Stagione invernale salva a San Pellegrino e Marmolada

piste Alleghe

Anche se l’allarme maltempo non è ancora cessato, nel territorio del Consorzio Turistico Dolomiti Stars c’è già una certezza: la stagione invernale non è a rischio.

Gli impianti di risalita e le piste dei comprensori sciistici Civetta, Falcade-San Pellegrino e Arabba-Marmolada hanno subito danni di minima entità, come piccoli smottamenti e frane, tutti risolvibili in tempo utile a consentire l’avvio della stagione invernale come da programma. E anche le strutture ricettive parzialmente danneggiate torneranno pienamente efficienti entro poche settimane, pronte ad accogliere i turisti che sceglieranno le Dolomiti bellunesi per trascorrere le loro vacanze sulla neve.

ripristino pista La-Volata, San Pellegrino

 “Stiamo affrontando una situazione di grande emergenza, come ampiamente documentato dai giornali e telegiornali nei giorni scorsi, ma l’avvio della stagione sciistica non è mai stato messo in dubbio” afferma il presidente Sergio Pra. “Abbiamo già attivato un efficiente sistema di ripristino e sia i consorzi impiantistici che gli albergatori stanno lavorando a pieno ritmo, con caparbietà e tenacia, per riportare tutto alla normalità. Anche il costante lavoro di messa in sicurezza e manutenzione fatto negli anni dalle società impianti ha consentito di limitare i danni. La reazione è stata forte e tempestiva, posso dunque garantire che i nostri ospiti avranno a disposizione tutti i servizi che da sempre vengono offerti nelle nostre località sciistiche”.

 

ATC (anche per le foto)

Memorial Florestano Vancini a Ferrara

Il memorial, a cura della Ferrara Film Commission, consisterà nella proiezione di tre film del regista e sceneggiatore ferrarese al cinema Boldini (via Previati 18, Ferrara). Grazie al contributo dell’assessorato alla Cultura e ai Giovani del Comune di Ferrara è stato ristampato il fascicolo dedicato a “La Ferrara di Florestano Vancini” che sarà a disposizione degli interessati, scritto e aggiornato dal critico Paolo Micalizzi.

Due mattinate sono state organizzate per le scuole per dare l’opportunità ai ragazzi di conoscere film che hanno fatto la storia del cinema e che, in particolare nel caso del western all’italiana “I lunghi giorni della vendetta”, è diventato punto di riferimento per registi internazionali ed ha ispirato come Quentin Tarantino per il suo “Kill Bill”. Il programma per le scuole prevede martedì 13 novembre 2018 alle 10 (ingresso ore 9.30) la proiezione di “La neve nel bicchiere” (1984) girato nelle valli di Argenta e dedicato alla storia di diverse generazioni di contadini, mentre martedì 20 novembre alle 10 ci sarà il film western all’italiana “I lunghi giorni della vendetta” (1967) ispiratore di “Kill Bill” di Tarantino, che ha utilizzato anche un tema di della sua colonna sonora composta all’epoca da Armando Travaioli.
Altre due proiezioni sono in programma in orario serale aperte a tutti con ingresso liberomartedì 13 novembre alle 20.30 sarà la volta di “Amore amaro” (1974) con una breve presentazione iniziale in collegamento telefonico con l’attrice protagonista Lina Gastoni e la presenza della figlia del regista Gloria Vancini martedì 20 novembre alle 20.30 di nuovo “La neve nel bicchiere” (1984) con la presenza dell’attrice protagonista Anna Teresa Rossini e della figlia del regista Gloria Vancini.

Antonio Zangara

 

Il tour del violoncellista-performer Michele Marco Rossi

Continua a novembre, dopo il successo convalidato negli ultimi mesi, il tour internazionale di  Michele Marco Rossi, violoncellista che, alla soglia dei 30 anni, ha già alle spalle più di cento prime esecuzioni assolute e nazionali della Nuova Musica.

