Una grande stagione per i tre Musei Statali sul lago di Garda

Il sistema museale statale sul Garda affronta al meglio l’imminente stagione turistica che confermerà certamente il Lago come uno dei punti di riferimento per il turismo culturale nazionale e internazionale.

Va detto che restauri, adeguamenti, aggiornamenti dei percorsi ecc. sono nella consuetudine di buona gestione del Castello Scaligero di Sirmione, così come delle vicine Grotte di Catullo, sia della Villa Romana di Desenzano sul Garda.

Sono tre musei, meglio complessi monumentali, che in tempi non di pandemia venivano ammirati da più di mezzo milione di visitatori ogni anno. “Da sempre Castello, Grotte e Villa vengono considerati come punti di eccellenza non solo per il sistema dei tredici musei statali della Direzione della Lombardia del Ministero della Cultura, ma anche a livello italiano. I due siti di Sirmione da tempo sono stabilmente nella top 30 dei musei italiani in termini di visitatori”, evidenzia Emanuela Daffra, che dei Musei Statali della Lombardia è la direttrice.

Per presentarsi al meglio ai visitatori e farli appassionare, i tre complessi monumentali del Basso Garda Lombardo sono stati, e continueranno ad esserlo anche nei prossimi mesi, oggetto di importanti interventi per renderli sempre più curati, interessanti, sicuri e godibili per tutti.

Partendo dalla Villa Romana di Desenzano, la direttrice Daffra annuncia che si sta progettando un nuovo unitario sistema di copertura per i resti che racchiudono i sontuosi pavimenti in mosaico della Villa. Quelle attuali sono state realizzate in tempi diversi, sono perciò disomogenee e svolgono il loro compito di difesa in modo non ottimale. Adesso, in accordo con la Soprintendenza di territorio, e con lo studio Tortelli e Frassoni si sta mettendo a punto un progetto complessivo di ridisegno, che coinvolgerà anche i percorsi e l’Antiquarium.

Da Desenzano a Sirmione, dove la Direzione regionale gestisce il Castello Scaligero e le Grotte di Catullo. In Castello si sta completando il restauro delle murature esterne della darsena, che va a proseguire il restauro di tutti i paramenti murari del fortilizio sul lago. “Non si può certo dire che con questo intervento i restauri siano conclusi, chiarisce la direttrice Daffra: monumenti come questo, per antichità, preziosità e per le complesse condizioni ambientali, richiedono costantemente cure e attenzioni, pena un subitaneo decadimento.” E a custodire questo straordinario monumento non è sufficiente la salvaguardia popolarmente affidata all’immancabile fantasma la cui vicenda è stata narrata, da par suo, da un fumetto di Altan.

Non ci saranno, per quanto è dato sapere, fantasmi nelle Grotte di Catullo, ma un affascinante progetto artistico, multimediale e immersivo: “Stravaganze Imperiali”, la mostra-evento che nei mesi di giugno e luglio vedrà dialogare la bellezza dell’antico e del contemporaneo in una cornice storica e paesaggistica unica.

Meraviglioso lo spettacolo, ma la Direzione regionale punta altrettanto e più sulla salvaguardia e valorizzazione del grandioso complesso archeologico. Proseguono quindi i già programmati interventi di restauro, pulizia e consolidamento dei resti romani. Cui si affianca il recupero dell’antico oliveto, ricco di esemplari plurisecolari. Anche questo è da considerarsi un Patrimonio paesaggistico e naturalistico, oltre che contesto perfetto per il bene monumentale. Lo stato di salute delle preziose piante comporta lavori attenti e per questo tecnici specializzati stanno prendendosene cura. In autunno le antiche piante daranno le olive da cui sarà tratto un olio che ci piace considerare unico, almeno per il contesto da cui è tratto. Le drupe che non potranno essere raccolte saranno rese disponibili per la pubblica spigolatura, come avveniva nei secoli passati.

Il promontorio delle Grotte offre anche un’altra eccellenza: la Spiaggia conosciuta come “La Giamaica”. Si tratta del “Lido delle Grotte”, che circonda il promontorio sul quale si ergono le Grotte di Catullo. È un angolo di paradiso, dove il giallo delle rocce che affiorano dal cobalto del Garda offre un miraggio caraibico. Non a caso il Guardian lo ha inserito tra le dieci più belle spiagge del pianeta. Questo lido unico al mondo è stato affidato ad un gestore che, entro limiti ben definiti, consentirà l’accesso e, perché no, un aperitivo al tramonto sul Lago.

S.E.

Filippi ai Dialoghi di Pistoia

Lo storico della mentalità Francesco Filippi, domenica 29 maggio alle 15.30 a Palazzo dei Vescovi, terrà l’incontro La Storia: narrazioni e contro-narrazioni, in occasione della XIII edizione di Dialoghi di Pistoia, festival di antropologia ideato e diretto da Giulia Cogoli e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, che si svolgerà dal 27 al 29 maggio.

Collaboratore della Fondazione Museo Storico del Trentino, in particolare del progetto Trentino History Lab nato nel 2011, Filippi si occupa del rapporto tra i fatti storici e la loro percezione nella memoria collettiva e pubblica, con particolare riferimento al Novecento italiano ed europeo e ha all’attivo diverse pubblicazioni sul rapporto tra passato e presente. Nell’incontro accompagnerà il pubblico in un percorso ricco di esempi su come la Storia possa essere fatta di narrazioni e contro-narrazioni. Guardando al fenomeno del “racconto pubblico industriale” del ventesimo secolo che ha favorito la nascita dell’opinione pubblica, Filippi spiega come grazie all’avvento delle nuove tecnologie sia stato permesso a gran parte della popolazione di partecipare alle grandi narrazioni nazionali. In questo contesto la Storia diventa a tutti gli effetti scienza e si incarica di raccontare a intere generazioni di esseri umani non solo chi sono e da dove vengono ma anche dove devono andare, trasformando il passato in una vera e propria bussola per conoscere il futuro.

