Giffoni, il mito dei ragazzi di tutto il mondo

Giffoni Valle Piana è un tranquillo paese in provincia di Salerno, da cui si arriva in circa un’ora di tragitto verso le montagne in cui è incastonato, di poco meno di 12mila abitanti, a circa 200 metri sul livello del mare, con 15 frazioni. Famoso per il Giffoni Film Festival, ora Giffoni Experience, ha il merito di vivere la kermesse con assoluta normalità, ospitando per le sue caratteristiche viuzze le decine e decine di ragazzi da ogni dove, come se fossero gli ospiti più normali di una tranquilla estate. E la stessa impressione la si ha quando, invece, arrivano le autorità e i vip. Attesi da vigili e forze dell’ordine, oltre al patron Gubitosi, sono vissuti anch’essi con la totale normalità di chi è abituato a diventare protagonista per una manciata di giorni senza con questo sconvolgersi la vita. “È un ministro, non ho capito chi, ma un ministro di certo”, si sente commentare nei bar.

Sono sconvolti, di solito, coloro che arrivano a Giffoni. La trepidazione dell’attesa per l’accettazione della domanda; il sentirsi parte di un tutto; poter vivere da protagonisti esperienze che commuovono anche gli adulti, tutto depone per andare a Giffoni Valle Piana e assaporare la tranquillità di un evento unico al mondo: il Festival del film per i ragazzi e, soprattutto, con i ragazzi. Un mondo che è fortemente campano nella sua accezione più verace: le persone si guardano negli occhi e si riconoscono, ti riconoscono, anche se ti hanno visto soltanto per un paio di minuti, non sanno chi sei, ma vogliono conoscerti come persona, indipendentemente dal fatto che, probabilmente, non ti rivedranno più. Da questo si capisce che Giffoni Experience, certo idea di una persona speciale, poteva crescere soltanto lì nel modo in cui è diventato il sesto festival cinematografico al mondo.

Oggi, nell’ambito del Festival, è in programmazione “Teen Titans GO! Il Film”, il film su una squadra di adolescenti supereroi della serie animata Dc Comics e Warner Bros, la cui anteprima è dedicata ai giurati e ai giffoners della 48esima edizione della manifestazione. Il film sarà nelle sale italiane soltanto il prossimo 6 settembre. E naturalmente non è l’unica anteprima. Ieri, ad esempio, è stato il momento, molto atteso, di Jeremy Irvine, classe 1990, che ha presentato “Mamma Mia! Ci risiamo”, anch’esso nelle sale il prossimo 6 settembre. Celebrativo del decennale del famosissimo “Mamma Mia!” campione d’incassi (600 milioni di dollari) in tutto il mondo, il nuovo film, che vede Irvine nel ruolo di Sam, è ambientato ancora nell’isola greca di Kalokairi, ancora con le canzoni degli Abba, ancora con Meryl Streep nei panni di Donna, Julie Walters sarà ancora Rosie e Christine Baranski ancora Tanya, accanto a Pierce Brosnan, Stellan Skarsgard, Colin Firth e altri.

Interessante anche il nutrito programma “Street Fest” che coinvolge strade, piazze, giardini in giochi di colori, di magliette, di pesci penzolanti (il tema Giffoni di quest’anno è l’acqua), di doppia F dappertutto e di bambini e adolescenti carichi di gioia inimmaginabile. Non manca il programma per gli adulti, in questo caso genitori, con nove workshop che possono aiutarli a comprendere i linguaggi delle nuove generazioni attraverso le musiche indie e rap che stanno spopolando nelle classifiche e nei gusti degli adolescenti. È la prima volta che Giffoni Experience dedica un programma di questo tipo ai genitori, chiamandolo Parental Experience, sezione creata appositamente per le famiglie. L’idea è di avvicinare sempre più il mondo degli adulti a quello dei ragazzi, perché Giffoni sia un ponte generazionale e non un’ennesima modalità di identificare i giovani come una bolla chiusa in un mondo impenetrabile. Inoltre, alcuni artisti di oggi hanno molto in comune con i cantautori (che si ascoltano moltissimo ancora) di quando i genitori di oggi erano ragazzi, con grande spazio alla parola e al suo significato profondo, così ricercato forse in maniera inconsapevole dalle nuove generazioni che hanno quanto mai bisogno di punti di riferimento e di esperienze reali, oltre al mondo del web che tanto conoscono. Coinvolgere i genitori è imperativo per i workshop, tenuti da esperti e protagonisti della scena musicale rap e indipendente, perché si tratti di formazione, ma anche di divertimento, tanto come accade a tutti i ragazzi coinvolti con Giffoni Experience, a vario titolo.

Alessia Biasiolo

 

 

 

Torna, nell’ambito dell’Estate Romana, “L’aperossa”

Dal 14 luglio, per sei appuntamenti in tre diversi territori romani, torna l’Aperossa, la manifestazione ideata e promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico in collaborazione con Euroma2 Cultural Experience: un progetto che rappresenta l’idea del cinema in strada, nato con l’intento di creare una serie di iniziative intorno a proiezioni pubbliche e itineranti. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana 2018 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.

Cinemobile flessibile e autonomo dal punto di vista delle attrezzature, la duttile apetta – dotata di  telo, proiettore e casse acustiche – è uno strumento agile ed efficace per “raccontare storie” in strade, piazze, giardini pubblici, vicoli, parchi condominiali, e altri spazi alternativi frequentati da ogni categoria e generazione di cittadini. L’Aperossa porta dunque il cinema alle persone nei loro luoghi quotidiani e quest’anno approderà in zona Marconi, Garbatella e Ostiense, presentando iniziative che vanno da incontri letterari per bambini a sonorizzazioni live di film di nuova produzione a proiezioni filmiche contestualizzate.

Il format in tre occasioni partirà alle ore 17 con l’Apelettura, proposta in collaborazione con Biblioteche di Roma, rivolta a famiglie e bambini di scuola primaria, che presenterà, con racconti e letture ad alta voce, delle opere  legate alla letteratura per l’infanzia, a cura della Biblioteca Centrale Ragazzi: si comincia con Lupi affamati e ragazze scostumate (14 luglio, piazzale del Teatro India), per proseguire con Nel Paese dei mostri selvaggi e delle streghe cattive (18 luglio, Parco Cavallo Pazzo) e  Eroi, re e regine … tutto torna come prima!  (20 luglio, Piazzale della Centrale Montemartini), in compagnia di Pino Grossi e Anna Maria Di Giovanni.

