“Genesi” di Sebastião Salgado a Napoli

Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo. Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.

La mostra è nata da un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato 8 anni. Curata da Lélia Wanick Salgado su progetto di Contrasto e Amazonas Images, la mostra è frutto della collaborazione di Civita Mostre con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, che ha già consentito di realizzare altre importanti mostre di fotografiae sarà presentata al PAN, Palazzo Arti Napoli, dal 18 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018.

La mostra Genesi di Sebastião Salgado è già straordinaria protagonista di un tour internazionale di grandissimo successo.Potente nella sua essenziale purezza, il messaggio di Genesi è incredibilmente attuale, perché pone al centro il tema della preservazione del nostro pianeta e della imprescindibile necessità di vivere in un rapporto più armonico con il nostro ambiente.

Genesi è un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, un canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini. Con 245 eccezionali immagini che compongono un itinerario fotografico in un bianco e nero di grande incanto, la mostra racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso, di cui disponiamo: il nostro pianeta.

Genesi è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.

Il percorso espositivopresenta una serie di fotografie, molte delle quali di straordinari paesaggi, realizzate con lo scopo di immortalare un mondo in cui natura ed esseri viventi vivono ancora in equilibrio con l’ambiente.Una parte del suo lavoro è rivolto agli animali che sono impressi nel suo obiettivo attraverso un lungo lavoro di immedesimazione con i loro habitat. Salgado ha infatti vissuto nelle Galapagos tra tartarughe giganti, iguane e leoni marini, ha viaggiato tra le zebre e gli animali selvatici che attraversano il Kenya e la Tanzania rispondendo al richiamo annuale della natura alla migrazione.

Un’attenzione particolare è riservata anche alle popolazioni indigene ancora vergini: gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali nel Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto della Namibia e quelle più remote delle foreste della Nuova Guinea. Salgado ha trascorso diversi mesi con ognuno di questi gruppi per poter raccogliere una serie di fotografie che li mostrassero in totale armonia con gli elementi del proprio habitat.

Le immagini di Genesi, in un bianco e nero di grande potenza, sono una testimonianza e un atto di amore verso la Terra.

Viaggio unico alla scoperta del nostro ambiente, l’ultimo progetto di Salgadorappresenta il tentativo, perfettamente riuscito, di realizzare un atlante antropologico del pianeta, ma è anche un grido di allarme e un monito affinché si cerchi di preservare queste zone ancora incontaminate, per far sì che, nel tempo che viviamo, sviluppo non sia sinonimo di distruzione.

Al progetto Genesi è dedicata una monumentale pubblicazione edita da Taschen, di 520 pagine con oltre 1.000 illustrazioni, che sarà disponibile nel bookshop della mostra.

Contrasto ha recentemente pubblicato l’autobiografia del fotografo, Dalla mia Terra alla Terra e gli altri libri Profumo di sogno. Viaggio nel mondo del caffè e Altre Americhe.

Il 17 ottobre, giorno dell’inaugurazione, è previsto un incontro pubblico con il grande fotografo brasilianointervistato da Roberto Koch, che si terrà nel pomeriggio alle ore 16.00 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino.

Con la mostra Genesi di Sebastiao Salgado si apre un’intensa stagione culturale che culminerà nel Natale a Napoli. Una straordinaria esposizione che occuperà per la prima volta l’intero Palazzo Roccella, il nostro PAN|Palazzo delle Arti Napoli in via dei Mille, con oltre duecento immagini che raccontano attraverso un suggestivo allestimento l’opera del grande maestro brasiliano. Evento nell’evento, a cui come Comune teniamo tantissimo, sarà la lecture aperta al pubblico che Salgado stesso terrà al Maschio Angioino il 17 ottobre. Dopo Steve McCurry e Helmut Newton un altro grande appuntamento con la fotografia d’autore arricchirà l’offerta culturale ma anche quella turistica della nostra città che sta battendo ogni record di presenze in Italia. Dalla stretta collaborazione con Civita Mostre nasce così un altro grande progetto che siamo certi saprà superare per numeri le esperienze precedenti – Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura. È un viaggio attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo. La prova che il nostro pianeta include tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata; autentiche meraviglie nei Poli, nelle foreste pluviali tropicali, nella vastità delle savane e dei deserti roventi, tra montagne coperte dai ghiacciai e nelle isole solitarie. Regioni troppo fredde o aride per tutto tranne che per le forme di vita più resistenti, aree che ospitano specie animali e antiche tribù la cui sopravvivenza si fonda proprio sull’isolamento. Fotografie, quelle di Genesi, che aspirano a rivelare tale incanto; un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere. Lélia Wanick Salgado

Sebastião Ribeiro Salgado nasce l’8 febbraio 1944 ad Aimorés, nello stato di MinasGerais, in Brasile. A 16 anni si trasferisce nella vicina Vitoria, dove finisce le scuole superiori e intraprende gli studi universitari. Nel 1967 sposa LéliaDeluizWanick. Dopo ulteriori studi a San Paolo, i due si trasferiscono prima a Parigi e quindi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo. Lavorando prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, per creare poi insieme a Lèlia la agenzia Amazonas Images, Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti. Prima documenta la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro La mano dell’uomo, (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città  italiane). Quindi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo: In camminoeRitratti di bambini in cammino. (Contrasto, 2000). Grandi mostre itineranti (A Roma alle Scuderie del Quirinale e poi a Milano all’Arengario di Palazzo Reale) accompagnano anche in questo caso l’uscita dei libri.

Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di MinasGerais in Brasile l’Instituto Terra che ha riconvertito alla foresta equatoriale – che era a rischio di sparizione – una larga area in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire. L’Instituto Terra è una delle più efficaci realizzazioni pratiche al mondo di rinnovamento del territorio naturale ed è diventata un centro molto importante per la vita culturale della città di Aimorès.

