Le parole e il vento, inseguendo aquiloni

Sabato 22 gennaio, alle ore 19 all’Opificio Golinelli, va in scena un evento fuori dall’ordinario: LE PAROLE E IL VENTO, INSEGUENDO AQUILONI, una performance di arte, scienza, musica e poesia che vedrà protagonisti un collettivo di artisti visivi, poeti, scienziati, narratori, attori e musicisti. Per l’occasione, Michelangelo Penso realizzerà un’istallazione site specific presso il Centro Arti e Scienze Golinelli (Via Paolo Nanni Costa, 14, Bologna).

Sceneggiatura e regia sono di Antonio Danieli, Carlo Fiorini e Andrea Zanotti. Parteciperanno: i poeti Franco Arminio e Gian Ruggero Manzoni, l’artista Alessandro Bergonzoni; gli scienziati Matteo Cerri e Mirko Degli Esposti; l’ingegnere “umanista” Antonio Danieli; il filosofo Adriano Fabris; i musicisti Federico Poggipollini e Walter Zanetti; il giurista Andrea Zanotti e il Coro della SOSAT.

La performance si svolgerà nel Centro Arti e Scienze Golinelli e potrà essere seguita a distanza in tutta Italia poiché sarà trasmessa anche in diretta streaming sul sito di Fondazione Golinelli.

Nel nuovo mondo che il dominio tecnico ha inaugurato rischiano di rimanere neglette la parola e le arti: bagaglio, viceversa, di vitale importanza da portare con noi nel futuro. È dunque necessario riproporre l’antica alleanza tra arte e scienza: patto che ha consentito il progresso dell’uomo mantenendone la misura e la dignità. È l’immaginazione che guarda al cielo a muovere pensieri e intuizioni, sulla scia degli aquiloni che i bimbi lanciano al vento.

Non sarà dunque una semplice esibizione quella a cui si assisterà all’Opificio Golinelli, ma un esperimento di trasmissione sinergica di parole, suoni e immagini per comunicare sentimenti, oltre che concetti, di fiducia nel presente che stiamo vivendo e nel futuro, seppur imprevedibile, che ci attende.

La performance, a ingresso libero su prenotazione, si articolerà in cinque parti: un prologo, tre atti centrali e un epilogo. Ciascuna parte vedrà un intrecciarsi e ripetersi ritmico di interventi, contributi scientifici, letture di poesie, esecuzioni di brani musicali e corali. Il prologo riguarderà il “Principio” e avrà al centro il concetto di parola come principio di ordine e dominio, dono di Dio all’uomo al momento della creazione. A seguire il primo atto dedicato al “Creato” in cui Michelangelo Penso illustrerà la genesi e il senso della sua opera site specific. Il secondo atto è dedicato al “Presente” e il terzo sarà incentrato sul “Futuro”. L’ epilogo cercherà di ritrovare, nel segno della bellezza, un cielo dove volare, un orizzonte dove esprimere la propria identità, come si intravvede nelle parole di Andrea Zanotti. Esso si concluderà con le note di The sound of silence sprigionate dalle chitarre di Poggipollini e Zanetti e con il canto del Coro della SOSAT Terra di Libertà.

Le luci andranno poi a illuminare l’opera site specific di Penso Physarum polycephalum, 2022 (omaggio a Gaston De Pawlowsky), che sarà presentata al pubblico e che resterà permanentemente esposta al Centro Arti e Scienze Golinelli.

Gli aquiloni sono oggetti pieni di grazia ma ferocemente determinati: puntati al cielo, pronti a captare ogni refolo o turbolenza, determinati a trovare nell’immensità una via. Le parole sono come aquiloni: e gli artisti, non meno degli scienziati, ne tengono in mano il filo, per farle volare, superare lo spazio e il tempo alla ricerca di mondi altri.

Come spiega il Presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti: «La parola ci ha aiutato a nominare le cose, a uscire dal caos, a innalzarci. Oggi abbiamo più che mai bisogno di immaginare e costruire un futuro possibile. Occorre dare una speranza alle giovani generazioni che si nutra di pensiero e bellezza, che ne alimenti la cifra di creatività. Non basta interrogarsi sulla ricostruzione economica: dobbiamo fornire ai ragazzi un alimento spirituale più forte ed esigente. Bisogna insegnare loro la voglia di tornare a innalzarci seguendo il filo sottile delle parole e delle note, lasciandoci trasportare dove l’immaginazione, distillato prezioso dei meandri della nostra mente, può più del dominio tecnico».

«Diviene poi urgente, in un momento nel quale l’assedio del Covid torna a farsi stringente – prosegue Zanotti – dare un segnale di speranza non solo ai giovani, ma a tutti. Per questo – rispettando naturalmente ogni norma di sicurezza e di garanzia prescritta – abbiamo deciso di confermare questa iniziativa già programmata nel contesto di Arte Fiera – Art City: giacché, citando Kafka, “qualcuno deve vegliare, qualcuno deve essere presente”».

