Notte bianca sulle orme di Madre Maria Mantovani

Una Notte bianca all’insegna della spiritualità e della storia, quella che avrà luogo a Castelletto di Brenzone il 6 agosto. “Notte bianca sulle orme di Madre Maria Mantovani” sarà una serata alla scoperta di questa nuova santa benacense, ma anche della propria spiritualità in un cammino breve, nostrano e casalingo possiamo dire, ma capace di portarci a capire che non per forza la fede dev’essere esotica. Oppure sì, per tutti coloro che raggiungono il lago di Garda veronese appositamente, oppure perché vi ci si trovano in vacanza. Sarà un momento per dare solidarietà alle Piccole Suore della Sacra Famiglia che madre Maria Mantovani ha cofondato con il beato Giuseppe Nascimbeni, perché sembra tanto lontano oggi il mondo della religiosità femminile e sembrano tanto sole proprio coloro che sono sempre in mezzo alla gente e che nella gente hanno il proprio significato, perché hanno scelto di dedicare la propria vita al prossimo.

La serata procederà dalle ore 20 a mezzanotte e vede coinvolti, oltre all’Istituto delle Piccole Suore, anche la parrocchia, il Comune e l’Associazione albergatori, tra gli altri.

In piazza ci sarà un annullo filatelico; nella casa natale della Mantovani, ora Museo Etnografico, verrà trasmesso il promo del docufilm “Semplice” di Mauro Vittorio Quattrina. Nella chiesa parrocchiale si esibirà il coro Garda in coro, mentre GardArt si esibirà in una lettura teatrale alla Statua del Carisma. All’Urna dove riposa il corpo della santa, così come nella cappella della Casa Madre delle suore, ci saranno dei momenti di preghiera e di riflessione. Sarà possibile visitare il “Conventino”, primo luogo dove si ritrovò il primo nucleo di suore volute dal parroco di Castelletto don Nascimbeni, e sul Prato verde si esibirà un quartetto d’archi. Spazio anche per gli allievi della terza media della scuola Sacra Famiglia che hanno realizzato un video che verrà proiettato. Sarà un momento di approfondimento e di spiritualità, un modo diverso per vivere le giornate estive al lago di Garda.

Alessia Biasiolo

Premio Cesare Zavattini, nominata la giuria

Selezioni in corso per la settima edizione del Premio Cesare Zavattini, le cui candidature sono state chiuse il 28 luglio, con un ottimo riscontro di partecipazione: oltre sessanta i progetti di cortometraggio iscritti al concorso. È già al lavoro dunque la nuova Giuria del Premio, che quest’anno è presieduta dal regista Daniele Gaglianone e composta dal produttore Luigi Chimienti (Dispàrte), dalla produttrice Maura Cosenza (Istituto Luce Cinecittà), dalla regista e montatrice Maria Iovine e dalla sceneggiatrice e regista Silvia Scola

Il primo compito della Giuria sarà quello selezionare, fra i progetti pervenuti, nove finalisti, i cui autori o autrici avranno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo che si terrà tra settembre e dicembre 2022. I progetti e gli autori finalisti selezionati saranno comunicati in un’apposita iniziativa che si terrà il 5 settembre a Venezia, alle ore 16, presso la Sala Laguna, nell’ambito della Mostra Internazionale del Cinema.

Al termine del percorso formativo e di sviluppo, la stessa Giuria sceglierà, dopo un apposito pitch, i tre progetti vincitori del Premio Cesare Zavattini 2022/23, che dovranno essere realizzati, con il supporto dell’AAMOD, tra gennaio e aprile 2023, e potranno utilizzare gratuitamente, per usi culturali, i materiali filmici degli archivi partner o di altri archivi, anche privati, che concedano le liberatorie. Gli autori e le autrici, inoltre, riceveranno la somma di 2.000 euro per ciascun cortometraggio portato a termine. I film saranno infine proiettati in una cerimonia di premiazione, che si terrà nel mese di maggio 2023, alla presenza della Giuria e di numerosi ospiti.

Il Premio Cesare Zavattini, che intende promuovere, in particolare tra i giovani, la conoscenza e il riuso creativo del cinema conservato negli archivi, è una iniziativa promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sostenuta dal Ministero della Cultura – Direzione Cinema, dall’ Istituto Luce Cinecittà e dal Nuovo Imaie, con la partnership di Home Movies e la collaborazione della Cineteca Sarda, dell’Archivio delle Memorie Migranti, del Premio Bookciak Azione!, di Deriva Film e Officina Visioni, di UCCA e FICC. Media partner: Radio Radicale e Diari di Cineclub. 

