Estate tra teatro e musica a Forte Gisella

Teatro e musica tornano tra le mura di Forte Gisella a Santa Lucia di Verona. All’interno del compendio di via Mantovana i riflettori sono accesi: sul palcoscenico la prosa dialettale ma anche il musical, il tango argentino così come il rock.

Nel mese di luglio la Perdido jazz band proporrà un omaggio a Luis Armstrong. Seguiranno ArteFatto Teatro con “Un cabaret…di risate”; Lamacchi- Bassi con il concerto Fossati incontra De Andrè; la compagnia Renato Simoni con “Sarto per signora”. E poi ancora le compagnie Zero.it, Trapano Boss, Giorgio Totola, quest’ultima con “Tonin Bellagrazia”, Silvia Braga e Bruno Marini trio con “The beat generation”, la compagnia Tiraca e Ogm con “E pensare che c’era Gaber”.

Chiuderà il mese di luglio e aprirà agosto, Gtv Niù con “Per un litro di grappa?!”, in replica per quattro sere. Dal 10 agosto spazio alla musica con rock prog di Tony Pagliuga, con il tributo ai Genesis e con quello agli ELP. Seguirà il 14 agosto il concerto celtico e dal 15 al 18 agosto il Festival di Tango Argentino. Dal 23 agosto tornerà il teatro con la compagnia Einaudi Galilei e con ArteFatto Teatro che porterà in scena “L’erba del vicino”.

Il mese di settembre si aprirà con il musical Jesus Christ Superstar e proseguirà con “Aires de Buenos Aires” di Uep, per chiudersi con la compagnia Tabula Rasa. Tutte le serate iniziano alle ore 21.

La rassegna estiva è organizzata da Aics-Associazione italiana cultura e sport, insieme all’associazione Art&Salus, con il patrocinio del Comune di Verona.

“Un’iniziativa dalla duplice valenza culturale – ha detto l’assessore al Decentramento Marco Padovani -. Grazie a questa rassegna, infatti, sarà possibile godere di serate all’insegna del buon teatro, del divertimento e della musica, passando delle ore spensierate in compagnia. Inoltre, il pubblico potrà approfittare dell’occasione per visitare uno dei forti più belli di Verona”.

 

Roberto Bolis

Il Grande Teatro a Verona

Dall’8 novembre 2016 al 2 aprile 2017 – per complessive quarantotto rappresentazioni – è in programma al Nuovo la rassegna IL GRANDE TEATRO 2016-2017 organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con Unicredit come main partner.

«Un cartellone di alto livello – dichiara il responsabile artistico della rassegna Gianpaolo Savorelli – in grado di esprimere per autori individuali, per interpreti di straordinario talento e per originali allestimenti, che incrociano tradizione e contemporaneità, le caratteristiche proprie di una stagione di Grande Teatro».

«Con questo programma – aggiunge Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale – confermiamo la vocazione del Teatro Stabile del Veneto a selezionare proposte di grande qualità, affermando in modo ancora più chiaro la capacità di un teatro nazionale di essere efficace partner culturale per la città di Verona e per il suo territorio».

«Ci eravamo dati un obiettivo nel presentarci come Teatro Nazionale: essere all’altezza del ruolo – dice a sua volta Angelo Tabaro, presidente del Teatro Stabile del Veneto – con offerte che dimostrino il ruolo del Veneto nella tradizione teatrale Italiana e internazionale. La programmazione 2016/2017 del Teatro Stabile del Veneto dimostra che siamo in linea con l’obiettivo».

Inaugura la rassegna invernale di prosa, dall’8 al 13 novembre, una produzione del Teatro Stabile del Veneto e del Teatro Stabile di Torino: Smith & Wesson di Alessandro Baricco, autore che non scrive testi per il teatro, bensì spettacoli che a volte si trasformano in qualcos’altro: come è accaduto con Novecento. Smith & Wesson non è il nome di una pistola, è quello di una coppia sgangherata: un meteorologo (Natalino Balasso) e un pescatore (Fausto Russo Alesi). In un mondo popolato da truffatori e falliti, i due vengono avvicinati da una giornalista alla caccia di una storia memorabile. Come quella di T.D. Lemon Novecento, non a caso portata in scena sempre da Gabriele Vacis.

