Aperte le visite guidate al Regio di Parma

Il Teatro Regio di Parma riapre alle visite guidate. Il pubblico potrà così ritornare a scoprire le meraviglie di questo luogo che porta in sé 200 anni di storia, arte, musica.

I visitatori potranno scoprire la sala del Teatro ancora sgombra dalle poltrone, smontate per far posto all’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini in occasione del recente debutto di Pelléas et Mélisande (trasmesso da Rai Cultura su Rai5 e ancora disponibile alla libera visione su Raiplay), e con l’imponente astrolampo illuminato e calato al centro della platea, che offre i suoi scintillii e i suoi dorati putti musicanti allo stupore di ogni sguardo ravvicinato.

Le visite guidate, della durata di circa 30 minuti, sono aperte dal martedì alla domenica nei consueti orari 9.30 – 12.30 / 14.30 – 17.30, vengono effettuate a intervalli di ogni ora e sono riservate a un numero massimo di 10 visitatori per ogni turno. Come da ordinanza del nuovo decreto, sabato e domenica il servizio è assicurato su prenotazione, via mail o telefono, ai seguenti recapiti: tel. 0521 203995 visitareilregio@teatroregioparma.it

Il bookshop, che offre i preziosi, esclusivi manufatti appositamente ideati e realizzati per portare con sé la memoria di questo luogo unico, segue gli stessi orari di apertura delle visite guidate.

Paolo Maier (anche per le fotografie di Luca Fregoso -sopra- e di Stefano Zoni-sotto)

Gli spettacoli teatrali a Brescia

Il Centro Teatrale Bresciano è pronto a ricominciare dal vivo con il pubblico in sala. Dopo mesi di contenuti forzatamente digitali, il CTB è lieto di presentare oggi la nuova programmazione della Stagione di prosa 2020-2021 Gli infiniti mondi che, compatibilmente con gli sviluppi dell’emergenza sanitaria e in accordo con le disposizioni di legge, si svolgerà nei mesi di maggio e giugno al Teatro Sociale di Brescia.

È martedì 4 maggio la data in cui le porte del teatro di prosa della città torneranno ad aprirsi. In scena la produzione CTB The children, testo di Lucy Kirkwood già presentato – con grandissimo successo – in forma di lettura scenica nella scorsa edizione della rassegna di drammaturgia contemporanea Teatro Aperto e che trova oggi, grazie alla bravura di Elisabetta Pozzi, Giovanni Crippa e Francesca Ciocchetti, diretti da Andrea Chiodi, un avvincente compimento. Il titolo sostituisce lo spettacolo Pigmalione, progetto immaginato da artisti e CTB prima della pandemia. La decisione di sostituire lo spettacolo si richiama alla necessità degli artisti coinvolti di lavorare su una tematica strettamente connessa alla situazione attuale. È stato quindi deciso di selezionare a un testo che, allo stesso modo di Pigmalione, mantenesse un carattere di commedia, ma che parallelamente sapesse parlare al pubblico con leggerezza di temi urgenti connessi alla situazione che il mondo intero, da oltre un anno, sta vivendo. Con la sua trama incentrata sulle imprevedibili conseguenze di un incidente in una centrale nucleare, il pluripremiato The children è sembrato il modo più efficace di dare forma a questa significativa esigenza artistica. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Sociale dal 4 al 16 maggio 2021.

Il Centro Teatrale Bresciano sceglie di proseguire la nuova programmazione con la proposta dell’iconico spettacolo La vedova Socrate di Franca Valeri, con Lella Costa, regia di Stefania Bonfadelli, che sarà in scena al Teatro Sociale dal 18 al 23 maggio 2021. La produzione CTB avrebbe dovuto inaugurare la Stagione 2020-2021; sfortunatamente, la chiusura delle sale teatrali ha impedito il realizzarsi della tappa bresciana dello spettacolo che aveva felicemente debuttato nella Stagione estiva del Piccolo Teatro di Milano. Il CTB lo ripropone ora con lo stesso entusiasmo di vedere sulla scena una fuoriclasse come Lella Costa interpretare l’irriverente testo dell’indimenticata Franca Valeri.

