Ciak si suona 2020

 

Inizia il 21 settembre “CIAK SI SUONA 2020”, una serie di sei concerti dedicati principalmente alla musica da film, ma non solo, dal 21 al 30 settembre nell’affascinante cornice verde dei Giardini di Monte Mario, alle spalle dello Stadio Olimpico (Piazzale Stadio Olimpico 8). Tutti i concerti iniziano alle 21.00.

Ciak si suona è a cura della Associazione Socio Culturale Ponte Milvio. La direzione artistica è del Maestro Luigi Lanzillotta.

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Estate Romana 2020-2021-2022 e fa parte di ROMARAMA, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale in collaborazione con SIAE.

L’ingresso a tutti concerti è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti.

Si raccomanda la prenotazione per le persone con disabilità motoria o sensoriale.

Per informazioni: telefono 347.8537213, infopontemilvio@gmail.com

Il primo concerto, lunedì 21 settembre alle 21.00, sarà un “Omaggio a Federico Fellini per i 100 anni dalla nascita”. Ospite d’onore Peppe Servillo.

Rendere un omaggio in musica a Fellini significa ovviamente eseguire le musiche scritte per i suoi film da Nino Rota, che iniziò a collaborare con Fellini proprio quando stava realizzando il suo primo film come regista, Lo sceicco bianco del 1952. Da allora Fellini volle esclusivamente Rota per le musiche dei suoi film, fino a Prova d’orchestra del 1978: si creò insomma una vera simbiosi tra due geni assoluti del ‘900. Ifilm di Fellini non sarebbero gli stessi senza le colonne sonore di Rota, che contribuiscono a creare quelle atmosfere incantate, surreali, magiche e inafferrabili, che hanno reso necessario creare una nuova parola per definirle: felliniane. Solo la morte di Rota nel 1979 poté interrompere questa simbiosi, che resta un capitolo indimenticabile nella storia dei rapporti tra musica, la più antica delle arti, e il cinema, la decima musa.

Sono in programma le musiche scritte da Nino Rota per La Strada, Casanova, Otto e mezzo, La Dolce Vita, Amarcord e Le notti di Cabiria. Suona l’Ensemble Roma Sinfonietta, formato da alcuni dei migliori strumentisti della scena musicale romana. Al piano Antonio Di Pofi, che ha curato gli adattamenti musicali.

Le musiche saranno accompagnate dalla proiezione di sequenze dei corrispondenti film di Fellini.

Nel corso della serata Peppe Servillo riceverà la targa “La Piuma d’oro”, opera di Alessio Deli -scultore tra i più interessanti e apprezzati della giovane generazione – in riconoscimento della sua attività di artista poliedrico nell’ambito cinematografico, teatrale e musicale. Servillo regalerà al pubblico una sua canzone: quale sarà, rasta una sorpresa.

Quartetto Coen

Martedì 22 settembre: Natalio Mangalavite, pianista e arrangiatore di Ornella Vanoni per per più di venti anni, collaboratore di tanti altri celebri artisti come Fabio Concato, Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso e Paolo Fresu, maestro di musica e canto nell’ambito delle trasmissioni televisive “Operazione trionfo” e “Superstar”, membro delle orchestre di “Domenica in”, “Fantastico” e di tante altre trasmissioni, si cimenterà, alle 21.00, in un repertorio internazionale, dando rilievo particolarmente ai più noti compositori italiani di musica per il cinema come Ennio Morricone, Nino Rota e Nicola Piovani. Inoltre Henry Mancini, Jones, Barbieri e altri. Nato in Argentina e trasferitosi in Italia oltre trent’anni fa Natalio Mangalavite è docente di latin-jazz nella scuola Saint Louis di Roma.

Mercoledì 23 settembre “Ho visto Nina volare”, omaggio a Fabrizio De Andrè del Coen Siniscalchi Quartet, alle 21.00.

