La “Questio de aqua et terra” di Dante settecento anni dopo

La Questio de aqua et terra è l’unica opera organica di Dante Alighieri che esibisca una datazione topica e cronica: Verona, chiesa di Sant’Elena, 20 gennaio 1320. Il testo si presenta nella forma della classica questio disputata in cui un magister universitario espone la propria tesi rispondendo e confutando di volta in volta le obiezioni degli avversari: Dante affronta il tema dell’emersione delle terre rispetto alla sfera dell’acqua che secondo la fisica aristotelica diffusa all’epoca del poeta, doveva in linea teorica ricoprirle interamente.

A settecento anni da questo evento l’Università di Verona in collaborazione con altre prestigiose università, quali University of Notre Dame, Scuola Normale Superiore di Pisa, Katholieke Universiteit Leuven, e nell’ambito del Protocollo d’intesa per le celebrazioni dantesche promosso dal Comune di Verona, con un intervento diretto della Biblioteca Capitolare di Verona e del Museo diocesano d’arte di San Fermo Maggiore, ha organizzato un convegno internazionale di due giorni lo scorso gennaio, per approfondire aspetti del testo e del contesto storico-culturale nel quale prese forma il trattatello di Dante.

Studiosi e specialisti provenienti da università di tutto il mondo si sono dati appuntamento per confrontarsi e discutere su temi di carattere storico, teologico, filosofico e artistico utili a comprendere le ragioni e gli obiettivi che guidarono la mano del poeta, il pubblico per cui l’opera fu pensata, gli ambienti che la ospitarono.

“Il convegno sulla Questio de aqua et terra”, spiega Paolo Pellegrini, docente di Filologia italiana dell’ateneo veronese e membro del comitato scientifico che guida le celebrazioni dantesche, “si inserisce in un ricco programma che prevede cicli di conferenze, seminari e convegni internazionali destinati a condurci fino all’anniversario del 2021, settecentenario della morte del poeta. Lo scopo è quello di coniugare la serietà scientifica con l’apertura a un pubblico di non specialisti in un’ottica di alta divulgazione: uno degli obiettivi principali della terza missione dell’ateneo.

Al convegno sulla Questio si accompagna anche un progetto di grande rilievo che l’ateneo scaligero ha realizzato in collaborazione con il regista e attore veronese Alessandro Anderloni.

La lettura integrale della Questio è la prima parte di un progetto che l’università di Verona sta proponendo nell’ambito delle celebrazioni per i centenari danteschi del 2021. La seconda tappa sarà la messa in scena di uno spettacolo di prosa, affidato allo stesso Anderloni, con la trasposizione in forma teatrale della Questio, che debutterà a Verona nell’autunno 2020.

R.B.

Giulietta protagonista dell’amore, nell’immaginario mondiale

Olesia e Amine alla fine si sono incontrati a Verona, lei arrivata da Mosca e lui da New York. Solo grazie al concorso organizzato da Comune di Verona e Airbnb, i due innamorati hanno potuto darsi appuntamento nella città scaligera. I giovani hanno passato la notte di San Valentino nella Casa di Giulietta dove ad attenderli c’erano il sindaco e lo chef stellato Giancarlo Perbellini, che ha cucinato per loro.

La storia del loro amore, che ha saputo superare le distanze e le differenze di lingua e cultura, ha vinto sulle 6 mila lettere inviate al concorso. Il matrimonio è programmato in luglio in Marocco e questa è l’ultima occasione di stare insieme prima della cerimonia.

Amine, in ottobre, aveva chiesto a Olesia di sposarlo. Per organizzare le nozze, però, si sono impegnati a risparmiare e non avrebbero potuto incontrarsi senza vincere il concorso.

“Quando ho scoperto di essere la vincitrice – ha detto Olesia – ero assolutamente entusiasta perché sono appassionata della storia di Romeo e Giulietta. L’ho letta più volte, ho visto il film, ne ho imparato a memoria interi dialoghi, ho visto il musical. Lunedì ho guardato anche il film di Zeffirelli e mi sono informata sulla casa di Giulietta e sul museo. Sono stupita da quanto sia bella, così antica e vera. E sono molto contenta perché, probabilmente, questa è l’ultima volta che stiamo insieme prima delle nozze”.

“Siamo molto contenti – ha detto il sindaco – che abbiano vinto Olesia e Amine perché la loro storia d’amore ha conquistato tutti. Questa è la magia della casa di Giulietta, dell’amore e di Verona, una magia che ha saputo esaudire il loro grande desiderio di incontrasi di nuovo prima delle nozze. Il concorso ha dato alla nostra città una visibilità internazionale straordinaria. Basta guardarla oggi piena di innamorati e di turisti provenienti da ogni dove, per capire che poche città al mondo sanno essere come Verona”.

il famoso balcone di Giulietta, nella casa veronese

Il “Premio Cara Giulietta” è andato invece a Sandy Bauche, studentessa di diritto di Tours, Francesca Cattaneo, laureanda in medicina di Milano, e Fiorentina Funicello, professoressa di lettere di Roma.

Le loro lettere sono state giudicate dalle “Segretarie di Giulietta” le più belle e le più intense storie d’amore indirizzate alla giovane Capuleti. Il Premio Cara Giulietta, istituito dal Club di Giulietta nel 1993, celebra ogni anno le confidenze, le speranze e le emozioni dell’amore scritte in forma epistolare.

“Grazie al mito di Giulietta e alla valorizzazione di quello straordinario sentimento universale che è l’amore – ha detto l’Assessore alla Cultura – Verona è, nell’immaginario condiviso, il luogo in cui poter raccontare e rendere pubbliche le proprie storie d’amore. Quindi, al di là delle feste pubbliche, Verona nei giorni di San Valentino è davvero la città in cui i sentimenti privati sanno superare le differenze e fondere culture, nazionalità e lingue diverse”.

Roberto Bolis

Armonie Quartet all’università Tor Vergata

Mercoledì 19 febbraio 2020 alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” (Università di Roma “Tor Vergata”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” suona l’Armonie Quartet, formato da Luca Vignali – uno dei migliori oboisti italiani e primo oboe solista dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, con esperienze con altri grandi orchestre come i Berliner Philharmoniker – e dalla violinista Anna Chulkina, dalla violista Gaia Orsoni e dalla violoncellista Kyung Mi Lee.

