“L’Arte della Cura”, un viaggio alla scoperta del legame tra Parma, le cure officinali e la farmaceutica

Chiesi, laboratori di ricerca via XX Settembre

Chiesi Farmaceutici, gruppo farmaceutico internazionale focalizzato sulla ricerca, annuncia il lancio del sito www.artedellacura.com. Un racconto storico-culturale fatto di tre percorsi virtuali alla scoperta di alcuni dei luoghi simbolo del legame tra Parma e il mondo delle cure officinali e della salute.

“L’Arte della Cura” è lospin-off del Gruppo Chiesi promosso nell’ambito del macro-progetto “Pharmacopea” lanciato insieme a Davines, azienda leader nel campo della cosmetica, per celebrare “Parma Capitale Italiana della Cultura” tramite un viaggio di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della città.

«L’Arte della Cura nasce da un fortunato incontro fra il progetto Chiesi Heritage, nato per valorizzareil grande archivio storico della nostra azienda, e Pharmacopea” – ha commentato Andrea Chiesi, Head of Special Projects del Gruppo Chiesi -. “L’intreccio fra la storia di Chiesi e quella della città di Parma è naturale, così come lo sono i tre percorsi che si è deciso di sviluppare. Il legame fra chimica farmaceutica e natura esiste da sempre e, ancora oggi, la gran parte delle terapie deriva proprio dalla rielaborazione di sostanze o principi attivi prodotti dalle piante. La scienza della cura nasce, quindi, dalla natura ed è sempre stata presente nella storia di Chiesi tanto che il nostro fondatore, il dottor Giacomo Chiesi, mandava i suoi collaboratori e i suoi figli a raccogliere l’edera per farne uno sciroppo utile per la cura dell’asma».

Chiesi, veduta notturna uffici via Palermo

Tre, infatti, ipercorsi macro-tematici alla base del progetto: Botanica, Farmacia e Valore Condiviso. Ognuno, parte da un luogo simbolo da raccontare. Un viaggio alla scoperta di dedizione e passione, le stesse che, con medesima intensità, animeranno il futuro.

La Botanica tratta questa antica arte, alla scoperta dell’Orto Botanico di Parma: la radice per lo sviluppo della moderna farmacopea che si pone tra magia, osservazione della natura e scienza.

Il percorso dedicato alla Farmacia, vede protagonista l’Antica Farmacia San Filippo Neri e racconta il percorso storico che ha portato dal concetto di antico speziale a quello di moderno farmacista: una professione fatta di empirismo, esperienza e “segreti” trasformatasi poi in una scienza complessa e strutturata.

Il terzo, Valore Condiviso, è dedicato alla storia di Chiesi, strettamente legata alla città di Parma. Una storia iniziata nel 1935 che oggi, grazie a “L’Arte della Cura” e al progetto Chiesi Heritage, è stato possibile raccontare tramite fonti storiche, arrivate fino a oggi. L’identità dell’azienda, raccogliendo gli insegnamenti del passato, è un valore contemporaneo che racconta come la creazione di valore condiviso sia un pilastro portante per Chiesi, oggi e nel futuro.

“L’Arte della Cura”, per la cui realizzazione si ringrazia Promemoria Group, sarà ora protagonista anche di un’esposizione fisica, grazie a dei Totem interattivi presenti nelle sedi del Gruppo Chiesi a Parma e presso l’Orto Botanico e l’Antica Farmacia San Filippo Neri.

Con sede a Parma, in Italia, Chiesi Farmaceutici è un gruppo internazionale orientato alla ricerca, con 85 anni di esperienza nel settore farmaceutico, presente in 29 Paesi. Ricerca, sviluppa e commercializza farmaci innovativi nelle terapie respiratorie, nella medicina specialistica e nelle malattie rare. La Ricerca e Sviluppo del Gruppo ha sede a Parma (Italia) e si è integrata con altri 5 importanti centri di ricerca e sviluppo in Francia, Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Svezia, per promuovere i propri programmi preclinici, clinici e regolatori. Il Gruppo impiega circa 6000 persone. Chiesi è un’azienda certificata B Corp dal 2019: ovvero è tenuta per legge a tenere conto dell’impatto delle sue decisioni su dipendenti, clienti, fornitori, comunità e ambiente. Si tratta di un movimento globale che vede il business come una forza di impatto positivo. L’azienda, inoltre, è impegnata per raggiungere la neutralità carbonica, ovvero l’impatto zero sull’ambiente, entro il 2035.