Raffaela Siniscalchi (voce), Gabriele Coen (sassofono soprano e clarinetto), Stefano Saletti (bouzouki, oud e chitarra acustica) e Mario Rivera (basso acustico) provengono da esperienze differenti e hanno avuto percorsi artistici diversi e ora si incontrano per un progetto musicale che vuole rendere omaggio alla musica e alle parole di un indimenticabile poeta del Novecento, Fabrizio De André. Un tacito accordo tra loro è rispettare la scrittura profonda ed ispirata di De André, ma esplorando sonorità che si muovono oltre la classica canzone d’autore e dipingendo le sue canzoni con i colori della musica world e jazz. Il repertorio è quello inciso nel loro cd intitolato “Ho visto Nina volare” che copre quasi trent’anni di attività del cantautore genovese, dagli esordi al capolavoro Anime Salvedel 1996, includendo sia le sue canzoni più conosciute (Bocca di rosa, La canzone di Marinella, Canzone dell’amore perduto, Crêuza de mä, Un giudice) sia quelle rimaste un po’ più nell’ombra (Preghiera in gennaio, Khorakhanè, Ho visto Nina volare). Dunque un omaggio al cantautore genovese, nella convinzione che oggi il mondo poetico che De Andrè ci ha regalato ritorna con un’incredibile attualità di contenuti.

GabrieleCoen (sassofono soprano e clarinetto) si dedica da oltre venti anni all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea ed est-europea. Raffaela Siniscalchi (voce) è una delle più interessanti ed eclettiche voci del panorama italiano, fa parte dal 2003 della Compagnia della Luna di Nicola Piovani ed ha avuto l’onore di registrare con Ennio Morricone.Stefano Saletti (bouzouki, oud e chitarra acustica) è attivo da anni sulla scena artistica italiana, fondatore dei Novaliae leader della Piccola Banda Ikona. Mario Rivera (basso acustico a 6 e 4 corde) svolge una vastissima attività concertistica in Italia e all’estero ed è autore di molta musica per il cinema e il teatro.

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

Autunno di eventi in memoria del compositore Zardini

Si svolgerà in ottobre, nei sabati 10, 17, 24 e 31, alle ore 21, la rassegna di eventi gratuiti ‘Ottobre musicale Terenzio Zardini’ in memoria di frate Terenzio Zardini, compositore e docente di musica corale-sacra nel Conservatorio di Verona. Nel 20° dalla sua scomparsa, nonostante le difficoltà organizzative dettate dalle misure per la sicurezza e il distanziamento sociale, si terranno, fino a dicembre, nel chiostro e nella chiesa di San Bernardino, sette appuntamenti, con concerti ed eventi dedicati alla musica.

Domenica 22 novembre, alle ore 16, incontro su ‘Terenzio Zardini e il canto corale’. In chiusura, sabato 19 dicembre, alle ore 21, il concerto di Natale. Come nelle passate edizioni un’attenzione particolare sarà dedicata a giovani musicisti meritevoli, con l’assegnazione del Premio Terenzio.

L’iniziativa, promossa dall’associazione musicale frate Terenzio Zardini, punta ad accrescere la cultura musicale, con una particolare attenzione al repertorio del Maestro Zardini e a quello dei compositori veronesi e veneti. Collaborano alla manifestazione, Provincia S. Antonio dei Frati Minori, Diocesi di Verona, Centro di educazione musicale Gaetano Zinetti, Convento San Bernardino, con il contributo di Comune, Unicredit Fondazione Masi, Conservatorio di Verona, Fondazione Cattolica e Zecchini pianoforti e strumenti.

“Appuntamento atteso dalla cittadinanza che, nonostante le complicazioni organizzative dettate dal momento – dichiara l’assessore alla Cultura – torna ad offrire anche quest’anno un ricco ed interessante programma di eventi. Una manifestazione che, nella memoria del compositore e docente Zardini, punta alla valorizzazione dei giovani talenti musicali, portando così avanti quel progetto di formazione culturale da lui stesso sostenuto e voluto. Nella splendida cornice del chiostro e della chiesa di San Bernardino, con i concerti in programmazione, i cittadini avranno la possibilità di ascoltare un repertorio musicale di alto livello”.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, con posti limitati. Possibilità di prenotazioni alla mail: terenziozardini@gmail.com o al numero 349 5715926.

