Il ricordo di John Lennon in Gran Guardia a Verona

Un uomo senza tempo, un artista poliforme che ha fatto la storia della musica e non solo. A 41 anni dalla morte, avvenuta l’8 dicembre 1980, Verona ricorda John Lennon, il poeta di Liverpool, cantautore, polistrumentista, paroliere e attivista, una delle personalità britanniche più importanti di tutti i tempi. L’appuntamento è per lunedì 6 dicembre alle 20.45 all’auditorium della Gran Guardia  con il concerto gratuito che vedrà protagonisti oltre 40 artisti veronesi e che sarà dedicato a tutti i musicisti scaligeri scomparsi negli anni.

L’evento è organizzato dall’associazione Pocostabile con i patrocini del Comune e dell’Università di Verona. Per partecipare è necessaria la prenotazione alla mail lennon6dicembre@gmail.com, l’ingresso sarà consentito con  super Green Pass e uso della mascherina. Sarà una serata emozionante e ricca di contenuti,  che ripercorrerà la vita dell’artista con contenuti di vario genere, dai video ai testi, dalle performance recitative all’esecuzione di brani anche inediti.

Mente e artefice del progetto è Giampaolo Rizzetto, grande giornalista e critico musicale veronese, uno tra i massimi conoscitori cittadini dei Beatles, che già l’anno scorso aveva messo in cantiere l’evento celebrativo in occasione dei 40 anni della morte di Lennon. Iniziativa slittata a causa del Covid, ma che quest’anno gli organizzatori riescono a realizzare nel rispetto di tutte le norme vigenti. Lo spettacolo ha anche l’obiettivo di dare risalto al patrimonio musicale veronese, dando spazio ad oltre 40 musicisti cittadini di grande livello e professionalità.

“John Lennon è una delle figure più memorabili del nostro secolo e che rimarrà per sempre nella storia – ha detto l’assessore Briani -. Un artista poliforme, che ha interpretato la rottura con le convenzioni del tempo, diventando lui stesso un uomo senza tempo, come la sua musica. Siamo contenti di poter realizzare questo evento, un modo anche per dare spazio ai nostri artisti”.

“Perché Lennon resta una delle figure più influenti del Novecento?- ha detto Rizzetto-. La risposta è tutto sommato semplice. Sta nell’onestà, nell’umanità dei suoi scritti; si manifesta in quel suo mettersi a nudo senza alcun timore reverenziale, uomo come tutti noi; nasce, infine da una deriva adolescenziale difficile e carica di sofferenza. Questo spettacolo è un sogno a cui lavoro da molti anni, sono davvero lieto di poterlo concretizzare e soprattutto di valorizzare il nostro ricco patrimonio musicale”.

Roberto Bolis

Tempo di Natale. Concerto al Teatro Carlo Felice di Genova

Con il concerto Tempo di Natale, in programma lunedì 6 dicembre alle ore 20.00 il Teatro Carlo Felice rende omaggio allo “spirito del Natale” in un appuntamento musicale divenuto ormai tradizione con il Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice diretto da Gino Tanasini, accompagnato al pianoforte da Enrico Grillotti. Il senso di mistero, l’atmosfera di festa, la disposizione alla gratitudine e alla generosità che, sin dall’antichità, accompagnano le celebrazioni delle festività di fine anno in varie culture, risuoneranno amplificati nei cuori delle persone grazie ai brani di compositori della tradizione colta e popolare, europei e statunitensi che concorrono a formare parte del corposo ed esteso patrimonio dei “canti di Natale”. Il concerto è anche un’occasione per ritrovare il piacere della vicinanza tra le generazioni e riportare al centro delle propria quotidianità la sacralità incantata dell’infanzia.

