Rapporto 2019 di Amnesty International sulle Americhe

Nel 2019 milioni di persone sono scese in strada nelle Americhe per protestare contro gli alti livelli di violenza, disuguaglianza, corruzione e impunità o sono state costrette a lasciare i loro paesi in cerca di salvezza. In risposta, gli stati della regione hanno stroncato le proteste e il diritto d’asilo, in completo spregio dei loro obblighi nazionali e internazionali.
È quanto ha dichiarato da Amnesty International, lanciando il suo rapporto sui diritti umani nel 2019 nelle Americhe.

“Nel 2019 abbiamo assistito a un rinnovato assalto ai diritti umani in buona parte della regione. Leader intolleranti e sempre più autoritari hanno fatto ricorso a tattiche ancora più violente per impedire alle persone di protestare o di cercare salvezza in altri paesi. Ma abbiamo anche visto giovani ergersi dalla parte dei diritti e pretendere il cambiamento, dando luogo a manifestazioni di massa. Il loro coraggio di fronte alla feroce repressione di stato ci fa sperare che le nuove generazioni non saranno prevaricate”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.
“Il 2020 si prospetta come un ulteriore anno di rivolte sociali, instabilità politica e distruzione ambientale e dunque la lotta per i diritti umani è più urgente che mai. E non c’è dubbio che i leader politici che predicano odio e divisione nel tentativo di demonizzare e minacciare i diritti degli altri si troveranno dal lato sbagliato della storia”, ha aggiunto Guevara-Rosas.
Nel 2019 movimenti di protesta, spesso guidati da giovani, si sono riuniti intorno alle richieste di trasparenza e rispetto dei diritti umani in paesi quali Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Haiti, Honduras, Portorico w Venezuela. Invece di creare meccanismi per promuovere il dialogo e prendere in considerazione le richieste dei manifestanti, le autorità hanno risposto impiegando tattiche repressive e sempre più militarizzate.
La repressione in Venezuela è stata particolarmente acuta: le forze di sicurezza del presidente Nicolás Maduro hanno commesso crimini di diritto internazionale e gravi violazioni dei diritti umani, tra cui esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari e uso eccessivo della forza, che potrebbero costituire crimini contro l’umanità. In Cile, l’esercito e la polizia hanno intenzionalmente colpito i manifestanti per scoraggiare il dissenso, uccidendo almeno quattro persone e ferendone migliaia di altre.
In totale, nel contesto delle proteste, sono state uccise almeno 202 persone: 83 ad Haiti, 47 in Venezuela, 35 in Bolivia, 22 in Cile, otto in Ecuador e sei in Honduras.
L’America Latina si è dimostrata ancora una volta la regione più pericolosa al mondo per i difensori dei diritti umani: le persone impegnate nella protezione dei diritti della terra, dei territori e dell’ambiente sono risultate le più esposte a omicidi mirati, criminalizzazione, sfollamento forzato e minacce. La Colombia è rimasto il paese più letale, con almeno 106 omicidi, per lo più di leader contadini, nativi e di discendenza africana, nel contesto di un conflitto armato interno ancora intenso.
Il Messico è stato uno dei paesi più mortali al mondo per i giornalisti, almeno 10 dei quali sono stati uccisi. Il numero degli omicidi ha raggiunto livelli record ma la risposta delle autorità si è basata sulle fallimentari strategie sicuritarie del passato, attraverso la militarizzazione della Guardia nazionale  e l’approvazione di preoccupanti leggi sull’uso della forza.

