Aperta la Pista degli Innamorati

Dopo le abbondanti nevicate, un’altra grande sorpresa aspetta gli sciatori questo weekend nella Ski Area San Pellegrino: da ieri infatti, è aperta la famosa Pista degli Innamorati, lunga quasi 11 km, che dalla stazione a monte della funivia Col Margherita (2.514 m) scende fino a Falcade (1.100 m).
Simbolo per eccellenza dello slow ski, è la pista ideale per gli amanti dello sci in assoluto relax tra meravigliosi panorami e gustosissime soste intermedie. Il tracciato inizia in cima al Col Margherita, uno fra i balconi più belli delle Dolomiti, scendendo dolcemente verso Passo Valles con lo sguardo rivolto verso le Pale di San Martino e il Gruppo del Focobon.

Prima tappa allo storico rifugio Capanna Passo Valles, vera garanzia per chi ama la montagna e la buona cucina. Una volta rimessi gli sci ai piedi, la pista prosegue attraverso un nucleo di caratteristici Tabià e un fantastico bosco di larici, arrivando presto a incrociare, a quota 1.560 m, lo ski bar Caverson dell’Hotel Dolomiti.

Terminato il secondo piacevole break si scivola giù lungo un facile pendio che porta all’altezza di Falcade Alto e al tratto più impegnativo di tutta la Pista degli Innamorati: niente paura però, si tratta di un segmento piuttosto largo e anche gli sciatori meno esperti possono superarlo agevolmente. Dopo la fatica si entra nuovamente nel bosco con un suggestivo ski weg che consente di raggiungere in pochi minuti Falcade e la cabinovia Falcade-Le Buse.
Un tracciato ideale quindi per tutti gli “innamorati” della neve che desiderano trascorrere qualche piacevole ora in totale relax sugli sci. E se siete alla ricerca di un modo originale per festeggiare San Valentino, cosa c’è di meglio di trascorre qualche ora completamenti immersi nella natura assieme alla vostra anima gemella?

 

ATC (anche per le fotografie)

Ivan Krpan debutta a Roma con Beethoven e Liszt

Ivan Krpan (foto di Michele Lonardi)

Ivan Krpan è un giovanissimo pianista premiato in vari concorsi in Croazia, la sua patria, e in Belgio, Paesi Bassi, Germania, Russia e Italia. È stato proprio il nostro paese a consacrarlo tra i grandi, assegnandogli nel 2017 il primo premio del Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più prestigiosi, severi e ambiti al mondo, da cui sono usciti vincitori alcuni dei più famosi pianisti di questi anni, come Martha Argerich. Sarà la IUC a farlo debuttare a Roma, martedì 12 febbraio alle 20.30 con un concerto all’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5).

Nel 2018 e in questo primo scorcio del 2019 Ivan Krpan, che ha appena ventuno anni, ha avuto scritture in Italia, Corea del Sud, Giappone, Germania, Austria, Francia e Sudamerica. Lo scorso anno ha registrato in esclusiva per la piattaforma online Idagio il suo primo album, con brani di Schumann e Chopin, disponibile in streaming presso il sito IDAGIO.

Di Krpan la stampa italiana ha scritto: “Ha impressionato subito la maturità, la disinvoltura e l’autorevolezza con cui ha proposto un programma interpretativamente – più ancora che tecnicamente – difficile […] ha regalato un’interpretazione carica di ardore acceso, timbro controllato con rigore, cantabilità sorretta da un colore fluente e scorrevole”. E anche: “È tutt’uno con lo strumento. Immerso in esso. Senza alcun contatto col mondo esterno che non sia musica. La sua interpretazione emana dallo strumento”, “ha rivelato una personalità musicale assolutamente ben definita, rinuncia quasi programmaticamente al grande gesto romantico, all’enfasi, alla teatralità”, “un pianismo raffinato, mai superficiale”.

Quanto a lui, non è di molte parole. Ecco un florilegio di sue sintetiche dichiarazioni: “Penso che per me, come pianista, la cosa più naturale sia suonare il piano e suonarlo davanti al pubblico”. “Quando viaggi molto capisci una grande verità: non è importante in quale parte del pianeta sei, la musica è universale”. “La più grande sfida nella vita di ogni artista è realizzare e sviluppare ogni giorno di più le proprie idee”.

