Palazzo Schifanoia rinnovato

Madonna con Bambino

A causa del sisma del 2012, Palazzo Schifanoia di Ferrara, ha subito importanti danni strutturali e dal 2017 è stato attivato il cantiere per la messa a norma antisismica dell’intera delizia estense. Per dar corso alle operazioni di recupero architettonico, i Musei di Arte Antica hanno dovuto trasferire tutto il patrimonio storico artistico e documentario conservato a Schifanoia, provvedendo in larga parte anche al restauro delle opere che componevano le collezioni civiche e nell’ambito di questo composito programma di recupero e di riordino, hanno dato corso al  progetto per un nuovo percorso museale, che prevede come primo step l’allestimento della fabbrica trecentesca. Con il primo modulo espositivo si darà la possibilità in anteprima al pubblico di poter fruire del ricco patrimonio dei Musei di Arte Antica, in concomitanza con i lavori che continueranno ad interessare l’intero corpo quattrocentesco.  Parallelamente alla cura del progetto storico- scientifico, i Musei di Arte Antica collaborano con lo studio  Q.B.  Atelier di Ferrara, che per incarico del Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, ha redatto il progetto di allestimento.

Madonna del cedro

Le sale trecentesche di Palazzo Schifanoia, si sviluppano in gran parte al piano terra e pertanto sono di facile accesso per ogni categoria di visitatori e nel contempo sono uno spazio particolarmente adatto all’esposizione di opere scultoree di grandi dimensioni e di difficile movimentazione.
Accanto ad opere di autori famosi quali Domenico di Paris, Antonio di Cristofaro, Alfonso Lombardo, Sperandio Savelli, Andrea della Robbia, troverà spazio un consistente numero di scultore in terracotta policroma e in materiale lapideo, molte delle quali ancora inedite  e  grazie allo sforzo congiunto dei Musei e delle Associazioni ferraresi:  Ambassador Club Ferrara, AIS provinciale, Ferrariae Decus,  Soroptimist International Club, sono state oggetto di un attento programma di restauro, supportato dalle indagini del CNR di Milano e con la supervisione della competente Soprintendenza.
Un viaggio dedicato alla scultura della, e soprattutto, nella città, suddiviso in sezioni cronologiche ospitate nelle due sedi espositive: quelle del rinnovato corpo trecentesco di Palazzo Schifanoia  accoglieranno le prime tre sezioni dal tardo Trecento alla fine del Cinquecento e in una seconda fase il percorso si dispiegherà negli ambienti di Palazzo Bonacossi, quale sede delle ultime due sezioni dedicate alla produzione del Seicento fino ai primi decenni dell’Ottocento.

Il progetto di allestimento museale della fabbrica trecentesca del Palazzo Schifanoia, in parte sostenuto dal contributo della Regione Emilia Romagna (LR 18/2000), unisce la valorizzazione del contesto alle necessità espositive di sculture e bassorilievi.

La presenza dei soppalchi caratterizza fortemente gli spazi e suggerisce percettivamente  la loro suddivisione da un  ambiente maggiore che permette la lettura della sala originale e in uno più piccolo, raccolto al di sotto del solaio in acciaio. Questo assetto consente la creazione di due categorie di spazi: il “palazzo” e le “stanze”. Il “palazzo” diventa la straordinaria scenografia dentro la quale si collocano le “stanze”.

Il bordo di separazione tra questi due ambiti è realizzato mediante una sequenza di quinte metalliche fisse semitrasparenti che abbracciano lo spazio sotto il soppalco, diventando fondali per le opere e filtri per smorzare l’illuminazione naturale al loro interno.