Definito da critici e prestigiosi colleghi – del calibro di Giovanni Sollima, Ivan Fedele, Michael M. Kasper (Ensemble Modern) e Krzysztof Penderecki – un musicista flessibile, intelligente, dallo straordinario talento, dall’orecchio sottile e di un elevato livello tecnico interpretativo a cui si affianca una spontanea passione per la ricerca assolutamente personale, il talento e la curiosità di Rossi lo hanno portato, nel corso della sua  già intensa e prolifica carriera, ad affrontare un repertorio che spazia con nonchalance dal periodo classico alla contemporaneità, comunicando ad una vasta platea, e non solo di intenditori, un’espressività in grado di catturare il percorso di una storia musicale, anche quando si tratti di musica contemporanea.

Nel concerto-spettacolo che ha già toccato tutta l’Italia e continuerà anche in Francia e oltreoceano nei prossimi mesi, Michele Marco eseguirà un programma che copre più di 500 anni di musica, tra strumentale e vocale, includendo pezzi per strumento a percussione, musica elettronica, prime esecuzioni assolute, rielaborazioni e trascrizioni, in una formula in continuo cambiamento.
Attraverso percorsi tematici diversi intitolati, a seconda dei casi,  Live Set – Solo Cello Project, Roots of Traces, …et rapida aqua…, Stultifera Navis, De Culpa Sonoris, il violoncellista offrirà un’interpretazione musicale che, pur mantenendo sempre un profilo artistico approfondito, rimarrà fruibile ad ogni generazione e fascia di ascoltatore attraverso la forza delle formule comunicative da lui stesso create per il palcoscenico.

“Il violoncello è da sempre il mio compagno di viaggio silenzioso e modesto – dichiara Michele Marco Rossi – Senza mai invadere in maniera plateale il mio spazio, i miei pensieri e le mie giornate, negli anni è rimasto in un angolo e da lì ha agito nel tempo come una spugna: senza che me ne accorgessi, ha assorbito tutti i miei incontri artistici, ha filtrato tutte le mie grandi passioni e sogni (la voce, l’opera lirica, il teatro, la scrittura, la poesia, l’arte contemporanea, le canzoni), e ora mi restituisce tutto indietro, nel mio studio in solitudine e sul palcoscenico, facendomi capire che nel tempo niente va perduto, a volte i legami più profondi sono quelli più silenziosi, e che forse è l’inaspettato a darci l’immagine più chiara di noi stessi.”

Queste le prossime date fino a febbraio 2019:

25 novembre 2018 
Bergamo – Festival piatti
14 dicembre 2018
Roma – Festival Nuova Consonanza
Dicembre (date e location da definirsi)

Argentina – Distat terra Festival
10 febbraio 2019  
L’Aquila – Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”
18 febbraio 2019
Parigi –  Istituto italiano di cultura
22 febbraio 2019
Roma –  Accademia filarmonica romana

Elisabetta Castiglioni (anche per la foto)

 

La scultura del Presidente Washington di Canova a Possagno

Direttamente da New York, dopo il successo al museo Frick Collection, approda a Possagno la mostra su Canova e George Washington che apre oggi, fino al prossimo aprile.
L’iniziativa organizzata congiuntamente per celebrare i 200 anni dalla produzione da parte di Antonio Canova del modello per il monumento al primo Presidente americano, sarà ospitata negli spazi della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, rendendo così onore al grande scultore italiano, primo ambasciatore per l’arte italiana in America. A lui fu affidato infatti, il compito di scolpire il monumento destinato al Parlamento di Raleigh, nel North Carolina.
Era il 1816 quando il Parlamento di Raleigh, nella Carolina del Nord, che voleva collocare una statua, a figura intera, di George Washington nella sala del Senato, incaricò Thomas Jefferson di ricevere lo scultore che meglio riuscisse in questa commissione.
Jefferson era convinto che nessuno scultore americano fosse all’altezza dell’incarico, e per questo propose il nome di Antonio Canova, uno degli artisti europei più celebrati.
Canova accettò l’incarico perché “Washington era un galantuomo” e rappresentò il primo Presidente degli Americani nelle vesti di un condottiero romano, mentre sta scrivendo la rinuncia al terzo mandato da Presidente degli Stati Uniti.
Era stato un evento eccezionale, forse unico, quello della rinuncia di Washington: che un uomo politico rinunciasse al potere in nome di un ideale di libertà era davvero grandioso.
L’opera venne svelata nel 1821, nel Campidoglio di Raleigh, e il plauso fu tale da richiamare visitatori da ogni dove.
Solo un decennio più tardi un tragico incendio divampò nel palazzo del Parlamento riducendo la statua a un ammasso di frammenti.
La mostra di Possagno ripercorre la storia del capolavoro perduto, probabilmente il monumento pubblico meno conosciuto fra quelli eseguiti da Canova. Per la prima volta si vedono insieme il modello preparatorio in gesso a grandezza naturale, quattro modellini preparatori, i relativi disegni e le incisioni di traduzione. Completeranno l’esposizione due busti di Jefferson e Washington realizzati da Hudon, due ritratti dipinti dei due presidenti americani, le prime idee di sviluppo per un monumento presidenziale e tutta la letteratura conosciuta su questo capolavoro.
La mostra è curata da Mario Guderzo in collaborazione con Xavier F. Salomon, Chief Curator della Frick Collection.
Il catalogo della mostra includerà la trascrizione di tutta la corrispondenza relativa alla commissione e saggi di Xavier Salomon, Mario Guderzo, e di Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum di Vicenza che aveva curato la mostra su Thomas Jefferson e Palladio.

