Tornano gli spettacoli dal vivo a Verona

I riflettori sono pronti a riaccendersi. Lunedì 15 giugno il mondo dello spettacolo tornerà dal vivo dopo mesi di dirette streaming. E Verona celebrerà la ripartenza insieme ai giovani, con un evento che vedrà sul palcoscenico gli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza e dei cori dell’accademia Alive.

Alle ore 18.30, il chiostro di Sant’Eufemia prenderà vita. Dai sonetti di Shakespeare alla tradizione popolare veronese, dal Canto degli Italiani alle poesie di Berto Barbarani, musica e teatro insieme per festeggiare la ripartenza.
Contemporaneamente si riaccenderanno altre tre città. Nell’ambito dell’iniziativa “Il Teatro riparte”, organizzata dal Teatro Stabile del Veneto, le luci dello spettacolo torneranno ad illuminare, oltre a Verona, anche Padova, Venezia e Treviso. Tutti gli eventi verranno trasmessi in diretta streaming sul sito http://www.teatrostabileveneto.it, data la limitazione dei posti disponibili dal vivo.
L’appuntamento scaligero sarà aperto dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, che presenteranno una selezione dei Sonetti di Shakespeare. Seguiranno poi il coro di voci bianche e il coro giovanile di Alive, diretti dal maestro Paolo Facincani, che si esibiranno nel Canto degli Italiani e in un repertorio di canzoni che varia dalla tradizione veronese, come La bicicleta o il celebre Voria cantar Verona, in ricordo del poeta Berto Barbarani, a brani di musica moderna, rythm and blues, melodica italiana, pop contemporaneo e musical. L’accompagnamento musicale sarà dei maestri Claudio Sebastio al pianoforte e Fabio Cobelli alla batteria. Anna Pasqualini, Annamaria D’Onghia e Nicolò Bruno, allievi della Scuola di Teatro di Alive, diretti dalle docenti Silvia Masotti e Camilla Zorzi, reciteranno una scena dialogata e un monologo tratti da Re Lear e Il Mercante di Venezia di Shakespeare.
L’iniziativa è stata presentata dal sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore alla Cultura Francesca Briani. Erano presenti l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari, il presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto, il direttore artistico degli spettacoli del Comune di Verona Carlo Mangolini e il direttore dell’accademia Alive Paolo Facincani.

“Il teatro, la musica e gli spettacoli dal vivo fanno parte della nostra vita – ha detto Sboarina -. E a Verona, dove l’arte e la cultura si respirano ad ogni angolo, aspettavamo con ansia questo momento. Siamo felici di poter ripartire proprio dai giovani. A loro, che sono stati un grande esempio durante il lockdown, vogliamo dedicare questa prima serata, sperando che sia l’inizio di un’estate di eventi straordinari, proprio per l’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo. Un modo per far ripartire un settore che conta migliaia di professionisti e lavoratori. Un nastro di partenza che siamo orgogliosi di tagliare assieme alle altre città del Veneto. Come non mai in questo momento dobbiamo lavorare tutti assieme per valorizzare la nostra cultura, i nostri patrimoni artistici, ma anche i nostri territori. E incentivare il turismo di prossimità dal mare, al lago, alla montagna. Ricominciamo da noi”.

“Lo spettacolo riparte e noi vogliamo essere in prima linea, così come faremo per tutta l’estate – ha spiegato Briani -. Condividiamo questa iniziativa con altre tre città, ognuna declinerà a modo proprio la ripartenza. Verona ha deciso di ricominciare dai giovani, che forse sono stati quelli che hanno risentito maggiormente della mancanza della vita sociale. Investiamo sulle nuove generazioni, sui futuri spettatori dei nostri teatri. Riapriremo, non senza sacrifici, ospitando durante i mesi estivi anche grandi spettacoli e artisti nazionali, un dono ai veronesi, ai veneti ma anche a tutto il mondo dello spettacolo. Sarà in fatti un modo per sostenere un comparto che in questi mesi ha sofferto tantissimo”.

“Il mondo della cultura, che per natura necessita dell’interazione sociale, ha vissuto mesi di isolamento, rischiando di interrompere quel legame prezioso con il pubblico – ha affermato Corazzari -. Dopo aver promosso tante iniziative su piattaforme virtuali, è il momento di riannodare quel filo, di riprendere il rapporto con gli spettatori. Questi eventi di riapertura hanno un valore che va al di là delle manifestazione in sé. Stiamo parlando di un settore che ha una valenza imprenditoriale importante e che è un volano anche per altri comparti come turismo, commercio e vitalità dei centri cittadini. Ecco perché la cultura è un elemento di ripartenza fortissimo. E coinvolgere i giovani significa parlare e investire sul futuro”.

