Venti concerti della stagione 2022/2023 dell’Università di Roma “Tor Vergata”

La stagione concertistica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” realizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta è una delle più importanti della capitale per numero e qualità degli eventi. Si svolgerà dal 12 ottobre 2022 al 24 maggio 2023 con ben venti concerti e sarà particolarmente ricca di proposte interessanti ed aperta ad una grande varietà di generi musicali, spaziando dal ricchissimo mondo della classica – che resta il pilastro della stagione – al teatro musicale contemporaneo, al jazz, alla musica per il cinema e alla musica popolare: questo ampio ventaglio di proposte è una sua caratteristica, che la differenzia nettamente dalle altre stagioni romane di musica da camera. D’altronde questi concerti si svolgono all’interno di una grande università e quindi si rivolgono ad un pubblico aperto a nuove esperienze ed avido di conoscenza. Oltre agli studenti, ai professori e agli altri dipendenti dell’Università (che hanno condizioni di particolare favore per l’acquisto degli abbonamenti), è ampia anche la partecipazione dei “normali” appassionati di musica.

Inaugurazione in grande stile mercoledì 12 ottobre (tutti i concerti si svolgono il mercoledì alle ore 18.00 nell’Auditorium E. Morricone della Macroarea di Lettere e Filosofia, in via Columbia 1) con l’Orchestra Roma Sinfonietta, nota in tutto il mondo per le sue numerosissime tournée internazionali, spesso con Ennio Morricone come direttore. Il primo brano in programma è il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra di Beethoven, un capolavoro assoluto della musica per pianoforte: il solista è Giuseppe Albanese, che è tra i più richiesti pianisti della sua generazione, è regolarmente presente con recital e concerti nelle più prestigiose sale internazionali e incide per Deutsche Grammophon, la più autorevole casa discografica nel campo della musica classica. Conclude il concerto la Sinfonia da camera op. 110A di Šhostakovič (una trascrizione di Rudolf Barshai del Quartetto n. 8 del compositore russo). Dirige Gabriele Bonolis.

Giuseppe Albanese (foto di Francesco Bondi)

La settimana dopo si ha subito una dimostrazione della varietà di questi concerti, mai banali e scontati: il Luca Velotti Trio presenterà con il titolo “Woody Allen Movie Music” alcune delle musiche che Allen – grande appassionato di jazz e buon clarinettista – ha scelto come colonne sonore dei propri film. Il 9 novembre terzo concerto e terza proposta originale e stimolante: sotto il titolo “Morricone sconosciuto e i suoi contemporanei” sono riunite musiche dello stesso Morricone, del suo maestro Goffredo Petrassi, del suo coetaneo Francesco Pennisi, del suo giovane ammiratore Marco Sinopoli (che a Morricone si è ispirato per le sue Variazioni su La leggenda del pianista sull’oceano) e di suo figlio Andrea Morricone, che sarà anche il direttore di questo concerto. Suona Roma Sinfonietta, che non è solo l’orchestra “di casa” ma anche l’orchestra prediletta da Ennio Morricone. Anche il successivo concerto (16 novembre) è dedicato ad un grande artista italiano, Pier Paolo Pasolini: si ascolteranno le prime esecuzioni assolute di musiche scritte da quattro compositori italiani contemporanei, Giovanni Costantini, Maurizio Gabrieli, Giorgio Nottoli e Riccardo Santoboni, che si sono ispirati ai testi del poeta, scrittore e regista friulano.

Dopo questi omaggi a grandi artisti del recente passato, la stagione presenterà un musicista giovanissimo, aprendo così una finestra sul prossimo futuro. È il diciannovenne violoncellista romano Ettore Pagano, che sta facendo incetta di premi in importanti concorsi internazionali: recentissima la sua trionfale affermazione al concorso intitolato al grande compositore russo-armeno Aram Khachaturian. Davanti al pubblico della sua città eseguirà musiche per violoncello solo di Bach, Hindemith e Kodaly, un programma che metterà alla prova non solo il suo virtuosismo ma anche la sua maturità d’interprete (30 novembre). Il 7 dicembre l’Ensemble Roma Sinfonietta eseguirà musiche di Casella, Carpi e Ravel, ingiustamente trascurate per il solo motivo che richiedono gruppi strumentali rari e inusuali. Il 2022 si chiude festosamente il 14 dicembre, quando Fabio Maestri dirigerà l’Orchestra Roma Sinfonietta nelle travolgenti e irresistibili Danze Ungheresi di Brahms e in alcuni intramontabili valzer di Strauss (Rose del sud, Vino, donne e canto, Valzer dell’Imperatore e altri), che con i loro colori accesi e seducenti e le loro melodie sentimentali alternano la gioia di vivere alla dolce malinconia.