Il percorso espositivo attraversa quindi questi due ambienti caratterizzati da due atmosfere molto diverse tra di loro. Il primo ambiente espositivo, il “palazzo” è un vano a doppia altezza, luminoso, ampio e metaforicamente ricrea la percezione di uno spazio all’aperto. In esso sono collocate principalmente opere pensate per ampi spazi come, ad esempio, il sarcofago di Prisciani o la maquette della statua equestre di Niccolò III. Il secondo ambiente espositivo, le “stanze”, è uno spazio intimo, in penombra, che suggerisce alla percezione un luogo interno, raccolto, dove opere create per essere esposte in origine all’interno di edifici, quali chiese o palazzi, opportunamente illuminate svelano di volta in volta la maestria del modellato e la drammaticità espressiva del soggetto.

 

Alessandro Zangara (anche per le immagini)

Eventi culturali a Ferrara: Pavese, Darwin e “Il giardino pigro”

 Proporrà un excursus sulla vita, le opere, gli ultimi giorni e le ultime poesie di Cesare Pavese la conferenza dal titolo ‘Perdòno tutti e a tutti chiedo perdono’ in programma mercoledì 13 marzo 2019 alle 16,30 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara), per il ciclo ‘Anatomie della mente’ a cura di Stefano Caracciolo, docente di Psicologia Clinica all’Università di Ferrara.

Stefano Caracciolo, medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Clinica – Università di Ferrara / Az.USL di Ferrara, è autore di oltre 150 pubblicazioni a stampa su riviste scientifiche italiane ed estere del settore, nonché di diverse monografie.

“Il formicaio intelligente. Come vivono e che cosa possono insegnarci i più sociali tra gli insetti” è invece il tema della conferenza di Donato Grasso (Università di Parma) in programma giovedì 14 marzo alle 21 al Museo di Storia Naturale (via De Pisis 24 a Ferrara), quinto appuntamento della tredicesima edizione del “Darwin day Ferrara”.

Una colonia di formiche è un microcosmo ben organizzato, efficiente, autonomo, collaborativo. Un superorganismo dove i singoli individui, obbedendo ognuno a semplici regole, fanno emergere complessi comportamenti collettivi. Il loro studio ha dischiuso un mondo nascosto di mirabili eventi naturali e fornito conoscenze che hanno travalicato i confini delle discipline biologiche. Come fanno a comunicare? Come sfruttano le risorse alimentari in modo così efficiente?

“Il giardino pigro” è il libro a cura di Laura Caratti (Blu Edizioni, Torino, 2019) dedicato a esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino. Il volume verrà presentato giovedì 14 marzo 2019 alle 16 nell’Auditorium della Biblioteca Giorgio Bassani (via G. Grosoli 42 a Ferrara, quartiere Barco). A dialogare con l’autrice sarà Claudio Baldazzi per un’iniziativa organizzata In collaborazione con il Garden Club Ferrara.

Può esistere un giardino dove il riposo, la pace e la contemplazione prevalgano sul sudore, i graffi e il mal di schiena? Dove gli affanni quotidiani spariscano, anziché rispuntare sotto forma di sfiancanti incombenze floricole? La ‘pigrizia’ in giardino è un autentico piacere, e si conquista con la pratica ma anche con lo studio. Questo libro scritto a più mani da giardinieri dotati di passione ed esperienza – ma soprattutto di buon senso – raccoglie dritte utili per creare un giardino sostenibile non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma anche da quello di chi se ne prende cura.

Alessandro Zangara (anche per le immagini)

 

Celebrazione del ‘Giorno del Ricordo 2019’ a Ferrara

Con la messa di domenica 10 febbraio alle 10.30 in Duomo, celebrata dall’arcivescovo Gian Carlo Perego, prendono il via a Ferrara gli appuntamenti legati alla celebrazione del “Giorno del ricordo 2019“, istituito il 10 febbraio con legge del 2004 in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda del confine orientale. Le iniziative sono promosse dalla sezione ferrarese dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia coordinata da Fulvio Rabar e si avvalgono del patrocinio di Comune e Prefettura di Ferrara e della collaborazione di Museo del Risorgimento e della Resistenza, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – Sezione di Ferrara, Istituto di Storia Contemporanea.