Elisabetta Castiglioni

L’albero delle storie a Ferrara

Nuovi divertenti e avventurosi racconti, proposti dalle esperte narratrici dell’associazione Circi, attendono i bambini dai 4 anni ai 10 anni venerdì 5 agosto 2022 alle 10 per il consueto appuntamento settimanale con “L’albero delle storie“. La rassegna di letture per bambini, organizzata dalla biblioteca comunale di Casa Niccolini, prosegue infatti tutti i venerdì, sempre alle 10, fino al 26 agosto prossimo, nel giardino della biblioteca (con ingresso da via Romiti 13) all’ombra del grande ginkgo biloba, con tanti narratori che intratterranno i piccoli partecipanti con storie accattivanti e fantasiose.

La partecipazione agli appuntamenti è libera e gratuita, fino a esaurimento posti.

Per informazioni: tel. 0532 418231 – info.niccolini@comune.fe.it.

In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà all’interno della Biblioteca “Casa Niccolini”.

Tutte le iniziative della biblioteca comunale per bambini e ragazzi di Casa Niccolini alla pagina: http://archibiblio.comune.fe.it

Alessandro Zangara

Sulle sacre pietre: la “Norma” al Teatro Antico di Taormina

Inaugurerà il 23 settembre, in contemporanea alla prima serata musicale del Bellini Festival, la mostra intitolata Sulle sacre pietre: la “Norma” al Teatro Antico di Taormina, in programma a Palazzo Biscari di Catania fino al 3 novembre, giorno della conclusione della XIV edizione della prestigiosa manifestazione dedicata a Vincenzo Bellini a Catania, sua città natale.

La mostra, a cura di Domenick Giliberto, presenta le più belle immagini tratte dalla messa in scena dell’opera Norma di Vincenzo Bellini realizzata nel 2012 al Teatro Antico di Taormina con la regia di Enrico Castiglione nell’ambito della quarta edizione del “Bellini Festival”, trasmessa in diretta dalla RAI quale inaugurazione delle trasmissioni in digitale di RAI 5 in Sicilia, oltre che in diretta via satellite in mondovisione in oltre 700 sale cinematografiche in tutta Europa.

Una produzione di grande successo del capolavoro belliniano firmata da Enrico Castiglione come regista teatrale e regista della diretta televisiva e cinematografica, nonché scenografo dell’allestimento, che nel 2012 ha stabilito in diretta uno dei record di RAI 5 per la lirica, oltre ad esser vista in diretta da migliaia di persone nei cinema di tutta Europa. Enrico Castiglione, fondatore del Bellini Festival a Catania nel 2009, è tra i registi di fama internazionale che maggiormente si sono distinti nella valorizzazione delle opere di Vincenzo Bellini, non solo nella sua città di Catania, ma anche nel mondo: tra i numerosi allestimenti, sua è la regia della prima messa in scena in assoluto della Norma di Bellini in Cina, rappresentata a Shenzen per la prima volta nel 2013.

Il BELLINI FESTIVAL dal 2009 rende omaggio a Vincenzo Bellini a Catania, sua città natale, coinvolgendo i luoghi storici dove lo stesso grande compositore mosse i suoi primi passi, iniziando sepmre nel giorno in cui ricorre l’anniversario della sua morte, il 23 Settembre, per poi concludersi il 3 Novembre, nel giorno dell’anniversario della sua nascita, con il tradizionale Concerto al Duomo, dove a Catania riposano le sue spoglie mortali.

Fondato dal regista e scenografo Enrico Castiglione insieme all’allora Provincia di Catania (oggi Città Metropolitana di Catania), in collaborazione con il Comune di Catania, la Regione Siciliana, l’E.A.R. Teatro Massimo Bellini, l’Università degli Studi di Catania, la Camera di Commercio e l’Arcivescovado, il festival è stato riconosciuto di rilevanza turistica dalla Regione Siciliana Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo e da sempre inserita nel Calendario delle grandi manifestazioni turistiche della stessa Regione Siciliana. Ha inoltre ricevuto il riconoscimento ufficiale del Ministero della Cultura accedendo ufficialmente già dallo scorso anno ai fondi del F.U.S. (Fondo unico dello Spettacolo) e da quest’anno ai fondi triennali che vengono assegnati dall’apposita commissione governativa ai grandi festival italiani di riconosciuto prestigio.

La manifestazione ha conquistato la scena internazionale grazie anche alle continue dirette televisive e nei cinema dei propri allestimenti operistici, molti dei quali dal Teatro Antico di Taormina fino al 2017, alla partecipazione delle grandi star della musica e dell’opera e alle prestigiose coproduzioni operistiche internazionali.

La XIV edizione del Bellini Festival, promosso dalla Fondazione Festival Belliniano insieme al portale televisivo www.musicalia.tv, prenderà il via dal Teatro Metropolitan e si svolgerà in vari luoghi della Città di Catania, dalla Badia di Sant’Agata a Palazzo Biscari, dalle chiese  al Teatro Metropolitan, per poi concludersi il 3 Novembre 2022, come da tradizione, alla Cattedrale di Sant’Agata, il Duomo di Catania, dove riposano le spoglie.