Filippi è anche co-fondatore dell’Associazione di Promozione Sociale Deina, con cui collabora alla programmazione e alla realizzazione di viaggi di memoria e percorsi formativi in tutta Europa. È consulente per la formazione e la didattica della memoria di ARCI nazionale, dove partecipa alla formazione storica dell’associazione per i progetti sulla storia delle organizzazioni criminali. Collabora con Rizzoli come lettore esperto di saggi in lingua inglese e tedesca per la pubblicazione sul mercato italiano. Tra i suoi libri più recenti: Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (2019), Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto (2020), Noi però gli abbiamo fatto le strade. Le colonie italiane tra bugie, razzismi e amnesie (2021) per Bollati Boringhieri; Prima gli italiani! (sì, ma quali?) (Laterza, 2021).

Delos

Madre Maria Domenica Mantovani è santa

Nell’attuale ridente cittadina benacense di Castelletto di Brenzone (Verona), nasceva il 12 novembre 1862 Domenica Mantovani, figlia primogenita di Gian Battista e di Prudenza Zamperini. Due famiglie, la Zamperini e la Mantovani, native del posto almeno dal Settecento e risultanti dagli archivi come possidenti villici, pertanto proprietarie di qualche appezzamento di terreno che le rendeva benestanti per i tempi, potendoci coltivare ulivi, foraggiare o allevare il bestiame. Dati i cognomi simili, quella di Domenica veniva soprannominata famiglia Barinelli.

Profondamente cattolici, i vari discendenti erano sacerdoti, insegnanti di Filologia o di Storia, segretari della Cassa Rurale, benefattori della Casa del Clero di Verona, membri di associazioni cattoliche. In casa venne insegnata a Domenica la dottrina cattolica, soprattutto la preghiera che era sempre assidua, mentre per il catechismo frequentava la parrocchia dove, con altre ragazzine, apparteneva alla Pia Unione dell’Oratorio che diverrà l’Associazione Figlie di Maria, che riuniva le giovinette intorno ad un modello di casa governata dal focolare materno; lì imparava l’accudimento (ben presto per Domenica anche dei fratellini) e il rispetto dell’ordine patriarcale, mentre intorno infuriavano le pestilenze, le malattie e spesso anche la guerra.

La chiesa parrocchiale di Castelletto di Brenzone con l’immagine di santa Maria Mantovani delle Piccole Suore della Sacra Famiglia

Domenica a Castelletto frequentò la scuola femminile che mise in risalto la sua intelligenza, la sua propensione per gli studi e la capacità di educatrice che fu evidente sin dalla più giovane età, e soprattutto alla morte del padre a causa di un’otite fulminea, quando il suo alacre lavoro in casa e in parrocchia divenne preciso e costante. Poca la cura di sé, non adatta ad una ragazza in età da marito, ma forte il legame con l’ambiente e forti le amicizie, soprattutto con Antonia Gaioni. Il 2 novembre 1877 giunge come curato a Castelletto don Giuseppe Nascimbeni, accompagnato dalla mamma. Era un uomo che conosceva bene il territorio, essendo di Torri del Benaco, e che viveva la sua vocazione come anche impegno sociale. Per Castelletto voleva l’ufficio postale, la strada, lavoro, una rinnovata chiesa parrocchiale; voleva la spiritualità dei gruppi parrocchiali, opere di carità e incontri di preghiera, fonte di rinnovamento della fede personale e comunitaria.

Don Nascimbeni, poi parroco dal 1885, riconosce subito le attitudini di Domenica che nelle sue mani emise il voto di castità nel 1886. Don Nascimbeni avrebbe voluto delle suore in paese, colte e capaci, impossibili da assicurare da parte di alcun Istituto, tanto che il Vescovo di Verona gli propose di “farsele” da solo. E così fu che il buon prete fondò un Istituto religioso, le Piccole Suore della Sacra Famiglia di cui cofondatrice divenne proprio Domenica Mantovani, suora con il nome di Maria. Domenica, infatti, con altre ragazze, dopo la formazione religiosa, proferì i voti e divenne suora, con caratteristiche adatte a mediare la forza e la tenacia del parroco: divenne Madre di tante ragazze e della sua parrocchia, riconosciuta per la sua dedizione, il suo amore, la sua profonda fede. Madre Maria Domenica Mantovani, spentasi in odore di santità il 2 febbraio 1934, già beatificata da papa Giovanni Paolo II, è stata proclamata santa da papa Francesco, con una cerimonia in Piazza San Pietro, in Vaticano, il 15 maggio scorso. Il suo amore di madre non è finito con la sua morte, ma è stato accanto a persone che avevano bisogno di una Madre speciale e che da lei hanno ricevuto un miracolo.

Alessia Biasiolo

“Libri e rose”, kermesse letteraria in Gran Guardia e alla Società Letteraria

Prosegue sabato e domenica la kermesse letteraria ‘Libri e rose. Scrivere, stampare, leggere’, che racconta il mondo del libro attraverso gli autori, i tipografi, gli illustratori, le case editrici e i lettori. Gli incontri sono ospitati al palazzo della Gran Guardia e alla Società Letteraria di Verona. Ecco gli eventi prossimi.

Sabato 23 aprile. Alle ore 17.15 si parla di ‘Fedeltà e dintorni’ con lo scrittore Marco Missiroli e la giornalista Alessandra Tedesco. Alle 18.30 dialogo tra Isabella Bossi Fedrigotti e il direttore de L’Arena Massimo Mamoli sulle ‘Relazioni al tempo del secondo millennio’. La giornata si concluderà alle 21 alla Società Letteraria per la presentazione del libro ‘I cani di Barrio’ di Gianni Biondillo, con Luigi Mascheroni.  