“Per la prima volta in Veneto quattro grandi città si mettono insieme, aprono i teatri nello stesso momento, fanno sistema – ha aggiunto Beltotto -. Ringraziamo l’amministrazione veronese per essere stata disponibile, rispondendo all’appello della Regione. Oltre ai posti disponibili per assistere agli spettacoli dal vivo, ci sarà lo streaming da tutte le città per consentire a tutti di seguire questo momento storico. Il web è diventato fondamentale. In soli due mesi, la piattaforma del Teatro Stabile ha raggiungo i 750 mila accessi, un numero straordinario per una realtà che ha cominciato a ragionare in termine di rete solo 60 giorni fa. Ci saranno, inoltre, anche delle finestre sulle televisioni locali. L’adesione di Verona valorizza tutto il lavoro fatto. Il teatro è vivo. Le città hanno bisogno dei loro teatri”.

“Dietro questa ripartenza c’è un grande lavoro e impegno da parte di tutti – ha sottolineato Mangolini -. L’amministrazione ci ha creduto fortemente, non solo aderendo a questa iniziativa, ma anche puntando sulla riapertura del Teatro Romano, una scelta importante non solo per la città di Verona ma per tutto il Veneto. Questo primo appuntamento sarà dedicato ai giovani e al loro coraggio. Abbiamo deciso di mettere insieme sia coloro che stanno studiando per fare del teatro la loro professione sia gli amatori, promuovendo attraverso la musica e la recitazione la socialità. La collaborazione con il Teatro Stabile proseguirà nel corso dell’estate con 3 coproduzioni nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese”.

“C’è bisogno di lavorare, di ricostruire l’energia che avevamo – ha concluso Facincani -. A fine febbraio il coro delle voci bianche era in grandissima forma, adesso, dopo mesi che non proviamo assieme, dobbiamo ricomporre la coralità. Affrontando caso per caso e superando la paura. Ecco perché abbiamo scelto canti che hanno una forte energia, compresi dei brani in dialetto veronese. Mi auguro che i cori tornino ad avere la stessa potenza di qualche mese fa”.

 

Roberto Bolis

Ultimi titoli per BS020Home Theater e Il posto delle fragole

Una bestia sulla luna, Pozzi, Pepe, Bignone

Giunge al termine il viaggio di BS020 HOME THEATER. Le voci da dentro, la web serie del Centro Teatrale Bresciano che porta sul palcoscenico virtuale creato dal CTB una galleria di brevi ritratti di personaggi noti o sconosciuti del territorio bresciano che attraversa i secoli e i luoghi, per raccontarele virtùdi tenacia, umanità, resistenza, e creatività che sono i tratti distintivi della comunità del territorio.

Dopo aver stupito con le sue sorprendenti cornici a tutti gli appuntamenti di Bs020 Home Theater, l’artista cui il CTB ha affidato la cura del progetto, Fausto Cabra, sarà il protagonista della puntata di sabato 6 giugno In parata per la città: un racconto del patriottico corteo che nel 1826 porta in gioiosa e laica processione per le vie del centro storico il simbolo di Brescia, la Vittoria alata appena scoperta.

Infine, domenica 7 giugno, ci sarà un contributo conclusivo speciale, una bonus track scritta appositamente per la webserie dallo scrittore Marco Archetti, già autore di alcuni spettacoli CTB di grande successo come La storia, In piena luce e La parola giusta. I dettagli saranno resi noti in seguito.

Giunge al suo ultimo appuntamento anche la rassegna Il posto delle fragole con lo spettacolo Una bestia sulla luna. In questi mesi di sipari calati il CTB ha spalancato i suoi archivi per condividere con il pubblico un fitto calendario di appuntamenti che hanno proposto le riprese integrali – gratuitamente visibili sul sito del CTB – di alcuni tra i più amati spettacoli di produzione che hanno fatto la storia dello Stabile nell’ultimo decennio. La magnetica Elisabetta Pozzi prende la scena virtuale immaginata dal CTB oggi fino alle 24 e, in replica, martedì 9, quando sarà disponibile gratuitamente sul sito del Centro Teatrale Bresciano la registrazione di Una bestia sulla luna di Richard Kalinoski, per la regia di Andrea Chiodi, con Elisabetta Pozzi, Fulvio Pepe, Alberto Mancioppi, Luigi Bignone; le scene sono di Matteo Patrucco, i costumi di Ilaria Ariemme, le musiche di Daniele D’Angelo.

