“Un organo per Roma”, quinta edizione 2018, dedicato a Liszt

  

Andrea Baggioli 

Sabato 13 ottobre alle ore 19 nella Sala Accademica del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” in via dei Greci 18 concerto ad ingresso gratuito del Festival “Un Organo per Roma 2018”, organizzato da Camerata Italica, IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) e Conservatorio “Santa Cecilia”.

Il concerto è interamente dedicato a “Liszt organista e pianista”. Questo leggendario virtuoso del pianoforte fu infatti anche un grande appassionato dell’organo, sia come compositore che come esecutore. Si ascolteranno due sue composizioni, la Fantasia Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen (tratta dal corale che apre una cantata sacra di Bach) e il Preludio (Fantasia) e Fuga su B.A.C.H., il cui soggetto principale è ricavato dalle quattro lettere del cognome del grande Johann Sebastian, che in tedesco indicano le note si bemolle, la, do, si naturale. Entrambe queste composizioni esistono in due versioni, una per pianoforte e una per organo, che si adattano perfettamente alle caratteristiche specifiche dei due strumenti.

Le due composizioni saranno eseguite in entrambe le versioni approntate da Liszt, offrendo così un’opportunità unica di fare un interessantissimo confronto e accorgersi che, nonostante le due versioni siano generate da una simile ispirazione, suonano in maniera profondamente diversa sui due strumenti. Gli interpreti sono l’organista Alberto Pavoni e il pianista Andrea Baggioli.

Alberto Pavoni

Alberto Pavoni, dopo gli studi organistici in Italia, si è perfezionato in Austria e Germania. Ha dato concerti in vari paesi europei, in estermo oriente (Giappone e Corea del sud), negli Usa, in Argentina e in Perù. Ha inciso un disco con musiche organistiche di Max Reger e registrato sue elaborazioni di musiche di Musorgskij e Schumann. Svolge anche un’intensa attività di compositore, sia di musica classica che leggera.

Andrea Baggioli, docente del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, si dedica particolarmente alle pagine meno note del repertorio pianistico dell’Ottocento, di cui ha anche realizzato varie registrazioni e incisioni. Oltre che a Roma (IUC, Festival Nuovi Spazi Musicali, Università Roma3) e in altre città italiane, ha suonato in Germania, Spagna e Romania.

 

Mauro Mariani

(anche per le fotografie)

Monumenti aperti 2018 a Ferrara sarà dedicata al Novecento cittadino

 

Ferrara, Palazzo dell’Aeronautica

Dopo il successo della prima edizione 2017, che a Ferrara fece registrare oltre quindicimila presenze e che ha visto oltre mille alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado nella veste di giovani guide, “Monumenti Aperti” ritornerà il 13 e 14 ottobre 2018. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Ferrara, è coordinata dalla onlus cagliaritana Imago Mundi e organizzata dall’associazione culturale Ferrara Off in collaborazione con Fondazione Ferrara Arte.

Dopo il focus sul Seicento ferrarese della prima edizione, quest’anno la manifestazione sarà dedicata al Novecento cittadino. Un “taglio” di particolare fascino che attraversa la storia recente della città con l’ausilio, tra gli altri, del cinema, della letteratura e dell’architettura in un dialogo costante tra cultura materiale e immateriale, come indicato dalle linee guida dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e come accolto dal tema generale dell’edizione 2018 della manifestazione Cultura Patrimonio Comune.
Il percorso didattico, legato ai progetti Le parole della bellezza e Lo sguardo che crea ideati per Imago Mundi dallo scrittore Luigi Dal Cin, saranno guidati dallo stesso Dal Cin insieme a Ferrara Off.
Il programma previsto approfondirà l’evoluzione e la nascita delle correnti artistiche e architettoniche del secolo scorso, come espressione visiva degli avvenimenti che lo hanno caratterizzato, oltre ad alcuni edifici che sono stati fondamentali o che hanno raccolto l’eredità di figure culturali ferraresi di spicco come Giorgio Bassani e Michelangelo Antonioni. In questo modo i ragazzi potranno riflettere sull’importanza dell’arte e della cultura come mezzo di espressione e di contrasto rispetto ai forti sentimenti e agli improvvisi cambiamenti che si sono susseguiti nel corso del XX secolo.

