Una Giornata di studi dedicata alla Commedia di Dante a Ferrara

In occasione delle celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara dedica, martedì 28 settembre 2021 dalle 9,30, una giornata di studi al rapporto tra la città di Ferrara e il sommo poeta nella cornice della biblioteca Ariostea, che ospita, proprio in questi giorni una mostra di codici ed edizioni antiche dantesche. L’appuntamento è aperto al pubblico che potrà seguirlo in presenza nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara – con capienza ridotta a 36 posti) oppure online (al link: meet.google.com/tog-yjan-fxo)
L’evento si inserisce in una serie di iniziative per la pubblicazione della nuova edizione della Commedia, di cui uscirà nel 2021 l’Inferno (edizione critica e commento di L. Ferretti Cuomo) a cura del prof. Paolo Trovato (che insegna Storia della lingua e Critica testuale a Unife) e del “Gruppo di Ferrara“.
I temi affrontati spazieranno dai testimoni manoscritti della Commedia legati al territorio ferrarese, ai personaggi ferraresi che Dante incontra nell’aldilà, fino all’influenza della poesia dantesca in alcuni dei più importanti letterati ferraresi nei vari secoli: Boiardo, Ariosto, Sandeo, Varano, Bassani.

Il programma degli interventi:
– Le Commedie alla corte degli Este – Martina Pantarotto
– Ferrara e i ferraresi nella Commedia – Beatrice Saletti
– L’influenza della Commedia negli autori ferraresi Interventi di Paolo Trovato (Dante tra Boiardo e Ariosto), Valentina Gritti (Il Dante di Sandeo), Tina Matarrese (Il dantismo di Bassani), Paolo Cherchi (L’imitazione dantesca in Varano)

Al termine (15.30) i partecipanti verranno accompagnati alla mostra “Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del ‘Viaggio’ dantesco alla Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara”, a cura di Mirna Bonazza, responsabile U.O. Biblioteche del Comune di Ferrara, e di Sandro Bertelli, docente di Paleografia e di Codicologia all’Università di Ferrara.

Informazioni: elisabetta.tonello@uniecampus.it
In questa fase, per l’accesso del pubblico alla Sala Agnelli (con capienza ridotta a 36 posti) è richiesto il rispetto di alcune prescrizioni previste dai protocolli anti Covid. In particolare, sarà necessario: esibire il Green Pass, indossare la mascherina, sanificare le mani all’ingresso e sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea tramite ter­mo scanner.

Alessandro Zangara

Giornate Europee del Patrimonio Culturale a Ferrara

Domenica 26 settembre 2021, dalle 15,30, il Maf – Centro di documentazione del Mondo agricolo ferrarese  di San Bartolomeo in Bosco (via Imperiale 263) proporrà un affascinante percorso culturale, nei suoi spazi aperti, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale promosse dal Consiglio d’Europa. Ospitato in una splendida cornice della ruralità ferrarese, dai colori preautunnali, l’evento si articolerà tra pittura e musica.

La proposta culturale si aprirà con la presentazione della mostra di pittura e di incisioni (e del relativo catalogo) “L’orizzonte visibile. Artisti a confronto”, in parete fino al 30 settembre, più volte illustrata anche sul canale You Tube “Mondo Agricolo Ferrarese”. I curatori, Gian Paolo Borghi e Corrado Pocaterra, avranno l’opportunità di incontrare i visitatori e si avvarranno dell’autorevole contributo di artisti-espositori: Riccardo Bottazzi, Gianni Cestari, Alberta Silvana Grilanda, famiglia Occari-Zampini, Vito Tumiati e Paolo Volta. Il pomeriggio culturale proseguirà con il gradito ritorno al Maf della Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Cona, diretta da Roberto Manuzzi. Particolarmente atteso dal pubblico, il concerto sarà incentrato su un repertorio fra tradizione bandistica e nuovi fermenti innovatori.

Sarà obbligatoria la presentazione del Green Pass all’ingresso al Museo.

L’iniziativa, come sempre a titolo gratuito, è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’Associazione omonima. In caso di maltempo, sarà rinviata a data da destinarsi.

Alessandro Zangara

“L’ortolano del Gamberone”, il romanzo di Moreno Po

Si sviluppa in un continuo alternarsi tra passato e presente, alla scoperta di un’antica vicenda nelle terre alla foce del Panaro, il romanzo di Moreno Po ‘L’ortolano del Gamberone’ che, martedì 28 settembre 2021 alle 17, sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara). Nel corso dell’incontro, dialogherà con l’autore il giornalista Sergio Gessi. In programma letture a cura di Simonetta Malaguti. Sarà presente l’editore Fausto Bassini (Faust Edizioni).