Roberto Bolis

Carlo Contesso, Federico Forquet e Umberto Pasti a Verde Grazzano 2020

La terza edizione di Verde Grazzano, raffinata mostra mercato di giardinaggio che si terrà dal 25 al 27 settembre nel Parco del Castello di Grazzano Visconti (Piacenza), ospiterà due conferenze tenute da alcune autorità del settore.
La prima, sabato 26 alle ore 15.00, tenuta da Carlo Contesso avrà per titolo “Hidcote vs. Sissinghurst” e proporrà una presentazione e confronto di due dei più famosi giardini di ispirazione Arts and Crafts del Regno Unito che hanno segnato la progettazione moderna. Il tema della conferenza è stato scelto anche per il forte nesso con il luogo che ospita la manifestazione. Il parco del Castello di Grazzano Visconti venne, infatti, ideato e realizzato tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone (1879- 1941) ispirandosi a questo movimento culturale di riforma delle arti applicate. Il Duca disegnò e curò in prima persona il parco al fine di farne un luogo di svago dove è impossibile annoiarsi: ancora oggi, visitando il giardino, si possono scoprire angoli diversi e prospettive sempre ricche di sorprese.
La seconda conferenza che si terrà domenica 27 settembre alle ore 15.00, sarà una conversazione tra Umberto Pasti e Federico Forquet nell’occasione della pubblicazione da parte di Rizzoli International del libro The World of Federico Forquet: Italian Fashion, Interiors, Gardens (scritto da Hamish Bowles). L’uscita del volume offre dunque lo spunto per ripercorrere alcuni esempi del lavoro del celebre Federico Forquet, la cui decennale carriera di designer ha abbracciato la haute couture, il design raffinato di interni, la progettazione di originali giardini, interpretando il meglio dello stile italiano e l’epoca della dolce vita di Roma.
Le conferenze si terranno nel cortile del Castello sono gratuite previo acquisto del biglietto di ingresso a Verde Grazzano.
Carlo Contesso – Laureato in Garden Design alla University of Greenwich (UK, 2000,) ha conseguito il master in Natural Resources al Virginia Polytechnic Institute and State University (USA, 2009). Libero professionista e docente, ha progettato e seguito la realizzazione di giardini privati in Inghilterra, Italia e negli Stati Uniti d’America ed è curatore della manifestazione Borgo Plantarum.
Federico Forquet – Nasce nel 1931 da una famiglia napoletana di origini francesi. Interrompe la sua carriera nella musica quando conosce Balenciaga per entrare dirompente nel mondo della moda haute couture. Uomo eclettico, nel 1972 ha chiuso il suo atelier romano e da quel momento si è dedicato all’interior design e alla progettazione di giardini.
Umberto Pasti
– Giornalista, scrittore, disegnatore di giardini, divide il suo tempo tra Milano e il Marocco. È autore tra l’altro di Letà fiorita, Laccademia del dottor Pastiche, Giardini e no (Bompiani, 2010), Animali e no (Bompiani, 2016) e Perduto in paradiso (Bompiani, 2018).

Parco del castello di Grazzano Visconti (PC)

S.E.

Tornano le sperimentazioni artistiche nel giardino di Castelvecchio

 

  L’opera a Castelvecchio (foto di Michele Alberto Sereni- courtesy Studio la Città)

Gli spazi del giardino di Castelvecchio tornano al centro della sperimentazione artistica. Collocata, sotto la statua di Cangrande, l’installazione Orizzonte dell’artista ateniese Costas Varotsos, primo di una serie di prestiti accordati alla direzione dei Musei Civici da alcune gallerie d’arte.

Gli spazi esterni di Castelvecchio sono sempre stati, a partire dalla direzione di Licisco Magagnato, anche luogo di ricerca artistica. Una caratteristica che si è mantenuta a lungo, basti pensare alle mostre degli anni ’70, per poi arrivare all’esposizione ‘Giardino dei passi perduti’ di Peter Eisenman o all’installazione di Herbert Hamak sui camminamenti di Castelvecchio e, negli anni più recenti, alla mostra di Igor Mitoraj.

Una tipologia di contaminazioni artistico-ambientale che, con l’opera di Varotsos, torna ora nuovamente ad animare il giardino del museo.

L’energia, lo spazio e il tempo sono gli elementi che caratterizzano il lavoro di dell’artista ateniese, noto per le sue sculture site-specific collocate in esterno in varie parti del mondo e fatte in ferro o acciaio e, soprattutto, con il vetro che rappresenta la materia che più ne definisce il suo lavoro.

