Centrodarte 17 a Padova

A poche settimane dalla conclusione della stagione dei 70 anni, il Centro d’Arte propone una rassegna che ne riprende la formula e l’indirizzo, premiata da un successo di pubblico entusiasmante: per il 2017 il cartellone, sempre ricco di novità, offre occasioni di ascolto che sfidano i generi e le etichette, serate di musica che illustrano i molteplici linguaggi della contemporaneità, dal jazz alla composizione, dall’improvvisazione sperimentale alla ricerca elettroacustica.

Radicato in una storia che si intreccia fin dalle sue origini a quella dell’Università, ma anche della vita musicale di una Padova sempre aperta sulle più vivaci esperienze internazionali, il Centro d’Arte propone sempre più spesso progetti originali, in dialogo con gli artisti e intrecciando collaborazioni dentro e fuori la città, con festival e rassegne affini e strutture di produzione attrezzate come il Conservatorio. E grazie anche a una politica volta a favorire la massima accessibilità, specie agli universitari, continua a crescere insieme a un pubblico sempre più curioso e consapevole.

L’apertura della stagione 2017 è avvenuta lo scorso 30 gennaio nella storica e bellissima sede della Sala dei Giganti, dove il Centro d’Arte ha ‘abitato’ per lunghi anni.

Realistic Monk è il duo formato da un guru del sampling, il californiano – ma giapponese d’adozione – Carl Stone e un’artista e compositrice giapponese trapiantata in Germania, Miki Yui. Lo si ascolta per la prima volta in Italia il 7 marzo all’Auditorium Pollini in diffusione spaziale. Un viaggio tra suoni delicati, ai limiti del percepibile, a stimolare un ascolto immersivo e concentrato di paesaggi sonori che emergono da voci, rumori, registrazioni di ambiente e diversi fenomeni acustici. Una nuova collaborazione con il laboratorio SaMPL del Conservatorio di Padova.

Non si trattasse di un progetto precisamente organizzato, Bigmouth si potrebbe definire, come si faceva un tempo, una all star formata dai sassofonisti Tony Malaby e Chris Cheek, dal pianista Craig Taborn e dal batterista Gerald Cleaver, raccolti attorno al contrabbassista Chris Lightcap, eccellente esempio di jazz contemporaneo, svincolato da ogni scuola, in equilibrio perfetto tra melodia e libera improvvisazione. Al Torresino il 26 marzo, in esclusiva italiana.

Dopo essere apparsa lo scorso anno nel trio di Eric Revis torna a Padova, come leader di una propria formazione, la pianista canadese Kris Davis, insieme a John Hébert, contrabbasso e Tom Rainey, batteria. Un concerto non amplificato, nuovamente nella cornice sontuosa della Sala dei Giganti al Liviano, il 5 aprile (unica data nazionale).

Far East Network è un progetto transnazionale e tutto asiatico nato per iniziativa di un artista geniale e poliedrico, il giapponese Otomo Yoshihide, che ha raccolto attorno a sé tre artisti affini provenienti da Cina, Corea, Singapore. Il quartetto fa ricorso a diversi strumenti e diversi approcci elettroacustici, dal trattamento sperimentale della chitarra, al feedback, alla generazione sintetica, all’uso dei microfoni a contatto. L’improvvisazione e l’esplorazione di terre sonore incognite è la cifra di questo gruppo radicale, al Torresino il 22 aprile.

È stata una delle sorprese del 2016, il duo costituito dal trombettista Gabriele Mitelli e dal vibrafonista Pasquale Mirra, Groove & Move, carico di suggestioni e magie sonore e che ha incontrato un unanime successo di critica. Sarà al Torresino il 28 aprile, in apertura per un’altra esibizione molto attesa, quella della Natural Information Society, guidata da Joshua Abrams. Bassista e specialista del guimbri marocchino, Abrams mescola la sua preparazione jazzistica con una ricerca sulle ripetitività incantatorie della musica nordafricana e mediorientale. Con Lisa Alvarado all’harmonium e percussioni, Ben Boye all’autoharp e Mikel Avery alla batteria. Esclusiva italiana.

