“Il Palio per la pace” attorno alla comunità ucraina

“Il Palio per la pace” è in programma oggi a Ferrara, in piazza Castello, dalle 16 alle 18.

L’evento ricorda “La Ventura” che era una vicenda che nel Rinascimento vedeva il Duca e la sua Corte uscire dalla dimora del Casato in abiti più dimessi di quelli che si fosse soliti indossare nella quotidianità e percorrere le strade della nostra città, sollecitando dalle attività del commercio, delle arti e dei mestieri, la donazione di beni e quant’altro possibile che poi lo stesso Duca Estense faceva distribuire ai più poveri dei poveri.

Oggi, questa memoria si concretizza con la consegna da parte dell’Ente Palio di beni necessari alle popolazioni dell’Ucraina sconvolte dalla guerra, doni che verranno portati direttamente in quei luoghi dall’Organizzazione di Padre Vasyl Verbitskyy, con la collaborazione di Andrea Firrincieli, che è stato anche Vicepresidente dell’Ente Palio.

Sulla falsa riga dell’evento di allora, l’Ente Palio dalle 16 di oggi allestisce alcuni carretti di legno storici posizionati in Piazza Castello, che presentano quanto preparato per la donazione, con l’accompagnamento di un Corteo proveniente dal Castello Estense.

Un’esibizione di musicisti del Conservatorio cittadino “Frescobaldi” saluta il Duca circondato dalla guardia armata che assiste alla lettura dell’editto di donazione da parte dell’Araldo Ducale.

A seguire un’esibizione del Gruppo “Armati” dell’Ente Palio che rappresenta le gesta dei Cavalieri della nostra città che fu culla dell’arte della scherma rinascimentale.

Il Corteo, accompagnato dai tamburi e dalle chiarine delle Contrade, annuncia alla città l’evento che si conclude con la donazione e i balli dei gruppi di danza storica della Corte Ducale e delle Contrade.

Alessandro Zangara

Le donne, il cavallier, l’arme, gli amori

Nel cortile del Castello Estense di Ferrara, fino al prossimo 5 giugno, sarà possibile ammirare la bellissima opera di Sara Bolzani e Nicola Zamboni, da oltre vent’anni collaboratori proprio al monumento scultoreo esposto intitolato “Umanità”, ispirato al trittico con la “Battaglia di San Romano” di Paolo Uccello. Realizzata in rame e terracotta, l’opera è un’allegoria della vita sia dei tempi antichi che di quelli moderni, pur se oggi indossando altre armature. Cavalieri che combattono in arcione ad agili destrieri ci riportano in un’epoca epico-cavalleresca che appassiona, pur se dimostra di essere stata violenta e ingiusta.

Una guerra che abbiamo davanti agli occhi sia che si parli dell’attuale conflitto, sia che si veda la fatica del migrante (presente la barca), della persona emarginata che deve pensare di attraversare i propri giorni attimo per attimo e con estrema fatica, anche se e quando la società edulcora con il senso di libertà questa combattuta miseria del nostro presente. “Umanità” che si rifà anche all’opera di Ludovico Ariosto “L’Orlando furioso”, con Angelica e Astolfo che ha il senno di Orlando, capolavoro letterario che Ariosto concepì proprio a Ferrara, dove il libro venne stampato nel 1516. Ariosto è rappresentato da una delle statue, raffigurato in piedi con corona d’alloro e abiti antichi, accanto ad un tavolo con sedia alata, simbolo della possibilità di ampliare i propri orizzonti grazie alla Letteratura.