Procession è il brano che Benjamin Britten (1913 – 1976) volle mettere come prima perla di una bellissima ghirlanda di brani natalizi (The Ceremony of Carols – 1945) ispirata a melodie antiche, su testi di poeti inglesi di varie epoche. Il “mistero” dell’incarnazione è certamente uno dei temi fondanti del Natale nella tradizione, un tema rimanda al ruolo fondamentale della Madonna. Il tema mariano è quindi a pieno titolo un argomento natalizio: nel concerto è introdotto dal Magnificat che Franz Liszt (1881- 1886) scrisse a compimento della sua Dante-Symphonie (1857) proposta dal coro nella trascrizione originale per canto e pianoforte, anche per celebrare la ricorrenza Dantesca di quest’anno. Al XVI secolo risale invece la lauda spirituale Venitene pastori il cui testo si deve a Lucretia de’ Medici, figlia primogenita di Lorenzo il Magnifico, un vera e propria filastrocca che in qualche modo “ridipinge” il tradizionale presepio con una musica dal sapore pastorale, dall’intento edificante. Ancora legata alla tradizione popolare più recente è l’Ave Maria in sardo per eccellenza,  Deus te salvet Maria rivisitata dal coro per l’esecuzione di sole voci infantili. L’Ave Verum K 618, a sua volta realizzato nell’adattamento per coro di voci pari, è uno dei temi più noti di Wolfgang Amadeus Mozart. Il tema del ritorno alla luce si manifesta anche nei canti dedicati alla festa di Santa Lucia, il 13 dicembre – vicino al solstizio d’inverno. La  Santa martire del IV secolo, personaggio ammirato e celebrato da Dante nella sua Commedia è omaggiata con una delle melodie popolari più care alla tradizione siciliana e partenopea ma che, per affascinanti traiettorie della tradizione, è anche una delle melodia più amate in altre zone del mondo; una tra tutte la Svezia, in cui questo canto fa da sfondo a diverse cerimonie folkloristiche con la presenza di tanti bambini. E i bambini a Natale, si sa, amano immergersi nella magia della festa, nella condivisione di emozioni forti, ingrediente che è stato efficacemente presente nella lunga e fortunata saga di Harry Potter. Double trouble, eseguito nel concerto, è il visionario brano firmato da John William, che risuona nella colonna sonora del terzo capitolo della saga (Harry Potter e il prigioniero di Azkaban). Rimanendo in tema cinematografico, il famosissimo brano tratto dalla colonna sonora firmata da Rodgers e Hammesrtein (Premio Oscar nel 1966) del film The sound of music (“Tutti insieme appassionatamente”), Do, re, mi intreccia con brio melodie e controcanti costruiti sul nome delle note della scala. Segue ancora un omaggio cinematografico all’opera di un religioso, sostenitore delle qualità educative della musica, del canto e della coralità: San Filippo Neri (1511- 1595), cui la Rai nel 2010 dedicò una miniserie che aveva come protagonista Gigi Proietti, scomparso un anno fa. A quest’ultimo è dedicato così il brano dalla colonna sonora scritta da Marco Frisina Preferisco il paradiso. Al termine, un frizzante Medley di Natale scritto da Enrico Grillotti per il coro, in cui tutti i temi dei brani in programma si “sfidano”  in una gioiosa “battaglia” tra famose canzoni di Natale.

Il Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova è nato nel settembre del 2006 quale fulcro di un progetto educativo espressamente rivolto alle generazioni più giovani. Tra gli obiettivi del progetto, infatti, quello di sviluppare ulteriormente il ruolo di referente culturale del Teatro nei confronti del tessuto cittadino attraverso un coinvolgimento diretto dei giovani, ai quali offrire l’opportunità di trasformarsi, da semplici fruitori di spettacoli a loro dedicati, in veri e propri protagonisti dell’attività programmata nelle stagioni artistiche.

Grazie all’attività del coro, non solo i coristi ma anche le loro famiglie, hanno avuto modo di avvicinarsi e prendere confidenza con un’istituzione (il teatro lirico) spesso vista come distante se non, talvolta, completamente sconosciuta, ma che invece conserva in se, per sua natura, la valenza di propulsore privilegiato di valori non solo culturali ed artistici ma anche sociali. Crescere con la musica è dunque per i cantori del Coro delle Voci Bianche del teatro Carlo Felice di Genova una realtà toccata con mano: nel corso di tredici stagioni artistiche, oltre un centinaio di ragazze e ragazzi di varie età (nel coro sono coinvolti bambini a partire degli otto anni per poi arrivare a ragazze fino ai diciassette), hanno avuto l’opportunità di approfondire le proprie competenze musicali, di vivere l’esperienza di montare un allestimento lirico/sinfonico, di esibirsi al fianco di famosi interpreti, suscitando l’interesse di critica e di pubblico in diversi concerti (circa 100 esibizioni). Alcuni di questi sono stati registrati e trasmessi con diffusione nazionale da Radio Rai.

