CVTà Street Fest e i Borghi Italiani

Sarà Civitacampomarano, nel cuore del molisano, uno dei Paesi prescelti da Airbnb per il progetto “Borghi Italiani” atto a riqualificare il complesso urbano locale con l’opera di artisti mirata alla creazione di opere site specific capaci di fondersi con gli edifici e di dialogare con l’ambiente circostante.
Civitacampomarano (CB), passata alla cronache internazionali da tre anni per l’intenso ed originale lavoro degli street artist guidati da Alice Pasquini che hanno riqualificato il centro dell’antico borgo contribuendo al parziale ripopolamento del paese, sarà nuovamente protagonista sui generis, in contemporanea con i lavori di ristrutturazione del progetto Airbnb, con il festival dedicato proprio all’arte urbana che quest’anno, con nuovi artisti e sorprese, avrà luogo dal 7 al 10 giugno: CVTà Street Fest.

L’edificio prescelto dal noto brand dedicato alla travel community a Civita è la casa appartenuta un tempo all’illuminista e politico italiano Vincenzo Cuoco. A ricrearla sarà l’artista Lorenzo Vitturi, la cui propensione alla contaminazione stilistica si tradurrà in un’opera che parte dagli elementi locali, con una particolare attenzione allo stesso colore ritrovato in diversi elementi architettonici del borgo”: “Facendo delle ricerche – afferma Vitturi – nessuno ha saputo indicarmi la provenienza di questo colore, un blu perduto, che si è smarrito nel tempo. Continuando gli studi, mi sono imbattuto nel libro di Cuoco “Viaggio in Molise”, dove egli mette a confronto la terra, luogo di civiltà e cultura, con il mare, posto invece caotico e incerto. Da veneziano, ho una visione molto differente; per questo mi piace pensare che il borgo, come una nave arroccata tra le montagne, si sia aperto in un omaggio al mare”.

Il progetto Borghi Italiani, nato nel 2017 sotto la curatela di Federica Sala, intende ridefinire le frontiere tra l’arte pubblica e l’arte privata. Come lei stessa afferma, “Se le opere installate all’interno delle case non sono visibili se non a chi vi soggiorna, restano comunque un patrimonio della collettività in quanto realizzate site specific per un bene immobiliare del Comune. Si è però voluto anche dare un segno esterno capace di situare nel contemporaneo borghi spesso visitati per il loro spaccato Medioevale. Le opere sono quindi in dialogo con i luoghi e contribuiscono non a trasformare il passato in mausoleo bensì ad aggiungere un valore contemporaneo a quello storicamente indiscusso”.

Oltre a Civitacampomarano, Airbnb porterà il progetto a Lavenone (BS), con l’artista Olimpia Zagnoli, e a Sambuca di Sicilia (AG) con Edoardo Piermattei. Il progetto di interior è stato affidato al nuovo studio di riferimento EligoStudio, fondato dagli architetti Alberto Nespoli e Domenico Rocca, che ha coinvolto le grandi firme del design internazionale ed è riuscito a esprimere le peculiarità dei singoli borghi attraverso il lavoro svolto in ognuna delle case. Per questo, se in Sicilia si trovano l’eleganza delle finiture e dei materiali locali in dialogo con le radici arabe del borgo, a Lavenone il progetto si avvicina ai materiali lignei montani e alle esigenze multifunzionali della comunità locale, mentre Civitacampomarano diventa un’esperienza di inclusione cromatica di dialogo tra arte e architettura.

Matteo Frigerio, Country Manager Airbnb Italia conclude: “Il piano “Borghi Italiani” è un impegno che abbiamo preso nel 2017, a fianco di ANCI e con la collaborazione del Mibact, e che prosegue quest’anno con la rinascita di tre spazi pubblici attraverso arte, design e partecipazione civica. I luoghi troveranno presto casa su Airbnb, aperti ai viaggiatori di tutto il mondo e i ricavati serviranno interamente a sostenere le attività delle comunità locali. La tecnologia può aiutare l’Italia a sviluppare soluzioni innovative per un turismo sostenibile, che guarda al futuro”.

