Sfide fantastiche da vincere per l’Ora del racconto dei più piccoli

Mercoledì 30 gennaio 2019 alle 17 alla Biblioteca Giorgio Bassani (via G. Grosoli 42 a Ferrara, quartiere Barco) appuntamento con “L’ora del racconto”, il ciclo di letture ad alta voce, dedicate a bambini dai 4 ai 10 anni.

Per il mese di gennaio i racconti saranno incentrati sul tema “Streghe, orchi e giganti”. Questa settimana sarà Anna Bellini ad animare il pomeriggio con la lettura di due storie che mettono in campo situazioni fantastiche e la possibilità di trovare soluzioni inaspettate che sono anche una sfida alla paura dell’ignoto: “Jack e il fagiolo magico” di Richard Walker illustrato da Niamh Sharkey (Fabbri, 2003) e “Il gigante di Zeralda” di  Tomi Ungere (A. Mondadori, 1998).

La partecipazione è gratuita e libera, senza necessità di prenotazione.

 

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

 

“Nonna Teresa”, la ricerca di una madre per far luce sulla storia del figlio deportato

Sabato 26 gennaio 2019 alle 16 nella sala mostre del Museo del Risorgimento e della Resistenza (corso Ercole I d’Este 19, Ferrara) si terrà l’incontro intitolato “Nonna Teresa”, la storia di una madre impegnata a far luce su quanto accaduto al figlio deportato da Bova di Marrara (piccola frazione a una ventina di chilometri di Ferrara) in Germania.
A parlare di questo lungo viaggio per riportare a casa il figlio deceduto nel lager nazista sarà Silvia Pascale, studiosa trevigiana della deportazione militare e presidente di ANEI-Associazione nazionale ex internati di Treviso.

La ricercatrice Silvia Pascale proporrà una storia di famiglia che, in qualche modo, ha sollecitato la volontà della ricercatrice di lavorare per far tornare alla luce tante storie di persone comuni che nel drammatico biennio ’43-’45 si trovarono a vivere lo strazio della vita dei lager e anche a morirci.
Il racconto è quello di una ricerca molto lunga che parte dalla scoperta della “marmetta” di Zerbini Anadage, omonimo dello zio acquisito della studiosa, esposta al Tempio dell’Internato Ignoto a Padova e della successiva lettura del diario di nonna Teresa Mascellani in Zerbini, scritto per ricordare la morte del figlio Anadage, nello Stalag XII A. Il racconto emotivo è accompagnato dalla ricostruzione storica, avvenuta attraverso la consultazione dell’Archivio tedesco di Bad Arolsen in Germania e dei certificati della Croce Rossa Internazionale effettuata dalla studiosa, che da anni si occupa di Internati Militari Italiani. Grazie a queste ricerche e allo studio dei documenti si è potuto ricostruire la vicenda di Anadage dall’8 settembre 43 fino a gennaio del 44 quando è morto. Con l’aiuto del diario e della documentazione successiva sempre avvenuta attraverso fonti d’archivio è stato possibile ricostruire dettagliatamente la storia del rimpatrio dei resti di Anadage nel dicembre del 1956. Tutto questo lavoro è in fase di stesura finale in attesa di pubblicazione ed è di importanza fondamentale perché è stato voluto dalla mamma di un IMI (internato militare italiano), un unicum nel panorama della documentazione di questa pagina di storia.

 

Alessandro Zangara

Cetty Muscolino racconta: ‘Quando scrivevo a Otto Frank’

Racconta di un rapporto epistolare e di amicizia nato dalla lettura del ‘Diario di Anna Frank’, il libro di Cetty Muscolino, con prefazione di Anna Quarzi, ‘Quando scrivevo a Otto Frank’ che lunedì 28 gennaio 2019 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara).

Cetty Muscolino, adolescente degli anni 70, resta folgorata dalla lettura del ‘Diario di Anna Frank’ e, in maniera rocambolesca, entra in contatto con il padre Otto scampato al campo di sterminio instaurando un rapporto prima epistolare poi di amicizia.

Testimonianza, con lettere autografe e foto inedite di Otto, di un uomo che ha speso la sua intera vita per testimoniarci gli orrori del periodo più buio della storia.

 

Alessandro Zangara

Il Tempio di San Cristoforo alla Certosa con la guida

 

Giovanni Masi (Ferrara, 1761 . 1826)
“Beata Vergine del Rosario con i Santi Giorgio, Maurelio e fanciullo che offre la pianta della Fortezza”

(tela cm. 425×285 visibile all’interno del laboratorio di restauro)

L’affluenza alla prima visita guidata all’interno del Tempio certosino, ha confermato ancora una volta l’interesse e l’affezione del pubblico per San Cristoforo alla Certosa. Per mantenere questo legame con uno dei monumenti più importanti della città, i Musei di Arte Antica del Comune di Ferrara rinnovano l’invito agli appassionati a partecipare alle prossime visite guidate.