Per il suo debutto romano ha scelto un programma che permetterà di rendersi conto di tutte le sue doti di interprete e di virtuoso. Comincerà con la Sonata n. 27 in mi minore op. 90 e la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109, due opere del terzo periodo di Ludwig van Beethoven, l’autore che è stato determinante per la sua vittoria al Concorso Busoni grazie alla sua esecuzione del Concerto “Imperatore”, che ha fatto una grande impressione tanto sulla giuria che sul pubblico.

Poi renderà omaggio a Ferruccio Busoni, il musicista cui è intitolato il concorso che l’ha lanciato: eseguirà la Sonatina seconda (1912), il brano più straordinario che Busoni abbia scritto, “un lavoro di un genere veramente utopico; uno sguardo visionario”, un viaggio in regioni sonore che fino ad allora pochi compositori avevano esplorato. Concluderà il concerto con Franz Liszt, come a voler ribadire una nota affermazione di Busoni, secondo cui se Bach è l’alfa della composizione pianistica, Liszt ne è l’omega. Di quello che è stato probabilmente il più grande virtuoso del pianoforte di tutti i tempi, Krpan eseguirà Pensée des morts dalla raccolta “Armonie poetiche e religiose” e la Fantasia quasi Sonata “Après une lecture du Dante” dal secondo volume degli “Anni di pellegrinaggio”, in cui Liszt riunì le impressioni che poeti e pittori italiani avevano suscitato in lui durante i suoi viaggi nel nostro paese.

Il concerto sarà registrato da Radio Vaticana per successive trasmissioni della stessa Radio Vaticana e di altre emittenti aderenti all’ Unione Europea di Radiodiffusione.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Celebrazione del ‘Giorno del Ricordo 2019’ a Ferrara

Con la messa di domenica 10 febbraio alle 10.30 in Duomo, celebrata dall’arcivescovo Gian Carlo Perego, prendono il via a Ferrara gli appuntamenti legati alla celebrazione del “Giorno del ricordo 2019“, istituito il 10 febbraio con legge del 2004 in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda del confine orientale. Le iniziative sono promosse dalla sezione ferrarese dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia coordinata da Fulvio Rabar e si avvalgono del patrocinio di Comune e Prefettura di Ferrara e della collaborazione di Museo del Risorgimento e della Resistenza, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – Sezione di Ferrara, Istituto di Storia Contemporanea.

Nel corso della cerimonia in cattedrale, dopo il ricordo delle genti di Istria, Fiume e Dalmazia costrette nel secondo dopoguerra ad abbandonare la loro terra, è prevista una lettura finale della “Preghiera per l’infoibato”, scritta dal vescovo della Diocesi di Trieste e Capodistria dal 1938 al 1975 Antonio Santin.

Ancora domenica 10 febbraio alle 15, al cinema Santo Spirito, si terrà la proiezione del film “Red land – rosso Istria” di Maximiliano Hernando Bruno, a cura dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e del circolo culturale Massimiliano Kolbe. Ingresso libero. Seguirà dibattito.

Lunedì 11 febbraio alle 12, alla rotonda alla confluenza di corso Isonzo – corso Piave – via Ripagrande – via Piangipane, si svolgerà una cerimonia con deposizione di una corona di alloro in omaggio ai Martiri delle Foibe, ai quali è intitolata la rotonda. Oltre al vicesindaco del Comune di Ferrara Massimo Maisto interverranno cittadini, associazioni e rappresentanze di Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati di Ferrara.

Nel pomeriggio di lunedì 11 febbraio alle 16, nella sala dell’Arengo della residenza municipale di Ferrara (piazza Municipale 2), si svolgerà il tradizionale incontro degli Esuli istriani, fiumani e dalmati con il prefetto di Ferrara Michele Campanaro e il sindaco Tiziano Tagliani, le autorità e la cittadinanza. Nel corso dell’iniziativa verrà presentato il libro “Antonio Farinatti. L’Eroe di Parenzo” a cura del maggiore Gerardo Severino e dell’appuntato scelto Federico Sancimino, del Comitato di Studi Storici del Museo Nazionale della Guardia di Finanza.

Antonio Farinatti, nativo di Migliaio (Ferrara), maresciallo capo della Guardia di Finanza e comandante della Brigata di Parenzo, venne infoibato, insieme ad altri 80 cittadini, nell’ottobre 1943.

SABATO 16 FEBBRAIO 2019 – ORE 16 Ferrara – Palazzo Bonacossi – Via Cisterna del Follo, 5 Tradizionale concerto del Conservatorio Musicale di Ferrara “Girolamo Frescobaldi”, in occasione del ‘Giorno del Ricordo 2019′.

GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO 2019 – ORE 10,30 Ferrara – Istituto ‘Vergani Navarra’- Via Sogari, 3 Incontro con studenti dell’Istituto – che dal 1905 al 1949 fu adibito campo profughi – aperto alla partecipazione della cittadinanza. Antonella Guarnieri, Direttrice del Museo del Risorgimento e della Resistenza del comune di Ferrara illustrerà il quadro storico delle vicende in Istria, Fiume e Dalmazia durante e dopo il secondo conflitto mondiale mentre Flavio Rabar, Presidente del Comitato Provinciale di Ferrara dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, tratterà dell’esodo della popolazione italiana, dell’accoglienza ricevuta e dei campi profughi.

MERCOLEDI’ 6 MARZO 2019 – ore 21 – Ferrara – Casa della Patria “Pico Cavalieri” – corso Giovecca , 165. In collaborazione con l’Associazione Culturale di Ricerche Storiche “Pico Cavalieri” serata dedicata all’Istria, Fiume e Dalmazia. Il Prof. Giovanni Stelli, Presidente della Società di Studi Fiumani di Roma, illustrerà la Storia di Fiume.

Certamente complesse e controverse le vicende del confine orientale, già iniziate alla fine della prima guerra mondiale, con la fissazione dei confini fra l’Italia ed il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (dal 1928 Regno di Jugoslavia), che lasciava minoranze slovene e croate in Istria, Fiume e Zara e minoranze italiane nella Dalmazia. Pur prevedendo il trattato di Rapallo del novembre 1920 una tutela delle minoranze, tale aspetto non venne rispettato da entrambe le parti contraenti determinando: in Dalmazia un ridimensionamento della minoranza italiana ed in Istria, Fiume e Zara un tentativo, peraltro maldestro e non riuscito, di assimilazione di sloveni e croati. Con la seconda guerra mondiale e l’aggressione alla Jugoslavia il 6 aprile 1941, da parte di tedeschi, italiani, ungheresi e bulgari, a cui si affiancarono un significativo numero di collaborazionisti, iniziò una dura ed a volte feroce guerra partigiana, che ebbe in Tito la sua figura più rappresentativa. Dopo l’8 settembre 1943 i partigiani di Tito presero possesso di tutta l’Istria (ad eccezione delle città di Trieste, Fiume e Pola) e si ebbero momenti di grande violenza nei confronti degli italiani. In centinaia finirono nelle foibe. Ai primo di ottobre 1943 i tedeschi costrinsero i partigiani a ritirarsi e proseguire la lotta nella clandestinità. Il 1 maggio 1945 l’esercito di Tito (perché tale era ormai diventato) prese possesso di Trieste e via via delle altre località dell’Istria e del Quarnaro (da Zara i tedeschi si erano ritirati il 30 ottobre 1944). Si ebbero delle vendette (come del resto accade in tutti gli stati d’Europa occupati dai nazisti) ma anche la volontà di allontanare gli italiani e vennero uccisi anche membri dei Comitati di Liberazione, esponenti di partiti antifascisti che non volevano l’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia ed una serie di persone come commercianti, possidenti ed altri etichettati come “nemici del popolo”. Migliaia furono le vittime e la popolazione italiana cercò la salvezza nella penisola, cosa che si accentuò dopo il trattato di pace.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

 

“Foiba rossa”. Comune e Provincia donano il fumetto alle scuole veronesi

A tutte le scuole superiori di Verona e provincia è stato donato il libro a fumetti “Foiba Rossa – Norma Cossetto, Storia di un’Italiana”. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, quella provinciale e la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. Il testo sarà distribuito anche alle scuole medie del Veneto, grazie all’impegno della Regione.

Federesuli ha messo a disposizione di Comune e Provincia di Verona un migliaio di libri dedicati alla storia della giovane studentessa Norma Cossetto, che venne torturata e infoibata dai partigiani comunisti titini nel 1943. Questi testi, donati da Federesuli, saranno distribuiti dalle due amministrazioni a tutte le biblioteche degli istituti superiori e saranno, quindi, consultabili da tutti gli alunni veronesi.

L’iniziativa è stata presentata, a palazzo Barbieri, dal sindaco Federico Sboarina, dall’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, dall’assessore alle Politiche giovanili Francesca Briani, dal vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati Davide Rossi, dal consigliere comunale Andrea Bacciga e dal direttore dell’Ufficio scolastico territoriale Albino Barresi.

