“La Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia” e “Misteri antichi” in conferenza a Ferrara

Sarà dedicata a “La Madonna della melagrana e Jacopo della Quercia” la conferenza di Laura Cavazzini in programma domani, lunedì 22 ottobre alle 17.30, a Palazzo Bonacossi, via Cisterna del Follo 5, a Ferrara. L’appuntamento rientra nell’ambito del ciclo di conferenze “Anatomia di un capolavoro. Storia, stile e iconografia nelle opere del Museo della Cattedrale”. L’ingresso è libero.

Capolavoro assoluto della storia dell’arte italiana, la grandiosa Madonna del Museo della Cattedrale rappresenta una delle poche testimonianze del Rinascimento sopravvissute alle spoliazioni cui Ferrara fu oggetto nel corso dei secoli. Un’opera in passato molto amata dai ferraresi che coniarono per lei nel Sei e Settecento gli affettuosi soprannomi di “Madonna bianca” o di “Madonna del pane”, quest’ultimo a causa del cartiglio arrotolato nella mano sinistra del Bambino così simile alla “coppia” ferrarese. Scolpita tra il 1403 e il 1406 per adempiere alle volontà testamentarie di Virgilio Silvestri, camerlengo di Niccolò III, la scultura fu percepita sin dal suo apparire come un’opera fuori dall’ordinario a causa delle sue notevoli dimensioni e della sua straordinaria qualità. Guidato da Laura Cavazzini, professore associato di Storia dell’Arte Medievale all’Università di Trento, il pubblico potrà così riscoprire questo capolavoro di possente grazia e al contempo inquadrare l’arte di Jacopo della Quercia (Siena, 1374 circa – 1438) che, proprio per le doti espresse nell’opera ferrarese, sarà poi apprezzata a Siena, Lucca e Bologna.

Sempre domani, sarà lo studioso Stefano Arcella, con il suo libro ‘Misteri antichi e pensiero vivente’, il protagonista, alle 17, del nuovo appuntamento ‘Rassegna di incontri con la spiritualità applicata’ nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, a Ferrara). La conferenza sarà introdotta da Marcello Girone Daloli.

Aristotele spiegava che nei Misteri non si trattava di apprendere, ma di provare un intenso stato interiore. Per gli Antichi il Sapere era davvero tale solo se investiva la totalità della vita e della natura dell’uomo e lo trasformava completamente. Era appunto questo il fine dei Misteri: che l’uomo, per effetto della Conoscenza, divenisse completamente diverso da ciò che era prima, quando ne era privo. Questa istanza di nobilitazione e di elevazione era il filo d’oro che univa le varie spiritualità misteriche del mondo antico, al di là delle forme rituali e delle vie praticate per conseguire l’unione col divino. Nel capitolo finale viene affrontato il tema della possibile attualizzazione del retaggio misterico in forme adatte alla mutata costituzione interiore e mentale dell’uomo occidentale contemporaneo, richiamandosi all’insegnamento di Rudolf Steiner e alla Via del Pensiero Vivente.

Stefano Arcella è saggista, studioso delle “religioni” misteriche nel mondo greco-romano, con particolare attenzione ai Misteri di Mithra e, in generale, ai culti solari in età imperiale romana, oltre che del Neoplatonismo rinascimentale e del pensiero esoterico del Novecento europeo.

 

Alessandro Zangara e organizzatori (anche per le foto)

“Quel giorno a Gerusalemme. Da Paolo VI a Francesco”

In vista della canonizzazione di Paolo VI (14 ottobre), il direttore di Rai Vaticano Massimo Enrico Milone traccia in un libro il fil rouge che lega i due storici viaggi in Terra Santa di papa Montini a papa Francesco.

  1. 1964. Paolo VI decolla da Roma per la Terra Santa. Torna dove tutto ha avuto inizio duemila anni fa, facendo entrare il pontificato nella  modernità. Da allora cambia la comunicazione dei Papi. Mille giornalisti al seguito del Pontefice. Paolo VI,  scrisse, in Terra Santa, la prima pagina di quella primavera dell’ecumenismo che arriverà fino a Papa Francesco. Da grande timoniere condurrà in porto il Concilio Vaticano II.
  2. 2014. Il volo papale porta in Terra Santa Papa Bergoglio, Francesco. Il Papa Social, guida spirituale, ma anche indiscusso leader mondiale. Il Pontefice argentino su Facebook raggiunge tre milioni di followers e un account privato Twitter supera i quaranta milioni di utenti. È comunicazione globale del Pontificato.

