Enrico Vignoli unico relatore italiano a “Dialogos De Cocina” in Spagna

Enrico Vignoli, presidente dell’Associazione Raw Magna, sarà l’unico italiano invitato come relatore alla sesta edizione di “Dialogos De Cocina” a San Sebastian nei Paesi Baschi in Spagna, in programma il 13 e 14 marzo.

Vignoli è stato chiamato come ideatore del progetto Postrivoro, nato nel 2012 a Faenza per trovare nuovi modi per raccontare gli scenari della gastronomia contemporanea e che ha già organizzato oltre 30 appuntamenti fra Italia, Svizzera e USA, ospitando chef provenienti da tutto il Mondo.

L’intervento di Vignoli verterà proprio sul Postrivoro e sulle possibilità di interpretare le esperienze gastronomiche con occhi di protagonisti, in sala e in cucina, totalmente liberi nel rapporto con gli ospiti.

«Sarà una grande emozione per me parlare da quel palco, cercherò di portare poche idee chiare su quello che è il mio modo di intendere i cosiddetti “eventi gastronomici” e il valore di questi 5 anni di Postrivoro, un progetto tremendamente romagnolo!»

Enrico Vignoli, 37 anni imolese, da oltre 9 anni lavora per l’Osteria Francescana di Massimo Bottura; di formazione scientifica è inoltre segretario generale dell’associazione “CheftoChef emiliaromagnacuochi” e, appunto, ideatore del Postrivoro.

Dialogos de Cocina è stato fondato nel 2007 per promuovere uno scambio interdisciplinare sui temi del cibo. Il lavoro principale si concretizza nella conferenza biennale di marzo, dove esperti internazionali di diversi settori s’incontrano per riflettere e approfondire tutti i ruoli della gastronomia attraverso dibattiti e dialoghi. Il progetto è promosso da Euro-Toques, Mugaritz e il Basque culinary Center.

Fra gli speaker di questa edizione si annoverano alcuni importanti ospiti internazionali, tra i quali: Joan Roca, Andoni Aduriz, Ruth Reichl, Bee Wilson, Martina Caparros e Steven Poole.

 

Pierluigi Papi

 

 

A Fiorenzuola d’Arda il primo festival dell’Anolino e delle paste ripiene

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Sabato 11 e domenica 12 marzo a Fiorenzuola d’Arda (in provincia di Piacenza) si svolgerà la prima edizione del “Festival dell’Anolino e delle paste ripiene in brodo dell’Emilia Romagna”.

Una festa per tutti in una realtà, Fiorenzuola d’Arda, che può fregiarsi di essere una delle 12 “Città della Gastronomia” dell’Emilia Romagna. Città che, sotto la regia e gli input dell’associazione CheftoChef emiliaromagnacuochi, hanno scommesso su progetti di crescita collettiva della qualità gastronomica nelle proprie comunità, sulla base dei principi della “cucina d’autore”, che implica un atteggiamento di continua innovazione in un settore strategico per l’economia del nostro territorio.

Organizzato da Comune di Fiorenzuola, Associazione Vetrine in Centro Storico e CheftoChef, il festival vuole rendere omaggio alle paste fresche ripiene in brodo come patrimonio unico della regione e delle tradizioni locali dei vari territori: cappelletti nel ravennate e nel reggiano, tortellini nel bolognese e nel modenese, e ovviamente anolini nel piacentino e nel parmense.

Sabato 11 marzo alcuni ristoratori e alcune gastronomie locali proporranno dalle ore 18 in piazza Caduti la propria interpretazione dell’anolino della Val d’Arda. Per tutta la giornata saranno presenti i gazebo dei commercianti, bancarelle e animazione.

Domenica 12, il clou del Festival con la presenza di alcuni dei migliori chef dell’Emilia Romagna che proporranno la propria interpretazione di pasta ripiena, rifacendosi a quella dei propri territori di provenienza. Dalle ore 12 saranno presenti: Isa Mazzocchi del Ristorante “La Palta” di Borgonovo Val Tidone (PC), Silverio Cineri del Ristorante “La mia infanzia a tavola” di Faenza (RA), Mario Ferrara del Ristorante “Scacco Matto” di Bologna, Emilio Barbieri del Ristorante “Strada Facendo” di Modena, e ovviamente non poteva mancare “l’autoctono” Claudio Cesena della “Locanda San Fiorenzo” di Fiorenzuola D’arda. Dalle 15 alle 17 gli chef racconteranno i loro piatti, condotti dalla foodblogger Giulia Golino (Cook Eat Love) e con gli approfondimenti del Professor Davide Cassi dell’università di Parma, esperto di analisi sensoriale, e Carla Brigliadori, cuoca e gastronoma di CheftoChef.

