Festival di Film di Villa Medici

Nell’ambito della seconda edizione del Festival di Film di Villa Medici che si terrà a Roma da mercoledì 14 a domenica 18 settembre 2022, saranno presentati quattordici film in competizione internazionale. Queste produzioni, di tutte le durate e i generi, includono 2 film presentati in prima mondiale e 9 prime italiane.

Anche quest’anno, artisti, registi e pensatori di tutti i continenti si danno appuntamento a settembre a Villa Medici per celebrare la vitalità delle pratiche cinematografiche contemporanee attraverso una selezione di proposte – film d’autore, cinema d’essai, fiction o documentari – che si distinguono per l’originalità del discorso o della forma. 

In un’epoca in cui lo storytelling è nella migliore delle ipotesi uno strumento di lavoro e nella peggiore dei casi un’arma da guerra, gli artisti e i registi contemporanei sono necessariamente messi di fronte alla questione della narrazione, intima o politica, in un movimento riflessivo che mette in discussione la materia stessa della loro arte. Ciascuna delle opere in gara sovverte a suo modo i codici di questi racconti individuali o collettivi.

Sostituire il racconto dei vincitori con quello dei vinti significa riscrivere la storia alla luce di una «morale della minoranza» (per riprendere le parole del filosofo francese Didier Eribon). In MOUNE Ô di Maxime Jean-Baptiste, le comparse di un film sulla colonizzazione della Guyana rivendicano l’immagine del loro popolo assente dall’immaginario francese; in MANGROVE SCHOOL di Filipa César e Sónia Vaz Borges, gli scolari guerriglieri sistemano quaderni e matite tra le mangrovie della Guinea-Bissau. 

Questi personaggi assenti dalle rappresentazioni del secolo scorso fanno gioiosamente irruzione nel nostro secolo, sfrenati, orgogliosi e con una smorfia sul viso. Come la strana figura, senza sesso né età identificabili, che impersona l’artista guatemalteco maya Edgar Calel in XAR scritto insieme a Fernando Pereira dos Santos: un essere la cui potenza originale fa esplodere qualsiasi cosa attraversi, tanto lo spazio quanto il tempo. Un misticismo politico su cui lavora anche l’artista libanese Ali Cherri con LE BARRAGE, la sua favola di resistenza girata nel Sudan in guerra. 

Questa ricerca di un’altra narrazione avviene spesso attraverso il ritratto degli Antichi, in una filiazione che i film mettono in discussione. Sparite le «memorie dei nostri padri» al loro posto ci sono le nonne, protagoniste della trasmissione al centro di KICKING THE CLOUDS di Sky Hopinka, cineasta indiano d’America, e di INTO THE VIOLET BELLY dell’artista tedesca di origine vietnamita Thùy-Hân Nguyễn-Chí, rivelazione dell’ultima Biennale di Berlino.

Questi antenati, ai cui film si richiamano, sono anche gli artisti che li ispirano. In À VENDREDI, ROBINSON, Mitra Farahani, con il suo inimitabile talento nell’ammansire le anime selvagge, riunisce Ebrahim Golestan e Jean-Luc Godard in una favola inaspettata in cui è difficile dire chi sia più serio o più malizioso. Éric Baudelaire raccoglie la parola del compositore d’avanguardia Alvin Curran contestualizzandola nella Roma delle Brigate Rosse in WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE, AND OTHER ROMAN STORIES

Dopo L’estate di Giacomo e I tempi felici verranno presto, Alessandro Comodin continua a lavorare sul territorio del suo paesino al confine tra Friuli e Veneto, con il ritratto di un poliziotto sognatore e strampalato, GIGI LA LEGGE, suo zio, che sfata i luoghi comuni più duri a morire sul Nord e il Sud dell’Italia.

Altro territorio assurdo e familiare nel secondo lungometraggio di Tyler Taormina, HAPPER’S COMET, sorprendente ritratto notturno e lynchiano della classe media di una città di medie dimensioni, che condivide i segreti silenziosi di coloro che il cinema non riprende mai. 

Ma per far ascoltare una storia è necessario innanzitutto ascoltarla. Con SAINT OMER, la sua prima fiction, la documentarista Alice Diop mette in scena la storia di una madre infanticida. Questo andirivieni tra parlare e sentire rivelerà le ferite politiche della società francese.

Il cinema pensa l’inascoltabile, ma anche l’inguardabile. In DE HUMANI CORPORIS FABRICA, Véréna Paravel e Lucien Castaing-Taylor (Léviathan, Caniba) penetrano all’interno del corpo umano con le nuove telecamere che i medici usano per gli interventi chirurgici o le diagnosi. Tra sacro e volgare, gli organi e gli stati convocati – l’occhio, il sesso, il cuore, il cervello, l’oblio, la morte, la nascita – creano vere e proprie deflagrazioni metafisiche. 

