Stivali di gomma svedesi

Un titolo insolito per un romanzo, ma non per il nostro scrittore, Henning Mankell che ci aveva lasciato già “Scarpe italiane”. “Stivali di gomma svedesi”, che di quel successo è il seguito indipendente, è l’ultimo romanzo di Mankell, morto il 5 ottobre del 2015 a soli 67 anni per una malattia. Forse più noto per essere il padre del commissario Wallander di cui ha scritto storie in molti libri polizieschi, poi tradotti non solo in molte lingue, ma anche in serie televisive trasmesse anche in Italia, lo scrittore svedese anche regista teatrale, racconta nel suo ultimo lavoro la storia di una persona anziana che deve fare i conti con se stessa. Deve, perché se ha trovato rifugio in un isolotto sperduto nel silenzio nordico spesso freddissimo del Mar Baltico, ora è costretto ad affrontare l’impeto della vita a causa dell’incendio della sua casa, ereditata dai nonni materni, che lo mette KO tecnico. Solo, senza nulla da mettersi se non pochi stracci e un paio di stivali costituito, però, da due sinistri, Fredrik Welin tira le somme della sua vita. Non dà risposte, né soluzioni, ma mette il lettore dinanzi ad una storia a tratti strana e inverosimile, ma tanto più vita vera, possibile, normale nel caleidoscopio di scene che proprio l’esistenza ci proietta e nelle quali siamo proiettati a vivere. Medico chirurgo fallito per un intervento non andato come avrebbe dovuto, Welin non si è mai perdonato, in fondo, e in continui flashback si narra come un solitario dalla mente curiosa, che viaggiava spesso verso Parigi, dove ora si trova a tornare, luogo così diverso dal panorama al quale era avvezzo. L’immersione nella vita apparentemente più vissuta, fa ricordare amori, aneddoti delle giovinezza, scava a più rimandi nella strana storia d’amore che l’ha portato ad avere una figlia, di cui, però, viene a conoscenza quando questa è già grande. Ed ora, nel dramma della perdita di tutti i suoi punti di riferimento, proprio quella figlia di cui sa poco o nulla, diventa uno dei suoi modi per rivivere affetti e sensazioni che credeva smarrite nella sua coscienza. Vive una paternità tardiva, ma scopre la bellezza del diventare nonno; scopre che gli amici sono strani e stravaganti più dell’immaginato e che non si può più fidare di nessuno. Nel luogo in cui credeva di avere trovato rifugio, si vive vulnerabile, dovendo ripensare a tutti coloro che potevano avercela con lui al punto di volerlo uccidere, dato che l’incendio è chiaramente doloso e che ha rischiato di farlo morire. E proprio lì, nel vento freddo in cui riscopre la sua vecchia tenda di ragazzo che monta su un altro isolotto per i ricordare i mitici vecchi tempi, un ragazzo in surf si va ad impossessare delle sue cose, mentre la roulotte che lo ospita è troppo stretta e il bagno nell’acqua gelida del mare lo ritempra solo per poco. Ordinare un paio di stivali di gomma svedesi è praticamente impossibile: adesso si vendono solo prodotti made in China, sia camicie di basso costo che usa per asciugarsi, che stivali poco resistenti. Il paio svedese che arriverà non sarà della sua misura e dovrà attendere: il tempo dell’attesa è devastante per la sua età, ma anche motivo di riflessione, tanto come sarà devastante l’attesa della convocazione dalla polizia per sospetto incendio doloso provocato da lui stesso per motivi assicurativi. Insomma, una vicenda intricata, ma narrata da Mankell con garbo e lentezza necessari a far vivere al lettore l’assurdità di tutto quanto costruiamo e che ci sfugge tra le dita per i più bislacchi motivi. Inimmaginabile il finale, infatti, ma anche difficile decifrare come potrebbe concludersi la storia con una giornalista che decide, per il giornale locale, di approfondire i fatti accaduti e anche la strana figura di quel medico sfortunato. Lisa Modin permette di aprire la storia ai desideri nascosti all’età chiamata terza: bisogno di un amore, di vivere o rivivere sensazioni di appartenenza, di amare qualcuno cercando, allo stesso tempo, di voler bene a se stessi quel tanto che basta per trovare la forza di tirarsi su ancora, dopo un disastro del genere. Non più ricordi, non più punti fermi, quelli che si passa la vita a raccogliere e accumulare proprio per avere una vecchiaia tranquilla, se non felice, e che miseramente diventano un cumulo di cenere. Forse, riflette Mankell, erano già cenere e il fuoco, come già sapevano gli antichi, non è altro che la catarsi ultima, definitiva, per trovare modo e spazio di rinascere e riallacciare quei contatti con il mondo vero che sembravano smarriti e forse tagliati, dalla necessità di nascondersi in una tana.

Louise, la figlia trovata, dall’altrettanto vita impossibile, diventa l’archetipo di come non si debba e non si possa calcolare niente nell’esistenza umana senza lasciarle quegli spiragli che le permettono di ricamare in noi prodigi di artistico fulgore. E tante altre figure tratteggiate dallo scrittore, permettono di riconoscersi o di riconoscere qualcuno e, soprattutto, qualcosa nella storia che bene o male ci appartiene. Testamento letterario che non vuole affatto dare insegnamenti, questo romanzo affascinante e strano allo stesso tempo, è un gioiello raro che porta a riflettere su noi stessi a qualsiasi età, sia per cercare di non ritrovarsi soli su un isolotto freddo dove improvvisamente il fato fa scatenare incendi in più case, sia per capire che anche quando tutto sembra perduto, possiamo avere il dono di altri occhi con i quali guardare al futuro, indipendentemente da quanto è lontana da noi la linea dell’orizzonte.

 

Henning Mankell: “Stivali di gomma svedesi”, Marsilio, Venezia, 2016, pagg. 432; euro 19,50.