Gli edifici ristrutturati saranno prenotabili su Airbnb da Giugno 2018 e i proventi verranno utilizzati dalle municipalità per sostenere progetti culturali rivolti alla comunità locale.

Elisabetta Castiglioni

 

 

Acqua, farine e vini rifermentati alla Festamercato di Borgonovo

 

È in corso a Borgonovo Val Tidone (in provincia di Piacenza) la seconda edizione della “Festamercato acque, farine e vini rifermentati dell’Emilia Romagna”, per gustare, capire, acquistare e mangiare negli stand di alcuni dei migliori chef della regione.

Alle ore 17 al Palazzo Comunale si svolgerà il convegno “Strumenti antichi e moderna gastronomia”, al quale parteciperanno: Marco Crotti, Presidente Coldiretti Piacenza, Simona Caselli, Assessore regionale all’agricoltura, Massimo Spigaroli, Presidente di CheftoChef, Isa Mazzocchi, chef e organizzatrice dell’evento, Pierluigi Dallagiovanna, titolare Mulino Dallagiovanna, Fausto Borghi, Presidente de La Strada dei Mulini. Porterà i saluti il Sindaco di Borgonovo Pietro Mazzocchi. Nel corso del convegno, Massimo Zanichelli, presenterà il suo libro Fermentazioni naturali”.

Alle 18 aperitivo con l’Ortugo con la barlady Maria Grazia Sciano.

Inoltre, a cura di Coldiretti si svolgerà anche il Gran Festival dell’Ortrugo, il vino simbolo del piacentino.

Il centro storico di Borgonovo è animato dai negozi in strada e dal mercato di qualità di artigianato e biologico. Durante la festa, cuochi e pasticceri, mugnai e vignaioli, produttori di strumenti atavici si alternano in presentazioni e racconti delle loro esperienze.

Una festa per tutti in una realtà, Borgonovo Val Tidone, che può fregiarsi di essere una delle 12 “Città della Gastronomia” dell’Emilia Romagna. Città che, sotto la regia e gli input dell’associazione CheftoChef emiliaromagnacuochi, hanno scommesso su progetti di crescita collettiva della qualità gastronomica nelle proprie comunità.

La Festamercato è realizzata grazie alla sponsorizzazione di Coldiretti Piacenza, Mulino Dallagiovanna, Cariparma – Piacenza e alla collaborazione di Comune e Proloco di Borgonovo, Borgonovo Futura Commercianti, La Valtidone.

 

Pierluigi Papi (anche per la foto)

 

Per “Cantine Aperte 2018” anche la distilleria Mazzetti d’Altavilla

Scoprire un inedito abbinamento fra Grappa e Pistacchio di Bronte, ammirare il recupero creativo delle doghe delle barriques, conoscere eleganti miscele di caffè ed ancora ammirare lavori in pietra da cantone, fantasiose opere di pittura, testare gli incontri sensoriali fra sigari e distillati. Il tutto nella cornice del Monferrato Unesco, con un Parco Storico pronto ad accogliere anche l’area relax fra specialità di street food km 0 e birre artigianali.

Sabato 26 e domenica 27 maggio Mazzetti d’Altavilla la più storica Distilleria del Nord-Ovest aderisce a “Cantine Aperte 2018”, il format promosso dal Movimento Turismo del Vino Piemonte, e ospiterà una due giorni di celebrazione del Distillato 100% piemontese, che sta vivendo un momento di vivace riscoperta e valorizzazione con un pubblico sempre più vario che si affaccia alla tradizione, con gli occhi del presente.

Le due giornate saranno da vivere in cima alla collina di Altavilla Monferrato con un programma denso di appuntamenti del tutto originali e arditi.

Si comincerà sabato 26 maggio (apertura dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30) con le speciali Colazioni nella nuova Caffetteria di Casa Mazzetti e la possibilità di prenotare visite guidate gratuite agli impianti e di effettuare degustazioni degli spirits dell’ultrasecolare azienda come i distillati ma anche liquori, frutta al liquore, zuccherini spiritosi e le tante “declinazioni di grappa”. Durante la giornata si potranno liberamente visitare la Cappella Votiva “la Rotonda” risalente al 1808, la mostra “170 Anni di Grappa”, l’esposizione fotografica “Il Piemonte nello Spirito” e prendere parte alla Cena “Cantine Aperte”, dalle ore 20 presso l’area di ristorazione di “Materia Prima” dove si potranno conoscere nuovi sapori ed arditi abbinamenti (su prenotazione).