Milwaukee, 1921. Aram è fuggito dal genocidio del popolo armeno in cui è stata assassinata tutta la sua famiglia. Vuole disperatamente ricostruirsi una vita e una discendenza: decide di sposare per procura una donna armena, Seta. Ne nascerà una storia d’amore difficile, in bilico tra conflitti e silenzi, tradizione e voglia di cambiamento, dolore del passato e speranze per il futuro. Andrea Chiodi porta in scena un testo commovente, vincitore di cinque premi Molière in Francia, con la magistrale interpretazione di una delle più grandi attrici del teatro italiano.

 

V.V. (anche per la fotografia di Umberto Favretto)

 

 

Un artista di nome Banksy: 2.260 visitatori nei primi giorni della mostra

Ottimo avvio per la mostra Un artista chiamato Banksy, aperta al pubblico fino al 27 settembre presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Nei primi quattro giorni sono state 2.260 le persone che hanno visitato l’esposizione, con una presenza media giornaliera di 565 persone.

Il dato è molto vicino al “tutto esaurito” considerato che per i primi quattro giorni di apertura erano stati previsti al massimo 2.400 ingressi, in applicazione di tutte le normative di sicurezza per la prevenzione della diffusione del contagio da Coronavirus.

“E’ una grande soddisfazione per noi vedere, già in questi primi giorni di apertura, il successo di questa mostra. Le lunghe file di appassionati in attesa davanti a Palazzo Diamanti dimostrano non solo quanto questo artista sia apprezzato, ma anche la voglia e il bisogno dei cittadini di ricominciare ad apprezzare l’arte, dopo un periodo tanto difficile costato a tutti grandi sacrifici – commenta il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri -. Abbiamo voluto aprire subito le porte della mostra proprio per lanciare un messaggio di speranza e di ripresa per la nostra città per la quale l’arte e la cultura sono centrali e lo abbiamo fatto scegliendo un artista di fama internazionale capace di attrarre un pubblico molto eterogeneo. Per le prossime settimane ci auguriamo di registrare numeri ancora importanti considerato che solo da oggi si sono riaperti i confini regionali che consentono ai cittadini di muoversi liberamente”.

I 2260 visitatori hanno potuto entrare e godere delle opere più note di Banksy: dalla bambina con il palloncino a Topolino divorato da un enorme serpente di Dismaland, attraverso un percorso rigoroso e ben definito con applicazione precisa delle prescrizioni anti-Covid. Per tutti è infatti d’obbligo la mascherina, l’utilizzo del gel igienizzante, mentre le visite sono contingentate e guidate segnaletiche di sicurezza che permettono soste distanziate e percorsi di entrata e uscita separati, in modo da non far incrociare i visitatori

Molto buono anche il dato che riguarda il bookshop. In particolare, le prime quattro giornate di apertura, hanno stato registrato un forte apprezzamento per il catalogo della mostra, che è, ad oggi il primo e unico catalogo autorizzato dall’artista Bansky.

Per i visitatori è possibile effettuare una prenotazione on-line per l’accesso agli spazi espositivi, ma anche presentarsi direttamente, acquistare il biglietto e accedere con il turno assegnato.

“Un primo traguardo raggiunto con soddisfazione dal Comune di Ferrara, dall’Assessorato alla Cultura e dalla Fondazione Ferrara Arte – sottolinea l’assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli – a dimostrazione del lavoro fatto nel periodo di chiusura totale in cui abbiamo cercato sia di mantenere il contatto diretto con le persone anche attraverso i social e sia di rispondere al bisogno culturale che la ripartenza avrebbe richiesto”.

 

Alessandro Zangara

Sposami a Verona. Riprendono i matrimoni alla Tomba di Giulietta e a Palazzo Barbieri

Alla Tomba di Giulietta e a Palazzo Barbieri si torna a pronunciare il fatidico ‘sì’. Riprendono le celebrazioni dei matrimoni in alcune sedi comunali, le più idonee a garantire distanze di sicurezza e percorsi dedicati agli sposi e ai loro ospiti. Il progetto ‘Sposami a Verona’ riparte, quindi, da sala Galtarossa, dove la capienza totale sarà di massimo 16 persone, e da sala Arazzi, dove invece il numero dei presenti potrà salire a quota 24.