Dall’11 Novembre 2018 al 28 Aprile 2019 a Possagno, Treviso, Gypsotheca e Museo Antonio Canova

S.E.

Durogati da record in parapendio

 

Nuova impresa di Aaron Durogati, pilota di Merano, che ha sfiorato il record mondiale di volo libero in parapendio volando per 509,6 chilometri.

Teatro della ammirevole prestazione l’immenso territorio tra gli stati brasiliani del Rio Grande del Nord e quello del Piauì dove ha toccato terra dopo oltre undici ore di volo in una zona denominata Chapada do Frio nei pressi di Paquetá, piccolo comune di sole 4.000 anime Era decollato alle sei del mattino nei pressi di Caicó, cittadina di 60.000 abitanti sita nella regione del Seridó Ocidental, stato Rio Grande.

Durante il lungo volo verso ovest il parapendio di Durogati ha viaggiato a oltre 46 km/h di media, toccando la quota massima di metri 3.096 con il notevole guadagno di ben 2.900, essendo decollato da un’altitudine di soli 196. Nei giorni precedenti il pilota aveva eseguito più voli alcuni anche oltre i 400 chilometri.

Gli attuali record del mondo maschile e femminile sono appannaggio di piloti brasiliani e stabiliti nel loro paese. Il più recente quello rosa di Macella Uchoa che nello scorso ottobre ha superato i 414 chilometri. Più sostanzioso quello maschile realizzato nel 2016 da Donizete Baldessar Lemos con ben 572 chilometri.

La carriera del trentunenne pilota sud tirolese è costellata di successi a partire dal titolo europeo conquistato con il team azzurro nel 2010 per passare alle coppe del mondo del 2016 e del 2012 e finire alle molte altre vittorie. È anche uno specialista di hike & fly, cioè la pratica del volo in parapendio alternata all’escursionismo, come dimostrano le sue partecipazioni alla X-Alps, la più lunga e dura gara di questa specialità.

 

Gustavo Vitali (anche per la foto)

 

World Forum on Urban Forests, Mantova 2018

Dal 28 novembre al 1 dicembre 2018 la città di Mantova ospiterà il1stWorld Forum on Urban Forests, il primo Forum Mondiale sulle Foreste Urbane promosso dalla FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations), organizzato dal Comune di Mantova, dal Politecnico di Milano e da SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale), curato da un comitato scientifico internazionale di esperti diretto dall’architetto e urbanista Stefano Boeri e da Cecil Konijnendijkprofessore della University of British Columbia.

Le città occupano solo il 3% della superficie del pianeta, ma consumano il 75% delle risorse naturali. Se inquinamento, cambiamento climatico, utilizzo di energie rinnovabili sono ormai tematiche centrali all’interno dell’agenda dei governi e del dibattito pubblico, è di vitale importanza porre l’attenzione anche su un altro tema cruciale per il futuro del pianeta, quello della forestazione urbana. È quindi urgente fare una riflessione su come rendere le nostre città più verdi e quindi anche più inclusive, più sicure e più ricche.