Domenica 24 aprile. Gli appuntamenti nella sala Buvette della Gran Guardia: alle 10 la giornalista e scrittrice Anna Briganti racconta il libro ‘Coco Chanel. Una donna del nostro tempo’ con Andrea Kerbaker. Alle 11.30 ‘Il caso Franco Maria Ricci’, il giornalista Stefano Salis dialoga con il curatore di mostre  Edoardo Pepino, alle 14.30 lo scrittore Pier Luigi Vercesi e Annarita Briganti raccontano il libro ‘La donna che decise il suo destino’.

Alle 16 focus sul testo ‘Cose da fare a Francoforte quando sei morto’ con lo scrittore Matteo Codignola e Stefano Salis. Chiude la kermesse l’incontro delle 17.15 sul libro ‘La ragazza che cancellava i ricordi’, con Chiara Moscardelli e Andrea Kerbaker.

L’iniziativa, promossa da Comune e Società Letteraria di Verona, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona e l’Associazione Kasa dei LIbri di Milano, propone un programma di oltre 20 incontri articolati in cinque sezioni: Fuori Classe, tre incontri per le scuole superiori e aperti al pubblico, per approfondire alcuni dei maggiori temi proposti dai programmi scolastici; Vite che non sono la mia, il racconto di personaggi fuori dall’ordinario che hanno attraversato la loro epoca con l’inconfondibile passo dei protagonisti; Freschi di stampa, libri usciti negli ultimi due mesi, ancora poco recensiti, che vengono presentati in anteprima al pubblico veronese; Relazioni, incontri che esplorano le diverse dinamiche relazionali, dai rapporti familiari passando per i legami d’amore e d’amicizia. Infine, la sezione Dietro le quinte, per raccontare l’affascinante mondo dell’editoria e della carta. Agli incontri si accede gratuitamente con green pass rafforzato e mascherina ffp2.  Aggiornamenti ed eventuali variazioni sul programma alla pagina Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/495605178709443.

Roberto Bolis

La Giudeofobia e il nascondimento. Una lezione magistrale a Ferrara

Ospite della Federazione di Ferrara dell’Istituto del Nastro Azzurro e del Circolo Roverella, nella splendida cornice della Sala Verde di Palazzo Roverella, lo scorso 18 marzo la direttrice de lemienotizie.com Alessia Biasiolo ha tenuto una lezione magistrale sul delicato, e spesso poco conosciuto, tema del nascondimento, partendo dal volume “Il diverso, tra passato e futuro. La Giudeofobia nella nostra società”, edito da Nuova Cultura per il Nastro Azzurro e il CESVAM.

Introdotta dal dott. Riccardo Modestino per il Nastro Azzurro e il Circolo, la conferenza è avvenuta alla presenza di un folto numero di persone attente e interessate. Tra gli altri erano presenti il Presidente della Comunità Ebraica di Ferrara, il Presidente del MEIS, un delegato del Prefetto, cinque professori universitari e diversi delle scuole superiori. Secondo Modestino “Il libro si è rivelato in tal senso un’opera di grande interesse scientifico, esposto in una prospettiva di lunga durata (F. Braudel), esposto in modo chiaro e semplice (evidente frutto di una lunga esperienza di insegnamento nelle scuole superiori di Brescia, etc.). Una esperienza quindi di sicura efficacia nell’apprendimento di una lezione di storia passata che tuttavia insegna – onde non ripetere le tragiche esperienze del passato – a fare tesoro delle pericolose concettualizzazioni antisemitiche, prive di alcuna scientificità (ma intrise di violenza e di negazione del pensiero razionale e di intolleranza)”.

Un dipinto murale di Palazzo Roverella

Nell’occasione, sono stati portati a Ferrara anche quattro dei sei quadri appositamente fatti realizzare per il volume dall’artista Ivo Compagnoni, per permettere agli astanti di ammirarne la tecnica e comprendere il ruolo dei quadri per il suddetto libro storico, ma anche per mostrare quanto arte e storia o letteratura possono andare a braccetto per ottenere trasmissione di sapere e insegnamento della comprensione.

Il dibattito di approfondimento tra la Professoressa e il Presidente della Federazione di Ferrara si è soffermato su alcuni dati specifici del libro, sia rispetto al tema del nascondimento, ampiamente trattato, sia riguardo alla letteratura tedesca e il nazismo, sia il poco noto argomento dei Mischlinge; è stata letta la poesia “I numeri della memoria” di Renato Hagman, inserita nel volume e in un quadro, a conclusione dell’intervento.

La lezione prevista della durata di una quarantina di minuti, si è pertanto protratta per un’ora e mezza tra l’attenzione degli astanti che si sono detti soddisfatti e grati dell’incontro. Argomenti peraltro di lunga trattazione nel libro, pur se molto ben riassunti, e che richiedono giuste esposizioni o spiegazioni, ed un uditorio interessato.

Riccardo Modestino e Claudia Vita Finzi dopo avere scoperto l’opera donata al Circolo

Alla lezione magistrale è seguita una semplice e significativa cerimonia di scopertura di un’opera donata al Circolo dei Negozianti di Ferrara da parte della famiglia Vita Finzi, presente la figlia Claudia del socio Mario Vita Finzi mancato alcuni anni fa, in ricordo del padre Alberto, vittima dell’eccidio del Castello estense del 1943. La strage si consumò nella notte del 15 novembre 1943, quando un gruppo di uomini venne fucilato davanti alle mura del simbolo della città di Ferrara, da parte di membri della R.S.I. L’opera di proprietà della famiglia Vita Finzi, dal titolo “L’eccidio del Castello estense del ’43”, appesa nella sala della Caffetteria di Palazzo Roverella, richiama i contenuti stessi del libro presentato e i temi trattati nella conferenza di quel venerdì pomeriggio.

La Redazione

21 Marzo: Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafia

Diversi gli appuntamenti in programma a Ferrara in occasione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime innocenti delle mafie“, iniziativa voluta e celebrata da Libera che ricorre a livello nazionale il 21 di marzo.

