Palazzo Schifanoia rinnovato

Madonna con Bambino

A causa del sisma del 2012, Palazzo Schifanoia di Ferrara, ha subito importanti danni strutturali e dal 2017 è stato attivato il cantiere per la messa a norma antisismica dell’intera delizia estense. Per dar corso alle operazioni di recupero architettonico, i Musei di Arte Antica hanno dovuto trasferire tutto il patrimonio storico artistico e documentario conservato a Schifanoia, provvedendo in larga parte anche al restauro delle opere che componevano le collezioni civiche e nell’ambito di questo composito programma di recupero e di riordino, hanno dato corso al  progetto per un nuovo percorso museale, che prevede come primo step l’allestimento della fabbrica trecentesca. Con il primo modulo espositivo si darà la possibilità in anteprima al pubblico di poter fruire del ricco patrimonio dei Musei di Arte Antica, in concomitanza con i lavori che continueranno ad interessare l’intero corpo quattrocentesco.  Parallelamente alla cura del progetto storico- scientifico, i Musei di Arte Antica collaborano con lo studio  Q.B.  Atelier di Ferrara, che per incarico del Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, ha redatto il progetto di allestimento.

Madonna del cedro

Le sale trecentesche di Palazzo Schifanoia, si sviluppano in gran parte al piano terra e pertanto sono di facile accesso per ogni categoria di visitatori e nel contempo sono uno spazio particolarmente adatto all’esposizione di opere scultoree di grandi dimensioni e di difficile movimentazione.
Accanto ad opere di autori famosi quali Domenico di Paris, Antonio di Cristofaro, Alfonso Lombardo, Sperandio Savelli, Andrea della Robbia, troverà spazio un consistente numero di scultore in terracotta policroma e in materiale lapideo, molte delle quali ancora inedite  e  grazie allo sforzo congiunto dei Musei e delle Associazioni ferraresi:  Ambassador Club Ferrara, AIS provinciale, Ferrariae Decus,  Soroptimist International Club, sono state oggetto di un attento programma di restauro, supportato dalle indagini del CNR di Milano e con la supervisione della competente Soprintendenza.
Un viaggio dedicato alla scultura della, e soprattutto, nella città, suddiviso in sezioni cronologiche ospitate nelle due sedi espositive: quelle del rinnovato corpo trecentesco di Palazzo Schifanoia  accoglieranno le prime tre sezioni dal tardo Trecento alla fine del Cinquecento e in una seconda fase il percorso si dispiegherà negli ambienti di Palazzo Bonacossi, quale sede delle ultime due sezioni dedicate alla produzione del Seicento fino ai primi decenni dell’Ottocento.

Il progetto di allestimento museale della fabbrica trecentesca del Palazzo Schifanoia, in parte sostenuto dal contributo della Regione Emilia Romagna (LR 18/2000), unisce la valorizzazione del contesto alle necessità espositive di sculture e bassorilievi.

La presenza dei soppalchi caratterizza fortemente gli spazi e suggerisce percettivamente  la loro suddivisione da un  ambiente maggiore che permette la lettura della sala originale e in uno più piccolo, raccolto al di sotto del solaio in acciaio. Questo assetto consente la creazione di due categorie di spazi: il “palazzo” e le “stanze”. Il “palazzo” diventa la straordinaria scenografia dentro la quale si collocano le “stanze”.

Il bordo di separazione tra questi due ambiti è realizzato mediante una sequenza di quinte metalliche fisse semitrasparenti che abbracciano lo spazio sotto il soppalco, diventando fondali per le opere e filtri per smorzare l’illuminazione naturale al loro interno.

Il percorso espositivo attraversa quindi questi due ambienti caratterizzati da due atmosfere molto diverse tra di loro. Il primo ambiente espositivo, il “palazzo” è un vano a doppia altezza, luminoso, ampio e metaforicamente ricrea la percezione di uno spazio all’aperto. In esso sono collocate principalmente opere pensate per ampi spazi come, ad esempio, il sarcofago di Prisciani o la maquette della statua equestre di Niccolò III. Il secondo ambiente espositivo, le “stanze”, è uno spazio intimo, in penombra, che suggerisce alla percezione un luogo interno, raccolto, dove opere create per essere esposte in origine all’interno di edifici, quali chiese o palazzi, opportunamente illuminate svelano di volta in volta la maestria del modellato e la drammaticità espressiva del soggetto.

