Forte San Procolo. Scoperte numerose specie spontanee

Un gigante nascosto, che ha rivelato un immenso patrimonio di flora e fauna. Specie nate e arrivate spontaneamente e già studiate dagli esperti. Cresce l’interesse attorno a Forte San Procolo, un gioiello delle fortificazioni scaligere, inserito nel cuore del quartiere Navigatori, a Verona. Il compendio, infatti, oltre ad essere di pregio storico-artistico, custodisce anche una biodiversità da tutelare, che verrà inserita nel progetto di valorizzazione che il Comune consegnerà entro metà agosto al Demanio per avere in concessione il forte. Nel frattempo l’amministrazione ha chiesto all’agenzia dello Stato la possibilità di un conferimento temporaneo anticipato, per iniziare a valorizzare l’area e tutelarne il patrimonio ambientale. Coinvolgendo anche la cittadinanza, come era stato fatto l’anno scorso con le visite guidate e le giornate di pulizia degli spazi verdi.

Gli assessori alla Pianificazione urbanistica e Ambiente Ilaria Segala e all’Unesco Francesca Toffali, insieme al consigliere comunale Paola Bressan, hanno accompagnato i tecnici della Forestale, per approfondire quanto emerso nelle ultime settimane. Erano presenti anche i tecnici comunali, che ora inseriranno le valutazioni su flora e fauna nel progetto di valorizzazione del Forte, e i rappresentanti dell’associazione Città Fortezza.

“All’interno di questo compendio potrebbe nascere un nuovo parco cittadino, con uno spazio dedicato anche agli orti urbani – ha spiegato Segala -. L’area verde attorno al forte è di grandi dimensioni e custodisce una biodiversità che va tutelata. Ecco perché assieme alla Forestale stiamo analizzando tutte le piante presenti. L’ornitologo, in un anno, ha identificato una settantina di specie animali. Tutto questo si inserisce nel percorso di Verona Fortificata, iniziato due anni fa per recuperare questi nostri tesori e far conoscere alla cittadinanza il patrimonio dei compendi scaligeri. Un progetto che ha suscitato l’interesse di tanti veronesi. Ecco perché speriamo che arrivi quanto prima, anche in via provvisoria, la concessione da parte del Demanio”.

“Stiamo accelerando i tempi per poter avere questo Forte il prima possibile, in modo da tutelare e valorizzare sia il compendio che gli spazi attorno – ha aggiunto Toffali -. L’idea è quella di programmare non solo il ripristino del monumento, ma anche la sua futura utilizzazione. Per questo presenteremo entro metà agosto un progetto di tutela e promozione del bene. Vorremmo inoltre ampliare alla linea difensiva esterna il nostro sito Unesco. Al momento, infatti, solo la cinta magistrale interna è un bene patrimonio dell’umanità. Ma ci sono dei forti che hanno un grandissimo valore storico-artistico e che meritano di essere riconosciuti e conosciuti a livello internazionale”.

 

Roberto Bolis

‘Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri’ a Palazzo Pitti

Corale G (già segnato A), Maestro dell’antifonario G, Antifonario Proprio del tempo dalla I domenica d’Avvento al sabato precedente la domenica delle palme, Foglio con iniziale S (Stephanus) con santo Stefano e episodi della sua vita, tempera e oro su pergamena, 1330-1340 circa, Montepulciano, Museo Civico Pinacoteca Crociani

 

Un tesoro di sapere, arte e devozione, prima rubato e poi ritrovato: sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, i grandissimi corali, le pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. La mostra “Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri” organizzata dalle Gallerie degli Uffizi comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto da questo speciale comando dell’Arma. I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.

Corale H, Secondo Maestro dei corali di Montemorcino (Tommaso di Mascio Scarafone?), Antifonario Proprio del Tempo dalla domenica di Passione al Sabato Santo, Iniziale O (Omnes amici mei) con la Cattura di Cristo, responsorio del mattutino Fer. 6 in Parasceve, tempera e oro su pergamena, 1500-1510 circa, Monastero di Monte Oliveto Maggiore, Asciano (Siena)

La bellezza e il pregio delle opere esposte non è la sola attrazione di questa mostra: la sua spettacolarità sta nella storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume, ogni singola pagina, ogni miniatura ritagliata. Tra queste i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell’abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l’Ufficio dei Morti di Leone X de’ Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale. La rassegna non esclude le opere sfregiate, le pagine da cui sono state ritagliate le miniature, i fogli strappati dai codici, ed è quindi un’occasione per pensare al furto di questi manufatti non solo come a una sottrazione di un bene comune, ma come una violenza che va dritta al cuore della nostra cultura e che attacca i testi, la nostra lingua, le pitture che la decoravano e la spiegavano.

