“L’enigma di corso Riviera”: le nuove indagini di Claire Fordiani raccontate da Moreno Po

Si muovono sullo sfondo della cittadina padana di Torraltéra le nuove indagini di Claire Fordiani raccontate da Moreno Po nel romanzoL’enigma di corso Riviera’, che martedì 20 settembre 2022 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara). Dialogherà con l’autore Davide Bertasi.
L’incontro potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

Febbraio 2021. La piccola cittadina padana di Torraltéra, già stressata dall’angoscia della infinita pandemia, si risveglia con l’orrore di un fatto di sangue, avvenimento rarissimo per quella comunità ma non per le cronache nazionali che debbono registrare, purtroppo, l’ennesimo femminicidio in quel terribile inizio d’anno…

Dopo la buona accoglienza ricevuta dal suo romanzo d’esordio (“L’Ortolano de Gamberone”), Moreno Po ritorna con una nuova indagine di Clarissa ‘Claire’ Fordiani, giornalista a contratto e insegnante precaria, appassionata di enigmi e di storie della sua terra. Tra suggestioni letterarie e racconti di fiumi vagabondi, anche questa volta per lei arriverà un finale inatteso.

Moreno Po è nato a Pilastri di Bondeno nel settembre del 1953, la domenica del patrono. Vive a Bondeno. Nella sua più che quarantennale vita professionale di architetto ha pubblicato numerosi saggi e articoli sulla protezione e valorizzazione del paesaggio, sulla pianificazione territoriale strategica, sull’utilizzo delle risorse UE per lo sviluppo dell’economia locale. Suoi brevi racconti sono già comparsi su due antologie dedicate al Po (inteso come fiume). Nel luglio del 2021 ha visto la luce “L’Ortolano del Gamberone” (Faust Edizioni).

Alessandro Zangara

“La lista. Salvare l’arte: il Capolavoro di Pasquale Rotondi” a Cividate Camuno

Sarà il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno ad accogliere, sabato 27 agosto con inizio alle ore 20.30, il secondo appuntamento del nuovo Festival Voci Umane. Musei e teatro di narrazione, organizzato dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e affidato alla direzione artistica di Maria Grazia Panigada.

Nel contesto del Teatro e dell’Anfiteatro romano del Parco Archeologico, Laura Curino farà conoscere la vicenda di un uomo ordinariamente straordinario, Pasquale Rotondi, cui il mondo dell’arte e della cultura dovrebbe rendere quotidianamente omaggio.

La lista. Salvare l’arte: il Capolavoro di Pasquale Rotondi è il titolo dello spettacolo con di e con Laura Curino, che si avvale della collaborazione alla messa in scena di Gabriele Vacis, di Alessandro Bigatti (scelta musicale e tecnico di scena). La locandina della serata cita anche, per le ricerche storiche e l’assistenza alla drammaturgia, Beatrice Marzorati e, per le ricerche storiche e l’organizzazione, Federico Negro. Ideazione, produzione e distribuzione: Silvia Brecciaroli e Paola Cimatti – Formula Servizi per la Cultura.

Pasquale Rotondi, un uomo “Corretto. Scrupoloso. Una bella famiglia, cui cerca far ritorno ogni sera. Una moglie bellissima cui regala sempre – tra tanti gesti gentili – un mazzo di violette il primo giorno di primavera. Due bimbe che non devono sentir parlare di lavoro, ma essere allegre e diligenti”. Sotto questo quadretto di normalità quotidiana si nasconde l’uomo che ha salvato quasi 10.000 preziosissime opere d’arte italiane dalla rapacità nazista e dalla distruzione bellica. Il tutto nel più grande segreto.