 

Alessandro Zangara (anche per le immagini)

Una nave di libri per Barcellona

Si preannuncia un’esperienza pasquale tutta particolare quella organizzata dalla rivista “Leggere:tutti” per festeggiare la decima edizione dell’iniziativa “Una Nave di Libri per Barcellona”, in programma dal 20 al 25 aprile su una delle navi ammiraglie della Grimaldi Lines.

Scrittori, registi, attori in viaggio A/R da Civitavecchia a Barcellona proporranno agli amanti del libro e della lettura reading, spettacoli teatrali, proiezioni di film, dibattiti e molto altro ancora per un programma ricco e ancora in via di definizione che sarà comunicato nelle prossime settimane.

A festeggiare questo importante compleanno hanno già aderito due ospiti internazionali di eccezione: Donald Sasson, professore di Storia Europea Comparata al Queen Mary dell’Università di Londra, che di recente ha pubblicato Sintomi morbosi. Nella storia d’Europa di ieri i segnali della crisi di oggi (Garzanti 2019), nel quale mette a confronto la situazione di passaggio degli anni Venti e Trenta con la nostra contemporaneità,  condannata al declino della civiltà occidentale, e Marc Augé, antropologo, etnologo, scrittore e filosofo francese di chiara fama.

Arriva, sulla Nave, anche il generale dell’Arma Roberto Riccardi, scrittore noir che dopo il successo de La notte della rabbia ha appena terminato il nuovo libro Detective dell’arte. Inoltre, Giordano Bruno Guerri presenterà il libro Disobbedisco, 500 giorni di rivoluzione a Fiume che uscirà a marzo per Mondadori.

Sarà presente a bordo anche il cantautore Mimmo Locasciulli, che ha da poco scritto il libro Come una macchina volante (Castelvecchi editore) e pubblicato un nuovo album discografico, Cenere. E ancora, nel programma in corso di definizione, spettacoli musicali, performance teatrali e proiezioni di film. Sono previste anche animazioni per i più piccoli.
L’iniziativa, che collega la cultura e il viaggio, si inserisce come di consueto in una giornata particolare e da ricordare: ogni 23 aprile, infatti, giorno di San Giorgio, si festeggia la Giornata Mondiale del Libro, data simbolica in cui ricorre l’anniversario della morte degli scrittori Miguel de Cervantes e William Shakespeare. La ricorrenza è molto sentita in Catalogna; infatti, in tale occasione, Barcellona si riempie di rose e libri, in una festa con poeti e scrittori che anima l’intera città: è tradizione che in questo giorno gli uomini regalino una rosa alle donne e siano contraccambiati con un libro. Un evento coinvolgente in cui l’amore per il libro si collega attraverso la rosa all’amore per le persone. Infine, durante i tre giorni di permanenza a Barcellona, ognuno potrà immergersi nei vicoli della città vecchia e restare affascinato dalle opere di Gaudì e Lluìs Doméneq.

La partenza è dal porto di Civitavecchia il 20 aprile e la partecipazione è aperta a famiglie. L’iniziativa è riservata agli abbonati alla rivista “Leggere:tutti”: chi non lo fosse deve sottoscrivere l’abbonamento annuale.

Elisabetta Castiglioni

 

 

Roma, i suoi volti, le sue voci

In occasione della pubblicazione dell’antologia Voci capitoline, di Sabrina Sciabica, venerdì 5 aprile alle ore 17,00, presso la Sala Consiliare del Municipio di Piazza Sempione, si terrà un confronto pubblico sulla città. Inoltre, saranno esposte le tele dell’artista Margherita Lipinska dedicate a Roma.

«Vivere nella capitale è un’esperienza unica, per questo motivo ho deciso di dedicarle un’intera pubblicazione, frutto delle mie esperienze, della mia fantasia e di incontri avvenuti in questo luogo incantevole e caotico, splendido e malinconico, vivace e allo stesso tempo, per varie ragioni, trascurato», scrive la giornalista Sabrina Sciabica.

Le Voci capitoline sono venti racconti sulla vita quotidiana in una delle più antiche e immense città del mondo; uno sguardo rapido e fulmineo, una narrazione di mondi possibili, personaggi realmente incontrati ed episodi accaduti.

Questi screenshot metropolitani offrono uno spaccato della società contemporanea e hanno, come argomento e sfondo comune, la città eterna. Alcune storie sono realistiche, basate su incontri e scontri sui mezzi pubblici, altre invece partono da fatti e atmosfere concreti per arrivare a situazioni surreali, corrispondenti a sogni o desideri dei personaggi che animano questo teatro fantastico che è la vita.

