Mother fortress

Avrà luogo martedì 18 febbraio, presso il Cinema Farnese di Roma, la proiezione di MOTHER FORTRESS, il film-documentario di Maria Luisa Forenza che racconta la pericolosità quotidiana delle vite di religiosi in Siria che lottano per salvare la dignità e la sopravvivenza di esseri umani innocenti travolti dalla inarrestabile guerra.

A fronte di conflitti e massacri, il film è un elogio della Vita e dell’Essere Umano, che può diventare fonte di vita per l’altro. Queste le riflessioni scaturite da una recente e calorosamente acclamata proiezione presso The American University of Rome per il corso di Peace Studies, alla presenza della regista e di Gregory J.Polan, Abate Primate dei Benedettini (Badia Primaziale Sant’Anselmo, Aventino).

La serata al Cinema Farnese, che sarà condotta dal critico cinematografico Maurizio Di Rienzo, rientra nella V edizione di RACCONTI ITALIANI, l’iniziativa della FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai, che propone negli oltre 400 schermi associati una selezione dei migliori documentari di ultima produzione.

L’archeologo e accademico dei Lincei, Paolo Matthiae, scopritore dell’antica città di Ebla (2500 a.C.), farà una breve introduzione alla Siria.

MOTHER FORTRESS racconta di un’esperienza, vissuta in prima linea dall’autrice-regista (e produttrice) tesa a testimoniare non gli aspetti più drammatici del conflitto, quanto gli effetti da esso provocati all’interno di una comunità in cui le differenze religiose lasciano il posto all’aiuto umanitario mosso da uno spirito di condivisione e sorriso anche in situazioni estreme.

Dopo una carriera sviluppata attraverso documentari di stampo sociale e storico, girati in Italia e all’estero, Maria Luisa Forenza ha scelto di seguire una forma sperimentale di narrativa realistico-simbolica, pur se condizionata nelle riprese da un regime di emergenza di guerra. Nell’osservazione della realtà intesa come ‘res-documento’ tenta di andare verso un ‘oltre’, ispirandosi anche a “L’acinema” di J.F. Lyotard. La regista costruisce un’opera “per immagini e suoni” che lascia spazio a riflessioni sul senso dell’esistenza.

“Ero in Australia, nel 2011, per un documentario quando vidi le prime immagini delle proteste della cosiddetta “Primavera araba” – racconta – È iniziato tutto in quel periodo, per curiosità intellettuale e interesse per la cronaca, ma non mi sono voluta avventurare nella ricostruzione e analisi della situazione storico-politica mediorientale: mi interessava piuttosto raccontare la resistenza umana alla guerra, la vitalità del popolo siriano, e l’identità Cristiana, che lì si è trovata a dare sostegno alla popolazione nell’ambito di una forte situazione di rischio. Sentivo che il film doveva raccontare qualcosa che proiettasse gli esseri umani nel futuro.”

È stato nel corso di alcune conferenze negli Stati Uniti, nel 2013, che ha invece avuto modo di ascoltare, conoscere e iniziare a filmare Madre Agnes, badessa del Monastero di Qarah, a nord di Damasco, che veniva a raccontare ciò che stava accadendo in Siria, e in particolare nei territori di Aleppo e Deir Ez-Zor, insidiati dal pericolo di Al Qaeda e ISIS. Nel 2014 decide di raggiungerla per conoscere la sua comunità monastica internazionale (proveniente da Antico e Nuovo Continente) e vi ritorna altre volte fra il 2015 e il 2017, seguendo un convoglio umanitario che si inoltra fino all’Eufrate per portare assistenza ai siriani sfollati e colpiti dal terrorismo.

Testimone sul campo di un attacco dell’ISIS a Qarah e al Monastero nel 2015, ricorda: “Ho filmato quello che c’era realmente ovvero la drammaticità del silenzio, dal momento che eravamo rimasti tutti muti. Ognuno in quel momento si è assunto la responsabilità della propria esistenza, una dilatazione che ho cercato di cogliere con lo spazio vuoto e con il suono”. E su quest’ultimo precisa: “I canti cristiani in arabo e francese (le principali lingue siriane, utilizzate anche nel monastero assieme a spagnolo, portoghese, inglese, latino) erano una soundtrack che scandiva la quotidiana ciclicità di meditazioni, preghiere, liturgie di monaci e monache. I giorni e le notti del monastero erano scandite da preghiere cristiane e musulmane, come un canto e controcanto che ho cercato di documentare in tutto il film.”