Per maggiori informazioni www.chiesi.com

 

Alessio Pappagallo (anche per la fotografia)

 

La bellezza del vento prorogata

Alla luce delle recenti misure restrittive anti-Covid, è stata prorogata al prossimo 27 novembre la scadenza del concorso per fotografia e brevi video La bellezza del vento. Eolico e paesaggio nella sfida della transizione energetica” promosso da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e Associazione Civita con il supporto di ERG, primario operatore Europeo delle rinnovabili e primo produttore eolico in Italia.

I giovani fotografi e videomaker professionisti e amatoriali cui si rivolge il concorso avranno così la possibilità di presentare i loro contributi per ulteriori tre settimane.

Obiettivo dell’iniziativa, lanciata lo scorso 5 ottobre, è raccontare attraverso immagini e video come l’eolico sia diventato progressivamente parte integrante del nostro territorio, del paesaggio e della sua evoluzione, facendosi portatore di importanti messaggi legati alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente. Eolico dunque come elemento caratteristico del paesaggio e simbolo di transizione energetica legata ad obiettivi di decarbonizzazione dell’economia in contrasto ai cambiamenti climatici.

L’energia eolica è oggi elemento costitutivo del paesaggio di alcune aree del nostro Paese e porta benefici tangibili, quali: la possibilità di non trivellare il terreno; zero emissioni di CO2 e altri gas a effetto serra; zero combustibili fossili; riduzione della dipendenza energetica dall’estero e dell’importazione di materie prime; creazione di nuovi posti di lavoro e miglioramento della bilancia commerciale; riduzione del prezzo dell’energia elettrica.

Il Concorso ha come oggetto l’identificazione di canoni ed esempi in cui il connubio tra tecnologia eolica e natura è in grado di esprimere armonia e bellezza; in particolare le immagini fotografiche e i brevi video dovranno raccontare i casi in cui i parchi eolici e le installazioni di turbine sul suolo nazionale trovano una propria integrazione ambientale e paesaggistica, valorizzando i territori che li ospitano, anche nella loro vocazione attrattiva e turistica (impianto eolico e sentieri trekking ovvero mountain bike; impianto eolico e coltivazione dei terreni agricoli; impianto eolico e valorizzazione del patrimonio archeologico).

La partecipazione al Concorso è libera e gratuita, ed è rivolta a fotografi e videomaker professionisti ed amatoriali, di età compresa tra i 18 e i 35 anni (compiuti). Una Giuria qualificata di esperti – composta da Antonella Clerici, conduttrice televisiva, Cristina Tullio, Presidente AIAPP-Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, Denis Curti, Direttore artistico Casa dei TRE OCI di Venezia, Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo e Lucia Pappalardo, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani – valuterà il materiale pervenuto e selezionerà le 3 fotografie e i 3 brevi video vincitori.

In palio, per ciascuna delle due categorie, una bicicletta elettrica (1° Premio), un monopattino elettrico (2° Premio) ed un Solar Backpack (3° Premio).

I contributi vincitori inoltre, insieme ad una selezione dei migliori tra quelli partecipanti, saranno poi oggetto di una pubblicazione digitale edita da Marsilio Editori.

Ciascun concorrente potrà candidarsi solo ad una delle due categorie previste dal Concorso, inviando una fotografia (a colori o in b/n, in formato jpg 300 dpi, in risoluzione massima di 2MB) oppure un breve video (durata max 3 min., in formato MP4) via email a bellezzadelvento@civita.it fino al prossimo 27 novembre incluso, indicando nell’oggetto la dicitura “Concorso ‘La bellezza del vento’ ” e verificando che dati anagrafici e caratteristiche tecniche del contributo rispettino quanto richiesto dal Bando di Concorso.

In linea con le nuove sfide che, anche nell’evoluzione del nostro paesaggio, la transizione verso un’economia decarbonizzata ci spinge ad affrontare, l’iniziativa sostiene l’importanza di rafforzare quel legame sinergico tra ambiente, energia e territorio ad oggi indispensabile per una crescita sostenibile, nella consapevolezza che il paesaggio va sempre tutelato e valorizzato a beneficio delle comunità e dei cittadini.

