Chiusi i Campionati Italiani di Volo in Parapendio e Deltaplano

Decollo da Monte Cucco

Si sono chiusi i campionati italiani di volo in parapendio e deltaplano con l’assegnazione dei rispettivi titoli. Teatri delle competizioni Gemona del Friuli (Udine) per i primi, ed il tradizionale Monte Cucco sopra Sigillo (Perugia) per il deltaplano.

A Gemona, dopo sei giornate di gara su percorsi tra i 45 e gli 83 chilometri, si laurea Campione d’Italia 2017 il catanese Marco Busetta, seguito dal pilota di casa Alessio Voltan, da Federico Nevastro (Padova), dai bolognesi Paolo Facchini e Alberto Vitale e da Marco Littamé (Torino).

Marco Busetta in volo

Reduce da una medaglia di bronzo ai mondiali, è campionessa d’Italia la milanese Silvia Buzzi Ferraris dopo aver vinto in campo femminile tutte e sei le manche. Dietro di lei l’ungherese Katalin Juhász e Sandra Antony (Francia), perché la formula “open” dei campionati apre le porte ai piloti stranieri, accorsi da 18 nazioni. Presenti in tutto 110 volatori dei quali 56 italiani.

Classifica Sport: Stan Radzikowski (Polonia), poi gli alto atesini Martin Stecher e Heinz Senoner. Migliore nella categoria “serial” il milanese Alberto Castagna.

L’evento è stato organizzato da Aero Club Blue Phoenix in collaborazione con il Volo Libero Friuli. Utilizzati il Monte Cuarman come decollo e l’atterraggio di Gemona Godo.

Per i campionati nazionali di deltaplano, a Sigillo si sono ritrovati 50 piloti dei quali 14 provenienti da 10 nazioni estere. Organizzazione a cura di AeC Lega Piloti in collaborazione con il Volo Libero Monte Cucco, nome preso dallo storico rilievo, tra i primi spettatori dei cimenti in cielo di questi mezzi che, come i parapendio, si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Dallo stesso monte sono avvenuti i decolli dei partecipanti all’evento.

Per il forte vento e sovrasviluppi di nubi con minaccia di temporali, si sono dovute cancellare tre delle cinque task previste. Deltaplani in aria solo per la prima ed ultima prova, sulle distanze di 103 e 124 km. Le vince entrambi Alessandro Ploner, pilota di San Cassiano (Bolzano), che si laurea per la quinta volta Campione d’Italia, medaglia da aggiungere alle numerose vinte in campo internazionale. Seguono Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, Davide Guiducci di Villa Minoprio (Reggio Emilia) e Valentino Bau di Padova. Tutti questi piloti volano con deltaplani detti ala flessibile e fanno parte del team azzurro, campione del mondo in carica. Ciech detiene anche il titolo individuale. Dal prossimo 9 agosto in Brasile costoro, più Filippo Oppici di Parma ed il ciociaro Marco Laurenzi, saranno impegnati a difendere il titolo iridato.

Luca Comino di Mondovì (Cuneo) è stato il migliore a volare con deltaplani ad ala rigida durante il campionato del Monte Cucco.

 

Gustavo Vitali (anche per credit fotografici)

Bilanci e progetti per il volo libero

I principali successi del volo libero italiano nel corso del 2016 sono stati il trionfo agli europei di deltaplano e le medaglie d’argento e di bronzo nel pari campionato di parapendio, teatro univoco il cielo della Macedonia la scorsa estate.

Con il quarto titolo europeo e gli otto mondiali, il team azzurro di volo in deltaplano si conferma il più forte al mondo. Individualmente il trentino Christian Ciech è campione del mondo e d’Europa in carica.

Dal 6 al 19 agosto 2017 la squadra sarà impegnata nel campionato del mondo a Brasilia.

Nel parapendio argento per l’alto atesino Joachim Oberhauser e medaglia di bronzo a squadre. Gli azzurri affronteranno dall’1 al 15 luglio il loro mondiale, ospitato per la prima volta in Italia, esattamente vicino Feltre (Belluno).