Il cortile del Castello Estense si ritrova palcoscenico di una battaglia con duelli concitati, cavalieri atterrati e feriti, così come i loro cavalli; altri sono in sella a cavalli che s’impennano, mentre alcune guerriere scoccano frecce, un saraceno imbraccia la sua scimitarra, un musulmano a cavallo è accompagnato da donne velate; intanto l’amore comunque è capace di aleggiare anche dove infuria la tragedia del dissidio violento. Ispirazione degli artisti è anche il “Ratto delle sabine” della Loggia dei Lanzi a Firenze, mentre un angelo della scena richiama “Melencolia I” di Albrecht Dührer. Non manca nemmeno San Giorgio, patrono della città di Ferrara, che combatte il drago trafiggendolo con la spada, come nel dipinto di Cosmè Tura del 1469, ammirabile nel museo della Cattedrale.

Un’opera estremamente interessante, che avvicina grandi e bambini (molto compresi dalla sofferenza dei cavalli a terra, ad esempio) inducendoli a pensare a quella letteratura andata che comunque fa ancora parte di noi e che grazie a lavori come questo può tornare ad essere di moda.

Alessia Biasiolo

La Giudeofobia e il nascondimento. Una lezione magistrale a Ferrara

Ospite della Federazione di Ferrara dell’Istituto del Nastro Azzurro e del Circolo Roverella, nella splendida cornice della Sala Verde di Palazzo Roverella, lo scorso 18 marzo la direttrice de lemienotizie.com Alessia Biasiolo ha tenuto una lezione magistrale sul delicato, e spesso poco conosciuto, tema del nascondimento, partendo dal volume “Il diverso, tra passato e futuro. La Giudeofobia nella nostra società”, edito da Nuova Cultura per il Nastro Azzurro e il CESVAM.

Introdotta dal dott. Riccardo Modestino per il Nastro Azzurro e il Circolo, la conferenza è avvenuta alla presenza di un folto numero di persone attente e interessate. Tra gli altri erano presenti il Presidente della Comunità Ebraica di Ferrara, il Presidente del MEIS, un delegato del Prefetto, cinque professori universitari e diversi delle scuole superiori. Secondo Modestino “Il libro si è rivelato in tal senso un’opera di grande interesse scientifico, esposto in una prospettiva di lunga durata (F. Braudel), esposto in modo chiaro e semplice (evidente frutto di una lunga esperienza di insegnamento nelle scuole superiori di Brescia, etc.). Una esperienza quindi di sicura efficacia nell’apprendimento di una lezione di storia passata che tuttavia insegna – onde non ripetere le tragiche esperienze del passato – a fare tesoro delle pericolose concettualizzazioni antisemitiche, prive di alcuna scientificità (ma intrise di violenza e di negazione del pensiero razionale e di intolleranza)”.

Un dipinto murale di Palazzo Roverella

Nell’occasione, sono stati portati a Ferrara anche quattro dei sei quadri appositamente fatti realizzare per il volume dall’artista Ivo Compagnoni, per permettere agli astanti di ammirarne la tecnica e comprendere il ruolo dei quadri per il suddetto libro storico, ma anche per mostrare quanto arte e storia o letteratura possono andare a braccetto per ottenere trasmissione di sapere e insegnamento della comprensione.

Il dibattito di approfondimento tra la Professoressa e il Presidente della Federazione di Ferrara si è soffermato su alcuni dati specifici del libro, sia rispetto al tema del nascondimento, ampiamente trattato, sia riguardo alla letteratura tedesca e il nazismo, sia il poco noto argomento dei Mischlinge; è stata letta la poesia “I numeri della memoria” di Renato Hagman, inserita nel volume e in un quadro, a conclusione dell’intervento.

La lezione prevista della durata di una quarantina di minuti, si è pertanto protratta per un’ora e mezza tra l’attenzione degli astanti che si sono detti soddisfatti e grati dell’incontro. Argomenti peraltro di lunga trattazione nel libro, pur se molto ben riassunti, e che richiedono giuste esposizioni o spiegazioni, ed un uditorio interessato.

