TrentinoInJazz 2014: Claudio Fasoli Four!

Claudio Fasoli 03 - Ph. Edward RozzoSecondo concerto del mese di agosto per il cartellone del TrentinoInJazz 2014, che prosegue dopo gli esordi di luglio e si svilupperà tra valli e città fino a dicembre. Martedì 5 agosto a Pozza di Fassa (TN) il quartetto guidato da uno dei più autorevoli e carismatici sassofonisti europei: Claudio Fasoli!

Fasoli è una figura molto assidua al TrentinoInJazz: già presente con il Samadhi Quartet a Taio lo scorso 23 luglio, Fasoli arriva in Val di Fassa con il suo quartetto Four, ovvero Michele Calgaro (chitarra elettrica), Lorenzo Calgaro (contrabbasso) e Gianni Bertoncini (batteria). Il Quartetto ha all’attivo due cd e una serie di prestigiosi concerti in festival e club grazie ai quali la band è stata considerata tra le più innovative degli ultimi tempo. Il quartetto del leggendario fiatista milanese – che in tanti ricordano con l’esperienza gloriosa del Perigeo negli anni ’70 – propone musica del leader, integrata da ambienti sonori acustici e suggerimenti pervasivi di carattere elettronico.

Dopo l’edizione di svolta del 2013, che ha convogliato sotto un’unica denominazione quattro rassegne che prima operavano separatamente (Sonata Islands, NonSole Jazz, Valsugana Jazz Tour e Lagarina Jazz), quest’anno il TrentinoInJazz rafforza l’unitarietà resistendo alla crisi e offrendo un cartellone corposo e variegato, puntando sulle diverse espressioni del jazz contemporaneo, con nomi italiani e stranieri nelle consuete location di sogno della provincia di Trento. Entusiasta e positiva Chiara Biondani, presidente dell’Associazione TIJ: “Anche nel 2014 TrentinoInJazz conferma la sua vocazione a farsi rete, ribadendo l’unione di quattro festival con una storia importante e rilanciando il miglior antidoto alla crisi del settore musicale: un lungo cartellone, ingressi gratuiti e serate a “prezzo simbolico”, proposte jazz per tutti i gusti, un’attenzione speciale da parte delle istituzioni pubbliche trentine per il turismo e la cultura declinati in musica”.

Synpress44

 

Deltaplano, parapendio e rapaci

E’ stata pubblicata in internet l’anteprima (trailer) di un documentario naturalistico e sportivo che presenta al pubblico la vita di una specie maestosa di rapaci, i grifoni europei, in maniera assolutamente inedita ed innovativa, cioè ripresi dal deltaplano o dal parapendio.

Questi due mezzi di volo libero sono la chiave interpretativa per scoprire il mondo aereo di questi uccelli che raggiungono un’apertura alare di 2,8 metri. Il progetto si propone di salvaguardare la specie facendola conoscere ad un pubblico vasto e valorizzare un bene naturale dei nostri territori. I piloti di deltaplano e parapendio hanno il privilegio di condividere con gli uccelli il medesimo ambiente e lo stesso metodo di volo, decollando da un pendio montano, volteggiando sopra le creste, planando nell’aria o volando per centinaia di chilometri. Il tutto in modo ecologico, senza rumore di motori, guadagnando quota trasportati dalle masse d’aria ascensionali create dall’irraggiamento solare del suolo, le cosiddette termiche. Il pilota di volo libero è, quindi, in grado di avvicinare e farsi avvicinare dai volatili che lo riconoscono come loro simile. Entrambi sono inseriti in modo naturale nello stesso ambiente e sottostanno ad identiche leggi nell’affrontare il volo.

Promotore dell’interessante iniziativa è il triestino Davide Finzi Carraro, quarant’anni, da ventidue pilota di deltaplano e parapendio, membro dell’associazione Ali Libere di Gemona del Friuli (Udine), nella vita progettista di droni.