Per tutta la giornata: bancarelle e negozi aperti.

CheftoChef emiliaromagnacuochi è l’associazione che riunisce i cinquanta migliori chef, le cinquanta aziende compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici e i gourmet di riferimento dell’Emilia Romagna. Presidente dell’Associazione, unica nel suo genere, è Massimo Spigaroli, Vice Presidenti Massimo Bottura e Paolo Teverini, Presidente Onorario Igles Corelli.

Oltre a Fiorenzuola d’Arda le altre “Città della Gastronomia” sono (da sud a nord della regione): Cesenatico (FC), Roncofreddo (FC), Bagno di Romagna (FC), Russi (RA), Argenta (FE), Bologna, Valsamoggia (BO), Bomporto (MO), Parma (dal 2015 “Città Creativa per la Gastronomia UNESCO”), Polesine Zibello (PR), Borgonovo Val Tidone (PC).

Per informazioni: tel. 0523 989312 – 0523 989311

Pierluigi Papi

Risottino alla zucca, Bagoss e finferli

Ecco una nuova Ricetta di Renato.

Ingredienti

3 etti di riso Carnaroli

5 etti di zucca

3 etti di finferli freschi

50 g di Bagoss stagionato

50 g di burro casareccio

1 scalogno, 1 spicchio d’aglio

Franciacorta bollicine per sfumare

Brodo di carne

Olio d’oliva

Formaggio grattugiato

Sale, pepe

Preparazione

Lavate con cura i finferli, quindi poneteli in una casseruola dove avrete fatto soffriggere nell’olio d’oliva lo scalogno tritato e lo spicchio d’aglio intero che toglierete non appena imbiondito. Fate cuocere i funghi fino a farli appassire, quindi aggiungete il riso che farete tostare a fiamma viva per un paio di minuti; quindi aggiungete il Franciacorta sfumandolo, lasciate la fiamma viva per qualche secondo ancora, rimestando con cura. Aggiungete ora la zucca tagliata a pezzetti, abbassate la fiamma e cuocete aggiungendo il brodo. Quando il riso sarà a metà cottura, aggiungete il Bagoss spezzettato, mescolando con cura. Finite la cottura, aggiungendo una spolverata di pepe e un filo di olio d’oliva crudo, sale e formaggio grattugiato a piacere. Servite caldo, abbinando il piatto con un Franciacorta Brut servito freddo.

Renato Hagman

Il vino bresciano

sam_3961La vinificazione è un’arte. E come ben sapete, l’arte di quegli uomini che hanno dedicato la loro vita al lavoro nei campi. Senza niente togliere ai contadini in genere, parlo dei vignaioli, cioè di coloro che con la loro professionalità, con i loro gesti, giorno per giorno “vivono” sul vitigno, in tutte le stagioni. Certo, non voglio dimenticare i cantinieri che, dopo la raccolta delle uve e la pressatura più o meno soffice, si prendono cura ufficialmente del mostro e poi… con la capacità, la dedizione che solo pochi uomini (di talento) riescono ad avere, lo tramutano in un capolavoro espressivo. Per il profumo, l’acidità, il colore, il perlage, le bollicine, eccetera. La cura del tempo, del remuage, della giusta umidità e non per ultimo l’assemblaggio dei millesimati.

 

sam_3118Parliamo della zona, del terroir, come si dice, che intende verdi colline, ridenti declivi, le file geometriche dei filari, uomini che esaltano il loro territorio, col proprio lavoro. Il terroir, dicevo, è infine uno spazio curato, per la sua forma geografica, idrologica, geologica ed infine microclimatica. Sono situazioni molto importanti l’ubicazione della zona di produzione del vino. Basti pensare di tracciare una linea orizzontale tra il Friuli Venezia Giulia e la zona degli Chateaux francesi: si intersecano i migliori vini bianchi. O tra il Piemonte e la Borgogna, si ottiene la stessa cosa per i rossi.