PROGRAMMA

Benjamin Britten A ceremony of Carols op.28: Procession

Franz Liszt  Dante-Symphonie S109: Magnificat

S. Razzi/Lucretia de’ Medici Venitene pastori (adattamento G. Tanasini)

Thomas Juneau Resonet in laudibus

Anonimo (tradizionale) Deus te salvet Maria (adattamento G. Tanasini)

Wolfgang Amadeus Mozart Ave Verum Corpus Kv 618

Andrea Basevi Sempre nasce un bambino

Francesco Guccini Un vecchio e un bambino (adattamento G. Tanasini)

John Williams Double Trouble

Teodoro Cottrau Santa Lucia

R. Rodgers/O. Hammerstein II  The sound of music: Do Re Mi

Marco Frisina: Preferisco il paradiso

AA.VV. Medley di canti natalizi (adattamento E. Grillotti)

Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice

Maestro del coro Gino Tanasini

Pianoforte Enrico Grillotti

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e nel circuito on e offline di Vivaticket.

N.T.S.

Ciak! Si suona!

Torna anche quest’anno il progetto culturale “Ciak si suona”, la rassegna di concerti organizzata dall’Associazione Ponte Milvio e dedicata al rapporto tra musica e cinema, ma non solo, al Teatro Ciak di Roma in via Cassia 692.

Dopo la serata inaugurale dello scorso 18 novembre, l’appuntamento è per venerdì 26 novembre con due appuntamenti, alle 19.00 e alle 21.00. Suona il Jazz Virtuoso Duo formato da Gianni Oddi al sax ed Alessandro Bonanno al pianoforte, due ben noti protagonisti del jazz italiano, uniti da una grande capacità espressiva ed improvvisativa. Oddi ha collaborato con artisti e direttori d’orchestra come Nicola Piovani, Luis Bacalov, Dizzy Gillespie, Gil Evans, Liza Minnelli e Ray Charles ed è stato tra i sassofonisti preferiti di Morricone. Alessandro Bonanno  ha una grande esperienza nell’ambito sia della musica classica che del jazz, anche come compositore/arrangiatore. Il loro concerto percorre i più celebri brani di compositori quali Gershwin, Ellington, Gillespie e D’Rivera e anche le colonne sonore di Morricone.

Il giorno seguente, sabato 27 novembre alle 21.00, si ascolteranno le canzoni tradizionali romane, affidate del Trio Lallero, formato dalla voce di Raffaela Siniscalchi, una delle più eclettiche cantanti romane, la chitarra di Massimo Antonietti e la fisarmonica di Denis Negroponte. Sarà un viaggio partecipe e appassionato nella canzone romana antica e moderna, passando da Romolo Balzani ad Armando Trovajoli e a Gabriella Ferri.

Domenica 28 novembre alle 17.30 l’Ensemble Roma Sinfonietta diretto da Enrico Lombardi proporrà un omaggio al regista Franco Zeffirelli con le musiche composte da Alessio Vlad per i suoi film Callas forever e Omaggio a Roma. Dello stesso Vlad saranno eseguite anche le musiche per L’assedio di Bernardo Bertolucci (che hanno vinto il Globo d’Oro nel 1999 per la miglior colonna sonora), per Tosca e le altre due di Giorgio Ferrara e per Nour di Maurizio Zaccaro.

“Ciak si suona” si conclude lunedì alle 29 con un doppio concerto alle 19.00 e alle 21.00. Si esibisce il duo formato da Bianca Maria Fiorito al flauto e Gian Marco Ciampa alla chitarra, due giovani e talentuosissimi musicisti, tra i migliori della giovane generazione, premiati in vari concorsi e già ben noti e apprezzati in campo nazionale e internazionale. Dal jazz al tango e alla musica per il cinema, questo concerto è dedicato ad Astor Piazzolla, Ennio Morricone e Heitor Villa Lobos. Una miscela di repertori, stili e culture di paesi lontani geograficamente ma non musicalmente 

Ingresso gratuito.

Per informazioni: infopontemilvio@gmail.cominfo@teatrociakroma.it Tel 06 33.24.92.68

Mauro Mariani 

Vivaldi e Bacalov per Roma Sinfonietta

È dedicato a Vivaldi e Bacalov il concerto di mercoledì 24 novembre alle 18 per la stagione di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).  Suoneranno il violinista Vincenzo Bolognese, il violoncellista Luca Pincini e l’Orchestra Roma Sinfoietta.