Deodato, un monaco medievale in odore di stregoneria. Una tomba scoperta nel 2014, a Bondeno, nella chiesa di San Giovanni. Clarissa Fordiani, detta Claire, una tenace giornalista locale che, seguendo i cantieri della ricostruzione post terremoto, inciampa in una storia antica e sorprendente, alle radici della sua terra appoggiata alla foce del Panaro.

Moreno Po è nato a Pilastri di Bondeno nel settembre del 1953, la domenica del patrono. Vive a Bondeno. Nella sua più che quarantennale vita professionale di architetto ha pubblicato numerosi saggi e articoli sulla protezione e valorizzazione del paesaggio, sulla pianificazione territoriale strategica, sull’utilizzo delle risorse UE per lo sviluppo dell’economia locale. Suoi brevi racconti sono già comparsi su due antologie dedicate al  Po (inteso come fiume). Con questo volume è al suo primo impegno narrativo individuale.

In questa fase, per l’accesso del pubblico alla Sala Agnelli (con capienza ridotta a 36 posti) è richiesto il rispetto di alcune prescrizioni previste dai protocolli anti Covid. In particolare, sarà necessario: esibire il Green Pass, indossare la mascherina, sanificare le mani all’ingresso e sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea tramite ter­mo scanner.

Alessandro Zangara

Visite didattiche per bambini e ragazzi alla scoperta del Museo Schifanoia

Nel mese di settembre l’associazione culturale Arte.Na presenta una serie di visite didattiche per bambini e ragazzi alla scoperta del Museo Schifanoia dal tema “Tutti al museo” e un’attività all’aperto sulle Mura di Ferrara, fra storia e scienza dal titolo “Zanzare a Ferrara?”, in collaborazione con l’associazione culturale Didò. Le iniziative si avvalgono del patrocinio del Comune di Ferrara.

TUTTI AL MUSEO – Appuntamento con quattro incontri di “Tutti al museo” sabato 11 e domenica 12 settembre (“Un’impresa da duca”) e sabato 18 e domenica 19 settembre 2021 (“Art safari”) alle 17 al nuovo allestimento di palazzo Schifanoia per bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni, con visite didattiche tematiche al Salone dei Mesi. Al termine della visita, della durata di circa 45 minuti, verrà consegnato il materiale didattico per poter svolgere a casa una parte pratica.

L’iniziativa è riservata a bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni. Il costo è di 4 euro a partecipante. Gli accompagnatori adulti che vorranno intervenire dovranno effettuare il pagamento del biglietto di ingresso al museo.

È richiesta la prenotazione: ferrara@associazioneartena.it – 328 4909350

ZANZARE A FERRARA? – Appuntamento sulle Mura di Ferrara a Porta degli Angeli venerdì 10 e venerdì 17 settembre 2021 alle 17.30 con per andare alla scoperta del territorio, della sua evoluzione e dei suoi ‘abitanti’. L’attività per bambini e ragazzi accompagnati da un adulto è a partecipazione gratuita.

In attesa del sopraggiungere della sera esamineremo antiche mappe e parleremo del territorio un tempo paludoso, delle prime opere di bonifica estensiva realizzate dagli Estensi e racconteremo un’interessantissima storia naturalistica sugli “ospiti indesiderati della città “, ovvero le zanzare tigre. Scopriremo chi sono questi “insopportabili coinquilini” che ci fanno compagnia tutte le estati e impareremo anche come difenderci dalla loro continua invasione. L’attività è finanziata nell’ambito del progetto regionale “Contrasto alla diffusione della zanzara tigre”

È richiesta la prenotazione: ferrara@associazioneartena.it  – 328 4909350

Alessandro Zangara

Ferrara Buskers Festival, grande successo di pubblico e di numeri

Mille presenze ogni sera, che hanno sempre esaurito il numero massimo di accessi consentiti, con una forte crescita di concerti (arrivati a 76), di presenze da fuori città e iniziative collaterali: è quanto emerso dal bilancio conclusivo dell’edizione 2021 del Ferrara Buskers Festival fatto nella conferenza stampa di oggi, lunedì 6 settembre 2021, nella residenza municipale di Ferrara.

“La riorganizzazione del Ferrara Buskers festival all’interno del Parco Massari – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Gulinelli – è stata una scommessa vinta, un modo di riuscire a pensarsi in una strada nuova che era l’unica possibile e che ha offerto opportunità rinnovate e anche inedite di stare insieme. La volontà di non mollare mai ha dato ottimi risultati per una manifestazione che ha un’identità che è  sovrapposta al nome della città di Ferrara e alla quale dico grazie ancora”. 