Nell’auditorium dell’Opificio, dove nell’arco dell’intera giornata di sabato 22 gennaio saranno organizzati laboratori di arte e scienza per un pubblico tra i 7 e i 13 anni, si potrà ammirare un’altra installazione di Michelangelo Penso, Cronòtopo, una macchina di rappresentazione scientifica sensoriale in grado di coinvolgere i visitatori attraverso una combinazione di luci e suoni.

Per partecipare alla performance è necessario prenotare su: www.fondazionegolinelli.it

Ingresso libero fino ad esaurimento posti nel rispetto delle vigenti norme anti Covid.
Delos (anche per la fotografia)

‘Archeologia in biblioteca’: la città di Spina e la geografia storica del delta padano in età classica raccontate da Alberto Andreoli

Proporrà una panoramica aggiornata sugli studi relativi alla città di Spina e al delta padano in età classica la conferenza di Alberto Andreoli in programma martedì 18 gennaio 2022 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara) e in diretta video sul canale youtube Archibiblio web (per accedere clicca qui).

L’incontro, organizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri Comitato di Ferrara, è il primo dei tre appuntamenti a cadenza mensile del ciclo “Archeologia in Biblioteca” (8a edizione).

Quest’anno ricorre il centenario della scoperta del sepolcreto ‘spinetico’ di Valle Trebba, avvenuta casualmente durante operazioni di bonifica agraria nella primavera del 1922. All’epoca, dopo una preliminare, rapida e accurata ricognizione, era seguita una serie ultradecennale di scavi, con l’esplorazione di oltre 1200 tombe e il rinvenimento di una quantità eccezionale di materiali antichi. Ai fini della conservazione e valorizzazione di questi ultimi nel 1935 veniva istituito il Regio Museo di Spina (ora Museo Archeologico Nazionale) a Ferrara. La località deltizia dei rinvenimenti mise in crisi l’impianto metodologico e critico del dibattito allora in corso sul problema topografico dell’ubicazione della città di Spina, oggetto di una riflessione plurisecolare. A partire dal 1953 si svolse una seconda fase di fortunate indagini archeologiche ‘spinetiche’, che vide il recupero di oltre 2300 tombe in Valle Pega (e un altro paio di centinaia in Valle Trebba), l’esplorazione dell’area di S. Maria in Padovetere e dell’abitato principale di Spina. Più di recente, l’organizzazione di allestimenti espositivi stabili e temporanei, convegni e pubblicazioni tematiche, e la ripresa di campagne esplorative (con scavi e prospezioni geofisiche), attestano il permanere di un rilevante interesse scientifico e culturale per l’antico centro emporico etrusco-padano. Il ciclo di 3 incontri a cadenza mensile (18 gennaio – 1 febbraio – 8 marzo 2022) si propone di fornire una panoramica aggiornata dello stato degli studi e delle conoscenze storico-geografiche sulla città di Spina e il territorio deltizio, dalle origini all’epoca romana.

Alessandro Zangara

Va in scena la vera storia di Santa Lucia

Si alza il sipario. Nonna Ida racconta la vera storia di Santa Lucia. Curiosità e dettagli svelati attraverso poesie e filastrocche. Torna anche quest’anno la full immersion di Modus Spazio Cultura dedicata alla santa più amata dai veronesi. Un appuntamento adatto a tutti, grandi e piccini, in replica per più giorni. Nello spazio teatrale di piazza Orti di Spagna si andrà in scena oggi alle 16 e alle 18.45 e domani, domenica 12 dicembre, giorno della vigilia, sempre alle 16 e alle 18.45. L’ingresso sarà gratuito per tutti, grazie alla collaborazione e al contributo della Prima Circoscrizione. La vita di Lucia, prima terrena, poi in cielo ed infine nel mito e nell’immaginario collettivo diventa così uno spettacolo che racconta la tradizione celebrata a Verona ma anche in tanti altri angoli del mondo, Svezia compresa. Un modo per sensibilizzare i bimbi anche alla scelta di doni consapevoli e meno consumistici.
“Una bella iniziativa per ripercorrere la storia della Santa e del mito, per farla conoscere alle nuove generazioni – ha detto Dusi, presidente della Commissione Cultura della Prima Circoscrizione -. Si tratta di una delle tradizioni veronesi più sentite e attese, dai piccoli così come dagli adulti. Per questo non vogliamo vada persa”.