Rachele Mannocchi

Nuovo appuntamento con ‘Chi l’ha letto?’ dedicato al romanzo ‘Cambiare l’acqua ai fiori’ di Valerie Perrin

 

Sarà dedicato al caso letterario del momento, ‘Cambiare l’acqua ai fiori’ di Valerie Perrin, il nuovo appuntamento della serie ‘Chi l’ha letto?’, in programma lunedì 2 novembre 2020 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara).
L’incontro, aperto sia a chi ha già letto il libro sia a chi ha intenzione di leggerlo, è a cura di Fausto Natali e Carla Fiorini.

Un romanzo di una scrittrice francese poco nota arrivato in cima alle classifiche solo perché è piaciuto molto a moltissime persone. Il tutto, principalmente, grazie ai consigli dei librai e al passaparola tra i lettori. La storia di Violette Toussaint, guardiana del cimitero di una cittadina della Borgogna, ha conquistato tanti cuori senza grandi lanci editoriali o incontri con l’autrice. Discreta e gentile si prende cura delle tombe, accoglie vedove e amanti, consola parenti e amici con una chiacchiera o il silenzio, una tazza di tè, un bicchiere di buon vino. È sola dopo che il marito è partito per un viaggio senza mai tornare. Fino a quando si presenta un poliziotto di Marsiglia: la madre ha lasciato scritto nelle ultime volontà che le sue ceneri riposino sulla tomba di un avvocato a lui sconosciuto, sepolto nel cimitero. Aprire il registro su cui Violette annota i particolari di ogni funerale vuole dire spalancare la verità anche sulla sua esistenza.

Data l’attuale situazione sanitaria, si invitano i lettori interessati ad informarsi sull’effettiva realizzazione dell’evento www.cronacacomune.fe.it

 

 

Alessandro Zangara

 

Presentazione de “La storia della Disco Music” a Roma

Gli autori Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano

La storia della Disco Music continua il suo giro in pista e approda a Roma al Materia Cafè, uno spazio dedicato a vari interessi culturali in cui convivono libri, design, piante grasse, vini biologici e buon cibo!

Domenica 25 ottobre alle ore 18:30 gli autori Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano illustreranno il loro monumentale volume edito da Hoepli che ha già venduto oltre 2500 copie ad un anno esatto dalla sua uscita.

Il genere musicale più popolare del decennio Settanta-Ottanta sarà ripercorso in una divertente prospettiva socio-culturale che ne farà un ritratto allargato dalle origini ad oggi. Un movimento underground che si è rapidamente evoluto in carismatico trend-setter di massa e che racchiude in sé le radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, che l’hanno portato in giro per le tanto discothèques dell’intero pianeta.

Con la prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell’epoca d’oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo, il libro rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna. Con un approccio poliedrico, il saggio, oltre ad avere il focus sulla musica da dancefloor anni ‘70, genere rivoluzionario mai passato di moda, tratta ampiamente anche la realtà sociale, politica e culturale di quegli anni, sia in Italia che nel mondo. La disco come fenomeno di aggregazione tra razze, sessi e ceti, contro pregiudizi, razzismo e omofobia. In pista, ognuno poteva essere sé stesso.

Basta scorrere una qualsiasi classifica di quarant’anni fa per trovare canzoni diventate leggendarie non solo sul dancefloor, ma anche negli annali della musica pop: da Hot Stuff di Donna Summer a I Will Survive di Gloria Gaynor, da Good Times degli Chic a Knock On Wood di Amii Stewart, fino allo storico duetto di Donna Summer e Barbra Streisand, No More Tears (Enough Is Enough).

“La Disco Music resterà per sempre impressa nel DNA della musica” – affermano gli autori. “Neanche quando, a tre mesi di distanza dall’apice del suo successo, nel 1979, ebbe luogo la “Disco Demolition Night”, la più vergognosa e violenta crociata contro il genere, che vide bruciare a Chicago migliaia di dischi, si riuscì a “ucciderla”. Quell’atto lasciò trasparire l’intolleranza, il razzismo e l’omofobia di un gruppo di fanatici sostenuti da una frangia dell’industria discografica”.