Il programma è equamente diviso tra due compositori che sembrano avere ben poco in comune ma che convivono benisismo l’uno accanto all’altro in virtù del fatto che sono due grandi compositori e che la loro musica esercita un irresistibile fascino sugli ascoltatori di oggi.

La prima parte è dedicata a tre concerti di Antonio Vivaldi, scelti al di fuori di quelli notissimi che sia ascoltano sempre: è la dimostrazione di quanto ci sia ancora da scoprire nella sterminata produzione del “Prete rosso”. Il primo è il Concerto in Do Maggiore RV 398 per violoncello, archi e basso continuo, dedicato ad uno strumento che Vivaldi amava quanto il suo violino. Nessun’altro – non solo alla sua epoca ma anche dopo di lui – ha scritto così tanti e così bei concerti per questo strumento. I motivi, i colori e il virtuosismo di questo brano non hanno nulla da invidiare ai più noti concerti per violino di Vivaldi, anzi…  Segue il Concerto grosso in la maggiore per archi: in questo genere di concerto nessuno strumento ha un ruolo protagonistico e quel che conta è il dialogo tra i vari strumenti. Il terzo brano di Vivaldi in programma è il Concerto in Si bemolle Maggiore RV 547 per violino, violoncello, archi e basso continuo, in cui i due strumenti ad arco da una parte gareggiano tra loro e dall’altra collaborano, intessendo un serrato dialogo, con varie occasioni di dimostrare il loro virtuosismo.

La seconda parte è dedicata a tre brani di Luis Bacalov. Il primo è tratto dalle musiche per il film di Michael Radford Il postino, per il quale nel 1996 il compositore italo-argentino vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora. Poi Seducción, da Assassination Tango, un film del 2002 diretto da Robert Duvall. A chiudere il concerto è Concerto grosso per violino, clavicembalo e archi, quasi una risposta moderna al concerto grosso settecentesco di Vivaldi.

Con l’Orchestra Roma Sinfonietta suonano due dei migliori strumentisti italiani, Vincenzo Bolognese al violino e Luca Pincini al violoncello.

Vincenzo Bolognese è stato premiato in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Ha suonato per le più importanti istituzioni musicali, tra cui Teatro S.Carlo di Napoli, Accademia Filarmonica Romana, Accademia di S.Cecilia, Sinfonia Varsovia, Orchestra Sinfonica di Berlino, Orchestre National du Capitol di Tolosa, Musikhalle di Amburgo, Alte-Oper di Francoforte, Maggio Musicale Fiorentino. Ha suonato inoltre in Sud America e, molto spesso, in estremo oriente. È primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

Luca Pincini è stato primo violoncello di alcuni dei maggiori teatri italiani, quali l’Opera di Roma e La Fenice di Venezia, e dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Ha collaborato assiduamente per decenni in qualità di solista con Ennio Morricone, che gli ha dedicato Monodia per violoncello solo.

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: 063236104 – info@romasinfonietta.itwww.romasinfonietta.it

Mauro Mariani

Note dal Mondo: Germania

Nel secondo concerto della serie Note dal Mondo, mercoledì 27 ottobre 2021 alle ore 20.00, il Coro del Teatro Carlo Felice di Genova diretto da Francesco Aliberti, assieme al quartetto vocale composto da Barbara Bargnesi, soprano, Carlotta Vichi, mezzosoprano, Blagoj Nacoski, tenore, Filippo Polinelli, baritono, accompagnati al pianoforte da Patrizia Priarione e Sirio Restani, si avventura alla scoperta della produzione corale europea attraverso le opere di due autori cardini della tradizione germanica, Johann Sebastian Bach,  con il Quodlibet BWV 524 e Johannes Brahms, con i Liebeslieder. Walzer op 52.  e i Neue Liebeslieder op. 65.

La Germania è uno dei cuori pulsanti della musica occidentale e in Germania, anche attraverso la speculazione filosofica la musica diventa veicolo di comprensione del mondo, che supera la dimensione del puro piacere estetico e dell’intrattenimento. È in questa prospettiva che va colto il senso della musica di autori come Bach, Beethoven, Schumann, Brahms: lamusica sa dire più delle parole, sa parlare di Dio e dell’amore, esprimendo ciò che sfugge alla struttura logica del reale e del linguaggio.