Lo si deve a lui se i nazisti non sono riusciti a mettere le mani sui Giorgione, Tintoretto, Piero della Francesca, Lotto, Mantegna, Donatello, Correggio, Caravaggio, Tiepolo e tanti altri capolavori delle Marche, del Veneto e della Lombardia, di Roma e di Napoli. È un racconto di avventura, di luoghi preziosi (Palazzo Ducale di Urbino, Rocca di Sassocorvaro, Residenza del Principe di Carpegna), di opere di immenso valore portate in salvo da un pugno di persone senza denaro e senza strumenti. Solo l’intelligenza e la capacità organizzativa di un uomo come Rotondi poteva farcela, contro tutto e contro tutti. È una storia che dà coraggio, fa riflettere sul significato della parola “responsabilità”.

Riascoltare questa vicenda in un luogo che negli ultimi decenni ha visto il proprio volto e la propria identità riplasmata grazie alle scoperte dell’archeologia ne svela tutta la potente attualità.

Palcoscenico della messa in scena è un Parco Archeologico tra i più interessanti a nord del Po. Il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno è collocato nel cuore dell’antico centro romano di Civitas Camunnorum. Il sito offre un eccezionale spaccato della città antica vantando i resti di un anfiteatro, riportato interamente alla luce nelle strutture perimetrali, e di un teatro, oggi visibile per un terzo del totale. Appartiene al complesso anche una serie di strutture e di ambienti di servizio, tra i quali un sacello e delle piccole terme. La posizione degli edifici è splendida, sia dal punto paesaggistico che funzionale: addossati al colle del Barberino, teatro e anfiteatro si appoggiano al pendio naturale.

Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro – Via Mosè Tovini, 1 – Cividate Camuno (BS). Il costo del biglietto è di euro 5.00. In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nell’Auditorium parrocchiale di Cividate Camuno.

Il museo sarà visitabile gratuitamente, secondo gli orari di apertura previsti, presentando il biglietto dello spettacolo il giorno stesso della rappresentazione o entro la settimana successiva.

Info e contatti: Tel. 02 80294405/ +39 340 60 64 866

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S.E.

Gli spettacoli del Festival della Mente di Sarzana

Nel weekend dal 2 al 4 settembre, nell’ambito della XIX edizione del Festival della Mente di Sarzana, sul palco del Teatro degli Impavidi saliranno il cantautore e scrittore Vasco Brondi, la pianista Frida Bollani Magoni e la poetessa Mariangela Gualtieri. Il tema del 2022 è il movimento.

Il primo appuntamento sarà venerdì 2 settembre alle 21.15 con Vasco Brondi, che porterà in scena Viaggi disorganizzati. Agitarsi cercando la pace: uno spettacolo in cui alternerà momenti musicali e letture di viaggiatori e scrittori come Folco Terzani ed Erri De Luca e rifletterà sull’immobilità e sul desiderio di spostarsi. Il tema del movimento – nella sua accezione interiore e in quella di viaggio – è sempre stato centrale nella sua produzione artistica. Sul palco insieme a Brondi: Angelo Trabace al pianoforte, Andrea Faccioli alle chitarre e Daniela Savoldi al violoncello.

Dopo la conclusione del progetto artistico/musicale Le Luci della Centrale Elettrica, nel 2021 Vasco Brondi è uscito con il primo album a suo nome, Paesaggio dopo la battaglia, che ha conquistato il terzo posto nella classifica FIMI dei dischi più venduti. Ha pubblicato cinque libri, scritto canzoni per il cinema e prestato la sua voce per due audiolibri (La società della stanchezza di Byung-Chul Han e Altri Libertini di Pier Vittorio Tondelli). È in libreria con Paesaggio dopo la battaglia (La Nave di Teseo), diario di lavorazione dell’omonimo disco.

Sabato 3 settembre alle ore 21.30 la pianista Frida Bollani Magoni incanterà il pubblico con In concerto. Piano e voce, una tracklist che ripercorrerà i suoi interessi musicali, da quelli condivisi con i genitori Petra Magoni e Stefano Bollani – come Lucio Dalla, Leonard Cohen, Franco Battiato – fino all’interesse per artisti cari alla sua generazione, da Ariana Grande a Britney Spears.

