A Castelvecchio l’opera di Paolo Farinati

Una ‘fotografia’ di Verona datata 1558, con l’Arena, l’Adige, Castel San Pietro e San Felice. E, in primo piano, un battesimo. Un dono che il Consiglio comunale dell’epoca fece al capitano Girolamo Ferro per mano di Paolo Farinati. L’opera ‘Allegoria del battesimo di Andriana Verona Ferro’ ora troneggia a Castelvecchio, grazie all’acquisizione ottenuta dal Ministero della Cultura che l’ha acquistata a inizio 2021 e ha sposato la candidatura di Verona quale sede di esposizione. Iniziativa favorita e sostenuta anche dall’imprenditore Luigi Carlon di Palazzo Maffei. È la seconda opera che, in un anno, arriva tra le mura scaligere dal Ministero, i cui ultimi conferimenti risalgono agli anni ’80. Solo pochi mesi fa, infatti, era giunta in città l’ancona lignea rinascimentale, detta di San Luca.

Il dipinto è esposto nella Galleria Dipinti di Castelvecchio in una sala appositamente riordinata per mettere in dialogo opere di altri artisti veronesi e dello stesso Farinati, tra cui la tela vicina per datazione con Cristo mostrato al popolo e due terracotte dipinte con San Paolo e Sant’Antonio Abate. Il tutto nell’allestimento scarpiano valorizzato da un recente intervento di efficientamento energetico e di aggiornamento dell’impianto di illuminazione, che esalta i valori cromatici dei dipinti.

‘Allegoria del battesimo di Andriana Verona Ferro’ è una delle opere più famose e importanti del catalogo di Paolo Farinati per le circostanze in cui fu realizzata e per la straordinaria veduta della città di Verona, che fa da scenografia alla composizione. Un’opera celebrativa dell’istituzione cittadina e del governo della Serenissima.

Il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il Soprintendente Vincenzo Tinè e la dirigente dei Musei Civici Francesca Rossi hanno scoperto il quadro in tutta la sua magnificenza.

“Questo dipinto racconta un periodo della nostra storia, è una straordinaria fotografia della Verona dell’epoca – ha detto il sindaco -. Ringrazio il Ministero per aver voluto che questo quadro arrivasse a Castelvecchio, impreziosendo la nostra collezione e, dopo 40 anni, ripristinando le acquisizioni a testimonianza del prestigio del nostro Museo. Durante la pandemia si è sempre lavorato con questo obiettivo, arricchire il patrimonio museale per restituire poi ai veronesi e ai turisti degli spazi espositivi ancor più prestigiosi. L’altro grazie va alle forze imprenditoriali cittadine, come la famiglia Carlon, che in questo momento così particolare hanno deciso di investire sulla nostra cultura, dai Musei all’Arena, certamente per spirito imprenditoriale ma soprattutto per amore nei confronti della città. Una scintilla nuova che è partita, mai esistita prima”.

“Queste opere arrivano a fronte di relazioni puntuali inviate al Ministero, sulle quali si basano le valutazioni per le attribuzioni e i depositi permanenti – ha aggiunto Briani -. Un lavoro minuzioso quello della direzione dei Musei e degli uffici che rendono possibile tutto questo. Oltre alla forte sinergia con le realtà private cittadine. Nell’ultimo anno l’impegno è stato massimo, su diversi fronti. Da Dante alle nuove opere nei musei, fino ai riallestimenti a dimostrazione che con la volontà e l’impegno si ottengono risultati inimmaginabili”.

“È abbastanza anomalo che lo Stato dia a un museo un’opera di questo valore, è un riconoscimento straordinario per Castelvecchio che si attesta quale riferimento culturale a livello nazionale – ha detto Tinè -. Le ultime acquisizioni infatti risalgono a quaranta anni fa, mentre grazie all’operato della direttrice Rossi ne abbiamo avute due in un anno”.

“Il secondo arrivo in un anno – ha concluso Rossi -, una dimostrazione della rete creata con l’intero sistema museale nazionale. Dopo l’ancona lignea di San Luca ora possiamo esporre anche quest’opera di Farinati. Un dipinto incredibile datato e firmato dall’autore, e commissionato dal Consiglio comunale del 1558, in cui si vede la città con gli occhi dell’epoca. Non solo monumenti, palazzi e il fiume ma anche le botti di vino, il commercio di seta e lana. La composizione costituisce un rarissimo documento e ha il grande pregio di restituire la fisionomia del paesaggio urbano scaligero prima della radicale trasformazione subita dalla riva sinistra dell’Adige in età napoleonica”.

Il dipinto raffigura una giovane donna dal viso dolce che siede come la mitica Europa sul toro bianco. Allo scollo della sopraveste rosa su un grande medaglione in oro spicca il leone di San Marco. La donna, che personifica la città di Verona, sorregge una neonata avvolta in fasce e pronta a ricevere sulla testina rivolta verso il basso l’acqua battesimale che angeli bambini dall’alto dei cieli sono pronti a versare. Il battesimo si svolge sulle rive dell’Adige e in prospettiva si scorgono alcuni elementi caratterizzanti del paesaggio della città: l’Arena e il colle, con i due antichi castelli di San Pietro e San Felice. Il fiume è personificato da un giovane nudo che si appoggia ad un’anfora da cui sgorgano le acque e sorregge balle di panni e botti, allusione ai traffici che transitano lungo il suo corso. L’allegoria di Verona è combinata con quella del battesimo della neonata che porta un nome quasi omonimo della città, si chiama infatti Andriana Verona Ferro. 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Il libro “De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” ancora in tour

Ha preso il via il 21 giugno, nel giorno della Festa della musica, il tour di presentazione del volume “Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” (Giunti), curato da Enrico Deregibus. Il giornalista piemontese in questo libro si sofferma sulle canzoni, più di 200, che De Gregori ha inserito nei suoi dischi, con ampie e dettagliate schede che riservano molte sorprese anche a chi conosce bene l’artista romano, uno dei più importanti protagonisti della storia della musica in Italia. Ad accompagnare le schede, i testi delle canzoni controllati e certificati direttamente da De Gregori, che ha dato così il suo avallo al volume. Un libro di oltre 700 pagine che è una sorta di seconda parte di “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi”, biografia del cantautore pubblicata da Deregibus nel 2015 sempre per Giunti.

A Rosolina Mare (Rovigo), il 24 luglio alle ore 18.30 il libro sarà presentato in un incontro durante “Voci per la libertà”, il festival legato ad Amnesty International, con la conduzione di Duccio Pasqua e l’accompagnamento musicale dei Marmaja.

Puntata in Sardegna il 3 agosto, a Sassari in Piazza Moretti alle ore 20, con una presentazione del libro nell’ambito del festival Abbabula. Enrico Deregibus è giornalista, saggista, nonchè consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi musicali. È considerato il maggior esperto di Francesco De Gregori.