Riccardo Modestino e Claudia Vita Finzi dopo avere scoperto l’opera donata al Circolo

Alla lezione magistrale è seguita una semplice e significativa cerimonia di scopertura di un’opera donata al Circolo dei Negozianti di Ferrara da parte della famiglia Vita Finzi, presente la figlia Claudia del socio Mario Vita Finzi mancato alcuni anni fa, in ricordo del padre Alberto, vittima dell’eccidio del Castello estense del 1943. La strage si consumò nella notte del 15 novembre 1943, quando un gruppo di uomini venne fucilato davanti alle mura del simbolo della città di Ferrara, da parte di membri della R.S.I. L’opera di proprietà della famiglia Vita Finzi, dal titolo “L’eccidio del Castello estense del ’43”, appesa nella sala della Caffetteria di Palazzo Roverella, richiama i contenuti stessi del libro presentato e i temi trattati nella conferenza di quel venerdì pomeriggio.

La Redazione

‘Quel soffio di primavera in sala ragazzi’: a marzo narrazioni, letture animate e laboratori creativi

Un mese di marzo ricco di appuntamenti per bambini e ragazzi alla biblioteca comunale Giorgio Bassani di via Grosoli 42 (zona Barco, Ferrara) per aspettare l’arrivo della primavera con narrazioni e laboratori creativi.

Mercoledì 2, 9 e 23 marzo 2022 alle 16,45, tre appuntamenti per condividere la magia della lettura ad alta voce, tra fiabe, filastrocche e libri illustrati per tutta la famiglia. Mercoledì 30 marzo alle 16,45, invece, appuntamento speciale dedicato alle letture a bassa voce con “Le isole dei lettori custodi”: le lettrici volontarie dell’associazione Circi-Cerchio di libri proporranno a bimbi e genitori “storie libere per cuori intelligenti”.

In calendario anche due laboratori creativi per tutta la famiglia, ispirati alla maestosità degli alberi. Mercoledì 9 marzo alle 16,45, al termine dell”Ora del racconto’, bambini e famiglie daranno vita a colorati paesaggi primaverili con materiali bizzarri e divertenti che ognuno può trovare in casa. Mentre sabato 26 marzo alle 10 i bambini creeranno maschere arboree con l’aiuto della ceramista Stefania Stocchi e faranno parlare le proprie creazioni. 

Gli incontri sono a partecipazione gratuita, con prenotazione da effettuare telefonando al numero 0532 797414 o scrivendo a: info.bassani@comune.fe.it. La partecipazione è consentita con Green pass ‘rafforzato’ (per i maggiori di 12 anni) e mascherina.

PROGRAMMA:

– MERCOLEDI 2 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce: fiabe antiche, filastrocche, ninne nanne, conte e libri illustrati per tutta la famiglia. Dai 3 agli 8 anni

– MERCOLEDI 9 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce: fiabe antiche, filastrocche, ninne nanne, conte e libri illustrati per tutta la famiglia.
A seguire: LABORATORIO “L’INVENZIONE DEGLI ALBERI: crea il tuo paesaggio di primavera con materiali bizzarri e divertenti”. Dai 4 agli 8 anni

MERCOLEDI 23 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO “Che suono ha la primavera?” a cura delle lettrici volontarie di Circi-Cerchio di libri. Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce. Dai 3 agli 8 anni

– SABATO 26 MARZO 2022 ORE 10.00

LABORATORIO “DIVENTA L’ALBERO: crea la tua maschera e dai voce al tuo albero” a cura della ceramista Stefania Stocchi. Dai 5 anni ai 10 anni

MERCOLEDI 30 MARZO 2022 ORE 16.45

LE ISOLE DEI LETTORI CUSTODI – lettura a bassa voce guidata per genitori e bambini
col supporto di CIRCI-Cerchio di libri, da un’idea della Libreria Radice Labirinto. Dai 3 agli 8 anni

Alessandro Zangara

Corso di fotografia “A caccia di fiori”: quattro lezioni in biblioteca e nel sottomura a Ferrara

