A Verona la Scuola di Regia di Pupi Avati

Sarà Verona una delle due città che da settembre ospiteranno la scuola di regia cinematografica diretta dal maestro Pupi Avati. Le audizioni al percorso biennale di Studio Cinema, attivato anche a Roma, sono aperte. Per partecipare è necessario scrivere all’indirizzo info@studiocinemaverona.com.

La scuola, che fornirà una conoscenza a trecentosessanta gradi della macchina da presa, permetterà agli studenti di approfondire il lavoro con gli attori, il set, l’importanza della luce e della musica. Alla fine dei due anni gli allievi conseguiranno il Diploma Studio Cinema, consegnato dallo stesso maestro. La frequenza per l’anno 2018-2019 sarà di un weekend al mese. Il programma didattico prevede anche corsi per attori e sceneggiatori. Tra i docenti, oltre al maestro Avati, anche Giancarlo Giannini, Gabriele Muccino, Michele Placido, Massimiliano Bruno, Abel Ferrara, Stefano Fresi, Ivano De Matteo, Pino Pellegrino, Alexis Sweet, Cinzia Th Torrini.

Ulteriori informazioni sul sito http://www.studiocinemaverona.com.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia che ritrae il maestro Avati durante la presentazione dell’iniziativa in Sala Arazzi)

Riapre il piano nobile di Palazzo Fava

A partire da sabato 30 giugno, riapre ai visitatori il piano nobile di Palazzo Fava a Bologna con il primo grande ciclo di affreschi di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci.

Per l’occasione sono previste visite guidate dedicate alla storia del Palazzo e al primo lavoro su commissione affidato ai Carracci. Nel 1584, infatti, grazie anche all’intercessione di Antonio Carracci, padre di Annibale e Agostino e sarto della famiglia Fava, il conte Filippo Fava affidò la decorazione dell’intero piano nobile del palazzo ai giovani artisti, che diedero prova del loro talento realizzando un gioiello assoluto dell’arte bolognese e italiana.

Visite guidate in italiano e inglese: sabato 30 giugno alle ore 11.00;
domenica 1 luglio alle ore 11.00.

Biglietto di ingresso ridotto al Palazzo € 4,00 + € 5,00 per la visita guidata. Gratuito per i possessori della Membership Card.

Palazzo Fava è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00.

 

 

Genusbononiae (anche per la fotografia)

Corpo, mente, anima. Prospettive di psicologia, psichiatria, arte

Il Seminario CISAT è giunto alla sua XV edizione, ovvero al suo quindicesimo anno continuativo di vita, con crescente riconoscimento internazionale. Dopo il successo della I («Con le armi della poesia». Poesia, letteratura ed arte come strumenti terapeutici autonomi e/o integrativi per la psicoterapia di oggi-domani; Napoli, giugno 2004) – che è stato riconosciuto come il primo congresso al mondo del genere –; della II (Dire l’indicibile. Poesia, letteratura ed arte nelle psicoterapie d’avanguardia; Napoli, giugno 2005); della III (Oltre il Novecento. L’Arteterapia, le psicologie del profondo e le psicoterapie esperienziali nel nuovo secolo; Università di Roma 3, giugno 2006); della IV (La forma dell’anima. L’Arteterapia come psicologia clinica; Napoli, luglio 2007); della V (L’ ‘uomo-massa’ e la ‘morte della bellezza’: la coscienza dell’Occidente alle soglie del Nulla; Napoli, giugno 2008); della VI (Sogno, memoria, ricordo: dall’Inconscio personale all’immaginario collettivo; Napoli, giugno 2009); della VII (L’Arteterapia come psicologia clinica e psicoterapia d’avanguardia. Problemi e prospettive;Napoli, giugno 2009); dell’VIII (Il modello dell’Arteterapia come ‘psicoterapia eclettica ed integrata’: le ‘psicoterapie esperienziali’ fra Oriente e Occidente; giugno 2011); della IX (Psicoterapia e Psichiatria: modelli d’avanguardia a confronto; Napoli, giugno 2012); e della X (L’Arteterapia e le Psicologie del profondo: un nuovo modello di psicoterapia psicodinamica; giugno 2013); della XI (Psicologia, arte, letteratura; Napoli, luglio 2014); della XII (L’Arteterapia e la Psicologia del benessere e della qualità della vita; Napoli, giugno 2015); della XIII (Psicologia, psicoterapia e arte: il mondo delle emozioni; giugno 2016); e della XIV (L’arte come strumento terapeutico in psicologia clinica; giugno 2017): ad esse hanno partecipato i maggiori specialisti del settore a livello internazionale.