A confermare la bontà delle scelte anche i dati complessivi che riguardano il turismo portati dall’assessore Fornasini, che ha rilevato “i dati incoraggionati ottenuti con un grande impegno e sforzo degli organizzatori” e testimoniati da riscontri come quelli legati alla vendita della “MyFe card che può essere richiesta da chi si ferma almeno una notte in ciità e che nel 2019 aveva ottenuto  1.599 richieste, nel 2020 2.274 e nel 2021 ben 3.224”

“È stato il più bel concerto che io abbia vissuto”, ha sottolineato poi con molto coinvolgimento la presidente Rebecca Bottoni che fin da bambina frequenta l’evento di cui il padre è tra i fondatori. E ha spiegato: “Non mi era mai capitato di vedere il pubblico e gli artisti che l’ultima sera piangono. La necessità di dotarsi del biglietto ha portato dentro al parco solo chi era veramente interessato, rispetto a quanto avveniva in strada e che era inevitabilmente contaminato dalle distrazioni. Tra l’altro abbiamo scelto che non solo il pubblico fosse necessariamente dotato di green pass, ma anche lo staff e tutti i musicisti e artisti, creando una specie di bolla all’interno della quale si poteva seguire tutto in modo rilassato”.
Un successo ribadito dal direttore artistico Stefano Bottoni, che ha fatto notare come “questo che io definisco il ‘festival in un bosco’ è stato contraddistinto da uno slogan, che è ‘Torniamo a respirare’ che si è rivelato davvero di buon auspicio, riuscendo a far decollare lo stare insieme con un modo di intendere un certo tipo di socialità, creandoo delle situazioni affettive all’interno di quei quattro ettari”. 

La project manager Sarson ha osservato come “il festival, fin da quando è nato, ha aiutato la città a crescere e lo ha fatto anche in questo caso, in cui è stato necessario cercare un luogo contingentato dove svolgere la manifestazione. Chi è venuto da fuori comunque ha girato nella città e nel nostro centro storico fermandosi nei locali. Resta poi il fatto che ancora una volta il festival ha creato quella contaminazione artistica e culturale che ha fatto sì che siamo riuscitio a far fare il giro del mondo al nostro pubblico rimanendo a Ferrara”.
Il portavoce del questore De Baptistis, infine, ha rimarcato come “Ferrara è la città che in questi ultimi due anni ha ha promosso più eventi e noi, come Polizia di Stato, abbiamo sempre spinto affinchè andassero a buon fine, sempre pur nel rispetto delle regole e delle necessarie limitazioni”.

La XXXIV edizione del Ferrara Buskers Festival è stata un successo di pubblico e di numeri, tutti in una forte crescita e in ogni settore. Le connessioni amministrazioni pubbliche, associazioni, enti locali, aziende private, sono state ampliate e sviluppate. La sede del Parco Massari, scelta per lo svolgimento del festival, ha permesso un controllo capillare delle affluenze di pubblico, contingentato a norma di legge a 1000 presenze contemporaneamente per sera, e un monitoraggio dello stesso.

“E’ stato il più bel festival che io abbia mai vissuto” ha dichiarato Rebecca Bottoni, presidente dell’Associazione Ferrara Buskers Festival, e ancora “In questo anno di difficile ripartenza abbiamo sentito fortissima la presenza e la collaborazione del Comune di Ferrara, di tutte le istituzioni e delle forze di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, che si sono messe a completa disposizione, dando un enorme contributo al sereno svolgimento di questa edizione”.

Il Ferrara Buskers Festival ha registrato sold out sia nella data di anteprima di Comacchio (24 agosto) che in tutte quelle di Ferrara (25-29 agosto). Sul fronte delle vendite di biglietti, la forma maggiormente utilizzata è stata quella dell’acquisto online (75,6%) rispetto alla vendita one to one (24,4%).

Il 20% del pubblico totale era per la prima volta a Ferrara, un altro 20% era già venuto in precedenza solo per seguire il festival mentre il 32,7% ha partecipato per la prima volta. La provenienza esterna alla città è stata da Bologna, Milano, Padova, Verona, Parma, Roma, Venezia.