Il programma è molto vario, spaziando dall’inizio del Seicento alla fine del Novecento e presentando sia musiche scritte originariamente per questa formazione sia trascrizioni. Al centro del concerto sta il brano più famoso per questi quattro strumenti, il Quartetto in fa maggiore K 370, scritto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1781: questo capolavoro fu scritto evidentemente per un grande oboista, data la difficoltà della parte. Sono originali anche il Quartetto in si bemolle maggiore di Johann Christian Bach, ultimogenito dei venti figli del grande Johann Sebastian e all’epoca molto più noto e apprezzato del padre; fu anche tra gli insegnanti di Mozart e si racconta che l’allievo era talmente giovane che il maestro lo prendeva sulle sue ginocchia. Originale per questo gruppo strumentale è anche il Quartetto op. 61 di Malcolm Arnold, uno dei più apprezzati compositori inglesi contemporanei: è stato definito “una composizione melodiosa, spiritosa e geniale”.

In programma anche due trii. Il Trio in si bemolle maggiore di Franz Schubert – una delle tante composizioni lasciate incompiute da questo autore – è un piccolo capolavoro giovanile. L’Instrumentalsatz in fa maggiore BWV 1040 di Johann Sebastian Bach è un breve pezzo strumentale, che il compositore stesso dimostrò di apprezzare molto, riutilizzandolo in diversi suoi lavori vocali, sia sacri che profani.

Il resto del programma consiste in stuzzicanti trascrizioni strumentali di alcuni notissimi brani di musica vocale, ovvero “Il lamento della Ninfa” di Claudio Monteverdi, l’aria “Lascia che io Pianga” dal “Rinaldo” di Georg Friedrich Haendel e, come gran finale, la famosissima e amatissima romanza “Vissi d’arte” dalla “Tosca” di Giacomo Puccini.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Con il “Carnevale degli Este” Ferrara rivive le magie del Rinascimento

Dopo più di cinquecento anni torna in vita il Carnevale Estense nella raffinata cornice della città di Ferrara, una delle più importanti capitali della cultura nel Rinascimento. La rievocazione storica del Carnevale che gli Estensi usavano celebrare nel XV e XVI secolo costituisce l’occasione per immergersi nell’atmosfera rinascimentale della Corte di Ferrara, conosciuta nel mondo come la più elevata espressione di bellezza nel campo delle arti figurative, architettoniche e letterarie.

Dal 20 al 23 febbraio Ferrara diventerà teatro di oltre cinquanta appuntamenti che prevedono coinvolgenti animazioni a tema storico, per adulti e bambini, con cortei di 500 figuranti in costumi dell’epoca, giochi d’armi e di fuoco, danze e concerti, banchetti a menù rinascimentali, 12 divertenti rappresentazioni teatrali e pantomime, conferenze sugli Estensi e le loro usanze, visite guidate a tema per le vie della città e nei palazzi storici, laboratori ludico-didattici in Castello e presso i Musei, e un mercatino rinascimentale delle erbe.

Tutto questo offrirà l’opportunità di conoscere in modo piacevole e originale l’affascinante storia della Corte Estense e l’incantevole centro storico di Ferrara, Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO.

Da alcuni anni l’Amministrazione Comunale promuove e sostiene la manifestazione rievocativa del Carnevale degli Este, organizzata sapientemente dall’Ente Palio di Ferrara attraverso molteplici eventi di interesse culturale e di attrazione turistica.

Per l’occasione sabato 22 e domenica 23 febbraio i Musei civici saranno aperti gratuitamente (Casa di Ludovico Ariosto, Palazzina Marfisa d’Este, Museo di Storia Naturale, Museo della Cattedrale, Palazzo Bonacossi, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Padiglione d’Arte Contemporanea).

– GIOVEDÌ 20 FEBBRAIO 2020

Ore 16.00 Palazzo Bonacossi, Salone d’Onore via Cisterna del Follo 5

Inaugurazione dell’edizione 2020 del Carnevale degli Este, con partecipazione del Coro Universitario diretto dal m.° Francesco Pinamonti. Per l’occasione, sarà esposta e presentata al pubblico una selezione delle nove polene lignee appartenute alle galee veneziane sequestrate durante la battaglia del 1509, a cura dei Musei Civici di Arte Antica. A seguire, Il “felicissimo successo” della Polesella, tra Ippolito e Alfonso d’Este, conferenza di Marialucia Menegatti (responsabile editoriale dell’associazione Ferrariae Decus di Ferrara). Ingresso libero.

Ore 18.15 Casa Romei via Savonarola 30

Odi le trombe? È il fragor del Carnevale! Concerto inaugurale dell’Ensemble di trombe barocche del Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, a cura di Michele Santi e Martina Dainelli. Seguirà brindisi.

– VENERDÌ 21FEBBRAIO 2020

Ore 16.00 Palazzo Bonacossi, Salone d’Onore via Cisterna del Follo 5

Venezia sconfitta, Ferrara trionfante: la battaglia della Polesella tra false notizie, canzoni di piazza e propaganda, conferenza a cura di Massimo Rospocher (Istituto Storico Italo-Germanico di Trento), con animazioni e intermezzi vocali a cura del De Sphaeris Ensemble e del Coro della Basilica di San Giorgio, diretti dal m.° Davide Vecchi. Ingresso libero.

Ore 17.00 Biblioteca Comunale Ariostea, Sala Agnelli via delle Scienze 17

Tra commedia e tragedia: il divertimento alla corte estense nel primo ‘500, in una selezione di scene dal film “E ridendo l’uccise” di Florestano Vancini, a cura di Carlo Magri: diretto dal celebre regista ferrarese nel 2005, il film è incentrato proprio sulle vicende storiche dei fratelli Alfonso, Ippolito, Giulio e Ferrante d’Este. Ingresso libero.

Ore 19.00 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Gran ballo di Carnevale, con ricco buffet, a cura della Contrada Borgo San Giovanni, in collaborazione con l’Associazione di Promozione Sociale 8cento di Bologna. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio. Iniziativa a pagamento.

Ore 21.00 Sala della Musica, chiostro di San Paolo via Boccaleone 19

Gli sposi promessi, commedia a cura della Compagnia della Vipera in collaborazione con il Gruppo Armonie di Danza della Contrada Rione San Paolo. Ingresso libero.

– SABATO 22 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00 – 19.30 Piazza Trento e Trieste

“Mercato Rinascimentale delle erbe”, nell’omonima e antica Piazza delle Erbe (dal 1919 diventata Piazza Trento e Trieste), a cura dell’Associazione Coldiretti di Ferrara, Avis Provinciale e Comunale di Ferrara e dell’Ente Palio.

