“Vita di Mario. Storia d’amore e di amicizia”

Domenica 24 aprile 2022 alle 16 alla sala Estense (piazza del Municipio a Ferrara), si terrà la rappresentazione teatrale “Vita di Mario. Storia d’amore e di amicizia“, tratta dall’omonimo volume di Andrea Tugnoli (Editrice Tresogni, Ferrara). L’appuntamento, ad ingresso gratuito, è inserito nell’ambito del calendario messo in campo dal ‘Comitato Celebrazioni 25 aprile‘, con il coordinamento dell’Istituto di Storia Contemporanea del Comune di Ferrara, per ricordare il 77° anniversario della Liberazione.

Il progetto vede protagonista l’ANPI di Bondeno in collaborazione con il Museo del Risorgimento e della Resistenza del Comune di Ferrara e porta in scena una storia d’amore esemplare di un giovane ferrarese che, partito dalla nostra provincia sarà costretto ad affrontare Auschwitz. Il testo tocca tutte le tematiche più importanti della vita degli esseri umani come odio, guerra, ma anche amicizia ed amore. Sono soprattutto queste ultime ad essere capaci di sorreggere gli esseri umani, anche nella tragedia della deportazione. «Quella non è un’industria, bensì un campo di prigionia molto più grande di Auschwitz, può contenere più di centomila internati. Non ci sono mai stato, ma so di certo che in quel luogo succedono cose terribili; è il campo di Birkenau… Quello che succede qui è una storia che non potrà mai essere dimenticata, il tempo non basterà».

Accesso consentito con Green Pass rafforzato e mascherina ffp2.

Alessandro Zangara

“Libri e rose”, kermesse letteraria in Gran Guardia e alla Società Letteraria

Prosegue sabato e domenica la kermesse letteraria ‘Libri e rose. Scrivere, stampare, leggere’, che racconta il mondo del libro attraverso gli autori, i tipografi, gli illustratori, le case editrici e i lettori. Gli incontri sono ospitati al palazzo della Gran Guardia e alla Società Letteraria di Verona. Ecco gli eventi prossimi.

Sabato 23 aprile. Alle ore 17.15 si parla di ‘Fedeltà e dintorni’ con lo scrittore Marco Missiroli e la giornalista Alessandra Tedesco. Alle 18.30 dialogo tra Isabella Bossi Fedrigotti e il direttore de L’Arena Massimo Mamoli sulle ‘Relazioni al tempo del secondo millennio’. La giornata si concluderà alle 21 alla Società Letteraria per la presentazione del libro ‘I cani di Barrio’ di Gianni Biondillo, con Luigi Mascheroni.  

Domenica 24 aprile. Gli appuntamenti nella sala Buvette della Gran Guardia: alle 10 la giornalista e scrittrice Anna Briganti racconta il libro ‘Coco Chanel. Una donna del nostro tempo’ con Andrea Kerbaker. Alle 11.30 ‘Il caso Franco Maria Ricci’, il giornalista Stefano Salis dialoga con il curatore di mostre  Edoardo Pepino, alle 14.30 lo scrittore Pier Luigi Vercesi e Annarita Briganti raccontano il libro ‘La donna che decise il suo destino’.

Alle 16 focus sul testo ‘Cose da fare a Francoforte quando sei morto’ con lo scrittore Matteo Codignola e Stefano Salis. Chiude la kermesse l’incontro delle 17.15 sul libro ‘La ragazza che cancellava i ricordi’, con Chiara Moscardelli e Andrea Kerbaker.

L’iniziativa, promossa da Comune e Società Letteraria di Verona, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona e l’Associazione Kasa dei LIbri di Milano, propone un programma di oltre 20 incontri articolati in cinque sezioni: Fuori Classe, tre incontri per le scuole superiori e aperti al pubblico, per approfondire alcuni dei maggiori temi proposti dai programmi scolastici; Vite che non sono la mia, il racconto di personaggi fuori dall’ordinario che hanno attraversato la loro epoca con l’inconfondibile passo dei protagonisti; Freschi di stampa, libri usciti negli ultimi due mesi, ancora poco recensiti, che vengono presentati in anteprima al pubblico veronese; Relazioni, incontri che esplorano le diverse dinamiche relazionali, dai rapporti familiari passando per i legami d’amore e d’amicizia. Infine, la sezione Dietro le quinte, per raccontare l’affascinante mondo dell’editoria e della carta. Agli incontri si accede gratuitamente con green pass rafforzato e mascherina ffp2.  Aggiornamenti ed eventuali variazioni sul programma alla pagina Facebook dell’evento: https://www.facebook.com/events/495605178709443.