Si svolgerà sotto l’egida dell’Aero Club d’Italia, organizzato dall’Aero Club Feltre e dal Para & Delta Club Feltre. A quest’ultima associazione spetterà l’esecutività pratica sul campo per accogliere ed assistere 150 piloti provenienti da 40 nazioni.

Sede operativa dell’evento il grande Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena (Belluno), due ettari di terreno adibito ad atterraggio con annessa struttura munita di uffici, aule e servizi. Accanto una tensostruttura di 900 mq per ospitare l’Espo Dolomitipark, fiera dedicata agli sport outdoor ed ai prodotti delle Dolomiti bellunesi.

Il decollo ufficiale è sito in località Campet sul Monte Avena. Per garantire lo svolgimento della competizione con qualsiasi condizione meteo, saranno disponibili decolli ed atterraggi alternativi in provincia di Treviso: Cima Grappa e Monte Cesen sopra Valdobbiadene, nel primo caso, Vidor e Revine Lago nell’altro.

Molti eventi faranno da contorno, come la Mostra dell’Artigianato di Feltre, competizioni di ciclismo e podismo, la Festa dell’Orzo Birreria Pedavena, serate a tema ed intrattenimenti vari al Centro del Volo ed altro.

Ancora le Dolomiti, patrimonio dell’umanità, saranno lo spettacolare scenario nel quale si svolgerà la Dolomiti Super Fly, primo evento tutto italiano come percorso ed organizzazione di hike and fly, cioè escursionismo e volo, una disciplina che attira sempre nuovi praticanti.

Organizzato dall’associazione Trentino Volo Libero, al via dalla piazza di Levico Terme (Trento), il 28 maggio saranno schierate 40 squadre composte da piloti italiani e stranieri. La sfida durerà una settimana tra Alto Adige e Trentino, 275 km da percorrere volando in parapendio o camminando sacca in spalla. Premiazione il 3 giugno lungo le rive del Lago di Levico.

 

