pass per entrare. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Verona con il supporto delle associazioni Anemia Diamond Blackfan Italia ODV, APS D-HUB Un Centro dove incontrarsi, fermarsi e ripartire e Storie Creative.


Roberto Bolis

Ferrara Buskers Festival, grande successo di pubblico e di numeri

Mille presenze ogni sera, che hanno sempre esaurito il numero massimo di accessi consentiti, con una forte crescita di concerti (arrivati a 76), di presenze da fuori città e iniziative collaterali: è quanto emerso dal bilancio conclusivo dell’edizione 2021 del Ferrara Buskers Festival fatto nella conferenza stampa di oggi, lunedì 6 settembre 2021, nella residenza municipale di Ferrara.

“La riorganizzazione del Ferrara Buskers festival all’interno del Parco Massari – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Gulinelli – è stata una scommessa vinta, un modo di riuscire a pensarsi in una strada nuova che era l’unica possibile e che ha offerto opportunità rinnovate e anche inedite di stare insieme. La volontà di non mollare mai ha dato ottimi risultati per una manifestazione che ha un’identità che è  sovrapposta al nome della città di Ferrara e alla quale dico grazie ancora”. 

A confermare la bontà delle scelte anche i dati complessivi che riguardano il turismo portati dall’assessore Fornasini, che ha rilevato “i dati incoraggionati ottenuti con un grande impegno e sforzo degli organizzatori” e testimoniati da riscontri come quelli legati alla vendita della “MyFe card che può essere richiesta da chi si ferma almeno una notte in ciità e che nel 2019 aveva ottenuto  1.599 richieste, nel 2020 2.274 e nel 2021 ben 3.224”

“È stato il più bel concerto che io abbia vissuto”, ha sottolineato poi con molto coinvolgimento la presidente Rebecca Bottoni che fin da bambina frequenta l’evento di cui il padre è tra i fondatori. E ha spiegato: “Non mi era mai capitato di vedere il pubblico e gli artisti che l’ultima sera piangono. La necessità di dotarsi del biglietto ha portato dentro al parco solo chi era veramente interessato, rispetto a quanto avveniva in strada e che era inevitabilmente contaminato dalle distrazioni. Tra l’altro abbiamo scelto che non solo il pubblico fosse necessariamente dotato di green pass, ma anche lo staff e tutti i musicisti e artisti, creando una specie di bolla all’interno della quale si poteva seguire tutto in modo rilassato”.
Un successo ribadito dal direttore artistico Stefano Bottoni, che ha fatto notare come “questo che io definisco il ‘festival in un bosco’ è stato contraddistinto da uno slogan, che è ‘Torniamo a respirare’ che si è rivelato davvero di buon auspicio, riuscendo a far decollare lo stare insieme con un modo di intendere un certo tipo di socialità, creandoo delle situazioni affettive all’interno di quei quattro ettari”. 

La project manager Sarson ha osservato come “il festival, fin da quando è nato, ha aiutato la città a crescere e lo ha fatto anche in questo caso, in cui è stato necessario cercare un luogo contingentato dove svolgere la manifestazione. Chi è venuto da fuori comunque ha girato nella città e nel nostro centro storico fermandosi nei locali. Resta poi il fatto che ancora una volta il festival ha creato quella contaminazione artistica e culturale che ha fatto sì che siamo riuscitio a far fare il giro del mondo al nostro pubblico rimanendo a Ferrara”.
Il portavoce del questore De Baptistis, infine, ha rimarcato come “Ferrara è la città che in questi ultimi due anni ha ha promosso più eventi e noi, come Polizia di Stato, abbiamo sempre spinto affinchè andassero a buon fine, sempre pur nel rispetto delle regole e delle necessarie limitazioni”.

La XXXIV edizione del Ferrara Buskers Festival è stata un successo di pubblico e di numeri, tutti in una forte crescita e in ogni settore. Le connessioni amministrazioni pubbliche, associazioni, enti locali, aziende private, sono state ampliate e sviluppate. La sede del Parco Massari, scelta per lo svolgimento del festival, ha permesso un controllo capillare delle affluenze di pubblico, contingentato a norma di legge a 1000 presenze contemporaneamente per sera, e un monitoraggio dello stesso.