‘Orizzonte’ è un’opera del 1996 in ferro e vetro che l’artista, abituato a cimentarsi in grandi spazi spesso naturali, ha pensato di installare nel giardino del Museo. Una collocazione che sarà particolarmente apprezzata nel momento in cui il visitatore esce dalla Galleria delle Sculture, per raggiungere la Reggia del Castello attraversando la porta del Morbio.
La trasparenza del vetro è utilizzata per portare lo sguardo del visitatore oltre l’opera e ristabilire una relazione con la realtà della visuale, mentre la forma diventa una ‘lente’ per osservare il mondo pensato e in qualche modo circoscritto nell’immagine proposta dall’artista; infine lo spazio è l’altro materiale di cui Vartsos si serve per realizzare l’opera finale che non perde nulla dell’incorporeità dell’idea in uno scambio continuo tra pieno e vuoto, tra energia e materia.

‘Orizzonte’ sarà esposta per un periodo di sei mesi durante i quali saranno organizzate visite guidate e approfondimenti.

L’iniziativa è resa possibile grazie e alla collaborazione della galleria Studio la Città e alla disponibilità dell’artista.

“Un progetto che intende portare avanti – spiega l’assessore alla Cultura –, grazie alla collaborazione con alcune gallerie d’arte, una sperimentazione artistica che ha da sempre contraddistinto gli spazio esterni di Castelvecchio. Il giardino, infatti, continuerà ad accogliere periodicamente e a rotazione, alcune opere scultoree in dialogo con il complesso museale. Una proposta che arricchisce ulteriormente il percorso espositivo offerto ai visitatori”.

“Ad avviare questa nuova serie di collaborazioni – afferma Francesca Rossi direttore dei Musei Civici – il prestito riconosciuto ai Musei Civici dalla galleria Studio la Città, che mettendo a disposizione di Castelvecchio e del suo pubblico l’installazione ‘Orizzonte’ dell’artista Varotsos”.

“Sin dagli anni ’70 – spiega la gallerista Hélene de Franchis, di Studio la Città – ho sempre collaborato con la Direzione dei Musei Civici sulla base di puntuali progetti artistici condivisi e coerenti con i vari contesti”.

Costas Varotsos nasce nel 1955 ad Atene, dove vive e lavora. Nel 1976 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 1978 si laurea in Architettura all’Università degli Studi di Pescara. Nel 1999 è nominato Professore presso l’Aristotle University di Thessaloniki, dove ad oggi ha la cattedra di Architettura. Nel 1987 ha rappresentato la Grecia alla Biennale di San Paolo e, nel 1999, alla Biennale di Venezia. Ha presentato i suoi lavori in numerose mostre nazionali e internazionali e realizzato importanti opere pubbliche per Grecia, Cipro, Italia, Stati Uniti e Svizzera.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