Per chi vorrà fermarsi per il cicchetto-aperitivo o per la cena (menù vario preparato dalla swinger kitchen chef Silvia Peperosso Loiacono, basterà comunicarlo al momento della prenotazione. Quest’ultima, causa posti limitati e rispetto delle disposizioni nominative anti-Covid, sarà obbligatoria ai recapiti del Materia Cafè: +39 06 37896711

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Frigerio e Recalcati a KUM! Festival

Il medico Luigi Frigerio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, parlerà domani alle ore 15.30 a KUM! Festival di “Scienza e saggezza nel tempo del virus“, raccontando come, durante la pandemia, sia stato egli stesso colpito dal virus e ricoverato nell’ospedale dove normalmente lavora. La pandemia, ci dice oggi, è l’occasione per ripensare alle certezze che ci hanno fatto credere di essere i padroni del mondo. L’epidemia è un peso che opprime i popoli e favorisce l’avvento di un ordine sociale diverso: il virus ci ha spinti di fronte a un bivio epocale.

Chiude questa edizione speciale di KUM!, alle ore 18.30, la lectio magistralis di Massimo Recalcati: “Cosa non possiamo dimenticare? A lezione dal Covid-19”. Cosa ci ha insegnato il trauma del Covid 19? Quali realtà e verità la sua inaudita apparizione ha fatto emergere? Le nostre vite torneranno ad essere quelle di prima? È possibile che un trauma collettivo non lasci tracce? Una riflessione su cosa non sarebbe giusto dimenticare della lezione tremenda del virus.

 

Delos

 

La bellezza del vento. Eolico e paesaggio nella sfida della transizione energetica

Associazione Civita e ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) con il supporto di ERG, primario operatore Europeo delle rinnovabili, primo produttore eolico in Italia, promuovono il concorso per fotografia e brevi video intitolato “La bellezza del vento. Eolico e paesaggio nella sfida della transizione energetica” rivolto a giovani fotografi e videomaker professionisti e amatoriali.

Obiettivo dell’iniziativa è raccontare attraverso immagini e video come l’eolico si sia inserito nel tempo all’interno del nostro territorio, conciliandosi con la bellezza dei paesaggi italiani, diventandone parte integrante e facendosi altresì portatore di importanti messaggi legati alla salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta Terra. Eolico dunque come elemento caratteristico del paesaggio e simbolo di transizione energetica legata ad obiettivi di decarbonizzazione dell’economia in contrasto ai cambiamenti climatici.

Oggetto del Concorso è l’identificazione di canoni ed esempi in cui il connubio tra tecnologia eolica e natura è in grado di esprimere armonia e bellezza; in particolare le immagini fotografiche e i brevi video dovranno raccontare i casi in cui le installazioni di aerogeneratori (detti in gergo “pale eoliche”) sul territorio nazionale trovano una propria integrazione ambientale e paesaggistica, valorizzando i territori che li ospitano, anche nella loro vocazione attrattiva e turistica.

La partecipazione al Concorso è libera e gratuita, ed è rivolta a fotografi e videomaker professionisti ed amatoriali, di età compresa tra i 18 e i 35 anni (compiuti). Una Giuria qualificata di esperti – composta da Antonella Clerici, conduttrice televisiva, Cristina Tullio, Presidente AIAPP-Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, Denis Curti, Direttore artistico Casa dei TRE OCI di Venezia, Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo e Lucia Pappalardo, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani – valuterà il materiale pervenuto e selezionerà le 3 fotografie e i 3 brevi video vincitori.

In palio, per ciascuna delle due categorie, una bicicletta elettrica (1° Premio), un monopattino elettrico (2° Premio) ed un Solar Backpack (3° Premio).

I contributi vincitori inoltre, insieme ad una selezione dei migliori tra quelli partecipanti, saranno poi oggetto di una pubblicazione digitale edita da Marsilio Editori.

Ciascun concorrente potrà candidarsi solo ad una delle due categorie previste dal Concorso, inviando una fotografia (a colori o in b/n, in formato jpg 300 dpi, in risoluzione massima di 2MB) oppure un breve video (durata max 3 min., in formato MP4) via email a bellezzadelvento@civita.it, a partire dal 5 ottobre, data del lancio dell’iniziativa, fino al prossimo 5 novembre incluso, e indicando nell’oggetto la dicitura “Concorso ‘La bellezza del vento’ ”.

In linea con le nuove sfide che, anche nell’evoluzione del nostro paesaggio, la transizione verso un’economia decarbonizzata ci spinge ad affrontare, l’iniziativa sostiene l’importanza di rafforzare quel legame sinergico tra ambiente, energia e territorio ad oggi indispensabile per una crescita sostenibile, nella consapevolezza che il paesaggio costituisce il contesto in cui i cittadini vivono e, pertanto, va tutelato e valorizzato.