Dopo Baricco un altro autore italiano prestato al teatro: Gianfranco Bettin che con la sua scrittura tagliente affianca Marco Paolini nel nuovo lavoro dell’attore bellunese: Numero primo in scena dal 13 al 18 dicembre prodotto da Jolefilm. Insieme raccontano la storia di un futuro probabile, fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come le carte di un mazzo prima di giocare. Al più noto e apprezzato esponente del teatro di narrazione italiano il compito di rendere credibili sulla scena cose possibili domani, ma che oggi appaiono ancora del tutto inverosimili.

Gli altri sei titoli vedono in scena attori davvero straordinari che con il loro talento hanno fatto la storia del teatro italiano. Figurano infatti nello stesso cartellone contemporaneamente Glauco Mauri, Gabriele Lavia, Eros Pagni, Umberto Orsini, passando per i più giovani Elio De Capitani, Massimo Popolizio e Luca Lazzareschi. L’occasione è unica per confrontare interpretazioni e approcci ai testi da parte di artisti che, con la loro concezione del teatro, hanno accompagnato generazioni intere di spettatori, emozionandoli, commuovendoli, coinvolgendoli nel piacere di ascoltare recitare un “maestro” nel vero senso della parola.

Torna a Verona (col terzo spettacolo in programma dal 17 al 22 gennaio) anche la tragedia classica con Edipo – il mito, progetto fortemente voluto da Glauco Mauri. Accanto a lui il giovane e talentuoso regista Andrea Baracco e lo storico compagno di viaggio Roberto Sturno. Lo spettacolo è incentrato su due capolavori di Sofocle: Edipo Re e Edipo a Colono. Due opere fondamentali nella storia del teatro, per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità che contengono. Uno stimolo per il pubblico di oggi, a trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento necessario per immaginare il nostro futuro. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno e dal Teatro della Toscana.

In occasione delle celebrazioni per i quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, Luca De Fusco firma Macbeth, uno dei supremi capolavori del Bardo in programma dal 31 gennaio al 5 febbraio. Il testo narra la vicenda del vassallo di re Duncan di Scozia che, divorato dall’ambizione e dalla brama di potere, porta a compimento il regicidio per salire al trono. L’interpretazione di Luca Lazzareschi domina un allestimento che viaggia sul confine tra teatro e video, citando il cinema di Stanley Kubrick e la pittura di Salvador Dalí. Lady Macbeth è Gaia Aprea. Coproduttori dello spettacolo il Teatro Stabile di Napoli, il Teatro Stabile di Catania Fondazione Campania dei Festival e Napoli Teatro Festival Italia.

Dopo le prime quattro rappresentazioni, grande spazio viene riservato al 900 nella seconda parte della rassegna che propone tre autori simbolo del secolo passato: Arthur Miller, Luigi Pirandello e Thomas Bernhard.

Di Arthur Miller il quinto spettacolo in programma dal 21 al 26 febbraio: Morte di un commesso viaggiatore, la sua opera più conosciuta e rappresentata al mondo. Il celebre dramma sarà proposto dal Teatro Elfo Puccini in un’appassionata versione diretta e interpretata da Elio De Capitani assieme all’affiatatissimo gruppo di attori del Teatro dell’Elfo. Un classico degli anni Cinquanta, che parla del nostro presente, raccontando l’ultimo giorno di vita di Willy Loman, commesso viaggiatore pronto a tutto per vendere e per vendersi. In un andare e venire fra realtà e sogno, in cui si mescolano armoniosamente il piano del presente e quello del passato, prende forma uno spettacolo commovente, profondo e umanissimo.

Dal 7 al 12 marzo sarà in scena L’uomo dal fiore in bocca, piccolo capolavoro del teatro pirandelliano che Gabriele Lavia dirige e interpreta con precisione chirurgica. In questa efficace messa in scena, il breve atto unico è stato integrato da brani di novelle che affrontano il tema del rapporto tormentato tra marito e moglie, visto col distacco di un’ironia che rende i personaggi estremamente contemporanei. L’allestimento è della Fondazione Teatro della Toscana.