Un nuovo appuntamento sarà in programma nel pomeriggio di sabato 19 gennaio 2019 (la prima visita si terrà dalle 14 alle 15 e la seconda dalle 15 alle 16).

Nell’occasione Elisabetta Lopresti, attraverso una puntuale descrizione del patrimonio esposto all’interno del Tempio, farà conoscere ai visitatori le peculiarità di San Cristoforo quale testimone degli aspetti artistici ed architettonici cartusiani, in relazione alla vicenda estense e alla storia della città, dalla devoluzione alle soppressioni napoleoniche a seguito delle quali il complesso certosino viene trasformato in cimitero pubblico.

Nel laboratorio di restauro, attivo all’interno della Chiesa, per l’occasione saranno visibili monumentali tele che rappresentano due importanti momenti della cultura figurativa ferrarese, inquadrabili nell’ambito pre-devoluzione e nel successivo periodo napoleonico.

Giovanni Giannelli collaboratore del Laboratorio di Restauro “Ottorino Nonfarmale”, traccerà tecnicamente l’intervento di restauro manutentivo, illustrando nel contempo le complesse operazioni di ricollocazione delle opere.
Come consuetudine per la partecipazione alla visita è necessario prenotare al 0532.232924, nei giorni di lunedì 14, mercoledì 16 e venerdì 18 gennaio 201 dalle ore 9 alle 11.

Il terzo appuntamento con visita guidata gratuita, previa prenotazione, si terrà nel pomeriggio di sabato 2 febbraio 2019. La prima visita si terrà dalle 14 alle 15 e la seconda dalle 15 alle 16.

In questa occasione l’architetto Giuliana Marcolini, che da anni collabora con i Musei di Arte Antica, condurrà la prima parte del percorso di visita spiegando l’assetto di San Cristoforo in base ai dettami della regola certosina che, fin dal sorgere dei primi monasteri, hanno determinato le forme architettoniche degli spazi di vita e di preghiera.

Le prenotazioni saranno possibili telefonando al 0532.232924, nei giorni di lunedì 28, mercoledì 30 gennaio e venerdì 1 febbraio 2019 dalle ore 9 alle 11.

Si ricorda che l’ingresso libero e gratuito al Tempio sarà comunque possibile nelle mattinate di sabato 19 gennaio e del 2 febbraio (dalle 10 alle 13), mentre i pomeriggi saranno riservati alle visite guidate.
Nelle domeniche 20 gennaio e 3 febbraio 2019 il Tempio sarà visitabile con ingresso libero e gratuito dalle 10 alle 16.

 

Alessandro Zangara (anche per la foto)

 

 

 

Sotto il cielo d’Egitto

In occasione della mostra dedicata al “Riposo durante la fuga in Egitto” di Francesco Hayez, il museo del Buonconsiglio di Trento propone quattro speciali appuntamenti, condotti da storici dell’arte che presentano temi appassionanti e conversano con il pubblico. Ingresso libero.

Programma

martedì 15 gennaio 2019 I ore 17.00

Simone Consolati, collezionista di antichi e di contemporanei

Committente del capolavoro ritrovato di Francesco Hayez, il nobiluomo Simone Consolati era un raffinato cultore delle belle arti, che si rivela solo ora nelle sue molte sfaccettature di conoscitore, collezionista, bibliofilo e mecenate, nonché di custode delle antiche memorie culturali della sua città.

Emanuela Rollandini

martedì 22 gennaio 2019 I ore 17.00

Francesco Hayez nella collezione di Andrea Maffei

Nel suo palazzo a Riva del Garda Andrea Maffei si era circondato di una collezione di opere d’arte, che comprendeva capolavori di Francesco Hayez. Il sodalizio intellettuale e l’amicizia fra poeta e pittore intreccia temi storici, allegorie e ritrattistica negli anni in cui maturano a Milano le istanze risorgimentali.

Marina Botteri

martedì 29 gennaio 2019 I ore 17.00

Venere che scherza con due colombe: il capolavoro di Hayez tra mito e realtà storica

Ideale figura mitologica o “schifosa donna del volgo”? Il più celebre pittore dell’epoca, una seducente ballerina e un collezionista trentino innamorato? A questi ed altri interrogativi rispondono, in un dialogo coinvolgente, le voci esperte dei due relatori.