Si riprende il 15 febbraio 2023 con un concerto per il ventesimo anniversario della Facoltà di Lettere e Filosofia, che non poteva aver miglior protagonista del Coro dell’Università stessa – intitolato a Claudio Casini, già docente di storia della musica presso l’Università “Tor Vergata” – e che sarà diretto da Stefano Cucci: il programma è una sintesi di storia della musica, iniziando dal Cinquecento di Orlando di Lasso, passando per il romanticismo di Schubert e i cori patriottici di Verdi e concludendosi con Morricone, a cui l’auditorium è intitolato. Il concerto seguente è interamente dedicato a Mozart, di cui il violinista Marco Fiorentini darà insieme all’Orchestra Roma Sinfonietta un appetitoso assaggio dell’integrale per violino e orchestra. L’1 marzo si ritorna a spaziare attraverso i secoli col pianista Scipione Sangiovanni, che parte dal barocco di Frescobaldi, Bach e D. Scarlatti e arriva al nuevo tango di Piazzolla ed al jazz di Ellington. Anche I solisti Aquilani, storico complesso noto in tutto il mondo e specializzato nella musica del periodo barocco, questa volta si divertono a spaziare dal Settecento di Mozart all’Ottocento di Grieg e al primo Novecento di Holst (15 marzo).

Una data da segnarsi è il 22 marzo, perché si avrà un imperdibile appuntamento con un’opera contemporanea e precisamente con Sogno (ma forse no), scritta da Matteo D’Amico, uno dei più interessanti e stimati compositori italiani di oggi, che insieme al librettista Sandro Cappelletto ha ricavato il soggetto di questo suo atto unico dall’omonima commedia di Luigi Pirandello. Sul podio Fabio Maestri, un direttore che si è conquistato una solida reputazione nel campo della musica contemporanea, e non solo.

La primavera riserva anche due imperdibili incontri con la musica del Settecento, eseguita da alcuni dei migliori interpreti della musica barocca in campo internazionale: il 29 marzo Bach e Vivaldi saranno eseguiti dal soprano Lucia Napoli e dal violinista Marco Serino, affiancati dall’Ensemble Roma Sinfonietta, mentre il 26 aprile Francesco Cera, clavicembalista di solida fama internazionale, suonerà autori tedeschi (Bach e Haendel), francesi (Couperin) e Italiani (Frescobaldi e D. Scarlatti). Tra questi due appuntamenti col barocco, il pianista Davide Cabassi, regolarmente ospite delle maggiori orchestre e società di concerto europee ed americane,  esegue il 5 aprile alcuni capisaldi del pianismo ottocentesco (Schumann e Musorgsky) ma fa anche un’escursione nella contemporaneità, qui rappresentata da  Mauro Montalbetti, uno dei più interessanti compositori italiani di oggi, che collabora con la compagnia di danza berlinese Sasha Waltz e ha scritto per Teatro alla Scala, Teatro la Fenice, RAI Nuova Musica, Biennale Musica di Venezia, North/South Consonance di New York… e qui ci fermiamo.

La primavera sarà anche la stagione di alcuni concerti “stravaganti”. Il 19 aprile quattro eccellenti contrabbassisti, che si sono dati il nome scherzoso di “The Bass Bang”, intitolano il loro concerto “Le basse stagioni”, ovvero “libera confusione musicale su temi… moderatamente scottanti e non”: da ascoltare, anche per scoprire cosa si nasconde dietro questo titolo.

Seguono due incontri con la musica tradizionale italiana. Il 3 maggio Ambrogio Sparagna con la sua Orchestra Popolare Italiana ci rivolge un inequivocabile invito: “E ora al ballo”. Sette giorni dopo, per la serie “Musiche dalle Regioni d’Italia” è di scena il Molise, con i riti del Maggio, le zampogne e la carregna per San’Antonio, a cura di Giorgio Adamo, Giuseppe Giordano e Vincenzo Lombardi, etnomusicologi dell’Università romana.

Il 17 maggio l’Ensemble Roma Sinfonietta suonerà L’Histoire du soldat di Stravinskij, fantastico e irresistibile capolavoro del Novecento, più un Duo e un Trio di Raffaele Bellafronte: un’occasione per conoscere meglio questo compositore contemporaneo italiano, che è più facile ascoltare a Vienna, Mosca, New York e Tokyo che non a Roma. Gran finale il 24 maggio con un concerto dal titolo letteralmente stuzzicante: “Note di gusto: musimenù all’Italiana”. È un vero e proprio ricettario regionale, che mette in luce le diverse tradizioni culinarie territoriali, andando con la musica e il canto alla scoperta dell’immensa ricchezza della cucina italiana. La soprano e performer Laura Catrani intonerà 20 ricette messe in musica dalla compositrice Roberta Vacca. Per fare qualche esempio: Piemonte – Bagna càuda, Lazio – la Grattachècca de la sora Maria, Campania – na’ Tazzulell’e’ Cafè, Sicilia – Cannòla ca ricòtta… un menù ricco, vario e appetibilissimo, esattamente come l’intera stagione concertistica dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Gli Ottoni Sistina in concerto

 

 

Mercoledì 13 febbraio 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) propone un concerto degli Ottoni Sistina, il gruppo di strumenti che completa l’organico musicale della Cappella Pontificia Sistina, dove affianca il famoso e plurisecolare coro che da cinque secoli accompagna le funzioni religiose celebrate dal papa stesso.

