Pieranunzi, Leardini, Maio alla IUC

Mercoledì 27 febbraio alle 18 per i concerti di Roma Sinfonietta nell’Auditorium Ennio Morricone dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea Lettere e Filosofia, via Columbia 1) suona il trio formato da Gabriele Pieranunzi, violino, Alessandra Leardini, violoncello, e Antonello Maio, pianoforte. In programma musiche di Galante, Cilea e Mendelssohn.

Di Carlo Galante sarà eseguito il recentissimo “Terzo libro di kenning” (2018), che fa parte di una serie di brani per vari organici ispirati all’arte del kenning praticata dagli antichi bardi del nord, che consisteva nel sostituire con perifrasi spesso oscure una parola concreta. In tempi moderni è stata ripresa da Tolkien e dalla Rowling nei loro romanzi e ora il compositore trentino, di cui si ricorda il “Diesirae” del Requiem per le vittime della mafia, eseguito nel 1993 nella cattedrale di Palermo, l’ha trasferta anche in ambito musicale. Segue il Trio in Re Maggiore di Francesco Cilea, autore di opere famose come “Adriana Lecouvreur” ma anche di un piccolo numero di raffinate composizioni strumentali del massimo interesse, come questo brano del 1886. Il concerto si conclude col Trio n. 1 in re minore, op. 49di Felix Mendelssohn, un capolavoro del romanticismo tedesco, che dopo la prima esecuzionefu paragonato da Schumann alle composizioni di Beethoven e Schubert per questo stesso organico.Lo stesso Schumann affermò che “Mendelssohn è il Mozart del nostro momento storico”.

Il violinista Gabriele Pieranunzi si è imposto giovanisismo all’attenzione del pubblico e della critica, ottenendo una lunga serie di premi in importanti concorsi internazionali. La sua attività lo ha portato ad esibirsi nei principali centri musicali in Italia ed all’estero, tra cui Accademia di Santa Cecilia di Roma, Wigmore Hall di Londra, Herculessaal di Monaco di Baviera, Coliseum di Buenos Aires, Opera City Hall di Tokyo. Nel 2004 gli è stato conferito per chiara fama il posto di Primo violino di spalla presso il Teatro San Carlo di Napoli. Suona un violino Ferdinando Gagliano del 1762, appartenuto alla grande violinista Gioconda De Vito e gentilmente prestatogli dalla Fondazione “Pro Canale”.

La violoncellista Alessandra Leardini svolge la sua attività nel campo del solismo, della musica da camera e dell’orchestra. Numerose le sue collaborazioni con l’Orchestra Sinfonica della Rai e l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, sotto la direzione di illustri musicisti quali Prêtre, Gatti, Sinopoli, Morricone eNyman. Come solista ha eseguito numerosi concerti in Italia e all’estero.

Il pianista Antonello Maio è vincitore di numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali. Collabora con diversi gruppi strumentalie ha tenuto concerti in Austria, Spagna, Svizzera, Israele, Messico, Turchia, Giappone, affrontando un vasto repertorio che va da Bach fino ai contemporanei.

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Sabine Meyer insieme ai sax e al piano dell’Alliage Quintett alla IUC

Alliage Quintett, foto di Ira Weinrauch

Sabine Meyer, uno dei più celebri clarinetti di oggi, suona con i sassofoni e il pianoforte dell’Alliage Quintett ai concerti IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) sabato 23 febbraio alle 17.30.

Herbert von Karajan voleva assolutamente Sabine Meyer come primo clarinetto dei suoi Berliner Philharmoniker, ma l’orchestra non era d’accordo, perché per secolare tradizione le donne non erano ammesse nei suoi ranghi: si giunse a un passo dalla rottura, ma alla fine Karajan la spuntò. A sorpresa, dopo appena un anno, la Meyer lasciò i Berliner per intraprendere una strepitosa carriera di solista, suonando con più di trecento orchestre, tra cui praticamente tutte le più prestigiose del mondo. È particolarmente interessata alla musica da camera e in questo campo ha collaborato con celebrati musicisti, come i pianisti Heinrich Schiff, Leif Ove Andsnes e Fazil Say, il violinista Gidon Kremer, i Quartetti Tokyo, Hagen e Modigliani. Ha inciso numerosi dischi per EMI, Deutsche Grammophon, Sony e Avi-music, con un repertorio che va dal periodo preclassico all’epoca contemporanea e include tutte le più importanti composizioni per clarinetto. Ha vinto numerosi premi tra cui per otto volte l’Echo Classic. Nel 2010 è stata nominata “Chevalier des Arts et des Lettres” dal governo francese. Si deve in gran parte a lei la rinnovata attenzione data al clarinetto, strumento spesso sottovalutato in ambito solistico.