Quel giorno a Gerusalemme. Da Paolo VI a Papa Francesco (Paoline 2018 – pp. 144 – € 15), a firma di Massimo Enrico Milone, responsabile di Rai Vaticano, ripropone e analizza i due storici viaggi. Con una testimonianza di Francesco Patton OFM, Custode di Terra Santa. Il volume ci immette in un’epoca “eccezionale”. La Chiesa del Vaticano II s’indirizza alle “sorgenti della fede”, si muove verso le nazioni e le loro periferie. Paolo VI, novello santo, vanta alcuni primati, fra cui l’essere stato il primo Papa a viaggiare su un aereo internazionale, il primo a lasciare il Vaticano per recarsi in Terra Santa e, dopo novecento anni di scisma d’Oriente, il primo a incontrare Atenagora I, patriarca di Costantinopoli. In clima conciliare, “quel pellegrinaggio” aprì in modo irreversibile la Chiesa al dialogo ecumenico e interreligioso.

Sui suoi passi, cinquant’anni dopo, Papa Francesco, che a Gerusalemme abbraccerà Bartolomeo I, va verso tutte le periferie umane del mondo. Con i suoi piedi nel Vangelo dirige mente e cuore a imbattersi in Gesù Cristo, facendone conoscere il volto più veritiero, che è Amore, Perdono e Misericordia.

Massimo Enrico Milone dirige Rai Vaticano, la Struttura per la Santa Sede dell’Amministratore delegato RAI. E’ fra l’altro Autore del programma “Viaggio nella Chiesa di Francesco”, in onda su Raiuno. Napoletano, laureato in giurisprudenza, è stato capo della redazione Rai per la Campania dal 2003 al 2013. Dal 2002 al 2008 è stato Presidente nazionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana. Per otre trent’anni ha scritto per il quotidiano cattolico Avvenire. Fra gli ultimi libri pubblicati: Pronto sono Francesco! (2014); Lettera a Francesco (2015); The American Pope (2016); A Sud per l’Italia (2017).  Due volte insignito del Premio Capri San Michele, è stato Premio Dorso per il Giornalismo e Premio San Gennaio – Città di Napoli.

Il libro sarà presentato a ottobre a Napoli, Roma e Pordenone:

Lunedì 8 ottobre, ore 17.30, a Napoli, sede del Commissariato di Terra Santa, presso l’Arciconfraternita dei Pellegrini, con il Commissario Generale di Terra Santa Fra Sergio Galdi d’Aragona;

Mercoledì 10 ottobre, ore 17,30, a Roma, all’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede, con la testimonianza, tra gli altri, del Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Sabato 27 ottobre, ore 11, a Pordenone, nell’ambito della rassegna di editoria religiosa “Ascoltare Leggere Crescere”.

 

Romano Cappelletto

 

‘Slow reading’: Barbara Gherman racconta il suo romanzo

Si intitola ‘Dipingendo Maria’ il romanzo di Barbara Gherman che domani, lunedì 1 ottobre 2018 alle 17, sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara), nel corso di un incontro di ‘slow reading’ a cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata.

Assieme all’autrice, interverrà all’appuntamento la presidente dell’Associazione Olimpia Morata Francesca Mariotti. In programma letture recitate con l’attore Roberto Gamberoni.

Barbara Gherman (Simonetta Ghersina) è nata a Ferrara, dove risiede. Ha pubblicato la raccolta di poesie “Uomo, natura… e stelle” (2001), con la quale ha vinto alcuni premi. Ha poi concepito un originale progetto narrativo in sei romanzi.

A.Z.

 

Il futuro delle professioni culturali. Un convegno

Mercoledì 3 ottobre 2018, alle ore 10.00, presso la Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita (Piazza Venezia, 11 Roma), si terrà il convegno “Il futuro delle professioni culturali: cosa cambia, cosa resta” promosso da Confassociazioni e dall’Associazione Civita, in merito a trasformazioni e prospettive nell’ambito delle professionalità legate al mondo dei beni culturali, anche a seguito degli effetti che la tecnologia digitale ha prodotto nel settore.