Le iniziative legate alla salvaguardia dell’ambiente hanno avuto un forte riscontro positivo. Il programma BGreen, in collaborazione con il Gruppo Hera e l’associazione di apicoltori estensi (raccolta differenziata, obiettivo carta zero e riduzione plastica, corretto smaltimento dei mozziconi di sigaretta e salvaguardia delle api), è stato molto apprezzato dal 46,6% del pubblico e ha contribuito a un aumento dell’apprezzamento del festival nel suo complesso da parte del 73% del pubblico. La naturale vocazione del festival di battersi per il concetto di “Plastic Free” ha portato alla raccolta e alla differenziazione di piatti bicchieri e posate compostabili usati dal pubblico e alla raccolta extra di 20 kg di rifiuti già presenti nel parco prima dell’inizio dell’evento. Anche “La casa dell’acqua” è stata molto apprezzata. Il pubblico all’ingresso ha ricevuto un opuscolo e un bicchiere di plastica rigida riutilizzabile con il quale ha potuto prelevare acqua gratuitamente, o in alternativa, usarlo come bicchiere per acquistare le bibite.

Gli hotel di Ferrara, nella settimana del festival – quella tra il 22 e il 29 agosto, hanno registrato un’impennata di oltre il 15% della vendita di camere rispetto al 2020 con un 93% di occupazione dell’intero ricettivo della città (Hotel, B&B).

81% degli spettatori ha mangiato al Parco rendendo possibile un indotto economico ad attività (es Bar del Parco) e zone tradizionalmente non coinvolte dal festival come Piazza Ariostea.
Il festival è stato anche online. Il sito ufficiale http://www.ferrarabuskers.com ha avuto 45.697 visitatori complessivi nel mese di agosto di cui 22959 nei giorni del festival con 115.694 visitatori per singola pagina e una frequenza di rimbalzo 47,15%. Quasi 9000 nuove persone si sono iscritte alla newsletter che informava sulle attività artistiche.
I contenuti social del festival distribuiti sia sul sito che sulle pagine ufficiali presenti su Facebook e Instagram, hanno avuto incrementi complessivamente di +147% (Facebook) e +108% (Instagram). Il pubblico che segue il festival attraverso mi social è prevalentemente nella fascia 18-54 anni, segno che le scelte artistiche e l’autorevolezza dell’evento sa parlare a un’ampia fascia di pubblico, coinvolgendoli con efficacia. A questo ha anche contribuito, sempre nel tema delle collaborazioni, il secondo anno di partnership con l’associazione Puedes.

Alessandro Zangara

Dante e il suo “Viaggio” in mostra a Ferrara

Esposizione di manoscritti, antiche edizioni e opere artistiche del “Viaggio” dantesco: è questo il tema della mostra che inaugurata ieri alla Biblioteca Comunale Ariostea (via Scienze 17, Ferrara), dove rimarrà visitabile fino al 2 febbraio 2022.

Dante. Dettaglio di ritratto di Attilio Runcaldier XIX secol. Istituzione Biblioteca Classense Ravenna

In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021), la Biblioteca Comunale Ariostea e l’Università degli Studi di Ferrara hanno promosso una mostra di opere dantesche. L’evento espositivo offre al visitatore l’opportunità di conoscere un patrimonio librario rarissimo, attraverso un percorso originale di preziosi manoscritti e di antiche edizioni a stampa, la maggior parte delle quali mai esposta in precedenza. L’esposizione si apre (in Sala Ariosto) con gli incunaboli della Divina Commedia, il più antico dei quali risale al 1477-1478; seguono esemplari del 1491, 1493, 1497 corredati da xilografie, vignette e illustrazioni a piena pagina. Trovano posto nelle vetrine anche rare cinquecentine, come Le terze rime di Dante (Venezia, Aldo Manuzio, 1502); e il Danthe Alighieri fiorentino historiado (Venezia, Bartolomeo Zani, 1507). In mostra anche un importante testimone del noto sonetto di Dante, Guido i’ vorrei che tu e Lapo ed io, conservato in un codice in lingua francese della prima metà del Trecento che contiene Le livre dou treçor di Brunetto Latini. Del cesenate Jacopo Mazzoni, si espone la Difesa di Dante, presente in un raro e molto interessante manoscritto del sec. XVII. In mostra anche una particolare edizione della Commedia tradotta in latino dal gesuita Carlo D’Aquino, in tre volumi, il cui frontespizio reca l’indicazione di stampa Napoli, Felice Mosca, ma fu impressa a Roma da Pietro Bernabò, nel 1728, proveniente dalla Biblioteca del Collegio della Compagnia di Gesù di Ferrara. Delle tante edizioni ottocentesche della Commedia, ne sono state selezionate alcune con apparato illustrativo calcografico (Firenze, all’Insegna dell’Ancora, 1817-1819; Firenze, presso la Tipografia del Vulcano, 1846). Dalle collezioni artistiche dell’Ariostea proviene il busto di Dante, eseguito dalla Manifattura di Signa (Firenze) nei primi anni del Novecento. Una seconda sezione della mostra (Sala Carli) è dedicata invece all’iconografia dantesca con numerose illustrazioni provenienti dalla collezione dei disegni del ferrarese Franco Morelli (1925-2004), straordinario interprete artistico della Divina Commedia, gentilmente prestate per l’occasione dai Musei Civici del Comune di Cento.