Chiude la proposta del CTB, la produzione Ritter, Dene, Voss di Thomas Bernhard, regia di Elena Sbardella, con Ludovica Modugno, Franca Penone, Gianluca Ferrato che andrà in scena al Teatro Sociale dall’8 al 13 giugno. Lo spettacolo, originariamente calendarizzato tra aprile e maggio al Teatro Mina Mezzadri, verrà allestito come ultimo titolo prima degli eventi estivi del Centro Teatrale Bresciano.

Si informa, infine, che per ragioni organizzative sono annullate le recite degli spettacoli Mnemosine, La fine del mondo e Dove sono le donne, inizialmente programmate a maggio 2021.

L’orario d’inizio degli spettacoli, nei giorni feriali, è previsto per le ore 19:30, così da consentire il rientro degli spettatori entro le ore 22. La domenica, invece, l’orario d’inizio degli spettacoli è confermato per le ore 15:30.

I dettagli sulle modalità di conversione di spettacolo (nel caso di Pigmalione) e di data (nel caso di Ritter, Dene, Voss) riguardanti i titoli già in possesso degli spettatori e le indicazioni per l’acquisto dei biglietti per gli spettacoli in calendario sono rimandate a successiva comunicazione.

Per informazioni è possibile contattare la biglietteria del Centro Teatrale Bresciano dal lunedì al venerdì (escluso i festivi) dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.00, ai seguenti recapiti:

T. 030 2808600; biglietteria@centroteatralebresciano.it

Nel rispetto della normativa in vigore, il punto vendita del CTB di Piazza della Loggia e il botteghino del Teatro Sociale sono chiusi fino a nuova comunicazione.

V.V.

141 – Un secolo di disegno in Italia

141 – Un secolo di disegno in Italiaè il titolo della grande mostra antologica promossa e organizzata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nell’ambito del programma di Art City Bologna 2021, che indaga le evoluzioni del segno in cento anni di arte italiana con opere su carta di 141 artisti dalle Avanguardie Storiche ai giorni nostri.

L’esposizione ha aperto al pubblico, nelle sale della Fondazione a Palazzo Paltroni, in Via delle Donzelle 2 a Bologna, martedì 27 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Disegno e resterà visitabile fino al 24 giugno dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 su prenotazione, ad ingresso gratuito. I visitatori potranno intraprendere un viaggio davvero unico, lungo oltre un secolo, nella storia del disegno italiano tra le opere di artisti straordinari, selezionate una ad una dai curatori Maura Pozzati e Claudio Musso. La mostra offre – a partire da un disegno del 1909 di Boccioni fino a opere del 2020 – uno spaccato delle infinite possibilità offerte da una tecnica antica che, anche in questa occasione, non manca di rivelare la sua incredibile attualità. L’ingresso è gratuito ma, nel rispetto delle norme vigenti a tutela della salute pubblica, è necessaria la prenotazione sul sito http://www.fondazionedelmonte.it.

Con questo percorso espositivo, frutto di una rete di collaborazioni tra archivi, gallerie, collezionisti privati e artisti, Fondazione del Monte sostiene gli artisti, che tanto contribuiscono alla ricchezza del nostro patrimonio culturale, e riapre le porte al pubblico nella ferma convinzione che la cultura sia un bene primario per il benessere della collettività.

Nella lista degli artisti in mostra compaiono figure di spicco dei principali movimenti e delle più innovative tendenze del XX secolo: dal Futurismo alla Metafisica, dall’Informale alla Nuova Figurazione passando per la Pop Art, dall’Arte povera al Concettuale. Allo stesso tempo, attraverso l’eterogeneo panorama delle singole ricerche, sono incluse le svariate tecniche dell’arte contemporanea dalla pittura alla scultura, dalla performance ai nuovi media, unite dal denominatore comune del disegno.