Il Seminario, organizzato quest’anno dal CISAT (Centro Italiano Studii Arte-Terapia) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e con il Libero Istituto Universitario per Stranieri “Francesco De Sanctis” (LIUPS), è rivolto elettivamente a psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, pedagogisti, arteterapeuti, letterati, scrittori ed artisti: esso infatti, a partire dalla dizione del titolo, intende affrontare trasversalmente, secondo uno spettro estremamente ampio ma mai generico, le questioni – tanto antiche quanto affascinanti e quanto mai in fieri – della creatività e dell’uso dell’arte – nelle sue varie forme: dalla poesia alla narrativa, dalla pittura alla scultura alla fotografia  – in psicoterapia, sia come vero e proprio ed autonomo strumento terapeutico, sia come prezioso ausilio ad altri metodi e tecniche di indagine e di cura; nonché i rapporti e le intersezioni – anch’essi assai antichi e consolidati – fra arte e psicologia.

Il Seminario vuole dunque essere anche un’eccellente occasione di confronto e di scambio di opinioni e metodologie fra specialisti di diverse discipline ed artisti, facendo il punto non soltanto sullo ‘stato delle cose’, ma anche sulle prospettive future delle ‘psicoterapie d’avanguardia’, a cominciare, naturalmente, dall’arteterapia e dalle scuole ad essa vicine.

Il Seminario, a carattere internazionale, si svolge nello scenario fascinoso e ammaliante di Napoli e del suo celebre Golfo, offrendo la possibilità ai convegnisti non solo di soggiornare, nel periodo più dolce della ‘bella stagione’ e ad un eccellente rapporto qualità-prezzo, in una località ricchissima di straordinarie suggestioni e spunti ambientali, folclorici e culturali, ma anche di fare alcune gite e visite turistiche guidate, e sempre a costi estremamente contenuti.

 

Cisat

Riaperto il Teatro della Gioventù di Genova

Lo scorso 3 giugno il Teatro della Gioventù di Genova è stato riaperto al pubblico. Ripercorrendo la storia, il Teatro della Gioventù fu inaugurato il 28 ottobre 1930 e inizialmente utilizzato come palestra con un palco sullo sfondo; nello spazio si effettuavano saggi e spettacoli per i giovani e loro attività ricreative e sportive. Dal dopoguerra agli anni Settanta si svolsero attività occasionali, sia teatrali che di intrattenimento; in epoca successiva venne invece utilizzato per attività lontane dalla sua funzione: in definitiva, perduta la destinazione originaria, il locale aveva subito un lento ed inesorabile degrado.

Nel 2004, in occasione dell’evento Genova Capitale Europea della Cultura, la Regione Liguria, proprietaria della struttura, decise di porre mano al restauro e al recupero funzionale del teatro, per restituirlo alla sua destinazione originaria. Tale recupero ha seguito criteri di risanamento e restauro conservativo rispettando rigorosamente le dimensioni del palcoscenico che è stato ripristinato e attrezzato secondo le moderne tecniche sceniche.

Al momento della riapertura il teatro constava di due sale: la maggiore (situata al livello superiore, capienza 375 posti) è intitolata a Gilberto Govi, la minore (situata al livello inferiore, capienza 100 posti) a Gianni Barabino. La sala Govi è stata schermata acusticamente utilizzando tecnologie avanzate sia per i materiali che per gli impianti. Le linee architettoniche degli esterni sono state salvaguardate rispettando l’originale edilizio. Sono stati apposti alle finestre ampi cristalli di protezione con un buon risultato estetico e funzionale.