A partire dalle 18, avranno invece luogo i walkabout, esplorazioni partecipate con i sistemi radio, a cura di Urban Experience, per scandagliare geografie e storie delle tre zone che ospitano l’iniziativa. La conduzione radiofonica e psicogeografica di  Carlo Infante solleciterà i cittadini a porre attenzione agli scenari urbani che attraverseranno, ascoltando frammenti audio (testimonianze e brevi estratti di film) quei “paesaggi umani” che danno forma e sostanza alla città. Primo tragitto sarà Nel dark side of Mira Lanza, che parte dai terreni alle spalle della ex-Mira Lanza alla scoperta del MAGR, il Museo Abusivo Gestito dai Rom, in cui sarà possibile vedere decine di opere di Seth (il francese Julien Malland), uno dei più noti street artist. A seguire Evocando l’aedo di Garbatella, percorso dal Parco Cavallo Pazzo a Garbatella proteso ad evocare gli Indiani Metropolitani che quarant’anni fa, durante il Movimento del ’77, s’ispirarono alle culture indiane d’America come ideale espressione d’alterità; all’interno anche uno speciale focus dedicato a Victor Cavallo. Infine Tra i vuoti di senso dell’archeologia industriale, tragitto che si muoverà  dalla Centrale Montemartini per esplorare un’area industriale ad alta densità archeologica sorta lungo il Tevere, negli spazi di un’antica stazione di pompaggio dell’acqua del fiume.

L’ultimo week-end di programmazione sarà anche oggetto di una visita guidata approfondita alla Centrale Montemartini, a cura di Ilenia Gradante e Maria Rosa Patti (Ass. Vita Romana).

La musica sarà presente, a partire dalle ore 20, con una serie di evoluzioni sonore curate da Emiliano Torquati e interpretate insieme a Marcello Allulli, Alessandro D’Alessandro, Antonello D’Urso, Andrea Battantier, Claudio Capponi e Ramberto Ciammarughi, che accompagneranno Valle Giulia 68, film realizzato in occasione del cinquantenario dei moti studenteschi.

Alle 21 spazio al cinema con la proiezione di alcuni film che raccontano l’evoluzione della periferia romana negli anni, a cura di Giacomo Ravesi e introdotti da testimonial ed esperti: Accattone di Pier Paolo Pasolini (1961, 14 luglio); Il Contagio di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini (2017, 15 luglio); L’amico immaginario di Nico D’Alessandria (1994, 18 luglio); Giravolte di Carola Spadoni (2001, 19 luglio); Ostia di Sergio Citti (1970, 20 luglio) e Amore tossico di Claudio Caligari (1983, 21 luglio).

In anticipazione ai film, la proiezione di tre “Instant Doc” prodotti dall’AAMOD e appositamente realizzati per raccontare storia e memoria delle aree individuate: si tratta di India e dintorni di Giuseppe Bertucci, Victor, Vittorio! di Paolo Di Nicola e Cercando casa di Paolo Palermo.

L’Aperossa, i cui appuntamenti sono gratuiti, vuole così essere il segno e il simbolo di una forma di partecipazione e di espressione artistico-culturale condivisa con le comunità dei territori. Non è infatti soltanto il “veicolo” che porta, organizza e cura la proiezione di materiali audiovisivi legati ai luoghi: tra le sue caratteristiche precipue, di forte valenza culturale, vi è quella di incarnare un moderno cantastorie, cui le persone “si affezionano” e che “seguono”.

 

Elisabetta Castiglioni

 

Roma Tre Film Festival

Dal 7 al 13 maggio torna al Teatro Palladium il Roma Tre Film Festival, con un programma ricco di appuntamenti e riflessioni culturali. Nato come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, la rassegna, ideata e diretta da Vito Zagarrio, si è gradualmente evoluta e, crescendo, ha conquistato ormai da tredici anni un proprio spazio diventando il Festival del cinema dell’Università di Roma Tre. Da manifestazione per gli studenti si è trasformata in un laboratorio aperto a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, ma anche ad autori di varie generazioni.

Negli anni il Festival ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità. E anche in questa tredicesima edizione il Roma Tre Film Festival si propone come punto di incontro di appassionati di cinema attraverso proiezioni, anteprime e dibattiti alla presenza di studiosi nazionali ed europei, addetti ai lavori, operatori del settore e studenti delle discipline audiovisive.
Placido, Montaldo, Bellocchio: bastano questi nomi a rendere gli appuntamenti del RM3FF avvincenti. E poi Giovanna Taviani, Claudio Sestieri, Wilma Labate, tutti nomi importanti del cinema italiano, per non parlare della nuova generazione emergente tra documentario e fiction  come Bellino, Bertozzi e Aiello.

La tredicesima edizione apre lunedì 7 maggio alle 20.30 al Teatr Palladium con “Quelli del Dams”, in collaborazione con Agiscuola
Il cratere di Luca Bellino e Silvia Luzi, alla presenza dei registi e di Luciana Della Fornace
martedì 8 maggio
9.00 – Dams, Aula 1
“50 anni di ‘68”
Teorema di Pier Paolo Pasolini, 1968, 100’
a seguire:
Pasolini e il ‘68”, tavola rotonda a cura di Giacomo Martini. Partecipano Paola Dalla Torre, Simone Isola, Wilma Labate, Giacomo Marramao, Enrico Menduni, Stefania Parigi, Daniele Vicari, Vito Zagarrio
15.30 – Teatro Palladium
“Quelli del Dams”
Moglie e marito di Simone Godano, 2017, 100’, alla presenza del regista
18.00 – Teatro Palladium
“50 anni di ’68” – “Quelli del Dams”
A pugni chiusi di Pierpaolo De Sanctis, 2016, 74’ con Lou Castel, alla presenza del regista, di Lou Castel e di Marco Simon Puccioni