Festival della Fotografia etica di Lodi

L’undicesimo anno (dal 26 settembre al 25 ottobre) è, per il Festival della Fotografia Etica di Lodi, il momento di mutare pelle e rinnovarsi. E succede in un anno, il 2020, in cui molto è cambiato e sta cambiando a livello globale, come raramente è capitato nei tempi moderni.
Sguardi sul nuovo mondo è infatti, e non a caso, la lente attraverso la quale pensare a questa nuova edizione in cui saremo come esploratori appena giunti su terre sconosciute. Il linguaggio attraverso cui conoscere i fatti e le dinamiche del nuovo mondo sarà, come sempre, quello universale della fotografia. Con l’obiettivo di tendere non tanto a un giudizio definitivo sulle cose del mondo, quanto alla comprensione della sua complessità. Magari ponendo il dubbio su opinioni e certezze che avevamo fino a poco prima.
Cuore del Festival, il World Report Award. Sei le sezioni che lo comporranno, con i relativi vincitori scelti dalla Giuria composta da Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Sarah Leen- Ex Photo Editor del National Geographic, Peter Bitzer – Direttore dell’agenzia Laif.
A partire dalla categoria MASTER, vinta dal russo Nikita Teryoshin con Nothing Personal – the back office of war, viaggio nel dietro le quinte del business mondiale della difesa e il back office della guerra; la categoria SPOTLIGHT va alla britannica Mary Turner e alla sua Dispossessed, racconto dei problemi sociali del nord-est dell’Inghilterra a causa della crisi dell’industria carbone; la sezione SINGLE SHOT con lo scatto singolo di Francesca Mangiatordi sull’infermiera di Cremona; la categoria SHORT STORY è stata vinta dall’italiana Rosa Maraniello con Vitiligo, racconto intimo nel mondo della vitiligine; il tedesco Ingmar Björn Nolting si è aggiudicato la categoria STUDENT con il lavoro “Measure and Middle” – a journey through Germany during the COVID-19 Pandemic, un viaggio che racconta la Germania durante il lockdown; infine la categoria MADRE TERRA, che è anche lo spazio tematico del Festival, vinta dall’italiano Dario De Dominicis con To the Left of Christ, che ci porta nella baia di Guanabara, il porto naturale di Rio de Janeiro, dove lo sviluppo industriale si sta accaparrando il territorio a discapito della pesca tradizionale.
Madre Terra sarà anche il nome del nuovo spazio che racchiude tre reportage sul tema: Pablo Ernesto Piovano con l’intensa The awakening of ancient voices, in cui storia racconta la lotta per la propria sopravvivenza della comunità Mapuche in Sudamerica; il pluripremiato fotografo canadese Aaron Vincent Elkaim con A State of Erosion: 2016-2019, che racconta le difficoltà delle comunità dei nativi nella provincia di Manitoba, in Canada, a seguito della crisi del settore idroelettrico; infine l’olandese Jasper Doest con Flamingo Bob, bellissima storia di un fenicottero rosso divenuto testimonial ufficiale FDOC. Queste mostre saranno all’aperto, negli spazi pubblici della città. La fotografia esce quindi dai palazzi e dalle sedi espositive per incontrare il pubblico nelle strade e nei parchi.
Ma tornando al sottotitolo dell’edizione di quest’anno, grande attenzione sarà per la sezione Uno Sguardo sul Mondo che propone quattro percorsi: due sono proposti da AFP che attraverso lo sguardo di diversi fotografi andrà a raccontare il Covid nel mondo e le recentissime proteste ad Hong Kong; il britannico Andrew Testa, invece, con la sua A nation divided racconterà, tra il 2015 e il 2020, l’Inghilterra al tempo della Brexit; l’australiano Matthew Abbott ci porta nella Black Summer, ossia la stagione degli incendi che ogni anno devasta violentemente l’entroterra della sua isola.
Uno spazio del tutto nuovo sarà Storie di Coraggio, che ospiterà due mostre di grande impatto: la fotografa americana Maggie Stebber, che ha documentato il primo trapianto facciale negli Stati Uniti ad una paziente molto giovane; il neozelandese Robin Hammond con un importante lavoro sulle questioni di genere.
Il mondo delle organizzazioni umanitarie sarà piuttosto articolato: a partire dalla mostra del fotografo Alessio Romenzi che ha seguito Medici Senza Frontiere in azione proprio nel Lodigiano durante l’emergenza Covid.
Sono previsti altri spazi per ONG che utilizzano la fotografia come strumento di comunicazione.
Immancabile l’appuntamento con il Premio Voglino che quest’anno è stato assegnato al torinese Giorgio Negro e al suo Pathos, che racconta la dualità Bene e Male, che è sempre affilata durante il tempo di guerra che il fotografo ha sperimentato in prima persona.
Altra importante novità di quest’anno, il coinvolgimento e il sostegno del Comune di Codogno, prima città della zona rossa. Attraverso la collaborazione con Roma Fotografia e il magazine Il Fotografo sarà raccontato l’impatto del virus che ha cambiato il pianeta attraverso storie che offriranno una visione globale e una locale del periodo storico che stiamo vivendo.
Contemporaneamente al Festival si svolgerà FFE OFF, un circuito di mostre fotografiche, esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città.
Lo scopo di FFE – OFF è quello di valorizzare e diffondere le opere di chiunque voglia proporre le proprie realizzazioni. Per questo motivo non ci sono vincoli tematici o di genere, in quanto FFE – OFF non è un’estensione del programma principale del Festival della Fotografia Etica.
Un’edizione decisamente “potente” che oltre per la qualità delle mostre si connoterà per il livello degli incontri, le visite guidate con i fotografi, le letture portfolio, le presentazioni di libri e per le attività educational destinate agli studenti delle scuole medie e superiori.
Infine, sarà possibile: incontrare alcuni degli autori dei reportage proposti, farsi autografare il libro dell’autore preferito acquistato presso il bookshop del Festival.