Francesco Aliberti direttore del Coro

Johann Sebastian Bach fu fine conoscitore dei segreti del contrappunto e se ne servì come strumento di costruzione formale. Ma il principio di tale costruzione sta nell’incrollabile fede, che orienta il senso di ogni attività umana. Eppure Bach fu uomo come tutti noi, un ragazzo divertente e appassionato, pur con una immensa capacità di soffrire, che amò le sue donne e seppe trascorrere con allegria e ironia i momenti belli della vita. Il Quodlibet è uno dei pochi manoscritti ancora conservati del giovane Bach. Si tratta di uno scherzo musicale a quattro voci e basso continuo, composto per il proprio matrimonio con la cugina Maria Barbara, nel quale si presenta una scanzonata compagnia di invitati e parenti che si divertono tra loro con insulti bonari e richiami a personaggi della  vita reale, con una non trascurabile parodia stilistica sullo stile tardo secentesco.

Nelle due raccolte dei Liebeslieder Walzer, elaborate su testi di Georg Friedrich Daumer in cui gli elementi della natura evocano le diverse sfumature dell’amore, la composta semplicità della musica di Brahms, che molti studiosi fanno risalire all’approfondimento del repertorio di Haendel e che è comunque riconducibile alla genuinità della danza popolare, si coniuga a momenti di crescente passione e fervente lirismo, con un tratto compositivo tipicamente modale che anticipa i colori del neomodalismo novecentesco. Cordialità, grazia e leggerezza tipiche della Hausmusik si alternano a momenti di spessore drammatico, quasi a richiamare l’inquietudine emotiva dello Sturm und Drang, per poi confluire nel brano conclusivo, composto su testo di Goethe, in una richiesta di pace e serenità all’insegna di un Amore divinizzato, autentico orizzonte di una vita degna e completa.

PROGRAMMA

 Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685- Lipsia, 1750)
Quodlibet BWV 524

 Johannes Brahms (Amburgo, 1833 – Vienna, 1897)
Liebeslieder. Walzer op. 52

 Johannes Brahms
Neue Liebeslieder op. 65

Barbara Bargnesi, soprano

Carlotta Vichi, mezzosoprano

Blagoj Nacoski, tenore

Filippo Polinelli, baritono

Maestro del coro Francesco Aliberti

Coro del Teatro Carlo Felice

 Pianoforte Sirio Restani/Patrizia Priarone

Nicoletta Tassan Solet (anche per la fotografia)

Halloween Jazz Night

Al Museo del Saxofono di Fiumicino domenica 31 ottobre 2021 è di scena il jazz sorridente di Alberto Botta & Friends. Alberto Botta, il mitologico batterista di Renzo Arbore e di “Quelli della Notte”, accerchiato dai migliori musicisti swing della capitale, proporrà un repertorio tenebrosamente frizzante e oscuramente coinvolgente, come una vera notte nera di Halloween richiede…

Jazz di qualità e tanto divertimento con i grandi capolavori di George Gershwin, Cole Porter, Irving Berlin e Duke Ellington non lesinando incursioni nei ruggenti anni ’20. Un evento volutamente confezionato per ricreare lo spirito estroverso tipico dell’epoca swing con un’atmosfera ironicamente noir.

Eclettico, spassoso, dirompente, Botta suona, fischietta, parla col pubblico, fa battute, diverte e si diverte e così si esprime a proposito. “…Il jazz da sempre è creatività, energia, feeling e nasce come musica popolare e di intrattenimento. Poi è finito nei teatri diventando qualcosa a metà tra musica classica e pop… Prima era una musica da ballare, una musica gioiosa che voleva far divertire la gente e quindi non mi vergogno di scherzare con i suoni e con il pubblico e di mischiare il jazz con l’entertainment”.

Gli spettacoli sono gestiti e organizzati nel pieno rispetto di tutte le normative anti-covid.

La prevendita è sul sito liveticket o chiamando i numeri 06 61697862347 5374953.

Alle ore 20.00, prima dell’inizio degli eventi, è prevista un apericena d’intrattenimento facoltativo.