È, tra l’altro, ideatore e curatore del “Dizionario completo della canzone italiana” (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti” (BUR, 2007). Del 2013 è “Chi se ne frega della musica?”, una raccolta antologica di suoi scritti usciti su varie testate (NdAPress).

Monferr’Autore (anche per la fotografia)

Bambini al Museo a Bologna

Continuano i pomeriggi al museo, ricchi di percorsi didattici dedicati ai bambini e ragazzi dai 6 ai 10 anni, alla scoperta dei palazzi e delle mostre di Genus Bononiae. Musei nella Città.

Tutti i giorni fino al 30 luglio 2021, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, sono previste visite animate, giochi al museo e laboratori tematici all’insegna del divertimento e della cultura: arte, storia, inglese, scienze, musica e interculturalità. A conclusione di ogni percorso didattico, la seconda parte del pomeriggio sarà dedicata ai compiti delle vacanze, ad approfondimenti di varie materie scolastiche e ai giochi da tavola.

Per andare incontro alle esigenze di tutte le famiglie, Genus Bononiae ha previsto due modalità di partecipazione: l’iscrizione al singolo pomeriggio (€17,00 a bambino) oppure l’abbonamento settimanale (€75,00 a bambino). Per poter usufruire dell’abbonamento settimanale è richiesto alle famiglie di formare il proprio gruppo di minimo 4 bambini.

Tutte le attività si svolgeranno in totale sicurezza e in piena conformità con i protocolli stabiliti dai DPCM: è quindi obbligatoria la prenotazione, poiché i gruppi saranno a numero limitato (massimo 10 bambini ad attività).

Per avere maggiori informazioni o per prenotare è possibile contattare il call center di Genus Bononiae chiamando il numero 051 19936343 (lun.-ven., 11.00-16.00) oppure scrivendo una mail a esposizioni@genusbononiae.it.

G. B.

Visite guidate e musica al Museo archeologico

Ancora due pomeriggi estivi al Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona, con intrattenimento musicale e visite guidate. L’appuntamento è per domani 6 luglio e per il 7 settembre, alle ore 16.30 e alle 17.10. Ad attendere i visitatori la nuova iniziativa organizzata dal Comune in collaborazione con la Società Amici della Musica di Verona. Durante la visita al Museo si potrà ascoltare musica classica nel chiostro, eseguita da giovani diplomati del Conservatorio.

Negli stessi orari, inoltre, verranno offerte delle visite guidate gratuite su prenotazione alla mostra “Il fascino dei vetri romani”.

Da diversi anni i Musei Civici collaborano con la Società Amici della Musica di Verona per arricchire la visita dei musei con l’ascolto della musica e dare spazio a giovani musicisti all’inizio della loro carriera.

Il programma musicale prevede il 6 luglio Marco Palazzo al violino e Chiara Mazzoni all’arpa; il 7 settembre, Nicola Tumicioli al clavicembalo ed Elena Zavarise al flauto.

I visitatori che assisteranno al concerto o parteciperanno alla visita guidata potranno entrare con il biglietto ridotto di 3 euro.

La capienza della sala è limitata, per la visita guidata è necessaria la prenotazione, da effettuarsi alla Segreteria didattica dei Musei Civici – Cooperativa Le Macchine Celibi, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16 e il sabato dalle 9 alle 13, al numero 045 8036353 – 045 597140 o via mail segreteriadidattica@comune.verona.it.

Per i soci della Società Amici della Musica di Verona l’ingresso è gratuito. L’ingresso al Museo è consentito indossando la mascherina. Tutte le informazioni sul sito dei Musei civici.

Roberto Bolis

Per i più piccoli le storie di Elisa Galeati

Sarà Elisa Galeati con le sue storie al kamishibai ad animare il nuovo pomeriggio di letture per i più piccoli organizzato per mercoledì 30 giugno 2021 alle 17.30 dalla biblioteca comunale Bassani di via G. Grosoli 42 a Barco (Ferrara). L’appuntamento, dal titolo ‘Una valigia che viene da lontano’, rientra nel ciclo di narrazioni pomeridiane per bambini dai 3 agli 8 anni ‘Un parco di storie’ in programma per cinque mercoledì fino al 28 luglio, nel parco accanto alla biblioteca. Le letture sono a partecipazione gratuita, con posti limitati. È richiesta l’iscrizione da effettuare contattando i numeri di telefono 0532 797418 o 0532 797477 o scrivendo a info.bassani@comune.fe.it.
In caso di maltempo l’evento sarà annullato.

Alessandro Zangara

Il programma di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021

Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 propone un ampio palinsesto di eventi e iniziative. Tra riaperture e nuove produzioni, turisti e cittadini di tutte le età potranno trovare appuntamenti di ogni genere, tra mostre e installazioni, rassegne, eventi e passeggiate.

Di seguito un calendario degli highlights, con eventi in corso e prossime aperture.

Informazioni e prenotazioni obbligatorie su www.parma2020.it

Antelami a Fidenza. Rivivere la passio di San Donnino
Fino a giugno 2021 | Cattedrale di Fidenza

Un nuovo percorso di visita per valorizzare la presenza di Benedetto Antelami nella Cattedrale di San Donnino collega il museo in cui è conservata la preziosa Maestà Mariana con il matroneo nord della cattedrale. Il museo racconta la storia del monumento attraverso ricostruzioni 3D e sezioni interattive dei principali manufatti esposti, mentre, nel matroneo, San Donnino torna in vita grazie all’animazione digitale delle sculture in facciata.

Ligabue e Vitaloni – Dare voce alla natura

Fino al 04.07.2021 | Palazzo Tarasconi

Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma dedica una mostra, a cura di Augusto Agosta Tota, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi, ad Antonio Ligabue e Michele Vitaloni: due artisti che traggono la loro potenza rappresentativa da quella parte istintuale e primordiale che accosta la sfera umana a quella animale.

Dalle ceramiche persiane alle maioliche rinascimentali italiane

Fino al 4.07.2021 | Palazzo Bossi Bocchi – Collezioni d’Arte Fondazione Cariparma – Parma

La mostra è il frutto del lavoro di catalogazione sui fondi di ceramica e maiolica di Fondazione Cariparma. Si articola sull’esposizione di alcune delle ceramiche conservate nelle collezioni Garbarino, Braibanti e Cozza, con focus sulle tecniche e l’iconografia della ceramica persiana e mesopotamica e sui contatti e le influenze sulle produzioni italiane del Medioevo e del Rinascimento, per arrivare alle ceramiche rinvenute durante i lavori edili alla filiale dell’allora Ag. 3 della Cassa di Risparmio a Barriera Repubblica, anticamente zona di botteghe e fornaci di cottura di materiale inerte.