Il 5 maggio al Torresino prima apparizione italiana per il trio Arashi, uno dei gruppi di free jazz più potenti e originali in circolazione, con Akira Sakata ai sassofoni, Johan Berthling al basso e Paal Nilssen-Love alla batteria. Sakata è un veterano della musica improvvisata nipponica (tra le sue collaborazioni più importanti quelle con Yosuke Yamashita e Bill Laswell). Lo svedese Johan Berthling è noto quale componente di Fire!, mentre il norvegese Paal Nilssen-Love, tra le decine di apparizioni, spicca come batterista di The Thing.

Altra doppia serata, ancora al Torresino, il 18 maggio.

Apre il duo Kalimi (Giovanni Di Domenico, tastiere; Mathieu Calleja, batteria), che miscela una ricerca su suoni e timbri vicina sia all’improvvisazione di estrazione jazzistica che al noise-rock e alla psichedelia.

E conclude l’australiano Oren Ambarchi, con una performance solistica incentrata sulle sue recenti incisioni discografiche. Interessato a diverse correnti espressive, Ambarchi è chitarrista, batterista, manipolatore elettronico. I suoni brani possono investigare le pure tessiture elettroniche, rivisitare le costruzioni ritmiche del kraut-rock anni ’70, insistere sul minimalismo oppure affrontare la composizione istantanea. Ha suonato in decine di dischi a suo nome o in team con molti colleghi di analoga estrazione. Importante il suo sodalizio nel trio Haino Keiji-Jim O’Rourke-Ambarchi.

Come per la passata stagione, i concerti di Centrodarte17 avranno tre tipologie di prezzo: gli interi restano a 12 euro; i ridotti passano a 5 euro e comprendono tutti gli studenti di qualsiasi scuola o università; infine, solo per gli studenti dell’Università di Padova rimane il biglietto a prezzo speciale a 1 euro.

 

Sara Pezzato

Le canzoni di Lennon e McCartney cantante dal Coro del Teatro Carlo Felice a Camogli

Questa sera, venerdì 24 febbraio alle ore 20.30, al Teatro Sociale di Camogli, il secondo appuntamento della preziosa collaborazione fra il nuovo Teatro Sociale ed il lirico genovese vedrà protagonista il Coro del Teatro Carlo Felice diretto da Franco Sebastiani, con Patrizia Priarone al pianoforte.

Un brillante programma di evergreen tratti dal repertorio “leggero” arrangiati per coro e pianoforte o per coro “a cappella”, che si apre con la cullante Moon River, una grande  musica da film di Henry Mancini, seguita da alcuni degli intramontabili brani dei Beatles, Eleanor Rigby, Hey Jude, Beatles Medley, Michelle e Yesterday di John Lennon /Paul McCartney. Il programma comprende anche un classico della canzone americana, portato al successo da Louis Armstrong, What a Wonderful World di Bob Thiele. Il concerto si chiude con A Little Jazz Mass di Bob Chilcott, in cui la tradizione della musica sacra si fonde con il jazz.

 

Teatro Sociale di Camogli

Secondo concerto

Direttore Franco SEBASTIANI

Pianoforte  Patrizia  PRIARONE

CORO DEL TEATRO CARLO FELICE

Henry Mancini

Moon River

John Lennon /Paul McCartney

Eleanor Rigby

John Lennon / Paul McCartney

Hey Jude

Bob Thiele

What a Wonderful World

John Lennon /Paul McCartney

Beatles Medley

John Lennon /Paul McCartney

Michelle

John Lennon /Paul McCartney

Yesterday

Bob Chilcott

A Little Jazz Mass

 Marina Chiappa

 

Giuseppe Albanese interpreta Beethoven, Schubert e Schumann

albanese-giuseppeLa stagione concertistica organizzata da Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” avrà uno dei suoi momenti culminanti mercoledì 22 febbraio alle 18.00 con il concerto di Giuseppe Albanese, uno dei pianisti della giovane generazione più richiesti dalle grandi istituzioni musicali di tutto il mondo (Auditorium “Ennio Morricone” della Macroarea di Lettere e Filosofia in via Columbia 1).

Sono in programma tre dei capolavori più famosi non solo dei primi anni dell’Ottocento ma di tutta la letteratura pianistica: la Fantasia in do maggiore op. 17 di Robert Schumann, la Sonata quasi una fantasia op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna” di Ludwig van Beethoven e la Fantasia “Wanderer” di Franz Schubert.