La violenza delle armi ha continuato a essere uno dei maggiori problemi di diritti umani negli Usa, con troppe armi in giro e leggi inadeguate per tenerne traccia e tenerle lontane dalle mani di persone con intenzioni offensive.
Una nuova normativa annunciata dall’amministrazione Trump nel gennaio 2020 ha reso più semplice l’esportazione di fucili d’assalto, pistole stampate in 3-D, munizioni e altro materiale, diffondendo la violenza delle armi oltreconfine, soprattutto in altri stati delle Americhe.
Analogamente, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha firmato una serie di decreti che, tra i vari effetti che ne sono derivati, hanno ammorbidito le norme per il possesso e l’uso delle armi da fuoco.
Il numero delle persone fuggite negli ultimi anni dalla crisi dei diritti umani del Venezuela ha raggiunto la cifra, senza precedenti nelle Americhe, di 4,8 milioni ma Perù, Ecuador e Cile hanno risposto introducendo nuovi criteri restrittivi per gli ingressi e rimandando illegalmente indietro venezuelani bisognosi di protezione internazionale.
Più a nord, il governo Usa ha usato il sistema giudiziario contro i difensori dei diritti dei migranti, ha imprigionato illegalmente bambini migranti e ha attuato nuove misure per attaccare e limitare massicciamente l’accesso all’asilo, in violazione dei suoi obblighi internazionali.
Proprio mentre le persone in fuga da una violenza persistente e diffusa cercavano di trovare protezione negli Usa, l’amministrazione Trump le ha rimandate indietro ponendole in pericolo. Decine di migliaia di persone sono state costrette ad attendere il proprio destino in Messico, in condizioni di rischio, sulla base dei “Protocolli per la protezione dei migranti”, meglio noti come le politiche del “Rimani in Messico”.
Gli Usa hanno impedito a un numero sempre maggiore di richiedenti asilo il diritto all’assistenza, applicando programmi segreti di espulsione rapida. Hanno anche fatto pressioni sui paesi vicini perché violassero i diritti dei richiedenti asilo, facendo firmare con le maniere forti a paesi come Guatemala, El Salvador e Honduras una serie di mal concepiti e fittizi accordi sui “paesi terzi sicuri”.
Dopo la minaccia dell’amministrazione Trump di imporre nuovi dazi doganali, il governo del Messico non solo ha accettato di ricevere e rimandare forzatamente indietro richiedenti asilo ai sensi dei “Protocolli per la protezione dei migranti”, ma ha anche dispiegato l’esercito per impedire ai migranti centroamericani di attraversare il suo territorio per arrivare alla frontiera con gli Usa.
L’impunità è rimasta la norma in tutta la regione. Il governo del Guatemala ha compromesso l’accesso alla giustizia delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani ponendo fine alle attività della Commissione internazionale contro l’impunità, seguito nel gennaio 2020 da quello dell’Honduras che ha annunciato la fine della Missione di sostegno alla lotta contro la corruzione e l’impunità.
Le preoccupazioni per l’ambiente sono aumentate in tutta la regione. L’amministrazione Trump ha annunciato il ritiro degli USA dall’accordo di Parigi e gravi crisi ambientali hanno colpito i popoli nativi in Brasile, Bolivia, Perú ed Ecuador. Le politiche anti-ambientaliste del presidente brasiliano Bolsonaro hanno alimentato i devastanti incendi dell’Amazzonia e non hanno protetto i popoli nativi dal disboscamento illegale e dall’espansione degli allevamenti di bestiame che sono alla base delle appropriazioni di territorio.
Entrato ufficialmente in carica all’inizio del 2019, Bolsonaro ha immediatamente tradotto in pratica la sua retorica contraria ai diritti umani attraverso una serie di provvedimenti amministrativi e legislativi che hanno messo a rischio i diritti di ogni persona. Nel frattempo, l’emblematico omicidio della difensora dei diritti umani Marielle Franco, avvenuto nel 2018, è rimasto irrisolto.

Nonostante alcuni progressi e la crescita di vari movimenti per i diritti delle donne, la violenza di genere è rimasta diffusa in tutte le Americhe. Nella Repubblica Dominicana la polizia ha continuato a stuprare e umiliare le lavoratrici del sesso con modalità equiparabili alla tortura.

