In un convegno l’analisi del “Turismo collegato a storia e cultura ebraica”

L’Assessorato alla Cultura ed al Turismo del Comune e Ferrara Arte hanno presentato giovedì 11 gennaio scorso, alla sala Estense, davanti a una folta platea di operatori privati del comparto turistico cittadino, uno studio realizzato da Trademark Italia di Rimini.

In occasione della recente inaugurazione del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), l’Amministrazione Comunale considera essenziale studiare il mercato della domanda e dell’offerta collegate alla storia e alla cultura ebraica e disporre così di informazioni e conoscenze utili al sistema turistico e commerciale ferrarese per rispondere al meglio ai nuovi bisogni espressi da questo segmento turistico.

“L’apertura del Meis, ha esordito il vicesindaco Massimo Maisto, rappresenta una novità senza paragoni nella politica culturale e turistica di Ferrara degli ultimi dieci anni.

L’intero sistema, culturale e turistico che gravita attorno al MEIS sarà oggetto di un investimento immateriale e materiale che si svilupperà negli anni a venire. La forza del progetto “Ferrara città d’arte e di cultura” è sempre stata quella di puntare sulla qualità delle proposte, accompagnandola ad un continuo lavoro di miglioramento della qualità dell’accoglienza di turisti e visitatori. Un museo, per quanto grande e culturalmente di livello, non basta da solo, l’intera città deve essere parte integrante e motore propulsore del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Questo progetto aspira ad essere sempre più internazionale ed è un progetto che dobbiamo sentire “nostro”. Dobbiamo concentrarci sul fare, e stiamo facendo, ma dobbiamo anche studiare per sfruttare e valorizzare al meglio questa grande occasione. L’impegno del Comune è questo: negli anni a venire ci formeremo e faremo formazione per essere tutti assieme all’altezza della sfida che ci troviamo di fronte.”

Per ottenere un quadro generale del fenomeno del “Turismo collegato alla scoperta della storia e della cultura ebraica”, lo studio ha analizzato i ‘case histories’ dei principali Musei dell’Ebraismo in Europa e in Italia, traendo dei dati molto significativi sulla consistenza del fenomeno. Lo studio illustra i dati sui flussi di visitatori e turisti, sulle provenienze, sulla stagionalità, sulla durata dei soggiorni, sulla capacità di spesa, nonché sugli interessi, sulle motivazioni e sulle esigenze specifiche dei visitatori.

Nello scenario europeo, il MEIS di Ferrara risulta il primo esempio di museo nel nostro Paese che presenta aspetti e caratteristiche paragonabili a quelle dei principali musei europei dell’ebraismo, come lo Jüdische Museum di Berlino (1 milione di visitatori nel 2016), il Museo Ebraico di Praga (600 mila visitatori), il Museo Polin di Varsavia (350 mila visitatori), lo Joods Historisch Museum di Amsterdam (325 mila visitatori). È stato realizzato un sondaggio su un campione di oltre 550 alberghi italiani per misurare gli effetti utili di questo turismo sull’industria dell’ospitalità di Ferrara e per descriverne le caratteristiche (durata del soggiorno, stagionalità, capacità di spesa, abitudini, esigenze specifiche). Dalle risposte degli intervistati emerge come l’86% degli albergatori ferraresi coinvolti, abbia già ospitato clientela ebraica in passato: i paesi di provenienza maggiormente rappresentati sono Israele (per il 67% degli alberghi), Stati Uniti (33%) ed Est Europa (Polonia e Repubblica Ceca per il 17%). Parallelamente al sondaggio sono state svolte interviste dirette ed in profondità ad alcuni operatori turistici selezionati (albergatori italiani, tour operator e intermediari di viaggi che lavorano sui mercati di Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Israele) specializzati su questo segmento di clientela.
Ai fini dello studio era importante comprendere la propensione ai consumi culturali, la conoscenza dell’ebraismo, la notorietà della città di Ferrara e capire il grado di attrattiva che Il Museo gode nella percezione dei turisti, per ottenere questo quadro lo studio ha ricompreso altresì un sondaggio demoscopico nazionale su un campione di oltre 2.300 italiani.
Tra i risultati più interessanti, emerge che oltre 2 italiani su 5 (il 43%) sono già stati in passato (33%) o recentemente (10%) a Ferrara.