Attraverso le Avanguardie. Giuseppe Niccoli / visione e coraggio di una Galleria

Fino al 18.07.2021 | APE Parma Museo

La Fondazione Monteparma ricorda la figura di Giuseppe Niccoli, la sua straordinaria attività di scoperta e valorizzazione di talenti e la storia della Galleria fondata negli anni ’70. La mostra, curata da Bruno Corà, Roberto e Marco Niccoli, presenta opere di artisti internazionali, tra cui, per citarne alcuni, Afro, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Piero Dorazio, Lucio Fontana, Conrad Marca-Relli, Fausto Melotti, Angelo Savelli, Salvatore Scarpitta, Mario Schifano, in rappresentanza delle correnti artistiche che la Galleria Niccoli ha seguito, esposto e sostenuto nel corso degli ultimi 50 anni.

Modigliani Opere dal Musée de Grenoble
Fino al 18.07.2021 | Fondazione Magnani Rocca – Villa dei Capolavori

L’esposizione, grazie alla collaborazione col Musée de Grenoble, di sei opere di Modigliani, fra pittura e disegno, consente di analizzare il rapporto fra grafica e pittura e di cogliere i principali riferimenti culturali nel suo lavoro di ritrattista. Vengono esposti il dipinto Femme au col blanc, olio su tela del 1917, raffigurante Lunia Czechowska, moglie dell’amico d’infanzia di Léopold Zborowski, mercante d’arte e mecenate di Modigliani, e cinque ritratti a matita di personaggi della capitale francese degli anni Dieci, dove egli fu al centro della scena artistica, al tempo all’avanguardia internazionale.

Fornasetti. Theatrum Mundi

Fino al 25.07.2021 | Complesso Monumentale della Pilotta

Una mostra, a cura diBarnaba Fornasetti, Valeria Manzi e Simone Verde, che fa dialogare le forme classiche del Complesso della Pilotta con il design contemporaneo di Piero Fornasetti. Una produzione di Complesso Monumentale della Pilotta, in collaborazione con Associazione Fornasetti Cult.

Design! Oggetti, processi, esperienze – Through Time

Fino al 25.07.2021 | Palazzo Pigorini
Fino al 29.08.2021 | Abbazia di Valserena

Gli archivi dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione, custodi di un immenso patrimonio di conoscenze dei designer che hanno definito la cultura del progetto italiano nel Novecento, si aprono raccontando così i temi centrali del design. All’Abbazia di Valserena la parte centrale della mostra, a Palazzo Pigorini la sezione dedicata alla moda, in collaborazione con GIA, Imprese Settore Moda.

Abecedario d’artista. Mostra Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna
Fino al 25.07.2021 | Palazzo del Governatore di Comune di Parma e GAER
Durante l’estate, trentacinque tra i più talentuosi artisti under 35, provenienti da tutte le province del territorio regionale dell’Emilia Romagna, selezionati da una giuria di esperti del mondo dell’arte, esporranno le proprie opere in una mostra dedicata al tempo e al paesaggio, curata dall’Associazione Culturale TØRØ con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Associazione GA/ER, Giovani Artisti Emilia-Romagna e Comune di Parma.

Parma la città del profumo
Fino al 01.08.2021 | APE Parma Museo

La mostra nasce da due importanti realtà: CNA Parma, Associazione che pone al centro il saper fare, il lavoro e la creatività artigiana, e Mouillettes & Co, una realtà unica in Italia che sviluppa percorsi di formazione e consulenza legati al mondo dell’olfatto. Il profumo a Parma è una vera eccellenza che nel corso del tempo ha portato allo sviluppo della filiera completa, dalle aziende produttrici di fragranze alle nuove realtà specializzate nella vetreria, nella stampa, nella cartotecnica e negli imballaggi. Sono previsti percorsi olfattivi dedicati alle fioriture nel centro storico della città, in collaborazione con alcune guide turistiche locali formate sul tema, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi come l’Orto botanico, l’Antica Farmacia San Filippo Neri e le Profumerie storiche. Ogni mese è dedicato a una fioritura diversa e questo permette al visitatore di immergersi nelle diverse fragranze e note olfattive.

La via delle forme. Viaggio nei mestieri di Parma
Fino al 08.08.2021 | Galleria San Ludovico

Il progetto multimediale, ideato da PARMA 360 Festival della creatività contemporanea in collaborazione con il Gruppo Imprese Artigiane di Parma, e realizzato da Antica Proietteria, ripercorre l’evoluzione dei mestieri cittadini attraverso immagini storiche e racconti del presente, con il coinvolgimento delle realtà professionali che vivono nel territorio. Nella mostra, curata da Chiara Canali, Camilla Mineo e Giancarlo Gonizzi, il tessuto imprenditoriale parmigiano è raccontato, attraverso proiezioni multimediali, da personaggi di riferimento della storia cittadina suddivisi in sei macro-categorie (enogastronomia, costruzioni, editoria, trasporti e logistica, lavorazioni tecnologiche, meccanica e innovation): il pittore manierista Parmigianino, l’architetto di Corte Ennemond Alexandre Petitot, il re dei tipografi Giambattista Bodoni, il compositore Giuseppe Verdi, il regista Bernardo Bertolucci,le stiliste Sorelle Fontana.

Tribes. The last breath on earth
Fino al 30.08.2021 | Museo d’arte cinese ed etnografico di Parma
Il fotografo Arturo Delle Donne ha dato vita a una mostra in cui i corpi sono come le tele degli artisti. Attraverso i disegni sulla pelle, gli uomini hanno trasmesso per millenni preziose informazioni, ma il progresso sta cancellando dal pianeta questa nobile forma di linguaggio corporale. L’artista recupera potenti stilemi tribali da Papua Nuova Guinea, Amazzonia, Australia, Etiopia, Perù, Burkina Faso, Nuova Caledonia, riproducendoli con scrupolo e precisione sui volti di studenti, operai, giovani laureati, gente presa a prestito dalla quotidianità di massa occidentale.

Antelami a Parma – Il lavoro dell’uomo, il tempo della Terra

Fino al 31.08.2021 | Battistero, Duomo e Museo Diocesano

Le statue dei Mesi e delle Stagioni di Benedetto Antelami, collocate sul loggiato interno del Battistero, sono occasionalmente poste a terra permettendo così al visitatore una fruizione più che mai ravvicinata. Una produzione di Diocesi di Parma, in collaborazione con Capitolo della Basilica Cattedrale, Fabbriceria della Basilica Cattedrale, Fondazione Cariparma e Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma.

Florilegium

Tutta l’estate 2021 | Oratorio di San Tiburzio

Nell’Oratorio di San Tiburzio – parte del complesso che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri – si trova la prima personale italiana di Rebecca Louise Law: un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma. Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea, progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori.

Porcellane dei Duchi di Parma. Capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo

Fino al 19.09.2021 | Reggia di Colorno

Dal Quirinale e da altre sedi (Gallerie degli Uffizi, Museo della Villa Medicea di Poggio a Caiano, Musei Reali di Torino) tornano in Reggia le porcellane di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia, tesori dei Duchi di Parma, accompagnate da documenti concessi dall’Archivio di Stato. Un lavoro condotto negli Archivi, che ha consentito a Giovanni Godi e un gruppo di esperti, di individuare le sedi dove i tesori parmensi sono stati collocati. Queste opere raffinate e di qualità altissima evidenziano come il gusto alla corte dei duchi di Parma si fosse plasmato in pieno accordo con i modelli francesi sviluppati nel Settecento, quando ricchezza decorativa e desiderio di ostentazione accompagnavano l’allestimento delle tavole del vecchio continente.