Infine, raccontare l’irraccontabile, è il compito doloroso che si è dato la scrittrice siriana Samar Yazbek, di cui il nuovo film di Rania Stephan, LE CHAMP DES MOTS, fa un indimenticabile ritratto – quello di un essere la cui umanità è irrimediabilmente ferita.

THE DEMANDS OF ORDINARY DEVOTION, il titolo del film di Eva Giolo, potrebbe riassumere da solo la domanda che anima i film della competizione internazionale 2022. Come abitare il nostro mondo malato? La giovane artista belga risponde con un inventario di gesti di cura, quelli che ci inseriscono ogni giorno nel tempo della vita e della creazione.

Le proiezioni dei film in concorso saranno seguite da incontri con i registi presenti a Villa Medici e saranno completate da una programmazione parallela Focus che invita a scoprire film di artisti fuori concorso, masterclass e incontri. Infine, ogni sera, il pubblico del festival si riunirà sul Piazzale, davanti alla facciata storica e ai giardini di Villa Medici, per proiezioni all’aperto di film recenti, tra cui numerose anteprime, ma anche classici del cinema in versione restaurata.  

La giuria, composta da Marie LosierPietro Marcello e Sylvain Prudhomme, svelerà il suo palmarès durante la grande serata di sabato 17 settembre. La giuria assegnerà due premi: il Premio Villa Medici per il miglior film e il Premio della Giuria per un film originale particolarmente apprezzato dai giurati. Questi premi, che prevedono compensi in denaro, offriranno l’opportunità ai due autori o alle autrici di essere ospiti in residenza presso Villa Medici.

I 14 film selezionati nella competizione internazionale sono:

À VENDREDI, ROBINSON di Mitra Farahani (2022, Francia, Svizzera, Iran, Libano, 97′). Prima romana

La cronaca di un incontro cinematografico, forse impossibile, tra Ebrahim Golestan e Jean-Luc Godard, due grandi artisti che in Occidente non godono della stessa notorietà.

LE CHAMP DES MOTS di Rania Stephan (2022, Libano, 70’). Prima mondiale

Il cinema e la letteratura possono catturare la tragedia della guerra? Dialogando con la scrittrice siriana Samar Yazbek, il film tesse elementi visivi e sonori per dare un senso alla violenza del mondo.

DE HUMANI CORPORIS FABRICA di Véréna Paravel e Lucien Castaing-Taylor (2022, Francia, 115’). Prima italiana

Questo film consegna il corpo al cinema. Si scopre che la carne umana è un paesaggio sorprendente che esiste solo grazie agli sguardi e alle attenzioni altrui. 

GIGI LA LEGGE di Alessandro Comodin (2022, Italia, Francia, Belgio, 102’)Prima italiana

Gigi è un agente di polizia in una zona di campagna dove non succede mai nulla. Un giorno, però, una ragazza si getta sotto un treno. Non è la prima volta che succede. Di fronte a questa ondata di suicidi inspiegabili, Gigi inizia a indagare su uno strano mondo, tra realtà e fantasia.

HAPPER’S COMET di Tyler Taormina (2022, Stati Uniti, 62′). Prima italiana

Il tempo di una notte, la vita di quartiere nei sobborghi di Long Island in pieno lockdown. La vita notturna si anima e vari residenti escono di nascosto al buio…

INTO THE VIOLET BELLY di Thùy-Hân Nguyến-Chí (2022, Belgio, Germania, Islanda, Malta, 19’). Prima mondiale

La gallina è il travestimento dell’uovo. La gallina esiste affinché l’uovo possa sopravvivere nelle varie epoche. A questo serve una madre. L’uovo vive come un fuggitivo, sempre in anticipo sui tempi: è più che contemporaneo, appartiene al futuro.

KICKING THE CLOUDS di Sky Hopinka (2021, Stati Uniti, 15′). Prima italiana

Un’esplorazione poetica dell’origine indigena del registra basata su una registrazione audio di sua nonna che cerca di imparare con la madre la lingua Pechanga, già in via di estinzione 50 anni fa.

LE BARRAGE di Ali Cherri (2022, Francia, Sudan, Libano, Germania, Serbia, Qatar, 80′). Prima italiana

Sudan, nei pressi della diga di Merowe. Maher lavora in un mattonificio alimentato dalle acque del Nilo. Ogni sera vaga nel deserto per costruire una misteriosa struttura di terra. Mentre il popolo sudanese si ribella per ottenere la libertà, la sua creazione comincia a prendere vita…

MANGROVE SCHOOL di Filipa Césare Sónia Vaz Borges (2022, Francia, Portogallo, Guinea Bissau, 34’). Prima italiana

Una lezione appresa e poi trasmessa dalle registe a seguito del loro studio sulle condizioni di vita degli allievi delle scuole di guerriglia tra le mangrovie della Guinea-Bissau: come camminare?