Corale Z, Salterio della Settimana Santa, Matteo da Terranova, Iniziale istoriata I (In pace), con il Trasporto di Cristo nel sepolcro, salmo per il Sabato santo, 1528 (doc.), Perugia, Abbazia San Pietro, Fondazione per l’Istruzione Agraria, galleria, (cat. n. VII.2b)

La realizzazione della mostra è dovuta a storici dell’arte, specializzandi e dottorandi di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Firenze, sotto la guida della professoressa Sonia Chiodo, una dei massimi esperti della materia. Particolarmente in un campo complesso come lo studio dei volumi (codicologia) e delle loro decorazioni, è indispensabile che il lavoro anti crimine dei Carabinieri si avvalga di precise competenze specialistiche, come in questo caso: ogni miniatura o libro antico recuperato deve poter essere ricondotto al contesto di appartenenza, ed è in questo ambito che un drappello di giovani studiosi ha costruito l’esposizione di Palazzo Pitti. E la concretezza, l’importanza dei risultati da loro raggiunti non saranno legate soltanto all’occasione temporanea della mostra: il loro lavoro include infatti il censimento di tutte le mancanze in modo da mettere a disposizione della Banca Dati dei Carabinieri una messe di informazioni aggiornate, essenziali alle investigazioni in corso e a quelle future.

Storie di pagine dipinte ha anche un particolare corredo infografico: sette disegni della nota illustratrice Vanna Vinci, resi interattivi mediante una tecnologia touch, che presentano ai visitatori, in modo chiaro e accattivante, i luoghi e i protagonisti delle storie che la mostra ricostruisce: copisti, miniatori, religiosi e, da ultimo, i ladri e le forze dell’ordine.

Le Gallerie degli Uffizi – commenta il direttore Eike Schmidt – hanno all’attivo molte collaborazioni e progetti con istituti di ricerca, in Italia e in Europa. Il gruppo dell’Università di Firenze diretto da Sonia Chiodo è un esempio di applicazione pratica dello studio, in questo caso con un altissimo valore civico. Possiamo dire che si è trattatodi un vero e proprio “laboratorio di tutela”, in cui i giovani studiosi e la loro valorosa professoressa hanno affiancato l’Arma dei Carabinieri, insieme ai funzionari e agli assistenti degli Uffizi, raggiungendo un risultato che non solo si traduce oggi in una mostra bella e sofisticata, ma che durerà nel tempo. A questi ragazzi abbiamo affidato un compito delicatissimo, e loro l’hanno svolto in maniera egregia”

Il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale:

“L’avvio di questa mostra è carico di significati importanti. È una luce che si accende alla fine del tunnel, la bellezza che sopravvive all’orrore e torna a rincuorarci. È la traccia di un impegno per la difesa dell’arte che niente e nessuno potrà fermare. È il segno di un’attenzione, quella della direzione degli Uffizi, verso la quale sento di esprimere, a nome di tutti i Carabinieri per laTutela del patrimonio culturale, la più profonda e affettuosa riconoscenza”.

 

Firenze, Palazzo Pitti, sala delle Nicchie, fino al 4 ottobre 2020

 

Andrea Acampa (anche per le immagini)

 

Pacifico Silano e Sarah Palmer a Latina

L’esposizione “Unfolded Out of the Folds”, organizzata in collaborazione con la galleria Mrs. di New York, vede protagonisti Pacifico Silano e Sarah Palmer alla Galleria Monti 8 a Latina,ad ingresso gratuito. Due artisti che fanno partire la loro ricerca artistica dalla manipolazione di immagini preesistenti, attraverso il taglio e riassemblaggio in una sorta di collage, che permette una stratificazione di punti di vista e chiavi di lettura.

L’opera di Sarah Palmer parte da una riflessione sul corpo femminile e si permea di un’ambiguità tra ciò che è palese, davanti agli occhi, e ciò che va invece ricercato, lasciando all’osservatore il compito di trarre significati e riflessioni. L’artista utilizza pagine di magazine, cataloghi e manuali antistupro, inserendo le sue donne in nuovi contesti pieni di rimandi altri e che non mancano di una certa teatralità.

Anche la riflessione artistica di Pacifico Silano si fonda sul corpo, ma in questo caso maschile; nei suoi lavori i corpi però sono frammentati, mai presentati nella loro interezza e spesso la parte mancante è quella più comunicativa. Immagini in cui il colore si lega indissolubilmente a interrogativi sulla mascolinità, sull’identità, sul dolore e l’assenza e la solitudine vissuta come calma e pace; due punti di vista sull’identità e il genere. L’ingresso è contingentato in base alle prescrizioni attualmente in vigore per assicurare alle persone una visita in piena sicurezza.  Fino all’8 agosto, la mostra sarà visitabile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 o su appuntamento.