Il più grande attore tedesco del dopoguerra, Minetti, dà il proprio nome alla commedia dell’austriaco Thomas Bernhard, qui diretta da Marco Sciaccaluga, in programma dal 14 al 19 marzo. Nella notte di Capodanno, in attesa di chi gli ha offerto di ritornare sulla scena nel ruolo di Re Lear, il protagonista s’interroga sull’arte dell’attore come riflesso di un mondo grottesco, assediato da una metaforica tempesta di neve. È il ritratto di un artista da vecchio reso alla perfezione da Eros Pagni. Tra il comico e il tragico, la realtà s’intreccia alla trasfigurazione poetica. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Genova.

A firma di Miller anche lo spettacolo che chiude la rassegna dal 28 marzo al 2 aprile: Il prezzo (The Price) opera di Miller meno nota, almeno in Italia: un testo che indaga il rapporto tra responsabilità individuale e collettiva alla luce degli effetti della crisi del ’29 sulla società americana. A incarnare questa dicotomia una famiglia borghese dilaniata da contrasti interni da cui tenta di difendersi per salvaguardare le apparenze. Umberto Orsini e Massimo Popolizio mettono il loro sconfinato talento al servizio di questo dramma avvincente ed ironico – proposto dalla Compagnia Umberto Orsini – che ha il sapore della riscoperta.

INFORMAZIONI tel. 0458006100

PREZZI BIGLIETTI SINGOLI SPETTACOLI

platea                  € 25,00

balconata           € 22,00

galleria                € 15,00

seconda galleria         € 9,00

 

Enrico Pieruccini

 

 

 

Brescia diventa Versailles… grazie a Paolo Rossi

Il classico caso di una commedia che dura più di due ore, eppure quando si chiude il sipario e scrosciano gli applausi finali, ti sembra di esserti appena seduto in sala. Al Teatro Sociale di Brescia è andata in scena la rappresentazione di “Molière: la recita di Versailles” del Teatro Stabile di Bolzano, per la regia di Giampiero Solari, su testo riscritto da Stefano Massini, Solari stesso e Paolo Rossi, direttore dello Stabile e protagonista del lavoro. Assieme a Rossi sul palcoscenico anche Lucia Vasini, Fulvio Falzarano, Mario Sala, Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefano Bembi, Mariaberta Blasko, Riccardo Zini, Irene Villa, Karoline Comarella, Paolo Grossi. Canzoni originali di Gianmaria Testa, con musiche eseguite dal vivo da “I Virtuosi del Carso”.

Rossi inizia a spiegare che cosa vedrà il pubblico: incaricato di dirigere il teatro di Bolzano, immagina di essere Molière quando il Re Sole gli chiese di preparargli una commedia nuova in poche ore. Il parallelo si presta a tramutare la scena in un’affascinate melange di nuovo e moderno, di commedia dell’arte e di teatro d’avanguardia, tra prove e ripassi della parte, un improbabile suggeritore e la cruda realtà. Oggi, afferma Paolo Rossi, il mestiere dell’attore è quanto mai superato, forse inutile, perché ogni persona, o personaggio, recita meglio di quanto ogni attore potrebbe mai fare. Si pensi agli avvocati, ai politici, a tanta altra gente. Secondo il capocomico/Molière/Rossi chiunque recita meglio di quanto potrebbe recitare un attore che volesse impersonare ciascuno di quei ruoli e se anche un attore mette in scena il personaggio di un politico sapendo di recitare, non è mai bravo quanto il politico stesso che, invece di sapere che recita e magari recitando mente, quando si riguarda in video crede talmente tanto in quello che dice che si commuove persino e finisce per credersi. Quindi, agli attori non rimane che recitare la vita, in questa mescola di passato e presente che finisce per diventare un tutt’uno. Gli attori indossano maschere del Seicento che potrebbero andare bene anche per          questo periodo di carnevale e se si tolgono la maschera sono comunque coloro che devono fingere di essere quello che forse non sono. Ciascuno indossa la sua maschera quotidiana come facciamo sempre uscendo di casa, sia che si guidi un’auto, sia che si salga in carrozza. Per divertire il re, si deride la corte, perché nulla è più spassoso della satira su noi stessi, ma se si può essere feroci sul prossimo senza incorrere in grane, proprio perché riparati dal travestimento, è di certo più divertente, non solo più conveniente.