I grifoni sono di casa in un triangolo che va dalla riserva naturale del Cornino, dall’omonimo lago, dove già da anni è in corso un progetto di conservazione e reintroduzione della specie, passando da Tolmin in Slovenia, fino all’isola di Cherso in Croazia. In questo vasto territorio il deltaplano di Davide Carraro segue il volo dei grifoni allo stato selvaggio, percorre in formazione con i rapaci lunghi tratti delle loro rotte migratorie, ed il pilota li osserva da un punto di vista privilegiato, ala ad ala. Questo stretto contatto in volo, con l’ausilio dell’interpretazione del pilota, consente di seguire e riprendere gli uccelli veleggiatori in un modo che altrimenti non sarebbe possibile e può dare ai ricercatori informazioni e spunti per studiarne il comportamento e l’intelligenza. Il documentario ci dice che l’avventura è sopra le nostre teste, a portata di mano, basta alzare lo sguardo. Seguendo il volo dei grifoni, il filmato descrive il loro modo di vivere, di interpretare l’aria, di saper scegliere dove andare e perché.

Oltre al seguito di questa straordinaria avventura, Davide Finzi Carraro pensa di organizzare degli “Air Safari”, cioè portare con lui in volo studiosi e turisti che vogliono condividere l’esperienza insieme ai grifoni.

Gustavo Vitali

Il Giardino della Biodiversità. Nuova sezione dell’Orto Botanico di Padova

Dal prossimo 16 settembre aprirà al pubblico il Giardino della Biodiversità, nuova ampia ed innovativa sezione dello storico Orto Botanico dell’Università di Padova. La nuova area, grazie alle avanguardistiche serre, conferma e amplia la vocazione dell’Orto alla conservazione delle biodiversità. Solo il 10% delle specie vegetali presenti sulla Terra è conosciuto, mentre si stima che ogni giorno si estinguano centinaia di specie mai conosciute. L’antico Orto pativino, il più antico del mondo, Patrimonio dell’Umanità, dal lontano 1545 ha visto passare dai suoi cancelli semi di piante all’epoca sconosciute in Italia e in Europa e poi da qui diffuse nel continente sino a diventare comuni: la patata, il sesamo, il girasole, tra le molte. Tuttora, al riparo delle sue antiche mura, vegetano specie rare, altrove minacciate d’estinzione e altre già scomparse in natura. Le serre del Giardino della Biodiversità sono una ideale sezione del pianeta Terra, dall’Equatore ai Poli, dalle foreste più fitte ai territori desertici, alle paludi ricche di ninfee e altre meravigliose essenze. Il tutto nel cuore di Padova, tra l’antico Orto tuttora conservato e le Basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina. Al di là della ricchezza e spettacolarità delle collezioni botaniche che vi si possono conoscere, il nuovo Giardino della Biodiversità si presenta unico al mondo per l’innovazione dell’impianto, per la totale autosufficienza di acque e energia, per e soluzioni tecnologiche qui sperimentate anche con il concorso della Nasa. In riconoscimento di questo progetto e della lunga storia che l’Ateneo di Padova vanta nella diversa conoscenza delle biodiversità nel mondo vegetale, è nata anche una partnership con EXPO 2015 che ha offerto uno spazio espositivo all’ateneo e all’Orto botanico nel Padiglione Italia.

Carla Menaldo

Premio Cinema e Diritti Umani

“Mamma, io ti uccidero’” (Russia, 2013), documentario sulle case famiglia e gli ospedali psichiatrici russi della regista Elena Pogrebizhskaja, e’ l’opera premiata da Amnesty International Italia alla 50esima edizione della Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro. La giuria del premio “Cinema e diritti umani”, giunto quest’anno all’ottava edizione, presieduta dall’attrice, scrittrice e testimonial Isabel Russinova (e di cui hanno fatto parte anche la critica cinematografica Dina D’Isa, il produttore Rodolfo Martinelli Carraresi e Riccardo Noury, portavoce per l’Italia dell’organizzazione per i diritti umani), ha espresso questa motivazione: “Pur conducendo il racconto con rigore e asprezza, ‘Mamma, io ti uccidero’’ riesce a restituire tutta la tragica, drammatica verita’ sulla condizione dei bambini e adolescenti ospiti delle case famiglia. Il racconto ci trascina dentro l’anima dei giovani protagonisti, ci fa sentire tutta l’angoscia e il dolore patiti da vite innocenti costrette, per colpe non commesse, a vivere l’inferno senza possibilita’ di riscatto, tra l’indifferenza, l’opportunismo, la freddezza, la crudelta’ di una societa’ che in realta’ li ha gia’ dimenticati. Il ricovero in ospedale psichiatrico come mezzo di punizione per i ‘ribelli’ richiama alla memoria l’uso repressivo della psichiatria ai tempi dell’Unione sovietica”. La giuria del premio “Cinema e diritti umani” ha anche voluto segnalare con una menzione il film “The fall from heaven” (Turchia-Italia, 2013) di Ferit Karahan, per la forza delle immagini e la capacita’ di narrare il conflitto curdo-turco dalla parte delle persone, senza ideologia o giustificazione per la lotta armata o per la repressione.

