Feeling home. Sentirsi a casa

Francesco Cito, Palazzo dello Spagnuolo, Napoli 1997, stampa Fine Art baritata su carta Ilford multigrade, 30×40

 

Nove autori raccontano attraverso 90 fotografieil “sentire casa” come idea e sensazione, spazio intimo e personale, custode di ricordi, sogni ed emozioni,dove il tempo non pesa maiin quanto “specchio”del tempo interiore di ognuno di noi.

La Galleria d’Arte Moderna di Catania (GAM) presenta fino al 30 ottobre la mostra fotografica itinerante “Feeling Home. Sentirsi a Casa“, ideata da GT Art Photo Agency Milanoacura di Giusy Tigano e organizzata in collaborazione con l’Associazione F2 Progetti per la Fotografia di Catania.

L’esposizione, realizzata grazie alla preziosa sponsorship di Canon Italia e di Sirti S.p.A., patrocinata dal Comune di Catania e dall’Assessorato alla Cultura, dopo Milano, Voghera (PV), Corigliano Calabro (CS) e Bibbiena (AR), approda in Sicilia con alcuni contributi inediti grazie ai nuovi portfoli di Isabella Balena e di Pierfranco Fornasieri, che si aggiungono ai fotografi presenti nelle passate edizioni: Franco Carlisi, Francesco Cito, Luca Cortese, Gianni MaffiCarlo Riggi, PioTarantini Daniele Vita.

Gianni Maffi, via Melchiorre Gioia, Milano 2014

Giusy Tigano (curatrice): “Il progetto FEELING HOME costituisce una testimonianza fotografica allargata e ricca su un tema particolarmente vivo, universale, estremamente attuale e di grande respiro come quello del “sentirsi a casa”:offrendo differenti visioni, si propone come una preziosa opportunità di riflessione, di crescita e di ricerca di identitàper ognuno di noi“.

Barbara Mirabella, Assessore alla Cultura del Comune di Catania: “E’ con grande soddisfazione che ospitiamo questa mostra, voluta fortemente dall’Assessorato alla Cultura perché, non solo rappresenta un segnale forte da parte dell’amministrazione comunale della volontà di continuare il percorso di ripartenza dell’arte e della cultura in città dopo l’emergenza Covid-19, ma permetterà a tutti i visitatori di riflettere su una delle sensazioni più intime dell’uomo, quella di “sentirsi a casa”, dove siamo tutti completamente noi stessi”.

Il percorso espositivo, nel quale ciascun autore declina il senso di “casa” in funzione della propria sensibilità, del proprio linguaggio e della propria poetica, alterna le fotografie a estratti bibliografici e introduzioni personali degli autori, in aggiunta a specifiche letture critiche redatte da diverse figure professionali del mondo della fotografia: Ilaria Baiocchi, Gigliola Foschi, Roberto Mutti, Barbara Silbe, Pio Tarantini e Giusy Tigano.

Un contributo letterario che offre ai visitatori interessanti chiavi di lettura attraverso citazioni d’autore e riflessioni importanti che affiancano e integrano il percorso visivo, conducendo il fruitore lungo un percorso di stimoli e di apporti diversificati e preziosi.

La mostra è accompagnata dal libro fotografico “FEELING HOME. Sentirsi a casa” (Edizioni EBS Print, 2019) che raccoglie115 fotografie a colori e in bianco e nero degli autori presenti in mostra, i testi curatoriali di Giusy Tigano che illustrano la poetica dell’intero progetto e i diversi contributi critici che accompagnano le fotografie.

Il libro FEELING HOME può essere acquistato in tutte le più importanti librerie ed è ordinabile anche online:https://www.gtartphotoagency.com/books/books-news-2019/

Questa nuova tappa del fortunato progetto espositivo include due interessanti appuntamenti collaterali:

-La mostra delle fotografie selezionate in occasione del contest fotografico “LOCKDOWN. Sospesi in casa” organizzato nei mesi di marzo-giugno 2020 in coincidenza con la situazione di confinamento dovuta alle misure sanitarie governative legate all’emergenza Covid-19.

L’idea di F2 Progetti per la fotografia e di GT Art Photo Agency è stata quella di promuovere un contest finalizzato all’esposizione che non si costituisse come meccanismo di competizione tra i partecipanti, ma piuttosto come strumento di analisi, di consapevolezza e di testimonianza atto a stimolare e promuovere la creazione di memoria, la costruzione di valore e la condivisione collettiva.Questo “capitolo” fotografico si propone come mostra complementare del progetto, andando ad integrarlo arricchendone il messaggio connuovi apporti autoriali interessanti e di forte adesione al mondo reale più contemporaneo.