Per accedere alle sale bisognerà comunque indossare la mascherina e osservare le norme di sicurezza: distanziamento sociale e igienizzazione delle mani. Non potranno, invece, presenziare alle cerimonie coloro che avranno una temperatura uguale o superiore a 37.5 gradi, presenteranno sintomi influenzali. Così come quanti dovessero aver avuto contatti con persone positive al Covid-19 nei precedenti 14 giorni.

Le celebrazioni riprenderanno anche nelle Ville che hanno aderito al progetto comunale. I proprietari hanno già confermato di poter garantire il rispetto delle norme vigenti, rivedendo a loro volta le capienze delle sale interne.

“Un bel segnale di ripresa, dopo mesi in cui tutto si è fermato e numerose cerimonie sono state annullate – spiega l’assessore ai Servizi demografici Daniele Polato -. Queste sale di grande pregio, proprio per le loro dimensioni, ci permettono di far rispettare il distanziamento sociale e, quindi, di assicurare a tutti i partecipanti la massima sicurezza. Garantire le cerimonie significa evitare disagi alle coppie, che possono celebrare le nozze assieme ai loro cari, e ridare impulso ad un settore economico rimasto fermo per mesi”.
Roberto Bolis

La 72ᵃ edizione dell’Estate Teatrale Veronese da metà luglio a tutto settembre

La 72ᵃ edizione dell’Estate Teatrale Veronese ci sarà. Dalla metà di luglio il palco del Teatro Romano, accessibile al pubblico con una disponibilità massima di 310 posti, in conformità alle attuali disposizioni sicurezza anti assembramento, tornerà ad ospitare, fino alla fine di settembre, spettacoli di teatro, musica e danza.

Un cartellone in piena regola, con la proposta di un programma completamente ripensato rispetto all’idea originaria, che tiene conto delle nuove indicazioni in ambito di sicurezza e distanziamento sociale.
Le date e il calendario definitivo sarà annunciato dopo il 15, data in cui il Dpcm stabilisce la ripresa degli spettacoli. Intanto, si sa che ad inaugurarlo saranno tre eventi speciali che segnano il ritorno a Verona di artisti molto amati dal pubblico, desiderosi di calpestare nuovamente i palcoscenici con proposte pensate appositamente per il post Covid. Tra questi, un’autentica diva del cinema italiano come Isabella Ferrari, che sceglie il palco del Teatro Romano per presentare la sua interpretazione della “Fedra” di Ghiannis Ritsos, uno dei più̀ importanti poeti ellenici del XX secolo. Tornano dunque ad animare l’Estate Teatrale Veronese le grandi eroine tragiche, seppur in una veste estremamente semplificata, come richiede il momento, e con un gusto decisamente contemporaneo.

Un momento della presentazione streaming dell’evento

Ad agosto sarà proposto uno dedicato alle compagnie professionali veronesi, mentre a settembre torna protagonista Shakespeare con due riscritture di Amleto e Romeo e Giulietta. La prima è “L’amore segreto di Ofelia” con Chiara Francini e la regia di Chiara Lagani della compagnia Fanny e Alexander; mentre “Romeo e Giulietta” vedrà due insoliti protagonisti come Ugo Pagliai e Paola Gassman, simbolo stesso delle coppie d’arte, diretti dai veronesi Babilonia Teatri. Sempre nel mese di agosto, il Teatro Romano ospiterà anche le conversazioni del Festival della Bellezza, dell’associazione Idem, diventato ormai un appuntamento imperdibile e molto atteso dal pubblico.
A settembre, spazio anche alla musica con il ritorno delle rassegne storiche “Rumors” e “Verona Jazz” e alla danza con il debutto del nuovo lavoro di Ersiliadanza “Andrà tutto bene”.

Ad arricchire la programmazione cittadina, tra fine giugno e luglio, il Chiostro di Santa Eufemia ospiterà invece la rassegna “Inchiostro Vivo” curata da Alive e dedicata ai temi della formazione artistica delle nuove generazioni. In programma anche “Poetry Death Match” i Sonetti di Shakespeare con i giovani attori del progetto regionale TeSeO Veneto della Scuola Teatrale di Eccellenza del Teatro Stabile del Veneto.

Il piano eventi culturali previsto per l’estate 2020 è stato illustrato in diretta streaming, dall’assessore alla Cultura Francesca Briani insieme direttore artistico degli spettacoli del Comune Carlo Mangolini.