Gustavo Vitali

Grandi parapendio e deltaplano

Dai campionati europei di parapendio i piloti della nazionale italiana tornano con una medaglia d’argento nell’individuale maschile, grazie a Joachim Oberhauser, pilota di Termeno (Bolzano), e quella di bronzo a squadre. Se per l’Italia è stato un successo, per la Francia ed i piloti francesi il 14th European Paragliding Championship è stato un trionfo: tutte loro le medaglie d’oro e pure l’argento femminile! E’ Honorin Hamard il nuovo Roi Soleil del parapendio, seguito da Joachim Oberhauser e dallo spagnolo Xevi Bonet Dalmau; la regina si chiama Seiko Fukuoka Naville, pilota d’origine nipponica trapiantata oltralpe, seguita dalla connazionale Laurie Genovese e da Klaudia Bulgakow (Polonia). Classifica a squadre: Francia, Germania, Italia, Spagna. La gara è stata ospitata nella cittadina di Krushevo in Macedonia. Delle dieci giornate di volo in programma ne sono state volate nove da 150 piloti in rappresentanza di 30 nazioni, compresa l’agguerrita pattuglia di 19 donne. Tra i 72 ed i 115 chilometri la lunghezza dei nove percorsi contraddistinti da punti salienti del territorio da aggirare e contrassegnare tramite GPS. Mediamente i primi piloti al traguardo impiegavano tra le due e le tre ore e mezza per completare i tracciati, tempi dovuti alle diverse lunghezze, alle differenti condizioni meteo ed, ovviamente, all’abilità nel condurre i loro parapendio, grandi vele allungate che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Gli Italiani hanno superato momenti difficili. In testa all’inizio della gara, la squadra è incappata in una giornataccia al quarto volo ed ha dovuto lottare per risalire al bronzo. Sotto la guida del CT Alberto Castagna di Cologno Monzese (Milano), questa la formazione: oltre a Joachim Oberhauser, i neo campioni italiani Silvia Buzzi Ferraris (Milano) e Nicola Donini di Molveno (Trento), Christian Biasi di Rovereto (Trento), Marco Busetta di Catania, Piergiorgio Camiciottoli di San Giovanni Valdarno (Arezzo), Marco Littamè di Torino e Alberto Biagio Vitale di Bologna. Nel contempo al Monte Cucco presso Sigillo (Perugia) si sono chiusi i campionati italiani dei deltaplano. Scudetti a Marco Laurenzi, pilota ciociaro, e Gorio Mandozzi di Macerata. Il primo ha vinto il titolo nella categoria tradizionale cosiddetta ad ala flessibile, l’altro in quella ad ala rigida. Hanno partecipato 61 piloti. Finisce in un trionfo azzurro la spedizione italiana al 19° campionato europeo di volo libero in deltaplano, teatro il cielo sopra Krushevo e le montagne della Macedonia. La nazionale azzurra, già campione del mondo in Messico nel 2015, ottavo titolo mondiale nella sua storia, si laurea per la quarta volta campione d’Europa, seguita da Ungheria e Repubblica Ceca. Il campione del mondo in carica Christian Ciech, pilota trentino trapiantato nel varesotto, diviene anche campione d’Europa. Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) vince la medaglia d’argento, terzo lo svizzero Peter Neuenschwander. Il resto del team azzurro era composto da Suan Selenati di Sutrio (Udine), Filippo Oppici di Parma, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia e dal CT varesino Flavio Tebaldi e si è imposto in ben sette manches sulle otto disputate, 88 km la più breve ed oltre 145 la più lunga. Tra le due e le quattro ore il tempo impiegato a percorrerle da questi mezzi senza motore che si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Hanno volato 88 piloti in rappresentanza di 22 nazioni. Il deltaplano Laminar, prodotto dalla Icaro 2000 di Laveno Mombello (Varese), è stata la miglior ala del campionato. Contemporaneamente si è volato per il 7° campionato del mondo per deltaplani detti ad ala rigida, diversamente dai primi definiti ad ala flessibile. Iscritti 31 piloti in rappresentanza di otto nazioni. Nove le task disputate con tracciati tra gli 85 ed i 193 km. Questa la classifica finale per nazioni: Austria, Germania, Giappone. Il team italiano composto dai piemontesi Luca Comino e Franco Laverdino si classifica al nono posto. Nell’individuale il tedesco Tim Grabowski è il nuovo campione del mondo, seguito dagli austriaci Christopher Friedl e Wolfgang Kothgasser.

Gustavo Vitali

Acrobazie nell’aria estiva per il parapendio


L’attenzione del volo in parapendio è calamitata da due importanti
manifestazioni di acrobazia, in Friuli la prima ed in Piemonte
l’altra.
Dal 06 al 09 agosto i migliori piloti di acrobazia in parapendio al
mondo si daranno battaglia durante la terza edizione di Acromax, tappa che va a formare la Coppa del Mondo di questa specialità.

La competizione
prevede un numero massimo di 35 partecipanti, tra questi l’italiano Nicola
Donini di Molveno (Trento), ed è organizzata dal Volo Libero Friuli.
Consueto teatro sarà il Lago di Cavazzo, detto dei Tre Comuni, in
quanto le sue acque bagnano anche i territori di Bordano e Trasaghis (Udine), il più esteso tra i laghi naturali friulani, 6500 metri di lunghezza. Lungo la sponda ovest del bacino sarà posta una zattera galleggiante nel cielo sopra la quale avverranno spettacolari acrobazie individuali ed a coppie,
manovre mozzafiato dove accelerazioni e forza di gravità sembrano piegarsi al talento e alla creatività dei piloti. Il pubblico potrà ammirare ogni
istante della competizione dall’atterraggio lungo la riva, aperto
anche a chi non partecipa alla gara e collegato con navette al decollo.
I piloti spiccheranno il volo da un prato esposto a sud sulle pendici
del monte San Simeone a 1180 metri di quota. Lo si raggiunge risalendo da
Bordano per una comoda strada forestale ed, una volta giunti, si può
godere di una magnifica vista sul paese sottostante, sulla piana del
Tagliamento e sulla vallata del lago.