La mostra è accompagnata da un prezioso volume Corraini Edizioni, realizzato dallo Studio Filippo Nostri e pensato come una raccolta di schede organizzate in ordine di nascita in cui ai lavori sono affiancati testi degli artisti legati all’esperienza del disegnare. Oltre alle riproduzioni delle 141 opere in mostra, il catalogo raccoglie il pensiero degli autori in forma scritta affiancando ai paragrafi dedicati ai maestri tratti da libri spesso introvabili, numerosi testi inediti commissionati ai contemporanei. Concludono il tomo le riflessioni dei curatori in lingua italiana e in inglese.

Delos

Drug Discovery Clinics srl, InSimili e NovaVido

Drug Discovery Clinics srl, InSimili e NovaVido sono le start-up selezionate nel settore Life Sciences/Digital Health per la prima edizione di “I-Tech Innovation 2021”. Sono state annunciate oggi dopo aver passato il vaglio finale della call lanciata da CRIF e da Fondazione Golinelli in tre settori strategici – Life Sciences/Digital Health, Fintech/Insurtech e FoodTech/Agritech – e su cui sarà investito complessivamente 1 milione di euro.

I progetti sono stati scelti, fra molte candidature pervenute dall’Italia e dall’estero, sulla base di background di ricerca, livello del know-how tecnologico scientifico, mentalità e attitudine imprenditoriali e reale potenzialità di crescita come impresa. Tutti presentano un alto contenuto innovativo e un alto potenziale di riuscita che può migliorare, attraverso scoperte scientifiche importanti, la vita di molte persone: da un candidato farmaco per la cura della Leucemia Mieloide Acuta e del COVID-19 a un dispositivo che rende più veloce ed efficace il processo di selezione del farmaco attraverso la creazione di un ambiente simile ai tessuti del corpo umano, fino a protesi retiniche polimeriche per il recupero della vista a seguito di degenerazioni retiniche.

L’emergenza sanitaria dell’ultimo anno ha reso evidente la necessità per il nostro Paese di puntare sulla ricerca scientifica e investire più risorse per l’innovazione nel settore dell’healthcare.

«In quest’ottica, si è ritenuto fondamentale dedicare una delle tre call del programma I-Tech Innovation 2021 al settore Life Sciences/Digital Health con l’obiettivo, nell’immediato di sostenere e accompagnare le start-up nel loro sviluppo imprenditoriale, scientifico e finanziario, e nel lungo periodo contribuire a colmare il grave ritardo evolutivo dell’Italia in ambito tecnologico rispetto alla media europea» dichiara Andrea Zanotti, presidente di Fondazione Golinelli. «Per il settore delle life sciences si erano pianificati investimenti per 5 start-up, ma ci si è dovuti scontrare con alcuni aspetti culturali endemici del nostro Paese – spiega Zanotti. La selezione finale ha prodotto una cerchia ristretta di solo 3 aziende innovative, peraltro molto valide e convincenti. L’impressione – ancora oggi – al terzo anno di attività e al terzo bando consecutivo, è che la formazione all’imprenditorialità sia quanto mai necessaria, ancor prima dell’investimento finanziario, in quanto alcune idee brillanti rischiano ancora di rimanere nei cassetti dei laboratori, se non ci sarà uno scatto in avanti complessivo della mentalità di tutti i protagonisti del “sistema” del trasferimento tecnologico e dell’innovazione. Le risorse non investite saranno certamente reinvestite nel 2022, ma crediamo occorra nel nostro Paese premere sul pedale dell’acceleratore, se vogliamo competere a livello internazionale» conclude Andrea Zanotti.

Le start-up saranno ora coinvolte in G-Force, programma di accelerazione di G-Factor, l’incubatore-acceleratore di Fondazione Golinelli rivolto a realtà imprenditoriali emergenti. I team avranno l’opportunità di intraprendere un percorso di supporto allo sviluppo dei loro modelli di business, ideato e costruito sulle specificità e necessità concrete di ogni singolo progetto, della durata di 7 mesi dal 12 aprile a fine novembre, con una prima fase intensiva fino a luglio, e una seconda fase di follow-up in remoto.