Ore 10.00 – 18.00 Centro Storico

Note itineranti, a cura dei Daridel: con ghironda, liuto, cornamusa e percussioni, i cinque musicisti di Ferrara cattureranno l’occhio e l’orecchio del pubblico, regalando momenti di danze, musiche e tanta energia.

Ore 10.00 Castello Estense, Sala dei Comuni

“De mascare et comedie”: i carnevali estensi tra allegrezze e magnificenza, conferenza a cura di Domenico Giuseppe Lipani (Università degli Studi di Ferrara); a seguire, Il Lazzo della mosca e altre storie, a cura di Fabio Mangolini (direttore artistico di Cornucopia Performing Arts Labs). Ingresso libero.

Ore 10.00 – 13.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando. Evento a pagamento, senza prenotazione.

Ore 10.15
Palazzo di Giulio d’Este 
corso Ercole I d’Este 16

Alfonso I e Ippolito d’Este. Le armi e gli amori: passeggiata dal cuore della città rinascimentale fino a palazzo Bonacossi, dove si potranno ammirare le “polene” delle navi veneziane sequestrate dal duca Alfonso nel dicembre 1509. Visita guidata a cura di NaturalMente Arte-Ferrara

Ore 10.30 Biblioteca Comunale per ragazzi “Casa Niccolini” via Romiti 13

Annone e Ganda: due star pachidermiche del primo ‘500, aneddoti e vicende su due tra i più famosi animali esotici del Rinascimento, a cura della Commissione Scuola dell’Ente Palio di Ferrara: partecipazione libera e gratuita, particolarmente indicata per bambini a partire dai 5 anni.

Ore 11.00 Museo Archeologico via XX Settembre 122

Visite guidate ai soffitti affrescati di palazzo Costabili (Sala del Tesoro e sale didattiche), attraverso letture di testi e animazione scenica con personaggi in abito storico pronti a evocare curiosità e aneddoti della Ferrara del primo Cinquecento: a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 12.30 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Banchetti e danze col Messisbugo: pranzo animato con balletti rinascimentali, recite ed esibizione di armati, a cura della Contrada Borgo San Giovanni. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio.

Ore 14.00 – 17.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando. Evento a pagamento, senza prenotazione.

Ore 15.00 – 18.00 Casa Romei via Savonarola 30

I tesori nascosti: apertura straordinaria dello Studiolo delle Tramezze, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 15.00 Castello Estense, cortile interno, pozzo maggiore

Raccontare Ferrara: visita guidata al centro storico di Ferrara, alla scoperta delle principali peculiarità di una delle capitali del Rinascimento e patrimonio mondiale UNESCO, a cura del Consorzio Visit Ferrara. Ritrovo 15 minuti prima della partenza.

Ore 15.00 Piazza Trento e Trieste

Aspettando i trionfatori: animazione a cura degli sbandieratori delle contrade del Palio, ed esibizione del Gruppo Campanari Ferraresi con utilizzo del castello mobile di campane suonate a festa per l’arrivo del corteo. Lettura dell’editto di apertura del Carnevale dalla finestra della Torre dell’Orologio.

Ore 15.00 Piazza Savonarola

“Il Serraglio”. Torturatio Glemonensae: animazioni e intrattenimenti a cura del gruppo storico “Giochi e torture” dell’Associazione Pro Loco Glemona, Gemona del Friuli (Ud)

Ore 15.30 Castello Estense, cortile interno

A spasso per Ferrara sulle orme di Alfonso I e del cardinale Ippolito: il percorso di visita guidata inizia dal Castello Estense (visita per esterni), raggiunge le mura orientali della città con i bastioni cinquecenteschi voluti dal genio militare di Alfonso e si conclude a palazzo Bonacossi, dove saranno esposti i sorprendenti cimeli della famosa battaglia di Polesella (1509). A cura di Itinerando; iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 15.30 Palazzo Muzzarelli Crema, Cortile d’Onore via Cairoli 13

“L’ora gaia”: giochi all’aperto con merenda, nel meraviglioso cortile di un palazzo rinascimentale a due passi dal Castello Estense. Laboratorio per bambini, dai 6 anni: iniziativa a pagamento, a cura della Contrada Rione Santo Spirito.

Ore 15.30 Porta Paola via Donatori di Sangue/piazza Travaglio

Partenza del Corteo Storico con 250 figuranti: dame, cavalieri, vessilliferi, armati, la duchessa Lucrezia Borgia e il giudice dei Savi Antonio Costabili accompagnano l’ingresso trionfale in città del duca Alfonso e del cardinale Ippolito d’Este, artefici della vittoriosa battaglia della Polesella: a cura dei figuranti delle contrade del Palio di Ferrara, della Compagnia Estense di San Michele-Gruppo Armati dell’Ente Palio di Ferrara, con la partecipazione della Compagnia di fanti “I Conestabili del Finale” (Finale Emilia, Modena).

Ore 15.45 Piazza del Municipio

“Con trionfo e festa della vittoria havuta”: ingresso della corte nell’antica piazza ducale e omaggio dei cantastorie Zoppino e Bighignol ai due fratelli estensi: a cura delle contrade del Palio e del Coro Universitario di Ferrara.

Ore 16.00 Piazza del Municipio

In fabula: spettacolo a cura della Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno, con straordinarie evoluzioni scenico-artistiche di astri, divinità e fate personificati da abili trampolieri mascherati. Evento gratuito.

Ore 16.00 Castello Estense

Carnevale in Castello: visita con laboratorio per bambini dai 5 agli 11 anni, per conoscere le vicende di alcuni dei personaggi più affascinanti della famiglia d’Este, rivivere le atmosfere festose del Carnevale e creare la propria maschera ispirata ai gusti del tempo. A cura di Senza Titolo. Iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 16.00 Castello Estense

Il Castello di Alfonso I: visita guidata dagli ambienti del pian terreno e dalla prigione nella Torre dei Leoni, fino ai celebri Camerini del duca lungo la Via Coperta, a cura di Itinerando. Aperitivo finale nelle eleganti sale della caffetteria al piano nobile del Castello, a cura di Bota srl. Iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 18.00 Palazzo Muzzarelli Crema via Cairoli 13

“L’ora gaia” alla Locanda del Carnevale: degustazione di cibi e bevande della tradizione gastronomica ferrarese, a cura della Contrada Rione Santo Spirito. Iniziativa a pagamento.