MOTHER FORTRESS, Menzione Speciale del Tertio Millennio Film Fest (Città del Vaticano), in Italia è stato ospitato in rassegne significative quali il Meeting di Rimini, Milano Movie Week, Festival Human Rights Nights di Bologna.

Alfredo Baldi, storico del cinema, ha dichiarato: “E’ un film anti-retorico, senza enfasi, uno sguardo assolutamente oggettivo sulla realtà, un’idea dell’immagine-sguardo, dalla semantica e dalla semiotica. La macchina da presa è assolutamente impassibile, segue i personaggi, li tallona senza nessuna emozione e proprio per questo ci dà un’enorme emozione perché fa pensare che a ogni istante possa accadere qualcosa. Il contesto è talmente drammatico…

La regista non ha quasi mai usato lo zoom. L’emozione l’ha data con le inquadrature fisse. C’è una tensione continua, ma interna nell’inquadratura, non è provocata dall’esterno. E’ stata di un rigore estremo.

E poi, non meno importante, nonostante sia girato in un convento con protagonista una suora, anzi suore e monaci, è un film assolutamente laico. La religione, pur presente dappertutto, in qualunque momento sottintesa, non viene mai presa a pretesto per giustificare qualche azione. Anche la distribuzione dei viveri alle popolazioni è fatta non in nome di Dio, ma del prossimo, e questa l’ho trovata una cosa straordinaria.”

Silvia Guidi, critico cinematografico dell’Osservatore Romano: “Un documentario straziante e bellissimo nella sua nuda essenzialità… Non c’è nessuna tesi precostituita da dimostrare, nessuna tifoseria da assecondare… il rispetto per i testimoni e la reale apertura ad ascoltare quello che raccontano non potrebbero essere più grandi.”

Alla proiezione romana, in programma alle ore 19:00, seguirà un dibattito a cui parteciperanno, oltre a Maria Luisa Forenza, storici, esperti di Mediterraneo, giornalisti, critici cinematografici.

MOTHER FORTRESS – sinossi

Madre Agnes, assieme a monaci, monache provenienti da Francia, Belgio, Portogallo, Libano, Cile, Venezuela, Colorado-USA (di cui alcuni ex-giornalisti), affronta gli effetti della guerra in Siria sul suo monastero, situato ai piedi delle montagne al confine con il Libano dove ISIS insidiosamente si nasconde.

Nonostante sia esso stesso obiettivo di attacchi, il monastero accoglie orfani, vedove, rifugiati (cristiani e sunniti), vittime di una guerra fratricida che dal 2011 ha prodotto caos e devastazione. Organizzando un convoglio di ambulanze e camion, che percorrono strade controllate da cecchini, Madre Agnes persegue la rocambolesca missione di fornire aiuti umanitari (cibo, vestiti, medicine) ai siriani rimasti intrappolati nel paese. Esplorazione non della guerra, ma della condizione umana in tempo di guerra, il film è un viaggio materiale e spirituale, una ‘storia d’amore’ con destinazione Roma dove il senso del racconto si rivela…

Martedì 18 Febbraio 2020 – Ore 19:00, Cinema Farnese, Piazza Campo De’ Fiori, 56 Roma

 

Elisabetta Castiglioni

Kleb Academy: un progetto educativo per coinvolgere giovani e famiglie

‘Kleb Academy’: un progetto educativo che vuole coinvolgere i giovani e le loro famiglie – a partire dagli atleti delle squadre di basket – dedicato alla formazione e curato da Kleb Basket Ferrara. La volontà è quella di mettere in campo un’iniziativa al mese per affrontare temi che riguardano la corretta alimentazione, la prevenzione dalle dipendenze, un misurato e sano utilizzo delle nuove tecnologie, ma anche coscienza ambientale e ricerca del primo impiego.
Il progetto viene portato avanti con la partnership di Comune di Ferrara, Università di Ferrara e Camera di Commercio, Ascom Confcommercio e Iscom Ferrara, Museo della Storia della Comunicazione-Musti e Naturhouse.