 

Sebastião Salgado. Genesi

Pan_Palazzo Arti Napoli

18 ottobre 2017 – 28 gennaio 2018

Tutti i giorni dalle ore 9,30 alle ore 19,30

La biglietteria chiude un’ora prima

Martedì chiuso

Biglietti

Intero € 11,00 (comprensivo di audioguida)

Ridotto € 10,00 per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di convenzioni appositamente attivate (comprensivo di audioguida)

Ridotto speciale € 6,00 per scuole e giovani fino a 26 anni (comprensivo di audioguida)

Gratuito per minori di 6 anni, 2 accompagnatori per classe e accompagnatore di disabili

Riduzioni Trenitalia: ingresso con la formula 2×1 per possessori biglietto Frecce  con destinazione Napoli e per i possessori di CartaFRECCIA; ingresso ridotto per abbonati regionali (Campania) o possessori biglietto corsa semplice destinazione Napoli, per i dipendenti Gruppo FS sconto del 10% sugli acquisti nel bookshop.

 

Barbara Izzo (che ha fornito anche le immagini dalla mostra)

 

Istituzione Universitaria dei Concerti. La stagione dell’Aula Magna

Dicembre si apre con un concerto dedicato al compositore georgiano Giya Kancheli, uno dei più noti e interessanti rappresentanti della straordinaria primavera musicale fiorita nelle repubbliche indipendenti nate dalla dissoluzione dell’Urss. Sono celebri le sue raccolte di Miniature: ne saranno eseguite due serie, quella per pianoforte solo sarà affidata ad Alessandro Stella – la cui incisione è stata entusiasticamente accolta dalla critica internazionale e molto lodata da Kancheli stesso – e quella per voce e pianoforte al grande mezzosoprano georgiano Nino Surguladze, dedicataria di questo ciclo vocale. Nel concerto successivo l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Ulrich Windfuhr esegue la Sinfonia n. 4 di Brahms, in ideale collegamento con Spira Mirabilis per l’impiego di un organico contenuto, simile a quello dell’orchestra di corte di Meiningen, per cui Brahms aveva scritto questo capolavoro. Tale recente tendenza sta cambiando il modo di proporre la musica del compositore amburghese, di cui verrà eseguito anche il Doppio Concerto, con due magnifici giovani solisti: la violinista Chloë Hanslip ha vinto vari premi discografici ed è regolarmente ospite col suo Guarneri del Gesù di importanti orchestre internazionali come Philharmonia di Londra e Tokyo Philharmonic; il violoncellista Umberto Clerici ha suonato in tutto il mondo in sale prestigiose quali la Carnegie Hall di New York e il Musikverein di Vienna e da tre anni il suo spirito sempre alla ricerca di nuove esperienze lo ha portato a Sydney, come primo violoncello della locale orchestra sinfonica e professore all’università.

Il 2017 si conclude con il debutto a Roma di un astro nascente del violoncello, il francese Edgar Moreau, premiato ai concorsi “Ciajkovskij” di Mosca e “Rostropovich” di Parigi. Ad appena ventitre anni ha già nel suo carnet collaborazioni con l’Orchestre National de France, la Filarmonica di San Pietroburgo e la Hong Kong Sinfonietta e con direttori e solisti del calibro di Valery Gergiev, Nikolai Znaider e Renaud Capuçon. Il programma del suo concerto con Il Pomo d’Oro – uno dei più apprezzati gruppi specializzati nella musica del barocco e del preclassicismo – presenta un ampio ventaglio di compositori del Settecento, da Vivaldi e Boccherini ai rari Hasse, Durante, Platti e a Telemann, di cui ricorrono i duecentocinquanta anni dalla morte.

La IUC dedica il primo concerto del 2018 a Claude Debussy nel centenario della morte. La pianista coreana Ilia Kim offrirà un ricco e vario panorama delle sue opere, che farà riflettere sui sempre discussi rapporti del compositore francese con le correnti pittoriche preraffaellite, impressioniste, simboliste e  astrattiste. Precede il concerto un “Salotto Debussy” in cui storici dell’arte e della musica dialogheranno proprio sulle relazioni fra il musicista e le arti figurative. Sono presenti in stagione altri pianisti, che hanno in comune la particolarità di essere delle voci fuori dal coro, perché non mettono al centro della loro visione musicale quel virtuosismo meccanico che oggi sta dilagando. Il pianista finlandese Olli Mustonen si presenta in duo col violoncellista inglese Steven Isserlis, che è regolarmente ospite delle principali orchestre ma si dedica soprattutto alla musica da camera, sempre con partner del massimo livello. È dunque in piena sintonia con Mustonen, che, pur suonando regolarmente con le maggiori orchestra come le Filarmoniche di Berlino e  New York, ha un’inclinazione speciale per la musica da camera. In più Mustonen è anche un affermato compositore e in questo concerto presenterà una sua Sonata accanto a musiche di Schumann, Prokofiev e Kabalevskij. Anche altri dei più interessanti pianisti odierni si dedicano alla composizione, come il turco Fazil Say, che esprime sempre liberamente le sue idee, non solo in campo musicale, tanto che per le sue opinioni ha avuto non pochi problemi col governo del suo paese. È un interprete sempre originale e trascinante, che tocca l’animo degli ascoltatori in un modo divenuto ormai raro nel mondo sempre più materialista e rigidamente programmato della musica classica. Dopo Chopin e l’“Appassionata” di Beethoven – assolutamente travolgente nella sua interpretazionepresenterà due sue recenti composizioni, che sono un ponte gettato tra musica occidentale e orientale.

