“Briciole di Solidarietà” a Montichiari

Una deliziosa serata, dalla temperatura ideale, per vivere la pieve di San Pancrazio di Montichiari (Brescia) ascoltando brani d’opera. L’iniziativa è stata del Circolo Musicale “Amici della Lirica Gianenzo Fantoni”, circolo lirico di Brescia, a favore dell’Associazione AISLA provinciale, grazie all’azione solidale soprattutto di Mario, uno dei membri del Consiglio.

Brigida Garda

Dario Giorgelè

Francesca Zanardelli

Alberto Bernareggi,

Ad esibirsi, le voci note sul panorama lirico italiano solitamente udibili durante le serate organizzate a Brescia, così come lo scorso luglio a Bedizzole, dal Circolo.

Brigida Garda, soprano; Francesca Zanardelli, mezzo soprano, Alberto Bernareggi, tenore e Dario Giorgelè, baritono. Al pianoforte d’accompagnamento il maestro Marco Paderni.

Le arie scelte spaziavano dalla famosissima “Largo al factotum” da “Il Barbiere di Siviglia” a “E lucevan le stelle” di Puccini e “Nessun dorma” da “Turandot”, oppure arie da “Il Trovatore”, “Traviata”, “I pescatori di perle” di Bizet, “Cenerentola” di Rossini, tra gli altri.

Duetti di Garda-Giorgelè e Bernareggi-Giorgelè con il Maestro Paderni

Brani impegnativi, soprattutto quelli scelti dalla soprano Garda, solita nell’offrire al pubblico pezzi meno visitati e in grado di essere sostenuti dalla sua voce, dal timbro deciso. Lo stesso dicasi per il baritono Giorgelè, dalla particolare, e particolarmente apprezzata, potenza vocale. Interessanti i duetti baritono-soprano e baritono-tenore. Sempre di alto livello le esibizioni di Zanardelli e Bernareggi, quest’ultimo dall’inconfondibile Do di petto.

Davvero un’iniziativa e una serata molto ben riuscita, perché è strettamente indispensabile dare palcoscenico alla musica lirica italiana, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, pertanto sostenendo le voci che vi dedicano ore di esercitazioni e di studio; allo stesso tempo non dimenticando, come in questa circostanza, coloro che vedono le proprie forze venire meno a causa di una malattia che non può essere affrontata senza il sostegno di tutti.

Affresco della Pieve

L’occasione perfetta anche per ammirare la bellissima Pieve monteclarense, tra le più antiche della Lombardia, datando tra il V e il VI secolo. La massima importanza l’ebbe nel XII secolo con la costruzione dell’edifico romanico che si può vedere oggi. Varie Bolle vescovili e papali riconoscevano alla Pieve nei secoli il possesso di beni e il diritto di riscossione delle decime su tutto il territorio concessole in giurisdizione, che andava da Carpenedolo ad Acquafredda, fino a Calvisano. La dedicazione a San Pancrazio, giovinetto quattordicenne giunto a Roma dalla Frigia e convertitosi al cristianesimo, poi martirizzato durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano, è testimoniata dagli affreschi, alcuni ben conservati, altri parziali.

La Pieve è visitabile soltanto di domenica tra primavera ed estate, oppure su richiesta per gruppi, rivolgendosi agli “Amici della Pieve” (tel. 030961458).

 

Alessia Biasiolo

Prima europea a Verde Grazzano


Notevole prima europea del settore, a Verde Grazzano, al Castello di Grazzano Visconti, che si conclude oggi, 29 settembre 2019.
A giungere, via Grazzano, per la prima volta in Europa sono le originalissime creazioni di tre giovanissimi“designer”marocchini che infondono calore e anima a vecchi ceppi levigati dall’Oceano.
A rimanere affascinato dall’estro, dalla capacità creativa, dalla manualità di tre ragazzi è stato anche Umberto Pasti, il creatore del magnifico Giardino Atlantico che proprio è un vanto di Rohuna, villaggio a sessantacinque chilometri a sud di Tangeri.
Najim e Othman hanno 20 anni. Fanno i pastori, ma hanno una passione in comune: sognano di poter lavorare il legno e di diventare falegnami. Dopo varie traversie riescono ad aprire un loro laboratorio di falegnameria. Ai due si unisce anche Hisham. Insieme cominciano a realizzare mobili ispirati ai disegni rustici inglesi del 18° secolo, ma con forme e i colori selvaggi e pieni di gioia.
Dal loro atelier sull’Atlantico sono arrivate a Verde Grazzano, al Parco del Castello di Grazzano Visconti (Piacenza) alcune delle loro creazioni, naturalmente tutti pezzi unici, per essere presentati per la prima volta al pubblico italiano.