Il progetto è stato accolto con adesione piena dall’amministrazione comunale. A questo proposito l’ass. Micol Guerrini ha rimarcato “l’importanza di affrontare temi vicini all’educazione civica, con convegni che affronteranno argomenti di assoluta attualità come il problema delle dipendenze, la necessità di fare un uso limitato dei dispositivi elettronici, ma anche la trasmissione di competenze per la ricerca del primo impiego”. Da parte sua l’ass. Dorota Kusiak ha sottolineato: “Riconosco quello che è il potere dello sport come elemento fortemente formativo in tutti i campi. Perché educa a prendersi cura di se stessi, ad avere consapevolezza del proprio corpo, a mangiare bene, a stare bene con sè e con gli altri. Per un ragazzo l’attività sportiva è maestra di disciplina ed educa a organizzare la giornata per conciliare i compiti con la pratica sportiva, i momenti dell’impegno e quelli del tempo libero”.

Gli appuntamenti – ha spiegato Paolo Alberti di Kleb Basket – avranno cadenza mensile e si comincerà lunedì 2 marzo 2020 alle 18 al Palazzetto dello sport (piazzale Atleti azzurri, Ferrara) con il convegno sulla corretta alimentazione a cura dell’Università di Ferrara e con il contributo di Naturhouse. Il calendario di appuntamenti  proseguirà con un appuntamento al mese fino a giugno per poi riprendere da settembre; le sedi cambieranno di volta in volta per andare a coinvolgere i vari partner del progetto.

Un progetto pilota a livello nazionale, che va oltre il concetto di academy sportiva, nella convinzione che lo sport non sia solo agonismo, ma un connubio uniforme di cultura, socialità, educazione civica e acquisizione di consapevolezza, specie nel percorso di crescita dei ragazzi.
Sport, cultura, educazione hanno infatti denominatori molto comuni, suddivisi nella socialità quotidiana nelle proprie singole realtà: famiglia, istituzioni, scuola, società sportive.

Kleb Academy si propone con la propria attività di abbracciare tutti questi aspetti della formazione, proponendosi come piattaforma condivisa per superare i confini, creando una rete di interscambio, confronto e dunque arricchimento tra queste realtà, in un territorio come quello di Ferrara, patrimonio UNESCO e già dunque esempio di offerta culturale a 360 gradi.
Kleb Academy: da atleti a cittadini migliori e più consapevoli.
Il punto di partenza della academy sarà dunque lo sport, anche grazie ai gemellaggi interdisciplinari intrapresi da Kleb Basket con le realtà di vertice estensi: Pallamano Ariosto, Ferrara United, ads Vigarano, Pattinatori Estensi e Aquile.

L’offerta didattica di Kleb Academy sarà però molteplice e si rivolgerà ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie.

Il programma di Kleb Academy consisterà in una serie di eventi: dai convegni ai momenti di incontro nelle scuole, dalle aule studio e laboratori ai punti informazione durante le principali iniziative cittadine.
I temi trattati saranno molteplici e trasversali, tutti strettamente legati all’attualità che circonda i giovani, con l’intento di creare in loro consapevolezza e conoscenza del proprio quotidiano e dei propri comportamenti, nei confronti di se stessi in primis e dunque anche nei confronti dell’ambiente in cui crescono. Alcuni dei temi trattati saranno corretta alimentazione in età scolare e dello sviluppo, prevenzione dalle dipendenze, sano e misurato utilizzo delle nuove tecnologie, coscienza ambientale, ricerca del primo impiego, ecc.

I patrocini concessi a Kleb Academy dal Comune di Ferrara, da Unife e dalla Camera di Commercio di Ferrara, certificano il senso del progetto e il suo sviluppo trasversale e sociale.

Preziosi partner di Kleb Academy sono inoltre Ascom Confcommercio e Iscom Ferrara, che hanno aderito offrendo ampia disponibilità alla collaborazione, così come Musti, il Museo della Comunicazione e della Tecnologia di Ferrara, parte attiva del progetto e sede di alcuni dei percorsi formativi proposti.

La scelta di dedicare il nuovo progetto Academy a Marco Cocchi, l’avvocato commercialista vicepresidente di Kleb Basket recentemente scomparso, vuole essere doveroso omaggio e ricordo di una figura cara al Kleb, che teneva lo sport e la formazione nel proprio cuore.

Una Academy che operi negli anni per il bene delle nuove generazioni della città, è la miglior forma per onorarne la memoria.

