Il mare. Il nuovo album di Antonija Pacek

Le sfide a cui la vita ci sottopone ogni giorno, l’influenza duratura di una grande perdita, le delusioni dell’amicizia e il senso del perdono, della fede e della fiducia nelle proprie azioni e pensieri, un film triste, ma anche momenti felici: questi sono alcuni dei temi principali che hanno ispirato il nuovo album di Antonija Pacek: IL MARE.

C’è un mare di emozioni che si intreccia infatti nelle tredici composizioni originali che la pianista di origine croata ed austriaca di adozione ha creato e interpretato nel suo terzo, attesissimo album: si tratta di brani strumentali conditi con immaginazione poetica e suoni inesplorati che sicuramente colpiranno la sensibilità degli ascoltatori di ogni storia, geografia e generazione! Durante la permanenza di Antonija nella sua casa estiva proprio vicino al mare, infatti, l’artista ha trovato una chiarezza meditativa e un’energia creativa che l’hanno portata a comporre brani come Forgive, Magic Forest, Viva Life e Back to Faith.

IL MARE è pubblicato tramite spinnup (Universal Music Group) e disponibile sulle principali piattaforme di streaming e download digitali (come iTunes, Amazon, Spotify, Deezer, Tidal, Google Music, ecc.).

Antonija Pacek è stata in grado di trasmettere a un pubblico multigenerazionale e multiculturale una vera passione nel modo di suonare e compenetrare la vita attraverso la musica. Dopo il successo di Soul Colours e Life stories, è in programma per il 2019 un nuovo tour che toccherà Italia, Austria, Croazia ed Emirati arabi.

Before the Storm 

La canzone di apertura del nuovo album descrive le sfide che Antonija ha affrontato con una delle sue figlie. Retrospezione è la parola d’ordine: Antonija ha ascoltato attentamente il cuore e i sentimenti di sua figlia, così le controversie sono state risolte con il tempo.

The SEA 

Un brano per dare l’addio a sua madre, accettando la sua scomparsa fisica. Un estratto del testo che Antonija ha scritto per questa canzone dice “il tuo viso riflesso nel profondo, profondo mare blu, oceani di ricordi, indietro, indietro verso di me, cercando i momenti per i giorni pieni di bagliore, poi rotolando con l’onda che riemerge per respirare…”. Nell’album, il brano ha una versione strumentale per pianoforte solo (2) e una versione vocale interpretata da Barbara Kier (bonus track 14).

Forgive
Una canzone triste è incentrata sul perdono e combina due storie: quella legata alla disgrazia di una sua cara amica e un’altra legata agli stati d’animo personali di Antonija collegati alla falsità di certe amicizie. Afferma l’artista: “Mi è sembrato terapeutico scrivere questa canzone e trovare una forza per perdonare”.

Aloft è ispirato all’omonimo film: un dramma di vita triste, atmosferico, lento e pensieroso. La canzone è arrangiata con violoncello per creare maggiore profondità, orchestrata da Davor Rocco e Antonija Pacek, con Neva Begovic al violoncello.

Late Fall è stato in realtà composto alcuni anni prima alla fine della stagione autunnale. La composizione ritrae una frustrazione che si vive con il passare del tempo, a volte troppo veloce, a volte troppo lento, che nasce dalla delusione di non vedere risultati veloci nonostante l’immenso lavoro costruito col cuore. Eppure non rappresenta un brano “downer”, perché è comunque intriso di energia per avere la forza di andare avanti e rimanere concentrati e motivati.

Expecting Nina descrive uno stato d’animo felice, quando Antonija era incinta della sua prima figlia e ne aspettava l’arrivo.

Magic Forest è incentrato sulla visione di una foresta in cui si possono scoprire cose misteriose, vedere nuovi posti e incontrare nuove persone e capirle meglio, come spesso sono certe opportunità nella vita. Un ritratto di atmosfera esplorativa e mistificante.

Brand New Dawn dipinge una speranza per un futuro migliore per noi esseri umani e coincide con il sogno che di Antonija che la sua musica sarà in grado di toccare sempre più anime, per comunicare loro speranza e gratitudine alla vita attraverso la musica.