Amnesty International Italia

In Ucraina rapimenti e torture

Amnesty International ha raccolto prove chiare e convincenti di pestaggi selvaggi e altre torture inflitte ad attivisti, manifestanti e giornalisti nell’Ucraina orientale negli ultimi tre mesi. Un nuovo briefing “Rapimenti e torture in Ucraina orientale” descrive i risultati di una missione di ricerca a Kiev e nell’Ucraina sud-orientale nelle ultime settimane. Documenta le accuse di rapimenti e torture perpetrate da gruppi armati separatisti e forze pro-Kiev. “Con centinaia di rapiti negli ultimi tre mesi, e’ giunto il momento di fare il punto su quanto e’ successo, e fermare questa pratica aberrante in corso”, ha dichiarato Denis Krivosheev, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa e l’Asia centrale. “La maggior parte dei rapimenti e’ stata perpetrata dai separatisti armati, con le vittime spesso sottoposte a pestaggi rivoltanti e torture. Vi sono anche prove di un minor numero di abusi da parte delle forze pro-Kiev “. Non esistono dati completi o affidabili sul numero di rapimenti, ma il ministero dell’Interno ucraino ha riferito circa 500 casi tra aprile e giugno 2014. La Missione delle Nazioni Unite di monitoraggio dei diritti umani per l’Ucraina ha registrato 222 casi di rapimenti negli ultimi tre mesi. Amnesty International ha incontrato anche vari gruppi di auto-aiuto ad hoc che hanno raccolto dettagli sul numero crescente di rapimenti. Al gruppo di ricerca e’ stato fornita una lista di oltre 100 civili che sono stati fatti prigionieri. Nella maggior parte dei casi sono emerse accuse di tortura. I rapimenti hanno avuto luogo in tutta l’Ucraina orientale, nelle regioni di Donetsk e Luhansk. Tra coloro che sono stati presi di mira figurano non solo la polizia, le forze armate e funzionari locali, ma anche giornalisti, politici, attivisti, membri delle commissioni elettorali e uomini d’affari. “Ora che le forze pro-Kiev stanno ristabilendo il controllo su Slavyansk, Kramatorsk e vari altri luoghi nell’Ucraina orientale, quasi quotidianamente vengono rilasciati nuovi prigionieri, cresce il numero di casi inquietanti. E’ ora che questi siano meticolosamente documentati, i responsabili siano consegnati alla giustizia e le vittime risarcite”, ha affermato Denis Krivosheev. Attivisti pro-ucraina presi di mira Hanna, un’attivista pro-ucraina, ha raccontato ad Amnesty International come e’ stata rapita da uomini armati nella citta’ orientale di Donetsk il 27 maggio. E’ stata trattenuta per sei giorni prima di essere liberata in uno scambio di prigionieri. Ha descritto ad Amnesty International il suo brutale interrogatorio. “Mi hanno fracassato il viso, lui mi ha dato un pugno in faccia, ha cercato di colpirmi ovunque, mi coprivo con le mani … ero rannicchiata in un angolo, raggomitolata con le mie mani intorno alle ginocchia. Era arrabbiato che stavo cercando di proteggermi. E’ uscito ed e’ tornato con un coltello “. Hanna ci ha mostrato le cicatrici su collo, braccia e gambe, dove e’ stata ferita con la lama: c’e’ una coltellata al ginocchio, il suo indice destro e’ ancora saldamente fasciato in una stecca di plastica. Ha anche descritto che chi la interrogava le ha fatto scrivere uno slogan separatista sul muro, con il suo stesso sangue. Detenuti a scopo di riscatto Mentre la maggior parte