 

Torna Rtl 102.5 con il Power Hits Estate all’Arena di Verona

I numeri uno della canzone italiana sono pronti a tornare in Arena. Ed esibirsi a suon di tormentoni estivi. Anche quest’anno l’anfiteatro scaligero ospiterà il Power Hits Estate 2020, concerto di Rtl 102.5. Mercoledì 9 settembre torna l’evento nazionale che ha raccolto l’eredità di Festivalbar. Il mondo della musica sarà a Verona. Zucchero, Biagio Antonacci, Gianna Nannini sono solo alcuni degli artisti che hanno già confermato la loro presenza, insieme alla ‘regina’ Mara Maionchi. Straordinarietà di questo 2020 sarà l’Arena completamente vuota. La quarta edizione della manifestazione, infatti, non avrà pubblico ma sarà trasmessa in diretta tv e radio. Lo ha annunciato questa mattina il sindaco Federico Sboarina, intervenendo su Rtl 102.5. Sul sito della radio dal 22 giugno si potrà votare la propria canzone preferita.

“Vedremo l’Arena in una veste straordinaria – ha detto il sindaco, subito dopo il collegamento radio, durante la consueta diretta streaming -. Dopo le esibizioni di Diodato e Grigolo, che hanno fatto il giro del mondo, questa serata sarà un veicolo importantissimo di promozione della città. Il Power Hits Estate, negli anni, è diventato un appuntamento per milioni di persone, seguito da nord a sud, soprattutto dai giovani. E quest’anno, per come è stato ideato, sarà uno spettacolo unico, dal forte impatto. Il nostro anfiteatro per tutta estate sarà il cuore del mondo musicale, prima con l’opera e i concerti lirico-sinfonici e poi con una programmazione di eventi nazionali. Si sta creando una rincorsa da parte delle grandi produzioni e dei media nel proporre spettacoli sempre più belli ed esclusivi dall’Arena. Tutto questo servirà per far ripartire il turismo, filiera fondamentale per Verona, e per far tornare numerosi i visitatori italiani e stranieri”.

Nel frattempo si guarda al 25 luglio e all’inizio dell’edizione straordinaria del Festival lirico. Prosegue la mappatura dei posti per definire con precisione la capienza dell’Arena per l’estate 2020, in base alle norme sulla sicurezza e il distanziamento sociale.

“Abbiamo già guadagnato duemila e cinquecento posti rispetto al limite dei mille che ci aveva imposto il Governo – ha spiegato Sboarina -. Ringrazio il presidente Zaia che ha sbloccato l’impasse durata un mese. Secondo la nuova mappatura che stiamo facendo, infatti, dovremmo arrivare a 3.500 spettatori, circa mille in più rispetto al protocollo che avevamo stilato e inviato al Ministro Franceschini. Ci stiamo lavorando quotidianamente, perché non si tratta solo di organizzare i posti a sedere, ma anche di garantire l’afflusso, il deflusso, la presenza e gli spostamenti di artisti, orchestra e maestranze, nel rispetto di tutte le regole vigenti. Grazie alla deroga della Regione, dopo settimane di appelli, richieste e incontri, abbiamo potuto liberarci dal vincolo restrittivo previsto dal decreto per la ripartenza degli spettacoli. Proporre serate in Arena a mille posti sarebbe stato insostenibile. Così, invece, abbiamo la possibilità di arrivare alla capienza massima che ci consente di garantire la sicurezza del pubblico e degli artisti”.

Roberto Bolis

 

La mostra di Previati al Castello estense di Ferrara

Il Castello estense di Ferrara riapre le porte ai visitatori e prolunga la mostra di Previati fino a fine anno

Dopo Palazzo Schifanoia e Palazzina Marfisa d’Este, anche il percorso museale del Castello Estense di Ferrara è aperto al pubblico. Oltre a uno dei monumenti simbolo della città, ferraresi e turisti potranno visitare anche la mostra “Gaetano Previati, tra simbolismo e futurismo”, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Comune di Ferrara, in occasione del centenario della morte del grande artista ferrarese.
L’esposizione, che era stata inaugurata lo scorso febbraio e avrebbe dovuto concludersi la prossima domenica, è stata infatti prorogata fino al 27 dicembre 2020, grazie alla generosa collaborazione dei prestatori. Fino a fine anno, i visitatori avranno quindi la possibilità di ammirare un centinaio di opere, tra olii, pastelli e disegni selezionati dal vasto fondo delle raccolte civiche ferraresi ed esposti assieme a un notevole nucleo di altri lavori proveniente da collezioni pubbliche e private, con il corredo di importanti documenti inediti.