“Nello spettacolo non ci sarà Santa Lucia – ha spiegato Castelletti, direttore artistico -, perchè nell’immaginario dei piccoli la figura mitica deve rimanere non rivelata, sempre e solo evocata, presenza percepita col cuore. In scena vi sarà Nonna Ida, una cara amica della Santa che racconterà una bellissima storia, accompagnata da Pennelletto, un maldestro pittore che, armato di tavolozza e pennello, dipingerà sul suo cavalletto i personaggi e le cose narrate. Aspettiamo tutti”. Tutte le informazioni sul sito https://modusverona.it

Roberto Bolis

Licisco Magagnato 1921-2021

Esposizioni, proiezioni cinematografiche, giornate di studio. Ma anche, il 17 dicembre, la dedica a sua perenne memoria del giardino di Castelvecchio. I Musei Civici veronesi hanno scelto di celebrare cosi il centenario della nascita di Licisco Magagnato, nato a Vicenza l’8 giugno 1921. Storico dell’arte e direttore dei Musei e delle Gallerie veronesi dal 1955 al 1986, Magagnato è una fra le figure intellettuali più rappresentative dello sviluppo del sistema museale cittadino. L’ampio programma di appuntamenti, oltre a valorizzare la sua figura, punta ad ampliare la conoscenza di cittadini e di turisti sull’opera culturale che lo ha contraddistinto, sempre in favore dell’arte e dello sviluppo di quell’offerta museale oggi fondamentale realtà e risorsa della città.

“E’ fondamentale continuare a dare memoria – dichiara l’assessore Briani – di quelle figure che hanno contribuito a rendere Verona lo straordinario patrimonio culturale che oggi conosciamo e possiamo ammirare. Il genio e la passione civile, artistica e culturale di Magagnato hanno contraddistinto non solo il suo percorso di vita ma le tante positive scelte compiute in favore della città. Ricordare una figura come Magagnato significa non dimenticare cosa è stata Verona nei decenni in cui lui ha operato e quanto è stato determinate il suo lavoro per i Musei Civici”.

“Direttore dei civici Musei e Gallerie d’Arte di Verona dal 1955 al 1986 – ricorda la direttrice Rossi – Magagnato è una figura determinante nella storia dei Civici Musei. Intellettuale attento e sensibile, si distingue per un interesse profondo per la genesi dell’opera, l’indagine delle forme urbane, la salvaguardia dei beni culturali e il restauro, per l’insegnamento e il dialogo con gli artisti contemporanei. È tra i promotori del dialogo scuola-museo e dell’idea di museo come luogo di formazione permanente.
Tra il 1957 e il 1964 è protagonista, con l’architetto Carlo Scarpa, del restauro e del riallestimento del Museo di Castelvecchio, secondo un progetto d’avanguardia tra i più rappresentativi della museografia del Novecento”.

Programma.
Mostre. Dall’11 di novembre, alla GAM
, nel rinnovato percorso espositivo ‘Passioni e visioni: percorsi dalla storia della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti’ si trova la speciale sezione a lui dedicata, intitolata ‘L’arte contemporanea nello sguardo di Licisco Magagnato (Vicenza 1921- Venezia 1987): mostre veronesi e acquisizioni per la Galleria d’Arte Moderna’.

L’esposizione documenta e valorizza il profondo legame tra Licisco Magagnato e l’arte contemporanea, un aspetto ancora poco indagato della sua poliedrica personalità. Magagnato fu un aggiornato e appassionato intenditore, impegnato come critico d’arte e organizzatore, capace di utilizzare luoghi diversi, pubblici e pri-vati, tra sale espositive e spazi all’aperto, a seconda del carattere del progetto. Dalle prime recensioni su giornali e riviste alla redazione di testi per amici artisti, dalle mostre importanti su Semeghini, Vedova, De Pisis, Balla, Consagra, a quelle sull’astrattismo e i giovani concettuali, la presenza del contemporaneo è un filo rosso presente lungo tutto l’arco della sua vita.

La sezione ospita autori molto cari a Magagnato, come Semeghini, De Pisis, Vedova, Birolli, le cui opere furono esposte in mostre veronesi organizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta o acquisite dal Comune di Verona per le collezioni civiche grazie al suo impulso. La sezione è completata da un focus che evidenzia l’interesse per le tendenze dell’arte astratta e concettuale che animò Magagnato negli anni Settanta e Ottanta: un’eredità portata avanti e sviluppata da Giorgio Cortenova, Direttore della Galleria civica dal 1985 al 2008, a tutt’oggi riconoscibile nelle iniziative che l’istituzione promuove sul fronte contemporaneo.

Fino al 6 marzo 2022, nella sala Boggian al Museo di Castelvecchio, la mostra ‘Ritorno alla rappresentazione. Gli acquerelli di Francesco Arduini. Una donazione al Museo di Castelvecchio’. Inaugurazione il 3 dicembre alle ore 13. L’esposizione dossier, a cura di Francesca Rossi e Ketty Bertolaso, presenta 60 acquerelli donati da Francesco Arduini al Gabinetto Disegni e Stampe del Museo di Castelvecchio. Opere di delicata suggestione, che costituiscono una ripresa della rappresentazione, dopo l’astrattismo degli esordi, e che trovano nell’acquerello il medium ideale per restituire una “densità cromatica e tattile inusitata in rapporto alla traduzione consolidata di questa tecnica”, come sottolinea l’artista. Un lungo sodalizio di amicizia e di profonda stima artistica legò Licisco Magagnato a Francesco Arduini. Tra gli anni Sessanta e Settanta, il direttore acquisì alcune opere dell’artista e dedicò molte pagine in cataloghi di mostre monografiche e collettive alla sua produzione pittorica e grafica. Accanto agli acquerelli donati da Francesco Arduini saranno esposti dipinti e disegni appartenenti alle collezioni civiche veronesi e in prestito dalla raccolta dell’artista.