MOUNE Ô di Maxime Jean-Baptiste (2022, Guyana, Francia, Belgio, 16’). Prima italiana

Attraverso le immagini dei festeggiamenti che accompagnano la prima di un film in cui il padre del regista interpreta un piccolo ruolo (Jean Galmot aventurier, 1990), Moune Ô rivela la sopravvivenza del retaggio coloniale nell’inconscio collettivo occidentale.

SAINT OMER di Alice Diop (2022, Francia, 118′). Prima romana

Rama, una scrittrice di 30 anni, assiste al processo di Laurence Coly, accusata di aver ucciso sua figlia. Questa la porterà a mettere in discussione la verità della sua propria esperienza di maternità.

THE DEMANDS OF ORDINARY DEVOTION di Eva Giolo (2022, Italia, 12’06). Prima italiana

Costruito a partire da un gioco di casualità e di incontri in laboratori e case di Roma, questo film invita a riflettere sul processo di produzione, sulla prospettiva della maternità, sulle incertezze della creazione, sull’equilibrio e la composizione.

WHEN THERE IS NO MORE MUSIC TO WRITE, AND OTHER ROMAN STORIES di Éric Baudelaire (2022, Francia, Italia, 59′). Prima italiana

Tre film in uno sulla figura del compositore d’avanguardia Alvin Curran attraverso il suo rapporto con Roma negli anni ’60 e ‘70, segnati dalla lotta rivoluzionaria e dal rapimento di Aldo Moro.

XAR – SUEÑO DE OBSIDIANA di Edgar Calel e Fernando Pereira dos Santos (2022, Brasile, 13′). Prima italiana

L’artista maya kaqchikel Edgar Calel esegue un rituale nel padiglione della Biennale di San Paolo per fare un’offerta ai suoi antenati. Tra sogni e ricordi, il suo viaggio spirituale lo porta a incarnare il suo animale totem.

Elisabetta Castiglioni

Appuntamenti a Venezia

Lunedì 5 settembre, alle ore 16:00,  presso la Casa degli Artisti (Via Pietro Buratti, 1 – Lido di Venezia) saranno annunciati i nove progetti finalisti del Premio Cesare Zavattini 2022/23 e i 6 artisti selezionati per partecipare alla seconda edizione della Residenza artistica Suoni e Visioni. Inoltre saranno fornite le prime anticipazioni e sarà annunciata la direzione artistica della neonata iniziativa dell’AAMOD dedicata al riuso d’archivio: la prima edizione del Festival UnArchive Found Footage Fest, prevista a Roma per il 2023.

I progetti finalisti del Premio Zavattini, diretto da Antonio Medici e coordinato da Aurora Palandrani, sono stati selezionati, tra le oltre sessanta proposte inviate da giovani filmmaker tra i 18 e i 35 anni, dalla Giuria presieduta dal regista Daniele Gaglianone e composta dal produttore Luigi Chimienti (Dispàrte), dalla produttrice Maura Cosenza (Istituto Luce Cinecittà), dalla regista e montatrice Maria Iovine e dalla sceneggiatrice e regista Silvia Scola. Gli autori e le autrici potranno prendere parte a un percorso formativo e di sviluppo condotto da qualificati professionisti del cinema italiano, che si svolgerà tra settembre e novembre 2022, durante il quale i partecipanti potranno approfondire ed elaborare ulteriormente le loro proposte, costruendo un dossier di sviluppo e un teaser di presentazione dei progetti. Al termine del percorso, la stessa Giuria sceglierà, dopo un apposito pitch, i tre vincitori del Premio Zavattini 2022/23, che saranno realizzati, con il supporto del Premio, tra gennaio e aprile 2023, e potranno utilizzare gratuitamente, per usi culturali, i materiali filmici dell’AAMOD, degli archivi partner o di altri archivi, anche privati, che concedano le liberatorie. Gli autori e le autrici, inoltre, riceveranno la somma di 2.000 euro per ciascun cortometraggio portato a termine. I film saranno infine proiettati in una cerimonia di premiazione, che si terrà nel mese di maggio 2023, alla presenza della Giuria e di personalità della cultura e del cinema italiano.

I sei artisti che parteciperanno alla seconda edizione della Residenza artistica Suoni e Visioni sono stati selezionati tra le oltre 30 candidature pervenute, sulla base del curriculum artistico presentato, da una commissione formata da Gianluca Abbate (videoartista, tutor della residenza) “Okapi” Filippo E. Paolini (compositore, tutor artistico), Giacomo Ravesi (ricercatore universitario e responsabile scientifico), Luca Ricciardi (producer, ideatore e coordinatore della residenza), Matteo Angelici (responsabile della progettazione) Aurora Palandrani (responsabile dell’organizzazione).