Roberto Bolis

L’anima della materia: il volto degli apostoli tra testimonianza e destino

Una mostra multisensoriale, multimediale e inclusiva, dove arte e spiritualità dialogano insieme una nuova spinta culturale cittadina. Dal 29 aprile al 28 maggio la Cripta della chiesa di Santa Maria in Organo ospita la mostra “L’anima della materia: il volto degli apostoli tra testimonianza e destino”, con opere dell’artista Antonio Amodio, promossa dalla Fondazione Verona Minor Hierusalem e organizzata in partenariato con le sezioni veronesi dell’Ente Nazionale Sordi e dell’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

Curata dal professor Davide Adami, la mostra vedrà esposti dodici dipinti e dodici sculture in legno di cedro per intraprendere un viaggio dedicato all’interpretazione del volto degli apostoli, nei momenti intensissimi e drammatici degli ultimi giorni di Gesù.

La pittura materica di Amodio è caratterizzata dalla tridimensionalità corporea, tattile, olfattiva della scultura lignea. Il legno utilizzato per le sculture è stato recuperato dagli alberi caduti durante la tempesta che colpì Verona il 23 agosto 2020, ispirando l’artista che immaginò all’interno di un tronco spezzato l’immagine degli apostoli.

La mostra è soprattutto inclusiva. Colore, materia, voce, racconto si intrecciano dando vita ad una narrazione multiforme, immersiva e profonda, in grado di essere vissuta da tutti e capace di colpire l’animo di ciascun visitatore. Le dimensioni molto grandi dei dipinti permettono infatti a tutti, comprese le persone ipovedenti, di immergersi nella personalità degli apostoli, mentre le sculture, con la loro tridimensionalità, garantiscono la fruibilità dell’opera d’arte anche ai ciechi, che con il tatto possono ricostruire, percettivamente, le linee dei volti di ogni personaggio.

Ciascuna opera, inoltre, è accompagnata da QR code che, una volta attivato, permette di ascoltare un monologo recitato dall’attore Alessio Tessitore e scritto dal biblista monsignor Martino Signoretto, vicario alla Cultura della Diocesi di Verona, che indaga e racconta pensieri, emozioni e riflessioni di ognuno degli apostoli effigiati.

La mostra è ad ingresso gratuito, e sarà inaugurata venerdì 29 aprile alle ore 17. Sarà aperta il venerdì dalle 10 alle 17.30 e il sabato dalle 10 alle 16. Durante gli orari di apertura i volontari della Fondazione saranno disponibili per l’accoglienza, inoltre sarà possibile richiedere una visita guidata per gruppi. È necessario essere in possesso di mascherina.

La locandina della mostra

Per informazioni telefono e whatsapp 3421820111 oppure via e-mail info@veronaminorhierusalem.it

“Verona Minor Hierusalem è una realtà ormai consolidata nella nostra città, che offre visite turistiche qualificate all’interno di parte del patrimonio artistico e religioso della città – ha detto l’assessore Toffali -. E questa mostra permetterà di valorizzare ulteriormente la chiesa di Santa Maria in Organo grazie alla sua multisensorialità. Quando abbiamo visto gli alberi abbattuti dal maltempo, abbiamo sempre sperato che trovassero nuova vita, questa è una soluzione di grande valore”.

“Ringrazio tutte le persone che si sono adoperate alla realizzazione di questa mostra – ha sottolineato don Viviani -. Rappresenta totalmente le finalità di Verona Minor Hierusalem, impegnata dalla sua nascita nella valorizzazione del patrimonio artistico e nella valorizzazione della spiritualità di tutti coloro che beneficiano del suo prezioso servizio culturale”.

