Dante 2021 a Verona per bambini e ragazzi

Passeggiate, visite guidate e laboratori per bambini e ragazzi. Tutto all’insegna di Dante e del suo legame con la città scaligera. In occasione delle celebrazioni veronesi per i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, il Comune propone diversi appuntamenti dedicati ai giovani, per avvicinarli, con attività didattiche pensate per le diverse età, alla figura Dante e anche per far conoscere loro la profonda vicinanza che ebbe con la nostra città. È il progetto ‘Dante per bambini e ragazzi’, che si sviluppa con un ampio programma di iniziative, che vanno da passeggiate alla scoperta della città e dei suoi luoghi danteschi a laboratori didattici nei Musei civici. È possibile prenotare anche per famiglie o piccoli gruppi, contattando le singole segreterie organizzative.

Le passeggiate

Passeggiata nella Verona di Dante e Cangrande
Il Sommo Poeta passeggiò per le stesse strade che oggi i veronesi e i turisti calpestano e sono molti i riferimenti a Dante che si possono trovare camminando per le vie della città.
L’incontro si svolgerà all’aperto, si partirà da piazza dei Signori per poi proseguire fino alle Arche Scaligere, luogo di riposo dei signori di Verona. Punto d’arrivo sarà Castelvecchio, emblema della dinastia scaligera, per poi rientrare a scuola (per le scuole secondarie di primo e secondo grado).

Come coloro che corrono il drappo verde…alla scoperta di Verona con Dante
Un “viaggio” nella Verona medievale: l’itinerario permetterà agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado di scoprire i luoghi meno conosciuti della città e di osservare con occhi nuovi i più noti, come la casa di Giulietta. Partendo da Porta Borsari, sotto cui passava la corsa del “Palio del drappo verde”, si scopriranno le principali evidenze di epoca scaligera, come Corte Sgarzerie, piazza delle Erbe e quei luoghi che direttamente intrecciano la Signoria con il soggiorno di Dante, testimoni del rapporto dell’Alighieri con la cultura del tempo. L’itinerario terminerà presso la Galleria d’Arte Moderna dove alcune delle mostre dedicate al Poeta saranno occasione di approfondimento.

Dante e gli Scaligeri
È un progetto destinato alle scuole secondarie di primo e di secondo grado, a settembre: una lezione di tre ore con Mirco Cittadini, cultore di Dante, che condurrà gli studenti in una passeggiata dalla chiesa di San Zeno alle Arche Scaligere. Verona detiene l’onore della dedica che Dante fece a Cangrande della Scala del Paradiso. Ma la storia che lega il Poeta alla città scaligera si estende, in realtà, per tutta la trama della Commedia e l’Alighieri non manca di spendere parole di dissenso verso alcuni membri della famosa casata, come ad esempio l’attacco che muove ad Alberto della Scala nel girone degli accidiosi nella seconda Cantica. Il progetto vuole offrire agli studenti e alle studentesse uno sguardo ampio e sistematico sulla Commedia, indagandone luoghi e personaggi, soprattutto quelli legati alla città di Verona.

Un’altra occasione di esplorare la città e i suoi luoghi più legati al Poeta è offerta dal corso di fotografia per ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni ‘Scatti… infernali’: lezioni teoriche e pratiche per conoscere meglio il fantastico mondo della fotografia, con la guida e i consigli del fotografo Gianluca Stradiotto.

I laboratori.

Dante botanico: “Il Divin Erbario”
Il Museo di Storia Naturale propone una visita guidata alternativa all’interno delle sue sale, creando suggestioni emozionanti grazie all’unione di scienza e letteratura. Partendo da alcuni passi della Divina Commedia, si analizzerà la figura del “Dante botanico”, prendendo a esempio i versi del Poema che trattano di flora. L’obiettivo è quello di presentare Dante sotto altra veste, non solo come poeta, ma anche come attento osservatore della natura. De Visiani, famoso botanico dell’Ottocento, scrisse che in un’opera tanto astratta era necessario servirsi di «quanto di grande e di bello è nella natura…». La visita, rivolta agli studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado, si suddividerà in quattro parti: una propedeutica alla comprensione del legame tra Dante Alighieri e la botanica; una legata alle fonti scientifiche a cui Dante fece riferimento per i suoi studi; una in cui si spiega il collegamento con il Museo di Storia Naturale, grazie alla presenza dell’erbario Zangheri (naturalista la cui collezione di botanica è conservata nelle sale del museo) e una quarta parte, di laboratorio, dove gli studenti potranno creare il proprio erbario personale.

Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona
Nel mese di giugno prende il via l’attività didattica della mostra, allestita alla GAM, che verte sulle due emblematiche figure di Dante e Shakespeare, poste in relazione grazie a opere che spaziano dalla prima metà del XIV fino al XIX secolo. L’esposizione è concepita secondo due filoni tematici, uno dedicato all’eredità trecentesca nella città scaligera e all’incontro tra Dante e Cangrande; l’altro incentrato sulla fortuna iconografica tra Verona e il Veneto del mito di Dante, del mito di Shakespeare e di Giotto, con un’attenzione particolare all’iconografia della Commedia nelle arti figurative del Risorgimento, momento di riscoperta del mito di Dante e della sua diffusione internazionale.
Tutte le scuole potranno accedervi con visite guidate ad hoc e nel corso dei mesi estivi saranno proposti mini-laboratori per i bambini dai 4 agli 11 anni, due volte alla settimana.
I laboratori prevedono la realizzazione di alcuni manufatti ispirati alle raffinate arti medievali: piccoli gioielli e frammenti di stoffe decorate prenderanno vita tra le mani dei ragazzi grazie all’applicazione di tecniche antiche.

Dante negli archivi. L’inferno di Mazur
Un workshop al Museo di Castelvecchio, pensato per le scuole secondarie di primo e secondo grado, per approfondire l’esposizione delle 41 stampe ispirate all’Inferno dantesco, realizzate dall’artista americano Michael Mazur e accostate ai versi del poeta Robert Pinsky, amico dell’artista. Una sequenza di opere di forte impatto, che illustra il viaggio di Dante da un punto di vista nuovo e potente: Mazur descrive infatti in prima persona la discesa nei gironi infernali, senza la tradizionale raffigurazione di Virgilio come guida. Il workshop è suddiviso in due parti: una “osservativa” in cui, partendo da estratti della Commedia, i ragazzi potranno osservare come l’artista abbia trasformato le parole in immagini; una “esecutiva”, nella quale a ciascuno studente sarà fornito un foglio di carta stagnola, che potrà ricoprire di tempera colorata per poi tracciarvi disegni con un cotton fioc. Con l’ausilio di un mattarello, quindi, si trasferiranno i disegni su un foglio bianco.

Le visite guidate

Mostra diffusa per il progetto Dante a Verona 1321-2021
Visite guidate in città per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, lungo il percorso definito dalla mappa creata appositamente per la mostra diffusa. Questa mappa comprende 21 luoghi tra cui Castelvecchio e Palazzo della Ragione, sedi museali che ospitano tre sezioni espositive di approfondimento: alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti la mostra dedicata all’autore del monumento ottocentesco, intitolata La mano che crea. La Galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919) scultore, collezionista e mecenate e l’esposizione Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona. Al Museo di Castelvecchio, in sala Boggian, è invece allestita Dante negli archivi. L’Inferno di Mazur.

Informazioni e prenotazioni: 045 8036353 – 045 597140 – segreteriadidattica@comune.verona.it.

In viaggio con Dante

Altre attività per i più piccoli sono proposte dalla Biblioteca Civica, nel progetto In viaggio con Dante. Piste narrative dai ragazzi per i ragazzi, che comprende varie iniziative per giovani e giovanissimi.
I romanzi biografici e le riscritture della Commedia della Biblioteca Civica Ragazzi sono stati letti e recensiti da un gruppo di studentesse e studenti del Liceo Classico statale Educandato agli Angeli di Verona nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, che li ha visti coinvolti anche nella catalogazione di diversi libri antichi della Sala Dantesca della Biblioteca Civica.

In viaggio con Dante consiste in una ricca bibliografia, scaricabile dal catalogo online delle biblioteche (https://bit.ly/3tFQq8k), che presenta, attraverso schede e mini-recensioni, alcuni dei libri più belli ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

In viaggio con Dante è anche una narrazione in quattro video, curata dai volontari del Servizio Civile Universale e da CoopCulture, che racconta il viaggio di Dante sulla Terra e nei tre Regni della Commedia attraverso i libri della Biblioteca Ragazzi.
Sul canale YouTube della Biblioteca Civica di Verona, sono già disponibili: il trailer – lanciato in occasione del Dantedì – e i video, Dante sulla Terra e Dante all’Inferno. Seguiranno, Dante in Purgatorio (8 maggio); Dante in Paradiso (22 maggio).

In ultimo, In viaggio con Dante è anche un percorso di lettura animata offerto dai volontari in diretta streaming dalla Sala Teologia alle scuole, organizzabile per la scuola primaria su richiesta.

Nel periodo estivo saranno programmate letture animate all’aperto nel chiostro della Biblioteca Civica, per le famiglie e per piccoli gruppi.

Informazioni e prenotazioni: 045 8079700 – bibliotecacivica.ragazzi@comune.verona.it.

On the Road Verona 2021.
Dal 14 giugno al 10 settembre, i ragazzi e le ragazze che hanno aderito al progetto On the Road Verona 2021, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, animeranno le vie della città su un caratteristico triciclo con carrettino giallo, carico di materiale informativo sui luoghi danteschi.
L’iniziativa, giunta alla XX edizione, è sostenuta dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona e organizzata dal CTG Centro Turistico Giovanile di Verona: un’opportunità per gli studenti veronesi delle scuole superiori di frequentare un percorso formativo, finalizzato alla creazione di una figura professionale specializzata nell’accoglienza e comunicazione turistica.
Saranno almeno 50 i ragazzi impegnati, per tre mesi, in uno stage dedicato all’attività di accoglienza e informazione turistica itinerante nei luoghi nevralgici della città.
Gli studenti saranno coinvolti nella creazione di brevi filmati, podcast o video in lingua italiana e straniera, per promuovere il patrimonio storico-artistico della città e dei luoghi danteschi più significativi.