La residenza, della durata di 3 settimane non consecutive, prenderà il via in ottobre e offrirà ai giovani artisti selezionati un’opportunità di formazione, ricerca e realizzazione nel campo del riuso creativo del cinema d’archivio connesso con la sperimentazione musicale. A partire dal patrimonio di immagini dell’Aamod, giovani artisti nel ruolo di filmmaker e di compositori potranno lavorare in coppia, seguendo un percorso – tra formazione frontale, masterclass e tutorato – finalizzato alla produzione di 3 opere audiovisive incentrate sull’incontro tra immagini cinematografiche del passato e musica contemporanea. 

Il Festival UnArchive Found Footage Fest, dopo il “numero zero” realizzato nel dicembre scorso, vedrà la sua prima edizione nella primavera del 2023, a Roma, grazie al contributo del MIC – Direzione Cinema e Audiovisivo, alla collaborazione di Luce Cinecittà e di altre istituzioni del settore. 

L’iniziativa nasce in un momento storico in cui il riuso delle immagini nutre orizzonti cinematografici di grande sperimentalità. Creare nuove opere partendo da frammenti d’archivio catalizza la ricerca espressiva di cineasti e videoartisti, animatori e performer, archivisti e curatori d’arte, in una contaminazione di linguaggi e pratiche capaci di dar vita a sorprendenti forme filmiche. Il Festival vuole indagare e raccontare al pubblico tali orizzonti espressivi, mostrando uno scenario audiovisivo sorprendente e composito, spesso altamente performativo, nel quale le nozioni di creazione e fruizione audiovisiva sono costantemente riformulate.

Il Premio Cesare Zavattini, la Residenza artistica Suoni e Visioni e il festival UnArchive Found Footage Fest sono iniziative della piattaforma UnArchive della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, con la quale si intende favorire la conoscenza e l’accesso ai patrimoni filmici conservati dagli archivi e il loro riuso creativo e sperimentale.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Elisabetta Castiglioni

Perlasca, il coraggio di dire no” a Monza

La Cappella Espiatoria di Monza (via Matteo da Campione, 7) accoglie martedì 6 settembre, con inizio alle ore 20.30, il sesto e penultimo appuntamento del nuovo Festival Voci Umane. Musei e teatro di narrazione, organizzato dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e affidato alla direzione artistica di Maria Grazia Panigada.

Ad essere messo in scena alla Cappella Espiatoria di Monza è Perlasca, il coraggio di dire no di e con Alessandro Albertin, regia Michela Ottolini, produzione Gli Incamminati, Teatro di Roma, Overlord Teatro. 

In un luogo che rappresenta uno dei grandi conflitti del “secolo breve”, dove un anarchico venuto dall’America, dopo le violentissime repressioni del generale Bava Beccaris, sparò al re d’Italia dando alla sua azione il valore astratto di un teorema (Non ho ucciso Umberto, ho ucciso un re, ho ucciso un principio) ascolteremo una storia di quieta rivolta fattiva. 

Siamo a Budapest, nel 1944. Giorgio Perlasca, un commerciante di carni italiano, è ricercato dalle SS. La sua colpa è quella di non aver aderito alla Repubblica di Salò. Per i tedeschi è un traditore e la deve pagare. In una tasca della sua giacca c’è una lettera firmata dal generale spagnolo Francisco Franco che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. In pochi minuti diventa Jorge Perlasca e si mette al servizio dell’ambasciatore Sanz Briz per salvare dalla deportazione quanti più ebrei possibile. Quando Sanz Briz, per questioni politiche, è costretto a lasciare Budapest, Perlasca assume indebitamente il ruolo di ambasciatore di Spagna. In soli 45 giorni, sfruttando straordinarie doti diplomatiche e un coraggio da eroe, evita la morte ad almeno 5.200 persone. A guerra conclusa torna in Italia e conduce una vita normalissima, non sentendo mai la necessità di raccontare la sua storia, se non a pochi intimi. Vive nell’ombra fino al 1988, quando viene rintracciato da una coppia di ebrei ungheresi che gli devono la vita.

Voluta da Vittorio Emanuele III per commemorare il luogo in cui il padre Umberto I venne ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci il 29 luglio 1900, la Cappella Espiatoria di Monza è un monumento alto ben 35 metri. Sovrastata da una stele con una croce in alabastro, ospita al suo interno una cripta – ricca di mosaici e di preziosi marmi – e una cappella, anch’essa interamente coperta da decorazioni musive. Realizzata su progetto dell’architetto Giuseppe Sacconi, sorge all’interno di un parco chiuso all’ingresso da una cancellata artistica (opera di Alessandro Mazzucotelli) e sul fondo da un’esedra di imponenti dimensioni, rivestita da un mosaico in ciottoli bicromi.

Il costo del biglietto è di euro 5.00.

Nella location i posti a sedere sono limitati; si consiglia pertanto di portare con sé un telo o un cuscino per sedersi a terra e anche una torcia per illuminare il percorso.

In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nella Sala Picasso – Binario7 a Monza. 