 

Alessandro Zangara

 

 

Anche l’Hellas Verona al villaggio del carnevale

Ci sarà anche l’Hellas Verona al Villaggio di Carnevale 2020. I giocatori saranno in piazza San Zeno, nella serata di giovedì 20 febbraio, per contribuire alla festa del quartiere. Dal 18 al 24 febbraio, infatti, musica, spettacolo, divertimento e solidarietà animeranno la 3ᵃ edizione della grande festa del Carnevale veronese.

Per l’occasione saranno allestiti in piazza San Zeno stand gastronomici dove si potranno degustare diverse specialità della tradizione veronese. Tra i piatti protagonisti gli immancabili gnocchi realizzati da Abeo con la collaborazione del pastificio Rana. I proventi saranno destinati ai progetti sostenuti dall’associazione.

 

Ma non è tutto. Nel Villaggio anche tre punti bar, un truck hospitality, dove sarà possibile incontrare i personaggi protagonisti degli show, e un’area coperta dove seguire gli eventi anche in caso di mal tempo.

La manifestazione, organizzata dal Comitato del Bacanal, prenderà il via martedì 18 febbraio, con l’inaugurazione alle 18 ed il primo spettacolo musicale, in compagnia delle band “Alberto Salaorni & Al-B band”, alle 21.

Si continua mercoledì 19, con la serata universitaria animata dagli speaker di “Radio Wow”. Giovedì 20, alle 20, sarà invece protagonista lo sport veronese, con la presenza dei calciatori gialloblù per “Hellas Verona By Night”.

Venerdì 21 febbraio si festeggia il 490esimo “Venardi Gnocolar” e, per l’occasione, il Villaggio aprirà alle 12, in attesa dell’arrivo della sfilata allegorica con il Papà del Gnoco. Testimonial di eccezione della giornata sarà l’attore e musicista Jerry Calà. La serata di festa proseguirà con lo show del dj ANS di Radio Bruno.

Sabato 22 febbraio inizio attività alle 12 con i piatti della tradizione e, dalle 16, con l’animazione per i più piccoli realizzata da Radio Bruno. Alle 21 concerto di Rudy Smaila presentato da Showgroup.

Domenica 23 apertura alle 12. Alle 14, 100 cavalieri provenienti da tutta Italia parteciperanno alla rievocazione storica della cavalcata di Tommaso da Vico che, partendo dall’Arsenale, arriverà in piazza San Zeno. La giornata del Villaggio proseguirà con la presenza della mascotte di Gardaland ‘Prezzemolo And Friends’. Dalle 19 dj set e alle 21 serata “Company in action” con Radio Company.

Lunedì 24 febbraio, ultimo giorno della manifestazione, apertura Villaggio alle 18, con musica e divertimento fino a tarda sera.

“Con un programma sempre più ricco e coinvolgente – spiega l’assessore alle Manifestazioni – torna per la 3ᵃ edizione il Villaggio del Carnevale, cuore pulsante delle tante iniziative carnevalesche veronesi. Un momento di grande allegria dedicato a tutti, grandi e piccoli. Inoltre, con l’acquisto degli gnocchi, si potrà contribuire al sostegno delle iniziative di Abeo e portare così un sorriso a chi è meno fortunato”.

“A San Zeno il Villaggio di Carnevale raddoppia – ha spiegato Corradi, presidente del Comitato del Bacanal –. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre di più i veronesi e non solo in uno degli appuntamenti più significativi della tradizione culturale veronese. Tra musica, spettacolo e solidarietà, infatti, sono proposte quest’anno sette giornate di eventi a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

 

 

Al MAF è tempo di Carnevale tra maschere, libri e buonumore

Il prossimo incontro programmato al MAF di San Bartolomeo in Bosco si terrà domenica 16 febbraio, dalle 15.00, e sarà in pieno clima carnevalesco affrontando temi che vanno dal Carnevale di Cento al suo “Re”, dalle Maschere alle “zirudèle” (classiche poesie dialettali di circostanza) e, ancora, agli antichi balli della tradizione. Le ricchezze e i valori di questi mondi del divertimento e, al tempo stesso della cultura popolare, saranno documentati a partire dalla presentazione della mostra-studio “Maschere e Buonumore”, curata da Marco Dondi e incentrata non soltanto sulla stagione di Carnevale ma anche sull’umorismo in genere. Si tratta di un’efficace esperienza inedita che propone, tra l’altro, numerosi esempi documentari: fotografie, illustrazioni, disegni, testate di giornali satirici e umoristici, locandine e manifesti di spettacoli carnevaleschi, dall’operetta al teatro dei burattini. L’esposizione resterà in parete fino al 20 febbraio.