L’Alliage Quintett – basato in Germania e formato da musicisti che vengono dalla stessa Germania, Canada, Corea e Armenia – coltiva sonorità quasi sinfoniche, inusuali per appena cinque strumenti. Il suo repertorio consiste di arrangiamenti di musiche di tutte le epoche, realizzati appositamente per questo gruppo. Già col suo primo disco, nel 2005, ha vinto l’Echo Klassik, cui ne è seguito un altro nel 2014. È ospite delle più grandi sale e dei principali festival d’Europa, America e Asia.

In questo loro concerto la Meyer e l’Alliage Quintet propongono un programma di trascrizioni uniche, spettacolari e popolarissime, dalle Danze polovesiane del “Principe Igor” di Borodin all’Apprendista Stregone di Dukas e all’Uccello di Fuoco di Stravinskij, passando per il barocco di Purcell, i sapori brasiliani di Milhaud e per cinque brevi pezzi di Šostakovič, stranamente leggeri e disimpegnati per un autore solitamente così complesso e cupo. Un’occasione davvero speciale per godere di questo incredibile impasto timbrico, allo stesso tempo raffinato e tagliente, elegante e tzigano, brillante e malinconico. Da questo progetto straordinario è nato anche un cd, acclamatissimo, ci cui la stampa ha scritto che la Meyer e questo quintetto “creano la straordinaria illusione del suono di una grande orchestra e danno vita a una musica magica come alcune storie fatate che ci incantano” (Classic FM). Da non perdere.

*****

Sabato 23 febbraio 2019 . ore 17.30

Sabine Meyer clarinetto

Alliage Quintett sassofoni e pianoforte

 

Purcell The Fairy Queen suite

Dukas L’apprendista stregone

Šostakovič Preludio e Gavotta

Milhaud Scaramouche op. 165b

Stravinskij L’uccello di fuoco

Šostakovič Elegia, Walzer e Polka

Borodin Danze Polovesiane (da Il Principe Igor)

Trascrizioni di Daniel Gauthier, Rainer Schottstädt, Levon Atovmian, Sebastian Pottmeier, Sebastian Gottschick, Stephane Gassot/Camille Pépin

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Stefano Bollani al Teatro Carlo Felice di Genova

Stefano Bollani

Stagione Sinfonica 2019 del Teatro Carlo Felice di Genova prosegue domani, venerdì 22 febbraio 2019 alle ore 20.30 con uno straordinario Stefano Bollani interprete al pianoforte del suo Concerto Azzurro.

Eseguito per la prima volta nel maggio del 2017 all’Opera di Firenze, ma commissionato da Kristjan Järvi per l’Orchestra Sinfonica della Radio MDR di Lipsia, il Concerto Azzurro è un “Concerto per pianoforte e orchestra” in un Prologo e  tre movimenti, con ampi spazi lasciati all’improvvisazione, composto da Stefano Bollani e arrangiato, per la parte orchestrale, da Paolo Silvestri, già arrangiatore e co-autore del Concertone che il pianista milanese aveva inciso sedici anni fa con l’Orchestra della Toscana.

Paolo Silvestri

L’Azzurro del titolo fa riferimento, come dichiara l’autore, ad uno dei chakra, i centri di energia presenti nel corpo umano secondo le filosofie orientali, e precisamente al quinto: il chakra azzurro, quello dell’espressione creativa. E in questo concerto Stefano Bollani ha messo effettivamente tutta la sua creatività, insieme all’estro e alla tecnica consuete.

Nel nostro piccolo – racconta lo stesso Stefano Bollani – disobbediremo alle regole che, in caso di orchestra sinfonica al seguito, vogliono il pianista obbligato a stare dentro una partitura precisissima e immutabile. E ci rinnoveremo ogni giorno, grazie ad una buona parte di improvvisazione affidata al pianoforte e ad un tipo di energia e gioia creativa che il direttore sul podio andrà a estrarre uno ad uno dai membri dell’orchestra”.