S.E.

Il municipio in formato LEGO

Palazzo Barbieri in formato Lego. Il municipio di Verona ha il suo modellino costruito con i mattoncini più famosi al mondo. Ce ne sono voluti ben 130 mila e otto mesi di lavoro, per riprodurre la ‘casa’ di tutti i veronesi, l’edificio neoclassico che domina piazza Bra.

“Per me, come per tantissimi appassionati del mattoncino più famoso al mondo, Lego è sinonimo di infanzia, spensieratezza ma anche creatività e ingegno – ha detto il sindaco -. Un gioco e un amore che non conoscano età, che conquista i bambini come gli adulti e può diventare molto più di un hobby. I ragazzi dell’associazione CLV lo dimostrano, questa è solo l’ultima di una serie di creazioni tanto belle quanto impegnative. Ho sempre detto che il municipio è la casa di tutti i cittadini, infatti possono venire a visitarlo, conoscerne la storia e, per gli studenti, anche a sperimentare come si svolge la vita amministrativa. Sarebbe bello che tra le stanze di palazzo Barbieri ci fosse uno spazio in cui ammirare anche la sua versione in formato Lego”.

 

Roberto Bolis

 

“Fuoriusciti” di Brescia premiati

 

Il regista Piero Maccarinelli e gli attori Luigi Diberti e Antonello Fassari hanno ricevuto il Premio Franco Enriquez 2020 della città di Sirolo (An) per lo spettacolo Fuoriusciti di Giovanni Grasso, una produzione Centro Teatrale Bresciano,Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, ANELE Srl, con il contributo di Fondazione CRT, che ha debuttato in prima nazionale lo scorso 14 gennaio al Teatro Mina Mezzadri di Brescia nell’ambito della Stagione 2019-2020 del CTB A riveder le stelle.

Il Premio è promosso dal Centro Studi Franco Enriquez, attivo dal 1985 con sede a Sirolo, che svolge un’intensa attività di divulgazione attorno al teatro e allo spettacolo in genere, con particolare riferimento all’opera di Franco Enriquez.

“… sono l’avanguardia esemplificativa di una folta schiera, linfa per fortuna inesauribile di un mondo fatto da persone profonde e interiormente ricche di grandi valori”, è stato il commento al premio.

Piero Maccarinelli, Luigi Diberti e Antonello Fassari si sono distinti nella categoria “Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile”, rispettivamente quali miglior Regista e migliori Attori, con la seguente motivazione:

La storia immaginaria, ambientata a Brooklyn, di un confronto tra due grandi italiani “Fuoriusciti”, così Mussolini etichettava gli autoesuli. Giovanni Grasso, attraverso le lettere e gli scritti dei due personaggi, mette in luce due forti e diverse personalità, con due modi culturalmente opposti di intendere la politica e la società, ma con due modi molto simili di concepire il senso e il valore della libertà. Cattolico e credente uno, socialista e anticlericale l’altro, distanti ma vicini nel rispetto e nei valori, liberi nel pensiero e nelle idee. Maccarinelli ci restituisce, con una regia atemporale e filantropica, attraverso l’interpretazione di due grandi attori, Antonello Fassari, nel ruolo di Don Sturzo, e Luigi Diberti in quello di Gaetano Salvemini, uno spaccato di vita e di pensiero politico sani che ci riconduce inevitabilmente al contraddittorio comportamento dei nostri giorni, alle intolleranze, alle incomprensioni della politica malata e superficiale che ricadono inevitabilmente sui comportamenti di una società confusa e senza certezze.

La commissione del premio, che giunge quest’anno alla sua 16esima edizione, è composta da Paolo Larici Presidente, Andrea Bisicchia e i Consiglieri del Centro Studi Franco Enriquez: Carla Ceci, Patrizia Mazzoni, Federica Rinaldi, Gianna Tidei.