Racconti ironici e comici si susseguono a quelli più riflessivi e malinconici, catturando così il lettore in un multiforme vortice emozionale.

Con uno stile ironico e mai banale, Sabrina Sciabica ci fa viaggiare sulle montagne russe di una vita selvaggia, quella della Roma odierna.

Il testo sarà spunto di dibattito con:

Margherita Lipinska, artista

Gherardo D. Ruggiero, Il Carro de’ Comici di Roma

Sabrina Sciabica, giornalista e scrittrice

5APRILE ORE 17,00

Sala Consiliare del Municipio III

Piazza Sempione 15, Roma

 

M.S.

Millenials e Cultura nell’era digitale

Giovedì 4 aprile 2019 alle ore 17.00 presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (viale delle Belle Arti 131), l’Associazione Civita presenta il suo undicesimo Rapporto, dal titolo Millennials e Cultura nell’era digitale. Consumi e progettualità culturale tra presente e futuro, volto a contribuire alla conoscenza delle giovani generazioni per favorire il loro coinvolgimento attivo nel mondo della Cultura, migliorando così la loro vita e costruendo una società più attiva e consapevole.

I giovani nati fra la metà degli anni Ottanta ed i primi del Duemila – appartenenti alle categorie dei cosiddetti Millennials e dei Centennials – rappresentano una risorsa-chiave per il futuro del nostro Paese, sia sotto il profilo della fruizione culturale che della produzione creativa. Sebbene oggi si parli spesso di “Generazioni Y e Z” o “nativi digitali”, le loro caratteristiche in termini di abitudini e stili di vita sono, di fatto, sconosciute ai decisori pubblici – al contrario di quanto avviene per le imprese che considerano i giovani target di mercato centrali e oggetto di mirate campagne di marketing – limitando, così, l’efficacia delle politiche a loro destinate ed escludendoli da una significativa quota di offerta culturale e artistica.

Chi sono questi giovani? Quali valori dominano la loro esistenza? Qual è il ruolo della Cultura nella loro vita? Questi alcuni degli interrogativi che l’Associazione Civita si è posta e a cui il volume, edito da Marsilio Editore, risponde offrendo un’analisi approfondita sul mondo giovanile da cui emergono gusti, aspirazioni, attitudini di consumo culturale, propensione alla produzione creativa ed ambiti di criticità: un bagaglio informativo mirato, utile agli operatori culturali e, più in generale, alle agenzie formative per ottimizzare le strategie di audience development a favore dei giovani, rendendole inclusive e massimizzandone gli impatti. Le giovani generazioni, oggi utenti potenziali, rappresentano, in realtà, il grande bacino dei consumatori e produttori di Cultura di domani.

Al centro del Rapporto la ricerca condotta dal Centro Studi “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita, in collaborazione con Baba Consulting, finalizzata a rilevare le modalità con cui le generazioni Y (18-32) e Z (15-17), in Italia, si rapportano con la Cultura oltre che a delinearne un quadro di autorappresentazione attraverso valori, aspettative ed interessi.
Sulla base di specifiche caratteristiche distintive emergono quattro gruppi (cluster) per i quali la Cultura ha diverse accezioni: di stampo conservativo-tradizionalista (“Custodi”), come esplorazione di proposte originali (“Artefici”), risorsa per la propria affermazione sociale e potenziale leva di crescita (“Cercatori”), complesso di conoscenze aperto e dinamico in equilibrio fra tradizione e sperimentazione innovativa (“Funamboli”).

Ripensare e rendere coinvolgente l’esperienza culturale dei suddetti target risulta, quindi, fondamentale ed è per questo che l’indagine si chiude sul “che fare”, presentando spunti e proposte per avvicinare e far interagire in misura maggiore giovani e mondo culturale.

Il Rapporto presenta, inoltre, contributi di esperti sulle quattro dimensioni-chiave nell’interazione fra giovani e Cultura: consumo, produzione creativa, progettualità giovanile e audience development. Se, da un lato, le nuove generazioni costituiscono una significativa quota dell’audience – o del “non pubblico” – cui le politiche culturali dovrebbero orientarsi, dall’altro rappresentano, anche grazie alle potenzialità della rete, i “generatori” di progettualità innovativa che necessita di essere declinata in una progettualità culturale sostenibile e con mercati di sbocco.