Alessandra Tiddia e Roberto Pancheri

martedì 5 febbraio 2019 I ore 17.00

Magistrati e pittori: i trentini a Milano in età romantica 

I giovani pittori trentini che frequentano l’Accademia di Brera negli anni della dominazione austriaca, trovano nella pittura di Francesco Hayez impareggiabili modelli di studio e nel circolo dei funzionari trentini l’indispensabile sostegno di mecenati colti e sensibili.

Salvatore Ferrari

Info

Servizi educativi del Museo | tel.0461492811 I education@buonconsiglio.it

 

 

Il deposito librario di Verona salvaguardato come bene comune

Il deposito librario di Verona

Un deposito librario di 5 piani con 800 mila opere da preservare. Palazzo Nervi si rifà gli impianti, per un miglioramento strutturale antisismico e l’adeguamento antincendio. Quasi un milione e mezzo di euro stanziati per salvaguardare il patrimonio della Biblioteca Civica di Verona.

Volumi, ma anche piccoli tesori cartografici, custoditi nella sezione chiusa al pubblico. Da un grande cassetto emergono anche una mappa del mondo del geografo veneziano Giovanni Leardo, datata 1442 e quindi antecedente la scoperta dell’America, e una piantina del lago di Garda dei primi anni del ‘300, in piena epoca dantesca.

Mappa del mondo di Leardo

Due le fasi di lavoro. Prima verranno fatti gli interventi antisismici, finanziati dalla Regione Veneto con 491 mila euro, e poi gli impianti e l’antincendio, coperto dal Comune con 1 milione e 100 mila euro, grazie allo sblocco dei 17 milioni di euro dell’avanzo di Amministrazione 2017.

Il primo stralcio di lavori partirà a breve. L’intervento di rafforzamento strutturale antisismico del secondo e quarto piano di Palazzo Nervi prenderà il via a febbraio e durerà circa 4 mesi. L’opera prevede il consolidamento dei pilastri in cemento armato con la cerchiatura in fibre di carbonio.

Approvato in questi giorni, invece, dalla giunta comunale lo stanziamento di 1 milione e 100 mila euro per l’adeguamento degli impianti tecnologici e del sistema antincendio per i 5 piani di Palazzo Nervi. I lavori prevedono il rifacimento dell’impianto elettrico, dell’illuminazione, del sistema di emergenza. Per adeguare il deposito alle norme antincendio, invece, i piani saranno dotati di aerazione forzata e di un sistema di protezione tramite spegnimento automatico a gas inerte.

“Abbiamo dovuto procedere per scaglioni – ha detto Zanotto, assessore all’Edilizia monumentale –, in modo da rendere possibile prima l’esecuzione dei lavori più impattanti, come il rivestimento delle colonne di cemento armato, per poi passare a quelli impiantistici. La prima fase di lavori, infatti, partirà a febbraio, mentre per quanto riguarda il secondo lotto di interventi, procederemo nelle prossime settimane con le procedure di affidamento dell’incarico; contiamo di chiudere la parte progettuale entro il 2019, per poi dare il via nel 2020 ai lavori veri e propri”.

 

Roberto Bolis (anche per le foto)

 

Perugino, “L’adorazione dei Magi” a Milano

Pietro Vannucci, detto Perugino: Adorazione dei Magi (part.), circa 1473, olio su tavola, 242 x 180 cm

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria

Giunto alla sua undicesima edizione, il tradizionale appuntamento natalizio con l’arte di Palazzo Marino torna in Sala Alessi con un nuovo capolavoro, questa volta realizzato da Pietro Cristoforo Vannucci meglio noto come il Perugino (Città della Pieve, circa 1450 – Fontignano, 1523).

L’opera, concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, è l’Adorazione dei Magi, realizzata dall’artista intorno al 1475.

“Anche quest’anno a Palazzo Marino – dichiara il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – il Natale sarà pieno di bellezza e d’incanto. Esporremo in Sala Alessi l’Adorazione dei Magi del Perugino dataci in prestito dalla città di Perugia per il periodo natalizio. Siamo grati agli amici umbri per questo dono che condivideremo con tutti i visitatori, milanesi e turisti, che vorranno ammirarlo. Da ormai un decennio l’arte è di casa a Palazzo Marino con opere uniche che contribuiscono a rendere il tempo del Natale ancora più bello e festoso. Ringrazio quindi i partner pubblici e privati che hanno contribuito alla realizzazione di questo nuovo appuntamento e in modo particolare il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi. Sono certo che le nostre due città, unite oggi da questa iniziativa, collaboreranno ancora in futuro”. 