S.E.

Al via il festival Acido Acida a Ferrara

Al Chiostro di Santa Maria della Consolazione (Via Mortara, Ferrara) siamo ormai ai preparativi finali: Acido Acida, festival delle birre britanniche (e non solo), apre infatti a Ferrara oggi, 1 settembre, alle 18. Fino a domenica 4 sarà così possibile degustare le creazioni di diversi birrifici che il festival propone in esclusiva per l’Italia, e più in generale birre non presentate in altri contesti: tra questi i britannici Pastore – in esclusiva europea, con birrai presenti – e Solvay Society, l’irlandese Lough Gill con la loro Nitro Stout spillata all’irlandese, e “pezzi introvabili” di KernelDeya e Cloudwater. Da ricordare anche il Refettorio Chimay (aperto da venerdì a domenica dalle 16 alle 18), con una verticale di cinque versioni della Chimay Grande Resèrve invecchiata in botte anch’essa in esclusiva direttamente dall’abbazia; Wine Side Story, progetto del birrificio sloveno Reservoir Dogs che unisce birra e Ribolla Gialla; nonché la presenza di sidri da diversi Paesi europei, presentati da Marco Manfrini con Oak City Cider e Leno Klandestino.

“Ferrara sempre più internazionale, una città ricca di eventi e sempre attiva – ha sottolineato nel corso dell’incontro di presentazione l’assessore comunale Travagli -. Non nascondo che mi fa enorme piacere che a settembre si continuino a programmare iniziative di alto livello e ringrazio tutti gli organizzatori e collaboratori per questo impegno importante e gravoso. In questo caso si tratta anche di far conoscere un luogo molto bello come il complesso del Chiostro di Santa Maria della Consilazione, specialmente apprezzato dai turisti italiani e stranieri oltre che dai ferraresi, un modo efficace per promuovere la nostra città ben oltre i suoi confini”.

Per facilitare la fruizione, il festival sarà come di consueto diviso in sezioni: Camra Area (dedicato alle birre della tradizione inglese), Birrifici Inglesi, Bottaia, ospiti italiani, ospiti internazionali, Ferrara Craft Beer City, e il già citato Refettorio Chimay. A questi si aggiunge l’area ristorazione, gestita anche quest’anno dal Rione Santo Spirito.

Gli organizzatori hanno ricordato che non ci sono più limiti di capienza dovuti al Covid, ma soltanto quelli normalmente stabiliti per il Chiostro. Una volta arrivati al chiostro di Santa Maria della Consolazione, sarà sufficiente ritirare il proprio ordine già pronto evitando la coda avendo l’ingresso garantitoL’entrata si conferma gratuita; i gettoni in loco saranno venduti al prezzo di 1.50 euro l’uno, e le degustazioni da 150 ml avranno un prezzo variabile a seconda della tipologia di birra. Confermata anche la possibilità di utilizzare un bicchiere delle precedenti edizioni, in un’ottica antispreco, senza acquistare il kit.

Acido Acida aspetta quindi appassionati di birra e turisti al chiostro di Santa Maria della Consolazione, in via Mortara 98 a Ferrara, dall’1 al 4 settembre (giovedì dalle 18 alle 24, venerdì sabato e domenica dalle 12 alle 24). Tutte le informazioni e l’elenco completo dei birrifici partecipanti sono disponibili sulla pagina Facebook di Acido Acida, all’indirizzo mail ilmololive@libero.it e al numero 320 2174940.

Alessandro Zangara

Al via al Bastione delle Maddalene  del Festival Grenze Arsenali Fotografici 

Scatti di autori nazionali e internazionali che indagano il tema del falso e la sua manipolazione fotografica nelle sue declinazioni. Torna, da oggi al 26 settembre, il festival di fotografia diffuso Grenze, circuito espositivo che si sviluppa tra il Bastione delle Maddalene e varie location del quartiere di Veronetta per raggiungere il Lazzaretto dove saranno esposti gli artisti emergenti.

Nel programma della quinta edizione, mostre di artisti provenienti da Giappone, Sudafrica, Serbia, Austria e Catalogna che si aggiungono alle esposizioni di fotografi italiani. La proposta è stata curata dal docente IUSVE e critico d’arte Simone Azzoni, e della fotografa e docente Francesca Marra, affiancati da un team giovane e dinamico di studenti e appassionati di fotografia. Per tutta la durata del festival vengono inoltre proposti eventi collaterali, conferenze, workshop e laboratori. 

Il festival è realizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune, con il coinvolgimento del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri e l’ufficio Conservazione e Valorizzazione Sito Unesco e Cinta muraria di Verona. È sostenuto dallo IUSVE, dalla Fondazione Zanotto, Fimauto e Coldiretti Verona. 