Ore 20.30 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Banchetti e danze col Messisbugo: cena animata con balletti rinascimentali, recite ed esibizione di armati, a cura della Contrada Borgo San Giovanni. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio.

Ore 21.00 Sala Estense piazza del Municipio 2

L’Assiuolo, commedia di Giovan Maria Cecchi, a cura della Compagnia del Vado della Contrada Rione Santa Maria in Vado, con la partecipazione del Gruppo Danza “L’Unicorno”. Introduzione storica di Francesco Scafuri. Entrata ad offerta libera.

– DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020

Ore 10.00 – 18.00 Centro Storico

Note itineranti, a cura dei Daridel: con ghironda, liuto, cornamusa e percussioni, i cinque musicisti di Ferrara cattureranno l’occhio e l’orecchio del pubblico, regalando momenti di danze, musiche e tanta energia.

Ore 10.00 – 19.30 Piazza Trento e Trieste

“Mercato Rinascimentale delle erbe”, nell’omonima e antica Piazza delle Erbe (dal 1919 diventata Piazza Trento e Trieste), a cura dell’Associazione Coldiretti di Ferrara, Avis Provinciale e Comunale di Ferrara e dell’Ente Palio.

Ore 10.00 Castello Estense, Sala dei Comuni

Le cacce, i falconi, i ghepardi ed altri simboli alla Corte estense, conferenza a cura di Gianluca Lodi e Francesco Scafuri, introduzione di Riccardo Modestino: iniziativa promossa e patrocinata dall’Associazione De Humanitate Sanctae Annae. Ingresso gratuito.

Ore 10.00 Casa Romei via Savonarola 30

Romei ludens: giocando con gli antichi passatempi, visita guidata al percorso museale a cura del Direttore Andrea Sardo, con animazioni storico-rievocative della Contrada Borgo San Giacomo. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 10.00 Piazza del Municipio

Piccoli musici e sbandieratori crescono: esibizione non competitiva degli sbandieratori e musici, categoria ‘under’, delle contrade del Palio di Ferrara.

Ore 10.00 – 13.00 Casa Romei via Savonarola 30

I tesori nascosti: apertura straordinaria dello Studiolo delle Tramezze, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 10.00 – 13.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando, iniziativa a pagamento, senza prenotazione.

Ore 10.30 Museo di Storia Naturale slargo Florestano Vancini 2

Animali e alchimia nel Rinascimento: la storia dell’elefante Annone, iniziativa per bambini a cura dell’Associazione Didò. Scopriamo insieme l’antico mondo dell’alchimia con un laboratorio dove impareremo come alcune parti anatomiche degli animali venivano utilizzate per realizzare pozioni e amuleti considerati magici dai principi del Rinascimento. Evento a pagamento.

Ore 11.00 Museo Archeologico, Salone delle Carte Geografiche via XX Settembre 122

Una Iliade alla Polesella: Orlando furioso, canto trentesimosesto, conferenza a cura di Claudio Cazzola. Al termine, visita guidata ai vasi di Spina sul tema Due amici sull’Olimpo: Efesto e Dioniso, e alla mostra Trilogia di Dioniso: il pittore di Altamura a Spina, a cura della Direttrice Paola Desantis. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 11.00 Castello Estense, cortile interno

A spasso per Ferrara sulle orme di Alfonso I e del cardinale Ippolito: il percorso di visita guidata inizia dal Castello Estense (visita per esterni), raggiunge le mura orientali della città con i bastioni cinquecenteschi voluti dal genio militare di Alfonso e si conclude a palazzo Bonacossi, dove saranno esposti i sorprendenti cimeli della famosa battaglia di Polesella (1509). A cura di Itinerando; iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 11.30 

Castello Estense

Il Castello di Alfonso I: visita guidata dagli ambienti del pian terreno e dalla prigione nella Torre dei Leoni (dove vennero reclusi Ferrante e Giulio, fratelli del duca Alfonso) fino al piano nobile, attraverso il Giardino degli Aranci e i famosi Camerini lungo la Via Coperta. A cura di Itinerando, iniziativa a pagamento fino a esaurimento posti.

Ore 12.00 Casa Romei via Savonarola 30

Romei ludens: giocando con gli antichi passatempi, visita guidata al percorso museale a cura del Direttore Andrea Sardo, con animazioni storico-rievocative della Contrada Borgo San Giacomo. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 12.30 Centro di Promozione Sociale “Il Parco” via Canapa 4

Banchetti e danze col Messisbugo: pranzo animato con balletti rinascimentali, recite ed esibizione di armati, a cura della Contrada Borgo San Giovanni. Servizio navetta da Largo Castello, di fronte alla Camera di Commercio.

Ore 14.00 – 17.00 Piazza Savonarola, accesso dal pontile

Visita in barca nel fossato del Castello Estense: durante la navigazione si può ascoltare un’esaustiva descrizione storica del monumento, in italiano e in inglese. A cura di Itinerando, iniziativa a pagamento, senza prenotazione.

Ore 14.15 Palazzo di Giulio d’Este corso Ercole I d’Este 16

Alfonso I e Ippolito d’Este. Le armi e gli amori: passeggiata dal cuore della città rinascimentale fino a palazzo Bonacossi, dove si potranno ammirare le “polene” delle navi veneziane sequestrate dal duca Alfonso nel dicembre 1509. Visita guidata a cura di NaturalMente Arte-Ferrara.

Ore 15.00 Museo Archeologico via XX Settembre 122

Estensi in maschera: laboratorio didattico-creativo per bambini, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese. Al termine, Il Carnevale degli Etruschi a Bologna nel 1874, conferenza a cura della Direttrice Paola Desantis. Iniziativa gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso, con gratuità di legge.

Ore 15.30 Palazzina Marfisa d’Este corso della Giovecca 170

Colpito e affondato … o quasi!: visita didattica con laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni, per scoprire assieme le tecniche dell’antica battaglia di Polesella e ricreare, col gioco, movimenti e scontri tra le artiglierie ferraresi e la flotta veneziana. Una battaglia navale da non perdere! A cura dell’Associazione Arte.Na. Iniziativa a pagamento.