Ad Omegna (Verbania), sulle acque del Lago d’Orta, dal 13 al 16
agosto, appuntamento con l’undicesima Acroaria, tappa di Coppa del Mondo
d’acrobazia in parapendio. Circa cinquanta piloti rappresenteranno una quindicina di nazioni. Organizzazione a cura dell’associazione Voglia di Volo.
Dal lungo lago della cittadina verbana, all’estrema propaggine
settentrionale del bacino lacustre, il pubblico seguirà le evoluzioni
spettacolari di questi mezzi con manovre che vanno oltre il normale
inviluppo di volo e sottopongono i conducenti a sollecitazioni
importanti.
Pertanto i parapendio per questa disciplina sono costruiti con
caratteristiche specifiche ed i piloti si sottopongono ad un’adeguata preparazione fisica, oltre che allenamenti tecnici per eseguire correttamente le figure. Tutte le manovre in singolo e “synchro”, cosiddette perché eseguite all’unisono da due mezzi, sono codificate e ad ognuna è assegnato un quoziente di difficoltà. Una giuria assegna un punteggio che,
raccordato al coefficiente, determina la classifica finale.

I decolli avverranno da circa 1400 metri di quota dalle pendici del
Mottarone con atterraggio su un’enorme zattera galleggiante posta in bella vista dinanzi al lungo lago.

Molte le iniziative di contorno alla manifestazione con tendoni ristoro e
musica tutte le sere. In particolare l’organizzazione pensa di
replicare la giornata dedicata ai giovani e il volo che lo scorso anno raccolse
l’adesione di ben 600 ragazzi.

Le manifestazioni acro sono riconosciute dalla FAI (Federazione
Aeronautica Internazionale) e dall’Aero Club d’Italia.

Per restare in tema di ammaraggi, nel frattempo la baia del Principato
di Monaco ha assistito all’ultimo atto della settima edizione della
X-Alps 2015, gara di escursionismo e volo in parapendio. Era decollata da
Salisburgo in Austria il 5 luglio. La competizione ha visto impegnati 32 atleti di 18 nazioni lungo l’arco alpino per una distanza di 1038 chilometri conteggiati per linee rette passando attraverso dieci punti di aggiramento.

Per la quarta volta consecutiva ha vinto lo svizzero Christian Maurer
che ha impiegato otto giorni e quattro ore per compiere l’intero tragitto
con obbligo di volare o camminare e divieto dell’uso di qualunque altro
mezzo.
In totale ha percorso 2059 chilometri, dei quali 1654 in volo e
consumato le scarpe per i restanti 405.

Alle sue spalle il tedesco Sebastian Huber, distanziato di 18 ore e
tallonato dall’austriaco Paul Guschlbauer buon terzo.

Aaron Durogati di Merano, unico italiano presente alla dura
competizione, si è classificato al sesto posto. Durogati ha condotto una gara brillante e generosa, arrivando un paio di volte dei primi tre posti e migliorando la sua precedente partecipazione che lo aveva visto settimo.



Gustavo Vitali

 