 

Alessia BIasiolo

 

 

La Befana al Sociale di Brescia

Estremamente interessante proporre la magia al Teatro Sociale di Brescia, idea che potrebbe essere inserita stabilmente nella programmazione di prosa annuale, come spettacolo fuori abbonamento. Bello che l’artista bresciano noto come Erix Logan (Erix come lo chiamavano già da bambino, Logan in onore al Canada) abbia avuto il palcoscenico per salutare i bresciani e ricordare da dove è partito per la sua sfolgorante carriera mondiale, con molti riconoscimenti per la capacità di incantare con la magia, l’illusione e tutte le sfaccettature dell’arte del “mago”. Lo spettacolo del giorno dell’Epifania, stracolmo di gente e con tanti bambini portati a teatro dai genitori, bellissima visione d’insieme per avvicinare al teatro anche coloro che forse lo pensano come esulante dai propri interessi, è stato discreto. Molto interessante per la seconda parte, dopo l’intervallo, perché più intensa la scaletta e con meno parti “narrate”, a voler spiegare una magia che non deve essere proprio spiegata per definizione. Troppo mentali le didascalie, le spiegazioni (superflue) e meno spazio lasciato alla dimostrazione pratica che avrebbe reso ben meglio le qualità del nostro. Lo spettacolo è anche, e talvolta soprattutto, questione di ritmo, pertanto la spiegazione della propria arte con esempi di illusioni o altro avrebbe di certo giovato allo spettacolo stesso. Nell’era appunto, come ha detto Logan stesso, delle immagini in rete di “maghi” improvvisati, vederne uno vero dal vivo agire come tale un po’ di più sarebbe di certo stato più educativo, più convincente e più “magico” di tante parole. Il legame di cuore e la comprensione di cuore basta renderli evidenti con lo stretto rapporto con l’artista Maya, così come il messaggio solidale che, bellissimo, stava rischiando di diventare moralisteggiante. Nel complesso uno spettacolo carino, con alcuni spunti davvero interessanti. Bello l’intervento di Codega che, soggetto di un nuovo “esercizio” di Logan, ha raccontato la sua storia come parte di una magia: sapere sopravvivere ad un incidente stradale, trovare in sé ancora la voglia di vivere, di praticare sport seduto su una sedia a rotelle e di immaginare di avere una bacchetta magica per eliminare pregiudizi e barriere architettoniche. Codega, che aveva sfidato Logan alla Versiliana di Marina di Pietrasanta durante la presentazione del suo bel libro, ha raccolto l’elaborazione della sfida del “mago” (bellissimo poter chiamare così una persona: il mago è chi sa rendere magico un momento e, purtroppo, oggi ce ne sono pochi di maghi-illusionisti davvero). Le possibilità erano tre: essere sparato da un cannone, volare, essere tagliato a metà. Tutti esercizi classici dell’arte dello stupire. Dei tre, Logan ha scelto di fare volare, carrozzina e tutto, l’atleta-scrittore che, evidentemente emozionato e forse un po’ terrorizzato, ha volato davvero davanti agli occhi di tutti i presenti. Gli applausi sono stati tanti, sinceri, per entrambi e, mi permetto di sottolineare, per un’amicizia che si è vista sul palco. L’amicizia di persone che non per forza si frequentano e si conoscono da tanto tempo, non lo so e non è importante saperlo, ma l’amicizia che è possibile anche per pochi attimi, sempre tra le persone. Quei pochi istanti che portano alla meraviglia, allo stupore, alla felicità, alla gioia di vivere. Questo si è visto sul palco del Teatro Sociale di Brescia ed è stato un bel modo per festeggiare la Befana, come ci piace chiamarla. Certo, lo spettacolo bresciano di Logan non è stato bello solo per questo, sarebbe sminutivo affermarlo. Tuttavia proprio questo sketch permette di spiegare quanto volevo esprimere sopra: le parole sì, ma poi i fatti, tanti fatti buoni e belli come quelli visti in scena (anche le lucciole, ad esempio, dopo la donna sparita e riapparsa, l’escapologia dalla cassa chiusa, eccetera) che tolgano un po’ il palcoscenico, specialmente televisivo, a tante, troppe parole che finiscono per apparire vuote di senso.

Torna a Brescia ancora, Erix, città dalla quale si parte sempre per creare qualcosa di buono!

 

Alessia Biasiolo

 

Giovanni Dal Ponte. Protagonista dell’Umanesimo tardogotico

La grande mostra del 2016 della Galleria dell’Accademia di Firenze, voluta dal nuovo direttore del museo, Cecilie Hollberg,è ormai da mesi in fase di intenso studio e preparazione.

Si tratta della prima rassegna monografica dedicata al pittore fiorentino Giovanni di Marco (1385-1437), più noto con il soprannome di Giovanni dal Ponte, dovuto all’ubicazione della sua bottega in Piazza di Santo Stefano al Ponte a Firenze.

Nell’ambito degli studi sulla pittura fiorentina del cruciale momento di passaggio tra la cultura tardogotica e quella rinascimentale era attesa da tempo una mostra come questa, in grado di offrire un bilancio critico aggiornato sull’attività di questo protagonista di primo piano nel panorama artistico fiorentino del primo quarto del secolo XV.

Giovanni dal Ponte fu dotato di un linguaggio al tempo stesso assai individuale ed estroso, nonché aggiornato sull’attività dei maggiori artisti operanti in quel tempo nel capoluogo toscano: da Lorenzo Ghiberti, Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina, a Masolino e al Beato Angelico e Paolo Uccello, a Masaccio. Tutti questi artisti di altissimo livello saranno presenti in mostra per illustrare l’ambiente artistico in cui si svolse la formazione del pittore.

