I colori della luna

Sabato 15 marzo scorso si è svolto il concerto pianistico di Leonora Armellini, presso l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma.

La luna, con le sue fasi e i suoi colori, ci introduce ad un nuovo giorno. Lo stesso si può dire per un concerto, se poi l’interprete è Leonora Armellini (vincitrice del premio “Janina Nawrocka” al Concorso F. Chopin di Varsavia, ha collaborato con importanti orchestre quali I Solisti Veneti, Orchestra da Camera di Kiev e Sinfonia Varsovia). Fin dall’Andante Spianato e Grande Polacca di Chopin, che apre il pomeriggio musicale, si possono ascoltare immediatamente le qualità di una grande interprete del compositore polacco, in una serata di musica ad alto livello tanto che, danzando sulle note del pianoforte, la luna stessa ci ha mostrato tutti i suoi romantici colori, anche quelli più nascosti.

Ma i colori?

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalle prime note che evidenziano il candore di quella musica così nascosta e allo stesso tempo così presente fra gli ascoltatori. Proprio così, il pubblico vuole sentirsi partecipe della bellezza celestiale, di quelle sonorità che goccia a goccia ti coinvolgono in una sfumatura così tenue e allo stesso tempo così romantica. Direi proprio l’apogeo del Romanticismo.

La giovane pianista ci assorbe in un turbinio di note ed accordi dell’autore, interpretato sempre ad altissimi livelli e con un fraseggio che non lascia nulla al caso, semmai ne sottolinea la perfezione di un’artista ormai sulla cresta dell’onda.

Il clou della serata era rappresentato dall’esecuzione intensa e volitiva della pianista che rendeva, se possibile, le note letteralmente intriganti con i suoni che provenivano dallo strumento ligneo acquistando una valenza meravigliosa.

Allora quali sono i colori? La fantasia può spaziare proprio guardando le sfumature della luna e associandole ad ogni nota e ad ogni accordo che l’artista offre, senza alcuna sbavatura, a tutti gli amanti della vera musica romantica che rappresenta al meglio il periodo dell’Ottocento. I suoni e i colori della serata offerta al pubblico della I.U.C., hanno lasciato nell’aria tutti gli effetti della bellezza musicale propria di questa giovane interprete d’eccezione.

 

Bruno Bertucci

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