Nel Concerto azzurro, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, diretta da Paolo Silvestri e arricchita nella sezione ritmica dalla batteria di Bernardo Guerra, si confronta con il solista in termini più di dialogo che di accompagnamento, lasciando poi spazio alle cadenze del pianoforte che diventano, logicamente, la porta più aperta ad ampie improvvisazioni. Inconfondibile, in questa composizione, la straordinaria e disinvolta tecnica pianistica di Bollani, unita alla passione per il pop e al grande amore per il Sudamerica, che occhieggiano, peraltro, anche dalla partitura orchestrale.

Completa il programma la trascinante Suite from “The River” di Duke Ellington.

Alle ore 19.30, presso la Sala Paganini, in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, il M° Paolo Silvestri terrà una breve conferenza introduttiva al concerto riservata a tutti i possessori di biglietto o di abbonamento.

BOLLANI in CONCERTO AZZURRO per pianoforte e Orchestra

Paolo Silvestri direttore. Stefano Bollani pianoforte

Duke Ellington

Suite from “The River”

The Spring – The Meander

The Giggling Rapids

The Lake – The Vortex

Her Majesty the Sea – Riba

The Village of the Virgins                                                                                   

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Musica russa con Pierluigi Camicia a Roma Tor Vergata

Mercoledì 20 febbraio alle 18.00 per i concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) è di scena la grande musica russa col pianista Pierluigi Camicia, che si è conquistato una solida fama internazionale con i suoi recital in Italia, Europa, America ed Estremo Oriente.

Pierluigi Camicia ha suonato alla Scala di Milano, alla Carnegie Hall di New York e in altre importanti sale in Italia, USA, Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Polonia, Portogallo, Croazia, Cina. Rivolge particolare attenzione a repertori inusuali, in collaborazione anche con solisti e direttori di fama, cosicché i suoi concerti diventano l‘occasione di proposte musicali poliedriche e affascinanti. Si interessa anche di jazz in qualità di direttore artistico del festival di Ruvo di Puglia, che ha visto la partecipazione di Giorgio Gaslini, Uri Caine, John Taylor e altri famosi interpreti italiani e stranieri.

Le qualità interpretative e l’assoluto dominio della tastiera del Maestro Camicia, associati alla sapiente scelta dei brani in programma, promettono un concerto di grande spessore artistico, che permetterà di penetrare nell’anima e nella genialità creativa dei compositori russi dell’800. Il concerto si apre col più popolare e amato compositore russo, PëtrIl’ič Čajkovskij, di cui si ascolteranno l’incantevole Dumka, una danza tradizionale russa, e Al focolare, Barcarola, due brani tratti dalla sua più famosa raccolta pianistica, Le Stagioni. Si prosegue con Alexandr Skrjabin, di cui Camicia presenta i Cinque preludi op. 16 e la Sonata n. 4 op. 30: questi brani da un lato guardano a Chopin ma dall’altro esplorano un linguaggio musicale nuovo ed originale, tra i più personali e visionari di quegli anni di transizione tra Ottocento e Novecento. In conclusione i coloriti e suggestivi Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, uno dei più geniali compositori dell’Ottocento, che, proprio perché privo di una formazione accademica in conservatorio, poté esprimere liberamente la propria personalità. Questo suo brano è oggi noto soprattutto nella scintillante orchestrazione che ne ha fatto Ravel, ma è nella sua versione autentica per pianoforte che può essere pienamente apprezzato in tutta la sua originalità.

Mauro Mariani

 

 

 

 

 

Una canzone per Amnesty. Il cd

Il cd “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty”, racchiude alcuni dei brani della più recente edizione, la 21esima, del festival che unisce musica di qualità e diritti umani.

L’album si apre con il vincitore per il 2018 del Premio Amnesty Italia nella sezione Big, Brunori Sas con “L’uomo nero”, e con i vincitori del Premio nella sezione Emergenti, i Pupi di Surfaro con “Gnanzou”. Non mancano due degli ospiti dell’edizione 2018: Enrico Ruggeri, con “La badante” e l’ensemble multietnico romano della Med Free Orkestra (con “L’isola di Gulliver”).