La riscrittura dell’opera, firmata da Stefano Massini, uno dei maggiori drammaturghi italiani, Paolo Rossi e Giampiero Solari, si prefigge di approfondire l’arte comica, fondendo tradizione e attualità con rigore e poesia. Un viaggio nel teatro, soprattutto dietro le quinte di una compagnia in prova che deve allestire uno spettacolo in tutta fretta, una nuova commedia che mette a confronto, in un gioco di specchi temporali ed esistenziali, il lavoro e la vita del capocomico Molière e del personaggio capocomico Paolo Rossi.

Il lavoro si ispira a “Improvvisazione di Versailles”, quando Molière metteva in scena se stesso volonteroso di fondare una nuova commedia di carattere e di costume.

Egli era sempre alla ricerca di una nuova forma di commedia, che fosse al passo con i tempi, che proponesse una recitazione più naturalistica, tanto come oggi Rossi e Solari teorizzano una coesistenza sul palco dell’attore che conosce il mestiere (o almeno dovrebbe conoscerlo), dei personaggi e della persona in quanto tale. Così come potrebbe essere ogni spettatore. La compresenza esige e permette un’improvvisazione totale, che ravvivi lo spettacolo e la riuscita è ottima. Rossi, istrione, circondato da attori davvero bravi, affascina e conquista, permette riflessioni e risate, coinvolge e dissacra, getta il sasso e ritira la mano per burlarsi di tutto e di tutti, in modo intelligente e professionale, conducendo un lavoro apparentemente senza nesso eppure sorprendente e riuscito.

Davvero bella la parte dedicata al riformatore papa Francesco, con in testa il basco alla Che Guevara, rivoluzionario e conservatore, ironico e profondo, davanti ad un gruppo di preti, suore e frati, in una gag che è stata pensata forse prima degli ultimi eventi di fuoriuscita di notizie riservate. L’ironia e la burla non diventano dissacratorie e permettono al pubblico davvero di assaporare la voglia di ridere in un momento in cui ce n’è davvero molto bisogno.

 

A.B.

 

“Gengis Khan” al Teatro Carlo Felice di Genova

Da venerdì 15 a domenica 17 gennaio 2016, l’appuntamento con la danza al Teatro Carlo Felice porterà in scena con la Compagnia di danza di Mongolia “Gengis Khan”, rassegna di danze nazionali e suite coreografiche della Mongolia, con la coreografia di Sevjidin SÜKHBAATAR, offrirà al pubblico una panoramica storica, dall’epoca degli Sciamani ai giorni nostri, attraverso l’epopea di Gengis Khan e la Rivoluzione del 1921.

La Compagnia fondata nel 1945, è nata con l’intento di far conoscere al mondo la cultura mongola, come è stato per il Circo della Mongolia . Attualmente dispone di un organico di circa 200 dipendenti, formato da danzatori, musicisti e vocalisti. Si è esibita in oltre 50 paesi del mondo, è stata ospite al Palazzo di Vetro dell’ONU e al Teatro Bolshoi di Mosca, mentre da noi, in Italia, è venuta soltanto due volte  la prima nel 1986 e l’ultima nel 2006.

Il repertorio della Compagnia comprende danze molto particolari, suddivisibili in alcune grandi categorie: religioso-rituali, sia sciamaniche che buddiste, storico-militari e nazionali propriamente dette, che incarnano le peculiarità delle diverse etnie mongole. La danza accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, forma insieme ad essi un’unica espressione artistica.

Dal 2013 la compagnia è diretta da Khatankhuyag Khaskhüü, giovane coreografo, diplomatosi alla prestigiosa Accademia di Arte Teatrale di Mosca.