Già da sabato 19 a giovedì 31 marzo 2022 la Biblioteca di Casa Niccolini (via Romiti 13, Ferrara) parteciperà all’evento, attraverso l’esposizione di un percorso bibliografico a tema, con contributi di vario genere: libri, fumetti, graphic novels, biografie, romanzi, albi illustrati e film, per parlare a bambini e ragazzi “delle vittime innocenti delle mafie”. L’esposizione è ingresso libero e gratuito, negli orari di apertura della biblioteca (martedì e giovedì 14.30-18.30; mercoledì, sabato 9-12.30).

Appuntamento pubblico quello in programma per domenica 20 marzo 2022 a partire dalle 9.30, in piazza Squarzanti, in occasione della “47esima Caminada par San Zorz – Trofeo AVIS”, organizzata dalla polisportiva Ferrariola e Uisp Ferrara. Ai partecipanti verrà fatto omaggio di una piantina in vaso. Ogni piantina è dedicata a una vittima di mafia, con una breve descrizione della sua storia e i riferimenti per approfondire la vicenda e le implicazioni. 

Un’ulteriore iniziativa, dedicata alle scuole superiori, quella in calendario per lunedì 21 marzo 2022 dalle 8.30 alle 13. Due classi dell’Istituto Vergani e due classi dell’Istituto Bachelet,saranno impegnate in un laboratorio dal titolo: “Morire di Mafia: la memoria non si cancella” nella sala Polivalente del Grattacielo. Il laboratorio sarà condotto dai ragazzi dell’associazione “Cosa Vostra”, nata per portare avanti ricerca e analisi delle dinamiche comunicative legate al territorio e quelle partecipative legate all’antimafia, con la collaborazione di ragazzi e ragazze provenienti da più realtà italiane, allo scopo di creare una rete per lo sviluppo di una più ampia coscienza sociale sulle pratiche della legalità. Sempre lunedì 21 marzo 2022  alle 18, nella Sala Polivalente del Grattacielo (viale Cavour 189, Ferrara) in collaborazione con la Biblioteca Popolare Giardino verrà presentato il libro “Morire di Mafia” (Sperling & Kupfer) alla presenza degli autori. Il volume raccoglie la rievocazione delle storie di oltre duecento vittime del crimine organizzato dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Sono donne, uomini e bambini; magistrati, imprenditori, politici, giornalisti, membri delle forze dell’ordine e comuni cittadini. Ingresso libero. Necessario green pass rafforzato.

Per info sugli eventi: Centro di Mediazione del Comune di Ferrara, email centro.mediazione@comune.fe.it, tel 0532 770504, pagina Fb Festa della Legalità e della Responsabilità