“La mostra si svolge in uno spazio assolutamente suggestivo – ha affermato il curatore Adami -. Il taglio che si è voluto dare è quello profondamente umano. L’abilità dell’artista infatti è quella di creare attraverso un corpo della pittura prima e poi con la scultura far emergere l’interiorità degli apostoli nella loro individualità”.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Verso Berio 100

Due autori distanti nel tempo e nello spazio quanto Robert Schumann e Luciano Berio, un’unica fonte di ispirazione: gli autografi delle ultime sinfonie, la “Grande” e l’incompleta Decima di Franz Schubert. In Schumann, lunedì 25 aprile alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice di Genova, Fabio Luisi, direttore onorario del Teatro sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice conduce alla scoperta dei sottili, reconditi legami tra un gigante della tradizione sinfonica europea del Romanticismo, come Robert Schumann, e uno dei massimi rappresentanti italiani della scena musicale post avanguardistica mondiale, fautore di una rivoluzione linguistica, poetica, sonora che giunge sino ai nostri giorni, qual è Luciano Berio, tra le massime espressioni di una civiltà musicale che affonda le sue radici in Liguria e che la Fondazione Teatro Carlo Felice desidera riscostruire e celebrare con nuove produzioni concertistiche e operistiche.

In programma, la Sinfonia n. 4 in re minore, op.120 di Robert Schumann e Rendering di Luciano Berio, la cui esecuzione segna l’avvio del percorso concertistico Verso Berio 100, dedicato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova in collaborazione con il Centro Studi Luciano Berio all’esplorazione del corpus strumentale per orchestra e operistico del compositore originario di Oneglia, che culminerà nel 2025, anno del centesimo anniversario della sua nascita.

Il concerto, che si tiene nel giorno della 77° ricorrenza della Festa della Liberazione sarà preceduto alle ore 19.45 da una breve esibizione introduttiva del Coro accademico nazionale ucraino G. Veryovka, diretto da Igor Kuriliv, con sede a Kiev. La compagine sarà protagonista di un concerto dedicato, mercoledì 27 aprile alle ore 19.45 al Teatro Carlo Felice, il cui incasso sarà interamente devoluto a sostegno della popolazione ucraina. Il concerto, promosso dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, in collaborazione con il Teatro Carlo Felice, segnerà la prima data di una tournée nazionale.

Luciano Berio compone la “sinfonia” in tre movimenti (Allegro, Andante, Allegro), Rendering, in omaggio a Franz Schubert tra il 1989 e il 1990, per la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, sulla base degli appunti che il compositore viennese andava accumulando nelle ultime settimane della sua vita in vista di una Decima Sinfonia in re maggiore (D. 936 A). Usando l’organico orchestrale dell’Incompiuta e cercando di salvaguardare, in alcune sue parti, un colore schubertiano, Berio restaura la frammentaria partitura, non la ricostruisce, seguendo “nello spirito, quei moderni criteri di restauro che si pongono il problema di riaccendere i vecchi colori senza però celare i danni del tempo e gli inevitabili vuoti creatisi nella composizione (com’è il caso di Giotto ad Assisi)”, come spiega egli stesso sue note. E così, nei vuoti tra uno schizzo, di ispirazione mendelssohniana e altre parti che “sembrano abitate dallo spirito di Mahler”, inserisce un tessuto connettivo sempre diverso e cangiante, sempre pianissimo e «lontano», intessuto di reminiscenze dell’ultimo Schubert, e attraversato da riflessioni polifoniche condotte su frammenti di quegli stessi schizzi, che comprendono molte parti di grande estro contrappuntistico, segnalando i suoi interventi attraverso l’uso di suoni particolari, come quello della celesta.

