Caccia all’uovo nei castelli trentini

In occasione delle vacanze di Pasqua, negli ambienti del castello, tra antiche mura, affreschi, sculture e dipinti, qualcuno si è divertito a nascondere colorate uova di Pasqua! Sarà compito dei piccoli “cacciatori”, aiutati da una mappa – e dai genitori -, scovarle tutte e risolvere gli indovinelli che guideranno alla conquista di un piccolo premio finale.

sabato 31 marzo, domenica e lunedì 1 e 2 aprile dalle 10 alle 15.30

Castello del Buonconsiglio, Castel Beseno, Castello di Stenico, Castel Thun

tariffa: 8,00 € a nucleo familiare

Ai partecipanti all’attività presso le Caffetterie del Castello del Buonconsiglio e di Castel Beseno è proposta una merenda e un pranzo a tariffa promozionale:

4,00 a persona per la merenda

10,00 € a persona per il pranzo

Il giorno di Pasqua i castelli saranno aperti dalle 9.30 alle 17.

 

Buonconsiglio

Concerto di Pasqua al Carlo Felice di Genova

 

 

La Stagione Sinfonica del Teatro Carlo Felice prosegue con il consueto Concerto di Pasqua in ricordo del Maestro Alberto Zedda, stasera, Giovedì 29 marzo alle ore 20.30.

Sul podio a dirigere l’Orchestra ed il Coro del Teatro Carlo Felice Alan Buribayev, giovane direttore kazako, diplomato presso il conservatorio di Almaty in Kazakistan, che esordì nel 2003 alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Astana per diventare nel 2010 direttore dell’Orchestra Sinfonica Irlandese. Pluripremiato ai più importanti concorsi di direzione d’orchestra internazionali, è considerato un profondo conoscitore della musica slava.

Il programma, interamente dedicato a Gioachino Rossini, nel 150° anniversario della sua scomparsa, prevede l’esecuzione dello Stabat Mater, capolavoro assoluto trionfalmente applaudito dal pubblico parigino il 7 gennaio del 1842 e successivamente proposto nel marzo dello stesso anno a Bologna sotto la direzione di Gaetano Donizetti.

La solenne e prorompente composizione, sempre di straordinaria forza comunicativa, può essere considerata un grande melodramma sul dramma della morte.

Sul palco, insieme all’Orchestra e al Coro del lirico genovese, il soprano Saltanat Akhmetova, il mezzosoprano Marina Ogii, il tenore Roberto Iuliano ed il basso Dario Russo.

Alle ore 19.30, presso la Sala Paganini del Teatro Carlo Felice, si terrà una breve conferenza introduttiva al concerto con il M° Alan Buribayev a cura dell’Associazione Teatro Carlo Felice.

 

Marina Chiappa (anche per la fotografia di Simonvan Boxtel)

Roberto Bolle and Friends a Genova in luglio

Giovedì 14 luglio alle ore 20.30 al Teatro Carlo Felice, Roberto Bolle torna a Genova, con il suo ROBERTO BOLLE and FRIENDS, Gala di cui non è solo interprete, ma anche direttore artistico.

Un appuntamento speciale pensato per una città che da sempre ama molto la “Étoile dei due mondi”, reduce da un anno di clamorosi successi nei teatri di tutto il mondo e in televisione dove ha aperto l’anno con lo show evento “Danza con Me”, trionfo di critica e pubblico.

C’è ancora riserbo sul cast e il programma che lo stesso Roberto Bolle sta preparando, ma come sempre l’Étoile della Scala – che è anche Principal Dancer dell’ABT di NY – non mancherà di coinvolgere alcuni tra i nomi più importanti del panorama tersicoreo internazionale per offrire al pubblico una serata di danza al suo massimo livello.