Dall’11 dicembre al 16 gennaio, al Museo di Castelvecchio, Galleria delle Sculture, esposizione Lapilli di Giorgio Vigna. Un percorso ideato in collaborazione con Galleria veronese Studio la Città, in occasione della donazione dell’opera Acquaria, realizzata da Vigna per il giardino di Castelvecchio nel 2013 e donata dall’artista stesso al museo nel 2021 per la ricorrenza del centenario di Magagnato. Inaugurazione in pro-gramma l’11 dicembre alle ore 16.

In continuità con l’installazione Acquaria che abita la fontana di Scarpa nella corte esterna, Giorgio Vigna crea un inedito percorso espositivo nella Galleria delle Sculture, confrontandosi nuovamente con lo spazio scarpiano. I suoi sassi immaginari tornano a incontrarsi con l’architettura petrosa del Castello e con i sassi naturali del greto dell’Adige usati da secoli per edificare. I sassi diventano un piccolo elemento denso di si-gnificato del linguaggio sviluppato da Giorgio Vigna in oltre trent’anni di ricerca. Inoltre, segnano, come piccole offerte poetiche, la continuità del suo omaggio al Museo di Castelvecchio, a Carlo Scarpa e a Licisco Magagnato.

Il 6 dicembre, alle ore 15.30, al Centro Audiovisivi, nella sala Farinati alla Biblioteca Civica, la proiezione cinematografica in onore di Licisco Magagnato.

L’appuntamento, organizzato con la collaborazione dell’Area Cultura – Centro Audiovisivi della Biblioteca Civica, coinvolgerà un pubblico ampio ed eterogeneo mediante il linguaggio cinematografico, che mostrerà la partecipazione del giovane Magagnato alla resistenza vicentina, origine del suo impegno civile nell’Italia del secondo dopoguerra.

Il 9 dicembre, dalle ore 9.30 alle 18, alla sala Convegni della Gran Guardia, una giornata di studio sul tema ‘Licisco Magagnato tra storia dell’arte e politica culturale’. Coordinamento scientifico: Francesca Rossi, Antonella Arzone, Fausta Piccoli
La giornata, organizzata dal Museo di Castelvecchio, intende rendere omaggio e approfondire la figura e il ruolo di Licisco Magagnato come studioso, critico d’arte e direttore di museo, e ripercorrere il suo profondo impegno nella politica culturale del nostro Paese. L’evento verrà trasmesso in streaming sul canale YouTube I MUV – I Musei di Verona.

Saranno presenti, come relatori, studiosi legati ai Musei Civici di Verona, di Vicenza, di Bassano e alle Uni-versità di Verona, Padova, Venezia, insieme ad allievi e testimoni dell’attività scientifica e culturale di Magagnat. Interventi di Guido Beltramini, Howard Burns, Anna Maria Conforti Calcagni, Maurizio Cossato, Alba Di Lieto, Matteo Fabris, Tiziana Franco, Barbara Guidi, Cristina Lonardi, Sergio Marinelli, Paola Marini, Marta Nezzo, Stefania Portinari, Francesca Rossi, Vincenzo Tiné. L’incontro è realizzato con il contributo della Casa Vinicola Sartori.

Il 17 dicembre alle ore 11, intitolazione del giardino del Museo di Castelvecchio, a Licisco Magagnato e a Carlo Scarpa.

Il restauro e il riallestimento di Castelvecchio, promossi dal direttore Licisco Magagnato e realizzati dall’architetto Carlo Scarpa tra il 1958 e il 1964, costituiscono un punto di riferimento, studiato e ammirato, della felice stagione museografica italiana del secondo dopoguerra. Il Museo di Castelvecchio, infatti, offre una testimonianza esemplare del dialogo tra la committenza pubblica e illuminata di un direttore di museo e di un maestro dell’architettura, la cui memoria si salda tangibilmente nella doppia intitolazione del giardino di Castelvecchio. A Licisco Magagnato e a Carlo Scarpa viene quindi dedicato il Cortile della piazza d’Armi in quanto luogo simbolo della lungimirante progettualità e della sintonia tra il direttore e l’architetto.

Infine, dedica a Licisco Magagnato del catalogo della mostra diffusa Dante a Verona 1321-2021. Il mito della città tra presenza dantesca e tradizione shakespeariana.

Nell’ambito delle iniziative che hanno visto il Comune di Verona partecipare, insieme alle città di Firenze e Ravenna, alle attività del “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighie-ri”, a Licisco Magagnato è stata riservata una dedica nel catalogo della mostra diffusa.