Domenica 27 maggio la sede resterà aperta fra le ore 10 e le 18.30: torneranno le golose Colazioni di Casa Mazzetti con la novità della possibilità, durante tutta la giornata, di gustare caffè, proposti da Caffè Alberici di Alessandria, ottenuti da “Alberici Rock” (miscela composta da sei tra le migliori origini di caffè selezionate dalla Cafemoka con aromi fruttati di pompelmo, ananas e arancia) e da “Fanciot” (con note speziate del Guatemala SHB, sentori di cioccolato del più pregiato Nicaragua fino ai sentori floreali del Sidamo Etiopia). Oltre alla possibilità di degustazioni libere e tour emozionali gratuiti all’azienda (a intervalli regolari) e di ammirare tutte le esposizioni già visitabili il sabato, il pubblico di Cantine Aperte potrà compiere un viaggio nell’arte creativa e pittorica, anch’essa km 0: nel Parco Storico troveranno spazio i lavori nella locale pietra da cantone proposti da Gianmaria Sabatini de L’Antica Edilizia di Olivola, le “Botti di fantasia”, create da Pietro Bonaudi di Viarigi attraverso il riuso artistico delle doghe delle barriques e i capolavori pittorici dell’artista casalese Paolo Novelli raccolti nell’esposizione “La Libertà di Sognare”, un percorso artistico onirico interpretando Frida Kahlo, Alice nel paese delle meraviglie e inventando universi lontani.

Anche il gusto sarà indiscusso protagonista della giornata: ospite della distilleria, in un’azzeccata alleanza siciliano-piemontese, sarà il Pistacchio Verde di Bronte DOP a cura di Gemma Verde, che verrà abbinato ad alcuni specifici distillati piemontesi. Tornerà anche l’atteso e studiato abbinamento gratuito fra i sigari italiani e i distillati invecchiati di Mazzetti d’Altavilla, proposti dal Club dell’ADT.

E per gli amanti delle tipicità vi sarà il pranzo “Cantine Aperte” (con piatti di stagione e la possibilità di incontri sensoriali con distillati, su prenotazione) e, nel Parco, l’area relax verrà affiancata dalla postazione dell’Agrimacelleria Fratelli Micco di Moncalvo che porteranno uno street food locale con distribuzione di panini monferrini, carni monferrine e il ghiotto panino col il bollito piemontese con vini locali. Altro ospite sarà il Birrificio CANEDIGUERRA di Alessandria con le sue fresche produzioni artigianali.

Durante la giornata di domenica 27 maggio sarà a disposizione anche la navetta gratuita che collegherà regolarmente (fra le ore 11 e le 17.30) Mazzetti d’Altavilla e la cantina vinicola Tenuta Montemagno, situata nelle immediate vicinanze, per poter ampliare le opportunità di visita del pubblico in Monferrato.

La manifestazione, promossa nell’ambito della rassegna “Riso & Rose in Monferrato 2017”, si terrà con ogni condizione climatica, ad eccezione, in caso di maltempo, delle attività proposte all’aperto.

C.G.

“Dove nascono le idee. Luoghi e volti del pensiero nelle foto Magnum”

L’esposizione, curata da Giulia Cogoli e Davide Daninos, realizzata con Magnum Photos e Contrasto in occasione del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo, si propone di continuare il percorso sul tema della nona edizione del festival di antropologia del contemporaneo “Rompere le regole: creatività e cambiamento”.

L’esposizione, composta da 40 fotografie, ci permette di entrare nello studio di artisti, scrittori, architetti, registi, musicisti e di osservare il luogo in cui non solo le idee nascono, ma dove trovano anche i giusti strumenti per diventare tangibili. Fin dalla sua nascita, l’agenzia Magnum Photos ha raccolto reportage sui principali intellettuali del Novecento, ritraendo così le personalità, i luoghi e i comportamenti che hanno stimolato alcune fra le idee più rilevanti della storia della nostra cultura. In mostra possiamo così scoprire, fra gli altri, gli studi di Francis Bacon, Constantin Brancusi, Giorgio de Chirico, Albert Einstein, Alberto Giacometti, Ernest Hemingway, Frida Kahlo, Primo Levi, Giorgio Morandi e Pablo Picasso, ritratti attraverso lo sguardo di venti fra i più importanti fotografi Magnum, tra cui Werner Bischof, René Burri, Robert Capa, Elliott Erwitt, Herbert List, Inge Morath, Paolo Pellegrin e Ferdinando Scianna.