Informazioni: Comune di Verona – 045/8079630 – politiche.giovanili@comune.verona.it
CTG – 3479881377 – segretario@ctg.verona.it

Tutte le iniziative sono su prenotazione.

Roberto Bolis

“I Like Parma. Un patrimonio da vivere”

In occasione delle Giornate Fai di Primavera, sabato 15 e domenica 16 maggio 2021, l’assessorato alla Cultura del Comune di Parma organizza, in collaborazione con la Delegazione FAI di Parma e con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura e “Parma, io ci sto!”, la quinta edizione di “I Like Parma. Un patrimonio da vivere” con un ricco programma di aperture straordinarie e gratuite di palazzi, conventi, chiese, chiostri e spazi culturali di eccezionale valore storico-artistico, un’occasione unica per visitare luoghi nascosti e generalmente poco conosciuti e guardare con occhi nuovi la città designata Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2020 + 2021.

“Siamo soddisfatti – ha esordito l’assessore alla Cultura Michele Guerra – di poter riavviare in sicurezza, dopo il difficile periodo di emergenza sanitaria, il progetto “I Like Parma”, una collaborazione virtuosa del Comune con Fai, il Ministero e “Parma, io ci sto!” che fa di Parma una delle città più visitate della nazione e che quest’anno ha come fiore all’occhiello di questa quinta edizione la Camera di San Paolo, la cui gestione è di recente passata al Comune. Siamo ancora dentro l’anno di Capitale Italiana della Cultura e questo ci permetterà di avere, nel fine settimana di I Like Parma, ben 21 mostre aperte tra città e provincia”.

“I Like Parma è ormai un appuntamento fisso e molto atteso dai cittadini – ha detto l’assessore alle Politiche di Pianificazione, Sviluppo del territorio e Opere Pubbliche Michele Alinovi – il programma di questa edizione è particolarmente sapiente, perché articolato attraverso luoghi “in divenire”, dove le importanti operazioni di recupero e riqualificazione danno la misura dell’impegno e dello sforzo del pubblico e del privato in questo senso. Le Amministrazioni devono riuscire a avere e alimentare una prospettiva ampia sulla visione dei luoghi cittadini: ne sono esempio lampante il San Paolo e l’Ospedale Vecchio, luoghi identitari e prestigiosi, oggetto di importanti e lungimiranti percorsi di rigenerazione che ne arricchiranno l’attrattività e la fruibilità”.

“La formula che coniuga le Giornate Fai e I Like Parma – ha detto Giovanni Fracasso, presidente della Delegazione FAI Parma – è sempre stata un grande successo e, anche se questa edizione sarà contenuta dal punto di vista delle presenze e organizzata nel massimo rispetto delle norme di sicurezza, abbiamo voluto strenuamente dare un segnale di volontà di fare e di riprendere. Il progetto rappresenta infatti una cabina di regia che è importante ci sia e si rinnovi, pur nelle differenze che contraddistingueranno questa ultima edizione dalle prime, nella quale saranno comunque aperti 7 luoghi Fai e almeno 6 dall’Amministrazione Comunale: un risultato insperato che ci rende orgogliosi”.

A margine della conferenza stampa il presidente di “Parma, io ci sto!” Alessandro Chiesi ha dichiarato: “fin dalla sua nascita “Parma, io ci sto!” è impegnata in iniziative di valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio per farne apprezzare la ricchezza culturale ed artistica. Per questo motivo per la quinta edizione consecutiva siamo a fianco di “I Like Parma”, una manifestazione originale che offre la possibilità di scoprire e apprezzare tanti luoghi del patrimonio artistico cittadino attraverso aperture straordinarie e visite guidate per l’intero weekend e in concomitanza con le “Giornate FAI di Primavera”. E non vediamo l’ora di visitare nuovamente la Camera di San Paolo che, grazie ad un grande lavoro di squadra, viene finalmente restituita alla cittadinanza e a cui la nostra associazione è particolarmente legata avendo contribuito qualche anno fa a rivitalizzarla con alcuni interventi specifici. E’ sicuramente un’icona di Parma che ci auguriamo possa essere rilanciata ancora di più nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021”.

Il programma di aperture straordinarie promosso dalla Delegazione FAI di Parma per le Giornate di Primavera 2021 offre al pubblico la visita a ben sette luoghi di ineccepibile bellezza, a partire dall’elegante Villa Picedi, denominata comunemente anche «Villa del Vescovo» poiché nell’Ottocento il Vescovo di Parma Francesco Magani era solito soggiornarvi durante l’estate, i cui interni sono riccamente affrescati, passando per uno dei complessi monumentali più importanti della città, l’Ospedale Vecchio con la visita alla Crociera Grande, al Palazzo dell’Agricoltore, edificio dal grande valore storico e architettonico nato nel 1940 con uno stile modernista, a Palazzo Tarasconi, splendido esempio d’architettura rinascimentale recentemente restaurato, all’Orto Botanico di Parma con il suo storico giardino per finire con l’Antica Farmacia di San Filippo Neri in cui sangue di drago, alambicchi e antichi volumi rievocano il passato della Congregazione di Carità.