Elisabetta Castiglioni (anche per le fotografie)

Volo in deltaplano: Italia e Alessandro Ploner campioni d’Europa

Continua la serie positiva di titoli internazionali vinti dal team azzurro di volo libero in deltaplano.

Dopo i dieci mondiali, l’ultimo nel 2019, quest’anno è stata la volta del sesto titolo europeo vinto dopo nove entusiasmanti giornate di volo nei cieli del Monte Cucco sopra Sigillo in Umbria. Una decima task è stata annullata per meteo avversa. Due settimane fantastiche per il volo senza motore che si regge sulle correnti d’aria ascensionali e che hanno sorpreso anche il responsabile delle previsioni meteo, il vicentino Damiamo Zanocco.

Il team italiano ufficiale, formato da Marco Laurenzi, Alessandro Ploner, Manuel Revelli, Filippo Oppici, Christian Ciech e Davide Guiducci. sotto la guida del varesino Flavio Tebaldi, ha condotto il campionato fin dalle prime battute, aumentando il vantaggio giorno dopo giorno fino a rendere incolmabile il divario sulla Germania, seconda classificata. Medaglia di bronzo per la Repubblica Ceca. Seguono Austria, Regno Unito, Svizzera e Francia.

Il titolo individuale è toccato per la terza volta al pilota bolzanino di San Cassiano Alessandro Ploner, già campione del mondo in carica, titolo questo vinto in passato ben cinque volte. Ha preso il comando della gara il terzo giorno e non l’ha più mollato fino alla fine, supportato dal collega Christian Ciech, trentino trapiantato nel varesotto, medaglia d’argento da aggiungere al titolo europeo vinto nel 2016 e a tre mondiali.

A superare gli italiani ci hanno provato prima il britannico Grant Crossingham, alla fine quarto davanti a Dan Vyhnalik, (Repubblica Ceca), e poi Primoz Gricar, pilota d’origine ceca, ma con passaporto tedesco. Sua la medaglia di bronzo. Ci ha provato anche il ciociaro Marco Laurenzi, arrivando a occupare il secondo posto prima di essere risucchiato oltre il decimo. Buone le prestazioni di Filippo Oppici di Parma e, fuori dalla rosa nazionale, di Lorenzo De Grandis di Caronno Varesino, rispettivamente sesto e settimo.

All’evento hanno partecipato 22 nazioni per un totale di 93 piloti che si sono confrontati su percorsi tra i 91 e i 201 km, spaziando anche nei cieli delle Marche, oltre a quelli dell’Umbria. Eccellente l’organizzazione affidata a Volo Libero Monte Cucco e Aero Club Lega Piloti sotto l’egida della FAI, Fédération Aéronautique Internationale, e dell’Aero Club d’Italia.

Gustavo Vitali

“Calici d’Estate” a Ferrara

Cinque giorni dedicati al buon vino e alle degustazioni con produttori e selezioni estive delle cantine d’Italia tornano a Ferrara con la manifestazione “Calici d’Estate”. Per la sua terza edizione, la rassegna a cura di FEshion Eventi e patrocinata dal Comune di Ferrara si svolgerà in una nuova location lungo canale del Po di Volano, in via Darsena a Ferrara nelle serate di mercoledì 27, giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 luglio 2022 con orario 18-22.

Diversi produttori di vini, alcune proposte gastronomiche e degustazioni a bordo di un battello in navigazione, alla scoperta di una Ferrara “nascosta”!
Dalle 19 alle 23:30 dal mercoledì al sabato e dalle 18 alle 22 di Domenica, vi aspettiamo all’info point, per acquistare il ticket e prender parte alla degustazione.
Acquistando il ticket sul sito www.feshioneventi.it/prodotto/calici-destate-2022/ in prevendita, costerà solamente 10€ invece che 12€ e comprenderà:
– 1 porta calice con un calice (calice con cauzione)
– 10 Soli D’oro con cui scegliere uno o due tra i piatti proposti (tra cui antipasti, primi piatti e dolci) e due o tre calici di vino a scelta tra le cantine presenti.
* Ogni piatto ha valore di 2,3 o 4 soli d’oro
* Ogni dolce ha valore di 1-2 soli d’oro
* Ogni calice ha valore di 1, 2 o 3 soli d’oro in base all’etichetta
Non dovete far altro che comporre la vostra degustazione preferita!
Ad accompagnare il tutto ci sarà musica al vivo e dj set a cura di Radio Bruno.
Degustazioni in battello:
– Mercoledì 27 Luglio ore 20:00: Differenze di affinamento dei vini rossi, i tannini: come riconoscerli? a cura del Sommelier Marco Simoni e ONAV Ferrara
– Sabato 30 Luglio ore 20:00: I terpeni: cosa sono e come distinguerli a cura del Sommelier Marco Simoni e ONAV Ferrara
– Domenica 31 Luglio ore 20:00: Antociani e Flavoni: cosa sono? a cura del Sommelier Marco Simoni e ONAV Ferrara
Prenotazioni per degustazioni in battello al seguente link:
https://feshioneventi.it/prodotto/calici-destate-2022/
Per info: http://www.feshioneventi.it

Alessandro Zangara

La Valigia dell’Attore 2022

La Sardegna è protagonista, sul palco e sullo schermo, della seconda serata del festival La Valigia dell’Attore, Fortezza I Colmi (Strada panoramica) alle ore 21, ingresso libero, in corso sull’Isola di La Maddalena (SS) fino a sabato prossimo.