Viva Life è una canzone felice, che celebra la vita e la famiglia che vanno a braccetto.

Back to Faith riflette un momento in cui capita di credere in se stessi e nelle proprie azioni. Da quel momento in poi, si percepisce una fiducia in se stessi per creare nuove canzoni e non arrendersi. L’attesa, infatti, rimane una costante nel mondo della musica.

Anche Waiting parla dell’attesa: si hanno spesso molte aspettative ma il più delle volte non succede niente. “Qualcuno ti apre una porta o una finestra e poi la chiude davanti alla tua faccia” – afferma Antonija – “Di conseguenza, non è sempre facile conservare la pazienza e persino la gioia di continuare … Si ha bisogno allora di fare proprie certe cose per farne accadere altre”.

Taste of Bitter è una canzone amara e auto-riflettente, che descrive la turbolenza e i demoni di Antonija che stava affrontando mentre entrambi i suoi genitori morivano nel giro di un anno l’uno dall’altra, in un così breve periodo di tempo. La canzone è pesante e triste, ma dentro c’è una traccia di speranza.

Worth Living For, infine, è stato ispirato da momenti che divampano o fanno brillare la nostra vita, “quando le persone si sentono a casa con alcune delle mie canzoni, quando una donna sconosciuta mi manda un video del suo bambino, che è stato ipnotizzato da una delle mie canzoni, quando i miei figli fanno gesti gentili, quando ottengo impressioni sincere dal pubblico dopo i miei concerti, … “Questi sono i momenti indimenticabili pieni di gratitudine, per i quali vale la pena vivere!”

Elisabetta Castiglioni

 

 

Musiche rinascimentali e barocche per guerra, danza, corte e chiesa

Mercoledì 30 gennaio alle 18, la stagione realizzata da Roma Sinfonietta nell’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea Lettere e Filosofia, via Columbia 1) riprende con un concerto dell’Ensemble Girolamo Fantini, intitolato “Al suon di bellico strumento”, che eseguirà musiche rinascimentali e barocche destinate alla tromba, strumento guerresco per eccellenza. Si ascolteranno non solo musiche di carattere militare, ma anche musiche destinate alla corte e alla chiesa, danze e canzoni infantili. E ad arricchire e variare il suono delle trombe interverranno i tamburi e altri strumenti a percussione, nonché l’organo.

Si comincia con compositori italiani del Seicento, in particolare Gerolamo Fantini (da cui l’ensemble ha preso il proprio nome), Pietro Torri e Bernardo Storace. Seguono autori tedeschi (Bach con una Marcia e un Corale religioso, Murschhauser con l’elaborazione di un’antica canzone infantile che imita il verso del cuculo) e inglesi (Boyce e Handel, tedesco di nascita ma naturalizzato inglese). Ampio spazio ai francesi, conSinfonie, Concerti, Marce e Fanfare di Campra, Delalande, Philidor e Mouret, che costituivano la splendida cornice sonora della fastosa corte del Re Sole a Versailles.

L’Ensemble Girolamo Fantini è nato nel dicembre 2010 dall’idea di un gruppo di amici umbri, che collaborano abitualmente con bande e altri gruppi musicali e hanno dato vita ad una formazione che si basa principalmente sull‘antico repertorio per gli ottoni. Al gruppo iniziale formato da Andrea Di Mario, Domenico Agostini e Michele Petrignani (trombe naturali) si aggiungono all’occorrenza Michele Camilloni (percussioni) e Gabriele Catalucci (organo), per arricchire l’ensemble di altri colori e possibilità, in modo di poterne ampliare il repertorio.

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Michele Campanella festeggia i 50 anni dal suo debutto

Michele Campanella foto di Salvatore Scialò

Michele Campanella, oggi uno dei più famosi pianisti a livello internazionale, era un giovanissimo e già molto promettente pianista quando suonò per la prima volta alla IUC, cinquant’anni fa. Da allora è tornato alla IUC moltissime volte e ora, proprio per festeggiare i cinquant’anni del suo primo concerto all’Aula Magna, vi torna ancora una volta martedì 29 gennaio 2019 alle 20.30 (Aula Magna della Sapienza, Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5).