Roberta Barbaro (anche per la foto)

 

Il Trio Heroes e il Quartetto Werther a “Note in Biblioteca”

Trio Heroes 

“Note in biblioteca” – gli incontri musicali ad ingresso gratuito organizzati dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Biblioteche di Roma – proseguono venerdì 4 ottobre 2019 alle 20.00 nella Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero 39) con il Trio “Heroes”.

Tre giovani musicisti – Mario Romeo, Samuele Telari e Andrea Pennacchi – che studiavano insieme presso il Conservatorio “Santa Cecilia” nella classe del Maestro Massimiliano Pitocco – hanno deciso di dar vita a questo trio di fisarmoniche con l’intenzione sia di far conoscere il ricco ma poco noto repertorio per quest’insolito gruppo strumentale sia di valorizzare le potenzialità della fisarmonica con trascrizioni di brani celebri. Nonostante siano ancora molto giovani – la loro età media è ventisette anni – ognuno dei musicisti di questo trio ha già avviato una brillante attività sia in gruppo che come solista: si sono affermati in importanti concorsi e ora suonano non solo in Italia ma anche in Europa, America e Asia.

Proprio con la trascrizione di uno dei brani più celebri di tutti i tempi, il Concerto “L’estate” dalle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi inizia quest’incontro musicale: sarà sorprendente ascoltare come il piccolo gruppo di violini e di altri strumenti ad archi riviva perfettamente nella nuova veste strumentale. Si passerà poi ad Astor Piazzolla, con alcuni suoi tanghi, tra cui i celeberrimi Adiòs Nonino e La muerte del Angel: qui le tre fisarmoniche potranno arricchire e intensificare la sonorità del più semplice bandoneon argentino. Si concluderà con tre musicisti contemporanei, che hanno accompagnato con le loro composizioni la recente rinascita della fisarmonica come strumento “classico”: si ascolteranno Sail del giovanissimo compositore di origini cinesi Junchi Deng, poi Proms, Pageant, Little Story e Balkan dance del polacco Janusz Wojtarowicz, leader e compositore della maggior parte dei pezzi del Motion Trio, un gruppo che è diventato un fenomeno di rilevanza mondiale nel mondo della musica. Infine Rondò capriccioso di Vladislav Zolotaryov, scomparso a poco più di trent’anni nel 1975, che è considerato uno dei più grandi compositori di musica per bayan, una moderna versione russa della fisarmonica, creata in Russia, che arricchisce di nuove possibilità la fisarmonica tradizionale.

Quartetto Werther

La serie autunnale di questi incontri musicali ad ingresso gratuito della IUC si conclude sabato 5 ottobre 2019 alle 11.30 nella Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37, tel. 0645460491, Roma).

Ne sarà protagonista uno dei migliori giovani gruppi italiani, il Quartetto Werther, formato da Misia Jannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte). Il pianista è palermitano ma ha studiato al Conservatorio di Firenze, gli altri tre sono romani e hanno studiato al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, tutti e quattro si stanno attualmente perfezionando col Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi. Sono ancora molto giovani (la loro età media è 24 anni) ma hanno già suonato presso importanti istituzioni musicali italiane e straniere, tra cui Teatro “La Fenice” di Venezia, Unione Musicale di Torino, Bologna Festival, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Ristori di Verona, Moscow International House of Music.

Proprio nelle ultime settimane hanno colto importanti affermazioni: infatti hanno vinto il Concorso di musica da camera “Alberto Burri” di Città di Castello, sono stati tra i tre finalisti del prestigioso Concorso internazionale “Trio di Trieste”, dove si sono classificati come miglior quartetto, hanno suonato per due storici festival quali il Festival Pontino e la Sagra Musicale Umbra e sono arrivate importanti scritture dal Bologna Modern Festival e dal Festival delle Nazioni di Città di Castello. A questo punto una brillante carriera ai massimi livelli artistici non è più un auspicio ma è già una realtà per questi quattro bravissimi giovani musicisti.