La grande pala d’altare (olio su tavola, 242 x 180 cm) è attribuita al periodo giovanile del Vannucci e rappresenta il primo significativo impegno dell’artista a Perugia. Il dipinto fu realizzato per la chiesa perugina di Santa Maria dei Servi e costituisce una delle opere più emblematiche per comprendere gli sviluppi dell’arte italiana nell’ultimo quarto del XV secolo.

Ricordata per la prima volta nell’edizione giuntina delle Vite (1568) dal Vasari, la sua attribuzione è stata a lungo dibattuta tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, a causa della complessità dei riferimenti culturali presenti nella tavola.

Cavalcaselle (1866) la ritenne infatti opera matura del perugino Fiorenzo di Lorenzo, proposta di grande fortuna accolta, fra le altre, dalle autorevoli voci di Giovanni Morelli (1886) e Bernard Berenson (1897). Sarà Jean Carlyle Graham (1903), autrice di una monografia su Fiorenzo di Lorenzo, a riportare in campo il nome del Vannucci, interpretando l’Adorazione come un lavoro iniziato da questi nei primi anni della carriera, lasciato incompiuto e completato solo diverso tempo dopo da Fiorenzo e dai suoi collaboratori.

La definitiva risoluzione della questione attributiva si deve solo ad Adolfo Venturi (1911), il quale – sposando l’opinione del Vasari – assegna l’opera al Perugino giovane, riconoscendovi molti riferimenti eterogenei, tutti ugualmente importanti nella fase formativa del pittore: l’influsso di Verrocchio nei tipi fisionomici e nelle vesti quasi di lamina metallica, scandite in pieghe dai sottosquadri nettissimi; la conoscenza della pittura dei fratelli Pollaiolo nell’evidenza del rilievo e nella profusione di ornamenti rifulgenti; il ricordo di Piero della Francesca – suo probabile maestro – nell’albero collocato sullo sfondo in base ai canoni della sezione aurea, come nel Battesimo di Cristo già a Sansepolcro e ora alla National Gallery di Londra.

Il nome di Perugino, in seguito, non è stato messo in discussione e sono stati anzi individuati nessi sempre più stringenti con la produzione matura dell’artista: il paesaggio che si fa via via ceruleo verso l’orizzonte, secondo quanto teorizzato da Leonardo sulla prospettiva aerea; i volti giovanili e femminili cesellati, di diafana purezza; la capacità di dosare la luce e di scaldare con essa il colore.

Questi ultimi effetti si devono certamente ad una fondamentale innovazione di carattere tecnico che interessa la tavola, interamente a dipinta a olio.

Il riconoscimento nell’Adorazione dei Magi di un cripto-ritratto del Perugino si deve invece al Von Ruhmor (1827), che confronta l’effige del giovane in berretta rossa all’estrema sinistra della composizione con quella – invecchiata e appesantita, ma certamente corrispondente nei lineamenti – del certo autoritratto affrescato dal maestro ormai cinquantenne nel 1500 circa sulle pareti del Collegio del Cambio a Perugia. Un Perugino giovane ma già perfettamente consapevole del suo talento, che guarda l’osservatore con aria risoluta, quasi sfrontata.

Si tratta di un particolare importante, che ha agevolato sia l’attribuzione, che la datazione della tavola. L’età del pittore, stimata tra i 25 e i 30 anni, ha indotto infatti gli studiosi a collocare l’esecuzione dell’opera intorno al 1475.

Recentemente è stato proposto (Teza, 1997) di riconoscere nei Magi alcuni membri della famiglia Baglioni, sul modello di una consuetudine fiorentina di cui sono notissimi esempi gli affreschi eseguiti da Benozzo Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici Riccardi, o la tavola di Sandro Botticelli per Gaspare del Lama oggi agli Uffizi, opere nelle quali i tre re giunti dall’Oriente assumono le fattezze di esponenti di casa Medici. Nella tavola perugina, in particolare, il Mago più anziano Gaspare corrisponderebbe al capostipite Malatesta Baglioni; Baldassarre raffigurerebbe Braccio, guida della casata all’epoca in cui il dipinto fu realizzato; il giovane Melchiorre avrebbe infine il volto del figlio di Braccio, Grifone, destinato a succedergli al potere.