Il Bando di Concorso è disponibile su www.erg.eu, www.civita.it, www.anev.org

Per la localizzazione dei parchi eolici si veda il database nazionale GSE-Gestore di Servizi Energetici

 

Rachele Mannocchi

 

Book Pride torna dal 12 ottobre al 1 novembre con un’edizione speciale

 

 

Book Pride torna nel 2020 con una veste nuova: Book Pride Link. Da lunedì 12 ottobre a domenica 1° novembre la Fiera Nazionale dell’editoria indipendentecon la direzione editoriale di Giorgio Vasta. Promossa da ADEI, Associazione degli editori indipendenti, si presenta con un’edizione speciale che vedrà uniti librai ed editori indipendenti in una grande iniziativa di promozione della lettura.

Il tema scelto per questa edizione è Leggere i Venti, con un programma che avrà il suo epicentro nelle giornate del 22, 23, 24 e 25 ottobre (www.bookpride.net).

In un anno così complesso, nel quale le maggiori fiere sono state annullate, Book Prideci sarà. E ci sarà con un format nuovo e innovativo, che offre a tutta l’editoria indipendente un’occasione di incontro con il largo pubblico.

Il progetto nascein un’ottica di collaborazione mai realizzata prima tra librerie ed editori indipendenti: un modello che vede da una parte oltre 70 editori che, attraverso una piattaforma digitale e interattiva,espongono libri, diffondono contenuti e parlano ailettori, dall’altra oltre 100 librerie, presidio fisico della fiera sull’intero territorio nazionale,con uno speciale catalogo Book Pride.

Book Pride Link si propone come il tentativo di ripristinare, dopo il confinamento degli scorsi mesi, legami non solo virtuali per creare nuovi nodi che mantengano viva e fertile la connessione tra librerie indipendenti, editori indipendenti e lettori, costruita negli anniattraverso le cinqueedizioni della fiera. Come? Dal 22 al 25 ottobre ogni editore allestirà all’interno della piattaforma un proprio stand virtuale in cui il lettore potrà scoprire le ultime novità e il catalogo, approfondire contenuti inediti, interagire con le redazioni e con gli autori. Gli stand saranno dotati di una sala virtuale in cui proporrepresentazioni ed eventi pensati appositamente per la manifestazione intorno al tema Leggere i Venti.

Gli incontri – appuntamenti in diretta streaming, ma anche contributi video realizzati ad hoc – saranno trasmessi sulla piattaforma. Nelle stesse date si svolgeranno anche eventi in presenza grazie alla collaborazione tra gli espositori e i libraiaderenti alla manifestazione, cheli ospiterannoall’interno dei loro spazi, nelle diverse regioni italiane.

«Per raccontare la forma di questo Book Pride abbiamo scelto il termine Link. Nell’accezione ormai tradizionale – che rimanda alla connessione digitale – ma soprattutto nel suo significato originario di legame. Un legame, tra editori indipendenti e librai indipendenti, tra scrittori e lettori, a cui Book Pride intende dare forma e consistenza» dichiara Giorgio Vasta, direttore editoriale della manifestazione.«Legami che già esistono e che vanno rinsaldati, legami che ancora non ci sono e che devono essere generati e curati. Legami che sono fili, funi, ciò che serve a fabbricare nodi che a loro volta contribuiscono a creare un reticolo, o meglio ancora una trama: quella del pensiero di chi i libri li scrive e li pubblica, la trama del desiderio di chi i libri li veicola e di chi li legge».

«In un anno in cui il mondo dell’editoria si è visto costretto a rinunce e limitazioni, Book Pride ha sviluppato un’idea che coniuga l’offerta culturale indipendente con la dimensione digitale, intesa non come mal tollerato ripiego ma come ambiente che aggiunge e potenzia la dimensione fisica cui siamo abituati: una piattaforma dove i lettori potranno incontrarsi di nuovo, dialogare con autori ed editori e realizzare acquisti in tutta sicurezza, sostenendo una libreria indipendente scelta in base al criterio della prossimità – afferma Isabella Ferretti, direttore generale della fiera. Le librerie, distribuite sul territorio nazionale, saranno teatro di reading, presentazioni, talk e tanti altri eventi per tutte le tipologie di lettori! Grazie a una collaborazione innovativa tra librerie ed editori indipendenti, Book Pride Link sarà una grande campagna di promozione della lettura che si connette al nostro passato ma guarda già al futuro».