Licisco Magagnato (Vicenza 1921 – Venezia 1987) è direttore del Museo Civico di Bassano del Grappa tra il 1951 e il 1955. Dal 1955 al 1986, è alla guida dei civici Musei e Gallerie d’Arte di Verona. Tra il 1957 e il 1964 è protagonista, con l’architetto Carlo Scarpa, del restauro e del riallestimento del Museo di Castelvecchio, secondo un progetto d’avanguardia tra i più rappresentativi della museografia del Novecento. Protagonista della resistenza vicentina e poi membro del Partito d’Azione e quindi del Partito Repubblicano, si dimostra sempre profondamente coinvolto nella vita politica, sociale e culturale del Paese e contribuisce alla creazione del Ministero dei Beni Culturali, istituito nel 1974, e nel 1977 è nominato vicepresidente del Comitato di settore per i Beni artistici e storici del ministero. Libero docente di Storia dell’Arte dal 1967, di-venta professore incaricato stabilizzato di Storia dell’Arte presso la facoltà di Economia e Commercio (Corso di Lingue) dell’Università di Padova (sede distaccata di Verona) a partire dall’anno accademico 1970-1971. Tra il 1970 e il 1973 apre il Museo degli Affreschi, intitolato a G.B. Cavalcaselle, e la Casa di Giulietta. Nel 1982 riapre al pubblico il Museo Lapidario Maffeiano, su progetto dell’architetto Arrigo Rudi; avvia il restauro dell’isolato e del Palazzo Emilei Forti, su progetto dell’architetto Libero Cecchini. Come studioso, è attento a un ampio ventaglio di argomenti di storia dell’arte, con particolare riferimento all’arte veneta, a partire dagli studi sul Teatro Olimpico di Vicenza e su Jacopo Bassano, a temi palladiani e sulla storia dell’arte, la cultura, la trattatistica dal Medioevo al Settecento. Numerose sono le iniziative espositive dedicate da Magagnato all’arte contemporanea, all’architettura, all’arte popolare e alle arti minori. Promuove e cura mostre tra cui, per l’ambito medievale e moderno: Da Altichiero a Pisanello (1958), Dante e Verona (1965), Cinquant’anni di pittura veronese 1580-1630 (1974), La pittura a Verona tra Sei e Settecento (1978), Progetto per un museo secondo. Dipinti restaurati delle collezioni del Comune di Verona (1979), Palladio e Verona (1980), Carlo Scarpa a Castelvecchio (1982).

Roberto Bolis (anche perla fotografia)

“Mafie in casa nostra?”, un incontro per conoscere e approfondire il tema del contrasto alla criminalità organizzata

Le associazioni “CortoCircuito”, “Sostenitori dei Collaboratori e Testimoni di Giustizia”, “I Cittadini contro le Mafie e la Corruzione”, S.O.S. Infanzia nel Mondo e “Movimento Rivoluzione Umana” hanno organizzato il convegno pubblico “Mafie in casa nostra?”, in programma venerdì 3 dicembre 2021 alle 20.30 nella Sala Estense (Piazza del Municipio – Ferrara), con il patrocinio del Comune di Ferrara, Regione Emilia-Romagna – #Plastic-freER.

I contenuti dell’incontro pubblico sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa svoltasi in residenza municipale martedì 30 novembre che ha visto la partecipazione di Nicola Bogo e Anna Lugaresi del Centro di Mediazione del Comune e di Paolo Vezzani (“Sostenitori dei Collaboratori e Testimoni di Giustizia” e “Movimento Rivoluzione Umana”), in rappresentanza delle associazioni organizzatrici coinvolte.

“Sul tema della legalità – ha affermato Vezzani – dobbiamo sempre porre attenzione alla storia del passato e affrontare con determinazione la guerra ancora oggi in atto, per contrastare sia la criminalità organizzata sia gli atteggiamenti di mafiosità che si diffondono nella nostra società. Dobbiamo farlo impegnandoci e rivolgendoci soprattutto ai giovani, sostenendo le esperienze di importanti testimoni e protagonisti che valorizzeremo durante il convegno di Ferrara”.  

“Con azioni specifiche e mirate, finanziate anche da apposito fondo regionale, ogni anno l’Amministrazione comunale organizza incontri e diffonde la cultura della legalità attraverso il coinvolgimento delle associazioni e le realtà istituzionali del territorio. La Festa della Legalità e della Responsabilità ne rappresenta una sintesi significativa e partecipata” hanno sottolineato i rappresentanti del Centro di Mediazione comunale.

Il programma dell’iniziativa prevede in apertura gli interventi introduttivi di
– Mario Spezia Vice Presidente Ass. “Sostenitori CdG e TdG”. e Ref. Nord-Est Ass. “I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione”
– Paolo Vezzani Tesoriere Ass.”Sostenitori CdG e TdG”.
– Paola Vegliantei, collaboratrice segreteria del sottosegretario di Stato alla Difesa.

