Alberi a Verona tra App e ragazzi

La storia e l’età, lo stato di salute e le caratteristiche. Ora è possibile conoscere tutto delle piante e degli alberi monumentali di piazza Indipendenza grazie all’app sviluppata nell’ambito del Patto di Sussidiarietà, “Il mio capitale verde”. Al progetto aderiscono il Comune, l’università e Amia con un duplice obiettivo: piantare nuovi alberi in luoghi significativi della città e promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio arboreo già esistente. E se ad inizio anno sono stati piantumati 12 Ginko Biloba negli spazi dell’ex caserma Santa Marta, il progetto di valorizzazione si concretizza oggi con l’impiego dei primi Qr code in uno dei giardini storici della città.
In ciascuna scheda, leggibile sul proprio smartphone, i cittadini potranno trovare la descrizione dell’albero, la sua storia, e un breve resoconto sullo stato di salute, grazie al contributo e alla conoscenza del Settore Giardini. Amia, invece, aggiornerà la scheda con gli interventi e le potature realizzate sulla pianta; mentre l’università, oltre ad aver sviluppato l’app, effettuerà il lavoro di censimento attraverso i propri studenti.

“Abbiamo deciso di partire da piazza Indipendenza – ha spiegato l’assessore ai Giardini Marco Padovani – perché qui ci sono alcuni degli alberi più importanti di Verona. Grazie all’app e a un codice di lettura ottica che è stato posto sul fusto c’è la possibilità di conoscere le caratteristiche della pianta, mettendo a disposizione dei cittadini il patrimonio di conoscenza di cui il Settore Giardini, Amia e università dispongono. L’obiettivo è quello di allargare progressivamente la mappatura delle piante esistenti in città e dare valore al grande patrimonio naturale e arboreo di cui disponiamo, accrescendo allo stesso tempo l’attenzione verso questa nostra straordinaria ricchezza”.

Si stima che in città ci siano circa 60 mila alberi, di questi 10 mila sono stati censiti e, grazie al Patto di Sussidiarietà e alla collaborazione con gli studenti universitari, si punta ad accrescere il numero di quelli catalogati. Gli studenti coinvolti nel progetto, attraverso l’app, potranno inserire i principali dati botanici che riguardano le caratteristiche della pianta, mentre i cittadini potranno conoscerne le peculiarità semplicemente avvicinando il proprio smartphone al Qr code presente.

“Amia – ha detto il presidente Bruno Tacchella – partecipa al progetto aggiungendo alla scheda i dati dei propri interventi sugli alberi, contribuendo così alla conoscenza e al mantenimento del patrimonio verde cittadino”.

“Grazie al Patto di sussidiarietà – ha confermato Veronica Polin, presidente della Commissione Sostenibilità dell’università – il censimento non viene calato dall’alto, ma è frutto della collaborazione tra le diverse competenze di chi lo realizza”.

Hanno camminato per circa 80 mila km, pari a due volte la circonferenza della Terra. Sono i 7 mila bambini delle elementari che nel mese di ottobre sono andati a scuola a piedi, per migliorare l’ambiente in cui vivono.

Un progetto, “Facciamo strada insieme”, che ha visto, a fianco del Comune di Verona, anche sei comuni della cintura, Negrar, Pescantina, Povegliano Veronese, San Pietro in Cariano, Sommacampagna e Sona, per 49 scuole coinvolte.

Non hanno camminato invano, i piccoli scolari. A premiare il loro impegno, ben 400 alberi, assegnati in base al punteggio complessivo raggiunto. I bambini, infatti, ogni giorno dovevano rilevare la modalità con cui si recavano a scuola, se a piedi, in bici, in autobus o con l’auto. Ovviamente, l’utilizzo dei mezzi di trasporto sostenibili garantiva un punteggio maggiore.

Gli alberi sono donati dal Reparto dei Carabinieri del Centro di Biodiversità di Peri, che con il Comune collabora in diverse iniziative per sensibilizzare i giovani sui temi ambientali. Le piante verranno distribuite ai Comuni che hanno partecipato al progetto, 230 quelle che troveranno casa a Verona, 170 le piante che andranno in provincia.