Nelle fasi iniziali di sviluppo di un progetto, la validazione tecnologica scientifica del prodotto/servizio va di pari passo con l’avvio imprenditoriale e manageriale del team, nell’alveo di un processo volto alla formulazione della più corretta value proposition da presentare gli investitori.

«Ma gli elementi fondamentali sono chi ti aiuta a fare tutto questo, e come ti aiuta. Noi, per le start-up, vogliamo essere quell’elemento che fa la differenza» afferma Antonio Danieli, direttore generale e vicepresidente di Fondazione Golinelli e amministratore unico di G-Factor. «G-Factor in appena trenta mesi dalla sua nascita ha valutato nel solo settore life sciences oltre 350 progetti, investito in 18 start-up, diventandone socio ed erogando migliaia di ore di accelerazione. G-Factor sta trasformando l’alto potenziale di scienziati e innovatori in realtà imprenditoriali in grado di affermarsi sul mercato con successo. Anche per I-Tech Innovation si tratterà di un lavoro di mesi che vede una stretta partnership con le start-up stesse di cui i promotori del programma, Crif e Fondazione Golinelli, sono già diventati soci. Dunque non ci sarà “un noi e un loro” ma una squadra unica con un obiettivo comune».

Delos

“Nebulosa 11. Beside Walden” di Dacia Manto

Il legame indissolubile e simbiotico fra l’Uomo e la Natura come opportunità di ascolto e di intima riflessione.

Dopo aver scrutato il cielo con la collettiva “Orientarsi con le stelle” alla casa Museo Boschi Di Stefano, Red Lab Gallery di via Solari 46 a Milano torna a riflettere su uno dei principali nuclei tematici da sempre affrontati, il rapporto contrastato ma mai interrotto fra Uomo e Natura.

Nebulosa 11. Beside Walden, il nuovo e inedito progetto dell’artista visiva Dacia Manto che inaugura giovedì 6 maggio dalle 16 alle 21 (partecipazione con obbligo di prenotazione info@redlabgallery.com) e aperta fino al 30 luglio, è un omaggio sentito e profondo alla Natura, ma al contempo un monito per quella parte di umanità che continua indiscriminatamente a considerarla come un’entità esterna al “noi”, di cui servirsi e sentirsi padroni, sfruttandone materiali ed energia: un progetto – spirituale ancor prima che artistico – al quale l’autrice si è dedicata anima e corpo e che oggi presenta per la prima volta alla Red lab Gallery di Lucia Pezzulla, che ha scelto proprio il lavoro di Dacia Manto per sottolineare la volontà di continuare, e non interrompere, il prezioso dialogo con il cosmo e la natura che da sempre segna le scelte espositive della galleria.

L’idea di tana, di rifugio, è centrale nella poetica dell’artista. In questo suo ultimo progetto, la galleria diviene una sorta di hortus conclusus, o camera delle meraviglie, un luogo inclusivo, pulsante, un microcosmo brulicante di specie animali e vegetali. Varcare la soglia dello spazio espositivo porta ad un’immersione in un mondo crepuscolare e straniante come i suoi abitanti.

Per Dacia Manto, che vive nei boschi vicino a Pennabilli nell’Alta Valmarecchia, la natura è diventata una precisa scelta di vita, con la quale è alla ricerca di una continua connessione umana e spirituale, un ruolo fondamentale lo svolgono anche i cani che vivono con lei: con loro l’artista ha creato un rapporto strettissimo che non può nascondere, perché essi sono parte integrante del suo lavoro e del suo sguardo sul mondo.

A sottolineare l’importanza di questo profondo legame, Red Lab Gallery ha deciso di devolvere l’intero ricavato delle opere vendute in mostra a favore della Casa Selvatica, il rifugio nei boschi della Valmarecchia creato dalla stessa Dacia Manto dove vengono curati e accuditi 90 cani, tutti provenienti da situazioni di maltrattamento, reclusione e abbandono (https://www.facebook.com/casanelboscorifugioanimali/).