20.30 – Teatro Palladium
“Master Class”
Incontro con Michele Placido
Sequenze di film di e con Michele Placido
a seguire:
“50 anni di ‘68”
Il grande sogno di Michele Placido, 2009, 101’, alla presenza del regista e di Toni Trupia
mercoledì 9 maggio
15.30 – Teatro Palladium
“CPA presenta”
Femminismo! di Paola Columba, 2016, 50’, alla presenza della regista e del produttore Fabio Segatori
Partecipa Lidia Ravera
a seguire:
Guerrieri di Fabio Segatori, 2017, 52’
Partecipa Stefano Geraci
18.30 – Teatro Palladium
“CPA presenta”
Seguimi di Claudio Sestieri, 2017, 91’, alla presenza del regista, di Patrizia Pistagnesi e di Fabrizio Mambro
20.30 – Teatro Palladium
“50 anni di ‘68”
La morte legale: Giuliano Montaldo racconta la genesi del film Sacco e Vanzetti di Silvia Giulietti e Giotto Barbieri, 2017, 52’ (evento a cura di Giacomo Martini)
a seguire:
“Master Class”
Incontro con Giuliano Montaldo
Estratti da Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni, 2017, con Giuliano Montaldo (David di Donatello come migliore attore non protagonista)
giovedì 10 maggio
15.30 – Teatro Palladium
“Quelli del Dams”
Concorso Carta Bianca
a seguire:
“Quelli del Dams”
Corti dei laboratori di “Filmmaking” a.a. 2017/2018
Il leone del Tevere, 14’ e Motorefisico, 8’, a cura di Francesco Crispino
18.00 – Teatro Palladium
“CPA presenta”
Il sogno di Omero di Emiliano Aiello, 2018, 45’, prodotto da Luca Bellino e dal CPA, alla presenza del regista e del produttore

19.00 – Teatro Palladium
“Master Class”
Raccontare Venezia di Wilma Labate, 2017, 52’, alla presenza della regista e di Irene Bignardi
20.30 – Teatro Palladium
Consegna Premio “Giulio Cesare Castello” per la migliore tesi di laurea magistrale.
Alla presenza di Stefania Parigi e Veronica Pravadelli
a seguire:
“Master Class”
Evviva Giuseppe di Stefano Consiglio, 2017, 90’, alla presenza del regista, di Irene Bignardi e di Mimmo Rafele
venerdì 11 maggio
15.30 – Teatro Palladium
“Quelli del Dams”
Concorso Carta Bianca
18.00 – Teatro Palladium
“Quelli del Dams” – “Master Class”
Cinema grattacielo di Marco Bertozzi, 2017, 97’, alla presenza del regista20.30 – Teatro Palladium
“Master Class”
Incontro con Paolo Taviani
a seguire:
Una questione privata di Paolo e Vittorio Taviani, 2017, 84’
sabato 12 maggio
15.30 – Teatro Palladium
“Quelli del Dams”
Concorso Carta Bianca
18.00 – Teatro Palladium
Presentazione del libro Routledge Companion to World Film History, a cura di Rob Stone, Paul Cooke, Stephanie Dennison, Alex Marlow-Mann; ospite Alex Marlow-Mann, University of Kent. Partecipano Christian Uva e Anna Casalino.
18.30
Webstar di Angelo Pio Ritrovato, 15’, realizzato dalla Libera Università del Cinema
a seguire:
“Master Class”
Workshop Sergio Leone, immagine e mito di Patrizia Genovesi (in collaborazione con Libera Università del Cinema)
20.30
“50 anni di ‘68” – Evento speciale
C’era una volta il West di Sergio Leone, proiezione in pellicola (in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale), alla presenza di Stefano Delli Colli, Vincenzo e Simona Santaniello.
Presentano Christian Uva e Vito Zagarrio
Guest star: Dario Argento
domenica 13 maggio
15.30 – Teatro Palladium
“Quelli del Dams”
Concorso Carta Bianca
a seguire:
“Quelli del Dams”
Corti dei laboratori di “Filmmaking” a.a. 2017/2018
Evidence #22 di Filmmaking Group, 2018, 8’30”, a cura di Antonio Di Trapani
“CPA presenta”
N.L.A. di Marco Minciarelli, 2018, 12’27”
18.00 – Teatro Palladium
“50 anni di ‘68” – “Master Class”
Omaggio a Vittorio Taviani
Incontro con Giovanna Taviani
Estratti da:
I nostri trent’anni. Generazioni a confronto di Giovanna Taviani, 2004
Fughe e approdi di Giovanna Taviani, 2011
20.30 – Teatro Palladium
Premiazione Concorso Carta bianca
Proiezione del corto vincitore
“Master Class”
Incontro con Marco Bellocchio
a seguire:
Nel nome del padre di Marco Bellocchio, 1972, 109’ (director’s cut, in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà)
Roma Tre Film Festival XIII
Direzione artistica: Vito Zagarrio
Direzione organizzativa:Emiliano Aiello
Comitato direttivo: Giacomo Martini, Andrea Rabbito con la collaborazione di Luca Aversano e Christian Uva
Giuria “Carta Bianca Dams”: Stefano Consiglio, Wilma Labate, Alex Marlow-Mann, Mimmo Rafele, Toni Trupia
Segreteria generale: Elio Ugenti
Comitato redazionale: Nicolas Bilchi, Arianna Calogero, Flavio Ferro, Malvina Giordana, Francesca Lopez, Giulia Magro, Tiziana Terranova
Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
Responsabile alla comunicazione: Anna Bisogno
Sigla festival: Tindaro Trimarchi
Editing video: Arianna Calogero
Grafica Premio Palladium:Carmela Parissi
Selezione “Carta bianca Dams”: Emiliano Aiello, Nicolas Bilchi, Malvina Giordana, Elio Ugenti
Tirocinanti Palladium: Luisa Banfi, Linda Bagalini, Marta Bracci, Laura Capone, Simone Cappellacci, Elisa Carta Carosi, Maria Chiara Cioccariello, Carlotta De Lungo, Simone Diamanti, Eleonora Ferrari, Diana Francomano, Isabella Giacchi, Chiara Mantovano, Paride Occhibianco, Lorenzo Pescatori, Daniele Ricci, Michele Tomaiuoli, Fiamma Trillò, Simone Veo
Tirocinanti Dams: Giulia Cerretti, Virginia Cirillo, Francesco D’Asero, Caterina Giove, Clara Morlino, Chiara Scorpio, Shana Sereni, Francesco Simone, Claudia Stirpe
con la collaborazione di: Music Theatre International
Teatro Palladium
Presidente: Luca Aversano
Consiglieri di amministrazione: Francesca Cantù (Vicepresidente), Silvia Carandini, Giuseppe Leonelli, Vito Zagarrio
Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo
Direttore: Paolo D’Angelo
Coordinatrice Sezione  Comunicazione e Spettacolo: Veronica Pravadelli
Segretario amministrativo: Attilio Durpetti
Segreteria amministrativa: Tiziana Ceriola, Andrea Pini
Segretaria della ricerca: Antonella Baldacchino
Segretaria Sezione  Comunicazione e Spettacolo: Patrizia Necci
Collegio didattico Dams
Coordinatore: Luca Aversano
Centro Produzione Audiovisivi
Direttore: Vito Zagarrio
Responsabile tecnico: Christian Carmosino
Responsabile relazioni esterne: Emiliano Aiello