Umberto Eco, Franco Maria Ricci. LABIRINTI. Storia di un segno
Fino al 26.09.2021 | Labirinto della Masone, Fontanellato

Grazie a innovativi allestimenti multimediali a cura di NEO [Narrative Environments Operas], il Labirinto di Franco Maria Ricci si trasforma in un vero e proprio metalabirinto, introducendo i visitatori in un percorso, articolato in tre sale, di parole e pensieri, tra allestimenti scenografici e digitali e prestiti di rilievo, alla scoperta della storia e del significato di uno dei simboli più antichi al mondo, accompagnati dalla guida di ombre nobili e sapienti legate alla storia di Ricci – non solo Umberto Eco ma anche Jorge Luis Borges.

Napoleone 1821 La morte di Bonaparte

Fino al 26.09.2021 | Museo Glauco Lombardi
Nel bicentenario dalla morte dell’imperatore, una mostra per ricostruire le conseguenze che il luttuoso evento di Sant’Elena ebbe nel contesto parmense, dove la notizia della morte, comunicata alla duchessa Maria Luigia, sua vedova, mise in moto una complicata macchina organizzativa che andò a incidere anche sull’equilibrio politico europeo. Nelle due stanze espositive, circa 120 pezzi permettono di ripercorrere le tappe di quest’evento attraverso opere d’arte, inediti documenti e perfette ricostruzioni storiche del letto dell’imperatore, dei suoi abiti e dei suoi accessori, proponendo un palpabile esempio della glorificazione postuma di Bonaparte attraverso la curiosa storia della lastra del San Napoleone Martire.

Renato Brozzi e la scultura animalista italiana tra Otto e Novecento
Fino al 30.09.2021 |Museo Renato Brozzi di Traversetolo La mostra è incentrata sul tema dell’animalismo e sulla figura di Renato Brozzi (Traversetolo 1885-1963). Presenti con oltre 100 opere, molte poco conosciute o del tutto inedite perché appartenenti a collezioni private, più di 50 artisti animalieri, tra cui: Rembrandt Bugatti, Duilio Cambellotti, Guido Cacciapuoti, Antonio Ligabue, Guido Righetti, Sirio Tofanari, Felice Tosalli. L’esposizione è promossa dal Comune di Traversetolo e dal museo Renato Brozzi.

I quadri di Pietro. Capolavori della Collezione Barilla d’Arte Moderna

Fino al 27.12.2021 | Pinacoteca Stuard

Il progetto espositivo a cura di Giancarlo Gonizzi, organizzato dal Comune di Parma e dalla Famiglia Barilla, mette in mostra – un quadro al mese – alcune delle più interessanti opere della Collezione Barilla di Arte Moderna, non esposte al pubblico da più di 25 anni: quadri di James Ensor, Alberto Savinio, Atanasio Soldati, Filippo De Pisis, Chaim Soutine, Max Ernst, Giorgio Morandi, Fernand Léger, Ennio Morlotti, Renato Guttuso, Jean Dubuffet, Lucio Fontana e Pablo Picasso.

L’Ottocento e il mito di Correggio

Permanente | Galleria Nazionale – Palazzo della Pilotta

Un virtuoso allestimento della Rocchetta, all’interno del Complesso Monumentale della Pilotta, dedicato a due figure fondamentali della storia parmense: Maria Luigia d’Asburgo, Duchessa di Parma, e l’incisore Paolo Toschi.

Sentiero d’arte – Langhirano Torrechiara

Installazioni artistiche permanenti | Da Langhirano a Torrechiara

Da un’idea di F.lli Galloni Spa nasce questa passeggiata di bellezza e contemplazione che collega i principali luoghi dell’area del Comune di Langhirano: un itinerario attraverso prati e colline, boschetti e vigneti, in un ambiente naturale rimasto immutato nei secoli. Il progetto è a cura di Associazione Sentiero d’arte Langhirano Torrechiara Odv, in collaborazione con il Comune di Langhirano.

Delos

In cammino con Dante a Verona: mostra diffusa

Nell’ambito delle celebrazioni veronesi in onore diDante, il Comune di Verona presenta il cuore del programma artistico ideato per onorare l’Alighieri e il suo rapporto strettissimo con la città: un’inedita mostra diffusa, realizzata dai Musei Civici, con il patrocinio e il contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, in collaborazione con Università di Verona e Diocesi di Verona, con il contributo di Fondazione Banca Popolare di Verona.

Il progetto veronese prevede un duplice omaggio: a Dante e alla città di Verona, che lo accolse dopo l’esilio da Firenze, e ne diventò seconda patria. Il legame con la città e con gli Scaligeri fu forte e duraturo e Verona stessa ne offre molteplici testimonianze: sono numerosi i luoghi legati alla presenza di Dante, fonti di ispirazione per la Divina Commedia, e oggi è possibile, grazie alle tracce contenute nelle sue opere, ricostruire passaggi cruciali della vicenda veronese.

Un indizio certo è rintracciabile nel canto XVII del Paradiso. Dante scrive che il primo a offrirgli ospitalità fu il «gran lombardo / che ’n su la scala porta il santo uccello»: Bartolomeo della Scala, morto nel 1304, unico tra gli Scaligeri a esibire sulla tomba l’aquila. Dante visse ancora a Verona, ospite e protetto di Cangrande, tra il 1312 – anno in cui una missiva di Cangrande all’Imperatore sembra rivelare elementi stilistici della penna del Poeta – e il 1320. Il rapporto tra Dante e Cangrande fu lungo e saldo: ne sono testimoni l’elogio di Cangrande nel canto XVII del Paradiso e la celebre Epistola XIII con cui Dante gli dedicò la terza Cantica.

La città non è quindi mero sfondo alla vicenda dantesca, ma ne diventa, essa stessa, protagonista e ispiratrice: come? Verona ha scelto di valorizzare la sua singolarità, rispetto alle altre città dell’esilio, ideando una mostra diffusa, un itinerario che si snoda nei luoghi della presenza e della tradizione dantesca. Verona, infatti, ci parla ancora dell’epoca di Dante: ripercorrendo le stesse strade, contemplando un paesaggio, entrando nei palazzi, visitando le chiese, osservando le immagini dipinte e scolpite che, oltre settecento anni fa, il Poeta stesso poté scoprire e ammirare.

Il percorso e le tappe della mostra diffusa sono contenuti e illustrati in un’agile mappa cartacea, preziosa guida che conduce i visitatori alla scoperta dei luoghi direttamente legati alla presenza di Dante; dei suoi figli e dei suoi eredi, che ancora oggi risiedono a Gargagnago in Valpolicella; delle suggestioni che Dante traspose nelle sue opere; della tradizione dantesca, che nei secoli continuò ad alimentarsi e a crescere, fino a diventare, nell’Ottocento, punto di riferimento per l’identità nazionale.