“E’ con grande soddisfazione  – ha sottolineato al riguardo l’assessore comunale al Turismo Matteo Fornasini – che ci accingiamo alla riapertura del luogo simbolo della nostra città, il Castello estense, dopo la riapertura di Palazzo dei Diamanti, con l’importante mostra su Banksy, e quella di Palazzo Schifanoia. Ferrara riparte, Ferrara rinasce, grazie alla straordinaria e virtuosa combinazione tra la nostra cultura, i nostri beni monumentali e la capacità di attrarre turismo; una combinazione che intendiamo continuare a  implementare e valorizzare. Per questo, per l’estate 2020 stiamo già mettendo in campo una serie di eventi e iniziative legati al Castello, al Teatro Comunale e ad altri luoghi simbolo della città, per rendere Ferrara sempre più attrattiva e alimentare l’importante indotto economico legato al turismo, necessario per contribuire a far ripartire la nostra città”.

“Con l’apertura del Castello Estense che prevede anche il prolungamento a fine anno della annessa mostra di Previati – conferma l’assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli – possiamo esprimere soddisfazione del lavoro di preparazione svolto su più fronti, anche durante il periodo di chiusura totale dovuto all’emergenza sanitaria. Il sistema culturale di Ferrara, tassello dopo tassello, riparte e siamo consapevoli di quanto esso sia importante anche per le attività economiche e turistiche della città. Dobbiamo ora preoccuparci di progettare l’estate e di dare un segno tangibile anche alla cultura diffusa delle associazioni e di tutte le realtà culturali che operano sul nostro territorio”.

Il Castello estense è aperto al pubblico dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19,30, chiuso il martedì mattina.

La riapertura è stata prevista attivando tutte le misure di prevenzione per il contrasto alla diffusione del Covid-19: l’ingresso al museo sarà contingentato e consentito a un massimo di 15 visitatori ogni 20 minuti. La prenotazione è fortemente consigliata alla pagina web: https://prenotazionemusei.comune.fe.it

Non saranno visitabili in questo primo periodo di riapertura del Castello Estense le prigioni e la torre dei Leoni.

 

Alessandro Zangara

Due proposte teatrali del CTB

Due nuove proposte di altissimo livello e in continuità artistica con i progetti originari saranno messe in campo dal Centro Teatrale Bresciano per sostituire i due spettacoli di produzione CTB Ecuba e Prima della pensione che, in ottemperanza alle disposizioni in materia di distanziamento e sicurezza in palcoscenico, non sarà possibile rappresentare a settembre.

Elena Bucci e Marco Sgrosso in “Deliro a due”

La difficile e incerta situazione sanitaria ha prolungato di molto i tempi di chiusura dei teatri, e con essa la sospensione delle prove e del lavoro organizzativo, artistico e tecnico, e in conseguenza ha reso impossibile mantenere intatti i progetti originali già definiti o in cantiere futuro.

Di fatto il rispetto delle regole di distanziamento e sicurezza in palcoscenico stabilite dalle Autorità nazionali e territoriali e le enormi difficoltà di sostenibilità economica causate da questo lungo fermo delle attività non permettono al Centro Teatrale Bresciano di allestire e mettere in scena Ecuba e Prima della pensione, originariamente calendarizzati tra febbraio/marzo e aprile/maggio 2020 e successivamente riprogrammati per il prossimo settembre. Una decisione obbligata, presa dal CTB con immenso rammarico.

Tuttavia, per mantenere l’impegno con il pubblico – che in questi mesi non ha mancato di dimostrare il proprio affetto e vicinanza allo Stabile bresciano – il CTB mette in campo due nuove proposte di altissimo livello, ideate insieme ai registi e attori che di quegli spettacoli erano protagonisti, in una continuità e riconoscibilità artistica che il CTB ha voluto preservare.

Ecuba di Marina Carr verrà dunque sostituito da una innovativa lettura delle Troiane di Euripide, messa in scena sempre dal regista Andrea Chiodi con la collaborazione drammaturgica di Angela Demattè (autrice dell’apprezzatissima produzione CTB Avevo un bel pallone rosso). Una emozionante rilettura per quattro voci, una riflessione corale alle radici di uno dei più grandi testi del canone occidentale, della quale sarà protagonista Elisabetta Pozzi, attrice di immenso talento legata a Brescia da progetti artistici di grandissimo valore e successo come Una bestia sulla luna, Apologia e la rassegna di nuove drammaturgie Teatro Aperto. Al suo fianco due interpreti straordinarie come Federica Fracassi e Valentina Bartolo, e un attore amatissimo dal pubblico bresciano come Graziano Piazza, già protagonista de Il vecchio e il mare e di Viaggio al centro della terra.