Questi i temi su cui, moderati da Francesco Castelnuovo, giornalista SKY, si confronteranno esperti e giovani testimonial di esperienze innovative di successo in ambito professionale e creativo. L’incontro sarà, inoltre, occasione per presentare le proposte di Civita rivolte ad operatori e policy makers per la costruzione di un’offerta culturale inclusiva e stimolante. Un’azione quanto mai necessaria per ribadire con forza l’importanza di investire oggi nell’avvicinare i giovani al mondo culturale ed artistico, non solo per garantire loro una migliore qualità della vita, generando preziose opportunità a livello personale e professionale, ma anche per rendere la società di domani più coesa e strutturata per affrontare le sfide future.

Millennials e Cultura nell’era digitale. Consumi e progettualità culturale tra presente e futuro

Venezia, 2018 Marsilio Editori. Pgg. 171

PROGRAMMA

SALUTI

Gianni Letta Presidente Associazione Civita

Antonio Lampis Direttore Generale Musei Mibac

MODERA

Francesco Castelnuovo Giornalista Sky

LA RICERCA DI CIVITA

Nicola Maccanico Segretario Generale Associazione Civita

Alfredo Valeri Responsabile Attività di Ricerca, Centro Studi Associazione Civita

PROGETTUALITÀ CULTURALE FRA INNOVAZIONE E CREATIVITÀ

Iacopo Barison Scrittore

Alberto Bergesio Talent Garden

Jacopo Guedado Mele Digital Life Coach, YourDIGITAL

Maria Cecilia Murgia Segretario Generale Culturit Network

Lucia Rizzi Progetto Alternanza Scuola Lavoro MAXXI A[R]T WORK

MILLENNIALS SOTTO LA LENTE

Claudio Calveri Digital strategist DeReV

Annalisa Cicerchia Economista della cultura – Primo ricercatore Istat

Simonetta Pattuglia Professore Marketing, Comunicazione e Media, Facoltà di Economia – Università Tor Vergata

Rachele Mannocchi

 

Eventi culturali a Ferrara: Pavese, Darwin e “Il giardino pigro”

 Proporrà un excursus sulla vita, le opere, gli ultimi giorni e le ultime poesie di Cesare Pavese la conferenza dal titolo ‘Perdòno tutti e a tutti chiedo perdono’ in programma mercoledì 13 marzo 2019 alle 16,30 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara), per il ciclo ‘Anatomie della mente’ a cura di Stefano Caracciolo, docente di Psicologia Clinica all’Università di Ferrara.

Stefano Caracciolo, medico, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, professore ordinario di Psicologia Clinica – Università di Ferrara / Az.USL di Ferrara, è autore di oltre 150 pubblicazioni a stampa su riviste scientifiche italiane ed estere del settore, nonché di diverse monografie.

“Il formicaio intelligente. Come vivono e che cosa possono insegnarci i più sociali tra gli insetti” è invece il tema della conferenza di Donato Grasso (Università di Parma) in programma giovedì 14 marzo alle 21 al Museo di Storia Naturale (via De Pisis 24 a Ferrara), quinto appuntamento della tredicesima edizione del “Darwin day Ferrara”.

Una colonia di formiche è un microcosmo ben organizzato, efficiente, autonomo, collaborativo. Un superorganismo dove i singoli individui, obbedendo ognuno a semplici regole, fanno emergere complessi comportamenti collettivi. Il loro studio ha dischiuso un mondo nascosto di mirabili eventi naturali e fornito conoscenze che hanno travalicato i confini delle discipline biologiche. Come fanno a comunicare? Come sfruttano le risorse alimentari in modo così efficiente?

“Il giardino pigro” è il libro a cura di Laura Caratti (Blu Edizioni, Torino, 2019) dedicato a esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino. Il volume verrà presentato giovedì 14 marzo 2019 alle 16 nell’Auditorium della Biblioteca Giorgio Bassani (via G. Grosoli 42 a Ferrara, quartiere Barco). A dialogare con l’autrice sarà Claudio Baldazzi per un’iniziativa organizzata In collaborazione con il Garden Club Ferrara.

