Una bellissima “Vedova allegra” saluta il nuovo anno

Oltre alla replica di oggi, saranno altre tre le possibilità di ammirare la nuova messa in scena de “La Vedova allegra” di Franz Lehár al Carlo Felice di Genova. Domani alle ore 16, domenica alle ore 15 e mercoledì prossimo, 5 gennaio, ancora alle 20.

Un debutto in prima assoluta salutato da scroscianti applausi in un teatro quasi esaurito, con pubblico attento e paziente, curioso di capire se ancora una volta la magia del teatro poteva fare rivivere la storia e le arie famose di quest’opera così datata.

Valencienne (Francesca Benitez)

Ne è risultato un lavoro corale di tutto rispetto, premiato con applausi lunghi e generosi, per una serie di motivi. L’orchestra, diretta da Asher Fisch ha interpretato perfettamente la partitura, e il coro è stato all’altezza del compito di sottolineatura di un battibecco amoroso che assume risvolti politici e da commedia degli equivoci, chiudendo con un sorriso questo 2021 che sta per lasciarci.

La regia del baritono Luca Micheletti, anche in scena nei panni di Danilo Danilowitsch, è stata convincente e ha saputo ben amalgamare le diatribe di una serie di personaggi che, a loro volta, sono stati altrettanto convincenti nelle loro parti.

Una menzione speciale va all’attore Ciro Masella per la sua perfetta e intrigante interpretazione di Njegus, il cancelliere dell’ambasciata del Regno di Pontevedro a Parigi, dagli interventi spassosi e rivelatori di una mente acuta, capace di risolvere parecchie questioni, anche amorose, dell’ambasciatore barone Mirko Zeta (il basso-baritono Filippo Morace), senza perdere il suo atteggiamento remissivo e servizievole.

Gli attori sono credibili anche grazie ai bei costumi di Leila Fteita che, con abiti sontuosi, sottolinea cene, balli, la vita dell’alta società che ama mettersi in mostra, soprattutto agli occhi dei ricchi e dei potenti. Tanto come si appare al banchetto dato dall’ambasciatore, o da Chez Maxim’s, dove tutto è realtà e finzione, dove tutto può essere concesso. Anche se i soldi si prendono in prestito e se serve il denaro depositato nelle casse della banca di Pontevedro da una vedova per non mandare il Paese in bancarotta.

Gli intrecci sono divertenti come previsto, ma resi molto bene in scena. È convincente, per recitazione e soprattutto voce, Hanna Glawari, la Vedova allegra, impersonata dalla soprano Elisa Balbo, anche collaboratrice alla nuova traduzione in italiano del libretto nella versione ritmica assieme a Luca Micheletti. Ottima la voce del tenore Pietro Adaini nel ruolo di Camille de Rossillon, l’innamorato della moglie del barone Zeta Valencienne, la soprano Francesca Benitez.

Valencienne (Francesca Benitez) e Camille de Rossillon (Pietro Adaini)

Il rimando continuo del testo, con “Tace il labbro” o “È scabroso le donne studiar”, ad amori e problemi soprattutto economici da risolvere, dà un tocco di leggerezza al tempo presente, carico di problemi che per un momento si possono dimenticare, guardando una mongolfiera calarsi adagio sul palcoscenico sul quale poi si ritrova un continuo giro di valzer per un ingegnoso sistema scenico.

Quindi il tavolo girevole, la quinta che porta a Chez Maxim’s e ai suoi camerini, l’automobile diplomatica, la giostra che ben rappresenta la vita: il continuo ritornare di situazioni e giorni, vizi e virtù che si rincorrono, gag divertenti dei personaggi in scena che la usano per dare un estro gioioso all’insieme ben concertato.

Hanna Glawari (Elisa Balbo)

Un ottimo lavoro, che rinnova un classico dei primi del Novecento e lo fa diventare un po’ più italiano, quella chiave latina che aveva incantato i viennesi e che testimonia non soltanto il cambiamento d’epoca, di gusto, di stile, ma come le epoche possono ritornare occhieggiando, come da una giostra, verso il tempo presente. Ad indicare che non tutto è cambiato in meglio e che, dove si può, si dovrebbe riacciuffare un po’ di passato per migliorare il presente e il futuro. In questo caso, il lavoro portato in scena è riuscito nell’intento di dare vita ancora ad un’opera che ci piace chiamare operetta perché così ci sembra più familiare.

Buon Anno!