Per informazioni: Teatro Carlo Felice Tel. +39.010.5381.226

 

 

Pamela Maffioli, Giada Giordano

 

 

 

 

 

 

Bandito il World. Report Award 2018

Il Festival della Fotografia Etica di Lodi (la cui nona edizione è prevista nel capoluogo lombardo nell’ottobre 2018) promuove il World. Report Award 2018 sul tema Documenting Humanity, Premio giunto alla sua ottava edizione.
Il bando dettagliato di World. Report Award 2018 è consultabile sul sito del Festival http://www.festivaldellafotografiaetica.it
Il World.Report Award vuole rappresentare fotograficamente l’impegno sociale, e si rivolge a tutti i fotografi italiani e stranieri, professionisti e non. Il soggetto è l’uomo con le sue vicende pubbliche e private, le sue piccole e grandi storie; i fenomeni sociali, i costumi, le civiltà, le grandi tragedie e le piccole gioie quotidiane, i cambiamenti e l’immutabilità.
Il filo conduttore nella valutazione dei reportage dei lavori sarà la storia che il progetto racconta attraverso la fotografia. I premi vogliono essere un sostegno concreto a chi si impegna in questo settore della fotografia che spesso non riceve un adeguato riconoscimento economico.
Rispetto le ultime edizioni, il World.Report Award 2018 prevede la conferma delle sezioni: MASTER, aperto a tutti i fotografi senza alcuna restrizione; SPOT LIGHT, aperto a tutti i fotografi che non hanno mai ricevuto uno dei seguenti premi entro l’1 Aprile 2018: World Press Photo, W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography, Pulitzer Prize, POYi Picture of the Year e World.Report Award, ad eccezion fatta per le categorie dedicate ai multimedia; SHORT, aperto a tutti i fotografi senza alcuna restrizione; SINGLE SHOT, reso possibile grazie al contributo non condizionato di IBSA Farmaceutici Italia e che rappresenta l’unica sezione a tema, nella fattispecie “Giving voice to values, giving voice to hope” per raccontare il Grande Pianeta degli ideali sociali e umani, principale motore del cambiamento.
Da quest’anno, inoltre, il concorso introduce due nuove sezioni.
La prima è dedicata agli studenti di fotografia. Senza limiti di età, per questa sezione saranno premiati i reportage prodotti da tutti coloro chi sono diplomati dopo il 1 gennaio 2017, e che stanno investendo nella propria crescita come fotografi.
La seconda nuova sezione è dedicata alle organizzazioni no profit e alle associazioni di volontariato che usano il linguaggio fotografico come strumento di comunicazione, indagine, riflessione.
Complessivamente quindi, le sezioni del concorso salgono a sei: Master Award, Spot Light Award, Short Story Award, Student Award, Single Shot Award: “Giving voice to values, giving voice to hope”, No Profit Award. Condizioni per la partecipazione, date per l’iscrizione e per l’invio dei materiali, oltre che dati sui premi sono dettagliatamente indicati nel sito del concorso.

Simone Raddi

Pizolada delle Dolomiti a quota 42!

Cima Bocche

Per gli appassionati di scialpinismo, la più antica disciplina della montagna invernale, l’edizione 2018 della Pizolada delle Dolomiti è un appuntamento da non perdere. Dopo anni di scarso innevamento, la neve è scesa abbondante in Val di Fassa e i partecipanti potranno confrontarsi con gli spettacolari percorsi sulle pendici del Col Margherita che hanno fatto di questa manifestazione una delle classiche scialpinistiche più affascinanti delle Dolomiti.

Discesa Pizolada 2016

Come sempre il Comitato Organizzatore proporrà una gara agonistica che metterà a dura prova anche gli atleti più allenati con cinque salite, tra cui il lungo e severo canalone nord della Forcella Vallazza e il mitico Canalino Holzer, ripido tratto alpinistico da superare con gli sci in spalla fino alla cima del Col Margherita (2514 m), e cinque discese in neve fresca. Partenza dalla stazione a valle della funivia Col Margherita.

Forcella Vallazza marzo 2018

Accanto alla gara sarà poi organizzata un’escursione guidata con le Guide Alpine su percorso assistito per coloro che desiderano provare l’emozione di raggiungere la mitica Cima Bocche attraverso la ripida cresta sud-ovest (2745 m) in sicurezza, godendosi appieno natura e paesaggi. Il raduno escursionistico è aperto a tutti e sono ammessi anche i minorenni che hanno già compiuto il 15° anno di età, all’8 aprile 2018, previa la firma apposta di un genitore o di chi ne fa le veci (con l’esibizione di un documento di riconoscimento). Partenza da Malga Negritella, in località Alochet.

Guido Giacomelli vincitore Pizolada 2017

Le iscrizioni sono già aperte e fino a venerdì 6 aprile 2018 è prevista una quota promozionale di 35,00 euro (valida per tutti, agonisti ed escursionisti) che comprende anche il pacco gara con una maglietta tecnica Montura e un buono pasto per il pasta party. Il certificato medico di idoneità sportiva in corso di validità è richiesto solo agli agonisti, come da regolamento di gara.