O voli, o cammini. Red Bull X-Alps

In sintesi è tutta qui la Red Bull X-Alps, evento biennale alla settima edizione. Oltre 1000 chilometri attraverso sei paesi, tra le montagne più alte d’Europa, dalla storica Salisburgo in Austria fino al Principato di Monaco. Chilometri da consumare volando in parapendio od arrancando a piedi quando non si trovano le condizioni favorevoli per librarsi in cielo con questo entusiasmante mezzo che sfrutta le forze della natura per volare, forse il più ecologico al mondo. O voli appeso sotto un’ala di tela, chiuso nel bozzolo dell’imbrago, la sella sotto la quale scorrono valli e montagne, sfilano boschi e rocce. Oppure cammini lungo le vallate, t’arrampichi per sentieri e pareti rocciose, per vie ferrate, attraverso ghiacciai, cercando uno spazio propizio per spiccare un nuovo volo e poi sfruttare le correnti ascensionali, guadagnare quota e la possibilità di andare avanti lungo l’arco alpino, tra scenari spettacolari e mozzafiato, verso le spiagge del Mediterraneo. Avanti, avanti ancora, hiking e parapendio, abilità di pilota nel manovrare l’ala e resistenza d’atleta alla fatica. Naturalmente il prossimo 5 luglio, quando la piazza dedicata a Wolfgang Amadeus Mozart vedrà scattare i concorrenti alla straordinaria maratona di volo e di gambe, i 33 piloti scalpitanti di percorrere i cieli alpini in rappresentanza di 18 paesi, due sole donne, la tedesca Yvonne Dathe e l’americana Dawn Westrum, sperano di volare molto e camminare poco, il meno possibile. Lo spera Aaron Durogati, di Merano, 29 anni, professionista del parapendio e figlio d’arte, pilota combattivo e di talento con la competizione nel sangue. Al suo attivo la vittoria nella Coppa del Mondo 2012 insieme a Nicole Fedele (coppa tutta azzurra quell’anno!), un curriculum denso di successi, unico italiano a volare o marciare insieme al resto della truppa internazionale. Debuttò nel 2013, settimo posto, ottima prova, visto che i numeri delle precedenti X-Alps dicono che appena il 12 per cento dei piloti arriva a meta. Lo spera Christian Maurer, detto Chrigel, elvetico di Unterseen, nel cantone di Berna, 33 anni, che di Red Bull ne ha già vinte tre. Nell’ultima ce la fece in 7 giorni meno una ventina di minuti, l’uomo da battere. Lo sperano anche gli assistenti, uno per ciascun pilota, con il compito di seguire via terra le peripezie del compagno di squadra, rifornirlo, consigliarlo, incoraggiarlo. Necessaria per entrambi molta esperienza di volo e d’alpinismo, perché alla X-Alps non può andarci chiunque sappia usare un parapendio, ma serve la giusta preparazione per entrare nei ranghi insieme a gente altamente qualificata. Il supporter di Aaron Durogati si chiama Ondrej Prochazka, Repubblica Ceca, ottimo pilota di cross ed acrobazia, già suo compagno nel 2013. Insieme hanno studiato il percorso per elaborare un piano di volo efficace, perché anche la tattica ha grande importanza. L’itinerario del 2015 pare sia più difficile delle scorse edizioni a partire dai 1038 chilometri, solo una manciata in più rispetto al 2013. Il percorso è contrassegnato da precisi punti di svolta, una decina di “boe aeree”, per così dire, o cancelli terrestri. Le une sono da aggirare in volo, gli altri da attraversare a piedi. Obbligatoriamente. Il primo è sul monte Gaisberg, 1287 metri sopra Salisburgo, a cinque chilometri dal via. Ci si arriva lavorando di scarpe e poi via per il cielo. Seguono il ghiacciaio Dachstein, altezza 2995 ed il Kampenwand montagna di 1669 metri evidenziata da una croce alta dodici, vicino al Chiemsee, terzo lago della Germania, detto anche “mare bavarese”, nel cuore delle montagne di quella regione. Poi giù verso sud-ovest a passare lo Zugspitz al confine con l’Austria, 2962 metri, la più alta montagna tedesca. Ancora a sud e si entra in Italia per raggiungere Cima Tosa, quota 3173, torre rocciosa delle Dolomiti del Brenta. Le vallate ampie e profonde del tratto italiano potrebbero