Ore 16.30 Piazza Castello

Corteo di chiusura del Carnevale: la corte di Alfonso e Ippolito d’Este, con la duchessa Lucrezia Borgia, sfila da piazza Castello per raggiungere lo Scalone d’Onore dell’antico palazzo Ducale in piazza del Municipio, e da qui assistere alle ultime animazioni carnascialesche.

Ore 16.45 Piazza del Municipio

Polesella 1509: va in scena la battaglia, rievocazione animata dei cruenti scontri tra i soldati estensi e veneziani nel dicembre del 1509 lungo le sponde, gli argini e le golene del Po, nei pressi di Polesella: a cura della Compagnia Estense di San Michele-Gruppo Armati dell’Ente Palio di Ferrara e dei figuranti delle contrade cittadine.

Ore 17.15 Piazza del Municipio

Il Paggio dei Clerici Vagantes: giullare alchimista in viaggio fin dal 1509, intrattenimento ludico-goliardico con effetti spettacolari e sketch pirotecnici ispirati alle passioni metallurgiche e alchemiche del duca Alfonso d’Este, a cura della compagnia teatrale Atuttotondo.

Ore 17.45 Piazza del Municipio

“Contrasto” tra messer Carnovale e Madonna Quaresima: duello burlesco tra il grasso e indolente Carnevale e la smunta Quaresima: chi vincerà? A cura degli attori delle compagnie teatrali ferraresi ” I Prosivendoli” e “Il Teatro dei Stanchi”.

Ore 18.00 Piazza Trento e Trieste

Begosso a morte! Rogo del fantoccio di messer Carnevale, alias Begosso: con il falò apotropaico e la lettura dell’editto di chiusura, termina l’edizione del Carnevale degli Este. Arrivederci al 2021.

INGRESSO GRATUITO AI MUSEI CIVICI 22 e 23 FEBBRAIO 2020

  • Casa di Ludovico Ariosto, via Ariosto 67
  • Palazzina Marfisa d’Este, corso della Giovecca 170
  • Museo di Storia Naturale, slargo Florestano Vancini 2
  • Museo della Cattedrale, Ex Chiesa di San Romano, via San Romano 1
  • Palazzo Bonacossi – Museo Riminaldi, via Cisterna del Follo 5
  • Museo del Risorgimento e della Resistenza, corso Ercole I d’Este 19
  • Padiglione d’Arte Contemporanea, corso Porta Mare 5

CHALLENGE FOTOGRAFICO #CarnevaledegliEste

Nel pomerggio di sabato 22 febbraio, si attiverà il challenge fotografico, ovvero una sfida alla foto migliore, allo scatto più rappresentativo del Carnevale che immortalerà l’istante più determinante delle diverse rievocazioni storiche. Primo tra tutti il corteo, come sempre l’evento più atteso, ma non di meno anche gli altri spettacoli in costume messi in scena dalle compagnie teatrali ospiti per l’occasione a Ferrara.

Le foto dovranno riportare l’hashtag #CarnevaledegliEste e dovranno essere pubblicate istantaneamente dai partecipanti sul loro profilo instagram pubblico, per essere votate dai propri followers. La foto vincitrice sarà resa nota al termine degli spettacoli pomeridiani in Piazza Municipale.

 

Alessandro Zangara

Lenz per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020: festa di apertura

Giovedì 20 febbraio a partire dalle ore 20 negli affascinanti spazi post-industriali di Lenz Teatro si apre Habitat Pubblico 2020, il progetto artistico e culturale diretto da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, in una lunga serata di performance, musica e drink nel segno di Parma Capitale Italiana della Cultura.

Habitat Pubblico 2020 dà inizio nel mese di marzo al progetto Il Passato Imminente con tre nuove creazioni, interpretate da altrettante protagoniste dell’inesauribile ricerca performativa di Lenz per arrivare, nel mese di novembre, a un’edizione all women del Festival Natura Dèi Teatri.

Tra gli eventi più importanti di Habitat Pubblico 2020 vale segnalare La Vita è Sogno, allestimento site-specific all’interno del Complesso Monumentale della Pilotta – nel mese di giugno – progetto speciale per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

Denso di stimoli e visioni Habitat Pubblico non è una semplice stagione di spettacoli, ma un complesso progetto di creazioni performative e visuali contemporanee, residenze artistiche internazionali, coproduzioni musicali, teatrali, coreografiche, di pratiche formative pluridisciplinari e integrate rivolte a giovani, persone con sensibilità psichica e intellettiva e studenti.

Lenz Fondazione, fondata dalle Associazioni Culturali Lenz Rifrazioni e Natura Dèi Teatri, ne raccoglie l’eredità storica (1986 per Lenz e 1996 per Natura) continuandone senza soluzione di continuità e con identico rigore l’azione di ricerca artistica, creazione, formazione, ospitalità internazionale nell’ambito delle performing arts e della sensibilità, ma con una più ampia progettualità artistica, culturale e scientifica. Lenz Fondazione realizza un complesso progetto di creazioni performative e visuali contemporanee e di coproduzioni musicali e teatrali in collaborazione con istituzioni territoriali, nazionali ed internazionali, di pratiche laboratoriali integrate rivolte a persone con disabilità psichica, intellettiva, sensoriale.

Lenz Teatro si trova in via Pasubio 3/e a Parma.

 

Michele Pascarella

Una giornata a Palazzo Pianetti di Jesi

La visita di Jesi può occupare alcune ore, oppure alcuni giorni. Indichiamo le attrattive culturali principali di Palazzo Pianetti (via XV settembre, 10), sede dei Musei Civici, come il Museo Archeologico che presenta reperti secondo un ordine cronologico in tre sezioni, riservate alla Preistoria, la Protostoria e l’Età romana. Molti i pezzi interessanti, tra cui reperti della civiltà picena di Monteroberto e Castelbellino, con le fornaci di Campo Boario e le statue di età giulio-claudia scoperte a Jesi. Il museo si trova al piano terra del Palazzo, dov’erano le scuderie.

Palazzo Pianetti è un esempio di architettura settecentesca, iniziato su commissione della nobile famiglia Pianetti di Jesi. Venne ristrutturato nell’Ottocento per il matrimonio di Vincenzo Pianetti con una Azzolino. Al primo piano la Galleria degli Stucchi, uno dei massimi esempi di rococò dell’Italia centrale, e le stanze decorate con le Storie di Enea. Al secondo piano le sale e i salotti, le camere da letto e i bagni, tutto decorato con temi ottocenteschi. Il cortile interno vanta un bel giardino all’italiana. Al piano nobile anche la Pinacoteca Civica, con opere di carattere religioso dal XV al XIX secolo, provenienti anche da varie chiese cittadine, per depositi, lasciti, donazioni. Tra i vari quadri, un gruppo di opere di Lorenzo Lotto, databili tra il 1512 e il 1535. Interessanti anche i vasi del Settecento provenienti dall’antico ospedale di Jesi, circa duecento pezzi in ceramica.