Nato a Napoli e allievo del grande maestro Vincenzo Vitale, Michele Campanella è il maggior erede attuale della illustre tradizione pianistica napoletana. Ai suoi esordi, grazie alla sua tecnica fenomenale, era considerato soprattutto uno straordinario virtuoso e uno dei maggiori interpreti di Franz Liszt ma in seguito ha gradualmente esteso il suo repertorio a tutti i grandi autori di musica pianistica. Ma dice: “Non chiamatemi pianista, preferisco il termine musicista: con il primo si pensa alle mani, con il secondo al cuore e al cervello”. Oggi ha settantuno anni, ma sia lo spirito che le dita sono ancora quelle di un giovane: “Non intendo considerare la mia carriera terminata – afferma –, credo invece che il meglio debba ancora arrivare e lavoro affinché ciò avvenga”.

Si è esibito in concerto con le principali orchestre europee e statunitensi, collaborando con grandi direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Wolfgang Sawallisch, Georges Prêtre, Thomas Schippers, Christian Thielemann e molti altri. Da oltre vent’anni è titolare della cattedra di pianoforte all’Accademia Chigiana di Siena, una delle più prestigiose istituzioni musicali del mondo.

Michele Campanella, foto di Damiano Rosa

Questo suo concerto romano è un’occasione speciale, che va festeggiata in modo speciale, per questo Campanella ha scelto di offrire agli ascoltatori tre capolavori assoluti della musica per pianoforte di ogni tempo. Diversissimi tra loro, questi tre capolavori sono però accomunati dall’aver segnato segnato una trasformazione radicale della musica pianistica e in particolare della Sonata per pianoforte: sono la Sonata “Patetica” di Ludwig van Beethoven, la Fantasia “Wanderer” di Franz Schubert e la prima Sonata di Robert Schumann.

La Sonata in do minore op. 13 “Patetica”, scritta tra il 1798 e il 1799 da un Beethoven non ancora trentenne, costituisce una vera pietra miliare nella storia della musica, perché dischiuse inedite e profonde prospettive all’arte di questo gigantesco musicista. Schubert non aveva che venticinque anni quando nel 1822 compose la Fantasia “Wanderer”, che è in realtà una grande Sonata per pianoforte in quattro movimenti, con la particolarità che essi sono interdipendenti e collegati idealmente: questa novità rispetto alle regole tradizionali indusse l’autore a usare il titolo più libero di “Fantasia” per non attirarsi le critiche di accademici e conservatori. Schumann era ancora più giovane – aveva infatti ventitré anni quando – quando nel 1833 iniziò a comporre la sua Grande Sonata in fa diesis minore op. 11, cui lavorò accanitamente per oltre due anni, per raggiungere la fusione tra la logica della Sonata classica e l’immediatezza espressiva e il libero fantasticare dei giovani artisti romantici.

Martedì 29 gennaio 2019 ore 20.30

Michele Campanella pianoforte

50 anni con la IUC

Beethoven Sonata n. 8 in do minore op. 13 “Patetica”

Schubert Fantasia in do maggiore “Wanderer-Fantasie” op. 15 D. 760

Schumann Sonata n. 1 in fa diesis minore op. 11

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

 

Domenica in musica nel Primo Foyer del Teatro Carlo Felice

Prosegue la Stagione DOMENICA IN MUSICA, con l’appuntamento di Domenica 27 gennaio alle ore 11.00 presso il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice in collaborazione con l’Associazione “Musica con le ali”.

Protagoniste, le giovani talentuose Fabiola Tedesco al violino e Martina Consonni al pianoforte che interpreteranno il raffinato programma “Eredità musicale viennese” con l’esecuzione della Sonata n.4  in La maggiore op. 162 “Grand duo”  D 574 di Franz Schubert, la Sonata n. 2 in La maggiore op. 100 di Johannes Brahms e la Sonata n. 8 in Sol maggiore op. 30 n. 3 di Ludwig van Beethoven.