Prima della pensione di Thomas Bernhard verrà invece sostituito da Delirio a due di Eugène Ionesco, sempre con la regia e l’interpretazione di due grandissimi artisti legati da un lungo e importante sodalizio con il Centro Teatrale Bresciano e particolarmente cari al pubblico della nostra città come Elena Bucci e Marco Sgrosso. Uno spettacolo dai toni allucinati e grotteschi, divertente e raffinatissimo, una parabola di incredibile attualità sulla solitudine e la ricerca (o la perdita) di senso che attraversa inesorabilmente gli esseri umani all’incrocio dei loro destini con le svolte drammatiche ed epocali della storia.

Troiane sarà in scena al Teatro Sociale dal 9 al 20 settembre 2020 (feriali ore 20.30, festivi ore 15.30, lunedì riposo)

Delirio a due sarà in scena al Teatro Sociale dal 5 all’11 ottobre 2020 (feriali ore 20.30, festivi ore 15.30)

Gli spettatori originariamente in possesso di biglietti o di tagliandi d’abbonamento per Ecuba e per Prima della pensione e che non hanno fatto richiesta di voucher, hanno diritto ad assistere ai nuovi spettacoli in programma e possono contattare la biglietteria a partire dal 17 giugno 2020 al numero 351 7352034/ 030 2808600 (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00) o alla mail biglietteria@centroteatralebresciano.it per dare conferma della loro partecipazione e definire la nuova data in cui assistere agli spettacoli oppure recarsi di persona a partire da lunedì 22 giugno presso il punto vendita di Piazza della Loggia 6 (apertura lunedì – venerdì dalle 10.00 alle 13.00).

 

Veronica Verzeletti (anche per la fotografia)

Le compagnie amatoriali vanno in scena all’Arsenale. Da venerdì debutta il ‘Teatro nei cortili’

Un unico palcoscenico per l’edizione 2020. Il ‘Teatro nei cortili’ si presenta in versione concentrata. La storica rassegna, infatti, quest’anno si terrà all’Arsenale, lo spazio che consente il maggior numero di posti a sedere, nel rispetto delle norme per il distanziamento sociale. Da venerdì le compagnie amatoriali daranno il via agli spettacoli. Fino ad un massimo di 200 persone a serata, dal 26 giugno al 6 settembre, si potrà assistere ai 73 appuntamenti in calendario. Ben 19 i gruppi teatrali che si alterneranno sul palco. In cartellone opere di autori italiani e stranieri, adattamenti e libere riduzioni da romanzi, testi impegnati ma anche commedie ironiche, che ben rappresentano il variegato panorama del teatro amatoriale cittadino.

La storica rassegna è organizzata dal Comune di Verona, in collaborazione con le tre compagnie “capofila” – Estravagario Teatro, ArteFatto Teatro e Teatro Armathan – che hanno contribuito all’organizzazione della manifestazione.
Ad aprire la stagione sarà, venerdì 26 giugno, la compagnia GTV Niù con “Veci, imbriaghi e foresti” di Gino Rocca. Seguiranno La Bugia con “Reduci: un carteggio di guerra”; Trixtragos con “Quartet” di Ronald Harwood. Dal 7 al 9 luglio, sarà il turno de La Tiraca con “Toccata e fuga” di Derek Benfield. Dal 10 al 13 luglio, La Pocostabile con “Le Petit Cafè” di T. Bernard. Dal 14 al 17 luglio la compagnia CMT Musical Theatre Company presenterà “I Miserabili in concerto” di A.Boublil e J.M.Natel. E poi ancora, Micromega con “Scambio di persona all’italiana”. Doppio appuntamento per ArteFatto Teatro che il 22 luglio dedicherà la serata al varietà con lo spettacolo “Un cabaret… di risate”, mentre dal 23 al 25 luglio sarà in scena con “Streghe”, un adattamento brillante del “Macbeth”. La rassegna proseguirà con il G.A.D. Renato Simoni che porterà in scena “Sogni sull’Adese… e dintorni”. Successivamente Estravagario Teatro, dal 30 luglio al 2 agosto, si esibirà in “Paese Perduto” di Dino Coltro con musiche di Vittorio Bentivoglio.

Il mese di agosto proseguirà con altrettanti spettacoli. A Filo d’Arte proporrà “E’ possibile”; Teatro Armathan, invece, porterà in scena “Shakespeare e l’amore” di Marco Cantieri. Dal 10 al 13 agosto la Compagnia dell’Arca presenterà “La sposa dell’Aldilà. Più di là che di qua”. Dal 14 al 17 agosto Zeropuntoit sarà in scena con “Non sparate sul postino” di Derek Benfield. Dal 18 al 21 agosto la Compagnia Giorgio Totola rappresenterà “Intorno a Carlo Goldoni”. E poi G.T. Einaudi-Galilei con “Fiori d’Acciaio” di Robert Harling; Tabula Rasa con “Il Malato immaginario” di Molière. Doppio appuntamento anche per la Compagnia Gino Franzi che presenterà “Milly, un concerto lungo 60 anni” di Stefano Modena dal 30 al 1 settembre, mentre il 2 settembre porterà in scena “Maramao, canzoni tra le guerre” di Matteo Ferrari. Concluderà la rassegna, dal 3 al 6 settembre, la compagnia Lavanteatro con “Intrighi in tribunale”, libero adattamento di “Fantasie Tribunalizie” di G.Courteline.