La Franciacorta, colline, prati, montagne e lago d’Iseo, contribuisce col proprio microclima a produrre degli ottimi vini. Se si pensa ai rossi, si parla di vitigni come Barbera, Nebbiolo, Cabernet Franc e Sauvignon, Carmenere; vitigni inimitabili e perfettamente riconoscibili che permettono la D.O.C. del Curtefranca Rosso.

Da qualche anno, certe aziende agricole utilizzano solo due tipo di vitigno, come il Merlot e il Cabernet, per imitare una moda francese. Per i vini bianchi, i vitigni sono Pinot Bianco e Chardonnay, uno per la struttura e l’altro per il floreale. Con l’aggiunta di Pinot Nero, e fermentato in bottiglia, si arriva al metodo classico, che con le varie tempistiche e con più o meno aggiunte, riesce a produrre tipologie diverse, come il Pas Dosè, il Brut, l’Extra Brut, il Rosé. Naturalmente tutti D.O.C.G. Ho volutamente lasciato per ultimo il “satèn”, parola bresciana che significa setoso, con il 100% di uve Chardonnay con una minore pressione in bottiglia che me determina la peculiare morbidezza gustativa. Viene imbottigliato nella primavera dopo la vendemmia; dopo 24 mesi dalla rifermentazione, si effettua il remuage, il degorgement e il confezionamento. Il metodo Franciacorta D.O.C.G.

Lo scorso febbraio, presso il Park Hotel di Brescia, le 44 aziende agricole della Franciacorta hanno presentato i loro prodotti. Ottime le riuscite di vini d’eccellenza con degustazioni davvero gradevoli e gradite.

 

Renato Hagman

 

L’aperitivo di tendenza a Milano

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C’è il “Grappa Mule” con Ginger Beer, Succo di Lime, Menta, Zucchero e il tocco ricco ed ampio della Grappa di Arneis. Ma anche il “Lady Violet” con Liquore alla Violetta, Zucchero, Succo di Limone e le calde note fruttate della Grappa di Moscato Invecchiata. E ancora il “Milano 7.0”, con Bitter al Cioccolato, Liquore alla Vaniglia, Soda, Zucchero e i profumi intensi di rosa e viola della Grappa Riserva di Ruchè 7.0, il distillato di nuova generazione.

L’elenco potrebbe continuare ancora. Tanti drink diversi con sfaccettature differenti… ma un ingrediente immancabile: la Grappa. A Milano, infatti, l’aperitivo modaiolo è “cool” se si sorseggiano accattivanti drink a base del distillato italiano per eccellenza. Dove? Al neonato Grappa Store di via Marghera 14, il salotto buono dei Distillati “made in Italy” creato dalle tre giovani sorelle distillatrici Chiara, Silvia ed Elisa Belvedere Mazzetti, rappresentanti della settima generazione di Mazzetti d’Altavilla – Distillatori dal 1846.

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Qui è arrivato un appuntamento imperdibile per gli amanti delle nuove proposte e del beverage “made in Italy”: il “mercoledì di tendenza” con la possibilità di gustare l’aperitivo accompagnato da cocktail con l’uso dei distillati piemontesi.

Ogni mercoledì vi sarà dunque un’occasione gustosa ma anche formativa per la Grappa che viene “raccontata” nel suo accostamento a sapori e nella sua riscoperta versatilità nei drink. Già, perché, da tempo, di uso della Grappa nella mixability se ne parla assai… ma scarseggiano ancora le occasioni per la “prova” pratica e tangibile.

Ed è così che nella Milano mai sazia di nuovi stimoli arriva anche il “Grappa meeting”.

La gradazione alcolica dei drink? “Assolutamente non eccessiva”, confermano dal Grappa Store Milano rimarcando il buon equilibrio dei drink (con un occhio al “bere responsabile”) che si preparano a stupire il pubblico per intensità di profumi e vivacità di aromi.

Il consiglio è quello di vivere l’“Aperigrappa” all’insegna della convivialità, con amici e colleghi, per facilitare il confronto fra cocktail diversi che rispecchiano gusti e personalità disparati

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L’appuntamento con l’aperitivo alla Grappa è dunque per ogni mercoledì, al Grappa Store Milano, in via Marghera 14, dalle 18 alle 20.