Il progetto ha permesso anche di fotografare come i bambini arrivano a scuola. Nel mese di ottobre, in città il 47,6%  dei bambini inseriti nel progetto è andato a scuola a piedi, il 49,7% in auto, il 2,7% in scuolabus.

Percentuali più basse invece nei comuni limitrofi, anche in considerazione delle distanze. A Pescantina i bimbi che sono andati a scuola a piedi sono il 28,5%, a Povegliano il 39%, a Negrar il 18%, a San Pietro in Cariano il 28,5%, a Sona il 40% , a Sommacampagna il 41%.

 

Roberto Bolis (anche per la foto)

Concerto Sinfonico Corale a Genova

Venerdì 7 dicembre, alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, nell’ambito della Stagione “Spin Off”, un concerto Sinfonico Corale con l’Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice.

Sul podio, Andrea Battistoni, Direttore Principale del Teatro Carlo Felice, contemporaneamente impegnato nelladirezione di Aida, opera inaugurale della Stagione Lirica 2018-19, che sarà replicata fino al 16 dicembre.

Il programma, dedicato al Natale, ci condurrà in un suggestivo viaggio musicale che si aprirà con il brano Festival Ouverture dello stesso Battistoni, una prima esecuzione assoluta commissionata dal Teatro Carlo Felice, seguito da una serie di famosissimi braniclassici e natalizi:

White Christmas diIrving Berlin, All I want for Christmas di Walter Afanasieff,The first Noel – Anonimo, Silent night di Franz Xaver Gruber, Jingle bell rock di Joe Beat/JimBoothe, I will follow Him di FranckPourcel, Ouverture 1812 di PëtrIl’ič Čajkovskij, AdesteFideles – Anonimo, Santa Claus is coming to town di J. Fred Coots, Hallelujah di Leonard Cohen, Letitsnowdi Jule Styne, War  is over di John Lennon e l’intramontabile Jingles bells di James Pierpont.

Protagonista, la voce solista di Francess, newyorkchesedi padre Giamaicano e madre Italiana, che ha sempre posto l’arte e la musica al centro della sua vita. I produttori Mauro Isetti ed Egidio Perduca di SonicFactory hanno creduto fin da subito in lei: il team si è concentrato sulla scrittura di brani originali di respiro internazionale, con sonorità pop blues soul, nei quali la calda voce di Francess si unisce al “sound mainstream” degli arrangiamenti. Nel 2017 viene pubblicatoA Bit of Italiano, nuovo progetto discografico basato sulla reinterpretazione in lingua inglese di canzoni della tradizione musicale italiana, dagli anni trenta ad oggi, attraverso sonorità elettroniche mischiate ad atmosfere acustiche. Nell’album è presente la versione del brano “Ma se ghe penso” registrata insieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.

Marina Chiappa

Perugino, “L’adorazione dei Magi” a Milano

Pietro Vannucci, detto Perugino: Adorazione dei Magi (part.), circa 1473, olio su tavola, 242 x 180 cm

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

Giunto alla sua undicesima edizione, il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino torna in Sala Alessi con un nuovo capolavoro, questa volta realizzato da Pietro Cristoforo Vannucci meglio noto come il Perugino (Città della Pieve, circa 1450 – Fontignano, 1523).

L’opera, concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, è l’Adorazione dei Magi, realizzata dall’artista intorno al 1475.

“Anche quest’anno a Palazzo Marino – dichiara il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – il Natale sarà pieno di bellezza e d’incanto. Esporremo in Sala Alessi l’Adorazione dei Magi del Perugino dataci in prestito dalla città di Perugia per il periodo natalizio. Siamo grati agli amici umbri per questo dono che condivideremo con tutti i visitatori, milanesi e turisti, che vorranno ammirarlo. Da ormai un decennio l’arte è di casa a Palazzo Marino con opere uniche che contribuiscono a rendere il tempo del Natale ancora più bello e festoso. Ringrazio quindi i partner pubblici e privati che hanno contribuito alla realizzazione di questo nuovo appuntamento e in modo particolare il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Sono certo che le nostre due città, unite oggi da questa iniziativa, collaboreranno ancora in futuro”. 