Il programma completo è disponibile sul sito http://www.comune.verona.it.

La rassegna è stata presentata, questa mattina, dall’assessore alla Cultura Francesca Briani. Erano presenti anche Marco Cantieri di Teatro Armathan e Fabrizio Piccinato di ArteFatto Teatro.

“Anche quest’anno, come succede dal 1974, il teatro amatoriale tornerà ad animare l’estate veronese – ha detto Briani -. Sul palcoscenico dell’Arsenale praticamente ogni sera gli appassionati di prosa potranno assistere ad uno spettacolo. In un anno decisamente particolare non era scontato garantire questa rassegna, tanto amata dai veronesi. Un calendario ricco e vivace, che sono certa saprà coinvolgerà il pubblico. Un cartellone che va in scena grazie anche all’importante collaborazione delle compagnie che partecipano alla rassegna. Per far fronte ai protocolli sanitari e alle norme sulla sicurezza, abbiamo raggruppato tutto in un unico cortile, quello dell’Arsenale, che è lo spazio che consente un maggior numero di spettatori”.

 

Roberto Bolis

 

Fai bei suoni… I concerti estivi all’aperto del Museo del Saxofono

Il Museo del Saxofono aprirà la sua prima stagione estiva oggi, venerdì 26 giugno, con l’inaugurazione di una rassegna concertistica dal titolo “Fai bei suoni” che ospiterà fino al 2 agosto, negli spazi all’aperto della struttura, una serie di concerti dal vivo.

Il nome della manifestazione – afferma Attilio Berni, direttore del Museo – intende parafrasare il titolo del celebre libro “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini, “un libro dedicato a chi nella vita ha perso qualcosa, un amore, un lavoro, un tesoro e si è smarrito…” ma che, dopo una lotta incessante, ha saputo riconquistare la serenità. Nello stesso modo tutti noi, nel periodo dell’emergenza Covid e durante il lockdown abbiamo perduto abitudini, tranquillità, lavoro ed addirittura affetti cari. Svuotati ed impotenti, sopraffatti da ansia, depressione, sconcerto e paura per l’incertezza del nostro futuro ci siamo profondamente smarriti e confusi. Ma la musica, la letteratura e l’arte in generale, con la bellezza che infondono ci hanno aiutato a mantenere il filo dei nostri contatti, con gli altri e con le nostre emozioni. La bellezza e la musica condividono lo stesso segreto, parlano anche al nostro corpo, non solo alla nostra mente. Tutto in natura è vibrante, come uno strumento musicale o le corde vocali e le vibrazioni allentano tensioni, rilassano ed energizzano. Il nostro corpo è una cassa di risonanza che crea armonie e dissonanze ed intreccia note, emozioni, memoria ed identità.

Fai Bei Suoni intende quindi celebrare, in questo “timido“ momento di riavvio alla normalità, la potenza e l’importanza delle arti perché una vita senza arte e musica è solo una vita sbiadita…

La rassegna prevede un ciclo di 13 eventi che vedranno protagonisti alcuni dei musicisti più rinomati della scena jazzistica, classica e leggera della scena romana: dalla tromba di Michael Supnick al sax di Alessandro Tomei, dalla suadente voce di Monica Gilardi al violino di Alessandro Golini, dalle chitarra di Filippo Delogu e Marco Turriziani ai sax di Fabiano Pellini e Mauro Bottini, dalla fisarmonica di Stefano Indino all’eufonio di Alessandro Cicchirillo.

Gli eventi saranno gestiti ed organizzati nel pieno rispetto di tutte le normative anti-covid 19 prevedendo, nell’arco della stessa serata, due concerti della durata di 45min. cadauno. In tal modo sarà possibile contingentare l’accesso, che avverrà su prenotazione, permettendo così una maggiore affluenza di pubblico ma in momenti diversi. I concerti si terranno nel giardino esterno del Museo, con una capienza massima consentita di 65 persone per ogni set. Prima dell’inizio del primo concerto è previsto un buffet d’intrattenimento mentre terminato il secondo concerto gli ospiti potranno godere di un dessert party.