Mercoledì 27 luglio si aprirà con uno speciale omaggio a Francesco Origo, artista eclettico dalla lunga e articolata carriera tra cinema e teatro, al fianco dei più grandi registi e interpreti – oltre che direttore artistico della compagnia Çàjka e del progetto “Teatri di Mare” –  prematuramente scomparso lo scorso aprile. Amico fraterno del festival, Origo vi presentò nel 2016 il suo spettacolo “Squarciò” e, nell’inverno successivo, fu straordinario docente per gli alunni delle  Scuole Medie Inferiori di La Maddalena del ValigiaLab.

Doveroso e sentito dunque questo tributo che offrirà in visione un estratto dal documentario Sipario sul mare, regia di Francesco Piras, introdotto dallo stesso regista.

A seguire, Andrea Arcangeli, Syama Rayner, Fiorenzo Mattu Andrea Nicolò Staffa, interpreti del film Il muto di Gallura, introdurranno la proiezione del film di Matteo Fresi, tratto dall’omonimo romanzo storico scritto da Enrico Costa nell’Ottocento, ambientato in Gallura. La vicenda racconta di una sanguinosa faida che ebbe luogo tra le famiglie Vasa e Mamia, causa della morte di decine e decine di persone; al centro della storia un ragazzo sordomuto che, benché trattato male da tutti e isolato, riesce a vendicare i torti subiti e a far valere i propri diritti.

Andrea Arcangeli,  Syama Rayner, Fiorenzo Mattu e Andrea Nicolò Staffa interverranno poi, insieme al regista Matteo Fresi, all’incontro aperto al pubblico sul film, in programma venerdì 29 luglio alle ore 11:00 presso gli ex Magazzini Ilva di Cala Gavetta.

Elisabetta Castiglioni

Voci umane. Musei e teatro di narrazione

Marco Paolini, Laura Curino, Marco Baliani, Silvia Giulia Mendola, Lucilla Giagnoni, Alessandro Albertin, Antonio Catalano… protagonisti, da oggi, 24 agosto, al 7 settembre, della prima edizione di Voci Umane. Musei e Teatro di Narrazione, il nuovo festival del teatro di narrazione promosso dalla Direzione regionale Musei Lombardia (Ministero alla Cultura) per volontà della direttrice Emanuela Daffra.

Ad accogliere e proporre le sette serate di questa importante edizione d’esordio sono altrettante sedi museali statali della Lombardia.

Il debutto è avvenuto in Valle Camonica oggi, al Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri (Naquane) con Antenati.

Il 27 agosto, protagonista al Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno è Laura Curino con La lista. Salvare l’arte: il Capolavoro di Pasquale Rotondi.

L’indomani, il 28 agosto, Palazzo Besta a Teglio ospita Marco Baliani in Kolhaas.

La Villa Romana di Desenzano del Garda propone, nella serata del 3 settembre, La casa degli spiriti di Isabelle Allende, con Silvia Giulia Mendola.

Al Parco Archeologico di Castelseprio, davanti alla suggestiva chiesa di Santa Maria foris portas, Vergine Madre con Lucilla Giagnoni (4 settembre).

Il 6 settembre, a Monza, la Cappella Espiatoria fa da sfondo alla rievocazione della vicenda di Giorgio Perlasca proposta da Alessandro Albertin con Perlasca, il coraggio di dire no.

Chiude infine la rassegna Il Vangelo raccontato da un asino patentato, con Antonio Catalano, il 7 settembre al Museo Archeologico Nazionale della Lomellina a Vigevano.

“Questo – afferma la direttrice Daffra – è il numero zero, peraltro molto denso e di altissimo livello – di un progetto destinato a connotare la proposta culturale estiva dei nostri Musei. È un festival riservato al “teatro di narrazione”, ambito – almeno sino ad ora – non presente nel pur amplissimo panorama dei festival italiani. La scelta degli spettacoli si sposa con i luoghi, che si legano agli spettacoli pur senza esserne “raccontati”. Cito il caso di Cividate Camuno, località che, a causa di notevolissime scoperte archeologiche, ha letteralmente cambiato volto. Tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno valorizzato queste scoperte come elemento identitario del luogo, da preservare e valorizzare. Qui dunque si è scelto di raccontare l’epopea di Pasquale Rotondi, l’uomo che durante la seconda guerra mondiale ha messo in salvo decina di migliaia di opere d’arte.