La Gallerie d’Arte contemporanea ha una buona quantità di opere di pregio, dalla seconda metà dell’Ottocento fino ad oggi. Grazie al “Premio Città di Jesi-Rosa Papa Tamburi”, sono arrivate alla Galleria numerose opere, arricchite anche in occasione della mostra “La ruota del Lotto” del 1981, quando artisti come Pistoletto e Ontani lasciarono al museo alcune opere. Palazzo Pianetti è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; orario continuato dal terzo sabato di giugno alla terza domenica di settembre, dalle 10 alle 19. Lunedì chiuso eccetto se festivo.

Jesi vanta anche la Casa Museo Colocci Vespucci, la Biblioteca Planettiana, il Museo per le Arti della Stampa, il Museo Federico II stupor mundi, il Museo Diocesano e le sale museali di Palazzo Bisaccioni.

 

Alessia Biasiolo

Trio pianistico al Ridotto per un concerto a sei mani su un’unica tastiera

“Un salotto a sei mani nel segno dell’opera e della danza” è il titolo dell’appuntamento con il Trio pianistico di Bologna (Silvia Orlandi, Alberto Spinelli, Antonella Vegetti) in programma per martedì 18 febbraio 2020 alle 21 nella sala del Ridotto del Teatro Comunale (corso Martiri della Libertà 5, Ferrara).

Protagonisti di questo concerto che vede la particolarissima formazione di un trio di pianisti sono Silvia Orlandi, Alberto Spinelli e Antonella Vegetti.
Già compagni di scuola alle medie del Conservatorio G. B. Martini di Bologna, ritrovatisi vent’anni dopo a una cena di classe, hanno formato, sei anni fa il Trio pianistico di Bologna.
Il loro debutto è avvenuto a Pracchia (Pistoia), nel 2014. Da allora numerose sono state le occasioni per esibire il repertorio a sei mani, assai raramente proposto nelle stagioni concertistiche.
Il Trio ha suonato in diverse rassegne e occasioni. Tra queste il Castello Sforzesco di Milano per l’Expo del 2015, Castello di Wolfsburg in Germania, San Giacomo Festival di Bologna, stagione del Circolo della Musica sempre a Bologna, Circolo di lettura di Parma, la prestigiosa Villa Dolfi Ratta a San Lazzaro, la Casa della Musica di Piteglio (Pt), per il Festival Verdi Off a Parma e, in un concerto all’aperto, nel famoso Viale Ceccarini a Riccione.
Negli anni diversi compositori hanno trascritto o creato nuovi brani per il Trio pianistico di Bologna.
Formazione inaspettata, che spesso prima lascia stupito il pubblico, per poi rapirlo nel turbinio di note che 6 mani riescono a fare su un’unica tastiera, ha in realtà una lunga storia che inizia nell’Ottocento.
Essa richiede grande affiatamento e sintonia tra i musicisti, oltre alla pazienza di condividere uno spazio abbastanza angusto, ma offre anche una visione completamente diversa del pianoforte.
Il trio presenterà pagine di autori classici come Schubert, Czerny, Dacci, Verdi, Thuillier in un salotto musicale dedicato all’opera e alla danza.
E’ di imminente uscita per la Da Vinci publishing il primo cd del Trio Pianistico di Bologna con presentazione di Piero Rattalino.
Il Trio pianistico di Bologna è composto da Alberto Spinelli, Silvia Orlandi e Antonella Vegetti. I tre musicisti, tutti diplomati in pianoforte, avevano frequentato la stessa classe delle Scuole Medie del Conservatorio G. B. Martini di Bologna negli anni Settanta. Poi si sono persi di vista. Qualche anno fa quella classe si è ritrovata per una cena con la “complicità” di Facebook che ha permesso di ritrovare persone di cui si era perso ogni recapito. Dopo i ricordi e i festeggiamenti, è nata la voglia di suonare insieme ed è così nato il Trio Pianistico di Bologna che si è esibito con successo in diverse località e sale da concerto: Teatro di Villa Mazzacurati, San Giacomo Festival Circolo della Musica a Bologna, Villa Dolfi Ratta a San Lazzaro, Viale Ceccarini a Riccione, rassegna Pracchia in musica (Pt), Castello di Wolfsburg (Germania), Castello Sforzesco a Milano per Expo 2015, Circolo di Lettura e Conversazione di Parma, Festa della Musica di Parma, Festival Verdi Off a Parma, Casa della Musica di Piteglio (Pt) e concerti in ville private.
Il Trio si propone di alternare composizioni celeberrime a brani meno noti, di piacevole ascolto, impaginando programmi simili a quelli che nei salotti delle famiglie amanti della musica erano eseguiti da professionisti e da dilettanti di ottimo livello. Nelle esecuzioni il Trio esprime la gioia di fare musica insieme, comunicandola al pubblico presente. Pur provenendo da esperienze musicali diverse (musica da camera e insegnamento per Alberto Spinelli, accompagnamento di cantanti lirici, collaborazioni con Enti lirici e didattica per Silvia Orlandi; insegnamento, musica antica e clavicembalistica per Antonella Vegetti) il Trio ha raggiunto l’obiettivo di uno straordinario affiatamento.
In virtù di una complicità particolare nel segno della musica, maturata insieme dai tempi dell’adolescenza e del contributo delle diverse sensibilità e conoscenze di ognuno, il Trio evidenzia una maturità tecnica ed espressiva degna di menzione.
Per l’entrata allo spettacolo è previsto il biglietto, acquistabile presso la biglietteria del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dalle 15.00 del giorno stesso.Hanno collaborato anche la Associazione “Cultura e Arte Del ‘700″ – Bologna e la Associazione” Perspectiv – Geselleschaft Der Historischen Theater Europas” – Berlino – Germania e il Teatro Storico 1763 – “Aldrovandi-Mazzacorati” – Bologna.