Tutte le informazioni sul sito del festival  www.grenzearsenalifotografici.com

“Verona si apre ancora una volta all’internazionalità e ospita una serie di mostre realizzate da autori provenienti da tutto il mondo– commenta l’assessora alla Cultura –. Un festival dislocato in diversi punti della città che offre momenti formativi e divulgativi per il piacere e la maggior comprensione del linguaggio fotografico attraverso l’intrigante tema del falso”.

“Una collaborazione triennale avviata lo scorso anno con Grenze  – dice Napione, responsabile conservazione e valorizzazione Sito Unesco e Cinta muraria magistrale – per valorizzare il Bastione delle Maddalene, luogo emblematico con una particolare vocazione ad ospitare la fotografia. Il festival internazionale si adatta perfettamente al clima multiculturale e vivace della zona di Veronetta”.

‘La fotografia come inizio di un dubbio sulla veridicità di ciò che osserviamo è il filo conduttore del festival che vuole smascherare il falso per raggiungere una coscienza della manipolazione delle immagini – spiega il direttore artistico Azzoni –. Un tema attuale affrontato attraverso una serie di contributi che danno continuità alla vocazione internazionale e formativa del festival’. 

“Ringraziamo tutti i partner che collaborano con noi e permettono la realizzazione del festival – ha detto Marra della direzione artistica di Grenze -. Bello il coinvolgimento degli studenti, un team di giovani che aggiunge entusiasmo al progetto”.

Roberto Bolis

Estate bambini

È in programma per venerdì 2 settembre 2022 alle 17,30 al Parco Massari di Ferrara, con ritrovo all’ingresso di corso Ercole I d’Este, l‘inaugurazione dell’edizione 2022 di Estate Bambini, manifestazione promossa e organizzata da Comune di Ferrara, Consorzio Res e associazione Circi.

Alessandro Zangara

Una scuola a metodo montessoriano a Verona

È stata inaugurata ieri mattina “Le Coccinelle”, prima scuola dell’infanzia comunale di Verona a Metodo Montessori all’interno della scuola primaria Abramo Massalongo dell’I.C. 18. 

Una scuola di tutti e per tutti, nella quale incoraggiare lo scambio di conoscenze e l’aiuto reciproco, mettendo al centro il bambino e la crescita della sua autonomia individuale superando tutte le barriere linguistiche e sociali. Sono queste le fondamenta sulle quale poggerà il cammino dei bambini, accompagnati da insegnanti certificati nel metodo montessoriano. L’inaugurazione inoltre coincide con una data importante, dal momento che Maria Montessori nacque il 31 agosto 1870. 

Ad oggi sono 40 i bambini iscritti, dai 3 ai 6 anni, un numero che testimonia la voglia di cambiamento dell’utenza, con una risposta forte da parte del territorio. A questo si aggiunge anche la sinergia con la facoltà di Scienze Umane dell’Università di Verona, permettendo agli studenti tirocinanti di conoscere il metodo ideato dall’educatrice, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana. 

All’inaugurazione sono intervenuti l’assessora alle Politiche educative, la consigliera comunale lista Damiano Tommasi Sindaco ideatrice del progetto, il presidente della Prima Circoscrizione, la dirigente scolastica dell’I.C. 18 Veronetta-Porto Francesca Nencioni, la presidente dell’Associazione Montessori Verona Isabella Sciarretta, docenti e genitori. 

“Va ringraziato chi ha pensato questo progetto che, di fatto, rilancia e riqualifica questa scuola – ha detto l’assessora alle Politiche educative -. Offrire il meglio della formazione è il pensiero più importante di questo nostro tempo, attraverso un lavoro che è frutto di studio, sacrifici e impegno di tante persone. Prima di diventare assessore, avevo trattato il tema della segregazione scolastica, che comprendeva anche questa scuola, rilanciata grazie al grande lavoro fatto e puntando sulla qualità della formazione. Un obiettivo della nostra Amministrazione da raggiungere in tutte le scuole, dagli asili nido all’università. Un pensiero infine va all’assessore Stefano Bertacco, che mi ha preceduto e creduto in questo progetto trovando i fondi per sostenere questa scuola”.

“Nella nostra scuola opereranno docenti formati ad un metodo forse oggi ancor più attuale, apprezzato e che mette davanti a tutto il bambino – ha detto la dirigente Nencioni -. Questo è un primo obiettivo raggiunto, perché vorremo che anche la scuola primaria possa ottenere questo riconoscimento”.

Roberto Bolis

OperaInCanto

Il Festival quest’anno è intitolato Bestiaire: Le Coq, Babar et une méduse ed è dedicato a Erik Satie, musicista stravagante, esoterico, ironico, osannato da alcuni come un genio che non si accodava alle mode e al conformismo mentre altri lo denigravano come personaggio bizzarro ed eccentrico ma di poca sostanza. Oltre che a Satie il festival è dedicato più in generale alla scuola musicale francese del primo Novecento e ai poeti che l’hanno ispirata, in particolare Mallarmé, Apollinaire e Cocteau, negli anni geniali, favolosi ed irripetibili in cui Parigi era la capitale mondiale dell’arte.