Nel corso della cerimonia in cattedrale, dopo il ricordo delle genti di Istria, Fiume e Dalmazia costrette nel secondo dopoguerra ad abbandonare la loro terra, è prevista una lettura finale della “Preghiera per l’infoibato”, scritta dal vescovo della Diocesi di Trieste e Capodistria dal 1938 al 1975 Antonio Santin.

Ancora domenica 10 febbraio alle 15, al cinema Santo Spirito, si terrà la proiezione del film “Red land – rosso Istria” di Maximiliano Hernando Bruno, a cura dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e del circolo culturale Massimiliano Kolbe. Ingresso libero. Seguirà dibattito.

Lunedì 11 febbraio alle 12, alla rotonda alla confluenza di corso Isonzo – corso Piave – via Ripagrande – via Piangipane, si svolgerà una cerimonia con deposizione di una corona di alloro in omaggio ai Martiri delle Foibe, ai quali è intitolata la rotonda. Oltre al vicesindaco del Comune di Ferrara Massimo Maisto interverranno cittadini, associazioni e rappresentanze di Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati di Ferrara.

Nel pomeriggio di lunedì 11 febbraio alle 16, nella sala dell’Arengo della residenza municipale di Ferrara (piazza Municipale 2), si svolgerà il tradizionale incontro degli Esuli istriani, fiumani e dalmati con il prefetto di Ferrara Michele Campanaro e il sindaco Tiziano Tagliani, le autorità e la cittadinanza. Nel corso dell’iniziativa verrà presentato il libro “Antonio Farinatti. L’Eroe di Parenzo” a cura del maggiore Gerardo Severino e dell’appuntato scelto Federico Sancimino, del Comitato di Studi Storici del Museo Nazionale della Guardia di Finanza.

Antonio Farinatti, nativo di Migliaio (Ferrara), maresciallo capo della Guardia di Finanza e comandante della Brigata di Parenzo, venne infoibato, insieme ad altri 80 cittadini, nell’ottobre 1943.

SABATO 16 FEBBRAIO 2019 – ORE 16 Ferrara – Palazzo Bonacossi – Via Cisterna del Follo, 5 Tradizionale concerto del Conservatorio Musicale di Ferrara “Girolamo Frescobaldi”, in occasione del ‘Giorno del Ricordo 2019′.

GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO 2019 – ORE 10,30 Ferrara – Istituto ‘Vergani Navarra’- Via Sogari, 3 Incontro con studenti dell’Istituto – che dal 1905 al 1949 fu adibito campo profughi – aperto alla partecipazione della cittadinanza. Antonella Guarnieri, Direttrice del Museo del Risorgimento e della Resistenza del comune di Ferrara illustrerà il quadro storico delle vicende in Istria, Fiume e Dalmazia durante e dopo il secondo conflitto mondiale mentre Flavio Rabar, Presidente del Comitato Provinciale di Ferrara dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, tratterà dell’esodo della popolazione italiana, dell’accoglienza ricevuta e dei campi profughi.

MERCOLEDI’ 6 MARZO 2019 – ore 21 – Ferrara – Casa della Patria “Pico Cavalieri” – corso Giovecca , 165. In collaborazione con l’Associazione Culturale di Ricerche Storiche “Pico Cavalieri” serata dedicata all’Istria, Fiume e Dalmazia. Il Prof. Giovanni Stelli, Presidente della Società di Studi Fiumani di Roma, illustrerà la Storia di Fiume.