Il Forum radunerà oltre 400 esperti da più di 50 Paesi di tutto il mondo per discutere – per la prima volta tutti insieme – dell’importanza di integrare le infrastrutture verdialle infrastrutture grigie delle città. Saranno illustrati i benefici che le foreste urbane possono fornire alla popolazione in termini di crescita economica sostenibile, conservazione dell’ambiente, coesione sociale e coinvolgimento della cittadinanza con esempi positivi di pianificazione, progettazione e gestione del verde urbano che diverse città nel mondo hanno già messo in pratica.

Il Forum si propone di innescare un dialogo e un confronto fecondo tra rappresentanti di governi nazionali e locali, istituti di ricerca e accademici, organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali e nazionali di cooperazione allo sviluppo, urbanisti, forestali, selvicoltori urbani, arboricoltori, architetti paesaggisti, designer e professionisti di altri settori. A ciascuno è stato chiesto di raccontare come hanno affrontato o stanno affrontando il problema nei loro Paesi e quali sono le strategie da attuare per la salvaguardia del pianeta e un’urbanizzazione sostenibile.

Mantova, che svetta per il secondo anno consecutivo come la città più verde d’Italia nella classifica Ecosistema Urbano 2018 stilata da Legambiente e Ambiente Italia, è il luogo ideale per ospitare questo primo appuntamento mondiale sulle foreste urbane. La città dei Gonzaga, Città UNESCO insieme a Sabbioneta e nel 2016 Capitale Italiana della Cultura non è conosciuta solo per le sue bellezze artistiche e architettoniche, ma anche per le bellezze naturali del suo territorio. Un centro nato sull’acqua, circondato da una vera e propria oasi verde, che negli anni ha accolto sfide di rigenerazione culturale, urbana ed economica che l’hanno resa una vera eccellenza. Accogliendo il Forum Mantova prosegue la sua apertura verso il futuro, diventando luogo di incontro internazionale, laboratorio per sperimentare nuovi paradigmi ambientali.

Sempre più persone vivono nelle città e questo trend è destinato a continuare come indicano anche le previsioni secondo cui, entro il 2050, 6 miliardi di persone (o almeno il 70% della popolazione globale) popoleranno le aree metropolitane del mondo. È quindi necessario concentrare gli sforzi verso uno sviluppo resilienteed equo delle città, capace di fronteggiare attraverso modelli sostenibili di crescita urbana l’inquinamento, la povertà, l’insicurezza alimentare e il degrado delle risorse naturali causati dall’aumento della densità della popolazione cittadina.

L’urbanizzazione verde rappresenta una risposta concreta a questi problemi: le foreste e gli alberi in ambienti urbani e peri-urbanipossono apportare importanti vantaggi alle città, rendendole più verdi e salutari, più eque e più felici.

Rimozione dall’aria di inquinanti nocivi, riduzione dell’inquinamento acustico, miglioramento delle temperature locali, mitigazione degli impatti del cambiamento climatico, fornitura di prodotti ed energia rinnovabile, protezione di bacini idrografici e prevenzione di inondazioni, salvaguardia della biodiversità, sono solo alcuni dei benefici della forestazione nelle metropoli.

Le aree verdi hanno effetti positivi anche sul benessere dell’individuo e delle comunità: offrono spazi per attività ricreative e di socializzazione, favoriscono stili di vita attivi e salutari, incrementano la coesione sociale e il senso di appartenenza a un luogo.

La progettazione efficace di superfici verdi e alberate non deve limitarsi alla creazione di nuove foreste, ma anche rigenerare spazi verdi esistenti, creare orti urbani, parchi e giardini, trasformare tetti in prati, muri di cinta in facciate di piante e spazi vuoti in oasi verdi. Tutto questo è essenziale per la nostra vita e per quella delle generazioni future, sulle quali grava già un pesante debito ambientale.