“E’ stato il più bel festival che io abbia mai vissuto” ha dichiarato Rebecca Bottoni, presidente dell’Associazione Ferrara Buskers Festival, e ancora “In questo anno di difficile ripartenza abbiamo sentito fortissima la presenza e la collaborazione del Comune di Ferrara, di tutte le istituzioni e delle forze di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, che si sono messe a completa disposizione, dando un enorme contributo al sereno svolgimento di questa edizione”.

Il Ferrara Buskers Festival ha registrato sold out sia nella data di anteprima di Comacchio (24 agosto) che in tutte quelle di Ferrara (25-29 agosto). Sul fronte delle vendite di biglietti, la forma maggiormente utilizzata è stata quella dell’acquisto online (75,6%) rispetto alla vendita one to one (24,4%).

Il 20% del pubblico totale era per la prima volta a Ferrara, un altro 20% era già venuto in precedenza solo per seguire il festival mentre il 32,7% ha partecipato per la prima volta. La provenienza esterna alla città è stata da Bologna, Milano, Padova, Verona, Parma, Roma, Venezia.

Le iniziative legate alla salvaguardia dell’ambiente hanno avuto un forte riscontro positivo. Il programma BGreen, in collaborazione con il Gruppo Hera e l’associazione di apicoltori estensi (raccolta differenziata, obiettivo carta zero e riduzione plastica, corretto smaltimento dei mozziconi di sigaretta e salvaguardia delle api), è stato molto apprezzato dal 46,6% del pubblico e ha contribuito a un aumento dell’apprezzamento del festival nel suo complesso da parte del 73% del pubblico. La naturale vocazione del festival di battersi per il concetto di “Plastic Free” ha portato alla raccolta e alla differenziazione di piatti bicchieri e posate compostabili usati dal pubblico e alla raccolta extra di 20 kg di rifiuti già presenti nel parco prima dell’inizio dell’evento. Anche “La casa dell’acqua” è stata molto apprezzata. Il pubblico all’ingresso ha ricevuto un opuscolo e un bicchiere di plastica rigida riutilizzabile con il quale ha potuto prelevare acqua gratuitamente, o in alternativa, usarlo come bicchiere per acquistare le bibite.

Gli hotel di Ferrara, nella settimana del festival – quella tra il 22 e il 29 agosto, hanno registrato un’impennata di oltre il 15% della vendita di camere rispetto al 2020 con un 93% di occupazione dell’intero ricettivo della città (Hotel, B&B).

81% degli spettatori ha mangiato al Parco rendendo possibile un indotto economico ad attività (es Bar del Parco) e zone tradizionalmente non coinvolte dal festival come Piazza Ariostea.
Il festival è stato anche online. Il sito ufficiale http://www.ferrarabuskers.com ha avuto 45.697 visitatori complessivi nel mese di agosto di cui 22959 nei giorni del festival con 115.694 visitatori per singola pagina e una frequenza di rimbalzo 47,15%. Quasi 9000 nuove persone si sono iscritte alla newsletter che informava sulle attività artistiche.
I contenuti social del festival distribuiti sia sul sito che sulle pagine ufficiali presenti su Facebook e Instagram, hanno avuto incrementi complessivamente di +147% (Facebook) e +108% (Instagram). Il pubblico che segue il festival attraverso mi social è prevalentemente nella fascia 18-54 anni, segno che le scelte artistiche e l’autorevolezza dell’evento sa parlare a un’ampia fascia di pubblico, coinvolgendoli con efficacia. A questo ha anche contribuito, sempre nel tema delle collaborazioni, il secondo anno di partnership con l’associazione Puedes.

Alessandro Zangara

Pellegrinaggio in bicicletta

Una ‘Gravellata’ da Verona a Roma, andata e ritorno, tra fede, sport e cultura. E’ partito questa mattina da piazza Bra un pellegrinaggio in bici, in sella a biciclette modello ‘Gravel’, intrapreso da Umberto Dal Bosco, Giorgio Forante e Tiziano Pezzo.

L’amore per la bici, la passione per l’avventura e il piacere di un percorso ciclistico ma anche di fede personale porterà i tre ciclisti, a raggiungere la Capitale percorrendo le cosiddette ‘vie della fede’.

Saranno in tutto 1400 chilometri quelli percorsi da oggi fino al 21 settembre, giorno del rientro a Verona. All’andata sarà percorsa la Via Francigena per un totale di otto tappe a Prontremoli, Massa, Lucca, San Giminiano, Siena, Radicofani e Viterbo fino all’arrivo a Roma sabato 11.