Certamente complesse e controverse le vicende del confine orientale, già iniziate alla fine della prima guerra mondiale, con la fissazione dei confini fra l’Italia ed il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (dal 1928 Regno di Jugoslavia), che lasciava minoranze slovene e croate in Istria, Fiume e Zara e minoranze italiane nella Dalmazia. Pur prevedendo il trattato di Rapallo del novembre 1920 una tutela delle minoranze, tale aspetto non venne rispettato da entrambe le parti contraenti determinando: in Dalmazia un ridimensionamento della minoranza italiana ed in Istria, Fiume e Zara un tentativo, peraltro maldestro e non riuscito, di assimilazione di sloveni e croati. Con la seconda guerra mondiale e l’aggressione alla Jugoslavia il 6 aprile 1941, da parte di tedeschi, italiani, ungheresi e bulgari, a cui si affiancarono un significativo numero di collaborazionisti, iniziò una dura ed a volte feroce guerra partigiana, che ebbe in Tito la sua figura più rappresentativa. Dopo l’8 settembre 1943 i partigiani di Tito presero possesso di tutta l’Istria (ad eccezione delle città di Trieste, Fiume e Pola) e si ebbero momenti di grande violenza nei confronti degli italiani. In centinaia finirono nelle foibe. Ai primo di ottobre 1943 i tedeschi costrinsero i partigiani a ritirarsi e proseguire la lotta nella clandestinità. Il 1 maggio 1945 l’esercito di Tito (perché tale era ormai diventato) prese possesso di Trieste e via via delle altre località dell’Istria e del Quarnaro (da Zara i tedeschi si erano ritirati il 30 ottobre 1944). Si ebbero delle vendette (come del resto accade in tutti gli stati d’Europa occupati dai nazisti) ma anche la volontà di allontanare gli italiani e vennero uccisi anche membri dei Comitati di Liberazione, esponenti di partiti antifascisti che non volevano l’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia ed una serie di persone come commercianti, possidenti ed altri etichettati come “nemici del popolo”. Migliaia furono le vittime e la popolazione italiana cercò la salvezza nella penisola, cosa che si accentuò dopo il trattato di pace.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

 

‘L’occhio fotografico’: paesaggi raccontati in poesia da Giovanna Menegùs

Raccoglie poesie dedicate a paesaggi urbani e naturalistici il libro di Giovanna Menegùs ‘L’occhio fotografico’ che lunedì 4 febbraio 2019 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Nel corso dell’incontro, a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi, leggerà i testi e discuterà con l’autrice Giuseppe Ferrara.

Giovanna Menegùs è cresciuta a S. Vito di Cadore. Dal 2004 vive in provincia di Varese. Pubblica poesie e altri scritti nel blog letterario La poesia e lo spirito e nel suo sito personale crudalinfa. Dopo Quasi estate (ExCogita 2017, opera selezionata da MasterBook) e Investitura di voci (96 rue de-La-Fontaine 2018), L’ occhio fotografico raccoglie poesie di paesaggio urbano e naturalistico: “…Vi è un’analogia tra lo sguardo gettato sulla fotografia e lo sguardo gettato sulla poesia…il poeta che restituisce emozioni o sensazioni, che prova a fissare un’immagine o a registrare un suono della natura sembra che lo faccia per noi, documentarista del mondo su nostro tacito mandato…” (dalla post fazione di Antonio Fiori).

 

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

‘Lev S. Vygotskij: le vie dell’uomo verso la libertà e l’individualità’ analizzate da Giovanni Fioravanti

Proporrà un’analisi del pensiero dello psicologo e pedagogista russo Lev Vygotskij la conferenza di Giovanni Fioravanti in programma giovedì 31 gennaio 2019 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). L’appuntamento, che sarà introdotto da Nicola Alessandrini, rientra nel ciclo di incontri dal titolo “I colori della conoscenza – La lingua e i linguaggi” a cura dell’Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