Book Pride si è alleatacon una nuova realtà nata a sostegno dell’editoria indipendente: Bookdealer, la prima piattaforma di e-commerce per le librerie indipendenti di tutta Italia.Grazie alla partecipazione di Bookdealer i lettori che non hanno la possibilità di recarsi in libreria potranno ricevere i propri acquisti a domicilio, acquisti effettuati sempre nelle librerie indipendenti.

 

Delos

 

A BergamoScienza il premio Nobel Elizabeth Blackburn

 

Il premio Nobel per la medicina 2009 Elizabeth Blackburn sarà ospite per la prima volta a BergamoScienza, il festival di divulgazione scientificain corso fino al 18 ottobre, che in questa XVIII edizioneha veste tutta digitale.

Sabato 10 ottobre, alle 17, la biologa molecolare terrà la lectio magistralis Possiamo vivere per sempre? durante la quale cercherà di rispondere alle domande, che da sempre l’umanità si pone, sul funzionamento dell’invecchiamentoe sulle strategie per ostacolarlo. Come funziona questo meccanismo che definisce le nostre esistenze? E quanto è realmente influenzabile dalla scienza e dallo stile di vita?

In collegamento con il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e con Nicola Quadri, segretario del Comitato Scientifico dell’Associazione BergamoScienza, la scienziata illustrerà la ricerca per la quale è stata insignitadel premio Nobel, assieme a Jack W. Szostak ed a Carol Greider, per la scoperta della telomerasi e del suo ruolo nel processo di invecchiamento cellulare.

Elizabeth Blackburn, australiana naturalizzata statunitense, inserita dal Time Magazine nella classifica 2007 delle 100 persone più influenti, oltre al premio Nobel durante la sua è stata insignita di numerosi altri premi importanti ed è stata presidente del Salk Institute e dell’American Association for Cancer Research.

 

Delors (anche per la fotografia)

 

 

 

Naomi Oreskes a BergamoScienza

 

La quantità di notizie relative alla crisi climatica con cui entriamo in contatto quotidianamente è impressionante, ma come districarsi tra verità e fake news? E chi mette in circolo notizie allarmistiche o false?

A queste e ad altre domande risponderà la geologa e storica della scienza Naomi Oreskes, sabato10 ottobre alle 21, in occasione della XVIII edizione di BergamoScienza, il festival di divulgazione scientifica, in corso fino al 18 ottobre con una speciale edizione tutta digitale.

Naomi Oreskes, docente di Scienze della Terra e Planetarie all’Università di Harvard, si collegherà con la neuropsicologa e divulgatrice scientifica Daniela Ovadia e la meteorologa e climatologa Serena Giacominper indagare i dubbi e le controversie che negli ultimi anni hanno caratterizzato la questione climatica.

Oratrice pubblica di fama mondiale egrande studiosa dei cambiamenti antropogenici, Naomi Oreskes è promotricedi numerose campagne contro la disinformazione anti-scientifica. Tra i suoi libri più recentiricordiamo DiscerningExperts (Univ. Chigago Press, 2019)e WhyTrust Science? (Princeton Univ. Press, 2019).

 

Delos (anche per la fotografia)

 

All’Ex Manifattura Tabacchi di Verona un viaggio tra i progetti che trasformeranno la Zai

La mostra all’ex Manifattura Tabacchi

La ZAI, da Zona Artigianale Industriale a Zona Altamente Innovativa. Un intero quartiere sta per essere rigenerato e diventare, così, luogo di innovazione sia urbanistica che tecnologica, ma anche di incontro e promozione del turismo. A partire dall’ex Manifattura Tabacchi che ha accolto i veronesi, aprendo i suoi cancelli dopo anni, in occasione della presentazione degli ultimi due capitoli del dossier ‘VERONA 2022. La Cultura apre nuovi mondi’. Un cantiere all’interno del quale i cittadini hanno avuto la possibilità di scoprire alcuni dei progetti che sono stati inseriti nel documento per la candidatura a Capitale della Cultura 2022, depositato a fine luglio dall’Amministrazione comunale. Una programmazione che ha disegnato cinque ‘mondi’, eccellenze che, a vario titolo, contribuiscono a valorizzare il patrimonio storico e artistico della nostra città.