Ben pochi progressi sono stati fatti dal punto di vista dei diritti sessuali e riproduttivi. Le autorità di El Salvador hanno proseguito a criminalizzare le donne e le ragazze che hanno dovuto fare ricorso a interventi ostetrici di emergenza, soprattutto quelle provenienti da ambienti svantaggiati, attraverso il divieto totale di abortire. In Argentina, è stato registrato un parto ogni tre ore di bambine di età inferiore ai 15 anni, la maggior parte delle quali a seguito di gravidanze forzate causate dalla violenza sessuale.
Alla fine del 2019, 22 stati americani avevano firmato il trattato regionale sui diritti ambientali noto come Accordo di Escazú. Nel febbraio 2020 l’Ecuador è stato l’ottavo stato ad averlo ratificato. Mancano solo tre ratifiche perché entri in vigore.
Negli Usa, a novembre, un tribunale dell’Arizona ha assolto il volontario umanitario Scott Warren dall’accusa di aver “nascosto” due migranti cui aveva fornito cibo, acqua e un posto per dormire. In precedenza, a febbraio, un giudice federale aveva annullato la sentenza nei confronti di altri quattro volontari per accuse analoghe.
L’assoluzione di Evelyn Hernandez, condannata per omicidio aggravato dopo aver subito un intervento ostetrico di emergenza, è stata un’altra vittoria dei diritti umani in El Salvador, sebbene la procura abbia presentato appello.
Le donne e le ragazze sono state in prima fila nei movimenti, prevalentemente guidati dai giovani, che sono scesi in piazza per i diritti umani. Grandi manifestazioni femministe hanno avuto luogo in Argentina, Messico e Cile.
“Questa onda verde di donne e ragazze che chiedono il rispetto dei diritti sessuali e riproduttivi e la fine della violenza di genere pare inarrestabile. Da Santiago del Cile a Washington DC, l’inno di protesta ‘Uno stupratore sulla tua strada’ è stato la colonna sonora della solidarietà nel 2019 e ha ridato slancio all’ottimismo per un 2020 in cui si possano ottenere dei risultati”, ha sottolineato Guevara-Rosas.
“Entriamo in un nuovo decennio e non possiamo consentire ai governi delle Americhe di ripetere gli errori del passato. Invece di limitare diritti conquistati a duro prezzo, chiediamo loro di rafforzarli e di collaborare per creare una regione in cui ognuno possa vivere in libertà e dignità”, ha concluso Guevara-Rosas.

Amnesty International Italia

I sonetti di Shakespeare prima in podcast e poi protagonisti dell’Estate Teatrale Veronese

Anche Shakespeare aderisce alla campagna del Mibact #iorestoacasa. E i suoi sonetti, che saranno protagonisti di uno degli appuntamenti dell’Estate Teatrale Veronese, diventano podcast.

La versione digitale del Poetry Death Match, realizzata dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza a cura di Giorgio Sangati, sarà trasmessa dal lunedì al venerdì alle 14, sui canali social dello Stabile del Veneto YouTube, Facebook e Instagram e on demand. Quindi, fruibile per tutti comodamente e gratuitamente da casa.

Il format rientra nel cartellone digitale “Una stagione sul sofà” con cui il Teatro Stabile del Veneto il 18 marzo ha aperto il sipario virtuale su spettacoli teatrali, fiabe, racconti, laboratori, aperitivi letterari, video letture di grandi romanzi e podcast. Un progetto promosso dal Teatro Stabile del Veneto in accordo con la Regione del Veneto, i Comuni di Padova, Treviso e Venezia, la Provincia di Padova e con il contributo delle Camere di Commercio di Padova, Treviso Belluno e Venezia Rovigo, per combattere la noia che può minare la permanenza in casa necessaria per affrontare l’emergenza epidemica. Una costrizione che può diventare occasione per ridefinire le relazioni interpersonali e immaginare nuove modalità di lavoro.

“Oggi più che mai, a fronte del drammatico momento che la nostra comunità sta vivendo, sentiamo forte il dovere di continuare a svolgere una funzione importante e di utilità – afferma l’assessore alla Cultura Francesca Briani -. Nella particolare contingenza che ci costringe a rimanere nelle nostre case, sono lieta che i cittadini veronesi abbiano una proposta culturale in più, per tenere viva la mente e la curiosità. Il progetto digitale proposto dal Teatro Stabile del Veneto va infatti in questa direzione, in linea con la campagna del Mibact #iorestoacasa. Tra le varie proposte anche quella che vede il Teatro Stabile collaborare con l’Estate Teatrale Veronese, che inaugurerà la prossima stagione di prosa con i Sonetti di Shakespeare rappresentati per le strade della città. Un progetto ideato insieme al direttore artistico dell’Estate Teatrale Carlo Mangolini per arricchire la passeggiata di veronesi e turisti e dare nuova linfa al teatro del grande drammaturgo inglese. Nei prossimi giorni lo spettacolo sarà proposto in forma inedita nel palinsesto dello Stabile e andrà ad aggiungersi alle diverse proposte culturali. Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di una lunga partnership con lo Stabile Veneto e che le difficoltà di questi tempi ci insegnino sempre più a fare rete e dialogare con tutte le realtà d’eccellenza che il nostro territorio esprime”.