Elisabetta Castiglioni

Da Mozart a Presley con il Quint’ètto

Per la stagione di Roma Sinfonietta mercoledì 27 ottobre alle 18.00 nell’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) suona il Quint’ètto, formato da musicisti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Questo quintetto d’archi (Rosario Genovese e Ruggiero Sfregola ai violini, Giovanni Leonetti alla viola, Francesco Di Donna al violoncello e Andrea Pighi al contrabasso) trova le sue origini nello studio del repertorio classico, unito alle esperienze personali individuali dei cinque musicisti che, pur essendo di formazione classica, hanno avuto singolarmente vaste esperienze in altri generi musicali, apportando ognuno al gruppo il proprio “ètto” di cultura. Hanno sperimentato e fatto proprio un repertorio che va dai rock sfrenati di Elvis Presley alle rielaborazioni di musiche di W.A. Mozart, passando per la musica popolare brasiliana, swing, blues, tango argentini e altri tra i brani musicali più famosi e belli scritti nel ‘900. Oggi il Quint’etto suona regolarmente per le più prestigiose associazioni concertistiche in Italia e all’estero, ottenendo un grande successo ad ogni sua performance.

Il programma dei concerti del Quint’etto è sempre “a sorpresa” , cioè viene deciso sul momento, scegliendo tra brani di ogni tipo e genere: classico rivisitato, rock , jazz, pop, melodico, tango, dance, in base alla reazione del pubblico che diventa parte attiva nel concerto, a volte in maniera determinante. La fusione dei generi è anche la fusione tra musicisti e ascoltatori, ricordando che un musicista è prima di tutto ascoltatore e il suo pubblico è musicista nel suo cuore.

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: 063236104 – info@romasinfonietta.itwww.romasinfonietta.it

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

I migliori giovani pianisti del mondo in gara a Verona

È uno dei più importanti concorsi a livello internazionale per giovani pianisti, con l’obiettivo di far conoscere e sostenere i più talentuosi interpreti del pianoforte. Da giovedì 7 a domenica 10 ottobre si svolgerà la nona edizione del ‘Verona International Piano Competition’, concorso organizzato dall’“Associazione Musicale Liszt 2011” nonché uno degli avvenimenti più importanti e attesi del panorama musicale veronese.

Saranno 35, su 66 iscritti, i giovani artisti partecipanti che hanno superato le preselezioni effettuate in modalità mista, anche in video collegamento per questioni legate alla pandemia, e che rappresentano ben ventitré i Paesi, tra cui oltre l’Italia anche la Corea del Sud, il Giappone, la Cina, Hong Kong e la Tailandia. Ad attestare il grande livello dell’edizione è inoltre la presenza tra loro di artisti che si sono già aggiudicati premi internazionali di prestigio.

Anche la giuria presente sarà composta da nomi prestigiosi come il pianista svizzero Jean-François Antonioli, il fondatore e direttore artistico della manifestazione e pianista Roberto Pegoraro, dall’argentino Daniel Rivera e dagli italiani Salvatore Spanò e Edoardo Strabbioli.

Teatro del concorso sarà la Gran Guardia, con le prove eliminatorie presso la Sala Buvette giovedì 7 e venerdì 8 dalle ore 13.30 alle 19. Sabato 9, dalle 10 alle 19, otto pianisti disputeranno le prove semifinali presso l’Auditorium, da cui usciranno i tre finalisti che si contenderanno la vittoria finale domenica 9 ottobre alle ore 17.

Il concorso è sostenuto dal Comune di Verona, dalla Fondazione Cattolica, dalla Regione Veneto, AGSM-AIM e Valpolicella Benaco Banca. Da quest’anno inoltre è riconosciuto dall’Unione Europea, che gli ha assegnato l’egida di evento “Sotto l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo”.

Per informazioni www.concorsopianisticoverona.com e/o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica press@concorsopianisticoverona.com


Roberto Bolis

La festa degli orti a Ferrara

Un concerto con un “repertorio ricco di emozioni” quello che la Filarmonica di Tresigallo propone per domenica 3 ottobre 2021 alle 16 al Centro sociale Il Parco (via Canapa 4, Ferrara) nel contesto della “Festa degli orti” con ingresso a offerta libera da devolvere a favore della Fondazione Ado onlus che si occupa dell’assistenza domiciliare oncologica. La storica orchestra Filarmonica di Tresigallo è composta da una quarantina di elementi e si esibirà in un repertorio vario, con arrangiamenti di musica pop, brani tipici per bande e qualche brano di disco music.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Ferrara, è stata presentata venerdì 1 ottobre nella residenza municipale. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti l’assessore alle Politiche sociali Cristina Coletti, la presidente Fondazione Ado Onlus Gisella Rossi, l’operatrice e musicista della Filarmonica di Tresigallo Roberta Fogli Iseppe Cavalieri e il presidente del Centro di promozione sociale Il Parco Gian Paolo Chiodi.