Per questo suo concerto Giuseppe Albanese ha scelto il titolo “Fantasia”, come il disco dallo stesso titolo e con lo stesso programma che nel 2014 ha segnato l’inizio della sua collaborazione con Deutsche Grammophon, l’etichetta più prestigiosa nel campo della musica classica. A questo primo cd è seguito nel 2015 l’album “Après une lecture de Liszt”, interamente dedicato al compositore ungherese. Nel marzo 2016 Decca Classics ha inserito nel box con l’opera omnia di Bartók la sua registrazione in prima mondiale del brano “Valtozatok”.

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Giuseppe Albanese, che ha ora trentasei anni, è nato a Reggio Calabria, ha studiato pianoforte al Conservatorio di Pesaro e all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola e si è laureato anche in filosofia. Ha vinto nel 1997  il Premio Venezia e nel 2003 il primo premio al Concorso Internazionale “Vendome Prize”, definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”. È invitato a dare recital e concerti con orchestra sulle più prestigiose ribalte internazionali e ha suonato in tutta l’Europa, nelle due Americhe ed in estremo oriente.

 

Mauro Mariani

Omaggio a Gershwin a ottant’anni dalla morte

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Sabato 18 febbraio 2017 alle 17.30, nell’Aula Magna della Sapienza, la IUC presenta “Serata Gershwin”, con il trio formato da Enrico Pieranunzi al pianoforte, Gabriele Pieranunzi al violino e Gabriele Mirabassi al clarinetto.

È un omaggio a un musicista che è stato una figura fondamentale nella storia della musica americana, a ottant’anni dalla sua precoce morte. Gershwin fu insieme songwriter dalla vena inesauribile, pianista brillantissimo, compositore di fervida immaginazione e soprattutto portatore di una visione straordinariamente profetica, al cui centro si trovava l’accostamento jazz/classica di cui egli era convinto assertore. Fu il primo ad avere l’idea di unire quelle due tradizioni musicali fino allora inconciliabili, e con lavori come il Concerto in fa e la Rhapsody in Blue inventò il jazz sinfonico. La storia del jazz deve molto a questo ebreo di origine russa nato a Brooklyn, che fu uno dei primissimi musicisti non afro-americani a coltivare con successo quel genere musicale allora rivoluzionario.

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“Serata Gershwin” intende rendere omaggio a quella sua intuizione geniale, coraggiosa e sempre attuale, presentando una selezione di alcuni dei suoi più celebri capolavori. Il concerto inizia con le Variazioni su un tema di Gershwin di Enrico Pieranunzi, cui seguono una serie di brani di Gershwin stesso, alcuni dei quali saranno eseguiti nelle trascrizoni/elaborazioni di Enrico Pieranunzi e di Jasha Haifetz. Brani di ampie dimensioni – quali An American in Paris e Rhapsody in Blue – si alternano a composizioni brevi ma non meno geniali e fascinose, quali i Songs (tra cui i celeberrimi “The man I love”, “I got rhythm” e “It ain’t necessarily so” tratto da Porgy and Bess) e i Preludi.

Cresciuti all’intersezione tra jazz e classica, Enrico e Gabriele Pieranunzi e Gabriele Mirabassi sono idealmente vicini a Gershwin e ripropongono con totale adesione la musica di colui che per primo ha unito jazz e classica – oggi parleremmo di ibridazione – e che proclamò che “se ci sono idee e feeling, tutto è possibile in musica”: quest’affermazione era allora tutt’altro che scontata, ma la storia gli ha dato ragione. Sicuramente sono tre dei migliori interpreti di Gershwin. È perfino superfluo ricordare i loro meriti. Enrico Pieranunzi è da anni ambasciatore del jazz italiano nel mondo. Gabriele Pieranunzi è uno di migliori violinisti classici italiani – è “spalla” del Teatro San Carlo di Napoli – ma  il fratello gli ha trasmesso anche la passione per il jazz. Gabriele Mirabassi è un fantastico virtuoso del clarinetto, che si muove con uguale disinvoltura sia nella musica classica che nel jazz, suonando spesso – oltre che con i fratelli Pieranunzi – insieme a Richard Galliano, John Taylor, Roberto Gatto e Mario Brunello.