Nel 1978, sulla New York Review of Books, il filosofo Stephen Toulmin consacrò Lev Vygotskij come «il Mozart della psicologia», un genio pari al grande musicista, un innovatore le cui idee avrebbero potuto produrre chissà quali risultati in psicologia se non fosse morto prematuramente, a soli 37 anni. Di Vygotskij si è detto “una voce che emerge dal futuro”. Gli dobbiamo molto e portiamo gravi responsabilità nei confronti del suo pensiero. Il titolo dell’incontro prende a prestito il giudizio che Bruner dà dell’opera dello psicologo e pedagogista russo: una descrizione delle vie dell’uomo verso la libertà e l’individualità. Nelle radici storico-culturali del pensiero di Vygotskij sta la valorizzazione, l’importanza della base culturale di ciascuno di noi, fondata sulle relazioni e sulle connessioni inter-individuali dalla famiglia, alla scuola, alla società. La trasformazione dell’apprendimento, questo è il contributo riconosciuto mondialmente di Vygotskij, l’evoluzione del concetto di apprendimento e delle pratiche scolastiche sotto l’influenza della teoria storico-culturale.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Laboratorio aperto per l’apprendimento musicale dei bambini

“EcoMousiké” è il titolo del laboratorio per conoscere e provare le tecniche dell’apprendimento musicale basate sulla Teoria di Edwin Gordon. L’incontro è in programma per sabato 2 febbraio 2019 alle 11.30 alla Biblioteca Giorgio Bassani del quartiere Barco (via G. Grosoli 42, Ferrara). La partecipazione gratuita, ma è necessario prenotare perché l’appuntamento è a numero chiuso (massimo 6 coppie formate da genitore-bambino per turno).

Le lezioni sono aperte per bambini da 0 a 3 anni con un genitore, condotte da Barbara Mongiorgi dell’Associazione Ecomousiké, della durata di 45 minuti circa.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

“Nonna Teresa”, la ricerca di una madre per far luce sulla storia del figlio deportato

Sabato 26 gennaio 2019 alle 16 nella sala mostre del Museo del Risorgimento e della Resistenza (corso Ercole I d’Este 19, Ferrara) si terrà l’incontro intitolato “Nonna Teresa”, la storia di una madre impegnata a far luce su quanto accaduto al figlio deportato da Bova di Marrara (piccola frazione a una ventina di chilometri di Ferrara) in Germania.
A parlare di questo lungo viaggio per riportare a casa il figlio deceduto nel lager nazista sarà Silvia Pascale, studiosa trevigiana della deportazione militare e presidente di ANEI-Associazione nazionale ex internati di Treviso.

La ricercatrice Silvia Pascale proporrà una storia di famiglia che, in qualche modo, ha sollecitato la volontà della ricercatrice di lavorare per far tornare alla luce tante storie di persone comuni che nel drammatico biennio ’43-’45 si trovarono a vivere lo strazio della vita dei lager e anche a morirci.
Il racconto è quello di una ricerca molto lunga che parte dalla scoperta della “marmetta” di Zerbini Anadage, omonimo dello zio acquisito della studiosa, esposta al Tempio dell’Internato Ignoto a Padova e della successiva lettura del diario di nonna Teresa Mascellani in Zerbini, scritto per ricordare la morte del figlio Anadage, nello Stalag XII A. Il racconto emotivo è accompagnato dalla ricostruzione storica, avvenuta attraverso la consultazione dell’Archivio tedesco di Bad Arolsen in Germania e dei certificati della Croce Rossa Internazionale effettuata dalla studiosa, che da anni si occupa di Internati Militari Italiani. Grazie a queste ricerche e allo studio dei documenti si è potuto ricostruire la vicenda di Anadage dall’8 settembre 43 fino a gennaio del 44 quando è morto. Con l’aiuto del diario e della documentazione successiva sempre avvenuta attraverso fonti d’archivio è stato possibile ricostruire dettagliatamente la storia del rimpatrio dei resti di Anadage nel dicembre del 1956. Tutto questo lavoro è in fase di stesura finale in attesa di pubblicazione ed è di importanza fondamentale perché è stato voluto dalla mamma di un IMI (internato militare italiano), un unicum nel panorama della documentazione di questa pagina di storia.

 

Alessandro Zangara