Tra le novità di questa edizione, a fianco dei luoghi proposti dal FAI, il Comune di Parma propone altre sei aperture straordinarie tra cui spiccano la riapertura gratuita della splendida Camera di San Paolo, situata all’interno dell’ex Monastero, con la sua volta ad ombrello magnificamente affrescata dal Correggio ad inizio Cinquecento con una decorazione illusionistica a tralci vegetali in cui si aprono finti ovati con putti, alla cui base si trovano lunette a monocromo con soggetti mitologici di stampo classico e la visita al Convento della Chiesa della Santissima Annunziata, gioiello del Quartiere Oltretorrente, con il suo maestoso e silenzioso chiostro dedicato a Padre Lino Maupas e la ricchissima biblioteca.

Dopo il successo e l’apprezzamento ottenuto nelle ultime edizioni vengono riproposte anche la riapertura del Chiostro della Fontana del Complesso del San Paolo – il cui intervento di riqualificazione è stato co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con fondi POR FESR – dove il pubblico potrà ammirare il ciclo delle 26 lunette tardo cinquecentesche – seicentesche del porticato per poi salire, attraverso lo scalone storico principale, al loggiato superiore e della Chiesa di San Giuseppe che si presenta oggi nell’aspetto barocco donatole dalla ricostruzione di fine Settecento su disegno di Antonio Brianti.

Inoltre nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, perla del barocco, progettata nel 1712 dall’architetto Ferdinando Galli Bibiena, grazie ad un video appositamente realizzato, il pubblico sarà accompagnato alla scoperta dei lavori di restauro delle volte e degli affreschi della chiesa.

Tra le aperture di “I like Parma” si segnala anche l’Oratorio di Sant’Ilario, situato sotto i Portici dell’Ospedale Vecchio, dove il pubblico potrà ascoltare un audio-guida che racconterà la storia edificio.

Per arricchire l’offerta culturale di questa edizione il Comune ha indetto un avviso pubblico a sostegno delle guide turistiche e ambientali accreditate della Regione Emilia – Romagna che si è chiuso con l’approvazione di sedici percorsi turistici alla scoperta di luoghi insoliti della città, per un totale di trentaquattro visite guidate gratuite, condotte en plein air tra cui alcuni bike tour ed itinerari speciali dedicati a bambini e famiglie.

Infine per il weekend del 15 e 16 maggio tante mostre aperte accoglieranno il pubblico con un biglietto ridotto speciale per I like Parma tra queste: “Ligabue & Vitaloni. Dare voce alla natura” a Palazzo Tarasconi, “Mode nel mondo. I vestiti raccontano la vita dei popoli. Dal kimono al burqa” e “Tribes. The last breath on earth di Arturo Delle Donne” al Museo d’arte cinese ed etnografico, “Attraverso le avanguardie. Giuseppe Niccoli/visione e coraggio di una Galleria”, “I colori degli affetti. Ritratti familiari nelle collezioni Amedeo Bocchi e Renato Vernizzi della Fondazione Monteparma” e “Parma la città del PROFUMO. L’evoluzione e la modernità” all’APE Museo, “Antelami a Parma – il lavoro dell’uomo, il tempo della terra” al Battistero, “Design! Oggetti, processi, esperienze” all’Abbazia di Valserena, “Renato Brozzi e la scultura animalista italiana tra Otto e Novecento” al Museo Renato Brozzi e “Amedeo Modigliani. Opere dal Musée de Grenoble” alla Fondazione Magnani Rocca.

A tutti i piccoli visitatori di “I like Parma” sarà regalato l’inedito “Gioco dell’Oca di Parma” realizzato ad hoc per questa edizione.

Tutte le aperture e le visite saranno organizzate con prenotazione obbligatoria e nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza. L’iniziativa è realizzata dal Comune di Parma con la collaborazione della Delegazione FAI Parma, con il sostegno del MIC – Ministero della Cultura e di “Parma, io ci sto!”.

Luoghi I Like Parma e Visite guidate per la città: ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria tramite APP Parma 2020 + 21 (entro le ore 18 del giorno precedente alla visita). Info generali e supporto alle prenotazioni: 0521/218297 0521/218252 (da lunedì a venerdì 10-13 e 15-18, sabato 15 maggio 10-18).

Comune di Parma (anche per l’immagine del Chiostro della SS. Annunziata)

Giacomo Puccini. Il poeta del lago

Nato con la camicia di Euterpe, dotato di un istinto teatrale spiccatissimo, una vera e propria star internazionale fin dal suo tempo, Giacomo Puccini è il protagonista del quarto volume della collana I miti dell’Opera dedicata dal Teatro Regio di Parma all’infanzia, per condividere e tramandare di generazione in generazione il patrimonio della grande tradizione lirica. Scritto da Cristina Bersanelli e illustrato da Patrizia Barbieri, il volume Giacomo Puccini. Il poeta del lago è in vendita da oggi al Bookshop del Teatro Regio e nello e-store del teatro sul sito teatroregioparma.it. Il libro (formato 24 x 24 cm con copertina cartonata) è, come gli altri volumi, corredato da illustrazioni da colorare e, in questo caso, da una triade di indovinelli ispirati ai leggendari enigmi di Turandot.