Punto di partenza è la naturale capacità di racconto dei musei, soprattutto i piccoli musei di territorio, che questa prima edizione ha scelto di privilegiare.”

“Sarà un po’ come collocarsi nelle pieghe del mondo per ascoltarne il cuore – afferma il direttore artistico Maria Grazia Panigada – avremo il privilegio di dare tempo all’antico rito del narrare in luoghi in cui la mano dell’uomo ha lasciato la sua impronta profonda. Sul finire del giorno o al calare della notte, avverrà un incontro che, ogni volta, sarà unico ed irripetibile, un tempo sospeso in cui stare vicini ad ascoltare una storia. I protagonisti sono stati chiamati non solo perché grandi narratori e narratrici, ma per la profondità del loro sguardo che, con uno stile unico, ci condurrà in sentieri leggendari o in storie reali. Incontreremo Michele Kohlhaas, allevatore di cavalli, e Giorgio Perlasca, salvatore di uomini, Francesca da Rimini con la sua passione e Clara, moglie di Esteban Trueba, con la sua forza…

Assumere la direzione artistica di questa rassegna è per me una gioia ed una emozione, il desiderio è che ciascuno possa assaporare il gusto di questo narrare e portarsi a casa il profumo e il ricordo di questi luoghi di bellezza.”

Il costo del biglietto per ciascuno spettacolo è di € 5.00. È inoltre prevista la possibilità di acquistare un abbonamento all’intera rassegna (€ 20.00). Ai titolari dell’abbonamento è richiesto di confermare la propria partecipazione agli spettacoli inviando una mail avente come oggetto il titolo dello spettacolo al seguente indirizzo mail: federicamaria.pennisi@cultura.gov.it.

Le prenotazioni saranno aperte a partire dalla fine di luglio sul sito www.vivaticket.com.

I musei che ospiteranno di volta in volta i vari appuntamenti saranno visitabili gratuitamente, secondo gli orari di apertura previsti, presentando il biglietto dello spettacolo il giorno stesso della rappresentazione o entro la settimana successiva.

In caso di pioggia gli spettacoli avranno una sede alternativa che sarà comunicata successivamente sui canali ufficiali della Direzione.

S.E.

Quando pregate dite “Padre”