Alessia Biasiolo (foto di scena del Teatro Carlo Felice)

La Vedova allegra debutta al Carlo Felice di Genova

Giovedì 30 dicembre 2021, con repliche il 31 dicembre e l’1, 2, 5 gennaio 2022 il Teatro Carlo Felice di Genova si prepara all’arrivo del 2022 con un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice de La vedova allegra di Franz Lehár. Asher Fisch dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti. Luca Micheletti, oltre a curare la regia dell’allestimento e a essere tra i protagonisti in scena, presenta la sua nuova traduzione in italiano del libretto nella versione ritmica realizzata assieme a Elisa Balbo. Le scene e i costumi sono di Leila Fteita, il progetto luci è di Luciano Novelli nella realizzazione di Fabrizio Ballini, le coreografie sono firmate da Fabrizio Angelini.

Foto di scena de La Vedova allegra: Hanna Glawari (Elisa Balbo)

Al fianco di Luca Micheletti/Michele Patti nella parte del Conte Danilo Danilowitsch  e di Elisa Balbo/Valentina Mastrangelo in quella di Hanna Glawari, Francesca Benitez/Luisa Kurtz (Valencienne), Pietro Adaini/Emanuele D’Aguanno (Camille de Rossillon), Filippo Morace (Barone Mirko Zeta), Ciro Masella (Njegus), Claudio Ottino (Visconte de Cascada), Manuel Pierattelli (Raoul de St. Brioche), Giuseppe Palasciano (Kromow), Francesca Zaira Tripaldi (Olga), Luigi Maria Barilone (Bogdanowitsch), Kamelia Kader  (Sylviane), Alessandro Busi (Pritschitsch), Letizia Bertoldi (Praskowia), Valter Schiavone (Maître Chez Maxim), Federica Sardella (Zozo). Completano il cast Les Grisettes Michela Delle Chiaie, Ginevra Grossi, Erika Marinello, Marta Melchiorre, Matilde Pellegri, Monica Ruggeri e i danzatori Samuel Moretti, Giovanni Ernani Di Tizio, Tiziano Edini, Robert Ediogu, Matteo Francia, Andrea Spata.

«A sei anni dalla sua ultima rappresentazione al Teatro Carlo Felice, torna in teatro La vedova allegra ad accompagnare il pubblico verso il 2022 – commenta l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso – Sulle note dell’operetta più amata e conosciuta al mondo, che andrà in scena in una sala finalmente a piena capienza, salutiamo il nuovo anno con il sorriso che la Vedova allegra sa regalare ai suoi spettatori».

«Per celebrare l’arrivo del nuovo anno assieme al nostro pubblico, dichiara il Sovrintendente Claudio Orazi, che dopo l’inizio di una campagna abbonamenti per il 2022 partita a ritmi sostenuti ritroviamo sempre più numeroso in sala, il Teatro Carlo Felice ha scelto La vedova allegra, l’operetta in assoluto più amata e rappresentata nel mondo, che torna a Genova a circa 113 anni dalla sua prima esecuzione in città, e a 6 anni dalla sua ultima rappresentazione in Teatro. Sin dal suo debutto, il 30 dicembre del 1905 al Theater an der Wien di Vienna con la direzione dello stesso Lehár, cui seguiranno ben 400 repliche, La vedova allegra si profilava quale titolo destinato a garantire al suo autore una gloria immortale. Il suo irresistibile mix di elementi teatrali e musicali, incardinati in un meccanismo a orologeria dal tempismo perfetto, riuscì a sedurre persino i palati più raffinati, come quelli di Alma e Gustav Mahler. La nuova versione ritmica del suo libretto realizzata in italiano da Luca Micheletti, assieme ad Elisa Balbo che debutta in prima assoluta al Teatro Carlo Felice regalerà al pubblico il piacere dei giochi di parole, dei calembour e dei doppi sensi originali in italiano. »

Foto di scena de La Vedova allegra

«La vedova allegra è un titolo che, con il suo fascino “d’altri tempi”, mi ha accompagnato ovunque nel mondo, dal Teatro alla Scala di Milano al Metropolitan di New York, racconta il direttore Asher Fisch. La morbidezza del suono, una certa rilassatezza tipicamente viennese è quanto, dai miei anni alla Volksoper di Vienna, porto nel cuore e cerco di trasmettere ogni qual volta la dirigo, per poter ricreare quello che doveva essere il suono originale del lavoro. Uno spirito sornione, che faccia “da pendant” alla comicità irresistibile del suo testo: è questo il lato che amo sfoderare per contribuire a fare affiorare il sorriso sul volto del pubblico che, immancabilmente, la Vedova allegra sa regalare».