I miti dell’Opera sono libri concepiti e scritti per l’infanzia con protagonisti “straordinari”, capaci di divertire e affascinare i più piccoli, grazie alla capacità affabulatoria delle loro autrici e della potenza narrativa di storie bellissime, realmente vissute da personaggi indimenticabili. Dopo Giuseppe Verdi. Il Cigno di Busseto, Maria Callas. La Divina e Gaetano Donizetti. Un musicista coi baffi la collana si arricchisce di un quarto titolo.

Dario De Micheli, responsabile editoriale della collana: “Capaci di conquistare anche nonni e genitori, che possono assaporare le nostre storie assieme ai bambini, aggiungendo magari ricordi personali e anche accompagnando la lettura con ascolti musicali, I miti dell’Opera sono stati pensati con Cristina Bersaneli anche per dare luogo a progetti di approfondimento culturale destinati all’utenza scolastica; com’è il caso del volume Giuseppe Verdi. Il Cigno di Busseto che è stato posto al centro di un percorso di conoscenza del compositore e della sua musica destinato alle scuole elementari, dove viene letto, accompagnato da un video illustrativo recitato dall’attrice Sabina Borelli e da un video didattico progettato con l’autrice”.

A questo volume seguiranno il quelli dedicati a Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Wolfgang Amadeus Mozart e, di nuovo, ai grandi interpreti come Arturo Toscanini, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Renata Tebaldi, a compimento di un progetto editoriale volto alla conoscenza dei grandi miti dell’opera e alla trasmissione della conoscenza della storia del teatro d’opera alle giovani generazioni.

Tenuto musicalmente a battesimo dal padre nella natia Lucca, dopo i primi passi nel mondo della musica e gli anni di studio al Conservatorio di Milano sotto la guida di Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli, Giacomo Puccini raggiunge i primi successi con l’opera Le Villi, la cui prima rappresentazione nel 1884 gli presenta l’occasione d’incontrare l’editore Giulio Ricordi, con cui stabilisce un rapporto fruttuoso, lungo una vita. La legittimazione della storia d’amore, discussa e tumultuosa, con Elvira Bonturi si intreccia agli anni del consolidamento della sua fama, grazie al successo di Manon Lescaut e poi de La Bohème, i cui lauti guadagni gli permettono tra l’altro di acquistare la sua villa di Torre del Lago, località ribattezzata dopo di lui “Torre del Lago Puccini” e oggi sede della sua casa museo. Ed è questa l’epoca della nascita di un altro sodalizio d’importanza capitale ai fini dello sviluppo della sua carriera: quello con i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. Saranno loro a firmare i libretti di Tosca e Madama Butterfly con cui la parabola pucciniana raggiunge l’apice: Puccini diventa il compositore più celebre e ricco del suo tempo e le sue opere reclamate e rappresentate a New York a Buenos Aires, a Budapest e a Londra, a Milano e a Parigi. L’epopea pucciniana tuttavia è ricca di contrasti e d’ombre che, nella narrazione della Bersanelli, a misura di bambino, conferiscono al personaggio storico la giusta profondità e veridicità, perché – come ama commentare l’autrice – “i bambini hanno bisogno di sapere che anche nelle vite più straordinarie ci sono dei fallimenti o comunque delle difficoltà e che ogni medaglia ha suo il rovescio”.  E così sono narrate anche le sue passioni per le auto, le case, nonché per i sigari toscani; passione quest’ultima che gli costò la salute e infine anche la vita, a un soffio dal portare a compimento il suo capolavoro forse più grande: Turandot.

Paolo Maier (anche per la fotografia)

Un nuovo Museo per la Valle Camonica romana

Dall’11 giugno, la Valle Camonica romana – una delle realtà archeologiche più sorprendenti dell’intero arco alpino – avrà un nuovo museo di riferimento, in una più grande e adeguata sede.

I lavori per il nuovo museo sono ormai completati a Cividate Camuno, l’antica Civitas Camunnorum, per iniziativa del Comune e della Direzione Regionale Musei Lombardia, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia e il contributo di Regione Lombardia e della Comunità Montana di Valle Camonica.

“Il nuovo museo, fortemente voluto da Stefano L’Occaso che mi ha preceduto, si estende su spazi quadruplicati rispetto alla vecchia sede – anticipa Emanuela Daffra, Direttore regionale Musei Lombardia del Ministero della Cultura – e potrà accogliere in modo finalmente adeguato i reperti già esposti a partire dal 1981 in un primo Museo Archeologico, oggi troppo angusto, oltre che dare spazio ad un patrimonio in continua crescita, confermando la ricchezza vitale della ricerca archeologica e il dinamismo dei musei che la raccontano.”