Un corso di fotografia intitolato “A caccia di fiori nella campagna del sottomura” quello organizzato dalla Biblioteca Bassani (via Grosoli 42, Barco di Ferrara) e al via da sabato 12 marzo 2022 per quattro appuntamenti (due lezioni teoriche nelle mattine di sabato 12 e sabato 26 marzo, un’uscita pratica il pomeriggio di sabato 2 aprile e discussione sul lavoro la sera di venerdì 8 aprile). Il corso è gratuito. Per informazioni e iscrizioni: Biblioteca comunale Giorgio Bassani, tel. 0532 797418 o 797414, email info.bassani@comune.fe.it.

La biblioteca Bassani inaugura la primavera con un laboratorio di fotografia rivolto a giovani e adulti di ogni età che usano strumenti fotografici (smartphone, macchine compatte, bridge, mirrorless o reflex) e desiderano trovare nuovi spunti e idee per migliorare il proprio stile. Agli iscritti sarà proposto un approccio teorico e pratico alla macrofotografia, incentrato sulla fotografia di fiori, con un’uscita pratica in comune nei prati del sottomura di Ferrara a caccia di germogli, corolle o insetti nel loro ambiente naturale.
Le date del corso:

SABATO 12 MARZO ORE 10-12 – Lezione teorica

SABATO 26 MARZO ORE 10-12 – Lezione teorica

SABATO 2 APRILE POMERIGGIO – Uscita fotografica tra le mura e il parco urbano

GIOVEDI’ 7 APRILE ORE 21-23 – Discussione del lavoro fotografico

Il laboratorio sarà condotto da Andrea Guerzoni con la collaborazione dell’associazione Music Road. Andrea Guerzoni è appassionato di musica e fotografia, le sue doti di fotografo si sviluppano attorno a questi due mondi coniugandoli negli scatti che immortalano meravigliosamente i musicisti che partecipano ai festival musicali di mezza Italia. Andrea pensa che la macchina fotografica vada sempre usata, per mantenere alto il livello qualitativo e per questo nel tempo libero, tra un concerto e l’altro si è appassionato all’uso della macchina in giardino e nelle splendide campagne del Bondenese, dove le distese agresti e le rive del Grande Fiume gli offrono quotidianamente meravigliosi spunti per sperimentare ottiche e scatti particolari.

Alessandro Zangara

‘Pomeriggi d’autore’: Chiara Forlani presenta ‘Delitto sull’isola Bianca’

Sono ambientate su una piccola isola in mezzo al fiume Po le misteriose vicende raccontate nel romanzo di Chiara Forlani ‘Delitto sull’isola Bianca’ che giovedì 17 febbraio 2022 alle 17,30 sarà presentato nell’auditorium della biblioteca comunale Bassani di Barco (via Grosoli 42, Ferrara). L’appuntamento rientra nel ciclo di incontri ‘Pomeriggi d’autore’ in programma ogni giovedì di febbraio. Chiara Forlani dialogherà con Milvia Manservigi.

Un’isola al mezzo al Po, un mistero da risolvere, un giovane ombroso che vive con un proiettile conficcato nel cranio e viene coinvolto in una vicenda dai contorni tenebrosi. Nel 1950 diverse famiglie vivono sull’isola Bianca, un luogo sperduto dove l’esistenza segue i ritmi e le cadenze dell’Ottocento. Vita di campagna, amori, saggezza popolare e segreti inconfessabili: tutto concorre alla soluzione del mistero, in un crescendo di tensione che si stende come un sudario sulla bellezza selvaggia della terra situata tra la città di Ferrara e il grande, maestoso fiume Po.

Chiara Forlani è nata e vive a Ferrara. Delitto sull’isola Bianca nel 2020 si è aggiudicato il primo posto per la miglior ambientazione al concorso Giallo Festival ed è risultato secondo al Premio De Filippis Gold Crime.