Approdano alla IUC altri due pianisti da non perdere. Debutta a Roma Steven Osborne, considerato uno dei principali musicisti britannici attuali, particolarmente apprezzato per la coerenza e l’interesse dei programmi dei suoi concerti. Per il suo primo recital all’Aula Magna ha scelto Berg, Ravel e Prokofiev, tre compositori della prima metà del Novecento che sono ormai dei classici. È invece un ritorno alla IUC quello del grande virtuoso russo Alexei Volodin, che presenta un programma iperromantico, il cui filo rosso sono le dediche che Schumann, Chopin e Liszt si sono scambiate tra di loro.

Un punto di forza di questa stagione della IUC è la presenza di alcuni dei più illustri virtuosi di oggi in rappresentanza di una grande varietà di strumenti. Dopo lo Stradivari della già citata Isabelle Faust si potrà ascoltare il Guarneri del Gesù dell’israeliano di origine russa Shlomo Mintz, che da quasi mezzo secolo è una leggenda del violino, avendo iniziato a soli dieci anni una carriera a livello mondiale, il che significa aver potuto suonare con grandi artisti come Bernstein, Giulini e Rostropovich. Torna a Roma dopo anni di assenza, nel duplice ruolo di violinista e direttore, insieme a I Solisti Aquilani.

Giovanni Sollima è un fantastico violoncellista, che non fa del virtuosismo un fine ma un mezzo per comunicare attraverso la musica con il pubblico più vario, spaziando dalla classica al rock. Insieme al pianista Giuseppe Andaloro propone un programma vario ed eclettico, partendo dall’inglese elisabettiano John Dowland per arrivare a brani originali composti da lui stesso – mai eseguiti prima a Roma – e a trascinanti rivisitazioni di pezzi rock. Quest’anno sono protagoniste anche le percussioni, con il concerto del gruppo Tetraktis, che spazia da Cherubini a Cage e a due prime romane, una del noto jazzista Ramberto Ciammarughi, l’altra di Riccardo Panfili, uno dei più interessanti compositori della giovane generazione. Questi brani propongono un inedito incontro delle percussioni con il corno di Alessio Allegrini, che è il coprotagonista di questo concerto e che dal suo strumento, considerato indomabile e “scorbutico”, sa ricavare colori di leggerezza e fascino inimmaginabili.

Non può mancare la chitarra: è in cartellone il principe di questo strumento, Manuel Barrueco, che torna spesso all’Aula Magna, affascinando sempre il pubblico. Le composizioni di Milan, Bach, Sor e Albèniz da lui scelte sono una lussuosa vetrina della più bella musica per chitarra, in originale o in trascrizione.

Al sassofono è dedicato il concerto del Signum Saxophone Quartet: formato da due tedeschi e due sloveni, questo gruppo si è distinto subito per il suo estro e per la grande perizia tecnica e ben presto gli si sono aperte le porte delle più prestigiose sale da concerto, come Barbican di Londra, Carnegie Hall di New York, Konzerthaus di Vienna, Concertgebouw di Amsterdam e Palais des Beaux-Arts di Brussels. L’eclettismo loro e del loro strumento è l’anima di un programma che spazia da Bach e Haydn ai moderni Ligeti e Ginastera, Piazzolla e Chick Corea. Un quartetto speciale è quello formato da quattro grandi solisti italiani – il pianista Pietro De Maria, il violinista Marco Rizzi, il violoncellista Enrico Dindo e il clarinettista Alessandro Carbonare – che si sono riuniti per eseguire una delle composizioni più rappresentative del Novecento, il Quatuor pour la fin du Temps di Messiaen, scritto durante la guerra nel campo di prigionia di Görlitz. Inoltre ognuno di loro eseguirà un pezzo scritto da Debussy per il proprio strumento, come ulteriore omaggio all’anniversario del grande compositore francese.

Ma il quartetto per antonomasia è quello per archi, immancabile in ogni stagione cameristica. Il leggendario Quartetto Borodin appartiene da oltre settanta anni all’aristocrazia di questa formazione strumentale, essendosi costituito nel 1945. Uno dei suoi fondatori fu Mstislav Rostropovich, ma naturalmente negli anni i suoi membri sono cambiati, conservando però sempre l’altissima qualità di quello che è unanimemente considerato il miglior quartetto russo e uno dei migliori a livello mondiale. In programma Borodin Ciajkovskij e Schubert. Se il Quartetto Borodin è già entrato nella storia, il giovane Quartetto Guadagnini è agli inizi di una brillante carriera. Fondato nel 2012, già due anni dopo ha vinto il Premio Farulli, attribuito dalla giuria del Premio Abbiati, il più prestigioso in Italia. Ha dato concerti in mezza Europa e si è spinto fino in Cina. Il programma è dedicato a Haydn, Brahms e Webern, ovvero a tre secoli di musica tedesca, dal Sette al Novecento.

Speciale attenzione è data alla musica barocca. Ai già citati concerti della Antonacci e di Moreau va aggiunto quello dell’Ensemble Barocco di Napoli, intitolato I viaggi del barocco, dedicato a quattro città portuali, che furono importanti centri di scambi non solo commerciali ma anche culturali: queste quattro “capitali del mare” sono Venezia con Vivaldi, Napoli con Nicola Fiorenza, Londra con Giuseppe Sammartini (non sembri strano, perché la capitale inglese era la città più cosmopolita del tempo e accoglieva musicisti provenienti da tutta l’Europa) e Amburgo con Telemann. Ancora barocco (Tartini e Locatelli) ma anche musica di altre epoche, fino a John Williams, nel concerto di Guido Rimonda e della Camerata Ducale. Il titolo è Le violon noir perché Rimonda suona lo Stradivari appartenuto al compositore francese Leclair, ucciso nel 1764 con una pugnalata alla schiena: quando fu ritrovato, alcuni mesi dopo, stringeva ancora il suo violino, sul cui legno le sue mani avevano lasciato un’indelebile impronta nera. “Il Trillo del diavolo” di Tartini, “Le Streghe” di Paganini e gli altri brani in programma sono stati scelti in sintonia con questa leggenda.