Alessandro Zangara

AQUAE! World Water Day 2022

Si svolgerà martedì 22 marzo 2022 a Roma, presso Spazio 900 e in diretta streaming sul sito http://www.galateaeventi.it/aquae2022/ o sulla pagina Facebook di AQUAE! l’evento AQUAE! World Water Day 2022, promosso dall’Università di Roma Foro Italico e dalla Società Italiana di Igiene per commentare e diffondere alla presenza di Autorità, Istituzioni, ricercatori e ragazzi delle scuole secondarie, il Rapporto ONU 2022 sulle acque, quest’anno dedicato alle acque sotterranee per rendere visibile l’invisibile. Con il patrocinio di UNESCO Water Program, Istituto Superiore di Sanità, CNR, ISPRA, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, INAIL, Agenzia Spaziale Italiana, FNOMCeO, Enpab, Federterme, Fondazione Ricerca Termale FoRST, Federazione Italiana Nuoto, Comune di Roma, l’iniziativa sarà aperta dal Rettore dell’Ateneo Prof. Attilio Parisi insieme al Prof. Vincenzo Romano Spica, Direttore Scientifico dell’evento, e al Prof. Italo Francesco Angelillo, Presidenza Siti, per continuare in una maratona “no stop”, concepita secondo la formula del talk show interattivo, per tutta la giornata, con illustri ospiti e personalità legati in maniera diretta o trasversale all’universo “acqua”. Il messaggio principale che tale manifestazione si prefigge di comunicare è rivolto ai giovani, dando così risposta all’invito annuale di UNESCO a riflettere tutti e sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della tutela e rispetto dell’acqua e sull’importanza dell’uso consapevole e sostenibile di questa risorsa. Una divulgazione scientifica che coinvolgerà non solo le scuole secondarie ma anche quelle primarie attraverso la distribuzione di Quaderni FairPlay4U dedicati al World Water Day 2022.  A coordinare la conferenza della mattina, a partire dalle ore 9:30, sarà la giornalista dell’ANSA Maria Emilia Bonaccorso. Tra le Autorità presenti, interverranno l’Amb. Lucio Alberto Savoia, Emerito Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO; Calogero Bellanca, Vicepresidente ICOMOS International – Comitato Theory and Philosophy of Conservation; l’On. le Federico Mollicone Presidente ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura, Arte, Sport; il Gen. del Corpo d’Armata Antonio Pietro Marzo Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri. Ad aprire i lavori della prima parte di AQUAE!, sarà, in video, Richard Connor, Editor in Chief del WWDR Unesco, che sintetizzerà i dati del Rapporto ONU 2022. A commentare e approfondire la relazione saranno invece la Dott. ssa Sasha Koo-Oshima, Vice Direttrice Land & Water della FAO; il Prof. Silvio Brusaferro, Presidente Istituto Superiore di Sanità; Simona Rossetti, Direttore CNR-IRSA; Anna Sirica, Direttore Generale Area Science Park; Stefano Laporta, Presidente ISPRA; Marco Lupo, Vicepresidente SNPA e DGE Arpa Lazio; Vera Corbelli, Segretario Generale Autorità di Bacino Distretto Appennino Meridionale; Costanzo Jannotti Pecci, Presidente FoRST e Presidente Onorario Federterme; Tiziana Stallone, Presidente Enpab; Paolo Barelli, Presidente Federazione Italiana Nuoto; Andrea Abodi, Presidente Istituto Credito Sportivo; Bruno Molea, Presidente Ente Promozione Sportiva AICS.  La seconda parte della mattina, con inizio intorno alle 12:30, continuerà sul tema della sostenibilità dell’acqua nei suoi usi ricreativi, nello sport e nel wellness, con una visione dallo spazio presentata dal Dott. Alessandro Coletta, Direttore COSMO Med Sky dell’Agenzia Spaziale Italiana. Come rendere le piscine ecosostenibili, quale la situazione normativa odierna, come proteggere le fonti idriche sotterranee, quanto è sicura l’acqua che arriva ai nostri rubinetti, come inquiniamo inconsapevolmente attraverso i farmaci che ingeriamo, sono solo alcuni degli argomenti che verranno trattati grazie al contributo di Federico Maestrami, Editore Il Campo; Emanuele Ferretti, Ricercatore ISS; Claudio Carpineti, Segretario FoRST; Elisabetta Preziosi, Ricercatrice CNR; Maria Siclari, Direttore del Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia (ISPRA); Luca Lucentini, Direttore Reparto Qualità delle Acque ISS; Matteo Vitali, Ordinario di Igiene, Università di Roma “Sapienza”.  Nel pomeriggio, dalle 14:45 circa, si parlerà dello stretto rapporto tra l’acqua e la nostra salute, il legame con l’alimentazione, la fertilità e i tumori grazie agli interventi di Laura Dugo, Docente di Chimica dell’Alimentazione presso il Campus Biomedico di Roma; Laura Cutini, Consigliere CIG Enpab; Giuseppe Morino, Pediatra Dietista Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; Eleonora Porcu, Componente CSS, Docente Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università Bologna; Giuseppe D’Ermo, Docente Dipartimento Chirurgia Università di Roma “Sapienza” e direttivo LILT.  La scuola sarà protagonista di una sessione speciale dedicata alla storia delle risorse idriche sotterranee e ai lavori svolti da alcuni Istituti scolastici italiani in occasione del World Water Day 2022 (liceo classico Dante Alighieri, liceo scientifico Talete e istituto Cine TV Rossellini di Roma, liceo artistico Pablo Picasso di Pomezia e liceo scientifico e sportivo Alessandro Volta di Reggio Calabria).A presentare e coordinare l’ultima fase di questa giornata celebrativa sarà il conduttore RAI Savino Zaba. Tra gli ospiti, a partire dalle ore 15:30, saranno presenti numerosi esponenti del mondo della ricerca, dello sport e dello spettacolo: oltre a Stefania Nisio di ISPRA, Tony Urbani della “Sapienza”, Donatella Poliandri di Invalsi, una squadra di ricercatrici tutta al femminile presenterà gli studi sulla “disinfezione con la luce” dell’Università di Roma “Foro Italico”: Federica Valeriani, Giusy Lofrano e Francesca Ubaldi; presente anche il geologo Mario Tozzi con un suo personale contributo alla materia. Porteranno poi la propria testimonianza alcuni atleti del mondo del nuoto come l’allenatore FIN Oscar Bertone, la campionessa europea Elena Bertocchi e l’atleta paralimpica Monica Boggioni, oltre alla pattinatrice sul ghiaccio Roberta Rodeghiero del Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare e Marco Capanna, allenatore pallanuoto femminile Serie A1 SIS ROMA e atlete della Nazionale e della SIS Roma Domitilla Picozzi, Giuditta Galardi e Chiara Tabani argento olimpico a Rio 2016. Non mancheranno, in tale ambito anche rappresentanti del mondo della cultura e dello spettacolo: tra questi il noto attore e comico di Zelig Diego Parassole, sensibile alle tematiche ambientali con le sue performance di edutainment, il Mural Artist di fama internazionale Federico Massa aka Iena Cruz che dà voce alla natura attraverso le sue opere (in collegamento da New York), e artisti musicali come il “violinista Jedi” e compositore Andrea Casta, tra le star musicali più seguite  sui social e noto per far viaggiare gli spettatori con effetti immersivi tra natura e futuro creati in simbiosi ad un repertorio crossover che spazia tra pop, elettronica e dance music (prossimamente in concerto il 30 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma); Philip Abussi, artista e compositore di sonorizzazioni sul tema al centro del convegno, produttore di Acqua brano della compositrice, autrice e performer Alessia Cotta Ramusino, Ambasciatrice UNICEF, che parteciperà con Women Of Change Italia, associazione dedita alla sensibilizzazione sugli obiettivi dell’Agenda 2030. All’evento parteciperanno infine anche Patrizia Tomasich presidente di Explora il Museo dei bambini di Roma, gli atleti de Gli Argonauti Laboratorio di Ricerca sul Movimento con una loro performance, Gaetano Boldrini uno dei fondatori dell’Associazione La Venta Esplorazioni Geografiche con racconti e avventure nel sottosuolo di tutto il mondo.