riservare sorprese. Infatti, nel volo libero, cioè il volo in parapendio e deltaplano senza motore, uno degli ostacoli da superare è quello degli attraversamenti di valli e pianure dove il pilota non trova le condizioni favorevoli dei pendii montani per reggersi in aria. Nel caso della Red Bull significa che, se obbligato ad atterrare, dovrà arrampicarsi a lungo prima di scovare un pendio adatto al decollo e proseguire la gara. Secondo le precedenti esperienze, un momento difficile è in agguato in corrispondenza della sesta “boa” in Svizzera, nel cantone dei Grigioni, il Piz Corvatsch che si innalza fino a 3451 metri nel massiccio del Bernina. Siamo nei pressi di St. Moritz, quasi a mezza strada, 540 chilometri prima di vedere il mare, ma i piloti hanno ancora da lasciarsi alle spalle il Matterhorn, cioè il nostro Cervino, che svetta a 4478 metri, e poi il Monte Bianco, massima cima d’Europa, 4810 metri, da passare sul versante francese. Nel caso delle “boe aeree” basta entrare in cilindri virtuali, come quello del Cervino, raggio 5,5 chilometri, centro sulla vetta, sviluppo da terra all’infinito. Pertanto non è obbligatorio scavalcare le montagne nel punto più alto, però la quota aiuta il volo ed è sinonimo di sicurezza, nonostante molti credano il contrario. I cancelli a terra, invece, bisogna traguardarli a piedi, camminando anche per pochi metri. Atterri in prossimità del punto prefissato, lo passi, firmi la lavagna e te ne rivai in volo. Camminare poco e volare tanto, perché i modelli più avanzati di parapendio viaggiano a quasi 70 km/h, perché le lancette dell’orologio girano implacabili e gli altri non stanno ad aspettare. Dal Bianco si scende verso Annecy, comune di 52 mila abitanti nell’alta Savoia, sulla sponda settentrionale dell’omonimo lago, storica culla del parapendio, dove è obbligatorio attraversare un traguardo posto sul decollo del sito di volo di Planfait. Poi l’ultimo tratto, circa 250 chilometri con rotta meridionale, fino alle Alpi Marittime e Peille, piccolo paese arroccato alle spalle della Costa Azzurra, dove il tempo ufficiale si ferma. Mancano solo due chilometri all’atterraggio, più giusto chiamarlo ammaraggio, su una zattera galleggiante nella baia del piccolo principato. Ultimo giorno utile per tuffarsi in mare il 17 luglio. Per monitorare la gara, per esempio verificare il corretto aggiramento dei punti di svolta, l’organizzazione fornisce ai piloti uno strumento integrato, GPS più live tracking, cioè un dispositivo che permette di conoscere in ogni momento la posizione dei volatori e registrare una traccia dei loro percorsi. Grazie a tanta tecnologia, chiunque può seguire la Red Bull X-Alps dal proprio computer ed aumenta la sicurezza: se un pilota ha bisogno d’aiuto, la base sa dove trovarlo. O voli, o cammini con l’attrezzatura in spalla, regola severa, ma non è l’unica. Niente passaggi su mezzi motorizzati e no, proibito usare gallerie per abbreviare il percorso, farsi aiutare in fase di decollo, volare dalle 21 alle 6 del mattino, proseguire a piedi dalle 22,30 alle 5. È permesso ad ogni atleta sottrarsi all’obbligo di sosta notturna una sola volta e solo per proseguire a piedi, ma tre piloti lo potranno fare due volte. Infatti, il 2 luglio, tre giorni prima del via, attorno a Fuschl am See, piccolo comune di un migliaio e mezzo d’abitanti ad ovest di Salisburgo nell’area chiamata Salzkammergut, a cavallo tra Alta Austria, il Salisburghese e la Stiria, i partecipanti si sfideranno in un prologo alla Red Bull X-Alps. Dovranno volare e camminare in un contesto contrassegnato da laghi, aree pianeggianti, montagne di moderata altezza e no, e tornare a Fuschl am See. I primi tre guadagneranno cinque minuti di vantaggio alla partenza, oltre che un secondo permesso per camminare di notte. A Fuschl am See si trova la sede centrale dello sponsor che ha dato il nome alla manifestazione, produttore della nota bevanda energetica. Ce ne sarà bisogno.