Per quanto riguarda la prospettiva di una visita a Ferrara nel prossimo futuro, il 72% degli italiani risulta molto (26%) o abbastanza (46%) propenso a farla. Questa quota raggiunge l’82% nel Nord-Est del Paese e l’80% nel Sud Italia.
Per quanto riguarda la conoscenza della cucina kasher, 6 Italiani su 10 ne hanno sentito parlare (47%) o sono in grado di distinguerla (13%). Tra questi, l’11% è già stato in un ristorante o albergo kasher recentemente (3%) o in passato (8%). Per una grande fetta di turisti ebraici, ad esclusione dei turisti ortodossi, si tratta di un servizio utile, gradito, anche se non essenziale.
Ecco una breve tabella riassuntiva di quanto emerso dallo studio: 

I primi tre Mercati turistici di riferimento: – Italia
– Germania
– Francia
Target di clientela –       Personaggi istituzionali (cultura, politica, etc.)
–       Turismo culturale (individuale e organizzato), visitor dalla scolarizzazione medio-alta
–       Turismo studentesco (sempre intermediato)
Segmenti generazionali –       X Generation (nati tra il 1965 e il 1985)
–       Millennials (nati a cavallo del 2000)
Tipologie di alloggio preferite –       Hotel upscale (4 stelle) e midscale (3 stelle)
Stagionalità dei flussi –       Estate, in particolare luglio e agosto
Organizzazione del soggiorno –       Turismo ebraico prevalentemente intermediato-       Turismo ed escursionismo indipendente, tendenzialmente individuale
Contenuti della comunicazione –       Solidi, non di entertainment. Prevalenza di argomenti storici, artistici, architettonici, culturali in genere.
Opportunità –       Creazione di un adeguato servizio di ristorazione kasher, anche da asporto (catering)
–       Sviluppo di ospitalità di alta gamma (5 stelle e 5 stelle L)-       Riequilibrio dei flussi turistici
–       Allungamento della durata del soggiorno medio
–       Apertura di un nuovo filone di eventi collegati a storia, cultura e ebraismo

 

A.Z. (anche per la fotografia)

A Verona la mostra “Istria. Tragedia italiana del ‘900”. Fino al 20 gennaio

È allestita nell’atrio di Palazzo Barbieri di Verona, la mostra “Istria. Tragedia italiana del ‘900”. L’esposizione, che conta oltre 40 fotografie corredate da spiegazioni e fascicoli didattici sul dramma della popolazione giuliano-dalmata, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 gennaio, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 18.

All’inaugurazione presenti il sindaco Federico Sboarina, il presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio, il presidente di Agsm Michele Croce e Nidia Cernecca dell’Associazione nazionale congiunti deportati italiani in Jugoslavia, promotrice dell’iniziativa e autrice del libro “Istria. Tragedia italiana del ‘900 – Antologia di un esodo del ‘900. Accusa all’invasore alleato. Denuncia al silenzio dell’Italia”.

“Dal punto di vista simbolico è importante che questa mostra si tenga proprio qui, nel cuore amministrativo della città – ha affermato il sindaco -. Come abbiamo sempre detto il Comune è la casa di tutti e nei prossimi giorni i veronesi che visiteranno palazzo Barbieri, oltre ad ammirare le bellezze custodite nelle sale aperte al pubblico, potranno ripercorrere questa drammatica pagina della storia italiana”. “Da sempre il Comune di Verona è impegnato in prima linea nel ricordare e recuperare la memoria storica di quanto vissuto dalla popolazione friulana e istriana durante e subito dopo la seconda guerra mondiale – ha affermato Maschio-, tragedia dimenticata troppo a lungo. Oggi vogliamo dare, soprattutto ai più giovani, la possibilità di conoscere quanto successo grazie anche alla testimonianza di chi visse quei drammatici momenti”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Avventure di topi fortissimi per bambini dai 3 ai 10 anni