La mappa non è stata pensata solo per i turisti: ogni cittadino veronese potrà riscoprire, come portato per mano dal Poeta, il piacere di essere visitatore attento e privilegiato della propria città, alla riscoperta di chiese, piazze, strade, palazzi, parchi, e di tutto quel patrimonio straordinario, eredità per le future generazioni.

Ogni luogo dantesco della mappa è segnalato in situ con un apposito pannello; con un semplice tocco sul proprio cellulare tramite QRcode, il visitatore potrà accedere a un’espansione digitale dei contenuti della mappa, ulteriore approfondimento del proprio itinerario.

I luoghi di Dante: prima tappa è Piazza dei Signori, centro del potere, sia durante la Signoria scaligera che dopo la sua caduta. Al centro vi è collocata una statua del Poeta, in marmo di Carrara, opera emblematica della Verona risorgimentale. Realizzata dallo scultore Ugo Zannoni nel 1865, in occasione del sesto centenario dalla nascita, fu inaugurata la notte tra il 13 e il 14 maggio alle 4 del mattino per scongiurare la censura degli austriaci, allora al governo della città scaligera. Quest’anno, per le celebrazioni dantesche, il monumento è stato sottoposto a un accurato restauro (grazie alla sponsorizzazione di Zalando) e restituito nella sua intera bellezza alla città.

Si prosegue con Palazzo della Ragione, edificato verso la fine del XII secolo quale palazzo comunale, uno tra i primi in Italia, che oggi ospita la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Qui, la mostra diffusa trova un prezioso raccordo e ulteriori sviluppi tematici a carattere storico-artistico nelle esposizioni in programma: La mano che crea. La galleria pubblica di Ugo Zannoni (fino al 5 ottobre 2021, a cura di Francesca Rossi), un tributo allo scultore Zannoni, noto come uno dei protagonisti dell’esplosione del mito di Dante nelle arti figurative dell’Ottocento, ricordato per la lunga carriera animata dall’impegno civile a favore della cultura e dei musei cittadini. E Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona (11 giugno–3 ottobre 2021, a cura di Francesca Rossi, Tiziana Franco, Fausta Piccoli), realizzata con il contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, vero e proprio snodo della mostra diffusa che presenta una significativa selezione di opere d’arte e testimonianze storiche dal Trecento all’Ottocento, per approfondire due precisi fulcri tematici. Il primo riguarda il rapporto tra Dante e la Verona di Cangrande della Scala e il successivo revival sette-ottocentesco della Divina Commedia e di un Medioevo ideale; il secondo, strettamente connesso al precedente, dedicato al mito, tutto scaligero e shakespeariano, di Giulietta e Romeo. Temi sui quali si fonda, ancora oggi, la fama di Verona.

Le tappe successive sono: Palazzo del Capitanio, inizialmente residenza scaligera e costruzione recente ai tempi di Dante, quindi sede, sotto il dominio della Serenissima (1405-1796), del Capitano veneto – da qui il nome attuale – e poi, dal tardo Ottocento, degli uffici giudiziari; Palazzo della Provincia, oggi Prefettura, dimora che si fece costruire Cangrande della Scala; le Arche Scaligere, sepolcro della famiglia della Scala, costruite presso la chiesa di Santa Maria Antica. Sono sepolti qui alcuni dei personaggi citati da Dante: Alberto I (morto nel 1301) e i suoi figli Bartolomeo I (1304), Alboino (1311) e Cangrande (1329). L’arca di Bartolomeo si distingue per l’insegna della scala sormontata da un’aquila; di Cangrande restano sia il primo sarcofago, dove fu deposto subito dopo la morte improvvisa e misteriosa (l’enigma sarà svelato prossimamente dall’indagine sul DNA condotto dalle Università di Verona e di Firenze in collaborazione con il Civico Museo di Storia Naturale di Verona), sia il sontuoso monumento che gli fece realizzare Mastino II, suo nipote, sopra la porta della chiesa, quando diede avvio alla trasformazione monumentale e dinastica del cimitero.

Sempre sulle orme dell’Alighieri, si arriva poi alla chiesa di San Zeno Maggiore, capolavoro del romanico lombardo. Dante, nel XVIII canto del Purgatorio, incontra Gerardo, abate di San Zeno vissuto al tempo del Barbarossa e gli fa esprimere un giudizio pessimo su Giuseppe, figlio illegittimo di Alberto I della Scala e abate di San Zeno dal 1292 al 1313. Il nostro Poeta potrebbe essere stato ispirato, per la figura dell’abate, dall’epigrafe incisa sul fianco sud della chiesa, che ricorda l’abate Gerardo e le opere da lui promosse al tempo del sovrano svevo.

Di qui si prosegue per Sant’Elena, adiacente alla Cattedrale, che conserva in buona parte la sua compagine altomedievale. Il 20 gennaio 1320, Dante vi tenne una lezione pubblica per spiegare il fenomeno dell’emersione delle terre sopra la superficie dell’acqua. Forse sperava di conquistare così l’ammissione all’insegnamento nello Studio, la scuola superiore di Verona che stava diventando una rinomata Università, ma gli venne preferito il maestro di logica Artemisio. Alla fine del testo della Questio de aqua et terra si legge: «[…] definita da me, Dante Alighieri, il minimo dei filosofi, durante il dominio dell’invitto Signore messer Cangrande della Scala, Vicario del Sacro Romano Impero, nell’inclita città di Verona, nel tempietto della gloriosa Elena […]».

Durante il suo primo soggiorno veronese Dante frequentò quasi certamente anche la Biblioteca Capitolare, una delle più antiche del mondo, il cui scriptorium era attivo forse già dal VI secolo. La Capitolare ospitava, già allora, antichi manoscritti di alcuni fra i classici meno noti al Medioevo, come la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, le Historiae di Livio, Catullo. In un breve passaggio del De vulgari eloquentia, scritto tra il 1303 e il 1305, Dante cita una lista di autori classici – tra i quali «Titum Livium, Plinium, Frontinum, Paulum Orosium, et multos alios» – e rivela che una «amichevole insistenza» lo invitava a consultarli («Quos amica sollicitudo nos visitare invitat»).

La Biblioteca Capitolare ospita il LaMeDan (Laboratorio di Studi Medievali e Danteschi dell’Università di Verona), nato con l’obiettivo principale di studiare e digitalizzare i manoscritti della Capitolare dal nucleo più antico all’epoca di Dante, con la speranza ultima di ritrovare un manoscritto autografo dell’Alighieri.