Giorgio Bassani

I monumenti scelti per questa edizione sono: la Residenza Municipale, la Sala Estense, il Castello Estense, il Museo della Cattedrale, il quadrivio di Savonuzzi con il Conservatorio “G. Frescobaldi”, Il Museo di Storia Naturale, la Scuola “Alda Costa e la Sala Boldini, l’Ex Mof, l’Acquedotto Monumentale, Palazzo Savonuzzi, il MEIS, il Museo della Risorgimento e della Resistenza e l’apertura straordinaria del Palazzo dell’Aeronautica, di quello delle Poste Centrali, di Casa Minerbi della Cella del Tasso.

I progetti didattici previsti dalla manifestazione vedranno i ragazzi delle classi IV e V della scuola primaria e quelli delle classi II e III della scuola secondaria di primo grado impegnati come piccole guide, ad illustrare ai visitatori i monumenti, facendosi portavoce di un nuovo modo di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale, mentre i più piccoli, delle classi II e III della scuola primaria produrranno dei lavori sull’immaginazione e sullo sguardo che saranno esposti durante i due giorni dell’evento.
L’iniziativa Ferrara Monumenti Aperti, è completamente gratuita e gode del partenariato tecnico di Tper e Poste Italiane.

“Monumenti Aperti – come dichiara il vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto – è un esempio tangibile di ‘cultura diffusa’, che rappresenta la direttrice di fondo per quel che riguarda i progetti che l’Amministrazione comunale realizza direttamente o ai quali assicura il proprio supporto. L’intreccio fra riscoperta e valorizzazione del nostro patrimonio monumentale e artistico – in questo caso meno conosciuto rispetto all’epoca degli Estensi, perché parliamo dei monumenti e delle vicende artistiche del Novecento – e l’appassionata e preziosa opera di divulgazione assicurata dagli studenti delle scuole elementari e secondarie di primo grado, testimoniano di una città nella quale la cultura non è solo ‘vissuta’ ma anche ‘agita’.”

La tematica è fortemente voluta dal Comune di Ferrara che è partner di un progetto europeo, e membro dell’associazione Atrium, il cui obiettivo centrale è la valorizzazione, dal punto di vista turistico, del patrimonio architettonico e culturale del Novecento.

“Monumenti Aperti è stato recentemente insignito del premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale ‘Europa Nostra Award 2018′ – dice Fabrizio Frongia, presidente di Imago Mundi onlus – la cui premiazione avverrà il prossimo 22 giugno a Berlino. Proprio all’Europa, e alle linee guide che quest’anno l’hanno portata a designare il 2018 ‘Anno Europeo del Patrimonio Culturale’, si rifà lo spirito che caratterizza Monumenti Aperti. Nella riflessione sul Patrimonio, assume un valore centrale il concetto di diversità, che determina il panorama ricco e variato dei nostri paesi, delle nostre città, dei nostri paesaggi naturali e antropizzati; rappresenta il portato storico di tradizioni che si sono sedimentate, incontrate e mescolate nel tempo; determina il principio sul quale costruire nuovi modi di abitare il pianeta e una più ampia cittadinanza, quella europea, al tempo stesso memoria delle proprie origini e consapevolezza di essere protagonisti del mondo.
Dopo la straordinaria esperienza ferrarese dello scorso anno, è per noi motivo di grande soddisfazione che questa XXII edizione di Monumenti Aperti si chiuda in terra emiliana, prima a Ferrara e la settimana successiva nel comune di Copparo, che partecipa per la prima volta alla manifestazione. Una chiusura nelle terre estensi, da sempre importanti nella cultura italiana, anche contemporanea, e che ben dialoga con l’apertura partita ad aprile in Puglia, a Bitonto, prima del tour sardo che si è svolto in ben sessanta comuni”.
La manifestazione – Nata nel 1997 a Cagliari dalla passione e l’impegno civile di un gruppo di studenti universitari, la manifestazione, organizzata dalla Onlus Imago Mundi, coinvolge ogni anno quasi sessanta amministrazioni comunali e oltre 17mila studenti di tutte le età che per due giorni, nei fine settimana tra aprile e maggio, diventano appassionate guide dei propri territori e degli 800 monumenti aperti al pubblico, visitati da oltre 300mila persone. Negli ultimi anni la manifestazione è sbarcata nelle Langhe piemontesi, nelle terre raccontate da Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, in Emilia Romagna e Puglia.