Se la riscoperta della musica barocca è iniziata alcuni decenni fa, ora si sta assistendo alla nascita di un profondo interesse per altre culture musicali, diverse da quella europea, in particolare per le musiche del Mediterraneo, collegate tra loro da una fittissima rete di scambi reciproci. Uno dei più grandi “barocchisti” dei nostri tempi, il carismatico Jordi Savall, è stato il primo musicista “colto” a sviluppare già da vari anni un appassionato interesse per le musiche dell’altra sponda del Mediterraneo. Col suo gruppo Hespérion XXI ci farà scoprire ora la musica ottomana dei secoli d’oro, facendola dialogare con le musiche greche, armene e sefardite. In un concerto intitolato “Voci sacre: tre fedi un solo Dio” Patrizia Bovi e un selezionato gruppo di cantori e strumentisti accostano le tradizioni musicali cristiana, ebraica ed islamica, facendo ascoltare musiche maronite, sufi e giudaico-provenzali, ma anche uno Stabat Mater corso e un canto pugliese per la Passione.

Un’altra grande e antica tradizione musicale del Mediterraneo è quella partenopea. Ed è proprio nel segno di Napoli che la stagione si chiude con Peppe Barra, autentico custode del patrimonio culturale della sua città, le cui canzoni intrise di magia e di folclore sono espressione di una napoletanità dal sapore passato e dalle sonorità contemporanee. Il titolo di questo spettacolo, E cammina cammina, riprende quello del suo più recente disco e offre un panorama dell’intero percorso artistico di Barra, iniziato più di cinquant’anni fa: è un viaggio attraverso un vasto paesaggio culturale, con canzoni vecchie e nuove di autori diversi (Raffele Viviani, Salvatore Di Giacomo, Enzo Gragnaniello) e anche con un omaggio a Pino Daniele, in un crescendo di emozioni e musica.

MusicaPourParler

La IUC rivolge sempre grande attenzione ai giovani e dedica specificamente agli studenti gli incontri della serie MusicaPourParler, che si svolgono nell’Aula Magna alle 11.00 e sono aperti anche al pubblico adulto. Molto spesso l’Aula Magna è esaurita e questa accoglienza così favorevole ha suggerito quest’anno di aumentarne il numero da tre a quattro. Gli interpreti sono gli stessi che suonano nella stagione, ma questi incontri si svolgono in modo più informale e il programma è adattato alle esigenze di un pubblico spontaneo e curioso, lasciando anche spazio ad un dialogo diretto e alla pari tra gli ascoltatori e gli esecutori, che, rispondendo alle domande che vengono loro poste, hanno modo di parlare di sé stessi, dei loro strumenti e della musica da loro amata e eseguita.

Il divertimento è assicurato con Elio, che nel primo incontro proporrà, a modo suo, un’esilarante ma sostanzialmente versione de Il Flauto Magico di Mozart, le cui musiche saranno eseguite dall’Ensemble Berlin in una trascrizione per un piccolo gruppo strumentale. Il secondo appuntamento è intitolato “Bravo Gioacchino!”: l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Giordano Ferranti eseguirà musiche di Rossini in occasione dei 150 anni dalla morte, ma non sarà certo un momento triste, anzi sarà reso vivace e allegro dalle percussioni “turche” e dal famoso “crescendo rossiniano”.

In “Dialogo fra un violoncello e un pianoforte” il violoncellista Giovanni Sollima e il pianista Giuseppe Andaloro propongono un concerto che è come un work in progress che nasce e si sviluppa sul momento, in base al pubblico presente e all’energia che questo trasmette. Dotato di una straordinaria capacità comunicativa, Sollima conquisterà sicuramente tutti i giovani ascoltatori, spaziando dalla classica al rock con totale naturalezza. Tetraktis Percussioni nella sua ventennale esperienza artistica e didattica ha realizzato progetti che mettono in relazione linguaggi e culture diversi. L’obiettivo di questa lezione-concerto, intitolata “PercuoTiAmo” è raccontare la più numerosa tra le famiglie degli strumenti musicali, quella delle percussioni, mettendo a confronto le percussione della nostra tradizione con gli strumenti di altri continenti. Anche quest’anno gli studenti potranno scrivere una recensione dei concerti di MusicaPourParler e gli autori dei lavori migliori saranno premiati con un abbonamento per tutta la famiglia alla successiva stagione della IUC.

Note in Biblioteca

Sono giunti alla terza edizione i concerti di Note in Biblioteca, che si svolgono ad ingresso gratuito nelle biblioteche di Roma. Quest’iniziativa, le cui precedenti edizioni sono state accolte con grande favore, è realizzata in collaborazione con il Sistema Biblioteche Centri Culturali del Comune di Roma, il Conservatorio “Santa Cecilia” e la Facoltà di Musicologia dell’Università “La Sapienza”. Protagonisti di questi incontri sono alcuni dei migliori diplomati e allievi del conservatorio romano e le musiche eseguite spaziano dalla classica al jazz. Alcuni dei giovani esecutori sono i pianisti João Tavares Filho e Manuel Caruso, il violinista Francisco Cóser e il Dispari Sax Quartet. Tutti i concerti sono preceduti da introduzioni all’ascolto, che, anche in considerazione del luogo dove tali incontri si svolgono, danno particolare risalto ai rapporti tra musica e libri. A curare tali introduzioni sono gli specializzandi di Musicologia della Sapienza sono coordinati dal prof. Antonio Rostagno.