Una particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione dei preziosissimi costumi d’epoca (in metallo, cuoio e seta) della Guardia di Ferro di Gengis Khan; non meno accurati sono i tradizionali costumi nazionali, realizzati in seta, pelle e pelliccia, molto variopinti e raffinati. Particolarmente degne di nota sono le acconciature femminili, i capelli vengono raccolti in due grosse code piatte ai lati della testa, tenuti insieme da un’intelaiatura in legno e da borchie metalliche, a fare quasi da ulteriore ornamento al ricco copricapo.

La danza è accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, formando insieme ad essi un’unica espressione artistica, in particolare il canto “Khöömei”, tipico della regione dell’Altai, è una vera e propria acrobazia vocale, riservata esclusivamente a cantanti maschili che, usando faringe, naso e lingua, riescono a produrre fino a tre suoni contemporaneamente, modellando quelli più acuti e melodici sulle armoniche dei suoni più profondi.

Il Khöömei trae origine dall’imitazione delle voci della natura.

Lo spettacolo inizia dal popolo Xiongnu, o Unni asiatici, per passare, con un salto di quasi un millenio, alla grande epopea di Gengis Khan. Una previsione sciamanica annuncia l’avvento di un nuovo, grande condottiero che unificherà le tribù mongole e le riporterà allo splendore del passato: Temujin, che passerà alla storia con il titolo di Chinggis Khaan, o khan oceanico. Rientrato vittorioso da una campagna di guerra per la festività del Naadam, con i suoi nove generali e le nove regine, assiste all’omaggio che il suo popolo gli tributa con danze, musica e canti. Al termine del Naadam, il grande Khan riparte per una nuova spedizione di guerra.

Martedì 12 gennaio alle ore 17,30 presso l’Auditorium Eugenio Montale, la consueta conferenza illustrativa in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice a cura di Francesca Camponero con ingresso libero.

Lo spettacolo replicherà sabato 16 gennaio alle 15.30 e alle 20.30 e domenica 17 gennaio alle ore 15.30.

 

Marina Chiappa

“La vedova allegra” al Teatro Carlo Felice

Sabato 18 luglio 2015 alle ore 20.30 al Teatro Carlo Felice va in scena, con un nuovo allestimento, La vedova allegra, operetta in tre atti di Victor Léon e Leo Stein con musica di Franz Lehár, spettacolo simbolo della bella-epoque e del radioso crepuscolo viennese, rappresentata più volte a Genova, che, dopo l’edizione del 2009, torna con il suo fascino intramontabile nel nuovo allestimento realizzato dal Teatro Carlo Felice.

“Poiché la versione ideata, intatta in partitura e nella trama, si discosta dalla tradizionale – scrive nelle note il regista dello spettacolo, Augusto Fornari – ……Cosa succederebbe se la Vedova fosse la moglie, invece che di un banchiere, di un ex ministro della Capitale che porta in dote i soldi del ministero? Cosa succederebbe se il Conte invece di chiamarsi Danilo si chiamasse Carlo Felice? E il Visconte Cascadà si chiamasse Lascalà? E Saint-Brioche fosse LaFeniche?

Succede che Carlo Felice, Lascalà e La Feniche combattono per ottenere i soldi della vedova del ministro.

E succede che la svolazzante Operetta, genere leggero per sua costituzione, diventa all’improvviso un’opera “Brechtiana”, con una vitalità nuova, sferzante, graffiante, poiché tutto, all’interno, diventa allegoria e metafora di una situazione reale, assai complessa che ci riguarda da vicino. Un Regno d’Arte in difficoltà economiche, le politiche di un Paese (immaginario, certamente) che dimentica l’Arte e la Bellezza. E dentro, la storia, amori che tentano di realizzarsi, allegoria dell’Opera stessa che tenta di farsi malgrado le difficoltà. E in scena loro, i lavoratori del Conte: i tecnici, elettricisti, sarte, macchinisti, attrezzisti, maschere, musicisti, artisti del coro, professori d’orchestra, direttori di scena, che lavorano e spingono affinché Carlo Felice, romantico e inguaribile ottimista, riesca a conquistare l’amore di Anna, sì, ma anche i suoi milioni. La trama si snoda, fedele all’originale con i tradimenti, ricatti, bugie. In un clima dove tutto è grave, fatale, sul punto di esplodere e all’improvviso, la gravità si dissolve in una risata, un bacio, un canto”……

A dirigere l’Orchestra  del Teatro Carlo Felice, il tedesco Felix Krieger, che soltanto nell’ultima recita del 25 luglio, si alternerà con Pablo Assante, Maestro del Coro del Teatro.