PROGRAMMA concerto del 18 febbraio del trio pianistico
– F.Schubert (1797-1828) Serenata
– C.Czerny (1791-1857) Romanza in Sol min.
Romanza in Mi bemolle
– C. Czerny. Victoria Quadrille
– E.A.Thuillier (…-1913) Bolero Brillant “un Jour a Seville
– G. Dacci (1840-1915) Fantasia Brillante sui motivi dell’opera ” Don Carlo” di G. Verdi
– J. Svendsen (1840-1911) Fest Polonaise
– C. Czerny. Fantasia su ” La Sonnambula ” di G. Bellini
– G. Dacci. Fantasia sull’opera “La Traviata ” di G. Verdi

 

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Rapporto di Amnesty International sulla Somalia

La Somalia è diventata uno dei luoghi più pericolosi al mondo per fare giornalismo. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, presentando un rapporto sull’aumento degli attacchi, delle minacce, delle intimidazioni e delle uccisioni nei confronti di giornalisti e giornaliste.
Il drastico deterioramento della libertà di espressione e di stampa è conciso con l’inizio, nel febbraio 2017, della presidenza di Mohamed Abdullahi “Farmajo”. Gli attacchi mirati del gruppo armato “al-Shabaab” e delle forze governative somale hanno inasprito la censura e causato un aumento degli arresti arbitrari. Da allora, sono stati uccisi almeno otto giornalisti e altrettanti, a partire dall’ottobre 2018, sono stati costretti a lasciare il paese.
“In Somalia i giornalisti sono sotto assedio. Sopravvissuti per miracolo ad attentati, assassinati, picchiati e arrestati arbitrariamente, si trovano a operare in condizioni terribili”, ha dichiarato Deprose Muchena, direttore di Amnesty International per l’Africa orientale e meridionale.
“Il giro di vite nei confronti della libertà di espressione e di stampa va avanti nell’impunità: raramente le autorità aprono indagini o processano i responsabili degli attacchi contro i giornalisti”, ha aggiunto Muchena.
Uccisioni
Dall’inizio della presidenza Farmajo, sono stati uccisi almeno otto giornalisti: cinque in attacchi indiscriminati di “al-Shabaab”, uno da un poliziotto e due da soggetti non identificati.
Abdirirzak Qassim Iman, 17 anni, operatore di ripresa di Sbs Tv, è stato ucciso il 26 luglio 2018 da un poliziotto che gli ha sparato alla testa nel quartiere Waberi della capitale Mogadiscio. Insolitamente, il responsabile è stato condannato per omicidio, in contumacia, a cinque anni di carcere e a risarcire la famiglia della vittima con 100 cammelli.
Abdullahi Osman Moalim è morto il 13 settembre a causa di un attentato suicida in un ristorante di Beledweyne, nello stato di Hirshabelle. Ali Nur Siyad è stato una delle oltre 500 vittime di un camion bomba fatto esplodere a Mogadiscio il 14 ottobre 2017. Awi Dahir Salad è stato ucciso in un attentato a Mogadiscio nel dicembre 2018. Infine, Mohamed Sahal Omar e Hodan Nalayeh, sono risultati tra le 26 vittime dell’attentato di “al-Shabaab” contro un albergo a Kisimayo, nel luglio 2019.
Ismail Sheikh Khalifa, attivista e giornalista di Kalsan Tv, è sopravvissuto miracolosamente a una bomba piazzata nella sua automobile e fatta esplodere a distanza il 4 dicembre 2018. Si trova attualmente in Turchia, dove sta ricevendo cure mediche per le gravi ferite riportate.
Assediati da ogni lato
Zakariye Mohamud Timaade, già giornalista di Universal Tv, ha lasciato la Somalia nel giugno 2019 dopo essere stato minacciato sia da “al-Shabaab” che da ambienti governativi a causa di due diversi servizi che aveva realizzato. Il gruppo armato lo aveva minacciato di morte per aver riferito della cattura di tre miliziani da parte delle forze di sicurezza, il governo si era infuriato per aver rivelato la presenza attiva di “al-Shabaab” a Mogadiscio.
“La paura più grande era la Nisa [Agenzia nazionale per la sicurezza e l’intelligence]. So che volevano uccidermi. A Mogadiscio puoi nasconderti da ‘al-Shabaab’ ma non dalla Nisa. Possono venirti a prendere in ufficio in ogni momento. Per questo ho deciso di lasciare il paese.
Tentativi di corruzione
Amnesty International ha documentato casi di censura e tentativi di corruzione dei giornalisti da parte del governo somalo. Funzionari dell’ufficio del presidente pagano regolarmente tangenti mensili ad alcuni editori e direttori affinché non pubblichino articoli “sfavorevoli”.
Un ex direttore ha dichiarato: “Ricevevo la telefonata dal funzionario, mi recavo in un albergo per incontrarlo e mi dava il denaro in contanti. Non ha mai accettato di versarli sul mio conto bancario”.
Alcuni giornalisti hanno raccontato ad Amnesty International che i loro editori gli hanno ordinato di non scrivere articoli critici nei confronti degli uffici del presidente e del primo ministro o sui temi dell’insicurezza, della corruzione e delle violazioni dei diritti umani.
Amnesty International ha verificato che in quattro casi altrettanti giornalisti sono stati licenziati dai loro datori di lavoro.
“L’esigenza di fornire di sé un’immagine positiva ha spinto le autorità somale ad adottare tattiche repressive che violano gli standard internazionali sui diritti umani. Le autorità hanno però l’obbligo di rispettare i diritti alla libertà d’informazione, di espressione e di stampa”, ha sottolineato Muchena.
Inseguimenti sui social media
Il clima di censura ha costretto molti giornalisti a spostarsi sui social media per poter esprimere le loro opinioni. La reazione delle autorità è stata di costituire unità dedicate specificamente a monitorare e a segnalare post contenenti critiche.
Giornalisti hanno riferito che ricevono frequenti e minacciose telefonate in cui vengono invitati a cancellare i loro post.
Un giornalista ha perso il posto di lavoro per aver appoggiato un candidato dell’opposizione sulla sua pagina Facebook. A seguito dei suoi rifiuti di cancellare quei contenuti, dall’ufficio del presidente hanno chiamato persino un suo ex insegnante per convincerlo ad abbandonare del tutto la professione giornalistica.
Amnesty International ha documentato la disattivazione permanente di 16 pagine Facebook, 13 delle quali appartenenti a giornalisti, tra il 2018 e il 2019, sempre per aver violato “gli standard della comunità”.
“Facebook deve garantire di non essere manipolata dalle autorità somale, specialmente in vista delle elezioni in programma nel corso dell’anno, e assicurare la massima diligenza quando si tratta di esaminare denunce di violazione degli standard della comunità”, ha commentato Muchena.
“Il presidente Farmajo deve prendere misure immediate per assicurare indagini rapide, esaurienti, indipendenti ed efficaci sulle miriadi di denunce di violazioni dei diritti umani e della libertà di stampa e per sottoporre a processi equi i presunti responsabili”, ha concluso Muchena.
Il rapporto “We live in perpetual fear” è disponibile online all’indirizzo:
https://www.amnesty.it/somalia-giornalisti-attaccati-minacciati-uccisi-e-costretti-allesilio/