In questo incontro musicale, che sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto, il Quartetto Werther suonerà due capolavori della musica da camera del Sette e dell’Ottocento, rispettivamente il Quartetto per pianoforte e archi in sol minore KV 478 di Wolfgang Amadeus Mozart e il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47 di Robert Schumann. Il Quartetto di Mozart, una delle due sole sue composizioni di questo genere, valorizza per la prima volta nella storia tutte le potenzialità di questo gruppo strumentale, facendone quasi un Concerto per pianoforte e orchestra in miniatura. Il Quartetto di Schumann – l’unico suo destinato a pianoforte e archi – fu composto nel 1842, uno degli anni più fecondi e creativi di questo autore, e ha quel tono entusiasta, spontaneo ed improvvisatorio che costituisce l’inimitabile fascino della musica di Schumann.

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

Anche a Ferrara il tour della Ritsumeikan University del Giappone

Alcuni membri del gruppo di studio

Nel 2018 la Ritsumeikan University di Kusatsu (Giappone) decide, su spinta del professor Ishida Masayoshi, di iniziare un nuovo ed inedito (su suolo giapponese) corso universitario, Scienza e cultura gastronomica. La prima e per ora unica realtà di questo tipo nel paese del Sol Levante, ma con solide basi di riferimento qui in Italia come l’Università Gastronomica di Pollenzo in Piemonte ed ALMA a Colorno (Parma). Alla fine del primo anno di corso la Ritsumeikan ha deciso di strutturare un viaggio studio e scoperta di cibi e tradizioni ed è stato scelto proprio il nostro Belpaese, ulteriore conferma che l’Italia rimane il faro culinario nel mondo per vastità e qualità di prodotti, considerando anche quanto antica e importante è l’arte culinaria dell’estremo oriente.

La delegazione, formata da 22 studenti guidati dal professor Ishida Masayoshi e collaboratori, dopo un primo ed intensissimo percorso in Piemonte presso l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e subito dopo l’apertura di Cheese Slow Food, si è diretta in Emilia-Romagna, la Regione la cui cucina è considerata la migliore al Mondo (non ultimo lo stesso Forbes ne ha lodato le radici ed i prodotti.

La prima e più corposa tappa in assoluto è stata la perla per eccellenza, Ferrara, città patrimonio dell’Unesco, cui diede lustro la casata Estense e patria del cuoco rinascimentale per antonomasia, lo Scalco Cristoforo di Messisbugo. Con l’aiuto del gastronauta Valentino Bega, anche tappa alla manifestazione Tramonto DiVino (degustazione dei prodotti IGP e DOP emiliano romagnoli a Scortichino), fino ad incontrare l’Università di Ferrara ed una delegazione del mondo economico dopo la visita culturale alla città, curata anche questa dagli Uffici del Turismo del Comune.

Proprio da Ferrara sta nascendo un progetto ideato dalle Associazioni Culturali Salinguerra II e Yujo-友情 Ferrara che interessa sia la città Estense che la Ritsumeikan University, con importanti studiosi italiani della storia e cultura del cibo.

Quindi a Modena, altra città del Ducato Estense e ricchissima di gastronomia, con la visita dell’antica torrefazione Molinari, il Mercato coperto Albinelli, luogo che coniuga storicità, bellezza ed innovazione, per giungere infine al Refettorio di Massimo Bottura, considerato da anni il miglior cuoco al mondo. Il progetto Refettorio è gestito tramite la fondazione Food for Soul contro gli sprechi alimentari e nelle stesso tempo creare inclusione aiutando i più poveri.

 

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

La Costa d’Amalfi celebra la sua sfogliatella con il Santarosa Pastry Cup

Nel suggestivo borgo marinaro di Conca dei Marini si è già da tempo messa in moto la macchina organizzativa del Santarosa Pastry Cup, kermesse che si è ritagliata negli anni una sua identità nel panorama degli eventi gastronomici nazionali, tappa ambita da pasticceri e barman professionisti di tutta Italia.

Ideato nel 2012 da Tiziana Carbone nell’ambito dell’A.L.O.E. (Associazione dei Liberi Operatori Economici) e sostenuto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Frate, con l’entrata nel team organizzativo di Antonio Vuolo e di Nicola Pansa della storica Pasticceria Pansa di Amalfi, il concorso nasce come tributo alla sfogliatella Santarosa, dolce creato proprio a Conca dei Marini nel XVIII secolo, nelle cucine dell’omonimo monastero di suore di clausura (oggi rinomato resort di lusso) che, dopo più di un secolo, ha ispirato la famosa sfogliatella napoletana.