Alessandro Zangara

‘Archeologia in biblioteca’: la città di Spina e la geografia storica del delta padano in età classica raccontate da Alberto Andreoli

Proporrà una panoramica aggiornata sugli studi relativi alla città di Spina e al delta padano in età classica la conferenza di Alberto Andreoli in programma martedì 18 gennaio 2022 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara) e in diretta video sul canale youtube Archibiblio web (per accedere clicca qui).

L’incontro, organizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri Comitato di Ferrara, è il primo dei tre appuntamenti a cadenza mensile del ciclo “Archeologia in Biblioteca” (8a edizione).

Quest’anno ricorre il centenario della scoperta del sepolcreto ‘spinetico’ di Valle Trebba, avvenuta casualmente durante operazioni di bonifica agraria nella primavera del 1922. All’epoca, dopo una preliminare, rapida e accurata ricognizione, era seguita una serie ultradecennale di scavi, con l’esplorazione di oltre 1200 tombe e il rinvenimento di una quantità eccezionale di materiali antichi. Ai fini della conservazione e valorizzazione di questi ultimi nel 1935 veniva istituito il Regio Museo di Spina (ora Museo Archeologico Nazionale) a Ferrara. La località deltizia dei rinvenimenti mise in crisi l’impianto metodologico e critico del dibattito allora in corso sul problema topografico dell’ubicazione della città di Spina, oggetto di una riflessione plurisecolare. A partire dal 1953 si svolse una seconda fase di fortunate indagini archeologiche ‘spinetiche’, che vide il recupero di oltre 2300 tombe in Valle Pega (e un altro paio di centinaia in Valle Trebba), l’esplorazione dell’area di S. Maria in Padovetere e dell’abitato principale di Spina. Più di recente, l’organizzazione di allestimenti espositivi stabili e temporanei, convegni e pubblicazioni tematiche, e la ripresa di campagne esplorative (con scavi e prospezioni geofisiche), attestano il permanere di un rilevante interesse scientifico e culturale per l’antico centro emporico etrusco-padano. Il ciclo di 3 incontri a cadenza mensile (18 gennaio – 1 febbraio – 8 marzo 2022) si propone di fornire una panoramica aggiornata dello stato degli studi e delle conoscenze storico-geografiche sulla città di Spina e il territorio deltizio, dalle origini all’epoca romana.

Alessandro Zangara

Concerto in stile Blues Brothers a Ferrara

Un concerto annunciato come occasione di divertimento coinvolgente e con finalità benefiche quello di “The Big Solidal Band” in programma per stasera, sabato 11 dicembre, alle 21.15 nella Sala Estense (piazza Municipio 14, Ferrara) tutto a favore della Fondazione Ado onlus che si occupa di assistenza domiciliare oncologica.

“Un’iniziativa che l’amministrazione comunale ha voluto sostenere anche con il patrocinio – ha sottolineato l’assessore Cristina Coletti – in segno di vicinanza all’importante azione di Ado sul nostro territorio a sostegno di coloro che soffrono di gravi malattie e dei loro familiari”.

“Ottima musica e una nobile causa – ha spiegato la presidente di Ado Gisella Rossi – con un gruppo consolidato che ci ha sostenuto fin dal debutto e che offre uno spettacolo davvero entusiasmante”.

“Il nostro gruppo – hanno quindi raccontato Carlo Merighi e Luca Sacchetti, rispettivamente voce e pianista della band – è nato nel 2009 come tributo ai Blues Brothers, ma poi si è arricchito con pezzi di rhythm and blues ed altro. In scena ci presentiamo con le due voci maschili in abito scuro e camicia bianca alla John Belushi e Dan Aykroyd, due voci femminili e altri nove componenti ai fiati, chitarre, basso, batteria, piano elettrico e organo”.
L’ingresso è a offerta libera, con un minimo di 12 euro. Per info e prenotazioni: tel. 0532 977531 e ufficio.iniziative@adohtf.it,  biglietti in vendita nelle sedi Ado (via Veneziani 54 e via Ripagrande 13, Ferrara) e la sera stessa nella biglietteria della sala Estense.
Per la partecipazione al concerto è richiesta l’esibizione del super Green Pass nel rispetto della normativa anti-Covid.