Nelle sue note di regia Luca Micheletti anticipa: «Lo spettacolo si impernia su due assi portanti dalle molteplici declinazioni: da un lato, il “giro di valzer” come simbolo di un’epoca; dall’altro, il tema del teatro come scintillante rifugio fuori dal mondo. Siamo in un universo in cui, innanzitutto, ogni cosa gira costantemente: una società-carillon che celebra se stessa nel rituale girotondo che Schnitzler elevò a simbolo dell’intero secolo dando alle stampe il suo Reigen proprio nel 1900. Non ci si può fermare: c’è una legge che condanna alla leggerezza. Allo stesso modo, non si può far sul serio: ed ecco il tema del teatro, del continuo mutare e scambiarsi ruolo, maschera, status, opinione.»  

«L’operetta più in generale, prosegue l’artista, e la Vedova allegra in particolare, creano un ponte tra due mondi, dove  il teatro d’opera e il teatro di prosa si incontrano. La Vedova allegra, disse Bergman, è come una sorta di antico meccanismo, una lampada a olio, di cui bisogna rispettare il funzionamento: deve rilucere della sua luce speciale. La mia sarà perciò una Vedova allegra attenta allo spirito profondo che ha mosso i suoi primi creatori. D’altra parte, un approccio “filologico” credo sia adeguato solo fino a un certo punto di fronte ad una tale quantità di varianti, avallate dallo stesso Lehár e fin dapprincipio (in particolare sui dialoghi parlati, che qui ho tradotto e adattato liberamente incrociando diverse soluzioni drammaturgiche). Sulla tradizionale versione italiana delle parti musicali, poi, si erano accumulate e stratificate nel tempo molte inesattezze e incongruenze: abbiamo così pensato, com’è costume che ciclicamente avvenga per le operette, ad una nuova versione ritmica italiana, firmata da me e da Elisa Balbo. In essa conserviamo alcune traduzioni celebri di numeri ormai entrati nell’inconscio collettivo (da “tace il labbro” a “è scabroso le donne studiar…”), ma ritraduciamo ex novo tutto il resto, ricostruendo nella nostra lingua il sistema metrico e rimico dell’originale, restaurando spesso anche il testo musicale corrottosi nel tempo con l’adattarvi parole forzate. Ogni grande classico, del resto, si perpetua attraverso la somma delle sue varianti: e lo spettacolo ne terrà conto non solo dal punto di vista drammaturgico, ma anche teatrale, omaggiando e citando, con ironia e levità, più d’un secolo di rappresentazioni. Perché La Vedova allegra non è solo un’operetta, ma un sistema teatrale a sé stante, scintillante, autoironico e appena venato d’una sublime malinconia».

Teatro Carlo Felice di Genova

Giovedì 30 dicembre 2021

Venerdì 31 dicembre 2021

Sabato  1 gennaio 2022 ore 16.00

Domenica 2 gennaio 2022 ore 15.00

Mercoledì 5 gennaio2022 ore 20.00

Per info di biglietteria e promozioni, http://www.teatrocarlofelice.com

Personaggi e interpreti

Hanna Glawari Elisa Balbo, Valentina Mastrangelo (1.01)
Conte Danilo Danilowitsch Luca Micheletti/Michele Patti (1.01)
Valencienne Francesca Benitez/Luisa Kurtz (1.01)
Camille de Rossillon Pietro Adaìni/Emanuele D’Aguanno (1.01)
Barone Mirko Zeta Filippo Morace
Njegus Ciro Masella
Visconte de Cascada Claudio Ottino
Raoul de St. Brioche Manuel Pierattelli
Kromow Giuseppe Palasciano
Olga Francesca Zaira Tripaldi
Bogdanowitsch Luigi Maria Barilone
Sylviane Kamelia Kader
Pritschitsch Alessandro Busi
Praskowia Letizia Bertoldi
Maître Chez Maxim Valter Schiavone
Zozo Federica Sardella

Les Grisettes: Michela Delle Chiaie, Ginevra Grossi, Erika Marinello, Marta Melchiorre, Matilde Pellegri, Monica Ruggeri.  Danzatori:  Samuel Moretti, Giovanni Ernani Di Tizio, Tiziano Edini, Robert Ediogu, Matteo Francia, Andrea Spata

Nicoletta Tassan Solet (anche per le fotografie)

“La vedova allegra” al Teatro Carlo Felice

Sabato 18 luglio 2015 alle ore 20.30 al Teatro Carlo Felice va in scena, con un nuovo allestimento, La vedova allegra, operetta in tre atti di Victor Léon e Leo Stein con musica di Franz Lehár, spettacolo simbolo della bella-epoque e del radioso crepuscolo viennese, rappresentata più volte a Genova, che, dopo l’edizione del 2009, torna con il suo fascino intramontabile nel nuovo allestimento realizzato dal Teatro Carlo Felice.