“Un’iniziativa molto coinvolgente, in cui si attiva al meglio quella sinergia tra diverse realtà del territorio – ha sottolineato l’assessore Cristina Coletti – che sono tutte impegnate nell’ambito sociale e che trovano nella ‘Festa degli orti’ l’occasione per mettere in campo le migliori energie di ciascuno. La mia presenza alle iniziative di Ado è costante, perché è un punto di riferimento importante per il territorio, con un’attenzione socio-sanitaria fondamentale”.

Il concerto – come hanno spiegato la presidente Fondazione Ado Gisella Rossi, insieme con Roberta Fogli Iseppe Cavalieri della Filarmonica di Tresigallo e con il presidente del Centro di promozione sociale Il Parco Gian Paolo Chiodi – segnerà il culmine della giornata dedicata alla “Festa degli orti”, che si aprirà domenica 3 ottobre 2021 alle 12.30 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Com’era il Centro e… com’è ora”, seguita dal buffet e quindi dal grande concerto all’aperto, sul palco del giardino di via Canapa, con la Filarmonica di Tresigallo e un repertorio pensato per coinvolgere in una chiave più leggera il pubblico con evocazioni pop, bandistiche e ritmate.

Concerto con ingresso a offerta libera e richiesta di green pass. 

La Filarmonica di Tresigallo è una realtà storica e importante: nata nel 1853, si è consolidata passo dopo e passo e vive da quasi centosettant’anni grazie all’impegno, passione e dedizione dei suoi componenti, spinti dalla grande e comune passione per la musica e per il proprio territorio. Passione sfociata, nel 1976, nell’istituzione della Scuola di Musica di Tresigallo, oggi Associazione Musicale Arianna Alberighi – Scuola di Musica Filarmonica di Tresigallo. La Scuola di Musica conta oggi circa 150 allievi distribuiti su 13 corsi musicali e può vantare la costituzione di una formazione giovanile che funge da vivaio e trampolino per la più blasonata Filarmonica.

La Filarmonica di Tresigallo, formazione dell’omonima Scuola di Musica, è un’orchestra di fiati composta da circa quaranta elementi che propone un repertorio che spazia da composizioni originali per banda da concerto alle musiche da film, dalla tradizione swing delle Big Band degli anni ’30 ad arrangiamenti per strumenti solisti e orchestra.
La grande caparbietà dei volontari che ruotano attorno all’associazione permette ad essa di essere un esempio di tradizione e motivazione. Ogni occasione è quella giusta per fare musica e concertare, nel giusto spirito comunitario che è stato motore di questa meravigliosa realtà tresigallese dal 1863 ad oggi. Anche per fare del bene e aiutare gli altri, come confermato dall’esibizione del 3 ottobre a sostegno della Fondazione ADO.

Programma del concerto di domenica 3 ottobre 2021 ore 16
–  Fofxfire (Ed Huckeby)
–  Copacabana (Manilow-De Mey)
–  A tribute to Nino Rota (Arrangiamento: Lorenzo Bocci)
–  Abba on Broadway (Arr. Michael Brown)
–  Coldplay on stage (Arr. Michael Brown)
–  Clark County Celebration (James Swearingen)
–  Oye Como va (Tito Puente – Arr. Michael Brown)
-The Blues Brothers Reveue (Jay Bocook)
–  Queen in concert (Jay Bocook)
–  Happy (Pharrell Williams – Arr. Michael Brown

Ingresso a offerta libera con green pass.