I modi in cui le città possono diventare polmoni verdi saranno esplorati al Forum, dove presenzieranno delegati provenienti dai 5 continenti, dimostrando il desiderio collettivo di intraprendere l’urbanizzazione verde come metodo per capovolgere la distruzione ambientale in atto. L’obiettivo è inoltre quello di sostenere il processo di attuazione della New Urban Agenda, lanciata nel 2016 ad Habitat III, ottimizzando le azioni relative al mantenimento e rafforzamento di ecosistemi urbani e spazi verdi in città, e lanciare il Mantova Challenge. Il World Forum on Urban Forestsdi Mantova sarà il punto di partenza per intessere collaborazioni a lungo termine sulle strategie di pianificazione delle foreste urbane e sul futuro delle nostre città.

 

Delos (anche per la foto)

I manoscritti datati di Ferrara descritti in un volume di Gilda P. Mantovani e Silvia Rizzi

Contiene la descrizione di 63 documenti storici conservati a Ferrara il volume ‘I manoscritti datati di Ferrara’ curato da Gilda P. Mantovani e Silvia Rizzi, con il contributo di Elena Bonatti e Mirna Bonazza, che lunedì 12 novembre 2018 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Nel corso dell’incontro, organizzato dall’Associazione Italiana Manoscritti Datati, dall’Università di Padova, dall’Università di Ferrara e dal Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara, interverranno Angelo Andreotti (Biblioteca Comunale Ariostea), Nicoletta Giovè (Università degli Studi di Padova – AIMD. Associazione Italiana Manoscritti Datati), Fabrizio Lollini (Università degli Studi di Bologna),e Carlo Federici (Università Ca’ Foscari Venezia). Coordinerà Sandro Bertelli (Università degli Studi di Ferrara – AIMD Associazione Italiana Manoscritti Datati).

Il volume contiene la descrizione di 63 manoscritti datati conservati a Ferrara tra la biblioteca comunale Ariostea, i Musei civici di Arte Antica e il Museo della Cattedrale. Il catalogo è introdotto dalla storia delle biblioteche e dei fondi ed è corredato dagli indici, dalla bibliografia e da 64 tavole in bianco e nero.

 

Antonio Zangara

“La Nona” al Teatro Carlo Felice di Genova

Oggi, sabato 10 novembre, alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice di Genova prosegue la Stagione Sinfonica con un concerto interamente dedicato a Ludwig van Beethoven e a uno dei suoi massimi capolavori.

Una serata che ci permette di ritrovare sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Alan Buribayev,  applaudito lo scorso anno per il concerto di Pasqua e nell’opera kazaka Abai appena andata in scena; il giovane direttore kazako, diplomato presso il conservatorio di Almaty in Kazakistan, ha esordito nel 2003 alla direzione dell’Orchestra Sinfonica di Astana per diventare nel 2010 direttore dell’Orchestra Sinfonica Irlandese. Pluripremiato ai più importanti concorsi di direzione d’orchestra internazionali, è considerato un profondo conoscitore della musica slava.

Il programma prevede l’esecuzione della monumentale Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, l’ultima da lui composta e personalmente diretta a Vienna nel maggio del 1824. Questa celeberrima sinfonia prevede un organico smisurato (orchestra, coro, voci soliste) ed è unanimemente considerato il testamento musicale e spirituale del suo autore. Grande opera di un grandissimo compositore, la Nona non è semplicemente una sinfonia: è un messaggio di pace e fraternità rivolto a tutti gli uomini, che,  da duecento anni, continua a commuoverci con il suo trascinante  “Inno alla gioia”, culmine strutturale ed emotivo della composizione.

Al concerto partecipano l’Orchestra e il Coro di Opera di Astana; le voci soliste sono quelle di Zhannat Baktai (Soprano), Dina Khamzina (Mezzosoprano), Nurlan Bekmukhambetov (Tenore), Talgat Mussabayev (Basso).

Alle ore 19.30, presso la Sala Paganini, in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, il M° Alan Buribayev terrà una breve conferenza introduttiva al concerto riservata a tutti i possessori di biglietto o di abbonamento.