“Poiché la versione ideata, intatta in partitura e nella trama, si discosta dalla tradizionale – scrive nelle note il regista dello spettacolo, Augusto Fornari – ……Cosa succederebbe se la Vedova fosse la moglie, invece che di un banchiere, di un ex ministro della Capitale che porta in dote i soldi del ministero? Cosa succederebbe se il Conte invece di chiamarsi Danilo si chiamasse Carlo Felice? E il Visconte Cascadà si chiamasse Lascalà? E Saint-Brioche fosse LaFeniche?

Succede che Carlo Felice, Lascalà e La Feniche combattono per ottenere i soldi della vedova del ministro.

E succede che la svolazzante Operetta, genere leggero per sua costituzione, diventa all’improvviso un’opera “Brechtiana”, con una vitalità nuova, sferzante, graffiante, poiché tutto, all’interno, diventa allegoria e metafora di una situazione reale, assai complessa che ci riguarda da vicino. Un Regno d’Arte in difficoltà economiche, le politiche di un Paese (immaginario, certamente) che dimentica l’Arte e la Bellezza. E dentro, la storia, amori che tentano di realizzarsi, allegoria dell’Opera stessa che tenta di farsi malgrado le difficoltà. E in scena loro, i lavoratori del Conte: i tecnici, elettricisti, sarte, macchinisti, attrezzisti, maschere, musicisti, artisti del coro, professori d’orchestra, direttori di scena, che lavorano e spingono affinché Carlo Felice, romantico e inguaribile ottimista, riesca a conquistare l’amore di Anna, sì, ma anche i suoi milioni. La trama si snoda, fedele all’originale con i tradimenti, ricatti, bugie. In un clima dove tutto è grave, fatale, sul punto di esplodere e all’improvviso, la gravità si dissolve in una risata, un bacio, un canto”……

A dirigere l’Orchestra  del Teatro Carlo Felice, il tedesco Felix Krieger, che soltanto nell’ultima recita del 25 luglio, si alternerà con Pablo Assante, Maestro del Coro del Teatro.

L’opera si avvale di due cast prestigiosi che si alterneranno nelle recite: Donata D’Annunzio Lombardi, che debutterà nel ruolo, Patrizia Orciani e Sandra Pacetti (Anna Glavari), Alessandro Safina e Bruno Taddia (il Conte Danilo), Fabio Maria Capitanucci (il Barone Zeta), impreziosisce il ruolo di Valencienne   Daniela Mazzucato e Sonia Ciani, Manuel Pierattelli (Camille de Rossillon),  Roberto Maietta (il Visconte Cascada), Dario Giorgelè (Raoul di Saint-Brioche), Ricardo Crampton (Bogdanovich), Marta Calcaterra (Silviana), Daniele Piscopo (Kromow), Sara Cappellini Maggiore (Olga), Raffaele Pisani (Pritschitsch), Kamelia Kader (Praskovia) e Augusto Fornari (Njegus)

Le scene sono di Enrico Musenich,  l’adattamento dei costumi di repertorio di Elena Pirino, le luci sono state realizzate da Gianni Paolo Mirenda e la coreografia è di Giovanni Di Cicco.

LA VEDOVA ALLEGRA

Operetta in tre parti di Franz Lehár

su libretto di Victor Léon e Leo Stein

dalla commedia L’Attaché d’ambassade di Henri Meilhac

Direttore

Felix Krieger

Pablo Assante (25)
Regia Augusto Fornari Scene Enrico Musenich

Adattamento costumi di repertorio Elena Pirino

Light designer

Gianni Paolo Mirenda

Coreografo

Giovanni Di Cicco

Assistente alla regia

Fabrizio Matteini

Personaggi e interpreti principali:

Il Barone Zeta

Fabio Maria Capitanucci

Valencienne

Daniela Mazzucato (18,19,24)

Sonia Ciani

Il Conte Danilo

Alessandro Safina (18,21,24)

Bruno Taddia

Anna Glavari

Donata D’Annunzio Lombardi (18,24)

Patrizia Orciani (19,23)

Sandra Pacetti (21,25)

Camillo de Rossillon

Manuel Pierattelli

Il Visconte Cascada

Roberto Maietta

Raoul di Saint-Brioche

Dario Giorgelè

Bogdanovich

Ricardo Crampton

Silviana

Marta Calcaterra

Kromow

Daniele Piscopo

Olga

Sara Cappellini Maggiore

Pritschitsch

Raffaele Pisani

Praskovia

Kamelia Kader

Njegus

Augusto Fornari

Allestimento del Teatro Carlo Felice di Genova Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice Maestro del Coro Pablo Assante

Repliche

Domenica 19 luglio – (R) 15.30

Martedì 21 luglio – (L) 20.30

Giovedì 23 luglio – (D) 20.30

Venerdì 24 luglio – (B) 20.30

Sabato 25 luglio – (F) 15.30

 

Marina Chiappa