“Attraverso questo strumento, che si rivolge agli studenti in maniera semplice e diretta, – ha detto il sindaco Sboarina – proponiamo di comunicare quella parte di storia che per decenni non è stata raccontata. Il dramma delle foibe e dell’esodo istriano è ancora poco conosciuto. Siamo impegnati, anche attraverso questo progetto, nel creare un ricordo vero di quei fatti, basato sulla conoscenza. Noi vogliamo che questa pagina di storia non sia dimenticata, ma ricordata e che nasca una coscienza condivisa. Ringrazio la Federazione degli Esuli e il vicepresidente Rossi per aver dato vita a questa importante iniziativa e per aver donato mille copie del libro”.

“La tragedia delle foibe – ha detto l’assessore Donazzan – è una parte di storia vicina a noi, sia geograficamente che storicamente. Eppure è ancora poco nota. Grazie alla legge che istituì il Giorno del Ricordo, la Regione si è impegnata a far conoscere nelle scuole ciò che avvenne, anche attraverso testimoni diretti. Questo libro a fumetti serve a raccontare quella tragica pagina di storia, esattamente come il film Red Land – Rosso Istria, cofinanziato dalla Regione, che andrà in onda domani sera (venerdì, 8 febbraio) su Rai 3, in prima serata”.

“Abbiamo fatto nostro il progetto di scrivere questa storia a fumetti – ha detto Rossi – per narrare le sofferenze patite dalla giovane laureanda dell’Università di Padova, Norma Cossetto e per illustrare, insieme, le atrocità che avvennero nel nostro confine orientale durante e alla fine della II Guerra mondiale. Ringrazio la Regione per aver sostenuto il progetto e il Comune per supportarci nella diffusione”.

 

“Per anni – ha detto il consigliere Bacciga – le foibe e l’esodo degli italiani dell’Istria sono stati un tema di cui non si è potuto parlare. Oggi è importante che di quegli eventi ci sia conoscenza approfondita e ricordo”.

 

Roberto Bolis

Settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

All’importante anniversario, Amnesty International, che trae dalla Dichiarazione il suo mandato, ha dedicato con altre associazioni un libro intitolato “In arte DUDU”, sostanzialmente la Dichiarazione Universale dei Diritti umani illustrata da giovani artisti italiani, un’illustrazione per ognuno dei 30 articoli che compongono l’importante documento, nato dopo la tragica e sanguinosa seconda guerra mondiale.

Gli artisti sono Alessio-B, Alessio Bolognesi, Tony Gallo, Psiko, Marco Mei, Federica Carioli, Giusy Guerriero, Alessandra Carloni, Brome, Zentequerente, Artax, Eliana Albertini, Phobos, Anita Barghigiani, Centocanesio, Riccardo Buonafede, Federica Manfredi, Stefano Reolon, Cristina Chiappinelli, Flavia Fanara, Giulia Quagli, Alberto Cristini, Violetta Carpino, Herschel & Svarion, Ivano Petrucci, Camilla Garofano, Miriam Serafin.

Un volume curato come un albo illustrato e particolarmente adatto a tutti, non soltanto per conoscere e studiare la Dichiarazione, quanto per comprenderla e, soprattutto, riflettervi. Ad ogni artista sono dedicate tre pagine: una per l’opera vera e propria a colori, e due in cui l’opera diventa sfondo e altro modo per vederla: sfuocata, in penombra, in dissoluzione, in nascita a seconda di come si vuole e si può interpretare quell’articolo della Dichiarazione. Le pagine si prestano per essere scritte o meditate, con un vuoto che, finalmente, crea spazio alla mente e permette di volare al di sopra dei segni scritti, al di sopra delle stesse parole, per generare vita e vitalità ad un documento che non ha 70 anni, non è lettera morta, non è finito in una rilegatura da mettere in bella linea nello scaffale. Cadiamo nel testo e diventiamo un po’ i bambini all’articolo 1, volenterosi di disegnare il mondo, ma anche la testa dalla quale, anziché i capelli, nasce un albero. Colori e dissoluzione, sfumature e tinte forti, in tratti tutti ben disegnati che offrono l’occasione di conoscere ottimi disegnatori, artisti del disegno che mai come oggi ha un’importante funzione sociale.