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -ANNO C – LUCA 11,1-13
1. Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: “Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli”. Il brano che la liturgia ci offre in questa domenica è un insegnamento sulla preghiera tratto dal capitolo undici del Vangelo di Luca. Gesù insegna a rivolgersi al Padre con fiducia filiale, ad essere insistenti nelle nostre richieste, fino ad essere importuni, ad implorare il dono dello Spirito Santo, senza del quale non possiamo fare nulla.
I discepoli sono attirati dal modo di pregare di Gesù e desiderano imparare a loro volta come pregare. Anche a quel tempo ogni gruppo religioso aveva le proprie preghiere. Sembra naturale che i discepoli di Gesù vogliano conoscere le preghiere specifiche che li identifichi come seguaci di Cristo. Come i discepoli, chiediamo anche noi di imparare a pregare, cioè ad entrare nel dialogo di Gesù con il Padre. La preghiera è un suo dono, non risultato del nostro sforzo. Chiediamo umilmente di imparare a pregare, così impareremo a vivere, perché il nostro modo di rapportarci con Dio si riflette nel modo di rapportarci con i fratelli. Per conoscere quanto una persona è in relazione con Dio, basta vedere come si relaziona con i fratelli. “uno dei suoi discepoli”: il discepolo è indeterminato, quindi ognuno di noi può identificarsi in colui che fa al Signore la domanda di insegnargli a pregare, a Lui che è il solo Maestro interiore.
2. Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite: Padre, “Padre”: circa centottanta volte nei Vangeli viene riportato questo termine con il quale Gesù si riferisce a Dio. Indica l’importanza del rapporto di Cristo con Dio Padre, rapporto nel quale vuole che entriamo ciascuno di noi. La preghiera insegnata da Gesù ha radici ebraiche, tratte sia da preghiere sia dall’Antico Testamento. Dio era considerato “Padre” in quanto Creatore e Signore del suo popolo e per almeno quindici volte questo termine è presente. “Facci tornare, Padre nostro, alla tua Torah… Perdonaci, Padre nostro…” (quinta e sesta benedizione). “Tu hai avuto pietà di noi, nostro Padre, nostro Re…Padre nostro, Padre di misericordia, il Misericordioso, abbi pietà di noi! (seconda preghiera prima dello Shemà).
Così si esprime Isaia: “Tu sei nostro padre, poiché Abramo non ci riconosce e Israele non si ricorda di noi. Tu, Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore” (Isaia 63, 16). “Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci dà forma, tutti noi siamo opera delle tue mani. Signore, non adirarti troppo, non ricordarti per sempre dell’iniquità. Ecco, guarda: tutti siamo tuo popolo” (Isaia 64, 7-8). Impariamo ad assaporare questo compendio orante che Gesù ci ha donato, evitando di ripeterlo come un automatismo. Riusciremo a nutrire il nostro spirito e a tradurre nella vita quotidiana nei
rapporti con i fratelli la relazione di amore con il nostro Padre dei Cieli. sia santificato il tuo nome, Il senso di questo versetto sta nel fatto che non chiediamo che l’uomo rispetti il nome di Dio, ma che Dio stesso agisca perché il suo nome venga riconosciuto santo presso gli uomini. Il “Nome” sta al posto di “Dio” perché nel linguaggio ebraico il nome è lo stesso che la persona. La caratteristica specifica di Dio è l’essere “Santo”, cioè Potenza, Vita piena, Amore che si comunica e si dilata. La santificazione del Nome del Padre trova le sue radici in Ezechiele in cui il profeta afferma che è Dio che agisce per la sua gloria e per amore del popolo: “Giunsero fra le nazioni dove erano spinti e disonorarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le genti presso le quali sono andati. Annunzia alla casa d’Israele: Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, gente d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete disonorato fra le genti presso le quali siete andati.
Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore – parola del Signore Dio – quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio” (Ezechiele 36,20-28). Altri testi di preghiere ebraiche: “Santo e terribile è il suo Nome” (Salmo110,9). “Tu sei Santo e il tuo Nome è santo, e i santi ogni giorno ti loderanno. Benedetto sei tu, Signore, il Dio Santo! Noi santificheremo il tuo Nome nel mondo, come lo si santifica nelle altezze celesti (terza benedizione)”. “Sia magnificato e santificato il suo Nome grande nel mondo che egli ha creato secondo la sua volontà” (Qaddish). venga il tuo regno; Con queste parole siamo chiamati ad aderire al disegno di Dio che è sempre di salvezza. Il suo Regno sarà riconosciuto quando Dio realizzerà la sua promessa alla fine dei tempi. Desiderare che venga il regno di Dio significa conformarsi alla Sua volontà fin da ora. Così si legge nelle preghiere ebraiche, da dove ci è giunta questa espressione del Padre nostro: “Egli stabilisca il suo regno nella vostra vita e nei vostri giorni, e nella vita di tutta la stirpe d’Israele, ora e sempre” (Qaddish). “Dalla tua Dimora, Padre nostro, risplendi e regna su di noi, perché noi
attendiamo che tu regni in Sion” (terza benedizione di Shabbat). “Allora il tuo regno si manifesterà ad ogni creatura” (Assunzione di Mosè). “Ristabilisci i nostri Giudici… e regna su di noi, Tu solo Signore, con amore e misericordia… Benedetto sei tu Signore, Re, che ami la giustizia e il diritto” (undicesima benedizione).
3. dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, Dopo le prime tre richieste che riguardano Dio, iniziano le tre domande che riguardano l’uomo. Chiedere il pane significa domandare ciò che è necessario per la vita, per l’esistenza sulla terra. Dopo esserci uniformati alla volontà di Dio, gli chiediamo quello che ci è indispensabile per essere al suo servizio. Non pieghiamo Dio ai nostri bisogni, ma ci affidiamo con fiducia alla sua
Provvidenza: “Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete…” (Luca 12,22). La richiesta è al plurale perché vogliamo che tutti i nostri fratelli siano sazi.
“Ogni giorno”: chiediamo il pane per ogni giorno, e per pane si intende anche i mezzi fondamentali per esistere; non per accumulare ricchezza, ma quanto ci basta per sostentarci.
4. e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
Per essere in comunione con il Padre abbiamo bisogno di accogliere il suo perdono. Se ci sentiamo veramente perdonati da Dio; accolti nella sua misericordia infinita; sorretti dalla sua mano paterna, che sostiene, non umilia mai, che accoglie, non rifiuta mai, diventiamo capaci di donare perdono ai nostri fratelli, di accoglierli, di amarli senza misura, esattamente come fa il Padre nei nostri confronti. e non abbandonarci alla tentazione”.