La mappa ci conduce poi a tre chiese: Sant’Anastasia, solo un cantiere durante i soggiorni danteschi a Verona, che un tempo ospitava nel suo primo chiostro la più antica tomba veronese di famiglia degli Alighieri; San Fermo Maggiore – anch’essa in costruzione negli anni in cui Dante era presente a Verona – che nel transetto destro della chiesa conserva l’elegante cappella funeraria che Pietro IV e Ludovico Alighieri, discendenti del Poeta, fecero allestire a metà del Cinquecento. Quindi Sant’Eufemia, legata a Dante solo per via indiretta: il teologo Egidio Romano espose nel suo De regimine principum – opera composta prima del 1285 – alcune teorie cosmologiche che il Poeta avrebbe affrontato nella Questio de aqua et terra. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la Questio fosse un falso composto da qualche teologo di Sant’Eufemia e attribuito a Dante per avvalorare le dottrine del Romano. A Sant’Eufemia, inoltre, furono sepolti i figli di Guido Novello da Polenta, che ospitò Dante a Ravenna e che il Poeta menziona nella sua Egloga a Giovanni del Virgilio.

In mappa anche luoghi legati ai discendenti del Poeta: Piazza delle Erbe, dove, secondo l’umanista Moggio Moggi, Pietro Alighieri, figlio di Dante, recitò un capitolo in terzine sulla Commedia; Palazzo Bevilacqua, abitazione del figlio di Dante, di fronte alla chiesa di Sant’Anastasia; San Michele Arcangelo a San Michele Extra, monastero di una comunità religiosa femminile benedettina dove presero i voti anche Alighiera, Gemma e Lucia, figlie di Pietro Alighieri e di Jacopa Salerni.

A metà del Quattrocento Pietro III Alighieri trasferì la propria residenza nella contrada di San Fermo, dove su via Leoncino sorge Palazzo Serego Alighieri, dal caratteristico prospetto neoclassico, che al suo interno custodisce una statua di Dante, opera di Francesco Zoppi. E ancora: tra Tre e Quattrocento, Pietro, il figlio di Dante, acquistò una serie di terreni a Gargagnago di Valpolicella: fu il primo passo verso la costituzione di un ampio patrimonio fondiario e oggi vi sorge Villa Serego Alighieri, tuttora proprietà e residenza (non visitabile) dei discendenti di Dante Alighieri.

L’ultima parte del percorso è una passeggiata tra i luoghi della tradizione dantesca.

Il trecentesco Palazzo Marogna vantava, nel Cinquecento, un’articolata decorazione ad affresco – oggi purtroppo appena visibile – che, secondo il pittore ottocentesco Pietro Nanin, raffigurava due scene della Commedia: Dante che corre verso Virgilio, inseguito dalle fiere, e Beatrice su un carro, dipinta nell’atto di svelarsi il volto, secondo quanto riporta il XXXI canto del Purgatorio. È questa l’unica figura che appena si distingue oggi.

A fine Ottocento, il dantista tedesco Alfred Bassermann, in un libro sul Poeta, dedicò ampio spazio a Verona e ai luoghi danteschi: tra questi, il Ponte di Veja, un poderoso arco naturale a Sant’Anna d’Alfaedo, la cui conformazione rimanda ai ponti in pietra del cerchio VIII dell’Inferno, Malebolge.

«Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, / Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura: / color già tristi, e questi con sospetti!» (Purgatorio, VI): come non pensare che Dante ispirò il mito degli infelici amanti? Nell’Ottocento si iniziò a identificare la Casa di Romeo in un complesso affacciato su via Arche Scaligere, con un alto muro coronato da merli. La Casa di Giulietta, era al tempo una locanda detta “Stallo del Cappello”, per via dello stemma raffigurante un cappello scolpito sull’arco che affaccia sul cortile interno. Tra il Trecento e il Seicento lo stabile appartenne alla famiglia veronese dei Cappello; il legame con Giulietta, personaggio reso celebre da Shakespeare, ha quindi un esclusivo carattere letterario. Nessuna relazione esiste, infatti, con i Cappelletti del canto VI del Purgatorio, che fino al XIX secolo furono creduti veronesi, ma che già il figlio di Dante, Pietro Alighieri, nel suo commento alla Commedia confermava essere originari di Cremona. I Montecchi erano, invece, un’antica famiglia ghibellina veronese.

Tappa finale della mostra diffusa è Castelvecchio, che Dante non vide (fu costruito a partire dal 1354 per iniziativa di Cangrande II della Scala) ma che oggi accoglie, come sede museale, importanti testimonianze della Verona dell’età di Dante: sculture del Maestro di Sant’Anastasia, dipinti di stretta influenza giottesca, parte del corredo funerario della tomba di Cangrande della Scala e gli originali delle statue equestri di Cangrande e Mastino II, provenienti dalle Arche Scaligere.

In occasione dell’anno dantesco, altro fulcro della mostra diffusa è l’esposizione, in sala Boggian, Dante negli archivi. L’Inferno di Mazur (fino al 3 ottobre, a cura di Francesca Rossi, Daniela Brunelli, Donatella Boni): 41 acqueforti e acquetinte che Michael Mazur produsse ispirandosi alla prima cantica della Divina Commedia. L’opera grafica è accompagnata dalla traduzione del poeta Robert Pinsky, amico dell’artista.

L’immagine coordinata della mostra diffusa è stata elaborata a partire dal disegno di Sandro Botticelli Dante e Beatrice. ParadisoII. L’opera è stata resa disponibile, eccezionalmente, per la sola sede di Verona, assieme ad altri due disegni botticelliani per Paradiso IV, Paradiso XVII, dal Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino. I tre disegni saranno esposti alla mostra Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti.

Informazioni: www.danteaverona.it

Delos (anche per la fotografia di Daniela Bertasini: Statua di Dante del 1865 di Ugo Zannoni, a Verona))

“Tre per una” di Palopoli a Roma

Aperitivo culturale in mezzo al verde del Parco Virgiliano, in zona Nemorense a Roma. Mercoledì 26 maggio alle ore 19:00 l’autrice Roberta Palopoli presenta il suo romanzo noir “Tre per una” (edizioni Castelvecchi), un’opera – come lei stessa definisce “irrispettosa, ribelle e imprevedibile”. Insieme a lei ne parleranno l’attrice, autrice e conduttrice Enrica Bonaccorti e il giornalista e critico Paolo Petroni.

Ho immaginato una sorta di “fashion thriller” partendo dalla voglia di ribellione, onnipotenza e riscatto che ho notato in molte persone – afferma l’autrice – La mia idea era quella di inventare un personaggio capace di farla franca, beffeggiare un sistema appiattito e malato, ma allo stesso tempo dotato di una logica onesta: può sembrare un paradosso, ma il protagonista della storia  prova sentimenti totali, nel bene e nel male e dimostra così di essere più pulito e lineare di coloro che lo circondano.

Nella struttura all’aperto gestito dalla cooperativa sociale Barikamà, improntata a un progetto di impresa sociale, sarà possibile assistere liberamente all’incontro e, su richiesta, degustare le proposte bio del caffè-ristoro. Si raccomanda la prenotazione.