Può esistere un giardino dove il riposo, la pace e la contemplazione prevalgano sul sudore, i graffi e il mal di schiena? Dove gli affanni quotidiani spariscano, anziché rispuntare sotto forma di sfiancanti incombenze floricole? La ‘pigrizia’ in giardino è un autentico piacere, e si conquista con la pratica ma anche con lo studio. Questo libro scritto a più mani da giardinieri dotati di passione ed esperienza – ma soprattutto di buon senso – raccoglie dritte utili per creare un giardino sostenibile non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma anche da quello di chi se ne prende cura.

Alessandro Zangara (anche per le immagini)

 

Incontro con il genetista Guido Barbujani

 

“Tutti parenti tutti differenti. Contro la tentazione del razzismo” è il titolo del secondo appuntamento del ciclo di incontri dedicato alle scuole in preparazione alla X edizione del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo, ideato da Giulia Cogoli e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Anche questo secondo appuntamento sarà aperto a tutti ad ingresso libero previa prenotazione.

Martedì 26 febbraio, alle ore 11, sul palco del Teatro Manzoni di Pistoia il genetista Guido Barbujani spiegherà al pubblico come il fenomeno delle migrazioni caratterizzi la natura dell’essere umano fin dalle sue origini.

Noi umani siamo sempre stati molto mobili, a partire più o meno da sei milioni di anni fa, quando i nostri antenati sono scesi dagli alberi, segnando un distacco netto con gli altri primati, cioè le altre scimmie. La stazione eretta, lo sviluppo del cervello e tanti prodotti della sua attività fra cui il linguaggio, sono conseguenze di questa prima migrazione, in senso verticale.

Tante altre migrazioni sono seguite, in senso orizzontale nello spazio geografico, documentate nei fossili, nei reperti archeologici e nel DNA.

La nostra specie, Homo sapiens – caratterizzata da uno sviluppo unico della corteccia frontale, la regione del cervello che si attiva quando vengono apprese nuove regole ed esperienze –, compare in Africa 190mila anni fa e da qui parte, forse 100mila anni fa, per diffondersi in tutti i continenti. «Raggiunge l’Australia 45mila anni fa» spiega Guido Barbujani «l’Europa poco dopo; si spinge nelle Americhe 20mila anni fa (e ci arriva a piedi, perché all’epoca il livello del mare era più basso), mentre per colonizzare l’Oceania bisognerà aspettare che si sviluppi l’arte di andar per mare, e ci vorrà qualche millennio.»

Durante gran parte della sua storia, la nostra specie è stata nomade. Abbiamo imparato a coltivare i campi solo 10mila anni fa, e solo allora abbiamo cominciato a costruire villaggi e poi città, e a risiedere stabilmente in un posto. Prima, l’umanità era in continuo movimento, inseguendo gli animali per la caccia, raccogliendo i frutti spontanei della terra, e scappando quando qualche evento naturale rendeva difficile la vita.

È sempre stato così, ed è ancora così: si migra perché si deve o perché si vuole. Via dalla miseria e dal sottosviluppo (ieri gli europei verso le Americhe, oggi tanti verso l’Europa e il nord America, per non parlare degli enormi fenomeni di migrazione interna che interessano l’Africa e la Cina), oppure via in cerca di migliori opportunità (studenti e docenti di tutto il mondo fin dal medioevo).

«Oggi le gigantesche disuguaglianze economiche e sociali hanno solo amplificato un fenomeno, la migrazione, che esiste da sempre» afferma Guido Barbujani «È un fenomeno che non si può sperare di interrompere finché resterà così grande la sproporzione fra le condizioni di vita del nord sviluppato e del sud del mondo. Ma è un fenomeno che si può e si deve gestire, come si è sempre cercato di fare, trovando la maniera di far convivere gente che porta culture e abitudini diverse, e naturalmente pregiudizi diversi sugli altri, duri a morire.»

Il percorso di avvicinamento al tema scelto per il decennale dei Dialoghi, “Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini”, aperto il 30 gennaio dall’antropologo Marco Aime, si concluderà martedì 2 aprile con lo storico Carlo Greppi, che terrà la lezione: “La frontiera come luogo di incontro”.

Guido Barbujani è nato nel 1955. Attualmente è professore di Genetica all’Università di Ferrara dove si occupa di genetica delle popolazioni e di biologia evoluzionistica. Collabora con il Sole24ore.