La Sinfonia n. 4 in re minore op.120 fu scritta da Robert Schumann sull’onda della scoperta dell’autografo di una sinfonia in do maggiore di Franz Schubert, da lui ritrovato nel 1839 tra le partiture incluse nel lascito del compositore viennese, finito in possesso del fratello Ferdinand, anch’egli compositore. Entusiasta dell’ultima e più grande delle sinfonie di Schubert, Schumann ne sottolineò a suo tempo “la completa indipendenza da Beethoven”, così come fece nelle sue note su Rendering Luciano Berio, secoli dopo. L’opera fu composta durante l’estate del 1841, sull’onda dell’impulso grazie a cui vennero alla luce nel gennaio dello stesso anno la Prima Sinfonia e, appena dieci giorni prima, la Fantasia per pianoforte e orchestra (partitura che confluirà nel Concerto per pianoforte op.54) oltre agli abbozzi di una terza sinfonia, quella in do minore. Il modesto esito della sua prima, il 6 dicembre al Gewandhaus di Lipsia e l’insoddisfazione dell’autore fecero sì che la partitura, pronta alla stampa, fosse ritirata. L’opera venne drasticamente revisionata soltanto nel 1851 per essere data alla stampa nella forma definitiva nel 1853.  Per un compositore il cui mondo poetico era stato fino ad allora così fortemente legato alle forme miniaturistiche e ai contesti formali “liberi”, di ispirazione poetica, la sontuosa Quarta Sinfonia rappresenta una svolta senza precedenti, con l’adozione di un’unica tonalità cioè il re, maggiore o minore, che rimane sostanzialmente immutata fino alla fine, l’unità tematica, a partire da materiale derivante dai tre motivi presenti nell’introduzione, il suo sviluppo organico, in un unico flusso tematicamente interrelato in grado di sintonizzarsi con l’espressione dei più svariati e contrapposti stati emotivi, alla luce di un anelito mai sopito a rappresentare il mondo dei sentimenti in forma fantastica e musicale: dall’inquietudine, nel primo movimento (Moderatamente lento, vivace) alla struggente espressività, nella Romanza (Moderatamente lento), alla vigorosa passionalità, nello Scherzo (Vivace), alla contemplazione idilliaca, nel Trio fino alla trascinante esultanza, nel finale (Lento, vivace, più presto).

Teatro Carlo Felice, venerdì 22 aprile 2022, ore 20.00

Programma

Schumann

LUCIANO BERIO (Imperia, 24 ottobre 1925 – Roma, 27 maggio 2003)

Rendering

Verso Berio 100

ROBERT SCHUMANN   (Zwickau, 8 giugno 1810 – Endenich, 29 luglio 1856)    

Sinfonia n. 4 in re minore op. 120
Fabio Luisi, direttore
Orchestra del Teatro Carlo Felice

Nicoletta Tassan Solet

Le soffitte tornano in piazza

Abiti vintage, vecchi utensili, libri, riviste e fumetti. Ma anche dischi, giocattoli e attrezzi sportivi, tutti rispolverati da armadi, cantine e garage. Dalla settimana prossima e fino a novembre ritorna “Soffitte in piazza”, i mercatini dell’usato nei quartieri organizzati dal Comune con il supporto delle associazioni DBA-Anemia Diamond Blackfan Italia ODV e Storie Creative.

Si parte il 30 aprile in Borgo Venezia e al Saval, rispettivamente negli spazi del mercato rionale e nella piazza del centro commerciale in via Marin Faliero.

Anche quest’anno dunque, privati e associazioni senza scopo di lucro, potranno dare nuova vita ai propri oggetti attraverso scambi, baratti o vendite. L’iniziativa infatti ha come obiettivo quello di sensibilizzare al riuso evitando lo spreco in un periodo storico nel quale è sempre più fondamentale avere una coscienza ecologica e sostenibile. Novità di questa edizione saranno i punti ristoro per visitatori e operatori, sempre presenti in tutti gli appuntamenti. Chiunque può partecipare come espositore, l’iscrizione è obbligatoria e gratuita collegandosi al sito Dba Italia Odv https://amici.fondazionedba.org/soffitte-in-piazza-2022 e StorieCreative www.soffitteinpiazza.it Per informazioni www.comune.verona.it cercando poi “Soffitte in piazza”. Le iniziative si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid e per accedere non sarà necessario il green pass.

“Questa edizione va a consolidare un’iniziativa a cui i cittadini tengono molto, per questo siamo riusciti a realizzarla anche durante la pandemia – ha detto Padovani-. Come sempre è fondamentale il supporto delle associazioni e la collaborazione delle Circoscrizioni, che in questi cinque anni di amministrazione è sempre stata proficua”.