Il testo della canzone di Ruggeri merita di certo l’ascolto del disco per la musicalità decisa e facilmente orecchiabile, e il testo dolcissimo, che apre uno spaccato già indagato negli ultimi mesi dal teatro e dalle analisi neuropsichiche sulla condizione in cui vivono le badanti, da qualunque Paese provengano. In modo particolare la capacità di Ruggeri di dire la verità senza messi termine, ma anche senza renderla troppo cruda, non dovendo le canzoni occuparsi di politica in senso stretto. Il lavoro della badante non è soltanto per i soldi, o caricato della paura che la persona, una donna in questo caso, muoia lasciando senza lavoro, ma diventa anche l’unico legame affettivo in una storia personale e in una realtà globale contingente, in cui sembra che nessuno voglia più bene a nessun altro. La canzone sottolinea gesti semplici, quotidiani, come l’acquisto del profumo che più piace ad una bambina che ricorda il passato più del presente e che vive ad intermittenza, tanto come le permette il suo cervello anziano e, forse, malato.

E poi tutti i finalisti del contest 2018 per emergenti, ognuno con due canzoni: da Danilo Ruggero (che con “Agghiri ddrà” ha vinto il Premio della critica) a La Malaleche (Premio del pubblico con “Siamo migranti”), dalle Mujeres Creando (che con “E je parlo ‘e te” hanno vinto il Premio Web Social) a Eleonora Betti (con “Libera”). Sino alla semifinalista Giulia Ventisette, a cui è andato il premio under 35.

Il cd è stato prodotto dall’Associazione Voci per la Libertà con il supporto MiBAC e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

Altri testi delle canzoni presentano quadri drammatici dei diritti umani, visti da molte angolature, alcune delle quali rimandano all’impegno di Amnesty International a fare rispettare, nel quotidiano, i dettami della carta suprema, la Dichiarazione Universali dei Diritti dell’Uomo.

 

Alessia Biasiolo

 

Gli Ottoni Sistina in concerto

 

 

Mercoledì 13 febbraio 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) propone un concerto degli Ottoni Sistina, il gruppo di strumenti che completa l’organico musicale della Cappella Pontificia Sistina, dove affianca il famoso e plurisecolare coro che da cinque secoli accompagna le funzioni religiose celebrate dal papa stesso.

Sono dodici musicisti di grande talento, ognuno dei quali ha anni di collaborazionicon le più importanti orchestre italiane. In occasione del Giubileo del 2000 iniziano la loro collaborazione con il prestigioso coro della Sistina e nel 2010 sono stati scelti come gruppo di ottoni per riportare in Vaticano la tradizione delle “Trombe d’Argento”, l’inno che nei secoli passati veniva suonato durante le solenni celebrazioni presiedute dal Papa in San Pietro. Svolgono anche un’intensa attività concertistica, ottenendo ampi consensi dalla critica. Hanno inciso per la “Libreria Editrice Vaticana” e alcune loro esecuzioni dal vivo durante le celebrazioni nella Basilica di S. Pietro sono state inserite in tre cd della prestigiosa casa discografica Deutsche Grammophon, che nel 2018 ha pubblicato “The Silver Trumpets”,un cd interamente dedicato a loro, contenente la musica per ottoni eseguita durante le celebrazioni presiedute dal Santo Padre. Questo cd contiene musiche di Gabrieli, Bach, Silveri, Gounod, Longhi e Buonamente.

Proprio alcuni di questi compositori– Giovanni Gabrieli, Johann Sebastian Bach e Giovanni Battista Buonamente – saranno eseguiti nella prima parte di questo concerto, che prosegue con brani di ben diverso carattere, come la Marcia trionfale dell’Aida diVerdi, Unamericano a Parigi diGershwin e unomaggio a NinoRota, ricavato dalle sue musiche per i film di Fellini e altri grandi registi. Inoltre MrJums e Kraken, due brani di ChrisHazell, compositore inglese contemporaneo che ha ottenutograndi successi con la sua musica dedicata agli ottoni.

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Ivan Krpan debutta a Roma con Beethoven e Liszt

Ivan Krpan (foto di Michele Lonardi)

Ivan Krpan è un giovanissimo pianista premiato in vari concorsi in Croazia, la sua patria, e in Belgio, Paesi Bassi, Germania, Russia e Italia. È stato proprio il nostro paese a consacrarlo tra i grandi, assegnandogli nel 2017 il primo premio del Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più prestigiosi, severi e ambiti al mondo, da cui sono usciti vincitori alcuni dei più famosi pianisti di questi anni, come Martha Argerich. Sarà la IUC a farlo debuttare a Roma, martedì 12 febbraio alle 20.30 con un concerto all’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5).