Magnum Photos, la più celebre agenzia fotografica della storia, nasce a New York il 22 maggio 1947, quando Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandivert siglano il suo atto di fondazione. Con le sue sedi a New York, Londra, Parigi e Tokyo, oggi riunisce sessanta tra i migliori fotografi internazionali indipendenti, continuando a produrre importanti reportage su guerre, catastrofi o eventi sociali, sottolineando, con personali e originali interpretazioni, anche gli aspetti della società ignorati dal giornalismo tradizionale.

Sale Affrescate del Palazzo Comunale, Piazza del Duomo, Pistoia

Fino all’1 luglio 2018

Orari di apertura: dal 25 al 27 maggio: 10 – 20

Dal 28 maggio all’1 luglio: lunedì – venerdì 10-13 e 15-18; sabato, domenica e festivi 10-18

Ingresso gratuito

 

Delos

Foto di Laura Pietra

“Lucia di Lammermoor” al Teatro Carlo Felice dal 29 maggio al 5 giugno

Da martedì 29 maggio alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, dopo l’ultima edizione del febbraio 2015 successivamente portata in tournee in Oman, va in scena “Lucia di Lammermoor”, dramma tragico in due parti e tre atti di Salvatore Cammarano, tratto dal romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott, su musiche di Gaetano Donizetti.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra ed il Coro del Teatro Carlo Felice, sarà l’abile bacchetta di Andriy Yurchevich, le scene sono di Maurizio Balò, i costumi sono firmati da Silvia Aymonino, le luci sono di Linus Fellbom e le parti video sono state realizzate dai videomaker Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii in un nuovo allestimento in coproduzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Fondazione Teatro Comunale di Bologna– ABAO-OLBE di Bilbao, con la regia di Lorenzo Mariani.

Scozia, XVI secolo: Lucia, costretta, su pressione del fratello, a rinunciare a Edgardo, il suo vero amore, precipita nella follia, assassinando il marito il giorno delle nozze e morendo di dolore. Nessuna delle tante “scene della pazzia” che si incontrano nel teatro d’opera è realistica e toccante come quella del terzo atto della Lucia di Lammermoor, ispirata a un romanzo di Sir Walter Scott. Donizetti va oltre la convenzione, dando voce a quel disagio psichico che la psicoanalisi, poco più di mezzo secolo dopo (l’opera è del 1835), cercherà di comprendere e guarire. Una pazzia moderna: non quella epica di Orlando, iraconda, fatta di sguardi infuocati, urla animalesche e capelli strappati con le mani, “maschile” e a suo modo eroica; una follia al femminile, che si manifesta in insistiti gorgheggi, esili e filiformi. Come ha scritto Alberto Savinio, la pazzia di Lucia «è il soffio più sottile, più leggero, più aereo che si possa dare, e il più gelido, pure.» La regia di Lorenzo Mariani parte dal celebre quadro di John Everett Millais, raffigurante Lucia che si sostiene al braccio di Edgardo: «Capisco dallo sguardo di lei – spiega il regista – un’anima che respira, dall’intimo, una trasparente bontà, ma troppo delicata e indifesa, pericolosamente pura, fino all’estremo.»

L’opera si avvale di due cast prestigiosi che si alterneranno nelle recite: Zuzana Marková, Elena Mosuc (Lucia), Andrea Bocelli, Luciano Ganci (Edgardo), Stefano Antonucci, Federico Longhi (Enrico), Mariano Buccino, Alessio Cacciamani (Raimondo). Completano il cast Marcello Nardis (Arturo), Carlotta Vichi (Alisa) e Didier Pieri (Normanno).