“Soffitte in piazza è un format ormai consolidato, sviluppato e che speriamo possa continuare a regalare momenti interessanti ai nostri quartieri – ha aggiunto l’assessore Zavarise -. Abbiamo voluto ampliare l’offerta inserendo punti di ristoro come ausilio per visitatori e operatori, il tutto per dare vita ad eventi coinvolgenti e inclusivi per i veronesi e le loro famiglie”.

“Questa iniziativa è il frutto di una collaborazione che va avanti con ottimi risultati da anni – ha affermato il presidente Rigo -. I punti di ristoro sono una piccola ma importante novità perché permettono di fare ulteriormente rete tra attività commerciali e associazioni, e sarà da supporto per ogni evento realizzato nei quartieri”.

Il calendario degli appuntamenti con Soffitte in Piazza per il 2022

Circoscrizione 1^ Piazza Isolo – Centro 7 maggio – 4 giugno – 3 settembre

Circoscrizione 2^ Lungadige XXVI luglio 1944 – Parona 14 maggio – 11 giugno – 9 luglio – 10 settembre

Circoscrizione 3^ Piazza del Centro Commerciale Via Marin Faliero – Quartiere Saval 30 aprile e Pista ciclabile – San Massimo 21 maggio

Circoscrizione 4^ Percorso pedonale La Vecchia Ferrovia – Via Tevere e Via Torricelli – Golosine 24 aprile – 29 maggio

Circoscrizione 5^ Parco San Giacomo – lato piazzale ospedale – Borgo Roma 24 settembre

Circoscrizione 6^ Area del mercato rionale – Borgo Venezia 30 aprile – 28 maggio – 18 giugno – 24 settembre – 22 ottobre – 12 novembre

Circoscrizione 7^ Piazza Frugose – Parrocchia Beato Carlo Steeb – San Michele Extra 17 settembre – 8 ottobre

Circoscrizione 8^ Piazzetta Via Valpantena civ. 85c – Quinto di Valpantena 4 settembre

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

“Aperitivi musicali” domani a Castelnuovo del Garda

Evento dedicato al musical, dalla romanza alle opere classiche, intervallato da brani di piano solo interpretati dalla pianista Sara Silingardi, presso DIM-Teatro Comunale di Castelnuovo del Garda (Via San Martino, 4, località Sandrà) domenica 24 aprile alle ore 18. Programma

P.A. Tirindelli… So

P. Tosti… Sogno

L.Denza.… Funiculi funicolà piano solo

R.Stothart… Totem Tom-Tom (da “Rose Marie”)

F. Lehar… Tu che m’hai preso il cuor (da “Il paese del sorriso)

F. Lehar… Polonaise-Tanz-Vilja Lied (da “La vedova allegra”) piano solo

L. Bard… Il Walzer di Frou Frou (da “La Duchessa del Bal Tabarin”)

G. Gershwin… I got rhythm 

G.Gershwin…The man I love

G. Gershwin…Bess you is my woman (da “Porgy and Bess) piano solo

L. Bernstein….Tonight (da “West Side Story)

L. Bernstein… I am easily assimilated (da “Candide”) 

G. Gershwin… Blues (da “Un americano a Parigi”) piano solo

J. Kander… New York, New York BIGLIETTO INTERO  € 10,00 BIGLIETTO RIDOTTO  € 8,00 (entro i 25 anni – oltre i 65 anni e RESIDENTI)

Gratuito fino al 15° anno d’età e a disabili con accompagnatore

I biglietti si acquistano direttamente a Teatro.

Apertura biglietteria ore 17:00

MISURE DI PREVENZIONE COVID-19

Per accedere agli spettacoli è necessario esibire il Green Pass (esclusi under 12) e indossare la mascherina FFP2.

Verranno inoltre applicate le disposizioni in essere in vigore per i luoghi della cultura.