Quando la solidarietà incontra l’ottima musica, una nobile causa e lo spirito natalizio, il successo è garantito. È il caso del concerto della The Big Solidal Band che, dopo due anni di stop a causa dell’emergenza coronavirus, torna sabato 11 dicembre 2021 alle 21.15 sul palco della Sala Estense di Ferrara, a sostegno della Fondazione ADO. Un nuovo pirotecnico concerto natalizio che, con lo stop dovuto alla pandemia, si presenta arricchito di nuovi brani, in quel solco di soul e R&B che da sempre contraddistingue la band.

Un live show, patrocinato da Comune di Ferrara che merita senz’altro di essere visto, anche per il fine solidale: il ricavato verrà devoluto a favore delle attività di assistenza garantite dalla Fondazione ADO, che nel territorio ferrarese assiste i malati e al tempo stesso dà sollievo alle loro famiglie, sia a domicilio che in hospice.
Una serata in puro stile Blues Brothers. Una pellicola che dopo oltre quarant’anni (il film uscì nel novembre del 1980) pare non conoscere tramonto. Indubbiamente anche per merito di una strepitosa colonna sonora, che ha riportato a fasti al tempo inaspettati, brani musicali con arrangiamenti che sono stati consacrati nel Gotha non solo delle colonne sonore, ma della musica in generale. Riproponendo molti dei brani originali del film, The Big Solidal Band cerca di riportare anche il feeling della pellicola: un clima indubbiamente adrenalinico, grazie al quale il pubblico quasi stenta a rimanere fermo nella propria posizione, rispondendo al fremito positivo di una musica trascinante e coinvolgente come poche altre situazioni live. Blues Brothers e non solo: doverosa citazione anche per i brani della migliore tradizione R&B americana che completano la serata. Indimenticabili canzoni portate al successo da artisti di prim’ordine, quali Arehtha Franklin, Etta James, Sam and Dave, Otis Redding, solo per citarne alcuni.

Ed è proprio questa “reazione a catena” che porta i componenti della band a dare il meglio di sè: Marco Griguolo (batteria), Alessandro Gessi (basso), Luca Sacchetti (pianoforte e hammond), Danny Ghedini e Paolo Zangirolami (chitarre), Gabriele “Lele” Casoni (trombone), Antonello Del Sordo (tromba), Stefania Bindini (sax contralto), Paolo Santini (sax tenore e armonica) formano la colonna sonora dei concerti, coadiuvando i vocalist del gruppo, ovvero Silvia Veronesi, Anidia Villani, Cristiano “Kriss” Gentile e Carlo “Megus” Merighi. Tredici elementi, una vera e propria Big Band con una ritmica da urlo e una sezione fiati che dona un grande valore aggiunto al sound risultante. Quarant’anni del film, dodici di attività della band: numeri da non sottovalutare e che pongono la compagine come una delle migliori realtà musicali a cavallo tra Veneto ed Emilia Romagna.
Tutto questo in un connubio con l’ADO che ormai dura da oltre dieci anni, anni durante i quali ad ogni appello della Fondazione di volontariato ferrarese, The Big Solidal Band ha sempre prontamente risposto, ben consapevole degli sforzi volti a favore delle persone che si trovano nelle condizioni di doversi rivolgere all’associazione stessa.
E come dare il proprio contributo, se non nel settore in cui The Big Solidal Band opera? E quindi… su il sipario, la musica suona per solidarietà!