E di questi cinque, uno mette insieme smart city, nuovi spazi urbani e turismo, perché la cultura si fa spazio in tutti gli ambiti cittadini. Durante l’apertura sono stati illustrati la storia e il progetto di rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi, di cui hanno parlato l’architetto Michele De Mori dell’associazione Agile e l’ingegnere Paolo Signoretti della nuova proprietà. Ad accompagnare le loro parole una mostra con foto, bozzetti e disegni di quello che è stata e sarà l’area industriale che si trova tra la fiera e la stazione.
E poi, uno dopo l’altro, i segni della nuova ZAI. Dalle Gallerie Mercatali al Wine museum, di cui ha parlato il vicepresidente di Veronafiere Matteo Gelmetti, al nuovo polo tecnologico universitario con i suoi laboratori, illustrati dal docente Paolo Fiorini dell’Università di Verona. Fino al potenziamento del Consorzio ZAI, e quindi della logistica, con Nicola Boaretti. Idee e progetti del capitolo ‘Smart city, green city – La città nuova per l’ambiente’, ossia sostenibilità, innovazione e rigenerazione urbanistica. Dal centro a Verona Sud, dalla dimensione dell’individuo a quella dell’ambiente che lo circonda, ma anche al nuovo modo di fare urbanistica in chiave green e smart. Soluzioni che trasformeranno il contesto cittadino scaligero in un ambiente dinamico, pulito e a misura d’uomo.

Infine il turismo, con il nuovo Dms –Destination management system che mette in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Una partita che vede in campo la Dmo di Verona, ma anche tante associazioni, come quella delle Strade del Vino Valpolicella, rappresentata da Miriam Magnani. Il capitolo ‘Verona Beyond – La città fra turismo e territorio’ mette, infatti, in rete una progettualità che supera i confini urbani per raggiungere il mondo che si trova al di fuori delle mura scaligere.

All’appuntamento erano presenti il sindaco Federico Sboarina e gli assessori all’Urbanistica Ilaria Segala e alla Cultura Francesca Briani.

“Abbiamo tracciato la strada di una nuova Verona, ora non resta che percorrerla – ha detto il sindaco -. La crescita culturale della città deve andare di pari passo con uno sviluppo urbanistico sostenibile e a misura d’uomo, specialmente in quest’area, fin troppo martoriata negli anni passati. Per come la vediamo noi, invece, la Zai sarà baricentrica, una fucina di idee e progetti a vantaggio di tutta Verona. Stiamo parlando di rigenerazione, nuovi spazi verdi, collegamenti che cambieranno il volto urbano, non idee visionarie ma realtà. E nei prossimi anni potremo ammirarle con i nostri occhi. Stiamo disegnando una città nuova, proiettata nel futuro, grazie alla collaborazione di istituzioni, privati, associazioni. Abbiamo voluto mettere insieme l’eccellenza, creare un sistema Verona in grado di far confluire forze, competenze e risorse per far crescere la città. Siamo già capitale della Cultura, nessuno ci potrà mai togliere il nostro patrimonio storico e artistico, ma questo percorso ci ha permesso di fare squadra e di camminare insieme, per progettare a lungo termine”.

“Cultura e urbanistica devono viaggiare insieme – ha aggiunto Segala -. Questo luogo industriale abbandonato, nei prossimi anni, non solo verrà riqualificato ma diventerà un fermento di progetti e idee. Aperto alla e sulla città, grazie all’abbattimento del muro che oggi crea una netta separazione. Dopo tanto tempo i veronesi torneranno ad appropriarsi di spazi che, in molti, non hanno mai nemmeno visto. E la prima occasione è proprio questa. Abbiamo fortemente voluto presentare alla cittadinanza il dossier in quelli che saranno i cantieri che cambieranno il volto di Verona. Un’opportunità colta da molti che si concluderà settimana prossima a Castel San Pietro”.

“Un unico grande progetto che ha visto lavorare insieme tante realtà diverse – ha concluso Briani -. Anche per quanto riguarda il turismo, grazie al lavoro della Dmo Verona, è stato possibile aderire alla piattaforma regionale che metterà in rete tutte le destinazioni turistiche del Veneto. Un grande passo avanti per promuovere il nostro territorio e le sue eccellenze, facendo squadra per crescere assieme. Ecco che fare cultura significa programmare e progettare a 360 gradi lo sviluppo e il futuro di una intera città. È quello che stiamo facendo e che continueremo a fare anche dopo la corsa per la candidatura a Capitale della cultura 2022”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)