La nuova sede del museo sorge nel centro storico di Cividate Camuno, nell’immobile già sede dell’Incubatore d’Imprese, di fronte alla Chiesa Parrocchiale, nel cuore della Civitas romana e dell’abitato medioevale.

“La missione del Museo – evidenzia Serena Solano, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, direttore dei Parchi della Valle Camonica romana e curatore scientifico del progetto del nuovo museo – è quella di raccontare l’incontro fra Camuni e Romani, illustrando i cambiamenti e le novità insieme agli aspetti di sovrapposizione e continuità. La Valle Camonica infatti esemplifica in maniera straordinaria la romanizzazione di un territorio alpino, attraverso siti ed evidenze archeologiche, anche di carattere monumentale, che consentono di declinare il processo nei suoi molteplici aspetti, dalla trasformazione del territorio, allo sfruttamento delle risorse, ai culti, agli insediamenti, agli aspetti della vita quotidiana, agli spazi pubblici, alla sfera funeraria. Il nuovo museo, con rimandi anche ai luoghi vicini, contestualizza i ritrovamenti della Valle Camonica nel quadro più ampio dell’arco alpino, ponendosi così come un museo della romanizzazione delle Alpi.”

Nelle otto sezioni del nuovo Museo, realizzato su progetto architettonico e di allestimento dello Studio di Architettura Volta di Brescia, sono proposti i materiali di età romana trovati a Cividate Camuno e nel territorio: una ricca collezione epigrafica, importanti elementi architettonici e scultorei e ricchi corredi funerari dalle necropoli, con pendenti e amuleti anche in oro e argento, non solo preziosi ma anche carichi di valenze simboliche.

Dalla modestia quotidiana all’enfasi monumentale il museo raccoglie oggetti d’eccezione: la porta carbonizzata in legno risalente al II-I secolo a.C., ritrovata a Pescarzo di Capo di Ponte, una delle meglio conservate per il periodo di tutto l’arco alpino, la statua della dea Minerva dal santuario di Breno, in marmo greco, e un pregevole ritratto maschile in nudità eroica dall’area del foro di Cividate Camuno in marmo locale di Vezza d’Oglio.

A rimarcare il legame tra museo e storia del luogo una piccola area archeologica, di recente valorizzata cortile interno dell’edificio, offre uno sguardo sulla città antica.

Il Museo è perciò cuore, punto di partenza e di arrivo del percorso della Valle Camonica romana che a Cividate Camuno, antica Civitas Camunnorum, ha come altre tappe l’area del foro e il Parco Archeologico del teatro e dell’anfiteatro e non lontano, attraverso un piacevole percorso ciclo-pedonale lungo fiume, il Parco Archeologico del Santuario di Minerva in località Spinera di Breno.

La visita al Museo e alle aree e ai Parchi della Valle Camonica romana, nel cuore della Valle dei Segni, caratterizzata dalla millenaria tradizione dell’incidere sulle rocce, è un viaggio alla scoperta di uno degli itinerari archeologici più affascinanti di tutto l’arco alpino.

S.E.

In fil di trama

In fil di trama è la nuova raccolta di poesie di Stefania Rabuffetti, per Castelvecchi Editore con una prefazione di Massimo Arcangeli.

100 parole – una per poesia – concatenate una con l’altra a intessere una trama, come fa un ragno con la sua ragnatela. Non a caso, sono proprio questi i due vocaboli che aprono e chiudono l’antologia. I versi qui raccolti, esito di un’intensa indagine su di sé resa possibile da una lunga pratica poetica, abbracciano molteplici contrasti: vita/morte, nulla/tutto, prigione/libertà, pace/guerra, notte/giorno, sorriso/pianto, per citarne alcuni. Queste dicotomie sono fondanti della vita stessa e necessarie per una visione universale, che abbraccia il mondo, l’infinito e il tempo nella sua interezza, «ciò che non ha dimensione», e – spingendosi ancora più in alto – lo Spirito.

La raccolta è frutto di un richiamo irresistibile della poesia. Come spiega l’italianista Massimo Arcangeli nella prefazione: «Se la poesia ti detta dentro non puoi farci niente. La cerchi, e non sempre la trovi (e, se anche la trovi, non sempre ti ascolta), ma quando è lei a trovarti, stanandoti da infingimenti e paure, non puoi resisterle, sei costretto a riportarne le parole. Stefania Rabuffetti vive l’esperienza poetica in questa misura».

La scrittura è, dunque, per la poetessa lo specchio dell’anima: riflette la sua irrequietudine e le sue debolezze, ma è anche testimone di una costante ricerca di senso e della volontà di seguire il filo che si intreccia con al vortice/labirinto della vita, in «un abbraccio mortale che – come scrive Arcangeli – in realtà, è una promessa di rinascita.»