Martedì 16 gennaio 2018 alle 17 alla biblioteca comunale Dino Tebaldi di San Giorgio (Ferrara), via Ferrariola 12, nuovo appuntamento del ciclo di incontri dedicati ai bimbi dai 3 ai 10 anni “Io leggo a te e tu leggi a me” che – per il mese di gennaio – sarà dedicato a ai piccoli roditori con il titolo “Tornano le topo-storie!”.

In programma per l’incontro di questa settimana c’è la lettura ad alta voce di “Tito il topo più forte del mondo”di Udo Weigelt con illustrazioni di Nicolas d’Aujourd’hui (edizioni Nord-Sud) e “Guarda un po’ che Gruffalò” di Julia Donaldson e illustrazioni di Axel Scheffler (Emme edizioni).

Dopo la narrazione come consuetudine verrà data la possibilità ai bambini presenti di esprimersi a loro volta in veste di narratori in erba portando le proprie proposte, idee e suggerimenti di lettura. La partecipazione è libera e gratuita.

 

A.Z. (anche per la fotografia del volume)

Stagione pesistica veronese 2018

Con i campionati regionali senior, master e universitari si aprirà ufficialmente domenica 21 gennaio, al Centro Bentegodi, la stagione sportiva promossa dal Comitato Regionale Veneto della Fipe-Federazione italiana pesistica.
Il calendario completo delle attività è stato presentato in sala Arazzi dall’assessore allo Sport Filippo Rando e dal presidente del Comitato regionale della Federpesistica del Veneto pesistica Comitato Claudio Toninel.

Testimonial d’eccezione il campione olimpico e medaglia d’oro di pesistica di Los Angeles 1984 Norberto Oberburger.

“Un calendario ricco di appuntamenti e attività – ha detto Rando – finalizzati a valorizzare sempre di più questo sport. Nella pesistica,  il Veneto è tra le prime quattro regioni a livello nazionale per numero di tesserati e per risultati raggiunti; Verona, in particolare, con la Fondazione Bentegodi è tra le città più attive. Rinnovo quindi il sostegno e la vicinanza dell’Amministrazione comunale a questa splendida disciplina, a cui auguro una stagione ricca di grandi soddisfazioni”.

Sono oltre 3 mila i tesserati nel Comitato regionale Veneto, tra società affiliate (33 di cui 25 in attività), atleti (2817), tecnici (304), dirigenti (11) e ufficiali di gara (22).

Tra gli altri appuntamenti più importanti della stagione: le finali nazionali del campionato italiano esordienti, che si terranno a Verona il prossimo novembre. Sempre a Verona si terranno le selezioni regionali del Trofeo Coni, in giugno; la Coppa Italia esordienti per le categorie under 17, juniores,senior e master, in luglio e le qualificazioni ai campionati italiani esordienti e assoluti in ottobre. Nel corso dell’anno proseguiranno inoltre le attività del Comitato per promuovere la pesistica tra i giovani, grazie all’organizzazione di campionati studenteschi; incentivare le società venete alla promozione della pesistica paralimpica; realizzare corsi di formazione per tecnici; organizzare campionati di pesistica olimpica e distensione su panca e attività di crossfit; promuovere le attività sui social.

