La Befana al Sociale di Brescia

Estremamente interessante proporre la magia al Teatro Sociale di Brescia, idea che potrebbe essere inserita stabilmente nella programmazione di prosa annuale, come spettacolo fuori abbonamento. Bello che l’artista bresciano noto come Erix Logan (Erix come lo chiamavano già da bambino, Logan in onore al Canada) abbia avuto il palcoscenico per salutare i bresciani e ricordare da dove è partito per la sua sfolgorante carriera mondiale, con molti riconoscimenti per la capacità di incantare con la magia, l’illusione e tutte le sfaccettature dell’arte del “mago”. Lo spettacolo del giorno dell’Epifania, stracolmo di gente e con tanti bambini portati a teatro dai genitori, bellissima visione d’insieme per avvicinare al teatro anche coloro che forse lo pensano come esulante dai propri interessi, è stato discreto. Molto interessante per la seconda parte, dopo l’intervallo, perché più intensa la scaletta e con meno parti “narrate”, a voler spiegare una magia che non deve essere proprio spiegata per definizione. Troppo mentali le didascalie, le spiegazioni (superflue) e meno spazio lasciato alla dimostrazione pratica che avrebbe reso ben meglio le qualità del nostro. Lo spettacolo è anche, e talvolta soprattutto, questione di ritmo, pertanto la spiegazione della propria arte con esempi di illusioni o altro avrebbe di certo giovato allo spettacolo stesso. Nell’era appunto, come ha detto Logan stesso, delle immagini in rete di “maghi” improvvisati, vederne uno vero dal vivo agire come tale un po’ di più sarebbe di certo stato più educativo, più convincente e più “magico” di tante parole. Il legame di cuore e la comprensione di cuore basta renderli evidenti con lo stretto rapporto con l’artista Maya, così come il messaggio solidale che, bellissimo, stava rischiando di diventare moralisteggiante. Nel complesso uno spettacolo carino, con alcuni spunti davvero interessanti. Bello l’intervento di Codega che, soggetto di un nuovo “esercizio” di Logan, ha raccontato la sua storia come parte di una magia: sapere sopravvivere ad un incidente stradale, trovare in sé ancora la voglia di vivere, di praticare sport seduto su una sedia a rotelle e di immaginare di avere una bacchetta magica per eliminare pregiudizi e barriere architettoniche. Codega, che aveva sfidato Logan alla Versiliana di Marina di Pietrasanta durante la presentazione del suo bel libro, ha raccolto l’elaborazione della sfida del “mago” (bellissimo poter chiamare così una persona: il mago è chi sa rendere magico un momento e, purtroppo, oggi ce ne sono pochi di maghi-illusionisti davvero). Le possibilità erano tre: essere sparato da un cannone, volare, essere tagliato a metà. Tutti esercizi classici dell’arte dello stupire. Dei tre, Logan ha scelto di fare volare, carrozzina e tutto, l’atleta-scrittore che, evidentemente emozionato e forse un po’ terrorizzato, ha volato davvero davanti agli occhi di tutti i presenti. Gli applausi sono stati tanti, sinceri, per entrambi e, mi permetto di sottolineare, per un’amicizia che si è vista sul palco. L’amicizia di persone che non per forza si frequentano e si conoscono da tanto tempo, non lo so e non è importante saperlo, ma l’amicizia che è possibile anche per pochi attimi, sempre tra le persone. Quei pochi istanti che portano alla meraviglia, allo stupore, alla felicità, alla gioia di vivere. Questo si è visto sul palco del Teatro Sociale di Brescia ed è stato un bel modo per festeggiare la Befana, come ci piace chiamarla. Certo, lo spettacolo bresciano di Logan non è stato bello solo per questo, sarebbe sminutivo affermarlo. Tuttavia proprio questo sketch permette di spiegare quanto volevo esprimere sopra: le parole sì, ma poi i fatti, tanti fatti buoni e belli come quelli visti in scena (anche le lucciole, ad esempio, dopo la donna sparita e riapparsa, l’escapologia dalla cassa chiusa, eccetera) che tolgano un po’ il palcoscenico, specialmente televisivo, a tante, troppe parole che finiscono per apparire vuote di senso.

Torna a Brescia ancora, Erix, città dalla quale si parte sempre per creare qualcosa di buono!

 

Alessia Biasiolo

 

One thought on “La Befana al Sociale di Brescia

  1. WILLEM ha detto:

    Veramente indovinato lo spettacolo illusionistico per il giorno della Befana, specialmente perché i genitori hanno portato i loro figli a teatro.Sia il tipo di spettacolo, sia la presenza di tanti piccoli spettatori si deve continuare a credere nel teatro, e soprattutto portare divertimento e socialità nel teatro Italiano… C’é già cultura, ma non sarebbe affatto male , coinvolgere i più giovani. WILLEM

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