ATC anche per le foto

Twitter non rispetta i diritti delle donne secondo A.I.

Nel giorno in cui Twitter celebra i 12 anni trascorsi dal primo tweet, Amnesty International lancia una campagna per denunciare che l’azienda non previene la violenza e le molestie online contro le donne.
Nonostante l’impegno a essere più trasparente nei suoi sforzi per migliorare la “salute” delle conversazioni sulla sua piattaforma, Twitter non mette a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie.
Amnesty International ha pubblicato il 21 marzo scorso una nuova ricerca sull’esperienza fatta dalle donne sulla piattaforma Twitter, da cui emerge come la recente affermazione che l’azienda “sta dalla parte delle donne in ogni parte del mondo” suoni vuota di fronte alla costante incapacità della piattaforma di proteggere le donne dalla violenza e dalle molestie.
Il nuovo rapporto, intitolato “#ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne”, illustra come l’azienda non rispetti i diritti umani delle donne a causa della sua inefficace e inadeguata reazione alla violenza e alle molestie. Il rapporto include una serie di raccomandazioni concrete su come Twitter potrebbe diventare un luogo più sicuro per le donne.
“Le donne hanno il diritto di vivere libere dalla discriminazione e dalla violenza, sia online che offline. Ma lasciando che le molestie nei loro confronti aumentino, Twitter sta compromettendo quel diritto. Nonostante le ripetute promesse di ripulire la piattaforma, molte donne quando aprono Twitter trovano minacce di morte e di stupro e offese razziste od omofobe”, ha dichiarato Azmina Dhrodia, ricercatrice di Amnesty International su Tecnologia e diritti umani.
“Le nostre ricerche hanno mostrato che Twitter non fornisce rimedi adeguati alle donne che subiscono violenza e molestie sulla piattaforma. L’azienda deve fare molto di più per rispettare i diritti umani delle donne”, ha aggiunto Dhrodia.
Nel corso di questo mese, il direttore generale di Twitter Jack Dorseyha chiesto pubblicamente aito, impegnandosi a rendere la compagnia pienamente trasparenze sui suoi sforzi per migliorare la “salute” delle conversazioni sulla piattaforma. Tuttavia, nonostante varie richieste di Amnesty International, Twitter ha rifiutato di mettere a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie.
“È importante che Jack Dorsey chieda aiuto e pareri su questo tema, ma il rifiuto di Twitter di mettere a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie rende arduo sapere come affronta il problema. Twitter dovrebbe prendere alcune misure di tipo proattivo, per esempio e come minimo impegnarsi a rispondere alle utenti che segnalano le molestie”, ha proseguito Dhrodia.

Twitter ha fatto sapere di non essere d’accordo con le conclusioni della ricerca di Amnesty International. In una dichiarazione, l’azienda ha dichiarato di “non poter cancellare odio e pregiudizio dalla società”, di aver fatto oltre 30 cambiamenti negli ultimi 16 mesi per migliorare la sicurezza e di aver aumentato il numero delle azioni intraprese nei confronti di tweet molesti. La compagnia ha reiterato il suo rifiuto di fornire informazioni su come gestisce le segnalazioni di molestie, spiegando che “gli strumenti per segnalare sono spesso usati in modo inappropriato”.
Amnesty International ammette che il contesto è importante quando si condividono dati grezzi ma non c’è nulla che possa impedire a Twitter di fornire l’uno e gli altri, e le responsabilità dell’azienda in tema di diritti umani implicano il dovere di essere trasparenti quando si gestiscono segnalazione di violenza e molestie.
“Twitter ha ripetutamente cercato di deviare l’attenzione dalle sue responsabilità, rilanciando sul più ampio tema dell’odio e del pregiudizio nella società. Il punto è che all’azienda non stiamo chiedendo di risolvere i problemi del mondo, ma di introdurre cambiamenti concreti per dimostrare veramente che le molestie contro le donne non sono le benvenute su Twitter”
, ha replicato Dhrodia.
Il rapporto di Amnesty International si basa su un mix di ricerca quantitativa e qualitativa condotta negli ultimi 16 mesi e su interviste a 86 donne e persone di genere non binario tra cui giornalisti, esponenti politici e utenti comuni del Regno Unito e degli Usa, circa la loro esperienza di fronte al fatto che Twitter non ha preso sul serio le loro segnalazioni di molestie.
Le regole di Twitter sui comportamenti d’odio vietano la violenza e le molestie contro le donne e la piattaforma è dotata di un sistema di segnalazione degli account o dei tweet che violano quelle politiche.
Tuttavia, secondo il rapporto di Amnesty International, Twitter non fa sapere agli utenti come interpreta e applica queste regole o come forma i moderatori a rispondere alle segnalazioni di violenza e molestie. Il rapporto termina affermando che le regole sono applicate in modo incoerente e che talvolta non c’è reazione alle segnalazioni: ciò rende i contenuti molesti ancora visibili nonostante violino le regole della piattaforma.
Miski Noor, una specialista di genere non conforme che si occupa di comunicazione nella rete globale Black Lives Matter, ha affermato:
“Twitter deve dire se sta dalla parte delle persone o no. Twitter ha il potere di cambiare il modo in cui le donne affrontano le molestie e addirittura il potere di evitarle. Dopo tutto, quello spazio è coordinato dalla piattaforma, che dunque ha il potere di cambiare le nostre esperienze online”.