 

PROGRAMMA SERATA GERSHWIN

G.Gershwin (1898 – 1937)     An American in Paris*

  1. Gershwin                             3 Preludi*

G.Gershwin                              6 Songs

The man I love

(E.Pieranunzi, piano solo)

But not for me        (G.Mirabassi/E.Pieranunzi)

Love walked in       

(E.Pieranunzi piano solo)

I got rhythm  

(G.Mirabassi /E.Pieranunzi)                                                                              G. Gershwin-J. Heifetz             da “Porgy and Bess”:

My man’s gone now

                                               – It ain’t necessarily so

(G.Pieranunzi/E.Pieranunzi)

                                                                                                 

E.Pieranunzi (1949 – )      Variazioni su un tema di Gershwin

G.Gershwin                        Rhapsody in Blue*

 

Gabriele Pieranunzi, violino

Gabriele Mirabassi, clarinetto

Enrico Pieranunzi, pianoforte

 

* Trascrizioni/elaborazioni originali  di Enrico Pieranunzi

Mauro Mariani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primo concerto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice al Teatro Sociale di Camogli

Sabato 7 gennaio 2017 – ore 20.30

Stefania MORSELLI           Ottavino

Luigi TEDONE                    Fagotto

 

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

Spalla dei violini Elisabetta GARETTI

Programma

Tommaso Albinoni

Concerto in re minore per orchestra  n .7 op. 5

Antonio Vivaldi

Concerto in sol minore per orchestra  RV 157

Concerto in la minore per ottavino e orchestra  RV 445

Wolfgang Amadeus Mozart

Divertimento in Re maggiore K136 

Antonio Vivaldi

Concerto in Do maggiore per fagotto e orchestra RV 472

Concerto in Do maggiore per ottavino e orchestra RV 443

Mauro Pillepich

 

 

 

 

Concerto di Capodanno al Carlo Felice di Genova

Giovedì 1° gennaio 2017 alle ore 16.00, il Teatro Carlo Felice propone il tradizionale Concerto di Capodanno per formulare i migliori auguri e festeggiare l’inizio del nuovo anno a chi decide di trascorrere  in musica il primo giorno del 2017.

A dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice sarà il giovanissimo quanto talentuoso Alpesh Chauhan, direttore inglese, dotato di ampia sicurezza e disinvoltura con una capacità introspettiva e una espressività fuori dal comune che, fin dalle sue prime apparizioni in pubblico, ha confermato un’autorevolezza musicale indiscutibile per il modo di entrare nel cuore di una partitura ottenendo un pieno coinvolgimento da parte dell’orchestra.

Il programma si apre con due capolavori di Leonard Bernstein , l’Ouverture da Candide con i più celebri  temi dell’opera , seducenti canzoni, arie virtuosistiche  che evidenziano tutta la genialità dell’autore. Seguiranno le Danze sinfoniche da West Side Story, che traducono in musica la storia più emozionante di tutti i tempi, una vicenda  che reinterpreta il dramma di “Romeo e Giulietta” catapultandolo nella Upper West Side di una New York novecentesca, teatro di lotte tra bande di strada americane e portoricane .

Nella seconda parte del concerto potremo ascoltare l’intramontabile Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 ( B. 178) “Dal nuovo mondo” di Antonín Dvořák , partitura che reinventa l’America del folclore, i canti negro-americani, gli spiritual e i canti delle piantagioni ma anche le tradizioni popolari dei pellerossa.

 

domenica 1 gennaio 2017 ore 16.00

settimo concerto in abbonamento

Concerto di Capodanno

Direttore

Alpesh Chauhan

Leonard Bernstein

Ouverture da Candide

Danze sinfoniche da West Side Story

Antonín Dvořák

Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 ( B. 178) “Dal nuovo mondo”

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

 

Marina Chiappa

Stagione sinfonica al Carlo felice dal Concerto di Capodanno

Ecco il calendario della stagione sinfonica al Teatro Carlo Felice di Genova, a partire dal concerto di Capodanno del primo gennaio.