Frida Bollani Magoni, figlia d’arte e ipovedente dalla nascita, comincia a studiare pianoforte classico all’età di 7 anni, imparando la notazione musicale in Braille. Si è spesso esibita come ospite a sorpresa nei concerti dei genitori, sia in Italia sia all’estero. Ha partecipato come cantante nei musical The Adventures of Peter Pan e Jesus Christ meets the Orchestra. Ha suonato e cantato come solista in quasi 30 concerti, calcando palchi prestigiosi e registrando sempre il tutto esaurito. In occasione delle celebrazioni del 2 giugno 2021 si è esibita al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica.

A chiusura del festival, domenica 4 settembre alle ore 21.30 si terrà l’incontro Cattura del soffio con la poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri, che rifletterà sul movimento primario – il soffio, appunto – che ci tiene appesi alla vita, mentre tutto attorno si muove. La poetessa darà voce a ciò che fa vibrare le nostre vite: l’amore, il dolore, il mistero, i figli, la morte, la riconoscenza, il perdono, la cura degli altri, la natura.

Mariangela Gualtieri è cofondatrice, insieme al regista Cesare Ronconi, del Teatro Valdoca. Fin dall’inizio ha curato la consegna orale della poesia, dedicando piena attenzione alla voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Fra i testi pubblicati: Antenata (Crocetti ed., 1992 e 2020); Bestia di gioia (Einaudi, 2010); Caino, (Einaudi, 2011); Le giovani parole (Einaudi, 2015); Voci di tenebra azzurra (Stampa 2009, 2016); Beast of Joy. Selected poems (Chelsea Editions, New York, 2018). È coautrice di Album dei Giuramenti e Tavole dei Giuramenti di Teatro Valdoca (Quodlibet, 2019) e autrice di Quando non morivo (Einaudi, 2019), Paesaggio con fratello rotto (Einaudi, 2021), L’incanto fonico. L’arte di dire la poesia (Einaudi, 2022).

Delos

“Kohlhaas” a Palazzo Besta di Teglio

È Palazzo Besta a Teglio ad accogliere, domenica 28 agosto con inizio alle 20.30, il terzo appuntamento del nuovo Festival Voci Umane. Musei e teatro di narrazione, organizzato dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e affidato alla direzione artistica di Maria Grazia Panigada.

Voci Umane. Musei e teatro di narrazione si svilupperà sino al 7 settembre, facendo interagire i diversi luoghi (tutti sedi museali), le loro memorie, i loro spiriti con artisti come Marco Paolini, Laura Curino, Marco Baliani, Silvia Giulia Mendola, Lucilla Giagnoni, Alessandro Albertin, Antonio Catalano.

Ma veniamo all’originale appuntamento in Palazzo Besta, a Teglio. Qui a rivivere saranno le storie e le atmosfere di Heinrich von Kleist. Da un suo racconto, Kohlhaas, Marco Baliani e Remo Rostagno hanno tratto un testo che sarà portato sul palcoscenico da Marco Baliani, con la regia di Maria Maglietta; produzione Casa degli Alfieri.

“Nel mio racconto orale è come se avessi aggiunto allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma dalla mia esperienza, teatrale e narrativa, dal mio mondo di visioni e di poetica.

Così ad esempio tutta la metafora sul cerchio del cuore paragonato al cerchio del recinto dei cavalli, che torna più volte nella narrazione, come luogo simbolico di un senso della giustizia umanissimo e concreto, è una mia invenzione, nel senso etimologico del termine, qualcosa che ho trovato a forza di cercare una mia adesione al racconto di Kleist”, anticipa Baliani.

Accade nell’arte del racconto orale che per cercare personaggi interiori occorra compiere lunghi percorsi, passare attraverso storie di altre storie, sentirsi stranieri in questo mondo dopo aver tanto peregrinato, fino a trovare quel punto incandescente capace di generare a sua volta nell’ascoltatore un mondo di visioni, non necessariamente coincidenti con le mie.