Stuart Newell uccide, con soddisfazione. Non sa porre ostacoli ai suoi desideri assassini. Viaggia, ha successo, classe, bellezza. Uccide ormai senza comprenderne il motivo, come avesse ogni giorno una missione criminale incontrollabile. Riesce ad adescare le sue vittime con stratagemmi assolutamente straordinari. Stuart però si innamora. E da quel momento il suo compito si amplifica, stimolato da un sentimento sconosciuto. Tre per una. I crimini di Stuart Newell è un romanzo articolato che ci avvicina alla mente criminale di chi considera la sua vita ostaggio del delitto, non senza attimi di lucida umanità. Un “fashion killer”, cittadino del mondo, che infierisce con classe e vive in un universo di logico ordine.

Elisabetta Castiglioni

I Giardini estensi, luoghi di incanto e di studio, raccontati da Francesco Scafuri

Giovedì 27 maggio 2021 alle 17 sarà trasmesso in diretta streaming dalla biblioteca “Lionello Poletti” dell’Accademia delle Scienze di Ferrara il convegno accademico di studi sul tema “Giardini estensi e semplici: aspetti estetici e nuove scoperte scientifiche”, organizzato dalla stessa Accademia delle Scienze in collaborazione con il Comune di Ferrara (Assessorato alla Cultura) e le associazioni De Humanitate Sanctae Annae Odv e Ferrariae Decus.

Dopo i saluti del Presidente dell’Accademia, Francesco Scutellari, seguirà la relazione di Francesco Scafuri (responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche presso il Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara), che approfondirà, sulla base degli studi e delle ricerche condotte negli ultimi anni, alcuni temi relativi allo sviluppo dei giardini nella Ferrara del XV e XVI secolo. La conferenza sarà visibile in diretta streaming sul canale youtube al link diretto: https://youtu.be/mUJQM0D86IE

Scafuri si soffermerà in particolare sugli incantevoli giardini estensi, nei quali le siepi di bosso e le piante sempreverdi divenivano grazie all’ars topiaria elementi fondamentali di contemplazione estetica all’insegna della bellezza della primavera, giovandosi altresì della frequente presenza di fontane monumentali. Nel contempo, i giardini rappresentavano luoghi di studio in cui, oltre agli spazi dedicati agli alberi da frutto, rivestivano particolare importanza le piante medicinali (i cosiddetti“semplici“), considerate fondamentali per la cura delle malattie, di cui peraltro nel Rinascimento non si conosceva molto. Tuttavia, soprattutto nel corso del Cinquecento si riscontra da una parte un notevole sviluppo degli studi legati a queste piante particolari (per la maggior parte note o poco conosciute), dall’altra un largo interesse per particolari specie vegetali che cominciavano a giungere dalle Americhe, oltre che dall’Asia. Questo spirito nuovo che aleggiava sulla città, legato alla ricerca e alla conoscenza, porterà a nuove scoperte scientifiche, favorite dalla presenza a Ferrara di speziali, ma soprattutto di medici e botanici, come Nicolò da Lonigo detto il Leoniceno, Giovanni Manardo e Antonio Musa Brasavola, senza dimenticare il celebre frate Evangelista Quattrami da Gubbio, che verso la fine del XVI secolo fu al servizio di Alfonso II d’Este come erbarius (botanico) e Praefectus dell’orto ducale.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Dante 2021 a Verona per bambini e ragazzi

Passeggiate, visite guidate e laboratori per bambini e ragazzi. Tutto all’insegna di Dante e del suo legame con la città scaligera. In occasione delle celebrazioni veronesi per i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, il Comune propone diversi appuntamenti dedicati ai giovani, per avvicinarli, con attività didattiche pensate per le diverse età, alla figura Dante e anche per far conoscere loro la profonda vicinanza che ebbe con la nostra città. È il progetto ‘Dante per bambini e ragazzi’, che si sviluppa con un ampio programma di iniziative, che vanno da passeggiate alla scoperta della città e dei suoi luoghi danteschi a laboratori didattici nei Musei civici. È possibile prenotare anche per famiglie o piccoli gruppi, contattando le singole segreterie organizzative.

Le passeggiate

Passeggiata nella Verona di Dante e Cangrande
Il Sommo Poeta passeggiò per le stesse strade che oggi i veronesi e i turisti calpestano e sono molti i riferimenti a Dante che si possono trovare camminando per le vie della città.
L’incontro si svolgerà all’aperto, si partirà da piazza dei Signori per poi proseguire fino alle Arche Scaligere, luogo di riposo dei signori di Verona. Punto d’arrivo sarà Castelvecchio, emblema della dinastia scaligera, per poi rientrare a scuola (per le scuole secondarie di primo e secondo grado).

Come coloro che corrono il drappo verde…alla scoperta di Verona con Dante
Un “viaggio” nella Verona medievale: l’itinerario permetterà agli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado di scoprire i luoghi meno conosciuti della città e di osservare con occhi nuovi i più noti, come la casa di Giulietta. Partendo da Porta Borsari, sotto cui passava la corsa del “Palio del drappo verde”, si scopriranno le principali evidenze di epoca scaligera, come Corte Sgarzerie, piazza delle Erbe e quei luoghi che direttamente intrecciano la Signoria con il soggiorno di Dante, testimoni del rapporto dell’Alighieri con la cultura del tempo. L’itinerario terminerà presso la Galleria d’Arte Moderna dove alcune delle mostre dedicate al Poeta saranno occasione di approfondimento.

Dante e gli Scaligeri
È un progetto destinato alle scuole secondarie di primo e di secondo grado, a settembre: una lezione di tre ore con Mirco Cittadini, cultore di Dante, che condurrà gli studenti in una passeggiata dalla chiesa di San Zeno alle Arche Scaligere. Verona detiene l’onore della dedica che Dante fece a Cangrande della Scala del Paradiso. Ma la storia che lega il Poeta alla città scaligera si estende, in realtà, per tutta la trama della Commedia e l’Alighieri non manca di spendere parole di dissenso verso alcuni membri della famosa casata, come ad esempio l’attacco che muove ad Alberto della Scala nel girone degli accidiosi nella seconda Cantica. Il progetto vuole offrire agli studenti e alle studentesse uno sguardo ampio e sistematico sulla Commedia, indagandone luoghi e personaggi, soprattutto quelli legati alla città di Verona.

Un’altra occasione di esplorare la città e i suoi luoghi più legati al Poeta è offerta dal corso di fotografia per ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni ‘Scatti… infernali’: lezioni teoriche e pratiche per conoscere meglio il fantastico mondo della fotografia, con la guida e i consigli del fotografo Gianluca Stradiotto.

I laboratori.