L’opera si avvale di due cast prestigiosi che si alterneranno nelle recite: Donata D’Annunzio Lombardi, che debutterà nel ruolo, Patrizia Orciani e Sandra Pacetti (Anna Glavari), Alessandro Safina e Bruno Taddia (il Conte Danilo), Fabio Maria Capitanucci (il Barone Zeta), impreziosisce il ruolo di Valencienne   Daniela Mazzucato e Sonia Ciani, Manuel Pierattelli (Camille de Rossillon),  Roberto Maietta (il Visconte Cascada), Dario Giorgelè (Raoul di Saint-Brioche), Ricardo Crampton (Bogdanovich), Marta Calcaterra (Silviana), Daniele Piscopo (Kromow), Sara Cappellini Maggiore (Olga), Raffaele Pisani (Pritschitsch), Kamelia Kader (Praskovia) e Augusto Fornari (Njegus)

Le scene sono di Enrico Musenich,  l’adattamento dei costumi di repertorio di Elena Pirino, le luci sono state realizzate da Gianni Paolo Mirenda e la coreografia è di Giovanni Di Cicco.

LA VEDOVA ALLEGRA

Operetta in tre parti di Franz Lehár

su libretto di Victor Léon e Leo Stein

dalla commedia L’Attaché d’ambassade di Henri Meilhac

Direttore

Felix Krieger

Pablo Assante (25)
Regia Augusto Fornari Scene Enrico Musenich

Adattamento costumi di repertorio Elena Pirino

Light designer

Gianni Paolo Mirenda

Coreografo

Giovanni Di Cicco

Assistente alla regia

Fabrizio Matteini

Personaggi e interpreti principali:

Il Barone Zeta

Fabio Maria Capitanucci

Valencienne

Daniela Mazzucato (18,19,24)

Sonia Ciani

Il Conte Danilo

Alessandro Safina (18,21,24)

Bruno Taddia

Anna Glavari

Donata D’Annunzio Lombardi (18,24)

Patrizia Orciani (19,23)

Sandra Pacetti (21,25)

Camillo de Rossillon

Manuel Pierattelli

Il Visconte Cascada

Roberto Maietta

Raoul di Saint-Brioche

Dario Giorgelè

Bogdanovich

Ricardo Crampton

Silviana

Marta Calcaterra

Kromow

Daniele Piscopo

Olga

Sara Cappellini Maggiore

Pritschitsch

Raffaele Pisani

Praskovia

Kamelia Kader

Njegus

Augusto Fornari

Allestimento del Teatro Carlo Felice di Genova Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice Maestro del Coro Pablo Assante

Repliche

Domenica 19 luglio – (R) 15.30

Martedì 21 luglio – (L) 20.30

Giovedì 23 luglio – (D) 20.30

Venerdì 24 luglio – (B) 20.30

Sabato 25 luglio – (F) 15.30

 

Marina Chiappa

Concerto di Capodanno al Carlo Felice

Anche quest’anno il Teatro Carlo Felice propone il tradizionale Concerto di Capodanno, giovedì primo gennaio 2015 alle ore 16.00, per formulare i migliori auguri e festeggiare l’inizio del nuovo anno a chi decide di trascorrere in musica il primo giorno del 2015.

A dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice sarà il celebre Felix Krieger, uno dei direttori più interessanti della sua generazione, già assistente di Claudio Abbado presso i Berliner Philharmoniker, specialista wagneriano e particolarmente noto, nel panorama concertistico internazionale, per l’esecuzione di opere rare, in forma semiscenica, presso il Konzerthaus di Belino. Protagonista al pianoforte il talentuoso Michail Lifits, salito alla ribalta internazionale dopo la vittoria al prestigioso Concorso Busoni nel 2009.