“Affrontare il tema delle professioni nell’ambito dei beni culturali implica, ad oggi, nuove e più alte responsabilità per coloro che operano tanto nel pubblico che nel privato”, afferma Nicola Maccanico, Segretario Generale dell’Associazione Civita. “In entrambi i casi – continua – è richiesta un’interazione sempre più sinergica e permeabile fra linguaggi e competenze differenti, fra saperi e capacità manageriali, nel rispetto delle proprie peculiarità. Uno scambio virtuoso che Civita, forte dei suoi trent’anni di attività, continua a sostenere con impegno e forza”.

“L’Italia è il Paese più importante del mondo per quantità di beni culturali e ambientali – dichiara Angelo Deiana, Presidente di CONFASSOCIAZIONI – tanto che la UE ha inserito questo nostro settore fra le piattaforme di mercato che potranno maggiormente generare più occupazione e più attività, oggi e nel futuro. Anche considerato che, come afferma il World Economic Forum, il 65% dei bambini attualmente in età scolare, da adulti faranno un lavoro che ancora non esiste. Ci troviamo dentro ad uno tsunami digitale dove il punto di forza, per cavalcare l’onda piuttosto che lasciarsi travolgere, risulta il fare rete sempre nell’essere coesi e propositivi. Una caratteristica, questa, insita nel DNA della nostra Confederazione che da sempre tutela e promuove le professioni, favorendo l’incontro tra i diversi attori del mercato del lavoro. CONFASSOCIAZIONI è convinta che le professioni della cultura si troveranno al centro di questo tsunami. Ecco perché, in questa iniziativa, proveremo a rispondere a una domanda semplice ma strategica: quale sarà il ruolo delle professioni soft della cultura nell’era del digitale e delle professioni hard?”

L’incontro, moderato da Adriana Apicella, Direttore Generale di Confassociazioni e Vice Presidente Esecutivo della branch Cultura Spettacolo e Moda, si pone come momento di riflessione concreta riguardo alle professioni del settore cosiddette “storiche” che ancora resistono e a quelle che ci saranno nel prossimo futuro. Al centro, anche il ruolo della formazione, posta a monte del mercato del lavoro stesso ed oggi quanto mai necessaria per consentire ai nostri giovani di accrescere la propria competitività sul mercato globale.

Questi i temi su cui si confronteranno gli ospiti dell’incontro, con l’obiettivo di analizzare il mercato di riferimento ed individuare condizioni ed elementi necessari per incentivare un dialogo convinto e condiviso sia tra le parti che tra pubblico e privato.

Valorizzare in termini strategici e a lungo termine le possibili sinergie fra competenze diverse a vantaggio del nostro patrimonio culturale, costituisce un’opportunità significativa per la crescita economica e sociale del Paese. Per far questo occorrono, però, maggiori risorse, a cominciare da quelle umane e professionali.

 

Rachele Mannocchi

 

“Prostituzione e tratta umana: l’informazione giornalistica tra ideologie politiche e pregiudizi di genere”

Sabato 6 ottobre 2018 nella Sala del Consiglio comunale (piazza Municipio, 2 – Ferrara) avrà luogo, nell’ambito del programma collaterale del Festiva di Internazionale a Ferrara, un incontro pubblico sul tema “Prostituzione e tratta umana: l’informazione giornalistica tra ideologie politiche e pregiudizi di genere”.

L’iniziativa, organizzata da Comune di Ferrara e Centro Donna Giustizia di Ferrara insieme all’Ordine dei Giornalisti e della Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna, è valida come formazione continua e obbligatoria per i giornalisti. La partecipazione è gratuita e aperta ai cittadini (per i cittadini interessati accesso alla sala fino ad esaurimento posti; sono previsti posti riservati per i giornalisti registrati sulla piattaforma Sigef entro i termini previsti). 