Concerti nelle scuole

L’attività didattico-musicale della IUC è itinerante. Oltre ai concerti in Aula Magna, la IUC porta concerti e guide all’ascolto in molti istituti scolastici romani, soprattutto scuole medie. La finalità di questa iniziativa è la diffusione della musica presso gli studenti, in stretto rapporto con i docenti di riferimento. È un passaggio essenziale per iniziare alla musica i giovanissimi, per far loro conoscere generi musicali con cui spesso non hanno avuto nessun contatto e per abituarli all’ascolto della musica dal vivo, che è cosa ben diversa dall’ascolto attraverso le cuffie e gli altri strumenti elettronici, sola modalità conosciuta da molti di loro.

Proseguono inoltre i Laboratori d’arte sonora, nelle scuole, a cura dell’ensemble di percussioni Ars Ludi e in collaborazione con la IUC. L’obiettivo è formare e avvicinare gli studenti al mondo della ritmica e della creatività sonora, facendo loro scoprire il piacere di fare musica insieme.

 

Mauro Mariani

axélero alza il sipario digitale del Teatro Carlo Felice di Genova

A pochi giorni dall’inaugurazione della stagione teatrale 2017-2018 il teatro Carlo Felice di Genova, in collaborazione con axélero, società attiva nel settore della digitalizzazione delle imprese, si apre al digitale e lancia il tour virtuale del teatro, monumento urbano distrutto dalla Guerra, e poi ricostruito e restituito alla cittadinanza nel 1991.

Da qualche anno ormai anche il settore della cultura si è avviato verso un suo risveglio digital cominciando ad adottare gli strumenti messi a disposizione dal web. Andando a stimolare nuove forme di coinvolgimento mai adottate fino ad ora si cerca, infatti, di attirare il pubblico, creare interesse e coinvolgimento sulle opere di grandi artisti e promuovere eventi.

Con la sua mission di accompagnare le aziende italiane nel loro percorso di crescita digitale al fine di ottenere la massima visibilità sul web e conquistare nuovi clienti, axélero ha dato un contributo importante alla valorizzazione di questo edificio di pregio architettonico fra i più importanti a livello nazionale, rinnovando le modalità di fruizione sia dei suoi esterni che degli spazi interni.

Grazie alla navigazione immersiva sarà, infatti, possibile visitare tutto ciò che è rimasto del vecchio teatro opera del Barabino, come il porticato a bugnato, l’iscrizione latina, il terrazzo che si affaccia su via XXV Aprile e il grande pronao marmoreo, che costituiva l’accesso separato per il principe di Savoia, sormontato da un timpano triangolare che ha sulla sommità una copia della statua del “Genio dell’Armonia”, il cui originale viene oggi custodito nella Chiesa di Sant’Agostino in Sarzano.

Il tour comprende, inoltre, gli spazi nuovi, frutto della ricostruzione recente e dotati della più avanzata tecnologia, come la torre scenica, alta circa 63 metri, che svetta nello skyline della città, la sala principale con capienza di duemila mila posti e i quattro palcoscenici mobili, uno dei quali largo circa 600 metri quadrati, oltre alla piazza coperta dalla quale si accede ad un’altra sala da 200 posti, indipendente dal resto del teatro, che ospita convegni, conferenze e incontri musicali. La navigazione immersiva del Teatro Carlo Felice è stata realizzata grazie al contributo di Grandi Navi Veloci.

“Il Teatro Carlo Felice dedica il tour virtuale soprattutto al pubblico che programma una visita a Genova, meta turistica sempre più scelta e apprezzata , considerandolo un aperitivo che prepari alle scoperte gastronomiche, artistiche e culturali della città.

Un teatro che offre “tutta la musica che c’è” , sempre più aperto, con lo sguardo al mare e all’orizzonte, pronto ad accogliere, prima virtualmente e poi realmente, gli appassionati di musica, di Architettura e di arte.

Un ringraziamento a Grandi Navi Veloci che approdando nel porto di Genova mostra ai passeggeri uno skyline in cui svetta la nostra torre scenica e che per questo ha voluto offrire un tuffo all’interno del  Teatro Carlo Felice”.

axélero S.p.A., azienda fondata nel 2008 e quotata sul mercato AIM Italia da dicembre 2014, è leader nell’offerta di soluzioni di digital marketing per le PMI. La mission della Società è infatti accelerare il business di piccole e medie imprese offrendo loro l’accesso a soluzioni e servizi digitali come quelli utilizzati dalle big company, con l’obiettivo di sbloccarne il potenziale competitivo. I clienti che scelgono axélero ottengono visibilità, contatti utili e risultati concreti per la propria attività. Approccio da market maker, innovatività e radicamento sul territorio sono le caratteristiche dell’azienda che opera attraverso 4 business unit: Smart & Business, che offre soluzioni digitali per PMI e Soho con una rete di oltre 400 consulenti digitali distribuiti su tutto il territorio nazionale; Executive, specializzata in progetti custom per grandi aziende e Pubblica Amministrazione; Next, focalizzata sullo sviluppo di prodotti basati sull’intelligenza artificiale vincitori del Premio Innovazione Smau e del Best Use of Artificial Intelligence in Customer; Lab, un veicolo di corporate venture capital che accelera startup che sviluppano prodotti e servizi ad alto potenziale per le PMI.

 

Marina Chiappa

 

Rally Due Valli 2017

La manifestazione organizzata dall’Automobile Club Verona si svolgerà dal 13 al 15 ottobre prossimi e condenserà al suo interno quattro gare: il XXXV Rally Due Valli valido come ultimo round del Campionato Italiano Rally; il XXXV Rally Due Valli valido per il Campionato Regionale Rally; il 12° Rally Due Valli Historic valido per il Campionato Italiano Rally Auto Storiche; il 7° Due Valli Classic valido per il Trofeo Tre Regioni di Regolarità Sport.