dei rapimenti sembrano avere una motivazione “politica” vi e’ prova evidente che i rapimenti e le torture siano utilizzati da gruppi armati per intimorire e controllare le popolazioni locali. Le persone sono state rapite anche a scopo di riscatto. Sasha, un attivista diciannovenne pro-ucraino, e’ fuggito a Kiev dopo essere stato rapito dai separatisti sotto la minaccia delle armi a Luhansk. Ha detto di essere stato picchiato ripetutamente per 24 ore. “Mi hanno picchiato con i pugni, con una sedia, con tutto quello che riuscivano a trovare. Mi hanno spento sigarette sulla gamba e mi hanno dato scariche elettriche. E’ andato avanti per cosi’ tanto tempo. Non sentivo piu’ niente, sono solo svenuto”, ha raccontato ad Amnesty International. E’ stato alla fine rilasciato dopo che suo padre ha pagato un riscatto di 60.000 dollari. Abusi da parte delle forze pro-Kiev Mentre la stragrande maggioranza delle accuse di rapimento e tortura e’ mossa contro i gruppi di separatisti pro-russi, anche le forze pro-Kiev, inclusi i gruppi di autodifesa, sono state implicate nel maltrattamento dei prigionieri. Il gruppo di ricerca di Amnesty International ha viaggiato da Kiev al porto sud-orientale di Mariupol che e’ passato sotto diverso controllo due volte negli ultimi due mesi. Il 13 giugno le forze ucraine hanno preso di nuovo il controllo della citta’ da un gruppo armato che si fa chiamare Repubblica Popolare di Donetsk (Dnr). Un funzionario del governo locale di Mariupol, che ha voluto restare anonimo, ha raccontato ad Amnesty International di aver sentito un combattente prigioniero separatista lamentarsi dal dolore inferto dalle forze pro-Kiev che a quanto pare stavano cercando di estorcergli informazioni sui separatisti. In un altro caso, un ragazzo di 16 anni, Vladislav Aleksandrovich e’ stato rapito dopo aver postato i video di precedenti operazioni di polizia a Mariupol il 25 giugno 2014. In un video pubblicato dopo il suo rilascio il 27 giugno, Vladislav appare seduto dietro un uomo con il volto coperto e in uniforme mimetica. L’uomo aveva una mano sulla testa di Vladislav e sta minacciando lui e “tutti gli altri” che mettevano in pericolo l’unita’ dell’Ucraina con rappresaglie. In una successiva intervista video, Vladislav sostiene di essere stato torturato, colpito con il calcio del fucile nella schiena, preso a pugni e costretto a scrivere una “dichiarazione al popolo ucraino”, e a gridare slogan nazionalisti pro-ucraini. “A Mariupol ne’ la polizia ne’ l’esercito sono stati visti in alcun posto durante la nostra visita. C’era un vuoto totale di autorita’ e sicurezza, con la paura di rappresaglie, rapimenti e tortura pervasiva tra la gente”, ha evidenziato Denis Krivosheev. “E’ riprovevole che stiamo assistendo ad una escalation di rapimenti e torture in Ucraina. Tutti gli attori di questo conflitto armato devono liberare immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri ancora detenuti in violazione di legge, e garantire che fino al loro rilascio siano protetti dalla tortura e altri maltrattamenti”. Amnesty International chiede al governo ucraino di creare un unico e regolarmente aggiornato registro di casi di episodi di rapimento segnalati, e di indagare in maniera esauriente e imparziale ogni accusa di uso illegale della forza, maltrattamenti e torture.