Giovedì 26 settembre, la Costiera Amalfitana ospiterà il gotha della Pasticceria Nazionale che si sfiderà a colpi di prelibatezze presentando una creazione dolciaria ispirata alla Sfogliatella Santarosa, declinata secondo un tema particolare. Quello proposto per questa ottava edizione del SPC è “La Santarosa…Sciantosa, richiamando proprio il legame tra la cultura francese e quella partenopea quando, sull’onda di un’eco transalpina, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento del secolo scorso, si diffuse anche a Napoli la moda dei “Café-chantant” e delle “Chanteuse”, ben presto napoletanizzate in “Sciantose”, termine che nell’uso comune veniva associato ad una donna sicuramente di bell’aspetto, vanitosa e attraente. Proprio come la Sfogliatella Santarosa, un dolce dalla croccantezza ammaliatrice e dalla seducente armonia di sapori che a Napoli, incontrando i gusti dell’epoca, vestì i panni della sua versione “riccia”.

Come rendere, dunque, sciantosa una Sfogliatella Santarosa? E’ questa la sfida lanciata ai pasticcieri dell’VIII edizione del Santarosa Pastry Cup, a cui verrà chiesto di realizzare una creazione dolciaria originale e esclusiva ispirata alla Santarosa, arricchendola però di un elemento “dal sapore francese”.
A decretare il vincitore del Santarosa Pastry Cup 2019 sarà una giuria di qualità costituita da eccellenze assolute del settore enogastronomico nazionale oltre che dai maggiori rappresentanti della pasticceria targata Costa d’Amalfi: Sal De Riso, pluripremiato Maestro Pasticcere AMPI e titolare dell’omonima Pasticceria/Bistrot di Minori, e Nicola Pansa, della storica Pasticceria Pansa di Amalfi, di recente insignito della stella del World Pastry Stars.

Nei precedenti appuntamenti, l’evento ha visto prestigiosi pasticcieri e cuochi d’Italia sfidarsi tra loro nella realizzazione di una creazione dolciaria, originale ed esclusiva, ispirata alla sfogliatella Santarosa e al tema proposto, giudicati da una giuria di qualità che ha decretato i vincitori assoluti della competizione e che ha visto avvicendarsi, tra le sue fila, nomi del calibro di Gino Fabbri, Roberto Rinaldini, Sal De Riso, Francesco Boccia, Alfonso Pepe, Alfonso Iaccarino, Gennaro Esposito, Peppe Guida, Loretta Fanella, Livia Chiriotti, Carla Icardi e tanti altri.

Tiziana Carbone, Nicola Pansa, Antonio Vuolo (anche per le fotografie)

 

I fossili di Bolca in corsa per la candidatura UNESCO

I più importanti reperti fossili della Val d’Alpone si trovano al Museo di Storia Naturale. Più di 9 mila quelli provenienti dai giacimenti di Bolca, un altro migliaio dal monte Costale e dagli altri siti della vallata.

Un patrimonio unico, che fa del Museo un punto di riferimento per tutta la comunità scientifica mondiale, destinato a crescere grazie al recente via libera del Ministero dei Beni ambientali per nuovi scavi nella vallata.

Si punta ora al riconoscimento Unesco. Due anni fa, in virtù di tale obiettivo, si è costituita l’Associazione temporanea di scopo “Val d’Alpone – Faune, flore e rocce del Cenozoico”, rappresentativa di tutto il territorio interessato dai giacimenti e a cui hanno aderito anche realtà ed enti che abbracciano il progetto.

Ultimo in ordine temporale, ma non certo per importanza, è il Comune di Verona, che proprio nelle scorse settimane ha formalizzato l’adesione all’associazione, completando quel percorso di collaborazione iniziato negli anni scorsi con gli esperti di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale.

Un atto doveroso, che conferisce ancora più autorevolezza alla candidatura del sito naturale nella lista italiana Unesco.

Come spiegano gli assessori ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali e alla Cultura Francesca Briani.

“Il Comune ha supportato sin dall’inizio la nascita dell’associazione conferendone il patrocinio e supportandone il lavoro scientifico e di ricerca con gli esperti del nostro Museo – spiega l’assessore Toffali -. L’adesione formale è il naturale proseguo del percorso già avviato, un impegno che ci onora e che andrà sicuramente a favore del progetto per il riconoscimento Unesco”.

“Una partita che coinvolge anche il nostro Museo di Storia Naturale, partner scientifico di assoluto rilievo per tutta l’attività di studio e ricerca sul patrimonio naturale della Val d’Alpone – aggiunge l’assessore Briani -. Ancora una volta si conferma il valore del nostro sito, inteso non solo come spazio museale che attrae migliaia di visitatori, ma anche come luogo di studio e ricerca scientifica riconosciuto a livello internazionale”.