Amici della Musica del Lago di Garda

Tra Seicento e arte contemporanea. Un nuovo allestimento per il Museo d’Arte della città di Ravenna

In occasione dei 20 anni dall’Istituzione del Museo d’Arte della città di Ravenna si presenta al pubblico un nuovo allestimento delle collezioni permanenti. Dopo diversi anni di attesa, a seguito di un cedimento del solaio e un lungo cantiere di restauro, reso possibile grazie al contributo del Servizio Patrimonio della Regione Emilia – Romagna, il museo riapre sei sale con un nuovo percorso espositivo dedicato al seicento e all’arte contemporanea. In una prospettiva di valorizzazione del proprio patrimonio tornano, così, visibili le opere provenienti dalle collezioni, formatesi in virtù della soppressione delle corporazioni religiose e arricchite da numerose donazioni, lasciti, depositi e grazie alle straordinarie intuizioni artistiche di ravennati come Enrico Pazzi e Corrado Ricci e all’illuminata visione artistica di Giulio Guberti.

Il riallestimento delle collezioni, pianificato dal direttore Maurizio Tarantino e dalla conservatrice Giorgia Salerno, è stato progettato così con l’intenzione di valorizzare l’identità culturale del Museo d’Arte della città di Ravenna esaminando le profonde radici storiche locali  con un’attenzione costante agli sviluppi culturali attuali, nazionali ed internazionali, anche attraverso la valorizzazione e la riscoperta di opere d’arte appartenenti alla collezione permanente e che hanno segnato la storia del museo, come Stella-acidi di Gilberto Zorio, tra i principali esponenti dell’Arte Povera e il Wall Drawing #570 di Sol LeWitt, al centro di un dibattito culturale sull’arte concettuale.
Si tratta di un primo completamento, parte di un accurato piano di valorizzazione del patrimonio, che prevede fasi successive di riadeguamento di ulteriori spazi museali che permetteranno l’esposizione delle restanti opere risalenti al XVI – XVII secolo e d’arte contemporanea, attualmente custodite nei depositi.

Il percorso espositivo individuato si struttura così in due parti, una dedicata alle opere risalenti alla metà del cinquecento ed al seicento, rappresentative dell’intenso rapporto culturale, politico ed economico che ha caratterizzato – in quegli anni – l’area emiliano-romagnola in relazione con quella veneta, toscana e sotto l’estesa influenza dello Stato Pontificio.
La sezione dedicata all’arte contemporanea ripercorre le tappe principali dell’arte italiana dal dopoguerra fino agli anni ottanta, intrecciando le tendenze artistiche manifestatesi nelle grandi istituzioni culturali, come la Biennale di Venezia, con le correnti più sperimentali.
Così le grandi pitture di Francesco Zaganelli, Adorazione dei pastori con i Santi Girolamo e Bonaventura e Crocifissione con i Santi Antonio Abate e Francesco, il Cristo Redentore di Paris Bordon, il Martirio dei quattro Santi Coronati di Jacopo Ligozzi, la pala d’altare di Guercino con San Romualdo accompagnato dal San Benedetto di Carlo Cignani e dei Santi Bartolomeo e Severo in gloria di Marcantonio Franceschini, in un armonioso dialogo volgono lo sguardo al futuro delle collezioni verso le opere d’età contemporanea.
Mantenendo l’assetto architettonico originale dell’allestimento di Leone Pancaldi è possibile così intravedere le opere novecentesche. La sinuosa scultura di Emilio Greco divide idealmente le due parti, pur lontane cronologicamente, accogliendo i visitatori nella sezione dedicata al novecento. Si apre così il percorso in una narrazione che mostra il passaggio artistico tra figurativismo e movimento informale, con le opere di Mirko e Carlo Sergio Signori, e approfondito nelle sale successive con le opere pittoriche di Mattia Moreni e Ennio Morlotti, le correnti geometriche e gli studi analitici di Carlo Ciussi e Joël Kermarrec, il linguaggio acromatico e segnico di Luciano Bartolini, Dadamaino e Piero Manzoni, il cromatismo scenografico di Titina Maselli e l’astrattismo informale di Giulio Turcato, l’affermarsi dell’arte povera con Gilberto Zorio e la ricerca introspettiva di Piero Manai.
Ad accompagnare il percorso espositivo, inoltre, nelle vetrine progettate da Leone Pancaldi sono esposti elementi che rimandano alla storia della Pinacoteca comunale – Loggetta Lombardesca, come il disegno di Gaetano Savini del Monastero di Santa Maria in Porto nella sua originale interezza; una fotografia dell’allestimento storico delle opere d’arte antica; le immagini delle opere delle collezioni presenti alla Biennale di Venezia, come l’importante edizione del 1950 con l’esposizione di Figura di Emilio Greco, invitato tra gli artisti italiani ad esporre in una sala a lui dedicata e le locandine di alcune mostre storiche come quella di Mattia Moreni, Dodici anni di angurie del 1975 e Stanze del gioco del 1979, alla quale fu dedicato il numero 5 della rivista Tradizione del Nuovo, diretta da Giulio Guberti e qui documentata in sala insieme allo schema di montaggio originale di Stella-acidi del 1982. Il riallestimento delle opere, così, si ricongiunge alla selezione fotografica esposta temporaneamente con le fotografie di Carlo Ludovico Bragaglia, Dino Pedriali, Paolo Roversi e i video di Yuri Ancarani ed Alex Majoli che troveranno spazio permanente nel prossimo allestimento. Sempre in occasione dei 20 anni dell’Istituzione Museo d’Arte della città di Ravenna e in prossimità della Biennale di Mosaico Internazionale, inoltre, verrà riallestita la collezione dei Mosaici Moderni e Contemporanei.