“L’eccezionalità del momento fa di questa edizione del festival un unicum – ha spiegato l’assessore –, con un programma che non potrà essere paragonato a niente altro per le condizioni senza precedenti nelle quali siamo chiamati a realizzarlo. Ciò nonostante siamo riusciti a costruire un festival di grande valore. Abbiamo fatto un importante investimento per sostenere i professionisti del territorio, perché dopo mesi di blocco delle attività era necessario dare un segnale concreto di aiuto. Il progetto Professione Spettacolo Verona ha consentito a ben 19 realtà professionali veronesi tra prosa, danza e teatro di venire inserite nel programma del festival con le loro proposte di spettacoli. Un importante traguardo che sottolinea l’attenzione di tutta l’Amministrazione comunale per un comparto fortemente colpito dalla pandemia. Forte la componente femminile proposta sul palco dell’Estate Teatrale Veronese. Un omaggio dell’Amministrazione comunale alle tante associazioni femminili veronesi che, causa lockdown, non hanno potuto quest’anno celebrare, con i consueti numerosi eventi in programma, l’Otto marzo”.
“E’ quasi un miracolo riuscire a proporre l’Estate Teatrale Veronese anche quest’anno – ha sottolineato il direttore Mangolini –. Un segnale molto importante anche in ambito nazionale. Non sono molti, infatti, i festival che hanno seguito la scelta di Verona, per la maggior parte si sono spostati a settembre che, fino a poche settimane fa, pareva la scelta più sicura da fare. Per quanto ci riguarda, invece, non abbiamo mai smesso di lavorare, proprio per essere pronti ad offrire una proposta concreta per tutta l’estate. Stiamo definendo gli ultimi dettagli di un cartellone che è stato completamente rivisto e che tiene conto dei vari limiti imposti dal distanziamento sociale. Ciò nonostante siamo riusciti a costruire un festival di grande valore e sono certo che riusciremo a far vivere agli spettatori qualcosa di importante e di indimenticabile, non solo per la qualità artistica delle proposte ma anche per ciò che rappresenta per loro scegliere oggi di andare a teatro”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Florilegium. Rebecca Louise Law conquista con 200mila fiori il cuore di Parma

Ha finalmente aperto i battenti nell’Oratorio di San Tiburzio a Parma – parte del complesso San Tiburzio che include anche l’Antica Farmacia San Filippo Neri – la prima personale italiana di Rebecca Louise Law: un Florilegium di nome e di fatto, capace di inondare con la sua colorata e profonda brezza d’estate la città di Parma

 

Curata da OTTN Projects e inserita nel programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020, Florilegium è l’evento di punta di Pharmacopea – progetto di riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica della Piccola Parigi, promosso dal Gruppo Chiesi e Davines. L’installazione è letteralmente una cascata naturale in costante e organico mutamento, composta dalla coabitazione di 200mila fiori, dall’Achillea millefolium al Tortum, che potrà essere contemplata sino al 20 luglio e poi, da settembre fino al 19 dicembre 2020, secondo orari che verranno comunicati nei prossimi mesi.

Gratuita, adatta ai bambini e ideata appositamente per lo spazio di Via Borgo Palmia 6/A, grazie al sostegno di Gruppo Chiesi, Davines e Cosmoproject e alla collaborazione di Ad Personam, Florilegium è il cuore di un’esposizione su più fronti firmata dall’artista britannica, che prosegue anche in questa occasione la propria ricerca sull’evoluzione e sul deperimento dell’opera, spesso concepita come architettura floreale larger-than-life e scultura site-specific. I luoghi scelti sottolineano il perfetto innesto della mostra nel disegno di Pharmacopea, che intende riconnettere – creando nuovi itinerari turistici in grado di riqualificarli – gli spazi depositari dell’identità chimico-farmaceutica cittadina alle le fonti storiche, ai materiali d’archivio, agli antichi erbari e alle farmacopee riemersi in un meticoloso lavoro di recupero. Tale percorso porterà alla realizzazione di una pubblicazione capace di tracciare una linea sino alle origini locali di questa sfera del sapere che caratterizza il territorio di Parma.

Sarà inoltre attivato un volontariato aziendale che contribuirà alla valorizzazione e all’apertura di questo patrimonio storico-culturale a cittadini, visitatori e, in particolare, a un turismo interessato alla sostenibilità, alla storia della cosmesi e della tradizione del benessere.

È stato infine sviluppato un Public Program con diverse iniziative. Il calendario degli eventi sarà aggiornato in http://www.pharmacopeaparma.it

Gli orari fino al 20 luglio 2020 e da settembre a dicembre (orari da definire). Orario apertura: Da giovedì a sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00. Aperture straordinarie: Domenica 5 luglio dalle ore 10:00 alle ore 12:30. Gli ingressi sono contingentati e nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Non è necessaria la prenotazione, gli accessi avverranno in base all’orario di arrivo.