Alessandro Zangara

Monumenti Aperti Ferrara

Un’edizione digitale che attraverserà 14 luoghi e palazzi di Ferrara ambientandovi la narrazione dell’Orlando Furioso di Ariosto affidata a bambini e ragazzi di 24 classi delle scuole ferraresi primarie e secondarie di primo grado: è questo il filo conduttore delle visite guidate di “Monumenti Aperti Ferrara”, in programma per sabato 11 e domenica 12 dicembre 2021 alle 16. Il percorso – che è stato fatto in presenza con i ragazzi-narratori – viene offerto ai cittadini in versione digitale, e si potrà guardare dai canali YouTube e social di FerraraOff (ai link www.facebook.com/FerraraOffwww.youtube.com/user/ferraraoff).
La manifestazione, patrocinata dal Comune di Ferrara e dalla Regione Emilia-Romagna, è coordinata dall’associazione cagliaritana Imago Mundi OdV e organizzata localmente da Ferrara Off APS in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte, l’Assessorato alla Cultura-Settore Cultura e Turismo – e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara.
L’edizione 2021 è dedicata al tema Scuola di libertà: in particolare, il senso di libertà che si intende comunicare si riferisce sia al sentimento di riappropriazione creativa del proprio patrimonio collettivo, sia alle storie di donne e uomini che con la loro vita hanno dato dimostrazione di scelte orientate in tal senso. La libertà è, al contempo, condizione essenziale per una narrazione del patrimonio culturale tangibile e intangibile delle comunità locali, ma anche per immaginare il futuro a partire da una profonda conoscenza della propria storia. Ne deriva, un’educazione alla cultura che si pone di travalicare l’accumulo di conoscenze e l’istruzione formale diventando, attraverso l’esperienza diretta, la base imprescindibile per lo sviluppo di un pensiero critico, autonomo, creativo, generatore di scenari alternativi e rinnovatori.

La V edizione ferrarese di Monumenti Aperti è incentrata sulla realizzazione della narrazione digitale dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Un’opera dall’inestimabile valore, dove la città di Ferrara è protagonista, insieme al patrimonio immateriale riconducibile alla cultura letteraria e non solo. Le vicende di Orlando, sebbene note a molti, hanno offerto la possibilità di avvicinare anche i più piccoli a un poema che potrebbe sembrare loro inizialmente inaccessibile. Infatti, la materia di cui il celebre poema cavalleresco si compone e le molteplici sfumature che lo riguardano (la magia, il romanticismo, le nobili gesta, le battaglie, i viaggi sulla luna), sono state tradotte e interpretate attraverso numerose forme creative.

Monumenti Aperti 2021 coinvolge 24 classi (circa 600 tra alunni e alunne) dei seguenti Istituti Comprensivi ferraresi: ‘Dante Alighieri’, ‘Alda Costa’, ‘Filippo De Pisis’, ‘G. Perlasca’, ‘Alberto Manzi’, ‘Cosmè Tura’ e la Scuola Internazionale Smiling Service.
I luoghi selezionati, protagonisti e al contempo ambientazioni privilegiate delle vicende dell’Orlando sono: il Museo Nazionale Archeologico, Palazzo Paradiso (il Teatro anatomico e la tomba di Ariosto), il Castello Estense (il cortile, l’imbarcadero, le cucine e il giardino degli aranci), Piazza Ariostea, l’Ex Teatro Verdi, Casa Minerbi, il Museo della Cattedrale, il Teatro Comunale, Casa Romei, la Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti, Casa Ariosto, Il Museo di Schifanoia, la Palazzina Marfisa d’Este e il Civico Lapidario.