Gustavo Vitali

Sfilata colombiana per i campionati mondiali di parapendio

Con una sfilata alla quale hanno assistito circa diecimila persone, si è aperta la quattordicesima edizione dei campionati del mondo di parapendio a Roldanillo in Colombia. Partecipano 150 piloti in rappresentanza di 49 nazioni. Il team azzurro è formato da Nicole Fedele, campionessa di Gemona del Friuli, dal torinese Davide Cassetta, dai trentini Luca Donini e Aaron Durogati, dagli altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard, Joachim Oberhauser e dallo storico CT Alberto Castagna di Monza. Roldanillo si trova a 966 metri d’altitudine affacciata sulla parte ovest della fertile Valle del Cauca, dal nome del fiume omonimo che la percorre, ed ai piedi della Cordigliera Occidentale. La scelta di questa cittadina come sede dei campionati è stata fatta sulla scorta dei risultati di passate competizioni che hanno dimostrato come questo sito offra favorevoli condizioni aerologiche per il volo libero in deltaplano e parapendio, condizioni che diventano ideali nel mese di gennaio. In recenti occasioni è stato possibile assegnare percorsi di gara fino a 120 km effettuati con vele altamente perforanti in grado di sfiorare i 70 km/ora. Unico “motore”, quello ecologico delle correnti d’aria ascensionali che scaturiscono dall’irraggiamento solare del suolo. Il decollo dei piloti avverrà da un vasto pendio posto a 1.900 metri in località Los Tanques. Da qui essi dovranno raggiungere ed aggirare punti salienti del territorio, detti “boe”, scelti dagli organizzatori secondo le condizioni meteo del momento, fino all’atterraggio ufficiale. La corretta esecuzione del percorso di gara è confermata dal GPS che ogni pilota ha in dotazione. Dai dati registrati da ciascun apparecchio e scaricati in un computer si evince la classifica che premia chi ha impiegato minor tempo. La somma dei punteggi ottenuti in ciascun giorno di gara stabilirà le classifiche finali maschile, femminile e per nazioni. La Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) organizzatrice dell’evento proclamerà i vincitori il 25 gennaio, data di chiusura dei mondiali.

Gustavo Vitali
 

Acroaria nel cielo del lago d’Orta

Dal 2 al 6 luglio circa cinquanta tra i migliori piloti al mondo, provenienti da una ventina di nazioni, si sfideranno nel cielo del lago d’Orta durante Acroaria, coppa del mondo di acrobazia in parapendio. Dalla sponda del lungo lago di Omegna (Verbania) tutti i giorni, a partire dalle ore 11, il pubblico potrà seguire le evoluzioni spettacolari di questi mezzi che si reggono in volo senza motore. I decolli avverranno dal Mottarone a circa 1400 metri d’altezza. I partecipanti dovranno eseguire peripezie acrobatiche in singolo od a coppie, queste ultime dette “syncro”, prima di atterrare su un’enorme zattera galleggiante. Una giuria assegnerà i punteggi per determinare la classifica finale. Come le scorse edizioni, anche questo appuntamento è organizzato dalla locale associazione Voglia di Volo. Molte le iniziative di contorno alla manifestazione a partire da La Testa fra le Nuvole, mercoledì 2 luglio, una giornata di eventi dedicati ai ragazzi e legati al volo libero in deltaplano e parapendio ed agli aquiloni, con la collaborazione dell’oratorio Sacro Cuore. Tutte le sere musica dal vivo alla Fly Fest presso il tendone dell’area ristoro sul lungo lago, mentre dalle 18 alle 22 al cinema dell’oratorio saranno proiettati filmati di volo libero ed avventure legate al cielo. Sempre sul lungo lago saranno esposte le foto partecipanti al concorso “Il Mondo visto dall’Alto”, con possibilità per il pubblico di votare l’immagine migliore, ed al Salone Santa Marta gli aquiloni artistici, una mostra di vere opere d’arte. Nelle valli di Lanzo, a Chialamberto (Torino), il 5 e 6 luglio ritorna Paravolando, un evento durante il quale diversamente abili e normodotati potranno provare insieme l’ebbrezza del volo in parapendio. Confidando nelle migliori condizioni meteo, il ritrovo è fissato in località Cossiglia per le ore 9. Da qui si provvederà al trasferimento in decollo ed i voli si succederanno lungo l’intera giornata fino alle ore 17. La manifestazione, giunta all’ottava edizione, organizzata dalla scuola di parapendio Peter Pan e dall’associazione Baratonga Flyers, è dedicata a tutti coloro, piloti e no, che vorranno vivere la gioia del volo ed il piacere di stare insieme agli amici meno fortunati. La scuola Peter Pan persegue specificatamente l’obiettivo di far volare ed insegnare a volare alle persone con disabilità motoria. Oltre ai voli in biposto, il programma prevede musica, giochi di luce, concerto, grigliata, proiezione delle partite di calcio dei mondiali e soprattutto due giornate di grande festa.

Gustavo Vitali