La grande pala d’altare (olio su tavola, 242 x 180 cm) è attribuita al periodo giovanile del Vannucci e rappresenta il primo significativo impegno dell’artista a Perugia. Il dipinto fu realizzato per la chiesa perugina di Santa Maria dei Servi e costituisce una delle opere più emblematiche per comprendere gli sviluppi dell’arte italiana nell’ultimo quarto del XV secolo.

Ricordata per la prima volta nell’edizione giuntina delle Vite (1568) dal Vasari, la sua attribuzione è stata a lungo dibattuta tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, a causa della complessità dei riferimenti culturali presenti nella tavola.

Cavalcaselle (1866) la ritenne infatti opera matura del perugino Fiorenzo di Lorenzo, proposta di grande fortuna accolta, fra le altre, dalle autorevoli voci di Giovanni Morelli (1886) e Bernard Berenson (1897). Sarà Jean Carlyle Graham (1903), autrice di una monografia su Fiorenzo di Lorenzo, a riportare in campo il nome del Vannucci, interpretando l’Adorazione come un lavoro iniziato da questi nei primi anni della carriera, lasciato incompiuto e completato solo diverso tempo dopo da Fiorenzo e dai suoi collaboratori.

La definitiva risoluzione della questione attributiva si deve solo ad Adolfo Venturi (1911), il quale – sposando l’opinione del Vasari – assegna l’opera al Perugino giovane, riconoscendovi molti riferimenti eterogenei, tutti ugualmente importanti nella fase formativa del pittore: l’influsso di Verrocchio nei tipi fisionomici e nelle vesti quasi di lamina metallica, scandite in pieghe dai sottosquadri nettissimi; la conoscenza della pittura dei fratelli Pollaiolo nell’evidenza del rilievo e nella profusione di ornamenti rifulgenti; il ricordo di Piero della Francesca – suo probabile maestro – nell’albero collocato sullo sfondo in base ai canoni della sezione aurea, come nel Battesimo di Cristo già a Sansepolcro e ora alla National Gallery di Londra.

Il nome di Perugino, in seguito, non è stato messo in discussione e sono stati anzi individuati nessi sempre più stringenti con la produzione matura dell’artista: il paesaggio che si fa via via ceruleo verso l’orizzonte, secondo quanto teorizzato da Leonardo sulla prospettiva aerea; i volti giovanili e femminili cesellati, di diafana purezza; la capacità di dosare la luce e di scaldare con essa il colore.

Questi ultimi effetti si devono certamente ad una fondamentale innovazione di carattere tecnico che interessa la tavola, interamente a dipinta a olio.

Il riconoscimento nell’Adorazione dei Magi di un cripto-ritratto del Perugino si deve invece al Von Ruhmor (1827), che confronta l’effige del giovane in berretta rossa all’estrema sinistra della composizione con quella – invecchiata e appesantita, ma certamente corrispondente nei lineamenti – del certo autoritratto affrescato dal maestro ormai cinquantenne nel 1500 circa sulle pareti del Collegio del Cambio a Perugia. Un Perugino giovane ma già perfettamente consapevole del suo talento, che guarda l’osservatore con aria risoluta, quasi sfrontata.

Si tratta di un particolare importante, che ha agevolato sia l’attribuzione, che la datazione della tavola. L’età del pittore, stimata tra i 25 e i 30 anni, ha indotto infatti gli studiosi a collocare l’esecuzione dell’opera intorno al 1475.