Nebulosa 11, il cui nome sembra quasi voler rimandare alle sigle con cui vengono scientificamente indicate in astronomia le nebulose (agglomerati interstellari di polvere, idrogeno e plasma), in realtà cela un richiamo al recente vissuto dell’artista: Nebula è infatti anche il nome della sua lupa, scomparsa da poco e che ha lasciato nell’anima e nel cuore di Dacia un profondo graffio, un immenso vuoto, presenza costante in quasi tutti i lavori esposti a Milano.

Tuttavia, le opere in mostra, tutti disegni su carta o tela di varie dimensioni realizzati con diverse tecniche, mostrano chiaramente come l’artista si svincoli dal dato oggettivo per affidarsi al dato sensoriale. È come se Dacia avesse deciso di entrare nella fitta selva arborea per cogliere dal di dentro, alzando lo sguardo, i grovigli vegetali, l’intrecciarsi di rami, arbusti e tronchi, foglie e luci, anzi “luccichii”.

Nella natura Dacia Manto si immerge pienamente senza mai paura di perdersi, anzi quasi auspicandoselo, perché sa che in quella solitudine spazio-temporale può ritrovare affetti e memorie, nonché gli impulsi per creare i suoi lavori: “Smarrirsi è inevitabile, e mi conduce altrove, a perdermi all’interno di una nebulosa sempre più densa, che conduce ad anni di distanza, a territori che appaiono famigliari e sconosciuti insieme”.

De Angelis (anche per le fotografie)

Corso di perfezionamento all’Accademia verdiana

Il Teatro Regio di Parma annuncia la V edizione dell’Accademia Verdiana, che offre a 12 giovani cantanti lirici la possibilità di frequentare gratuitamente il corso di “Alto perfezionamento in repertorio verdiano” (Operazione Rif. PA 2020-15377/RER approvata con Delibera di Giunta Regionale n.401/2021, cofinanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia-Romagna). I cantanti selezionati potranno conseguire una preparazione vocale, musicale e teatrale d’eccellenza, sotto la guida di alcuni tra i massimi interpreti del repertorio vocale verdiano di tutto il mondo, oltre a beneficiare di sessioni di training dedicate, tenute da pianisti accompagnatori specializzati e a incontrare esponenti dell’universo manageriale musicale di spicco, usufruendo di una borsa di studio di 1000 euro.

Le domande di partecipazione, complete della relativa documentazione, dovranno essere inviate via mail entro domenica 30 maggio 2021 all’indirizzo accademiaverdiana@teatroregioparma.it. Le selezioni avranno luogo al Teatro Regio di Parma dal 9 al 11 giugno 2021. Nella fase eliminatoria i candidati dovranno eseguire un’aria a scelta e un’aria selezionata dalla Commissione tra quelle indicate nel programma presentato. Nella finale, dovranno eseguire una o più arie a scelta della Commissione, tra quelle indicate nel programma presentato. Ciascuno di loro dovrà inoltre sostenere un colloquio individuale. Gli esiti della fase finale saranno pubblicati lunedì 14 giugno 2021 su teatroregioparma.it.

Il Corso, che giunge alla sua quinta edizione, è realizzato dalla Fondazione Teatro Regio di Parma in collaborazione con Scuola di Musica di Fiesole, Accademia d’arte lirica di Osimo, Comune di Parma Assessorato alla cultura, Istituto nazionale di studi verdiani, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione I teatri di Reggio Emilia, Fondazione Franco Zeffirelli. È aperto, previa selezione, a candidati maggiorenni al 30 maggio 2021, residenti o domiciliati in Emilia-Romagna che, assolto l’obbligo d’istruzione, abbiano conseguito il diploma di canto o studiato privatamente con attestato dell’insegnante che ne dichiari la maturità.