 

Elisabetta Castiglioni

Prendila come viene. Al cinema

 Per chi si aspetta di andare al cinema e vedere la stessa verve comicissima e, allo stesso tempo, profonda e commovente di “Quasi amici”, il nuovo film dei registi francesi Eric Toledano e Olivier Nakache è decisamente diverso. Infatti, le risate non sono proprio così catastroficamente travolgenti e il film non racconta nulla di nuovo.

Un matrimonio. Di quelli che sembrano su misura per la maggior parte delle persone, se non tutte, sia dal vivo che nei sogni. Una sposina sognante che, anche se si trova al ricevimento nuziale, forse ripensa al collega insegnante di liceo di cui aveva perso le tracce tempo prima, ma che ora è cameriere improvvisato proprio al suo ricevimento e solo perché il wedding planner è suo cognato, altrimenti figurati se si sarebbe scomodato a levarsi il pigiama e ad uscire, magari per cercare un lavoro.

Uno sposo che, perdutamente innamorato della mamma, non ha pensieri e occhi che per lei e, mentre immagina la perfezione del suo matrimonio, la pensa da solo, senza contare che esiste anche la sposa. La quale interviene nella questione organizzativa soltanto alla fine, salvando il salvabile di una situazione davvero impossibile.

Fantasia? Ma a chi non è capitato di trovarsi ad un pranzo nuziale con qualche scroccone che trangugia il buffet come se fosse il suo ultimo pasto (in questo caso, non un imbucato, ma addirittura il fotografo ufficiale dell’evento, personaggio quasi polverizzato dalle decine di telefoni cellulari con camera che, ormai, tendono a rendere i fotografi professionisti degli elementi archeologici). A chi non è capitato almeno uno dei due della neo coppia scoppiato? Qui, inutile sottolinearlo, è lo sposo al quale non va bene nulla, se non il suo chilometrico, inutile, pesantissimo discorso che tutti ascoltano (anche la madre sognante per il suo “bambino”) soltanto perché costretti. Per poi ritrovarselo uomo volante in un orribile, ma allo stesso tempo romantico, sogno sulle teste degli astanti.

E per chi si occupa di ristorazione, può non essere successo che tutta la carne sia andata a male? Che non ci sia da mangiare per il personale? Che il personale litighi furiosamente e che ci siano degli incompetenti, concentrati solo sull’arrotondamento dello stipendio? Possibile che gli extra di un catering siano tutti in regola? E altrettanto possibile che arrivi un fantomatico controllo fiscale/sanitario?

Non è davvero possibile ritrovarsi in un bellissima villa settecentesca dove, però, l’impianto elettrico non regge il sovraccarico e, se si cucinano i cibi, non si può ascoltare la musica? E non è possibile che il musicista dia forfait e che debba essere sostituito con un “fuori programma”?

Qui, in “C’est la vie-Prendila come viene” succede tutto insieme.

E non resta che “adattarsi”, mantra che Max, il wedding planner (Jean-Pierre Bacri) non fa altro che ripetere, come per convincere se stesso. Quel sé che, mentre organizza la festa meravigliosa per gli altri, vede in rovina il suo stesso matrimonio, ma forse anche la sua storia d’amore con l’amante-collega di sempre. I telefonini la fanno da padrone, ma non per le fotografie o i selfie, invece per cercare di comunicare con la propria donna, cercare di farsi capire, oppure cercare di modernizzarsi e utilizzarli come geolocalizzatori per trovare l’amore di nuovo, oppure una “boccata d’aria fresca”.

Vizi e virtù della piccolo-media borghesia, ridicolizzazione dell’apparenza della quale vengono sottolineati i risvolti dolci-amari.

E la sottolineatura di come persone di altri luoghi e di altre abitudini si integrino facendosi un’idea degli abitanti del Paese ospite che, forse, non corrisponde proprio a quello che si vorrebbe, ma che può essere un punto di partenza per comprendere e comprendersi meglio, finendo per aiutarsi l’un l’altro, come ciascuno sa fare e può insegnare a fare.

Un film ben fatto, che si fa vedere come commedia degli errori e, come al solito, delicato modo di ridersi addosso perché, come Toledano e Nakache hanno già avuto modo di insegnarci, la vita è molto più complessa di come la vediamo, ma non resta che prenderla poco sul serio.

Da vedere.

 

Alessia Biasiolo

 

 

Verona Mountain Festival

Con 9 film in concorso scelti tra gli oltre 120 giunti da 14 nazioni del mondo, 11 film fuori concorso, 15 fotografie in gara e 8 momenti collaterali, torna il “Verona Mountain Festival”, rassegna completamente gratuita che, dal 20 al 24 febbraio, farà di Verona la capitale del cinema dedicato all’alpinismo.
Giunto alla terza edizione, il primo festival del Veneto dedicato alla montagna, all’alpinismo e agli sport d’alta quota, è promosso dall’Associazione Montagna Italia insieme alle sezioni del Club Alpino Italiano di Verona, San Bonifacio, Legnago e Caprino Veronese, il Gruppo Escursionistico Alpino Cai Zevio e il Gruppo Alpino Scaligero Verona, in collaborazione con il Comune, Agsm, Atv, Fondazione Giorgio Zanotto, Funivie Malcesine – Molte Baldo e Banco Popolare di Verona.