L’arte sta nel non nominare troppo, nel cogliere il cuore di un’esperienza con pochi tratti lasciando molto in ombra, molto ancora da compiersi.

Kohlhaas è considerato fra i massimi capolavori del teatro di narrazione in Italia con alle spalle più di 1400 repliche. È la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

Perfetto scenario per questo racconto di grandezze e miserie, di visionarietà e soprusi è Palazzo Besta, tra le più interessanti e meglio conservate dimore rinascimentali lombarde. Il Palazzo accoglie, proprio in questi mesi, il ritratto dell’Imperatore Carlo V, attribuito a Tiziano.

Situato nel cuore della Valtellina, conserva al suo interno numerosi cicli pittorici a carattere mitologico e biblico, tra cui gli affreschi nel cortile ispirati agli episodi dell’Eneide, le storie della Genesi nella Sala della Creazione e il ciclo dell’Orlando Furioso nel Salone d’Onore. Fu dimora della famiglia Besta, che patrocinò cultura e arte in particolare nel Cinquecento, periodo di grande fermento per la storia politica, economica e religiosa del territorio a lungo conteso tra Milano e i Grigioni, tra cattolici e riformati. Il piano terreno ospita l’Antiquarium Tellinum, raccolta di stele incise dell’Età del Rame.

Palazzo Besta – via Fabio Besta, 8 – Teglio (SO)

Biglietti: Il costo del biglietto è di euro 5.00. In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nell’Auditorium parrocchiale della chiesa S. Eufemia a Teglio. In occasione dello spettacolo il Palazzo sarà visitabile gratuitamente, secondo gli orari di apertura previsti, presentando il biglietto dello spettacolo il giorno stesso della rappresentazione o entro la settimana successiva.

S.E.

La casa degli spiriti” alla Villa Romana di Desenzano del Garda

Sarà accolto dallo spettacolare palcoscenico della Villa Romana di Desenzano, sabato 3 settembre, con inizio alle ore 20.30, il quarto appuntamento del nuovo Festival Voci Umane. Musei e teatro di narrazione, organizzato dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e affidato alla direzione artistica di Maria Grazia Panigada.

Voci Umane. Musei e teatro di narrazione ha preso il via il 24 agosto con in Valle Camonica e proseguirà sino al 7 settembre, facendo interagire i diversi luoghi (tutti sedi museali), le loro memorie, i loro spiriti con artisti come Marco Paolini, Laura Curino, Marco Baliani, Silvia Giulia Mendola, Lucilla Giagnoni, Alessandro Albertin, Antonio Catalano.

Ma veniamo al grande appuntamento di Desenzano. Qui i resti della sontuosa villa romana, con i suoi spettacolari mosaici e le memorie che le rovine trasmettono di ciò che è stato e più non è, offrono il perfetto contesto per La casa degli Spiriti di Isabel Allende, nell’adattamento e regia Corrado Accordino, con Silvia Giulia Mendola, musica dal vivo e voce Mimosa Campironi e Linda Messerklinger.

“A mia madre, a mia nonna e alle altre straordinarie donne di questa storia”. È la dedica che apre il romanzo di Isabel Allende. La casa degli spiriti è un romanzo matriarcale. Le tre donne che rappresentano le diverse generazioni della famiglia sono complesse, complete e diversissime tra loro. Clara, la chiaroveggente, la figlia Blanca, l’artista, e Alba, che vive la rivoluzione. Accanto a loro molti altri personaggi femminili: nessuna di loro si presenta come un’eroina, tutte cercano di fare quello che trovano giusto.

Ed è proprio da un punto di vista femminile che prende avvio la narrazione in questo monologo, interpretato da una donna che, attraverso gli occhi e le voci di altre donne, racconta la storia di una famiglia. Le vicende si svolgono sullo sfondo politico-sociale del Cile durante gli ultimi decenni del Novecento, quelli del golpe del generale Pinochet del 1973, la violenza e il terrore della dittatura militare e la lenta ripresa di una vita normale, del ritorno della democrazia.