Saranno 217 gli equipaggi che si sfideranno al Rally Due Valli 2017, così suddivisi: 67 nel CIR (Campionato Italiano Rally), 31 nel CIRAS (Campionato Italiano Rally Auto Storiche), 60 nel CRR (Campionato Regionale Rally) e 59 nella Regolarità Sport.

LE GARE: IL CAMPIONATO ITALIANO RALLY

La grande sfida del XXXV Rally Due Valli valido per il CIR sarà lo spettacolo principale di questa edizione. Paolo Andreucci (Peugeot 208 T16 R5 / Peugeot Italia), Simone Campedelli (Ford Fiesta R5 / Orange1 Racing – Brc) e Umberto Scandola (ŠKODA Fabia R5 / ŠKODA Italia Motorsport) si sfideranno sulle strade del Due Valli per vincere il titolo italiano. Il toscano della Peugeot ha un vantaggio matematico abbastanza importante, quindi può permettersi di fare calcoli, mentre Campedelli e Scandola devono solo vincere, con il pilota Ford che in questa evenienza non deve preoccuparsi del risultato degli avversari, cosa che invece potrebbe rendere inutile una vittoria di Scandola. Menzione speciale per il veronese Stefano Strabello, che in coppia con Paolo Scardoni, darà l’assalto al Suzuki Rally Trophy a bordo della Suzuki Swift Sport di classe R1B.

Tanti i piloti che potrebbero infilarsi in questa sfida, portando via punti preziosi. Tra loro Luca Rossetti (ŠKODA Fabia R5), che ritorna nel Campionato Italiano dopo tanto tempo, Elwis Chentre (Hyundai i20 R5), Marco Pollara (Peugeot 208 T16 R5), Antonio Rusce (Ford Fiesta R5), Luca Panzani (Ford Fiesta R5) o Tiziano Gecchele (ŠKODA Fabia R5).

LE GARE: IL CAMPIONATO ITALIANO RALLY AUTO STORICHE

Nel Due Valli Historic occhi puntati sul vicentino “Lucky” Battistolli, in coppia con Fabrizia Pons, una delle navigatrici più forti al mondo che navigò anche Michelle Mouton. Sulla Lancia Delta 16V tenteranno di conquistare un Due Valli che sfugge al vicentino dal 1987. Contro di lui Marco Bianchini (Lancia Rally 037) vincitore in questa gara nel 2015, Domenico Guagliardo (Porsche 911) che si impose al Due Valli Historic nel 2012. Tanti i veronesi in lizza per l’Historic, tra tutti il ritorno sulla BMW M3 di Andrea Grobberio, genio e sregolatezza dal piede tremendamente pesante.

LE GARE: IL CAMPIONATO REGIONALE RALLY

Nel CRR, gara per antonomasia molto combattuta, la sfida sembra essere a quattro tra Righetti-Ceschi (Citroen DS3 R5) secondi lo scorso anno, Tacchella-Zullo (Peugeot 208 T16 R5) al debutto in categoria R5 al Due Valli, Franchini-Franceschini (Peugeot 207 S2000) e Pananto-Zandonà (Peugeot 207 S2000).

La gara del Campionato Regionale è però nustrita di piloti veronesi che, nonostante iscritti con vetture meno performanti, hanno da sempre compensato il divario tecnico con la conoscenza del percorso e la voglia di mettersi in mostra. Attenzione quindi anche alle classi A7 dove potrebbero dire la loro Sartori-Pedretti, Bennati-Rigo, Cunegatti-Righetti (tutti su Renault Clio) o Bosco-Scandola (Renault Megane). Non da meno la classe A6 ricca di piloti molto veloci come Abram-Ambrosi o l’attesa coppia formata da Luigi Zamperini e Andrea “Ciopi” Ballini, entrambi su Peugeot 106.

LE GARE: LA REGOLARITÀ SPORT

Da non dimenticare lo spettacolo che offrirà la regolarità sport del Due Valli Classic, che ha registrato un grande successo di iscritti. Qui la sfida per il Trofeo Tre Regioni vedrà Maurizio Senna e Lorena Zaffani difendere l’importante leadership alla ricerca dell’affermazione assoluta. Il gruppo di esperti del pressostato è molto nutrito, ma Senna e la navigatrice veronese sono sicuramente i favoriti.

Tanti i veronesi al via, che proveranno sicuramente a dire la loro nella gara di casa. Pezzo-Bonin (BMW M3), Faccio-Gaio (Opel Kadett GTE), Turazza-Zanella (Opel Kadett GTE), Nicolis-Brunelli (BMW E30), Marcolin-Lodde (Fiat Abarth 124 Spider), Carcereri-Maresca (BMW 2002 Ti) e molti altri, che si sfideranno sui pressostati al centesimo di secondo.

LA NOVITÀ: LA RALLY DUE VALLI ARENA

Tante le novità per il pubblico e i piloti in questa edizione, prima di tutto la Rally Due Valli Arena che darà vita al grande spettacolo della Super Prova Spettacolo (poi anche PS8) “ŠKODA Città di Verona”. La SPS1 si svolgerà nella serata di venerdì 13 ottobre. I concorrenti si sfideranno in un appassionante testa a testa sul tracciato ricavato all’interno del Parcheggio “C” del Palazzetto dello Sport. Lungo tutto il perimetro della prova sarà possibile posizionarsi per assistere allo spettacolo, ma i servizi per gli spettatori saranno molti altri. Saranno in funzione infatti stand gastronomici, verranno allestite delle consolle con cui sfidare gli amici in un inteso torneo di guida che regalerà ai vincitori il MotorShow di Bologna e un’esperienza in pista su una Ferrari F430.