Il Grappa Store Milano è aperto il Lunedì (ore 15-20) e dal Martedì al Sabato (orario continuato, dalle 10 alle 20).

 

Claudio Galletto

A Sol d’Oro, in corso la sfida tra i migliori extravergine da 10 Paesi

Sfida aperta alla Fiera di Verona tra 300 oli extravergine di oliva provenienti da Italia, Spagna, Croazia, Slovenia, Turchia, Portogallo, Germania, Francia, Cile e per la prima volta Giappone, in gara a Sol d’Oro Emisfero Nord, il più prestigioso concorso internazionale dedicato alle produzioni di qualità.

Cinque le categorie in concorso: fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso, monovarietale e biologico; tre i premi per ogni categoria: Sol d’oro; Sol d’argento e Sol di bronzo.

Gli oli extravergine, dopo essere stati resi anonimi, vengono giudicati in modalità “blind tasting” da una     commissione di 13 giudici internazionali provenienti quest’anno da Italia, Spagna, Turchia, Tunisia, Grecia, Slovenia. Sol d’Oro è l’unica competizione internazionale ad adottare la degustazione alla cieca; questa scelta operativa e la decisione di avere sempre il medesimo capo panel fin dalla prima edizione del 2002 per mantenere l’uniformità di giudizio rendono il premio particolarmente ambito da chi produce altissima qualità.

Proclamazione degli oli extravergine vincitori e, su invito, degustazione en primeur il 20 febbraio, nel corso della prima edizione degli EVOO Days, il nuovo progetto di Veronafiere-Sol&Agrifood per la formazione e il networking della filiera oleicola. Il forum, patrocinato dall’Accademia dei Georgofili e dall’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, è realizzato in collaborazione con Teatro Naturale ed è rivolto agli operatori di tutta la filiera. Due i giorni di lavoro (Veronafiere, 20 e 21 febbraio 2017), quattro le sessioni con focus su: tecniche per aumentare la produzione nazionale, qualità degli oli, conoscenza dei mercati esteri e relazione con i buyer internazionali, marketing e comunicazione. Programma e iscrizioni su www.solagrifood.com.

 

Veronafiere

Imparare di Distillati. Un corso a Brescia

Bere bene sembra una frase fatta, semplice e scontata. In realtà nel mondo massmediatico odierno, anche il bere è diventato una moda e, purtroppo, una moda pericolosa. Soprattutto per i giovani, che pensano alcune marche siano di nuova invenzione, mentre hanno soltanto adeguato il contenuto alcolico, riducendolo, per permettere una divulgazione maggiore, appunto soprattutto tra i giovani e giovanissimi. Le campagne di informazione asseriscono varie certezze sul bere, ma un’associazione bresciana, che pur non essendo ancora maggiorenne si difende bene sullo scenario nazionale avendo divulgato i propri canoni anche fuori regione, preferisce dire che l’alcol fa male. E siccome non viene metabolizzato, se si vuole bere meglio poco e buono. Ecco allora che organizza corsi per conseguire la “Patente di Degustatore di Distillati”, insegnando le nozioni basilari sulla distillazione, le caratteristiche dei principali distillati (grappa, cognac, armagnac, gin, tequila, rum, whisky, distillati di frutta, eccetera) e i principali concetti di abbinamento cibo-distillato.

Il prossimo corso inizierà a Brescia il 20 febbraio. Info disponibili contattando l’Associazione A.D.I.D. all’indirizzo adidbrescia@virgilio.it

Un anno di CheftoChef

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Villa Guastavillani a Bologna (sede di Bologna Business School) ha ospitato, come oramai tradizione, la presentazione del ricco programma d’attività che CheftoChef emiliaromagnacuochi ha in cantiere in questo 2017, tra eventi in Italia e all’estero, progetti di formazione e di divulgazione. Attività che hanno come denominatore comune la “cucina d’autore” per la valorizzazione dei grandi prodotti gastronomici dell’Emilia Romagna, una regione ricca di tradizione e di credibilità nel Mondo grazie anche alla grande riconoscibilità e autorevolezza che hanno conquistato, meritatamente, i nostri Chef.

CheftoChef emiliaromagnacuochi è l’associazione che riunisce i cinquanta migliori chef, le cinquanta aziende compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici e i gourmet di riferimento dell’Emilia Romagna. Presidente dell’Associazione, unica nel suo genere, è Massimo Spigaroli, Vice Presidenti Massimo Bottura e Paolo Teverini, Presidente Onorario Igles Corelli.