La mostra è stata curata dalla responsabile U.O. Biblioteche del Comune di Ferrara Mirna Bonazza e dal docente di Paleografia e di Codicologia all’Università di Ferrara Sandro Bertelli. Rientra in un progetto che coinvolge numerosi archivi e biblioteche dell’Emilia-Romagna ed è stata promossa dalla Regione stessa e dalla Società Dantesca Italiana.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

La cultura celtica con l’arpa di Irene De Bartolo

Saranno le ancestrali melodie dell’arpa celtica a tenere compagnia ai cittadini ferraresi che vorranno approfittare dell’opportunità di assistere, martedì 24 agosto 2021 alle 21 nel cortile di Palazzo Paradiso (via Scienze 17, Ferrara), al concerto di Irene De Bartolo. Un nuovo appuntamento musicale dal titolo “Niamh – a taste of Celtic Harpcon ingresso alle 20.30 e inizio spettacolo alle 21. La partecipazione al concerto, con posto a sedere riservato per ciascun spettatore, è gratuita, ma richiede il green pass ed è contingentata a un massimo di 70 persone. La  prenotazione obbligatoria si può effettuare (fino a un massimo di 4 posti per persona) telefonando allo 0532 418212 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 o inviando una mail a f.natali@edu.comune.fe.it.
L’arpa celtica è tra gli strumenti antichi uno tra i più completi, perché permette di eseguire insieme sia la melodia che l’accompagnamento e Irene De Bartolo è considerata una delle sue interpreti più versatili e coinvolgenti. L’arpista ferrarese, dopo un Diploma vecchio ordinamento in Arpa Classica e una Laurea in Musica da Camera, è stata la prima Italiana laureata in “Arpa celtica” (titolo ottenuto nel febbraio 2021). Lo spettacolo sarà l’occasione perfetta per ascoltare il suo nuovo album di musica celtica, che raccoglie alcuni dei brani più significativi e virtuosistici di questo particolare percorso di studi. ‘NIAMH – a taste of Celtic Harp’ è il titolo del suo ultimo lavoro. Niamh è un nome della mitologia irlandese e celtica, il nome della figlia del Dio Mare, ed è anche un nome proprio di persona femminile irlandese che significa “brillantezza”, “lucentezza”. Durante la serata il pubblico sarà accompagnato in un piccolo viaggio attraverso la cultura celtica e la sua musica.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Un fiume di musica 2021 sulla darsena di Ferrara

La musica risuona nelle sere d’estate in riva alla darsena di Ferrara fino al 9 settembre 2021; la banchina sul Volano, di fronte a Palazzo Savonuzzi (via Darsena, 57) è teatro alla sesta edizione di ‘Un Fiume di Musica’ rassegna di concerti dal vivo organizzata dall’Associazione Musicisti di Ferrara – Scuola di Musica Moderna, con il sostegno dell’Amministrazione comunale.

Filo rosso del progetto sono gli appuntamenti settimanali del giovedì sera in darsena, dove si potrà ascoltare la musica suonata dal vivo dagli insegnanti della Scuola di Musica Moderna. Diversi repertori e differenti sonorità si avvicenderanno una settimana dopo l’altra, sempre affiancati da un coordinamento attento nel rispetto delle vigenti normative anti Covid-19. Si potrà accedere dalle ore 20 per accomodarsi al tavolo (prenotato precedentemente) e attendere l’inizio del concerto alle 21. L’ingresso è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione dei tavoli sull’App EVENTBRITE, per informazioni scrivere a unfiumedimusica@gmail.com

Nella cornice di Un Fiume di Musica la redazione Wah Wah Magazine organizzerà l’11 agosto la rassegna musicale di musica d’autore indipendente, Wah Wah Music Fest. Il 31 agosto l’appuntamento è con la terza edizione di Gypsy Guitar, una giornata dedicata all’operato del liutaio centese Mario Maccaferri, inventore e ideatore della chitarra che ha dato voce e suono al grande chitarrista Manouche Django Reinhardt, maestro della musica swing. UFDM l’8 settembre ospiterà la seconda edizione di Regalaci Un Sorriso, una serata di musica, danza e comicità, organizzata dall’Associazione Jazz Studio Dance a sostegno dell’Associazione Domiciliare Oncologica ADO.