Elisabetta Castiglioni

Zêna (il viaggio dell’emigrante)

“La canzone dei genovesi” diventa un’opera. Debutta in prima assoluta sabato 12 marzo 2022 alle ore 15.00 nel primo Foyer del Teatro Carlo Felice, con anteprime per le scuole a partire da martedì 8 marzo, alle ore 9.30 e ore 11.00, Zêna (Il viaggio dell’emigrante), commedia musicale in un atto di Fabrizio Lamberti su libretto di Mauro Graiani, una commissione della Fondazione Teatro Carlo Felice. Ma se ghe penso, colonna sonora del cuore di ogni genovese, manifesto d’amore e poesia, composta nel 1925 da Attilio Margutti su versi di Mario Cappello è il suo motivo ispiratore sia sul piano musicale, quale principale leitmotiv che scandisce il progredire della narrazione, sia sul piano drammaturgico: la storia del protagonista di Zêna è quella del protagonista della canzone, l’idealtipo dell’emigrante italiano di fine Ottocento, la cui storia racchiude in se le storie di tutte le migrazioni coeve. Protagonisti in scena sono i giovani attori e cantanti selezionati in seguito alla call lanciata dai social media del Teatro Carlo Felice a inizio anno: Raffaele Ficiur (Bacci), Danilo Ramon Giannini (Carbunin/Dieguito/Juan/Edmondo de Amicis), Andrea D’andreagiovanni (Schiappacasse/Pedro Vasena/Padre Miguel/Banchiere/Poliziotto), Elisa Dal Corso Natalina/Maria), Fabrizio Lamberti (Sagrestano) e con la partecipazione straordinaria in video di Corrado Tedeschi nella parte di Bacci anziano. Maestro concertatore, direttore della Zêna Òrchèstra e pianista  è Fabrizio Lamberti, regia, video, scene, costumi e luci sono Mauro Graiani, autore delle tavole pittoriche dei fondali video è Matteo Merli. «Una commedia musicale inedita, che si inserisce in un progetto volto ad avvicinare i giovani all’opera e a promuovere la cultura musicale nelle nostre scuole creando, nel contempo, un legame con la città – afferma l’assessore alle Politiche culturali Barbara GrossoMa se ghe penso, la canzone che maggiormente rappresenta Genova, i genovesi e la loro storia esce dai confini della città assumendo sempre più il ruolo di ambasciatore di Genova nel mondo».

«L’opera Zêna rappresenta un’occasione per promuovere la convivialità relazionale degli alunni e per far riflettere sulla condivisione di valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità autentica, viva e coesa, afferma l’assessore alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione, Cultura e Spettacolo Ilaria Cavo. La presenza nella scuola di alunni di molteplici etnie è un fenomeno ormai strutturale e questa opera rappresenta un’opportunità per comprendere meglio lo stato d’animo di chi è emigrato e soffre della lontananza dei propri affetti e della perdita delle proprie radici culturali».

«Con 33 repliche all’interno del cartellone operistico del Teatro Carlo Felice fino a domenica 23 aprile, afferma il Sovrintendente Claudio Orazi, Zêna ha l’ambizione di rivolgersi ai giovani, alle famiglie, oltre che alla cittadinanza che invita a immergersi in un racconto coinvolgente sulla propria storia. Al centro della drammaturgia di Zêna il tema dell’emigrazione, da sempre cruciale nella vita dei genovesi. Nell’ambito d​i un progetto di avvicinamento dei giovani all’Opera, la Fondazione Teatro Carlo Felice si rivolge in particolare alle scuole offrendo loro, grazie al supporto di uno sponsor della Fondazione, accesso gratuito e prioritario alle due repliche quotidiane infrasettimanali alle ore 9.30 e alle ore 11.00 e proponendo un percorso di approfondimento didattico specifico che si svolge in un primo momento in classe e in una seconda fase a Teatro».

Il testo di Zêna (il viaggio dell’emigrante) è la versione ridotta in atto unico della commedia musicale Zêna  (If I Think Home). Ambientata sul finire del 1800, la vicenda si snoda facendo perno sui sogni di Baciccìn, il suo protagonista e quelli dei suoi giovani coetanei che s’infrangono contro la povertà di una Genova sottomessa ai Savoia, dove il lavoro scarseggia e ci si deve inventare. Imbarcarsi su di un piroscafo per far fortuna in Argentina, sulla rotta di Colombo, abbandonando affetti e sicurezze, sembra l’unico piano possibile. Bacci partirà, armato solo di buone speranze e di una piantina di basilico, grazie alla quale riuscirà a farsi una posizione, salvo poi, una volta in là con gli anni, obbedire alla nostalgia di casa e tornare a Genova.

«Come Napoli, Roma, Milano anche Genova ha il suo tema, racconta Fabrizio Lamberti, la sua canzone ma è forzatamente rimasta entro le sua antiche mura, custodita gelosamente dai genovesi che la amano a tal punto da non volerla condividere con nessuno. Noi pensiamo invece sia giunta l’ora di farle spiccare il volo, di eleggere il suo struggente abbraccio come ambasciatore della genovesità nell’arte e nel mondo. Poter raccontare alle nuove generazioni, in forma di favola, la storia di tutti i nostri antenati, racchiusa all’interno del testo della canzone di Genova e dei genovesi, è forse l’ aspetto più importante di questo nostro spettacolo. In questo primo passo di un progetto, che ha intenzione di crescere sano e robusto, abbiamo cercato di raccontare tutti i risvolti dell’animo della gente che popola la nostra città e la nostra regione, unendoli all’indole musicale ed a quel caratteristico senso dell’umorismo, anche un po’ cupo, che ci contraddistingue da sempre. La musica e le canzoni pensate per questa avventura hanno quei sapori, un po’ malinconiche a tratti, forse, ma anche piene di quella dolcezza, legata al ricordo, che chiunque viva lontano da questa nostra città porta sempre nel cuore. Le persone possono anche lasciare Genova ma Genova non lascerà mai l’anima di chi è costretto ad andarsene. Prendo in prestito le parole di uno dei nostri più riconosciuti cantori, Gino Paoli: “Il genovese di solito da Genova parte, per mare, con il treno, o con la fantasia, però parte, perché Genova è una città difficile. Il genovese parte, però ritorna sempre perché a Genova si torna”. Nel duetto Bacci e la sua amata Natalina nel nostro musical, quando sognano un futuro lontano, cantano appunto: Le mani dal porto salutano chi tornerà perché tutti sanno che alla fine del viaggio di un genovese, che potrà anche durare una vita intera, ci sarà sempre il ritorno».