Alla presentazione ufficiale delle attività hanno partecipato tra gli altri il presidente della Fondazione Bentegodi 1868 Cristiano Tabarini, il campione italiano di pesistica anni ’60 e presidente onorario Fipe Veneto Franco Pighi, Cristina Froio del Consiglio regionale Fipe Veneto, Loris Cristiani delegato Fipe Provincia di Verona, i delegati Fipe di Bolzano Luigi Capaldo e di Trento Monica Filia, Dino Mascalzoni per l’Ufficio scolastico provinciale, il direttore tecnico regionale Fipe Maria Vittoria Sportelli, il delegato Fipe della Provincia di Venezia Bruno Gallo, l’arbitro internazionale Cesiano Paoloni e il segretario Fipe Veneto Umberto Milani.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Quasi 4milioni di visitatori per i mercatini di Natale di Verona

Nei 40 giorni di apertura della 10ª edizione dei Mercatini di Natale sono stati circa 3 milioni 800 mila i visitatori registrati, dei quali 2.377.549 in piazza dei Signori e 1.795.515 in Cortile Mercato Vecchio. Questi alcuni dei dati presentati dal Sindaco Federico Sboarina e dall’assessore al Commercio Francesca Toffali in relazione alla manifestazione da poco conclusa.

“Un’edizione da record, con numeri importanti che si distanziano ampliamente dai 60 mila visitatori registrati nel 2007 nella prima edizione della manifestazione – ha sottolineato il Sindaco Federico Sboarina –. Un risultato frutto della fattiva collaborazione di tutti i soggetti coinvolti e, in particolare, del lavoro di squadra messo in campo da Comune, Atv, Fiera e Autostrade nella gestione dei flussi di traffico e della mobilità cittadina. Un successo che premia le novità introdotte, come l’ampliamento dei mercatini a lungadige San Giorgio e a Castel San Pietro, dove la funicolare ha rilevato punte di oltre 1800 passaggi. Una soluzione adottata per ampliare il percorso di vista e a far conoscere zone delle città che, altrimenti, risulterebbero fuori dai consueti itinerari turistici”.

“Un esisto positivo che non era scontato – ha dichiarato l’assessore Toffali –, frutto dell’impegno di tutti i partner dell’evento. I mercatini di Natale 2017 sono finiti, ma l’attività organizzativa per la prossima edizione non si ferma, per continuare a migliorare i servizi e la complessiva gestione di questo importante evento”.

Dati 2017 della 10ª edizione della manifestazione in programma dal 17 al 26 dicembre in piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio, via della Costa, piazza Indipendenza, lungadige San Giorgio, Castel San Pietro e San Zeno. Installate oltre 80 casette in legno (65 quelle posizionate per l’edizione 2016), con circa 200 espositori impiegati.

Lungadige San Giorgio: 9.500 gli accessi alla giostra “L’albero della felicità” in lungadige San Giorgio, che ha visto la presenza di oltre 100 bimbi disabili e di alcuni con il proprio mezzo di locomozione.

Web Communication e social media: il sito ufficiale della manifestazione ha totalizzato 1.577.323 visite e sui social Google e Facebook le valutazioni/recensioni si sono posizionare tra il 4,4 e il 4,8 su 5 punti totali. L’App mobile dell’iniziativa ha avuto oltre 3.500 download e 19.000 visite.
Funicolare: nel periodo dei mercatini è stato rilevato uno dei due picchi massimi dall’apertura (l’altro è stato in occasione della manifestazione Hostaria), con 1.882 passaggi registrato sabato 9 dicembre. Positivi anche i dati rilevati su domenica 3 dicembre, prima giornata Mobility day, che ha registrato circa 1.580 passaggi.

Anfiteatro Arena: nella sola giornata del 3 dicembre è stato registrato un flusso di visitatori pari a 7319; il dato più alto registrato nel mese e mai raggiunto nel 2016 durate lo stesso periodo.
Inoltre, nel confronto dati fra i primi fine settimana di dicembre 2016 e quelli 2017 si evidenzia una forte crescita, con un’affluenza visitatori che risulta, in alcuni casi, raddoppiata.

Dati totale visitatori musei di domenica 3 dicembre 2017: Anfiteatro Arena 7319 (6968 nel 2016); Casa di Giulietta 2764 (2582 nel 2016); Castelvecchio 1572 (1195 nel 2016); Museo degli Affreschi 419 (400 nel 2016); Museo Archeologico Teatro Romano 805 (938 nel 2016); Museo Maffeiano 96 (146 nel 2016).