Dopo un lungo periodo di abbandono, grazie al Consorzio Wunderkammer, gli ex magazzini fluviali di Ferrara rappresentano oggi un importante presidio culturale in un pezzo di città in trasformazione. In particolare dal 2015, con il progetto Smart Dock, la “camera delle meraviglie” si è al quartiere Darsena e Giardino, caratterizzati da un mix etnico e sociale e in difficoltà nella costruzione collettiva di una nuova identità. Anno dopo anno quella che era una banchina abbandonata è diventata una piazza urbana, un parco dove far giocare i propri figli trascorrere una serata in compagnia di amici e buona musica.

Alessandro Zangara

Il ‘Progetto Ferrara to bee’

Ferrara può avere le caratteristiche per offrire un habitat favorevole alla sopravvivenza delle api, proprio in un momento come l’attuale in cui questi insetti, di grande importanza per l’uomo, si stanno riducendo velocemente a causa dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi nocivi? Alla complessa domanda cercheranno di rispondere in un prossimo futuro Giuseppe Zanini della società agricola Apicoltura d’Este e lo studente Ennio Mallia della facoltà di Design del prodotto industriale di Unife impegnato nella sua tesi di laurea che, con la collaborazione del Comune di Ferrara/assessorato all’Ambiente, hanno promosso il progetto “Ferrara to bee“.

L’avvio del percorso di ricerca è avvenuto lo scorso 20 maggio in occasione della Giornata mondiale delle api con il posizionamento di un ‘apiario di studio e monitoraggio’ nel Giardino di Palazzo Schifanoia.

“Nell’ambito di ‘Ferrara to bee’ – ha affermato Giuseppe Zanini – l’attività di una delle arnie sarà costantemente monitorata e tutti i dati che emergeranno saranno inviati al Crea di Bologna, un laboratorio specializzato che analizzerà il miele e i residui sul miele, della cera, del favo, del melario e del nido. Tutto questo ci porterà ad avere una rilevazione complessiva per capire se questo ambiente e quindi Ferrara, sia favorevole alla vita delle api in un momento in cui la campagna si sta dimostrando davvero poco accogliente. A settembre, a conclusione del progetto, le api dell’arnia monitorata saranno destinate ad una nuova ‘casa’ realizzata da Ennio Mallia, che consentirà di assistere in diretta alle funzioni quotidiane dell’alveare. Si tratterà di una vera e propria ‘arnia didattica’, visitabile da tutti in un luogo ancora da individuare, ma all’interno della nostra città”.

“E’ un vero piacere – ha affermato l’assessore Alessandro Balboni – un evento che non solo unisce le sensibilità all’ecosistema e alla tutela degli animali, ma è anche un momento di didattica e di apertura della città. Abbiamo reso disponibile al progetto il giardino di palazzo Schifanoia proprio per spingere sempre più ferraresi ad apprezzare, vedere e capire quanto sia importante il ruolo degli insetti impollinatori, domestici e selvatici. Vogliamo anche cercare di sfatare certe preoccupazioni sulla presenza delle api. Questo per l’Amministrazione è solo un primo appuntamento. – ha poi aggiunto l’assessore – L’attività di sensibilizzazione su questo argomento proseguirà infatti anche in futuro insieme al Museo di Storia Naturale, al Centro Idea e al Servizio Ambiente. Ancora, fra gli aspetti interessanti di questo progetto in cui siamo affiancati anche all’Università di Ferrara, è la possibilità di dare vita ad un biomonitoraggio del miele prodotto, un modo per capire quale tipo di inquinanti raccolgano nel nostro territorio le api nella loro attività di impollinazione e di produzione e che apre un interessante capitolo per la ricerca scientifica”.

Ferrara to bee, è il primo progetto di apicoltura urbana e biomonitoraggio nel giardino di Palazzo Schifanoia. Gli insetti impollinatori, ed in particolare le api si stanno riducendo velocemente a causa delle attività umane come l’agricoltura intensiva e l’utilizzo di pesticidi nocivi. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo. Si è reso dunque necessario puntare sulle aree urbane per dar nuova vita a una dimensione ambientale ormai compromessa. Ferrara to bee nasce dal progetto di tesi (tutt’ora in sviluppo) dello studente del corso di Laurea in Design del prodotto industriale del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara Ennio Mallia, avente come relatori il prof. Davide Turrini e il prof. Dario Scodeller, in collaborazione con l’apicoltore Giuseppe Zanini ed il Comune di Ferrara. L’apiario di studio e monitoraggio verrà posizionato il 20 maggio, in occasione della Giornata mondiale delle api, mentre la fase di progettazione della nuova arnia urbana si concluderà nei prossimi mesi.