Per info: scrivere a monumentiaperti@ferraraoff.it

Alessandro Zangara (anche per le foto)

 

Passeggiata per santuari 3. L’abbazia riconsacrata da Paolo VI

L’abbazia di Montecassino sorge su un colle di 500 metri di altitudine in provincia di Frosinone. La chiesa abbaziale è il cuore del complesso, davanti alla quale c’è un chiostro dei benefattori con le statue dei papi che ne sostennero la costruzione. Il chiostro inferiore è del Bramante, collegato con una scala monumentale a quello superiore. La Loggia del Paradiso permette di vedere il panorama della vallata del Liri. Il chiostro d’ingresso sorge dove Benedetto fondò il primo monastero e dove scrisse la sua regola che è alla base del monachesimo occidentale; lì il corpo di Benedetto riposa, sepolto in una cripta. Benedetto giunse a Montecassino dopo aver lasciato Subiaco, dove era scampato ad un tentativo di avvelenamento forse subito da alcuni confratelli, pertanto il monastero risale al 529 e venne distrutto nel 577 dai Longobardi, poi sai Saraceni nell’883 e ancora da un terremoto nel 1349. Malgrado tutto, i resti di san Benedetto e di santa Scolastica non sono mai stati distrutti o traslati. I comandanti alleati durante la seconda guerra mondiale, pensando che l’abbazia fosse nascondiglio dei tedeschi, decisero di raderla al suolo bombardandola. Fu un errore strategico imperdonabile sia per la distruzione dell’abbazia, sia per la tattica militare, dato che l’operazione rallentò l’avanzata verso Roma. Era il 15 febbraio 1944 e tutto venne ridotto in polvere: un ordigno di contraerea si conficcò nei gradini davanti all’urna di bronzo che conserva i resti di san Benedetto e santa Scolastica, sotto l’altare maggiore, ma non esplose e i resti dei santi furono salvati. Dopo la guerra, l’abbazia è rinata dov’era e com’era, riconsacrata da papa Paolo VI il 24 ottobre 1964. Se prima l’interno della chiesa dedicata a Santa Maria Assunta e a San Benedetto era un trionfo del Barocco, la ricostruzione è stata fedele, con l’utilizzo di 80 tipi diversi di marmo compresi i frammenti che si sono riusciti a recuperare dopo il bombardamento. Sono andati perduti gli affreschi delle volte e quello della controfacciata, di Luca Giordano, ma oggi si può ammirare l’affresco “La gloria di San Benedetto” di Pietro Annigoni del 1979. Nella cappella di Maria Assunta, ricostruita con marmi originali, c’è l’unica tela salvatasi dalla distruzione, un dipinto di Paolo De Matteis del 1690. Il coro di legno di noce che chiude la navata, del 1692-1708, è stato riportato all’antico splendore. Le pareti lasciate bianche vogliono ricordare la tragedia della guerra. L’abbazia è aperta tutto l’anno e i monaci la fanno visitare su prenotazione. Il Museo è ricco di opere d’arte e di testimonianze sul bombardamento e la ricostruzione.

 

Alessia Biasiolo

Cesare Picco, Blind Date – Concerto al buio

 

Il buio assoluto che non ti aspetti, capace di sconvolgere l’uso comune dei sensi. Un concerto straordinario, unico nel suo genere, che diventa un viaggio in quella parte di noi stessi con la quale non siamo abituati a confrontarci.

Il “Blind Date – Concerto al buio”, format ideato nel 2009 dal pianista e compositore CESARE PICCO, riparte per la tournée 2018/2019 promossa da CBM Italia Onlus nei principali teatri italiani: come sempre l’appuntamento inaugurale è al CONSERVATORIO di Milano e, come sempre, nel mese di ottobre, in tutto il mondo il mese della vista.

Le poetiche improvvisazioni pianistiche di Cesare Picco ritornano dunque a mostrare l’altra faccia della musica, capace più di altre espressioni artistiche, di trasportare lo spettatore in una dimensione ignota. Il “Blind Date”, che dopo Milano sarà in programma tra ottobre e dicembre a Verona, Siena, Como, Asti, Trento e Genova, non è infatti solo un concerto, ma un’esperienza sensoriale di grande impatto emotivo, che scavalca i confini della musica e non si ferma alla sola melodia, per immergere il pubblico in una realtà sconosciuta ai più: il buio che non lascia spazi, spaventa e angoscia, impedendo di vivere in maniera libera e spensierata, come accade a tutti coloro che hanno il dono della vista. Il concerto inizia infatti in penombra; poco alla volta ogni fonte di luce si spegne, in sala si raggiunge l’oscurità più assoluta per circa mezz’ora, infine la luce riappare come segno di ritorno alla vita.