Esclusiva opportunità quella che gli appassionati potranno sfruttare sabato 14 dalle 10:00 alle 13:00, quando il tracciato della SPS1 e PS8 “ŠKODA Città di Verona” verrà aperto a tutti per dei giri liberi con le proprie auto per sperimentare un’emozione unica.

Pregevole iniziativa anche “Rally Theraphy – A bordo di un sogno”, un’iniziativa studiata assieme alla ULSS9 di Verona e con il supporto del Comune di Verona, Assessorato ai Servizi Sociali, che darà possibilità a ragazzi e ragazze diversamente abili di salire in auto con alcuni Campioni del presente e del passato proprio sul tracciato della SPS1.

IL PARCO ASSISTENZA

Altra zona importante del Rally Due Valli il Parco Assistenza nel Parcheggio “P3” di Veronafiere. Qui saranno allestiti i paddock di tutte le scuderie e gli appassionati potranno entrare in contatto con il mondo del rally, toccando con mano la passione che si respira in queste manifestazioni. Da segnalare che qui sarà allestito un maxischermo dove saranno trasmesse in diretta alcune delle prove grazie allo streaming di Aci Sport Italia, la cui programmazione sarà ufficializzata nei prossimi giorni e includerà anche la diretta Facebook della SPS1.

IL PROGRAMMA

CIR, CIRAS e CRR partiranno venerdì sera da Piazza Bra, a partire dalle ore 18:30 e disputeranno poi la SPS1. Sabato 14 prima tappa sulle colline dell’est veronese con sette prove speciali, tre da ripetere tre volte, la celeberrima “Ca’ del Diaolo”, la “Roncà” e la bellissima “Santissima Trinità”. Chiusura di tappa alla Rally Due Valli Arena con la PS8 “ŠKODA Città di Verona” dove i concorrenti CRR termineranno la loro gara e celebreranno il vincitore dopo essersi sfidati uno contro uno.

Domenica 15 seconda tappa, con il CIR che affronterà otto prove speciali, quattro da ripetere per due volte: “Marcemigo”, “Tregnago”, “San Mauro di Saline” e “San Francesco” prima di tornare in Piazza Bra dove dalle 17:30 avranno inizio i festeggiamenti per il nuovo Campione Italiano Rally. Il CIRAS non disputerà il secondo giro su “San Mauro di Saline” e “San Francesco” e concluderà in Piazza Bra alle 15:00. Infine la Regolarità Sport, valida quale penultimo appuntamento del Trofeo Tre Regioni disputerà tutta la tappa di domenica e arriverà in Piazza Bra in coda al CIR.

 

Roberto Bolis e gli organizzatori

Gli ‘anni della rinascita’ della Spal raccontati dalle foto di Sergio Pesci

 È un racconto per immagini degli ‘anni della rinascita’ della Spal, dal 2013 al 2017, il libro di Sergio Pesci ‘Spal: dal sogno al paradiso’ presentato oggi nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17) di Ferrara. Il volume è a cura di Lorenzo Battaglioli e Fausto Bassini. L’evento è organizzato in collaborazione con il Circolo della Stampa Ferrara.

La trionfale cavalcata della S.P.A.L. (Società Polisportiva Ars et Labor) – da nobile decaduta del calcio italiano in serie D, fino al ritorno in serie A dopo 49 anni grazie all’abilità di una dirigenza tutta ferrarese: la famiglia Colombarini e il presidente Walter Mattioli – le sue gesta, i suoi gol, i suoi protagonisti e la sua tifoseria raccontati dalla Nikon di Sergio Pesci, fotoreporter di lungo corso per le maggiori testate quotidiane e periodiche, “artista dello scatto” che immortala i biancoazzurri da ben 36 anni. Un volume fotografico con 150 immagini a colori e le prestigiose prefazioni di: Tiziano Tagliani (Sindaco di Ferrara) – Simone Merli (Assessore allo sport del Comune di Ferrara) – Federica Lodi (giornalista di Sky Sport) – Mauro Malaguti (giornalista del Resto del Carlino) – Gianni De Biasi (allenatore internazionale).

Sergio Pesci, ferrarese purosangue e giornalista di lungo corso, ha collaborato in veste di fotoreporter con le maggiori testate nazionali e internazionali. Ha fondato l’agenzia fotografica Business Press e attualmente, con la sua inseparabile Nikon, documenta la cronaca bianca, nera e sportiva per il marchio QN – Quotidiano Nazionale.

 

Alessandro Zangara (anche per l’invio delle foto inerenti il libro)

Nuovo rapporto di A.I. sul Messico

La combinazione deleteria di un sistema giudiziario difettoso, gli agenti di polizia non addestrati e l’impunità in generale incoraggiano detenzioni arbitrarie e portano alla tortura, alle esecuzioni e alle sparizioni forzate, ha dichiarato Amnesty International lanciando un nuovo rapporto. “Falsi sospetti: le detenzioni arbitrarie della polizia in Messico” dimostra come la polizia in Messico trattiene costantemente le persone per estorcere confessioni in modo arbitrario. Inoltre, spesso si portano prove cercando di dimostrare che si sta facendo qualcosa per affrontare la criminalità o punire gli individui per il loro attivismo dei diritti umani. Il rapporto si basa su interviste confidenziali con i membri della polizia e del sistema giudiziario.

“Il sistema giudiziario in Messico è completamente inadatto allo scopo e per questo sta deludendo il larga misura la popolazione”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. “La polizia sembra trattenere le persone per nessun altro motivo se non per fingere che siano state intraprese azioni per combattere la criminalità. In definitiva non raggiunge nulla e mette tutti nel paese in pericolo di violazioni dei diritti umani, inclusi torture e altri maltrattamenti”.