Fra i suoi libri ricordiamo: Dilettanti (Marsilio, 1994; Sironi, 2004); Questione di razza (Mondadori, 2003); L’invenzione delle razze (Bompiani, 2006); Europei senza se e senza ma (Bompiani, 2008); Sono razzista, ma sto cercando di smettere (con Pietro Cheli, Laterza, 2008); Lascia stare i santi. Una storia di reliquie e di scienziati (Einaudi, 2014); Contro il razzismo (con Marco Aime, Federico Faloppa e Clelia Bartoli, Einaudi, 2016); Gli africani siamo noi (Laterza, 2016), Il giro del mondo in sei milioni di anni (con Andrea Brunelli, Il Mulino, 2018) e Tutto il resto è provvisorio (Bompiani, 2018).

 

Delos (anche per la fotografia)

Festival Un organo per Roma

 

la Banda dei Carabinieri

Da oggi, 16 febbraio, al10 maggio sei gli appuntamenti a Roma nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia (via dei Greci 18) e nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano (via dei Fori Imperiali 1) – tutti a ingresso gratuito – per la sesta edizione del Festival “Un Organo per Roma” ideato da Giorgio Carnini e promosso dalla Camerata Italica in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, il Conservatorio Santa Cecilia, l’Istituzione Universitaria dei Concerti, e da quest’anno l’Associazione Nuova Consonanza (anche in virtù delle numerose prime esecuzioni in programma) e con il patrocinio della Dante Alighieri e dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

Il progetto Un organo per Roma non è solo un festival ma anche e soprattutto un movimento di opinione a cui da diversi anni gli artisti che gratuitamente prestano la loro opera, ed il pubblico stesso, partecipano per sollevare il problema della mancanza nella Capitale di un vero organo nel suo principale sito concertistico, l’Auditorium del Parco della Musica.

L’inaugurazione sabato 16 febbraio (ore 19, Conservatorio) sarà affidata alla Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri diretta dal Magg. Massimiliano Ciafrei, che torna al Festival, questa volta con alcuni “esperimenti” che potrebbero sembrare azzardati, come l’esecuzione del Concerto in sol minore di Poulenc, in cui l’organo dialoga non con gli archi, ma con flauti, clarinetti, ottoni, con tutta una banda!

La rassegna di quest’anno presenta, accanto ai programmi più innovativi, come l’insolito abbinamento di due contrabbassi con l’organo (2 marzo, Conservatorio)‒ in cui saranno rivisitati due celebri e divertenti brani del Maestro per eccellenza del contrabbasso, Giovanni Bottesini, vissuto nel XIX secolo ‒, anche un classico, l’integrale delle Sonate di Mendelssohn, che ascolteremo assieme ad alcune sue composizioni per soli e coro.I due appuntamenti dedicati a Mendelssohn (il 6 aprile e il 10 maggio) si terranno, anziché nella sede storica della Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia, nell’antica Basilica dei Santi Cosma e Damiano, che ha un’eccezionale acustica e ormai da qualche anno ospita alcuni degli eventi del festival.

Alla fine dell’Ottocento la musica d’organo nelle chiese ‒ soprattutto in Italia ‒ era contaminata dal melodramma a tal punto che persino nel momento dell’Elevazione non era inusuale ascoltare marcette e arie d’opera. Fu dunque necessario procedere ad una pulitura, una “purificazione” del repertorio liturgico. Così nacque la riforma ceciliana, qui testimoniata dal concerto (13 aprile, Conservatorio) dedicato all’organo in Italia, in cui si ascolteranno brani “riformati” accanto a composizioni contemporanee.

Il 4 maggio il Conservatorio ospiterà Mi Buenos Aires perdido: la doppia nostalgia, un omaggio alla memoria di Luis Bacalov, in cui l’organo, assieme ad un vero complesso tipico, si cimenterà con stilemi propri del tango. Oltre alla Suite Baires 1 di Bacalov ascolteremo in prima esecuzione assoluta il melologo che dà il titolo alla serata, recitato da Andrea Giordana su testo di Cesare Mazzonis, musica di Giorgio Carnini.

In sintesi: un organo che non segue i soliti percorsi, ma che si apre ad un fare musicale più universale. Non strumento misterioso per un ascolto riservato a pochi eletti, ma veicolo di “affetti” comuni al grande pubblico. Una voce che speriamo presto possa essere ascoltata anche nel santuario cittadino della musica, che dovrebbe esserle naturale alloggio: l’Auditorium Parco della Musica.

I luoghi del Festival:

Conservatorio Santa Cecilia (via dei Greci 18) concerti alle ore 19

Basilica dei Santi Cosma e Damiano (via dei Fori Imperiali 1) concerti alle ore 18, ingresso gratuito

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)