Il pomeriggio proseguirà con la presentazione di un libro sul Carnevale di Cento, curato da Mariateresa Alberti, Gian Paolo Borghi e Renato Govoni, che porta un lungo titolo in dialetto centese e in italiano: “E cóme ògni an a sòn felîz e cuntènt ed lèzer in piȃza al mî testamènt. Il Carnevale di Cento e la sua gente nei “Testamenti” di Tasi composti da Filippo “Omes” Govoni (1965-1989). La corposa pubblicazione è stata realizzata nel 2019 dal Comune di Cento in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e l’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna (Legge regionale sui dialetti). Riporta un significativo numero di “Testamenti”, composti dal poeta dialettale Filippo “Omes” Govoni e letti in piazza prima del rogo di Tasi, la nota maschera locale centese. Ne parleranno Mariateresa Alberti, Gian Paolo Borghi e Piergianni Lamborghini. La proiezione dell’omonimo DVD allegato al volume, a cura di Daniele Cortesi, chiuderà la presentazione, promossa in collaborazione con il Comune di Cento.
Al ballo della tradizione appenninica sarà infine dedicato l’interessante film “L’Appennino che suonava”, che ricostruisce con efficacia la tradizione dei balli appenninici, praticati fino diversi decenni fa e ora riproposti da gruppi di musicisti di quel territorio. L’ideazione del film è dovuta al ricercatore Bruno Grulli e la sua realizzazione è firmata dal regista Alessandro Scillitani, noto per l’attività artistica che conduce con Paolo Rumiz. Il film nasce dalla collaborazione attivata nel 2019 tra Artemide Film e l’Associazione “Amici della Piva dal Carner” di Reggio Emilia.

Concluderà l’iniziativa il classico buffet alla ferrarese, riservato a tutti i partecipanti.
I pomeriggi culturali del MAF sono promossi dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’Associazione omonima. L’ingresso, come sempre, è libero.

MAF- Centro di documentazione mondo agricolo ferrarese – via Imperiale 263
San Bartolomeo in Bosco/Ferrara

 

Alessandro Zangara

“La passione ribelle. Il coraggio (im)possibile di educare”

Molto interessante il “Pomeriggio al CTB” presso il Teatro Sancarlino di Brescia, dove Paola Mastrocola ha conversato sul tema del coraggio che ci vuole per insegnare. Platea esaurita, prevalentemente da insegnanti, Mastrocola non ha trovato nessuno che non pensasse come lei di volere trasmettere qualcosa ai discenti, mentre un intero mondo contro quello della scuola sembra abbia pensato il contrario per anni. Decenni addirittura. Adesso tutti pronti a piangere sul latte versato, sulle prove INVALSI deprimenti, sullo sfascio che si pensa di risolvere con (orrore!) le faccette degli emoticon.

Si è azzerato l’insegnamento, semplificandolo all’inverosimile e lasciando, così, ampio spazio al bullismo e al tempo impiegato per fare altro dallo studio. Si è riusciti a rendere non pensanti i nostri ragazzi, incapaci di occuparsi di alimentare cervello e spirito, imparando a pensare, ragionare, riflettere. Arricchendo la società. E adesso?

Forse non ci si è ribellati a suo tempo, dice la nostra, perché non se ne aveva la forza e la consapevolezza e nessuno avrebbe sostenuto gli insegnanti, tra i quali senz’altro alcuni pensavano soltanto (e forse pensano ancora) ad arrivare alla fina dell’ora e alla fine del mese. Forse adesso è arrivato il momento di essere di moda.

Intanto penso sia utile leggere qualche libro di Paola Mastrocola.

 

Alessia Biasiolo

Aperitivi Musicali XIII Edizione

L’ensemble Athesis (Stefano Conzatti clarinetto, Eleonora Rotarescu  primo violino, Delia Diaconescu  secondo violino, Luca Cacciatori  viola, Zoltan Szabò  violoncello) si esibirà domenica 16 febbraio 2020 alle ore 17:30, al Dimteatrocomunale di Castelnuovo del Garda, Loc. Sandrà (via S. Martino 4).