Il progetto ha il compito di informare e sensibilizzare il pubblico, fornendo nozioni utili che abbattano alcuni stereotipi comuni sul mondo delle api, attraverso l’esperienza visiva e la comunicazione. Dal punto di vista scientifico questi insetti sono degli ottimi bioindicatori dell’inquinamento, pertanto, attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi o nei prodotti dell’alveare, è possibile rilevare la presenza di antiparassitari o di altri agenti inquinanti presenti nell’aria come  metalli pesanti e i radionuclidi, rilevati attraverso una successiva analisi di laboratorio.

Ferrara to bee nasce con l’intento di promuovere il valore delle api per la salvaguardia della biodiversità del nostro pianeta e non solo. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali presenti sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.
Allo stato attuale, l’agricoltura mondiale fa largo uso di veleni e pesticidi, tra cui i neonicotinoidi, letali per le api. La loro vita, già compromessa dagli effetti del riscaldamento globale, è in serio pericolo: in ogni angolo della terra apicoltori e ricercatori registrano sempre più spesso casi di morti improvvise di interi alveari. D’altra parte, le piante delle città non sono coltivate a fini alimentari ed è lì che al giorno d’oggi si rifugia la biodiversità che una volta era presente in tutti i terreni coltivati e incolti. Si è reso dunque necessario puntare sulle aree urbane per dar nuova vita a una dimensione ambientale ormai compromessa.

Dopo un’attenta analisi riguardo al posizionamento delle arnie in un contesto urbano, la splendida cornice del giardino di Palazzo Schifanoia, si è posta come il luogo ideale per accogliere il meraviglioso mondo di questi insetti impollinatori. Il nome del palazzo, in quanto delizia estense, deriva da: “schivar la noia” e si riferisce alla funzione di svago e piacere dell’edificio, proprio come il prodotto di questo apiario.

Alessandro Zangara

“Riaperture” tornerà in versione post estiva con 18 mostre e un Circuito off

“Ideale” è il tema della quinta edizione di “Riaperture PhotoFestival Ferrara 2021“, che animerà la città di Ferrara con 18 mostre in otto spazi diversi da venerdì 10 settembre fino a domenica 3 ottobre 2021.

“Passiamo da un festival della durata di due fine settimana lunghi – ha detto il presidente dell’associazione Brini – a una durata di quattro weekend, con le mostre che rimarranno aperte dal venerdì alla domenica. Oltre alle mostre della manifestazione ufficiale, dislocate in otto location che riveleremo tra fine agosto e l’inizio di settembre, ci sarà questo Circuito off che darà anche l’opportunità di scoprire posti e spazi di attività cittadine che non si conoscono”. 
“Sono molto felice che Riaperture si faccia – ha sottolineato l’ass. Gulinelli – abbiamo bisogno tutti di ripartire e rimettere in pista iniziative culturali come questa, che coinvolge un’associazione e tante persone animate da passione e impegno. C’è tutta una filiera e un indotto che devono essere tutelati e salvaguardati e il nostro impegno è indirizzato ad aiutarvi a superare tutte le difficoltà. Ho molta attesa per la presenza di Franco Fontana, che è uno dei fotografi con i quali siamo cresciuti tutti, e sono al vostro fianco per aiutarvi a realizzare il proposito di farlo venire a Ferrara anche di persona, oltre che con il suo lavoro”.