Delos (anche per l’immagine)

Roma insolita

La città si apre a molteplici chiavi di lettura se la si esplora con le proprie gambe o anche con le ruote di una bicicletta: un’apertura verso nuovi scenari anche per gli abitanti di una metropoli sulla quale, a livello di monumenti e opere d’arte, si è già detto tutto, ma che invece consente di andare alla scoperta, da vicinissimo, di percorsi e scenari, tra storia e ambiente, continuando a comunicare le sue bellezze e a stupire con i propri segreti. In questo contesto esce “Roma, Guida insolita per esploratori urbani”, il nuovissimo libro di Carlo Coronati che, dopo la precedente guida “Roma una vera bellezza”, sempre per Edizioni Il Lupo, propone una mappatura di 15 itinerari trekking alla ricerca dell’immersione per incanto, a partire dall’orientamento tracciato dalla bussola del proprio corpo.

“Pensavo di aver concluso per sempre la mia ricerca su Roma – afferma l’autore, già massimo esperto delle guide per trekking di montagna sugli Appennini – ma invece ho avuto l’occasione di continuare a sognare ad occhi aperti ed ho ripreso a catturare luoghi sconosciuti, meandri di verde ed angoli di dolcezza, proprio come un bambino che smonta e rimonta il suo giocattolo, la mia città, con ore di cammino, soffermandomi, fotografando, curiosando senza disturbare e interrogando le persone di ogni area urbana, incontrate in quei paraggi per caso o per abitudine quotidiana. Andar per pause e accelerazioni è un po’ il motto della guida per il movimento dolce di “flâneurs” girovaghi che possono riscoprire non solo la Natura che emerge prepotente nella Città ma la sua relazione col territorio urbano, lanciandosi e districandosi in quindici avventure di cammino o pedalata, come se la città fosse un labirinto.”

Attraverso una scelta soggettiva e originale, l’autore ci trasporta così dalla periferia al centro storico passando per borghetti e viuzze, dai quartieri della street art ai palazzi del potere, catapultandoci in immense aree verdi, custodi di monumenti di cui conoscevamo a malapena le vicissitudini storiche. Gli itinerari sono quasi tutti in traversata (pochissimi ad anello) e sono legati dalla memoria ma accompagnati dal silenzio. La guida, con mappature dettagliate incluse (e una cartina estraibile), è ricca di informazioni per iniziare a terminare itinerari che vanno dai 12 ai 15 km, comprese le indicazioni per l’utilizzo, durante il tragitto, dell’uso di mezzi pubblici (utili anche per recuperare eventualmente la propria auto al punto di partenza).

Una scoperta continua, senza tabù e preconcetti, molto utile – specie in questo complicato periodo pandemico – per ritrovare nella Roma, che si pensa di conoscere già, un mondo nuovo, dalle svariate caratteristiche, proprio come asseriva uno dei suoi più appassionati cantori, Gigi Proietti: una “Città eterna e fragile, tragica e ironica, cinica e innamorata”.

Elisabetta Castiglioni

World. Report Award Documenting Humanity 2021

È aperta la nuova edizione del concorso internazionale di fotografia promosso dal Festival della Fotografia Etica, che vuole rappresentare fotograficamente l’impegno sociale e si rivolge a tutti i fotografi italiani e stranieri, professionisti e non.
Il soggetto è l’uomo con le sue vicende pubbliche e private, le sue piccole e grandi storie; i fenomeni sociali, i costumi, le civiltà, le grandi tragedie e le piccole gioie quotidiane, i cambiamenti e l’immutabilità.
Il termine per la partecipazione è fissato al 17 maggio prossimo.
Per info: wra@festivaldellafotografiaetica.it

S.E. (anche per la fotografia)

Nasce Sportmemory.it

Lo Sport cambia Storia e si racconta non in una ma in molteplici sfaccettature, in prima persona, dal punto di vista di chi ne ha vissuto esperienze particolari.

La tradizione orale dello storytelling sportivo si fa scritta attraverso un nuovo portale, Sportmemory.it, dedicato al racconto di ieri per la sua trasmissione e divulgazione alle giovani generazioni dell’oggi e del domani.

Il lancio della rivista online, un format editoriale “democratico” aperto al racconto della memoria di tutti,  si apre con un editoriale #0, incentrato sul ritrovamento di una fotografia del 30 marzo 1955, dietro a cui si è ricostruita una bella storia: “Si tratta – precisa il direttore editoriale Marco Panella  – di un’icona perfetta della filosofia e dell’estetica che perseguiamo, simbolo di una memoria da recuperare e mettere a disposizione di un futuro che altrimenti non avrebbe avuto. Ci era infatti capitata tra le mani per caso, abbandonata sul banco di un rigattiere, sopravvissuta al tempo e a un destino che sembrava già segnato. Ma curiosità, passione e ricerca ci hanno consentito di recuperarne il contesto storico: una partita amichevole tra Italia e Germania Ovest al Neckarstadium di Stoccarda, appena pochi anni prima della costruzione del muro di Berlino. Uno scatto di un fotografo assiepato a fondo campo, probabilmente in servizio per un reportage ufficiale e sul retro, scritto a penna in grafia incerta, solo l’indicazione dell’anno, del luogo e delle squadre. I dettagli di quel momento sono raccontati proprio nel nostro numero di lancio. Questo è un esempio modello del nostro tentativo di restituzione di dignità e memoria a brandelli di vita sportiva vissuta che meritano oggi più che mai una speciale attenzione. Sono caselle del tempo e pezzi della nostra società che vanno ricostituite proprio attraverso gli immaginari individuali ma che. al contempo, vogliono stimolare, attraverso il nostro portale, anche un gioco di squadra fondato sull’addizione delle esperienze in ambito sportivo. È per questo che invitiamo ogni visitatore del sito a partecipare a questa avventura raccontando in prima persona la propria passione , agonistica, professionale o amatoriale che sia, tramite parole o immagini, qualunque sia l’esperienza di sport praticato o vissuto indirettamente. Anche solo assistere a un evento sportivo può diventare infatti un’emozione da condividere, un rito formativo ed esemplare, unico nel suo istante da ricordare e far ricordare.”