 

Roberto Bolis

 

Marco Polo: un’opera epica, per celebrare la “Nuova via della Seta”

Foto di scena dal Marco Polo, Kublai seduto

Il Teatro Carlo Felice riapre le porte, dopo la pausa estiva, con una novità assoluta di grande rilievo artistico e culturale: Marco Polo, opera in tre atti, un prologo e un epilogo, di Enjott Schneider, con integrazioni compositive di Shaosheng Li, su libretto di Wei Jin. L’opera è stata commissionata dal Governo della Repubblica Popolare Cinese per celebrare la “Nuova via della seta”, annunciata nel 2013 dal Presidente Xi Jinping, ed è frutto di una imponente cooperazione produttiva tra China Arts & Entertainment Group Ltd., Guangzhou Publicity Office, Guangzhou Municipal Culture, Radio, Television and Tourism Bureau, CPAA Theatres e Silk Road International League of Theatres, China Arts & Entertainment Group, We Opera Studio Holding Ltd., per la Guangzhou Opera House, dove ha debuttato con grande successo il 4 maggio 2018 dopo due mesi di prove.

La rappresentazione al Teatro Carlo Felice, il 29 settembre e il 1 ottobre, è la prima esecuzione europea (preceduta da un’anteprima in forma di concerto al Teatro Dal Verme di Milano il 22 e il 24 settembre). L’evento è possibile grazie alla stretta collaborazione tra l’ente lirico-sinfonico genovese e l’Opera di Guangzhou: il Teatro Carlo Felice, infatti, mette a disposizione della produzione cinese il palcoscenico, l’Orchestra, il Coro e la sua macchina scenica all’avanguardia per un’opera-kolossal che richiede risorse tecniche non comuni. Marco Polo, infatti, è una sorta di grand-opéra del nostro tempo, con grandi scene di massa e balletti spettacolari. Un ruolo decisivo, dunque, per una resa teatrale adeguata alle intenzioni monumentali e cinematografiche di Marco Polo, hanno la regia di Jingfu Shi, le scene e i video di Luke Halls (un’impostazione scenografica con elementi “virtuali” che il Teatro Carlo Felice ha già sperimentato nella fortunata Aida della stagione scorsa)  e le coreografie di Hongxia Yan e Luisa Baldinetti.

La prima rappresentazione europea di Marco Polo al Teatro Carlo Felice è anche l’occasione per festeggiare due importanti ricorrenze: il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina e il 70°7 anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese.

L’opera verrà cantata in cinese, con sovratitoli in italiano: una sfida avvincente per il tenore Giuseppe Talamo, protagonista nel ruolo del titolo, e per il Coro del Teatro Carlo Felice, il cui lavoro di preparazione, sotto la guida del Maestro del Coro Francesco Aliberti, è iniziato molti mesi fa. Sul podio, uno dei più importanti direttori d’orchestra cinesi, il maestro Muhai Tang, che ha iniziato la sua carriera internazionale nel 1983, quando Herbert von Karajan lo invitò a dirigere la Filarmonica di Berlino.

La vicenda dell’opera è ispirata al celeberrimo Milione, in cui lo stesso Marco raccontò, nel 1298, le sue incredibili avventure in Oriente. Il librettista Wei Jin ha aggiunto un elemento di fiction immaginando una complicata storia d’amore tra Marco e l’affascinante Chuan Yun, interpretata da Xiaotong Cao, sullo sfondo delle lotte tra la dinastia Song e il regno di Mongolia. C’è anche Genova, in questa vicenda, come storicamente è giusto: l’opera, infatti, inizia e finisce nelle carceri di Palazzo S. Giorgio, dove Marco, prigioniero in seguito alla rivalità tra la Repubblica di Genova e quella di Venezia, dettò Il Milione allo scrittore Rustichello da Pisa, suo compagno di prigionia.

Il compositore tedesco Enjott Schneider, famoso per le sue colonne sonore (ne ha composto più di mille), ha musicato la storia di Marco Polo servendosi di un’infinità di tecniche compositive, padroneggiate con maestria: dalla musica per il cinema più “epica” alla scala pentatonica orientale, dalle atmosfere sonore alla Turandot a effetti sperimentali di forte suggestione evocativa. Il risultato è una musica coinvolgente, originale, ma accessibile a tutti, che il direttore Tang definisce quella di “un moderno Wagner”.

Un ringraziamento speciale va al Liceo Internazionale Deledda, al Liceo Statale Piero Gobetti e a Changcheng Associazione Culturale per l’aiuto fornito.

 

Pastorelli (anche per la fotografia)