Recentemente è stato proposto (Teza, 1997) di riconoscere nei Magi alcuni membri della famiglia Baglioni, sul modello di una consuetudine fiorentina di cui sono notissimi esempi gli affreschi eseguiti da Benozzo Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici Riccardi, o la tavola di Sandro Botticelli per Gaspare del Lama oggi agli Uffizi, opere nelle quali i tre re giunti dall’Oriente assumono le fattezze di esponenti di casa Medici. Nella tavola perugina, in particolare, il Mago più anziano Gaspare corrisponderebbe al capostipite Malatesta Baglioni; Baldassarre raffigurerebbe Braccio, guida della casata all’epoca in cui il dipinto fu realizzato; il giovane Melchiorre avrebbe infine il volto del figlio di Braccio, Grifone, destinato a succedergli al potere.

Del tutto probabile, in ogni modo, è il coinvolgimento dei cripto-signori di Perugia nella commissione del dipinto. La chiesa di Santa Maria dei Servi era infatti prossima alle residenze dei Baglioni sul Colle Landone, anch’esse abbattute per permettere l’erezione della Rocca Paolina, e ospitava nelle sue cappelle le sepolture di alcuni membri della famiglia. Nel 1471, tra l’altro, il citato Braccio aveva fatto erigere nell’edificio un sacello dedicato alla Vergine Maria, ultimato nel 1478.

L’Adorazione dei Magi è in conclusione un’opera complessa e affascinante, che riassume tutte le suggestioni di cui Pietro poté nutrirsi durante gli anni di formazione trascorsi a Firenze nella bottega del Verrocchio, fianco a fianco con quelli che sarebbero stati, insieme a lui, fra i più grandi protagonisti dell’arte del Rinascimento, da Domenico Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Lorenzo di Credi a Leonardo da Vinci.

L’esposizione a Palazzo Marino è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, che grazie a questa iniziativa ha potuto procedere al restauro dell’opera prima del suo trasporto a Milano.

L’Adorazione dei Magi del Perugino potrà essere ammirata in Sala Alessi, come sempre con ingresso libero, dall’ 1 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019.

Promossa da Comune di Milano e Intesa Sanpaolo – partner istituzionale – con il sostegno di Rinascente, la mostra patrocinata dal MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, con il supporto del Comune di Perugia e della Regione Umbria, in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala. L’organizzazione è affidata a Civita.

L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero, tutti i giorni fino al 13 gennaio 2019. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.

Il catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini è pubblicato da Silvana Editoriale.

Nel quadro della collaborazione con la Regione Umbria, anche quest’anno il Comune di Milano ospiterà a Natale, come sempre nel cortile di Palazzo Marino, il presepe della tradizione umbra.

Si uniscono alle iniziative anche i municipi 7 e 8 con un altro dono alla collettività, un’ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino. Fino al 6 gennaio 2019, prima presso Villa Scheibler e successivamente presso l’Emeroteca di via Cimarosa, sarà infatti possibile visitare, sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, la “Madonna con Bambino” di Carlo Francesco Nuvolone, di proprietà della Pinacoteca del Castello Sforzesco.

L’opera è uno dei punti alti dell’apertura barocca di Carlo Francesco Nuvolone. La dolcezza degli incarnati, la morbida resa dei contorni sfumati, il sapiente e calibrato accordo cromatico mostrano con quale felicità l’artista abbia saputo fondere nella tradizione lombarda le suggestioni delle culture adiacenti, genovese e veneta, con la lezione emiliana di Guido Reni e quelle antiche ma ben più vicine negli affetti del Correggio e del Parmigianino. In quest’opera è evidente come egli abbia guardato oltre l’orizzonte padano registrando quanto di moderno si andava svolgendo a Roma e nella Spagna che con Milano avevano un legame stretto e privilegiato. Sono opere come questa che hanno valso al Nuvolone la denominazione di “Murillo di Lombardia”, anche se si tratta di una pura affinità elettiva con il maestro di Siviglia.

Il dipinto è giunto alle Collezioni Civiche nel 1885 per dono di Giovanni Spech.

Nel 2017 il dipinto è stato restaurato nello Studio di Carlotta Beccaria grazie alla generosità di Enrico Rovelli che ha voluto dedicare l’intervento alla scomparsa moglie Biancamaria Patuzzo.