La Dichiarazione va fatta conoscere a tutti, dai bambini agli adulti e soprattutto agli adulti che arrivano nel nostro Paese da altri in cui non sempre i Diritti dell’Uomo vengono rispettati. Abbiamo tutti il dovere di conoscere nel profondo ogni articolo per trasmetterlo come cultura sulla quale non discutere, in nome del rispetto di ogni cultura e ideologia, perché se la cultura e l’ideologia non conosce e, soprattutto non rispetta, la Dichiarazione stessa, non bisogna porre tempo in mezzo: si deve mettere in atto ogni mezzo, coerente e democratico, per farla diventare parte della persona e parte dell’essere. Ma se non sappiamo nemmeno cos’è? E a cosa serve? E a cosa è servita? Bisogna aiutare le associazioni come Amnesty International, che operano da ben prima di tanti fatti di cronaca recenti, perché ci sia davvero una coscienza umana universale, come da DUDU vuole.

“In arte DUDU”, a cura di Melania Ruggini e Michele Lionello, un progetto dell’Associazione Voci per la Libertà, 2018

Alessia Biasiolo

 

Omaggio a Paolo Donato, in memoriam

Domenica 10 febbraio alle 17.00 al Teatro Sociale di Amelia si svolgerà una manifestazione in ricordo di Paolo Donati, scomparso lo scorso mese di dicembre, voluta dai familiari ed amici e organizzata dall’Associazione Musicale In Canto.

Paolo Donati ha trascorso l’ultima parte della sua vita in Umbria ed è stato a lungo presidente di In Canto, per il cui festival autunnale realizzò varie regie: Don Giovanni di Mozart nel 2007, La scala di seta di Rossini nel 2008, Così fan tutte di Mozart e Bach Haus di Dall’Ongaro nel 2010, L’occasione fa il ladro di Rossini nel 2011 e La cambiale di matrimonio di Rossini nel 2013.

Quest’incontro nel teatro di Amelia è strutturato come un percorso di parole, immagini e musica e vedrà la partecipazione di cantanti e strumentisti che presero parte agli spettacoli di cui Donati curò la regia, oltre ai suoi “colleghi” della RAI e dell’Associazione In Canto. Condotta da Guido Barbieri, voce storica di Rai Radio Tre, con l’intervento di Michele Suozzo e Enrico Stinchelli de “La Barcaccia”, si alterneranno testimonianze, proiezioni, interviste e musiche di Mozart, Strauss, Wolf, Brahms,. Inoltre la prima esecuzione di “Meditativo”, che Ivan Vandor ha voluto comporre in memoria di Donati.

Parteciperanno i cantanti Elisa Cenni, Elisabetta Pallucchi, Carlo Putelli, Roberto Abbondanza, in passato interpreti in alcune regie di Donati, accompagnati da Gabriele Catalucci, Fabio Maestri, Silvia Paparelli. Insieme a loro l’Ensemble In Canto.

Si vedrà e ascolterà Paolo Donati stesso, grazie alle sue interviste rilasciate alla Rai, che le ha gentilmente concesse. Si vedranno anche alcune immagini delle sue regie.

La regia e le proiezioni di questo incontro sono affidate a Carlo Fiorini, che aveva collaborato con Donati nell’allestimento de L’occasione fa il ladro di Rossini.

Nato a Verona, Paolo Donati era figlio di Maria Caniglia, una delle più celebri cantanti liriche della sua epoca, e di Pino Donati, compositore nonché organizzatore musicale. Studiò a Roma, laureandosi in lettere, e a Pesaro, diplomandosi in direzione di coro. Dal 1975 al 1978 collaborò in qualità di produttore esecutivo degli allestimenti con la Lyric Opera di Chicago e con altri teatri americani, quindi entrò alla RCA Italiana e poco dopo passò alla RAI, dove si occupò prevalentemente di musica classica, dando un nuovo indirizzo alle trasmissioni musicali di Radio3, che fino ad allora si limitavano a proporre una serie di brani annunciati dalla voce neutra di un presentatore. Fondò trasmissioni come ”Pomeriggio musicale” e “La barcaccia” (quest’ultima va ancora in onda, a trent’anni dalla prima edizione, ed è la più longeva trasmissione della RAI), che divennero un “cult” per gli appassionati. La musica vi veniva proposta da giovani conduttori, in maniera informale, spesso divertente e scherzosa, evitando accuratamente parole e termini tecnici incomprensibili ai più, ma sempre basandosi su una seria conoscenza della materia. Quanto a lui, preferiva rimanere nell’ombra e solo poche volte si è sentita direttamente la sua voce nel corso delle trasmissioni da lui ideate. Ancora oggi, nonostante i tanti anni trascorsi e i vari cambiamenti intervenuti, Rai Radio3 reca ben riconoscibile la sua impronta.