Seguiranno le relazioni di
– Sebastiano Ardita Componente del CSM;
– Col. Sergio De Caprio (Capitano Ultimo) già Comandante di Crimor;
– Pippo Giordano già ispettore della DIA di Palermo. Ex Collaboratore di Giustizia che ancora collabora con varie Procure;
– Elia Minari giurista, scrittore, esperto di mafie e corruzione.
– Antonino Bartuccio, sindaco coraggio.
Coordinano i lavori: Claudia Fortini giornalista de “Il Resto del Carlino”, Davide Bonesi giornalista de “La Nuova Ferrara”, Marco Zavagli direttore di “Estense.com”.

Ingresso libero – solo con Green Pass – info e prenotazioni posti: ass.sostenitori@gmail.com

Alessandro Zangara

Bandita la nuova edizione di “Versi Distillati”, premio di poesia di A.D.I.D.

In occasione della riunione di degustazione di ieri dell’Associazione Degustatori Italiani grappa e Distillati è stata bandita la quindicesima edizione del Premio di Poesia “Versi Distillati”. Ecco il bando.

La partecipazione al Premio si articola con queste modalità:

Sezione “La Grappa”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria, con tema la grappa nelle sue accezioni più ampie.

Sezione “Territori distillati”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria, su un territorio specifico di un distillato (Italia, Francia, Russia, eccetera) e in relazione ad esso. Si consiglia ai Poeti di documentarsi adeguatamente, ricordando che il Premio è dedicato ai distillati e non ad altre tipologie di prodotto.

Sezione “Una Poesia per il ventennale di A.D.I.D.”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria.

Sezione poesia a tema libero: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana.

Al Premio possono partecipare Poeti di ogni nazionalità e di ogni età; la partecipazione è libera.

È obbligatorio, nel caso di poesie dialettali, pena esclusione della lirica inviata, specificare di quale dialetto si tratta sul testo della lirica stessa.

È ammessa la partecipazione con più lavori alle Sezioni, con invii rigorosamente separati. Gli elaborati inviati non saranno restituiti. Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando.

Le poesie devono essere inviate per posta elettronica all’indirizzo renealben@tin.it come allegati (si consiglia di utilizzare un testo in Word), specificando il titolo e la Sezione di partecipazione anche nell’allegato.

Nell’oggetto del messaggio dovrà essere indicato “Versi Distillati” 15 e la Sezione alla quale si intende partecipare. Nel messaggio e-mail dovranno essere indicati i dati del Poeta partecipante completi; il Poeta in questo modo autorizza al trattamento dei dati personali, in ottemperanza alle normative vigenti.

La scadenza del bando è fissata inderogabilmente al 28 febbraio 2022.

Le opere inviate per posta elettronica si intendono dell’Autore; ogni violazione alla regola che l’opera deve essere inedita e scritta personalmente dall’inviante deve imputarsi all’Autore stesso.

Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione della poesia nel caso venisse realizzata l’opera antologica delle poesie partecipanti e/o premiate, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. Lo stesso dicasi per la pubblicazione delle liriche sul sito adidbrescia.com oppure sui social associativi. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori, per ogni altra ulteriore pubblicazione.

Per ogni Sezione del Premio verranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio, se i lavori inviati lo consentiranno.

La Giuria, il cui operato è incontestabile, inappellabile e insindacabile, si riserverà il diritto di non assegnare i premi se le liriche giunte alla Segreteria del Premio non lo consentiranno, come pure di assegnare premi aggiuntivi (altri premi, segnalazioni e/o premi speciali).

Verranno assegnati premi istituzionali.

I Poeti le cui liriche verranno premiate dalla Giuria saranno avvisati tramite e-mail. La cerimonia di premiazione verrà organizzata entro il 2022, in luogo e data che verranno debitamente comunicati.

I premi verranno consegnati soltanto al Poeta partecipante alla cerimonia di premiazione, o ad un suo delegato; non verranno consegnati in altro modo.

Il Poeta premiato non può ritirare il premio di altri Poeti premiati.

La partecipazione al Premio implica la piena accettazione del presente bando in ogni suo comma.

Per ulteriori informazioni, scrivere all’indirizzo e-mail: renealben@tin.it

‘Distillare o essere distillati’: la storia del professor Emanuel Merdinger

Ripercorre le travagliate vicende di Emanuel Merdinger, che per alcuni anni visse e lavorò anche a Ferrara, il libro di Carlo Magri e Francesco Paparella dal titolo ‘Distillare o essere distillati’ che martedì 7 dicembre 2021 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara) e in diretta video sul canale youtube Archibiblio web. L’incontro è a cura del Consorzio Eventi Editoriali.