-La realizzazione del “Feeling Home Social Video”: in occasione dell’inaugurazione, in un’area dedicata della Galleria d’Arte Moderna, verranno allestite delle riprese video ove i visitatori saranno invitati ad esprimere liberamente le proprie idee sul concetto del “sentirsi a casa”, partecipando così al progetto in maniera diretta e personale.

La performance, ideata da Alessandro Vicario, ha riscosso un notevolesuccesso di pubblico in occasione delle edizioni precedenti della mostra e la accompagna in tutte le sue edizioni, andando così a comporre un documento multimediale e culturale di particolare valore sociale e antropologico, che dopo ogni esposizione si arricchisce di ulteriori testimonianze.

Entrambe le iniziative si ispirano al principio di inclusività e di interazione con il pubblico che ha da sempre animato il progetto nel suo percorso, tappa dopo tappa. La visione di “Feeling Home” si allarga così a nuove visioni espandendo il senso di “casa”, di identità e di appartenenza.

Tutte le informazioni relative alla mostra e agli eventi collegatisono disponibili sul sito www.eventofeelinghome.it

Sirti è un hub di innovazione nel campo dello sviluppo delle infrastrutture di rete. Fondata nel 1921, opera nei settori delle Telecomunicazioni, Energia, Trasporti e Digital Solutions con circa 4.100 dipendenti. Sirti è player di successo anche a livello internazionale in Europa e in Medio Oriente.

“FEELING HOME. Sentirsi a Casa”

Galleria d’Arte Moderna (GAM) | Via Castello Ursino 32, Catania fino al 30 ottobre 2020. Ingresso libero con orario continuato 9.00-19.00 dal lunedì al sabato

 

De Angelis (anche per le fotografie)

 

“La mano che crea” al GAM di Verona

l’assessore Briani con il bozzetto in bronzo della statua di Dante al GAM

Il bozzetto in bronzo della celebre statua di Dante Alighieri di piazza dei Signori. E, ancora, ritratti, sculture, dipinti, ricordi. È molto più di una mostra quella che i Civici Musei di Verona propongono fino alla fine di gennaio 2021 alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, al Palazzo della Ragione. Dopo il lockdown, infatti, con la nuova esposizione, i suggestivi spazi museali della GAM tornano accessibili al pubblico. Oggi, domenica 28 giugno, l’ingresso alla mostra costa 1 euro.

“La mano che crea. La galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919) scultore, collezionista e mecenate”, tema conduttore dell’allestimento espositivo, è un viaggio nella storia secolare del collezionismo veronese, che ha contribuito a fare della città una delle mete d’Italia più ammirate e ricche di monumenti e musei

Punto di avvio ed epicentro della mostra – curata dal direttore dei Musei Civici Francesca Rossi affiancata da un Comitato scientifico composto da Maddalena Basso, Camilla Bertoni, Elena Casotto, Tiziana Franco, Sergio Marinelli, Patrizia Nuzzo e Pietro Trincanato – il vissuto, le opere e l’amore per la città scaligera di uno dei maggiori scultori dell’Ottocento veronese, Ugo Zannoni.

Artista che visse una lunga carriera all’insegna di relazioni artistiche tra Verona, Milano e Venezia, animata dall’impegno civile a favore della cultura e dei musei cittadini, tra il 1905 e il 1918, Zannoni donò ai Musei Civici veronesi la sua collezione di circa 200 opere d’arte, contribuendo così a gettare le basi per la costituzione di una Galleria d’Arte Moderna a Verona.

Ad illustrare l’esposizione, l’assessore alla Cultura Francesca Briani e il direttore dei Musei Civici Francesca Rossi. Presenti il curatore responsabile della Collezione d’Arte Moderna e contemporanea Patrizia Nuzzo, il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Verona Marco Giaracuni e Padre Livio Guerra del Centro Culturale “San Gaspare”.