Re-opening a settembre-ottobre per Lenz Fondazione

 

Flowers like stars (foto di Maria Federica Maestri)

Altro stato, Flowers like stars?, Hipógrifo violento: questi i titoli delle nuove creazioni performative di Lenz Fondazione, realizzate a partire da testi di Calderón de la Barca nel segno del nuovo corso di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, che dal 24 settembre al 10 ottobre saranno presentate in prima nazionale a Lenz Teatro, a Parma, nell’ambito del progetto RE-Opening MONDI NUOVI.

 

Altro stato (foto di Maria Federica Maestri)

«Tra passato e presente, la prima parte del progetto di Lenz per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 riparte, dopo la sospensione delle attività nei mesi del lockdown, dalla trasposizione contemporanea dell’autore barocco spagnolo Pedro Calderón de la Barca per prefigurare -contro ogni prevedibile e banale distopia- un ipotetico ‘quadro favoloso’ dell’umanità del futuro» suggeriscono Maria Federica Maestri e Francesco Pititto in merito ai tre ritratti scenici -realizzati su musiche di Claudio Rocchetti– che i direttori artistici di Lenz hanno deciso di dedicare ad altrettante iconiche interpreti della loro visionaria ricerca performativa: Hipógrifo violento e Flowers like stars? (debutto il 24 settembre) sono interpretati rispettivamente da Sandra Soncini e Valentina Barbarini, Altro stato (debutto l’8 ottobre) vede in scena la straordinaria attrice sensibile con sindrome di Down Barbara Voghera.

Affiancheranno le performance live due installazioni visuali e sonore: Mondi Nuovi, viaggio visuale neobarocco attraverso le imagoturgie de La vita è sogno, Il grande teatro del mondo, La vida es sueño, Il principe costantee Il magico prodigioso,che nel corso degli anni Maria Federica Maestri e Francesco Pititto hanno dedicato alla ricerca di una traduzione contemporanea del grande protagonista del Siglo de oroPedro Calderón de la Barcae Melancolía contromano -da Il principe costante– interpretata da Valentina Barbarini, Ettore Lombardi, Elisa Orlandini, Matteo Ramponi, Alessandro Sciarroni eSandra Soncini.

È inoltre in programma il 10 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il seminario di studi Futuro sensibile.

Queste creazioni sonoparte di un più ampio progetto di Lenz Fondazione che culminerà nel mese di giugno 2021 nell’allestimento site-specific de La vita è sogno,commissione speciale per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21.

La progettualità aperta e dinamica di Lenz,rivolta ad un pubblico attivante e partecipante, proseguirà dall’11 al 27 novembre con l’edizione numero 25 del Festival Internazionale di Visual & Performing Arts Natura Dèi Teatri, un’edizione totalmente interpretata dalle opere performative di artiste di diverse generazioni e provenienze e dalle riflessioni di protagoniste e studiose della scena contemporanea: «Un messaggio politico e culturale molto chiaro»aggiunge Maria Federica Maestri «che vuole evidenziare la potenza espressiva e la densità estetica delle donne nel panorama artistico contemporaneo».

 

Lenz Teatro si trova in via Pasubio 3/e a Parma.

Per informazioni e prenotazioni: 0521 270141, 335 6096220, info@lenzfondazione.it, www.lenzfondazione.it.

 

 

Michele Pascarella (anche per le immagini)

 

Al via ‘In itinere’, viaggio tra le eccellenze del territorio

Undici appuntamenti da settembre a marzo, nel cuore di Verona ma anche in Valpolicella, Lessinia ed est veronese, per un viaggio tra le eccellenze del territorio, siano esse di natura eno-gastronomica, culturale, teologica e produttiva.

Il progetto ‘In Itinere’ nasce dalla collaborazione tra il Gruppo di imprenditrici APIDonne Confimi Verona e Usacli (Unione Sportiva ACLI), con il patrocinio del Comune, per promuovere occasioni di conoscenza e convivialità a vantaggio della ripresa post Covid dei comparti produttivi e turistici locali.

Visite guidate in città, nelle chiese e nei luoghi storici, ma anche appuntamenti per conoscere la cultura enogastronomica del territorio, dai prodotti caseari della Lessinia alle vigne della Valpolicella, fino al tour guidato al castello di Montorio.