Il percorso narrativo del format “Sportmemory” si dipanerà in varie tappe e attraverso diversi linguaggi narrativi contemporanei, uscirà ogni primo venerdì del mese e avrà aggiornamenti settimanali, per poi proseguire con audio podcast con cui si darà valore alla narrazione più seduttiva, quella della voce; infine, non appena si potrà, saranno organizzate live performance agganciate a storie documentate dal magazine.

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Dopo mesi dalla dimissione per Covid, molti, troppi pazienti ancora stanno male

Una Tavola Rotonda on-line giovedì, 8 Aprile 2021 dalle ore 15:30 alle ore 19:00

Long Covid: una sofferenza senza fine, con sintomi debilitanti multiorgano che, anche dopo settimane, non passano. Sono necessarie cure tempestive e appropriate per evitare ricoveri e conseguenze sulla salute dei pazienti, anche dopo la negatività al tampone. “Per le autorità sanitarie il LongCovid 19 deve diventare, da subito, una priorità” ha dichiarato, nei giorni scorsi, anche il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge.

Hanno confermato la loro presenza :

Suor Carol Keehan – Coordinatrice Task Force di Salute Pubblica della Commissione Vaticana COVID-19

Senatori: P. Binetti, L. Briziarelli, M. Castellone, L. Grimani, F. Mollame, E. Pirro, M. Rizzotti, G.Vono

Onorevoli: R. Alaimo, F. Bologna, E. Carelli, C. D’Arrando, A. Giarrizzo, A. Ianaro, M. Lorefice, E. Mazzetti, R. Menga, L. Noja, M.L. Paxia

Pierluigi Lopalco – Assessore alla Sanità Regione Puglia

Evento in diretta dell’Associazione Dossetti e sulla piattaforma Zoom.

Un ricordo infantile di Leonardo Da Vinci

Sarà dedicato all’opera di Sigmund Freud dal titolo “Un ricordo infantile di Leonardo da Vinci”, nella nuova edizione a cura di Enzo Cicero, la conferenza in diretta video venerdì 26 marzo 2021 alle 17 sul canale youtube dell’Ariostea.

All’incontro, a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, interverranno lo stesso Enzo Cicero (docente Università di Messina) e Giuseppe De Vita (docente di Storia e Filosofia al Liceo Carducci di Ferrara). Presenta Nicola Alessandrini.

Leonardo da Vinci era adulto, quando raccontò un sogno remoto, eppure vivido in lui. Rammentava che, adagiato nella culla, un “avvoltoio” librandosi nell’aria, con la coda gli picchiettò le labbra: preannuncio delle ricerche pioneristiche sul volo umano. Nel secolo dell’aviazione, un altro pioniere, Freud, lesse in filigrana quel ricordo. Il sogno così si congedò dal cielo, per inabissarsi nei cunicoli dell’anima. Dai sotterranei di labili indizi emerse una biografia controversa. Per la psicoanalisi quel sogno non era più l’oracolo del futuro alato di Leonardo, ma il suo passato di piombo, che non passa, perché dimora nell’abisso dell’anima, più grande di tutti i cieli. La ricerca estetica e scientifica, luce del giorno nel mondo, svela con il metodo di Freud il suo volto notturno. La luna è nera, abitata da fantasmi, le stelle fossili, eppure capaci ancora di irradiazioni. Il sorriso della Gioconda è forse l’accenno di un ghigno alla credibilità della psicoanalisi? E la parete umida da cui si staccano i pigmenti del Cenacolo simboleggia il fallimento dell’investigazione freudiana?

In un labirinto di suggestioni, sensualità e bellezza cercheremo con la nuova, felice traduzione del sogno di Leonardo, le congetture di Freud, la cui biografia diventa prisma, in cui l’autore si riflette nella sua ricerca. Saggezza vuole che allo specchio si chieda la “riflessione”, il “pensare” invece spetta a noi che guardiamo.

Fino al termine della situazione emergenziale tutti gli incontri culturali dell’Ariostea si svolgeranno in diretta video, nell’orario indicato, sul canale youtube della Biblioteca comunale (https://www.youtube.com/channel/UC1_ahjDGRJ3MgG45Pxs90Bg) oppure tramite il link alla homepage del Servizio Biblioteche e Archivi (http://archibiblio.comune.fe.it).

Alessandro Zangara