MAR

Fringe Festival

Shakespeare riletto da culture di tutto il mondo. L’Estate Teatrale Veronese avrà quest’anno la sua sezione internazionale. Il ‘Fringe Festival’ entra a pieno titolo nel cartellone principale, portando a Verona compagnie dal Bangladesh, Norvegia, Serbia, Malesia, Georgia e anche dall’Ucraina. La rassegna, inaugurata lo scorso anno su iniziativa del Centro Skenè afferente ai dipartimenti di Culture e Civiltà e di Lingue e letterature straniere dell’Università di Verona, da quest’anno è realizzata insieme al Comune di Verona.

Much ado about nothing

Dal 22 al 28 agosto, il Teatro Camploy, sarà centro artistico, una vera e propria fucina. Durante il giorno la Shakespeare and the Mediterranean Summer School organizzata dal Centro Skenè, le cui iscrizioni sono aperte, e la sera gli spettacoli in lingua originale, sottotitolati in inglese.

Tra le produzioni estere ‘Enter Hamlet’ da Cipro, prodotto da Persona Theatre Company, con la regia di Avra Sidiropoulou e sul palco Elena Pellone. ‘E se la commedia degli errori fosse ambientata in Malacca?’ realizzato in Malesia da Patblas Studio, con la regia di Syafiq Syazim. Italiani i titoli ‘Rough Magic’, della Shakespeare and the Mediterranean Summer School di Verona, con la regia di Jaq Bessell, John Blondell e Andrea Coppone. E ‘Shakespeare’s Women’ di Theatre of Eternal Values. Dall’Ucraina ‘A Midsummer Night’s Dream’, dalla Norvegia ‘Shakespeare and Malice’, dalla Georgia ‘Much ado about nothing’, dalla Serbia ‘Gamlet’, dal Bangladesh ‘Frammenti di Pyar Ali’.

La collaborazione tra il Centro Skenè e l’Estate Teatrale Veronese consente di garantire un’offerta più ampia e articolata, rafforzando la dimensione internazionale, multilingue e multiculturale di una sezione che affianca lo storico Festival Shakespeariano al Teatro Romano. Il tutto in chiave sperimentale e innovativa.

A Midsummer Night’s Dream

Il Festival è parte integrante della Shakespeare and the Mediterranean Summer School, che vede come partner internazionali lo Shakespeare Institute (University of Birmingham, Stratford-upon-Avon), Cambridge University, Queen Mary University of London, Westmont College Santa Barbara, California, e il Comune di Verona con l’Estate Teatrale Veronese.
“Verona ha una dimensione internazionale che abbiamo voluto sottolineare anche all’interno dell’Estate Teatrale Veronese – ha detto Briani -. Compagnie da tutto il mondo giungeranno a Verona per rileggere Shakespeare con occhi di culture differenti. Una grande occasione per la città e i giovani in particolare, resa possibile dalla collaborazione con il Centro Skenè e l’Università di Verona, messa in piedi lo scorso anno e potenziata in questo”.