Tra il 2004 e il 2011 il Teatro della Gioventù ha ospitato spettacoli in dialetto genovese, operette, commedie brillanti e musicali, concerti jazz e di cantanti contemporanei.

Dal 2011 il Teatro è stato sede della Compagnia teatrale “The Kitchen Company” (TKC), che ha messo in scena spettacoli teatrali e musicali.

L’edificio è stato pesantemente danneggiato durante l’alluvione dell’ottobre 2014 ed è stato parzialmente ristrutturato, pur senza il completo ripristino degli arredi.

Ansaldo STS entra in contatto con il teatro proprio nel 2014 in occasione del GENOVACORTOONSFESTIVAL – Festival Internazionale del Cinema di Animazione. In quella occasione il TKC ha acquisito un nuovo alleato nel sostegno della cultura per i giovani della città, un’iniziativa culturale, occasione di ritrovo e di crescita anche per le famiglie dei nostri colleghi.

A maggio 2016 la Regione Liguria, proprietaria dell’immobile, lo ha destinato al Teatro Carlo Felice come concreto sostegno di patrimonializzazione e per creare ulteriori potenzialità di sviluppo delle competenze che il Teatro Carlo Felice può mettere in campo.

Marina Chiappa

 

“Dove nascono le idee. Luoghi e volti del pensiero nelle foto Magnum”

L’esposizione, curata da Giulia Cogoli e Davide Daninos, realizzata con Magnum Photos e Contrasto in occasione del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo, si propone di continuare il percorso sul tema della nona edizione del festival di antropologia del contemporaneo “Rompere le regole: creatività e cambiamento”.

L’esposizione, composta da 40 fotografie, ci permette di entrare nello studio di artisti, scrittori, architetti, registi, musicisti e di osservare il luogo in cui non solo le idee nascono, ma dove trovano anche i giusti strumenti per diventare tangibili. Fin dalla sua nascita, l’agenzia Magnum Photos ha raccolto reportage sui principali intellettuali del Novecento, ritraendo così le personalità, i luoghi e i comportamenti che hanno stimolato alcune fra le idee più rilevanti della storia della nostra cultura. In mostra possiamo così scoprire, fra gli altri, gli studi di Francis Bacon, Constantin Brancusi, Giorgio de Chirico, Albert Einstein, Alberto Giacometti, Ernest Hemingway, Frida Kahlo, Primo Levi, Giorgio Morandi e Pablo Picasso, ritratti attraverso lo sguardo di venti fra i più importanti fotografi Magnum, tra cui Werner Bischof, René Burri, Robert Capa, Elliott Erwitt, Herbert List, Inge Morath, Paolo Pellegrin e Ferdinando Scianna.

Magnum Photos, la più celebre agenzia fotografica della storia, nasce a New York il 22 maggio 1947, quando Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandivert siglano il suo atto di fondazione. Con le sue sedi a New York, Londra, Parigi e Tokyo, oggi riunisce sessanta tra i migliori fotografi internazionali indipendenti, continuando a produrre importanti reportage su guerre, catastrofi o eventi sociali, sottolineando, con personali e originali interpretazioni, anche gli aspetti della società ignorati dal giornalismo tradizionale.

Sale Affrescate del Palazzo Comunale, Piazza del Duomo, Pistoia

Fino all’1 luglio 2018

Orari di apertura: dal 25 al 27 maggio: 10 – 20

Dal 28 maggio all’1 luglio: lunedì – venerdì 10-13 e 15-18; sabato, domenica e festivi 10-18

Ingresso gratuito

 

Delos

Foto di Laura Pietra

Dialoghi sull’uomo

Si terrà da venerdì 25 a domenica 27 maggio la nona edizione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo, festival di antropologia del contemporaneo promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli.