La produzione di Giovanni dal Ponte sarà accuratamente documentata in ogni fase del suo percorso artistico non soltanto grazie ai prestiti ottenuti dall’Italia, ma in particolare per le numerose opere che giungeranno dall’estero.

Sono davvero in numero ragguardevole le prestigiose istituzioni museali di varie parti del mondo che hanno voluto assicurare la loro partecipazione all’iniziativa della Galleria dell’Accademia di Firenze, soprattutto considerandola comprensibile e ben nota difficoltà a concedere i preziosi e assai fragili dipinti di quest’epoca. Tra le altre, si possono ricordare la National Gallery di Londra, il Museo del Prado a Madrid,il Museum of Art di Filadelfia, il Fogg Art Museum di Cambridge (U.S.A.), o il Museo Jacquemart-André di Parigi.Da quest’ultimo giungerà un importante e raro cassone dipinto, ancora integro nella sua struttura originale, che sarà restaurato per l’occasione. Preme rimarcare in maniera particolare i numerosi e importanti restauri che saranno portati a termine in previsione dell’esposizione e che ne costituiranno un ulteriore punto di merito oltre a rappresentare un contributo non marginale sul versante fondamentale della tutela e della conservazione.

Il progetto scientifico, così come la cura della mostra e del catalogo a corredo,si devono ad Angelo Tartuferi, responsabile del settore dipinti dal Duecento al Quattrocento della Galleria dell’Accademia di Firenze e grande conoscitore dell’argomento,e Lorenzo Sbaraglio del Polo museale regionale della Toscana,che ha approfondito in anni recenti lo studio delle opere di Giovanni dal Ponte.

Il catalogo della mostra, edito da Giunti, offrirà, tra l’altro, un repertorio completo dei dipinti oggi riferibili al pittore e un regesto di tutti i documenti sin qui noti che lo riguardano. Grazie agli studi e alle indagini di archivio svolte per l’occasione emergeranno numerose e importanti novità rispetto alla provenienza originale di alcune opere-chiave dell’artista, con riflessi importanti anche sulle datazioni.

Giovanni dal Ponte (1385-1437)

Protagonista dell’Umanesimo tardogotico

Galleria dell’Accademia di Firenze

fino al 12 marzo 2017

U.S.

 

Sfruttamento dei lavoratori in Qatar secondo A.I.

Le modifiche alla legislazione sul lavoro in Qatar hanno apportato modifiche solo superficiali e continuano a lasciare i lavoratori migranti, compresi quelli impegnati nella costruzione degli stadi e delle infrastrutture dei mondiali di calcio del 2022, in balia dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro e a rischio di lavoro forzato. Lo ha denunciato Amnesty International in una nuova ricerca intitolata “Nuovo nome, vecchio sistema? La nuova legislazione del Qatar in materia d’impiego e lo sfruttamento dei lavoratori migranti”. Nella ricerca, Amnesty International valuta gli scarsi risultati raggiunti dalle riforme che il governo aveva annunciato come il superamento dei principali aspetti del sistema della “sponsorizzazione”. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, il rischio di subire lavoro forzato e altri abusi rimane alto per i lavoratori migranti, compresi quelli impegnati nella costruzione degli stadi, delle infrastrutture relative ai trasporti e di altri impianti essenziali come gli alberghi. “La nuova legge può anche essersi sbarazzata della parola ‘sponsorizzazione’ ma il sistema è rimasto intatto. Sebbene sia positivo che il Qatar abbia riconosciuto che le sue leggi alimentano gli abusi, l’inadeguatezza dei cambiamenti apportati continuerà a lasciare i lavoratori in balia di datori di lavoro intenzionati a sfruttarli” – ha dichiarato James Lynch, vicedirettore del programma Temi globali di Amnesty International. “Le cause fondamentali che producono lo sfruttamento restano intatte. In pratica, i datori di lavoro possono ancora impedire ai lavoratori di lasciare il paese. Rendendo più facile ai datori di lavoro la confisca del passaporto, per alcuni migranti la nuova legge può risultare persino peggiore di prima. La tragedia è che molti di essi pensano che la nuova legge porrà fine ai loro incubi” – ha spiegato Lynch. “La Fifa, i suoi sponsor e i governi che vogliono avere rapporti economici col Qatar non possono e non devono usare questa riforma per giungere alla conclusione che il problema dello sfruttamento del lavoro migrante sia stato risolto. Se le riforme si fermeranno qui, in tutto il paese i lavoratori continueranno a rischiare di subire gravi abusi” – ha sottolineato Lynch.

La nuova legge incide appena superficialmente sul sistema di sfruttamento Nel marzo 2017 l’Organizzazione internazionale del lavoro deciderà se il Qatar avrà fatto abbastanza per impedire il lavoro forzato. La ricerca di Amnesty International mette in evidenza che la Legge n. 21 sull’entrata, l’uscita e la residenza dei cittadini stranieri, in vigore da oggi, non apporterà cambiamenti significativi nella relazione tra datore di lavoro e lavoratore, basata sullo sfruttamento. La nuova legge sostituisce quella del 2009 sulla sponsorizzazione, generalmente identificata come una delle principali cause dello sfruttamento dei lavoratori migranti. Tuttavia, tre aspetti della nuova legge presentano ancora rischi di sfruttamento e persino di lavoro forzato: – per cambiare impiego nel corso di un contratto della durata tipica di cinque anni, i lavoratori avranno ancora bisogno del permesso del loro datore di lavoro, senza il quale rischieranno di essere accusati del reato penale di “latitanza”;   – per lasciare il paese, i lavoratori dovranno ancora chiedere il permesso del datore di lavoro, che potrà negarlo; in caso di ricorso, deciderà una commissione governativa; – i datori di lavoro potranno trattenere i passaporti dei lavoratori, un’azione in precedenza illegale e che d’ora in poi potrà essere facilmente intrapresa dai datori di lavori per proseguire lo sfruttamento. Inoltre, la nuova legge inoltre non cambia minimamente la situazione delle migliaia di lavoratrici e lavoratori domestici, esclusi dalle protezioni basilari dalla legislazione sul lavoro del Qatar. Amnesty International chiede al Qatar di introdurre una riforma complessiva delle leggi sul lavoro che abolisca senza ambiguità l’obbligo del permesso per lasciare il paese, vieti del tutto la confisca dei passaporti ed esenti i lavoratori dalla richiesta di dover ottenere il permesso del datore di lavoro per cambiare impiego.