ENSEMBLE ATHESIS, formazione cameristica dell’Accademia delle Muse è nata all’interno dell’orchestra della FONDAZIONE ARENA DI VERONA circa 27 anni fa, dall’iniziativa di alcuni strumentisti che già prima di diventare membri di quest’orchestra avevano suonato insieme in diversi complessi cameristici in Italia ed all’estero.

I musicisti si sono impegnati, oltre il loro abituale lavoro orchestrale presso la Fondazione, nell’attività cameristica con l’intento di promuovere la diffusione culturale dei generi che per la difficoltà ed impegno che richiedono, sembrano meno percorribili. La musica da camera è il mezzo più sublime che facilita la trasmissione dell’essenza armonica musicale di un vasto repertorio di massimo valore, espresso con pochi strumenti solisti. Proponendosi di seguire con dedizione il richiamo per una particolare professione, quella di trasmettere ad un pubblico più vario il valore di un’arte sempre viva, i musicisti areniani dell’”ATHESIS” (nome latino del fiume Adige), continuano attraverso il loro lavoro a preparare e proporre un’ampia panoramica musicale.
L’utilizzo dei diversi organici, permette l’esecuzione delle opere veramente rappresentative della letteratura musicale, potendo costruire programmi non solo d’interesse, ma anche di facile accessibilità e divertimento, adatti ad un pubblico di tutte le età e preparazione culturale che si può incontrare nelle diverse occasioni ove vengono chiamati ad esibirsi.

La formazione più rappresentativa dell’Ensemble è il quintetto, che è composto dal quartetto d’archi con il clarinetto solista.

Affermando sempre di più la loro presenza con un repertorio barocco, classico, romantico e moderno e cogliendo l’opportunità di valorizzare l’esperienza concertistica dei suoi componenti ampliando o restringendo la formazione, il gruppo ha proposto e propone nei loro concerti nelle stagioni cameristiche della Fondazione, nelle rassegne dei Festival cameristici “Musicastello” nel Trentino, Alto Adige, nei teatri come “Valli” ed “Ariosto”, “La Cavallerizza” di Reggio Emilia, il Conservatorio di Verona, Teatro Ristori, Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona, diverse località sul Lago di Garda ed in altre occasioni, trii e quartetti d’archi, quintetti, sestetti , settimino, ottetto per archi e fiati, oltre ai vari concerti per solisti.

PROGRAMMA

  1. A. Mozart, Quintetto per clarinetto, due violini, viola, violoncello in La maggiore KV 581
  2. Brahms, Quintetto per clarinetto, due violini, viola, violoncello in Si minore op. 115

– BIGLIETTO INTERO  € 10,00

– BIGLIETTO RIDOTTO  € 8,00 (entro i 25 anni – oltre i 65 anni e RESIDENTI)

– Gratuito fino al 15° anno d’età e a disabili con accompagnatore

 

Amici della Musica del Lago di Garda (anche per le fotografie)

 

 

 

Ancora visitabile la rassegna di immagini e documenti sugli statuti comunali di Ferrara del 1173

Ci sarà tempo ancora fino al 29 febbraio 2020 per ammirare la mostra “Voci dalle Pietre. La Cattedrale di Ferrara e gli statuti epigrafici del 1173”, allestita nella Sala Ariosto della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze, 17 – Ferrara) e a ingresso gratuito. La conclusione, inizialmente prevista per il 18 gennaio scorso, è stata infatti prorogata di qualche altra settimana.

Gli antichi statuti, oggetto della mostra, rappresentano le prime leggi adottate per regolare la vita sociale della città di Ferrara e risalgono al periodo del libero Comune, antecedente il dominio della Signoria estense. Ad accrescerne il valore, pressoché inestimabile, è il fatto che sono stati scolpiti su lastre di marmo (tuttora visibili solo in parte) sul fianco meridionale della Cattedrale, divenuta così il “monumento parlante” della prima civiltà comunale ferrarese.

L’esposizione, oltre alle immagini fotografiche delle iscrizioni, raccoglie antichi documenti d’archivio inediti e mira a fare da volano per nuove ricerche, da condurre anche con le moderne strumentazioni a disposizione.