Per maggiori dettagli: http://www.pharmacopeaparma.it

Ingresso gratuito.

 

Carla Soffritti (anche per la fotografia)

Giornata mondiale dell’ambiente. Verona premia chi si sposta in bici o a piedi

Il 5 giugno, in tutto il mondo, si celebra la Giornata dell’Ambiente. E, nonostante il Covid abbia ridotto al minimo cerimonie e manifestazioni, Verona ha voluto premiare proprio oggi i cittadini più virtuosi. Quei veronesi che si spostano a piedi, in bici, in autobus e, da quest’anno, anche con il monopattino. E che, attraverso l’app Muoversi, hanno registrato tutti i chilometri ‘sostenibili’ fatti, accumulando punti.

Il concorso, promosso da Comune e Agsm, era stato sospeso a fine febbraio a causa dell’emergenza sanitaria e, i vincitori della prima fase, ossia del periodo compreso tra il 15 dicembre 2019 e il 29 febbraio 2020, non erano ancora stati convocati. E non poteva essere scelta giornata migliore per riconoscere l’impegno di quei cittadini sempre pronti a utilizzare modalità di spostamento alternative all’auto.

La prima classificata, Sonia Romani, ha ricevuto una bicicletta elettrica; un’estrazione fortunata dato che le è stata rubata la sua due ruote. A Loretta Scarmagna e Olesea Caba, rispettivamente seconda e terza, è andato un abbonamento annuale alle linee urbane degli autobus ATV. Infine, alla quarta classificata, Luigina Negrente, un abbonamento al bike sharing cittadino. Tutti i premi rispettano la filosofia di valorizzare i comportamenti virtuosi di mobilità sostenibile per migliorare la qualità dell’ambiente della città.

A consegnare i premi il sindaco Federico Sboarina e gli assessori all’Ambiente Ilaria Segala e alla Mobilità Luca Zanotto.

“La tutela dell’ambiente non è una tematica che appartiene a una parte politica. È di tutti, anche della destra alla quale appartengo e che ha come valore la conservazione, anche ovviamente della terra. Rispettare la natura significa rispettare il patrimonio locale e garantire il futuro delle prossime generazioni – ha detto Sboarina -. Il rispetto ambientale è oggi una priorità e, allo stesso tempo, una responsabilità per ognuno di noi, specialmente dopo quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Ecco perché questi comportamenti virtuosi assumono un significato ancor più profondo e sono un esempio da seguire. La pandemia ci ha spinti a preferire i mezzi privati e, infatti, registriamo quotidianamente un incremento dei veicoli in circolazione. Ma ora che l’emergenza è finita, torniamo a usare i mezzi sostenibili e alternativi all’auto. Chi sceglie la bici, gli spostamenti a piedi o in autobus e monopattino non fa del bene solo a se stesso, ma aiuta anche l’intera comunità, rispettando l’ambiente e decongestionando il traffico”.

“L’iscrizione all’app può avvenire in qualsiasi momento – hanno concluso Segala e Zanotto -, invitiamo quindi tutti i cittadini a scaricarla e usarla. Si tratta di un modo semplice e veloce per partecipare attivamente alla vita cittadina e al sostegno ambientale. Tanti piccoli comportamenti possono fare la differenza, assieme ovviamente alle grandi opere come ad esempio il recupero dell’ex Scalo Merci e l’ultima piantumazione fatta al Pestrino con più di mille alberi messi a dimora”.

Nei due mesi e mezzo di monitoraggio, la parte del leone l’ha fatta il muoversi a piedi, mezzo prediletto dal 77% dei cittadini partecipanti. Quindi la bicicletta, usata dal 13% dei veronesi per i loro spostamenti casa-lavoro, poi l’autobus, utilizzato per il 6% e, infine, il monopattino elettrico (4%).

Per partecipare basta scaricare l’app sullo smartphone e iniziare a registrare i percorsi fatti in modalità sostenibile. Il punteggio viene calcolato anche in base al numero, alla lunghezza e alla tipologia di spostamento. Si accumulano punti anche frequentando le biblioteche comunali.