Le detenzioni arbitrarie possono facilmente portare ad altre violazioni dei diritti umani, come la tortura, la sparizione forzata e le esecuzioni extragiudiziali. Il 25 febbraio 2016, gli agenti di polizia di X-Can, una piccola comunità nella penisola dello Yucatán nel Messico meridionale, hanno arrestato arbitrariamente José Adrián, un ragazzo disabile di 14 anni, e lo hanno accusato di lanciare pietre alla loro macchina. Gli agenti di polizia non hanno detto a José Adrián perché è stato arrestato e non hanno contattato la sua famiglia. Invece, lo hanno picchiato, gli hanno tolto la camicia e l’hanno ammanettato. Poi lo hanno portato in una vicina stazione di polizia dove lo hanno appeso per le manette e lo hanno picchiato mentre era sospeso per costringerlo a confessare. Quando i genitori di José Adrián lo hanno finalmente trovato, sono stati invitati a pagare circa 138 dollari per il danno all’auto e 39 dollari come ammenda. Le autorità locali hanno detto che se non avessero pagato, José Adrián non sarebbe stato rilasciato, perciò alla fine hanno messo insieme i soldi e pagato l’ammenda. La famiglia ha presentato una denuncia dinanzi alla Commissione per i diritti umani statali e alla Procura di Stato, ma 18 mesi dopo ancora non sono stati informati di eventuali sviluppi nell’inchiesta. Nel giugno 2016, il Messico ha applicato un nuovo codice procedurale in tutto il paese, che ha dato alla polizia più poteri per condurre indagini. Il codice ha lo scopo di accelerare le indagini penali. In pratica, tuttavia, la legge non viene correttamente applicata, con molti agenti di polizia non adeguatamente formati e che non rispettano la premessa fondamentale della presunzione di innocenza – un diritto umano fondamentale. In un’ammissione sconvolgente, un agente di polizia ha dichiarato ad Amnesty International che non ritiene importante rendere i detenuti consapevoli dei loro diritti umani.

Ciò richiama l’atteggiamento di un gran numero di funzionari dell’applicazione della legge che violentemente e ingiustamente violano i diritti umani delle persone con cui interagiscono. I membri della magistratura non solitamente non mettono in dubbio la fonte delle prove presentate dalla polizia, anche se sanno che in molti casi la polizia presenta elementi di prova per incriminare le persone, specialmente nei crimini legati a rapine, armi e traffico di droga. Molti membri della magistratura, la polizia e l’ufficio del procuratore generale hanno denunciato ad Amnesty International la mancanza di risorse (incluso personale, veicoli, telefoni e esperti forensi) per risolvere i delitti. I membri della magistratura hanno ammesso di affrontare la pressione dei loro superiori, e persino dell’esecutivo, per deliberare in un determinato modo in casi rilevanti. Lo studente universitario e attivista per i diritti umani Enrique Guerrero Aviña sta languendo in una prigione federale di massima sicurezza nello stato di Jalisco, da quando è stato arrestato illegalmente dalla polizia federale in borghese a Città del Messico nel maggio 2013. Dal momento del suo arresto, Enrique è stato picchiato e umiliato. È stato poi portato in una località non identificata dove è stato torturato con pugni, soffocamenti e minacce alla sua famiglia, mentre veniva interrogato circa il suo lavoro sui diritti umani. Il  giorno dopo, è stato portato all’ufficio del procuratore generale dove è stato torturato di nuovo mentre la polizia cercava di costringerlo a confessare un rapimento – cosa che ha rifiutato di fare. È stato poi interrogato e accusato di essere coinvolto nella criminalità organizzata e in un rapimento insieme altre dodici persone che avevano a loro volta detto di essere state torturate per confessare. Enrique rimane ancora in detenzione preventiva, quattro anni dopo il suo arresto.

“Questa ricerca dimostra che tutti sono a rischio di detenzione arbitraria in Messico, e che si è più a rischio se si è poveri, si indossano abiti sbagliati o si lavora per difendere i diritti umani. Il sistema messicano sembra essere progettato per fare tutto ciò che serve per mantenere le carceri piene. Questo deve cambiare, e cambiare velocemente”. Il rapporto “Falsi sospetti: le detenzioni arbitrarie della polizia in Messico” è disponibile all’indirizzo: http://www.amnesty.it/messico-le-detenzioni-arbitrarie-affliggono-sistema-giudiziario

Amnesty International Italia

Aperta la Stagione Concertistica degli Amici della Musica di Verona

Si inaugura oggi, mercoledì 11 ottobre al Ristori di Verona, con il recital della violinista Anna Tifu e del pianista Julies Quentin, la stagione concertistica 2017-2018 della Società Amici della Musica di Verona.

La rassegna, giunta alla 108ª edizione, è sostenuta da: Ministero dei Beni e Attività Culturali, Regione Veneto, Provincia di Verona, Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Banca Popolare di Verona- Banco BPM, Fondazione Zanotto e Gruppo Manni.

“Un programma di alto livello, come è solita proporre la Società degli Amici della Musica, che anche quest’anno rinnova l’importante opera di promozione culturale che svolge sul territorio cittadino e non solo”, afferma l’assessore Briani. Tra le caratteristiche della rassegna, l’assessore sottolinea “l’attenzione al decentramento con concerti in altri Comuni, l’aspetto sociale con la musicoterapia, quello educativo con il coinvolgimento delle scuole e la promozione del connubio arte-musica”.

Quindici i concerti del programma generale, che si terranno al Teatro Ristori alle 20.30 dall’11 ottobre all’8 aprile 2018. Fuori abbonamento invece i tre concerti al Museo degli Affreschi (26 ottobre, 9 e 23 novembre), i quattro appuntamenti all’Auditorium del Conservatorio (29 ottobre, 12, 19 e 26 novembre) e i due concerti in programma a Isola della Scala (15 novembre e 9 febbraio).

Il programma completo della rassegna sul sito www.amicidellamusicavr.it.

 

Roberto Bolis