La mostra promossa da Comune di Milano – Municipio 7 e Municipio 8 è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Pinacoteca del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.
L’Adorazione dei Magi

Sede

Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi
Piazza della Scala 2

Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico

Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00

(ultimo ingresso alle ore 19.30)

Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30

(ultimo ingresso alle ore 22.00)

Chiusure anticipate                   

7 dicembre chiusura ore 12.00(ultimo ingresso alle ore 11.30)

24 e 31 dicembre 2016 chiusura ore 18.00

(ultimo ingresso alle ore 17.30)

Festività                                      

8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

 

Madonna con Bambino

Fino al 16 dicembre 2018

Milano, Villa Scheibler
Via Felice Orsini 21

17 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019

Milano, Emeroteca
Via Cimarosa 10

Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico

Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30)

 

Ombretta Roverselli

Sessant’anni dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO 24.02.2017 – TEATRO MASSIMO: TERESA VALERY, DI E CON TERESA MANNINO.
© FRANCO LANNINO / STUDIO CAMERA

Domani, martedì 4 dicembre alle 20.30 la IUC ospita nell’Aula Magna della Sapienza l’Orchestra Sinfonica Siciliana con musiche dei due compositori che segnarono il passaggio dall’Ottocento al Novecento e del più geniale rappresentante delle avanguardie del secondo dopoguerra: Mahler, Debussy e Stockhausen. Dirige il trentatreenne francese Maxime Pascal, uno dei direttori più in vista della giovane generazione, che l’anno scorso ha debuttato alla Scala di Milano, al Festival dei Due Mondi di Spoleto e all’Opera di Roma, sempre con grande successo personale: Inoltre è salito sul podio dell’Opéra di Parigi, della Tokyo Philharmonic Orchestra, del Festival di Salisburgo e di altre prestigiose istituzioni musicali. Tra i suoi impegni nei prossimi mesi figurano il ritorno all’Opera di Stato “Unter den Linden di Berlino e alla Scala. Partecipa al concerto il baritono tedesco Otto Katzameier, abitualmente ospite dei principali palcoscenici, dalla Scala di Milano alla Fenice di Venezia, dalla Staatsoper di Amburgo all’Opera “Unter den Linden di Berlino”, dal festival di Salisburgo a quello di Vienna, da Tokyo a Buenos Aires, da Tel Aviv a Hong Kong.

Ad aprire il concerto è Punkte, composto nel 1952 dal ventiquattrenne Karlheinz Stockhausen: questo brano fece nella musica di quegli anni l’effetto di un’esplosione, paragonabile solo allo scandalo del Sacre du Printemps di Stravinskij quarant’anni prima, ed è tuttora considerato una delle opere chiave dell’avanguardia musicale del dopoguerra. Basata su regole matematiche che escludevano in teoria l’espressione dell’individualità del compositore, questa musica è in realtà nata da un’intuizione quasi romantica: Stockhausen affermò infatti di essere stato affascinato dallo spazio e dalle stelle, che apparivano come singoli punti nel cielo. Questo gli ispirò la composizione di una musica fatta non di linee melodiche ma di “punti” sparsi nello spazio sonoro. Stockhausen non era totalmente soddisfatto della prima versione per piccola orchestra, che per di più risultava quasi ineseguibile per la sua difficoltà, e nel 1962 realizzò una nuova versione per grande orchestra, destinata proprio all’Orchestra Sinfonica Siciliana – che ora la porta a Roma per festeggiare i sessanta anni dalla sua fondazione – e dedicata al suo presidente Francesco Agnello.

Completano il programma Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, che trasse ispirazione da un poemetto del grande poeta simbolista francese Stephane Mallarmé, e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler, su quattro poesie del compositore stesso, che nacquero dall’infelice amore per la cantante lirica Johanna Richter.

Il concerto sarà preceduto alle ore 18.30 presso il MLAC Museo-Laboratorio di Arte Contemporanea, che ha sede nello stesso edificio dell’Aula Magna, da un incontro sulle “Settimane Internazionali di Nuova Musica” (1960-1968) di Palermo. In collaborazione con Nuova Consonanza e il MLAC, con la partecipazione di Pietro Misuraca, Marcello Panni, Franco Piperno e Claudio Zambianchi.

