Omaggio a Luis Bacalov a Roma

Luis Bacalov (foto di Juan Luis Garcia-flickr.com, fornita da Mauro Mariani)

L’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Michele Reali, con i solisti Marco Serino al violino e Simone Briatore alla viola, ricorda Luis Bacalov, argentino di nascita e romano d’adozione, premio Oscar per la miglior colonna sonora, recentemente scomparso. Inoltre musiche di Ada Gentile, Aaron Copland e Joaquin Turina.  L’evento si terrà mercoledì 21 marzo alle 18.00 presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Michele Reali (foto fornita da Mauro Mariani)

Luis Bacalov, che collaborò tante volte con l’orchestra, sia come direttore che come pianista, sarà ricordato con l’esecuzione della Suite per violino e orchestra d’archi, basata sulla sua musica per il cinema, tra cui Il postino, con cui vinse l’Oscar nel 1996. Ma il programma è molto vario. Il concerto inizia con Appalachian Spring di Aaron Copland: è un balletto scritto nel 1944 per la famosa coreografa Martha Graham e caratterizzato dall’uso di melodie popolari americane e ritmi jazz, che gli procurò un’immensa popolarità negli States e nel mondo intero. Saranno invece le melodie e i ritmi tipici della musica iberica a risuonare in Scène andalouse per viola e orchestra di Joaquin Turina, uno dei più famosi esponenti della scuola musicale spagnola dell’inizio del Novecento.

Conferiscono ulteriore interesse al concerto Ho scritto una canzone per orchestra da camera di Ada Gentile, una delle compositrici contemporanee più notevoli a livello non solo italiano ma internazionale, e  la prima esecuzione mondiale di Stabat Mater – Minimo macabro per violino, viola e 11 strumenti di Cristiano Serino.

 

Mauro Mariani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due Concerti per violino composti da Mozart

marco serino fotoI Concerti n. 3 K. 215 e n. 4 K 218 di Mozart, ovvero due dei massimi capolavori della musica per violino, interpretati da Marco Serino,  uno dei migliori violinisti italiani di oggi, e in più due sinfonie giovanili dello stesso Mozart. Ecco gli ingredienti che rendono imperdibile l’appuntamento di mercoledì 16 marzo alle 18.00 all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione di concerti dell’Associazione Roma Sinfonietta.

Vincitore di numerosi concorsi internazionali tra cui il Viotti di Vercelli, Marco Serino è primo violino del Quartetto Bernini, con il quale ha svolto attività concertistica nei quattro continenti. Inoltre suona come solista con importanti orchestre in Italia (Toscanini di Parma, la  Scarlatti di Napoli, I Solisti di Bologna, la Sinfonica Abruzzese, Roma Sinfonietta, ecc.) e in altri paesi (Svizzera, Ungheria). Ha inciso come solista per Dynamic, Tactus e Amiata e i suoi cd hanno ricevuto premi da parte di riviste specializzate, quali Strad, Repertoire, Classica, Amadeus. Suona un prezioso violino Nicolò Amati del 1661.

In quest’occasione, oltre che solista al violino, Serino sarà il concertatore dell’Orchestra Roma Sinfonietta, esattamente come faceva Mozart ai suoi tempi.

I Concerti per violino e orchestra n. 3 in sol maggiore, K 216 e n. 4 K 218 furono composti da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1775, a diciannove anni, quando il fanciullo prodigio si era già trasformato in un genio senza uguali in tutta la storia della musica. Rispetto alle sue precedenti composizioni, l’ispirazione e la tecnica compositiva si pongono qui su un piano superiore e Mozart raggiunge per la prima volta una sintesi perfetta tra equilibrio formale, misurata espressività e giusto brio strumentale. Le idee musicali sgorgano abbondanti dalla fantasia del compositore, che le profonde senza risparmio dall’inizio fino letteralmente alla fine, perché spesso le conclusioni dei vari movimenti sono sorprendenti e inaspettate, non senza un tocco di scherzoso umorismo.

Ai due Concerti per violino si alternano le due Sinfonie n. 4 in re maggiore K 19 e n. 7 in re maggiore K 45: composte rispettivamente a Londra a nove anni d’età e a Vienna a dodici anni, sono la sbalorditiva testimonianza di una precocità che non ha uguali nella storia non solo della musica ma delle arti in generale.

Presenta il concerto Giorgio Sanguinetti, professore di Teoria e Analisi della Musica presso l’università di Roma “Tor Vergata”.

 

Mauro Mariani