Sono dodici musicisti di grande talento, ognuno dei quali ha anni di collaborazionicon le più importanti orchestre italiane. In occasione del Giubileo del 2000 iniziano la loro collaborazione con il prestigioso coro della Sistina e nel 2010 sono stati scelti come gruppo di ottoni per riportare in Vaticano la tradizione delle “Trombe d’Argento”, l’inno che nei secoli passati veniva suonato durante le solenni celebrazioni presiedute dal Papa in San Pietro. Svolgono anche un’intensa attività concertistica, ottenendo ampi consensi dalla critica. Hanno inciso per la “Libreria Editrice Vaticana” e alcune loro esecuzioni dal vivo durante le celebrazioni nella Basilica di S. Pietro sono state inserite in tre cd della prestigiosa casa discografica Deutsche Grammophon, che nel 2018 ha pubblicato “The Silver Trumpets”,un cd interamente dedicato a loro, contenente la musica per ottoni eseguita durante le celebrazioni presiedute dal Santo Padre. Questo cd contiene musiche di Gabrieli, Bach, Silveri, Gounod, Longhi e Buonamente.

Proprio alcuni di questi compositori– Giovanni Gabrieli, Johann Sebastian Bach e Giovanni Battista Buonamente – saranno eseguiti nella prima parte di questo concerto, che prosegue con brani di ben diverso carattere, come la Marcia trionfale dell’Aida diVerdi, Unamericano a Parigi diGershwin e unomaggio a NinoRota, ricavato dalle sue musiche per i film di Fellini e altri grandi registi. Inoltre MrJums e Kraken, due brani di ChrisHazell, compositore inglese contemporaneo che ha ottenutograndi successi con la sua musica dedicata agli ottoni.

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

 

Musiche di Ricci, Sollima e Schubert per il Warhol Piano Quartet

foto quartetto warhol.2Il Warhol Piano Quartet è un gruppo emergente nel panorama attuale della musica da camera, per il suo intenso percorso di perfezionamento a stretto contatto con alcuni dei grandi interpreti e maestri di oggi e per la sua attenzione ai linguaggi contemporanei, che lo porta a dedicare ampio spazio nei suoi progetti alla nuova musica, accostata ai grandi capolavori del repertorio tradizionale. Mercoledì 10 febbraio alle 18.00 suonerà all’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) per la stagione di concerti dell’Associazione Roma Sinfonietta.

Il concerto inizia con Quartetto Classico del compositore romano contemporaneo Guido Ricci, autore di un ampio e variegato catalogo di musica strumentale (sia da camera che sinfonica), vocale e teatrale. I suoi lavori sono stati eseguiti in Italia e all’estero. Recentemente diverse sue rielaborazioni per orchestra d’archi su temi della musica di Nino Rota per il cinema sono state presentate con grande successo all’interno della Stagione da Camera dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Segue Quartetfiles del palermitano Giovanni Sollima, compositore e interprete poliedrico, che frequenta la musica di ogni genere – dalla barocca alla classica contemporanea e alla pizzica – e la porta davanti al pubblico variegato e trasversale delle grandi sale da concerto, della “Notte della taranta” e del concerto del 1° maggio in piazza San Giovanni, conquistando tutti, dagli estimatori della musica “colta” ai giovani metallari e agli appassionati della musica folk.

Conclude il concerto il Quintetto op. 114 “La trota” di Franz Schubert, uno dei capolavori del periodo romantico, il cui il titolo viene dal fatto che nel quarto movimento compare la melodia di un Lied (dunque una piccola canzone per voce e pianoforte) così intitolato. È una delle composizioni più popolari del musicista austriaco e tra le più emblematiche della sua vena per la purezza del sentimento e la spontaneità dell’immaginazione.

Il Warhol Piano Quartet è protagonista di un’importante carriera concertistica e si è esibito con unanime successo di pubblico e di critica in numerosi palcoscenici, tra cui Festival dei Due Mondi di Spoleto, Festival Esprit de Fès (Marocco), Accademia Filarmonica di Bologna, Festival Pontino, Festival Internazionale “Dino Ciani di Stresa”, Concerti del Quirinale, CitéInternationaledesArts di Parigi.

Agli elementi del Warhol Piano Quartet (Andrea Feroci, pianoforte, Filippo Fattorini, violino, Alessio Toro, viola e Paolo Andriotti, violoncello) si aggiungono per questo concerto Francesco Peverini (violino) e  Massimo Ceccarelli (contrabbasso).

 

Mauro Mariani