 

Mauro Mariani

Christmas Country Fest – Natale in Serra

Laboratori di musica, cucina, arte e riciclo, ma anche letture animate, teatri delle ombre, addobbi speziati e face painting: ecco cosa può fare la fantasia unita alle magie del Natale e quanto propone Serra Madre in occasione delle prossime festività con tre fine settimana ricchi di eventi interattivi all’interno del più grande spazio bio-green della Capitale.
8-9-15-16-22 e 23 dicembre sono i giorni prescelti per le famiglie e gli appassionati per vivere insieme la dimensione natalizia in totale sinergia ed interattività: a partire dai giochi da tavolo “Boardgames” per le nuove generazioni (Fantascatti, Carcassonne, Double, Djenga, Splendor, I Coloni di Catan e molti altri) guidati da veri e proprio Play coach professionisti alle sessioni di Yoga a offerta libera, fino alla consegna delle letterine a Babbo Natale in persone ed al concerto dal vivo dei 40 elementi del Coro “Lost on Friday”, che concluderà la lunga maratona. Tra workshop di ogni tipo per bambini (con età dai 4 ai 12 anni), il tipico mercatino con prodotti artigianali ed agricoli, i food truck e la mostra dei pittori in serra con gli artisti di ARTEDEGAS, Serramadre continua, con l’edizione speciale a tema del suo caratteristico Country Fest ad offrire semplici, colorati e attivi spazi di condivisione immersi in una natura unica nel suo genere. incorniciata dalle imponenti serre e mercato con prodotti a Km zero e l’unico e primo museo degli strumenti agricoli Acro, nato da un’idea di Stefano Mangiante. Ampio parcheggio ed ingresso gratuito per tutte le attività.
PROGRAMMA
SABATO 8
ORE 11.00 “DECORAZIONI SPEZIATE!”
a cura di Alessandra De Persio e Laura Balestreri per bambini € 10
Creiamo decorazioni naturali per l’albero di Natale con le spezie profumate.
Età dai 4 anni
ORE 14.30
“GHIRLANDA NATALIZIA”
a cura di HAPPY PINGUA per bambini € 10
Ogni bambino potrà decorare la sua ghirlanda usando bacche, nastrini, campanellini e stella di Natale!
Età dai 4 anni
ORE 16.00 “ARGILLA” a cura di HAPPY PINGUA per bambini € 10
Diamo spazio alla fantasia creando fantastici oggetti con l’aiuto di mattarello e bastoncini.
Età dai 3 anni
Ore 18.00 Live music
DOMENICA 9
Ore 11.00 “MUSICA a COLORI”
a cura di Francesca Larocca per bambini € 10
Giochiamo con la musica e pittura attraverso il movimento e le emozioni.
Età 3-10 anni
Ore 14.30 “TEATRO delle OMBRE – L’Elfo GROHL ed il NATALE ” – a cura di INTROARTE per bambini €10
doppio turno
Ore 16.00 “#TEATRO delle OMBRE – L’Elfo GROHL ed il NATALE” – a cura di #INTROARTE per bambini €10
La storia originale di come un Elfo salvò il natale raccontata con il teatro delle ombre.
I bambini assisteranno alla storia e poi i personaggi prenderanno vita direttamente dalle loro mani.
Ai bambini verrà insegnato a costruire un teatro delle ombre con i suoi protagonisti usando materiali di riciclo.
Età dai 5 anni
SABATO 15
ORE 11.00 “MUSICA E GIOCO”
a cura di Francesca Larocca per bambini € 10
Giochi, canti, danze, melodie e filastrocche, strumenti e suoni secondo il metodo Orff
Fascia d’età 3-6 anni
ORE 14.30 “ADDOBBI CREATIVI”
a cura di HAPPY PINGUA per bambini €10
Dal riciclo delle buste di carta alla creazione del viso di una renna usando stoffa, cartoncino e brillantini!
Età dai 3 anni
ORE 16.00
“GHIRLANDE FUORIPORTA”
a cura di Alessandra De Persio e Laura Balestreri per bambini € 10
Costruiremo le nostre Ghirlande fuoriporta con materiali naturali.
Età dai 4 anni
Ore 18.00 Live music
DOMENICA 16
Magica presenza di Babbo Natale in Serra per raccogliere le letterine!
ORE 11.00 “Panettone e biscotti si vestono di Natale”
a cura di CLUBLAB per bambini € 10
laboratorio di decorazione con la pasta di zucchero
Età dai 6 anni.
Ore 14.30 “Alberelli in festa- laboratorio di argilla”
a cura di Rita Malizia per bambini € 10
Partiamo da un cono in argilla per far nascere e creare il nostro colorato e vivace alberello di
Natale! “Fare per capire” è alla base di questo workshop, la cui parola d’ordine è: sporchiamoci le mani!
Addobbiamo il nostro albero come più ci piace, impastando, pizzicando e modellando la creta. Gli strumenti fondamentali saranno le mani!
Età: 4-12 anni
Ore 16.00 “DecoriAmo il Natale”
a cura di Rita Malizia per bambini € 10
Angioletti, alberelli, babbo Natale, fiocchi di neve, renne, pupazzi di neve e tanto altro da appendere ai nostri alberi di Natale! Tecnica a lastre e tanta fantasia per questo laboratorio di ceramica!
Età: 4-12 anni
SABATO 22
Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 “ANGOLO MAGICO DI CINQUESTORIE”- per bambini € 10
Libreria CinqueStorie sarà presente con i suoi Laboratori di Riciclo Creativo e Letture Animate.
Ci sono angoli ed Angoli… CinqueStorie avrà il “suo” e sarà di tutti i bimbi che amano ascoltare storie, giocare con giochi di legno, e creare con materiale di riciclo.
Insieme conosceremo … grandi meraviglie!!!
Ore 18.00 Live music
DOMENICA 23
Magica presenza di Babbo Natale in Serra per raccogliere le letterine!
Dalle ore 10.00 alle ore 18.00 “’ANGOLO MAGICO DI CINQUESTORIE”- per bambini € 10
Libreria CinqueStorie sarà presente con i suoi Laboratori di Riciclo Creativo e Letture Animate.
Perché la fantasia sa trasformare un pezzo di cartone in un albero e un tappo di plastica in un veliero capace di navigare in mare aperto.
Ore 18.00 Concerto di canti natalizi coro di 20 elementi “Lost on Friday”
Inoltre…
Tutti i giorni alle ore 11 e 17 Sessioni di yoga
SERRA MADRE
Via di Macchia Palocco 320, 00125, Roma
Aperto dal Lunedì alla Domenica 09:00 – 19:00.