Al ritorno sarà uguale il numero di tappe, ma il percorso diverso, perché i ciclisti percorreranno la Via di Francesco che risale dal Lazio passando da Rieti e poi attraversa l’Umbria da Spoleto, Spello, Assisi, Gubbio, Sansepolcro, fino alla salita al convento francescano della Verna. Poi, attraverso il passo dei Mandrioli in direzione a Bagno di Romagna, Mercato Saraceno, Cesena, Forlì, Imola, Bologna fino alla Ciclovia del Sole verso Carpi, Ostiglia e Verona.

“Un gruppo di amici, una squadra di ciclismo, tante biciclette più un pellegrinaggio, un ingrediente bellissimo per fare in modo che dei veronesi diventino ambasciatori della nostra città – afferma il sindaco -. Abbiamo consegnato loro i gagliardetti da portare in Vaticano in questo bellissimo viaggio attraverso la via Francigena e tutta l’Italia, portando i valori della nostra cristianità e della nostra città a Roma”.

“L’idea iniziale era di andare fino a Santiago de Compostela ma, causa Covid, abbiamo dovuto rimandare – spiega Dal Bosco -. Troppi infatti sarebbero stati i problemi legati ai vari protocolli. Il nostro spirito però ci ha spinto a non desistere, e abbiamo deciso di percorrere le vie della fede”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

Riapre l’Idroscalo

Da domenica 12 settembre torneranno accessibili e visitabili “con nuovi occhi” il Parco dell’Arte ed il Museo Giovani Artisti all’Idroscalo della Città metropolitana di Milano: sarà possibile partecipare a turni di visite guidate organizzate da Civita Mostre e Musei e condotte da storici dell’arte oppure usufruire dell’app IDROSCALO realizzata da Orpheo e scaricabile dagli stores dall’8 settembre 2021, per andare alla scoperta di questo luogo magico dove si incrociano arte, cultura, relax e benessere fisico, inseriti in un contesto naturale, un hub nevralgico in forte evoluzione alla porta est di Milano.

Questo grazie ad un progetto realizzato da Città metropolitana di Milano, Accademia di Belle Arti Brera Milano, Associazione Amici dell’Accademia di Brera e al fondamentale sostegno di Fondazione Cariplo.

Un percorso di quasi un chilometro si snoda lungo la riva est del parco ed accoglie circa 30 opere di artisti di fama internazionale (Baj, Cavaliere, Manzù, Staccioli tra gli altri) a formare un itinerario scultoreo di grande suggestione paesaggistica per il parco dell’arte cui segue il museo giovani artisti, uno spazio espositivo permanente dedicato ai giovani emergenti con la peculiarità, oltre che della valorizzazione delle opere accolte, anche di un’innovativa attività laboratoriale incentrata sulla sperimentazione artistica contemporanea, nel rispetto del rapporto tra arte e ambiente.

Un unicum nel panorama artistico italiano, in uno spazio pubblico godibile da tutti.

La prima opportunità da non perdere sarà per domenica 12 settembre quando verranno promosse visite guidate gratuite su prenotazione, e dalla domenica successiva sarà possibile partecipare a visite guidate organizzate da Civita Mostre e Musei, su prenotazione, oppure ai turni fissi previsti alle ore 10,30 di ogni domenica e aperti anche ai visitatori del parco che decidessero sul momento di aggregarsi.

Grazie alle relazioni instaurate tra la Città metropolitana di Milano e alcune eccellenze della cultura milanese come l’Accademia di Belle Arti di Brera, l’Associazione Amici dell’Accademia di Brera, con il sostegno di Fondazione Cariplo, l’Idroscalo si conferma uno dei primi giardini pubblici di scultura in Italia, oltre che luogo consacrato al benessere fisico, al relax e allo sport in generale.

Parco dell’Arte e Museo Giovani Artisti, Via Circonvallazione Segrate 19, Segrate (Milano)

Orari apertura Idroscalo: Lun-Ven 6:30 – 21.00; Sab-Dom-e festivi 7:30-21:00

Orari turni fissi di visita: Ogni domenica ore 10.30. Ingresso con pagamento di biglietto. Per info si rimanda al sito.

Ombretta Roverselli