LA NONA

“FREUDE, SCHÖNER GÖTTERFUNKEN”

Direttore

Alan Buribayev

Soprano

Zhannat Baktai

Mezzosoprano

Dina Khamzina 

Tenore

Nurlan Bekmukhambetov

Basso

Talgat Mussabayev 

 

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125

 

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice e Astana Opera

Maestro del Coro Francesco Aliberti e Yerzhan Dautov

 

Marina Chiappa

In mostra ‘Torquato Tasso. Manoscritti, edizioni e musica’ a Ferrara

In occasione del Tasso Music Festival 2018, la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara che ospita nelle giornate del 9 e 10 novembre 2018 il ‘Festival diffuso per la valorizzazione del Tasso in Music Project’, dedica una mostra a ‘Torquato Tasso. Manoscritti, edizioni e musica. Dall’antica documentazione della Biblioteca Comunale Ariostea’ che verrà inaugurata sabato 10 novembre alle 11 nella Sala Ariosto della Biblioteca (via delle Scienze 17, Ferrara).

La curatrice della mostra, Mirna Bonazza, responsabile della Sezione Manoscritti e Rari dell’Ariostea e dell’Archivio Storico, ha selezionato dalle raccolte della Biblioteca Ariostea rari e preziosi esemplari. Nelle vetrine sono infatti presenti manoscritti, alcuni dei quali autografi del poeta, ed edizioni che coprono un arco cronologico che va dal Cinquecento al Novecento. La musica è presente con edizioni di madrigali di Luzzasco Luzzaschi (ca. 1545-1607), di Girolamo Belli (1552-ca. 1620), di Giulio Eremita (ca. 1550-ca. 1600) tratti dalle Rime del Tasso a testimonianza della fortuna musicale dei suoi componimenti poetici. Inaugura l’esposizione una splendida edizione illustrata da venti tavole calcografiche, una per ogni canto, della Gerusalemme liberata, stampata a Venezia nel 1745 da Giovanni Battista Albrizzi. Dedicata a Maria Teresa d’Austria, regina d’Ungheria e di Boemia, presenta un apparato iconografico disegnato da Giovanni Battista Piazzetta (1683-1754), pittore veneziano, con incisioni realizzate da Felice Polanzani (1712-1780). A seguire codici manoscritti del celebre poema, di grande importanza, quali: il cosiddetto Codice Lanzoni, con correzioni e note autografe del poeta e il codice autografo di Orazio Ariosti (1555-1593), che scrisse gli argomenti sopra ogni canto e ne fu possessore, corredato da venti disegni a penna ed acquerello monocromo del pittore Domenico Mona (1550-1602) che precedono ogni canto del poema. Ma anche tre edizioni della Gerusalemme liberata stampate, da diversi editori e curatori, nel 1581, pressoché coeve; nonché l’editio princeps della Gerusalemme conquistata Roma, Guglielmo Facciotti, 1593. Affianca un’edizione dell’Aminta – favola pastorale in cinque atti scritta da Tasso nel 1573 – stampata a Ferrara da Vittorio Baldini nel 1581, un disegno del sec. XVII dell’Isola di Belvedere sul Po, che fu teatro della prima rappresentazione il 31 luglio 1573. Sono inoltre state messe in risalto alcune delle donne celebrate da Torquato Tasso nei suoi componimenti poetici: Marfisa d’Este (ca. 1554-1608), Livia Pica dama della corte di Francia, la cantatrice Laura Peperara (1563-1600), la poetessa Tarquinia Molza (1542-1617).

La mostra, a ingresso libero, è visitabile, sino al 17 novembre, negli orari di apertura della Biblioteca Comunale Ariostea: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19, sabato dalle 9 alle 13.

Antonio Zangara

 

Anna Tifu, “un talento straordinario” alla IUC

“Uno dei talenti più straordinari che mi sia capitato d’incontrare”: così il grande Salvatore Accardo ha definito la violinista italo-rumena Anna Tifu, che sabato 10 novembre alle 17.30 sarà all’Aula Magna dell’Università “Sapienza” per i concerti della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti). Suonerà musiche di Prokof’ev, Chausson, Schumann, Ravel in duo col pianista Julien Quentin.