L’iniziativa Domenica in Musica conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura del Caffè del Teatro.

Domenica 27 gennaio 2019 ore 11.00

Primo Foyer Teatro Carlo Felice

“Eredità musicale viennese”

In collaborazione con l’Associazione “Musica con le ali”

Fabiola Tedesco

violino

Martina Consonni

pianoforte

Musiche di

Franz Schubert

Sonata n.4  in La maggiore op. 162 “Grand duo”  D 574

Johannes Brahms

Sonata n. 2 in La maggiore op. 100

Ludwig van Beethoven

Sonata n. 8 in Sol maggiore op. 30 n. 3

 

Marina Chiappa

“Esplorando Mozart” alla Sapienza

Quartetto di Cremona©Nikolaj Lund

Sabato 26 gennaio 2019 alle 17.30 presso l’Aula Magna della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5) prosegue il ciclo di concerti della IUC intitolato “Esplorando Mozart” e affidato al Quartetto di Cremona, erede spirituale del mitico Quartetto Italiano ed orgoglio della musica italiana nel mondo.

Il Quartetto di Cremona prende il nome dalla città dei più grandi liutai di ogni tempo, perché In questi quattro musicisti suonano alcuni strumenti fabbricati secoli fa proprio a Cremona. I violinisti Cristiano Gualco e Paolo Andreoli suonano rispettivamente un Guadagnini del 1776 e un Testore del 1750 circa, il violista Simone Gramaglia un Torazzi del 1680 circa e il violoncellista Giovanni Scaglione un Amati del 1712: questi preziosi strumenti nati a Cremona (tranne il violino Testore) sono stati messi a disposizione del Quartetto di Cremona dal Peter Eckes Kulturfond, in considerazione del valore di questo gruppo.

Il secondo concerto del ciclo “Esplorando Mozart” è dedicato agli ultimi Quartetti del musicista salisburghese. Dopo i precedenti sei Quartetti dedicati a Haydn, scritti con una “lunga e laboriosa fatica” per impossessarsi dello stile del più anziano maestro, Mozart tornò in questi Quartetti a quella sua perfezione raggiunta con assurda facilità, che sembrerebbe prerogativa di una divinità più che di un essere umano. Tutto scorre miracolosamente privo di peso e straordinariamente luminoso. Secondo Bernhard Paumgartner, “l’approfondimento passionale e soggettivo cede qui alla folgorante chiarezza, all’estrema eleganza del porgere, alla sublime raffinatezza espressiva del canto e dell’armonizzazione”. Si ascolteranno tre di quei quattro ultimi Quartetti: Il Quartetto n. 20 in re maggiore K 499, il Quartetto n. 22 in si bemolle maggiore K 589 e il Quartetto n. 23 in fa maggiore K 590, l’ultimo in assoluto di Mozart, composto nel 1790, un anno prima della sua precocissima morte.

Fin dalla propria fondazione, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale ed è regolarmente invitato ad esibirsi nei principali festival e rassegne musicali in Europa, Sudamerica, Stati Uniti ed Estremo Oriente, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica. Tra i suoi più recenti debutti internazionali sono da ricordare Amburgo, Vancouver, Zurigo, Stoccolma, Ginevra, Madrid, Washington, Valencia e Cartagena.

Il Quartetto di Cremona è titolare della cattedra del “Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi” presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona, ed è regolarmente invitato a tenere masterclass in Europa, USA e Sud America. È testimonial del progetto internazionale “Friends of Stradivari”. Nel novembre 2015 è stato insignito della cittadinanza onoraria della Città di Cremona.

In campo discografico ha inciso l’integrale dei Quartetti di Beethoven (eseguiti anche in una lunga tournée internazionale, che ha incluso la IUC) cui sono stati assegnati importanti riconoscimenti, come il Supersonic Award, l’Echo Klassik e il premio ICMA. Nello scorso settembre ha inciso un nuovo cd dedicato a Schubert.