Amnesty International Italia

TrentinoInJazz 2014: Gamma3!

Gamma 3-trentinojazz

Martedì 29 a Canazei serata tutta black con i Gamma 3: Kenn Bailey (voce, sax), Michele Bonivento (organo hammond) e Francesco Casale (batteria) sono un trio esplosivo che unisce lo stile personalissimo del sassofonista alla ritmica travolgente dei due colleghi. I Gamma 3 catturano immediatamente il pubblico grazie a un sound accattivante, moderno, alla loro capacità esecutiva e profonda intesa musicale. Una voce unica e ricca di soul, sorprendenti bass-line, ritmiche esplosive e armonie Jazzy, per uno show emozionante e indimenticabile.

Dopo l’edizione di svolta del 2013, che ha convogliato sotto un’unica denominazione quattro rassegne che prima operavano separatamente (Sonata Islands, NonSole Jazz, Valsugana Jazz Tour e Lagarina Jazz), quest’anno il TrentinoInJazz rafforza l’unitarietà resistendo alla crisi e offrendo un cartellone corposo e variegato, puntando sulle diverse espressioni del jazz contemporaneo, con nomi italiani e stranieri nelle consuete location di sogno della provincia di Trento. Entusiasta e positiva Chiara Biondani, presidente dell’Associazione TIJ: “Anche nel 2014 TrentinoInJazz conferma la sua vocazione a farsi rete, ribadendo l’unione di quattro festival con una storia importante e rilanciando il miglior antidoto alla crisi del settore musicale: un lungo cartellone, ingressi gratuiti e serate a “prezzo simbolico”, proposte jazz per tutti i gusti, un’attenzione speciale da parte delle istituzioni pubbliche trentine per il turismo e la cultura declinati in musica”.

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S-ciapi de emossioni

Raccoglie in un volume le sue emozioni, la poetessa veronese Anna Maria Lavarini, capace in liriche snelle, chiare, dense di carica emotiva, di trasmettere le sue illuminanti acquerellate di interiorità con una freschezza che denota l’età anagrafica soltanto per i contenuti. Narra di storie passate, di bambini, di figli e nipoti, ma soprattutto del suo amore, diviso tra quello per il marito, compagno di vita e di emozioni, e per la Poesia, suo sfogo e sua migliore amica, compagna di sé, quando è sola con se stessa.

La sua naturale voglia di comunicare la porta a racchiudere in pagine i suoi pensieri, spesso “buttati giù” senza freno e senza volontà di dare loro forma, fino a quando se li ritrova davanti agli occhi come piccole creature che non possono fare a meno di andare per il mondo e comunicare anche ad altri il loro modo di voler essere. La poesia di Anna Maria vuole essere, infatti. Malgrado la naturale predisposizione che non fa essere razionale il percorso creativo, la Poetessa desidera ardentemente dividerlo con gli altri, in modo che il circolo di amicizia si allarghi e diventi universale, come lo sono i suoi versi.

Anche per questo appartiene a due circoli culturali , il Club dei Poeti Dialettali del Legnaghese e il gruppo Insiemepoesia di Caldezzano.

In ogni caso, la raccolta di liriche spazia vari argomenti, con versi ricercati per il suono armonico delle parole: Lavarini ha come caratteristica principale proprio il suono delle sillabe, con la ricerca di termini connotati in dialetto veronese che sappiano soddisfare la cadenza tipica del dialetto veneto ma che, soprattutto, sappiano trasmettere quella musicalità intrinseca senza la quale la poesia non esiste. Oltre a questo, le poesie sono significative per la carica sognante di cui sono proprie e che accompagna il lettore in un mondo magico, dove la Natura impera e dove gli esseri umani sono sagome che la completano, in una meraviglia che Lavarini ancora non ha finito di scoprire e che ancora non finisce di stupirla. Così con le sue poesie le sagome acquistano capacità di parola e illuminano la scena di suoni nuovi: “’Na folada de versi sa infilà de ficheton/ drento de mi … I è parole, a olte bele e dolse,/ a olte inrabiade, amare/ …’n arco de violin che me fa vibrar,/ vivar e sognar… a oci verti”, che interpretano la solita vita di tutti i giorni con una carica di colori così ottimista da essere contagiosa.

Anna Maria Lavarini scrive se stessa e non c’è differenza tra quello che si legge e la sua persona, solare e partecipativa anche quando deve fare tacere le sue emozioni più amare. Un libro che si legge con leggerezza e che apre un orizzonte dove gli arcobaleni si intrecciano e creano nel lettore nuova capacità di parola. Da leggere.

Anna Maria Lavarini: “S-ciapi de emossioni”, Edizioni Stimmgraf, San Giovanni Lupatoto, 2013

Alessia Biasiolo

TrentinoInJazz tra Moena, Cles e Levico Terme

Sonata Islands-Trentinojazz 25 luglioUn eccezionale venerdì 25 luglio per il TrentinoInJazz 2014: tre proposte per la giornata numero dieci della ricca rassegna partita l’11 luglio, che si svilupperà nelle valli del Trentino e a Trento fino a dicembre. Si parte il primo pomeriggio a Moena con Everything But The Name: Sara Picone (voce), Dario Defrancesco (voce), Matteo Rossetto (chitarra) e Stefano Pisetta (tastiere), tra i migliori musicisti del panorama trentino, propongono un repertorio dedicato ai Classici del pop-rock, rivisitato in chiave funk-jazz.