La rassegna è stata presentata a palazzo Barbieri dall’assessore allo Sport e Tempo libero, insieme ai presidenti del Festival Roberto Gualdi e del CAI Verona Alessandro Camagna. Presenti il segretario di Fondazione Giorgio Zanotto Alberto Motta, il maestro del Coro Scaligero dell’Alpe del Cai Verona Matteo Bogoni e i professori dell’Università Marta Ugolini e Matteo Nicolini.
L’assessore alo Sport ha sottolineato l’unicità della rassegna, che si aggiunge ai molteplici appuntamenti che mirano a promuovere e valorizzare il turismo sportivo e culturale cittadino. Inoltre, dopo aver ringraziato gli organizzatori dell’evento, ha messo in rilievo l’originalità del connubio cinema-montagna, da cui fuoriescono ogni anno risultati sorprendenti e di grande interesse per il pubblico proveniente da tutto il mondo.

Questi i film in concorso, selezionati tra oltre 120 film pervenuti, che saranno proiettati all’auditorium della Gran Guardia: martedì 20 febbraio “Trans Limes” di Paolo Cirelli e Daniele Nardi (Italia 2017), “Tupendeo – One Mountain” di Robert Steiner (Svizzera 2016); mercoledì 21 febbraio “Hansjörg Auer – No turning back” di Damiano Levati (Italia 2017), “L’isola a pedali” di Eric Tornaghi (Italia 2017), “Limite” di Giorgio Tomasi (Italia 2017); giovedì 22 febbraio “Mont Aiguille mon amour” di Laurent Crestan (Francia 2017), “Oltre il confine – Storia di Ettore Castiglioni” di Federico Massa e Andrea Azzetti (Italia/Svizzera 2017); venerdì 23 febbraio “K2 Une journée particulière” di François Damilano (Francia 2017 e “Testigos petreos” di Jacobo Muñoz (Spagna 2016).

Durante la manifestazione, attraverso la collaborazione del Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai, saranno inoltre proiettati undici film fuori concorso. Molteplici sono, inoltre, le attività collaterali all’evento, tra cui “Montagna cosa mi racconti?”, pomeriggio di proiezioni di film fori concorso al Polo Zanotto, in collaborazione con l’Università di Verona – Commissione Sostenibilità.
Ad aprire il Festival, come da tradizione, sarà l’esibizione del Coro Scaligero dell’Alpe del Cai di Verona. A chiuderlo, sabato 24 febbraio, la proiezione delle immagini del concorso fotografico promosso da Fondazione Giorgio Zanotto e, a seguire, la proclamazione delle opere cinematografiche e fotografiche migliori.

Nel frattempo, sabato 17 febbraio, dalle ore 16, nella sala convegni della Gran Guardia, il Verona Film Festival rende omaggio ai gemelli veronesi Fabio e Mario Garriba con un’intera giornata di proiezioni delle pellicole che li vedono protagonisti in veste di attori, ma anche registi e sceneggiatori.

L’evento, realizzato dal Comune di Verona in collaborazione con l’associazione culturale EXP, la Cineteca Nazionale del Centro sperimentale di cinematografia di Roma e il sostegno di Agsm, offre una panoramica della carriera dei fratelli Garriba, tra film d’autore e alcune delle produzioni che contribuirono a renderli figure centrali della scena cinematografica italiana degli anni settanta.

Le proiezioni inizieranno alle 16 con “Porcile”, regia di Pier Paolo Pasolini; seguiranno alle 18 “Sbatti il mostro in prima pagina”, regia di Marco Bellocchio; dalle 21 in poi “I parenti tutti”, regia di Fabio Garriba; “Voce del verbo morire”, regia di Mario Garriba; “In punto di morte”, regia e sceneggiatura di Mario Garriba e Pardo d’Oro all’opera prima al Festival del cinema di Locarno nel 1971.

Ad introdurre la rassegna cinematografica sarà Fabio Norcini, giornalista e storico collaboratore dei fratelli Garriba, dei quali curò la monografia nel 2016.
L’ingresso, gratuito fino ad esaurimento dei posti, è riservato ai maggiori di 14 anni.
Roberto Bolis

Roma Tre Film Festival

Un festival ricco di eventi, tra cui mostra dedicata a Marco Ferreri e un omaggio a Claudio Caligari. Tra gli ospiti illustri Lina Wertmüller, Piera Degli Esposti, Roberto Faenza, Edoardo De Angelis, Pippo Delbono e Paolo Genovese, Francesco Munzi.

Dal 9 al 14 maggio

Teatro Palladium – Università Roma Tre

Piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma

Ingresso libero

Compie dodici anni il Roma Tre Film Festival e li celebra, dal 9 al 14 maggio 2017, con un programma ricco di spunti e riflessioni culturali all’interno del Teatro Palladium, prestigiosa sede dell’Università Roma Tre.

Nato come “Carta bianca Dams” all’interno del Festival romano “Arcipelago” per valorizzare i cortometraggi degli studenti, questa rassegna, ideata e diretta da Vito Zagarrio, si è gradualmente evoluta e, crescendo, ha conquistato da qualche anno un proprio spazio diventando “il festival di Roma Tre” nel luogo della Garbatella gestito dall’Ateneo. Da manifestazione per gli studenti si è trasformata in un evento aperto a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, ma anche ad autori di varie generazioni che in qualche modo hanno a che fare con la formazione e con l’educazione all’immagine.

Negli anni ha monitorato l’immaginario di una generazione, ha seguito l’irruzione del digitale, ha tastato il polso di un “cinema espanso”, di una immagine in movimento che attraverso numerose contaminazioni ritrova la propria vitalità. E anche in questa edizione il Roma Tre Film Festival rappresenta una manifestazione sinergica tra cinema, televisione, video e arti elettroniche, teatro, musica e mass media, interagendo anche con altre discipline teoriche come la filosofia, la storia, la letteratura, attraverso proiezioni, anteprime e dibattiti alla presenza di studiosi nazionali ed europei, addetti ai lavori, operatori del settore e studenti delle discipline audiovisive. Si parte martedì 9 maggio alle 15.00 con l’anteprima del documentario In guerra senza uccidere di Ornella Grassi; poi una serie di eventi dedicati al regista Marco Ferreri nel ventennale della sua scomparsa a cominciare dalla mostra, allestita nel foyer del teatro, curata da Mario Canale e Stefania Parigi, le proiezioni de L’uomo che venne dal futuro di Mario Canale e di Storia di Piera dello stesso Ferreri, alla presenza di Piera degli Esposti, e una tavola rotonda. In tale ambito sarà inoltre consegnato il Premio Giulio Cesare Castello e presentato il CRISCI (Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cinema Italiano).