domenica 1 gennaio 2017 ore 16.00

Concerto di Capodanno

Alpesh Chauhan

Direttore

Leonard Bernstein

Ouverture da Candide

Danze sinfoniche da West Side Story

Antonín Dvořák

Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 ( B. 178) “Dal nuovo mondo

 

venerdì 27 gennaio 2017 ore 20.30

Giornata della memoria

Jonathan Webb

Direttore

Ilya Gringolts

Violino

Mieczysław Weinberg

Concerto per violino e orchestra in sol minore op. 67

Sergej Prokof’ev

Ouverture su temi ebraici op.34b

 

venerdì 3 febbraio 2017 ore 20.30

Ramin Bahrami

Direttore e solista

Johann Sebastian Bach

Aria” dalla Suite N.3 BWV 1068

Concerto in La maggiore per pianoforte e orchestra BWV 1055

Contrappunto n.1, n.4 e n.5 da “L’arte della Fuga” BWV 1080

Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra BWV 1056

Contrappunto n.9 da “L’arte della Fuga” BWV 1080

Concerto in re minore per pianoforte e orchestra BWV 1052

 

venerdì 24 febbraio 2017 ore 20.30

Alan Buribayev

Direttore 

Modest Musorgskij

Una notte sul Monte Calvo    

Michail Glinka

Danze da Una vita per lo Zar  

Milij Balakirev

Sinfonia n.1 in Do maggiore

 

sabato 11 marzo 2017 ore 20.30

Fabio Luisi

Direttore

Gustav Mahler

Sinfonia n.9 in Re maggiore

 

venerdì 24 marzo 2017 ore 20.30

Daniel Smith

Direttore

Davide Cabassi

Pianoforte

Matteo Cogoni

Tromba

Dmitrij Šostakovič

Concerto n.1 in do minore per pianoforte, tromba e orchestra d’archi op.35

Dmitrij Šostakovič

Concerto n.2 in Fa maggiore per pianoforte e orchestra op.102

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Sinfonia n.1 in sol minore op. 13 “Sogni d’inverno

 

domenica 9 aprile 2017 ore 15.30

Concerto di Pasqua

Andrea Battistoni

Direttore

Giuseppe Verdi Messa da Requiem

 

venerdì 28 aprile 2017 ore 20.30

Enrico Pieranunzi

Direttore e solista 

Johann Sebastian Bach

Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra BWV 1056

Domenico Scarlatti/Charles Avison

Concerto in Sol maggiore per pianoforte e orchestra d’archi

 

Baldassarre Galuppi

Concerto n.5 in do minore per pianoforte e orchestra d’archi

Domenico Scarlatti/Charles Avison

Concerto in Sol minore per pianoforte e orchestra d’archi

 

venerdì 26 maggio 2017 ore 20.30

Alexander Vedernikov

Direttore

Midori

Violino

 

Ludwig van Beethoven

Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 61 

Dmitrij Šostakovič

Sinfonia n. 10 in mi minore op. 93

 

giovedì 1 giugno 2017 ore 20.30

Concerto per la festa della Repubblica

John Axelrod

Direttore

Sergej Krylov

Violino

Hector Berlioz Le Carnaval romain Ouverture op 9

Niccolò Paganini Concerto n. 4 per violino e orchestra in re minore MS 60 

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Sinfonia n. 4  in La maggiore op. 90 “Italiana

 

 

Premio “Arte e Diritti Umani 2016” a Bussoletti

Va a Luca Bussoletti (in arte Bussoletti), il cantautore romano da anni sostenitore di Amnesty International Italia, il premio “Arte e diritti umani 2016” dell’organizzazione per i diritti umani. Bussoletti è uno dei cantautori più attivi negli “anni zero”. Attualmente è in radio con la canzone “Correre” in cui duetta col premio Tenco Mauro Ermanno Giovanardi. Nel 2017 uscirà il suo nuovo album di inediti che è stato prodotto da Luca Mattioni. In passato le sue canzoni hanno fatto diverse incursioni nel cinema, come i brani “Tutti giù per aria” a “Suicidio Italia”, “Anatomia di un amore” e “L’altra faccia della medaglia”. In più occasioni, l’arte di Bussoletti si è occupata di diritti umani e ha incrociato le campagne di Amnesty International. Nel 2010 Bussoletti le ha dedicato il singolo “A solo un metro”, realizzato insieme a Dario Fo: un duro atto di denuncia sull’uso delle mine anti-persona.  L’anno successivo, in occasione del 50esimo anniversario della nascita dell’organizzazione per i diritti umani, Bussoletti ha donato ad Amnesty International il ricavato delle vendite dell’album “Il cantacronache”. Nel 2015, Bussoletti ha dedicato ad Amnesty International un nuovo singolo, “Povero drago”, sul tema della discriminazione. ll premio “Arte e diritti umani” istituito nel 2008, viene assegnato ogni anno da Amnesty International Italia a un testimonial dell’associazione che, attraverso la sua arte, ha contribuito a sensibilizzare e a mobilitare l’opinione pubblica sulle campagne in favore dei diritti umani. Negli anni scorsi, il premio è stato conferito ad Alessandro Gassmann, Modena City Ramblers, Giobbe Covatta, Paolo Fresu, Ivano Fossati, Antonio Pappano, Canzoniere Grecanico Salentino e Veronica Pivetti.
Amnesty International Italia