“Un omaggio che la città rivolge ad un artista che possiamo annoverare tra i fondatori della Galleria d’Arte Moderna – sottolinea l’assessore Briani –. Fu grazie al suo impulso, al suo profondo impegno civile e culturale, testimoniato dalla generosa donazione di una cospicua collezione di opere d’arte, che agli inizi del Novecento il Museo Civico poté rivolgere la sua attenzione all’arte allora contemporanea. La mostra, infatti, ha il merito di offrire il primo studio approfondito sulle vicende della collezione Zannoni. Una esposizione realizzata in stretta connessione con la comunità cittadina e che i Musei Civici-Galleria d’Arte Moderna Achille Forti hanno scelto di offrire al pubblico in questo particolare momento storico. Arena, Casa di Giulietta, Teatro Romano, Galleria d’Arte Moderna. Tutto a Verona si riapre per ritornare ad offrire a cittadini e turisti, l’ampia e straordinaria offerta culturale che rende unica nel mondo la nostra città. Un impegno importante, sostenuto dal Comune in un momento economico di grossa difficoltà, che ha portato a tagli al bilancio per oltre 50 milioni di euro e, inevitabilmente, ad una forte riduzione della capacità di spesa dell’area Cultura e Turismo. Un ostacolo che non ferma il nostro entusiasmo e il desiderio di ritornare ad offrire alla città tanti ed interessanti appuntamenti”.

“La mostra ha il merito di offrire il primo studio approfondito sulle vicende della collezione Zannoni – spiega il direttore Rossi –. Grazie a una sistematica campagna di ricognizione, le circa 200 opere donate, sono state oggetto di ricerche, interventi conservativi, documentazione fotografica e schedatura. Nella raccolta sono presenti opere di artisti che Zannoni ha frequentato e altri animatori di ricerche scultoree e pittoriche significative del secondo Ottocento”.

In esposizione opere di Domenico Induno, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Leonardo Bazzaro, Julius Lange, Luigi Nono, e il più moderno pittore divisionista Angelo Morbelli. Tra i veronesi, Angelo Dall’Oca Bianca, Francesco Danieli e il cugino dello scultore, Giuseppe Zannoni. Tra i soggetti rappresentati spiccano generi figurativi del paesaggio e del ritratto.

Di Zannoni la celebre statua di Dante Alighieri, che, nel centro della Piazza dei Signori, a Verona, rivolge lo sguardo ai palazzi Scaligeri dove il Poeta, durante l’esilio da Firenze, fu accolto da Cangrande della Scala. Lo scultore eseguì l’opera non ancora trentenne, aggiudicandosi la vittoria di un importante concorso promosso per la ricorrenza del VI centenario della nascita del Poeta.

L’esposizione è stata volutamente concepita per essere proposta al pubblico in concomitanza dell’ufficiale apertura dell’anno dedicato alle celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante, prevista il prossimo settembre 2020. In mostra, infatti, è esposto il bozzetto in bronzo del famoso monumento dantesco, a rappresentare questo episodio cruciale del percorso artistico dello scultore.     Attraverso un’originale mostra-laboratorio, gli studenti sono entrati nel cuore della vita del museo, hanno collaborato con lo staff della Galleria nelle attività di cura delle collezioni e fatto esperienza diretta di ciò che avviene dietro le quinte, prima e durante il periodo di apertura della mostra al pubblico.     Secondo questo concetto di Museo partecipativo sono stati organizzati, con la collaborazione dell’Università di Verona, Dipartimento Culture e Civiltà, e dell’Accademia di Belle Arti di Verona, laboratori di alta formazione per la produzione artistica e la professione museale e alle metodologie di gestione del patrimonio culturale (catalogazione, restauro, mediazione culturale).

Il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Ateneo veronese ha dedicato allo studio di cento opere provenienti dalla collezione Zannoni, un corso specialistico sulla catalogazione di beni culturali secondo gli standard ministeriali. L’Accademia di Belle Arti si è impegnata nella progettazione di un’utilissima linea del tempo “Linea del tempo” figurata, incentrata sui donatori dei Musei Civici tra Ottocento e primo Novecento, e a realizzare un cantiere di restauro in Galleria dedicato a gessi di Zannoni.

Durante il periodo della mostra si darà spazio inoltre ad una esplorazione sul tema del collezionismo e del mecenatismo contemporaneo grazie a testimonianze dirette di collezionisti veronesi. Tutto questo è stato condiviso con un comitato scientifico composto da studiosi e con giovani volontari del Servizio Civile Nazionale che hanno seguito ogni fase del progetto: dalla ricognizione delle opere d’arte nei depositi museali, alla ricerca documentaria in biblioteche e archivi.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Galleria d’Arte Moderna – http://www.gam.comune.verona.it.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

Helmut Newton. Works

 

Helmut Newton, Rushmore, Italian Vogue, 1982 © Helmut Newton Estate

La GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino apre la stagione espositiva del 2020 inaugurando la grande retrospettiva Helmut Newton. Works, promossa da Fondazione Torino Musei e prodotta da Civita Mostre e Musei con la collaborazione della Helmut Newton Foundation di Berlino.