Venerdì 26 giugno
BOTTA BAND – Il lato sorridente del jazz…
Alberto Botta (batteria), Carlo Ficini (trombone e voce), Attilio di Giovanni (pianoforte), Guido Giacomini (contrabbasso e voce)

Sabato 27 giugno
GOINBA TRIO – Tango Jazz e Manouche

Stefano Indino (fisarmonica), Alessandro Golini (violino) e Paolo Batistini (chitarra)

Venerdì 3 luglio

MASSIMILIANO GRAZIUSO – Infiniti dialetti (piece teatrale)

Massimiliano Graziuso (voce recitante e sax baritono), Salvatore Zambataro (clarinetto e fisarmonica), Mauro de Vita (fagotto) e le musiche di Marco Turriziani (chitarra)

Sabato 4 luglio

MONICA GILARDI – Swing 4et 

Monica Gilardi (voce solista), Filippo Delogu (chitarra elettrica),  Guido Giacomini (contrabbasso) e  Alfredo Romeo (batteria)

Venerdì 10 luglio 

MICHAEL SUPNICK & THE SWEETWATER Jazz Band 

Michael Supnik (tromba, trombone, voce), Sebastiano Forti (sax soprano/tenore, clarinetto), Sergio  Picarozzi (banjo) e Paolo “Bruto” d’Amore (basso tuba)

Sabato 11 luglio

MAURO BOTTINI 4et –  By Night  Mauro Bottini (saxofoni), Cristiano Coraggio (batteria), Marco Massimi (basso elettrico)  e Antonino Zappulla (Fender Rhodes/organo)

Venerdì 17 luglio

THE JAZZ RUSSELL

Filippo A. Delogu (chitarra, direzione), Andrea Nuzzo (Hammond, Rhodes), Alfredo Romeo (batteria), Light Palone (contrabbasso)

Sabato 18 luglio 2020

RED PELLINI Quartet – Roaring The Twenties

Red Pellini (saxofono), Alessio Magliari (pianoforte), Giancarlo Colangelo (sax basso) e Carlo Battisti (batteria)

Venerdì 24 luglio

METROMUSETTE – La chanson francese come non te l’aspetti

Monica Gilardi (voce), Filippo Delogu (chitarra), Fabrizio Montemarano (contrabbasso)

Alfredo Romeo (batteria)

Sabato 25 luglio

EU-FOUR Brass band

Alessandro Cicchirillo (euphonio),  Giancarlo Cesaroni (euphonio), Francesco Scalone (euphonio) e Gabriele Baiocco (tuba)

Venerdì 31 luglio

REVELATION Quartet – M & M Project  Alessandro Marchionni (sax baritono), Ferdinando Martella (tromba), Fabrizio Siraco (contrabbasso) e Marco Malagola (batteria)

Sabato 1 agosto

THE MUSIC OF VIRGILIO FRATERNALI

Alessandro Tomei (sax tenore),  Alessandro Fraternali (chitarra), Francesco Lo Giudice (organo Hammond) e Lucrezio De Seta (batteria)

Domenica 2 agosto

PAOLA CANESTRELLI TRIO – Ordinary Dreams

Paola Canestrelli (voce solista), Luigi Maio (pianoforte e synth) e Franco Pierucci (chitarra elettrica ed acustica)

Sito web ufficiale: https://www.museodelsaxofono.com/

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

Cristo in Pietà. Archivi e arte contemporanea in dialogo

Online dal 25 giugno su www.cittadegliarchivi.it la mostra virtuale permanente Archivi e Arte Contemporanea, curata da Armando Antonelli, responsabile degli archivi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna mette in rilievo il sempre attuale dialogo tra antico e contemporaneo.

Una gallery di 11 immagini inedite dei grandi registri, libri mastri, libri giornale, quaderni di cassa, conservati nell’archivio storico della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, datati dal Cinquecento al Settecento, che hanno impressa l’immagine del Cristo in pietà, cioè l’Imago Pietatis vero e proprio logo che contrassegnò l’opera del Monte di pietà di Bologna, che invitava alla riflessione e all’atto del dono.

A queste si affiancano 7 opere del 2020 di Elena Franco, architetta e fotografa che ha rielaborato con diverse tecniche artistiche le Imagines Pietatis dei preziosi registri, per indagare i temi della solidarietà, della cura e della condizione umana. Il lavoro di Elena Franco è confluito in una mostra allo Studio Cenacchi, intitolata “Imago Pietatis”, che ha avuto grande successo e ha vinto il premio New Post Photography della MIA Photo Fair di Milano.

«Valorizzare le immagini del passato significa dar valore al proprio patrimonio, e farlo attraverso una lettura che risemantizza l’archivio antico con la cifra dell’arte significa restituire all’oggi, in modo inconsueto e originale, il passato» commenta Giusella Finocchiaro, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

L’Archivio, i libri contabili e le raffigurazioni del Cristo in pietà sono stati oggetto di analisi approfondite da parte di storici dell’arte, archivisti e artisti, le cui ricerche sono confluite nel volume Imago Pietatis (Torino, Artema, 2020), che raccoglie i contributi di Armando Antonelli, Elisa Baldini, Jacopo Cenacchi, Luisel De Gregoriis, Giusella Finocchiaro, Elena Franco, Fabrizio Lollini, Luca Panaro.