«L’idea che il Teatro Carlo Felice ci abbia commissionato un progetto ci riempie di orgoglio, racconta Mauro Graiani; l’amore per Genova, il sentimento che unisce chi ci vive e chi vi torna è lo stesso da qualsiasi latitudine provenga. Profuma di pesto, sa di quel salino che abbiamo nell’anima, freddo come la tramontana che spinge, da sempre, molti di noi a migrare. Genova è il richiamo di una madre; lo puoi ignorare per una vita, ma quando vuole farsi sentire, ti tocca tornare, come fa il nostro Bacci, l’emigrante ideale preso in prestito dal testo di Ma se ghe penso e catapultato, tra fantasia e realtà, nella più grande migrazione contadina della Storia. Ed è bello sapere che è destinato ai ragazzi, che parla di loro e di quel sentimento con cui faranno i conti, l’amore per Genova, dal quale non potranno fuggire, ovunque saranno domani.

Zêna è una storia di sangue e lacrime, di sogni e paure, di sentimenti forti, di scelte laceranti e promesse da mantenere. Di povertà e ricchezza, di cuore e sale da versare sulle ferite che il tempo e la lontananza non potranno mai curare. Vivere nella Genova di fine ottocento, per chi non aveva mezzi, era sicuramente un travaglio che non risparmiava il cuore dei suoi figli più amati. In una città che da Superba dominatrice dell’epoca delle Repubbliche marinare, era diventata un crogiuolo di razze che pulsava nel suo cuore angiportuale, la vita era dura. La differenza tra vivere e morire la faceva la casta, l’appartenenza di nascita: se nascevi in una famiglia ricca o benestante, Genova era il posto più bello del mondo per vivere; altrimenti la vita era impossibile per un povero. E così non restava che lasciare a malincuore la terra natia per altre sponde».

Il Teatro Carlo Felice nell’ambito di un progetto di avvicinamento dei giovani all’Opera con questa commedia musicale desidera promuovere la cultura musicale nella scuola con il suo elevato potenziale educativo e formativo per gli studenti. Attraverso le attività musicali in classe è possibile lavorare sugli stimoli che apportano benefici sull’apprendimento in relazione a tutte le materie scolastiche, inoltre l’esperienza del canto corale è funzionale per migliorare la relazione con i propri compagni ed a consolidare il gruppo classe.
Inoltre grazie a questa iniziativa il Teatro desidera contribuire a rafforzare il legame della scuola con la città e le famiglie. In un’ottica di comunanza e di valori da riscoprire, tutti gli alunni saranno invitati a cantare insieme ai protagonisti Ma se ghe penso, la storica canzone in lingua genovese scritta nel 1925, divenuta d’uso tradizionale e simbolo della cultura musicale ligure, per dare a tutti l’occasione di riscoprire la nostra storia e la lingua parlata nella maggior parte delle famiglie genovesi fino ad una cinquantina d’anni fa.

Il progetto si fonda sulla consapevolezza che l’educazione alla musica è un fattore di crescita, che porta benefici anche all’apprendimento d’altre materie scolastiche e contribuisce allo sviluppo di relazioni con i pari e alla formazione del gruppo classe. L’ascolto e la memorizzazione di Ma se ghe penso, la rielaborazione ed esposizione dei contenuti della canzone da parte degli studenti, sono seguiti da un secondo ascolto più consapevole, che mira alla comprensione del testo da un punto di vista culturale. Il lavoro sull’esperienza personale e i sentimenti dei bambini, infine, favorisce la comprensione dei concetti, anche dei più articolati. Gli studenti saranno quindi invitati a riflettere sulla propria storia, ricostruendo la mappa degli spostamenti effettuati nel tempo da genitori, nonni, parenti, producendo una loro personale mappa che li aiuti a comprendere che spostarsi è un fatto molto antico e normale, e che ha a che fare anche con la loro storia personale.

Il progetto si presta inoltre all’approfondimento di tematiche culturali legate ai fenomeni delle migrazioni culturali e della nascita delle comunità italiane all’estero. Uno dei personaggi del racconto è infatti il ligure Edmondo De Amicis, nato ad Oneglia scrittore, giornalista e militare italiano. Famoso per essere l’autore di Cuore, uno dei libri più popolari della letteratura mondiale per ragazzi, lo scrittore si imbarcò a Genova con gli emigranti sul piroscafo Nord America, per raggiungere Buenos Aires, dove fu chiamato per tener un ciclo di conferenze. Quel viaggio fu propizio affinché De Amicis esplorasse la vita di una delle piú importanti comunità italiane all’estero. L’impatto con quel mondo “italiano fuori dall’Italia” si tradusse in diversi suoi scritti: In América (1887), Sull’Oceano, del 1899 (in un primo tempo, I nostri contadini in America), e una serie di testi, che descrivono la vita quotidiana delle comunità di emigranti italiani e le loro abitudini nell’America meridionale. Lo scrittore Edmondo De Amicis che in Zêna durante la traversata insegna a leggere e scrivere al protagonista Bacci, rappresenta la dimensione linguistica che consente all’individuo la  definizione della propria identità di persona, un elemento cardine della crescita e della libertà individuale. Il linguaggio infatti definisce chi siamo e ci aiuta ad esprimere la nostra interiorità. Imparare a leggere e scrivere permetterà a Bacci di comunicare con propri familiari lontani, lo aiuterà a mantenere il legame con i propri affetti e le proprie radici culturali, elementi che lo renderanno più forte e gli permetteranno di avere successo nella vita. Imparare una lingua significa anche comprensione, la capacità di accogliere l’altro che si traduce in inclusione soprattutto da un punto di vista sociale.

Nicoletta Tassan Solet (anche per l’immagine)

‘Quel soffio di primavera in sala ragazzi’: a marzo narrazioni, letture animate e laboratori creativi

Un mese di marzo ricco di appuntamenti per bambini e ragazzi alla biblioteca comunale Giorgio Bassani di via Grosoli 42 (zona Barco, Ferrara) per aspettare l’arrivo della primavera con narrazioni e laboratori creativi.