Elisabetta Castiglioni

A Brescia il talento del violino Celeste Di Meo

 

Si esibirà a Brescia il prossimo 15 dicembre, la promessa della musica classica italiana, la violinista Celeste Di Meo. A soli sedici anni vanta già un curriculum di assoluto prestigio e dimostra una notevole padronanza dello strumento.

Accompagnata al pianoforte da Kwag Jongrey, Celeste eseguirà a Brescia musiche di Prokofiev, Mozart, Brahms, de Sarasate e Wieniawsky in un concerto che sarà l’augurio di Buon Natale alla cittadinanza bresciana.

Seguici per i dettagli.

La Redazione

 

Visioninmusica XV edizione

Visioninmusica raggiunge nel 2019 la sua XV edizione: un traguardo straordinario che viene celebrato con sette imperdibili concerti serali. L’intuito e l’intraprendenza del direttore artistico Silvia Alunni hanno reso possibile la composizione di un cartellone che brilla per la qualità di tutte le proposte, risultando perfettamente bilanciato in fatto di novità e tradizione. C’è il nuovo che avanza, la generazione di artisti che ha conquistato il successo tramite i talent show, di fianco a un cantautore che ha fatto la storia della musica leggera italiana, seguito da eventi chiaramente jazz, finestre internazionali, band d’avanguardia e nuove sonorità.