A dar voce al monologo alla narrazione è Alba, che poi si calerà nelle vesti di tutte le donne le quali, una generazione dietro l’altra, le hanno consentito di essere ciò che è ora. La loro storia, circolare ed ereditaria, è un misto di spiritismo, realtà e finzione, amori e crudeltà, carità e follia: nel loro mondo le bambine nascono con i capelli verdi e le apparizioni siedono a tavola conversando con i mortali. Accanto a quello dei vivi si dispiega il mondo dei morti, vivi come chi è in vita.

Silvia Giulia Mendola non si limita a narrare la storia scritta nei diari di Clara ma dà vita ad ogni protagonista della storia e lo fa riuscendo a portare il pubblico dentro la vicenda, trasformandolo da spettatore a partecipe, se non protagonista.

Lo spettacolo avrà luogo nel cuore di Desenzano del Garda, all’interno della Villa Romana – una delle più importanti villae tardo antiche dell’Italia settentrionale. Affacciata in origine in una splendida posizione panoramica direttamente sul lago, fu edificata in diverse fasi tra il I sec a.C. e il IV secolo d.C. Della maestosità e ricchezza di questa dimora rimangono testimonianze significative. Stupefacente per ricchezza e qualità è l’eccezionale complesso delle pavimentazioni a mosaico, che vede alternarsi in un rutilare di colori figurazioni geometriche e scene figurate.

Villa Romana e Antiquarium – via Crocefisso, 22 – Desenzano del Garda (BS)

Biglietti: euro 5.00. La location non prevede sedie per il pubblico; si consiglia di portare con sé un telo o un cuscino per sedersi a terra. In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nell’Auditorium Andrea Celesti a Desenzano.

Info e contatti: Tel. 02 80294405/ +39 340 60 64 866; federicamaria.pennisi@cultura.gov.it

S.E.

Notte bianca sulle orme di Madre Maria Mantovani

Una Notte bianca all’insegna della spiritualità e della storia, quella che avrà luogo a Castelletto di Brenzone il 6 agosto. “Notte bianca sulle orme di Madre Maria Mantovani” sarà una serata alla scoperta di questa nuova santa benacense, ma anche della propria spiritualità in un cammino breve, nostrano e casalingo possiamo dire, ma capace di portarci a capire che non per forza la fede dev’essere esotica. Oppure sì, per tutti coloro che raggiungono il lago di Garda veronese appositamente, oppure perché vi ci si trovano in vacanza. Sarà un momento per dare solidarietà alle Piccole Suore della Sacra Famiglia che madre Maria Mantovani ha cofondato con il beato Giuseppe Nascimbeni, perché sembra tanto lontano oggi il mondo della religiosità femminile e sembrano tanto sole proprio coloro che sono sempre in mezzo alla gente e che nella gente hanno il proprio significato, perché hanno scelto di dedicare la propria vita al prossimo.

La serata procederà dalle ore 20 a mezzanotte e vede coinvolti, oltre all’Istituto delle Piccole Suore, anche la parrocchia, il Comune e l’Associazione albergatori, tra gli altri.

In piazza ci sarà un annullo filatelico; nella casa natale della Mantovani, ora Museo Etnografico, verrà trasmesso il promo del docufilm “Semplice” di Mauro Vittorio Quattrina. Nella chiesa parrocchiale si esibirà il coro Garda in coro, mentre GardArt si esibirà in una lettura teatrale alla Statua del Carisma. All’Urna dove riposa il corpo della santa, così come nella cappella della Casa Madre delle suore, ci saranno dei momenti di preghiera e di riflessione. Sarà possibile visitare il “Conventino”, primo luogo dove si ritrovò il primo nucleo di suore volute dal parroco di Castelletto don Nascimbeni, e sul Prato verde si esibirà un quartetto d’archi. Spazio anche per gli allievi della terza media della scuola Sacra Famiglia che hanno realizzato un video che verrà proiettato. Sarà un momento di approfondimento e di spiritualità, un modo diverso per vivere le giornate estive al lago di Garda.