Emanuel Merdinger, nacque nel 1906 a Suceava in Bucovina, regione allora parte dell’Impero austro-ungarico, si laureò nel 1931 in farmacologia all’Università di Praga. Venne a Ferrara dove conseguì presso l’Università nel 1934 e 1935, le lauree in Farmacia e Chimica. Qui divenne anche docente, oltre che personaggio conosciutissimo in città dove strinse un rapporto fraterno con la famiglia Paparella. Di religione ebraica, costruì però ottimi rapporti con la chiesa cattolica. Il 20 maggio del 1940 venne cacciato dall’Italia e finì nei campi di concentramento delle sue zone d’origine, prima prigioniero dei tedeschi poi dei russi. Grazie alla sua furbizia, intelligenza e alla valente attività di chimico e suonatore di violino, fra cento peripezie narrate come in un film, si salvò. Tornò a Ferrara nel 1945, nella città che ormai lui considerava una seconda patria, ma nel 1947 andò negli Stati Uniti dove divenne un ottimo ricercatore universitario. Morì nel 1997 con Ferrara nel cuore ma essendo un ricordo lontano la città lo ha dimenticato.

L’accesso del pubblico alla Sala Agnelli (senza limitazioni di capienza) è consentito con Green pass e mascherina.

Alessandro Zangara

Caroto 2022. La presentazione della monografia

Martedì 2 novembre, alle ore 17, alla sala Convegni della Gran Guardia, presentazione dell’ampia monografia “Caroto. Giovan Francesco Caroto (1480 circa – 1555)”, a cura di Francesca Rossi, Gianni Peretti, Edoardo Rossetti. Un incontro pubblico, ad ingresso gratuito, che sarà anche l’occasione per illustrare il grande progetto espositivo, dedicato al pittore veronese, in programma a Verona, nei suggestivi spazi alla Gran Guardia, dal 12 maggio al 2 ottobre 2022. Una mostra che coinvolgerà, accanto a prestiti esterni provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, opere delle collezioni del Museo di Castelvecchio, del Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, del Museo Archeologico al Teatro Romano, del Museo di Storia Naturale.

L’esposizione intende far conoscere le vicende di un grande protagonista dell’arte veronese del Cinquecento e le sfaccettature del panorama artistico e culturale del suo tempo, una stagione d’oro per la società cittadina e per lo sviluppo delle arti e della cultura archeologica e naturalistica del territorio.

Per stimolare ed accrescere l’aspettativa e l’interesse del pubblico sulla grande mostra prevista per il 2022, è uscita, per Silvana Editoriale”, un’ampia monografia dedicata all’artista.

Una speciale pubblicazione, stampata in una elegante edizione, che sarà presentata, martedì 2 novembre, dall’assessore alla Cultura Francesca Briani, insieme alla direttrice dei Musei Civici Francesca Rossi.

“Un’opportunità per conoscere l’importante pubblicazione redatta sull’artista – spiega l’assessore Briani – ed acquisire le prime informazioni sull’importante mostra in programmazione nel 2022 su Giovan Francesco Caroto. Un evento espositivo di pregio artistico, culturale e storico, frutto di un percorso di ricerca originale, promosso dal Museo di Castelvecchio, con la collaborazione di una vasta rete di istituzioni e realtà pubbliche e private e un gruppo di studiosi di storia dell’arte e della cultura veronese, lombarda e piemontese, con la curatela di Gianni Peretti, Edoardo Rossetti e Francesca Rossi”.

Le ricerche condotte hanno permesso, malgrado l’emergenza e la chiusura prolungata di musei, biblioteche e archivi, di acquisire nuove e importanti conoscenze su questo maestro veronese – artista viaggiatore per eccellenza – e di riunire una serie di strumenti: documenti d’archivio, fonti per la fortuna dell’artista nella letteratura critica e nel collezionismo.

Alla professoressa Maria Teresa Franco Fiorio, già direttrice delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco del Comune di Milano e Soprintendente di Brera e oggi membro del prestigioso Ente Raccolta Vinciana, sarà affidato il compito di presentare i risultati del progetto scientifico, la cui durata si è estesa nel corso di tre anni.

All’intervento della prof.ssa Fiorio seguirà la presentazione dei risultati di un’iniziativa didattica collegata al progetto scientifico della mostra, nata dalla collaborazione tra il Museo di Castelvecchio e il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona.

Sotto la guida della professoressa Tiziana Franco, docente di Storia dell’Arte Medievale all’ateneo veronese, un gruppo di studenti e studentesse ha realizzato una campagna di catalogazione delle opere di Caroto con il sistema Sigecweb, la piattaforma digitale dell’Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura che opera per mettere in rete il patrimonio culturale nazionale.

L’incontro verrà trasmesso in streaming e la registrazione sarà poi disponibile sul canale YouTube dei Musei Civici. Informazioni sul sito dei Musei civici al link https://museodicastelvecchio.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=77150

Nella prima metà del XVI secolo, a Verona lavoravano artisti di talento pronti ad aggiornarsi sulle più recenti novità della cultura veneta, lombarda e centro-italiana: Girolamo Dai Libri, Francesco Morone, Paolo Morando detto il Cavazzola, Francesco Torbido detto il Moro, Nicola Giolfino, e molti altri.