“Per una settimana 9 titoli si alterneranno sul palcoscenico, regalandoci una fotografia multiculturale e multilinguistica – ha aggiunto Mangolini -. L’offerta culturale cittadina si arricchisce così di un importante appuntamento che, dopo l’edizione zero dello scorso anno, entra a pieno titolo nel cartellone dell’Estate Teatrale Veronese. Il Campoly sarà pertanto in connessione con il Teatro Romano e lo storico Festival Shakespeariano”.

“Sfruttando la ricca tradizione culturale di Verona – ha concluso Brigliazzi -, il Verona Shakespeare Fringe Festival presenta un connubio tra arte e ricerca attraverso proposte che dissolvono i tradizionali confini tra studio e performance, creando una vivace intersezione e interazione fra idee ed esperienze su un piano internazionale, e sperimentando nuove possibilità per l’arte teatrale come per gli studi shakespeariani, in un contesto inclusivo”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

Estate Teatrale Veronese. Le prevendite del jazz

Torna la grande musica al Teatro Romano con tre date imperdibili, dal 22 al 27 giugno. Aprono lunedì 11 aprile le prevendite della sezione ‘Verona Jazz’, dell’Estate Teatrale Veronese. La rassegna di prosa, musica e danza, organizzata dal Comune di Verona, ospiterà alcuni dei migliori artisti a livello nazionale e internazionale. Concerti organizzati in collaborazione con IMARTS.

Il 22 giugno, alle ore 21, Paolo Fresu, assieme a Dino Rubino, Marco Bardoscia e Daniele Di Bonaventura proporrà la colonna sonora del docufilm “The last beat” del regista Ferdinando Vicentini Orgnani. Prosegue così la collaborazione, iniziata diversi anni fa, con la soundtrack del film dedicato a Ilaria Alpi. 

Avishai Cohen Trio

Il 26 giugno sarà il turno di Avishai Cohen che, con il suo Trio, presenterà l’ultimo album ‘Shifting Sands’. Avishai torna di nuovo sul palco dopo un lungo periodo senza tournée internazionali. Cohen, che si è sempre distinto in passato come grande promotore e scopritore di nuovi, giovani musicisti di talento, porta il pianista Elchin Shirinov e la giovane e talentuosa batterista Roni Kaspi.

Infine, il 27 giugno, in concerto Al Di Meola, uno dei migliori chitarristi del nostro tempo, pioniere della fusione tra world music, rock e jazz. Sul palcoscenico del Teatro Romano porterà anche il maestro di tabla Amit Kavthekar e il batterista e percussionista Richie Morales. 

I biglietti sono disponibili su Ticketone, Tickemaster.

Per informazioni: www.eventiverona.it – info@eventiverona.it – 045.8039156.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Roosevelt Collier in concerto

La stagione del Circuito Jazzistico Siciliano si ferma, per la prossima tappa, a Catania con il concerto di uno straordinario talento della pedal steel guitar, Roosevelt Collier. Il musicista capace di infiammare platee affamate di rock e blues si esibirà stasera, martedì 12 aprile alle ore 21:00, sul palco del Teatro ABC (via Pietro Mascagni 92 – Catania) nell’ambito della XXXVIII stagione di Catania Jazz, manifestazione guidata da Pompeo Benincasa.

“La mia missione è entrare in contatto e guarire le persone attraverso la musica sia se mi esibisco in chiesa che in un club – ha affermato il chitarrista – e penso che le persone si sentano meglio con se stesse dopo che ho suonato. E questo è il dono fantastico che ho ricevuto”. Cresciuto nella House of God Church a Perrine, in Florida, Roosevelt ha sviluppato la sua abilità sullo strumento insieme ai suoi zii e cugini nei The Lee Boys, noti per le loro coinvolgenti esibizioni dal vivo. Collier viene presentato come una specie di nuovo Jimi Hendrix. In questi anni si è costruito una solida reputazione live, suonando sia alla guida di proprie formazioni o accompagnando tanti grandi nomi come Allman Brothers, Buddy Guy, the Tedeschi-Trucks Band, The String Cheese Incident, Umphrey’s McGee, Los Lobos, Robert Randolph e Del McCoury Band.

Elisabetta Castiglioni