Le responsabilità della Fifa e del mondo del calcio Nei prossimi due anni i lavori relativi agli impianti e alle infrastrutture dei mondiali di calcio del 2022 raggiungeranno il picco: si ritiene che verranno costruiti almeno otto stadi, oltre ad alberghi, sistemi di trasporto e altre infrastrutture. Il 30 marzo 2016, un rapporto di Amnesty International aveva rivelato che oltre 230 lavoratori impiegati nella costruzione dello stadio internazionale Khalifa e nel complesso sportivo Aspire erano sottoposti a sfruttamento e in alcuni casi a lavoro forzato. Nella visione strategica della Fifa presentata dal presidente Gianni Infantino nell’ottobre 2016, gli organi di governo del calcio devono usare la loro influenza per affrontare i rischi relativi ai diritti umani “con la stessa determinazione con cui perseguono i loro interessi commerciali”. “A metà strada nella preparazione dei mondiali di calcio del 2022, le autorità del Qatar non hanno fatto abbastanza per porre rimedio a violazioni del diritti umani ampiamente documentate. La Fifa non può proseguire a rimanere vergognosamente ambigua sulla sofferenza dei lavoratori in Qatar” – ha detto Lynch. “Lo sfruttamento continuerà a macchiare la reputazione della Fifa e dei suoi mondiali di calcio, se questa organizzazione non chiederà cambiamenti strutturali nella relazione tra datori di lavoro e lavoratori migranti” – ha sottolineato Lynch.   Il 23 dicembre si giocherà in Qatar la Supercoppa italiana tra Juventus e Milan.

“Le grandi squadre che si allenano e giocano in Qatar, contribuendo in questo modo a fare del paese un centro di élite per il calcio mondiale, non devono girarsi dall’altra parte ma devono esprimere a chi le ospita il desiderio di giocare in un ambiente favorevole ai diritti umani. I calciatori e le loro squadre non possono vivere in una bolla” – ha concluso Lynch. Il documento “Nuovo nome, vecchio sistema? La nuova legislazione del Qatar in materia d’impiego e lo sfruttamento dei lavoratori migranti” è disponibile all’indirizzo:  https://www.amnesty.it/qatar-lavoratori-migranti-ancora-rischio-nonostante-le-riforme/

Amnesty International Italia

Presentato il Carnevale di Verona

L’assessore al Turismo Marco Ambrosini ha presentato il programma delle iniziative del Carnevale di Verona, che prenderà il via oggi, venerdì 6 gennaio, alle ore 10.30 con il tradizionale appuntamento in piazza Bra. Presente il presidente del Comitato per il Carnevale di Verona Alberto Marchesini, oltre ai membri del direttivo, ai rappresentanti dei comitati cittadini, all’amministratore unico di Verona Turismo Loris Danielli, al regista Antonio Giarola, organizzatore del “Ballo in maschera”, novità di quest’anno, e allo sponsor Remigio Marchesini del Pastificio Avesani.

“Sarà un’edizione importante – ha detto Ambrosini – che si integrerà con il calendario delle manifestazioni della provincia. Pur mantenendo la forte tradizione carnevalesca scaligera, che ha quasi mille anni di storia, vogliamo introdurre alcune novità, come ad esempio un ballo in maschera, aperto a tutti, con momenti diversi per famiglie e giovani, il cui ricavato andrà in beneficenza”. Il programma prevede circa una cinquantina di eventi, tra i quali le elezioni, incoronazioni e investiture delle maschere tradizionali dei quartieri e rioni cittadini; l’elezione del 487° Papà del Gnoco il 29 gennaio in piazza San Zeno; l’investitura del Papà del Gnoco il 2 febbraio in Gran Guardia; la sfilata del Venerdì Gnocolar il 24 febbraio; il ballo in maschera in piazza dei Signori il 28 febbraio e la Festa de la Renga il 1° marzo.

Roberto Bolis

Primo concerto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice al Teatro Sociale di Camogli

Sabato 7 gennaio 2017 – ore 20.30

Stefania MORSELLI           Ottavino

Luigi TEDONE                    Fagotto

 

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

Spalla dei violini Elisabetta GARETTI

Programma

Tommaso Albinoni

Concerto in re minore per orchestra  n .7 op. 5

Antonio Vivaldi

Concerto in sol minore per orchestra  RV 157

Concerto in la minore per ottavino e orchestra  RV 445

Wolfgang Amadeus Mozart

Divertimento in Re maggiore K136 

Antonio Vivaldi

Concerto in Do maggiore per fagotto e orchestra RV 472

Concerto in Do maggiore per ottavino e orchestra RV 443

Mauro Pillepich

 

 

 

 

Pistoia è la Capitale Italiana della Cultura designata per il 2017

Città di origine romana, cinta a nord dalle montagne e incastonata nel verde dei suoi vivai, è stata premiata con l’autorevole riconoscimento non solo per la ricchezza del suo patrimonio artistico e architettonico, ma anche per l’impegno con cui l’amministrazione cittadina promuove e sostiene progetti e iniziative che ne valorizzano l’identità e le tradizioni.