«Il 2017 è un anno importante per CheftoChef, nel quale cercheremo di organizzarci sempre al meglio e di consolidare i tanti risultati ottenuti – spiega il Presidente Spigaroli – L’Associazione unisce grandi chef e grandi produttori della regione perché è importante la sinergia e il confronto. Lo stesso confronto che sarà portato avanti anche con il mondo della formazione, perché il nostro sistema non si occupa solo di food, ma vuole migliorare l’immagine complessiva dell’Emilia Romagna e della nostra ristorazione nel suo complesso».

Numerose sono le attività in parte già pianificate e in parte che si aggiungeranno nel corso dell’anno; alcune di queste meritano sicuramente una sottolineatura particolare, come quelle che porteranno gli chef dell’associazione in giro per l’Europa per una serie di appuntamenti in Inghilterra e in Spagna, dopo la positiva esperienza di New York sul finire del 2016. Sarà Londra a ospitare, in più riprese nel corso dell’anno, 4 cene e 3 workshop assieme al Consorzio del Parmigiano-Reggiano e al Consorzio Produttori Antiche Acetaie. Il “gemellaggio” gastronomico fra Emilia Romagna e Costa Brava porterà alcuni dei migliori chef catalani a Rimini per partecipare alla quarta edizione del grande evento “Al Mèni”, il circo mercato dei sapori (17 e 18 giugno). Gli chef regionali, invece, parteciperanno al Gastronomic Forum di Girona (19, 20 e 21 novembre), rinomata e importante fiera internazionale di cucina, un progetto pioniere nel settore dell’agroalimentare e della ristorazione nato nell’ormai lontano 1999. Fra le due trasferte, gli chef italo-spagnoli saranno anche protagonisti di alcune cene a 4 mani per un confronto fra due regioni similari tra loro: figlie di un turismo costiero e marittimo, hanno saputo rilanciarsi e imporsi a livello internazionale per l’alta qualità gastronomica proposta. L’Emilia Romagna sarà così protagonista con i suoi prodotti e la sua cucina in Paesi e mercati strategici per il consolidamento delle nostre esportazioni e per la diffusione della nostra cultura enogastronomica.

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Anche in questo 2017 non mancherà il tradizionale “CENTOMANI di questa terra”, la festa dei Soci e degli amici di CheftoChef, in programma il 3 aprile a Polesine Zibello (PR), all’Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Spigaroli. Un’intera giornata di aggiornamento e di aggregazione che permette di riunire chef, produttori, gourmet, esperti del settore agroalimentare e naturalmente giovani talenti. Il tema portante dell’evento sarà “La sfida glocal: saperi tradizionali e competenze competitive per costruire nuove opportunità”, pertanto saranno ospitati cinque approfondimenti che partendo dall’esperienza di cinque ambiti diversi – ricerca, storia, turismo, sociale, impresa – risponderanno al quesito (che darà anche il titolo al forum) “E se fossero le province a essere la leva per la crescita internazionale?”. Rinnovata la formula della giornata, che affiancherà alla parte espositiva con tutti i produttori soci presenti, cooking show con protagonisti assieme 3 chef per volta che proporranno nuovi piatti e nuovi abbinamenti, e numerosi interventi sotto forma di keynote speech per fornire spunti di riflessione in diversi ambiti gastronomici.

Proseguirà, inoltre, per tutto l’anno la collaborazione fra CheftoChef e l’Antoniano di Bologna, lungo le direttrici del progetto solidal-culturale Food for Soul ideato da Massimo Bottura, che già nel 2015, anno di Expo, aveva portato all’apertura del Refettorio Ambrosiano a Milano, sempre con le stesse finalità benefiche, e che poi nel 2016 aveva ripetuto l’esperienza anche a Rio durante le Olimpiadi brasiliane. Un progetto che mira a costituire un senso di dignità “per tutti” intorno alla tavola. Gli chef dell’Associazione si alterneranno ai fornelli per preparare da mangiare per gli ospiti bisognosi del refettorio, che sarà così aperto anche alla sera, con quello che troveranno a disposizione in cucina: prodotti freschi o vicini alla scadenza, alimenti offerti o recuperati. Legata a questa importante attività CheftoChef presenta il manifesto “Filiere professionali e di volontariato per mense sociali e una moderna gastronomia regionale al servizio di comunità integrate”. Un documento che raccoglie sinteticamente la problematica affrontata da queste esperienze innovative e che vuole essere utile per facilitare, a tutti i livelli, progettazione e gestione anche in realtà meno strutturate, ma motivate, nel rendere servizi di accoglienza efficaci e integrati.