Mercoledì 10 maggio, il Teatro Palladium ospita la proiezione del film L’œil du cyclone di Sékou Traoré del Burkina Faso, film sostenuto dalla Cinémathèque Afrique e vincitore del Francofilm-festival del film francofono 2017, di cui parleranno alcuni esperti del settore: un evento realizzato in collaborazione con l’Institut Français-Centre Saint-Louis.

seguire, la proiezione de La ragazza del mondo di Marco Danieli, (Premio David di Donatello Opera Prima) e un doppio approfondimento sulle musiche del cinema con l’omaggio a Non essere cattivo di Claudio Caligari, con musiche composte ed interpretate dal vivo da Paolo Vivaldi e il suo ensemble – special guest l’attrice Roberta Mattei – e il concerto su V.i.t.r.i.o.l e il cinema animato di Simone Massi.

Giovedì 11 maggio evento speciale organizzato dalla Rai-Direzione Qualità e pianificazione con la presentazione de “Le nuove tecnologie 4K HDR”: con l’installazione di speciali monitor, saranno illustrate le nuove frontiere dell’alta definizione. A seguire: proiezione del docufilm Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano con la partecipazione in sala di Lina Wertmüller, Antonio Tozzi e Valerio Ruiz. A seguire, la presentazione del film collettivo Fuoricampo, come esempio di Cinema del Reale prodotto dai Master di Roma Tre. Alle 17.00 masterclass su “La nuova legge cinema” (a cura di Silvana Leonardi) che vedrà intervenire autorevoli esponenti come Nicola Borrelli (Direttore Cinema Mibact), Gianni Celata (Roma Tre) e Massimo Galimberti (“Kino”). In questa prospettiva si tiene poi un workshop su produzione e distribuzione del cinema indipendente, curato da Giacomo Martini, alla presenza di numerosi operatori del settore.

Venerdì 12 maggio si apre con i corti dei corsi di Filmmaking dell’anno accademico 2016-2017 e il tradizionale Concorso Carta Bianca DAMS con la proiezione dei lavori in concorso presentati dai giovani filmaker. La fotografia nei film di Quentin Tarantino a partire da Sergio Leone è il titolo di un’interessante masterclass tenuta da Patrizia Genovesi che precederà l’incontro con il regista Edoardo De Angelis e il produttore Pierpaolo Verga in una serata in collaborazione col Centro Culturale di Cinema “Kino”, in cui avrà luogo la proiezione di Indivisibili di Edoardo De Angelis.  Sabato 13 maggio continuano le proiezioni dei corti in concorso e, nel pomeriggio, si tiene un evento speciale sulla violenza alle donne, rappresentata dal film Dentro di Andrés Alce Maldonado e da una tavola rotonda coordinata dalla produttrice Sibilla Barbieri sul delicato tema del rapporto tra vittime e carnefici. Alle 20.45 incontro con Roberto Faenza e col suo cinema “di impegno”, in occasione della proiezione del suo film Forza Italia. L’appuntamento, a cura di Christian Uva, completerà una giornata di studi dedicata al ’77 nel quarantennale della morte di Giorgiana Masi.  Domenica 14 maggio, giornata conclusiva del Roma Tre Film Festival: molto attesa è la masterclass “Un perfetto conosciuto” tenuta da Paolo Genovese, (il regista di Perfetti sconosciuti); poi un’intensa tavola rotonda e l’anteprima romana del coraggioso film Vangelo di Pippo Delbono (Premio Speciale Regia ai Nastri d’Argento 2017), dove gli apostoli sono interpretati dai migranti. La serata, a cui prenderanno parte anche alcuni profughi ospiti presso il centro d’accoglienza “Mediterraneo”, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello stesso Delbono e della cantante Petra Magoni, autori di un saluto musicale appositamente interpretato per il festival: a loro verrà anche consegnato il Premio Palladium in collaborazione con l’Università “Kore” di Enna. La manifestazione si concluderà con la premiazione dei vincitori del Concorso Carta Bianca DAMS e l’assegnazione del premio del pubblico, con conseguente proiezione del corto vincitore.

ROMA TRE FILM FESTIVAL – IL PROGRAMMA

MARTEDI’ 09/05/2017

15.00 Anteprima romana del documentario In guerra senza uccidere (2012,90′) di Ornella Grassi. Partecipano la regista e Nietta La Scala (Rai Storia).    16.45 Evento in omaggio a Marco Ferreri (a cura di Stefania Parigi, in occasione del ventennale della morte del regista). Marco Ferreri, il regista che venne dal futuro di Mario Canale (2007, 90’). Partecipa il regista.

18.15 Tavola rotonda su Marco Ferreri: Partecipano Mario Canale, Alessandro Canadè, Roberto De Gaetano, Piero Spila, Flavio De Bernardinis, Bruno Roberti, Adriano Aprà, Stefania Parigi.  20.45 Consegna del “Premio Giulio Cesare Castello”, alla presenza di Raimondo Guarino, Stefania Parigi e Christian Uva. A seguire: presentazione del CRISCI (Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cinema Italiano). Partecipano Stefania Parigi e Christian Uva. A seguire: Storia di Piera di Marco Ferreri (1983), in pellicola. In collaborazione con Cineteca Nazionale/CSC). Alla presenza di Piera degli Esposti.

MERCOLEDI’ 10/05/2017

15.00 Evento speciale in collaborazione con Institut Français-Centre Saint-Louis, con il sostegno della Cinémathèque Afrique: L’œil du cyclone di Sékou Traoré – Burkina Faso (film vincitore del festival francofono 2017) Partecipano: Nolwenn Delisle (Institut Français), Romano Milani (SNGCI), Ginella Vocca (Medfilmfest), Christian Carmosino (CPA Roma Tre), Leonardo De Franceschi (Roma Tre).