“Praga 1967”, di Franco Fontana

Il tema della V Edizione di Riaperture Photofestival Ferrara si pone come un esercizio di fantasia, una proiezione immaginifica in tensione verso l’assoluto senza mai raggiungerlo, ma capace di cambiare i passi in un vero e proprio percorso. Nella sua apparente inconsistenza, ogni ideale è in grado di trasformare tanto la società quanto l’esistenza di ogni singolo individuo; ed è proprio su questo grande trasporto che tanti fotografi di calibro internazionale si sono interrogati e confrontati. Luoghi particolarmente suggestivi e normalmente non accessibili al pubblico si trasformeranno in veri e propri spazi espositivi temporanei a partire dal 10 settembre e fino al 03 ottobre, tutti i venerdì, sabato e domenica. I siti dismessi ospiteranno i progetti ideali firmati dai grandi nomi della fotografia e dai nuovi talenti. Si viaggerà per il travagliato Est Europa, e più precisamente per le Donbass stories, con gli scatti del fotoreporter Giorgio Bianchi, in compagnia dei protagonisti Spartaco e Liza. Si farà anche tappa in Corea con Korean Dream, immortalati dal fotografo documentarista Filippo Venturi. Con Alessandro Cinque, si attraverserà il focoso Cile con Chile Despertò, mentre con il progetto Chas Chas di Luis Cobelo, ci si immergerà in un’atmosfera magica che omaggia Buenos Aires grazie a un particolare quartiere poetico conosciuto come Parque Chas. Ci si salverà rifugiandosi nei chiaroscuri firmati da Francesco Comello de “L’isola della salvezza”, per poi immergersi nel progetto Drowning World project – SUBMERGED PORTRAITS di Gideon Mendel, fino a incontrare tutto il mondo al Jova Beach Party di Francesco Faraci. Si rifletterà sui tanti cambiamenti avuti con l’arrivo del famigerato Covid-19 con When Everything Changed Covid-19: The European Epicenter di Fabio Bucciarelli, e si racconteranno i tanti colori dell’amore con il progetto Rainbow Families firmato da Eleonora Calvelli.

L’amore è un tema che ritorna anche nel film di Serena Vittorini dal titolo “En ce moment”, dove due giovani donne si incontrano e si innamorano durante il ferreo lockdown imposto dal Covid-19. Della stessa autrice sarà presente anche il progetto “Through you”, un lavoro audiovisivo che raccoglie una serie di conversazioni che la Vittorini ha avuto con persone conosciute tramite una comune app di incontri dopo la rottura con la sua compagna. Oltre che sull’uomo è giusto acuire lo sguardo anche sulla natura e alle sue intrinseche potenzialità, e a farlo è Marco Buratti con “Bio Minds”: dalla natura per la natura. Dalla natura si passa ai “Fiori Nudi”, femminili e profondi, di Arianna Genghini per poi perdersi nei marcati contrasti della fotografa Lea Meienberg di “È Così la Vita – An Ode to Standstill” e, successivamente far albergare lo sguardo nelle “Cento case popolari” di Fabio Mantovani.

Ad animare la V edizione – IDEALE di Riaperture PhotoFestival ci sarà anche un progetto firmato da Franco Fontana, come anche quello dell’artista visiva Christy Lee Rogers, “Christy Lee Rogers for Water Day Photo Contes”t, che si compone di due collezioni ben distinte: MUSE e HUMAN. Il progetto si inserisce all’interno del concorso fotografico internazionale, World Water Day Photo Contest, indetto ogni anno dal Lions Club Seregno AID che organizza mostre ed eventi con l’intento di sensibilizzare le coscienze sull’importanza dell’acqua come diritto fondamentale dell’umanità. La mission del concorso è anche quella di raccogliere fondi per favorire i sistemi di potabilizzazione dell’acqua nei paesi dalle risorse limitate, tant’è che risulta in fase di ultimazione il progetto Koom la viim per la realizzazione di un pozzo e di sistemi di irrigazione in Burkina Faso, co-finanziato proprio dal World Water Day Photo Contest. Il tema della quinta edizione del contest, concluso il 22/03/2021 Giornata Mondiale dell’Acqua, e della mostra itinerante è Valuing Water – Il valore dell’acqua.

Per la prima volta, all’interno di Riaperture PhotoFestival Ferrara, arriva il CIRCUITO OFF, ovvero un percorso parallelo alla manifestazione ferrarese che comprende 30 progetti fotografici selezionati tramite open call. I lavori dei vincitori verranno ospitati all’interno di attività ricettive e commerciali del centro storico di Ferrara, consolidando ancor di più il legame con la città e i suoi attori principali. A prescindere dalle innumerevoli novità di questa V Edizione, Riaperture PhotoFestival Ferrara non può prescindere dal suo consueto concorso fotografico cui è stato possibile partecipare inviando sia un solo scatto, che un intero progetto. A salire sul podio, quest’anno, sono: Francesco Andreoli, Gianmarco Caroti, Karina Castro, Francesca De Chirico, Camilla Milani, Barbara Pau. I vincitori non solo saranno presenti con i propri lavori nel percorso ufficiale del Festival, ma saranno ospiti del Programma Off 2021 della Biennale della Fotografia Femminile a Mantova.

Per info: Riaperture associazione di promozione sociale, via Ortigara 13, Ferrara, http://www.riaperture.com.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)