Sarà consolidata l’attività formativa in connessione con la programmazione della Regione Emilia-Romagna, dell’Ufficio Scolastico Regionale e dei singoli Istituti e Centri Professionali.

Per quanto attiene alle 12 “Città della gastronomia CheftoChef”, dopo l’esperienza successiva all’Expo e il consolidamento delle realtà UNESCO in regione (in primis Parma Città creativa della gastronomia, il Parco del Delta del Po e il Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano), prosegue l’attività incentrata sulle iniziative delle singole realtà ma sempre a vocazione regionale.

Pierluigi Papi

Fagiano alle verdure

Ingredienti

1 fagiano

4 cipolle medie

6 pomodori spellati

1 peperone rosso

1 peperone verde

6 zucchine

2 melanzane

1 cetriolo

6 spicchi d’aglio

brodo di carne

olio d’oliva, sale, pepe

Preparazione

Mettete in una padella l’olio d’oliva e scaldatelo, quindi fatevi appassire le cipolle a fiamma bassa, adagiatevi il fagiano pulito e legato, distribuitevi intorno i pomodori tagliati a pezzi grossi, i peperoni tagliati, le zucchine affettate, le melanzane sbucciate e tagliate a fette spesse, il cetriolo a rotelle, sale, pepe e l’aglio.

Aggiungete un po’ di brodo e cuocete per circa due ore coperto, regolando il brodo di tanto in tanto e girando il fagiano.

Scoprite il fagiano e lasciate cuocere per circa un’altra mezz’ora a fiamma viva, in modo che si rapprenda il sugo, quindi tagliate e servite caldo.

Vino consigliato: Franciacorta Bollicine Rosé.

Renato Hagman

 

WINE2WINE 2016: focus sul mercato tedesco

Guarda con attenzione alla Germania e alle sue potenzialità di mercato la prossima edizione di wine2wine, in calendario alla fiera di Verona il 6 e il 7 dicembre prossimi. Il Forum sul business del vino, ideato e organizzato da Veronafiere-Vinitaly, in collaborazione con Unione Italiana Vini, Federvini e Ice – Agenzia, analizza anche le potenzialità dello storytelling e le dinamiche di esportazione nei Paesi soggetti a monopolio come la Svezia.

Tra i top speaker dell’edizione 2016 hanno già confermato la loro presenza Hermann Pilz, Jonas Rojerman e Felicity Carter. Ad aprire la sessione plenaria, che detta il focus dell’intera edizione, Hermann Pilz, direttore di Weinwirtschaft – una tra le più affidabili e riconosciute riviste tedesche per gli operatori di settore –, chiamato a fare il punto sul secondo mercato per l’export delle cantine italiane. Nel 2015, la Germania ha importato infatti 5,5 milioni di ettolitri per un controvalore superiore a 960 mila euro (Fonte UIV-ISMEA).

Una delle novità 2016, di cui si sta perfezionando il programma, il Fake Tender dedicato al mercato svedese dove vige il monopolio di Stato. Jonas Rojerman, capo del controllo qualità di Systembolaget, azienda pubblica che detiene in Svezia il monopolio della vendita di bevande con gradazione alcolica superiore a 3,5%, sarà a disposizione dei produttori italiani per aiutarli a comprendere le procedure di selezione per la vendita dei vini in loco.

Come nelle scorse edizioni, wine2wine riserva alcune sessioni al tema della comunicazione e della reputazione nel mondo del web. In particolare Felicity Carter – redattore capo della Meininger Wine Business International, rivista di taglio internazionale in lingua inglese sul business del vino – focalizza l’attenzione sullo storytelling, l’importanza di raccontarsi on line e gli effetti che questa attività può regalare alle aziende che ne sanno fare buon uso.

Wine2wine è nato con l’obiettivo di essere un evento formativo rivolto ai protagonisti del mondo del vino. La partecipazione è a pagamento.

 

 

Veronafiere