Roberto Bolis (anche per la fotografia della premiazione)

 

Al 16° Biografilm Festival in concorso nella Sqizo

Sarà presentato in prima mondiale alla sedicesima edizione del Biografilm Festival (5-15 giugno 2020) in Concorso nella sezione “Biografilm Italia”, Sqizo, l’opera prima di Duccio Fabbri, attivo da molti anni come regista e aiuto regista tra l’Italia e gli Stati Uniti.
Il film sarà trasmesso attraverso la piattaforma http://www.mymovies.it sabato 6 giugno dalle 21 (disponibile per un numero limitato di spettatori, con prenotazione già dal primo giugno).

Sqizo racconta la storia di Louis Wolfson, scrittore del Bronx che ha lottato per tutta la vita contro le definizioni correnti di malattia mentale, fortuna e linguaggio. Diagnosticato schizofrenico in adolescenza, ha ripudiato la lingua madre in favore di un idioma del tutto personale. Autore cult dell’editore Gallimard nella Parigi degli anni Settanta, nonostante la notorietà è rimasto un perfetto sconosciuto negli Stati Uniti, continuando a vivere come homeless. Giocatore d’azzardo incallito e outsider assoluto, in età matura si è trasferito a Porto Rico, dove la sua fortuna è cambiata di colpo e dove l’autore del film lo ha rintracciato: a 89 anni vive ancora solo e sospeso tra due mondi, quello del silenzio e quello della parola.

Il regista Duccio Fabbri dichiara: “Quando ho saputo che era ancora vivo, ho sentito il dovere di raccogliere la sua testimonianza. Un rapporto nato sotto il segno della diffidenza – mi credeva un possibile agente segreto italiano! – e culminato, anni dopo, in amicizia. Penso che la vita e le azioni di Wolfson siano estreme ed esemplari. I suoi atti (come il rifiuto della lingua madre, il disprezzo per la psichiatria, il rifiuto delle più elementari istituzioni sociali) possono essere interpretati come gesti politici: forme di resistenza e sopravvivenza che ci mettono di fronte ad un nuovo punto di vista sul mondo”.

Con l’anteprima mondiale del film si conclude un lavoro durato dieci anni, costruito attraverso una lunga e complessa relazione capace di rendere finalmente visibile la vita avvolta nella leggenda di uno scrittore unico nel suo genere, che ha affascinato intellettuali come Jean Paul Sartre Simone de BeauvoirGilles DeleuzeJacques LacanRaymond Queneau e ispirato scrittori come Jean-Marie Gustave Le Clézio e Paul Auster (del quale il film raccoglie la testimonianza).

Alla Epsifilm, società americana del regista che ha avviato il progetto, si è affiancata tre anni fa la startup produttiva FilmAffair, che ha lavorato alle strategie editoriali e produttive del film, partecipando a numerosi mercati internazionali (DokLeipzig co-production meetings, HotDocs co-production meetings, Thessaloniki Agora Works in Progress) e ottenendo il premio come miglior progetto al BioToB 2017.
Decisivi, per la realizzazione del film, la fiducia e il sostegno di Rai Cinema e del MiBACT e l’apporto di un distributore internazionale esperto come Cinephil.

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

 

 

 

 

Irene Jalenti stasera online

Il mese di giugno si inaugura con un nuovo appuntamento “Live at Home”: questa volta Visioninmusica ha chiamato a partecipare da oltreoceano una delle voci più carismatiche del panorama musicale femminile contemporaneo, Irene Jalenti. Lunedì 1 giugno alle ore 19:00 l’artista, in diretta dalla sua abitazione di Baltimora (https://youtu.be/69aHqGypjSc) presenterà un selezionatissimo repertorio omaggio alla bossanova brasiliana, al jazz e al pop d’autore internazionale. Questi i titoli prescelti:  Dança da Solidão (Paulinho da Viola); Norwegian Wood (Lennon – McCartney); Eu Sei Que Vou Te Amar (Jobim – De Moraes);  Sodade (Armando Zeferino Soares), Humdrum Blues (Oscar Brown Jr.).

Durante l’esibizione, in streaming sul canale YouTube di Visioninmusica, verranno date le indicazioni per continuare a contribuire volontariamente con donazioni a favore dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, città natale di Visioninmusica, a sostegno del diritto alle migliori cure per i pazienti colpiti da Covid-19 nel contesto di una sicurezza sanitaria di interesse generale. Info e modalità per donare al seguente link: https://www.aospterni.it/pagine/donazioni