Si è partiti sabato 12 settembre, con la visita guidata alla chiesa di San Fermo (replica il 3 ottobre); il 10 ottobre esperienza sensoriale alle Cantine Benedetti La Villa a Negrar; il 24 ottobre percorso degustativo guidato tra i prodotti di Sant’Anna d’Alfaedo e la Lessinia; venerdì 30 e sabato 31 ottobre doppio incontro con l’imprenditoria femminile a Boscochiesanuova. Sabato 5 dicembre ci si sposta a Montecchia di Crosara; mercoledì 23 dicembre si entra nel clima natalizio con la celebrazione di don Martino Signoretto; domenica 10 gennaio si torna a Negrar per una passeggiata collettiva; ancora teologia il 15 gennaio mentre si torna alle degustazioni sabato 23 gennaio e sabato 6 marzo.

Per informazioni e adesioni alle singole iniziative è possibile contattare la segreteria di USacli di Verona (e-mail presidenza@usaclivr.it, tel. 045 8038112 dal lunedì al venerdì con orario 8.30-12.30) o APIDonne (e-mail presidenza.apid@apiverona.net, tel. 045 8102001).

“Un progetto che trova la mia condivisione non solo per gli obiettivi che si pone – ha detto l’assessore alla Cultura -, ma anche perché nasce da un gruppo di donne coese e con grande iniziativa. Non è un segreto che la pandemia abbia pesato in modo importante sul mondo femminile, eppure le donne trovano sempre il modo di uscire dalle difficoltà e fornire nuovi stimoli. Questo ricco calendario di incontri ne è la dimostrazione”.

“Ancora una volta è il gioco di squadra lo strumento che permette di realizzare progetti ambiziosi come questo – aggiunge l’assessore allo Sport-. In questa fase dove le difficoltà sono ancora molte, unire le forze è l’unica soluzione possibile”.

 

Roberto Bolis

Omaggio a Beethoven al Teatro Carlo Felice

Leonardo Sini

Dopo il successo di giovedì scorso, martedì 15 settembre, alle ore 20:00, torna sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice Leonardo Sini, giovane direttore vincitore del Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra “Maestro Solti”. Sempre alla direzione di Sini, infatti, è affidato il secondo concerto del trittico Omaggio a Beethoven, con cui la fondazione lirico-sinfonica genovese celebra il 250° anniversario della nascita del Maestro di Bonn, considerato uno dei massimi compositori di tutti i tempi.

Anche il secondo appuntamento è dedicato alle opere orchestrali beethoveniane meno note ed eseguite: non le sinfonie “titaniche”, bensì quelle ancora legate all’equilibrio dei modelli classici, e le ouvertures da concerto, una forma di racconto musicale più concentrata della sinfonia, in cui Beethoven dimostra una straordinaria capacità di sintesi. Proprio due grandi ouvertures aprono il programma della serata: quella da Le creature di Prometeo, op. 43a, variopinta e trascinante, e quella da Egmont, op. 84, più drammatica e tesa. Quindi, a seguire e a concludere, la Sinfonia n. 2 in Re maggiore, op. 36, progettata intorno ai trent’anni. Un’opera carica di energia e attraversata da un senso generale di serenità, nonostante sia stata composta nel periodo in cui Beethoven cominciò a manifestare i primi sintomi di sordità.

Anche per questo concerto, come per il precedente, è possibile utilizzare, per coloro che ne sono già in possesso, i voucher relativi agli spettacoli della Stagione lirica e sinfonica 2019-20 del Teatro Carlo Felice annullati a causa dell’emergenza sanitaria.

Al fine di mantenere il distanziamento sociale necessario a garantire la sicurezza del pubblico, i posti a disposizione in platea saranno circa  950, come da ordinanza  della Regione Liguria. Si ricorda, inoltre, che il 2 luglio scorso il Teatro Carlo Felice ha ottenuto, primo teatro al mondo, la “Biosafety Trust Certification”, ossia lo schema certificativo dei sistemi di gestione pensato da RINA per prevenire e controllare il propagarsi delle infezioni e per tutelare la salute delle persone nei luoghi di aggregazione.

Massimo Pastorelli (anche per la fotografia)