 

Roberto Bolis

Vinitaly annullato, appuntamento al prossimo anno dal 18 al 21 aprile 2021

E alla fine anche il Vinitaly si è dovuto arrendere al Coronavirus. Una decisione storica, per la prima volta dal 1967 il Vinitaly non ci sarà, una scelta difficile anche se inevitabile. Dopo il primo rinvio delle date inizialmente in programma ad aprile gli organizzatori avevano fatto slittare l’edizione a giugno, oggi la notizia ufficiale che molti addetti ai lavori e operatori del settore si attendevano con l’annullamento per quest’anno.

Il Cda di Veronafiere ha deciso l’annullamento, con la ridefinizione di obiettivi, strategie e investimenti per la messa in sicurezza dei prodotti, della propria clientela e del business dei settori correlati, come sottolineato dal presidente di Veronafiere Maurizio Danese.

“La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini e Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative.”

Si guarda quindi già al futuro. Nel 2020 il Vinitaly dovrebbe potenziare la presenza internazionale, lavorando con investimenti straordinari negli eventi svolti all’estero. Vinitaly Chengdu, Vinitaly China Road Show, Wine South America (23-25 settembre 2020), Vinitaly Russia (26 e 28 ottobre 2020), Vinitaly Hong Kong (5-7 novembre 2020), Wine To Asia (9-11 novembre 2020) e le iniziative della Vinitaly International Academy (Via), oltre a considerare la realizzazione di un evento innovativo il prossimo autunno a servizio delle aziende.

 

#iorestoacasa (imparo e ricordo) con AAMOD

Un grande contributo per la conoscenza del nostro patrimonio storico audiovisivo: da tempo l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ha messo a disposizione gratuitamente migliaia di film sul proprio canale YouTube, consultabili anche, corredati di schede con le descrizioni integrali, sul sito specifico. Ora, nei difficili giorni dell’epidemia e dell’ #iorestoacasa, propone alcuni percorsi, sulla storia del Novecento in particolare, attraverso strumenti metodologici e film documentari del ricco e unico patrimonio che custodisce.

Uno strumento utile non solo per il piacere singolo di chi vuole ripercorrere la nostra memoria storica audiovisiva ma anche una concreta e utile risorsa alle lezioni sul web nelle scuole e nelle università.

Da un lato, infatti, l’Archivio propone una serie di suggerimenti critici e analitici sul metodo di approccio per l’uso delle fonti audiovisive per lo studio della storia: si tratta di testi e saggi utili per meglio comprendere la specificità del linguaggio filmico, documentario, delle sue forme ed evoluzioni storico-produttive, nonché dei loro contesti di realizzazione.

Dall’altro, propone una ricca produzione di documenti filmici di militanza nella rappresentazione “del reale”: un ricchissimo patrimonio cinematografico italiano ed internazionale che vede protagonista un cinema documentario di inchiesta, denuncia, testimonianza delle lotte politiche sociali culturali, di liberazione, avvenute anche in altri paesi, ma anche collettive e storiche rappresentazioni del costume nel contesto socio-culturale di ogni Stato. Lo sguardo principale, infatti, è quello della militanza e della partecipazione collettiva forte per rappresentare fenomeni di protesta o di lotta per la conquista dei diritti di ogni genere, ma un altro sguardo, altrettanto significativo è il punto di vista dei committenti di queste opere e degli autori che le hanno realizzate: tra i nomi dei registi in prima linea spiccano quelli di Lizzani, Scola, Birri, Giannarelli, Montaldo e Taviani, ma ve ne sono anche molti altri che hanno segnato la storia del nostro cinema.

Alle playlist tematiche già pubblicate (Viaggio nel Novecento, La scuola e l’educazione, Politica e sindacalismo, Sguardo sul mondo, Guerra e Resistenza, Il movimento studentesco, Emigrazione) si aggiungeranno ulteriori proposte nei prossimi giorni, mentre quotidianamente, sulla pagina Facebook dell’AAMOD, è pubblicato un film al giorno con un suggerimento di approccio metodologico per il suo uso didattico.

ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO

https://www.aamod.it/

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

 

 

 

“L’ora della terra”. Sabato sera luci spente nelle case

Quest’anno, l’iniziativa planetaria del WWF l’Ora della Terra cade in un periodo particolare, che vede tutta la popolazione impegnata in una prova molto dura. Non ci saranno eventi in piazza né manifestazioni, ma il coinvolgimento diretto dei cittadini per sensibilizzare sul tema dei cambiamenti climatici.