Dante botanico: “Il Divin Erbario”
Il Museo di Storia Naturale propone una visita guidata alternativa all’interno delle sue sale, creando suggestioni emozionanti grazie all’unione di scienza e letteratura. Partendo da alcuni passi della Divina Commedia, si analizzerà la figura del “Dante botanico”, prendendo a esempio i versi del Poema che trattano di flora. L’obiettivo è quello di presentare Dante sotto altra veste, non solo come poeta, ma anche come attento osservatore della natura. De Visiani, famoso botanico dell’Ottocento, scrisse che in un’opera tanto astratta era necessario servirsi di «quanto di grande e di bello è nella natura…». La visita, rivolta agli studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado, si suddividerà in quattro parti: una propedeutica alla comprensione del legame tra Dante Alighieri e la botanica; una legata alle fonti scientifiche a cui Dante fece riferimento per i suoi studi; una in cui si spiega il collegamento con il Museo di Storia Naturale, grazie alla presenza dell’erbario Zangheri (naturalista la cui collezione di botanica è conservata nelle sale del museo) e una quarta parte, di laboratorio, dove gli studenti potranno creare il proprio erbario personale.

Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona
Nel mese di giugno prende il via l’attività didattica della mostra, allestita alla GAM, che verte sulle due emblematiche figure di Dante e Shakespeare, poste in relazione grazie a opere che spaziano dalla prima metà del XIV fino al XIX secolo. L’esposizione è concepita secondo due filoni tematici, uno dedicato all’eredità trecentesca nella città scaligera e all’incontro tra Dante e Cangrande; l’altro incentrato sulla fortuna iconografica tra Verona e il Veneto del mito di Dante, del mito di Shakespeare e di Giotto, con un’attenzione particolare all’iconografia della Commedia nelle arti figurative del Risorgimento, momento di riscoperta del mito di Dante e della sua diffusione internazionale.
Tutte le scuole potranno accedervi con visite guidate ad hoc e nel corso dei mesi estivi saranno proposti mini-laboratori per i bambini dai 4 agli 11 anni, due volte alla settimana.
I laboratori prevedono la realizzazione di alcuni manufatti ispirati alle raffinate arti medievali: piccoli gioielli e frammenti di stoffe decorate prenderanno vita tra le mani dei ragazzi grazie all’applicazione di tecniche antiche.

Dante negli archivi. L’inferno di Mazur
Un workshop al Museo di Castelvecchio, pensato per le scuole secondarie di primo e secondo grado, per approfondire l’esposizione delle 41 stampe ispirate all’Inferno dantesco, realizzate dall’artista americano Michael Mazur e accostate ai versi del poeta Robert Pinsky, amico dell’artista. Una sequenza di opere di forte impatto, che illustra il viaggio di Dante da un punto di vista nuovo e potente: Mazur descrive infatti in prima persona la discesa nei gironi infernali, senza la tradizionale raffigurazione di Virgilio come guida. Il workshop è suddiviso in due parti: una “osservativa” in cui, partendo da estratti della Commedia, i ragazzi potranno osservare come l’artista abbia trasformato le parole in immagini; una “esecutiva”, nella quale a ciascuno studente sarà fornito un foglio di carta stagnola, che potrà ricoprire di tempera colorata per poi tracciarvi disegni con un cotton fioc. Con l’ausilio di un mattarello, quindi, si trasferiranno i disegni su un foglio bianco.

Le visite guidate

Mostra diffusa per il progetto Dante a Verona 1321-2021
Visite guidate in città per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, lungo il percorso definito dalla mappa creata appositamente per la mostra diffusa. Questa mappa comprende 21 luoghi tra cui Castelvecchio e Palazzo della Ragione, sedi museali che ospitano tre sezioni espositive di approfondimento: alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti la mostra dedicata all’autore del monumento ottocentesco, intitolata La mano che crea. La Galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919) scultore, collezionista e mecenate e l’esposizione Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona. Al Museo di Castelvecchio, in sala Boggian, è invece allestita Dante negli archivi. L’Inferno di Mazur.

Informazioni e prenotazioni: 045 8036353 – 045 597140 – segreteriadidattica@comune.verona.it.

In viaggio con Dante

Altre attività per i più piccoli sono proposte dalla Biblioteca Civica, nel progetto In viaggio con Dante. Piste narrative dai ragazzi per i ragazzi, che comprende varie iniziative per giovani e giovanissimi.
I romanzi biografici e le riscritture della Commedia della Biblioteca Civica Ragazzi sono stati letti e recensiti da un gruppo di studentesse e studenti del Liceo Classico statale Educandato agli Angeli di Verona nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, che li ha visti coinvolti anche nella catalogazione di diversi libri antichi della Sala Dantesca della Biblioteca Civica.

In viaggio con Dante consiste in una ricca bibliografia, scaricabile dal catalogo online delle biblioteche (https://bit.ly/3tFQq8k), che presenta, attraverso schede e mini-recensioni, alcuni dei libri più belli ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

In viaggio con Dante è anche una narrazione in quattro video, curata dai volontari del Servizio Civile Universale e da CoopCulture, che racconta il viaggio di Dante sulla Terra e nei tre Regni della Commedia attraverso i libri della Biblioteca Ragazzi.
Sul canale YouTube della Biblioteca Civica di Verona, sono già disponibili: il trailer – lanciato in occasione del Dantedì – e i video, Dante sulla Terra e Dante all’Inferno. Seguiranno, Dante in Purgatorio (8 maggio); Dante in Paradiso (22 maggio).

In ultimo, In viaggio con Dante è anche un percorso di lettura animata offerto dai volontari in diretta streaming dalla Sala Teologia alle scuole, organizzabile per la scuola primaria su richiesta.

Nel periodo estivo saranno programmate letture animate all’aperto nel chiostro della Biblioteca Civica, per le famiglie e per piccoli gruppi.

Informazioni e prenotazioni: 045 8079700 – bibliotecacivica.ragazzi@comune.verona.it.

On the Road Verona 2021.
Dal 14 giugno al 10 settembre, i ragazzi e le ragazze che hanno aderito al progetto On the Road Verona 2021, nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, animeranno le vie della città su un caratteristico triciclo con carrettino giallo, carico di materiale informativo sui luoghi danteschi.
L’iniziativa, giunta alla XX edizione, è sostenuta dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona e organizzata dal CTG Centro Turistico Giovanile di Verona: un’opportunità per gli studenti veronesi delle scuole superiori di frequentare un percorso formativo, finalizzato alla creazione di una figura professionale specializzata nell’accoglienza e comunicazione turistica.
Saranno almeno 50 i ragazzi impegnati, per tre mesi, in uno stage dedicato all’attività di accoglienza e informazione turistica itinerante nei luoghi nevralgici della città.
Gli studenti saranno coinvolti nella creazione di brevi filmati, podcast o video in lingua italiana e straniera, per promuovere il patrimonio storico-artistico della città e dei luoghi danteschi più significativi.

Informazioni: Comune di Verona – 045/8079630 – politiche.giovanili@comune.verona.it
CTG – 3479881377 – segretario@ctg.verona.it

Tutte le iniziative sono su prenotazione.

Roberto Bolis