Anche nel campo dell’architettura si assisté in quel frangente a un rapido adeguamento linguistico sulle formule più moderne grazie a personalità come Gian Maria Falconetto e Michele Sanmicheli. Tra tutte queste figure, Giovan Francesco Caroto si affermò con autorevolezza e con una varia e diversificata produzione pittorica. I suoi dipinti sono oggi presso grandi musei italiani e stranieri mentre la sua opera più emblematica e popolare, il Ritratto di fanciullo con disegno del Museo di Castelvecchio, è nota come un’icona cittadina. Fu anche titolare di una spezieria in Piazza delle Erbe e quindi attivo nel mondo delle scienze naturali che a Verona ospitò sin da allora uno dei centri di ricerca e di collezionismo più vitali e noti d’Europa.

Accanto a Giovan Francesco, emerge la figura poliedrica del fratello minore Giovanni Caroto, ammirato da Vasari come testimone e disegnatore delle antichità di Verona pubblicate nel trattato di Torello Saraina De origine et amplitudine vitatis Veronae (1540). Giovanni Caroto realizza anche ritratti, pale d’altare e pitture murali per le chiese veronesi.

Roberto Bolis

Con ‘L’ora del racconto’ un nuovo pomeriggio ferrarese

Un pomeriggio tra fiabe, filastrocche e libri illustrati aspetta i bimbi dai tre anni d’età mercoledì 3 novembre 2021 alle 16,45 alla biblioteca comunale Bassani di Barco (via Grosoli 42 – Ferrara), per un nuovo appuntamento con ‘L’ora del racconto’ nella sala Ragazzi.

La partecipazione all’iniziativa per bambini e accompagnatori è gratuita. I posti sono limitati e occorre la prenotazione da effettuare telefonando ai numeri: 0532 797477-414 o scrivendo a: info.bassani@comune.fe.it.

Per i più piccoli letture ad alta voce per ridere in compagnia anche giovedì

Tante storie divertenti lette ad alta voce da Ombretta Anna per sorridere e ridere insieme. Sono quelle che attendono i bambini dai 3 anni giovedì 4 novembre 2021 alle 17,15 alla biblioteca comunale Rodari (in viale Krasnodar 102, Ferrara), per un nuovo appuntamento con le narrazioni pomeridiane per i più piccoli.

Le ‘Belle storie alla Rodari’ continueranno ogni giovedì alle 17,15.

Accesso consentito con green pass e mascherina. Per info: 0532 904220 – bibl.rodari@comune.fe.it  

Alessandro Zangara

Poesie e antiche narrazioni in musica si incontrano al Maf

Domenica 31 ottobre 2021, dalle 15, il Maf – Centro di documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco (via Imperiale 263) proporrà una interessante iniziativa culturale aperta alla poetica e alle antiche forme teatrali musicate. Intitolato “Poesie e narrazioni in musica si incontrano al MAF”, il programma è articolato in due parti. La prima parte vedrà la presentazione della silloge di poesie “Tra i rovi fioriti”, di Rita Marconi (Albatros, Roma, 2021), con note introduttive di Barbara Alberti e Pamela Michelis. La nota poetessa ferrarese, con le sue delicate composizioni, entra (come scrive Pamela Michelis nella Prefazione) “in punta di piedi nell’animo del lettore”. Una raccolta che denota la grande sensibilità dell’autrice e il suo amore per la natura che ci circonda. La presentazione sarà accompagnata da un video di Alfredo De Filippis. Gian Paolo Borghi ne parlerà con l’autrice.

Farà quindi seguito una suggestiva performance del Teatro Giochetto di Verona, diretto dall’artista poliedrico Maurizio Gioco, che proporrà alcune antiche narrazioni popolari in musica, con la collaborazione dei musicisti Francesco Pagani all’organetto diatonico e Daniele Pasquali al sax. Alcune di queste suggestive narrazioni traggono ispirazione dalle avventure di Bertoldo, il contadino che agisce alla corte veronese di re Alboino, tratte dalle celebri opere di Giulio Cesare Croce (1550-1609).

Entrambe le proposte culturali saranno presentate per la prima volta a Ferrara.
I visitatori potranno anche ammirare la mostra di fotografie d’epoca “Lavori agricoli e vita rurale a Denore a cavallo tra Ottocento e Novecento”, curata da Athos Tromboni e Paola Chiorboli, allestita nella sala incontri ed espositiva.

Per accedere al Museo, sarà obbligatoria la presentazione del Green Pass.
L’iniziativa, come sempre gratuita, è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’Associazione omonima.

 MAF – CENTRO DI DOCUMENTAZIONE MONDO AGRICOLO FERRARESE, Via Imperiale 263 San Bartolomeo in Bosco/Ferrara Tel. 0532.725294
info@mondoagricoloferrarese.it

Alessandro Zangara