Madrina d’eccezione di Accademia Verdiana è Renata Scotto che contribuirà a curare la preparazione dei giovani interpreti insieme a insegnanti, professionisti e vocal coach specializzati nel repertorio verdiano, del calibro – tra i docenti delle ultime due edizioni del corso – di Giovanna Casolla, Fiorenza Cedolins, Mariella Devia, Barbara Frittoli, Sonia Ganassi, Silvia Paoli, Anna Pirozzi, Roberto De Candia, Vincenzo De Vivo, Michele Pertusi, Giulio Zappa. Lezioni individuali e di gruppo, masterclass dedicate a tutti gli aspetti che attengono all’interpretazione e alla gestione del profilo professionale di un cantante d’opera: studio dello spartito, dizione, tecniche vocali e interpretative, musica vocale d’insieme, movimento scenico e interazione di gruppo, movimenti coreografici, recitazione, storia dell’opera, management del proprio profilo professionale e materie contrattualistiche compongono il percorso d’insegnamento.

La formazione si svolgerà anche attraverso laboratori, seminari di approfondimento e incontri con direttori, registi, cantanti e professionisti del teatro d’opera, che gli allievi potranno seguire sul campo in occasione delle prove delle produzioni, in particolare nel Festival Verdi e Verdi Off 2021.

Le lezioni si svolgeranno, per una durata di 1000 ore, con frequenza obbligatoria a tempo pieno (per un ammontare minimo di 5 ore al giorno), indicativamente dal 28 giugno al 23 luglio 2021 e dal 23 agosto 2021 al 25 febbraio 2022, secondo il calendario che sarà successivamente comunicato. Ai partecipanti potranno inoltre essere proposte collaborazioni artistiche nell’ambito della programmazione della prossima Stagione Lirica, del Festival Verdi e di Verdi Off.

“Dopo appena cinque anni, – dichiara Anna Maria Meo Direttrice generale del Teatro Regio di Parma – l’Accademia Verdiana è diventata un punto di riferimento per l’alta formazione musicale e teatrale nel repertorio verdiano agli occhi della nuova generazione di interpreti vocali, che accompagna nella delicata fase del perfezionamento e dell’esordio in ambito professionale. Oltre a godere degli insegnamenti, dei consigli e di poter carpire i “trucchi del mestiere” dai loro docenti, tutti star internazionali, i nostri allievi hanno l’opportunità di prendere parte agli spettacoli prodotti dal Teatro Regio in Stagione, nel Festival Verdi e in Verdi Off, suggellando il loro percorso formativo con un debutto, in veste di comprimari o di protagonisti, accanto a professionisti, cantanti e registi, affermati. È quanto è accaduto agli allievi dell’edizione 2020 del Corso che sono stati coinvolti in qualità di protagonisti dell’allestimento de Lo spirito di Violetta, lo spettacolo ispirato a La Traviata, per la regia da Manuel Renga, che è stato presentato nelle piazze di Parma, Busseto e Zibello grazie all’innovativo format del Caravan Verdiano del Festival Verdi e di Verdi Off”.

Il regolamento completo della V edizione di Accademia Verdiana è disponibile su teatroregioparma.it.

Paolo Maier

Stefano Bollani al Teatro Romano

Siamo alle porte una stagione di grandi concerti. Se la prima vera novità della sezione musica dell’Estate Teatrale Veronese 2021 è Paolo Fresu, con l’omaggio a David Bowie, la rassegna Verona jazz è riuscita a riprogrammare anche una delle date già annunciate nel 2020 ma poi saltata per il Covid.

Stesso giorno e medesimo orario, ma un anno dopo. Il 20 giugno sul palcoscenico del Teatro Romano, arriva Stefano Bollani con ‘Piano Variations on Jesus Christ Superstar’.

Un concerto, quello proposto dal festival organizzato dal Comune di Verona in collaborazione con IMARTS, che vedrà esibirsi uno degli artisti e musicisti più amati dal grande pubblico grazie alla sua trasversalità. Protagonista anche della trasmissione televisiva Rai ‘Via dei Matti n.0’.

A 50 anni dalla pubblicazione dell’album originale ‘Jesus Christ Superstar’, Bollani ha creato la sua personale versione del capolavoro di Andrew LIoyd Webber & Tim Rice, con il benestare del compositore inglese. Aveva solo 14 anni quando vide per la prima volta il film, un’esperienza, come ammette lo stesso Bollani, travolgente, tanto da imparare subito tutte le parole dei testi.