Cesare Picco – credits Ray Tarantino

Nell’alternanza luce-buio-luce, il Concerto ben interpreta il ritorno alla speranza che vivono le persone cieche aiutate ogni anno da CBM nei Paesi del Sud del mondo. Milioni di persone che, grazie a una semplice operazione chirurgica o a un lavoro di prevenzione, tornano a vedere e a riabbracciare la vita e che saranno beneficiarie della nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Fermiamo la cecità. Insieme è possibile”.

Per CBM porre l’arte al servizio dell’uomo significa raccontare attraverso la bellezza della musica ciò che solitamente non è considerato bellezza: il buio della cecità e della disabilità. MASSIMO MAGGIO, Direttore di CBM Italia Onlus: “CBM ogni giorno si impegna nei Paesi del Sud del Mondo affinché il buio ridiventi luce. La tournée con Cesare Picco, così come tutte le nostre iniziative, sono volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su cosa significa per una persona, adulto o bambino che sia, riacquistare la vista. Ecco perché il ‘Blind Date’ è un viaggio sensoriale unico, un’emozione intensa, un’esperienza che non può fermarsi, esattamente come non si ferma il nostro lavoro sul campo: essere ciechi in un Paese povero significa rischiare la vita ogni giorno”.

Presente al Blind Date di Milano anche l’illustratore catalano ROGER OLMOS, autore del libro LUCIA edito da CBM e #logosedizioni. Il concerto sarà l’occasione per ascoltare dall’autore stesso come è nata l’idea di raccontare la quotidianità di Lucia, una bambina non vedente che vive in un mondo colorato e sincero, perché libero dalla tirannia dell’immagine.

Dopo Milano, il “Blind Date” arriverà entro la fine del 2018 nelle seguenti città: VERONA venerdì 19 ottobre (Teatro Ristori), SIENA mercoledì 7 novembre (Teatro dei Rinnovati), TRENTO (mercoledì 14 novembre, Teatro Sociale), COMO martedì 27 novembre (Teatro Sociale), GENOVA martedì 11 dicembre (Teatro della Corte) e ASTI giovedì 13 dicembre (Teatro Alfieri). Nel 2019 sono previste altre 5 tappe.

Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano

Via Conservatorio 12, Milano

Domenica 7 ottobre 2018, ore 21.00

Il concerto è gratuito con prenotazione obbligatoria:  https://www.cbmitalia.org/blind-date/tour/

Consigliata la donazione a favore dei progetti di CBM nei Paesi del Sud del mondo.

LA CAMPAGNA – Nei Paesi del Sud del mondo essere ciechi significa rischiare di morire, ogni giorno. “Fermiamo la cecità. Insieme è possibile” è la nuova campagna di raccolta fondi di CBM Italia Onlus che ha l’obiettivo di salvare dalla cecità 2.6 milioni di bambini, donne e uomini che vivono in Africa, Asia e America Latina attraverso progetti di prevenzione e cura. Screening visivi nelle scuole e nei villaggi, visite oculistiche, operazioni chirurgiche, percorsi di riabilitazione, allestimento di cliniche mobili oftalmiche, distribuzione di antibiotici, costruzione di pozzi, attività di formazione professionale di medici e operatori e sensibilizzazione le attività previste dai progetti.

Il 2018, inoltre, è un anno importante per CBM: ricorrono infatti i 110 anni dalla fondazione. Era il 1908 quando il dottor Ernst Christoffel iniziò a lavorare con passione e dedizione per le persone cieche e ipovedenti. Dai primi passi della casa per non vedenti a Malatia, in Turchia, a oggi sono trascorsi 110 anni; anni in cui l’impegno di CBM si è esteso e rafforzato. Nell’ultimo anno le persone raggiunte e curate da CBM sono state oltre 35 milioni, nei Paesi più poveri di Africa, Asia e America Latina. Un impegno che rinnoviamo ogni anno in occasione della Giornata Mondiale della Vista, che quest’anno cade l’11 ottobre.

A sostenere CBM, in questa nuova tournée del Blind Date, GrandVision Italy e La Feltrinelli.

CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. CBM Italia fa parte di CBM, organizzazione attiva dal 1908 composta da 10 associazioni nazionali (Australia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) e che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, di sviluppo ed educativo.  Dal 1989 CBM è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità. CBM opera nei Paesi nel Sud del mondo in sinergia con i partner locali in un’ottica di crescita e sviluppo locale. Lo scorso anno abbiamo raggiunto oltre 35 milioni di persone attraverso 530 progetti in 54 Paesi di tutto il mondo. Info: www.cbmitalia.org

Cesare Picco pianista e compositore di fama internazionale. La sua musica unisce elementi della musica classica con quelli del jazz e della musica contemporanea. Nel 2009 ha creato il “Blind Date – Concerto al Buio” e da qui è nata la collaborazione con CBM che ad oggi ha portato questa performance nelle principali città italiane, tra cui Milano, Padova, Roma, Napoli, Palermo e Bari. Cesare ha visitato sul campo i progetti oculistici di CBM.

 

de Angelis

Per la prima volta in Italia “An American in Paris”

Marta Melchiorre e Giuseppe Verzicco, foto di Giuliana Marangoni

Musical Play in due atti, edizione originale con dialoghi in italiano, prodotto originariamente a Broadway da Stuart Oken, Van Kaplan, Roy Furman

attraverso uno speciale accordo con Elephant Eye Theatrical & Pittsburgh CLO e il Théâtre du Châtelet. Orchestra (direttore Daniel Smith) e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova.

Per la prima volta in assoluto dopo gli Stati Uniti e Londra, “An American in Paris”, il musical di George e Ira Gershwin, che ha debuttato originariamente al Teatro du Châtelet di Parigi nel 2014, e vincitore di ben 4 Tony Award (gli Oscar del Teatro), debutta con un nuovo grande allestimento diretto da Federico Bellone. Ancora è l’Italia a detenere questo primato (come per il musical “Newsies” della Disney), insieme a quello di presentare lo spettacolo con orchestra sinfonica. La pièce è basata sull’omonimo film del 1951 prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer, a sua volta basato sull’omonima composizione di Gershwin del 1928, vincitore di 8 premi Oscar e con Gene Kelly come protagonista e coreografo, Vincent Minnelli come regista, e Alan Jay Lerner (il librettista di “My Fair Lady”) come sceneggiatore.

La trama racconta di Jerry Mulligan, un soldato americano, che alla fine della seconda guerra mondiale decide di restare a Parigi per dedicarsi alla sua grande passione: la pittura. Presto si imbatterà in Lise Dassin, una bellissima e promettente ballerina francese, che sembra sfuggire alle attenzioni del giovane. La situazione si complicherà maggiormente con la presenza dei nuovi amici di Jerry: Adam, un pianista scapestrato, e Henri, un cantante di rivista amatore, oltre alla testarda filantropa Milo, che commissionerà al Teatro du Châtelet un nuovo balletto con Lise come protagonista, su composizione originale di Adam, e con una scenografia d’avanguardia di Jerry.

La squadra di creativi tutta italiana, e l’unica non anglosassone a essere stata accolta nel West End di Londra con un musical americano (una nuova rivisitazione del classico del cinema “Dirty Dancing”), è reduce dal grande successo dello spettacolo Disney “Mary Poppins”, e, con Fabrizio Angelini come coreografo, dall’acclamato allestimento di “West Side Story” al Teatro Carlo Felice di Genova. Il team, in tutti gli aspetti di questa nuova messa in scena, intende celebrare la volontà di essere se stessi e inseguire i propri sogni, l’obiettivo e il conflitto comune a tutti i personaggi, come parallelo con la dichiarazione di libertà alla fine della seconda guerra mondiale. Nel cast Giuseppe Verzicco e Marta Melchiorre, oltre a Simone Leonardi, Tiziano Edini, Alice Mistroni, Donatella Pandimiglio, Mimmo Chianese, Marco D’Alberti, Annamaria Schiattarella, punte di diamante degli interpreti italiani in grado di recitare, ballare e cantare, che daranno vita a questo emblema del teatro musicale presentato con dialoghi in italiano e canzoni in lingua originale con sopra-titoli, tra cui le celeberrime “I Got Rhythm”, “The Man I Love”, “Liza”, “S Wonderful”, “Shall We Dance?”, “But Not For Me”, “I’ll Build a Stairway to Paradise”, “They Can’t Take That Away from Me”, oltre allo strumentale “Concerto in Fa” e ovviamente al poema sinfonico del titolo. Direttore d’Orchestra sarà Daniel Smith, Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice. Lo spettacolo in lingua originale, con dialoghi in italiano, sarà in scena dal 12 al 21 ottobre.