L’aspra Pistoia – come la definisce D’Annunzio – ha accolto con responsabilità la nomina: il suo programma consiste nel proporsi come modello di città media europea, che promuove la cultura e il sapere come strumenti di coesione sociale e leve per la crescita, che investe su un’economia verde e su uno stile di vita ecosostenibile, che riconverte il patrimonio pubblico e privato attraverso sistemi di riqualificazione urbana.

Piccolo gioiello conosciuto da pochi estimatori, da sempre crocevia di incontri e scambi, la città è oggi pronta per farsi scoprire dai visitatori di tutto il mondo. Con la convinzione, tuttavia, che in quest’anno importante, durante il quale sarà sotto i riflettori, non dovrà presentarsi diversa da com’è, ma piuttosto impegnarsi a mettere in luce le caratteristiche e le peculiarità che la rendono preziosa. L’amministrazione ha scelto di non puntare sulla spettacolarizzazione con grandi eventi effimeri, ma ha ideato strategie a lungo raggio per uno sviluppo coerente e reale della città e del suo territorio, oltre il 2017.

«Il Comune di Pistoia investe ordinariamente in politiche culturali più del doppio della media nazionale» dichiara il sindaco Samuele Bertinelli «Siamo convinti infatti che il sapere e la cultura siano i primi diritti di cittadinanza, lievito per la crescita e la formazione di cittadini liberi e consapevoli, di cittadini democratici. In questo senso la cultura rappresenta, in tutte le sue espressioni, la fonte ispiratrice di ogni nostra azione amministrativa».

Numerose le iniziative in programma, ideate in sinergia con il Comitato scientifico, composto da Giulia Cogoli, Virgilio Sieni e Carlo Sisi. Dall’arte alla musica, dall’antropologia al teatro, dall’animazione degli spazi urbani alle iniziative per i più piccoli e per la riscoperta del verde e del paesaggio, tutte le attività sono state pensate appositamente per condividere percorsi di riflessione con i cittadini e i visitatori e per dare vita a nuovi modelli di produzione culturale.

Cuore del progetto di Pistoia 2017 è la rigenerazione urbana.

Grande è l’impegno dell’amministrazione comunale nel favorire un uso più sostenibile del suolo, risorsa fondamentale sia dal punto di vista della biodiversità che della memoria dei luoghi e dell’originalità dei paesaggi, eredità preziosa da trasmettere integra e viva alle nuove generazioni. Pochi centri in Italia possono vantare, come Pistoia, l’esistenza di aree agricole ai margini della città storica: questo è uno dei principali valori da preservare. Solo negli ultimi tre anni sono stati recuperati 40.719 mq di territorio agricolo e 11.330 mq a verde privato, con un totale di oltre cinque ettari (51.509 mq) di terreno sottratti alla cementificazione.

Particolare attenzione è riservata naturalmente alla valorizzazione del patrimonio storico-architettonico: dopo il restauro di edifici e monumenti, sono in cantiere lavori per restituire all’uso pubblico le chiese di San Pier Maggiore, San Salvatore, San Jacopo in Castellare, quest’ultima destinata alla funzione di nuovo spazio culturale cittadino.

Progetto cardine della riqualificazione cittadina è il recupero dell’area dell’antico Ospedale del Ceppo, in pieno centro storico, che sarà trasformato in un quartiere di elevata qualità ambientale, urbanistica e architettonica, completamente pedonale e immerso nel verde. È già visitabile il padiglione di emodialisi, progettato dall’architetto Giannantonio Vannetti, che ha lavorato con artisti di levatura internazionale: Daniel Buren, Dani Karavan, Sol Lewitt, Hidetoshi Nagasawa, Claudio Parmiggiani, Gianni Ruffi.

Elemento di assoluta unicità dell’Ospedale del Ceppo è il Fregio Robbiano, pregiata opera cinquecentesca di Santi Buglioni, recentemente restituita al suo splendore originario. Il Fregio trae il suo nome dalla tecnica con cui è stato realizzato, definita “robbiana” in omaggio al suo inventore Luca Della Robbia, che nel Quattrocento applicò alle sculture in terracotta l’antichissima tecnica dell’invetriatura.

Il capolavoro di Luca Della Robbia è la Visitazione, gruppo scultoreo ospitato nella chiesa pistoiese di San Giovanni Fuorcivitas, che è ora negli Stati Uniti per due esposizioni (a Boston e a Washington), ma dal luglio del 2017 tornerà a Pistoia e potrà essere ammirato nella chiesa di San Leone.

L’arte è una delle direttrici principali del programma di Pistoia Capitale Italiana della Cultura.

Come nel Rinascimento, anche in epoca contemporanea Pistoia continua ad attrarre artisti, in un proficuo scambio con il mondo internazionale dell’arte. Ne è esempio la Collezione Gori alla Fattoria di Celle, laboratorio creativo di arte ambientale nel quale hanno lasciato un segno, tra gli altri, Alberto Burri, Daniel Buren, Jean-Michel Folon, Anselm Kiefer, Robert Morris, Claudio Parmiggiani, Sol Lewitt.

Una delle sedi più importanti della città, Palazzo Fabroni – vero e proprio Museo del Novecento e del Contemporaneo – ospiterà, tra le altre, le mostre: “Prêt-à-porter” del pittore Giovanni Frangi, a cura di Giovanni Agosti (5 febbraio-2 aprile) e “Marino Marini. Passioni visive”, curata da Flavio Fergonzi e Barbara Cinelli (16 settembre 2017-7 gennaio 2018). La particolarità della prima è che gli ambienti espositivi del palazzo hanno implicitamente fornito il ritmo e il senso della mostra; la seconda indagherà l’officina di invenzioni plastiche del Marini, ponendole in relazione diretta con i grandi modelli della scultura del Novecento e con alcuni esempi dei secoli passati. Dopo Pistoia, sarà a Venezia, alla Peggy Guggenheim Collection (27 gennaio-1 maggio 2018).

