Giuseppe Albanese interpreta Beethoven, Schubert e Schumann

albanese-giuseppeLa stagione concertistica organizzata da Roma Sinfonietta presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” avrà uno dei suoi momenti culminanti mercoledì 22 febbraio alle 18.00 con il concerto di Giuseppe Albanese, uno dei pianisti della giovane generazione più richiesti dalle grandi istituzioni musicali di tutto il mondo (Auditorium “Ennio Morricone” della Macroarea di Lettere e Filosofia in via Columbia 1).

Sono in programma tre dei capolavori più famosi non solo dei primi anni dell’Ottocento ma di tutta la letteratura pianistica: la Fantasia in do maggiore op. 17 di Robert Schumann, la Sonata quasi una fantasia op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna” di Ludwig van Beethoven e la Fantasia “Wanderer” di Franz Schubert.

Per questo suo concerto Giuseppe Albanese ha scelto il titolo “Fantasia”, come il disco dallo stesso titolo e con lo stesso programma che nel 2014 ha segnato l’inizio della sua collaborazione con Deutsche Grammophon, l’etichetta più prestigiosa nel campo della musica classica. A questo primo cd è seguito nel 2015 l’album “Après une lecture de Liszt”, interamente dedicato al compositore ungherese. Nel marzo 2016 Decca Classics ha inserito nel box con l’opera omnia di Bartók la sua registrazione in prima mondiale del brano “Valtozatok”.

albanese_09n2985

Giuseppe Albanese, che ha ora trentasei anni, è nato a Reggio Calabria, ha studiato pianoforte al Conservatorio di Pesaro e all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola e si è laureato anche in filosofia. Ha vinto nel 1997  il Premio Venezia e nel 2003 il primo premio al Concorso Internazionale “Vendome Prize”, definito da Le Figaro “il concorso più prestigioso del mondo attuale”. È invitato a dare recital e concerti con orchestra sulle più prestigiose ribalte internazionali e ha suonato in tutta l’Europa, nelle due Americhe ed in estremo oriente.

 

Mauro Mariani

Pietro De Maria alla Sapienza suona Schumann e Chopin

De Maria 2013 3Martedì 1 dicembre alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5) concerto del pianista Pietro De Maria per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti. In programma musiche di Robert Schumann, Frédéric Chopin e György Ligeti.

Dopo aver ricevuto il Premio della Critica al Concorso Ciajkovskjj di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani di Milano (1990 e al Géza Anda di Zurigo (1994). Da allora la sua intensa attività concertistica lo vede solista con prestigiose orchestre e con direttori quali Roberto Abbado, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti e Alan Gilbert. La critica ha detto di lui: “un poeta del suono e un mago della tastiera” (Süddeutsche Zeitung), “ha sbalordito per la sua tecnica infallibile e un senso innato del respiro musicale” (Le Monde de la Musique), “un vero virtuoso, che ha le risorse pianistiche per fare qualunque cosa voglia, senza esibire la sua tecnica” (Boston Globe)), “un’incredibile lucidità e una così compiuta maestria nel tocco che ci hanno ricordato il giovane Pollini” (Frankfurter Allgemeine Zeitung).

Nel 2010, anno del bicentenario di Chopin, è stato invitato a suonare la musica del compositore polacco nelle più importanti sedi internazionali, come Berlino, Parigi, Varsavia, Zurigo, Roma, Pechino e Singapore. È l’unico italiano ad aver inciso l’integrale di Chopin (affidatagli da Decca), che ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica internazionale, tra cui i premi di Diapason, International Piano e Pianiste. Dal 2012 è impegnato in un progetto bachiano con l’esecuzione e la registrazione delle Variazioni Goldberg e dei due libri del Clavicembalo ben temperato.

Il concerto si apre con Schumann, di cui De Maria esegue la rara prima versione del 1838 di Kreisleriana, uno dei capolavori del più romantico dei musicisti romantici, che per quest’opera si ispirò ad un personaggio del suo scrittore più amato, E.T.A. Hoffmann.

Naturalmente Chopin, l’autore di culto di De Maria, ha una parte da protagonista, con tre Mazurke (in fa minore op. 7 n. 3, in do maggiore op. 24 n. 3 e in do diesis minore op. 63 n. 3) e lo Scherzo n. 2 in si bemolle maggiore op. 31.

Completano il programma – pensato per mettere in rilievo tutte le qualità del pianista veneziano – tre brani dell’ungherese György Ligeti (1923-2006), tra i più significativi compositori della seconda metà del ventesimo secolo. Sono tre Studi, intitolati rispettivamente Fém, Arc-en-ciel e L’escalier du diable: quest’ultimo è un pezzo di alto virtuosismo ed è uno dei rari casi di musica contemporanea per pianoforte ad avere immancabilmente un grande effetto sul pubblico.

 

Mauro Mariani