Nel 2018 e in questo primo scorcio del 2019 Ivan Krpan, che ha appena ventuno anni, ha avuto scritture in Italia, Corea del Sud, Giappone, Germania, Austria, Francia e Sudamerica. Lo scorso anno ha registrato in esclusiva per la piattaforma online Idagio il suo primo album, con brani di Schumann e Chopin, disponibile in streaming presso il sito IDAGIO.

Di Krpan la stampa italiana ha scritto: “Ha impressionato subito la maturità, la disinvoltura e l’autorevolezza con cui ha proposto un programma interpretativamente – più ancora che tecnicamente – difficile […] ha regalato un’interpretazione carica di ardore acceso, timbro controllato con rigore, cantabilità sorretta da un colore fluente e scorrevole”. E anche: “È tutt’uno con lo strumento. Immerso in esso. Senza alcun contatto col mondo esterno che non sia musica. La sua interpretazione emana dallo strumento”, “ha rivelato una personalità musicale assolutamente ben definita, rinuncia quasi programmaticamente al grande gesto romantico, all’enfasi, alla teatralità”, “un pianismo raffinato, mai superficiale”.

Quanto a lui, non è di molte parole. Ecco un florilegio di sue sintetiche dichiarazioni: “Penso che per me, come pianista, la cosa più naturale sia suonare il piano e suonarlo davanti al pubblico”. “Quando viaggi molto capisci una grande verità: non è importante in quale parte del pianeta sei, la musica è universale”. “La più grande sfida nella vita di ogni artista è realizzare e sviluppare ogni giorno di più le proprie idee”.

Per il suo debutto romano ha scelto un programma che permetterà di rendersi conto di tutte le sue doti di interprete e di virtuoso. Comincerà con la Sonata n. 27 in mi minore op. 90 e la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109, due opere del terzo periodo di Ludwig van Beethoven, l’autore che è stato determinante per la sua vittoria al Concorso Busoni grazie alla sua esecuzione del Concerto “Imperatore”, che ha fatto una grande impressione tanto sulla giuria che sul pubblico.

Poi renderà omaggio a Ferruccio Busoni, il musicista cui è intitolato il concorso che l’ha lanciato: eseguirà la Sonatina seconda (1912), il brano più straordinario che Busoni abbia scritto, “un lavoro di un genere veramente utopico; uno sguardo visionario”, un viaggio in regioni sonore che fino ad allora pochi compositori avevano esplorato. Concluderà il concerto con Franz Liszt, come a voler ribadire una nota affermazione di Busoni, secondo cui se Bach è l’alfa della composizione pianistica, Liszt ne è l’omega. Di quello che è stato probabilmente il più grande virtuoso del pianoforte di tutti i tempi, Krpan eseguirà Pensée des morts dalla raccolta “Armonie poetiche e religiose” e la Fantasia quasi Sonata “Après une lecture du Dante” dal secondo volume degli “Anni di pellegrinaggio”, in cui Liszt riunì le impressioni che poeti e pittori italiani avevano suscitato in lui durante i suoi viaggi nel nostro paese.

Il concerto sarà registrato da Radio Vaticana per successive trasmissioni della stessa Radio Vaticana e di altre emittenti aderenti all’ Unione Europea di Radiodiffusione.

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Voci per la libertà: al via il bando di concorso

Hanno preso il via i lavori di due prestigiosi premi del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” per brani legati ai temi dei diritti umani: sono i Premi Amnesty International Italia nelle sezioni emergenti e big.

Tutto culminerà dal 18 al 21 luglio a Rosolina Mare (Rovigo) nella nuova edizione del festival musicale nato nel 1998 in occasione del 50° Anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Per quanto riguarda gli emergenti, è disponibile sul sito http://www.vociperlaliberta.it il bando di concorso per questa nuova edizione, a cui possono partecipare tutti gli artisti che abbiano un brano che parli di diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale.

La scadenza del bando è fissata per il 6 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 16 marzo avranno un’ulteriore possibilità. Fra tutti loro infatti il pubblico potrà votare online il brano migliore, conferendo il Premio Web Social e facendo accedere direttamente l’artista vincitore alle semifinali della fase live.