Sabato 26 gennaio 2019 . ore 17.30

Esplorando Mozart (II)

Quartetto di Cremona

Mozart

Quartetto n. 23 in fa maggiore K 590

Quartetto n. 22 in si bemolle maggiore K 589

Quartetto n. 20 in re maggiore K 499

 

Mauro Mariani (anche per la fotografia di Nikolaj Lund)

 

 

Lise de la Salle debutta a Roma con “Bach Unlimited”

Lise de la Salle ©Stephane Gallois 2017

Martedì 15 gennaio alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” (ingresso alla Città Universitaria da Piazzale Aldo Moro 5) si svolgerà il primo concerto della IUC per il 2019, che sarà l’occasione del debutto a Roma della trentenne francese Lise de la Salle, unanimemente considerata una delle più interessanti pianiste emergenti: ha fatto sensazione due anni fa il suo debutto a Londra – con la London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano – che, dopo i primi successi in patria, segnò la sua affermazione anche in campo internazionale. Il Washington Post ha scritto di lei: “Per gran parte del concerto, il pubblico ha dovuto ricordarsi di respirare […] L’euforia non si è placata un secondo finché le sue mani non si sono staccate dalla tastiera”.

Ora Lise de la Salle suona regolarmente con molte prestigiose orchestre in tutto il mondo, quali Chicago Symphony, Los Angeles Philharmonic, London Symphony, Deutsches Symphonie-Orchester, Orchestre National de France, Filarmonica della Scala, Orchestre National de Belgique, Filarmonica di San Pietroburgo, Tokyo NHK Symphony, collaborando con direttori quali Fabio Luisi, James Conlon, Antonio Pappano e Semyon Bychkov.

Ha inciso vari dischi: al suo cd dedicato a Liszt nel 2011 è stato attribuito il “Diapason d’Or”, oltre ad essere “Editor’s Choice” su Gramophone.

Questo concerto è intitolato “Bach unlimited”, come il suo più recente cd, in cui Lise de la Salle alterna Bach in versione originale a musiche dei secoli successive ispirate a Bach.

Inizia con il celebre “Concerto italiano” di Bach: il video in cui lo suona in un giardino ha ottenuto un altissimo indice di gradimento su youtube. Ci sono poi gli omaggi a Bach di due dei maggiori compositori francesi del Novecento: Albert Roussel, che ha scritto un “Preludio e Fuga” inconfondibilmente bachiano nel titolo ma con armonie e timbri assolutamente novecenteschi, e Francis Poulenc, che ha sorprendentemente dedicato a Bach un valzer, una brevisisma “Valse-improvisation”.

Un altro gruppo di composizioni in programma è costituito da musiche di Bach trascritte da tre grandi compositori-pianisti del passato, Franz Liszt, Ferruccio Busoni e Wilhelm Kempff. Liszt è presente nel programma sia con una propria composizione originale ispirata a Bach, la “Fantasia e Fuga sul tema BACH”, sia con una sua trascrizione pianistica di una composizione per organo di Bach, il “Preludio e Fuga BWV 543”. Di Wilhelm Kempf, che tutti ricordano come uno dei più grandi pianisti tedeschi del Novecento e che ora viene riscoperto anche come compositore di grande spessore, Lise de la Salle eseguirà la trascrizione del celebre “Siciliano” dalla Sonata per flauto e clavicembalo BWV 1031. Ma di gran lunga la più nota di questo gruppo di trascrizioni è quella della “Ciaccona”, opera di Ferruccio Busoni, una delle più geniali creazioni pianistiche del periodo tra fine Ottocento e inizio Novecento, considerata ormai un classico..

Intersecano queste musiche di e da Bach, tre brani in prima italiana del trentenne francese Thomas Enhco: “Chant nocturne” (Canto notturno), “La question de l’ange (La domanda dell’angelo) e “L’aube nous verra” (L’alba ci vedrà). Encho si muove ai confini tra classica e jazz, componendo musica che appartiene ora all’uno ora all’altro campo ma ancora più spesso mescolando questi due mondi. Sulla cresta dell’onda sia come compositore che come pianista, ha vinto nel 2017 il Grand Prix dell’Osaka International Chamber Music Competition ed è tra i giovani musicisti francesi da seguire con maggiore attenzione.