Alessandro Zangara

Le quattro stagioni a Genova

Dopo Mozart l’italiano, in cartellone lo scorso giovedì 16 settembre, un secondo appuntamento musicale del Teatro Carlo Felice porta alla scoperta di nuovi e diversi prospettive sull’incontro tra la musica di Mozart e quella di Vivaldi, domenica 26 settembre 2021 alle ore 11.00 nel primo Foyer del Teatro. Assieme agli archi dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Giovanni Battista Fabris, primo violino di spalla, in veste di violino solista e concertatore esegue il giovanile Divertimento in re maggiore K. 136 di Wolfgang Amadeus Mozart seguito da Le quattro stagioni op. 8 di Antonio Vivaldi, tra i massimi capolavori del Prete Rosso, il cui successo ha eclissato per lungo tempo tutta la restante opera del prolifico compositore veneziano.

Fabris

Il concerto sarà seguito da un informale aperitivo, incluso nel prezzo del biglietto.

Scritto sul finire del 1771 al rientro dei primi due viaggi italiani, che condussero il giovane Mozart a visitare estensivamente il Bel Paese, da Rovereto a Verona, a Milano, a Bologna, fino a Roma e a Napoli, il Divertimento in re maggiore K. 136 testimonia della consapevolezza formale già raggiunta dal compositore all’alba del suo sedicesimo compleanno. All’interno della forma galante del divertimento, di cui mantiene ed esalta il garbo con brillante disinvoltura, Mozart tratteggia un componimento dal respiro sinfonico – forse, pragmaticamente pensato per essere sviluppato in tale direzione, in futuro  – e caratterizzato da temi di grande efficacia lirica, che anticipano i tratti melodici ed espressivi delle arie che da lì a poco avrebbe concepito e destinato al teatro d’opera. Si delinea così, già in queste note, quella vis teatrale tipicamente mozartiana che, di sicuro, risentì dell’influenza italiana esercitata sul compositore da Paisiello, Piccini, Corelli, Tartini e, per il loro tramite, da Vivaldi, che Mozart con ogni probabilità non ebbe la possibilità di ascoltare.

Collocati a introduzione della raccolta di concerti intitolata Il cimento dell’armonia e dell’inventione, data alle stampa nel 1725, i quattro concerti che compongono le Quattro stagioni vivaldiane sono di composizione anteriore, come sotteso da Vivaldi nella sua dedica al Conte Wenzel von Morzin, dove specifica inoltre che ciascuno dei quattro concerti sarà accompagnato da un sonetto (si ritiene di composizione dello stesso Vivaldi), cui le lettere maiuscole annotate sulla partitura rimandano, oltre che da alcuni commenti espliciti su ciò che la musica cerca di illustrare.

Quella delle Quattro stagioni è una musica dai forti contrasti drammaturgici, sia nelle dinamiche, nell’alternanza tra “forti” e “piani”, sia nell’alternanza tra “ripieno“ e “concertino” come prescritto dalla forma del concerto grosso barocco, che in Vivaldi anticipa i tratti del concerto solistico classico: già a partire dalla Stravaganza il concertino è rappresentato da un violino solista e la forma del concerto, a partire dalle Quattro stagioni, si cristallizza nella sua struttura in tre movimenti, con l’alternanza di movimenti lenti e vivi, questi ultimi in particolare nella forma con ritornello. L’abbondanza di contrasti caratterizza sia i movimenti lenti sia i movimenti rapidi di ciascun concerto in cui, nel bel mezzo di una cascata di sedicesimi, irrompono momenti di sospensione di forte impatto teatrale.  A stregare il pubblico, da sempre, è il ricorso frequentissimo alla mimesi, che permette di “riconoscere” lungo l’intera composizione il suono degli uccelli, la pioggia, il vento o la pesantezza di una calda estate.

PROGRAMMA

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

Divertimento in re maggiore K. 136

Allegro

Andante

Presto

Antonio Vivaldi (1678 -1741)

Le quattro stagioni op. 8

Concerto n. 1 in mi maggiore, op. 8, RV 269 (La primavera)

I. Allegro – Largo e pianissimo sempre – Allegro pastorale

 Concerto n. 2 in sol minore, op. 8, RV 315 (L’estate)

I. Allegro non molto  –  II. Adagio e piano – Presto e forte –  III. Presto

Concerto n. 3 in fa maggiore, op. 8, RV 293 (L’autunno)

I. Allegro – II. Adagio molto – III. Allegro

Concerto n.  4 in fa minore, op. 8, RV 297 (L’inverno)

I. Allegro non molto – II. Largo – III. Allegro

Nicoletta Tassan (anche per la fotografia)