L’appuntamento è per sabato 28 marzo, alle 20.30 locali. Per partecipare basta un gesto simbolico: spegnere per un’ora la luce di casa, dimostrando il proprio impegno per la salute del pianeta.

 

Roberto Bolis

Emergenza Covid-19: la Fondazione Golinelli risponde con attività di didattica digitale e il suo fondatore dona 200.000 euro alla sanità

In risposta all’invito del MIUR ‒ rivolto alle realtà che vogliono sostenere iniziative di didattica a distanza per fronteggiare le difficoltà causate dalla sospensione delle attività scolastiche in tutta Italia per il contenimento della diffusione del coronavirus ‒ Fondazione Golinelli offre un supporto agli insegnanti con servizi e materiali didattici gratuiti online per stimolare la riflessione metodologica e la sperimentazione delle potenzialità della didattica digitale e agli studenti con attività formative e un ciclo di incontri online realizzato in collaborazione con YOOX-NET-A-PORTER Group.

A risentire dell’emergenza del Covid-19, oltre al settore dell’educazione, è soprattutto quello sanitario. Il filantropo e imprenditore Marino Golinelli, fondatore della Fondazione Golinelli, insieme alla moglie Paola, ha infatti deciso di sostenere l’Azienda USL e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena nella lotta al coronavirus con una donazione di 200.000 euro.
Le attività di didattica digitale proposte da Fondazione Golinelli forniscono contenuti, metodologie e materiali utili nelle attività a distanza programmate dai docenti in questi giorni di emergenza nella scuola, ma che potranno essere utilizzati anche in classe quando riprenderà la consueta attività scolastica.
Gli insegnanti potranno accedere a diverse classi virtuali della Fondazione Golinelli in cui troveranno materiali in formato digitale da usare con i propri studenti e avranno la possibilità di confrontarsi con formatori e tutor scientifici della Fondazione sulla gestione delle attività di didattica online. Fondazione Golinelli ha reso inoltre disponibili in modalità online diverse attività di formazione inizialmente ideate come iniziative dal vivo, con convegni e webinar in streaming. Fra questi l’intervento Le basi neuro-scientifiche dell’apprendimento con il neuroscienziato Leonardo Fogassi, trasmesso in streaming lo scorso 16 marzo, è disponibile sul canale YouTube di Fondazione Golinelli e conta già oltre 250 visualizzazioni.

Le proposte didattiche di Fondazione Golinelli, di cui hanno usufruito già oltre un centinaio di docenti da diverse regioni d’Italia (Abruzzo, Campania,Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto), si rivolgono agli insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e vanno dalla bioinformatica alla matematica, dalla scienza alle tecnologie.Saranno aggiornate e arricchite settimanalmente con nuovi contenuti e nuovi toolkit per l’insegnamento a distanza e i docenti partecipanti saranno costantemente affiancati e seguiti da tutor e formatori specializzati della Fondazione.

Bioinformatica e le sue applicazioni

Insegnanti e studenti saranno guidati alla scoperta di un settore innovativo della biologia, che combina, con un approccio interdisciplinare, conoscenze biologiche, informatiche e di altre discipline quali matematica, statistica e biochimica.

Fondazione Golinelli propone agli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado un percorso formativo sulla bioinformatica fornendo un testo di introduzione alla materia, materiali didattici e un tutorial per far svolgere agli studenti esercitazioni interamente online attraverso banche dati di bioinformatica per uso didattico.

Palestra matematica online

La matematica non avrà più segreti con la Palestra matematica di G-LAB di Fondazione Golinelli, che combina esercizi di aritmetica e geometria con giochi online di matematica con cui gli studenti possono sfidarsi accedendo ciascuno da casa con il proprio dispositivo digitale. L’attività didattica propone protocolli, indicazioni per i docenti e dimostrazioni, differenziate in base all’ordine scolastico, per sfruttare le risorse della Khan Academy, organizzazione educativa specializzata nell’istruzione e nell’apprendimento a distanza attraverso tecnologie di e-learning. I docenti potranno inoltre elaborare “schede di allenamento personalizzate” da inviare agli studenti per sviluppare competenze matematiche con gli esercizi più adatti alle loro esigenze.