Mercoledì 2, 9 e 23 marzo 2022 alle 16,45, tre appuntamenti per condividere la magia della lettura ad alta voce, tra fiabe, filastrocche e libri illustrati per tutta la famiglia. Mercoledì 30 marzo alle 16,45, invece, appuntamento speciale dedicato alle letture a bassa voce con “Le isole dei lettori custodi”: le lettrici volontarie dell’associazione Circi-Cerchio di libri proporranno a bimbi e genitori “storie libere per cuori intelligenti”.

In calendario anche due laboratori creativi per tutta la famiglia, ispirati alla maestosità degli alberi. Mercoledì 9 marzo alle 16,45, al termine dell”Ora del racconto’, bambini e famiglie daranno vita a colorati paesaggi primaverili con materiali bizzarri e divertenti che ognuno può trovare in casa. Mentre sabato 26 marzo alle 10 i bambini creeranno maschere arboree con l’aiuto della ceramista Stefania Stocchi e faranno parlare le proprie creazioni. 

Gli incontri sono a partecipazione gratuita, con prenotazione da effettuare telefonando al numero 0532 797414 o scrivendo a: info.bassani@comune.fe.it. La partecipazione è consentita con Green pass ‘rafforzato’ (per i maggiori di 12 anni) e mascherina.

PROGRAMMA:

– MERCOLEDI 2 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce: fiabe antiche, filastrocche, ninne nanne, conte e libri illustrati per tutta la famiglia. Dai 3 agli 8 anni

– MERCOLEDI 9 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce: fiabe antiche, filastrocche, ninne nanne, conte e libri illustrati per tutta la famiglia.
A seguire: LABORATORIO “L’INVENZIONE DEGLI ALBERI: crea il tuo paesaggio di primavera con materiali bizzarri e divertenti”. Dai 4 agli 8 anni

MERCOLEDI 23 MARZO 2022 ORE 16.45

L’ORA DEL RACCONTO “Che suono ha la primavera?” a cura delle lettrici volontarie di Circi-Cerchio di libri. Condividiamo assieme la magia della lettura ad alta voce. Dai 3 agli 8 anni

– SABATO 26 MARZO 2022 ORE 10.00

LABORATORIO “DIVENTA L’ALBERO: crea la tua maschera e dai voce al tuo albero” a cura della ceramista Stefania Stocchi. Dai 5 anni ai 10 anni

MERCOLEDI 30 MARZO 2022 ORE 16.45

LE ISOLE DEI LETTORI CUSTODI – lettura a bassa voce guidata per genitori e bambini
col supporto di CIRCI-Cerchio di libri, da un’idea della Libreria Radice Labirinto. Dai 3 agli 8 anni

Alessandro Zangara

Storie Sguardi Icone

Esce in libreria, per Effigi Editore, una nuova collana di studi per la valorizzazione dei patrimoni fotografici, custoditi presso la fondazione AAMOD e non solo. Accanto alla storica e periodica pubblicazione degli Annali dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, si aggiunge dunque “Storia Sguardi Icone“, una serie di volumi che ha tra gli obiettivi quello di approfondire la ricerca nel campo degli studi storici, sociali, antropologici anche attraverso l’uso delle fonti fotografiche, oltreché filmiche.

L’intento è infatti quello di realizzare cataloghi ragionati di fondi di immagini fisse, conservate in un istituto, pubblico o privato che sia, contestualizzando le occasioni di realizzazione, di aggregazione e uso, la provenienza, le finalità di autori e committenti, proponendo al tempo stesso connessioni con altra documentazione, con fonti correlate di altre tipologie, nonché attraverso percorsi utili ai fini della formazione e della didattica. Ogni catalogo propone infatti “percorsi espositivi” veri e propri, con preziosi contributi critici, che precedono le fotografie, offrendo vari spunti di ricerca anche inediti, ai fini di un utilizzo laboratoriale da parte di insegnanti e studenti.

Un apparato iniziale di contributi critici, con preziosi interventi da parte di studiosi di aree disciplinari differenti, consentirà di inquadrare al meglio le sezioni di immagini organizzate per temi, sorta di percorsi espositivi, precedute da una breve presentazione. I volumi avranno la veste di veri e propri cataloghi, utili per guidare idealmente i “visitatori” all’interno di una possibile mostra, con una cura e passione particolare dal punto di vista grafico e della restituzione delle fotografie riprodotte, qualità che la casa editrice Effigi persegue da sempre.

Il primo volume della collana, a cura di Letizia Cortini, Elisabetta Frascaroli e Anna Storchi, è dedicato al Fondo Roberto Matarazzo. Frutto di un lungo e accurato lavoro, svolto grazie a una proficua sinergia tra istituzioni (Fondazione AAMOD, l’Associazione Modena per gli altri e il Centro di documentazione memorie coloniali) e singole persone, la realizzazione di questo catalogo ha visto un impegno specifico nel recupero delle fotografie realizzate dal fotografo amatoriale Roberto Matarazzo, radiotelegrafista in Africa, durante la conquista fascista dell’Etiopia, negli anni 1936-1937. L’ampia selezione e pubblicazione, per argomenti, di queste fonti potrà contribuire ad approfondire l’indagine storica su un periodo e su memorie ancora in gran parte rimosse, nascoste soprattutto nei cassetti delle famiglie italiane. L’intero fondo fotografico “Roberto Matarazzo”, costituito da oltre 600 immagini, soprattutto negativi, è stato depositato dal figlio Elio Matarazzo presso la fondazione AAMOD ed è consultabile al sito www.aamod.it e sul sito del progetto Returning and Sharing Memorieswww.memoriecoloniali.org (sezione Fondi documentali).

Etiopia. Conquista e conoscenza. Rappresentazione per immagini di Roberto Matarazzo (1936-1937)Aamod ed Effigi Editore, 2022, pp. 196 Euro 20,00

Elisabetta Castiglioni