L’impatto delle molestie
Come tutti gli attori economici, Twitter ha la responsabilità di rispettare i diritti umani, tra cui il diritto di vivere liberi dalla discriminazione e dalla violenza e il diritto alla libertà di espressione e di opinione. La ricerca di Amnesty International mostra tuttavia che non contrastando in modo efficace la violenza e le molestie da parte dei suoi utenti, Twitter sta contribuendo a ridurre al silenzio le donne sulla sua piattaforma.
Nel 2017 Amnesty International ha intervistato 4000 donne in otto paesi: oltre tre quarti (il 76 per cento) di quelle che avevano subito molestie e intimidazioni su un social media avevano cambiato il loro comportamento online, ad esempio nel 32 per cento dei casi rinunciando a postare le loro opinioni su determinati argomenti.
Secondo Amnesty International le donne di colore, quelle appartenenti alle minoranze etniche o religiose, le donne Lgbti, le persone di genere non binario e le donne con disabilità sono prese di mira più delle altre. In questo modo persone già marginalizzate vengono tenute fuori dalla conversazione pubblica.
La giornalista statunitense Imani Gandy ha dichiarato: “Vengo molestata in quanto donna e poi ulteriormente molestata in quanto donna nera. Se a una donna la chiamano puttana, a me chiamano puttana negra. Qualunque identità possano individuare, la usano contro di te. Qualunque offesa possano sfruttare contro un gruppo marginalizzato, lo sfruttano”.
Verso un’esperienza meno tossica
Il rapporto di Amnesty International contiene raccomandazioni concrete per rendere Twitter un luogo più sicuro e meno tossico per le donne, tra le quali:
– rendere pubblici esempi specifici di violenza e molestie che non saranno tollerati;
– condividere i dati sui tempi di risposta alle segnalazioni di molestia, fissare degli obiettivi e riferire regolarmente;
– assicurare che le decisioni prese per restringere i contenuti siano in linea col diritto internazionale dei diritti umani e con i relativi standard.
Twitter dovrebbe inoltre concentrare gli sforzi per mettere in grado gli stessi utenti di contribuire a migliorare l’esperienza sulla piattaforma, ad esempio creando campagne di sensibilizzazione sulle diverse opzioni disponibili in termini di sicurezza e privacy.
“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un’ondata di solidarietà e di attivismo da parte delle donne di tutto il mondo, e non c’è dubbio che Twitter abbia avuto un ruolo importante in movimenti come #MeToo”, ha commentato Dhrodia.
“Le recenti iniziative di Twitter indicano che l’azienda vuole essere parte di questo cambiamento, ma le donne non ci credono. Se non prenderà ulteriori misure concrete contro la violenza e le molestie online sulla sua piattaforma, Twitter non potrà sostenere credibilmente di stare dalla parte delle donne”, ha concluso Dhrodia.
Il rapporto #ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne è online all’indirizzo:
https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2018/03/20164406/ToxicTwitter-report-EMBARGOED-21-MARCH.pdf

L’appello da firmare sul sito di Amnesty International è online al seguente link:
https://www.amnesty.it/stop-alla-violenza-online-su-toxictwitter/

Amnesty International Italia