Alessia Biasiolo

L’albero delle storie a Ferrara

Nuovi divertenti e avventurosi racconti, proposti dalle esperte narratrici dell’associazione Circi, attendono i bambini dai 4 anni ai 10 anni venerdì 5 agosto 2022 alle 10 per il consueto appuntamento settimanale con “L’albero delle storie“. La rassegna di letture per bambini, organizzata dalla biblioteca comunale di Casa Niccolini, prosegue infatti tutti i venerdì, sempre alle 10, fino al 26 agosto prossimo, nel giardino della biblioteca (con ingresso da via Romiti 13) all’ombra del grande ginkgo biloba, con tanti narratori che intratterranno i piccoli partecipanti con storie accattivanti e fantasiose.

La partecipazione agli appuntamenti è libera e gratuita, fino a esaurimento posti.

Per informazioni: tel. 0532 418231 – info.niccolini@comune.fe.it.

In caso di maltempo l’iniziativa si svolgerà all’interno della Biblioteca “Casa Niccolini”.

Tutte le iniziative della biblioteca comunale per bambini e ragazzi di Casa Niccolini alla pagina: http://archibiblio.comune.fe.it

Alessandro Zangara

La Valigia dell’Attore 2022

La Sardegna è protagonista, sul palco e sullo schermo, della seconda serata del festival La Valigia dell’Attore, Fortezza I Colmi (Strada panoramica) alle ore 21, ingresso libero, in corso sull’Isola di La Maddalena (SS) fino a sabato prossimo.

Mercoledì 27 luglio si aprirà con uno speciale omaggio a Francesco Origo, artista eclettico dalla lunga e articolata carriera tra cinema e teatro, al fianco dei più grandi registi e interpreti – oltre che direttore artistico della compagnia Çàjka e del progetto “Teatri di Mare” –  prematuramente scomparso lo scorso aprile. Amico fraterno del festival, Origo vi presentò nel 2016 il suo spettacolo “Squarciò” e, nell’inverno successivo, fu straordinario docente per gli alunni delle  Scuole Medie Inferiori di La Maddalena del ValigiaLab.

Doveroso e sentito dunque questo tributo che offrirà in visione un estratto dal documentario Sipario sul mare, regia di Francesco Piras, introdotto dallo stesso regista.

A seguire, Andrea Arcangeli, Syama Rayner, Fiorenzo Mattu Andrea Nicolò Staffa, interpreti del film Il muto di Gallura, introdurranno la proiezione del film di Matteo Fresi, tratto dall’omonimo romanzo storico scritto da Enrico Costa nell’Ottocento, ambientato in Gallura. La vicenda racconta di una sanguinosa faida che ebbe luogo tra le famiglie Vasa e Mamia, causa della morte di decine e decine di persone; al centro della storia un ragazzo sordomuto che, benché trattato male da tutti e isolato, riesce a vendicare i torti subiti e a far valere i propri diritti.

Andrea Arcangeli,  Syama Rayner, Fiorenzo Mattu e Andrea Nicolò Staffa interverranno poi, insieme al regista Matteo Fresi, all’incontro aperto al pubblico sul film, in programma venerdì 29 luglio alle ore 11:00 presso gli ex Magazzini Ilva di Cala Gavetta.

Elisabetta Castiglioni

Il 28 e 29 ottobre visita tra la Toscana e la Romagna a bordo dello storico Treno di Dante

Due giorni tra i luoghi danteschi viaggiando da Firenze a Ravenna. L’appuntamento è per il 28 e 29 ottobre, con la proposta di gite fuori città alla scoperta di Toscana e Romagna. Prenotazioni a partire dal 22 luglio.

L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio Turismo Sociale del Comune di Verona, è rivolta ai cittadini residenti nel Comune di Verona in buone condizioni fisiche.

Programma. Partenza da Verona in pullman il 28 ottobre, per una prima giornata dedicata al capoluogo toscano, con visita guidata sul tema “Magia di Firenze”. A seguire cena e pernottamento in hotel.