‘Piano Variations on Jesus Christ Superstar’ è una versione totalmente inedita e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce come un tesoro l’originale. “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me – spiega Bollani –. E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima”.

Bollani si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro, improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni, seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale. Il tutto seguendo la trama della storia. Infatti, differentemente da quanto accade solitamente ai concerti del Maestro, che non sale mai sul palco con una scaletta stabilita a priori, in questo caso Stefano Bollani rispetterà la struttura narrativa come punto fisso da cui partire per improvvisare ed elaborare fantasticamente l’opera originale all’interno dei singoli brani.

I biglietti acquistati per la data 2020 restano validi per l’ingresso al concerto di quest’anno. Aperte le prevendite per i posti rimanenti. Tutte le informazioni sono disponibili sui siti http://www.ticketone.it e www.eventiverona.it.

Roberto Bolis

Festivalflorio

Torna, dopo un anno di assenza causato dalle restrizioni pandemiche, il Festivalflorio, la manifestazione culturale dell’isola di Favignana diretta da Giuseppe Scorzelli e incentrata su un ricco calendario di proposte tra musica e letteratura che anche in questa ottava edizione non mancherà di soddisfare l’interesse del pubblico di ogni genere e provenienza. La rassegna si svolgerà dal 13 al 20 giugno 2021 e ospiterà come sempre anche il prestigioso Premio Favignana, oltre ad una serie di sorprese internazionali che verranno comunicate strada facendo.

Tra i primi ospiti in programma ci saranno il Kitty Hoff Trio (Germania), Elimi Jazz Quintet, il Duo Plano/Del Negro (Stati Uniti); Ida Pelliccioli; il duo Fiscella/Maiorana; Lydia Maria Bader (Germania); il Trami duo (Svizzera) e il duo Musica Nuda, composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.

L’isola, che si è candidata recentemente a diventare la prima isola Covid free d’Italia su proposta del sindaco Francesco Forgione, ospiterà la rassegna in alcune delle sue più pittoresche cornici scenografiche, tra cui il Palazzo Florio e l’ex Stabilimento Florio, sede di una delle più antiche tonnare d’Italia.

Elisabetta Castiglioni

In fil di trama

In fil di trama è la nuova raccolta di poesie di Stefania Rabuffetti, per Castelvecchi Editore con una prefazione di Massimo Arcangeli.

100 parole – una per poesia – concatenate una con l’altra a intessere una trama, come fa un ragno con la sua ragnatela. Non a caso, sono proprio questi i due vocaboli che aprono e chiudono l’antologia. I versi qui raccolti, esito di un’intensa indagine su di sé resa possibile da una lunga pratica poetica, abbracciano molteplici contrasti: vita/morte, nulla/tutto, prigione/libertà, pace/guerra, notte/giorno, sorriso/pianto, per citarne alcuni. Queste dicotomie sono fondanti della vita stessa e necessarie per una visione universale, che abbraccia il mondo, l’infinito e il tempo nella sua interezza, «ciò che non ha dimensione», e – spingendosi ancora più in alto – lo Spirito.

La raccolta è frutto di un richiamo irresistibile della poesia. Come spiega l’italianista Massimo Arcangeli nella prefazione: «Se la poesia ti detta dentro non puoi farci niente. La cerchi, e non sempre la trovi (e, se anche la trovi, non sempre ti ascolta), ma quando è lei a trovarti, stanandoti da infingimenti e paure, non puoi resisterle, sei costretto a riportarne le parole. Stefania Rabuffetti vive l’esperienza poetica in questa misura».

La scrittura è, dunque, per la poetessa lo specchio dell’anima: riflette la sua irrequietudine e le sue debolezze, ma è anche testimone di una costante ricerca di senso e della volontà di seguire il filo che si intreccia con al vortice/labirinto della vita, in «un abbraccio mortale che – come scrive Arcangeli – in realtà, è una promessa di rinascita.»