Altre due esposizioni saranno dedicate ad altrettante figure emblematiche di Pistoia: l’architetto di fama mondiale Giovanni Michelucci e il missionario gesuita Ippolito Desideri.

“Le Città di Michelucci”, allestita dal 25 marzo al 21 maggio nelle Sale Affrescate del Palazzo Comunale, sarà articolata in quattro sezioni e permetterà di conoscere disegni, progetti, modelli, bozzetti e plastici del poliedrico architetto. Un convegno internazionale dedicato al maestro Michelucci – che fra gli altri suoi lavori progettò la stazione di Firenze – si terrà il giorno dell’inaugurazione della mostra e sarà seguito, nel corso dei mesi, da workshop e varie iniziative.

Una mostra e un convegno approfondiranno la figura di Ippolito Desideri, in memoria del terzo centenario del suo arrivo a Lhasa. Giunto in Tibet come missionario, si immerse nella cultura locale a tal punto che l’attuale Dalai Lama lo considera un precursore del dialogo interreligioso in un’epoca in cui il concetto neppure esisteva.

La vastità del patrimonio culturale locale è rispecchiata anche dalla ricca offerta del sistema museale cittadino. In particolare, il Museo Civico, che raccoglie le più significative testimonianze dell’arte a Pistoia dal XIII al XX secolo e che ospiterà dal 28 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 una mostra intorno all’opera La presentazione di Gesù al Tempio del pittore settecentesco fiorentino Anton Domenico Gabbiani; il Museo della Sanità Pistoiese, che sorge nella parte storico-monumentale del Ceppo e raccoglie una ricca collezione di ferri chirurgici appartenuti alla Scuola Medica Pistoiese e che sarà ampliato nel corso dell’anno; Palazzo Fabroni, con la sua collezione permanente, che nel 2017 ingrandirà ulteriormente i propri spazi.

Colonne portanti della vita culturale cittadina, che nell’anno della nomina saranno ancora più dinamiche nel proporre attività, sono le biblioteche San Giorgio e Forteguerriana. La prima – una costruzione post-industriale vestita da opere d’arte contemporanea tra cui quella site-specific Il grande carico di Anselm Kiefer – è anche polo di innovazione. In collaborazione con l’Ambasciata USA in Italia è stato realizzato YouLab Pistoia, centro digitale dedicato soprattutto ai giovani, che hanno a disposizione un’ampia strumentazione audio-video e informatica per migliorare le proprie competenze digitali e condividere la realizzazione di vari progetti. Tra le iniziative proposte (oltre mille) per il 2017: il Festival del giallo (febbraio), il convegno sulle Human Libraries (ottobre) e il Forum del Libro (novembre). La Forteguerriana è una delle più antiche e prestigiose biblioteche del nostro Paese, che custodisce un patrimonio archivistico e librario di grande pregio, costituito da circa 220.000 libri. Nel 2017 presenterà “La primavera del libro francese” (marzo), il convegno “Cultura e biblioteche” (settembre) e la mostra “La città che scrive” (14 ottobre-17 dicembre, a cura di Giovanni Capecchi e Giovanna Frosini), per uno sguardo sulle principali esperienze di scrittura nate a Pistoia o a essa legate, dal Medioevo con Cino da Pistoia alla contemporaneità di Tiziano Terzani e Francesco Guccini.

Manoscritti, pergamene e testi a stampa saranno protagonisti del percorso espositivo “L’archivio e la città. Tesori dell’Archivio Capitolare di Pistoia”, a cura di Sonia Chiodo, Giovanna Frosini e Stefano Zamponi (Battistero di San Giovanni in Corte, 23 settembre-10 dicembre), che accoglierà i testi più diversi: registri medievali, codici manoscritti dei canonici, una raccolta di testi musicali che vanno dal XVI al XX secolo e documenti pontifici.

Anche i festival legheranno la loro programmazione al tema della Capitale della Cultura.

Dal 6 al 9 aprile si terrà la quinta edizione di Leggere la città, evento annuale dedicato alla città e alle città. Alle piccole e medie città d’Europa, nelle quali si manifestano i processi più significativi della contemporaneità. L’edizione 2017 sarà aperta da una lezione dell’antropologo Marc Augé e sarà dedicata al tema “Cultura è comunità”.

Il filo rosso dell’ottava edizione del festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo, in programma dal 26 al 28 maggio, sarà invece “La cultura ci rende umani. Movimenti, diversità e scambi”. Ideato e diretto da Giulia Cogoli, proporrà come sempre incontri, letture e conferenze per un pubblico intergenerazionale, interessato all’approfondimento e alla ricerca di nuovi strumenti e stimoli per comprendere la realtà di oggi.

La trentottesima edizione di Pistoia Blues, uno dei più longevi festival musicali italiani, attesa a giugno e luglio, amplierà nel corso dell’anno il suo cartellone per la Capitale della Cultura. Un appuntamento eccezionale sarà quello del 23 febbraio al Teatro Manzoni con il concerto in anteprima nazionale di John Mayall, uno dei padri del blues europeo. Seguiranno altri eventi in attesa della manifestazione estiva, il cui programma sarà declinato in cinque filoni: contemporaneità e contaminazione; i legami con la tradizione; le esclusive; le nuove generazioni; la didattica.

La musica sarà protagonista di quest’anno speciale in più occasioni.

La Fondazione Promusica – Ente strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, nato nel 1955 per diffondere la cultura musicale e promotore dell’Orchestra Leonore, formata da musicisti provenienti da prestigiosi contesti internazionali – ha in calendario dieci concerti della Stagione di musica da camera (da gennaio a giugno); i Concerti Brandeburghesi di Bach (marzo); la XIII Stagione Sinfonica Promusica, che si chiuderà il 26 maggio con l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven, a inaugurazione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo.

Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino, nel suo ottantesimo anniversario, renderà omaggio a Pistoia, uscendo per la prima volta dai confini fiorentini, con la messa in scena dell’Idomeneo di Mozart al Teatro Manzoni (26 e 30 aprile, 3 e 6 maggio). Il 5 luglio in Piazza del Duomo l’Orchestra e il Coro del Maggio si esibiranno nella Sinfonia n.2 in Do minore “Resurrezione” di Mahler.

Anche il teatro avrà un ruolo importante nell’anno di Pistoia Capitale.

L’Associazione Teatrale Pistoiese, da due anni Centro di Produzione riconosciuto dal MiBACT, animerà la città con vari progetti, tra cui: Pistoia Teatro Festival (19-25 giugno) con ospiti di fama internazionale, come il coreografo Virgilio Sieni con un progetto ispirato alle opere di misericordia illustrate nel Fregio Robbiano o il regista Federico Tiezzi con il suo nuovo lavoro da Schnitzler; Progetto T, dedicato alla ferrovia Porrettana, coinvolge il gruppo teatrale Gli Omini, che a dicembre realizzerà un vagone-teatro adattato a spazio scenico: da Pistoia “città dei treni” potrà partire quindi l’idea di un teatro viaggiante. Il cartellone del Teatro Manzoni proporrà la migliore drammaturgia classica riletta alla luce della contemporaneità, come lo spettacolo Odissea A/R di Emma Dante.

Una realtà pistoiese di respiro internazionale è il Funaro, che coniuga il capillare lavoro sul territorio cittadino alle migliori esperienze internazionali dello spettacolo dal vivo. Negli anni ha coinvolto artisti del calibro di Pina Bausch, Sonia Bergamasco, Alessandro Bergonzoni, Peter Brook e Natasha Parry, Dario Fo, Vittorio Gassman, Fabrizio Gifuni. Tra i progetti del 2017, il ritorno in residenza di Daniel Pennac per lo sviluppo di Un amore esemplare; in prima assoluta per l’Italia Terre Noire, dal testo di Stefano Massini, per la regia di Irina Brook; A Fury Tale di Cristiana Morganti, volto noto del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.

Pistoia, riconosciuta dall’Unicef “città amica delle bambine e dei bambini”, rivolge da sempre grande attenzione al diritto all’educazione dei più piccoli, visti non come cittadini di domani, ma come cittadini di oggi. Forte è il ruolo dei Servizi Educativi, eccellenza italiana nel settore della pedagogia, nel programma di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017, con progetti di inclusione sociale per promuovere la partecipazione dei genitori e dell’intera comunità al progetto educativo rivolto ai più piccoli, perché la città, in tutte le sue espressioni, sia davvero a misura di bambino. Tra le principali iniziative, il convegno “La cultura dell’infanzia come risorsa della città” (Teatro Bolognini, 31 marzo e 1 aprile) e la mostra “La città letta con lo sguardo dei bambini” (più sedi espositive in città, con inaugurazione il 31 marzo).

Infanzia e città: il futuro ti passa accanto è un progetto dell’Associazione Teatrale Pistoiese alla sua quinta edizione, incentrato sul rapporto tra infanzia e spazi pubblici della città, che unisce teatro, danza, musica, cinema e illustrazione. Nel 2017 sarà dedicato a “Pinocchio e i suoi amici” e si terrà da settembre a ottobre.

La provincia di Pistoia è il cuore del vivaismo italiano, nato un secolo e mezzo fa negli orti dentro le mura per produrre le piante da frutto necessarie a soddisfare il crescente bisogno della città. Oggi la provincia di Pistoia è leader in Europa: si tratta di un territorio unico, in cui si possono trovare piante tipiche di tutte le zone del mondo. L’attività vivaistica ornamentale è concentrata nella Valle dell’Ombrone pistoiese e interessa oltre 5.200 ettari, 1.500 aziende e oltre 5.500 addetti diretti. Il titolo di Pistoia Capitale Italiana della Cultura è un’occasione per mostrare l’importanza della realtà produttiva e creativa del comparto vivaistico pistoiese. Momento chiave per esplorare questo territorio sarà la manifestazione Vestire il paesaggio (11-17 giugno), la cui quarta edizione coinvolgerà gli spazi verdi della città come luoghi di confronto e discussione. A due giornate di convegno se ne affiancheranno altrettante da vivere direttamente nei vivai, che apriranno le porte e mostreranno le loro rarità e i loro segreti produttivi. In programma inoltre itinerari nei parchi, giardini e chiostri della città, una “Biciclettata verde” e un omaggio al contrabbassista pistoiese di fama internazionale Franco Petracchi.

Il territorio pistoiese ha un’altra caratteristica: è stato disegnato dall’acqua. A questo elemento sarà dedicata la mostra “Disegni d’Acqua. Acque e trasformazioni del territorio” (giugno-dicembre): un percorso espositivo che evocherà con strumenti multimediali i tratti salienti delle trasformazioni del territorio nelle diverse epoche storiche.

Durante l’anno Pistoia offrirà occasioni di confronto e di conoscenza in diversi ambiti disciplinari, approfondimenti (dall’architettura e l’urbanistica alla filosofia, dalla scienza al turismo, dall’antropologia alla sociologia, dalla scienza politica alle scienze della terra e all’ingegneria) organizzati in collaborazione con enti pubblici e privati, con ordini professionali, case editrici, istituti universitari.

Per tutto il 2017, inoltre, la città sarà animata da fiere e rassegne dedicate all’antiquariato, all’enogastronomia e alla valorizzazione dei sapori e prodotti locali e accoglierà nel suo calendario anche gli appuntamenti culturali dei comuni della provincia.