La parola agli esperti: da YouTube alla classe virtuale

La Fondazione rende inoltre fruibili, per le scuole secondarie di secondo grado, video di incontri su temi scientifici tenuti a Opificio Golinelli da relatori e ricercatori di rilievo internazionale durante eventi divulgativi e didattici. Gli studenti saranno invitati a guardare il video scelto dal docente e a svolgere delle attività di verifica della comprensione, di analisi critica e di riflessione e ampliamento personale. I video saranno accompagnati da guide di ascolto, questionari e linee guida per facilitarne la fruizione in chiave didattica, con gli studenti che lavorano da casa e interagiscono tra loro e con l’insegnante.

Gli interventi, pubblicati nel canale Youtube di Fondazione Golinelli, trattano diverse tematiche, dalla fisica del clima e dell’atmosfera ai cambiamenti climatici, dall’evoluzione biologica e culturale all’intelligenza vegetale e animale.

Inoltre Fondazione Golinelli e YOOX-NET-A-PORTER Group, che condividono gli stessi intenti sul valore di progetti formativi e culturali centrati su innovazione e digitalizzazione e che sono partner dal 2016 con programmi di educazione digitale interdisciplinari (negli anni hanno raggiunto oltre 7500 studenti)in questa fase di emergenza rafforzano la loro collaborazione per offrire alla scuola nuovi contenuti e strumenti didattici. Insieme lanciano un ciclo di incontri online dedicato agli studenti di scuola secondaria con l’obiettivo di accrescere le loro competenze digitali e le loro soft skills. Gli incontri, che mirano a migliorare le competenze dei ragazzi spaziando dalla tecnologia alla comunicazione, dalla creatività al digitale e all’e-commerce, saranno tenuti da esperti di YNAP e i formatori e tutor di Fondazione Golinelli integreranno con toolkit e strumenti didattici innovativi. I primi appuntamenti saranno Ho perso le chiavi di casa, un workshop che aiuta a comprendere l’importanza di un approccio creativo, e Come funziona Google, un webinar dedicato alla scoperta del funzionamento dei motori di ricerca.

La partecipazione è gratuita e con cadenza settimanale saranno pubblicati nuovi contenuti direttamente sulla classe virtuale alla quale si accede tramite registrazione alla piattaforma di formazione dal sito http://www.fondazionegolinelli.it

 

Delos

Premio Bindi per la Canzone d’Autore: la finale a Santa Margherita Ligure l’11 luglio

Sono aperte le iscrizioni alla 16a edizione del Premio Bindi di Santa Margherita Ligure (GE), uno dei più prestigiosi concorsi italiani dedicati alla canzone d’autore, intitolato a Umberto Bindi, indimenticato cantautore genovese.

Il concorso è riservato a singoli o band che compongano le proprie canzoni. Non ci sono preclusioni per il tipo di proposte artistiche, da quelle stilisticamente più tradizionali a quelle più innovative. Fra tutti gli iscritti, verranno selezionati gli artisti (al massimo otto) che si esibiranno l’11 luglio nella finale del contest, di fronte ad una prestigiosa giuria composta da musicisti, giornalisti e addetti ai lavori.

Caratteristica del Premio Bindi è quella di non premiare una singola canzone ma l’artista nel suo complesso, dal momento che tutti i finalisti avranno modo di eseguire ben quattro canzoni, tre proprie e una cover.

Al vincitore assoluto andrà la Targa Premio Bindi e una borsa di studio in denaro, ma fra i finalisti verranno assegnate anche la Targa “Giorgio Calabrese” al miglior autore, la Targa “Migliore canzone”, scelta in base ai canoni radiofonici e la Targa “Beppe Quirici” al miglior arrangiamento. Altri premi potranno aggiungersi nei prossimi mesi.

L’iscrizione è gratuita e deve essere effettuata entro e non oltre il 1° maggio 2020 esclusivamente tramite il form presente sul sito http://www.premiobindi.com nell’apposita sezione. Sul sito è disponibile anche il bando completo del concorso.

Il Premio Bindi si avvale della direzione artistica di Zibba ed è organizzato dall’Associazione Le Muse Novae. È sostenuto dal contributo del Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Regione Liguria.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017), Lisbona (2018), Micaela Tempesta (2019).

Per maggiori informazioni:

Associazione Culturale Le Muse Novae: Tel 0185-311603 – http://www.premiobindi.com – info@premiobindi.com

 

Monferr’Autore