Harry Potter in concerto

L’Orchestra Italiana del Cinema (O.I.C.) è lieta di annunciare in prima assoluta italiana il Cine-Concerto Harry Potter e la Pietra Filosofale che si terrà nei giorni 2, 3 e 4 dicembre 2016 presso l’Auditorium Conciliazione, Via della Conciliazione, 4 a Roma. L’evento, presentato da Marco Patrignani e Forum Music Village, con il sostegno di MIBACT e il patrocinio di British Embassy Rome, fa parte dellaHarry Potter Film Concert Series, un tour mondiale di Cine-concerti lanciato da CineConcerts e Warner Bros. Consumer Products a partire dallo scorso giugno e che ha già fatto registrare il sold-out all’Hollywood Bowl e in tutti i più importanti teatri in cui è stato annunciato. La formazione di oltre 80 musicisti, diretta da Justin Freer, eseguirà dal vivo la straordinaria colonna sonora di John Williams, in sincrono con le immagini, i dialoghi e gli effetti speciali dell’intero film proiettato su un grande schermo in alta definizione. I biglietti sono in vendita in tutti i punti vendita Ticketone, online sul sito http://www.ticketone.it e presso l’Auditorium Conciliazione di Roma.

Elisabetta Castiglioni

“Note in biblioteca” alla IUC

“Note in Biblioteca”, la nuova iniziativa della IUC che propone una serie di incontri nelle biblioteche di Roma, si sposta alla biblioteca comunale della Vaccheria Nardi (Via Grotta di Gregna, 37 – 06 4546 0491), dove sabato 26 novembre alle 11.30 avrà luogo il secondo dei cinque appuntamenti previsti. Il progetto è in collaborazione con Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, Facoltà di Musicologia della “Sapienza” e Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale.

L’incontro – a ingresso gratuito – sarà condotto da Edoardo Di Sante, specializzando in Musicologia alla “Sapienza”, che dialogherà con cinque giovani e talentuosi musicisti, a loro volta specializzandi al Conservatorio “Santa Cecilia”, che recentemente hanno anche dato vita a un loro grupppo, il Quintetto PentElios, con cui hanno già ottenuto  significative affermazioni: sono la flautista Bianca Maria Fiorito, l’oboista Ambra Guccione, la clarinettista Alice Cortegiani, il cornista Stefano Berluti e il fagottista Paolo Lamagna.

L’incontro verterà principalmente sulla scuola musicale francese, che ha sempre mostrato una particolare sensibilità per le infinite sfumature di timbri che si possono ottenere con gli strumenti a fiato, come dimostrano in particolare le composizioni di Jaques Ibert, Maurice Ravel e Georges Bizet. Sarà interessante anche un raffronto con Samuel Barber, uno dei compositori americani del Novecento più influenzati dalla tradizione e dal gusto europei. E il discorso non potrà – facendo un salto indietro di due secoli – non cadere su Wolfgang Amadeus Mozart, cui siamo debitori di alcune delle più belle musiche di tutti i tempi per strumenti a fiato, per esempio il Divertimento n. 8 K 213, composto come “musica da tavola” ovvero accompagnamento di sottofondo dei pranzi della nobiltà e della ricca borghesia del tempo: ma il valore di questa musica va ben al di là della modesta funzione cui era destinata.

L’incontro fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio.

Mauro Mariani