Il suggestivo Concerto propone in apertura il folclore iberico con il famoso Capriccio spagnolo, op. 34 realizzato a fine ottocento da Nicolaj Rimskij-Korsakov, un vero capolavoro di virtuosismo, un omaggio sensuale e scintillante alla musica popolare Spagnola.

Seguirà uno dei lavori più riusciti di Sergej Rachmaninov, la Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, op. 43, di cui l’autore fu primo interprete in una leggendaria esecuzione a Baltimora. L’Ouverture da Die Fledermaus,il terzo brano proposto, una delle pagine più note del pur vasto repertorio di Johann Strauss II, sarà una vera e propria esplosione di vitalità scandita dai ritmi del valzer, uno dei più celebri in assoluto nella storia di questa danza.

Il concerto termina con le Danze ungheresi di Johannes Brahms, concepite inizialmente per pianoforte a quattro mani e poi trascritte per orchestra: una raccolta che sottolinea l’interesse per la tradizione musicale magiara conosciuta ed amata dall’autore nelle birrerie di Vienna e nelle tournée in Ungheria.

 

PROGRAMMA

 

Direttore

Felix Krieger

 

Pianoforte

Michail Lifits

 

Nicolaj Rimskij-Korsakov

Capriccio spagnolo, op. 34

 

Sergej Rachmaninov

Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, op. 43

 

Johann Strauss II

Ouverture da Die Fledermaus

 

Johannes Brahms

Danze ungheresi

  1. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 10

 

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

 

Marina Chiappa

Presentata la Stagione Sinfonica 2014-2015 del Teatro Carlo Felice

La Fondazione Teatro Carlo Felice ha presentato tutti gli appuntamenti della Stagione Sinfonica 2014–2015 con un prestigioso e dettagliato calendario.

Una stagione ricca di pagine esaltanti per le nostre compagini artistiche, dirette da bacchette di valore assoluto e con la partecipazione di grandi solisti, con novità e particolarità che rendono unica l’offerta artistica di questo Cartellone.

Diciannove appuntamenti, all’interno dei quali spicca il ritorno del M° Fabio Luisi, direttore onorario del Teatro, che oltre a dirigere alcuni concerti della Stagione sarà anche il direttore del 54° Premio Paganini. Tra i solisti, alcuni nomi tra i più importanti del concertismo internazionale: i violinisti Salvatore Accardo e Viktoria Mullova, la violoncellista Natalia Gutman, il pianista Andrea Lucchesini.

Continuano i progetti culturali con le prolusioni per ogni Concerto, ad esclusione del Concerto di Capodanno, dell’Astana Ballet Gala e del Premio Paganini, organizzate la sera stessa del concerto, nel Foyer alle ore 19.00, incontri di presentazione del programma musicale a cura di musicologi o giornalisti.

Nell’ambito del Progetto di Educazione alla Musica rivolto agli Istituti scolastici di ogni ordine e grado, sono state previste prove generali aperte di alcuni concerti per gruppi di studenti con dispense didattiche di supporto per l’approfondimento del programma musicale. Incontri prima e dopo la prova con il Direttore d’orchestra e i solisti presenti.

In collaborazione con l’Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini viene organizzato il ciclo di incontri-conferenze La Storia della Sinfonia, per conoscere ed avvicinarsi ai grandi compositori di musica sinfonica, presso l’Auditorium Eugenio Montale alle ore 16.00 con il seguente calendario:

 

Il calendario – i titoli e i relatori

18 ottobre – LA SINFONIA TARDO ROMANTICA – Lorenzo Costa

29 novembre -JOSEPH ANTON BRUCKNER (I^) – Guendalina Cattaneo della Volta

6 dicembre – JOSEPH ANTON BRUCKNER (II^) – Guendalina Cattaneo della Volta

17 gennaio – GUSTAV MAHLER (I^) – Roberto Iovino

7 febbraio – GUSTAV MAHLER (II^) – Roberto Iovino

21 marzo – JEAN SIBELIUS – Lorenzo Costa

18 aprile – RICHARD STRAUSS – Lorenzo Costa

Di rilievo la nuova politica dei prezzi attraverso la campagna abbonamenti della Stagione Artistica 2014/2015.