Il progetto espositivo è a cura di Matthias Harder, direttore della fondazione tedesca, che ha selezionato 68 fotografie con lo scopo di presentare una panoramica, la più ampia possibile, della lunga carriera del grande fotografo che sin dagli inizi non ha mai smesso di stupire e far scalpore per i suoi concetti visivi veramente unici. Il risultato è un insieme di opere non solo particolarmente personali e di successo, ma che hanno raggiunto un pubblico di milioni di persone anche grazie alle riviste e ai libri in cui sono apparse, e alle mostre delle sue foto.

Nel percorso di mostra si spazia dagli anni Settanta con le numerose copertine per Vogue, sino all’opera più tarda con il bellissimo ritratto di Leni Riefenstahl del 2000, offrendo la possibilità ai visitatori di comprendere fino in fondo il suo lavoro come mai prima d’ora.

Quattro sezioni che rendono visibile come in questo lungo arco di tempo, Newton abbia realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo. Numerosi ritratti a personaggi famosi del Novecento, tra i quali Andy Warhol (1974), Gianni Agnelli (1997), Paloma Picasso (1983), Catherine Deneuve (1976), Anita Ekberg (1988), Claudia Schiffer (1992) e Gianfranco Ferré (1996). Delle importanti campagne fotografiche di moda, invece, sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per Thierry Mugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali.

Il chiaro senso estetico di Newton pervade tutti gli ambiti della sua opera, oltre alla moda, anche nella ritrattistica e nella fotografia di nudi. Al centro di tutto le donne, ma l’interazione tra uomini e donne è un altro motivo frequente della sua opera.

Helmut Newton morì improvvisamente il 23 gennaio 2004 a Los Angeles, prima di poter assistere alla completa realizzazione della Fondazione a lui dedicata.

Helmut Newton Works è il titolo del grande volume edito da Taschen che comprende anche le foto esposte in mostra e ne rappresenta idealmente il catalogo.

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino – via Magenta,31 www.gamtorino.it

Dal 30 gennaio al 3 maggio 2020. Da martedì a domenica dalle h. 10.00 alle h. 18.00. Chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima (biglietto intero 10 €, ridotto 8 €gruppi di minimo 15 persone, ridotto under 25 6 €: ridotto giovani e studenti da 6 fino a 25 anni compiuti con documento e tesserino universitario. Gratuito per minori di 6 anni. Disabili e accompagnatore

 

Ombretta Roverselli (anche per la fotografia)

 

Grande successo con proroga fino a gennaio 2020 per la mostra di Fiorese alla GAM

Grande successo con proroga fino a gennaio 2020 per l’esposizione “Mauro Fiorese. Treasure Rooms (2014-2016)”.

Oltre 24 mila visitatori in circa 100 giorni di apertura che, dal 5 aprile di quest’anno, primo giorno della mostra, hanno fatto visita all’esposizione in programma alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti – GAM, di Verona.

Un’alta affluenza che ha spinto gli organizzatori a prorogare l’esposizione, che resterà aperta al pubblico fino al 26 gennaio 2020.

“Cittadini turisti ed appassionati – spiega l’assessore alla Cultura Francesca Briani –, avranno la possibilità di poter ammirare, per ulteriori 4 mesi, la chiusura era infatti prevista per il 22 settembre, lo splendido ultimo lavoro dell’artista veronese Mauro Fiorese. Un’esposizione che dall’apertura ha già registrato oltre 24 mila visitatori, confermando non solo l’alta qualità artistica degli scatti di Fiorese, prematuramente scomparso nel 2016, ma anche il positivo percorso intrapreso da questa Amministrazione nel complessivo rilancio della qualità espositiva del sistema museale veronese”.

Attraverso ventisei scatti, prodotti da Fiorese dal 2014 al 2016, i depositi dei maggiori musei italiani, in tutto tredici, si mostrano per la prima volta al pubblico in tutta la loro bellezza. Una finestra aperta sulle più preziose collezioni d’arte, sapientemente custodite negli archivi del Museo di Castelvecchio a Verona, della Galleria degli Uffizi, della Galleria Borghese, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, di Capodimonte, del Museo Correr e del MART di Rovereto. Le immagini fotografichein grande formato sono state messe a disposizione dalla Galleria Boxart di Verona, curatrice del progetto artistico.

La mostra, oltre a presentare per la prima volta la serie completa Treasure Rooms di Mauro Fiorese, invita il visitatore a riflettere sulle funzioni chiave dei depositi, in un omaggio alla straordinaria storia dell’arte italiana e al grande lavoro svolto dietro le quinte dei musei d’eccellenza.

 

Roberto Bolis