Il processo di creazione dei contenuti è stato realizzato grazie alla preziosa partecipazione dello scrittore Luigi Dal Cin, che ha apportato il proprio contributo per definire 20 percorsi narrativi totali. “Ho così pensato – dice lo stesso Dal Cin – di utilizzare il nucleo narrativo più forte e più inclusivo del poema: il palazzo di mago Atlante. Lì avrà luogo l’incredibile vorticosa giostra che vedrà intrappolati tutti i principali personaggi del poema che lì si incontreranno e si passeranno così il testimone della narrazione. Un possibile monumento di riferimento per la quinta edizione di Ferrara Monumenti Aperti potrebbe quindi essere proprio il magico palazzo di Atlante: si tratta di un palazzo che non è fatto di pietra, ma di fantasia, sogno, magia, desiderio, illusione – edificato proprio a Ferrara dalla mente dell’Ariosto – che tanto influenzerà le ‘architetture fantastiche’ successive”.

Il processo organizzativo si è articolato in molteplici fasi: ad aprile scorso la convocazione delle insegnanti degli istituti scolastici coinvolti, cui ha fatto seguito, nel mese di giugno, un importante momento di formazione, a cura di Ferrara Off, rivolto al corpo docenti. Dopo la pausa estiva, a settembre, è stato intrapreso il percorso di formazione, sempre a cura di Ferrara Off, che ha coinvolto le 24 classi aderenti al progetto. Infine, dal 3 al 18 novembre, si sono svolte, presso ciascun monumento, le riprese dei singoli episodi messi a punto dalle allieve e dagli allievi. I video realizzati grazie all’intervento di due troupe, saranno, dopo un accurato lavoro di montaggio, trasmessi in diretta streaming sui canali Facebook e YouTube di Monumenti Aperti: su quest’ultima piattaforma social, essi saranno conservati, definendo così un archivio di informazioni ed esperienze sempre accessibili, anche in futuro.

La manifestazione, nata nel 1997 a Cagliari dalla passione e l’impegno civile di un gruppo di studenti universitari, la manifestazione, organizzata da Imago Mundi OdV, coinvolge ogni anno quasi sessanta amministrazioni comunali e oltre 25mila studenti di tutte le età che per due giorni, nei fine settimana tra aprile e maggio, diventano appassionate guide dei propri territori e dei 1000 monumenti aperti al pubblico, visitati da oltre 350mila persone. Negli anni la manifestazione è sbarcata nelle Langhe piemontesi, nelle terre raccontate da Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, in Emilia Romagna, Lombardia e Puglia e Lazio.

Alessandro Zangara

‘Distillare o essere distillati’: la storia del professor Emanuel Merdinger

Ripercorre le travagliate vicende di Emanuel Merdinger, che per alcuni anni visse e lavorò anche a Ferrara, il libro di Carlo Magri e Francesco Paparella dal titolo ‘Distillare o essere distillati’ che martedì 7 dicembre 2021 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara) e in diretta video sul canale youtube Archibiblio web. L’incontro è a cura del Consorzio Eventi Editoriali.

Emanuel Merdinger, nacque nel 1906 a Suceava in Bucovina, regione allora parte dell’Impero austro-ungarico, si laureò nel 1931 in farmacologia all’Università di Praga. Venne a Ferrara dove conseguì presso l’Università nel 1934 e 1935, le lauree in Farmacia e Chimica. Qui divenne anche docente, oltre che personaggio conosciutissimo in città dove strinse un rapporto fraterno con la famiglia Paparella. Di religione ebraica, costruì però ottimi rapporti con la chiesa cattolica. Il 20 maggio del 1940 venne cacciato dall’Italia e finì nei campi di concentramento delle sue zone d’origine, prima prigioniero dei tedeschi poi dei russi. Grazie alla sua furbizia, intelligenza e alla valente attività di chimico e suonatore di violino, fra cento peripezie narrate come in un film, si salvò. Tornò a Ferrara nel 1945, nella città che ormai lui considerava una seconda patria, ma nel 1947 andò negli Stati Uniti dove divenne un ottimo ricercatore universitario. Morì nel 1997 con Ferrara nel cuore ma essendo un ricordo lontano la città lo ha dimenticato.

L’accesso del pubblico alla Sala Agnelli (senza limitazioni di capienza) è consentito con Green pass e mascherina.

Alessandro Zangara