Dati visitatori musei dell’8 dicembre 2017: Castelvecchio 623 (327 nel 2016); Anfiteatro arena 3715 ( 3289 nel 2016); Museo Maffeiano 138 (64 nel 2016); Casa Giulietta 1747 (1639 nel 2016); Museo degli affreschi 495 (420 nel 2016); Museo Archeologico al Teatro Romano 307 (347 nel 2016)

 

Roberto Bolis

Spirits&More a Roma

Dal 19 al 21 maggio 2018, Roma diventa capitale mondiale degli Spirits! Nei padiglioni di Fiera Roma si svolgerà infatti per la prima volta un evento di respiro internazionale rivolto a professionisti, estimatori, curiosi, amanti della night life, che coinvolgerà i grandi player della distillazione e i produttori di nicchia. SPIRITS & MORE, questo il nome del progetto ideato dalla stessa Fiera Roma, vuole offrire un ampio panorama sul mondo del beverage selezionando i migliori prodotti in campo. “Mix & Taste” sarà lo slogan adottato per soddisfare ogni tipo di curiosità, partecipando in maniera interattiva ad incontri, degustazioni, competizioni nei quali storia ed innovazione, cultura e didattica, stimoleranno un apprendimento cognitivo e sensoriale unico nel suo genere.

Aperta sabato e domenica anche al pubblico e lunedì esclusivamente agli addetti al settore, la manifestazione sarà strutturata in molteplici aree in cui dialogheranno business, entertainment ed educational, con esposizioni di attrezzature professionali, cornici di arredo a tema, servizi per l’ambiente bar e le proposte più innovative nel mondo snack & food. Alcuni spazi monotematici – dedicati rispettivamente tanto ai principali distillati – gin, rum, vodka e whisky – quanto ai prodotti italiani di maggior diffusione internazionale – amari, grappe, liquori –  con approfondimenti “verticali” su nascita, segreti della produzione, tendenze e curiosità, consentiranno anche ai neofiti di apprendere i segreti della degustazione e miscelatura, al fine di apprezzare e distinguere i singoli prodotti. Anche l’universo birra avrà una sezione dedicata con un’imponente area espositiva che spazierà dalle lager italiane alle speciali belghe, dalle birre artigianali alle non alcooliche, proponendo una scelta vastissima per soddisfare tutti i palati. Non mancheranno corsi di spillatura con esperti per sperimentare le tecniche da fusto o da bottiglia che oramai rappresentano una vera e propria arte, all’interno di un fenomeno sociale che non si finisce mai di apprezzare, neanche dopo 4000 anni, in considerazione anche di un utilizzo sempre più rilevante della birra nel mondo della mixology.

Molti e di diversa tipologia i contest che si terranno nella tre giorni romana: tra questi quello guidato dal “gustosofo” Michele Di Carlo,  orientato alla preparazione del cocktail più originale, che vedrà premiati da una giuria di esperti i primi tre drink di ogni categoria. Saranno infine due gli spazi dedicati alla formazione e business: The Main Stage, con interventi e speech finalizzati a valutare l’andamento del mercato, individuare i principali trend in atto, delineare i possibili scenari futuri, studiare i casi più significativi e i locali di eccellenza; il  Trade Bar, locale espressamente “lounge” dove le aziende potranno organizzare esclusivamente per i propri invitati dimostrazioni, esibizioni e dibattiti.

A confermare la vocazione internazionale dell’appuntamento non solo la presenza di tanti bartender, giornalisti, bar manager di assoluto prestigio da tutto il mondo, ma anche le serate organizzate in alcune tra le location più prestigiose della Capitale, che faranno da suggestivo sfondo a tutta l’iniziativa. Appuntamento a primavera nella Capitale, per conoscere ed apprezzare l’inconfondibile “True Roman Spirit”!