Marina Chiappa

 

 

 

 

 

Aspettando “An American in Paris” al Carlo Felice di Genova

Tanti gli appuntamenti che anticipano An American in Paris prima del suo debutto. Sabato 6 ottobre, alle ore 16.00, presso l’Auditorium E. Montale, la Conferenza illustrativa “La seconda vita di Mr. Gershwin” , in collaborazione con l’Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N.Paganini a cura di Massimo Arduino.

Domenica 7 ottobre alle ore 11.00 al Teatro Carlo Felice, il secondo  appuntamento della nuova Stagione DOMENICA IN MUSICA, propone la visione di una parte della prova d’assieme dell’atteso Musical, un’occasione per prendere un assaggio di quanto andrà in scena dal 12 al 21 di ottobre.

Al termine, come di consueto, si potrà sorseggiare un aperitivo nel primo foyer del Teatro a cura del Caffè del Teatro.

Anche quest’anno, prosegue la rassegna “Un Pomeriggio all’Opera” , presso gli spazi della Libreria Feltrinelli ad ingresso gratuito. Lunedì 8 ottobre alle ore 17.30 – il primo incontro  è dedicato ad American in Paris con l’opportunità  di incontrare il Regista Federico Bellone, il Coreografo Fabrizio Angelini, la protagonista femminile Marta Melchiorre (Lise) e Tiziano Edini (Adam) che ci sveleranno tanti particolari di questo nuovo grande allestimento.

L’incontro sarà moderato dal musicologo Massimo Pastorelli.

 

Marina Chiappa

“Donne al quadrato”. Alfabetizzazione economica femminile

Definizione del budget famigliare, alfabetizzazione finanziaria e focus sugli investimenti. Ha preso il via, a Palazzo Barbieri di Verona, “D2 – Donne al Quadrato”, l’iniziativa che vede coinvolte una trentina di donne formatrici che, forti della propria esperienza nel mondo della finanza, si sono rese disponibili a tenere corsi gratuiti a favore di altre donne.

“Come amministrazione – ha sottolineato l’assessore alle Pari Opportunità Francesca Briani – abbiamo colto questa importante occasione che permette alle persone di seguire corsi di formazione gratuita. Pensati per le donne, a partire da quelle che si trovano in situazioni di isolamento economico, abbiamo deciso di aprire i corsi a tutti, senza dimenticare che la violenza economica nei confronti delle donne è una forma di violenza subdola, ma diffusa”.

L’iniziativa “Donne al Quadrato” è proposta dalla Global Thinking Foudation che ha già realizzato corsi gratuiti in collaborazione con associazioni ed assessorati alle Pari opportunità nei Comuni di Mantova, Pisa, Caltanissetta, Milano, Roma, Bari. Il calendario degli incontri che si terranno a Palazzo Barbieri prevede tre moduli che si concluderanno il prossimo 19 novembre.

“Abbiamo scelto il tema dell’alfabetizzazione finanziaria – spiega Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foudation – perché nella questione dell’emancipazione femminile è centrale. Lo abbiamo fatto perché permette a chi partecipa di rimettersi in gioco, di migliorarsi professionalmente e di cogliere nuove opportunità”.

“Donne al Quadrato”, infatti, ha l’obiettivo di assicurare alle donne una formazione gratuita particolarmente importante e tempestiva in ambito economico e sociale. Questo consente, a tutte le donne che lo desiderano, di dotarsi degli strumenti finanziari necessari per comprendere e partecipare, ad esempio, a un bando per l’imprenditoria femminile e di cogliere ulteriori opportunità.

Al via il primo incontro, ma le iscrizioni sono ancora aperte. Gli interessati possono inviare una e-mail al seguente indirizzo: donnealquadrato@assiomforex.it.

Calendario degli Incontri:

1° modulo: 1,8,15,22 Ottobre 2018 – Il budget famigliare legato agli obiettivi di vita;

2° modulo: 29/10, 5,12,19 Novembre 2018 – Alfabetizzazione finanziaria e focus sugli investimenti;

3° modulo: 3,10,17,24,31 Ottobre e 7 Novembre.

 

Roberto Bolis