18.00 La ragazza del mondo (2016,101′) di Marco Danieli (Premio David di Donatello Opera Prima), alla presenza del regista e dello sceneggiatore Antonio Manca.    20.45 Serata Musica & Film Presenta la serata Luca Aversano, coordinatore Corso di Laurea DAMS.  Omaggio a Claudio Caligari: le musiche di Non essere cattivo di Claudio Caligari (2015,100′), con Paolo Vivaldi e il suo ensemble. Partecipa l’attrice Roberta Mattei. a seguire: V.i.t.r.i.o.l e il cinema animato di Simone Massi, concerto di Giacomo Ancillotto, Marco Cerri Ciommei e Carmine Iuvone

GIOVEDI’ 11/05/2017

11.00 “Le nuove tecnologie 4K HDR” : Evento speciale organizzato dalla Rai-Direzione Qualità e pianificazione. A cura di Christian Uva e Vito Zagarrio. Introduce Luigi Rocchi (Direttore Rai Qualità e Pianificazione). A seguire: proiezione del docufilm Roma, Napoli, Venezia… in un crescendo rossiniano di Lina Wertmüller E’ prevista la presenza della regista. Interverranno: Valerio Ruiz (aiuto regista di Lina Wertmüller) e Antonio Tozzi (Produttore Yanez Film).

15.00 Corti fuori concorso AMR. Storia di un riscatto di Maria Laura Moraci, 27’ Che cos’è il cinema di Aliashgar Behboodi, 30’    16.00 Cinema del Reale: Selezione scene da Fuoricampo (2017) del collettivo Melkanaa, film prodotto dal Centro Produzione Audiovisivi di Roma Tre, nell’ambito del Master “Cinema del Reale” 2017. Partecipano gli allievi del Master e il coordinatore Christian Carmosino.

17.00 Master Class “La nuova legge cinema” (a cura di Silvana Leonardi): incontro con Nicola Borrelli (Mibact), Gianni Celata (Roma Tre), Massimo Galimberti (Kino). A seguire: Workshop sulla produzione sulla distribuzione del cinema indipendente (a cura di Giacomo Martini). Partecipano: Gianluca Arcopinto, Roberto Roversi (presidente UCCA), Domenico Di Noia (presidente FICE), Marina Marzotto (presidente AGPCI), Mario Perchiassi (CNA), Elda Ferri  e Enzo Porcelli.

21.00 Assalto al cielo di Francesco Munzi (2016, 72’) A seguire: incontro con Francesco Munzi

VENERDI’ 12/05/2017

15.00 Concorso “Carta bianca Dams” : Michele Greco, Natalie Tommaso Giacomin, Malaga  Federica Salvatori, Fiori di carta Luca Metodo, Frame  Daniele Paesano, Selezione naturale

17.00 Corti dei corsi di “Filmmaking a.a. 2016-2017” (a cura di Antonio Di Trapani e Francesco Crispino): Nero di Alessio D’Ippolito, 3’ Strade sbagliate (regia collettiva), 3’ La regina dei colori (regia collettiva) 3’ Notre Dame des vents (di Bruno Unbekannt) 9’ Depth (regia collettiva) 5’ Partecipano Gabriella Gallozzi (BookCiak) e Stefano Martina (Festival Arcipelago)

18.00 La fotografia nei film di Quentin Tarantino a partire da Sergio Leone: Master class di Patrizia Genovesi a cura della Libera Università del Cinema. a seguire: Corti prodotti dalla Libera Università del Cinema Uno scatto d’autore di Consuelo Pascali, 5’25” (vincitore del premio Canon per la sezione documentari 2016) Pillole di cinema (regia collettiva), 10’

20.45 Incontro con Edoardo De Angelis e il produttore Pierpaolo Verga: Serata in collaborazione col “Kino”. Modera Massimo Galimberti. A seguire:  Indivisibili (2016,100′) di Edoardo De Angelis

SABATO 13/05/2017  15.00 Concorso “Carta bianca Dams” : Maurizio Ravallese, La terra degli sconfitti Giovanni Dota, Tutto quello che non ci siamo detti Duccio Brunetti, Mi vedrai correre Carlo Galbiati, Flow – Guerra non cerco pace non sopporto  Maria Milusha, Vieni da me

17.00 Cinema è donna: Dentro (2016,93′) di Andrès Arce Maldonado. Partecipano la produttrice Sibilla Barbieri e Paola Columba. A seguire: tavola rotonda sul rapporto tra vittime e carnefici. Partecipano: Oria Gargano (Presidente BeFree); Dott. Andrea Bernetti (Presidente CAM); Avv. Carmen Posillipo (SOS diritti); Letizia Bonelli (AP-SIMP); Paola Migneco (Attrice e Autrice della sceneggiatura di Dentro); Paola Columba (Filmmaker); Sibilla Barbieri (La Siliàn)

20.45 Incontro con Roberto Faenza: riflessioni sul cinema italiano e sul cinema politico. Dibattito sul ’77 nel quarantennale della morte di Giorgiana Masi, 12 maggio ’77 (a cura di Christian Uva). Partecipa Nicola Rafele Ravera (scrittore). A seguire: Forza Italia (1977, 88’) di Roberto Faenza.

DOMENICA 14/05/2017

15.00 Concorso “Carta bianca Dams” : Matteo Russo, Storia di una donna che ama(va) suo figlio Antonio La Camera, Il sogno del vecchio Gino Caron, Le nostre cose importanti Johnny Carrano, Black Lips Gianfranco Antacido, Natività Vincenzo Mauro, Se Steve Jobs fosse nato a Napoli Veronica Polacco, Anna, io Matteo Fumagalli, Gender Theory

17.00 “Un perfetto conosciuto” : Master class di Paolo Genovese.

19.00 “Immagine, musica e teatro: veicoli d’integrazione” : Tavola rotonda sul film Vangelo (a cura di Andrea Rabbito – Università Kore di Enna). Partecipano: Pippo Delbono, Petra Magoni, Massimo Bray (Direttore generale della Treccani) Andrea Carlino (Università di Ginevra), Anna Di Stasio (Sostituto Procuratore Tribunale per i minorenni di Roma) Andrea F. Ravenda (Università di Messina).

20.45 Serata finale Incontro con Pippo Delbono. In collaborazione con l’Università “Kore” di Enna. Partecipa Andrea Rabbito. Premio Palladium a Pippo Delbono e Petra Magoni Saluto musicale di Pippo Delbono e Petra Magoni Vangelo di Pippo Delbono (2016, 85’). Proiezione del trailer del film Fuoricampo, del collettivo Melkanaa. Partecipano alcuni dei protagonisti e Fred Kuwornu (Regista) A seguire: Premiazione “Carta bianca Dams” e premio del pubblico. Proiezione dei corti vincitori.