Del tutto probabile, in ogni modo, è il coinvolgimento dei cripto-signori di Perugia nella commissione del dipinto. La chiesa di Santa Maria dei Servi era infatti prossima alle residenze dei Baglioni sul Colle Landone, anch’esse abbattute per permettere l’erezione della Rocca Paolina, e ospitava nelle sue cappelle le sepolture di alcuni membri della famiglia. Nel 1471, tra l’altro, il citato Braccio aveva fatto erigere nell’edificio un sacello dedicato alla Vergine Maria, ultimato nel 1478.

L’Adorazione dei Magi è in conclusione un’opera complessa e affascinante, che riassume tutte le suggestioni di cui Pietro poté nutrirsi durante gli anni di formazione trascorsi a Firenze nella bottega del Verrocchio, fianco a fianco con quelli che sarebbero stati, insieme a lui, fra i più grandi protagonisti dell’arte del Rinascimento, da Domenico Ghirlandaio a Sandro Botticelli, da Lorenzo di Credi a Leonardo da Vinci.

L’esposizione a Palazzo Marino è curata da Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, che grazie a questa iniziativa ha potuto procedere al restauro dell’opera prima del suo trasporto a Milano.

L’Adorazione dei Magi del Perugino potrà essere ammirata in Sala Alessi, come sempre con ingresso libero, dall’ 1 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019.

Promossa da Comune di Milano e Intesa Sanpaolo – partner istituzionale – con il sostegno di Rinascente, la mostra patrocinata dal MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, con il supporto del Comune di Perugia e della Regione Umbria, in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala. L’organizzazione è affidata a Civita.

L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero, tutti i giorni fino al 13 gennaio 2019. I visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.

Il catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini è pubblicato da Silvana Editoriale.

Nel quadro della collaborazione con la Regione Umbria, anche quest’anno il Comune di Milano ospiterà a Natale, come sempre nel cortile di Palazzo Marino, il presepe della tradizione umbra.

Si uniscono alle iniziative anche i municipi 7 e 8 con un altro dono alla collettività, un’ulteriore iniziativa per la più ampia conoscenza del patrimonio culturale cittadino. Fino al 6 gennaio 2019, prima presso Villa Scheibler e successivamente presso l’Emeroteca di via Cimarosa, sarà infatti possibile visitare, sempre con ingresso gratuito, l’esposizione di un importante dipinto, la “Madonna con Bambino” di Carlo Francesco Nuvolone, di proprietà della Pinacoteca del Castello Sforzesco.

L’opera è uno dei punti alti dell’apertura barocca di Carlo Francesco Nuvolone. La dolcezza degli incarnati, la morbida resa dei contorni sfumati, il sapiente e calibrato accordo cromatico mostrano con quale felicità l’artista abbia saputo fondere nella tradizione lombarda le suggestioni delle culture adiacenti, genovese e veneta, con la lezione emiliana di Guido Reni e quelle antiche ma ben più vicine negli affetti del Correggio e del Parmigianino. In quest’opera è evidente come egli abbia guardato oltre l’orizzonte padano registrando quanto di moderno si andava svolgendo a Roma e nella Spagna che con Milano avevano un legame stretto e privilegiato. Sono opere come questa che hanno valso al Nuvolone la denominazione di “Murillo di Lombardia”, anche se si tratta di una pura affinità elettiva con il maestro di Siviglia.

Il dipinto è giunto alle Collezioni Civiche nel 1885 per dono di Giovanni Spech.

Nel 2017 il dipinto è stato restaurato nello Studio di Carlotta Beccaria grazie alla generosità di Enrico Rovelli che ha voluto dedicare l’intervento alla scomparsa moglie Biancamaria Patuzzo.

La mostra promossa da Comune di Milano – Municipio 7 e Municipio 8 è coordinata da Palazzo Reale e realizzata insieme alla Pinacoteca del Castello Sforzesco con l’organizzazione di Civita.
L’Adorazione dei Magi

Sede

Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi
Piazza della Scala 2

Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico

Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00

(ultimo ingresso alle ore 19.30)

Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 22.30

(ultimo ingresso alle ore 22.00)

Chiusure anticipate                   

7 dicembre chiusura ore 12.00(ultimo ingresso alle ore 11.30)

24 e 31 dicembre 2016 chiusura ore 18.00

(ultimo ingresso alle ore 17.30)

Festività                                      

8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio aperti dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)

 

Madonna con Bambino

Fino al 16 dicembre 2018

Milano, Villa Scheibler
Via Felice Orsini 21

17 dicembre 2018 – 6 gennaio 2019

Milano, Emeroteca
Via Cimarosa 10

Ingresso libero

Orari di apertura al pubblico

Tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 (ultimo ingresso alle ore 17.30)

 

Ombretta Roverselli