Delos (anche per l’immagine)

Giulio Scarpati e Paolo Calabresi in scena con le Compagnie Scaligere

Il sipario si alza sulle compagnie locali. Anche quest’anno l’Estate Teatrale Veronese ripropone la sezione ‘Professione Spettacolo Verona’, a sostegno delle realtà scaligere. Facendo però un salto di livello. Saranno due le produzioni originali che andranno in scena, selezionate tra le 5 proposte arrivate al Comune, organizzatore del festival. Criteri essenziali per partecipare erano la realizzazione di una prima nazionale in linea con la programmazione 2021. E quindi con le scelte artistiche legate a Shakespeare, Goldoni e il Teatro Classico. Coprodotta con altre realtà del territorio e in grado di coinvolgere attori o professionisti di fama, noti al grande pubblico.

Ad ‘aggiudicarsi’ le due date di agosto, Teatro Scientifico- Teatro Laboratorio con ‘Il teatro comico’ di Carlo Goldoni e Mitmacher Teatro con ‘Gli uccelli’ di Aristofane.

Il primo spettacolo andrà in scena il 24 agosto e vedrà sul palcoscenico anche Giulio Scarpati, indimenticabile protagonista della serie ‘Il medico in famiglia’, con la regia di Eugenio Allegri. Ben sei le realtà produttive professionali venete che collaborano a questa produzione, Ensemble, Pantakin, Tam, Theama e Tib, oltre alla partecipazione del Teatro Stabile del Veneto.

Il 27 agosto, invece, sul palcoscenico del Teatro Romano, gli attori di Mitmacher porteranno in scena una riscrittura di Giovanna Scardoni, con la partecipazione straordinaria di Paolo Calabresi. Lo spettacolo è coprodotto dal Teatro del Carretto di Lucca, con il supporto di Ippogrifo Produzioni per la realizzazione video e di Fucina Culturale Machiavel i per la residenza prove.

A presentare i due titoli ‘made in Verona’, questa mattina in diretta streaming, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Carlo Mangolini e alcuni componenti delle compagnie. Per Teatro Scientifico erano presenti Isabella Caserta e Roberto Vandelli, per Mitmacher Giovanna Scardoni e Stefano Scherini.

“Un’idea nuova, in linea con la sezione ideata lo scorso anno, per sostenere i lavoratori e i professionisti dello spettacolo – ha detto Briani -, un settore che sta soffrendo da più di un anno, a Verona e nel resto d’Italia. Un modo anche per stimolare nuove produzioni di grande qualità, in sinergia con le altre realtà culturali del territorio. Guardiamo con ottimismo alla ripresa. Per le risorse disponibili, l’impegno è massimo al fine di mettere in campo azioni concrete per essere pronti alla ripartenza. Anticipare progetti e programmi, nonostante l’incertezza che ci accompagna ancora oggi, vuole essere un concreto segnale di speranza che vogliamo dare agli artisti e ai tanti spettatori che attendono con trepidazione la riapertura dei teatri. Le variabili sono ancora molte, e rischiano di impattare pesantemente sulla sostenibilità economica delle riaperture. Ciò nonostante ci troveremo sempre in prima linea per garantire la ripresa delle attività appena ci sarà permesso di riaccendere i riflettori”.

“Sono molto contento di tutte le proposte presentate e dell’alto livello artistico espresso dalle compagnie veronesi – ha spiegato Mangolini –. Ringrazio tutte le realtà che con professionalità e impegno si sono messe in gioco, dimostrando anche un’evoluzione sul piano della proposta artistica e una crescita nel percorso professionale. Da subito abbiamo avviato un percorso di affiancamento alle realtà del territorio, aperto a diverse ipotesi e soluzioni. Questo sostegno produttivo è un importante punto di snodo per andare ad approfondire linee culturali qualificanti e condivise. In un periodo complesso come quello che stiamo attraversando, accogliere i professionisti del territorio al Teatro Romano, con progetti pensati appositamente per questa prestigiosa sede, è un chiaro segno di investimento sul futuro dei nostri artisti”.

Roberto Bolis (anche per la foto)