 

Mauro Mariani (anche per la foto di Stephane Gallois)

Auguri in musica

Per porgere i migliori auguri di liete feste ai nostri lettori, utilizziamo le note del violino e del pianoforte sentite al Teatro Sancarlino di Brescia, con il patrocinio della Provincia di Brescia, grazie alla performance di Celeste Di Meo e di Kwag Jongrey.

Violino e pianoforte hanno portato a Brescia ottima musica, grazie all’organizzazione A.D.I.D. Delegazione di Brescia e Donne della Grappa, in collaborazione con l’Associazione Sidus e la Distilleria Peroni Maddalena di Gussago, con la direzione artistica del maestro Silvano D’Andria, in collaborazione con Alessia Biasiolo.

Romana, sedicenne, Celeste ha incantato per la preparazione e la bravura, evidente con l’esecuzione di musiche non usuali e non facili, sottolineata dall’eccellente pianoforte di Jongrey; entrambe hanno dato alla città di Brescia quel contributo culturale che le Associazioni organizzatrici desideravano, per sottolineare la possibilità di essere e di riuscire, pur essendo giovani, pur essendo semplicemente due ragazze apparentemente uguali a qualsiasi altra.

Il messaggio dedicato al “bere bene e consapevole” ha incontrato il favore dei numerosissimi presenti, ed è giunto nel cuore di tutti, per un evento di successo, per pubblico e critica.

Ha arricchito l’evento l’artista Ivo Compagnoni che ha esposto durante il concerto i suoi artistici strumenti musicali.

 

A tutti i lettori i migliori auguri di Buon Natale!

 

La Redazione di lemienotizie.com

 

 

 

 

 

Concerto Sinfonico Corale a Genova

Venerdì 7 dicembre, alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, nell’ambito della Stagione “Spin Off”, un concerto Sinfonico Corale con l’Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice.

Sul podio, Andrea Battistoni, Direttore Principale del Teatro Carlo Felice, contemporaneamente impegnato nelladirezione di Aida, opera inaugurale della Stagione Lirica 2018-19, che sarà replicata fino al 16 dicembre.

Il programma, dedicato al Natale, ci condurrà in un suggestivo viaggio musicale che si aprirà con il brano Festival Ouverture dello stesso Battistoni, una prima esecuzione assoluta commissionata dal Teatro Carlo Felice, seguito da una serie di famosissimi braniclassici e natalizi:

White Christmas diIrving Berlin, All I want for Christmas di Walter Afanasieff,The first Noel – Anonimo, Silent night di Franz Xaver Gruber, Jingle bell rock di Joe Beat/JimBoothe, I will follow Him di FranckPourcel, Ouverture 1812 di PëtrIl’ič Čajkovskij, AdesteFideles – Anonimo, Santa Claus is coming to town di J. Fred Coots, Hallelujah di Leonard Cohen, Letitsnowdi Jule Styne, War  is over di John Lennon e l’intramontabile Jingles bells di James Pierpont.

Protagonista, la voce solista di Francess, newyorkchesedi padre Giamaicano e madre Italiana, che ha sempre posto l’arte e la musica al centro della sua vita. I produttori Mauro Isetti ed Egidio Perduca di SonicFactory hanno creduto fin da subito in lei: il team si è concentrato sulla scrittura di brani originali di respiro internazionale, con sonorità pop blues soul, nei quali la calda voce di Francess si unisce al “sound mainstream” degli arrangiamenti. Nel 2017 viene pubblicatoA Bit of Italiano, nuovo progetto discografico basato sulla reinterpretazione in lingua inglese di canzoni della tradizione musicale italiana, dagli anni trenta ad oggi, attraverso sonorità elettroniche mischiate ad atmosfere acustiche. Nell’album è presente la versione del brano “Ma se ghe penso” registrata insieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova.