In particolare quella Sinfonica prevede una consistente e allettante riduzione dei costi sia degli abbonamenti sia dei biglietti.

Un’attenzione particolare è stata data verso le proposte rivolte ai giovani che da un abbonamento pari a 190 euro a fronte di 18 appuntamenti (situazione della stagione scorsa) prevede quest’anno di poter ascoltare 19 concerti a 100 euro.

Sono stati ridotti anche i costi dei singoli biglietti: 25 euro (escluso Capodanno) e 10 euro per i giovani.

L’obiettivo fondamentale diventa avvicinare alla cultura musicale anche coloro che per motivi economici dovevano restarne esclusi.

 

STAGIONE SINFONICA 2014 – 2015

Venerdì 7 novembre 2014 ore 20.30

ANDREA BATTISTONI, direttore

KYOKO TAKEZAWA, violino

Musica di J. Sibelius, D.Šostakovič, L.van Beethoven

 

Giovedì 20 novembre 2014 ore 20.30

ANDREA BATTISTONI, direttore

CORINA BELCEA, violino

ANTOINE LEDERLIN, violoncello

MICHAIL LIFITS, pianoforte

Musica di L. van Beethoven, A. Honegger

 

Giovedì 27 novembre 2014 ore 20.30

STEFANO RANZANI, direttore

ANNA TIFU, violino

Musica di W. A. Mozart, L. van Beethoven

 

Sabato 13 dicembre 2014 ore 20.30

IGUDESMAN & JOO

A LITTLE SILENT NIGHT MUSIC

 

Giovedì 1 gennaio 2015 ore 16.00

FELIX KRIEGER, direttore

MICHAIL LIFITS, pianoforte

Musica di S. Rachmaninov, J. Strauss

 

Giovedì 8 gennaio 2015 ore 20.30

FABIO LUISI, direttore

SALVATORE ACCARDO, violino

Musica di L. van Beethoven, A. Bruckner

 

Domenica 11 gennaio 2015 ore 20.30

CARLO RIZZI, direttore

VERONIKA EBERLE , violino

Musica di S. Prokof’ev, L. van Beethoven

 

Giovedì 15 gennaio 2015 ore 20.30

CHRISTOPH POPPEN, direttore

SVIATOSLAV MOROZ, violino

NATALIA GUTMAN, violoncello

Musica di J. Brahms, L. van Beethoven

 

Venerdì 23 gennaio 2015 ore 20.30

ASTANA BALLET GALA

Musica di P.I. Čajkovskij, S. Prokof’ev, A. Borodin

 

Giovedì 5 febbraio 2015 ore 20.30

THOMAS RÖSNER, direttore

JOSHUA BELL, violino

Musica di M. Bruch, L. van Beethoven,

  1. Mendelssohn-Bartholdy

 

Venerdì 13 febbraio 2015 ore 20.30

STANISLAV KOCHANOVSKY, direttore

VIKTORIA MULLOVA, violino

Musica di J. Brahms, L. van Beethoven

 

Giovedì 26 febbraio 2015 ore 20.30

FABIO LUISI, direttore

SERGEJ KRYLOV, violino

Musica di N. Paganini, L. van Beethoven

 

Sabato 7 e Domenica 8 marzo 2015 ore 15.00

Finale 54° Premio Paganini

 

Sabato 28 marzo 2015 ore 20.30

MASCAGNI GALA

L’AMICO FRITZ in forma di concerto

ANDREA BATTISTONI, direttore

STEPHEN COSTELLO, tenore

AILYN PÉREZ, soprano

 

Giovedì 14 maggio 2015 ore 20.30

PHILIPPE AUGUIN, direttore

ANDREA LUCCHESINI, pianoforte

Musica di J. Brahms

 

Venerdì 29 maggio 2015 ore 20.30

DONATO RENZETTI, direttore

MASSIMILIANO DAMERINI, pianoforte

Musica di J. Brahms

 

Venerdì 5 giugno 2015 ore 20.30

YVES ABEL, direttore

Musica di J. Brahms

 

Venerdì 10 luglio 2015 ore 20.30

LÜ JIA, direttore

Musica di L. van Beethoven