Nata a Cagliari, Anna Tifu ha iniziato lo studio del violino all’età di sei anni sotto la guida del padre e lo ha proseguito all’Accademia Walter Stauffer di Cremona, all’Accademia Chigiana di Siena, al Curtis Institute di Philadelphia e a Parigi. Ha cominciato a suonare in pubblico a otto anni e a dodici ha debuttato alla Scala di Milano con il Concerto n. 1 di Max Bruch. Dopo essersi affermata in vari concorsi nazionali, ha vinto nel 2007 il prestigioso Concorso internazionale “George Enescu” di Bucarest, che l’ha consacrata come una delle migliori interpreti della sua generazione. Da allora suona in Europa, nord e sud America e Asia con grandi orchestre e celebri direttori, tra cui Yuri Temirkanov, Mikko Franck, Gustavo Dudamel, Diego Matheuz e Juraj Valcuha. Per un concerto al Teatro Carlo Felice le è stato affidato il famoso violino Guarneri del Gesù detto “il Cannone”, appartenuto a Niccolò Paganini. Allo Stradivari Festival di Cremona si è esibita in uno spettacolo insieme a Carla Fracci. Ha collaborato con musicisti come Maxim Vengerov, Yuri Bashmet, Mario Brunello, Michael Nyman e Andrea Bocelli e con l’attore John Malkovich. È recente il suo debutto per la casa discografica Warner Classics. Suona il violino Antonio Stradivari “Marèchal Berthier” 1716 ex Napoleone della Fondazione Canale di Milano.

Il pianista francese Julien Quentin si è guadagnato la fama di musicista versatile e sensibile, dotato di grande maturità e compostezza. È richiestissimo sia come solista che come musicista da camera. I suoi tour internazionali lo hanno portato in America, Australia, Giappone, Medio Oriente ed Europa, esibendosi in sale prestigiose come Concertgebouw di Amsterdam, Wigmore Hall di Londra, Louvre a Parigi, Philharmonie di Berlino, Konzerthaus si Vienna e Carnegie Hall di New York. Ha registrato per EMI e Sony RCA.

Il concerto allinea quattro brani molto diversi tra loro ma caratterizzati dall’essere tutti dedicati a uno dei massimi violinisti della loro epoca e di presentare quindi grandi difficoltà all’interprete: il concerto è così anche un confronto a distanza tra Anna Tifu e quattro grandi virtuosi del passato. Il primo brano è la Sonata n. 2 in re maggiore op. 94 bis di Sergej Prokof’ev, composta su richiesta di David Oistrach, il più grande violinista russo di quegli anni, che suggerì personalmente al compositore di adattare al violino una sua precedente Sonata per flauto. Si fa un salto indietro di mezzo secolo con Poème in mi bemolle maggiore op. 25 di Ernest Chausson, scritto a Firenze nel 1896 per un altro famoso violinista, Eugène Ysaÿe: ha un carattere introspettivo e nostalgico ed è una delle opere per violino più significative della fine dell’Ottocento. Si torna ancora indietro di mezzo secolo con la Fantasia in do maggiore op. 131 di Robert Schumann, del 1851, dedicata a Ferdinand David: è una musica tipicamente romantica per i suoi toni appassionati e fantastici e la grande libertà inventiva, sempre alla ricerca di nuove soluzioni. Il quarto brano è la Sonata in sol maggiore del 1927, che Maurice Ravel compose per la celebre violinista Jelly d’Aranyi, ma poi, quando ella si ritirò per motivi di salute, la destinò al sommo George Enescu: Ravel disse che considerava violino e pianoforte “strumenti sostanzialmente incompatibili” e che “invece di equilibrare i loro contrasti” aveva voluto “mettere in evidenza proprio questa loro incompatibilità”.

Sabato 10 novembre 2018 . ore 17.30

Anna Tifu violino

Julien Quentin pianoforte

Prokof’ev Sonata n. 2 in re maggiore op. 94 bis

Chausson Poème in mi bemolle maggiore op. 25

Schumann Fantasia in do maggiore op. 131

Ravel Sonata in sol maggiore

 

Mauro Mariani (anche per la foto)