Al di fuori delle tre cerchie murarie, il territorio offre allo sguardo magnifici scenari: dalle montagne degli Appennini con le stazioni sciistiche, la riserva naturale dell’Acquerino, l’osservatorio astronomico di San Marcello e i percorsi immersi nel verde, alle colline del Montalbano, con i loro pregiati prodotti tipici, fino alla straordinaria riserva naturale del Padule di Fucecchio; dal sistema termale e alberghiero di Montecatini e della Valdinievole, fino alla casa di Pinocchio a Collodi.

Il comitato promotore di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017 è costituito dalla Regione Toscana, dal Comune di Pistoia, dalla Provincia di Pistoia, dalla Diocesi di Pistoia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pistoia e dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia.

 

Delos

Il grande Family Show di Erix Logan&Sara Maya a Brescia

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 L’illusionista bresciano di fama internazionale Erix Logan, insieme alla sua inseparabile partner, la cantante attrice Sara Maya, vi invitano a scoprire la Magia da una nuova prospettiva. Insieme a tanta Magia, divertimento interattivo adatto a tutte le età e condivisioni di pensieri si troveranno venerdì 6 gennaio 2017 alle ore 16.00 al Teatro Sociale di Brescia (Via Felice Cavallotti, 20). Un Family Show nel senso più profondo del termine, perché sarà come trovarsi in un grande salotto insieme a tanti amici vecchi e nuovi ed un Mago a fare da anfitrione.

Vincitore di Mandrake d’Or, il celebre illusionista italo-canadese ha creato un linguaggio personalissimo che attinge alla tradizione innestandovi altri elementi performativi e una tecnologia “piegata“ all’illusionismo. Danza, mimo, canto, musica: ogni numero diventa un mix originale e irresistibile di elementi che crea una nuova forma di intrattenimento. è uno show complesso con grandi apparati magici che, oltre a offrire una commistione di generi artistici, ha anche una precisa spina dorsale». Frutto di un lavoro di preparazione iniziato nel 2000, “The Magic”, fra dj-set, beat-box, breaker e rapper oltre alle opere del pittore surrealista Jim Warren che prendono vita sul palco grazie all’illusionismo.

Per l’occasione si proporranno al pubblico due illusioni inedite.

 

Silvia Vittoriano

Bilanci e progetti per il volo libero

I principali successi del volo libero italiano nel corso del 2016 sono stati il trionfo agli europei di deltaplano e le medaglie d’argento e di bronzo nel pari campionato di parapendio, teatro univoco il cielo della Macedonia la scorsa estate.

Con il quarto titolo europeo e gli otto mondiali, il team azzurro di volo in deltaplano si conferma il più forte al mondo. Individualmente il trentino Christian Ciech è campione del mondo e d’Europa in carica.

Dal 6 al 19 agosto 2017 la squadra sarà impegnata nel campionato del mondo a Brasilia.

Nel parapendio argento per l’alto atesino Joachim Oberhauser e medaglia di bronzo a squadre. Gli azzurri affronteranno dall’1 al 15 luglio il loro mondiale, ospitato per la prima volta in Italia, esattamente vicino Feltre (Belluno).

Si svolgerà sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia, organizzato dall’Aero Club Feltre e dal Para & Delta Club Feltre. A quest’ultima associazione spetterà l’esecutività pratica sul campo per accogliere ed assistere 150 piloti provenienti da 40 nazioni.

Sede operativa dell’evento il grande Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena (Belluno), due ettari di terreno adibito ad atterraggio con annessa struttura munita di uffici, aule e servizi. Accanto una tensostruttura di 900 mq per ospitare l’Espo Dolomitipark, fiera dedicata agli sport outdoor ed ai prodotti delle Dolomiti bellunesi.

Il decollo ufficiale è sito in località Campet sul Monte Avena. Per garantire lo svolgimento della competizione con qualsiasi condizione meteo, saranno disponibili decolli ed atterraggi alternativi in provincia di Treviso: Cima Grappa e Monte Cesen sopra Valdobbiadene, nel primo caso, Vidor e Revine Lago nell’altro.

Molti eventi faranno da contorno, come la Mostra dell’Artigianato di Feltre, competizioni di ciclismo e podismo, la Festa dell’Orzo Birreria Pedavena, serate a tema ed intrattenimenti vari al Centro del Volo ed altro.

Ancora le Dolomiti, patrimonio dell’umanità, saranno lo spettacolare scenario nel quale si svolgerà la Dolomiti Super Fly, primo evento tutto italiano come percorso ed organizzazione di hike and fly, cioè escursionismo e volo, una disciplina che attira sempre nuovi praticanti.

Organizzato dall’associazione Trentino Volo Libero, al via dalla piazza di Levico Terme (Trento), il 28 maggio saranno schierate 40 squadre composte da piloti italiani e stranieri. La sfida durerà una settimana tra Alto Adige e Trentino, 275 km da percorrere volando in parapendio o camminando sacca in spalla. Premiazione il 3 giugno lungo le rive del Lago di Levico.

 

Gustavo Vitali

Castello Estense di Ferrara: nel 2016 superata la quota di 168mila visitatori

Sono stati 168.090 i visitatori del Castello Estense nel 2016, l’11,8% in più rispetto al 2015.

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In dicembre gli accessi al museo sono stati 16.112, oltre il 52% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; moltissimi i gruppi che hanno scelto di visitare la mostra al Palazzo dei Diamanti ed il monumento simbolo di Ferrara. “L’anno di Ariosto, Bassani e Biagio Rossetti è stato anche l’anno d’oro del Castello Estense che continua ad essere il maggior attrattore turistico-culturale della nostra città – ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura e Turismo Massimo Maisto -. Da parte nostra continueremo a promuovere e vivacizzare le offerte del Castello per mantenere questo trend positivo che fa bene alla nostra economia”.

Comune di Ferrara

(anche per credit fotografico)