Il secondo giorno si lascia la città in direzione di Ravenna attraversando gli Appennini a bordo del Treno di Dante, un percorso suggestivo con sosta a Faenza e visita guidata al Museo Internazionale della Ceramica.

La giornata prosegue con il pranzo al Mercato Coperto di Ravenna e una visita guidata dei siti danteschi della città, prima di rientrare a Verona in serata.

Il costo è di 225 euro a persona in camera doppia oppure 260 euro a persona in camera singola. La quota comprende il trasporto in autobus e il biglietto per il Treno di Dante, gli ingressi e le visite guidate, oltre alla mezza pensione in hotel e il pranzo al Mercato Coperto di Ravenna. Rimane escluso il pranzo libero del primo giorno a Firenze.

Le prenotazioni sono aperte a partire dalle ore 9 del 22 luglio fino ad esaurimento posti.

È possibile iscriversi esclusivamente online su www.comune.verona.it/turismosociale oppure telefonando ai numeri 045 8078635 – 8078637. Sarà poi necessario confermare l’iscrizione con la presentazione della domanda e il versamento della quota tramite circuito pagoPA, informazioni circa la modalità di pagamento disponibili su https://www.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=72749. La quota non è rimborsabile in caso di rinuncia.

Roberto Bolis

Io ti vedo così: le foto che mostrano come vede il mondo una persona con disabilità visiva

Come vedono il mondo le persone con disabilità visiva? Come vedono la natura, le persone, gli animali, la città chi ha problemi con la vista e a causa di una patologia vede il mondo offuscato o con un quadro visivo limitato? A raccontarlo, attraverso le immagini, è l’artista Beatrice Pavasini che il 23 luglio dalle 9 alle 20 sarà protagonista a Lierna, nel lecchese sul lungo lago Castiglioni, della mostra “Io ti vedo così”.

Una mostra fotografica itinerante proposta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS di Lecco con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Lierna. Una carrellata di immagini che mostrano il mondo così come lo percepiscono le persone con disabilità visiva. Una mostra che nasce da un lavoro svolto all’interno del gruppo di sostegno mensile del Centro Regionale di Ipovisione dell’Unità Oculistica di Cesena, insieme alla sezione territoriale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Forlì.

La mostra della Pavasini comprende una carrellata di pannelli fotografici che riproducono figure umane, elaborate e modificate dalla stessa artista, che mostrano come vedono gli occhi di chi è ipovedente. Il tutto corredato da didascalie che spiegano la patologia e che problemi provoca alla vista. Un modo non solo per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, ma anche per abbattere barriere e pregiudizi nei confronti di chi ha problemi visivi. Perché, solo vedendo come vede una persona con disabilità visiva, ci si rende conto degli ostacoli che ogni giorno questa persona deve affrontare.
Una mostra allestita anche per celebrare il 25esimo anniversario dell’UICI di Lecco e per ricordare alla popolazione di imparare a vedere con occhi diversi chi, per malattia o per un trauma, non vede perfettamente. Perché la disabilità visiva resta ad oggi, purtroppo, una disabilità che isola e rende la persona invisibile. Anche se queste persone hanno affinato un modo tutto personale per “osservare” e conoscere il mondo.

“Le persone che vedono bene hanno una scarsa conoscenza dei problemi che nella vita di tutti i giorni deve affrontare una persona con un serio deficit visivo – commenta Paola Vassena presidente UICI di Lecco -. Questo può a volte determinare diffidenza nei confronti di chi non vede o vede poco. Si è quindi sentita l’esigenza di sensibilizzare e informare i cittadini attraverso un’esperienza che possa risultare di forte e immediato impatto visivo ed emotivo”.

La presidente Paola Vassena e Angela Gianola (referente del gruppo ipovisione del Consiglio regionale lombardo UICI) invitano non solo i lecchesi a vivere questa intensa esperienza di “indossare gli occhiali” di chi non vede.

UICI