Manifestazioni, eventi, incontri e approfondimenti organizzati e promossi dalla Fondazione Teatro Carlo Felice in preparazione all’andata in scena dell’opera:

Sabato 19 maggio – ore 16.00

Auditorium Eugenio Montale

Conferenza illustrativa “Una romantica pazzia”, a cura di Edwin Rosasco, in collaborazione con l’Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini.

Domenica 20 maggio – Open Day

Teatro Carlo Felice

ore 11.00 – Domenica in Musica – prova d’assieme di Lucia di Lammermoor (biglietto d’ingresso)

ore 14.00 – Incontro a sorpresa con il Cast.

Lunedì 21 maggio

Teatro Carlo Felice – dalle ore 9.00 sino alle ore 13.00

Visite guidate agli allestimenti dell’opera, riservate agli studenti organizzati in sede scolastica.

Lunedì 21 maggio – ore 17.30

Sala Paganini

Un pomeriggio all’opera

incontro con il Cast

moderatore Massimo Pastorelli

Martedì 22 maggio – ore 17.30

Sala Paganini

Libri all’opera

Francesco Cento presenta il suo libro Dizionario Donizettiano

Sabato 26 maggio – ore 20.30

Teatro Carlo Felice

Prova ante generale riservata all’Istituto “Davide Chiossone” in occasione del centocinquantesimo anniversario della sua fondazione.

Tutti gli appuntamenti, se non diversamente indicato, sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

Marina Chiappa

 

La cultura vegana protagonista per due giorni a Ferrara

Due giorni di degustazioni, incontri e cooking show, tutto in stile rigorosamente vegano. Sabato 12 e domenica 13 maggio piazza Trento Trieste farà da teatro alla terza edizione del ‘Vegan Festival‘ di Ferrara, con una trentina di espositori selezionati e dodici stand gastronomici (tra cui molti ferraresi), oltre a un’area conferenze dove si alterneranno incontri con esperti del tema e dimostrazioni di noti chef.

Organizzato da Feshion Event”, con il supporto dell’associazione “Animal Defenders”, la collaborazione di Confesercenti e il patrocinio del Comune di Ferrara, il festival animerà il centro storico con un ricco programma di appuntamenti dalle 11 di sabato fino alla serata di domenica, offrendo occasioni di approfondimento e degustazione per chi già segue questo stile di alimentazione e per chi è curioso di scoprirne principi e caratteristiche.

Un festival in crescita che, dopo il successo delle prime due edizioni, quest’anno aumenta i suoi numeri: sono 30 le aziende selezionate che esporranno e venderanno nell’area commerciale, 12 gli stand gastronomici (molti dei quali ferraresi) che delizieranno il pubblico con piatti e specialità vegane; numerosi i relatori, autori e chef che animeranno la pagoda conferenze.
Nel corso dell’evento si terranno seminari ed incontri aperti al libero confronto su tutte le tematiche riguardanti la cultura Vegana, ma non mancheranno show cooking e importanti consigli alimentari su come rendere la cucina vegana irresistibile a tutti i palati.

Questa sera sarà il momento del super ospite: il giocatore della nazionale di rugby Mirco Bergamasco che, insieme alla moglie Ati, parlerà della sua “transizione vegana”, dimostrando che anche uno sportivo può seguire un regime alimentare vegano per migliorare le proprie prestazioni.

Tre le novità della terza edizione:

– Sabato a pranzo ci sarà un “Veg Nic“, un pic nic in chiave vegana, organizzato nel suggestivo Parco Pareschi, poco distante dalla piazza
– Sabato sera, in collaborazione con “A Ferrara con la Guida” verrà proposta una visita turistica della città con partenza dal festival

– Sarà allestita un’area baby in cui verranno proposti diversi laboratori (riciclo, orto in cassetta, disegni con i semini, decorazione shopper naturale, etc)
Un festival sostenibile e innovativo, che vanta centinaia di condivisioni sui social network e citazioni in decine di riviste specializzate; aperto ad un pubblico eterogeneo, curioso e responsabile.

Anche quest’anno il “Vegan Festival” sarà gemellato con “Interno Verde”,  la manifestazione che per due giorni renderà possibile visitare i più belli e suggestivi giardini privati del centro storico di Ferrara, isole segrete ricche di memoria e ricordi, attraverso i quali è possibile leggere la storia, i cambiamenti e i vissuti della città.