Andato in pensione, assunse la presidenza dell’Associazione Musicale InCanto di Terni e, dopo aver sempre rifiutato di apparire in primo piano, si lasciò convincere a curare la regia di alcuni spettacoli, in cui lasciò il suo segno sempre discreto ma acuto.

Nel 2003 ha scritto il libretto dell’opera Fashion, per la musica di Andrea Portera, su commissione dalla Scuola di Musica di Fiesole. Ha inoltre tradotto alcuni libri di argomento musicale e fatto parte del comitato di redazione della “Nuova Rivista Musicale Italiana”.

 

Mauro Mariani (anche per l’immagine)

 

 

Voci per la libertà: al via il bando di concorso

Hanno preso il via i lavori di due prestigiosi premi del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” per brani legati ai temi dei diritti umani: sono i Premi Amnesty International Italia nelle sezioni emergenti e big.

Tutto culminerà dal 18 al 21 luglio a Rosolina Mare (Rovigo) nella nuova edizione del festival musicale nato nel 1998 in occasione del 50° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Per quanto riguarda gli emergenti, è disponibile sul sito http://www.vociperlaliberta.it il bando di concorso per questa nuova edizione, a cui possono partecipare tutti gli artisti che abbiano un brano che parli di diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale.

La scadenza del bando è fissata per il 6 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno un’ulteriore possibilità. Fra tutti loro infatti il pubblico potrà votare online il brano migliore, conferendo il Premio Web Social e facendo accedere direttamente l’artista vincitore alle semifinali della fase live.

Altra ulteriore occasione sarà il Premio Under 35, riservato a tutti gli artisti iscritti regolarmente al concorso di età non superiore ai 35 anni. Anche in questo caso sarà possibile ascoltarli e votarli dal web ed il vincitore accederà direttamente alle semifinali.

L’Associazione Voci per la Libertà sceglierà poi tra tutti gli iscritti altre sei proposte, che parteciperanno assieme al Premio Web Social e al Premio Under 35 al concorso dal vivo a Rosolina Mare. Vitto e alloggio nelle serate di esibizione degli 8 gruppi semifinalisti saranno a carico dell’Organizzazione.

Qui una giuria composta da importanti addetti ai lavori e giornalisti assegnerà il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti.

Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, all’inserimento in un cd assieme ai big distribuito attraverso Amnesty International. Ma nel 2018 per alcuni dei finalisti ci sono state anche decine di concerti e di laboratori musicali, un tour di 8 date realizzato grazie al NUOVO IMAIE e una comunicazione costante delle varie iniziative.

Altro appuntamento di grande rilievo è quello con il Premio Amnesty International Italia per i Big. Dal 2003 infatti Amnesty International Italia e Voci per la libertà premiano una canzone (uscita nell’anno precedente) di un nome affermato della musica italiana sui diritti umani.

Alla e-mail info@vociperlaliberta.it tutti possono segnalare entro il 15 febbraio 2019 brani che abbiano queste tre caratteristiche:

1) pubblicati tra il 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018,

2) composti/interpretati da un artista italiano noto,

3) su un tema legato alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le proposte saranno prese in considerazione da uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà, che ne selezionerà 10. Le nomination verranno quindi sottoposte ad una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2019. Il vincitore sarà ospite nella nuova edizione di Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty.

Inizia così il fitto percorso di Voci per la libertà nel 2019, dopo le grandissime soddisfazioni del 2018: un’edizione indimenticabile per la qualità e la quantità dei partecipanti, seguita dalla vittoria della Targa Tenco come miglior album a progetto per il cd del 2017. E poi, a fine anno, l’uscita del cd del 2018 e di un libro speciale in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (la “DUDU”), il 10 dicembre.

Il libro si intitola “In arte DUDU. La Dichiarazione universale dei diritti umani illustrata da giovani artisti italiani” (Peruzzo Editoriale) e contiene un’opera d’arte contemporanea per ciascuno dei 30 articoli della Dichiarazione. Presso l’editore è possibile acquistare il volume con il cd in omaggio: https://graficheperuzzo.it/in-arte-dudu-2/

“Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Culturale Voci per la Libertà e di Amnesty International Italia.

Monferr’Autore