Gli esegeti ipotizzano che Gesù si riferisse agli eventi della fine dei tempi, in cui avverrà una grande tribolazione. Il male si scatenerà per strappare il più possibile la fede dai credenti, assalto che anche Gesù sperimenterà prima della passione.
Anche noi proviamo la tendenza al male. Per questo invochiamo Dio Padre, perché non permetta che soccombiamo sotto il peso della tentazione, del peccato, della solitudine, dell’incomprensione. È una preghiera per chiedere che la prova non abbia il sopravvento su di noi, sulla nostra debolezza, in modo definitivo, forti della fede che “Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare” (1Corinzi 10,13). Non smettiamo mai di implorare misericordia e il soccorso del Padre non ci mancherà.
5. Poi disse loro: “Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani,

6. perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”,
Da questo versetto viene introdotta la parabola dell’amico importuno. È l’esempio di un uomo importunato da un amico che, in forza dell’amicizia, non teme di disturbarlo. Il senso dell’ospitalità è molto forte in Palestina. “Se uno di voi”: con questa introduzione, Gesù vuole coinvolgere l’uditorio nel ragionamento. “A mezzanotte”: era uso in Palestina iniziare un viaggio al calare del sole per evitare la calura. È plausibile che una persona cerchi pertanto rifugio la notte. “Tre pani”: è il corrispondente di un pasto per una persona.
7. e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei
bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, “Non mi importunare”: viene fatta l’ipotesi che il padrone di casa non si voglia proprio alzare, ma è solo un’ipotesi, perché sicuramente il sacro dovere di ospitalità avrebbe prevalso su qualsiasi
impedimento. “La porta è già chiusa”: si riferisce alla porta del muro di cinta che circonda la casa, sprangata con una trave di legno o una sbarra di ferro. “Io e i miei bambini siamo a letto”: la casa era formata da una sola stanza dove tutta la famiglia dormiva insieme.
L’insegnamento consiste nel credere che Dio si lascia importunare dalle nostre richieste, perché Egli è l’Amico vero.
8. vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. In questo versetto il padrone di casa non si alza per amicizia e per il dovere dell’ospitalità, ma solo perché il suo interlocutore è molto invadente.
È un invito ad insistere senza mai demordere, perché verremo sicuramente esauditi da Dio Padre. Se un padrone di casa dà il pane a causa dell’insistenza, tanto più Dio, che è Buono, ci esaudirà nei nostri bisogni. Se ci fa attendere è perché vuole che la nostra fede cresca fino a credere in Lui autenticamente, senza bisogno di prove. Per questo spesso sembra assente o in silenzio.
9. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Troviamo dei detti facilmente memorizzabili che spiegano come deve essere la preghiera efficace. Bisogna chiedere, cercare e bussare, consigli in uso già nell’ebraismo. Dobbiamo essere certi che Dio esaudisce ogni domanda e viene in soccorso ai suoi figli. Più siamo nel bisogno, più interviene; più ci facciamo piccoli, più ci prende in braccio; più siamo vuoti dal nostro egoismo, più ci ricolma. La richiesta è il tipico atteggiamento di chi riconosce di aver bisogno; è l’atto del mendicante, che tende la mano; è l’insistenza del bambino che non ha nulla da dare, ma sa di essere figlio e per questo si sente il diritto di essere ascoltato dal padre.
11. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?

12. O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Il rapporto fra Dio Padre e il credente è figurato da quello del padre umano nei confronti del figlio.
Neppure il padre più cattivo dà cose cattive al figlio. Dobbiamo essere certi che tutto ciò che Dio Padre ci dona è buono. “pesce/serpe – uovo/scorpione”: sono accostamenti assurdi per accentuare che la risposta di un padre non può che essere positiva.
13. Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”.
Gesù ci svela i contenuti della sua preghiera al Padre, perché diventi anche la nostra preghiera. Ci insegna a chiedere il dono dello Spirito Santo, il dono più grande che compendia tutti i nostri desideri. È Lui, infatti, che ci suggerisce le cose buone da domandare con fiducia e perseveranza, e ci fa crescere nell’esperienza dell’Amore Trinitario. Il termine che Gesù usa è “Abbà”, “caro papà”, diminutivo usato dai bambini piccoli nei confronti del proprio padre. Gesù invita anche noi ad usare questo termine con atteggiamento di estrema confidenza. Abbiamo la fiducia che solo Dio può darci “molto più di quanto possiamo domandare o pensare”
(Efesini 3,20), perché è Amore Infinito e non può non donarsi, non amare, non comunicarsi. È insito nella sua stessa Persona il fatto di amare.
In chiave eucaristica, il pane che noi chiediamo è l’Eucaristia, in cui siamo nutriti da Cristo stesso, fortificati dalla sua intima presenza, così che il nostro cammino verso di Lui sia reso veramente possibile. Egli è il pane “sopra-sostanziale” (così traducevano i Padri della Chiesa), il pane “necessario”, è Cristo stesso: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Giovanni 6,51).
Con incrollabile fiducia e insistente perseveranza rivolgiamoci al Padre Buono e attendiamo da Lui di ricevere quanto abbiamo bisogno. Alla fine dei tempi non chiederemo più nulla, perché avremo Dio, avremo “il Tutto”. Saremo nella gioia infinita, che sulla terra possiamo soltanto pregustare.
Suor Emanuela Biasiolo

Vasco Ascolini, Capitali della Cultura

La mostra Vasco Ascolini, Capitali della Cultura.Immagini e incarichi dei più prestigiosi musei del mondo, allestita nell’ex chiesa di San Ludovico a Parma (orari dalle 11 alle 18 sabato e domenica fino all’11 settembre prossimo) e prodotta dal Comitato per Parma 2020 con il sostegno di Enel, raccoglie gli scatti di Ascolini che, con il suo punto di vista e stile inconfondibili, ha colto i dettagli di città capitali della cultura nazionali e internazionali, come Arles, Berlino, Il Cairo, Ginevra, Parma, Versailles e Tunisi.