La cantante jazz Irene Jalenti nasce a Terni, in Umbria, dove, dall’età di 5 anni, inizia ad acquisire la sua formazione musicale, dapprima pianistica, che sfocia nel percorso canoro all’età di 13 anni. Dopo essersi esibita in vari palchi e festival italiani, e dopo aver frequentato i seminari di Umbria Jazz e di Siena Jazz, nel 2010 Irene si trasferisce a Baltimora, negli Stati Uniti. Qui, grazie ad una borsa di studio di merito, si laurea in Jazz Performance nel più antico conservatorio statunitense, il Peabody Conservatory of Music. Successivamente prosegue i suoi studi nello storico college afro-americano Howard University a Washington DC entrando a far parte del multi-premiato gruppo jazz a cappella Afro Blue, con cui si esibisce al Kennedy Center, l’Apollo Theater di New York, e persino alla Casa Bianca dinnanzi al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Irene ha cantato al fianco di personaggi di spicco del jazz come Esperanza Spalding, Patti Austin, e la Count Basie Orchestra e ha lavorato come corista per cantanti come Kelly Clarkson, Marc Anthony, Yolanda Adams, Common, e Chance the Rapper.

Attualmente sta ultimando il suo primo lavoro da solista discografico dove spiccano non solo le sue doti di interprete ed arrangiatrice, ma anche una grande attitudine per la scrittura musicale di brani inediti che si fonde con una forte e naturale passione per la musica della tradizione dell’America Latina ed il desiderio di fondere il jazz con altri stili musicali creando un connubio unico.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

‘Tomorrow people’: per gli under 35 un concorso di idee nei campi della fotografia, audiovisivo e fumetto

Scadrà il 31 luglio 2020 il termine per partecipare al concorso di idee ‘Tomorrow people’ promosso dall’Associazione ICS – Innovazione Cultura Società, assieme ad ART-ER Attrattività Ricerca Territorio e alla Regione Emilia-Romagna. Il concorso, per la selezione di 3 progetti inediti nell’ambito della fotografia, dell’audiovisivo e del fumetto/illustrazione, è rivolto a giovani artisti e professionisti under 35. Le tre miglior idee riceveranno un premio in denaro e verranno prodotte e supportate nella loro realizzazione.


A segnalare l’opportunità di partecipazione è l’Ufficio Giovani artisti del Comune di Ferrara che si rende disponibile per offrire informazioni sul bando all’indirizzo: email artisti@comune.fe.it.

Tomorrow People è un concorso di idee per la selezione di 3 progetti inediti nell’ambito della fotografia, dell’audiovisivo e del fumetto/illustrazione, rivolto a giovani artisti e professionisti under 35. Le tre miglior idee riceveranno un premio in denaro e verranno prodotte e supportate nella loro realizzazione.

Organizzato e promosso dall’Associazione ICS – Innovazione Cultura Società, unitamente a ART-ER Attrattività Ricerca Territorio S. cons. p.a. e alla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle attività del progetto Piano Regionale Multiazione CASP-ER II 2018-2020.

Obiettivi

  • rappresentare il fenomeno migratorio e le sfide dell’integrazione all’interno della comunità emiliano-romagnola, nella sua evoluzione tra passato, presente e futuro
  • valorizzare la diversità culturale tramite lo sguardo inedito e le aspirazioni delle giovani generazioni
  • dare voce all’espressione artistica dei giovani su temi di attualità

Cosa offre

Una giuria composta da esperti nelle tre discipline (fotografia, video e illustrazione) e da rappresentanti dei promotori selezionerà le tre migliori idee, una per ogni disciplina, che riceveranno un premio di 2.000 Euro ciascuna e un supporto alla produzione.

La realizzazione dei progetti dovrà essere completata tassativamente entro il 18 dicembre 2020, giornata internazionale del migrante, quando i risultati del concorso verranno resi pubblici.

Chi può partecipare

Il concorso di idee è rivolto a professionisti e artisti di qualsiasi nazionalità di età compresa tra i 18 e i 35 anni alla data di scadenza del bando, nati in Emilia-Romagna e/o che risiedono e/o domiciliano, anche per ragioni di lavoro e/o studio, in Emilia-Romagna. Si può partecipare in forma singola o associata, purché come persone fisiche e non giuridiche.

È richiesta una comprovata esperienza in uno o più di questi ambiti:

  • fotografia
  • fumetto/illustrazione/graphic novel
  • audiovisivo/video/cinema

I partecipanti dovranno presentare l’idea attraverso un testo descrittivo di massimo una cartella A4 (circa 2.000 caratteri), corredato da eventuali immagini a titolo esemplificativo.

L’iscrizione al concorso è gratuita.

Le domande dovranno pervenire via mail entro venerdì 31 luglio a info@icsproduzioni.it

 

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)