Attraverso l’analisi delle modalità di trattazione nella cronaca giornalistica delle tematiche della prostituzione e della tratta degli esseri umani correlate al genere, si propone un approfondimento sociologica dei fenomeni e dell’impatto nel contesto italiano (cliente, organizzazioni criminali, donne migranti e vittime di tratta), passando poi in rassegna agli strumenti e alle azioni per fronteggiarli con specifiche azioni e politiche di intervento attuate in Italia e in altri stati europei. Sarà anche l’occasione per un approfondimento e aggiornamento deontologico sul fronte del linguaggio di genere in ambito giornalistico “Manifesto di Venezia”.

Questo il programma del seminario:  

9,00 – 9,30 Registrazione dei partecipanti

9,30 – 9,45 Introduzione e saluto organizzatori e autorità

9,30 – 13,30 Relazioni, interventi, domande partecipanti

  • Le parole sono importanti. Appunti per una nuova grammatica delle donne e spunti per nuovi aspetti di deontologia giornalistica dal Manifesto di Venezia per la cronaca e la violenza di genere

Mara Cinquepalmi, giornalista, segretaria nazionale di Gi.U.Li.A

  • Politiche e welfare in Europa sul tema prostituzione: l’impatto sociale del fenomeno e le scelte politiche messe in campo in altri paesi

Giulia Garofalo Geymonat, ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia – Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali

  • Il fenomeno prostituzione in ambito nazionale: politiche e strumenti

Andrea Morniroli, si occupa di politiche e azioni di welfare a livello locale. È socio della cooperativa sociale Dedalus

ore 11,30 – 11,45 pausa lavori

  • Prostituzione, tratta umana e clienti: analisi sociologica del fenomeno e utilizzo del linguaggio nel contesto italiano

Giorgia Serughetti, ricercatrice al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca

  • Raccontare la violenza di genere: le scelte e i confini operativi del giornalismo d’inchiesta

Floriana Bulfon, scrive per l’Espresso e Repubblica, è inviata per RaiUno e collabora con RaiTre. È autrice di Grande Raccordo Criminale(Imprimatur) sul sistema di Mafia Capitale. Ha realizzato inoltre i documentari ‘Invisibili’ e ‘Vite sospese’ promossi da Unicef. [intervento in diretta streaming audio e video]

ore 13.30 Conclusioni Paola Castagnotto, presidente Centro Donna Giustizia Ferrara

Coordinano i lavori: Alessandro Zangara (responsabile Ufficio Stampa Comune di Ferrara), Eleonora Telloli (Luna Blu – Invisibile del Centro Donna Giustizia) con la collaborazione dell’equipe Luna Blu, Chiara Arena Chartroux e Valeria Ruggeri

A.Z.

 

Autunno al Castello Estense con incontri per bambini e famiglie

 Un ciclo di appuntamenti rivolti alle famiglie per conoscere il Castello di Ferrara, scoprire storie e racconti sui principali protagonisti della Corte Estense: Niccolò II, Leonello d’Este, Borso e Alfonso I. Dopo un percorso tra le sale del museo, un’attività di laboratorio consentirà a bambini e genitori insieme di realizzare un personale elaborato da portare a casa come ricordo dell’esperienza.
Si comincia oggi, sabato 22 settembre alle 16, con il laboratorio Oh che bel Castello (per bambini dai 4 ai 7 anni), in cui scoprire più da vicino torri, merlature e ponti levatoi, come elementi che proteggevano il Castello e i suoi abitanti. Un percorso e un laboratorio finale per conoscere la figura di Nicolò II e le vicende che portarono alla costruzione dell’edificio, capire la funzione dei differenti ambienti e progettare un proprio castello su misura.
Sabato 20 ottobre i bambini potranno incontrare la figura di Leonello d’Este, ritratto di profilo in molti dipinti, in un laboratorio in cui riflettere sul significato e sul potere delle immagini e realizzare il proprio autoritratto come signori d’altri tempi.

Sabato 24 novembre si entrerà nel mondo elegante di Borso d’Este per conoscere vezzi e passioni del primo duca di Ferrara, scoprire curiosità sulla moda di corte e “creare” un abito ispirato al gusto del tempo.
Infine, sabato 15 dicembre si celebrerà Il duca Alfonso I, esperto di artiglieria e fortificazioni e i partecipanti potranno inventare una speciale e personale armatura.

Per informazioni e prenotazioni chiamare il tel. 0532 299233.

 

Alessandro Zangara (anche per la foto)