Nel Chiostro di San Francesco di San Gemini stasera musiche di Poulenc, De Severac, Debussy e Ravel saranno eseguite dal duo pianistico Antonio Ballista-Bruno Canino, noto letteralmente in ogni angolo della terra. Si può ben dire che ha fatto la storia della musica negli ultimi cinquant’anni, perché è stato il primo a far conoscere innumerevoli nuove musiche, spesso scritte proprio per loro dai più importanti compositori di questo periodo. Il giorno dopo saranno ancora loro a dare inizio a una maratona pianistica che si svolgerà sempre a San Gemini ma al Teatro Comunale dalle 8 di mattina alle 21 di sera(!). Ballista e Canino lanceranno letteralmente la monetina per decidere chi inizierà a suonare una sterminata composizione del 1893, a cui Satie ha dato il titolo piuttosto sadico di Vexations. Consiste in ottocentoquaranta ripetizioni dello stesso breve brano, che creano un effetto che si potrebbe definire allucinogeno, per cui si perde quasi il senso del tempo e dello spazio. Ballista e Canino daranno il via e poi continueranno tanti altri pianisti, sia noti che giovani. Naturalmente si può scegliere di ascoltare solo una parte di questa maratona.

Alle 21, subito dopo queste Vexations, si svolgerà il concerto finale del festival. Con un netto cambio di registro i sette ottimi strumentisti dell’Accademia Erard eseguiranno brevi e gradevolissime musiche da camera di Mozart e Rossini, capolavori di concisione e sublime leggerezza, e di Antonio Rolla, contemporaneo di Rossini, meno famoso ma meritevole di essere riscoperto.

Infine dopo un mese di pausa il festival riprenderà ad ottobre con tre spettacoli di teatro musicale: Queste le anticipazioni sul progrmma: La storia di Babar l’elefantino e altre fiabe l’1 a San Gemini, Die schöne Magelone il 4 a Terni (entrambi questi spettacoli sono dedicati al progetto Operascuola) e la prima assoluta dell’opera Sogno (o forse no) di Matteo D’Amico e Sandro Cappelletto l’8 a Terni con due recite, una per Operascuola e una per il pubblico adulto.
Mauro Mariani

“La lista. Salvare l’arte: il Capolavoro di Pasquale Rotondi” a Cividate Camuno

Sarà il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno ad accogliere, sabato 27 agosto con inizio alle ore 20.30, il secondo appuntamento del nuovo Festival Voci Umane. Musei e teatro di narrazione, organizzato dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e affidato alla direzione artistica di Maria Grazia Panigada.

Nel contesto del Teatro e dell’Anfiteatro romano del Parco Archeologico, Laura Curino farà conoscere la vicenda di un uomo ordinariamente straordinario, Pasquale Rotondi, cui il mondo dell’arte e della cultura dovrebbe rendere quotidianamente omaggio.

La lista. Salvare l’arte: il Capolavoro di Pasquale Rotondi è il titolo dello spettacolo con di e con Laura Curino, che si avvale della collaborazione alla messa in scena di Gabriele Vacis, di Alessandro Bigatti (scelta musicale e tecnico di scena). La locandina della serata cita anche, per le ricerche storiche e l’assistenza alla drammaturgia, Beatrice Marzorati e, per le ricerche storiche e l’organizzazione, Federico Negro. Ideazione, produzione e distribuzione: Silvia Brecciaroli e Paola Cimatti – Formula Servizi per la Cultura.

Pasquale Rotondi, un uomo “Corretto. Scrupoloso. Una bella famiglia, cui cerca far ritorno ogni sera. Una moglie bellissima cui regala sempre – tra tanti gesti gentili – un mazzo di violette il primo giorno di primavera. Due bimbe che non devono sentir parlare di lavoro, ma essere allegre e diligenti”. Sotto questo quadretto di normalità quotidiana si nasconde l’uomo che ha salvato quasi 10.000 preziosissime opere d’arte italiane dalla rapacità nazista e dalla distruzione bellica. Il tutto nel più grande segreto.

Lo si deve a lui se i nazisti non sono riusciti a mettere le mani sui Giorgione, Tintoretto, Piero della Francesca, Lotto, Mantegna, Donatello, Correggio, Caravaggio, Tiepolo e tanti altri capolavori delle Marche, del Veneto e della Lombardia, di Roma e di Napoli. È un racconto di avventura, di luoghi preziosi (Palazzo Ducale di Urbino, Rocca di Sassocorvaro, Residenza del Principe di Carpegna), di opere di immenso valore portate in salvo da un pugno di persone senza denaro e senza strumenti. Solo l’intelligenza e la capacità organizzativa di un uomo come Rotondi poteva farcela, contro tutto e contro tutti. È una storia che dà coraggio, fa riflettere sul significato della parola “responsabilità”.

