S-ciapi de emossioni

Raccoglie in un volume le sue emozioni, la poetessa veronese Anna Maria Lavarini, capace in liriche snelle, chiare, dense di carica emotiva, di trasmettere le sue illuminanti acquerellate di interiorità con una freschezza che denota l’età anagrafica soltanto per i contenuti. Narra di storie passate, di bambini, di figli e nipoti, ma soprattutto del suo amore, diviso tra quello per il marito, compagno di vita e di emozioni, e per la Poesia, suo sfogo e sua migliore amica, compagna di sé, quando è sola con se stessa.

La sua naturale voglia di comunicare la porta a racchiudere in pagine i suoi pensieri, spesso “buttati giù” senza freno e senza volontà di dare loro forma, fino a quando se li ritrova davanti agli occhi come piccole creature che non possono fare a meno di andare per il mondo e comunicare anche ad altri il loro modo di voler essere. La poesia di Anna Maria vuole essere, infatti. Malgrado la naturale predisposizione che non fa essere razionale il percorso creativo, la Poetessa desidera ardentemente dividerlo con gli altri, in modo che il circolo di amicizia si allarghi e diventi universale, come lo sono i suoi versi.

Anche per questo appartiene a due circoli culturali , il Club dei Poeti Dialettali del Legnaghese e il gruppo Insiemepoesia di Caldezzano.

In ogni caso, la raccolta di liriche spazia vari argomenti, con versi ricercati per il suono armonico delle parole: Lavarini ha come caratteristica principale proprio il suono delle sillabe, con la ricerca di termini connotati in dialetto veronese che sappiano soddisfare la cadenza tipica del dialetto veneto ma che, soprattutto, sappiano trasmettere quella musicalità intrinseca senza la quale la poesia non esiste. Oltre a questo, le poesie sono significative per la carica sognante di cui sono proprie e che accompagna il lettore in un mondo magico, dove la Natura impera e dove gli esseri umani sono sagome che la completano, in una meraviglia che Lavarini ancora non ha finito di scoprire e che ancora non finisce di stupirla. Così con le sue poesie le sagome acquistano capacità di parola e illuminano la scena di suoni nuovi: “’Na folada de versi sa infilà de ficheton/ drento de mi … I è parole, a olte bele e dolse,/ a olte inrabiade, amare/ …’n arco de violin che me fa vibrar,/ vivar e sognar… a oci verti”, che interpretano la solita vita di tutti i giorni con una carica di colori così ottimista da essere contagiosa.

Anna Maria Lavarini scrive se stessa e non c’è differenza tra quello che si legge e la sua persona, solare e partecipativa anche quando deve fare tacere le sue emozioni più amare. Un libro che si legge con leggerezza e che apre un orizzonte dove gli arcobaleni si intrecciano e creano nel lettore nuova capacità di parola. Da leggere.

Anna Maria Lavarini: “S-ciapi de emossioni”, Edizioni Stimmgraf, San Giovanni Lupatoto, 2013

Alessia Biasiolo

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