La mostra rappresenta il frutto di un accurato lavoro di ricerca condotto da un ampio team di studiosi e esperti, tra cui Michele Pastore, Marco Zuppiroli, Veronica Vona, Alessandro Iannucci, Francesco Scafuri, Fede Berti, Riccardo Dalla Negra, Francesco Guardaldi, Mirna Bonazza, Giovanni Lamborghini e Keoma Ambrogio.

La mostra, visitabile negli orari di apertura della biblioteca (dal lunedì al venerdì 9 – 19, sabato 9- 13), è promossa dall’associazione Ferrariae Decus in collaborazione con l’Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio, il Capitolo della Cattedrale di Ferrara, il Comune di Ferrara, la Biblioteca Ariostea, Archibiblio Ferrara, l’Università degli Studi di Ferrara, il Dipartimento di Architettura Ferrara, l’Università di Bologna e Framelab.

 

Alessandro Zangara (anche per le fotografie)

 

Laboratorio di scheggiatura della selce a Ferrara

Qual era la pietra più usata dagli uomini della Preistoria e come veniva lavorata per produrne strumenti utili per le attività quotidiane? Per rispondere a queste e ad altre domande sui nostri antenati il Museo civico di Storia Naturale di Ferrara (slargo Florestano Vancini 2 – già via de Pisis 24) attende i bambini dai 5 ai 12 anni sabato 15 febbraio 2020 alle 15,30 per un laboratorio di scheggiatura della selce.

“Attraverso un percorso tattile  – spiegano gli organizzatori – andremo alla scoperta dei principali manufatti costruiti dall’uomo preistorico e delle tecniche di lavorazione della pietra. Impareremo come gli uomini preistorici utilizzavano la selce: i gesti e i metodi necessari a scheggiarla e a renderla uno strumento indispensabile per la loro sopravvivenza. E infine, i partecipanti potranno cimentarsi nella realizzazione di uno strumento in selce e provare la sua efficacia”.

I laboratori, inseriti nel programma di attività didattiche per ‘Apprendisti scienziati’, sono organizzati dal Museo di Storia Naturale in collaborazione con l’Associazione Didò, che conduce le attività. Per partecipare è necessaria la prenotazione, da effettuare contattando la sezione didattica del Museo al numero 0532 203381 (lunedì, mercoledì, venerdì – dalle 9 alle 12,30) o all’indirizzo dido.storianaturale@gmail.com. Il costo è di 6 euro per bambino e 2 euro per l’adulto accompagnatore.

Ulteriori informazioni alla pagina http://storianaturale.comune.fe.it

 

Alessandro Zangara

Attesi 7 mila runner alla mezza maratona “Giulietta e Romeo”

Gli innamorati potranno correre insieme, ma al nastro di partenza saranno numerosi gli atleti, così come le famiglie con bambini, per le quattro iniziative sportive targate “Giulietta e Romeo”. Domenica 16 febbraio, tra le vie del centro di Verona, torna la Gensan Half Marathon, gara podistica internazionale da 21 chilometri. Un’edizione, la 13esima, storica, perché ospita il Campionato italiano Fidal di mezza maratona sia maschile che femminile per le categorie Assoluti, Promesse e Juniores. Di fatto, sarà la mezza maratona più importante d’Italia in questo 2020, per una gara che si preannuncia di altissimo livello tecnico.

Gli eventi. Quest’anno sono quattro. Si parte già il sabato, con City sightseeing run”, allenamento pre-gara gratuito con partenza alle 10.30 dalla circonvallazione Maroncelli. Un’occasione per quanti vorranno provare il percorso della competizione e godersi le bellezze della città, momento particolarmente gradito soprattutto dagli atleti esteri.

La mezza maratona e la staffetta non competitiva Duo Marathon partiranno alle 10 dallo Stadio per arrivare in piazza Bra. Da qui, alle 9, partirà invece la Monument Run, camminata lungo gli ultimi 5 chilometri della mezza maratona.

La medaglia. È in realtà aumentata, la prima al mondo, e sarà consegnata a tutti gli atleti che concluderanno la mezza maratona. Si chiama “QR Code 45” ed è stata realizzata dagli studenti del triennio della Scuola di Design dell’Accademia di Belle Arti, all’interno di un contest rivolto a tutti gli studenti.