Alle 21 a Levico Terme nuova tappa del Valsugana Jazz Tour con la FaRe Jazz Big Band: è un’affiatata orchestra jazz diretta da Stefano Colpi, nata nel 2004 come espressione di un laboratorio didattico iniziato all’interno del Valsugana Jazz Tour, e coinvolge musicisti trentini della Valsugana e della Valle dell’Adige in gran parte non professionisti. FaRe Jazz Big Band ha partecipato al Festival Jazz di Bolzano “Jazz & other”, al Dolomiti Ski Jazz e all’edizione 2013 del TrentinoInJazz, suonando spesso con ospiti solisti sia in concerti in Italia che in Austria.

A Cles invece, alla stessa ora, Sonata Islands in versione quartetto (Cristina Renzetti voce/Emilio Galante flauti/Michele Francesconi pianoforte/Gabriele Zanchini fisarmonica) con il suo inconfondibile avant-jazz e lo spettacolo Relendo Villa-Lobos. Si tratta di una rilettura in chiave moderna e jazzistica dell’opera del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos, con riarrangiamenti delle sue composizioni, brani originali dei musicisti del gruppo ispirati alle sue melodie e brani di alcuni grandi autori della musica brasiliana come Tom Jobim e Guinga, suoi diretti discepoli. Tutto ciò a cavallo tra Brasile e Europa, folklore sudamericano e musica colta.

Dopo l’edizione di svolta del 2013, che ha convogliato sotto un’unica denominazione quattro rassegne che prima operavano separatamente (Sonata Islands, NonSole Jazz, Valsugana Jazz Tour e Lagarina Jazz), quest’anno il TrentinoInJazz rafforza l’unitarietà resistendo alla crisi e offrendo un cartellone corposo e variegato, puntando sulle diverse espressioni del jazz contemporaneo, con nomi italiani e stranieri nelle consuete location di sogno della provincia di Trento. Entusiasta e positiva Chiara Biondani, presidente dell’Associazione TIJ: “Anche nel 2014 TrentinoInJazz conferma la sua vocazione a farsi rete, ribadendo l’unione di quattro festival con una storia importante e rilanciando il miglior antidoto alla crisi del settore musicale: un lungo cartellone, ingressi gratuiti e serate a “prezzo simbolico”, proposte jazz per tutti i gusti, un’attenzione speciale da parte delle istituzioni pubbliche trentine per il turismo e la cultura declinati in musica”.

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Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma. Sguardo al futuro

La Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, prevista a Palazzo Venezia dal 1° al 6 Ottobre prossimi, e giunta alla sua nona edizione, inserendosi nel periodo della presidenza italiana del semestre europeo, si presenta in una veste tutta nuova che si focalizza su alcuni punti cardine: eccellenza, internazionalizzazione, innovazione. La novità più importante rispetto alle edizioni precedenti è sicuramente una selezione molto più rigida di espositori ed opere per assicurare ai visitatori una mostra di qualità elevatissima caratterizzata da oggetti rari e ricercati, adatti a collezionisti e antiquari più esigenti. L’allestimento si adatterà a questa nuova filosofia concedendo agli espositori spazi più ampi che permettono di dare la giusta importanza ad ogni opera esposta. La Biennale vuole anche garantire ai propri espositori un pubblico capace di apprezzare l’eccellenza della mostra e per questo ha deciso di allargare i propri orizzonti in ambito internazionale coinvolgendo, attraverso inviti diretti e azioni di comunicazione mirate, un target di alto profilo proveniente da tutta Europa e dai principali mercati extra-europei. In quest’ottica, inoltre, l’organizzazione della Biennale si sta già muovendo per assicurare il certificato di libera circolazione alle opere in mostra già prima dell’apertura del 1° Ottobre, comportando così maggiore semplificazione all’acquisto delle opere da parte della clientela estera. Grande spazio verrà dedicato all’innovazione tecnologica: il rinnovato sito web si affianca all’attivazione di una app realizzata ad hoc per la Biennale che, attraverso un sistema di QR code, renderà accessibile da telefonino, tablet e pc, in mostra ed online, tutte le informazioni relative a ciascuna opera esposta. Una novità assoluta in Italia, frutto della collaborazione con ArtNetWorth. Associato alla mostra di antiquariato, inoltre, un percorso fotografico permetterà ai visitatori di riscoprire la trasformazione dell’antico Palazzo di Venezia in Museo Nazionale, la sua genesi attraverso gli allestimenti degli anni 20 e 30, grazie alle immagini provenienti dai rari e preziosi scatti del Fondo Hermannin, ancora conservati presso l’Archivio Fotografico della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma. La Biennale di Antiquariato avrà nuovamente luogo nella splendida cornice di Palazzo Venezia scelto per la preziosità dei suoi interni ricchi di opere di inestimabile valore storico ed artistico e per la possibilità di contribuire al loro mantenimento. Anche quest’anno, infatti, la Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma si impegnerà nel recupero e nel restauro di una delle opere conservate a Palazzo Venezia: un olio su tavola del Giovan Francesco Maineri raffigurante Il Compianto di Cristo Morto e Donatori, restituendole la giusta visibilità ed il giusto prestigio nel panorama artistico mondiale.

Anna Casasola

Verona Città UNESCO. Il Report

Il Consigliere comunale incaricato alla Cultura Antonia Pavesi ha presentato la pubblicazione “Verona Città Unesco – Report 2014”, prodotta dall’Osservatorio sul Turismo Culturale del sito Unesco City of Verona, istituito dal Comune e dall’Università degli Studi di Verona, alla presenza di Silvino Salgaro docente di Geografia della Facoltà Lettere e Filosofia e Alberto Roveda direttore del CIDE, Centro Interdipartimentale di Documentazione Economica dell’Università di Verona. “Grazie ad una importante collaborazione con l’Università – ha detto Pavesi – abbiamo potuto studiare i movimenti dei flussi turistici nell’anno 2013. Come città Unesco infatti non abbiamo solo l’obbligo di mantenere e valorizzare il nostro patrimonio storico e monumentale, ma abbiamo anche il dovere di valutare capacità e potenzialità nell’attrarre turismo. Verona si è dimostrata in grado di richiamare un numero notevole di visitatori, nonostante la crisi, con un trend positivo per i musei cittadini e per i due monumenti più visitati: Arena e Casa di Giulietta”. Il Report 2014, che sarà disponibile anche on line sul sito web del Comune di Verona (pagine Ufficio Unesco), studia le dinamiche turistiche che investono il centro storico di Verona in quanto sito Unesco, analizzando i dati relativi al periodo 2009-2013 in merito a flussi turistici alberghieri ed extra alberghieri nel comune di Verona, manifestazioni dell’Ente Fiera e visitatori di musei e monumenti civici. La pubblicazione è divisa in due parti, la prima che contiene una sintesi interpretativa dei dati e la seconda dove si trovano tutti i dati disaggregati. Dal Report emerge che nel 2013 le presenze di turisti in città sono state di un milione 579 mila, circa il 17 per cento in più rispetto al 2009, delle quali 789 mila hanno soggiornato a Verona. Sono state circa 624 mila gli arrivi nelle strutture alberghiere, con un incremento del 18,78 per cento negli ultimi cinque anni, dei quali 253 mila di italiani e 371 mila di stranieri, con una permanenza media inferiore ai due giorni. Circa 161 mila gli arrivi invece nelle strutture extralberghiere, con un aumento rispetto al 2009 del 129 per cento. In forte crescita (circa 31 per cento) l’arrivo di turisti dal resto del mondo, i maggiori incrementi si sono visti per i viaggiatori provenienti da Sud America, Africa e Asia. Grandi attrattori di turismo le manifestazioni fieristiche, che richiamano da tutto il mondo operatori ed espositori. Sempre lo scorso anno sono stati 1 milione e 441 mila i biglietti staccati nei musei, dei quali circa il 73 per cento rappresentati da visite in Arena e alla Casa di Giulietta.

Roberto Bolis