 

Elisabetta Castiglioni

“Famiglia all’improvviso. Istruzioni non incluse” sbanca al cinema

È uscito nelle sale cinematografiche italiane proprio nel week end delle elezioni presidenziali francesi, il film “Demain tout commence”, in italiano diventato “Famiglia all’improvviso. Istruzioni non incluse”, già campione d’incassi in Italia, con quasi un milione e mezzo di euro.

Amatissimo in Europa per l’interpretazione del badante in “Quasi amici”, l’attore protagonista Omar Sy, puoi recatosi negli Stati Uniti, torna alla commedia che è brillante e amara allo stesso tempo, lasciando una bellissima lezione di vita e sottolineando il suo ruolo di padre anche nella vita vera. Il risultato è apprezzatissimo dal pubblico, che non si lascia fuorviare dall’idea di doversi fare un sacco di risate che finiscono anche in qualche lacrima. Nel film c’è tutto. L’attore francese che prorompe con il suo sorriso e la sua fisicità nei panni di Samuel; una bambina che è bella a tre mesi, poi diventa la bella e brava Gloria Colston, la figlia Gloria di otto anni di Samuel. Una madre che il pubblico vive ben presto come vittima e poi come snaturata e terribilmente da odiare (Clémence Poésy) che, dopo aver avuto un’avventura di una notte con il bel Samuel, spesso intrattenitore di belle signore al mare cristallino della Costa Azzurra, torna per lasciargli una figlia che non può allevare. E lo pianta in asso, andandosene in taxi. Alla fine tornerà nella vita dei due con un nuovo fidanzato, interpretato da Ashley Walters. La situazione è paradossale e molto naturale allo stesso tempo, tanto che non è difficile viverla in sala come verosimile. Se non che all’inizio Samuel, che appare subito come più scaltro che bello, lascia la sua vita per rincorrere la madre della bambina, Christine, a Londra dove non la trova. Perde il lavoro, perde il portafogli e il passaporto, non ha soldi, ma la vita ha in serbo per lui un francese che vive nella City da quindici anni e gli trova un lavoro come fantastico stuntman. Pagatissimo, bravissimo, controfigura di attori famosi, si fa una posizione e ha abbastanza soldi per creare per la sua bambina una casa dei sogni, tutta giocattoli e ninnoli, con un divano a forma di gigantesco elefante. Quale figlia non vorrebbe un papà così, che se la porta sul set, che le fa conoscere il jet set internazionale, che la tiene a casa da scuola e la porta sempre in giro, soprattutto al Luna Park? Insomma, Samuel diventa il migliore padre del mondo, accattivante, simpatico, amato da tutti, tranne forse che dalle sue donne che sono sempre “due” rispetto alla figlia.

Nella vita, però, si deve a volte mentire per non fare soffrire gli altri, coloro a cui si vuole bene, e Samuel si finge anche mamma per far sì che sua figlia viva con il senso di una madre fantastica, addirittura agente segreto, che non può stare con lei perché sempre in missione. Alla fine tutto si rompe: le bugie vengono a galla, la madre torna e scopre di avere una figlia fantastica; si ritrova una vita che è vero, non le appartiene, ma non l’ha nemmeno fatta sembrare il mostro che si sente e che appare agli occhi di tutti gli spettatori. Il film smette di essere una bella favola, dove tutto fila liscio, e si complica, sottolineando l’impotenza degli uomini di fronte ad una paternità imprevista e non voluta. Mette il dito nella piaga dell’affidamento, della difficoltà di allevare una figlia da soli, contro i frequenti pregiudizi di un padre che da solo non può allevare i suoi bambini. La delicatezza dei tratti di Omar Sy quando il primissimo piano indugia su di lui che tace di fronte a ciò che a tutti appare come una grande ingiustizia, pone l’accento sul bene che si può voleva a qualcuno, fino a quando si diventa padri davvero perché si sacrifica tutto il proprio essere per dare la vita ad un altro nel modo migliore.

Il regista Hugo Gélin, che ha curato anche la sceneggiatura con Mathieu Oullion, adatta una storia messicana e la rende davvero una fiaba. Certo, tutto sdolcinato e infine improbabile, ma il taglio umano che viene dato ad un uomo ragazzino che non vuole crescere e che, invece, sa diventare padre crescendo una bambina senza neanche sapere da che parte cominciare, porta a riflettere su come la vita ci spinge a cambiare e su come si può, anche, evitare di piangersi addosso. L’improbabilità di molti aneddoti e di molte scene, riporta alla vita vera, capace di talmente tanti cambiamenti e colpi di scena che a volte raccontarli in un film lo farebbe apparire inverosimile appunto. Il genere commedia permette proprio questo, i buoni propositi e molti significati. Il senso della paternità; la capacità di trovare una formula per restare bambini pur crescendo; la capacità di trasmettere ai figli gli insegnamenti dei padri; ma anche la capacità di rinunciare ad uno stile di vita normale per la propria figlia, inventandosi un personaggio che rispetti la propria indole, ma che si proietti fuori da sé per cercare di dare il meglio a quell’imprevisto che è la paternità appunto. A questo si aggiunge il molto ben interpretato ruolo di Antoine Bertrand, produttore di Samuel e amico di famiglia, secondo padre per la piccola. Anche in questo caso, gli approfondimenti possibili sono molti, dato che l’uomo è gay e vive la paternità attraverso quella dell’amico. Siamo davanti ad un film che sembra quando si racconta la propria vita a qualcuno che non si vede da tanti anni: il racconto è già del come va a fine e tutto sembra una fiaba davvero, soltanto perché l’incedere dei giorni diventa una sintesi di poche ore. Intenso, bello, divertente e allo stesso tempo capace di non fare presagire come andrà a finire, con un attore che sa riempire la scena non soltanto con la sua prestanza fisica. I caratteristi hanno scelto bene le parti e tutto scorre via per due ore di respiro e di senso di pienezza.

Bello.

(foto ufficiali del film, da pubblicità stampa)

Alessia Biasiolo