“Rompere le regole: creatività e cambiamento” è il tema del 2018, sul quale verteranno i 26 incontri con antropologi, filosofi, storici, scrittori e pensatori italiani e internazionali, chiamati a riflettere su cosa abbia fatto evolvere la civiltà umana, quale sia il motore che spinge costantemente l’essere umano al cambiamento e quanto sia importante rompere le regole per rinnovarsi. La creolitudine, il meticciato, gli incroci e le ibridazioni culturali sono stati da sempre occasione di forte impulso creativo: in un momento storico caratterizzato da imponenti flussi migratori e da una globalizzazione pervasiva, l’antropologia può offrire una diversa angolatura dalla quale riflettere su cosa sia oggi la creatività e quali siano le sue leve, per sopravvivere o semplicemente per vivere meglio.

Il festival è animato, fin dalla sua prima edizione, da un forte impegno culturale e civile e dalla volontà di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle società umane. I dialoghi sono quelli tra i relatori, quelli con il pubblico e quelli tra le diverse discipline, perché dialogare è fondamentale per meglio capire, conoscere e confrontarsi. Sono stati anni di grande riconoscimento e attenzione da parte del pubblico – di tutte le età e proveniente da tutt’Italia – che è triplicato dalla prima edizione e che nel solo 2017 è cresciuto del 38%.

In nove anni il centro storico di Pistoia ha accolto circa 250 appuntamenti culturali tra conferenze, spettacoli, incontri con relatori italiani e internazionali.

Inoltre, negli anni, al festival si sono affiancate una serie di importanti iniziative di produzione e documentazione culturale: una collana di volumi editi da UTET, un vasto archivio di registrazioni audio e video (che sul canale Youtube dei Dialoghi ha raggiunto il mezzo milione di visualizzazioni), un progetto di divulgazione antropologica per le scuole che ha visto la partecipazione di circa 20.000 giovani, e una serie di mostre con grandi firme della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.

Torna con la seconda edizione il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, conferito a una figura del mondo culturale che con il proprio pensiero e la propria opera abbia testimoniato la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane. Quest’anno vede vincitore lo scrittore africano Wole Soyinka, Premio Nobel per la Letteratura 1986. Soyinka – che nell’intera sua opera ha spiegato come la vitalità e la spiritualità africane potrebbero aiutarci ad affrontare un presente sempre più difficile – è la guida perfetta per accompagnarci verso un incontro che deve avvenire, per la salvezza della nostra specie e per fronteggiare il flusso migratorio a cui assistiamo oggi. Sabato 26 maggio in piazza del Duomo una serata sulla grande letteratura: Wole Soyinka, in un dialogo con l’antropologo Marco Aime, indicherà come recuperare valori forti attraverso il riconoscimento reciproco, conoscersi e dialogare è necessario: occorre abbandonare vecchi pregiudizi e guardarsi negli occhi. Come diceva Plinio Il Vecchio: ex Africa semper aliquid novi, dall’Africa ci arriva sempre qualcosa di nuovo.

 

Delors (fotografia di Laura Pietra)

 

 

 

Dal Veneto alla Campania, con la guida di Francesco Lusciano

È una guida per il viandante, tra le bellezze paesaggistiche della penisola, il libro di Francesco Lusciano ‘Italia – Passeggiate’ di cui lunedì 7 maggio 2018 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara) sarà presentato il ‘Primo volume: dal Veneto alla Campania’ L’incontro sarà introdotto da Fausto Natali del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara. Dopo tanti libri di filosofia l’autore si cimenta in una guida che è una sorta di diario di viaggio attraverso le italiche bellezze. Più di 600 pagine per un itinerario che parte dal Veneto e termina, per il momento, in Campania, l’antica Capua, città di origine proprio di Lusciano. Una vera e propria filosofia del viandante con il quale l’autore cerca di coniugare vita interiore e vita esteriore, quest’ultima intesa soprattutto come dispensatrice di bellezze naturali e artistiche.

Francesco Lusciano, laureato in Filosofia a Napoli, ex insegnante e giornalista pubblicista, è stato assessore alla Cultura del Comune di Chioggia e due volte consigliere comunale della città lagunare. Ha pubblicato diversi saggi di filosofia divulgativa e due romanzi. Partecipa attivamente alla vita sociale di alcuni cenacoli letterari e culturali.

 

Alessandro Zangara