Altra ulteriore occasione sarà il Premio Under 35, riservato a tutti gli artisti iscritti regolarmente al concorso di età non superiore ai 35 anni. Anche in questo caso sarà possibile ascoltarli e votarli dal web ed il vincitore accederà direttamente alle semifinali.

L’Associazione Voci per la Libertà sceglierà poi tra tutti gli iscritti altre sei proposte, che parteciperanno assieme al Premio Web Social e al Premio Under 35 al concorso dal vivo a Rosolina Mare. Vitto e alloggio nelle serate di esibizione degli 8 gruppi semifinalisti saranno a carico dell’Organizzazione.

Qui una giuria composta da importanti addetti ai lavori e giornalisti assegnerà il Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti.

Il vincitore avrà diritto a molti bonus, come la produzione di un videoclip e, insieme agli altri finalisti, all’inserimento in un cd assieme ai big distribuito attraverso Amnesty International. Ma nel 2018 per alcuni dei finalisti ci sono state anche decine di concerti e di laboratori musicali, un tour di 8 date realizzato grazie al NUOVO IMAIE e una comunicazione costante delle varie iniziative.

Altro appuntamento di grande rilievo è quello con il Premio Amnesty International Italia per i Big. Dal 2003 infatti Amnesty International Italia e Voci per la libertà premiano una canzone (uscita nell’anno precedente) di un nome affermato della musica italiana sui diritti umani.

Alla e-mail info@vociperlaliberta.it tutti possono segnalare entro il 15 febbraio 2019 brani che abbiano queste tre caratteristiche:

1) pubblicati tra il 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018,

2) composti/interpretati da un artista italiano noto,

3) su un tema legato alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le proposte saranno prese in considerazione da uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà, che ne selezionerà 10. Le nomination verranno quindi sottoposte ad una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2019. Il vincitore sarà ospite nella nuova edizione di Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty.

Inizia così il fitto percorso di Voci per la libertà nel 2019, dopo le grandissime soddisfazioni del 2018: un’edizione indimenticabile per la qualità e la quantità dei partecipanti, seguita dalla vittoria della Targa Tenco come miglior album a progetto per il cd del 2017. E poi, a fine anno, l’uscita del cd del 2018 e di un libro speciale in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (la “DUDU”), il 10 dicembre.

Il libro si intitola “In arte DUDU. La Dichiarazione universale dei diritti umani illustrata da giovani artisti italiani” (Peruzzo Editoriale) e contiene un’opera d’arte contemporanea per ciascuno dei 30 articoli della Dichiarazione. Presso l’editore è possibile acquistare il volume con il cd in omaggio: https://graficheperuzzo.it/in-arte-dudu-2/

“Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Culturale Voci per la Libertà e di Amnesty International Italia.

Monferr’Autore

 

Domenica 3 febbraio in Musica

Prosegue la Stagione DOMENICA IN MUSICA, con l’appuntamento di Domenica 3 febbraio alle ore 11.00 presso il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice.

Il raffinato programma, interamente dedicato al celebre Johannes Brahms, propone l’esecuzione della Sonata in fa minore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 1 e la Sonata n. 2 in Mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 2 . Protagonisti, Corrado Orlando al clarinetto (primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice) accompagnato al pianoforte da Giacomo Dalla Libera.

L’iniziativa Domenica in Musica conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura del Caffè del Teatro.

Domenica 3 febbraio 2019 ore 11.00

Primo Foyer Teatro Carlo Felice

Corrado Orlando

clarinetto

Giacomo Dalla Libera

pianoforte

Musiche di Johannes Brahms: Sonata in fa minore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 1; Sonata n. 2 in Mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 2.

 

Marina Chiappa

 

 

Laboratorio aperto per l’apprendimento musicale dei bambini

“EcoMousiké” è il titolo del laboratorio per conoscere e provare le tecniche dell’apprendimento musicale basate sulla Teoria di Edwin Gordon. L’incontro è in programma per sabato 2 febbraio 2019 alle 11.30 alla Biblioteca Giorgio Bassani del quartiere Barco (via G. Grosoli 42, Ferrara). La partecipazione gratuita, ma è necessario prenotare perché l’appuntamento è a numero chiuso (massimo 6 coppie formate da genitore-bambino per turno).

Le lezioni sono aperte per bambini da 0 a 3 anni con un genitore, condotte da Barbara Mongiorgi dell’Associazione Ecomousiké, della durata di 45 minuti circa.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)