Ogni giardino sarà accompagnato da informazioni di carattere botanico e storico-artistico: l’obiettivo infatti è promuovere una nuova comprensione del capoluogo estense e delle sue ricchezze, offrire sia ai ferraresi che ai turisti l’opportunità di scoprire ciò che si nasconde dietro i muri di cinta e le facciate dei palazzi.

Confesercenti, che fin dalla prima edizione appoggia e sostiene il Vegan Festival, è fermamente convinta che rappresenti un mondo verso il quale orientare diverse aziende della ristorazione e non solo ma che operano nel food, nella loro trasformazione.

Un’ottima occasione per la Città di Ferrara per dimostrarsi promotrice di uno stile di vita etico, in sintonia con la natura e nel pieno rispetto della dignità di ogni essere vivente.

 

Alessandro Zangara

Dialoghi sull’uomo

Si terrà da venerdì 25 a domenica 27 maggio la nona edizione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo, festival di antropologia del contemporaneo promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli.

“Rompere le regole: creatività e cambiamento” è il tema del 2018, sul quale verteranno i 26 incontri con antropologi, filosofi, storici, scrittori e pensatori italiani e internazionali, chiamati a riflettere su cosa abbia fatto evolvere la civiltà umana, quale sia il motore che spinge costantemente l’essere umano al cambiamento e quanto sia importante rompere le regole per rinnovarsi. La creolitudine, il meticciato, gli incroci e le ibridazioni culturali sono stati da sempre occasione di forte impulso creativo: in un momento storico caratterizzato da imponenti flussi migratori e da una globalizzazione pervasiva, l’antropologia può offrire una diversa angolatura dalla quale riflettere su cosa sia oggi la creatività e quali siano le sue leve, per sopravvivere o semplicemente per vivere meglio.

Il festival è animato, fin dalla sua prima edizione, da un forte impegno culturale e civile e dalla volontà di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle società umane. I dialoghi sono quelli tra i relatori, quelli con il pubblico e quelli tra le diverse discipline, perché dialogare è fondamentale per meglio capire, conoscere e confrontarsi. Sono stati anni di grande riconoscimento e attenzione da parte del pubblico – di tutte le età e proveniente da tutt’Italia – che è triplicato dalla prima edizione e che nel solo 2017 è cresciuto del 38%.

In nove anni il centro storico di Pistoia ha accolto circa 250 appuntamenti culturali tra conferenze, spettacoli, incontri con relatori italiani e internazionali.

Inoltre, negli anni, al festival si sono affiancate una serie di importanti iniziative di produzione e documentazione culturale: una collana di volumi editi da UTET, un vasto archivio di registrazioni audio e video (che sul canale Youtube dei Dialoghi ha raggiunto il mezzo milione di visualizzazioni), un progetto di divulgazione antropologica per le scuole che ha visto la partecipazione di circa 20.000 giovani, e una serie di mostre con grandi firme della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.

Torna con la seconda edizione il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, conferito a una figura del mondo culturale che con il proprio pensiero e la propria opera abbia testimoniato la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane. Quest’anno vede vincitore lo scrittore africano Wole Soyinka, Premio Nobel per la Letteratura 1986. Soyinka – che nell’intera sua opera ha spiegato come la vitalità e la spiritualità africane potrebbero aiutarci ad affrontare un presente sempre più difficile – è la guida perfetta per accompagnarci verso un incontro che deve avvenire, per la salvezza della nostra specie e per fronteggiare il flusso migratorio a cui assistiamo oggi. Sabato 26 maggio in piazza del Duomo una serata sulla grande letteratura: Wole Soyinka, in un dialogo con l’antropologo Marco Aime, indicherà come recuperare valori forti attraverso il riconoscimento reciproco, conoscersi e dialogare è necessario: occorre abbandonare vecchi pregiudizi e guardarsi negli occhi. Come diceva Plinio Il Vecchio: ex Africa semper aliquid novi, dall’Africa ci arriva sempre qualcosa di nuovo.

 

Delors (fotografia di Laura Pietra)