 

Delos

“Classica al tramonto” della IUC a luglio nella magica cornice dell’Orto botanico di Roma

Inizia il 5 luglio l’edizione 2020 del festival Classica al tramonto, la rassegna di musica da camera che la IUC organizza ogni estate negli spazi verdi di Roma. La sede dei concerti sarà particolarmente suggestiva, il Museo Orto Botanico dell’Università “La Sapienza” (Largo Cristina di Svezia, 23a), un luogo segreto e silenzioso a ridosso di Palazzo Corsini alla Lungara. Non è cambiata invece la formula del festival, che consiste nel presentare alcuni dei migliori solisti e gruppi italiani, giovani ma già affermati. E un finale speciale col jazz.

Il primo degli otto appuntamenti è domenica 5 luglio alle 20.30 con Gloria Campaner, che si è affermata in alcune delle più importanti sale da concerto in Italia e all’estero (Europa, Israele, Giappone, Cina, India, Nord e Sud America, Sud Africa) e ha già inciso per EMI e Warner. Insieme a lei saranno il violino di Michele Redaelli e il violoncello di Enrico Saverio Pagano, rispettivamente “spalla” e direttore artistico dell’Orchestra da Camera Canova. La particolarità è che i tre musicisti suoneranno di volta in volta in trio, in duo e a solo, proponendo musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Respighi (un suo poco noto Notturno, particolarmente in tono con l’ambiente e l’ora).

Caravaggio Piano Quartet

Venerdì 10 luglio alle 20.30 la pianista Beatrice Cori – appena ventitreenne ma già vincitrice di vari concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Paris International Music Competition – suona Chopin, Liszt e Debussy. Si prosegue con il Caravaggio Piano Quartet: alcuni sere si susseguono infatti due diversi interpreti. Formato da tre giovani italiani e uno spagnolo, questo quartetto ha vinto l’anno scorso il Premio Farulli nell’ambito del Premio Abbiati, assegnato dalla critica musicale italiana al miglior gruppo giovanile da camera: in programma Beethoven e Fauré.

Martedì 14 luglio alle 20.30 sono di scena la pianista Sofia Adinolfi (Premio Nazionale delle Arti per la sezione di Musica da Camera) con musiche di Bach e Beethoven e poi il Trio Enea, un gruppo giovanissimo, nato in seno all’Avos Chamber Music Project e già avviato ad una brillante carriera: suonerà il Trio op. 100 di Schubert.

Venerdì 17 luglio alle 20.30 il pianista Alessandro Simoni suona Chopin, Liszt e Stravinskij. Nella seconda parte si potranno ascoltare un Trio di Rachmaninov e un Quartetto di Schumann nell’esecuzione della violinista Mirei Yamada, del violista Luca Sanzò, della violoncellista Lara Biancalana e dei pianisti Andrea Di Marzio e Antonino Fiumara: un gruppo formato da maestri e allievi dell’Avos Chamber Music Project. Merita una segnalazione particolare la giovanissima violoncellista, che nel 2018 ha vinto a soli quattordici anni una borsa di studio per la Yehudi Menuhin School.

Conclusione giovedì 23 luglio alle 20.30 con il jazz. Il titolo “Le Cinque Voci” si riferisce ai cinque interpreti – Ada Montellanico e Ialsax Quartet – che presenteranno musiche di Monk, Corea, Konitz, Nunzi, Girotto e Pascoal. La Montellanico è cantante tra le più originali e raffinate della scena jazz italiana ed ha collaborato con artisti di fama internazionale come Jimmy Cobb, Lee Konitz, Paul McCandless, Enrico Pieranunzi ed Enrico Rava, con grande successo di critica e di pubblico. Con lei suona lo Ialsax Quartet, fondato nel 1991 da Gianni Oddi, che per molti anni è stato 1° Sax Alto dell’Orchestra della RAI di Roma e poi della PMJO.

Naturalmente saranno scrupolosamente osservate le norme sulla prevenzione del corona virus, in particolare il distanziamento sociale e l’uso della mascherina.

È consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita. Potranno essere acquistati on line su www.vivaticket.it o telefonando alla IUC ai numeri 06-3610051/2 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17. Se ancora disponibili I biglietti si potranno acquistare anche la sera del concerto dalle ore 19.45 all’entrato dell’Orto Botanico.

È inoltre necessario munirsi del biglietto del Museo Orto Botanico, acquistabile al prezzo di € 4 direttamente al botteghino del museo.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)