Elisabetta Castiglioni

 

Don Lorenzo Milani

Spesso le grandi figure della Storia rimangono nascoste oppure, e questo è ben peggio, vengono osteggiate in tutti i modi possibili anche dalle persone dalle quali meno ci si aspetterebbe ostacoli. Ora, di lui tutti parlano bene, oppure dicono la verità potendolo descrivere per quello che in realtà era, ma con l’accezione della qualità, invece che del difetto.

Carlo Maria Martini, ad esempio, scrisse: “Una personalità così ricca e così provocatoria”; oppure papa Francesco lo definisce “un grande educatore italiano, che era un prete: don Lorenzo Milani!”. “Sai come andava quando ero ancora a Firenze? Ero così solo che non potevo dormire allora vagavo per la città finché arrivavo a sedere sulla ringhierona di piazzale Michelangelo”, scriveva ad un amico. Infatti, il giovane Milani voleva diventare pittore e seguì quella strada con impegno, scegliendo i maestri e l’Accademia di Brera; sembrava un ragazzo inquieto, che stesse cercando la sua via, ma del resto molti giovani sono così. Il libro che racconta la gioventù di colui che diverrà universalmente noto come don Milani è interessante, privo di frivolezze, e porta a conoscere nel profondo l’uomo che diventerà prete e un prete che insegnerà a imparare a centinaia di ragazzi e meno ragazzi, portandoli alla licenza elementare o alla licenza media, per offrire loro una prospettiva di lavoro e di avanzamento di vita. La celeberrima scuola di Barbiana si avvarrà anche di alcuni maestri che il giovane aveva conosciuto nella sua vita, tra cui Staude.

Hans-Joachim Staude era stato anche un grande musicista e colui al quale Maja Einstein aveva lasciato il suo pianoforte Bluthner, donatole dal fratello Albert, quando dovette lasciare la casa toscana a causa delle leggi razziali italiane. La madre di don Lorenzo scriverà alla vedova: “Lorenzo che in Staude ha avuto il suo primo maestro. Maestro di serietà, di coscienza, di quella ricerca dell’assoluto nel bene e nel bello che poi ha portato Lorenzo sulla sua strada”.

Strada che prendeva avvio nel 1941, in un periodo così difficile per ciascuno e così complesso per poter trovare se stessi, eppure, Staude aveva scritto ad Albert Einstein che faceva quello che sentiva e si impuntava a farlo sempre. Penso che questo sia stato il vero insegnamento per Lorenzo Milani, ciò che gli ha tracciato la strada per fare quello che sentiva senza dare retta a nessuno. Difficile. Ma non impossibile, da quanto hanno tracciato di vita i personaggi di cui scriviamo. Nell’agosto 1941 Lorenzo si iscrive all’Accademia di Brera che tuttavia lascerà ben presto per un diverbio con un maestro, continuando a dipingere nel suo studio privato. Nel frattempo, la situazione della famiglia non era affatto rosea, perché si erano convertiti al cattolicesimo per non incorrere nelle leggi del momento, ma era comunque pericoloso essere cristiani solo sulla carta. Così i coniugi Milani, del resto già non praticanti dell’ebraismo, decisero di sposarsi in chiesa e di fare battezzare i figli, in modo da metterli al riparo da eventuali inasprimenti politici. Andando a trovare il figlio a Brera, la madre Alice Weiss conobbe la professoressa di Arte Sacra dell’Accademia, Eva Tea, la vera artefice della conversione di Lorenzo. Sarà la sua passione e determinazione, una ricerca che doveva mettere a punto, insomma sarà Eva a portare Lorenzo sulla strada che lo condurrà a decidere di diventare prete, come sarà.

Un uomo che ha fatto della sua determinazione, forse della sua cocciutaggine, un capolavoro per tanti.

Sarà “L’artista che trovò Dio”.

 

Valentina Alberici: “Lorenzo Milani”, Paoline, Milano, 2017, euro 22,00

 

Alessia Biasiolo