Immagini di sculture, musei, chiese, palazzi e giardini che si incontrano nella quotidianità – a colori, in movimento, immersi in rumori di fondo – segnaletiche, cancelli e automobili, negli scatti selezionati per la mostra perdono la scala, e il loro senso è modificato da un nero potente, che confligge con la luce.

Vasco Ascolini, Parma

Vasco Ascolini è l’unico fotografo italiano di cui abbiano scritto lo storico dell’arte sir Ernst H. Gombrich e il grande medievalista Jacques Le Goff. Le sue fotografie sono state definite “eccezionali” dal critico Federico Zeri, la sua poetica è stata collegata alla messa in scena della scultura e ai gesti del teatro Kabuki dallo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle. Cavaliere delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese, Ascolini personifica il motto nemo propheta in patria, perché, nonostante il riconoscimento internazionale, in Italia resta poco noto. Questa mostra si propone di far conoscere la sua fotografia al grande pubblico.

Ascolini, che proprio a Parma negli anni Settanta ha iniziato la sua formazione come artista, partecipando da uditore alle lezioni universitarie di Quintavalle, ora torna in città con una mostra che vuole far vivere agli spettatori un’esperienza diversa e totalizzante: un maxischermo installato al centro della navata di San Ludovico proietterà le fotografie per un tempo adeguato a coglierne gli elementi rappresentati, con i soli testi descrittivi a interrompere il bianco del layout. In sottofondo, una selezione di suoni registrati in presa diretta in tutti i luoghi fotografati contribuirà ad aumentare lo straniamento. Non una mostra tradizionale, dunque, ma un film, con un inizio e una fine, il visivo associato all’audio, gli spettatori seduti e il buio in sala.

«Al contrario di quello che ordinerebbe la logica, attraverso le immagini di Ascolini, noi riusciamo a leggere il senso di una scultura anche solo vedendone una mano o un suo dettaglio che, scoperto dalla luce, riemerge dall’ombra nera della memoria – afferma Michele Guerra, sindaco di Parma. Lo slogan di Parma Capitale Italiana della Cultura è stato La Cultura batte il tempo e nelle fotografie di Ascolini il Tempo è rappresentato dall’uso del Nero, colore-assenza che isola, nasconde, riduce, sino a quando il fotografo, attendendo la luce giusta, deciderà di svelarci la sua visione».

Nei primi scatti realizzati in contesti teatrali negli anni Settanta – celebri le fotografie dello spettacolo del coreografo, ballerino e regista Lindsay Kemp scattate nel 1979 – Ascolini dimostra uno stile inconfondibile. Forzando le possibilità del mezzo, spinge la grana della pellicola, estremizza i toni del bianco e nero, avvicina i corpi con l’obiettivo e applica ad essi tagli inaspettati, lasciando a un nero assoluto gran parte della stampa. Il risultato è un’immagine che gioca sulle asimmetrie per mantenersi in equilibro.

Verso la metà degli anni Ottanta, il rapporto tra Ascolini e il teatro si esaurisce, e il fotografo inizia a dedicarsi all’architettura e alla statuaria storiche, applicando su pietre e marmi, sale e giardini gli stessi stilemi del teatro. Continua a tagliare le prospettive e i soggetti, con le sculture che fanno capolino da dietro una parete o mostrando la propria silhouette. Così accresce la sensazione di disagio per ciò che non ci è dato vedere, per quel qualcosa che sembra voler sfuggire alla nostra percezione. Proprio lasciando la porta del reale socchiusa, Ascolini contribuisce a ravvivare la capacità immaginativa e ci spinge a scavare nell’inconscio e nella memoria.

La mostra è accompagnata dal catalogo edito Electa Vasco Ascolini, Capitali della Cultura. Fotografie 1980-2013, a cura di Amedeo Palazzi e Cesare Di Liborio. Il volume contiene, oltre alle fotografie della mostra, gli scambi epistolari con illustri nomi della fotografia internazionale, con i curatori di prestigiosi musei e il nuovo saggio di Quintavalle dedicato al fotografo oltre a quelli già editati di Ernst H. Gombrich e Jacques Le Goff.

Per info sulla mostra: www.parma2020.it

Delors (anche per la fotografia)