Apre la stagione, venerdì 18 gennaio, un autentico pezzo di storia della canzone d’autore: Fabio Concato. Presentare una personalità del genere è superfluo ma una nota sul suo programma è d’obbligo: Concato offrirà al pubblico di Visioninmusica un compendio dei suoi 40 anni di attività artistica e musicale, espresso attraverso i suoi classici e i brani più recenti, arrangiati nuovamente e con gusto, in occasione di questa stagione di performance nei teatri.
Serena Brancale, in scena venerdì 1 febbraio, è definita “elettrica, virtuosa e vulcanica”: tre aggettivi che danno solo un’idea di questo nuovo, travolgente, talento italiano dalla voce duttile e versatile, in grado di interpretare con disinvoltura musica soul, pop, funk, jazz e R’n’B. Per Visioninmusica presenta “Vita d’artista”, il suo ultimo progetto nonché il titolo dell’album di imminente uscita.

Venerdì 15 febbraio sarà la volta di Anthony Strong: l’“English gentleman” che si ispira al pianismo di Oscar Peterson, Bill Evans, Wynton Kelly e alla vocalità di Frank Sinatra, Mel Torme e Nat King Cole. Un artista internazionale che sarà a Terni come tappa di un tour che ha toccato 26 paesi di 4 continenti.

Venerdì 1 marzo andrà in scena una produzione originale Visioninmusica in collaborazione con l’Ente Concerti di Pesaro: per la prima volta in Italia, Baptiste Herbin sarà accompagnato dal Massimo Morganti Quartet in un concerto che gli amanti del jazz non possono perdere. Un’inedita combinazione, frutto di contatti e connessioni, interpreterà brani dalle suadenti atmosfere dall’album Dreams and Connection del talentuoso sassofonista francese. La serata sarà aperta alle 20:30 da un set del Luca Zennaro 5tet, una delle band vincitrici del Premio Tomorrow’s Jazz 2018, dedicato ai giovani talenti del jazz italiano, organizzato da Veneto Jazz nell’ambito del Bando Jazz promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Venerdì 15 marzo salirà sul palco dell’Auditorium Gazzoli Carmen Ferreri, frutto di quella fucina di talenti che è il primo talent show italiano: Amici. Il suo album “La Complicità”, distribuito dalla Universal Music Italia, è entrato direttamente al terzo posto della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia. Per i primi mesi del 2019 è prevista l’uscita del suo nuovo lavoro discografico: probabile anteprima a Visioninmusica.

Venerdì 29 marzo arriverà FORQ: un quartetto strumentale statunitense i cui concerti dal vivo sono sempre esperienze formidabili e travolgenti. La sua musica è definita jazz fusion, ma ciò suona riduttivo: chi conosce Snarky Puppy può farsi un’idea delle loro sonorità, due dei suoi membri vengono da lì. “Thrēq” (da pronunciare come l’inglese “threek”) è il loro ultimo album.

Si chiude venerdì 12 aprile con Simona Molinari e il suo Sbalzi d’amore tour. La passione per i musical di Broadway, l’amore per il jazz e l’improvvisazione, insieme ad una voce dalle sonorità afroamericane costituiscono la cifra stilistica di Simona Molinari, protagonista di un concerto dal taglio autobiografico che ripercorre la carriera di un’artista capace di collezionare prestigiose collaborazioni (Al Jarreau, Gilberto Gil, Peter Cincotti, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Renzo Arbore, Massimo Ranieri ecc.) e preziosi riconoscimenti (Premio Mogol, il Premio Carosone, Premio Tenco ecc.).
Tutti gli spettacoli si svolgeranno all’Auditorium Gazzoli di Terni con inizio alle ore 21:00, ad eccezione di quelli di Baptiste Herbin, Carmen Ferreri e Simona Molinari programmati per le ore 21:30. Promozioni sui biglietti fino a Natale.

Elisabetta Castiglioni