La medaglia ha un’inedita forma rettangolare che ricorda la sagoma di Ponte Pietra sulla base, su cui si inserisce la scritta 2020. Attraverso il QR Code presente in ciascuna medaglia, gli atleti potranno accedere direttamente a foto e video del sito di Veronamarathon. Le immagini di Verona saranno così veicolate in tutto il mondo attraverso i partecipanti alla gara.

Ad oggi sono oltre 7 mila gli iscritti alla mezza maratona e alla Duo Marathon, provenienti da tutta Europa.

Per la prima volta, partecipa all’iniziativa anche l’associazione Respiriamo Insieme onlus, che unisce soggetti con problemi respiratori che usano l’attività sportiva per affrontare la patologia.

Le iscrizioni sono ancora aperte. Dalle ore 15 di venerdì 14 febbraio potranno essere effettuate direttamente all’Agsm Forum, dove verranno consegnati anche i pettorali di gara.

“Una manifestazione che ormai fa parte delle tradizioni sportive della città e che, negli anni, ha ottenuto importanti riconoscimenti sia dalla Federazione italiana di atletica leggera che da parte di atleti e maratoneti – ha commentato l’assessore allo Sport Rando -. Far conciliare questi eventi sportivi con la vita cittadina non è sempre facile, ma crediamo che iniziative di questo livello costituiscano un valore aggiunto, valorizzando Verona e rendendola una tra le città più vivaci e dinamiche. Ringrazio pertanto gli organizzatori e i tanti volontari che renderanno possibile e sicuro l’evento”.

Tutte le informazioni su percorso di gara, iscrizioni ed iniziative sono disponibili sul sito giuliettaeromeohalfmarathon.it e sul sito del Comune.

 

Roberto Bolis

 

Una “Domenica in musica” dal barocco al nu-jazz con il Trio Loi/Ghetti/Bonuccelli

Protagonista della prossima “Domenica in musica”, domenica 9 febbraio alle ore 11 nel Primo Foyer del Teatro Carlo Felice, sarà il trio composto da Franceso Loi, Guido Ghetti (rispettivamente primo flauto e primo oboe dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice) e dal pianista Dario Bonuccelli, attivo camerista genovese e solista di fama internazionale, nonché docente presso il Conservatorio di Alessandria.

Il programma proposto è un insieme assai vario per generi, stili e sonorità e permette una visione completa e molto interessante delle possibilità tecniche ed espressive degli strumenti coinvolti.

Il concerto comincerà, dunque, con la Trio sonata in re minore per flauto, oboe e pianoforte di Carl Philip Emanuel Bach (1714-1788), secondogenito del celeberrimo Johann Sebastian, considerato uno degli iniziatori della musica strumentale moderna e fondamentale collegamento tra la polifonia barocca del padre ed il successivo stile galante.

Segue poi il Trio in Mi bemolle maggiore op. 74 di Karl Eduard Goepfart (1859-1942). Nome forse sconosciuto ai più, Goepfart, dopo studi di pianoforte a Weimar (anche come allievo di Liszt), fu grande direttore d’orchestra e prolifico compositore.

Con un drastico cambio di toni e stili, poi, il concerto prevede i Três valsas para três locos di Vagner Cunha (classe 1973), giovane ed eclettico artista brasiliano. Vincitore di numerosi premi sia per musiche originali che per arrangiamenti per il cinema, è un compositore interessato a diversi stili e generi musicali, con un occhio di riguardo al nu-jazz (caratterizzato da una forte contaminazione tra sonorità ed armonie jazz con elementi da diversi stili quali funk ed electronic dance music).

L’esibizione del trio terminerà, infine, con il Duo Brillant Guillaume Tell di Jules Demersseman (1833-1866) e Felix Charles Barthelemy (1829-1868), pezzo frizzante ed allegro che segue la tradizione ottocentesca di combinare la diffusione di celebri pezzi d’opera in versione cameristica con la dimostrazione delle abilità virtuosistiche dei solisti coinvolti.

Al termine del concerto, un aperitivo informale.

Ingresso: € 8 (intero), € 6 (ridotto under 26). Orari di biglietteria: martedì-venerdì dalle 11:00 alle 18:00, sabato dalle 11:00 alle 16:00 e un’ora prima dello spettacolo. Apertura domenicale in occasione del ciclo “Domenica in musica”: ore 10:30-11:15.

 

 

Massimo Pastorelli