 

Amnesty International Italia

 

​”Essere” di Fabio Tombari a Ferrara

Sarà dedicato a ​”Essere” di Fabio Tombari, nell’edizione a cura di Giovanna Rotondo, illustrata dai dipinti di Orlando Sora, l’appuntamento di “Invito alla lettura” in programma lunedì 17 febbraio 2020 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Letture e commenti saranno a cura di Marcello Girone Daloli del gruppo di studio “Essere di F. Tombari”.

Fabio Tombari e Orlando Sora sono due straordinari artisti del Novecento, liberi e solitari, che molto hanno condiviso nella vita e nell’arte. Nascono a Fano, nelle Marche, saranno amici d’infanzia e di tutta la vita e, pur essendo molto diversi intellettualmente, saranno uniti dalla stessa concezione di intendere l’Arte. La narrativa di Tombari esprime grande sensibilità e rispetto per la sacralità e il mistero della vita, per l’energia degli elementi, per i segreti della natura e degli animali; nei suoi scritti troviamo molta natura e amore per tutto ciò che lo circonda: è un vero ecologo “ante litteram”. La lirica “Essere”, una lirica di profonda bellezza e spiritualità, viene pubblicata per la prima volta nel 1954, unico lavoro poetico nella vasta produzione letteraria dello scrittore.
Orlando Sora mostra da subito di essere dotato di talento: è naturalmente un grande ritrattista, ma ama dipingere anche la composizione e il paesaggio. La sua pittura manifesta una ricerca continua e, nel tempo, diviene sempre più profonda e spirituale. Fabio Tombari dirà di lui: “Orlando Sora è un pittore che tale è per la sua pittura”.

Orlando Sora e Fabio Tombari non hanno mai aderito a gruppi o movimenti artistici. Sia l’uno che l’altro amavano lavorare in silenzio e solitudine come due artigiani. Tombari era un appassionato studioso di Steiner e nella lirica ha espresso un sunto dell’Antroposofia, perché “Essere” è Espressione del Cristo Logos.

Giovanna Rotondo racconta la lirica “Essere” di Fabio Tombari con le immagini dei dipinti di Orlando Sora scegliendo, con amore e attenzione, dipinti e affreschi di Sora, per costruire quasi un testo a fronte alle strofe della poesia di Tombari, che ha avuto il privilegio di conoscere e frequentare insieme a Orlando Sora, con il quale ha lavorato per molti anni.

 

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

“Adriana Lecouvreur” al Teatro Carlo Felice, un’occasione per ricordare il rapporto tra Cilea e la Liguria

 Villa Cilea, esterno

 Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, in scena al Teatro Carlo Felice dal 12 al 16 febbraio, manca a Genova da oltre trent’anni. La sua ultima apparizione in città fu al Teatro Margherita, nel 1989, con Daniel Oren sul podio e Raina Kabaivanska e Giorgio Merighi come protagonisti. Il suo ritorno a Genova (diretta da Valerio Galli, regia, scene e costumi di Ivan Stefanutti) è dunque innanzi tutto un’operazione culturale grazie alla quale il pubblico del Teatro Carlo Felice può nuovamente apprezzare dal vivo un’opera importante nel teatro musicale italiano di inizio ’900 (Adriana debuttò nel 1902, con grande successo, al Teatro Lirico di Milano). Un’importanza figlia della sua originalità.

Adriana non è la tipica opera verista dell’Italia dei primi del secolo XX: l’ambientazione non è paesana e la protagonista non è una donna del popolo, ma un’attrice teatrale realmente esistita nella Parigi del ’700; il verismo dell’opera, se c’è, è un verismo gentile, garbato, che guarda più alle raffinatezze della musica francese che alle partiture sanguigne di Mascagni e Leoncavallo. Nell’eleganza ornamentale di Adriana c’è l’Italia che si innamora dell’architettura Liberty, così come nella sua malinconia di fondo ci sono già le avvisaglie dell’imminente stagione crepuscolare.

Un salone di Villa Cilea

Ma questa Adriana genovese è anche altro: è il ritorno in cartellone di un nome, quello di Francesco Cilea, legato alla Liguria. Alla sua cultura, ma anche al suo immaginario popolare. A Varazze, per dire che si va a fare una passeggiata fino al mare, si usa l’espressione “vado a trovare Cilea”, ovvero il busto del compositore che si trova sul lungomare. E i varazzini dicono anche che toccare il naso del busto porti fortuna… Questo perché Cilea, nato a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, nel 1866, visse per quarant’anni, fino alla morte avvenuta nel 1950, a Varazze (di cui fu nominato cittadino onorario), nella villa che oggi porta il suo nome: “Villa Cilea”. Uno splendido edificio ottocentesco, in stile floreale, situato in via Marconi, nel levante cittadino, decorato dagli affreschi del pittore lucchese Luigi De’ Servi (molto attivo, in quegli anni, a Genova e in Liguria), che ancora conserva le partiture del maestro e il suo pianoforte a coda, su cui Cilea compose moltissimi lavori, tra cui un poema sinfonico dedicato a Giuseppe Verdi, ispirato a versi di Sem Benelli, eseguito in prima assoluta proprio al Teatro Carlo Felice nel 1913.

Alla morte del compositore, la villa fu donata dalla vedova di Cilea, Rosa Lavarello, alla SIAE, che ne è ancora la proprietaria e che ne cura la manutenzione. In ricordo e in onore dei rapporti tra Cilea e la Liguria, alla prima di Adriana Lecouvreur saranno presenti il sindaco di Varazze, l’avvocato Alessandro Bozzano, e, in  rappresentanza della SIAE, il Maestro Oscar Prudente, compositore e produttore discografico.

 

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)