Marina Chiappa

Sessant’anni dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO 24.02.2017 – TEATRO MASSIMO: TERESA VALERY, DI E CON TERESA MANNINO.
© FRANCO LANNINO / STUDIO CAMERA

Domani, martedì 4 dicembre alle 20.30 la IUC ospita nell’Aula Magna della Sapienza l’Orchestra Sinfonica Siciliana con musiche dei due compositori che segnarono il passaggio dall’Ottocento al Novecento e del più geniale rappresentante delle avanguardie del secondo dopoguerra: Mahler, Debussy e Stockhausen. Dirige il trentatreenne francese Maxime Pascal, uno dei direttori più in vista della giovane generazione, che l’anno scorso ha debuttato alla Scala di Milano, al Festival dei Due Mondi di Spoleto e all’Opera di Roma, sempre con grande successo personale: Inoltre è salito sul podio dell’Opéra di Parigi, della Tokyo Philharmonic Orchestra, del Festival di Salisburgo e di altre prestigiose istituzioni musicali. Tra i suoi impegni nei prossimi mesi figurano il ritorno all’Opera di Stato “Unter den Linden di Berlino e alla Scala. Partecipa al concerto il baritono tedesco Otto Katzameier, abitualmente ospite dei principali palcoscenici, dalla Scala di Milano alla Fenice di Venezia, dalla Staatsoper di Amburgo all’Opera “Unter den Linden di Berlino”, dal festival di Salisburgo a quello di Vienna, da Tokyo a Buenos Aires, da Tel Aviv a Hong Kong.

Ad aprire il concerto è Punkte, composto nel 1952 dal ventiquattrenne Karlheinz Stockhausen: questo brano fece nella musica di quegli anni l’effetto di un’esplosione, paragonabile solo allo scandalo del Sacre du Printemps di Stravinskij quarant’anni prima, ed è tuttora considerato una delle opere chiave dell’avanguardia musicale del dopoguerra. Basata su regole matematiche che escludevano in teoria l’espressione dell’individualità del compositore, questa musica è in realtà nata da un’intuizione quasi romantica: Stockhausen affermò infatti di essere stato affascinato dallo spazio e dalle stelle, che apparivano come singoli punti nel cielo. Questo gli ispirò la composizione di una musica fatta non di linee melodiche ma di “punti” sparsi nello spazio sonoro. Stockhausen non era totalmente soddisfatto della prima versione per piccola orchestra, che per di più risultava quasi ineseguibile per la sua difficoltà, e nel 1962 realizzò una nuova versione per grande orchestra, destinata proprio all’Orchestra Sinfonica Siciliana – che ora la porta a Roma per festeggiare i sessanta anni dalla sua fondazione – e dedicata al suo presidente Francesco Agnello.

Completano il programma Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, che trasse ispirazione da un poemetto del grande poeta simbolista francese Stephane Mallarmé, e i Lieder eines fahrenden Gesellen di Gustav Mahler, su quattro poesie del compositore stesso, che nacquero dall’infelice amore per la cantante lirica Johanna Richter.

Il concerto sarà preceduto alle ore 18.30 presso il MLAC Museo-Laboratorio di Arte Contemporanea, che ha sede nello stesso edificio dell’Aula Magna, da un incontro sulle “Settimane Internazionali di Nuova Musica” (1960-1968) di Palermo. In collaborazione con Nuova Consonanza e il MLAC, con la partecipazione di Pietro Misuraca, Marcello Panni, Franco Piperno e Claudio Zambianchi.

 

Mauro Mariani

A Brescia il talento del violino Celeste Di Meo

 

Si esibirà a Brescia il prossimo 15 dicembre, la promessa della musica classica italiana, la violinista Celeste Di Meo. A soli sedici anni vanta già un curriculum di assoluto prestigio e dimostra una notevole padronanza dello strumento.

Accompagnata al pianoforte da Kwag Jongrey, Celeste eseguirà a Brescia musiche di Prokofiev, Mozart, Brahms, de Sarasate e Wieniawsky in un concerto che sarà l’augurio di Buon Natale alla cittadinanza bresciana.

Seguici per i dettagli.

La Redazione