Riascoltare questa vicenda in un luogo che negli ultimi decenni ha visto il proprio volto e la propria identità riplasmata grazie alle scoperte dell’archeologia ne svela tutta la potente attualità.

Palcoscenico della messa in scena è un Parco Archeologico tra i più interessanti a nord del Po. Il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno è collocato nel cuore dell’antico centro romano di Civitas Camunnorum. Il sito offre un eccezionale spaccato della città antica vantando i resti di un anfiteatro, riportato interamente alla luce nelle strutture perimetrali, e di un teatro, oggi visibile per un terzo del totale. Appartiene al complesso anche una serie di strutture e di ambienti di servizio, tra i quali un sacello e delle piccole terme. La posizione degli edifici è splendida, sia dal punto paesaggistico che funzionale: addossati al colle del Barberino, teatro e anfiteatro si appoggiano al pendio naturale.

Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro – Via Mosè Tovini, 1 – Cividate Camuno (BS). Il costo del biglietto è di euro 5.00. In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nell’Auditorium parrocchiale di Cividate Camuno.

Il museo sarà visitabile gratuitamente, secondo gli orari di apertura previsti, presentando il biglietto dello spettacolo il giorno stesso della rappresentazione o entro la settimana successiva.

Info e contatti: Tel. 02 80294405/ +39 340 60 64 866

federicamaria.pennisi@cultura.gov.it

S.E.

Continua il Mura Festival

Dopo la pausa di Ferragosto, il Mura Festival torna con un ricco programma nei quartieri di San Zeno, Veronetta, Borgo Trento e Torricelle, nel contesto della cinta magistrale, patrimonio dell’Unesco.

Stasera, venerdì 26, sul Freak Stage, Zambo super Pizza, che proporrà brani tratti dal repertorio ska e reggae, viaggiando tra rocksteady, dub, latin e molto altro ancora.

Sabato 27 festa in stile British con Britwall, in partner con The Factory Verona. Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno, tornano sul palco gli Arctic Attack tribute band, band tributo dei sensazionali Arctic Monkeys, nonché i vincitori indiscussi della Brit-rock Battle che si è disputata The Factory. Ospiti anche I The Royals, band tutta in stile british che farà respirare l’atmosfera musicale che contraddistingue gli U.K. attraverso i brani inglesi più iconici. Terza band saranno i Freemode, la mitica band tributo degli intramontabili Depeche Mode.

Domenica 28 agosto si balla con la musica di Lotus Trio, un’espressione musicale formata dall’incontro tra la cantante Giulia Prandelli con il pianista Fabio Levi e Thomas Dal Cappello al contrabbasso. Una selezione dei brani più belli ed iconici che hanno caratterizzato la scena Jazz e Swing della nostra penisola e oltreoceano tra gli anni ’30 e l’immediato dopoguerra.

Nuovo appuntamento con la rassegna Bastioni in Scena, organizzata al Teatro dell’Orecchione del Bastione di San Zeno da Teatro Scientifico. Sabato 27 e domenica 28 agosto alle 21.15 in scena La Graticcia, compagnia nata da una costola della storica Barcaccia di Roberto Puliero, nella divertente commedia degli equivoci “Ma per fortuna è una notte di luna” di Ermanno Carsana.

Novità della programmazione è l’attività Danza In Fascia, corso dedicato alle neo mamme e condotto dalla ballerina veronese Scilla Cattafesta. Al lunedì, dalle 17.30, al Bastione di San Zeno, le mamme potranno ballare al tramonto con i loro piccoli portati sul cuore e concedersi un divertente momento di socializzazione e distrazione dalle attività quotidiane, riprendendo coscienza del proprio corpo, riattivandolo e tonificandolo dopo i nove mesi di gravidanza.

Sport per tutte le età e per tutti gusti al Bastione di San Bernardino: il pilates con Silvia Barbieri il lunedì sera alle 19.15 e il giovedì, alle 18.45, sempre con Barbieri attività di pilates/tone up. Il mercoledì sera alle 18.30 Odaka Yoga con Laura al Bastione di San Zeno e ritorno di Yoga Anukalana alle 19 con Eleonora a San Bernardino, in replica anche giovedì alle 18.30.

Sabato 27 agosto appuntamento con Music Together Babies di La chiave Magica alle 10, e Music Together mix-ages alle 11.15. Nel pomeriggio, alle 17, riparte suoniamo insieme al Bastione di San Zeno.

Infine, la domenica alle 11.30 Pilates e stretching posturale a San Bernardino, mentre alle 17 attività “Come Leonardo” con Scienza Divertente.

Tutto il calendario di appuntamenti e attività – in continuo aggiornamento – è consultabile al sito www.murafestival.it

L’ingresso all’area della manifestazione è sempre gratuito.

Roberto Bolis